Assessorato Polizia Locale, Urbana e Rurale

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1 Assessorato Polizia Locale, Urbana e Rurale L AUTOTRASPORTO MERCI 37 Quaderni di aggiornamento per la polizia locale

2 Comitato di Redazione: Ermenegilda ALOI Comandante Corpo di P.M. PINEROLO Angelo BARBAGLIA Comandante Corpo di P.M. OMEGNA Stefano BELLEZZA Dirigente Settore Polizia Locale della REGIONE PIEMONTE Ignazio CIANCIOLO Comandante Corpo di P.M. VERBANIA Nadia CORDERO Funzionario Settore Polizia Locale della REGIONE PIEMONTE Paolo CORTESE Comandante Corpo di P.M. NOVARA Mauro FAMIGLI Comandante Corpo di P.M. TORINO Gian Silvio GAIA Ispettore Capo Corpo di P.M. ALESSANDRIA Bruno GIRAUDO Comandante Corpo di P.M. CUNEO Roberto MANGIARDI Comandante Vicario Corpo di P.M. TORINO Ivana MEDINA Comandante Corpo di P.M. TRECATE Sergio MENSA Comandante Corpo di P.M. di ALBA Giuseppe MISTRETTA Comandante Corpo di P.M. BEINASCO Maria Pina MUSIO Comandante Corpo di P.M. CASALE MONFERRATO Gaetano NOÉ Vice Comandante Corpo di P.M. TORINO Marco ODASSO Comandante Corpo di P.M. SAVIGLIANO Rino PAGIN Comandante Corpo di P.M. NICHELINO Giorgio SPALLA Comandante Corpo di P.M. VERCELLI Mauro TABA Comandante Corpo di P.M. BRA Lo studio è stato curato da: Dr. Livio BOIERO Comandante Corpo P.M. di COLLEGNO Dr. Gaetano NOÈ Vice Comandante Corpo P.M. di TORINO Collana edita dalla REGIONE PIEMONTE ASSESSORATO COMMERCIO e FIERE, POLIZIA LOCALE, PROMOZIONE della SICUREZZA, PROTEZIONE CIVILE Direzione Affari Istituzionali e Processo di Delega SETTORE POLIZIA LOCALE Collana a cura di: Dr. Stefano BELLEZZA - Dirigente del Settore Polizia Locale della Regione Piemonte Hanno collaborato: Dr. Alberto CESTE e Gino SPAMPATTI del Settore Polizia Locale della REGIONE PIEMONTE Regione Piemonte, 2006 È VIETATA LA RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE DEL PRESENTE VOLUME SENZA LA PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE. VOLUMI IN DISTRIBUZIONE GRATUITA AGLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA LOCALE. VIETATA LA VENDITA

3 L AUTOTRASPORTO MERCI n. 37 Quaderni di aggiornamento per la polizia locale

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5 PREMESSA Il settore dei trasporti è certamente un settore in evoluzione, caratterizzato dal fatto che la distribuzione e l'efficienza nella consegna delle merci sono direttamente dipendenti dalla funzionalità dei trasporti stessi. L'attività dell'autotrasportatore, quindi, è molto importante in tutte le fasi in cui essa si articola: durante i periodi di viaggio ed anche nelle pause volte al riposo o alla manutenzione dei veicoli. Detta attività, inoltre, diviene, di specifica complessità, dovendo far interagire, tra loro, norme di carattere internazionale, comunitarie e nazionali ed assumendo una connotazione particolarmente tecnica, allorquando venga disciplinata la materia del trasporto rifiuti, piuttosto che quella delle merci pericolose. Il lavoro della Polizia Locale nelle fasi di controllo delle attività legate all'autotrasporto è oltremodo articolato ed impegnativo. È infatti necessaria una vigilanza costante per la corretta applicazione delle norme, affinché sia garantita per tutti la sicurezza della circolazione stradale, ma anche una competitività leale ed equilibrata delle imprese operanti nel settore. La vigilanza scrupolosa da parte degli Operatori di Polizia Locale, quindi, si pone a tutela di quanto evidenziato più sopra. Nel presente quaderno tutte le possibili problematiche relative all'autotrasporto in genere, sono state esaminate in modo semplice e lineare, dando la possibilità agli Operatori di Polizia Locale di farsi guidare attraverso le fasi di un primo e schematico approccio. Lo studio di alcune norme basilari e fondamentali per esercitare l'attività di autotrasportatore rappresenta invero un lavoro indispensabile per chi deve apprendere le tecniche per esercitare al meglio tale professione ed è certamente un utilissimo strumento di confronto per coloro che, deputati ai controlli, debbono vigilare affinché il trasporto effettuato si svolga nel rispetto delle garanzie che la legge prevede a tutela del prodotto trasportato e del consumatore finale. In maniera altrettanto semplice e lineare è stata trattata la disciplina relativa al cronotachigrafo e, più in generale, all'attività di guida propria degli autotrasportatori. Non minore importanza è stata inoltre attribuita al trasporto delle derrate alimentari deteriorabili, alle disposizioni di legge applicabili, sia ai trasporti nazionali che internazionali, al cosiddetto trasporto in regime "ATP", con particolare riferimento ai mezzi speciali utilizzati per queste particolari tipologie di trasporti. Gli argomenti sono stati sviluppati, offrendo inizialmente un quadro generale e tracciando la linea di demarcazione tra il trasporto in conto proprio (legge 298/74 articoli da 31 a 39) ed il trasporto per conto di terzi (legge 298/74 - articoli da 40 a 43), approfondendo poi tutti gli aspetti maggiormente rilevanti per la specifica attività dell'autotrasporto: tra questi, non da ultimo, l'introduzione del cronotachigrafo digitale in sostituzione dei più vetusti apparati analogici. Tale pubblicazione, che non ha la pretesa di essere esaustiva, vuole però essere di aiuto e di stimolo per gli Operatori della Polizia Locale nello svolgimento dei propri compiti d'ufficio. Febbraio 2006 L Assessore Regionale alla Polizia Locale Dr. Giovanni CARACCIOLO 3

