NUOVA EDIZIONE CON ESEMPI

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1 NUOVA EDIZIONE CON ESEMPI ALCUNI CASI ESPLICATIVI DEI TERMINI FINANZIARI I MUTUI E LA CARTOLARIZZAZIONE 1 Il mutuo: è un contratto mediante il quale una parte, detta mutuante, consegna all'altra, detta mutuataria, una somma di denaro che l'altra si obbliga a restituire in un tempo successivo e predeterminato contrattualmente. La restituzione del credito è costituito dalla rata (pagata periodicamente e comprensiva della quota in conto capitale e della quota di interessi passivi). Una tra le figure più diffuse nella prassi è il mutuo immobiliare, concesso per soddisfare esigenze finanziarie in qualche modo collegate all'acquisto di un bene immobile per compravendita (o, nel caso di fabbricati, anche per costruzione). ESEMPIO: Giorgio e Giulia hanno da poco deciso di andare a convivere in una nuova abitazione e si trovano di fronte ad una scelta cruciale: prendere casa in affitto o acquistarne una tutta loro? Pagare un canone mensile per trovarsi dopo diversi anni in una casa che rimane di proprietà di terzi non sembra essere la soluzione migliore. L'alternativa è pagare comunque una quota mensile ma con il risultato di avere alla fine del periodo la proprietà della casa. Questo è il mutuo e la quota mensile prende il nome di rata. L'istituto che emette il mutuo è generalmente una banca che semplicemente anticipa la somma di denaro necessaria all'acquisto della casa per poi chiederne la restituzione in un periodo concordato con Giorgio e Giulia. Dieci, venti, trent'anni, più è lungo il periodo minori saranno le rate da pagare in relazione alla somme erogata dalla banca. Ad un primo sguardo decidere sembra semplice: mutuo o affitto. Tuttavia, contrarre un mutuo non è cosa sempre realizzabile. In gran parte dei casi chi emette il mutuo chiede delle garanzie, che possono essere rappresentate dallo stesso immobile anche se per una quota minore del suo valore totale. Perché? Se per esempio la casa che Giulia ha scelto con Giorgio ha un valore di , la banca darà un mutuo solo per in modo da garantirsi in caso di vendita, qualora i contraenti non fossero più in grado di pagare. E la differenza tra e che la mette? Giulia e Giorgio, ovviamente, che dovranno aver messo da parte questa somma di denaro. Purtroppo le garanzie richieste non sono terminate, infatti, il funzionario della banca che segue la pratica per la concessione del mutuo, chiederà ad almeno uno dei due conviventi di presentare il contratto di lavoro in modo da verificare se esistono le condizioni per il futuro rimborso. Quali condizioni? Generalmente la presenza di un contratto a tempo indeterminato per un importo sufficiente a pagare la rata e contemporaneamente consentire a Giorgio e Giulia di provvedere al proprio mantenimento è sufficiente all'erogazione del mutuo. Nel caso queste condizioni non sussistano la scelta dovrà ricadere sull'affitto oppure dovrà essere richiesta la garanzia ad una terza persona. Quest'ultima opportunità apre un nuovo scenario. Questo "scenario" si chiama Marco. Chi è Marco? Marco può essere un amico o un familiare di Giorgio o di Giulia che decide di prestare la propria garanzia alla banca affinché il mutuo venga comunque erogato anche qualora mancassero i requisiti necessari a chi lo sottoscrive. La conseguenza di questa garanzia è che Marco si presta a pagare la rata qualora Giorgio e Giulia non fossero più in grado di farlo. Prima di terminare la lunga "pratica" rimane ancora un nodo cruciale da sciogliere prima che Giorgio e Giulia possano trasferirsi nella loro nuova casa: scegliere un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Si tratta di una decisione il cui risultato si rivelerà più o meno conveniente solo a posteriori e solo nel medio lungo periodo. Se per esempio si decidesse per un tasso fisso, ipotizziamo del 5%, e nel prossimo futuro i tassi aumentassero notevolmente per collocarsi intorno all'8%, allora la scelta si dimostrerebbe ottima, ma che di dire del caso opposto? Vale a dire tassi di interesse futuri in forte diminuzione? In questo nuova prospettiva un tasso del 5% oggi e per i prossimi 15 anni (durata del mutuo) sarà poco conveniente solo se in futuro i tassi stessi scenderanno ulteriormente (ipotesi ad oggi molto improbabile visto che siamo abbiamo un Tasso Ufficiale di sconto della Bce pari al 1%!). Nel caso di tasso variabile, invece, l'andamento della rata di rimborso mensile potrà variare in relazione alla variazione del tasso di interesse di riferimento (Benchmark) che è indicato nel contratto di stipula del mutuo stesso (in genere l'euribor). Se oggi il tasso è al 5% (variabile) e si verifica un aumento dei tassi di interesse futuri, allora quel 5% potrà diventare anche 10% e di conseguenza aumenterebbe il valore della rata di rimborso. Questa variabile è certamente da considerare, soprattutto se lo stipendio di Giorgio e Giulia è oggi appena sufficiente a pagare la rata e le altre spese familiari. In conclusione si è visto come nel caso si decida di contrarre un mutuo le condizioni da rispettare siano molteplici ed esse non riguardano soltanto la situazione economica presente ma anche il suo variare negli anni futuri, fino alla fine del periodo di ammortamento del mutuo stesso. 1 I termini contrassegnati dal simbolo " " saranno argomento d'esame. 1

