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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 185 ( ) Città del Vaticano lunedì-martedì agosto All Angelus della solennità dell Assunta La grande credente Dolore del Papa per la tragedia di Tianjin L Is compie una strage nella città di Sirte Orrore libico Tobruk chiede il sostegno della Lega araba y(7ha3j1*qsskkm( +\!"!:!=!:! «La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la credente, la grande credente». Lo ha sottolineato Papa Francesco all Angelus di sabato 15 agosto, solennità dell Assunta, concluso con un pensiero rivolto alla popolazione di Tianjin, la città cinese devastata da una serie di esplosioni che hanno provocato numerose vittime. «Assicuro la mia preghiera ha detto il Pontefice per coloro che hanno perso la vita e per tutte le persone provate da questa sciagura; il Signore dia sollievo a esse e sostegno a quanti sono impegnati per alleviare le loro sofferenze». Parole che sono state rilanciate significativamente dalla televisione cinese in un servizio particolare dedicato all Angelus del Papa. Nella sua riflessione mariana il Pontefice ha ricordato ai fedeli presenti in piazza San Pietro il cantico del Magnificat, per sottolineare che la Vergine «sa che nella storia pesa la violenza dei prepotenti, l o rg o g l i o dei ricchi, la tracotanza dei superbi». Tuttavia, ha spiegato, ella «crede e proclama che Dio non lascia soli i suoi figli, umili e poveri, ma li soccorre con misericordia, con premura, rovesciando i potenti dai loro troni, disperdendo gli orgogliosi nelle trame del loro cuore». Questa «è la fede della nostra Madre, questa è la fede di Maria». Tutto ciò, ha puntualizzato Francesco, «non riguarda solo Maria». Le «grandi cose» a cui allude nel ROMA, 17, Avranno almeno pietosa sepoltura le 49 le vittime dell ennesima tragedia del mare avvenuta sabato al largo della Libia. Le loro salme, accompagnate dai 313 compagni scampati, compresi nove bambini e quarantadue donne, sono arrivate stamani a Catania con la nave norvegese Siem Pilot, sulla quale sono stati trasbordati da quella italiana Riaperta l ambasciata statunitense a Cuba O ltre il passato L alzabandiera all ambasciata statunitense all Avana (Ap) L AVA N A, 17. «Smettere di essere prigionieri del passato». Ha usato queste parole il segretario di Stato americano, John Kerry, nel salutare, venerdì scorso, la riapertura dell ambasciata statunitense a Cuba. Kerry è stato il primo segretario di Stato a mettere piede a Cuba dal «Non siamo più nemici o rivali, ma vicini» ha detto l ex candidato democratico alla Casa Bianca, sottolineando che questo «Assunzione di Maria» (vetrata della chiesa di St Aloysius a Londra) Portate a Catania le salme delle 49 vittime dell ultima tragedia nel Mediterraneo Almeno una tomba Cigala Fulgosi, intervenuta sabato sul luogo della tragedia. Sulla Siem Pilot si trovavano anche altri 103 profughi e migranti soccorsi dalla nave tedesca Werra mentre il gommone sul quale erano imbarcati era in difficoltà. Sempre oggi, ad Augusta, nel siracusano, sono state sbarcate altre 422 persone tratte in salvo al largo nuovo capitolo nelle relazioni tra i due Paesi è il frutto delle «decisioni coraggiose prese da Raúl Castro e Barack Obama». Occorre «mettere da parte le vecchie barriere» anche se ha riconosciuto il segretario di Stato il cammino della piena normalizzazione «è ancora lungo». Kerry ha inoltre ringraziato Papa Francesco per il ruolo svolto dalla Santa Sede nella ripresa delle relazioni tra i due Paesi. Bomba nel centro della capitale thailandese BA N G KO K, 17. Una bomba è esplosa oggi nel centro della capitale thailandese Bangkok. La potente deflagrazione è avvenuta alle 19 ora locale, di fronte a un tempio buddista. Pochi minuti dopo le forze dell ordine hanno comunicato che si è trattato di un ordigno. Al momento in cui andiamo in stampa si contano almeno dodici morti e un numero imprecisato di feriti. I soccorsi sono appena giunti sul luogo dell esplosione. «Posso confermare che si è trattato di una bomba, ma ancora non possiamo dire di che tipo: stiamo verificando» ha riferito il portavoce del capo della polizia thailandese, il generale Prawut Thavornsiri. L esplosione, che dalle prime frammentarie informazioni sembra avvenuta in un centro commerciale, si è verificata in una strada molto affollata della capitale e il bilancio delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore. Non è la prima volta che la Thailandia è vittima di attentati: già lo scorso luglio una raffica di attacchi scosse il sud del Paese, causando sei vittime. Magnificat «ci toccano profondamente, ci parlano del nostro viaggio nella vita, ci ricordano la meta che ci attende: la casa del Padre». Vista alla luce della Vergine assunta in cielo, la vita «non è un vagabondare senza senso, ma è un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, ha una meta sicura: la casa di nostro Padre, che ci aspetta con a m o re». A questo orizzonte di speranza il Papa ha fatto riferimento anche all Angelus di domenica 16, dedicato all Eucaristia. Nel richiamare le parole di Gesù: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno», tratte dal Vangelo di Giovanni (6, 58), il Pontefice ha affermato che «vivere in comunione concreta, reale con Gesù su questa terra ci fa già passare dalla morte alla vita». Il cielo, infatti, «incomincia proprio in questa comunione con Gesù». Anche per questo Francesco ha voluto puntualizzare che «l Eucaristia non è una preghiera privata o una bella esperienza spirituale, non è una semplice commemorazione di ciò che Gesù ha fatto nell ultima cena». È piuttosto un memoriale, ossia «un gesto che attualizza e rende presente l evento della morte e risurrezione di Gesù: il pane è realmente il suo corpo donato per noi, il vino è realmente il suo sangue versato per noi». François-René de Chateaubriand Il pellerossa e l i n c a n t a t o re PAGINA 8 delle coste libiche da una nave croata. Grazie alle testimonianze di alcune di loro, le autorità di polizia hanno individuato e fermato i tre scafisti che erano al timone del barcone fatiscente che li trasportava. I 49 morti asfissiati nella stiva dell ennesima bara galleggiante spinta nel Mediterraneo dai trafficanti di esseri umani aggiornano tragicamente i dati spaventosi comunicati di recente dall O rganizzazione mondiale delle migrazioni (Oim). Secondo l Oim, quella nel Mediterraneo è ormai la rotta più pericolosa per profughi e migranti. «Il deserto del Sahara potrebbe probabilmente registrare un numero di morti superiore, ma non abbiamo abbastanza dati», ha spiegato il portavoce dell Oim, Joel Millman. D all inizio dell anno sono almeno duemilatrecento i morti accertati nel Mediterraneo, quasi uno ogni mille dei duecentoquarantamila arrivi registrati sulle coste europee, già ventimila in più di quelli dell i n t e ro I Paesi in cui arrivano sono soprattutto la Grecia ( , secondo gli ultimi dati dell Oim) e l Italia ( ). Il commissario europeo all Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha dichiarato sabato che si tratta della «peggiore crisi di rifugiati dalla seconda guerra mondiale», ribadendo l invito agli Stati membri dell Unione europea a intensificare le politiche di accoglienza. «Siamo per abbattere muri, non per costruirli» ha detto Avramopoulos in riferimento ai progetti di barriere contro profughi e migranti avviati da Ungheria e Gran Bretagna. Al tempo stesso, il commissario ha confermato il sostegno finanziario agli Stati membri impegnati nella gestione del flusso di arrivi. Nel frattempo, si sta allentando la pressione sull isola greca di Kos, nell Egeo orientale, dove in questo agosto sono arrivati migliaia di profughi, soprattutto siriani, dalla Turchia. Stamane è incominciato il loro imbarco sulla nave Eleftherios Venizelos. Le operazioni secondo quanto riferito dalla stampa greca che sta seguendo il caso si stanno MARCO BECK A PA G I N A 5 Militari libici appartenenti alle forze fedeli al Governo di Tobruk (Afp) TRIPOLI, 17. Si fa di ora in ora sempre più tragica la situazione in Libia dove al conflitto tra il Governo di Tripoli sostenuto dalle milizie islamiche e quello di Tobruk internazionalmente riconosciuto si mescola l offensiva del cosiddetto Stato islamico (Is). E alla violenza si unisce la barbarie: nella città di Sirte i jihadisti di Al Baghdadi hanno decapitato e crocifisso dodici combattenti delle milizie salafite libiche, come riporta l agenzia Lana citata da fonti occidentali. Diverse stragi sono state compiute anche in ospedali. Per far fronte a uno scenario sempre più critico il svolgendo senza particolari problemi. La precedenza è stata data appunto ai circa duemilacinquecento siriani in quanto presumibilmente aventi diritto allo status di rifugiati saliti a bordo a gruppi di venti. Sulla nave avranno alloggio, vitto e assistenza e si svolgeranno le pratiche per la loro identificazione e registrazione. Governo di Tobruk ha chiesto l intervento della Lega araba affinché i Paesi membri «lancino raid aerei contro le posizioni dell Is» a Sirte. Una riunione straordinaria della Lega araba è prevista per domani al Cairo. Un nuovo allarme sulla situazione libica è intanto giunto oggi dall Italia. Il ministro degli Affari esteri, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che «in Libia o si chiude (un accordo, ndr) in poche settimane o ci troveremo con un altra Somalia a due passi dalla costa». Per il titolare della Farnesina «dobbiamo insistere sul piano negoziale. Il tempo è cruciale». E sempre oggi in un comunicato congiunto i Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno ribadito il proprio sostegno all azione negoziale dell Onu. «Gli avvenimenti terribili che stanno accadendo a Sirte sottolineano ancora quanto sia urgente che le varie fazioni libiche trovino un accordo» si legge nel comunicato. Accordo tra Santa Sede e Repubblica democratica di Timor-Leste È morto il cardinale László Paskai Mentre andiamo in stampa, giunge la notizia della morte del cardinale ungherese László Paskai, arcivescovo emerito di Esztergom-Budapest, avvenuta lunedì 17 agosto, a causa di un cancro recentemente diagnosticatogli. Nato a Sgezed nel 1927, era entrato nell ordine dei Frati minori ed era stato ordinato sacerdote nel Nel 1978 era stato nominato amministratore apostolico NOSTRE INFORMAZIONI Nomina di Vescovo Coadiutore PAGINA 2 di Veszprém e aveva ricevuto l ordinazione episcopale. Divenuto nel 1987 arcivescovo di Esztergom e primate di Ungheria, era stato creato cardinale da Giovanni Paolo II il 28 giugno Nel 2002 aveva rinunciato al governo pastorale dell arcidiocesi. I funerali si svolgeranno alle di sabato 22 agosto, nella cattedrale di Esztergom- Budap est. In data 15 agosto il Santo Padre ha nominato l Eccellentissimo Monsignore Michael Didi Adgum Arcivescovo Coadiutore di Khartoum (Sudan), trasferendolo dalla Sede di El Obeid, in Sudan. Al medesimo tempo, l ha nominato Amministratore Apostolico «sede vacante» di El Obeid. Nomina di Vicario Apostolico Il Santo Padre ha nominato Vicario Apostolico di Anatolia (Turchia) il Reverendo Padre Paolo Bizzeti, S.I., finora Rettore della Patavina Residentia «Antonianum» e Direttore del Centro «Antonianum» per la formazione del laicato in Padova, assegnandogli la Sede titolare di Tabe. La nomina è stata resa nota in data 14 agosto.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì agosto 2015 Il segretario di Stato con il primo ministro di Timor-Leste durante la cerimonia della firma Così come Giovanni Battista esultò nel grembo avvertendo la presenza di Gesù, così la gioia è stata sempre «una caratteristica dei cuori del popolo timorense» dal momento in cui, cinquecento anni fa, ha abbracciato la fede cristiana. Il vangelo della liturgia della solennità dell Assunta, con la descrizione dell incontro tra Maria ed Elisabetta e il canto del Magnificat, ha offerto al cardinale Pietro Parolin le parole per sintetizzare in un immagine mezzo millennio di storia. Il segretario di Stato all indomani della firma dell accordo bilaterale tra la Santa Sede e la Repubblica democratica di Timor-Leste ha celebrato sabato 15 agosto, a Tasi- Tolu, nelle vicinanze di Dili, in qualità di legato pontificio, la messa per la commemorazione del quinto centenario dell evangelizzazione del Paese. «Possiamo soltanto immaginare», ha detto il porporato nel corso dell omelia, «che quando i missionari hanno portato Cristo al popolo timorense, questo abbia esultato, perché ha aggiunto citando la Evangelii gaudium il messaggio del Vangelo parla sempre alle necessità più profonde delle persone, e perché, davvero, con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia». E quel popolo, ha sottolineato il cardinale Parolin, per le sue caratteristiche di «gentilezza d animo, calore e amore» era naturalmente disposto «a vedere instillati nei propri cuori i principi fondamentali del cristianesimo». Certo, la gioia della fede deve anche confrontarsi con la fatica della testimonianza, una testimonianza che vede nella comunità una delle sue espressioni fondamentali. Parlando ai presenti al termine della celebrazione, il porporato ha ricordato i drammatici eventi che portarono all indipendenza del Paese: «Sono consapevole ha detto del grande sacrificio che è stato fatto in quel momento; un sacrificio che può essere spiegato a causa della vostra fede, che in questo lungo periodo di tempo vi ha dato una particolare identità di popolo». E ha aggiunto: «Era naturale, quindi, che la Chiesa cattolica vi avrebbe accompagnato nel vostro cammino da quel momento in avanti, e, anzi, proprio per questa ragione la Chiesa cattolica si impegna a continuare a camminare con voi, mentre vi sforzate di realizzare le