Dove va Gilda con gli extraterrestri?

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3 Luciano Biondo Dove va Gilda con gli extraterrestri? UNIPOCLE UNIVERSITÀ POPOLARE COSTANTINO CLERICI

4 Copyright Luciano Gianni Stefano Biondo, Milano. 1 edizione: edizione riveduta: Edito dall autore - Incasso devoluto a: Unipocle (Università Popolare Costantino Clerici - Associazione s.s.d.l.) Milano, Via Raffaello Sanzio Copertina: Wallcovering Pubblicità S.r.l., Milano. Per aggiornamenti o commenti:

5 Solo que!o che sembrava impossibile, prima di avverarsi, merita di essere vissuto. (pag. 102) In questo racconto, cose vere sono presentate come fantasia e cose apparentemente fantastiche sono presentate come verità. Qual è il giusto confine fra la strada che percorrono tutti e quella in cui si muovono solo le favole? Ma, soprattutto, siamo sicuri che esista un confine? O, al contrario, la Verità può essere indagata solo da chi non ha paura di credere a ciò che, all'inizio, sembrava pura invenzione?

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7 L AUTOMOBILE BLU L'uomo si diresse proprio in quella direzione. Era solo, ma dopo poco qualcuno cominciò a seguirlo. Se ne aggiunse poi qualcun altro, mentre altri ancora si misero a seguire quelli che seguivano. I curiosi si misero ad andare da quella parte per vedere quelli che andavano da quella parte. I curiosi si evolsero in scienziati, che, giustamente, teorizzarono che si andava da quella parte. Il primo gruppo omogeneo fu quello dei fiancheggiatori, che non sarebbero voluti andare di là, ma ne furono obbligati per poter fiancheggiare. Si organizzarono anche i conservatori, che vollero valorizzare la tradizione: ormai andare in quella direzione era diventata un tradizione. Ma, per spirito di contraddizione, dopo i conservatori fortunatamente spuntarono gli innovatori. Gli innovatori vollero, in tutto e per tutto, essere più avanti dei conservatori, ma per poterlo fare con continuità, dovettero spostarsi nello stesso verso. Alcuni innovatori dettero vita all'opposizione, che, per trovar qualcuno che li ascoltasse mentre sostenevano che bisognava cambiare direzione, dovettero andare nella stessa direzione degli altri e gli altri trovarono facile obiettare che certamente non conveniva modificare la rotta, visto che coloro che proponevano di modificarla in realtà la mantenevano. Spuntarono le femministe a gracidare che sarebbe stato ingiusto se le donne non fossero potute andare dalla stessa parte degli uomini, seguite, con analoghi argomenti, dagli antirazzisti, dagli animalisti e da tutte le minoranze, inclusi i maniscalchi: ciò obbligò ad andare da quella parte anche i cavalli. Ed ecco i salutisti, che fecero rilevare che andare in direzione contraria sarebbe stato pericoloso, essendoci il rischio di scontrarsi con un cavallo. I politici fiutarono l'affare e misero tosto una tassa su tutti coloro che andavano da quella parte e subito dopo, per evitare evasioni, stabilirono che andare da quella parte era obbligatorio. I sacerdoti andarono dalla stessa parte col cestino della questua e, per giustificare il 1 - L automobile blu Pagina 7