2 Mutuo a tasso fisso: il tasso d interesse pagato rimane fisso per tutta la durata del mutuo indipendentemente dalle variazioni dei tassi di mercato. Mutuo a tasso variabile: il tasso d interesse varia in misura proporzionale a parametri determinati contrattualmente che di solito seguono l andamento del tasso di interesse presente sul mercato (spesso l Euribor). Esso garantisce il debitore nel caso di diminuzione dei tassi ma può creare problemi di solvibilità nel caso di un suo aumento (impossibilità di pagare la rata a causa di un suo aumento sproporzionato in relazione alle capacità finanziarie del soggetto debitore). Mutuo a tasso misto: prevede una combinazione programmata (previste scadenze prestabilite o a scelta del cliente qualora previsto dal contratto) delle due forme precedenti. Ammortamento: è il processo di restituzione graduale del mutuo mediante il pagamento della rata (quota in conto capitale e interessi) che si svolge in un prestabilito arco temporale. Mutui Sub-prime: sono mutui che vengono concessi ad un soggetto che non può accedere ai tassi di interesse di mercato (più vantaggiosi e denominati prime ), in quanto ha avuto problemi pregressi di insolvibilità e quindi presenta meno garanzie di quante sono richieste per la concessione del mutuo ordinario. Nel caso statunitense, numerosissimi soggetti che hanno contratto mutui sub-prime sono stati costretti all'insolvenza e, di conseguenza, per le società finanziarie che tali mutui hanno concesso è stata presentata istanza di bancarotta. La crisi si è poi estesa, ed aggravata, a causa della cartolarizzazione di tali mutui incorpandoli in prodotti finanziari compositi (successivamente collocati sul mercato) ed in quanto eterogenei nella loro composizione non è più stato possibile individuare, da parte dei consumatori, quali prodotti finanziari avessero nel loro interno una componente sub-prime e quali no. ESEMPIO Nel caso del mutuo sub-prime Giorgio e Giulia, che sono italiani, cambiano Paese e se ne vanno negli Stati Uniti a trovare i lori amici George e Julia. È proprio in questo Paese che sono stati erogati gran parte di questa particolare categoria di mutuo. Le condizioni richieste da un istituto emittente in Italia, dove Giorgio e Giulia devono possedere tutti i requisiti previsti sono molto diverse da quanto accade oltreoceano. I loro "omonimi" statunitensi, purtroppo, non hanno ne contratto di lavoro a tempo indeterminato ne stipendi sufficienti a garantire il rimborso del mutuo per l'intero periodo. Circostanza che aggrava ancora di più la situazione è la mancanza della somma (quel di cui si è detto in precedenza) da anticipare alla banca al fine di contrarre un mutuo più piccolo dell'intero valore della loro casa. In questa situazione in Italia non sarebbe stato possibile accedere al prestito. Cosa è accaduto a George e Julia? Hanno comunque contratto il mutuo! Com'è possibile che la banca abbia erogato il prestito per il 100% del valore della casa e senza le garanzie necessarie? No problem! Il sistema bancario americano contava su di un mercato immobiliare crescente ("Bolla Immobiliare") i cui prezzi continuavano a salire e nel caso di interrotto pagamento delle rate, la banca poteva comunque contare sulla proprietà di un immobile che valeva di più di quanto era stato inizialmente pagato. Purtroppo il valore degli immobili a cominciato a scendere, le cose sono andate "un po'" diversamente Cartolarizzazione del credito: si tratta di un operazione finanziaria che consiste nella cessione di crediti, o di altra attività finanziaria non negoziabile, da parte del creditore (organizzazione che emette il mutuo) ad altra società qualificata che opererà una conversione di tali crediti o attività quali i titoli (da qui l etimo carta ) che saranno negoziabili in un mercato secondario. Cdo (Cartolarized debt obligation): si tratta di titoli di credito emessi da società veicolo cui vengono conferite attività finanziarie come mutui a (anche sub-prime). In seguito, e sulla base di queste "attività" vengono emessi titoli con diverse combinazioni di rischio a seconda del grado di solvenza dei contraenti dei sottostanti. Nel caso delle componenti sub-prime, con alta probabilità di non-restituzione, il mercato di tali titoli si è paralizzato creando un clima di forte sfiducia tra gli operatori finanziari istituzionali (banche) che non sapendo quali titoli tossici detengono le controparti, hanno interrompono lo scambio reciproco di attività finanziarie e di conseguenza il credito alle imprese (credit-crunch) Cds (credit default swap): sono una sorta di polizze assicurative usate dagli investitori per assicurarsi contro l'insolvenza delle obbligazioni (specie le Cdo con componente sub-prime). Se la l'emittente del bond finisce in default, la controparte che ha emesso il Cds, è obbligata a rimborsarlo al posto dell'emittente originaria. I titolari di Cds, specialmente banche, per via dell'alto rischio di dover intervenire al posto dell'emittente che rischia il default, subiscono a loro volta il rischio di bancarotta. In un sistema molto integrato dove nessuno sa chi detiene Cdo o Cds tossici, la reazione immediata è la paralisi degli scambi in quanto nessuno si fida più delle relative controparti. Effetto leva o leverage: è lo strumento, tipico di un sistema finanziario altamente deregolamentato, che consente di emettere e gestire un elevatissimo quantitativo di attività finanziarie pur possedendone una piccolo ammontare. Al momento della restituzione, il rischio è la bancarotta, come nel caso di diverse società di cessione di mutui americane. 2

3 I MERCATI FINANZIARI: BORSA MERCI E BORSA VALORI Stock (Azione): è il titolo azionario che rappresenta la frazione minima nel quale viene scomposto il capitale di una società ed eventualmente collocato in borsa. Il possesso di azioni consente la partecipazione all attività della società stessa ed il riconoscimento degli eventuali utili distribuiti (dividendo). Stock Market o Equity Market: è il mercato dove le contrattazioni che si effettuano sono relative ai titoli azionari. Commodity: sono le merci, ed il mercato al quale fanno riferimento è il commodity market, dove vengono scambiate le materie prime quali il petrolio, i metalli, il gas, e i più importanti prodotti agricoli come i cereali (in questo ultimo caso le contrattazioni sono de localizzate per ragioni di deperibilità della merce stessa) Derivative: è il mercato dei derivati, dove vengono scambiati titoli (quali le option e futures) che di per sé non sono attività finanziarie vere e proprie. I derivati hanno, infatti, un valore solo perché sono legati al valore di altre attività finanziarie o beni sottostanti, (dalle quali derivano) rappresentate da titoli di credito, quote azionarie o merci che, quindi, hanno un valore intrinseco. In altre parole, lo strumento derivato è un contratto che generalmente prevede lo scambio, ad