FONDI&SICAV. CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 2 - Numero 5 - Gennaio Materie prime Possono essere la grande occasione

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1 FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 2 - Numero 5 - Gennaio 2009 Materie prime Possono essere la grande occasione Life settlement fund Un investimento non correlato ai mercati Outlook: come sarà il 2009? Un briciolo di ottimismo

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3 EDITORIALE Un 2009 da sogno Finisce l anno e, come di consuetudine, si fanno i bilanci per quello trascorso e i progetti per l anno che sta iniziando. Sui mercati il 2008 ha lasciato il segno, abbiamo vissuto (e stiamo ancora vivendo) una crisi che, a detta di molti esperti, è paragonabile a quella famosa, o meglio famigerata, del Il mondo degli investimenti dopo questo 2008 non sarà più lo stesso: abbiamo visto fallire banche e società che mai, anche nel recente passato, avremmo messo in discussione, abbiamo visto investimenti sicuri che si sono dimostrati l esatto contrario, abbiamo visto le banche, ovvero i soggetti deputati a prestare i soldi, elemosinare denaro dai governi per garantirsi credibilità e sopravvivenza, abbiamo visto il petrolio schizzare a 147 dollari al barile, per poi precipitare a 35 con la stessa velocità. Ciò che ci si chiede è che cosa dovremo ancora vedere. Pensare che la crisi sia alle spalle, come è già capitato di sentire in televisione dopo i rialzi dei primi giorni del 2009, probabilmente vuol dire non aver capito nulla di quello che sta realmente accadendo. Ci aspetta un periodo ancora difficile, pieno di variabili che potrebbero influire pesantemente sull andamento dei mercati. Fondi&Sicav cercherà ogni mese di aiutarvi a capire cosa stia succedendo proseguendo sulla strada che abbiamo intrapreso a maggio Noi di Fondi&Sicav il 2008 ce lo ricorderemo non solo per la crisi dei mercati, ma per avere voluto fortemente lanciare il giornale, nonostante la crisi in atto sui mercati e nel Si sente spesso nelle conversazioni al bar: «Se avessi acquistato il tale titolo tre anni fa quando quotava pochissimo e nessuno lo voleva, oggi sarei ricco..». Ed è in effetti il sogno di ogni investitore: entrare su un mercato ai minimi e uscirne nel pieno di una bolla speculativa, quando tutti si contendono gli stessi titoli che nessuno voleva fino a pochi mesi prima. Ecco, ciò che noi abbiamo provato a fare in questo numero è dare corpo a questo sogno: abbiamo infatti parlato nel servizio di copertina delle materie prime, che oggi sono neglette, ma che potrebbero ritornare su in tempi relativamente brevi. Il mondo, nonostante la crisi, ha ancora bisogno di mondo dei fondi comuni. In tanti ci davano per morti entro l anno, non vedevano prospettive per l ennesimo giornale finanziario. Noi abbiamo ascoltato tutti, ma alla fine abbiamo deciso di proseguire GIUSEPPE RICCARDI sulla strada che sognavamo, certi di non essere solo l ennesima voce nell informazione finanziaria. Il risultato a chiusura del primo anno è nelle vostre mani, un giornale che a detta dei lettori è indipendente, fresco, di approfondimento, utile nelle scelte di investimento. Da editore mi fa piacere vedere che le copie aumentano (forse anche grazie alla crisi che fa nascere più voglia di informazione), che sempre più sono le società di gestione e le banche che collaborano attivamente con noi. Approfitto di queste righe anche per ringraziare pubblicamente, insieme ad Alessandro Secciani, tutti coloro che hanno reso possibile il sogno : tutta la redazione, i collaboratori e non voglio dimenticare nemmeno gli inserzionisti pubblicitari, che da subito sono stati nostri partner a scatola chiusa. Il 2009 non sarà facile, ma noi di Fondi&Sicav ci saremo e ci saremo da protagonisti! Buon anno Questo numero coomodity e alcune, come i metalli, sono ancora insostituibili per importanti processi industriali. Su questa base occorrerà forse avere pazienza, magari si vedranno le quotazione scendere ancora un po, ma siamo convinti che prima o poi si avranno delle ampie soddisfazioni. Del resto le recessioni sono inevitabili (la storia ce lo ha ampiamente dimostrato) ma finiscono anche. E su questo base può darsi che il 2009, specie la seconda parte, sia proprio l anno che rappresenterà l inizio della riscossa. O quanto meno è ciò che sperano gli uffici studi e i money manager che abbiamo interpellato sull aoutlook per l anno appena iniziato. ALESSANDRO SECCIANI FONDI&SICAV/Gennaio

