IV domenica di Quaresima - Anno A 2014

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IV domenica di Quaresima - Anno A 2014"

Transcript

1 IV domenica di Quaresima - Anno A 2014 Dal Vangelo secondo Giovanni 9, In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita. Sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va a lavarti nella piscina di Siloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l elemosina?». Alcuni dicevano: «E lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore,perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Ogni volta che si rilegge il Vangelo del cieco nato non si può non restare stupiti di fronte all atteggiamento dei farisei, messo in rilievo anche dall ironia con la quale l evangelista Giovanni lo presenta. Hanno di fronte un cieco nato che recupera la vista - una cosa inaudita, impossibile ma non esprimono nessuno stupore. In nessun momento, neanche all inizio, si lasciano sorprendere. Fin dall inizio c è in loro una resistenza implacabile e ostinata di fronte a quello che è appena avvenuto. Questo mendicante era noto a tutti, tutti sapevano che era cieco, che non era un impostore, eppure i farisei cercare strenuamente di negare questa evidenza. Chiamano i genitori, pur sapendo che questi non sono liberi di dire la verità a causa della minaccia di espulsione dalla sinagoga che pesava su tutti coloro che riconoscono in Gesù il Messia. Interrogano dunque, ma non vogliono udire la sola risposta che corrisponde alla verità. Continuano a negare i fatti anche durante il secondo interrogatorio del cieco. Alla fine, come sempre in questi casi, non potendo negare oltre i fatti, non potendo sopportare la 1

2 schiacciante evidenza dell accaduto, decidono di sopprimere colui che ne è la prova vivente - ricorrono alla violenza, espellono il cieco nato dalla sinagoga. Come si può qualificare questo accanimento dei farisei, questa negazione dell evidenza, questo rifiuto di vedere i fatti se non come un accecamento? La vera cecità non è quella del cieco nato, ma quella dei farisei che non vogliono vedere, non vogliono riconoscere che Gesù è il Messia. Ma questa quarta domenica di quaresima abbina al vangelo del cieco nato il racconto dell invio di Samuele da parte Signore per ungere il nuovo re di Israele e orienta in questo modo la nostra riflessione sulla vera natura della cecità spirituale. Vediamo anche un grande profeta come Samuele - quindi un uomo di Dio, un uomo aperto alla volontà di Dio, un uomo che cerca di farsi semplicemente il trasmettitore di quello che Dio gli chiede - ebbene, vediamo che anche in un uomo di Dio ci può essere una certa resistenza al Signore, una certa cecità, analoga a quella dei farisei. Non affronta la missione che gli è stata affidata con un cuore completamente libero e aperto. Ha già un idea preconcetta di come deve essere il nuovo re - e questa idea è sbagliata. Appena arriva nella casa di Iesse e vede il suo primogenito Eliab dice tra sé e sé: Certo davanti al Signore sta il suo consacrato. Certamente questa è la persona giusta. Pensa in questo modo perché Eliab era il primogenito, il più importante nella casa, e poi perché aveva una bella prestanza, una bella statura, si presentava bene, fin dalla sua infanzia era stato educato per comandare poiché doveva ereditare tutto. Da un punto di vista umano, era la persona più adatta per diventare re. Certo, l atteggiamento dei farisei e quello di Samuele sono diversi. I farisei rifiutano l evidenza perché hanno già deciso che Cristo non può essere il messia. Samuele invece sembra semplicemente commettere degli errori, ma resta aperto e cerca, aspetta una conferma del Signore. Ma se l esito finale è diverso, resta che all inizio sia i farisei che Samuele non hanno visto bene, non hanno guardato le cose nel modo giusto. Sia Samuele che i farisei erano accecati. E questo ci invita dunque a interrogarci su quale sia la causa di questa cecità. Che cosa c è di comune nel loro atteggiamento? Se è vero, infatti, che non vogliamo rifiutare l evidenza con la stessa forza e con la stessa resistenza dei farisei, non siamo probabilmente molto dissimili da Samuele nel nostro modo di valutare le cose, nel nostro modo di dare importanza prima di tutto all apparenza. La risposta è chiara. I farisei sono accecati perché hanno già deciso che Gesù non può essere il messia, non deve essere il messia, perché non corrisponde ai loro criteri: non 2