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7 1. DISPOSIZIONI GENERALI SULL AUTOTRASPORTO 1.1 L ATTIVITA DELL AUTOTRASPORTO, ACCESSO ALLA PROFESSIONE - QUADRO GENERALE L'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e di persone è regolato dal DLG n. 395 che tuttavia non esplica ancora i suoi effetti mancando i decreti applicativi e quindi occorre fare riferimento alle precedenti disposizioni. Ai sensi del citato Decreto, costituisce esercizio della professione di autotrasportatore su strada per conto terzi di: cose: l'attività dell'impresa, diversa dal trasporto per conto proprio (art. 31 legge n. 298/1974), eseguita, mediante autoveicoli, per trasporto di cose verso un corrispettivo (DLG n. 395/2000); persone: l'attività dell'impresa, diversa dal trasporto di persone mediante autobus ad uso proprio (art. 83, c. 1, CDS) eseguita, mediante autoveicoli, adibiti ad uso terzi (art. 82 CDS) destinati a trasportare più di nove persone, autista compreso, per il trasferimento di persone con offerta al pubblico, o a talune categorie di utenti, verso un corrispettivo. Il DLG n. 395/2000 si applica a chiunque (persona fisica o giuridica, con o senza scopo di lucro, privata o pubblica) svolga le attività sopraindicate. 1.2 REQUISITI PER LA PROFESSIONE L'accesso alle professioni richiamate comporta il possesso dei seguenti requisiti: a) Onorabilità, b) Capacità finanziaria, c) Idoneità professionale; La dimostrazione del possesso dei tre requisiti è necessaria per le imprese di autotrasporto per conto terzi: - di cose, per l'iscrizione all'albo ed il successivo esercizio dell'attività; i requisiti devono sussistere al momento della presentazione della domanda di iscrizione all'albo; - di persone, per ottenere la licenza o la concessione per l'esercizio della relativa attività; i requisiti devono sussistere al momento della presentazione dell'istanza per l'ottenimento della licenza. A) - L'ONORABILITÀ Il requisito (1) dell'onorabilità deve essere posseduto da: ( 1 ) Il requisito non sussiste o viene meno nella persona che: 1) sia stata dichiarata delinquente abituale, professionale o per tendenza, oppure è sottoposta a misure di sicurezza personali o a misure di prevenzione; 2) sia sottoposta, con sentenza definitiva, ad una delle pene accessorie previste dall'art. 19, c. 1, numeri 2 e 4, Codice penale; 3) abbia riportato, con sentenza definitiva, una o più condanne, per reato non colposo, a pena detentiva complessivamente superiore a due anni e sei mesi; 4) abbia riportato, con sentenza definitiva, una condanna a pena detentiva per: - uno dei reati di cui al capo I del titolo II o ai capi II e III del titolo VII del libro secondo del Codice penale o per uno dei delitti di cui agli artt. 416, 416 bis, 513 bis, 589, c. 2, 624, 628, 629, 630, 640, 641, 644, 648, 648 bis e 648 ter Codice penale; - uno dei delitti di cui all'art. 3, legge , n. 75; - uno dei delitti di cui alla legge , n. 895; - uno dei delitti di cui agli artt. 73, c. 1, e 74, DPR , n. 309; - il delitto di cui all'art. 189, c. 6 e c. 7, DLG , n. 285; - uno dei delitti di cui all'art. 12, DLG , n ) abbia riportato, con sentenza definitiva, una condanna per: - il delitto di cui all'art. 282, DPR , n. 43; - il delitto di cui all'art. 18, c. 3, legge , n. 110; - la contravvenzione di cui all'art. 186, c. 2, anche in combinato disposto con l'art. 187, c. 4, DLG n. 285/1992. L'applicazione della sanzione è rilevante solo se conseguente a fatti commessi nell'esercizio delle attività in esame. 6) abbia subito: - in via definitiva, l'applicazione della sanzione amministrativa di cui all'art. 26, legge n. 298/1974, o di qualunque sanzione amministrativa per l'esercizio abusivo della professione di trasportatore su strada di cose per conto terzi e di persone; - ovvero, per cinque volte nell'ultimo quinquennio, cumulativamente, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida o nei suoi confronti è stato effettuato l'accertamento di cui all'art. 167, c. 10, DLG n. 285/1992. L'applicazione delle sanzioni è rilevante solo se conseguente a fatti commessi nell'esercizio delle attività in esame. 7) abbia subito, in qualità di datore di lavoro, condanna penale definitiva per fatti che costituiscono violazione degli obblighi in materia previdenziale e assistenziale. L'applicazione della sanzione è rilevante solo se conseguente a fatti commessi nell'esercizio delle attività in esame; 8) sia stata dichiarata fallita, salvo sia intervenuta riabilitazione a norma degli artt. 142 e seguenti del regio decreto , n