una certa data e a condizioni prestabilite, di altri strumenti sottostanti come valute, obbligazioni, azioni o merci. Fundamentals: sono i parametri economici fondamentali che si utilizzano per valutare un impresa. Si tratta di utili, fatturato e del patrimonio netto (attività-passività). Trading (finanziario): compravendita di prodotti finanziari, quali azioni (stoks), bonds e derivati. I trader possono essere gli investitori finali (retail) o gli investitori istituzionali (società di gestione del risparmio ed istituti di credito). Trade (da non confondere con il trading finanziario). Se non meglio specificato, come nel caso del mercato finanziario, il termine generico si riferisce all attività di scambio commerciale internazionale (merci e servizi) e quindi riferibile alle importazioni ed alle esportazioni di un paese verso il resto del mondo. Warrant: si tratta di un certificato, un buono di sottoscrizione di azioni allegato ad un'obbligazione od un titolo azionario, il quale consente al possessore il diritto di acquistare una certa quantità di azioni della società x ad un prezzo prestabilito ed entro un certo periodo di tempo. Esso può anche essere rivenduto sul mercato separatamente dal titolo stesso. Generalmente viene utilizzato nel caso di aumenti di capitale, quando insieme alle azioni di nuova emissione (riservate a chi già possiede una quota di partecipazione nella società medesima) viene concesso un warrant e quindi reso più interessante per l investitore, aderire all aumento di capitale stesso. Le obbligazioni con warrant consentono al risparmiatore di beneficiare degli aspetti positivi delle obbligazioni (reddito fisso e sicuro rimborso alla scadenza), insieme a quelli delle azioni (possibilità di rivalutazione del capitale), riducendo al minimo i rischi. Rispetto alle convertibili, le obbligazioni con warrant offrono alcuni vantaggi: possono infatti consentire di vendere il diritto di acquisto (warrant) separatamente dall'obbligazione. Se il warrant è quotato in Borsa, infatti, può essere ceduto pur mantenendo il titolo obbligazionario. Questo offre una maggior flessibilità d investimento ed apre la possibilità di realizzare un capital gain Share-holder: deriva dal termine share (quota, di partecipazione azionaria). Lo share-holder è l azionista, vale a dire il soggetto detentore (holder) delle quote azionarie di una S.p.a (società per azioni) o di un fondo comune di investimento. Questo soggetto gode del diritto di voto nell Assemblea degli azionisti e percepisce il dividendo (quota di utile totale spettante ad ogni singola azione) qualora vi siano utili nella società medesima. Nel caso la società venga liquidata, all azionista spetta il rimborso della quota di capitale inizialmente versata comprensiva di eventuali rivalutazioni. Stake-holder: il termine è composto da stake (posta in gioco, interesse) e holder (detentore). Si tratta degli agenti economici (siano essi individui o istituzioni) portatori di interessi nei confronti dell impresa alla quale lo stake-holder fa riferimento. Esso può essere rappresentato, ad esempio, dagli enti finanziatori come le banche o gli azionisti, il management ed alcuni fornitori o clienti di particolare rilievo. In sintesi, si tratta di tutti coloro che detengono interessi all interno dell impresa, pur non facendone necessariamente parte in termini di proprietà. Golden Share: letteralmente azione d oro in quanto la quota detenuta è strategica per chi la possiede. La golden share, infatti, assegna al suo titolare (in genere lo Stato) diritti più ampi rispetto ai normali azionisti. Tali poteri non sono necessariamente conferiti grazie alla detenzione della maggioranza assoluta delle azioni emesse, (infatti la goldenshare può essere anche minore del 50%) ma grazie ad una clausola esplicitamente prevista dallo statuto sociale ed approvato dall Assemblea straordinaria al momento della collocazione in borsa. In genere il termine si riferisce a società a partecipazione pubblica privatizzate nel quale lo Stato, grazie alla golden share, si garantisce il potere di incidere sensibilmente sulla gestione della stessa. 3

4 Swap: letteralmente tradotto con il termine baratto, è uno scambio di un bene con un altro tra due agenti economici. Affinché tale scambio avvenga, deve necessariamente sussistere la maggior convenienza per entrambi ad effettuare tale transazione fuori dal mercato piuttosto che nel mercato. Ad esempio una commodity-swap si realizza quando due contadini si scambiano fieno con latte anziché andare sul mercato a vendere il fieno per poi acquistare il latte e viceversa. Nel caso specifico che si sta trattando l operazione si ha quando vengono barattati prodotti finanziari di natura e/o composizione diversa. A titolo di esempio nel mercato dei titoli (bond-swap) si tratta di scambio tra obbligazioni con diversa durata, qualità e rendimento. Nel mercato valutario (monete) il curency swap è lo scambio di flussi di pagamento periodici in valute diverse. Cedola: [dal lat. tardo schedula(m), dim. di scheda "foglio di carta"]. Si tratta di un tagliando numerato e fisicamente unito al titolo detenuto (oggi non più in forma cartacea) che conferisce al titolare della stessa la possibilità di riscuotere l eventuale dividendo o interessi maturati. Dividendo: [dal lat. tardo dividendu(m) "cosa da dividere"]. È la quota di utili netti conseguita da una società per azioni, che viene divisa tra coloro che ne detengono una quota di partecipazione. La distribuzione è annuale (trimestrale negli Stati Uniti) e condizionata alla realizzazione degli utili stessi. L azionista (titolare di una quota di partecipazione azionaria) riceve i dividendi annuali quando la società consegue un risultato di bilancio positivo e decide di distribuirlo. Può anche anche accadere che gli utili vengano re-investiti a seconda delle decisioni dell Assemblea degli azionisti; in tal caso non ci sarà dividendo. Dividend Yeld: yield letteralmente significa rendimento. Nello specifico contesto si riferisce al rendimento del dividendo per ogni titolo azionario ed è calcolato come rapporto tra dividendo azionario