Costi della politica

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1 Costi della politica

2 Domenica 30 Ottobre 2011 Cisl: "Bene meno fiscalità e meno consiglieri regionali" Che ne pensa dell abbassamento dell Irap previsto dal presidente Tondo. Potrebbe essere un idea vincente per il rilancio dell economia in Friuli? E ancora che idea si è fatto dei tagli ai costi della politica previsti in Regione? Sono le due domande che abbiamo posto ai sindacalisti della provincia di Udine. Ecco cosa ci hanno risposto. Roberto Muradore (Cisl Udine e Bassa Friulana) 1. Il sistema delle imprese va supportato affinché possa reggere una situazione davvero pesante sia in termini di mercato che sul fronte della stretta creditizia. In questa contingenza è fuori dal mondo pensare che lo sconto dell Irap si possa dare solamente alle aziende che incrementano l occupazione! Ma il Segretario Regionale della Cgil Belci è al corrente di cosa sta accadendo nel tessuto produttivo e occupazionale della nostra Regione? O, forse, era troppo occupato a raccontare fiabe alle lavoratrici e lavoratori del Comparto Unico per interessarsi ad altro? Questa dell abbassamento dell Irap è una delle modalità d aiuto, certamente non esaustiva. Per il Friuli l economia è soprattutto il manifatturiero e urgono urgenti e ulteriori misure di politica industriale. Se c è un euro a disposizione lo si investa laddove si crea ricchezza per l intera comunità. Non c è solo, e basterebbe, una iniqua distribuzione del reddito, ma anche una colpevole disattenzione verso chi produce la ricchezza. Il nostro è proprio un Paese che penalizza i produttori. 2. Il Veneto, che è una regione molto più vasta e popolata della nostra, ha 60 Consiglieri Regionali, quindi da noi si può abbassare anche a meno di 50 il loro numero. E non è sufficiente asciugarsela con il fatto che la nostra è una Regione a Statuto Speciale. Ma, considerata l ostinata autoconservazione della casta, sarebbe importante già cogliere l obiettivo indicato da Tondo con, di più, una decisa sforbiciata ai trattamenti economici e ai vitalizi, vero scandalo! La politica, a meno che non si voglia farla diventare un qualcosa per i soli ricchi, deve avere un costo, ma gli eccessi e i privilegi sono insopportabili. Sempre. Non solo oggi, periodo di vacche magre. Ritengo che tagliare le ridondanze di rappresentanza politica/istituzionale, razionalizzare la macchina pubblica, accorpare situazioni para/pubbliche, eliminando così gli sprechi, sia necessario per risparmiare, vista la crisi fiscale, e per rendere più efficaci le offerte istituzionali e i servizi pubblici. Oltre che per ridare alla politica la perduta credibilità. Giovedì 23 Febbraio 2012 Ai consiglieri lontani da Trieste 38 mila euro di rimborso benzina È uno dei dati del dossier sui costi di giunta e Consiglio affidato dalla Cisl all economista Mattioni. Muradore: lunedì verrà illustrato come contributo per far recuperare credibilità alla politica. Un dossier sui costi della giunta e del Consiglio regionale per elaborare una proposta che restituisca credibilità e autorevolezza alla politica. La Cisl mette in campo alcuni strumenti per tenere alta l attenzione sui tagli alle spese per il funzionamento della Regione. Un progetto partito con l incarico all economista Fulvio Mattioni di elaborare lo studio e le ipotesi di tagli, dossier che verrà presentato lunedì mattina nella sede udinese della Cisl e che sarà accompagnato da un confronto tra politici e sindacalisti, tra Roberto Muradore (segretario della Cisl per Udine), l ex presidente della Regione Renzo Travanut, l ex assessore al Bilancio Pietro Arduini, il capogruppo in Consiglio del Pdl Daniele Galasso e i consiglieri regionali dell Udc Alessandro Tesolat e del Pd Paolo Menis. E al dibattito saranno presenti anche il segretario regionale del sindacato Giovanni Fania e quello della Funzione pubblica per Udine Nicola Cannarsa.