3 rispetta il sabato, non viene dalle scuole rabbiniche giuste (di lui non sappiamo di dove sia), non è nato nel posto giusto (il messia non può venire da Nazareth). E poi, naturalmente, vedono in Gesù una minaccia, perché Gesù critica molto fermamente le derive di cui sono essi stessi consapevoli, derive che li hanno condotti a sostituire alla Parola di Dio le loro tradizioni. Quindi i farisei sono accecati perché hanno già deciso che Gesù non può essere il messia, perché costituisce una minaccia per il loro potere, per la loro posizione nella società. D altra parte abbiamo il profeta Samuele che ha già in mente come deve essere un re per governare in nome del Signore. Quello lo acceca. Deve essere il primogenito della famiglia, deve essere il più imponente, deve essere colui che più ispira rispetto da un punto di vista umano. E qui che troviamo il fattore che accomuna i farisei e Samuele: hanno una loro idea di come Dio deve agire. Si può dire: di come agirebbero loro se fossero Dio. Questo è ciò che li acceca. Anche i farisei, al di la delle ragioni contingenti che possono averli condotti a questo indurimento, non vogliono accettare che Dio possa agire nella storia attraverso una persona così umile, così dimessa come quella di Gesù e attraverso un messaggio così sorprendente come il suo. Ricordiamoci che questa difficoltà la incontra anche Giovanni il Battista, al punto che egli stesso ad un certo punto manda a chiedere a Gesù: Sei tu il messia oppure dobbiamo attenderne un altro? Questo è il problema sia dei farisei che di Samuele. Ciò che li acceca è l idolatria. Non rappresentiamoci l idolatria solo come il fatto di scolpire un pezzo di legno e poi adorarlo. Questa ne è solo la forma più grossolana e primitiva. In realtà l idolatria è qualcosa di molto più profondo, è qualcosa di radicato nel nostro stesso cuore. A un Dio che è invisibile, a un Dio che agisce in un modo che continuamente ci sorprende, a un Dio che in fondo non ci lascia mai in pace, senza accorgercene, piano piano, sostituiamo una nostra immagine di Dio. Poi cominciamo progressivamente a confondere la nostra immagine di Dio che spesso è ciò che noi faremmo se fossimo Dio con quella del Dio vero. Ed insieme a questa falsa immagine di Dio, ci facciamo la nostra propria idea di quella che dovrebbe essere l agire di Dio, la volontà di Dio. Cominciamo a chiamare volontà di Dio quella che in realtà è volontà nostra. Se c è un espressione della quale abusiamo tutti, a tutti i livelli, non solo a livello personale, ma ancora di più nella vita della Chiesa nel suo insieme, è proprio questa: E la volontà di Dio!. E ciò che fa Samuele stesso - pensa: E sicuramente volontà di Dio che questa persona sia il re. Invece sappiamo che si sbagliava. 3