4 GENNAIO N 5 SOMMARIO S O M 6 18 I portafogli di Mc Gestioni Materie prime QUESTA SÌ CHE È UN OCCASIONE In una fase di recessione ormai conclamata, diventano sempre più importanti i provvedimenti che il nuovo presidente Usa si appresta a varare per salvare l economia e creare almeno 3 milioni di posti di lavoro. Le prospettive a breve sono quindi favorevoli, anche se vanno ridotti al massimo i rischi Le commodity hanno subito rovesci pesantissimi sui mercati, anche perché molti ritenevano che la crescita delle economie emergenti le preservasse da forti cali. Petrolio, metalli, prodotti agricoli e preziosi mantengono però fondamentali di tutto rispetto ed esaminati con freddezza e lucidità potrebbero fornire a un investitore attento e paziente notevoli opportunità sul medio periodo. Non è facile dire quando riprenderà la corsa, ma è probabile che le attuali quotazioni vengano presto lasciate alle spalle 40 I paesi coinvolti OPPORTUNITÀ NEL GOLFO E IN RUSSIA Molte economie dipendono strettamente dalla produzione di commodity. Alcune di queste hanno avuto con il crollo delle quotazioni problemi enormi, ma altre sembrano pronte a ripartire non appena i prezzi riprenderanno a salire. In pole position appaiono le aree petrolifere del Medio oriente e il gigante russo, la cui borsa è stata probabilmente troppo penalizzata dai recenti avvenimenti Fondi life settlement 48 PARTICOLARITÀ: NON CORRELATI AI MERCATI A chi vuole un investimento che sia totalmente svincolato dall andamento delle borse, alcune società offrono prodotti che acquistano polizze vita da persone che non sono più in grado di pagare il premio. I rendimenti sono costanti intorno all 8% all anno e non sono influenzati da variabili economiche o finanziarie 4 FONDI&SICAV / Gennaio 2009

5 GENNAIO N 5 SOMMARIO M A R I O Il nuovo presidente Usa ha nel suo programma lo sviluppo di alcuni comparti chiave, come le energie rinnovabili, l health care e le infrastrutture. È possibile quindi che gli exchange traded fund specializzati in questi campi possano fornite ottime possibilità di utili sul medio-lungo periodo. E anche il listino italiano offre alcune opportunità di puntare, anche con capitali limitati, sulle scelte del nuovo inquilino della Casa bianca Etf COME SEGUIRE OBAMA 52 Molti pensavano all inizio della crisi finanziaria che i paesi emergenti avrebbero retto meglio delle economie più avanzate e molti si sarebbero addirittura avvantaggiati. Nella realtà borse, obbligazioni e valute di Asia, America latina ed Europa dell Est hanno avuto problemi enormi e hanno dato pesantissime perdite a chi ha investito in quelle aree. Ma ci sono stati gestori in monete locali che sono riusciti a ottenere ugualmente buone performance Local emerging bond fund IL DECOUPLING CHE NON C È 58 Tutti sperano che l anno appena iniziato porti qualche miglioramento, ma nessuno si illude che ci sia una ripresa rapida: non a caso i più ottimisti vedono solo negli ultimi trimestri qualche opportunità. Le maggiori preoccupazioni sono concentrate sull Europa, che però ha ancora diverse carte da giocare sul piano dei tassi. La deflazione in tutto il mondo viene vista come il pericolo maggiore, anche se c è una notevole fiducia nei confronti delle autorità monetarie. La Fed e il suo presidente Bernanke, dopo le forti critiche iniziali, appaiono come una solida fortezza contro la crisi Un 2009 difficile SARÀ COMPLICATO INCOLLARE I COCCI DEL Dopo un anno terribile, molti pensano che il 2009 potrebbe vedere almeno una lenta ripresa. Ma nessuno può essere sicuro che il futuro sarà roseo in Italia come nel resto del mondo. A questo punto vale la pena acquistare prodotti che trasmettano interamente gli eventuali capital gain, ma che ammortizzino interamente o in buona parte le perdite. E non mancano le proposte interessanti Certificati DUE FORMULE PER RISCHIARE IL MINIMO 72 3 Editoriale 12 Notizie in breve 76 My Life, My style Rubriche FONDI&SICAV / Gennaio