vostre aspirazioni più alte come una nazione, unita e costruita sulla giustizia, la solidarietà e la pace». Messaggero di pace è stato il segretario di Stato nei giorni dal 13 al 15 agosto che lo hanno visto come legato pontificio a Timor-Leste. Dopo aver incontrato a Dili i seminaristi, il porporato ha parlato di pace con le autorità politiche venerdì 14, in occasione della firma dell accordo. Rivolgendosi ai presenti il cardinale ha ricordato che «l essere umano viene servito al meglio Il cardinale segretario di Stato a Dili in occasione del quinto centenario dell evangelizzazione L imp ortanza di saper festeggiare Il cardinale Parolin all arrivo all aeroporto di Dili Morte 54 persone in una sciagura aerea in Indonesia JA KA R TA, 17. Una squadra di soccorritori indonesiani ha avvistato questa mattina i resti dell aereo di cui si erano perse le tracce ieri, nella regione di Papua, con 54 persone a bordo. Fonti citate dalle agenzie internazionali avrebbero confermato che i resti appartengono effettivamente al velivolo cercato. Nessuna conferma ufficiale, al momento, da parte dell Esecutivo di Jakarta. Testimoni e autorità locali avevano confermato in precedenza che l aereo si era schiantato contro una montagna: probabilmente il pilota ha perso il controllo a causa delle cattive condizioni meteorologiche nella zona. Il velivolo era decollato dall a e ro - porto Sentani di Jayapura, capoluogo della provincia orientale di Papua, ed era diretto a Oksibil. Si trattava di un ATR 42 turboelica e apparteneva alla compagnia Trigana Air Service. Secondo un funzionario delle poste indonesiane, l aereo trasportava oltre euro in contanti destinati a famiglie povere come aiuti contro il rincaro del carburante. Il denaro era custodito da quattro funzionari a bordo. quando ci sono collaborazione e dialogo tra tutte le componenti della società e quando viene saldamente istituita una cultura d i n c o n t ro». Nella serata di venerdì, il cardinale Parolin ha anche incontrato il primo ministro Rui Maria de Araújo. Lo stesso giorno ha salutato la comunità locale celebrando la messa nella cattedrale di Dili. Nel rivolgersi ai sacerdoti e ai religiosi, li ha sostenuti e incoraggiati in un rinnovato sforzo per l evangelizzazione, esortandoli ad «abbracciare la Parola, obbedire alla Parola e annunciare la Parola». Un impegno per la costruzione del futuro che è tornato anche nel messaggio rivolto ai giovani. «Che cosa significa essere sale della terra e luce del mondo oggi?» si è chiesto. E ha ricordato: «Il vostro Paese ha bisogno di voi, del vostro talento», la Chiesa ha bisogno «di discepoli di Cristo che portano la sua misericordia e la gioia del Vangelo». Ma per far questo, ha sottolineato, occorrono sempre «cuori liberi» e mai «schiavi di false lib ertà». Il centro deve essere comunque Cristo. Concetto ribadito nella messa celebrata a Tasi-Tolu: «Per es- La visita a Singapore Passaggio di fiaccola Ucciso un ministro re g i o n a l e nel Pakistan sere evangelizzatori dobbiamo prima di tutto essere convinti della nostra fede. Dobbiamo noi stessi sostenere la relazione con Cristo che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro battesimo». Solo così si potranno superare le inevitabili crisi e si potrà rispondere alla chiamata a essere una Chiesa in cammino. A questo riguardo il cardinale Parolin ha richiamato le parole di Papa Francesco nell Evangelii gaudium: «Dobbiamo andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi e dobbiamo sempre essere gioiosi, saper sempre f e s t e g g i a re». Complimentandosi, infine, per l iniziativa della Cruz joven e della Virgem peregrina (un pellegrinaggio di dodici mesi delle immagini di Gesù e di Maria attraverso le parrocchie del Paese), il cardinale ha invitato la comunità a continuare nel ministero dell evangelizzazione centrato sulla Croce come segno di misericordia e di speranza: «Non possiamo mai sentirci a nostro agio ha detto sapendo che tanti fratelli e sorelle hanno bisogno di noi». Con quella croce «che avete abbracciato nel corso di questi secoli», ha concluso, «Gesù si è caricato tutti i peccati, i fardelli e i problemi che pesano nel nostro viaggio attraverso la vita». Perciò essa «ci dà vera speranza; ci conduce verso la risurrezione e il rinnovamento. Ci ricorda che se camminiamo con Cristo, vivremo anche con Cristo; se siamo morti con Cristo, vivremo con Cristo». La Chiesa cattolica ha dato un contribuito significativo nel campo dell educazione, dell assistenza sociale e sanitaria e, di fatto, del generale benessere del popolo di Singapore negli ultimi cinquant anni. Nel penultimo giorno del viaggio in Asia, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, in un incontro con l arcivescovo, il nunzio apostolico, alcuni rappresentanti del clero, dei religiosi, delle religiose e dei laici, ha ricordato i primi passi della Chiesa in quel Paese e ha indicato il cammino per il futuro. «In effetti ha detto la Chiesa locale è chiamata a tracciare una strada da percorrere e, basata sulle fondamenta del Vangelo, deve risplendere come luce della nazione». Il porporato ha poi sottolineato come l a rc i - diocesi di Singapore annoveri tra i laici molti fedeli qualificati in diversi ambiti, in particolare in quelli delle scienze e delle tecnologie, della medicina e della legge. «Tali persone, molte qui presenti ha detto contribuiscono alle necessità locali e universali della Chiesa». Un apporto rilevante non solo nel campo delle scienze secolari, ma anche in quello della teologia, come dimostrano i tanti laici che «contribuiscono a promuovere una più matura comprensione dell eredità del concilio Vaticano II». Ringraziando i presenti per il costante servizio nella costruzione della Chiesa, il segretario di Stato ha invitato «a continuare a ricordare Papa Francesco, innanzitutto nelle preghiere, ma anche sostenendo la sua visione di raggiungere le periferie delle nostre società». E della benedizione e del saluto del Pontefice, il cardinale si è fatto latore rivolgendosi a tutti i fedeli riuniti nella chiesa di San Giuseppe per la messa nella solennità dell assunzione della Beata Vergine Maria. «Quest anno Singapore ha detto nell omelia celebra i cinquant anni di indipendenza. So che la giornata nazionale è stata celebrata una settimana fa e che, il 4 luglio, la comunità cattolica si è rallegrata nella preghiera e nelle celebrazioni per questo anniversario». Il porporato si è voluto unire a questa gioia e ha augurato pace e prosperità al Paese. «Così come l assunzione di Nostra Signora non è la fine della storia della salvezza bensì il suo inizio ha aggiunto anche i prossimi cinquant anni esigono che la Chiesa a Singapore aiuti a tracciare un cammino per andare avanti, sia per se stessa sia nel suo servizio alla società». Anche se nell arco di cinquant anni molto è stato fatto, ha notato il segretario di Stato, «il lavoro non finisce mai e la fiaccola viene passata a una nuova generazione di cittadini». Ricordando che da quasi duecento anni la Chiesa è presente a Singapore, il porporato ha sottolineato come il Vangelo della solennità dell assunzione inviti «la comunità cristiana a cercare con una certa urgenza modi nuovi e creativi per continuare la proclamazione della buona novella della salvezza in una società in ISLAMABAD, 17. Ancora violenza in Pakistan. In un attentato suicida è morto ieri Shuja Khanzada, il ministro dell Interno della provincia settentrionale del Punjab. Non sono pervenute rivendicazioni dell attacco avvenuto nel villaggio di Shadi Khan (Attock) dove il ministro stava tenendo una riunione. Almeno quaranta persone erano presenti quando l attentatore si è fatto esplodere. Tra i corpi recuperati vi sono anche quelli di due agenti di polizia. Accordo tra Santa Sede e Repubblica democratica di Timor-Leste Nel quadro delle celebrazioni per il quinto centenario dell evangelizzazione della Repubblica Democratica di Timor-Leste, venerdì, 14 agosto 2015, negli Uffici del Palazzo di Governo a Dili, è stato sottoscritto l Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Democratica di Timor- Leste. Hanno firmato: per la Santa Sede l Eminentissimo Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato e Legato Pontificio per le suddette Aperta un inchiesta sul disastro a Tianjin PE C H I N O, 17. Il premier cinese Li Keqiang ha visitato ieri a Tianjin il luogo della devastante esplosione che ha distrutto il distretto industriale della città. La Corte suprema ha intanto aperto un inchiesta sul disastro. «Indaghiamo per accertare eventuali azioni illegali, come abuso di potere, negligenza, o qualsiasi pratica che costituisca un crimine» si legge in un comunicato diffuso dall agenzia ufficiale Xinhua. Finora non sono state attribuite responsabilità né a membri del Governo locale né alla Ruihai International Logistics, la compagnia proprietaria del deposito dove continuo cambiamento». Occorre poi affrontare le nuove sfide che emergono in un mondo globalizzato e offrire un aiuto concreto a una realtà emergente bisognosa di una guida. Il cardinale ha quindi richiamato il magistero di Papa Francesco, il quale esorta la Chiesa «a essere all altezza della sua missione: ad andare, a uscire da se stessa. Egli ricorda a tutti noi che è compito di ogni cristiano essere un missionario; essere un missionario specialmente ai margini e nelle periferie delle nostre società». Il porporato ha constatato con soddisfazione che la Chiesa a Singapore «dispone di organizzazioni e istituzioni che si occupano non soltanto degli ambiti dell educazione e della salute», ma si prendono «cura dei poveri, degli anziani, di quanti sono emarginati a causa della malattia e anche di quanti hanno commesso reati». Tuttavia, ha messo in guardia, «non dovremmo permettere a queste iniziative, per quanto siano certamente buone, di oscurare il dovere personale, che tutti noi abbiamo, di essere discepoli di Gesù Cristo nell andare incontro a chi si è smarrito, agli ultimi e ai più piccoli». Il segretario di Stato ha poi sottolineato come mentre Singapore «continua a progredire dando un grande contributo alla comunità internazionale», è importante che la Chiesa «collabori con tutte le persone di buona volontà nel riconoscere il ruolo delle religioni, della virtù e della moralità quali fondamenta essenziali di una società». si è verificata l esplosione che ha causato finora 122 morti e 95 disp ersi. Mentre proseguono i soccorsi, il timore ora è la possibilità che i gas dispersi nell aria dall esplosione e dagli incendi abbiano provocato una nube tossica. Tuttavia le autorità cinesi smentiscono tale ipotesi: «Possiamo dire in modo responsabile che la qualità dell aria rispetta gli standard» ha dichiarato un dirigente. Intanto i cittadini di Tianjin hanno inscenato oggi una manifestazione chiedendo al Governo un indennizzo per i danni subiti dalle loro abitazioni. celebrazioni, e per la Repubblica Democratica di Timor-Leste Sua Eccellenza il Signor Rui Maria de Araújo, Primo Ministro. Hanno assistito al solenne atto, per parte della Santa Sede: S.E. Mons. Joseph Marino, Nunzio Apostolico in Timor-Leste; Sua Eccellenza Monsignor Basílio do Nascimento, Vescovo di Baucau e Presidente della Conferenza Episcopale Timorese; Sua Eccellenza Monsignor Norberto de Amaral, Vescovo di Maliana; Sua Eccellenza Monsignor Leopoldo Girelli, Nunzio Apostolico in Singapore e presso l ASEAN; Monsignor Francesco Cao Minh Dung, Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato; Monsignor Ionuţ Paul Strejac, Consigliere della Nunziatura Apostolica in Timor- Leste. Per parte della Repubblica Democratica di Timor-Leste: Signor Agio Pereira, Ministro di Stato e della Presidenza del Consiglio di Ministri; Signor António da Conceição, Ministro di Stato e Ministro Coordinatore per gli Affari Sociali, nonché Ministro dell Educazione; Signor Estanislau da Silva, Ministro di Stato e Ministro coordinatore per gli Affari Economici, Ministro dell Agricoltura e della Pesca; Signor Dionísio Babo, Ministro di Stato e Ministro Coordinatore per l Amministrazione di Stato e Giustizia; Signor Hernâni Coelho, Ministro degli Esteri e della Cooperazione; Signora Santina Cardoso, Ministro delle Finanze; Signor Jaime Xavier Lopes, Segretario di Stato per le Terre e Proprietà; Signora Isabel Guterres, Ministro della Solidarietà; Signora Maria do Céu Sarmento, Ministro della Salute; Signor Longuinhos Monteiro, Ministro degli Interni; Signora Dulce Jesus Soares, Vice Ministro per l Educazione Basica; Signor Roberto Sarmento de Oliveira Soares, Vice Ministro per gli Affari Esteri; Signor Orlando Sarmento, Incaricato d Affari dell Ambasciata di Timor Orientale presso la Santa Sede. L Accordo, prendendo atto delle buone relazioni che si sono sviluppate tra la Santa Sede e la Repubblica Democratica di Timor-Leste, e considerando il ruolo storico e attuale svolto dalla Chiesa cattolica nella vita della Nazione al servizio dello sviluppo della persona umana, definisce e garantisce lo statuto giuridico della Chiesa cattolica e regola vari ambiti, tra cui il matrimonio canonico, i luoghi di culto, le istituzioni cattoliche di istruzione e di educazione, l insegnamento della religione nelle scuole, l attività assistenziale-caritativa della Chiesa, la cura pastorale nelle forze armate e nelle istituzioni penitenziarie ed ospedaliere, e il regime patrimoniale e fiscale. L Accordo, che consiste di un Preambolo e di 26 Articoli, entrerà in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 lunedì-martedì agosto 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Liberato dopo mesi di prigionia il sacerdote greco-melkita Tony Boutros Stragi in Iraq e in Siria Tra esercito e Pkk Scontri nell est della Turchia AN KA R A, 