8 proprio movimento, dichiararono che da quella parte ci si avvicinava a Dio. Il quale, non volendo essere disturbato, poiché aveva tutt'altro da fare, aveva creato la Terra a forma di sfera, cosicché, chi avesse voluto, avrebbe potuto continuare ad andare da quella parte, per l eternità. Erano ormai diventate poche, nell'anno 2024 (o era un altro anno? L autore del libro ammette di non ricordare bene), le persone capaci di esplorare nuove direzioni, di sviluppare un pensiero originale e libero da condizionamenti, ragionando con proprietà. Una di queste era la mia vecchia amica Gilda. Ella, mentre guidava la sua utilitaria truccata spyder verso casa, stava proprio ripensando ad una riunione col capufficio che, a suo modo di vedere, aveva due paraocchi grossi così e privilegiava le abitudini più paleozoiche rispetto alle idee creative e costruttive dei suoi collaboratori: un chiaro prototipo di quelle persone che, andando tutte e sempre dalla stessa parte, finivano col girare perennemente in tondo, senza arrivare mai in alcun luogo. Purtroppo non sappiamo dare il giusto significato alle cose, rifletteva Gilda. Ognuno giudica importante il proprio tornaconto, ma forse sarebbe più importante ancora costruire qualcosa di utile per tutti... Immersa in tali pensieri, Gilda non si accorse che stava superando un'automobile di colore blu, parcheggiata a bordo strada ed occupata da quattro persone che, stranamente, benché l auto fosse ferma da tempo, non dimostravano alcuna intenzione di scendere. Ma se ne è accorto l'autore di questo libro, che, per necessità della sua professione, deve osservare con attenzione tutti i dettagli. Prontamente lo segnalo, a tutti i lettori, come fatto della massima importanza ai fini di questa storia. Aggiungendo, tanto per agevolare il seguito della lettura, che, dei quattro che stazionavano a bordo, quello con i capelli blu si chiamava Marino, quello con i capelli verdi era Trifoglio e quello con i capelli rossi, ma proprio rosso scarlatto, portava inutilmente il nome di Canarino. C'era poi una donna, di cui non so dire il colore dei capelli, perché si ergeva sulla sua testa un berretto con visiera, che la qualificava come il capo del gruppo. Grassoccia, belloccia, morbiduccia. Gilda sarà la protagonista di questo libro. I lettori, di solito, esigono Pagina L automobile blu

9 che l'eroina del racconto sia bellissima o quantomeno straordinariamente sexy. In effetti, da giovane, Gilda era una delle migliori sbocciate nella fiorente cittadina di Vicocorto e dintorni. Ora, però, aveva passato la quarantina e, obiettivamente, l'apparenza non era la stessa. Si trattava, nondimeno, di una signora piacevolmente alta, mediamente robusta, capelli ed occhi nerissimi, curve per le quali un segnale stradale di quelli a forma di Z non sarebbe stato sprecato. Potremmo definirla una bellezza da italiana vera, molto diversa dalle filiformi modelle prodotte in serie nello stabilimento di Playboy e che, forse proprio per questo, veniva spesso osservata da passanti maschi con piacere sereno. Alcuni lettori, che ne hanno avuto notizia in un precedente romanzo dello stesso autore 1, mi pregano di ricordare che lavorava come venditrice per una Compagnia di Assicurazioni. Fatto. I problemi cominciarono perché Gilda dovette rallentare e poi fermarsi, per causa di quel semaforo che c'è poco prima del lungolago. Era uno di quei non rari semafori che non si riesce quasi mai a raggiungere quando sono sul verde. Mannaggia. Luogo ideale per un agguato. Alla sua sinistra, la affiancò una vettura grigio-scura: un carro funebre. Diede un'occhiata alla sua destra: un'insegna reclamizzava uno champagne assai costoso: "Si vive una volta sola". Diede un'occhiata allo specchietto retrovisore: un'automobile blu stava venendole addosso a tutta velocità. Gilda si rannicchiò, aspettando il botto. Ma botto non fu. Gilda si ritrovò seduta sul sedile posteriore, fra Canarino e Trifoglio, in un'auto blu che vedeva Marino alla guida con Criniera (si chiamava così, la donna col cappello) al suo fianco. Questi quattro li avevamo definiti "persone", ma forse l'autore del libro è stato precipitoso. I quattro avevano occhi dello stesso colore violento dei capelli e l'iride non era rotonda, bensì a forma di stella a cinque punte. Anche i denti, che i quattro mostravano aprendosi a sorrisi sinceri, replicavano il colore dominante. I piedi erano tondeggianti, simili a racchette da neve. La voce, metallica, come Gilda scoprì quando Cri- 1 Luciano Biondo: Gilda, venditrice geniale, Aidea, L automobile blu Pagina 9