6 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Una speranza chiamata Obama Un anno di DJ Eurostoxx Un anno di S&P500 Obama ha probabilmente influenzato le piazze finanziarie negli ultimi due me- L effetto si. Nonostante i ripetuti consensi ricevuti dal mondo politico a livello mondiale dal nuovo presidente, i mercati azionari hanno continuato a perdere terreno per oltre il 5%, registrando tuttavia una fase di lenta ripresa in corso da metà novembre. Lo scenario macroeconomico ap- In una fase di recessione ormai conclamata, diventano sempre più importanti i provvedimenti che il nuovo presidente Usa si appresta a varare per salvare l economia e creare almeno 3 milioni di posti di lavoro. Le prospettive a breve sono quindi favorevoli, anche se vanno ridotti al massimo i rischi pare in forte deterioramento e l impatto negativo è sempre più evidente sull economia reale. Non vi sono ancora segnali di uscita dal clima recessivo, il prezzo del petrolio e quello dei noli, che consideriamo solo alcuni tra gli indicatori in grado di anticipare una possibile inversione di ciclo economico, non danno informazioni positive. In area euro c è già recessione, mentre in America, pur non essendovi tecnicamente, i tassi di disoccupazione in aumento e la spesa dei consumatori ai minimi degli ultimi 30 anni non rappresentano certamente buoni segnali. Obama è al lavoro per sviluppare un piano in grado di tutelare o creare al- meno 3 milioni di posti di lavoro, estendendo il salvataggio del settore bancario a quello automobilistico con Gm e Chrysler pronte a beneficiare dei nuovi aiuti del governo. La volatilità sui mercati si è, come da attese, molto ridotta sia in Europa sia in America: di conseguenza i principali listini hanno tentato un rimbalzo tecnico in un canale primario che continua a rimanere ribassista. Sul fronte interbancario si registra una nuova riduzione dei tassi Libor ed Euribor, dati che, legati al miglioramento nella trasmissione dell erogazione del credito dalle banche alle imprese, potrebbero nel medio periodo rilanciare proprio il comparto delle small cap. Uno degli effetti della politica monetaria adottata dalla Fed di portare i tassi nominali prossimi allo zero è stato di creare forti difficoltà nella gestione dei fondi monetari americani e alcuni di questi sono stati liquidati per l impossibilità di sostenere i seppure minimi profili commissionali. I mercati più rischiosi, azionario in primis, potrebbero avere presto a disposizione nuova liquidità da investire. Le prospettive di brevissimo periodo rimangono quindi tendenzialmente favorevoli per l azionario, sebbene la rotazione settoriale continui a caratterizzare tutti i mercati; mantenimento di una buona diversificazione e riduzione al minimo dei rischi specifici rimangono i consigli di Mc Gestioni per l inizio del nuovo anno. 6 FONDI&SICAV/Gennaio 2009

7 Quattordici prodotti per attaccare INVESTMENT CATEGORIA PESO Caf Volatility Equities S (C) Eur Absolute Return Flex Areagenerica 7,0 World Express Us Dynamic Equities Ieh Eur Eur Azionario America Nord America Blend 8,0 Franklin Mutual Beacon Fund A Usd Acc Usd Azionario America Nord America Blend 8,0 Schroder Isf Us Small & Md-Cp Eq B Acc Usd Azionario America Nord America Small Cap 3,0 Oyster Japan Opportunities Yen Acc Jpy Azionario Asia Giappone Blend 3,0 Oyster European Opportunities Eur Acc Eur Azionario Europa Globale Blend 6,0 Henderson Pan European Equity I2 Eur Azionario Europa Globale Blend 10,0 MC Fdf Megatrend Wide EUR Azionario Mondiale Globale Blend 12,0 M&G International Growth Fund A Acc Eur Azionario Mondiale Globale Growth 5,0 Pictet Biotech Usd I Usd Azionario Settoriale Biotechnoogy Stilegenerico 4,0 Jpm Global Financials (Usd) Acc Azionario Settoriale Financials 4,0 MC Fdf Flex Medium Volatility EUR Flessibile Mondiale Areagenerica Stilegenerico 8,0 Etf Lyxor Euro Cash Eonia Eur Monetario Euro Areagenerica 12,0 Etf Jpmorgan Gbi Emu 7-10y Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 10,0 La visione dinamica Meglio la prudenza Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio alto ed è composto per il 63% da fondi azionari, il 15% da prodotti di natura absolute e flessibile e il restante 22% da monetari e obbligazionari. Il