4 Anche quando facciamo delle cose per Dio, non dimentichiamo mai che i nostri metodi e i nostri criteri restano umani, restano sempre più o meno spirati ad una logica mondana, vale a dire la logica della vistosità, dell imponenza fisica, della superiorità intellettuale o sociale, del successo, del potere. Sappiamo bene non possiamo nascondercelo quanto queste logiche non agiscano solo fuori, ma anche dentro la Chiesa. Sappiamo bene quanti dei meccanismi che reggono la vita della chiesa siano mossi da questi criteri mondani. Ogni giorno noi preghiamo il Padre Nostro e diciamo queste due frasi: Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà. Ma in realtà, continuamente, ogni giorno, con i nostri atteggiamenti, con le nostre scelte, diciamo: Sia fatta la mia volontà. O piuttosto: Sia fatta la volontà del Dio a mia immagine. La volontà del Dio che mi sono costruito io. Venga il mio regno. Visto che Dio è invisibile, visto che sembra in fondo non tanto efficace, allora agisco io e faccio le cose a modo mio. Ed ecco allora che la logica del mondo si introduce nella vita del cristiano e nella vita della Chiesa. Ecco che invece della ricerca del bene e della verità si cerca il compromesso. Il compromesso non è l equilibrio ispirato dalla prudenza, ma la ricerca di una soluzione che non scomodi nessuno, che lasci le cose così come sono, fatta per ottenere consensi e in fondo per accrescere il proprio potere. Oppure, invece di rinunciare ai propri pregiudizi per discernere la volontà di Dio, si cerca di imporre il proprio punto di vista con metodi che sono politici nel senso negativo del termine - sono politici perché dettati dalla ricerca del consenso in tutti i modi, anche comprando le persone, senza riguardo per la verità. Ci sono tanti modi di comprare le persone o di creare delle maggioranze in maniera artificiale, senza un vero confronto di idee, senza una vera ricerca della verità. Ma le letture di oggi ci offrono anche delle chiavi per resistere a questo meccanismo irresistibile di idolatria, a questa logica mondana. Vediamo prima di tutto cosa succede con Samuele. Egli è un profeta, cioè un uomo di Dio, non perché è infallibile, non perché non sbaglia mai visto che proprio in questa lettura lo vediamo errare, come vediamo nel Vangelo spesso gli apostoli errare. Samuele è un uomo di Dio perché sa che neanche lui è immune da questa idolatria che egli stesso, nel nome del Signore, costantemente denuncia. L umile, l uomo di Dio, è quello che conosce, che ri-conosce la propria idolatria, che non la nega, che non crede che per essere uomo di Dio debba essere perfetto. Quindi, proprio perché ha questa coscienza della propria idolatria, questa coscienza del proprio peccato, questa coscienza della propria povertà e della propria 4

5 miseria, è una persona umile, è cioè una persona che verifica costantemente quello che crede essere volontà di Dio. Il profeta non è colui che ha la verità, perché la verità non la possiede nessuno - la verità non è una cosa che si possiede. Guai a chiunque, a qualsiasi livello, credesse di possedere la verità, perché a quel punto prenderebbe il posto di Dio. La verità è qualcosa che occorre costantemente discernere nell umiltà e nella preghiera. La verità è qualcosa che si riceve ad ogni istante. Samuele è un uomo di Dio perché, se non può fare a meno di entusiasmarsi per un candidato, allo stesso tempo conserva l orecchio aperto a quello che gli dice il Signore. E il Signore gli dice: Non è questo il mio candidato. Alla fine, anche quando sembra che non ci sia più nessuno, Samuele sa che ci deve essere per forza qualcun altro e chiede se non ci sia un altro figlio. A quel punto arriva colui al quale nessuno aveva pensato e che diventerà il grande re Davide. Il primo antidoto contro l idolatria è dunque questa umiltà che viene dalla coscienza della propria debolezza e che si traduce in ascolto permanente del Signore. Ma abbiamo bisogno poi del Vangelo per renderci conto che alla fine, di fronte alla cecità dell idolatria, vi è un solo rimedio: il miracolo. Occorre che venga Gesù ad aprirci gli occhi, per poter vedere non solo la verità in generale, ma soprattutto per vedere Lui, per credere in Lui. Solo in questo modo possiamo vedere Dio, possiamo riconoscere Dio nella storia, possiamo discernere la volontà di Dio laddove non l avremmo mai cercata, laddove non avremmo mai immaginato che essa potesse esprimersi. La ricerca della volontà di Dio, la capacità di discernere l azione, la presenza di Dio nella storia è un miracolo permanente. Questa capacità non è qualcosa che si riceve una volta per tutte. Anche chi è stato ordinato presbitero, anche chi occupa posti di responsabilità nella Chiesa a tutti i livelli, anche il papa non possiede automaticamente o permanentemente questa capacità. Anche i papi, quando devono esprimersi su questioni particolarmente gravi, consultano, riflettono e soprattutto pregano. Questo vuol dire che anche loro, anzi soprattutto loro che hanno il carisma di pronunciare alla fine la parola dirimente nel nome di Dio, la parola alla quale noi dobbiamo obbedire, ebbene, soprattutto loro hanno coscienza del fatto che non è una capacità che possiedono, ma una cosa che devono mendicare attraverso l ascolto e attraverso la preghiera, perché effettivamente riconoscere la volontà di Dio, la presenza di Dio nella storia è un miracolo permanente. Quando il cieco, dopo essere stato scacciato, incontra Gesù, Gesù gli dice questa bellissima: Credi nel figlio dell uomo? ed egli rispose: E chi è Signore, perché io creda in lui? 5