8 persone che dirigono in maniera effettiva e continuativa l'attività di autotrasporto; amministratore unico o membri del consiglio d'amministrazione per le persone giuridiche pubbliche, per le persone giuridiche private e, salvo quanto previsto nel successivo punto, per ogni altro tipo di ente; soci illimitatamente responsabili per le società di persone; titolare dell'impresa individuale o familiare. La persona che dirige l'attività perde comunque il requisito dell'onorabilità anche nel caso di violazioni commesse dal lavoratore dipendente nell'esercizio dell'attività, se il fatto che ha dato luogo alla violazione sia riconducibile a disposizioni impartite od alla omissione di vigilanza riferita a più violazioni. La perdita del requisito per fatti commessi dai dipendenti rileva: se sono violate le seguenti disposizioni: - art. 589, c. 2, Codice penale; - artt. 189, cc. 6 e 7, 186, c. 2, e 187, c. 4, DLG n. 285/1992; oppure se il dipendente ha subito: - in via definitiva, l'applicazione della sanzione amministrativa di cui all'art. 26, legge n. 298/1974, o di qualunque sanzione amministrativa per l'esercizio abusivo della professione di trasportatore su strada di cose per conto terzi e di persone; - ovvero, per cinque volte nell'ultimo quinquennio, in via cumulativa, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida. B) - LA CAPACITÀ FINANZIARIA La capacità finanziaria è la disponibilità di risorse finanziarie utili per gestione dell'impresa e non potrà essere inferiore a: euro, qualora l'impresa abbia la disponibilità di un autoveicolo adibito all'attività di trasportatore su strada; euro per ogni ulteriore autoveicolo. La prova della sussistenza della capacità finanziaria può essere fornita mediante un'attestazione rilasciata da imprese che esercitano attività bancaria. I contenuti dell'attestato e le modalità di rilascio saranno stabiliti con regolamento ministeriale. Le imprese che rilasciano l'attestazione hanno l'obbligo di comunicare all'autorità competente ogni fatto che produca diminuzione o perdita della capacità finanziaria attestata. C) - L'IDONEITÀ PROFESSIONALE Le imprese esercenti l'attività di trasportatore su strada per conto terzi di persone indicano alle autorità competenti la persona che, in possesso dei requisiti dell'onorabilità e dell'idoneità professionale, dirige, in maniera continuativa l'attività di trasporto (2). L eventuale preposto può dirigere l'attività di trasporto di una sola impresa. L'ATTESTATO DI IDONEITÀ PROFESSIONALE Il requisito dell'idoneità professionale è dimostrato con la presentazione dell'attestato di idoneità professionale. Tale attestato è rilasciato in seguito al superamento di un esame strutturato in due prove scritte. ( 2 ) La persona che dirige l'attività di trasporto è: l'amministratore oppure uno dei membri del consiglio d'amministrazione per le persone giuridiche pubbliche, per le persone giuridiche private e per ogni altro tipo di ente; un socio illimitatamente responsabile per le società di persone; il titolare dell'impresa individuale o familiare o collaboratore dell'impresa familiare; persona, legata da rapporto di lavoro subordinato. 6

9 1.3 ORGANIZZAZIONE DEL TRASPORTO, SISTEMAZIONE DEL CARICO E SPORGENZE NOZIONE DI MERCE E SUA CLASSIFICAZIONE, I SISTEMI DI TRASPORTO Nella pratica commerciale viene utilizzato e considerato un concetto di merce, più ristretto rispetto a quello di bene perché si riferisce solo a quei beni che hanno i requisiti della materialità e della trasportabilità e che sono destinati allo scambio. Le merci, intese come beni materiali che si possono trasportare, vengono classificate: all origine come di provenienza animale, vegetale, minerale e mista; alla provenienza, nazionale, estera (da sdoganare), nazionalizzata (merci lavorate e distribuite); al grado di lavorazione, merci grezze, semilavorate, prodotto finito; al valore, merci nobili o povere; al grado di conservazione, merci deperibili, non deperibili; all uso a cui sono destinate, alimentari, tessili, etc; alla destinazione, destinazione industriale, per la produzione di beni, per il consumo finale durevole o immediato; allo stato naturale, merci solide, liquide o gassose; Il produttore non fornisce direttamente al consumatore finale le merci, queste vengono acquistate e rivendute da aziende di intermediazione. Trasporti di massa e a collettame I trasporti su gomma per conto terzi vengono classificati anche in base alla quantità di merci che vengono trasferite. Il trasporto c.d. a collettame viene effettuato da corrieri che svolgono servizi di linea su itinerari fissi. Il trasporto c.d. a carico completo si realizza quando la spedizione avviene tra un unico mittente ed un unico destinatario. Containers e casse mobili I containers sono gli strumenti più diffusi per il trasporto delle merci avendo dimensioni e caratteristiche standard. Generalmente i containers non sono di proprietà delle aziende che li utilizzano, vengono noleggiati per le relative esigenze. Il container viene, di solito, utilizzato alla massima portata consentita. I containers infine devono risultare saldamente fissati al veicolo mediante l utilizzo di speciali dispositivi di aggancio. Pallet (pedana / piattaforma in legno) Si tratta di una piattaforma in legno su cui le merci vengono raggruppate costituendo un carico unico. Tale piattaforma viene movimentata dai carrelli elevatori. Le dimensioni del pallet standard sono di m. 1,20 x 0,80. Il carico posizionato sulla piattaforma deve essere fissato alla stessa con vari sistemi. Per favorire il trasporto delle merci, mediante questa particolare modalità, in regime di temperatura controllata (ATP), la larghezza massima di tali veicoli è stata aumentata. 7