ed il valore di mercato del titolo espresso in percentuale. Stock Options: dall inglese stock (titolo azionario) e option (opzione). Gli stock option indicano i contratti di opzione presenti sul titolo. Penny Stock: sono azioni di aziende vicino alla bancarotta, con un prezzo corrente prossimo allo zero (caso Alitalia). Sono oggetto di speculazione nella previsione di un improvvisa variazione, positiva o negativa, delle quotazioni. Aumento di capitale: qualora una determinata società per azioni necessiti di nuove risorse finanziarie (a titolo di esempio nel caso di progetti di investimento quali l acqiuisto di nuovi macchinari o l espansione all estero), può farlo attraverso il mercato grazie ad un aumento di capitale. Quest operazione consiste nell offerta di nuove azioni a coloro che già le posseggono, dietro il pagamento di un corrispettivo in denaro (aumento di capitale a pagamento) che in genere è inferiore al valore nominale delle azioni già possedute dal titolare. L azionista può decidere di sottoscrivere l aumento di capitale, e quindi esercitare l opzione, oppure optare per la vendita sul mercato di tale opzione di acquisto (che ha un valore intrinseco in quanto consente di acquistare azioni ad un prezzo vantaggioso rispetto a quello presente sul mercato). Esistono anche aumenti di capitale a titolo gratuito. In questo caso l operazione si svolge grazie alla distribuzione di riserve di capitale della società perché accantonate in precedenza, oppure mediante l aumento del valore nominale (il valore riportato su ogni azione, a prescindere dalle contrattazioni di mercato) di ogni titolo azionario emesso in precedenza. Bond: letteralmente vincolo, legame, obbligazione, che nel contesto finanziario consiste in una forma contrattuale, qual è un titolo di credito, rappresentato da un prestito contratto da una persona giuridica presso il pubblico. Ad esempio, il Tesoro emette dei bond (bond del debito pubblico), che è un titolo di credito che consente a chi li sottoscrive (acquista) di percepire sia un interesse che il rimborso dell intero capitale alla data di scadenza. Questo permette a chi li eroga di finanziarsi, e chi li sottoscrive di far fruttare il suo capitale. Es. Tango Bond vale a dire titoli del debito pubblico dello stato argentino. Btp-Bond: (Buoni del Tesoro Poliennali) emessi dal Ministero del Tesoro, con cedola semestrale e durata tra i due e i trent anni. Bot: (Buoni Ordinari del Tesoro) buoni del tesoro senza cedola emessi con scadenza tra uno e dodici mesi. Euro-Bond: è un titolo obbligazionario a tasso fisso emesso in euro con durata non inferiore agli otto anni. Euro-Bund future: dal tedesco bund, federazione. Non è un bond (obbligazione)! Si tratta invece di particola tipologia di titolo, il future (vedi termine), emesso dalla Repubblica Federale Tedesca con scadenza compresa fra 8,5 e 10,5 anni e tasso di interesse pari al 6%. Questa particolare forma di contratto consente al sottoscrittore di impegnarsi nell acquisto del titolo ad un dato prezzo ed entro una data fissata al momento della stipula del contratto. La controparte, in questo caso il Tesoro tedesco, è a sua volta obbligato a consegnare quanto stabilito alle condizioni prefissate (data e prezzo). L investitore scommette sul futuro, quindi lucra (o perde) sulla differenza esistente tra il 4

5 prezzo di mercato, ex-post, alla data stabilita dal contratto e quello definito ex-ante al momento in cui il contratto è stato stipulato. Tesoro. Bond governativi: sono i bond emessi dal governo di un determinato Paese tramite il Ministero del Junk Bond: letteralmente bond spazzatura emessi da società che hanno un rating molto basso, uguale o inferiore a BB (scala usata da Standard and Poor s). In generale quanto più basso è il rating tanto più rischioso è l investimento, nel senso che sarà bassa la possibilità di vedere rimborsato il proprio credito, ma di converso tanto maggiore sarà il tasso di interesse pagato da chi emette il titolo (premio di rischio). Futures: letteralmente in futuro. È un dericato. La denominazione di "strumento derivato" dipende dal fatto che il loro valore "deriva" dal prezzo dell'attività sottostante a cui il contratto fa riferimento. Le fluttuazioni e l'andamento di tali strumenti risultano pertanto direttamente correlate alle variazioni dell'attività sottostante. Si possono avere due tipologie di derivati, distinte in base all'attività sottostante di riferimento: derivati sulle merci e derivati su attività finanziarie. I primi sono legati ad attività reali come il petrolio, l'oro, il grano, il caffè I secondi sono invece legati ad attività finanziarie come tassi di interesse, valute, azioni ed indici azionari. È una forma di contratto attraverso il quale le parti si impegnano a scambiarsi, alla scadenza (data futura), un certo quantitativo di determinate attività finanziarie (financial future) o merci (commodity future) ad un prezzo stabilito al momento della stipula del contratto stesso. I primi hanno per oggetto la vendita di valori mobiliari (stock futures), tassi di interesse (interest rate futures) o monete (currencies futures). I commodity futures, invece, hanno per oggetto l acquisto o la vendita di beni reali, tangibili come cereali, cacao, caffè o materie prime come petrolio e il gas. In sintesi gli investitori che acquistano i futures scommettono che il prezzo futuro di un bene, ad esempio del petrolio, tenderà ad aumentare rispetto a quello definito come probabile (detto forward price) al momento della stipula del contratto, e guadagnando su tale differenza. Compro a 100 (prezzo contrattuale) e vendo a 120 (prezzo di mercato o spot price). I future vengono generalmente utilizzati per operazioni di: Speculazione :Il future viene acquistato o venduto al fine di guadagnare dai rialzi o ribassi del mercato, beneficiando dell'effetto leva e i ridotti costi di transazione. Circa l'85-90% delle operazioni sui contratti future vengono svolte a tale fine ed hanno in genere un orizzonte temporale molto breve, talvolta intraday, con gli operatori che aprono e chiudono le proprie posizioni più volte all'interno