3 I numeri messi in fila da Mattioni sono solo un assaggio e vedono nel Consiglio la parte maggiore di spesa. Dal rimborso di 735 euro il mese a consigliere per il vitto per 21 giorni di lavoro a forfait fino a euro annui per il rimborso spese della benzina per i consiglieri più lontani da Trieste, i pordenonesi. Da un indennità di fine mandato che arriva fino a 200 mila euro agli assegni vitalizi che in media raggiungono quota euro mensili vitalizi che dalla prossima legislatura spariranno per lasciar posto al sistema contributivo. Non solo. L economista ha elencato anche i paragoni con le altre Regioni italiane, rilevando che il Fvg è al 10 posto in Italia per costo totale lordo di un consigliere. Ma anche che i 59 attuali rappresentanti sono troppi. L assemblea ha approvato una legge al vaglio a Roma per ridurre il Consiglio a 48, ma per Mattioni sono ancora troppi. «Ritengo che 40 sarebbe la giusta via di mezzo spiega l economista anche perché abbiamo 9 consiglieri in più rispetto all Emilia Romagna che ha 3,2 volte la nostra popolazione o 5 in più rispetto alla Toscana che ha tre volte la nostra popolazione. O, ancora, abbiamo gli stessi rappresentanti del Veneto che però ha 4 volte la nostra popolazione. I dati continua Mattioni dicono anche che il Fvg ha un rappresentante ogni 21 mila abitanti, portare il rapporto a uno ogni 25 mila cosa cambia? Visto che, ad esempio, la Lombardia ha un rappresentante ogni 123 mila persone, il Veneto uno ogni 98 mila, la Toscana uno ogni 93 mila, il Piemonte uno ogni 89 mila, l Emilia Romagna uno ogni 87 mila. La sintesi, dunque, è questa: è necessario lavorare meglio con meno spese». Compiuto il primo passo la Cisl pensa anche di elaborare un analogo studio per Comuni, Province e società partecipate dalla Regione. «L unica scissione degna di nota sostiene Muradore non è quella che avviene nei partiti ma è quella tra la gente e la politica, tra il popolo e l istituzione. Sono terrorizzato dal qualunquismo dilagante e dal sentimento anti-politico che si respira nel nostro Paese e in Fvg perché ritengo la politica intesa come polis (bene comune) un qualcosa di alto e di nobile. Abbiamo voluto questo incontro non in polemica e in contrasto alla politica, ma per dare, senza presunzione di avere la ricetta, un parziale contributo in positivo per recuperare far recuperare credibilità e autorevolezza a politica e politici. Tutti i sistemi hanno difficoltà ad auto-riformarsi e quindi il nostro conclude Muradore è uno stimolo esterno». Anna Buttazzoni Martedì 28 Febbraio 2012 La paga di un consigliere: 12 mila euro Dossier della Cisl sui costi della politica: quasi 11 mila euro di indennità più 735 euro per il rimborso dei pasti.

4 Il Friuli Venezia Giulia, rispetto ad altre regioni, è assai meno spendaccione. In tempi di crisi, quando ai comuni mortali vengono richiesti quotidiani sacrifici, è possibile operare ulteriori tagli ai costi della politica? La Cisl, con l analisi dell economista Fulvio Mattioni, ha voluto dare un contributo concreto all acceso dibattito in Fvg sul tema, fornendo numeri e proposte. Uno studio che è stato presentato ieri mattina nella sede della Cisl a Udine; ed è il punto di partenza della tavola rotonda Per una regione credibile, efficace e meno costosa. La paghetta del consigliere. L indennità lorda (che non coincide con il reddito netto) di un consigliere regionale del Fvg, senza cariche né funzioni, è di ,73 euro al mese, più il rimborso forfettario di 735 euro per i pasti, per un totale di 11 mila 729,73 euro al mese, inferiore alla media nazionale (14.650,36) che ci colloca all undicesimo posto in Italia. L indennità più bassa viene percepita in Umbria (8.588 euro), la più alta in Sicilia (20.730,94 euro). La paga di un consigliere semplice (in Fvg ce ne sono 34) lievita in base alle cariche e funzioni (22 sono gli esponenti del consiglio che detengono posizioni in organi istituzionali e tre quelli che reggono anche un assessorato). Sono cinque le voci che compongono il trattamento economico. L indennità di presenza spetta a tutti i consiglieri (10 mila 644,73 euro), l indennità di carica invece solo al presidente del consiglio e al governatore (5.322,36 euro). L indennità di funzione viene assegnata a 21 componenti in totale (ai 2 vicepresidenti dell assemblea regionale, ai 4 consiglieri segretari dell ufficio di presidenza, ai 6 presidenti delle commissioni permanenti, al presidente del comitato per la legislazione e agli 8 capigruppo). Per i due vicepresidenti è pari a 1.916,05 euro mensili, per gli altri a 1.277,37. Ciascun consigliere ottiene mila euro netti per ogni legislatura effettuata (indennità di fine mandato). «Ci viene trattenuto ogni mese spiega l esponente del Pd Paolo Menis il 5 % dalla busta paga per un totale di 37 mila euro». Nel 2013 l indennità di fine mandato interesserà una ventina di consiglieri per un totale di 3,5 milioni di euro. Il 17% dello stipendio viene trattenuto, invece, ogni mese per il vitalizio («per questa ragione abbiamo dovuto abrogarlo dalla prossima legislatura» precisa il capogruppo del Pdl Daniele Galasso). Il vitalizio. L assegno vitalizio in Fvg interessa 144 ex consiglieri, ai quali spettano, in media, euro mensili lordi. Nel 2010 era la seconda voce di spesa più onerosa del bilancio consuntivo del consiglio regionale: 7 milioni 776 mila 581 euro. Il costo lordo annuo dei 34 consiglieri più poveri varia dai 142 mila 960,92 dei sette triestini fino ai 175 mila euro