principale obiettivo è di diversificare gli asset, selezionando fondi a elevata qualità in grado di battere il proprio benchmark di riferimento in qualsiasi situazione di mercato e generando in questo modo un extra performance su ogni ramo del portafoglio. Il 2008 si è chiuso con l atteso rimbalzo di fine anno: i principali mercati hanno avuto performance superiori anche del 20% rispetto ai minimi raggiunti a novembre. Le attese di Mc sono per un parziale rallentamento di questa tendenza ed è per questo che portiamo la componente azionaria neutrale in attesa di capire quale direzione prenderanno i mercati nel La crisi economica è in pieno svolgimento e gli effetti della politica monetaria con tassi prossimi allo zero della Fed darà i suoi frutti in maniera ritardata, probabilmente dal secondo semestre in poi. Conviene quindi mantenere un atteggiamento prudente, tenendo però in considerazione che esistono opportunità sul comparto più rischioso in quanto i corsi hanno perso quasi il 50% nel Volatilità in diminuzione, tassi interbancari più bassi e stabilizzazione del mercato dei mutui favoriranno la ripresa, ma il mercato rimane soggetto a shock esogeni, molto difficili da prevedere. Leggera preferenza in termini di asset allocation per i mercati americani, le cui imprese saranno favorite dal cambio debole: inoltre si tratta di un area in cui gli investitori saranno spinti a cercare asset più rischiosi per trarre maggiore profitto. L Europa potrà invece ancora beneficiare delle politiche Come suddividere i pesi Etf Lyxor Euro Cash Eonia Eur Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Jpm Global Financials (Usd) Acc Etf Jpmorgan Gbi Emu 7-10y Eur 8% Pictet Biotech Usd I Usd 12% 4% 4% M&g International Growth Fund A Acc Eur 5% espansive della Bce: ci sono le condizioni per ridurre ulteriormente i tassi d interesse, ma riteniamo che Trichet possa mettere in atto queste manovre non nella primissima parte dell anno. Sulla componente settoriale manteniamo l investimento sui titoli finanziari globali, ancora sottovalutati, e sulle biotecnologie, comparto in cui le società sono poco indebitate e hanno liquidità da investire. Sulla componente obbligazionaria preferenza per i titoli a medio/lungo termine: i tagli recenti sono stati solo parzialmente trasmessi nella parte a lunga della curva. 10% 12% Caf Volatility Equities S (C) Eur 7% Mc Fdf Megatrend Wide Eur 8% 10% World Express Us Dynamic Equities Ieh Eur Eur 6% 8% 3% 3% Franklin Mutual Beacon Fund A Usd Acc Usd Schroder Isf Us Small & Md-cp Eq B Acc Usd Oyster Japan Opportunities Yen Acc Jpy Oyster European Opportunities Eur Acc Eur Henderson Pan European Equity I2 Eur FONDI&SICAV/Gennaio

8 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI La visione moderata Interessanti gli emergenti Come suddividere i pesi Axa Wf Euro 10+ Lt A Acc Eur Etf Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Etf Jpmorgan Gbi Emu 7-10y Eur Etf Lyxor Euro Cash Eonia Eur 8% 5% 8% Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio: è composto per il 45% da fondi e sicav azionari, per il 5% da prodotti di natura absolute e il restante 50% da monetari e obbligazionari. Un equa divisione tra comparto azionario e obbligazionario sembra la soluzione ideale per affrontare questa fase di mercato caratterizzata ancora da incertezza: a preoccupare sono infatti proprio i consumi in area Usa, che hanno toccato i minimi negli ultimi 30 anni, mentre le Mc Fdf Global Bond Eur 10% 9% 10% Deka Institutionell Geldmarktgarant T Eur Caf Volatility Equities S (C) Eur 5% 4% Mc Fdf Asia 6% 10% stime per il tasso di disoccupazione sono in rialzo per il In area euro Germania e Italia sono già in recessione. I governi sono pronti ad affrontare il nuovo anno con robusti piani di taglio delle tasse, di supporto ai consumi e agli investimenti e di sviluppo infrastrutturale. Saranno quindi questi gli aggregati da monitorare per capire l entità della crisi. Le rotazioni settoriali continuano invece a caratterizzare tutti i listini: in fase di rimbalzo sono i settori ciclici a beneficiarne maggiormente, in fase di 8% Franklin Mutual Beacon Fund A Usd Acc Usd 5% 6% 6% M&g International Growth Fund A Acc Eur Schroder Isf Us Small & Md-Cp Eq B Acc Usd World