10 Trasporto in fusti, bombole o bidoni Se non vi è la disponibilità di veicoli predisposti, tali contenitori devono essere stivati verticalmente in un solo strato e devono essere contenuti da sponde, ovvero sistemati orizzontalmente (coricati) anche in più strati ancorati solidamente al pianale del veicolo. Trasporto di particolari merci e carichi di merce varia Alcune particolari categorie di merci, come quelle trasportate in regime di ATP o rientranti nell ADR (merci pericolose), per la loro specificità richiedono l'uso di veicoli e/o modalità di trasporto particolari, che sono regolamentate da normative sia nazionali ed internazionali. Nel caso di carichi di merce varia valgono gli accorgimenti già indicati per lo stivaggio dei containers. 8 SISTEMAZIONE DEL CARICO Il C.d.S. disciplina il modo in cui il carico deve essere sistemato sulle varie tipologie di veicoli. Le cose trasportate sui veicoli devono essere posizionate o sistemate in modo da: assicurare al conducente la piena visibilità in tutte le direzioni; garantire la piena libertà di guida del conducente; evitare il pericolo di caduta accidentale o dispersione del carico; non compromettere la stabilità del veicolo; non nascondere gli indicatori di direzione, le luci, le targhe o i segnali fatti col braccio. evitare sporgenze anteriori ovvero laterali non facilmente avvistabili (è consentito fare sporgere il carico posteriormente al veicolo, entro i limiti di categoria dello stesso, ma per non più di 3/10 della lunghezza a condizione che la sporgenza sia segnalata con gli appositi pannelli); non strisciare sul terreno. Gli obblighi citati, nonché il controllo del loro esatto adempimento, sono posti in capo al conducente anche se il carico sia stato materialmente sistemato da altre persone e valgono per tutta la durata del trasporto. Infine, per effetto del carico sistemato sul veicolo, non è ammesso superare la massa complessiva indicata sul documento di circolazione; è comunque ammessa una tolleranza del 5%. Carico e limiti di sporgenza SPORGENZA DEL CARICO Dai veicoli possono sporgere solo oggetti indivisibili entro precisi limiti oltre i quali il trasporto diviene un trasporto eccezionale. I limiti di sporgenza si riferiscono solo alle cose trasportate - e non anche agli eventuali accessori mobili che sono fissati al veicolo di cui fanno parte - sono diversi a seconda della parte da cui il carico sporge e del veicolo su cui è sistemato, e si distinguono in : - limiti di sporgenza anteriore: la sporgenza anteriore del carico non è mai ammessa, fatte salve alcune particolari eccezioni; - limiti di sporgenza posteriore: la disciplina generale stabilisce che il carico non deve sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore oltre i 3/10 della lunghezza del veicolo (ma sempre entro i limiti di categoria dello stesso). Qualora si tratti di autotreni o autoarticolati la sporgenza ammessa è rapportata alla lunghezza del veicolo trainato, non a quella dell'intero complesso. - limiti di sporgenza laterale: anche in questo caso la norma generale dispone che il carico non possa sporgere lateralmente per più di 30 cm (misurati dai bordi esterni delle luci di posizione anteriori e posteriori), ma sempre entro i limiti di categoria. - limiti di sporgenza in altezza. Devono essere tenute in considerazione le seguenti eccezioni: - autoveicoli adibiti al trasporto di veicoli (20 cm rispetto al limite di categoria);

11 - autoveicoli per il trasporto di containers e ad altezza variabile per trasporto di animali vivi (30 cm oltre il limite di categoria). Sporgenza e segnalazione Ogni minima sporgenza longitudinale del carico dalla sagoma del veicolo deve essere segnalata mediante l apposizione di un pannello quadrangolare, delle dimensioni minime di 50 x 50 cm, a strisce diagonali bianche e rosse retroriflettenti, collocato ed assicurato all estremità della sporgenza in modo tale da risultare, durante tutte le fasi della circolazione, costantemente perpendicolare all asse del veicolo. Qualora il carico sporga longitudinalmente per l'intera larghezza del vano di carico del veicolo, i pannelli di segnalazione devono essere due, collocati alle due estremità del carico, con le stesse modalità già indicate. CARICO MASSIMO NEL TRASPORTO DI COSE La disciplina del trasporto di cose sui veicoli stabilisce che: i veicoli a trazione animale non possono superare la massa complessiva a pieno carico indicata sulla targa; i veicoli a motore e rimorchi non possono superare la massa complessiva indicata sul documento di circolazione; è tuttavia ammessa una tolleranza del 5% della massa complessiva a pieno carico indicata nella carta di circolazione purché non si tratti di merci pericolose. i veicoli adibiti al trasporto di veicoli possono circolare con il carico soltanto sulle autostrade o sulle strade con carreggiata non inferiore a 6,5 m e con altezza libera delle opere di sottovia che garantisca un franco minimo rispetto all'intradosso delle opere d'arte non inferiore a 20 cm. i veicoli adibiti al trasporto di containers, nonché quelli ad altezza variabile che effettuano trasporti di animali vivi, possono circolare solo se hanno altezza libera delle opere di sottovia che garantisca un franco minimo rispetto all'intradosso (3) delle opere d'arte non inferiore a 30 cm. ACCERTAMENTO DEL SOVRACCARICO L'accertamento del sovraccarico rispetto ai limiti che si ricavano dalla carta di circolazione, deve essere compiuto in presenza del conducente e può essere realizzato mediante: Strumenti di pesatura pubblica o privata. Il controllo presso la più vicina pesa pubblica o, in mancanza, presso una pesa privata - purché la stessa sia in regola con le verifiche di legge - può avvenire esclusivamente nel caso in cui gli organi di polizia siano sprovvisti di propri strumenti di misura (pese mobili). Gli organi di polizia possono far condurre coattivamente il veicolo sottoposto a controllo presso la pesa più vicina, restando in ogni caso a carico del conducente gli oneri economici per il tragitto. Risultanze dei documenti di accompagnamento delle merci. Bolle, documenti di trasporto ecc. Altri mezzi di accertamento. idonei a determinare la massa del veicolo Se il veicolo, oltre a superare i limiti di massa indicati nella carta di circolazione, eccede anche quelli previsti per quella determinata categoria di veicoli, si configura un trasporto eccezionale. Il calcolo finalizzato ad accertare il sovraccarico Per accertare la quantità di eccedenza del carico - rispetto a quanto indicato nella carta di circolazione - occorre determinare la massa complessiva a pieno carico del veicolo, comprensiva ( 3 ) Punto più basso del sottopasso. 9