17. Tensione altissima in Turchia. Un soldato turco e tre membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) sono morti ieri durante uno scontro a fuoco nella provincia orientale di Kars. Il conflitto armato è scoppiato nel corso di un operazione condotta da una squadra speciale della gendarmeria turca nel distretto di Kagizman. Un altro soldato è rimasto ferito durante gli scontri. È questo solo l ultimo di una serie di scontri tra le forze turche e il Pkk intensificatisi nelle ultime settimane. In seguito alle violenze il governatore della provincia orientale turca di Mus, Vedat Büyükersoy, ha dichiarato il coprifuoco nel distretto locale di Varto per motivi di pubblica sicurezza. Il governatore ha riferito che sono in corso operazioni delle forze di sicurezza contro miliziani del Pkk curdo, che alcuni giorni fa hanno demolito con dei bulldozer un ponte della zona in cui erano in corso dei lavori. Nel frattempo, sempre ieri agenti turchi hanno sequestrato materiale terroristico in diverse retate contro cellule del cosiddetto Stato islamico (Is). Sabato scorso è invece morto un ragazzo diciannovenne rimasto ferito nell attentato suicida avvenuto a Suruc lo scorso 20 luglio. Sale così a 33 il bilancio delle vittime dell attentato suicida, il primo avvenuto su territorio turco per mano dell Is. In base a quanto dichiarato da fonti ufficiali, più di 2500 persone sarebbero state fermate nelle retate che hanno avuto luogo dopo l esplosione di Suruc. Sul piano politico, proseguono intanto le trattative per formare un Governo di coalizione, mentre si avvicina la scadenza del 23 agosto fissata dal presidente. Il primo ministro incaricato, Ahmet Davutoğlu, uno dei leader del Partito Giustizia e Sviluppo (Akp), incontrerà nelle prossime ore il segretario del partito del Movimento nazionalista (Mhp, arrivato terzo alle parlamentari del 7 giugno), Mevlet Bahceli. Gli osservatori considerano l incontro di cruciale importanza dopo il fallimento dei colloqui lo scorso 13 agosto tra Davutoğlu e Kemal Kiliçdaroğlu, leader del Chp, il principale partito del opposizione in Turchia. Sono in molti a ritenere a questo punto quasi inevitabili nuove elezioni in autunno. DA M A S C O, 17. La sfida del cosiddetto Stato islamico (Is) in Iraq e in Siria provoca ogni giorno nuove vittime in attacchi armati, azioni terroristiche, come il nuovo attentato che nel fine settimana ha provocato oltre venti morti a Baghdad, e brutali esecuzioni di prigionieri e resta al centro del confronto diplomatico internazionale. Intanto nella più complessa vicenda del conflitto siriano, fonti dell opposizione al presidente Bashar Al Assad denunciano per l ennesima volta una strage di civili a opera dell aviazione governativa. Di un centinaio di morti, compresi numerosi bambini, in un bombardamento dell aviazione di Damasco su un mercato della città di Duma, controllata dai ribelli, ha parlato stamani l Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), l o rg a n i z z a z i o - ne con sede a Londra espressione dell opposizione in esilio. Sulle conseguenze della vicenda e sulla sua responsabilità non ci sono dichiarazioni governative, né conferme indipendenti a quanto sostenuto dall O ndus. In Iraq, come detto, si è registrata nel fine settimana una serie di attacchi nella capitale Baghdad. Il bilancio ufficiale parla di 22 morti e ottanta feriti. La principale esplosione, quella che ha causato il maggior numero di vittime, tredici, si è verificata nella zona orientale della città, ad Habibiya, nel quartiere di Sadr City. Nel frattempo il patriarca di Antiochia dei greco-melkiti, Gregorios III Laham, ha confermato la liberazione del sacerdote Tony Boutros, parroco di San Filippo apostolo nella città di Shahba, sequestrato alcuni Azioni palestinesi contro militari israeliani Non si placano le violenze in Cisgiordania TEL AV I V, 17. Non si placa la tensione nei Territori palestinesi in Cisgiordania. Un palestinese è stato ucciso ieri a colpi d arma da fuoco da un poliziotto israeliano dopo aver accoltellato un agente a sud di Nablus. Lo riferiscono la polizia e fonti mediche. Secondo quanto si legge in un comunicato dell esercito, «l aggressore ha attaccato il poliziotto, una guardia di frontiera, a Beta Junction, a sud di Huwara; le altre guardie hanno risposto prontamente all attacco, aprendo il fuoco e ferendo il palestinese». Abed Alhalim Jaafreh, capo della Croce Rossa di Nablus, ha poi comunicato che l a g g re s s o re è morto a causa delle ferite riportate. Si tratta dicono fonti di stampa dell ultimo di una serie di attacchi avvenuti contro soldati israeliani. Pochi giorni fa un altro militare era stato lievemente ferito da un palestinese che lo aveva colpito con un coltello nei pressi di un posto di blocco sulla strada che collega Tel Aviv a Gerusalemme, attraversando i Territori palestinesi. Le forze israeliane presenti sul posto sono subito intervenute sparando contro l assalitore che è stato ferito e quindi arrestato. mesi fa. Già ieri, in dichiarazioni alla Radio Vaticana, il nunzio apostolico in Siria, l arcivescovo Mario Zenari, aveva detto che la notizia gli era stata confermata dall a rc i v e s c o v o di Bosra e Haūrān, Nicolas Antiba. Dopo la liberazione di padre Boutros, sono sei gli ecclesiastici, compresi due vescovi ortodossi e il gesuita Paolo Dall Oglio, ancora nelle mani dei loro sequestratori. Sul piano diplomatico, «il superamento della crisi in Siria», insieme con «la situazione circa il programma nucleare di Teheran» secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri russo sarà argomento dei colloqui, oggi, tra il ministro Serghiei Lavrov e il capo della diplomazia iraniana, Javad Zarif, in visita a Mosca. Oltre che nel contesto dei rapporti bilaterali, l incontro con Zarif si iscrive nello sforzo di Lavrov di realizzare una più vasta coalizione internazionale contro l Is. La proposta russa, lanciata lo scorso giugno dal presidente Vladimir Putin, prevede che tale coalizione operi sotto l egida dell Onu e includa tra i suoi membri anche gli eserciti regolari iracheno e siriano e le milizie curde. Il mercato di Sadr City a Baghdad dopo l attentato (Reuters) Il pacchetto vale 86 miliardi che saranno erogati nei prossimi tre anni Bruxelles vara il salvataggio greco BRUXELLES, 17. Via libera dei ministri delle Finanze dell Eurogruppo al terzo salvataggio della Grecia. Il pacchetto vale 86 miliardi per i prossimi tre anni. La prima tranche di aiuti dovrebbe essere da 26 miliardi di euro. L'Eurogruppo ha chiesto alla Grecia di creare e rendere operativo entro fine anno il fondo per le privatizzazioni: dovrà realizzare cinquanta miliardi immettendo titoli sul mercato. «Oggi sono lieto di dire che tutte le parti hanno rispettato i loro impegni» ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. «La Grecia sta rispettando i suoi impegni e sta procedendo a riforme ambiziose». Il messaggio dell Eurogruppo «è forte e chiaro: la Grecia è e resterà irreversibilmente membro della zona euro e la Commissione europea sosterrà la Grecia nel suo cammino verso una crescita equa, per la creazione di posti di lavoro» ha spiegato Juncker. La prima tranche degli aiuti da 26 miliardi sarà suddivisa in due subtranche: una da dieci miliardi sarà disponibile immediatamente per la ricapitalizzazione delle banche, la seconda, da 16 miliardi, sarà versata in più volte, cominciando con 13 miliardi entro il 20 agosto. Il resto verrà dato in autunno, in seguito all attuazione delle misure contenute nell accordo. Una seconda tranche da 15 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche sarà resa disponibile dopo la prima revisione del programma, comunque non oltre il 15 n o v e m b re. L Eurogruppo ha aperto poi anche alla ristrutturazione del debito: è pronto infatti a considerare, se necessario, possibili misure aggiuntive sul debito (allungamento scadenze e dei periodi di grazia), ma condizionate all applicazione delle misure contenute nell accoro. «L a c c o rd o mette la Grecia nelle condizioni di rilanciare la crescita e quindi l o ccupazione» ha detto il ministro dell Economia italiano Pier Carlo Padoan. Resta in forse la posizione dell Fmi (Fondo monetario interna- Ucraina segnata dai combattimenti KI E V, 17. Nuova fiammata di violenze in Ucraina. Almeno sette civili sono morti e tredici sono rimasti feriti nei bombardamenti della scorsa notte nel Donbass, stando a quanto riportano le autorità ucraine e i separatisti. Nonostante la fragile tregua siglata a febbraio, secondo il ministero dell Interno ucraino, due civili sono stati uccisi e sei sono stati feriti dai colpi d artiglieria dei ribelli a Sartana, circa cinque chilometri a est di Mariupol. I separatisti filorussi hanno accusato a loro volta le truppe di Kiev di aver ucciso cinque civili e di averne feriti sette bombardando Donetsk e Gorlivka. zionale). Il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde, ha parlato di un «passo molto importante», ma ha sollevato nuovi dubbi sul debito che resta a suo avviso «insostenibile». E ieri il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha definito la situazione nel Paese «esplosiva», proponendo immediati colloqui tra Kiev e ribelli filorussi con i rappresentanti dell O sce (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione economica), per ridurre le tensioni. «La situazione è esplosiva. Se le due parti in conflitto non tornano al processo di pace, una nuova escalation militare potrebbe innescarsi in qualsiasi momento» ha spiegato il capo della diplomazia di Berlino. E intanto oggi il presidente russo Vladimir Putin si recherà in visita in Crimea. Nuova legge antiterrorismo in Egitto IL CA I R O, 17. Giro di vite contro il terrorismo in Egitto. A meno di due mesi dall attentato al procuratore generale Hisham Bakarat, figura chiave nei processi contro i seguaci della Fratellanza musulmana, il presidente, Abdel Fattah El Sissi, ha ratificato oggi una nuova legge che istituisce, tra l altro, tribunali speciali. Nel testo vengono indicate anche le pene per chi si rende colpevole di crimini legati al terrorismo: da un minimo di cinque anni alla pena di morte. Per l incitamento alla violenza sono previsti tra i 5 e i 7 anni di carcere. Provvedimenti anche per i giornalisti che contraddiranno la versione del Governo su qualsiasi attacco terroristico. Per loro è prevista una multa la cui entità è però molto inferiore rispetto alla bozza iniziale. Smantellata cellula jihadista algerina ALGERI, 17. Unità speciali delle forze di sicurezza tunisine hanno smantellato oggi a Biserta una cellula terroristica aderente al cosiddetto Stato islamico (Is), tra i cui componenti spicca un elemento ritenuto molto pericoloso dalle autorità. Il gruppo pianificava attentati a postazioni delle forze dell ordine e dell e s e rc i t o. Il ministero dell Interno tunisino ha anche ha reso note le generalità del terrorista algerino ucciso dalle forze speciali nel corso del blitz dello scorso 10 agosto sul monte Samama, nel governatorato di Kasserine. Si tratta di Abdelhak Dabbar, nome di combattimento Haroun. Era classificato dalle autorità tunisine come uno degli elementi più pericolosi di Al Qaeda nel Maghreb islamico. Fallita un altra tornata del negoziato per il Sud Sudan ADDIS ABEBA, 17. È fallita ad Addis Abeba la nuova tornata dei negoziati mediati dall Autorità intergovernativa per lo sviluppo in Africa (Igad) per mettere fine alla guerra civile che da venti mesi si protrae in Sud Sudan tra le forze del Governo del presidente Salva Kiir Mayardit e i ribelli guidati dal suo ex vice, Rijek Machar. A lasciare il tavolo delle trattative è stata questa volta la delegazione governativa, secondo la quale la controparte avrebbe perso legittimità, a motivo della frattura che si è prodotta nel campo degli insorti, dove il capo di una delle principali milizie, Peter Gadet, ha dichiarato di non riconoscersi più nelle posizioni di Machar. Oggi scade il termine dato da diversi soggetti internazionali ai belligeranti per stabilire un cessate il fuoco, sotto minaccia di sanzioni. Tra le poche buone notizie giunte dal devastato Sud Sudan c è intanto la rimozione decretata dal Governo di alcune restrizioni che impedivano di fatto l invio di aiuti in aree controllate dai ribelli nello Stato petrolifero dell Alto Nilo, principale teatro del conflitto insieme con quello vicino di Unity. Ora gli aiuti potranno arrivare lungo il fiume e all aeroporto di Malakal, la capitale dell Alto Nilo, come non accadeva dalla fine di giugno. Di uno sviluppo positivo ha parlato all agenzia Misna monsignor Roko Taban, amministratore apostolico della diocesi di Malakal, ammonendo tuttavia che l arrivo degli aiuti non significa la fine dell emergenza. «Migliaia di persone sono fuggite nella boscaglia e per loro sarà difficile arrivare dove è distribuito il cibo e questo potrebbe anche non bastare», ha detto il prelato. All esercito nigeriano tre mesi per debellare Boko Haram ABUJA, 17. Due attentati suicidi nello Stato nordorientale nigeriano del Borno il primo per fortuna fallito e l altro che ha provocato tre morti sono stati nel fine settimana la risposta di Boko Haram alle dichiarazioni del presidente nigeriano, Mohammed Buhari, che venerdì scorso era tornato a ribadire l impegno di annientare il gruppo jihadista. A questo scopo, Buhari ha dato alle forze armate tre mesi di tempo. «Dovete lavorare insieme, con la collaborazione di tutte le parti coinvolte, per porre fine a questa insurrezione entro tre mesi», ha ordinato Buhari ai capi di stato maggiore di esercito, difesa e marina. Al momento, tuttavia, la capacità di colpire di Boko Haram appare tutt alto che compromessa, dentro e fuori dai confini nigeriani e soprattutto proprio nel Borno, dove le milizie jihadiste hanno il proprio principale radicamento. Qui due attentatori suicidi sono entrati in azione a poche ore di distanza in mercati dei villaggi di Rumurigo e di Ramirgo. Nel primo caso, l attentato è fallito. Il terrorista intenzionato a perpetrarlo è stato bloccato dalle guardie in servizio nel mercato e si è fatto esplodere, uccidendo solo se stesso, oltre a ferire a un braccio una delle guardie stesse. Poche ore dopo, azionando la cintura esplosiva che celava sotto le vesti, un altro attentatore suicida ha provocato invece tre morti nel mercato di Ramirgo. Sempre dalla Nigeria, intanto è arrivata sabato la notizia del brutale assassinio di un sacerdote, il clarettiano padre Dennis Osuagwa, in un agguato stradale nel sud del Paese, sul quale al momento non si hanno ulteriori dettagli.