6 Gli occhi li aveva già aperti, già vedeva Gesù. Ma lo vedeva solo con gli occhi fisici e aveva ancora bisogno di un altro miracolo, del miracolo più grande di tutti, quello che si produce quando Gesù gli risponde: Lo vedi, è colui che parla con te. Perché solo in quel momento crede. La fede è sempre il risultato di un miracolo, di questo miracolo in virtù del quale gli occhi del cuore si aprono una prima volta per riconoscere Dio e poi continuamente, nel corso della nostra vita, per discernere la presenza e l azione di Dio nella storia. La lotta contro l idolatria, sotto tutte le sue forme, è persa in partenza. L idolatria è troppo radicata nel nostro cuore. La ricerca del potere, del successo, dell affermazione di sé e la resistenza contro tutto quello che ci destabilizza, contro tutto quello che ci mette in una situazione precaria è qualcosa di troppo radicato nel nostro cuore per poterlo combattere con le nostre sole forze. Non ci riusciremmo mai. Il solo modo di smascherare questa idolatria è una sana diffidenza nei nostri confronti, nei confronti dei nostri giudizi, del nostro modo di vedere le cose. La più grande lezione del monachesimo e della spiritualità dei primi secoli è contenuta tutta in questa frase: Stai attento a te stesso! Conosci te stesso. Cioè conosci la tua debolezza! Conosci la tua idolatria! Conosci il tuo peccato! Perché solo in questo modo puoi entrare in quell atteggiamento di umiltà, di apertura, di ascolto permanente che ha caratterizzato Samuele e gli ha permesso di riconoscere il re voluto dal Signore. Solo chi si sa debole, chi si sa incapace, chi si sa peccatore, tiene costantemente l orecchio aperto al Signore, prega, verifica tutto quello che crede essere giusto, lo verifica alla luce del Vangelo. Il solo antidoto contro l idolatria è l adorazione. E mettersi cioè in questa posizione di dipendenza totale nei confronti del Signore, in questo costante pregare: Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà. Se il Padre Nostro è una preghiera quotidiana, se Gesù ha voluto che la recitassimo ogni giorno, se Gesù ha voluto che la vivessimo ogni giorno, è perché ci promette doni che non sono mai ottenuti una volta per tutte. Tutta la spiritualità cristiana è contenuta nel Padre Nostro. Diventare cristiani è recitare con verità sempre più profonda il Padre Nostro e in modo particolare questa frase: Sia fatta la tua volontà. E una maniera di dire ogni giorno: Signore, non la mia volontà, ma la tua volontà. E poi Venga il tuo regno: Io avrei fatto diversamente, Signore. Io farei diversamente le cose, però credo in te. So che il tuo modo di agire è misterioso, però tu ci ami. Tu hai la tua maniera di agire nella storia, ebbene, allora venga il tuo regno. Aiutami, Signore. Guarisci ogni giorno di più la mia cecità. Aiutami a riconoscere dov è la tua volontà e ad aderirvi con cuore libero, aperto e sincero. 6

Quell'uomo che si chiama Gesù

Quell'uomo che si chiama Gesù Parrocchia di Maerne Schema per gli Esercizi Spirituali parrocchiali 2013 Quell'uomo che si chiama Gesù Secondo Giorno Introduzione La storia della guarigione del cieco ci aiuta ad aprire gli occhi sull

