DISPENSE IN MATERIA DI: GESTIONE RIFIUTI DAL DECRETO RONCHI DEL 1997 AL CODICE AMBIENTALE DEL Claudio Boldori

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1 DISPENSE IN MATERIA DI: GESTIONE RIFIUTI DAL DECRETO RONCHI DEL 1997 AL CODICE AMBIENTALE DEL 2006 Claudio Boldori

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5 CON LA PUBBLICAZIONE DEL RONCHI TER, SEMBRA CONCLUSA LA PRIMA E DOVEROSA FASE DI COMPLETAMENTO DI UNA NORMATIVA CHE SI E PROPOSTA DI CAMBIARE IN MODO RADICALE LA GESTIONE DEI RIFIUTI E DELLE PROBLEMATICHE COLLEGATE NEL NOSTRO PAESE.

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9 QUINDI ANCHE DOPO IL DECRETO RONCHI LA DISCIPLINA E ANCORA COMPLESSA E NON DEFINITIVA UN TENTATIVO DI REDARRE UN TESTO UNICO SI HA CON IL D.LGS , N. 152 CHE DETTA NORME IN MATERIA AMBIENTALE (DETTO ANCHE CODICE AMBIENTALE ) CHE DISCIPLINA: VAS, VIA E IPPC - DIFESA DEL SUOLO E ACQUE - ARIA - DANNO AMBIENTALE

10 INTRODUCENDO CON LA PARTE QUARTA NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI CHE ABROGA NEL CONTEMPO DIVERSI (MA NON TUTTI) DEI PROVVEDIMENTI PRIMA ELENCATI QUINDI D.LGS. 152/2006, COSTITUISCE, ANCHE PER I RIFIUTI, UNA SORTA DI TESTO UNICO

11 STRUTTURA DEL D.LGS. 152/2006 ALLEGATO A Categorie di rifiuti ALLEGATO F Criteri per recuperabilità imballaggi ALLEGATO B Operazioni di smaltimento ALLEGATO categorie di pericolosi ALLEGATO C Operazioni di recupero ALLEGATO H Costituenti che rendono pericolosi i rifiuti all. G.2 ALLEGATO D Elenco rifiuti e rifiuti pericolosi TITOLO I Gestione dei rifiuti TITOLO II Gestione degli imballaggi -Capo I Disposizioni generali -Capo II Competenze -Capo III Servizi di gestione integrata dei rifiuti -Capo IV Autorizzazioni -Capo V Procedure semplificate G rifiuti ALLEGATO I Caratteristiche di pericolo TITOLO III Gestione di particolari categorie di rifiuti TITOLO IV Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani TITOLO V Bonifica dei siti contamina ti TITOLO VI Sistema sanzionatorio e disposizioni transitorie e finali Capo I - Sanzioni Capo II Disposizioni transitorie e finali

12 IL D.LGS. 152/2006 ENTRA IN VIGORE IL 29 APRILE 2006 ESSO, IN BUONA PARTE, RIPRENDE IL DECRETO RONCHI INTRODUCENDO PERO ALCUNE MODIFICHE SULLE QUALI E IN ATTO UN PROVVEDIMENTO CORRETTIVO DA PARTE DEL NUOVO GOVERNO

13 IL D.LGS. 152/2006 PARTE QUARTA Art. 177 (CAMPO DI APPLICAZIONE) La parte quarta disciplina la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati anche in attuazione direttive comunitarie sui Rifiuti Rifiuti pericolosi Oli usati Batterie esauste Rifiuti di imballaggio Policlorobifenili (Pcb) Discariche Inceneritori Rifiuti elettrici ed elettronici Rifiuti portuali Veicoli Fuori Uso Rifiuti Sanitari

14 A CONFRONTO CON IL D.lgs 152/2006 modificato confermato confermato

15 A CONFRONTO CON IL D.lgs 152/2006 confermato confermato confermato confermato

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18 RECUPERO DEI RIFIUTI Le pubbliche amministrazioni favoriscono la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso: a) il riutilizzo, il reimpiego, il riciclaggio; b) altre forme di recupero per ottenere materia prima secondaria dai rifiuti; c) previsione di condizioni di appalto che preservino l impiego di materiali recuperati dai rifiuti; d) utilizzazione dei rifiuti come mezzo per produrre energia. Agevolazioni alle imprese che modificano i cicli produttivi per ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti.

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23 L assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento è fatta dai Comuni (in base ai criteri fissati dallo Stato)

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25 ART. 186 (terre e rocce di scavo) Le terre e rocce di scavo, anche di gallerie, ed i residui della lavorazione della pietra destinate all effettivo utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati, non costituiscono rifiuti e sono, perciò, esclusi dal Decreto solo nel caso in cui, anche quando contaminati, durante il ciclo produttivo, da sostanze inquinanti derivanti dalle attività di escavazione siano utilizzati senza trasformazioni preliminari secondo le modalità previste nel progetto approvato dall Autorità amministrativa competente.