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì agosto 2015 La copertina del libro «I pesci non hanno gambe» (particolare) «Verba cum cantu» scritte negli stessi giorni in cui compose la prima e più ampia parte del Cantico di frate sole di U FELICE ACCRO CCA na delle scoperte più interessanti degli ultimi cinquant anni è stata il ritrovamento di un testo che Francesco indirizzò a Chiara e alle sorelle che con lei dimoravano presso la chiesa di San Damiano in Assisi. Nei loro ricordi trasmessi con buona fedeltà nella Compilatio assisiensis i compagni di Francesco c informano che il santo, in quegli stessi giorni in cui compose la prima e più ampia parte del Cantico di frate sole, scrisse anche «alcune parole con melodia (verba cum cantu), a maggior consolazione delle signore povere del monastero di San Damiano, soprattutto perché le sapeva molto contristate per la sua infermità. E poiché, a causa della malattia, non le poteva visitare e consolare personalmente, volle che quelle parole fossero loro comunicate dai suoi compagni». Rimasto nascosto, potremo dir così, per secoli, quel testo è venuto alla luce nel 1976 per tutta una serie di felici circostanze: le novizie del Protomonastero di Assisi notarono sorprendenti corrispondenze fra quanto era riferito di quelle «parole con melodia» nella Compilatio assisiensis e un testo che nel 1941 era stato edito già dal padre Leonardo Bello, rinvenuto in due codici (pergamenaceo l uno, cartaceo l altro) conservati dalle Clarisse di Novaglie. Le novizie fecero notare la cosa a suor Chiara Augusta Lainati, la quale, ottenuto il testo dalle consorelle di Novaglie, nell estate 1977 lo ripubblicò nella prima edizione delle Fo n - ti francescane. La notizia fu comunicata anche al padre Giovanni Boccali: questi si portò allora a Novaglie, dove poté esaminare i codici e proporne una prima datazione (primi decenni del secolo XIV il codice pergamenaceo, inizio del XVI il codice cartaceo). Boccali giudicava autentico il testo dell Audite, poverelle, sia perché il codice pergamenaceo ne attribuiva espressamente la paternità a Francesco sia per la continuità che linguaggio e contenuti di quella poesia mantenevano con il linguaggio e il pensiero del santo. La discussione, spesso vivace, che ebbe luogo negli anni successivi (decisivo, in proposito, un lucido saggio di Aldo Menichetti) ha finito per confermare l autenticità di quel breve testo, che riproduco ora nella sua integrità: «Audite, poverelle dal Signore vocate, / ke de multe parte e provincie sete adunate: / vivate sempre en veritate / ke en obedienzia moriate. / Non guardate a la vita de fore, / ka quella dello spirito è migliore. / Io ve prego per grand amore / k aiate discrezione de le lemosene ke ve dà el Segnore. / Quelle ke sunt aggravate de infirmitate / et l altre ke per loro suò affatigate, / tutte quante lo sostengate en pace, / ka multo venderite cara questa fatiga, / ka ciascuna serà regina / en celo coronata cum la Vergene Maria». Meno noto è il fatto che la notizia riferita dai compagni di Francesco aveva attirato già l attenzione di Giulio Salvadori. Il poeta, che in gioventù aveva condiviso un tratto Un canto di Francesco d Assisi per Chiara e le sue sorelle Audite p overelle Cimabue, «San Francesco» (1280 circa, Museo della Porziuncola, Assisi) ti di san Francesco in un codice da lui rinvenuto nella Biblioteca Nazionale di Napoli. Prima ancora di pubblicarli, volle quindi condividere l entusiasmo della scoperta con Giulio Salvadori, il quale in un primo tempo concordò con l illustre studioso, salvo prenderne in seguito le distanze, pur mantenendo un tono di grande delicatezza e discrezione. Salvadori scrisse al Gamurrini il 9 dicembre del 1900: «D altra parte, se egli (san Francesco) ammonì le suore di Santa Chiara che, siccome il Signore da molte parti le aveva congregate in uno alla santa povertà e alla santa obbedienza, così in queste medesime virtù dovessero vivere e morire; perché allo stesso modo di strada con D Annunzio e che nel 1885, in Ascoli, aveva ritrovato la fede in Dio, fu studioso appassionato della vicenda di san Francesco d Assisi e delle fonti francescane, oltre che amico sincero di Paul Sabatier, con il quale condivise seri progetti di ricerca. Gian Francesco Gamurrini ( ), studioso di archeologia e di storia del territorio aretino, al quale Salvadori fu legato da sentimenti di gratitudine e d amicizia, credeva di aver scoperto dei versi volgari inedinon avrebbe potuto ammonire i frati Minori?» (Lettere I. [ ], a cura di Nello Vian, Roma, 1976). L episodio riferito dai compagni di Francesco non era dunque passato inosservato al Salvadori, il quale molti anni dopo, nel pubblicare i suoi Ricordi di san Francesco d As s i s i (Firenze 1926), ne riportava la testimonianza per poi scrivere: «Chi raccoglie qui queste Laudi, per dare un idea dei versi accompagnati dal canto, notando che le virtù le quali rifulgevano nella mente di Francesco come bellezze e grazie dell anima santa accoppiate come sorelle nel Saluto alle virtù tornano in questa esortazione a santa Chiara e alle altre Povere Signore, ha tentato di ricomporla in versi simili a quelli Il poeta Giulio Salvadori ha ricomposto l esortazione in versi simili a quelli del Cantico usando vocaboli frequenti nei versi del santo del Cantico del Sole, usando parole di san Francesco, o proprie del suo parlare, non però del suo dialetto: e della presunzione chiede perdono al Santo e ai lettori». Salvadori dava poi il testo frutto della sua congettura: «Io vi prego, mie Signore, che umilmente m ascoltate: / poi che il Padre del Cielo in uno v ha congregate. / A seguire il suo diletto Figlio in dolce penitenza, / nella santa Caritate con la santa obbedienza. / Nella santa Povertate con la santa umilitate; / e poi che il santo Spirito d esse virtù vi ha ornate. / Prego santa Maria Vergine ch essa vi voglia custodire, / sì che in esse dobbiate e vivere e morire. / Delle cose che vi si appongono alla mensa del Signore / provvedete ai vostri corpi con discrezione: / E l Altissimo laudate, benedicete e ringraziate / con pura letizia in semplicitate e caritate. / E le povere inferme nelle loro infermitate / e le sane che le curano compatendo con chi pate. / Beate se sostengono in pazienza e pace! / Che dal Signore Altissimo saranno i n c o ro n a t e». Come si vede, Salvadori si lasciò influenzare più dal Saluto alle virtù e dal Cantico di frate sole che non dalla testimonianza dei compagni, i quali descrivevano il contenuto di quel testo di Francesco con grande precisione. Nonostante la loro infedeltà, questi versi trasmettono però il candore di un anima sinceramente francescana, che fece della sua arte poetica un inno di lode a Dio. Mentre in Italia si proclamava il regno unitario, in America si combatteva la guerra civile: un avvenimento che nel Belpaese attirò l attenzione non solo del Governo e della diplomazia, ma anche dell opinione pubblica. Tanto che l Italia fu presente sui campi di battaglia americani attraverso coloro che combatterono sia tra le file dell Unione del presidente Lincoln sia tra quelle della Confederazione. È questo lo scenario descritto nel libro di Paolo Poponessi Dixie. La storia italiana della Guerra Civile Americana (Rimini, Il Cerchio, 2015, pagine 142, euro 15,30) che verrà presentato il 20 agosto, nell ambito dell iniziativa «I giovedì di Monte Maggio» promossa dall Accademia dei Benigni Bertinoro. Autore di varie pubblicazioni di carattere storico, tra le quali L intransigente. Storia della fondazione de «L Osservatore Romano» (2013), Poponessi spiega che D ixie è il termine che indica i territori del sud degli Stati L ultimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson Un metro per misurare la felicità di SABINO CARONIA In quest ultimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson (I pesci non hanno gambe, Milano, Iperborea, 2015, pagine 448, euro 19) ritroviamo tutte le tematiche che ne fanno uno degli scrittori più interessanti dei nostri giorni. Tematiche inattuali, in un mondo che cerca di non fermarsi a pensare, a porsi delle domande in cui la risposta è la ricerca stessa. La prima riflessione senza risposta è sempre la stessa, quella, che c è anche negli altri suoi libri, e riguarda Dio, quel Dio che appare assurdo alla nostra mente ma è sempre cercato con il cuore («secondo la logica bisogna essere dei bambini o degli ingenui per credere all esistenza di Dio, ma cosa possiede più potere consolatorio della fede? (...) come può chi conosce l essere umano, la sua storia, la sua cultura, la sua natura, il suo mondo interiore, escludere l assurdo?»). Ci sono almeno trenta Tematiche inattuali in un mondo che cerca di non fermarsi a pensare E a porsi delle domande pagine in cui Dio viene coinvolto, un Dio che è forse troppo lontano per arrivare a vedere certe lande desolate, o in cui c è troppa nebbia, ma che comunque è sempre l interlo cutore esplicito o sottinteso. La seconda riflessione, legata alla prima, riguarda la fine delle cose, delle persone, degli animali, di tutto ciò che ha o ha avuto vita, e di cui, qui sulla terra, non resta niente, niente se non il ricordo, che a sua volta è legato strettamente alle parole, all arte, alla poesia (l unica cosa, forse, che può salvare il mondo): «La vita cresce dalle parole, In un libro di Paolo Poponessi frammenti di storia degli italiani nella guerra civile americana Il gran rifiuto di Garibaldi la morte dimora nel silenzio. Per questo dobbiamo continuare a scrivere, a raccontare, a mormorare versi di poesie e imprecazioni e così tenere lontana la morte, per un po». Per questo si scrive, non per vincere premi, vendere un po di più, farsi fare dal critico di punta del momento una bella recensione sul quotidiano più in voga: questo è ciò che rende grande certa letteratura nordica (e i libri di Stefánsson in particolare). È detto, verso la fine del romanzo: «La poesia può senza dubbio salvare il mondo, ma sono così poche le persone che la leggono, e sempre meno; un etnia a rischio di estinzione. Sarebbe più sicuro metterli sotto tutela, inserire chi legge poesie nella lista dei patrimoni dell umanità dell Unesco». Jón Kalman Stefánsson È sempre presente nello scrittore islandese questo tema dell importanza della scrittura per salvare dall oblio e dalla vera morte ciò che si perde sulla terra. Ma ora, poiché la scrittura La poesia può salvare il mondo Ma sono così poche le persone che la leggono che bisognerebbe inserirle tra i patrimoni dell umanità protetti dall Unesco di Stefánsson è scrittura di poeta, ogni parola esiste in sé ed evoca una realtà, diviene realtà, e le parole, le descrizioni, sono la storia del romanzo. La cosa più giusta è riportare qualche frase significativa tratta dal libro, tradotto, come già Luce d estate ed è subito notte, da Silvia Cosimini. «È la risposta di Dio alla morte, quando il Signore non riuscì a salvare l uomo dalla notte eterna e gli donò invece questa luce particolare, questo fuoco che da allora gli scalda le mani e lo incenerisce, che trasforma i tuguri in una scala per il paradiso, i palazzi in rovine desolate, l allegria in solitudine. La chiamiamo amore, è l unica parola che ci è venuta in mente». E più avanti, a proposito di due anziani coniugi che, salvati nell inverno dal ghiaccio che li aveva imprigionati in casa, moriranno sereni in primavera a pochissima distanza l uno dall altra: «Un passo e sono spariti entrambi nella neve (...) Non era mai successo niente di speciale nelle loro vite, avevano solo lavorato nel pesce e con le pecore, sapevano il nome dei monti lì intorno e di qualche ruscello e capivano dal comportamento degli uccelli se era imminente un calo improvviso della temperatura, per il resto non avevano granché da dire, erano di quelli che si fa presto a dimenticare, ma avevano comunque ottenuto ciò che i più sognano soltanto, essere felici a loro modo per sessant anni pieni, come si misura la grandezza degli esseri umani?». Uniti che nel 1861 decisero di separarsi dagli Stati del nord, dando vita alla Confederazione. E sono varie le chicche che il libro presenta. Quella, per esempio, di Lincoln che offrì a Garibaldi il brevetto di maggior generale: ma Garibaldi rifiutò ritenendo di poter essere utile alla causa solo se gli fosse stato affidato il comando supremo dell esercito. A combattere furono italiani provenienti da diversi ambiti: intellettuali, esuli politici, umili lavoratori, religiosi che svolsero la funzione di cappellani militari. Al riguardo l a u t o re sottolinea che la percentuale di arruolati sul totale della popolazione emigrata di origine italiana è stata forse la più alta rispetto a ogni altro gruppo etnico presente in quel momento nel nord America. E la storia di questi italiani, giunti in America prima dell ondata migratoria di fine Ottocento, s inserisce a pieno titolo in quella della guerra civile americana.