Express European Quantitative Equities Ae Eur Henderson Pan European Equity I2 Eur MC Fdf Megatrend Wide EUR caduta sono viceversa health care, telecom e consumer staples a difendere gli investitori. Il prezzo del greggio sembra la variabile determinante da monitorare: dopo avere raggiunto i livelli minimi di dicembre, il petrolio potrebbe risalire anche a fronte dell aumento dei rischi geopolitici in corso, in primis con i problemi riguardanti l area ucraina. I titoli legati all oil hanno ben performato in termini di forza relativa nell ultimo periodo rispetto agli altri settori. Di conseguenza esistono buone opportunità anche sulle aree emergenti, i cui listini sono legati all andamento delle materie prime; monitoriamo, nell ipotesi di un inserimento in portafoglio, il Brasile. Bene anche la Cina, che risulta la best performer degli ultimi mesi. In questi casi bisogna riporre molta attenzione al market timing e all orizzonte temporale dell investimento. Sulla componente obbligazionaria la nostra preferenza va a titoli e fondi che investono sulla parte medio/lunga della curva europea; in Usa i tassi d interesse con livelli prossimi allo zero non rendono conveniente questo investimento. Quattordici prodotti per ogni scenario INVESTMENT CATEGORIA PESO Caf Volatility Equities S (C) Eur Absolute Return Flex Areagenerica Stilegenerico 5,0 Franklin Mutual Beacon Fund A Usd Acc Usd Azionario America Nord America Blend 10,0 Schroder Isf Us Small & Md-Cp Eq B Acc Usd Azionario America Nord America Small Cap 5,0 World Express European Quantitative Equities Ae Eur Azionario Europa Globale Blend 6,0 Henderson Pan European Equity I2 Eur Azionario Europa Globale Blend 6,0 MC Fdf Megatrend Wide EUR Azionario Mondiale Globale Blend 8,0 M&G International Growth Fund A Acc Eur Azionario Mondiale Globale Growth 6,0 Mc Fdf Asia Azionario Asia Globale Blend 4,0 Deka Institutionell Geldmarktgarant T EUR Monetario Euro Areagenerica Stilegenerico 10,0 Etf Lyxor Euro Cash Eonia Eur Monetario Euro Areagenerica Stilegenerico 10,0 Etf Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 5,0 Axa Wf Euro 10+ Lt A Acc Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 8,0 Etf Jpmorgan Gbi Emu 7-10y Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 8,0 MC Fdf Global Bond EUR Obbligazionario Governativo Globale Stilegenerico 9,0 8 FONDI&SICAV/Gennaio 2009

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10 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Undici prodotti per difendersi INVESTMENT CATEGORIA PESO Franklin Mutual Beacon Fund A Usd Acc Usd Azionario America Nord America Blend 9 World Express European Quantitative Equities Ae Eur Azionario Europa Globale Blend 8 Lemanik Mc World Equities Azionario Mondiale Globale Blend 8 Mc Fdf Flex Low Volatility Eur Flessibile Mondiale Areagenerica Stilegenerico 8 Deka Institutionell Geldmarktgarant T Eur Monetario Euro Areagenerica Stilegenerico 12 Etf Lyxor Euro Cash Eonia Eur Monetario Euro Areagenerica Stilegenerico 10 Etf Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 12 Parvest Euro Government Bond P Eur Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 6 Axa Wf Euro 10+ Lt A Acc Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 10 Mc Fdf Global Bond Eur Obbligazionario Governativo Globale Stilegenerico 7 Parvest Global Inflation-Linked Bond P Eur Eur Inflation Linked Globale 10 La visione prudente In attesa della Bce Come suddividere i pesi Parvest Global Inflation-linked Bond P Eur Eur Mc Fdf Global Bond Eur Axa Wf Euro 10+ Lt A Acc Eur Parvest Euro Government Bond P Eur Eur 10% 6% Etf Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio mediobasso ed è composto per il 75% da fondi monetari e obbligazionari e per il 25% da prodotti di natura azionaria. Continua l ottima performance dei mercati obbligazionari con l indice di riferimento europeo Jpm Emu che ha raggiunto nel mese di dicembre oltre il 9% da inizio anno, segno che le manovre accomodanti della Bce sulla parte breve della curva si stanno lentamente 7% 12% 10% 10% Etf Lyxor Euro Cash Eonia Eur 9% Franklin Mutual Beacon Fund A Usd Acc Usd 12% 8% World Express European Quantitative Equities Ae Eur 8% 8% Lemanik Mc World Equities Mc Fdf Flex Low Volatility