12 della tolleranza del 5%, ove ammessa, arrotondando tale risultato ai 100 kg superiori. Il valore ottenuto, rapportato con il valore di massa, determina la sussistenza o meno del sovraccarico del veicolo. 1.4 SPORGENZA DEL CARICO OLTRE I LIMITI E SANZIONI Il quadro delle sanzioni per la violazione delle citate disposizioni è piuttosto complesso. Art. 164 La norma disciplina le seguenti principali fattispecie ed impone al trasgressore una sanzione amministrativa, nelle seguenti ipotesi: circolare con carico sistemato in modo da pregiudicare la visibilità o la libertà di movimenti nella guida, o la stabilità del veicolo, oppure in modo da occultare fari o targa; circolare col carico non assicurato, favorendo il rischio di dispersione o il pericolo di caduta; circolare con un carico di merce divisibile sporgente fuori della sagoma del veicolo posteriormente, oppure sporgente lateralmente per più di 30 cm; circolare con carico di merce indivisibile sporgente lateralmente più di 30 cm; trasportare carichi difficilmente percepibili (come pali, lastre, sbarre) sporgenti anche di poco lateralmente; circolare con carico sporgente non adeguatamente segnalato; trasportare carichi striscianti sulla strada. Disposizioni procedurali Il veicolo non può proseguire il viaggio se non dopo che il carico sia stato correttamente sistemato e oltre alla sanzione pecuniaria, è previsto il ritiro - finalizzato alla sistemazione del carico entro i limiti - dei documenti di circolazione del veicolo e di guida del conducente, che saranno restituiti dopo l'avvenuta sistemazione. I documenti sono trattenuti dall'ufficio dell' organo accertatore. Occorre dare atto a verbale sia del ritiro dei documenti, sia del divieto di circolare che del luogo di sosta del veicolo per le operazioni. Art. 10 Le varie ipotesi si possono così riassumere. carichi indivisibili circolare superando i limiti di sagoma previsti per quella categoria di veicolo ancorché il carico non sporga posteriormente per più dei 3/10 della lunghezza del veicolo; circolare con sporgenza posteriore per più di 3/10 della lunghezza del veicolo anche senza superare i limiti di sagoma previsti per la categoria del veicolo; circolare con carico sporgente lateralmente per più di 30 cm superando i limiti di sagoma previsti per la categoria del veicolo; circolare con carico sporgente anteriormente ovvero posteriormente oltre i limiti di sporgenza; circolare con carico che superi in altezza i limiti massimi. Nei casi sopra indicati sono previste sia una sanzione amministrativa pecuniaria sia una sanzione accessoria consistente nella sospensione della carta di circolazione del veicolo nonché della patente del conducente, con conseguente fermo amministrativo del veicolo; al fine di proseguire il viaggio fino al luogo di destinazione, il veicolo deve necessariamente essere munito di autorizzazione per trasporto eccezionale. 10

13 carichi divisibili circolare superando i limiti di sagoma della categoria di veicolo con un carico costituito da merce divisibile sporgente anteriormente, ovvero lateralmente o posteriormente. Per proseguire il viaggio, il conducente del veicolo non deve munirsi di autorizzazione per trasporto eccezionale, ma ricondurre il carico entro i limiti di sagoma previsti, anche scaricando parte del carico. Sanzioni per sovraccarico previste dall'art. 166 SANZIONI PER SOVRACCARICO Ai veicoli a trazione animale, che per effetto del carico superino il limite di massa indicata nella targa, si applica una sanzione amministrativa fissa qualunque sia l'entità dell'eccedenza, eccetto il caso in cui vengano superati i limiti di categoria. Sanzioni per sovraccarico previste dall'art. 167 In caso di accertato sovraccarico sui veicoli a motore o loro rimorchi, la norma introduce un regime sanzionatorio graduato in relazione alla massa del veicolo e all'entità dell eccedenza riscontrata, prevedendo sia sanzioni amministrative pecuniarie sia la decurtazione di punteggio dalla patente. Occorre comunque ulteriormente precisare che: - qualora l'eccedenza di massa riscontrata determini il superamento dei limiti previsti per la categoria del veicolo, le sanzioni amministrative contemplate per il sovraccarico si applicano solo se per il carico trasportato non è possibile ottenere preventivamente l autorizzazione; - per i veicoli e trasporti eccezionali le sanzioni amministrative per il sovraccarico si applicano solo quando, pur essendo muniti dell'autorizzazione al trasporto eccezionale, per effetto del carico vengano superati i limiti di massa fissati nella stessa. Determinazione della sanzione in base al sovraccarico accertato In dettaglio, le eccedenze di carico che danno origine all'entità delle varie ipotesi sanzionatorie sono le seguenti: veicoli di massa complessiva superiore a 10 t: a) - 1 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata minore di 1 t b) - 2 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata minore di 2 t c) - 3 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata minore di 3 t d) - 4 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata maggiore di 3 t veicoli di massa complessiva a pieno carico minore di 10 t: a) - 1 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata minore del 10% della massa complessiva b) - 2 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata minore del 20% della massa complessiva c) - 3 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata minore del 30% della massa complessiva d) - 4 fascia si riferisce ad un eccedenza accertata maggiore del 30% della massa complessiva Per entrambe le tipologie di veicoli, alla massa indicata sulla carta di circolazione si applica la prevista tolleranza del 5% per determinare il sovraccarico. Tale tolleranza è applicabile anche ai mezzi d opera. 11

14 La sanzione viene applicata, oltre al conducente, con distinto verbale avente uguale motivazione e pari importo, anche al proprietario del veicolo. All eventuale committente - qualora trattasi di trasporto effettuato per proprio conto esclusivo - verrà applicata, con distinto verbale, un' ulteriore sanzione amministrativa di pari importo. Altre disposizioni procedurali A seguito di accertata eccedenza dei limiti di massa - verbalizzato il conducente con contestuale riferimento alla decurtazione di punteggio della patente - qualora l'eccedenza riscontata superi il 10% della massa ammessa la prosecuzione del viaggio è subordinata alla riduzione del carico del veicolo entro i limiti consentiti. L impianto sanzionatorio risulta altresì applicabile ai veicoli immatricolati all'estero. Quando l accertamento di un sovraccarico riguarda un veicolo eccezionale o un trasporto eccezionale (autorizzati per una massa complessiva inferiore a quella realmente riscontrata) si ritengono applicabili le congiunte disposizioni sanzionatorie contemplate rispettivamente nell art. 10 (violazione delle prescrizioni contenute nell autorizzazione) e 167 (la circolazione in eccedenza di massa). 1.5 DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ DI GUIDA DEI CONDUCENTI PROFESSIONALI IN GENERALE E LORO CONTROLLO La sicurezza stradale e le condizioni di lavoro degli operatori sono i criteri di riferimento della normativa che regola l'attività di guida dei conducenti professionali e degli strumenti di controllo (dispositivo c.d. cronotachigrafo ). I criteri ispiratori sono i seguenti: limitare la durata della guida continua giornaliera; aumento del periodo giornaliero di guida e riduzione dei turni di guida nell'arco di due settimane; divieto di particolari riconoscimenti per distanze percorse e tonnellaggio trasportato; FONTI NORMATIVE La disciplina che regola l'attività dei conducenti professionali è dettata sia da norme internazionali che comunitarie e nazionali, spesso coordinate tra loro in modo piuttosto complesso. NORME INTERNAZIONALI Per i paesi non aderenti all'unione Europea ed allo Spazio Economico Europeo, la disciplina dell'attività di guida dei conducenti professionali è regolamentata dall'accordo europeo relativo alle prestazioni lavorative degli equipaggi dei veicoli addetti ai trasporti internazionali su strada (AETR). NORME NAZIONALI In ambito nazionale, recepiscono le norme comunitarie e gli accordi internazionali, le seguenti disposizioni: L art. 174, 178 e 179 del Codice della Strada - altri precetti sono dettati: - Dalla legge , n. 727 (attuazione regolamento CEE n. 1463/70 e successive modificazioni ed integrazioni); - Dall art. 10, della legge , n. 132 (modalità di revisione periodica e/o straordinaria del dispositivo). 12