5 lunedì-martedì agosto 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Con sottile abilità dialettica lo scrittore gioca in contropiede Cattura nel campo avverso giudizi che poi rovescia a favore della sua causa Anne Louis Girodet de Roucy Trioson, «François-René, visconte de Chateaubriand» (1811, particolare) François-René de Chateaubriand apologeta del cristianesimo Il pellerossa e l i n c a n t a t o re Anche coloro che non padroneggiano la matematica e le sue formule sanno che, quando si parla dell ultimo teorema di Pierre de Fermat, in ballo c è qualcosa di accattivante e di intrigante. Infatti il grande matematico francese, nato il 17 agosto del 1601, viene ricordato non solo come una delle menti che seppe dare importanti contributi allo sviluppo della matematica moderna basti pensare alle sue intuizioni in merito al calcolo differenziale ma anche per il cosiddetto «ultimo teorema» che tanta attrazione ha esercitato sull immaginario collettivo. In realtà si dovrebbe più correttamente dire enunciato, visto che quel teorema de Fermat lo ha soltanto formulato, e mai dimostrato. E per dimostrarlo ci sono voluti più di trecento anni, grazie al lavoro di una vita condotto da Andi C MARCO BECK ommemorando nel Cinque maggio la folgorante ascesa di Napoleone, prima della definitiva caduta nella polvere, Alessandro Manzoni sintetizza in una potente immagine la svolta impressa dall E m p e re u r al corso della storia mondiale: «Due secoli, / l un contro l altro armato, / sommessi a lui si volsero, / come aspettando il fato; / ei fe silenzio, ed arbitro / s assise in mezzo a lor». Nel campo della cultura svolsero una funzione analoga, come dominanti traghettatori dal Settecento dei Lumi e del neoclassicismo all Ottocento del preromanticismo e poi dell incontrastato romanticismo, alcuni letterati di prima grandezza: in Italia, oltre a Foscolo, anche lo stesso Manzoni, che dalla Rodolpho Amoedo, «La morte di Atala» (1883) leziosità mitologica del poemetto U ra n i a assurse alle vette romanticamente religiose degli Inni sacri, dell Ad e l c h i, del Fermo e Lucia; in Germania il geniale, titanico Goethe; in Inghilterra la scintillante triade poetica B y ro n - S h e l l e y - Ke a t s. Nella Francia riemersa sotto il regime napoleonico dal maelström della Rivoluzione e del Terrore, frutti avvelenati dell Illuminismo, la transizione dagli eccessi razionalistici e ateistici dei philosophes al recupero dell inscindibile intreccio tra fede e ragione, tra intelletto e cuore, venne guidata dal visconte bretone François-René de Chateaubriand (Saint-Malo Parigi 1848). Fu, la sua, una vita mobile e movimentata, in conformità con un indole inquieta e un ingegno poliedrico. Alla frequentazione giovanile dei salotti parigini seguì nel 1791 un fondamentale viaggio negli Stati Uniti, che gli permise di sottrarsi alle convulsioni rivoluzionarie. Rientrato in Francia, ne uscì prima per arruolarsi tra le file dei controrivoluzionari, poi per emigrare a Londra, dove fino al 1800 condusse una stentata esistenza. Al termine dell esilio, statura culturale e talento diplomatico gli valsero prestigiosi incarichi politici sia durante il Primo Impero, sia all indomani della Restaurazione borbonica: ministro dell Interno, pari di Francia, ambasciatore a Berlino, Londra e Roma, ministro degli Esteri. All avvento della monarchia borghese di Luigi Filippo d Orléans (1830) si ritirò a vita privata, intensificando l attività letteraria. Appartengono a quest ultima fase la Vie de Rancé (1844), biografia del seicentesco fondatore dei trappisti, e i Mémoires d o u t re - tombe ( ), singolare autobiografia ro m a n z a t a. Era però consapevole, l Enchanteur così soprannominato per l ammaliante nitore della sua prosa, incline ad armoniosi sconfinamenti nei territori della poesia che a tramandare la sua fama alla posterità sarebbe stata un altra opera, di ampio e ambizioso respiro, fondata su una solida documentazione. Presagiva, cioè, che gli avrebbe assicurato l immortalità quella summa di elementi storici, filosofici, teologici, artistici, letterari articolati in un organico disegno apologetico che vide la luce nel 1802 e che, oggetto di assidue rielaborazioni, sarebbe stata più volte ristampata sull onda di un duraturo successo: Génie du christianisme. Al francesista Mario Richter va il merito di averne curato una nuova edizione integrale, con introduzione, traduzione, chiose e corredo iconografico, per l autorevole collana dei Millenni: Genio del cristianesimo ( To r i n o, Einaudi, 2014, pagine cx-882, euro 90). Dopo i massacri e le devastazioni non meno spirituali che materiali perpetrate dalle orde rivoluzionarie in nome di un ideologia fanatica che aveva pervertito i princìpi di liberté, égalité, f ra t e r n i t é, Chateaubriand interviene nel pubblico dibattito sul riassetto della società francese applicando una duplice strategia, di difesa e insieme di rilancio del cristianesimo. Da un lato si riallaccia allo spirito dell apologetica pascaliana; e dunque, mentre rivendica la conciliabilità della fede con l esercizio della ragione, confuta le tesi anticristiane radicate nel laicismo dell Encyclopédie, anche se non nasconde la sua simpatia per l antrop ologia pedagogica e naturalistica di Rousseau. D all altro, si fa promotore di una nuova evangelizzazione ante litteram: «Il mondo degenerato necessita di una seconda predicazione del Vangelo; il cristianesimo si rinnova ed esce vittorioso dal più terribile attacco che l inferno gli abbia mai sferrato. Chissà se ciò che abbiamo considerato la incenso quasi solo sui rappresentanti della cultura religiosa nel secolo di Luigi X I V: il drammaturgo Racine, i sacri oratori, pensatori e moralisti del calibro di Bossuet, Fénelon, Massillon, Bourdaloue, oltre a ça va sans dire Pascal. D altronde, come non riconoscere ancora oggi lo splendore del Seicento francese, del grand siècle? Pubblicato nel 1801 come avanguardia del Génie, il lungo racconto (o romanzo breve) At a l a traduce in linguaggio narrativo due cardini del pensiero di Chateaubriand: l azione civilizzatrice della missionarietà cricaduta della Chiesa non sia in realtà la sua riedificazione! Essa naufragava nella ricchezza e nel riposo; non si ricordava più della croce: la croce è riapparsa e la Chiesa sarà salva» (p. 570). Ma c è di più. Con sottile abilità dialettica, lo scrittore gioca in contropiede. Cattura nel campo avverso ammissioni compromettenti sul piano della morale, come quando cita Voltaire: «Lo stoicismo ci ha dato soltanto un Epitteto, mentre la filosofia cristiana forma migliaia di Epitteti che non sanno di esserlo, e la cui virtù arriva persino a ignorare la loro stessa virtù» (p. 562). Certo, il Génie contiene anche pagine che la nostra sensibilità di credenti del XXI secolo trova superficiali, parzialmente obsolete, influenzate da un clima intellettuale che l evoluzione storica del cattolicesimo ha da lungo tempo superato. Qualche esempio: in contrasto con una ricca messe di riferi- di ROSSELLA FABIANI menti all Antico Testamento si riscontra una cristologia di insufficiente spessore, mentre all accento posto con efficacia sul fenomeno delle missioni (in particolare le re d u c c i o n e s dei gesuiti in Paraguay) si contrappone una fin troppo minuziosa ricostruzione di tradizioni, culti, liturgie riconducibili all ancien régime. L imp ostazione francocentrica della tematica letteraria, poi, fa sì che, pur senza trascurare Dante, Milton e il Tasso della Gerusalemme liberata, Chateaubriand sparga copioso, patriottico «Lo stoicismo scrive Chateaubriand ci ha dato soltanto un Epitteto Mentre tra i seguaci di Gesù ci sono migliaia di Epitteti che neppure sanno di esserlo» stiana in terra d America e la suggestione tra estetica e spirituale che emana da un ambiente esotico, da una natura incontaminata. Chactas, un anziano pellerossa nativo della Louisiana, rievoca per il giovane René (alter ego dell autore e protagonista dell omonimo racconto, costitutivo con At a l a di un dittico nordamericano) la sua infelice storia d amore con la ragazza indiana, dilaniata tra passione e malinconia, tra sensualità e castità, che lo strappò alla tortura inflittagli da una tribù ostile. Fuggendo attraverso un territorio selvaggio, i due innamorati raggiungono l appartata società evangelica istituita da un eroico missionario, padre A u b r y. Qui Chactas potrebbe convertirsi e sposare Atala, già battezzata. Ma, come in una tragedia di Euripide o di Racine, la trama che il lettore italiano può ripercorrere, a fronte del testo originale, nella recente versione di Anna Maria Scaiola (Roma, Marsilio, 2015, pagine 240, euro 16) p re c i p i t a verso l irreparabile. Fedele a un voto di verginità pronunciato sul letto di morte della madre, e ignorando che è facoltà del missionario liberarla da quel vincolo, la fanciulla decide di rinunciare alla felicità e darsi la morte pur di non violarlo. Supremo sacrificio offerto a Dio per la conversione dell amato, il gesto fatale di Atala, meritevole comunque del perdono di padre Aubry, estremizza in modo paradossale la tensione della sequela Christi fino all annientamento di sé. Fino a una sorta di innocente, commovente autocrocifissione. Convegno a Firenze sull Egitto di Rosellini e Champollion Lo specchio del faraone Taharqa Firenze, per qualche giorno, tornerà a essere la capitale dell egittologia; dal 23 al 30 agosto ospiterà l undicesima edizione dell International Congress of Egyptologists, organizzato dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana e dal Museo Egizio di Firenze, in collaborazione con l università del capoluogo toscano e l asso ciazione culturale Camnes (sigla che sta per Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies). Il congresso sarà aperto nel salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio dal ministro delle Antichità e del Patrimonio egiziano, Mamdoudh el-damaty con un intervento intitolato «Ancient Egypt - Contemporary Egyptology. Assessment, Issues and Future Perspectives» e da Fathi Saleh, consigliere per il patrimonio del primo ministro egiziano, che parlerà delle prospettive di conservazione e valorizzazione dei beni culturali nell era digitale. Alla cerimonia di chiusura, domenica 30 agosto, parteciperà anche il ministro egiziano della Cultura, Abdel-Wahed El-Nabawi. Il congresso rappresenta l appuntamento principe per la ricerca egittologica internazionale; è particolarmente significativo anche perché è il primo dopo una pausa nella serie di incontri dell associazione che si è riunita l ultima volta a Rodi nel La scelta del luogo è una conseguenza della presenza e dell attività del Museo Egizio della città del fiore, tra i più importanti al mondo per il valore della sua collezione, formatasi compiutamente con la spedizione franco-toscana in Egitto nel guidata da Ippolito Rosellini e Jean-François Champollion e accresciuta nella seconda metà del Novecento con l acquisizione di importanti materiali, in particolare tessuti di età copta, provenienti dagli scavi della città di Antinoe condotti dall Istituto fiorentino di Papirologia. Anche la locandina del congresso è dedicata alla spedizione franco-toscana in Egitto degli anni : in particolare riproduce il grande dipinto, realizzato dal pittore Giuseppe Angelelli nel 1830 al ritorno dalla spedizione di Rosellini-Champollion, che si trova all ingresso del Museo Egizio e che ne ritrae i partecipanti. Tra i vari personaggi si distinguono al centro della scena (vedi foto accanto) proprio Ippolito Rosellini, in piedi, ben riconoscibile per la sua folta barba, e, seduto accanto a lui, Jean François Champollion, mentre davanti a loro sono raccolti alcuni reperti rinvenuti nel corso della loro ricerca. Come ad esempio lo specchio in primo piano, appartenuto al corredo della nutrice della figlia del faraone Taharqa ( prima dell era cristiana) oggi esposto nell ottava sala del Museo Egizio di Firenze. L ultimo teorema di Fermat e la pagina stretta Homer Simpson mentre cerca di dimostrare il teorema drew Wiles: l e u re k a ebbe luogo nel De Fermat sosteneva che non esistono soluzioni intere positive a una determinata equazione. Al riguardo, ai margini di una copia dell Ar i t h m e t i c a di Diofanto, scrisse nel 1637: «Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina». E così, visto che il lavoro fu lasciato a metà (e la seconda metà era più importante della prima) diversi, illustri matematici nel corso dei secoli successivi si cimentarono nell ardua prova di dimostrare la congettura di de Fermat. Ci volle dunque Wiles che sin da bambino sognava di giungere a quella dimostrazione per scoprire l arcano. A onor del vero, tuttavia, va rilevato che Wiles potè utilizzare elementi di matematica e algebra moderna che de Fermat non poteva conoscere. Tanto che non pochi matematici sono dell idea che la dimostrazione che de Fermat affermava di avere, se fosse stata corretta, sarebbe stata diversa da quella messa sulla carta da Wiles. Fatto sta che l ultimo teorema di de Fermat, grazie al suo fascino, ha guadagnato il suo spazio anche nella letteratura. Nel romanzo Un uomo di Oriana Fallaci, il protagonista Alekos Panagulis, durante gli anni di prigionia, arriva alla soluzione del teorema: ma non essendogli concessa carta e penna, non riesce a fissare il suo ragionamento, perdendolo per sempre. Nel romanzo La ragazza che giocava con il fuoco, di Stieg Larsson, la protagonista Lisbeth Salander ha un intuizione illuminante sulla soluzione del teorema: ma tale soluzione non vedrà mai la luce perché Lisbeth, subito dopo, verrà colpita alla testa e quell intuizione si dissolverà. E in due episodi de I Simpson compaiono due diverse equazioni che sembrano smentire, con garbata ironia, il teorema di de Fermat. Fino ad arrivare a un episodio di Doctor Who, in cui il protagonista afferma di essere stato lui ad aver suggerito al matematico la soluzione a quel «maledetto» teorema. (gabriele nicolò)