10 niera iniziò a parlare per porgerle i saluti del gruppo. Buongiorno Gilda e benvenuta su questa astronave partita dal Pianeta RGB. Non abbia paura, la riporteremo a casa presto. Le presento Marino, Trifoglio e Canarino. Io sono Criniera. Chiuda pure la bocca, non c'é niente da stupirsi. Ora le spieghiamo tutto aggiunse Trifoglio. Eravamo a zonzo per questi sitemi solari e cercavamo una persona curiosa con cui fare due chiacchiere. Sa, noi ci leggiamo nel pensiero e chiacchierare, fra di noi, non risulta per nulla divertente. Lei ci ha colpito per i suoi pensieri completò la presentazione Canarino. Su questo pianeta tutti sembrano pensare le stesse cose, non avere valori validi, seguire il gregge. Lei ci sembrava un po' diversa dagli altri. Di noi, solo Criniera può leggere i pensieri dei terrestri. È lei che l'ha scelta. Però non deve sentirsi obbligata a venire con noi concluse Criniera, sorridendo violetto, nel senso che tale era il colore dei suoi denti e dei suoi occhi. Se lei vuole, la liberiamo subito. Che cosa preferisce, gradisce tornare immediatamente a casa sua o vuole che andiamo a farci un bel giro tutti insieme? Maremma suina! esclamò Gilda, che aveva un nonno di Livorno. E che me lo chiede anche? E quando mai mi ricapiterà? Andiamo! Gilda era fatta così. Bene, cioè. La macchina blu percorreva veloce il lungolago, poi svoltò a sinistra prendendo il lungo rettilineo che portava alla galleria. Alla fine del secolo scorso, questo manufatto fu accolto con entusiasmo dagli automobilisti, dato che permetteva di accorciare il percorso di molte miglia. Al giorno d'oggi, però, quasi nessuno vi passava più, perché la nuova autostrada era più larga e più veloce e soprattutto perché si era saputo che, usando alcune ben precise monete ugandesi di infimo valore, si riusciva a superare impunemente il casello automatico, evitando di pagare il pedaggio. Sul rettilineo l'automobile blu prese velocità e, poco prima della galleria, sterzò bruscamente a sinistra dirigendosi verso le rocce. Ma il lettore avveduto non si sarà emozionato per questo: ormai si è capito il trucco, l'automobile blu è in realtà un'astronave. E che altro poteva Pagina L automobile blu

11 essere, con quei tizi a bordo? Infatti, attraversò le rocce e di colpo Gilda, guardando fuori dai finestrini, vide un cielo stellato che si stendeva da tutte le parti, a destra, sinistra, sotto e sopra l'automobile blu. Figura Quanti cerchi ci sono? Dove la portiamo? Chiese Marino rivolto al gruppo. Dai, andiamo al Pianeta degli Effetti Speciali propose Canarino, che era il più giocherellone del gruppo, e già aveva sofferto quando, sulla Terra, era stata bocciata la sua proposta di andare a Disneyland. Può essere un buon punto di partenza per chi voglia scoprire la Verità ammise Trifoglio. Canarino ha delle idee eccellenti, anche se, talvolta, ho la sensazione che gli vengano per caso... approvò Criniera. Marino non disse niente, ma svoltò deciso verso il Pianeta degli Ef- 1 - L automobile blu Pagina 11

12 fetti Speciali. Dove, all'astroporto, furono accolti da un cartellone curioso: quello riportato nella figura 1.1. Che buffo! disse Gilda. I cerchi ci sono, ma non si riesce a vederli. Sembra che ce ne sia uno solo, e invece... sono quattro! Mentre sembra di vedere delle spirali, che non ci sono. E' una ben nota illusione ottica spiegò Marino. La figura è tale da ingannare i tuoi occhi. E questo è un fatto generale aggiunse Trifoglio. Una figura non è altro che un qualcosa che lancia un segnale che viene raccolto dai tuoi occhi. In questo caso, il segnale è fallace, cioè fa credere ai tuoi occhi qualcosa che non c'è. Non c'è molta differenza rispetto a un tizio che ti racconta una frottola: l'immagine usa un linguaggio visivo, il tizio un messaggio verbale, ma entrambi hanno lo stesso scopo: quello di imbrogliarti. Non è difficile imbrogliare un terrestre, si può farlo in mille modi. Quando, per imbrogliare, si usano discorsi, si sfruttano, soprattutto, errori di comprensione spiegò Marino. Quando si imbrogliano direttamente i cinque sensi, come avviene con l'illusione ottica, si sfruttano errori di percezione. Gli errori di comprensione sono più facili da scoprire. Quelli di percezione sono assai difficili da individuare. Se poi qualcuno riesce ad imbrogliare tutti e cinque i tuoi sensi contemporaneamente, diviene pressoché impossibile avvertire gli errori di percezione: almeno, diviene impossibile per un terrestre, dato che gli abitanti del tuo pianeta hanno la curiosa abitudine di credere ai loro sensi senza alcuna cautela, ritenendo che tutto ciò che possono vedere, toccare, misurare, esista veramente. Questo pianeta, su cui ti abbiamo portato, Canarino era intervenuto nel discorso è famoso proprio perché pieno di situazioni dove i tuoi sensi vengono truffati, e questo ti permette di avere una serie esperienze diversissime in poco tempo. Te ne faremo provare alcune. Vedrai che divertimento! I cinque uscirono dall auto, si sgranchirono le gambe, poi entrarono in un grande palazzo di colore ocra. Un'inserviente accolse il gruppo. In bella vista, c'erano cinque macchine da corsa Ferrari, di quelle usate in Formula 1. L'inserviente for- Pagina L automobile blu