15 La normativa nazionale si completa con il DM (attuativo della direttiva 88/599/CEE): modalità controlli su strada e locali delle imprese ed il DM , n. 361 (disposizioni attuative del reg. CE n. 2135/98). NORME COMUNITARIE Nell'ambito dell'unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, la materia è disciplinata da regolamenti e direttive. Per il dispositivo di controllo: Il regolamento CE n. 1360/2002 (caratteristiche del nuovo cronotachigrafo digitale); Il regolamento CE n. 2135/98 (introduzione di un nuovo tipo di dispositivo di controllo destinato a sostituire gradualmente quello analogico disciplinato dal regolamento n. 3821/85); Il regolamento CEE n. 3821/85 (caratteristiche ed uso dell'apparecchio di controllo); Il regolamento CEE n. 599/88 (procedure uniformi di applicazione dei regolamenti CEE n. 3820/85 e n. 3821/85). Per la disciplina della durata dell'attività di guida: La direttiva 2002/15/CE (organizzazione dell'orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto); Il regolamento CEE n. 3820/85 (armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada). I DISPOSITIVI DI CONTROLLO: evoluzione normativa Il regolamento CE n. 2135/98, che ha riformato il sistema di rilevazione dei tempi di guida dei conducenti professionali, ha stabilito che: - entro il , sono approvati il primo dispositivo e la prima carta tachigrafica; - nel periodo tra l agosto 2003 ed il maggio 2004, le autorità competenti rilasciano le carte tachigrafiche; - dal , i veicoli di nuova immatricolazione possono essere dotati del dispositivo digitale se lo Stato in cui sono immatricolati ha già iniziato il rilascio delle carte tachigrafiche; - dal , i veicoli di nuova immatricolazione devono essere dotati del dispositivo digitale. Tra l'agosto 2004 ed l'agosto 2005, si è proceduto all'immatricolazione di veicoli nuovi con dispositivo digitale esclusivamente se lo Stato d'immatricolazione aveva già attivato la nuova procedura di rilascio delle carte tachigrafiche, mentre, negli Stati che non avevano provveduto, si potevano immatricolare ancora veicoli con dispositivi analogici. Pertanto, fino al , in Italia: si poteva continuare ad immatricolare nuovi veicoli dotati di cronotachigrafo analogico; potevano già, comunque, circolare veicoli appartenenti ad aziende straniere immatricolati in altri Stati membri in cui è consentita l'installazione del cronotachigrafo digitale (per i quali sono state attivate le procedure di rilascio delle carte tachigrafiche). Le disposizioni sopra riportate sono da riconsiderare alla luce di un ulteriore rinvio rispetto all obbligo di adottare il cronotachigrafo digitale sui nuovi veicoli pesanti, che, come visto, sarebbe dovuto diventare operativo il 05.agosto.2005, dopo la precedente prima proroga di un anno; la Commissione Europea ha comunicato che, di fatto, il periodo di tolleranza si estenderà fino al 31 13

16 dicembre 2005; alcuni Stati membri Ue devono infatti ancora adottare le proprie procedure interne all obbligo dell adozione dell apparecchiatura digitale. Il comunicato IP/05/1054 del Commissario europeo ai trasporti del 12.agosto.2005, sottolinea che la Commissione non promuoverà procedure d infrazione nei confronti degli Stati membri che non avranno ancora reso operativo l obbligo di immatricolazione dei nuovi veicoli pesanti (veicoli per trasporto cose con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate, autobus non di linea con oltre 9 posti, autobus di linee internazionali e scuolabus impiegati su percorsi non regolari lunghi oltre i 50 chilometri) se non dotati di cronotachigrafo digitale. Quindi il rinvio dell obbligo è spostato dal 5 agosto al 31 dicembre Il cronotachigrafo digitale, che doveva essere adottato inizialmente dal 5 agosto 2004, aveva già subito un primo rinvio, così come previsto dal Regolamento Ce n. 2135/98. La circolare Prot. n. 563/MOT1, emanata dal Dtt il 20 luglio 2004, fornisce alcune precisazioni al riguardo. Il 3.agosto.2005 il ministero delle Attività produttive ha approvato i modelli per la richiesta di rilascio delle carte tachigrafiche. DURATA DELLA GUIDA DEI CONDUCENTI PROFESSIONALI L art. 174, comma 1, del C.d.S. stabilisce che la durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone e/o cose, anche se circolanti a vuoto, è disciplinata dalle norme contenute nel regolamento CEE n. 3820/85. Tale regolamento si applica ai conducenti dei veicoli, immatricolati in uno degli Stati comunitari che effettuano trasporti su strada all'interno del territorio dell'u.e., che: devono essere dotati dello strumento di controllo (cronotachigrafo); ovvero, pur non essendo dotati di cronotachigrafo, effettuano il trasporto di viaggiatori in servizio regolare di linea con un percorso superiore a 50 km. Per i conducenti di veicoli non immatricolati in uno degli Stati membri dell'u.e., si applicano, invece, le disposizioni dell'accordo europeo (AETR). PERIODI DI GUIDA ED INTERRUZIONI PER CONDUCENTI DI VEICOLI CE Per i conducenti di veicoli immatricolati in uno degli Stati comunitari, le disposizioni comunitarie dettate dal regolamento CEE n. 3820/85 disciplinano: il periodo di guida giornaliero e settimanale; il periodo di riposo giornaliero e settimanale e le interruzioni durante la guida. Periodo di guida giornaliero Il periodo di guida giornaliero è il tempo trascorso alla guida e/o in attività di lavoro correlate (carico, scarico, etc.) - massimo 9 ore - tra un riposo giornaliero ed il successivo (per 2 volte nella stessa settimana può essere di 10 ore giornaliere). Periodo di guida settimanale L'articolo 1, regolamento CEE n. 3820/85, definisce la settimana: periodo che va dalle ore del lunedì alle ore della domenica, (linguaggio comune definito come "settimana"). Il massimo periodo complessivo settimanale di guida non può superare i 6 giorni consecutivi o le 56 ore. Il regolamento ha disposto che in 2 settimane consecutive il periodo di guida complessivo non può superare le 90 ore. 14