Dettagli

Il Giovane Ricco - Luca 18:18-27

Il Giovane Ricco - Luca 18:18-27 Il Giovane Ricco - Luca 18:18-27 filemame: 42-18-18.evang.odt 3636 parole di Marco defelice, RO, mercoledì, 6 giugno, 2007 -- cmd -- La Bibbia è la Parola di Dio. È più attuale di quanto lo sia il giornale

Dettagli

LUCIANO MONARI VESCOVO DI BRESCIA. Come il Padre ha mandato me, anch io mando voi. Gv 20,21

LUCIANO MONARI VESCOVO DI BRESCIA. Come il Padre ha mandato me, anch io mando voi. Gv 20,21 LUCIANO MONARI VESCOVO DI BRESCIA Come il Padre ha mandato me, anch io mando voi Gv 20,21 LETTERA PASTORALE PER L ANNO 2013-2014 LUCIANO MONARI vescovo di brescia Come il Padre ha mandato me, anch io

Dettagli

RICERCA BIBLICA A cura di Luciana Graceffo NON TEMERE, NON TEMETE, NON AVERE PAURA, NON ABBIATE PAURA, NON SPAVENTARTI, NON SPAVENTATEVI

RICERCA BIBLICA A cura di Luciana Graceffo NON TEMERE, NON TEMETE, NON AVERE PAURA, NON ABBIATE PAURA, NON SPAVENTARTI, NON SPAVENTATEVI RICERCA BIBLICA A cura di Luciana Graceffo NON TEMERE, NON TEMETE, NON AVERE PAURA, NON ABBIATE PAURA, NON SPAVENTARTI, NON SPAVENTATEVI QUANTE VOLTE, IN CHE MODO E IN QUALI CONTESTI VENGONO PRONUNCIATE

Dettagli

«Chi Ci separerà dall amore di Cristo?»

«Chi Ci separerà dall amore di Cristo?» «Chi Ci separerà dall amore di Cristo?» E S E R C I Z I D E L L A F R A T E R N I T À D I C O M U N I O N E E L I B E R A Z I O N E R I M I N I 2 0 1 3 «CHI CI SEPARERÀ DALL AMORE DI CRISTO?» Esercizi

Dettagli

SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA

SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA 1 INCONTRO LA PAROLA: dal Vangelo secondo Luca 23, 33-49 La domanda che nasce spontanea dalla lettura del testo sembra quasi banale: Ma come puoi tu portare salvezza, portare

Dettagli

Non Io, Ma Cristo di Jim Hohnberger

Non Io, Ma Cristo di Jim Hohnberger Non Io, Ma Cristo di Jim Hohnberger Dio ha un piano di salvezza e redenzione per l'uomo caduto e Satana ha un piano per mantenere l'uomo caduto in questo stato. L'intero piano di Satana è costruito attorno

Dettagli

VIVERE NEL MONDO E NON ESSERE DEL MONDO

VIVERE NEL MONDO E NON ESSERE DEL MONDO COORDINAMENTO NAZIONALE GRUPPI FAMIGLIA 2000 - ANNO DEL GIUBILEO VIVERE NEL MONDO E NON ESSERE DEL MONDO SUSSIDIO PER GLI INCONTRI DEI GRUPPI FAMIGLIA Edito da: ASSOCIAZIONE "FORMAZIONE E FAMIGLIA" Introduzione

Dettagli

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA?

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? dott.ssa Anna Campiotti Marazza (appunti non rivisti dall autrice; sottotitoli aggiunti dal redattore) L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? primo incontro del ciclo Il rischio di educare organizzato

Dettagli

Conferenza Episcopale Italiana Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport

Conferenza Episcopale Italiana Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport Conferenza Episcopale Italiana Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport Scuola di pensiero: Uno sport per l uomo aperto all Assoluto Lectio divina Che cosa è l'uomo perché te

Dettagli

LE BEATITUDINI. (Mt 5, 3-10) Conferenza di p. Alberto Maggi presso l associazione I beati costruttori di pace. Padova 2006

LE BEATITUDINI. (Mt 5, 3-10) Conferenza di p. Alberto Maggi presso l associazione I beati costruttori di pace. Padova 2006 LE BEATITUDINI (Mt 5, 3-10) Conferenza di p. Alberto Maggi presso l associazione I beati costruttori di pace. Padova 2006 trasposizione da audioregistrazione non rivista dall'autore Nota: la trasposizione