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì agosto 2015 In un omelia del cardinale Abril y Castelló per la festa dell Assunzione Più cuore in questa economia di OL AV FY KS E TVEIT A 75 anni da quando questa straordinaria visione ha preso vita, Taizé continua ad attirare e a ispirare migliaia e migliaia di giovani in tutto il mondo. Taizé è un villaggio, è una comunità religiosa, ma ancor più è una casa spirituale, una stazione preziosa sul percorso della vita e un punto d incontro con altri che seguono questo stesso cammino. Ciò vale sia quando essi s incontrano qui, in questo luogo, sia quando s incontrano nello spirito di Taizé in molte altre occasioni in giro per il mondo. L attrazione verso un esperienza di semplicità nella vita e nella preghiera testimonia in modo straordinario come tanti giovani diano una nuova espressione al motto centenario ora et labora, prega e lavora. Rendendo più profonda la mia spiritualità e ispirando la mia azione, Taizé ha svolto un ruolo trasformatore anche nel mio cammino di fede. Sarò sempre grato a fratel Roger e alla comunità da lui fondata. Sotto la sua guida, caro fratel Alois, la comunità ha invitato a un «pellegrinaggio di fiducia sulla terra». I giovani hanno risposto con entusiasmo, motivati dal forte legame tra la spiritualità condivisa e la pratica della solidarietà. Lei ha scritto: «Mentre continuiamo il pellegrinaggio di fiducia sulla terra, che riunisce giovani da molti Paesi, comprendiamo meglio e più in profondità questa realtà: l intera umanità forma una sola famiglia umana e Dio vive in ogni essere umano senza eccezione». È fondamentale per noi, oggi, onorare la verità spirituale profonda secondo cui vi- viamo insieme come unica famiglia umana e facciamo parte dell intera rete della vita. Riconoscere che siamo collegati gli uni con gli altri è l inizio della fiducia reciproca e della solidarietà, necessarie per cambiare e trasformare la realtà incerta che stiamo affrontando. Dobbiamo sentire nel profondo del cuore che la nostra appartenenza al Dio uno e Verso il concilio pan-orto dosso IS TA N B U L, 17. I preparativi per il concilio pan-ortodosso in programma nel 2016 saranno al centro della riunione dell assemblea dei vescovi del patriarcato ecumenico che si svolgerà a Istanbul dal 29 agosto al 2 settembre prossimi. Lo rende noto un comunicato del segretariato del patriarcato che specifica come scopo dell incontro «è in primo luogo la conoscenza reciproca tra i vescovi del patriarcato ecumenico; poi, lo scambio di informazioni riguardanti i temi ecclesiastici attuali, tra cui il cammino verso il santo e grande concilio». L incontro, continua la nota, sarà anche l occasione per riflettere «sul funzionamento di ciascuna delle assemblee episcopali della diaspora ortodossa e sul dialogo teologico con gli eterodossi». Il 1 settembre, inizio del nuovo anno ecclesiastico, si pregherà «per la prosperità della santa Chiesa e la pace in tutto il mondo». Nella preghiera e nel lavoro dei cristiani C è un solo futuro comune trino comporta l appartenenza gli uni agli altri e al creato. Questo vale sia oggi sia domani. Vivere insieme significa che il nostro futuro è legato in modo indissolubile al futuro dell altro. C è un solo futuro Per Taizé tre anniversari e un annuncio La comunità di Taizé si appresta ad aprire, nel settembre prossimo, una fraternità a Cuba. Ad annunciarlo è stato il priore, fratel Alois, che ha reso noto di aver accettato l invito rivoltogli lo scorso anno da un presule cattolico e da un teologo evangelico. L annuncio è arrivato nel contesto delle celebrazioni conclusive organizzate in questi giorni sulla collina della Borgogna per i tre anniversari del 2015: il centesimo della nascita (12 maggio) di fratel Roger; il settantacinquesimo di istituzione della comunità; il decimo della morte (16 agosto) del fondatore. Pubblichiamo, quasi per intero, il testo del messaggio inviato per l occasione dal segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese. comune per tutti noi. L esp erienza della vita in comunità rispecchia in modo efficace l interdipendenza degli esseri umani. Settimana dopo settimana, a Taizé i giovani si uniscono ai fratelli nel ritmo di vita comune, partecipando alla preghiera, allo studio della Bibbia e all incontro, e condividendo i compiti pratici che permettono di vivere insieme. Molte volte per noi è una sfida; spesso ci cambia. Ma in tutta la storia del cristianesimo, gli aspetti più stimolanti e importanti della nostra fede e della nostra missione nel mondo di Dio sono stati compresi ed espressi in comunità. E quindi, le lezioni apprese qui sull impegno a vivere insieme, a condividere una visione comune, sono grandi doni mentre affrontiamo le incertezze del nostro futuro. La comprensione della forza dell interrelazione tra Chiesa, umanità e intero creato è fondamentale mentre osserviamo la devastante minaccia del cambiamento climatico. È essenziale in un mondo caratterizzato da una dolorosa disuguaglianza e dalla mancanza di solidarietà, in cui le condizioni socioeconomiche ancora mantengono milioni di persone nella povertà più abietta. È essenziale in un mondo in cui la mancanza di assistenza sanitaria adeguata ha conseguenze mortali per troppe persone colpite da virus e malattie prevenibili. Abbiamo appena commemorato i 70 anni dal lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, un terribile ricordo degli orrori della guerra e del pericolo costante della potenza nucleare. Queste minacce alla vita colpiscono in modo indiscriminato, e tuttavia ci colpiscono tutti. Di fatto, dobbiamo renderci conto: l intera umanità forma una sola famiglia umana e Dio vive in ogni essere umano senza eccezione. Il pellegrinaggio è la caratteristica che definisce oggi il movimento ecumenico. L invito della comunità di Taizé a un «pellegrinaggio di fiducia sulla terra» fa eco all invito della decima assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), tenutasi a Busan, a compiere un pellegrinaggio della giustizia e della pace. Quando si parla di un pellegrinaggio che unisce le dimensioni spirituali della preghiera e del culto all azione pratica per la giustizia e la pace, ci viene ricordato che la vita e l identità cristiana fanno parte di qualcosa che è più grande di noi stessi, qualcosa che ci unisce nella solidarietà reciproca quale espressione della grazia e dell amore di Dio. Abbandoniamo un approccio autoreferenziale ed egocentrico alla fede e alla vita cristiana. Camminare insieme in questo pellegrinaggio esige e incoraggia l apertura al dialogo, l accettazione e la pratica della responsabilità reciproca, nonché l inclusione dell altro nel proprio futuro. Cercando un senso al di là di se stessi o di noi stessi come parte di un gruppo particolare, di una Chiesa, di una tradizione, si scopre il senso che dà importanza alla vita di una fratellanza più ampia di quanti camminano insieme. Di fatto, considero molto significativo che insieme con il settantacinquesimo anniversario della fondazione della comunità di Taizé celebriamo anche il centenario della nascita di fratel Roger e il decimo anniversario della sua morte. Camminando insieme nel pellegrinaggio della giustizia e della pace ci affermiamo anche reciprocamente come persone con doni e impegni specifici che siamo disposti a condividere. Come cristiani, ci consideriamo gli uni gli altri fratelli e sorelle che si sostengono reciprocamente per vivere come discepoli di Cristo seguendo il cammino di Gesù. Fratel Roger ha dimostrato la gioia e il dolore del discepolato con la sua vita e la sua testimonianza. Il suo cammino di vita ci aiuta a riconoscere il significato più profondo dell e s s e re una cosa sola nel corpo di Cristo nella preghiera e nella pratica. Le sue riflessioni sulla fede in Cristo, in mezzo al terrore nazista e alla guerra, e infine la tragedia della sua morte, mantengono la nostra attenzione sulla croce di Cristo. Ci viene ricordato dell amore unificante, riconciliante e abnegato di Cristo per il mondo e il dono della nuova vita nell Eucaristia. Essendo una nel corpo di Cristo, la Chiesa deve essere un segno profetico e un anticipo del regno di Dio di giustizia e di pace che verrà. Si tratta di una visione, una visione che comprenderemo solo attraverso l esperienza. Ora et labora prega e lavora il culto e la pratica, volgersi verso Dio e volgersi verso il mondo: sono tutte cose che vanno insieme e segnano il ritmo fondamentale della nostra vita di cristiani. Secondo la mia esperienza diretta, ciò che vediamo e impariamo a Taizé serve da ispirazione duratura per il nostro pellegrinaggio personale. AL FA M B R A, 17. Le critiche all economia mondiale che «manca di cuore», come ha denunciato in numerose occasioni Papa Francesco, e la necessità di «una cultura più solidale e generosa verso il prossimo» sono state al centro dell omelia pronunciata dal cardinale Santos Abril y Castelló, arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore, durante la messa per la festa dell Assunzione della beata Vergine Maria celebrata nella sua città natale di Alfambra, in Spagna. Durante la celebrazione, il porporato ha fatto appello al valore cristiano del dono, dopo aver criticato gli abusi dell economia globale governata dall ambizione sfrenata. In una chiesa gremita di fedeli, il cardinale ha avuto parole di critica nei confronti di coloro che hanno trasformato l economia in un ASTI, 17. «Il carisma salesiano è un dono che Dio, attraverso don Bosco, ha fatto alla Chiesa e al mondo». È quanto ha affermato domenica, durante la messa nella basilica di Colle Don Bosco a Castelnuovo, nell Astigiano, il rettor maggiore dei salesiani, don Ángel Fernández Artime. È stato il rito conclusivo del bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, concelebrato, tra gli altri, dall arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, e da don Pascual Chávez Villanueva, già rettor maggiore, e al quale hanno partecipato circa persone provenienti da tutto il mondo, molte delle quali giovani che nei giorni pericoloso gioco di interessi egoistici che non tengono in considerazione il benessere della comunità, ma solo l avidità del profitto individuale. Il porporato ha quindi fatto appello alla generosità dare agli altri senza pensare a ciò che si riceve criticando quanti «pongono al primo posto il proprio egoismo e sono interessati a servire il denaro a livello sociale, individuale e internazionale, senza tener conto delle conseguenze». Al riguardo, il porporato ha detto di essere testimone in prima persona delle ripercussioni negative che riguardano «questioni sociali e talvolta anche finanziarie». Il cardinale ha anche fatto riferimento a quello che il Papa ha spesso denunciato, Chiuso il bicentenario della nascita Il fascino di don Bosco precedenti avevano preso parte al Sym don Bosco «È stato un anno giubilare, un anno di grazia ha detto don Fernández Artime vissuto con un senso di gratitudine al Signore», nello stile semplice che contraddistingue i salesiani. La fierezza e l emozione di essere salesiani, l amore per i giovani e per gli ultimi, il valore dell educazione e della formazione, l umiltà di chi sa quanto è necessario saper ascoltare, il carisma di don Bosco: sono tutti elementi citati più volte nell omelia dal rettore maggiore. Davanti ai numerosi fedeli, il rettor maggiore ha ricordato l infanzia di don Bosco, figlio di contadini, uomo generoso e attento al mondo che lo circondava, carismatico e coraggioso nelle sue scelte sempre dalla parte di chi ha più bisogno e dei giovani. «Il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco ha ottolineato è stato un anno giubilare che abbiamo vissuto come famiglia salesiana e giovani del mondo salesiano con senso di umiltà, ma anche di grande gioia, consapevoli che è stato il Signore a benedirci con questo bellissimo movimento spirituale apostolico fondato da don Bosco e sotto la guida di Maria Ausiliatrice, che chiamiamo oggi famiglia salesiana». Don Fernádez Artime ha poi ricordato la recente lettera di Papa Francesco alla famiglia salesiana, nella quale il Pontefice sottolinea il coraggio di don Bosco nello schierarsi sempre a fianco degli umili e il ruolo delle donne, come la madre di don Bosco, mamma Margherita, nell educazione e nella famiglia. «Siamo eredi di un grande uomo ha concluso il rettor maggiore un vero figlio del suo tempo e un vero tessitore della storia, un uomo straordinario, ma umile e in mezzo agli ultimi». ribadendo che «questa economia mondiale senza cuore non ha alcun riguardo per il bene e per le persone umane e serve unicamente ad arricchire ulteriormente i tanti ricchi e a impoverire ancora di più i poveri». Inoltre, ha ricordato come il Pontefice abbia più volte stigmatizzato l esercizio di una «un economia disumana». Per ovviare a questo, il cardinale ha spiegato che «bisogna cercare altre motivazioni, come saper dare agli altri senza ricevere nulla in cambio». Infine, il porporato ha fatto appello ai principi cristiani e ha avvertito che «quando non vengono rispettati si inizia a creare una società in cui prevalgono valori che spesso sono i meno umani. Ciò porta alle tragedie alle quali siamo testimoni ogni giorno perché sparisce il rispetto minimo per gli altri». E ha concluso esortando a «essere generosi con gli altri e fare del sap er d a re una gioia». Al termine della messa, i fedeli presenti hanno potuto ascoltare la recita dell An g e l u s del Papa, in cui Francesco ha salutato i giovani del Movimento giovanile salesiano e li ha incoraggiati a vivere «nel quotidiano la gioia del Vangelo, per generare speranza nel mondo».