17 Tempo di guida giornaliero di: 9-10 ore Tempo di guida settimanale di: 56 ore Tempo di guida bisettimanale Interruzioni nella guida Tempi di guida 4-9 ore come regola generale - 10 ore, solo 2 giorni nell'arco di una settimana - Si può guidare fino a 6 giorni consecutivi, dopo va fruito un periodo di riposo settimanale. - Il numero massimo di ore di guida settimanali non è previsto dal regolamento, tuttavia, moltiplicando 6 gg. per 9 ore ed aggiungendo altre 2 ore, per i 2 giorni in cui si può guidare fino a 10 ore, il totale complessivo fa 56 ore ore, così fissato dal regolamento, per 2 settimane consecutive. Si tratta di brevi pause di riposo, durante le quali è vietato svolgere altri lavori (carico/scarico merci, riparazioni, ecc.). Il conducente, dopo un periodo di guida di 4 ore e mezza consecutive, deve effettuare un'interruzione della guida. La normativa è severa su tale aspetto, è più elastica sulla durata ed organizzazione delle singole pause. Il conducente, infatti, può effettuare: una pausa unica di 45 minuti; più pause, di 15 minuti ognuna, intercalate durante la guida (almeno tre pause in un periodo di guida giornaliero per un totale di 45 minuti complessivi di pausa). Interruzioni alla guida 5 Interruzione della guida di norma dopo 4 ore e 30' - Dopo 4 ore e 30 minuti bisogna osservare una interruzione di 45 minuti. - E' possibile suddividere l'interruzione in più periodi, di almeno 15 minuti ciascuno, da intercalare durante le 4 ore e 30' minuti da inserire, nell'arco delle prime 4 ore e mezzo di guida durante i quali il conducente non deve svolgere altre attività, ma può solo riposare. PERIODI DI RIPOSO Il "riposo" è il periodo ininterrotto, della durata di almeno un'ora, di libera disposizione del conducente. 4 E' il tempo che il conducente impiega nella guida del veicolo. 5 E' il tempo di riposo di cui l'autista dovrà usufruire per intervallare il tempo di guida e recuperare le energie psico fisiche. 15

18 Riposo giornaliero Il conducente ha diritto ad un riposo giornaliero, dopo ogni periodo giornaliero di guida, che può essere fruito in unico periodo ovvero essere frazionato in più periodi, di più breve durata, secondo le esigenze dell'impresa di trasporto. Il riposo si può fruire a bordo del veicolo, in sosta, non deve essere interrotto da guida o attività lavorative. Periodo di riposo unico e frazionato Il riposo giornaliero in periodo unico deve durare 11 ore consecutive. Può essere ridotto a 9 ore - sempre consecutive e per non più di tre volte nella settimana lavorativa ma, in questa ipotesi, prima della fine della settimana successiva, il conducente ha diritto ad un equivalente periodo di riposo compensativo. Se sul veicolo sono presenti due conducenti che si alternano nella guida, ognuno deve avere, per ciascun periodo di 30 ore, un riposo giornaliero di almeno 8 ore consecutive. Il riposo è consentito sul veicolo se in sosta e con cuccetta. Se il riposo è effettuato in due o tre periodi separati uno deve essere di almeno 8 ore consecutive ed - in ogni caso - il riposo giornaliero complessivo (quale somma dei periodi frazionati) deve essere di almeno 12 ore. Interruzioni del periodo di riposo giornaliero Il periodo di riposo giornaliero può, eccezionalmente, essere interrotto una sola volta quando: si tratti di un trasporto di merci o viaggiatori in cui il conducente accompagni un veicolo imbarcato su una nave o su un treno; la parte di riposo giornaliero fruita a terra sia antecedente o successiva a quella fruita a bordo del traghetto o del treno; l'interruzione del riposo sia la più breve possibile e non ecceda un'ora prima dell'imbarco o dopo lo sbarco. Nei casi sopra indicati, il riposo giornaliero sottoposto ad interruzione, deve essere aumentato di due ore. Fasce di riposo di: ore Riposo giornaliero Tra una giornata di guida e quella successiva, l'autista deve usufruire di un turno di riposo, che può essere anche fruito a bordo dell'autocarro, purché il mezzo disponga di cuccetta e si trovi in sosta. I gruppi di orario previsto sono: - 11 ore come disposizione generale; - 9 ore, solo tre giorni nell'arco di una settimana, recuperando le ore di riposo non fruite la settimana successiva; - 12 ore, per servizi tipo navetta, qualora il riposo giornaliero venga spezzato in 2 o 3 periodi, purché almeno uno sia di almeno 8 ore. Nel caso in cui il trasportatore debba interrompere il sonno per il carico dell'autocarro (su traghetto, convoglio ferroviario etc.) l'interruzione del riposo può durare fino ad 1 ora, aumentando il totale spettante fino ad 1 ora. Se tale operazione richieda più di 1 ora il periodo di riposo già fruito risulterà azzerato. 16