l anno dei sette pordenonesi. Fra i 18 consiglieri con funzioni si va dai 158 mila 793 lordi annui (cinque da Trieste) ai 190 mila 912 (quattro di Pordenone). La giunta. I consiglieri-assessori con auto blu costano 174 mila 877 euro circa, il vicepresidente della giunta con auto blu 187 mila 651 circa, i due vicepresidenti del consiglio 182 mila 187 (Udine) e 198 mila circa (Pordenone). Per presidente del consiglio e governatore, con auto blu, si spendono 200 mila 425 euro a testa. I rimborsi spese. Un primo piatto alla mensa del consiglio regionale costava, con il vecchio appalto, circa 6 euro. Ora il servizio di refezione non è ancora attivo, in attesa della nuova gestione. Per le spese di vitto, calcolate su 21 accessi mensili) ciascun consigliere ha a disposizione 735 euro, pari a 35 euro a pasto. In un anno per i pasti di tutti i consiglieri vengono spesi euro. A chi utilizza la propria auto per gli spostamenti viene concesso un forfait, calcolato su 21 accessi alla sede del consiglio di Trieste. Chi viene da Trieste ha diritto a 50 chilometri di rimborso per 533,68 euro al mese, chi viene da Gorizia a 140 km e 1.494,30 euro al mese, da Udine si calcolano 200 km ottenendo 2.136,53 euro al mese, Tolmezzo e Pordenone figurano come 300 km ma nel primo caso vengono corrisposti 3.208,70 euro e nel secondo 3.210,27. Ci sono poi le spese per attività di aggiornamento, telepass e viacard e assicurazione infortuni. Negli ultimi dieci anni il trattamento indennitario dei consiglieri in carica è stato pari a 10,5 milioni di euro annui, per una media di 174 mila 990 euro a consigliere. La struttura. Sotto la giunta Illy si assiste a un impennata del 20,4% dei costi del Consiglio. Dai 20,6 milioni di euro del 2002 si sale ai 24,8 del 2004 (cifra che rimane stabile negli anni successivi). Il balzo è dovuto in prevalenza dall aumento dei contributi ai gruppi consiliari (+ 1,7 milioni di euro). Sempre nel 2004 si registra il boom dei dipendenti, dai 120 del triennio a 173: pesa l incremento del personale dei gruppi consiliari, della segreteria generale, dei presidenti di commissione e del Corecom. Nel 2007 invece il picco massimo: 196. Nel 2011 siamo scesi a 171.

5 La produttività. Negli anni 70 il consiglio varava in media 66 leggi all anno, negli anni 80 69, negli anni 90 43, fra il 2004 e il 2007 ne sono state emanate 31 mentre nel periodo la media è di 22 l anno. Il numero medio di sedute del triennio è pari a 70, al quale si sommano altre 50 sedute degli altri organi consiliari. 120 in tutto («Ma gli accessi non erano 252»? domanda Mattioni). Martedì 28 Febbraio 2012 La Cisl propone un risparmio in 13 punti Il sindacato chiede una riduzione degli sprechi. E il pubblico ai politici: «Date il buon esempio». Scaramucce fra l economista Fulvio Mattioni e l ex presidente della regione Renzo Travanut su quale fosse il tema annunciato dell incontro («Se avessi saputo che si parlava di questo non sarei venuto», «E allora com è che gli altri relatori si erano preparati» la replica di Muradore), critiche alla Cisl («Qui si parla dei costi dei politici e non della politica. È deludentissimo» afferma per esempio Menis) e più di qualche contestazione da parte della platea al grido «Date il buon esempio», tanto che la moderatrice Antonella Lanfrit, giornalista, ha dovuto richiamare all ordine più volte gli astanti, hanno accompagnato la tavola rotonda di ieri mattina, alla quale hanno partecipato il segretario generale della Cisl Fp Nicola Cannarsa, il segretario Usr Cisl Fvg Giovanni Fania, i consiglieri regionali Daniele Galasso, Paolo Menis e Alessandro Tesolat e gli ex amministratori Renzo Travanut e Pietro Arduini. Roberto Muradore, segretario Cisl dell Udinese e della Bassa friulana, ha sottolineato che «la credibilità della classe dirigente non può più essere nelle mani di una politica fatta di annunci e di un istinto conservativo e difensivo che oggi qui invece si respirava» e che «chi chiede sacrifici non può non farli in prima persona». Fania ha invocato un ritorno alla sobrietà, pur riconoscendo che i costi dei politici rappresentano solo la punta di un iceberg. La Cisl chiede di allargare alla società civile il Tavolo sui costi della politica e lancia una proposta in 13 punti che consentirebbe risparmi a 4,8 milioni di euro quest anno e di 53,6 milioni di euro fra il 2013 e il Un punto (l abrogazione dei vitalizi) è già stato recepito, un secondo (la riduzione degli assessori esterni a due) è in cantiere, come spiega Galasso. La proposta, fra l altro, prevede di ridurre il personale e i trasferimenti dei gruppi consiliari, le spese discrezionali del governatore da 170 mila a 70 mila euro, una sforbiciata del 50% sulle indennità di carica e di funzione e sulle spese di vitto e auto, stop all indennità di fine mandato e 40 consiglieri. Galasso obietta che le indennità di presenza sono già ridotte due volte del 10% e molto altro ancora è stato fatto a tutti i livelli istituzionali. Tesolat propone l abolizione delle spese di vitto e di fissare un tetto massimo di indennità. Menis esibisce la sua busta paga: al netto prende euro, al quale vanno sottratti mila euro (che vanno al partito). «Troppi tagli, democrazia più povera» Su un punto gli amministratori, passati o in carica, presenti alla tavola rotonda promossa dalla Cisl, sono tutti d accordo: la cura dimagrante dei consiglieri regionali, proposta dal Consiglio al parlamento (da 1 ogni abitanti a 1 ogni 25 mila, il che vuol dire dai 59 