26 L ESENZIONE DAL REGIME DEI RIFIUTI DEI MATERIALI DI SCAVO ERA GIA STATA INTRODOTTA CON L. 443/2001 POI LIMITATO CON ART. 23 L. 306/2003. A SEGUITO PROCEDURA DI INFRAZIONE COMMISSIONE EUROPEA CHE CONTESTAVA ALL ITALIA DI NON AVERE APPLICATO LA DIRETTIVA CHE NON PREVEDE ALCUNA ESCLUSIONE DALL AMBITO DI APPLICAZIONE, PER TALI RIFIUTI, IL GOVERNO ATTUALE HA PREDISPOSTO UN D.LGS. CORRETTIVO DEL CODICE AMBIENTALE, ANCORA IN DISCUSSIONE, CHE DISCIPLINA LE TERRE E ROCCE DA SCAVO, FISSANDO PALETTI MOLTO PIU SEVERI PER IL LORO RIUTILIZZO.

27 IL D.LGS. 152/2006 NON APPORTA NOVITA NELLA DEFINIZIONE DI RIFIUTO MA INTRODUCE LA NUOVA DEFINIZIONE (NON PREVISTA DAL RONCHI) DI SOTTOPRODOTTO. I SOTTOPRODOTTI SONO I PRODOTTI DELL ATTIVITA DELL IMPRESA CHE, PUR NON COSTITUENDO L OGGETTO DELL ATTIVITA PRINCIPALE, SCATURISCONO IN VIA CONTINUATIVA DAL PROCESSO INDUSTRIALE DELLA STESSA E SONO DESTINATI AD ULTERIORE IMPIEGO E AL CONSUMO. DETTI SOTTOPRODOTTI NON SONO SOGGETTI ALLA NORMATIVA SUI RIFIUTI, SE IMPIEGATI DIRETTAMENTE DALL IMPRESA CHE LI PRODUCE, O COMMERCIALIZZATI, IN MODO ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSO, DALLA STESSA PER IL CONSUMO O PER UN IMPIEGO DA PARTE DI TERZI

28 GIA IN PRECEDENZA (L. 178/2002) ERA STATA APPROVATA UNA DEFINIZIONE DI RIFIUTO (ORA ABROGATA) CHE INTRODUCEVA UNA DOPPIA DEROGA ALLA DEFINIZIONE CEE DI RIFIUTO IDENTIFICANDO PER DISFARSI = SMALTIMENTO E RECUPERO (E NON L ABBANDONO) ESCLUDENDO LA VOLONTA DI DISFARSI DI RESIDUI DI PRODUZIONE O DI CONSUMO, QUANDO QUESTI SONO O POSSONO ESSERE UTILIZZATI TAL QUALI SENZA TRATTAMENTI DI RECUPERO E SENZA PREGIUDIZIO PER L AMBIENTE. SECONDO COMMISSIONE EUROPEA E CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA L ITALIA E VENUTA MENO AD OBBLIGHI TRATTATO CEE IN QUANTO CONSIDERA «SOTTOPRODOTTO» UN MATERIALE PROVENIENTE DA UN PROCESSO DI FABBRICAZIONE CHE NON E PRINCIPALMENTE DESTINATO A PRODURLO, CHE IL PRODUTTORE RIUTILIZZA, SENZA TRASFORMAZIONE PRELIMINARE, NEL CORSO DELLO STESSO PROCESSO PRODUTTIVO

29 PER DISTINGUERE IL SOTTOPRODOTTO DAL RIFIUTO, SECONDO LA C.G.U.E., E NECESSARIO CHE: RIUTILIZZO SIA CERTO AVVENGA SENZA MODIFICHE DEL CARATTERE CHIMICO O MERCEOLOGICO DELLA SOSTANZA SIA LIMITATO AL MEDESIMO PROGETTO PRODUTTIVO (POI AMPLIATO IN ALTRA SENTENZA: COLATICCIO PORCILAIA) IL GOVERNO ATTUALMENTE SEMPRE CON IL D.LGS. CORRETTIVO AL 152/2006, STA RISCRIVENDO LA DEFINIZIONE DI RIFIUTO, ALLO SCOPO DI CHIUDERE PROCEDURA DI INFRAZIONE UE INTRODUCENDO UNA NOZIONE DI RIFIUTO MENO RESTRITTIVA

30 SEMPRE CON IL D.LGS. 152/2006 E CONFERMATA LA NOZIONE DI MATERIA PRIMA SECONDARIA (MPS) (GIA ESISTENTE IN DISPOSIZIONI PRECEDENTI:1998 e 2002) DEFINITA COME SOSTANZA O MATERIA AVENTE LE CARATTERISTICHE STABILITE DALL ART. 181 (RECUPERO DEI RIFIUTI) CHE DETTA LA DISCIPLINA PER L UTILIZZO DI TALE MPS, CHE SONO IL PRODOTTO DALL ATTIVITA DI RECUPERO. ANCHE PER TALE DEFINIZIONE SONO IN CORSO MODIFICHE CON IL D.LGS CORRETTIVO DEL 152/2006

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