della giornata. Copertura o hedging :Un'operazione di copertura o hedging permette di eliminare il rischio di fluttuazione del valore di un bene sul mercato. Per esempio in caso di aspettative negative è possibile difendersi, vendendo futures sull'indice di Borsa di riferimento. In caso di un forte calo dell'indice, la perdita teorica del proprio portafoglio sarebbe compensata dal guadagno realizzato sui contratti futures arbitraggio E' l attività che permette di ottenere dei profitti dalle differenze di prezzo presenti su mercati diversi. Per esempio se il future fosse scambiato ad un prezzo più alto del proprio valore teorico, l arbitraggista potrebbe vendere il future ed acquistare titoli dell indice e lucrare sulla differenza; in definitiva, l attività dell arbitraggista permette quindi di correggere gli scostamenti dei prezzi tra future e sottostante Anche se in apparenza warrant e future sembrerebbero strumenti derivati molto simili, in realtà la differenza esiste e risiede nell ente di emissione. Il primo, nel momento in cui viene collocato sul mercato, è strettamente legato al titolo al quale si riferisce e può essere emesso solo dalla stessa società (da esempio i warrant sulle azioni Fiat sono emessi dalla Fiat stessa). Nel caso del future, invece, esiste la piena libertà di costruire tale prodotto finanziario a prescindere da chi ha emesso il titolo o chi ha prodotto la merce al quale si riferisce; sono infatti i market maker come gli istituti di credito e la Borsa stessa a crearli ed emetterli. Fondo comune di investimento: è una forma di risparmio gestito dove acquistando quote di un particolare Fondo, il risparmiatore affida il proprio capitale alla Società di Gestione del Risparmio facente capo al fondo stesso, affinché quest ultima gestisca al meglio le risorse presenti. Il fondo è detto comune in quanto non è privato, ma composto da quanto i diversi risparmiatori gli conferiscono. È d investimento in quanto le risorse sono investite nell acquisto e nella vendita di beni mobiliari, siano esse azioni, obbligazioni o valute. Fondi obbligazionari: sono i fondi caratterizzati da un portafoglio esclusivamente composto da titoli obbligazionari Fondi azionari: sono i fondi il cui portafoglio è esclusivamente composto da titoli azionari, quindi con un rischio maggiore rispetto a quelli obbligazionari, ma con potenziale performance maggiore. Fondi bilanciati: questi fondi sono caratterizzati da un portafoglio misto, nel quale convergono sia titoli obbligazionari che azionari. 5

6 Fondi di liquidità: le attività che detiene il fondo hanno una scadenza brevissima e, quindi, l investitore potrà ritirare in tempi brevi le sue quote senza una perdita in conto capitale. I rendimenti sono meno volatili ma la performance è più contenuta rispetto agli azionari. ETF: (Exchange Traded Funds) letteralmente "fondi indicizzati quotati" sono una particolare categoria di fondi, le cui quote sono negoziate in Borsa in tempo reale come semplici azioni, attraverso una banca o un qualsiasi intermediario autorizzato. Una delle caratteristiche peculiari di questo strumento è costituita dall'indicizzazione: gli Etf replicano infatti passivamente la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario o obbligazionario) e di conseguenza anche il suo rendimento. Se ad esempio l'indice S&P 500 si apprezza del 2%, l'etf legato allo S&P 500 registrerà un rialzo della stessa proporzione. Gli Etf si caratterizzano come una via di mezzo tra un azione e un fondo e consentono di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti. In particolare acquistando un Etf, è possibile realizzare la diversificazione e la riduzione dei rischi tipica di un fondo di investimento, scambiando le quote del fondo come una normale azione. La trattazione in continua degli Etf rende infatti possibile conoscere il valore di mercato in ogni istante, a differenza dei fondi comuni di investimento tradizionali, il cui valore viene fissato una sola volta al giorno, generalmente a fine giornata. Sicav: (società di investimento a capitale variabile) è molto simile, nel funzionamento, a un fondo comune. La differenza principale è che si tratta di una società il cui patrimonio coincide con il capitale versato dai sottoscrittori, i quali non acquistano quote (come in un fondo) ma azioni. I sottoscrittori diventano, pertanto, veri e propri azionisti della società: hanno facoltà di partecipare alle assemblee e di esercitare il diritto di voto, nonché di confrontarsi con l'operato dei gestori. Hedge Fund: si tratta anche in questo caso di una forma di investimento collettivo, che persegue strategie di investimento atte alla copertura del rischio (hedge, letteralmente significa copertura). Tuttavia, operando su qualsiasi tipologia di mercato (valutario, azionario, future) e con strategie multiple (al rialzo, al ribasso, oscillante) essi risultano sensibilmente più rischiosi dei Fondi Comuni di Investimento che, invece, sono stati istituiti per legge e come tali consentono più garanzie per l investitore. Un'altra definizione potrebbe essere: "quasiasi fondo che non sia un convenzionale fondo d'investimento", ossia qualsiasi fondo dove si usi una strategia o si usino una serie di strategie diverse dal semplice acquisto di obbligazioni, azioni (fondi comuni d'investimento a capitale variabile - mutual funds) e titoli di credito (money market funds) il cui scopo è il raggiungimento di un rendimento assoluto e non relativo ad un benchmark. Assets: è un attività sotto il profilo economico-finziario del termine, vale a dire qualsiasi cosa si possa valutare ed esprimere in termini finanziari (macchine, investimenti, immobili). È il termine generico per definire ogni tipologia di cespite, quindi valori materiali ed immateriali che fanno capo a chi li possiede (sia essa una persona giuridica che una persona fisica). Assets sono, ad esempio, i macchinari, gli immobili, gli investimenti ed il know-how dell impresa. Il suo contrario sono le liabilities; in italiano passività. Nello stato patrimoniale, dell impresa, l insieme delle attività, prima descritte, detratte le passività