19 Riposo settimanale Dopo un massimo di 6 periodi di guida giornalieri consecutivi, si ha diritto ad un riposo settimanale. Se nei 6 periodi di guida consecutivi non si raggiunge il massimo di ore consentite (56 ore), il riposo può essere effettuato alla fine del sesto giorno della settimana. Di norma si unificano il riposo settimanale ed il giornaliero concomitante risultando così 45 ore consecutive. Riduzione del riposo settimanale La riduzione della durata del riposo settimanale è consentita alle seguenti condizioni: almeno 36 ore consecutive, se il riposo è preso nel luogo di stazionamento abituale del veicolo nella sede del conducente; almeno 24 ore consecutive, se il riposo è effettuato in luogo diverso. Riposo compensativo Le riduzioni del periodo di riposo settimanale o giornaliero sono compensate da un periodo di riposo continuo prima della fine della terza settimana seguente a quella in cui è avvenuta la riduzione. I riposi compensativi e settimanali sono irrinunciabili. I periodi di riposo compensativo derivanti dalla riduzione del riposo settimanale o giornaliero devono essere: preceduti o seguiti da un altro periodo di riposo di almeno 8 ore, fruiti (a richiesta del conducente) preferibilmente nel luogo di parcheggio del veicolo o nel luogo di residenza del conducente. Riposo settimanale Turnazioni di riposo settimanale in fasce: ore Non oltre il 6 giorno consecutivo di guida l'autista dovrà fruire di un turno di riposo di: - 45 ore: norma generale; - 36 ore: se viene fruito direttamente sul mezzo di trasporto; - 24 ore: se il mezzo di trasporto si trova fuori sede. La differenza delle ore di riposo dovrà essere recuperata entro la 3 a settimana successiva. PERIODO DI GUIDA E PAUSE DI RIPOSO PER CONDUCENTI DI VEICOLI EXTRA CE Il regolamento CEE n. 3820/85 non si applica ai conducenti di veicoli immatricolati in Stati che non sono membri della Comunità europea. Le disposizioni dell' AETR si applicano, tuttavia, per il percorso effettuato all'interno del territorio dell'unione. MODALITÀ DI CONTROLLO DEL RISPETTO DELLA NORMATIVA Il controllo del rispetto, da parte dei conducenti, della normativa in materia di periodi di guida e di riposo si effettua attraverso l analisi dei dati registrati dal cronotachigrafo, per i veicoli che ne sono dotati; dell orario e registro di servizio per gli altri veicoli. 17

20 Per i conducenti non obbligati all'uso del cronotachigrafo l'art. 14 regolamento CEE n. 3820/85, stabilisce che l'impresa debba: fissare un orario di servizio e tenere un registro di servizio; Il registro di servizio è tenuto dall'impresa per un anno dopo lo scadere del periodo cui si riferisce. 1.6 CRONOTACHIGRAFO E ATTIVITA' DI GUIDA NELL AUTOTRASPORTO Il C.d.S (art. 179, comma 1) stabilisce che il cronotachigrafo, debba essere montato e utilizzato - sui veicoli adibiti al trasporto su strada di viaggiatori e di merci - nei casi previsti dal regolamento CEE n. 3821/85. VEICOLI OBBLIGATI Sono obbligati ad avere a bordo un dispositivo di controllo funzionante i seguenti veicoli: autoveicoli adibiti al trasporto di cose con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, compreso l'eventuale rimorchio o semirimorchio ad essi agganciato; autobus con oltre 9 posti che effettuino servizio di noleggio con conducente o corse fuori linea; autobus adibiti a servizi di linea internazionale con capolinea distante più di 50 km in linea d'aria dalla frontiera ed il cui percorso complessivo superi 100 km; scuolabus impiegati per attività scolastiche diverse dai servizi regolari, il cui percorso supera 50 km. VEICOLI ESENTATI Le disposizioni del regolamento CEE n. 3820/85, ai sensi dell art. 4, non si applicano ai trasporti effettuati a mezzo di: o veicoli adibiti al trasporto merci ed il cui peso massimo autorizzato (massa complessiva n.d.r.) compreso il peso dei rimorchi o dei semirimorchi, non supera le 3,5; o veicoli adibiti al trasporto di viaggiatori che, in base al loro tipo di costruzione e alla loro attrezzatura, sono atti a trasportare 9 persone al massimo, conducente compreso e sono destinati a tal fine; o veicoli adibiti ai trasporti di viaggiatori, in servizio regolare di linea, il cui percorso non supera i 50 chilometri; o veicoli la cui velocità massima autorizzata (ed annotata nella carta di circolazione n.d.r.) non supera i 30 km/h; o veicoli adibiti al servizio, o posti sotto il controllo, di forze armate, protezione civile, vigli del fuoco e forze responsabili del mantenimento dell ordine pubblico; o veicoli adibiti ai servizi delle fognature, di protezione contro le inondazioni, dell acqua, del gas, dell elettricità, della rete stradale, della nettezza urbana, dei telegrafi, dei telefoni, delle spedizioni postali, della radiodiffusione, della televisione e della rilevazione di emittenti o riceventi di televisione o radio (tali veicoli possono appartenere sia ad aziende pubbliche sia ad imprese private che effettuano le citate attività, purché non utilizzati per questi scopi solo occasionalmente o in modo complementare all'attività di trasporto n.d.r.); o veicoli utilizzati per emergenze temporanee o nel corso di operazioni di salvataggio; o veicoli speciali adibiti ad usi medici; o veicoli che trasportano materiale per circhi o parchi di divertimenti; o carri attrezzi (ossia quei veicoli ad uso speciale attrezzati permanentemente per tale attività e non atti al carico n.d.r.); o veicoli sottoposti a prove su strada a fini di miglioramento tecnico, riparazione o manutenzione, e veicoli nuovi o trasformati non ancora messi in circolazione; 18

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