Dettagli

CENTRO CULTURALE DI MILANO. Intervento di. Don Stefano Alberto Docente di Introduzione alla Teologia nell Università Cattolica, Milano

CENTRO CULTURALE DI MILANO. Intervento di. Don Stefano Alberto Docente di Introduzione alla Teologia nell Università Cattolica, Milano CMC CENTRO CULTURALE DI MILANO MEDITAZIONI Il Figlio dell uomo non ha dove posare il capo ( Luca, 9) Intervento di Don Stefano Alberto Docente di Introduzione alla Teologia nell Università Cattolica, Milano

Dettagli

Due giorni Vicari di pastorale giovanile città di Milano. LE RELAZIONI NEL VANGELO Don Pierantonio Tremolada

Due giorni Vicari di pastorale giovanile città di Milano. LE RELAZIONI NEL VANGELO Don Pierantonio Tremolada Due giorni Vicari di pastorale giovanile città di Milano LE RELAZIONI NEL VANGELO Don Pierantonio Tremolada Schema 1. Premessa Relazioni nel Vangelo : duplice senso: 1) nei testi dei vangeli; 2) nell evangelo.

Dettagli

Tu sol pensando o ideal, sei vero

Tu sol pensando o ideal, sei vero Tu sol pensando o ideal, sei vero Nella semplicità del mio cuore lietamente Ti ho dato tutto di Enzo Piccinini La notte del 26 maggio è morto Enzo Piccinini, chirurgo e responsabile di Comunione e Liberazione,

Dettagli

VEDERE CON GLI OCCHI DELLA FEDE

VEDERE CON GLI OCCHI DELLA FEDE MONS. LUIGI OROPALLO VEDERE CON GLI OCCHI DELLA FEDE Meditazione sul Libro dell Apocalisse in occasione dell apertura dell Anno della Fede I quaderni della Basilica di Santa Maria all Impruneta Noi siamo

Dettagli

Sono i cristiani che sorreggono il mondo Il cristiano nel mondo secondo John Henry Newman e la Lettera a Diogneto

Sono i cristiani che sorreggono il mondo Il cristiano nel mondo secondo John Henry Newman e la Lettera a Diogneto Sono i cristiani che sorreggono il mondo Il cristiano nel mondo secondo John Henry Newman e la Lettera a Diogneto Cos è un cristiano? Ti sei mai posto questa domanda? Oppure ti è mai capitato di confrontarti

Dettagli

ALLA SCUOLA DELLO SPIRITO SANTO

ALLA SCUOLA DELLO SPIRITO SANTO Jacques Philippe ALLA SCUOLA DELLO SPIRITO SANTO EDIZIONI DEHONIANE BOLOGNA Titolo originale dell opera: A l Ecole de VEsprit-Saint Traduzione dal francese di Mariarosaria Spagnolo Edizioni Dehoniane,

Dettagli

Segni dei Tempi. Ellen G. White. La via migliore

Segni dei Tempi. Ellen G. White. La via migliore Segni dei Tempi Ellen G. White La via migliore Segni dei Tempi, anno XLIII, n. 4/96 Pubblicazione trimestrale registrata presso il tribunale di Firenze al n. 837 del 12/02/54 Direttore responsabile: Franco

Dettagli

LE LETTERE ALLE CHIESE DELL ASIA

LE LETTERE ALLE CHIESE DELL ASIA LE LETTERE ALLE CHIESE DELL ASIA Riflessioni dal libro dell Apocalisse a cura di Andrea Miola 2 Prefazione Nel 1997 ho tenuto, presso la chiesa di Cristo di Udine, una serie di lezioni sulle lettere alle

Dettagli

Qual è il fine della nostra vita?