definisce il patrimonio netto dell impresa. Quindi: Attività - Passività= Patrimonio netto (in inglese Equity) Plusvalenza (Capital Gain): è l aumento di valore di un bene in un determinato arco temporale. Si riferisce sia a beni immobili (edifici, macchinari) sia a quelli mobili (come i titoli azionari e obbligazionari). In altre parole si tratta del guadagno (gain) che si ottiene vendendo un bene ad un prezzo maggiore di quello al quale si acquista ed ha rilevanza a fini fiscali in quanto è tassato. Minusvalenze (capital loos): sono l opposto delle plusvalenze. Si tratta delle perdite in conto capitale definite dalla differenza negativa tra il prezzo di acquisto (es. 100) e quello di vendita (es. 80) che in questo caso è minore del primo (minusvalenza pari a 20). Fondi di Private Equity: è una forma di finanziamento che si realizza nel caso di una società non quotata in borsa. L investitore conferisce nuovi capitali in un impresa che ritiene in prospettiva in grado di generare utili, con lo scopo finale di rivendere nel medio-lungo termine le stesse azioni, ma ad un valore maggiore realizzando, quindi, una plusvalenza. Benchmark: letteralmente riferimento, valutazione. È un indice di riferimento che esprime il profilo di rischio e di rendimento di un titolo. Il tasso benchmark definito anche tasso base è quel tasso che, per le particolari caratteristiche strutturali dell istituto che lo conferisce, è considerato quale riferimento per valutare tutti gli altri tassi. In Italia si utilizza generalmente il tasso di rendimento dei titoli di Stato. La differenza (spread o differenziale) tra il benchmark e il tasso fornito dal titolo che viene valutato, denota utili indicazioni sulle caratteristiche dell investimento che ci si accinge ad effettuare o sull andamento economico della società a cui fa capo il titolo stesso. È obbligatorio per le società di gestione del risparmio dichiarare il benchmark di ogni fondo di investimento. 6

7 Spread: differenziale, discrepanza tra benchmark e tasso di rendimento del titolo a cui lo spread a riferimento. Nel caso dei Titoli di Stato italiani ed i Bund tedeschi esiste uno spread legato al rischio default paese che nel caso dell'italia è maggiore a causa dell'elevatissimo debito pubblico rapportato al PIL. Volatilità: secondo il significato letterale del termine, si tratta di un fenomeno economico che tende a variare con frequenza ed imprevedibilità, proprio come il volo. Applicato al contesto dei prezzi dei titoli, la volatilità rappresenta la maggiore o minore tendenza alla variazione in funzione del variare del suo rendimento. I titoli che registrano un maggior rendimento saranno, come si intuisce, più domandati e quindi registreranno prezzi più alti. Tuttavia, i titoli che offrono migliore performance possono anche presentare una maggior volatilità dei prezzi che, quindi, aumentano e diminuiscono con irregolarità; di conseguenza aumenta anche il rischio. Si parla anche di titoli speculativi. Insider Trading: insider significa dentro mentre il trading è l attività commerciale(scambio di beni e servizi). Dentro l attività commerciale? In prima istanza sembrerebbe che la combinazione dei due termini non sia chiaro, ma ad un attenta analisi si comprende come: colui che è all interno (insider) di un impresa gode di una condizione privilegiata in termini di accesso alle informazioni, soprattutto quelle confidenziali (come ad esempio l imminente perdita di una causa legale), e tali informazioni possono essere usate (illegalmente) per effettuare operazioni di acquisto o vendita (trading) dei titoli dell azienda stessa realizzando guadagni elevatissimi. L attività di insider-trading è vietata dalla legge. Oro Fixing: quotazione dell'ora stabilito due volte al giorno dalla borsa di Londra LME (London Metal Exchange). Blent Brent o "Brent": petrolio greggio a basso contenuto di zolfo (pregiato per la facilità di raffinazione) del Mare del Nord quotato al NYMEX (New York Mercantile Exchange) Light Crude: petrolio greggio a basso contenuto di zolfo scambiato al NYMEX (New York Mercantile Exchange) Rating: Valutazione attribuita all'emittente, di titoli azionari o obbligazionari, da parte di agenzie deputate a giudicarne solidità, credibilità ed attrattiva. Le più conosciute agenzie di rating sono S&P e Moody's ; i voti possibili sono strong buy (comprare a tutti i costi), buy (comprare), accumulate (comprare con cautela), hold (mantenere la posizione), eccetera. Il rating esprime il merito di credito degli emittenti di prestiti obbligazionari mediante lettere che indicano l'affidabilità del debitore. Ad esempio, per alcune società di rating, la tripla A (AAA) indica il massimo dell'affidabilità; i voti scendono progressivamente (aa,a,bbb,bb, b). La tripla C (CCC) è il rating che si assegna ai debitori di minore affidabilità. ESEMPIO: COME GIULIA GESTISE IL SUO PATRIMONIO È passato qualche anno da quando Giorgio e la sua Giulia vivono nella nuova casa. Dopo qualche fatica iniziale le cose si sono messe decisamente meglio. Il loro reddito è migliorato tanto che parte di questo è disponibile per essere investito e, considerato che Giulia ha cambiato lavoro per diventare una trader (investitrice professionista), sarà proprio lei ad investire i risparmi della famiglia. Il patrimonio a disposizione è di Come sarà investito e quali regole possono essere utili allo scopo? Regola numero uno di Giulia: "diversificare" il "portafoglio" al fine di bilanciare il rischio. Il Portafoglio è il termine usato per rappresentare idealmente la composizione degli investimenti di un individuo o un organizzazione. Se nel comune portafoglio ci sono le banconote e le carte credito, nel Portafoglio dell'investitore (o Portfolio) è possibile "mettere" azioni, obbligazioni, valute estere, oro ed altri metalli, derivati come i futures. Il rischio, come Giulia sa, è quel fattore legato alla probabilità di guadagnare di più o di meno ed è egato ad un particolare prodotto finanziario. Più è alto il rischio (in genere si tratta del rischio di non guadagnare se non addirittura di perdere il proprio capitale) maggiore sarà la