attuali a a seconda dei dati Istat) è congrua. Un taglio maggiore di poltrone comporterebbe deficit di rappresentanza territoriale e di governance. Eppure è quanto prevedono le norme nazionali (decreto legge 138/2011 e legge 148/2011). Per il Fvg comporterebbe una riduzione a soli 30 consiglieri regionali (-49,2%, 1 ogni 42 mila 127 abitanti). Il capogruppo del Pdl Daniele Galasso rievoca i tempi della giunta Illy, in cui sedevano ai banchi del consiglio 60 esponenti più 10 assessori esterni, per un totale di 70 componenti, ricorda il taglio dei costi operato finora e precisa che una riduzione maggiore «andrebbe a detrimento della qualità delle leggi e dell operato dei consiglieri». Paolo Menis del Pd osserva che, poi, i compiti di un consigliere diventerebbero troppo vasti. «Per l intera Carnia ci sarebbe un solo rappresentante dichiara Menis gli servirebbero tre segretari per tenere tutto sotto controllo». «Con un numero esiguo di consiglieri la maggioranza rischierebbe di andare sotto» aggiunge Alessandro Tesolat Udc. Anche Renzo Travanut e lo stesso Pietro Arduini, che pure, nel 1994 aveva proposto di scendere a 1 consigliere ogni 30 mila abitanti, ammettono che sulla Regione Fvg gravano competenze che richiedono un alto grado di rappresentanza.

6 Martedì 28 Febbraio 2012 La Cisl taglia la Casta, rivolta bipartisan Dai rimborsi alle spese dei gruppi, il sindacato avanza tredici proposte per risparmiare 17 milioni. Dal Pd al Pdl, coro di no Si prendesse mano davvero alla mannaia, i politici potrebbero costare meno, molto meno. Secondo le stime diffuse ieri a un convegno della Cisl di Udine, poco meno di 17 milioni nel biennio , 10,7 milioni a regime dal 2014, 53,6 milioni nel quadriennio Cifre imponenti tenendo conto che il bilancio del Consiglio regionale viaggia negli ultimi anni tra i 20 e i 25 milioni. Una provocazione che gli eletti, trasversalmente, non accettano: «I nostri costi incidono solo per lo 0,24% sul bilancio regionale». Una mattinata anche con qualche veleno. Numeri e slide fotografano stipendi e benefit della Casta. Ma Fulvio Mattioni, cui l organizzazione sindacale ha commissionato un dettagliato studio sui costi della politica in Friuli Venezia Giulia, lancia una provocazione che non viene digerita. Sono 13 le proposte che porterebbero appunto a risparmiare 4,8 milioni nel 2012, altri 12 milioni nel 2013 e quindi, anno dopo anno, altri 10,7 milioni. Si parte dai trasferimenti ai gruppi, che si potrebbero ridurre secondo l economista da 2,9 a 1,1 milioni, quindi meno personale (da 43 a 25 quello dipendente dei gruppi, da 128 a 86 quello del Consiglio, un risparmio sul biennio di circa 3,6 milioni), meno assessori esterni (da 7 a 2), meno consiglieri regionali (da 59 a 40, a metà strada tra la riduzione approvata in piazza Oberdan e le previsioni del decreto Tremonti, un ipotesi da 3,3 milioni in meno a regime), razionalizzazione delle sedi, abolizione di un vicepresidente del Consiglio e di due segretari, riduzione delle spese di comunicazione e stampa, calcolo dei rimborsi spese per vitto e automezzo calcolati non sugli attuali 21 giorni ma, fatti i conti delle presenze reali a Trieste, su 10 giorni. La scommessa, sottolinea in particolare Mattioni, «è che i consiglieri uscenti rinuncino all indennità di fine mandato. Non solo perché soddisfatti dei rimborsi forfettari goduti per tanti anni, ma soprattutto perché vogliosi di dare un esempio». Scommessa che, a quanto pare, l aula non intende fare. Daniele Galasso, capogruppo del Pdl, difende quei 53mila euro lordi per il reinserimento lavoro che i consiglieri ottengono «dopo aver versato il 5% su ogni stipendio mensile». È solo il primo botta e risposta di un confronto molto acceso con Paolo Menis (Pd) che si rivolge a Giovanni Fania e si dice «deluso di un dibattito che, anziché dei costi della politica, parla dei costi dei politici» e il segretario regionale della Cisl che ribatte: «Siamo noi delusi nel vedere la Casta, su questi argomenti, sempre sulla difensiva. La politica non si rende conto di non poter continuare a difendere indennità elevate, rimborsi e privilegi in una fase in cui ai cittadini vengono chiesti pesanti sacrifici. Occorre trovare un nuovo senso di sobrietà». «La politica torni a essere credibile, a dare il buon esempio aggiunge il segretario della Cisl Udinese e Bassa friulana Roberto Muradore : nessuno dice che la politica non deve avere un costo, ma questo va proporzionato alla situazione di un Paese nelle cui fabbriche si stanno firmando addirittura contratti di solidarietà». Due piani, quelli del sindacato e degli eletti, che non si incrociano. In Friuli Venezia Giulia c è un consigliere ogni abitanti mentre in Lombardia ce n è uno ogni ? I consiglieri invitati al convegno fanno fronte compatto contro ulteriori tagli, giudicando già decisivi al miglioramento dei costi della macchina quelli effettuati. Ridurre ulteriormente l assemblea legislativa porrebbe inoltre «seri problemi di funzionalità in una Regione a statuto speciale», sottolinea Galasso mentre Menis e Alessandro Tesolat (Udc) ricordano tra l altro che fare il consigliere «non significa andare solo a Trieste ma rappresentare un territorio». Interviene anche Renzo Travanut che ammette di essere un privilegiato con vitalizio da euro netti al mesi, ma aggiunge: «Ho vissuto per la politica e continuo a farla gratis, non mi faccio processare». Infine, Pietro Arduini: «I costi sono aumentati a dismisura con la giunta Illy».