7 lunedì-martedì agosto 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 La cattedrale è un segno visibile del mistero della Chiesa che, nella sua natura profonda, è tutto interiore. Lo ha ricordato il presidente emerito del Pontificio Consiglio della cultura, il cardinale Paul Poupard, inviato speciale di Papa Francesco alla celebrazione del millenario delle fondamenta della cattedrale di Strasburgo, svoltasi sabato 15 agosto. Nella sua omelia il porporato ha sottolineato come la monumentalità «senza timidezza» della cattedrale esprime «a meraviglia la vasta dimensione dell ospitalità che ci offre». Essa infatti «richiama, attira, orienta verso il mistero centrale, tutto d interiorità», dove l infinito di Dio «si manifesta nella piccolezza della sua vicinanza incarnata, l Emanuele, Dio fatto uomo nel grembo della Vergine Maria, con noi e per noi». La cattedrale è «dimora di Dio e dimora del popolo di Dio»; e in quanto tale è «la casa di Dio in mezzo alle case degli uomini e, allo stesso tempo, la casa degli uomini riuniti per accogliere il dono del Dio dell amore incarnato in Cristo e diffuso nello Spirito». Il cardinale ha poi ricordato come sia stato il vescovo Werner nell XI secolo a promuovere la costruzione dell edificio sacro, di cui «restano le fondamenta riutilizzate a partire dal 1277 dal vescovo Conrad di Lichtenberg». Da allora, fino ai nostri giorni, la cattedrale di Strasburgo non «ha mai smesso» di beneficiare «dell apporto dei creatori di arte sacra, per la bellezza delle celebrazioni liturgiche». Al tempo stesso, essa rappresenta una lode a Dio e il luogo del raduno dei fedeli attorno al pastore, «segno dell unità della Chiesa particolare di Strasburgo» affidata al mandato pastorale dei vescovi «di insegnare, battezzare, celebrare l Eucaristia, riunire e guidare il popolo di Dio». Questo anno giubilare, ha aggiunto, ha permesso «a molti fedeli alsaziani, nel vasto mondo della cultura, e al flusso ininterrotto di quattro milioni di visitatori, di scoprire o di riscoprire la grazia di questa cattedrale». Il cardinale ha anche dato spazio ai ricordi personali, raccontando di quando, sessant anni fa, giovane studente di teologia, venuto a Strasburgo per preparare la tesi di dottorato, ha scoperto questa cattedrale «unica al mondo»: da qui la sua «ammirazione continuamente riemergente e continuamente rinnovata in ognuno dei miei reiterati soggiorni in Alsazia». In questa occasione giubilare, ha proseguito il porporato, «siamo venuti, con un solo cuore e una sola anima, a ricordare la nostra storia tormentata, a professare la nostra fede presente e ad attestare la nostra grande speranza condivisa, ognuno di noi, pietra vivente, membro incomparabile del corpo di Cristo che è la Chiesa in cammino». Infatti, questo «specchio di pietre millenarie è per noi come uno slancio del tempo perituro, verso un oceano di eternità abissale». Il cardinale ha quindi ricordato una frase di Charles de Montalembert rivolta a Victor Hugo: «In questo luogo dove lei viene ad ammirare e sognare noi ci veniamo per pregare e per adorare». A questo proposito, ha sottolineato che la cattedrale monumentale di Strasburgo, «come un amante, ci attrae irresistibilmente, perché testimonia in modo visibile una realtà invisibile». Infatti, essa è «un simbolo eretto dalla terra verso il cielo, per accogliere un dono che viene dal cielo». Ed è anche il luogo «di un duplice mistero: il mistero di Per il millennio della cattedrale il cardinale Poupard inviato papale a Stra s b u rg o Casa di Dio tra le case degli uomini Dio incarnato in Gesù Cristo» che si dona «nella celebrazione del sacrificio eucaristico», e il mistero del popolo di Dio che «è la Chiesa, riunita attorno al vescovo e ai sacerdoti suoi collaboratori, per celebrare quel mistero pasquale che la fonda e la struttura, la nutre, la vivifica e dal quale trae la sua stessa vita». Una cattedrale «costruita per accogliere Dio, è anche degli uomini capaci di accogliere l uomo, ogni uomo, il mio simile, mio fratello, creato a immagine e a somiglianza di Dio»: possiamo definirla come «l ampliamento dell uomo, la fondazione di una città di pietre vive il cui cemento è l a m o re». Esprimendo gratitudine per quanti «con amore hanno edificato questa nave di luce» e per tutti coloro che «sono venuti ad attingervi luce e amore, tra le vicissitudini dei tempi e delle prove della vita», il porporato ha fatto riferimento alla solennità dell assunzione della Vergine e ha invitato a condividere in famiglia «la gioia della nostra Madre del cielo. Dopo le prove della passione e del calvario, lei ha ritrovato suo figlio, vivo, nell eternità di gioia e di amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». A questo proposito, il porporato ha messo in luce come Maria, «la prima in cammino, come noi amiamo cantarla», trascini l umanità «dietro a lei, attraverso le gioie e le sofferenze di cui ogni vita conosce il peso e il prezzo», verso «un eternità di felicità, di gioia e di amore, dove lei ci ha preceduti presso suo figlio». L inviato speciale del Papa ha ricordato come «in cielo abbiamo una Madre. Il cielo si è aperto, il cielo ha un cuore che ci ama e ci invita ad amarlo». Nel contemplare Maria e il suo volto, «intravediamo un poco la bellezza di Dio e la sua bontà, la sua tenerezza e la sua misericordia, che ci invita a condividere la sua vita, già nella Chiesa della terra, oggi, e un giorno, nella pienezza, nei cieli». Maria «è stata elevata al cielo corpo e anima»: dunque anche «per il corpo c è un posto in Dio. Il cielo non è più per noi un regno lontano e sconosciuto» da quando vi dimora la Vergine. «Ecco perché ha spiegato nelle litanie lauretane, invochiamo Maria come porta del cielo, janua coeli». Ogni madre di famiglia «tiene sempre spalancata la porta di casa per tutti i suoi figli, piccoli e grandi. È sempre felice di accoglierli, quali che siano i mutamenti della vita, e Dio sa se ce ne sono, in tutte le nostre famiglie». Lo stesso avviene nella famiglia di Dio. A «peccatori quali siamo noi tutti ha detto in conclusione il perdono viene dato nel sacramento della confessione, in cui confessiamo i nostri peccati». E la via della grazia ci è trasmessa nella comunione eucaristica in cui è Gesù stesso «a donarsi a noi, pane di vita, corpo resuscitato, fonte viva dell eternità, cielo che è nostra dimora definitiva, dopo i nostri traslochi terrestri, e dove Maria che ci ha preceduto ci attende». Il Papa incoraggia le opere di misericordia Accanto ai malati e ai morenti Il prossimo Giubileo straordinario della misericordia sarà «una buona occasione per intensificare la collaborazione tra i pastori e i laici nella missione di accudire con affetto e assistere con tenerezza gli ammalati e i moribondi». È l auspicio espresso da Papa Francesco in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin inviato a Manuel Martín Sjöberg, presidente del Servicio Sacerdotal de Urgencia, un esperienza nata nel 1952 nella città argentina di Córdoba con lo scopo di assicurare ai fedeli i sacramenti anche in orari in cui non è facile trovare un sacerdote. Assicurando il suo appoggio e il suo incoraggiamento all «opera di misericordia cristiana che, da sessant anni, realizzano i volontari della Federación de Servicios Sacerdotales de Urgencia y Nocturno», il Pontefice richiama la bolla giubilare Misericordiae vultus per ricordare che è necessario avvicinarsi ai bisognosi «perché sentano il calore della nostra presenza, della nostra amicizia e della nostra fraternità». Sulle opere di misericordia corporale e spirituale, infatti, «saremo giudicati» ammonisce Francesco «sapendo in ognuno di questi più piccoli è presente Cristo stesso». Guardando a santa Teresa d Ávila L essere viene prima dell a g i re di ZENON GRO CHOLEWSKI Santa Teresa d Ávila, di cui celebriamo il quinto centenario della nascita, è una persona affascinante. Il beato Paolo VI, proclamandola dottore della Chiesa, il 27 settembre 1970, esclamò pieno di ammirazione: «La vediamo apparire davanti a noi, come donna eccezionale, come religiosa, che, tutta velata di umiltà, di penitenza e di semplicità, irradia intorno a sé la fiamma della sua vitalità umana e della sua vivacità spirituale, e poi come riformatrice e fondatrice d uno storico e insigne ordine religioso, Maestra di vita Pubblichiamo, quasi per intero, l intervento che il cardinale prefetto emerito della Congregazione per l educazione cattolica ha tenuto recentemente ad Ávila nel corso del congresso interuniversitario dedicato a «Santa Teresa de Jesús, Maestra de Vida», in occasione del quinto centenario della nascita della santa mistica spagnola. e scrittrice genialissima e feconda, maestra di vita spirituale, contemplativa incomparabile e indefessamente attiva; Com è grande! com è unica! com è umana! com è attraente questa figura!». Nella vita di questa grande santa, infatti, colpiscono tre cose. In primo luogo, la sua straordinaria saggezza e intelligenza, nonostante non abbia compiuto alcuni studi superiori; saggezza che traspare nei suoi numerosi scritti: l Au t o b i o - g ra f i a, le Relazioni, il Cammino di Perfezione, il Castello interiore, che è la sua opera più celebre. Grazie al suo insegnamento, è rimasta per secoli, e rimane ancora, grande maestra di vita spirituale. Anzi, come ho già menzionato, il beato Paolo VI le ha conferito perfino il titolo di dottore della Chiesa. Ed è stata la prima donna insignita dalla Chiesa di un tale titolo. In seconda battuta, l immensa attività esterna diretta a riformare la Chiesa ferita dalla Riforma protestante. Come sappiamo, questa umile religiosa, spesso malata, ha istituito ben diciassette monasteri, il primo convento per i carmelitani scalzi insieme a san Giovanni della Croce, quattordici case per le carmelitane e, infine, ha compiuto la riforma del proprio ordine. La profonda vita mistica è, però, ciò che più colpisce nella sua vita. Soprattutto nella sua Au - t o b i o g ra f i a essa non solo espose il suo pensiero mistico, la cui espressione più alta è l estasi, ma descrive anche le proprie intense esperienze mistiche. Un artista, dovendo fare il ritratto di una persona, cerca di trovare ed esprimere ciò che la caratterizza principalmente. Da questo dipende la qualità del ritratto. Penso che la stupenda scultura di santa Teresa Ávila, realizzata dal grande Gian Lorenzo Bernini ( ), che si trova nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, è proprio l opera d arte che la raffigura nel suo e s s e re più profondo e più sublime: essere che non soltanto ha determinato la sua vita spirituale, ma anche la sua saggezza e la sua ricca attività esterna, ossia il suo agire. La scultura uno degli esempi più alti di arte barocca, considerata dalla critica come uno dei massimi capolavori del Bernini è la raffigurazione dell estasi di santa Teresa. La scena s ispira a un celebre passo della sua Au - t o b i o g ra f i a, in cui ella descrive una delle sue esperienze mistiche: «Il Signore, mentre ero in tale stato, volle alcune Gian Lorenzo Bernini, «Estasi di santa Teresa» ( ) volte favorirmi di questa visione: vedevo vicino a me, dal lato sinistro, un angelo in forma corporea. In questa visione piacque al Signore che lo vedessi così: non era grande, ma piccolo e molto bello, con il volto così acceso da sembrare uno degli angeli molto elevati in gerarchia che pare che brucino tutti in ardore divino. Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avesse un po di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio». Infatti, come è noto, il gruppo scultoreo del Bernini, molto espressivo e movimentato, rappresenta la santa rapita nell estasi mistica, giacente su una nuvola, a occhi chiusi, con la bocca leggermente aperta che emette un gemito. Di fronte a lei, un angelo con in mano una freccia infuocata dal divino amore in mano, la sovrasta e, sorridendo, si accinge, con aria tranquilla, a trafiggerle il cuore. Questa scena ha come sfondo un fascio di raggi dorati, inondati da una luce misteriosa, che cadendo da una finestra nascosta dai vetri gialli, ci rende consapevoli dell illuminazione divina in questa intensa esperienza soprannaturale. Si tratta quindi del momento culminante dell estasi. Penso che, in questo modo, il Bernini abbia colto la più profonda chiave di lettura della vita e dell attività della santa. La fervida unione con Cristo, infatti, è la fonte della sua saggezza. Più che con lo studio, si conosce Cristo e il suo messaggio con la contemplazione. Il beato Paolo VI, nell omelia menzionata, si pone la domanda: «Donde veniva a Teresa il tesoro della sua dottrina?». E dopo aver indicato diverse cose, pone una seconda domanda, questa volta solo retorica: «Ma era soltanto questa la sorgente della sua eminente dottrina? o non si devono riscontrare in santa Teresa atti, fatti, stati, che non provengono da lei, ma che da lei sono subiti, che sono cioè così sofferti e passivi, mistici nel vero senso della parola, da doverli attribuire a una azione straordinaria dello Spirito Santo?». Quindi il Pontefice continua: «Siamo indubbiamente davanti a un anima nella quale l iniziativa divina straordinaria si manifesta, e dalla quale essa è percepita e quindi descritta da Teresa, con un linguaggio letterario suo proprio, semplicemente, fedelmente, stupendamente». E, poco dopo osserva: «È l unione con Dio più intima e più forte che ad anima vivente in questa terra sia dato sperimentare; e che diventa luce, diventa sapienza; sapienza delle cose divine, sapienza delle cose umane». Non c è alcun dubbio che l intensa unione con Cristo di santa Teresa era anche la fonte del suo appassionato e zelante impegno per sanare le ferite della Chiesa attraverso la propagazione e la riforma coraggiosa della vita religiosa autentica e solida. «La sua esperienza mistica come ci ha ricordato Papa Francesco nel messaggio indirizzato al vescovo di Ávila in occasione dell ap ertura dell Anno giubilare teresiano non la separò dal mondo né dalle preoccupazioni della gente. Al contrario, le diede nuovo impulso e coraggio per l op e- rato e i doveri di ogni giorno. Lei visse le difficoltà del suo tempo senza cedere alla tentazione del lamento amaro, ma piuttosto accettandole nella fede come un opportunità per fare un passo avanti nel cammino». Qui si verifica la realizzazione di un motto caro ai domenicani, coniato da san Tommaso d Aquino: contemplari et contemplata aliis tradere ( contemplare e dare agli altri le cose contemplate ). In realtà, santa Teresa d Ávila ha condotto una vita di contemplazione il cui culmine è l estasi. E ciò che ha scritto e ha fatto era proprio la realizzazione delle cose prima contemplate. Quindi, considero la scultura di Gian Lorenzo Bernini la più sublime espressione artistica dell essere e dell agire di santa Teresa d Avila e, nello stesso tempo, un richiamo forte a una intensa vita interiore per poter realmente acquisire la saggezza e contribuire alla crescita della Chiesa con un apostolato efficace. Lutto nell episcopato Monsignor Rogelio Ricardo Livieres Piano, vescovo emerito di Ciudad del Este (Paraguay), è morto nella mattina di venerdì 14 agosto, nell Hospital Austral de Pilar, a Buenos Aires, dove era stato ricoverato per disturbi cardiaci, epatici e polmonari. Il compianto presule, del clero della Prelatura personale dell Opus Dei, era nato a Corrientes il 30 agosto 1945 ed era stato ordinato sacerdote il 15 agosto Nominato vescovo di Ciudad del Este il 12 luglio 2004, aveva ricevuto l o rd i n a z i o - ne episcopale il 3 ottobre successivo. Il 25 settembre 2014 aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi.