remunerazione in caso di guadagno. Lo scopo della "diversificazione" è di proteggere il proprio capitale, senza altresì rinunciare a prodotti più remunerativi e quindi più"rischiosi. Torniamo al Portafoglio di Giulia e Giorgio: dei a disposizione, i primi sono stati "messi al sicuro" investendo in Btp con un rendimento pari al 6% e con la sicurezza che verranno rimborsati alla scadenza. I Btp sono, infatti, garantiti dal Ministero del Tesoro Italiano che li ha emessi. Della rimanente parte sono stati investiti in Obbligazioni "Corporate" (vale a dire del settore industriale privato) ed in particolare in obbligazioni Fiat con scadenza 2018 ed un rendimento più alto, pari all'8%. Una domanda sorge spontanea: perché le obbligazioni Fiat rendono l'8% mentre i Btp il 5%? La risposta di Giulia, è che il rischio è decisamente diverso in quanto Fiat è un azienda privata e come tale si presume che la possibilità che essa possa fallire siano maggiori di quelle del Tesoro italiano. Tornando al Portafoglio di Giulia e Giorgio, sono rimasti ancora da investire , e secondo la logica della diversificazione del rischio e quindi del prodotto, potrebbero essere impiegati in qualcosa di più remunerativo: azioni e fondi di investimento. Giulia decide di acquistare in Fondi Azionari dei paesi emergenti (Cina ed India) perché crede che questi stati saranno i primi a riprendersi dalla crisi economica in corso, mentre i restanti li utilizza per l'acquisto di titoli azionari Fiat in quanto stima che l'accordo tra l'azienda italiana e la Crysler americana dia ottime opportunità di crescita. In sintesi il Portafoglio è così composto: 7

8 -50% Buoni del Tesoro Poliennali (basso rendimento/basso rischio) -20% Obbligazioni Fiat (rischio medio-basso/rendimento medio) 15% Azioni Fiat (rischio medio alto/rendimento potenzialmente alto) 15% Fondi Azionari Paesi Emergenti (rischio alto/rendimento potenzialmente molto alto) L'aspetto fondamentale di questa composizione è che la regola della differenziazione del rischio e del rendimento è rispettata. Infatti, nel caso di perdita sul fronte azionario essa inciderà sul solo 15% del totale e nel caso peggiore al 30% (con i fondi dei paesi emergenti), mentre continuerà il flusso di guadagno della componente "sicura" (quella obbligazionario) che potrà quindi compensare eventuali perdite. Nel caso di crescita della componente azionaria, anche se essa rappresenta solo il 30% del totale, il guadagno potrà essere consistente perché questo genere di prodotti finanziario muta giornalmte. Il lato negativo è che la variazione di valore può anche avere un segno meno davanti! IL DILEMMA DI GIULIA. COMPRARE AZIONI O COMPRARE ETF? Giulia ha un segreto. Gestisce anche un suo portafoglio personale all'insaputa di Giorgio. È un portafoglio con un profilo di rischio significativamente maggiore rispetto a quello che ha in comune con lui. Questa è la ragione di del segreto. Giorgio non condividerebbe scelte "azzardate". È un portafoglio legato a titoli azionari, ma non è "azionario" (il motivo è spiegato in seguito). In cosa consiste il rischio? Il rischio, ma anche il guadagno, è in questo caso legato al non prevedibile andamento dei titoli azionari a cui tale portafoglio è "legato". Il termine "legato" ha un senso molto preciso, perché è possibile avere un rendimento che segue l'andamento di determinate azioni pur non acquistando le azioni stesse. Sembra complesso ma in realtà il meccanismo è molto semplice. La scelta di base è che Giulia è fermamente convinta che sia in corso una forte ripresa nell'andamento dei titoli delle imprese dei paesi emergenti. Tra questi ultimi è particolarmente affascinata da come in India e in Corea l'industria abbia buone prospettive di crescita. Quali scelte potrebbe fare? La prima ipotesi è andare a cercare qualche impresa coreana ed indiana che ha buone possibilità di fare utili ed acquistarne le azioni. In questo caso Giulia dovrebbe conoscere molto bene le borse di questi due paesi ed avere una visione chiara dello lo stato di salute delle imprese che in questa piazza sono quotate. L'idea generale è che, in media, secondo Giulia gran parte dei titoli quotati saliranno, ma quali acquistare? È quanto denaro ci vorrebbero per acquistare diverse posizioni. E se scegliesse l'azienda sbagliata? In Europa decisione sarebbe più semplice, Fiat, Volkswagen, Airbus, nomi di cui i giornali parlano molto. La soluzione esiste, ed è un prodotto finanziario che replica fedelmente tutti i maggiori titoli azionari di un determinato paese senza necessariamente acquistare le azioni stesse. Il prodotto finanziario si chiama Etf e nel caso i maggiori titoli che rappresenta salgono nella loro quotazione, allora anche l'etf sale, e viceversa. Giulia decide quindi di comprare Lyxor ETF MSCI India e Lyxor Etf Msci Korea, emessi in Euro da Lyxor (e quotati nelle maggiori borse del continente). In questo modo si hanno i vantaggi di possedere un gruppo di azioni di diverse imprese senza dover conoscere con accuratezza i singoli nomi sottostanti. Giulia è anche garantita dall'eventualità di subire ripercussioni legate alla svalutazione della moneta indiana o coreana rispetto all'euro. Gli Etf, infatti, sono emessi in Euro e "copiano" in modo imparziale l'andamento di un gruppo di titoli azionari di un determinato comparto e di un determinato Paese. Copiare, perche non sono gestiti attivamente scegliendo un giorno un titolo e la settimana dopo, un altro come nel caso dei Fondi Comuni di Investimento. Per questa ragione, infatti, gli Etf vengono anche indicati come prodotti a "gestione passiva". LA BORSA, I SISTEMI DI CONTRATTAZIONE, I SEGMENTI DI MERCATO E GLI INDICI I segmenti del mercato azionario in Italia: Blue Chips: sono le azioni al top del listino (più scambiate e più liquide) e devono avere una capitalizzazione di almento 1 MLD di Euro. Indice relativo: S&P/MIB Star: azioni sotto il MLD di capitalizzazione di Borsa che necessitano di requisiti di trasparenza informativa particolarmente rigido e particolari caratteristiche di corporate governante (numero adeguato di amministratori indipendenti). Indice relativo: All Stars 8