7 Martedì 28 Febbraio 2012 I consiglieri in coro: Bastano i nostri tagli Costi della politica. La Cisl fa i conti in tasca alla Regione: Occorre ridurre ancora per rendere più credibili le istituzioni Giovedì 01 Marzo 2012 LA CISL UDINESE E DELLA BASSA FRIULANA RILANCIA IL TEMA DEI COSTI DELLA POLITICA «Regione, è ora di tagliare sul serio» «In atto una tendenza "futurista" (tagli solo nelle prossime legislature) e "minimalista" (riduce i tagli nazionali)» La «politica torni ad essere credibile, a dare il buon esempio: nessuno dice che la politica non deve avere un costo, ma questo va proporzionato alla situazione di un Paese, dove oggi si stanno firmando nelle fabbriche addirittura contratti di solidarietà». Il segretario della Cisl dell Udinese e Bassa friulana, Roberto Muradore, sul «affaire» delle retribuzioni degli amministratori va dritto al punto, affidandosi in apertura della tavola rotonda organizzata sul tema lunedì 27 febbraio allo studio commissionato all economista Fulvio Mattioni. (scaricabile sul sito

8 La fotografia con i dati che evidenziano, oltre alle retribuzioni e costi dei consiglieri, il rapporto particolarmente denso tra numero degli amministratori e popolazione (in Friuli-V.G. 1 ogni a fronte della Lombardia che ne presenta 1 ogni cittadini) resta il punto di partenza di un dibattito tra politici di ieri e di oggi e sindacato. Un confronto acceso che ruota attorno al numero 30, quello, cioè, dei consiglieri che, stando alle manovre dell ex ministro Tremonti e alle direttive dell Ue, la nostra Regione dovrebbe avere. Tuttavia, l obiettivo individuato piace poco ai politici, che in casa Cisl hanno fatto fronte compatto contro ulteriori tagli, giudicando già decisivi al miglioramento dei costi complessivi della macchina, quelli effettuati dall attuale giunta. Convinzione trasversale, da destra a sinistra, ed un unico «leit motiv»: ridurre ulteriormente il numero dei consiglieri regionali significherebbe compromettere la funzionalità dell assemblea di una Regione a statuto speciale, quindi con molti più oneri legislativi. Se per l esponente del Pdl, Daniele Galasso che evidenzia come i costi dei consiglieri incidano soltanto per lo 0,24% del Pil regionale molto si è già fatto, arrivando ad un massimo di 52 consiglieri (dai 70 di partenza), dai rappresentanti del centrosinistra Paolo Menis e Alessandro Tesolat arriva l invito a trattare del tema con equilibrio e soprattutto a considerare che il costo dei politici è solo una piccola parte rispetto al costo complessivo, fatto di personale, corpi regionali ecc Stessa sponda anche per due «vecchie guardie» dell amministrazione: l ex presidente Renzo Travanut e l ex assessore alle Finanze Pietro Arduini, d accordo che l aver portato il rapporto tra numero di consiglieri a 1 ogni 25 mila abitanti (dalla prossima legislatura se venisse approvata in appena un anno dal Parlamento la modifica costituzionale) sia una scelta congrua, ferma restando la necessità di ammodernare la macchina pubblica. Ad esplicitare quello che la Cisl si aspetta è il segretario generale del sindacato, Giovanni Fania. «È chiaro riassume che quello dei costi dei politici è solo una parte dei costi complessivi sostenuti impropriamente dalla democrazia e che andrebbero depennati. Al tempo stesso però aggiunge è altrettanto chiaro che occorre trovare un nuovo senso di sobrietà: non vorremmo che passasse il messaggio che la politica non è più capace di fare scelte, è lontana dalla gente e che si può fare anche senza, perché allora sì, che la democrazia sarebbe finita». Da dove partiamo. Aprire il tavolo alla società civile. L analisi dell'economista Fulvio Mattioni per conto della Cisl dell Udinese e della Bassa Friulana parte dall osservazione delle proposte presentate in Regione per i tagli dei costi della politica. Il titolo è tutto un programma: «Il comune senso della sobrietà». «In questa decima legislatura ha spiegato Mattioni sono state presentate 14 proposte di legge di iniziativa consiliare aventi la finalità del contenimento degli oneri di funzionamento di giunta e consiglio regionale. Le accomuna un tratto "futurista" ha denunciato Mattioni. Tutte le proposte di applicano alle legislature successive all attuale. Il secondo tratto è quello "minimalista"». Insomma i tagli sono molto moderati e ci sono parecchi «santuari» intoccabili. Prendiamo ad esempio il numero dei consiglieri regionali. Secondo il decreto legge 138/2011 (legge Tremonti), valido per le Regioni a statuto ordinario, i consiglieri dovrebbero scendere dagli attuali 59 a 30: le proposte depositate in consiglio regionale indicano invece 50 consiglieri (quella del Pdl) e 48 (quella del Pd). Proposte che, tra l altro, richiedendo una modifica costituzionale dello Statuto regionale da parte del Parlamento difficilmente potranno essere approvate in questa legislatura.