Eur Deka Institutionell Geldmarktgarant T Eur trasmettendo sul tratto lungo. In Usa il taglio dalla Fed del 16 dicembre ha portato i tassi americani in una forchetta compresa tra lo 0 e lo 0,25%, un livello mai visto. Nella costruzione del portafoglio continuiamo invece a privilegiare la parte medio-lunga della curva europea, in virtù dei tagli che potrebbe operare ancora la Bce. Riteniamo molto rischiose le obbligazioni emergenti: gli spread potrebbero nuovamente allargarsi a seguito del default dell Ecuador e delle aree limitrofe con le quali il Paese ha i maggiori scambi commerciali, come Venezuela e Argentina. Da monitorare anche la situazione instabile della Russia, il cui debito è legato alle quotazioni del prezzo del petrolio. Poniamo invece grande interesse nel settore delle obbligazioni corporate, i cui spread potrebbero restringersi nel prossimo futuro. Da valutare in ottica speculativa investimenti di natura tattica. Un miglioramento delle quotazioni dei titoli corporate rappresenta inoltre un buon indicatore per il mercato azionario. Il Ted spread, indicatore che segnala la tensioni sull interbancario, si sta lentamente restringendo; è possibile quindi una schiarita sui mercati monetari che faciliterebbe l accesso al credito per consumatori e imprese. Buona la performance dei titoli legati all inflazione, specialmente quelli americani: questo comparto scontava scenari deflativi eccessivamente elevati e ha beneficiato nel breve periodo di dati migliorativi a livello macroeconomico. 10 FONDI&SICAV/Gennaio 2009

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12 NOTIZIE IN BREVE Immobili Ancora un anno difficile Il settore immobiliare quotato, dopo un anno terribile, si appresta ad affrontare un 2009 molto perturbato. Secondo Fortis, c è da aspettarsi «un proseguimento della volatilità per il primo semestre del 2009, principalmente dovuto al fatto che ci stiamo muovendo verso un territorio poco definito. In Asia problematica è la situazione del Giappone, che dovrebbe vedere un aumento dei locali sfitti sia per il commerciale sia per il residenziale, mentre Hong Kong la vediamo come intrappolata, con le maggiori cattive notizie a guidare il sentiment». Solo nella seconda metà dell anno, secondo Fortis, è possibile che ci possa essere un punto di svolta positivo. Non molto migliore la situazione in Nord America, dove viene raccomandata una politica difensiva. «Gli investitori dovranno concentrarsi sulle società con maggiori qualità e management di successo. I mercati si devono focalizzare su quelle compagnie che hanno bilanci solidi e debito limitato nel breve-medio termine. Non ci aspettiamo che un settore in particolare si distinguerà nel Gli investitori stanno mettendo in rilievo la qualità, indipendentemente dal settore in cui operano le società. Detto ciò, crediamo che il settore residenziale abbia un asset di valore che altri settori non posseggono, come la Fondi obbligazionari Bene i governativi area euro liquidità garantita dallo Stato». Anche per l Europa è atteso un inizio 2009 misto e difficile, caratterizzato da agitazioni costanti nella prima metà dell anno. «Assisteremo molto probabilmente a un certo numero di bancarotte a inizio anno, in particolare tra le società ad alta leva finanziaria. Riteniamo che il migliore approccio in Europa sia un posizionamento difensivo all interno di mercati che hanno le migliori prospettive a lungo termine, con enfasi sul flusso di cassa, il rischio credito, la gestione e il portafoglio. Privilegiamo il Regno Unito, la Francia e la Scandinavia poiché crediamo che questi mercati si siano spinti oltre l attuale ciclo e che un calo imminente delle valutazioni del portafoglio delle società si rifletta già nel prezzo delle azioni in maniera più efficace rispetto a mercati quali il Belgio e la Svizzera». I n un anno in cui l investimento in azioni quotate sui listini dei principali mercati industrializzati ha prodotto perdite comprese tra il 40% e il 45% e quello focalizzato sui listini emergenti ha accusato un passivo tra il 50% e il 60%, i fondi obbligazionari governativi area euro hanno guadagnato in media tra il 5% e il 10% e si sono dimostrati il migliore investimento di tutto il 2008 Discreti anche i