13 nì loro casco e tuta. Ognuno salì su un'automobile diversa e si mise alla guida. Gilda era emozionata. Non aveva mai visto un bolide da corsa così da vicino. Salirci sopra, poi! L'inserviente le spiegò la funzione di alcuni comandi, e Gilda era lì che giocava a sognare di essere Alonso o Hamilton, quando l'inserviente le accese i motori... ed ella si trovò di colpo sulla pista di Monza. Provò a pigiare leggermente sull'acceleratore e la macchina schizzò di colpo in avanti. Si attaccò al freno, poi, dopo qualche tentativo, riuscì ad assestarsi ad una velocità turistica, poi provò ad accelerare un pochino, con prudenza... Riuscì a completare un giro, rischiando solo due volte di finire fuori strada. Ovviamente la sua velocità era ridicolmente bassa, ma, per fortuna, non c'era nessun altro sulla pista, così poté pian piano abituarsi alla situazione. Dopo cinque giri, cominciava già a poter correre a quasi 200 all'ora, e a quella velocità inanellò quattro o cinque giri. La macchina rispondeva gradevolmente ai comandi, il rombo dei motori conferiva un sapore d'avventura insieme con l'aria che soffiava in faccia. Poi si distrasse un attimo, vide tardi una cunetta, sterzò di colpo, fece un testa-coda... e finì fuori pista. Un ampio spazio di decelerazione sulla ghiaia e la protezione di pneumatici fecero sì che l'urto fosse sopportabile. Gilda si trovò un po' ammaccata, ma senza niente di rotto. Più tardi, fuori dal palazzo color ocra, commentò l'esperienza con i suoi compagni di viaggio. Come avete fatto portarmi a Monza e poi di nuovo qui in così poco tempo? Chiese Gilda. Semplice! Non ti sei spostata per niente. Siamo sempre rimasti qui. Ma come! Se ero a Monza, sul circuito, in una Formula 1! I tuoi sensi sono stati ingannati. Ma se io ho visto... Hai visto un film proiettato sulla visiera del casco. Un computer sceglieva le immagini da mostrare come conseguenza dei comandi che davi alla Ferrari. E il rombo dei motori? Allora, era un suono registrato? E l'aria che sentivo in faccia proveniva da un ventilatore? Esatto. 1 - L automobile blu Pagina 13

14 Si, ma io non ho solo visto, ho anche toccato... e quando sono finita fuori strada ho sentito il colpo e mi sono fatta male! Per davvero! Guarda qui... c è ancora il segno blu sulla mia spalla! L'aria che respiravi era solo nel casco. Al di fuori, c'era un gas speciale, dei laser ne modificavano la consistenza, così tu, allungando la mano, avevi la sensazione talora di incontrare un oggetto solido (lo stesso oggetto che contemporaneamente ti veniva proiettato sulla visiera), talora di muoverla nel vuoto (e in questo caso, nella visiera ti proiettavano spazio libero davanti a te). Non sei tu che sei andata contro la protezione dei pneumatici, è stata la tua tuta, che è stata opportunamente indurita su comando di un computer, che si è mossa di pochi millimetri verso di te, creandoti quel piccolo ematoma. Contemporaneamente, sulla visiera arrivavano le immagini dei pneumatici che si avvicinavano, nel casco veniva riprodotto un rumore adatto alla situazione e veniva introdotto anche odore di bruciato e, dopo l'urto, di benzina. Incredibile! E io che credevo... Guarda che un sistema simile esiste anche sulla Terra, lo usano, oltre che per addestrare i piloti, addirittura per mettere a punto i veicoli. Nel sistema terrestre, la simulazione è solo parziale: se guardi davanti a te ti sembra proprio di essere a Monza, se, invece, guardi all'indietro, vedi il padiglione dove è stato posto il simulatore. Ma è solo questione di tecnologia. Perfezionando il sistema, si possono ingannare tutti e cinque i sensi: contemporaneamente e ovunque essi si volgano. A questo punto, un terrestre crede inevitabilmente di essere in un mondo reale. Invece, è immerso in quello che, voi terrestri, chiamate "mondo virtuale". Il principio di base è semplicissimo: basta inviare ai cinque sensi dei segnali adatti: e il povero abitante terrestre è, come suol dirsi, bellamente turlupinato. I cinque amici (se non si diventa amici dopo esperienze del genere, vuol dire che siete in un mondo dove l'amicizia non esiste) si divisero, entrando in vari palazzi, in ognuno dei quali era simulato un mondo virtuale diverso. Gilda capitò in un mondo simile al nostro, ma dove tutti gli abitanti, e quindi anche Gilda, erano capaci di volare. Pagina L automobile blu