9 I maggiori partiti non hanno poi fatto alcuna proposta in merito alle indennità di presenza (quella che spetta a tutti i consiglieri, ed è pari al 70% dell indennità parlamentare sommata alla diaria, ovvero ,73 euro lordi al mese) e all indennità di fine mandato (una sorta di liquidazione, pari a circa mila euro netti per ogni legislatura effettuata). Nel solo 2013 costerà a 3,5 milioni di euro ipotizzando una ventina di consiglieri interessati). Pure il vitalizio (con la reversibilità al coniuge) viene mantenuto, pur se con importanti modifiche (sarà calcolato col metodo contributivo, ma solo per i nuovi eletti dopo la modifica). Nel 2010, con 7 milioni e 776 mila euro rappresentava il 32,1% dell intero bilancio del consiglio regionale (la seconda voce di spesa più onerosa). Analisi costi-benefici. Spese in ascesa, produttività in crollo Ma non ci sono solo lo «stipendio», la «liquidazione» e il «vitalizio». I costi denuncia la Cisl si annidano pesanti anche nei rimborsi (che, in quanto tali, non sono tassati): spese di vitto (735 euro mensili), di auto (si va dai 533 euro mensili ai residenti a Trieste ai 3.210,27 mensili a Pordenone), le spese per attività di aggiornamento (4 mila euro a legislatura a testa), i benefit come il telepass gratuito per l autostrada (nel 2010 pagati dal Consiglio ,30 euro di pedaggi) e l assicurazione infortuni ( euro nel 2010). Nel 2010 ogni consigliere è costato in media (vedi il dettaglio nella tabella sopra) euro, per un totale di 10 milioni e 324 mila euro. Poi ci sono le spese che non sono collegabili al singolo consigliere ma solo al complesso della struttura politica: 2,9 milioni di euro annui per il funzionamento dei gruppi consiliari, 0,9 milioni per le pulizie delle sedi. Tutti costi lievitati molto negli ultimi anni. Nel 2004 i contributi ai gruppi fecero un salto in avanti del 40%; gli spazi del consiglio regionale sono passati dagli originari 5900 metri quadrati coperti agli attuali ; le stanze sono passate da 96 a 239. Ma con tutte queste spese, la produttività sarà aumentata? Niente affatto, conclude nella sua analisi per conto della Cisl l economista Fulvio Mattioni. Negli Anni 70 si approvavano in media 66 leggi l anno, salite a 69 negli Anni 80, ma poi calate drasticamente a 43 negli Anni 90. E negli anni più recenti? Un tracollo: nel la media è scesa a 31, ma nel ha raggiunto solo le 22 leggi regionali approvate all anno. Le sedute annue del Consiglio regionale sono un cinquantina. Troppi eccessi, rileva la Cisl, anche nel numero di dipendenti del Consiglio regionale. Anche qui il 2004 è un anno «nero»: i dipendenti salgono dai 120 del triennio 2000/2002 a 173. L aumento è dovuto: ai dipendenti dei gruppi consiliari, della segreteria generale, dei presidenti di commissione e del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni). «Si impone urgentemente il ritorno ad uno stile di sobrietà», conclude la Cisl. La proposta. Come risparmiare 53,6 milioni in 5 anni Risparmiare 53,6 milioni di euro nella prossima legislatura regionale (2013/2017) e già 4,8 milioni quest anno: questi i risultati che si otterrebbero applicando le proposte della Cisl. Vediamole. I tagli. Ecco le sforbiciate proposte dal sindacato: abolire l indennità di fine mandato e il vitalizio; adeguare il numero dei consiglieri alla popolazione (attualmente il Friuli-V.G. Ha 10 consiglieri più dell Emilia Romagna, che ha oltre il triplo di popolazione); ridurre il numero dei gruppi consiliari e i relativi costi (da 2,9 a 1,1 milioni l anno); ridurre il numero delle Commissioni permanenti; ridurre il numero degli assessori esterni (massimo 2 anziché 7); ridurre le sedi e i loro costi; introdurre la prassi della rendicontazione di costi effettivi piuttosto che rimborsi «a forfait»; legare i costi di vitto e automezzi alle effettive presenze; rilevare la presenza effettiva dei consiglieri ai lavori del Consiglio. La trasparenza. Secondo la Cisl il «tavolo» sui costi della politica va allargato alla società civile e i materiali da esso prodotti devono diventare pubblici; il bilancio consuntivo integrale del Consiglio regionale va integralmente pubblicato sul web; il Comitato consiliare per la valutazione e il controllo deve valutare l attività dei gruppi consiliari e illustrare pubblicamente il suo rapporto annuale. Valorizzazione dei consiglieri. Per ridare un maggior ruolo all assemblea (oggi troppo «schiacciata» dalla giunta), la Cisl propone di dare la presidenza del Consiglio alle minoranze; di ridurre a 2 gli assessori esterni; candidare consiglieri più qualificati se devono anche governare; introdurre l obbligo per ogni consigliere di presentare come primo firmatario almeno un progetto di legge in una legislatura; scegliere il personale all interno del comparto unico regionale (più qualificato dei «portaborse»).