fondi monetari area euro, che hanno mostrato un rendimento medio di poco superiore all 1,6%, ma nel 2009 questa categoria sembra destinata a perdere gran parte del proprio appeal a causa dei continui tagli dei tassi di interesse operati dalle banche centrali. Molto più complesso il discorso sui fondi obbligazionari high-yield, che nell anno appena trascorso hanno accumulato perdite comprese tra il 15% e il 30%. Ma se i corporate bond rappresentano un asset molto penalizzato nel breve termine, costituiscono però un enorme potenzialità per il futuro. Anche in questo caso, il recupero delle quotazioni dipenderà in larga parte dal mancato arrivo di una recessione profonda. E per coloro che possono fare affidamento su coronarie in gran forma, l opzione vincente potrebbe spostarsi alle obbligazioni high yield. 12 FONDI&SICAV/Gennaio 2009

13 Cina Visioni in rosa e nero Sono molto diversi i pareri sul futuro della Cina. Ray Prasad, senior portfolio manager del team Batterymarch, società affiliata a Legg Mason, il nono asset manager al mondo per volumi gestiti, commenta le prospettive d investimento sugli azionari asiatici: «Nonostante le principali economie asiatiche siano più suscettibili al rallentamento economico mondiale rispetto a quelle degli altri mercati emergenti, a causa delle loro società commerciali, la prospettive per l Asia rimangono positive. L Asia offre tuttora una migliore aspettativa di crescita dei guadagni rispetto ai mercati sviluppati, nonostante le valutazioni negative, e anche una più alta redditività. Gli stati asiatici sono dei tipici utilizzatori di materie prime grezze e l abbassamento dei prezzi aiuta i loro attuali saldi contabili, oltre a migliorare le riserve come pure la loro flessibilità monetaria e fiscale. Questi paesi hanno i mezzi per dare impulso allo sviluppo economico e sostenere la crescita interna. Noi ci aspettiamo che l Asia, Gran Bretagna Da prima a ultima della classe economia britannica, indicata per anni come la più dinamica del continente, ha rallentata più velocemente L tra luglio e settembre, rispetto a quanto previsto. L Ons ha difatti dichiarato che il Pil è sceso dello 0,6% nel trimestre considerato e non dello 0,5%, come previsto dagli analisti. Si tratta del valore più basso degli ultimi 18 anni. Il rallentamento ha riguardato in particolare la produzione del settore industriale, che è scesa dell 1,4%. Particolarmente in crisi il settore manifatturiero che è calato dell 1,6%, il valore più basso dall ultimo trimestre del La produzione nel settore dei servizi, che rappresenta tre quarti dell economia, è scesa dello 0,5%, il calo più grave dal L industria alberghiera e quella del catering sono state colpite duramente, con una contrazione pari al 2,1%, mentre i servizi economici, finanziari e la distribuzione sono scesi dello 0,6%. La produzione del settore delle costruzioni ha subito una flessione dello 0,2%. Il calo della costruzione di nuove case è stato parzialmente compensato dal lavoro nel settore pubblico e dai progetti di infrastrutture. Tecnicamente l economia britannica non è ancora in recessione (normalmente prevede due trimestri consecutivi di Pil negativo) poiché la produzione nel secondo trimestre è stata piatta. Tuttavia, molti economisti prevedono che il Pil sia sceso dell 1% nell ultimo trimestre dell anno e che l economia Uk dunque entrerà in recessione. guidata dalla Cina, trainerà la economica mondiale del 2009». Più pessimista Hervé Lievore, dell ufficio studi di Axa investments managers. «Dalla fine dei Giochi olimpici, i segnali d allarme in Cina si sono moltiplicati. La produzione d acciaio, strettamente correlata all immobiliare e ai beni di consumo durevoli, è scesa del 16% anno su anno a ottobre, dato che non si osservava dalla creazione della serie nel Ogni giorno o quasi la stampa annuncia il licenziamento di migliaia di lavoratori, soprattutto nelle società esportatrici. Le perdite accumulate dalle imprese cinesi sono più che raddoppiate durante gli ultimi 12 mesi. A incupire ulteriormente il quadro, le esportazioni sono scese del 2,2% anno su anno a novembre, il calo maggiore dall inizio del La Cina deve affrontare sia un rallentamento della sua economia nazionale (l aumento dei costi influenza fortemente gli investimenti e la propensione delle famiglie a consumare tende a diminuire), sia uno straordinario calo del commercio mondiale. Con pochi debiti e risparmi nazionali consistenti, il governo dispone delle risorse necessarie per portare avanti una politica contro ciclica che probabilmente manterrà il tasso di crescita al 7,5% nel 2009 e all 8,5% nel Tuttavia, a livello strutturale, la Cina dovrà adattare il suo modello di sviluppo, mentre le due forze trainanti delle decadi precedenti stanno per entrare in una fase di maturità». FONDI&SICAV/Gennaio