Qual è il fine della nostra vita? Qual è il fine della nostra vita? ماهو هلد من حليا ] Italian - لا يطاچگة [ Khalid Yaseen خا ياسني 2009-1430 1 Perché siamo stati creati? Perché dobbiamo morire? Dove andremo dopo la morte? Che cosa ci

Dettagli

«Non sia fatta la mia, ma la tua volontà»

«Non sia fatta la mia, ma la tua volontà» «Non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22, 42) «Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: Pregate, per non entrare in

Dettagli

Marta, una vera discepola di Gesù. Prof.ssa Nuria Calduch-Benages, MN

Marta, una vera discepola di Gesù. Prof.ssa Nuria Calduch-Benages, MN Marta, una vera discepola di Gesù Prof.ssa Nuria Calduch-Benages, MN La nostra protagonista è Marta di Betania. Come mai questa scelta? La risposta si trova in Gv 11,27, dove Marta confessa la sua fede

Dettagli

RINNEGARE SE STESSI. Se qualcuno vuole seguire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e segua me. (Mc 8,34)

RINNEGARE SE STESSI. Se qualcuno vuole seguire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e segua me. (Mc 8,34) RINNEGARE SE STESSI Se qualcuno vuole seguire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e segua me. (Mc 8,34) INTRODUZIONE: SCOPO E TAPPE DELL ANALISI I. IL RINNEGAMENTO DI SÉ COME CONDIZIONE

Dettagli

La ricerca ha un senso? Alcune note di un matematico cattolico

La ricerca ha un senso? Alcune note di un matematico cattolico La ricerca ha un senso? Alcune note di un matematico cattolico Laurent Lafforgue Noi ricercatori e professori universitari che abbiamo dedicato tutta la vita allo studio, all approfondimento e alla trasmissione

Dettagli

Lo statuto teologico dell embrione

Lo statuto teologico dell embrione Lo statuto teologico dell embrione ----- + Jean LAFFITTE ----- 22 marzo 2014 ----- Mi sia permesso, nel momento di introdurre questa riflessione, di evocare un ricordo personale. Si tratta di quando iniziò,

Dettagli

Incontro di lunedì 23 febbraio 2009 S.Maria Regina Feriole

Incontro di lunedì 23 febbraio 2009 S.Maria Regina Feriole Incontro di lunedì 23 febbraio 2009 S.Maria Regina Feriole 0) Auguri alla Francy I) Annuncio dell incontro del Primo Marzo, ore 15, con possibilità di cenare, sul Bene Comune, giornata mondiale del Bene

Dettagli

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA COMMISSIONE EPISCOPALE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, L ANNUNCIO E LA CATECHESI LETTERA AI CERCATORI DI DIO

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA COMMISSIONE EPISCOPALE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, L ANNUNCIO E LA CATECHESI LETTERA AI CERCATORI DI DIO CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA COMMISSIONE EPISCOPALE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, L ANNUNCIO E LA CATECHESI LETTERA AI CERCATORI DI DIO Presentazione Questa Lettera ai cercatori di Dio è stata preparata

Dettagli

QUALCOSA IN CUI CREDERE

QUALCOSA IN CUI CREDERE CARLO MARIA MARTINI QUALCOSA IN CUI CREDERE Ritrovare la fiducia e superare l angoscia del tempo presente PIEMME Il presente volume è la nuova edizione rivista e aggiornata del titolo: C è ancora qualcosa

Dettagli

E-Book Va tutto bene così com è!

E-Book Va tutto bene così com è! E-Book Va tutto bene così com è! di Eleonora Brugger Va tutto bene così com è! Da molti anni ormai sono impegnata nell ambito della dottrina cosmica dove ho avuto la possibilità di intravedere e scoprire

Dettagli

INSEGNARE: NON C È CHIAMATA PIÙ GRANDE. Manuale sussidiario per insegnare il Vangelo

INSEGNARE: NON C È CHIAMATA PIÙ GRANDE. Manuale sussidiario per insegnare il Vangelo INSEGNARE: NON C È CHIAMATA PIÙ GRANDE Manuale sussidiario per insegnare il Vangelo INSEGNARE: NON C È CHIAMATA PIÙ GRANDE Manuale sussidiario per insegnare il Vangelo Pubblicato dalla Chiesa di Gesù Cristo

Dettagli