10 Giovedì 01 Marzo 2012 Cisl, numeri giusti ma non c é solo la casta regionale. I calcoli presentati dalla Cisl sono, numero più numero meno, corretti. Il tema dei costi della politica esiste ed è doveroso dare un segnale: in parte, la politica non ha ancora compreso a fondo quel che sta accadendo nel Paese. Le caste, però, sono tante; non solo quella degli eletti. Se il sindacato è onesto guarda anche a se stesso e alla doverosa necessità di riformare il sistema della rappresentanza sindacale in questo Paese. Dalla prima pagina - RIFORME DA FARE FINO IN FONDO Alcune cose in questa regione sono state fatte e tra tutte vanno certamente ricordate la riduzione dei consiglieri regionali da 60 a 48 e la riforma dei vitalizi, anche se su quest'ultima si poteva e si doveva fare meglio. Soprattutto per il taglio dei consiglieri si tratta di una riforma strutturale e fondamentale per allineare gli standard della nostra rappresentanza ai livelli dei principali Paesi europei. Occorre portare quel processo di riforma fino in fondo e procedere rapidamente all'attuazione del provvedimento già votato dal nostro consiglio regionale e che oggi è al vaglio degli organi parlamentari. Dobbiamo vigilare perché non vi siano rallentamenti e perché la riforma venga attuata senza tentennamenti. COSTI DELLA POLITICA Una prima denuncia già nel 2007 dall ex assessore Arduini Consiglio, il botto dell era Illy Dal 2004 impennata della spesa (+20,4%), raddoppiato il "peso" dei gruppi C'è un anno, nella storia recente del Consiglio regionale, che segna un punto di svolta nei costi dell'aula: è il 2004, con la maggioranza di centrosinistra guidata da Riccardo Illy al governo. A metterlo in evidenza lo studio che l'economista Fulvio Mattioni ha compiuto per la Cisl Udine e che è stato presentato lunedì scorso nel capoluogo friulano. La fonte sull'andamento dei costi è lo stesso Consiglio regionale. La ricerca mette in luce come in valori assoluti il costo totale del Consiglio passi dai 20,6 milioni di euro del 2002 (maggioranza di centrodestra e prima Giunta Tondo al governo) ai 24,8 milioni del 2004 (+20,4%), per mantenersi, in seguito, «su importi analoghi». Un rialzo di 4,2 milioni, cui le spese per i gruppi consiliari hanno contribuito con 1,7 milioni, pari al 40% dell'aumento. I contributi ai gruppi consiliari, dettaglia lo studio, in soli 8 anni sono più che raddoppiati: rappresentavano il 5,2% del costo del Consiglio nel 2002, erano il 12,2% nel Anno cruciale, il 2004, anche per il numero dei dipendenti del Consiglio, che in quei dodici mesi registrano un «boom»: erano 120 nel triennio , diventano 173 solo due anni dopo. Un aumento, spiega lo studio della Cisl, dovuto ai dipendenti dei gruppi consiliari, della segreteria generale, dei presidenti di commissione e del Corecom. Nello specifico, 92 unità alla segreteria generale (dai del quadriennio precedente); 44 unità nei gruppi consiliari (erano 29 nel 2000; 31 nel 2002 e 39 nel 2003); 37 unità nelle strutture rimanenti (11 nel 2000, 19 nel 2003). Dopo l'anno del «boom» la crescita dei dipendenti del Consiglio prosegue fino a toccare l'apice delle 196 unità nel 2007, quando la segreteria generale era composta da 99 unità, i gruppi consiliari avevano 48 dipendenti e il resto della struttura 49. Da quell'anno si è innescato un processo regressivo fino alle 171 unità del 2011, anno in cui si contavano 96 addetti alla segreteria generale, 43 unità nei gruppi e 32 nel resto delle strutture. Un'impennata di costi e personale, quella a partire dal 2004, che non era sfuggita all'ex assessore regionale alle Finanze Pietro Arduini (Ln). Come ha evidenziato nel corso del convegno Cisl, mostrando il documento, nel novembre del 2007 aveva lanciato l'allarme con tanto di numeri inviando una lettera ai direttori dei giornali regionali, nella quale diceva, tra l'altro, che «il costo del Consiglio è passato da 20 milioni del 2002 a 29,5 del 2007» e che la dotazione organica del Consiglio «è costituita da un piccolo esercito di 200 persone». Risultato? «Nessuno l'ha pubblicata», ha fatto sapere.