14 NOTIZIE IN BREVE Barclays global investors Quanto crescono gli Etf! In un 2008 a dir poco difficile per l industria del risparmio gestito, gli unici prodotti a uscire chiaramente vincitori sono stati gli Etf, che anche nei primi 10 mesi del 2008 hanno dimostrato di essere uno dei segmenti più vitali del mercato dei capitali. Questo è ciò che risulta dal numero di dicembre dell Etf Landscape, uno dei più completi rapporti su questa industria, compilato da Barclays global investors. A fine novembre 2008 vi erano infatti al mondo Etf (in crescita del 31% nel corso dei primi 10 mesi del 2008), per un totale di quotazioni su 42 borse in giro per il pianeta. A questi vanno aggiunti altri 274 exchange traded product. In totale nella stessa data gli asset gestiti risultavano superiori a 682 miliardi di dollari Unione Europea Addio patto di stabilità L e operazioni messe in cantiere dai governi europei per salvare le banche e sostenere le economie in sempre più chiara recessione comportano il ritorno ai deficit pubblici e alle emissioni di debito a valanga. Gli ultimi calcoli lasciano ipotizzare che il deterioramento dei conti statali dei paesi industrializzati si posizionerà in media al 4,1% del Pil nel 2010 (secondo le aspettative formulate dall Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), con il 3% previsto per ogni singolo paese dal patto di stabilità europeo. Secondo alcuni analisti, l impatto più intenso dovrebbe essere per alcune economie europee: in Spagna e nel Regno Unito l incidenza del deficit sulla ricchezza prodotta dovrebbe attestarsi all 8%. L Oecd riconosce che l investimento in infrastrutture può rappresentare un buon strumento, anche se solitamente si tratta di una modalità macchinosa che produce effetti con un certo ritardo e, pertanto, si trasferisce molto lentamente all economia. Ed è proprio a causa di questa lentezza che i governi stanno prendendo in considerazione tagli delle imposte o trasferimenti di liquidità una tantum ai nuclei familiari meno abbienti o più indebitati. con un calo nel 2008 del 20,4%, a fronte di una discesa in dollari del Msci World del 43,8%. Gli analisti di Barclays global investors prevedono che, nonostante le difficili condizioni, il 2009 vedrà una forte crescita delle masse gestite, che potrebbero superare per la prima volta il triliardo di dollari: sono infatti in fase di preparazione al lancio 686 nuovi prodotti. Interessante notare come ciò contrasti in maniera netta con l andamento dell industria degli hedge: viene riportato che le stime degli analisti prevedono una diminuzione del gestito a gennaio 2009 nell ordine del 35-45% rispetto al giugno Non sorprendentemente continua però la diversificazione al di fuori di prodotti equity verso strumenti basati su indici di reddito fisso. Altrettanto chiaro è che nel momento in cui arriveranno chiari segnali di inversione del trend in corso, il complesso degli stimoli macroeconomici dovrà essere riassorbito con rapidità per evitare l incursione di intense pressioni inflazioniste nell economia. Purtroppo, il salto da una fase all altra non è un operazione semplice. Keith Wade, il capo economista di Schroders, sostiene che è un compito molto difficile per i governi innescare la retromarcia per i piani di stimolo, soprattutto quando vengono associati a obiettivi politici prioritari, come il sostegno ai lavoratori meno qualificati e ai nuclei familiari con redditi bassi. Questa situazione dovrebbe comportare la ripresa dell attività nel settore privato e, nel medio termine, una crescita delle pressioni inflazioniste. 14 FONDI&SICAV/Gennaio 2009

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