9 Expandi : mercato delle società di piccole e piccolissime dimensioni che aspirano ai segmenti più elevati. Godono di procedure di accesso meno complesse ed onerose rispetto agli altri comparti del listino. Indice Relativo: Mex Gli indici Mibtel: (Milano Indice Borsa Telematico) rappresenta l indice generale che descrive l andamento degli scambi finanziari telematici italiani. Esso è calcolato sull intera gamma di prodotti finanziari scambiati ed è ricalcolato ogni minuto. Il suo valore di riferimento è punti in relazione alla data del 3 gennaio In quanto indice, il mibtel può essere espresso sia in valore assoluto sia in forma di variazione percentuale rispetto allo stesso indice ma ad un tempo precedente (t-1, t-2,,t-n). La sua variazione può essere negativa o positiva. S&P/MIB: il termine nasce della collaborazione stretta tra MIB (Borsa di Milano) e la Standard & Poor s (società di ricerche ed analisi finanziarie nota per il sistema di rating utilizzato nella classificazione delle obbligazioni). Esso raggruppa 40 tra i maggiori titoli del mercato italiano che rappresentano circa l 80% della capitalizzazione del mercato stesso. In altre parole il valore dei titoli di queste società (capitale) costituiscono circa l 80% del totale del valore dell intero listino di borsa. Volendo essere ancora più precisi, esse rappresentano l 80% del flottante presente sul mercato. Si può, infatti, distinguere tra il termine capitale sociale o capitalizzazione ed il flottante. Il primo è costituito dal valore totale delle azioni emesse dalla società in oggetto, di cui una parte (detta quota di controllo) non è collocata sul mercato ma resta nelle mani di chi controlla la gestione. Il flottante, invece, rappresenta la quota di azioni che circola sul mercato e viene giornalmente scambiata di mano dagli speculatori. Midex: Indice della Borsa italiana relativo alle società di media capitalizzazione. Interessa le 25 società immediatamente inferiori per capitalizzazione a quelle incluse nel Mib 30. All Stars: (Segmento Titoli ad Alto Requisito) indice relativo a tutte e azioni quotate nel segmento STAR, riferito alle azioni di Società per Azioni di medie dimensioni (con capitalizzazione fino ad un miliardo di Euro) che devono rispettare determinati requisiti per quanto riguarda la trasparenza economico/finanziaria, struttura finanziaria e manageriale. Mex: comprende tutte le azioni trattate sul mercato Expandi, vale a dire quello delle aziende di piccole e piccolissime dimensioni che aspirano ad essere quotate nei segmenti più elevati del mercato. Mib 30: fino al 2004 rappresentava l indice dell andamento dei trenta titoli più capitalizzati presenti sul listino di borsa. Con il termine capitalizzazione si intende il valore in termini di azioni collocate sul mercato. Queste aziende ad alta capitalizzazione rappresentano la maggioranza degli scambi sul mercato azionario di riferimento e pertanto sono anche chiamate blue chips. In seguito il MIB 30 è stato sostituito dal S&P MIB, anche se tuttora viene, anche se non ufficialmente, ricalcolato. GLI INDICI E I MERCATI INTERNAZIONALI Eurex: si tratta del maggior mercato di scambio dei derivati quali i futures le altre options legate ai titoli europei. Dow Jones Global : relativo alla Borsa di New York (NYSE-New York Stock Exchange), concepito da Charles Dow rappresenta l andamento dei titoli delle trenta maggiori imprese industriali scambiati al NYSE. Nasdaq (National Association of Securities Dealers Automated Quotation) è presente dal 1971 e raggruppa oltre 5000 aziende operanti nei settori tecnologici e dalle alte potenzialità di crescita. In sintesi, il suo indice esprime l andamento dei maggiori titoli tecnologici. Gli indici DJ Stoxx DJ Stoxx 600: è un indice aggregato che comprende le quotazioni dei maggiori 600 titoli europei includendo società a larga, media e bassa capitalizzazione. I paesi considerati sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. DJ Euro Stoxx 50 (Stoxx Ltd e Dow Jones&Company): indice delle 50 blue chip europee Gli Indici Morgan Stanley 9

10 MSCI: (Morgan Stanley Capital International) indica l'andamento dei titoli settoriali a prescindere dalla piazza di quotazione ed il paese di appartenenza. IL MERCATO VALUTARIO Tasso ufficiale di sconto: è il tasso d interesse al quale la banca centrale effettua prestiti al sistema bancario. È un parametro molto importante nella misura in cui rappresenta il tasso minimo al di sotto del quale il sistema bancario non scenderà mai nel caso di cessione del credito al cliente finale. A livello macroeconomico la sua rilevanza è determinata dal legame inverso tra tasso d interesse (quindi il costo del denaro) e livello degli investimenti. Questo parametro spiega le manovre di riduzione delle maggiori banche centrali al fine di stimolare l'economia. Tasso interbancario: è il tasso d interesse medio praticato dalle banche per le transazioni finanziarie interne al sistema creditizio stesso. In altre parole è il tasso d interesse che usano le banche per prestarsi denaro tra di loro; quanto più alto è questo tasso tanto maggiore sarà quello praticato ai clienti finali (siano essi imprese o consumatori). Euribor: (European Inter-bank Offered Rate) è il tasso interbancario europeo, vale a dire quello medio praticato dai maggiori istituti di credito facenti parte dell Eurozona. Viene spesso utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile. Ribor: (Rome Inter-bank Offered Rate): è l antenato dell Euribor, presente quando la moneta a corso legale era ancora la Lira ed il tasso interbancario medio era calcolato facendo una media tra i tassi praticati tra i più rappresentativi istituti di credito italiani. Tasso Overnight: è quel particolare tasso di interesse che risulta dal prestito di denaro tra le banche per una notte (24 ore). Le banche che hanno eccedenza di denaro fanno questo prestito alle altre banche che hanno necessità di liquidità. Questo tasso ci dà un'idea della liquidità esistente: un alto tasso vuole dire che esiste poca liquidità e viceversa. 10

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