11 Giovedì 01 Marzo 2012 Blasoni alla Cisl: anche altre caste «I calcoli presentati dalla Cisl sono, numero più numero meno, corretti. Il tema dei costi della politica esiste ed è doveroso dare un segnale: in parte, la politica non ha ancora compreso a fondo quel che sta accadendo nel paese. Le caste, però, sono tante; non solo quella degli eletti», afferma il consigliere regionale del Popolo della libertà Massimo Blasoni. «Se il sindacato è onesto - prosegue Blasoni - guarda anche a se stesso e alla doverosa necessità di riformare il sistema della rappresentanza sindacale in questo Paese. Alcune cose in questa regione sono state fatte e tra tutte vanno certamente ricordate la riduzione dei consiglieri regionali da 60 a 48 e la riforma dei vitalizi, anche se su quest ultima - osserva ancora l esponente del Pdl - si poteva e si doveva fare meglio». Mercoledì 21 Marzo 2012 I costi della politica ignorati dai responsabili L intervento di Roberto Muradore Segretario Generale dell U.S.T. Cisl di Udine Tutta l Unione Europea è impegnata nello sforzo di contenimento dei debiti sovrani esplosi anche a causa della modestissima crescita dell economia e, nel nostro Paese, per una politica di spesa dissennata. L Italia ha iniziato in extremis ad affrontare il problema sotto l egida tecnica della Bce interessata a evitare che il fallimento dell Italia trascinasse quello dell area dell Euro. Si è avviata, pertanto, l esperienza del governo tecnico che poggia sull urgenza di salvare l Italia dal fallimento e, in seguito, sull obiettivo di farla tornare a crescere. L Italia è ancora fortemente impegnata nella fase dell urgenza, ancorché stia meglio rispetto a due mesi fa grazie allo sforzo, al sacrificio e alla sofferenza di alcune fasce sociali: pensionati, lavoratori pubblici e privati! E questi non possono certo essere lasciati soli. Il presidente Napolitano, infatti, esorta continuamente la politica alla sobrietà e alla responsabilità. Il governo Monti, inoltre, afferma che nella spesa pubblica esistono ampi margini di risparmi e di razionalizzazioni ottenibili senza compromettere la qualità dei servizi offerti. Dando l esempio, dichiara che nei primi 100 giorni i risparmi della Presidenza del Consiglio sono stati 43 milioni di euro, sottolineando come tutte le componenti della società debbano partecipare allo sforzo di salvezza e di rilancio dell Italia. Il cardinal Bagnasco, infine, sprona la politica ricordando che chi rientra nella classe dirigente ha doveri specifici di trasparenza ed economicità. La Cisl di Udine il 27 febbraio scorso ha promosso una tavola rotonda il cui scopo era quello di iniziare la ricerca di un comune senso della sobrietà che permettesse di sanare l evidente scollamento tra la classe politica e la società civile. L iniziativa era improntata alla volontà di contrastare l antipolitica che nega il ruolo dirigente della politica, che ritiene debba essere gratuita riservandola, di fatto, ai ricchi, che la ritiene non riformabile, eccetera... L ulteriore finalità era evitare la mancanza di coinvolgimento della società civile, così come nel modello del Tavolo regionale sui costi della politica, tutto interno a questa poichè riservato a soli 13 politici. La tavola rotonda è stata aperta da una relazione tecnica che ha rendicontato i costi di funzionamento degli organismi politici della Regione Fvg (Consiglio e Giunta) utilizzando dati e informazioni disponibili solo nel Consiglio Regionale stesso. Ne è scaturito un ampio e articolato dibattito abbondantemente ripreso dagli organi di stampa. Ciò che ha stupito e addolorato, però, è che un ex-presidente del Consiglio e il Presidente in carica non soltanto non conoscano i dati e le informazioni del proprio sito, ma che, per supponenza e arroganza, abbiano definito castroni, ballisti e scorretti coloro che hanno utilizzato, citandola, l unica fonte ufficiale disponibile a riguardo (il Consiglio regionale, per l appunto). Una reazione davvero scomposta e volgare che non si addice per nulla a chi ha ricoperto e ricopre ruoli istituzionali. Sono forse stati presi dalla sindrome di lesa maestà, oppure pensano che se vuoi discutere devi solo star zitto o, ancora, ritengono che piangere fa male al Re? Tuttavia, nella convinzione che questo increscioso incidente di percorso non debba fermare il dialogo tra gli organi politici del Friuli Vg e la società civile, proponiamo un suo fattivo superamento chiedendo ai consiglieri regionali del Fvg di poter illustrare la relazione tecnica della tavola rotonda al Consiglio Regionale stesso trovando uno spazio ad hoc tra i lavori dell Assemblea.

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