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì agosto 2015 «La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la credente, la grande credente». Lo ha sottolineato Papa Francesco all Angelus di sabato 15 agosto, solennità dell Assunta, recitato con i fedeli in piazza San Pietro. Cari fratelli e sorelle, buongiorno, e buona festa della Madonna. Oggi la Chiesa celebra una delle feste più importanti dedicate alla Beata Vergine Maria: la festa della sua Assunzione. Al termine della sua vita terrena, la Madre di Cristo è salita in anima e corpo al Cielo, cioè nella gloria della vita eterna, nella piena comunione con Dio. L odierna pagina del Vangelo (Lc 1, 39-56) ci presenta Maria che, subito dopo aver concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, si reca dall anziana parente Elisabetta, anch essa miracolosamente in attesa di un figlio. In questo incontro pieno di Spirito Santo, Maria esprime la sua gioia con il cantico del Ma g n i f i - cat, perché ha preso piena coscienza del significato delle grandi cose che si stanno realizzando nella sua vita: per mezzo di lei giunge a compimento tutta l attesa del suo popolo. Ma il Vangelo ci mostra anche qual è il motivo più vero della grandezza di Maria e della sua beatitudine: il motivo è la fede. Infatti Elisabetta la saluta con queste parole: «Beata colei che ha creduto nell adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1, 45). La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la credente, la grande credente; lei sa e lo dice che nella storia pesa la violenza dei prepotenti, l orgoglio dei ricchi, la tracotanza dei superbi. Tuttavia, Maria crede e proclama che Dio non lascia soli i suoi figli, umili e poveri, ma li soccorre con misericordia, con premura, rovesciando i potenti dai loro troni, disperdendo gli orgogliosi nelle trame del loro cuore. Questa è la fede della nostra Madre, questa è la fede di Maria! Il Cantico della Madonna ci lascia anche intuire il senso compiuto della vicenda di Maria: se la misericordia del Signore è il motore della storia, allora non poteva «conoscere la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita» (P re f a z i o ). Tutto questo non riguarda solo Maria. Le grandi cose fatte in lei dall Onnipotente ci toccano profondamente, ci parlano del nostro viaggio nella vita, ci ricordano la meta che ci attende: la casa del All Angelus dell Assunta La grande credente Dolore del Papa per la tragedia di Tianjin Padre. La nostra vita, vista alla luce di Maria assunta in Cielo, non è un vagabondare senza senso, ma è un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, ha una meta sicura: la casa di nostro Padre, che ci aspetta con amore. È bello pensare questo: che noi abbiamo un Padre che ci aspetta con amore, e che anche la nostra Madre Maria è lassù e ci aspetta con amore. Intanto, mentre trascorre la vita, Dio fa risplendere «per il suo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza» (ibid.). Quel segno ha un volto, quel segno ha un nome: il volto luminoso della Madre del Signore, il nome benedetto di Maria, la piena di grazia, perché ha creduto nella parola del Signore: la grande credente! Come membri della Chiesa, siamo destinati a condividere la gloria della nostra Madre, perché, grazie a Dio, anche noi crediamo nel sacrificio di Cristo sulla croce e, mediante il Battesimo, siamo inseriti in tale mistero di salvezza. Oggi tutti insieme la preghiamo, perché, mentre si snoda il nostro cammino su questa terra, lei rivolga a noi i suoi occhi misericordiosi, ci rischiari la strada, ci indichi la meta, e ci mostri dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del suo seno. E diciamo insieme: O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria! Al termine della preghiera mariana, prima di salutare i gruppi di fedeli presenti, il Pontefice ha assicurato la sua vicinanza alla popolazione di Tianjin, la città cinese devastata da una serie di esplosioni che hanno provocato numerose vittime. Cari fratelli e sorelle, Il cardinale Bozanić inviato papale al santuario di Sinj in Croazia Forza femminile «Il legame e la devozione del popolo croato verso la madre di Dio rimane il segnale che orienta il futuro di noi cristiani in Croazia, affinché non permettiamo che si separi la fede dagli eventi sociali e dall impegno per il bene; affinché non ci vergogniamo di testimoniare la verità del cielo nelle difficoltà terrene; affinché non rinneghiamo Dio e non perdiamo la fiducia in lui». Fede e vita quotidiana, intrecciate e coniugate con quella «forza femminile» di cui Maria è il primo esempio e di cui la Chiesa ha grande bisogno: su questo si è dipanata l omelia pronunciata il 15 agosto a Sinj, nell arcidiocesi di Spalato-Makarska (Croazia), dal cardinale Josip Bozanić, arcivescovo di Zagabria, inviato speciale del Papa per il terzo centenario del locale santuario della Madonna miracolosa. Ogni anno, in occasione della solennità dell Assunzione, il santuario accoglie centinaia di migliaia di pellegrini che dalla Croazia e dalla Bosnia ed Erzegovina giungono per rendere omaggio alla cosiddetta Madonna miracolosa di Sinj, raffigurata nella tela legata a un evento che ha segnato la storia locale. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1715, infatti, i militari turchi che da dieci giorni assediavano la città, pur avendo una schiacciante supremazia militare, si ritirarono e tornarono in Bosnia. Di fronte al pericolo turco, nella fortezza di Sinj i frati minori francescani avevano portato l effigie mariana e, naturalmente, il popolo attribuì all intercessione della madre di Dio l insperata liberazione. Gli stessi militari si Il mio pensiero va, in questo momento, alla popolazione della città di Tianjin, nella Cina settentrionale, dove alcune esplosioni nell area industriale hanno causato numerosi morti e feriti e ingenti danni. Assicuro la mia preghiera per coloro che hanno perso la vita e per tutte le persone provate da questa sciagura; il Signore dia sollievo ad esse e sostegno a quanti sono impegnati per alleviare le loro sofferenze. Saluto tutti voi, romani e pellegrini di diversi Paesi! Vi affido alla materna premura della nostra Madre, che vive nella gloria di Dio e sempre accompagna il nostro cammino. E come sarebbe bello che oggi voi poteste andare a visitare la Madonna, la Salus Populi Romani, a Santa Maria Maggiore: sarebbe un bel gesto. Vi ringrazio di essere venuti e vi auguro una buona festa della Madonna. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e a r r i v e d e rc i! La preghiera mariana domenicale dedicata all Eucaristia pane della vita D ove comincia il Cielo L Eucaristia è il «pane della vita» che ci fa «vivere in comunione reale con Gesù». All Angelus di domenica 16 agosto, in piazza San Pietro, il Papa ha preso spunto dal brano liturgico del Vangelo di Giovanni per tornare a parlare della comunione eucaristica, che «su questa terra ha ricordato ci fa già passare dalla morte alla vita»: infatti «il Cielo incomincia proprio in questa comunione con Gesù». Cari fratelli e sorelle, buongiorno! La «Madonna miracolosa» autotassarono per far realizzare la corona d o ro che oggi impreziosisce la venerata immagine. Di fronte a quel quadro nel quale come ha sottolineato il cardinale Bozanić Maria «non tiene in braccio Gesù, ma con lo sguardo raggiunge, chiama e abbraccia noi, la Chiesa», hanno pregato generazioni e generazioni di croati. E lo scorso 15 agosto erano quasi centomila i pellegrini che per un ora e mezzo hanno partecipato alla processione che dal santuario si è dipanata per le vie della città prima di giungere in piazza Franjo Tudjman, dove l inviato papale ha celebrato la messa. Con il cardinale hanno concelebrato, tra gli altri, l arcivescovo di Zadar, Želimir Puljić, presidente della Conferenza episcopale croata, molti vescovi locali, fra Petar Klapež, guardiano del santuario, e don Stjepan Ljubas, decano di Cetina e parroco di Trilj. Tra i fedeli c erano anche il presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarović, e le autorità cittadine e della contea. «Qui a Sinj ha detto il cardinale Bozanić si sente la lode alla femminilità che vive la pienezza della vita umana. Questa è la donna che con responsabilità sa accogliere le proprie forze, i doni e le possibilità, ma allo stesso tempo rimanere aperta alle ispirazioni di Dio e alla chiamata che è al di sopra delle conoscenze e capacità umane». Questa, ha continuato, «è la femminilità che nel corso della storia si è manifestata nella forza e nella tenerezza, nella generosità della maternità o nell accettazione della vocazione religiosa». Nella società croata, ha spiegato il porporato, c è bisogno proprio «della forza femminile che vive nella tenerezza e nell intuizione creativa; che difende la vita e manifesta la propria fede; che sa dire la verità in un modo che penetra nel profondo, senza rifiutare l uomo; che riconosce il pericolo, ma non teme di affrontare qualsiasi forza distruttiva; che richiama sulle deviazioni senza rinunciare alla comunione; che conosce i congedi e le attese, non perdendo la speranza nella gioia del ritorno». E ha concluso ricordando che il futuro del popolo croato dipende non dalle «ideologie che si basano solo su calcoli economici», ma dall «apertura al dono della vita» e dalla «difesa della famiglia e della vita umana nella famiglia». In queste domeniche la Liturgia ci sta proponendo, dal Vangelo di Giovanni, il discorso di Gesù sul Pane della vita, che è Lui stesso e che è anche il sacramento dell Eucaristia. Il brano di oggi (Gv 6, 51-58) presenta l ultima parte di tale discorso, e riferisce di alcuni tra la gente che si scandalizzano perché Gesù ha detto: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell ultimo giorno» (Gv 6, 54). Lo stupore degli ascoltatori è comprensibile; Gesù infatti usa lo stile tipico dei profeti per provocare nella gente e anche in noi delle domande e, alla fine, provocare una decisione. Anzitutto delle domande: che significa mangiare la carne e bere il sangue di Gesù?, è solo un immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? Per rispondere, bisogna intuire che cosa accade nel cuore di Gesù mentre spezza i pani per la folla affamata. Sapendo che dovrà morire in croce per noi, Gesù si identifica con quel pane spezzato e condiviso, ed esso diventa per Lui il segno del Sacrificio che lo attende. Questo processo ha il suo culmine nell Ultima Cena, dove il pane e il vino diventano realmente il suo Corpo e il suo Sangue. È l Eucaristia, che Gesù ci lascia con uno scopo preciso: che noi possiamo diventare una cosa sola con Lui. Infatti dice: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (v. 56). Quel r i m a n e re : Gesù in noi e noi in Gesù. La comunione è assimilazione: mangiando Lui, diventiamo come Lui. Ma questo richiede il nostro sì, la nostra adesione di fede. A volte si sente, riguardo alla santa Messa, questa obiezione: Ma a cosa serve la Messa? Io vado in chiesa quando me la sento, o prego meglio in solitudine. Ma l Eucaristia non è una preghiera privata o una bella esperienza spirituale, non è una semplice commemorazione di ciò che Gesù ha fatto nell Ultima Cena. Noi diciamo, per capire bene, che l Eucaristia è memoriale, ossia un gesto che attualizza e rende presente l evento della morte e risurrezione di Gesù: il pane è realmente il suo Corpo donato per noi, il vino è realmente il suo Sangue versato per noi. L Eucaristia è Gesù stesso che si dona interamente a noi. N u t r i rc i di Lui e d i m o ra re in Lui mediante la Comunione eucaristica, se lo facciamo con fede, trasforma la nostra vita, la trasforma in un dono a Dio e ai fratelli. Nutrirci di quel Pane di vita significa entrare in sintonia con il cuore di Cristo, assimilare le sue scelte, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. Significa entrare in un dinamismo di amore e diventare persone di pace, persone di perdono, di riconciliazione, di condivisione solidale. Le stesse cose che Gesù ha fatto. Gesù conclude il suo discorso con queste parole: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6, 58). Sì, vivere in comunione reale con Gesù su questa terra ci fa già passare dalla morte alla vita. Il Cielo incomincia proprio in questa comunione con Gesù. E in Cielo ci aspetta già Maria nostra Madre abbiamo celebrato Le nomine pubblicate oggi riguardano la Chiesa in Sudan e in Turchia. Michael Didi Adgum arcivescovo coadiutore di Khartoum (Sudan) ieri questo mistero. Lei ci ottenga la grazia di nutrirci sempre con fede di Gesù, Pane della vita. A conclusione della preghiera mariana il Pontefice ha salutato con queste parole i gruppi di fedeli presenti in piazza. Cari fratelli e sorelle, Nomine episcopali È nato il 1 gennaio 1959 a Engoth, in diocesi di El Obeid, nella regione dei Nuba Mountains, da una famiglia di religione tradizionale. Si è convertito all età di 16 anni, ricevendo a Khartoum il battesimo. Dopo le scuole primarie alla St. Joseph Technical School di Khartoum, e le secondarie al Comboni College di Khartoum e presso il St. Mary s National Seminary a Nazaret-Wau, è entrato nel seminario minore della capitale sudanese. Ha poi continuato gli studi al St. Paul s National Seminary di Busare-Wau ( ), a Munuki-Juba ( ) e a Khartoum ( ), dove è stato ordinato sacerdote il 10 maggio 1992 e incardinato nella medesima arcidiocesi. Dopo l o rd i n a - zione ha svolto il ministero pastorale nella parrocchia di Santa Bakita a Jabarona, occupandosi dei rifugiati ( ). Inviato successivamente a Roma, si è laureato in diritto canonico nel 2001, presso la Pontificia università Urbaniana. Al rientro dagli studi, è stato nominato membro del consiglio presbiterale e del collegio dei consultori ( ), quindi nel 2004 professore di diritto canonico e membro del Sudan Interreligious Council. Dal 2008 al 2010 è stato rettore del St. Paul s Major Seminary. Il 29 maggio 2010 Benedetto XVI l ha nominato vescovo coadiutore della diocesi di El Obeid, di cui è diventato ordinario il 28 ottobre vi saluto tutti con affetto, romani e pellegrini: le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni, i giovani. Saluto il gruppo folcloristico Organización de arte y cultura mexicana, i giovani di Verona che stanno vivendo un esperienza a Roma, e i fedeli di Beverare. Un saluto speciale rivolgo ai numerosi giovani del Movimento Giovanile Salesiano, radunati a Torino nei luoghi di San Giovanni Bosco per celebrare il bicentenario della sua nascita; li incoraggio a vivere nel quotidiano la gioia del Vangelo, per generare speranza nel mondo. A tutti auguro una buona domenica. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me! Buon pranzo e arrivederci! Jean Guitton, «Angeli contemplanti la Cena» (1970) Paolo Bizzeti vicario apostolico di Anatolia (Turchia) Nato a Firenze il 22 settembre 1947, ha conseguito la licenza in filosofia presso la Pontificia facoltà di filosofia Aloisianum di Gallarate, il baccalaureato in teologia presso la Pontificia facoltà teologica dell Italia meridionale e la laurea in lettere e filosofia presso l Alma Mater Studiorum di Bologna. È entrato nella Compagnia di Gesù il 22 novembre 1966; è stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1975 e ha emesso la professione solenne il 12 giugno Ha poi ricoperto i seguenti incarichi: delegato del padre provinciale per la pastorale vocazionale ( e ); superiore della Residentia B. A. Baldinucci a Firenze ( ); direttore del centro di spiritualità Villa San Giuseppe a Bologna ( ) e, nel 2007, direttore del corso di esercizi spirituali ai vescovi dell Emilia-Romagna; consultore della provincia d Italia e delegato del padre provinciale per la pastorale giovanile della provincia d Italia ( ); rettore dello scolasticato filosofico dell Aloisianum di Padova ( ). Dal 2007 a oggi è stato rettore della Patavina Residentia Antonianum e direttore del centro Antonianum per la formazione del laicato a Padova. È stato docente in diversi istituti e facoltà in Veneto ed Emilia Romagna. È specialista di questioni mediorientali. Ha fondato e guida diversi enti: l associazione Amici del Medio Oriente onlus, la comunità di famiglie Maranàtha, la Tavola pellegrini Medio Oriente. Dal 1990 a oggi, ha organizzato e guidato pellegrinaggi nei luoghi ignaziani in Spagna, Parigi, Roma. Ha pubblicato diversi articoli di tipo divulgativo su tematiche bibliche e pastorali.

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