15 Il primo impulso fu di fare un volo sul posto, ammirando la città dall'alto. Sotto di lei, molte automobili erano invischiate in colossali ingorghi (in realtà, dentro le automobili non c'era nessuno, perché tutti si spostavano volando, ma la regia aveva messo automobili semoventesi sulle strade, perché così volare dava maggiore soddisfazione). Poi Gilda cominciò a posarsi sui davanzali delle finestre, per curiosare e sentire i discorsi di chi abitava dentro. Infine si decise per un bel giro turistico, che la portò a vedere il Gran Canyon del Colorado da una posizione dalla quale non l'aveva mai visto nessuno. Marino optò per un mondo di avventure. Era un marinaio a caccia della balena Moby Dick, e doveva cavarsela con gli strumenti a disposizione nel Tornò tutto soddisfatto, aveva ucciso due balene e per di più aveva sconfitto il terribile pirata Karkan. Unico inconveniente: gli era rimasto l'odore del grasso di balena nei capelli. Trifoglio scelse di andare in un Universo dove non esistevano stelle e pianeti, ma discoteche che navigavano nello spazio. Musica eccellente, ragazze bellissime e disinvolte, whisky a fiumi. Criniera optò per un sesso sfrenato. Fece l'amore con molti uomini, tutti fascinosi e prestanti, e il bello era che non c'era da preoccuparsi delle malattie o di altre conseguenze negative. Canarino tornò quattro ore dopo gli altri: questi si guardarono negli occhi, e non gli fecero domande. Meglio limitarsi a leggere nel pensiero di Canarino: ne aveva combinate tante, che a descriverle a parole ci sarebbero volute delle ore. Fu a questo punto che a Gilda venne un dubbio. I mondi virtuali che abbiamo visitato sembravano reali. Adesso siamo qui, vicino all'astroporto dove siamo arrivati con la nostra, anzi vostra, automobile blu. Ma questo pianeta, questo astroporto, sono reali? O sono virtuali? Magari uno dei mondi che abbiamo considerato virtuali è invece reale, e questo che io credevo reale è virtuale. Come faccio a sapere qual è il mondo reale, e quali sono quelli virtuali, se tutti, a me, sembrano essere reali? Complimenti, Gilda! le rispose Criniera. Sono felice di aver scelto te, là, sulla Terra, vicino al lago. Hai fatto una domanda molto intelligente. Trifoglio, spiegale pure tutto! 1 - L automobile blu Pagina 15

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17 L INFORMAZIONE Trifoglio, prima di essere assunto nel GEPS (Gruppo Esplorativo Perditempo Spaziali), aveva fatto per due anni il maestro elementare, così toccava sempre a lui dare spiegazioni, ove occorresse. Sappiamo con certezza che il circuito di Monza, il Pianeta del Sesso Sfrenato e, in generale, quelli che si trovano vicino all'astroporto, sono mondi "finti". Lo sappiamo semplicemente perché così ha dichiarato l architetto che li ha costruiti. Tra l'altro, sono simulazioni non sempre perfette, le hanno messe vicino all'astroporto proprio perché i turisti si possano abituare ad esse, prima di passare ad esperienze ancora più coinvolgenti. Quanto agli altri mondi virtuali, come l'universo delle Discoteche ed altri ancora, temo sia difficile dire se sono mondi virtuali o mondi reali. In base a quale criterio potremmo mai distinguerli? Tu, Gilda, per esempio, che cosa intendi per mondo reale? Oh bella, il mondo reale è uno reale, cioè... Gilda cominciò ad accorgersi che non sapeva rispondere. E' una cosa curiosa: la scienza dei terrestri ha risposto a molte domande difficilissime, ma ha lasciato indietro quelle più facili e (purtroppo) basilari. Beh, diciamo che il mondo è reale, se le cose ci sono, se la materia esiste veramente. Non è reale se ci sono solo informazioni che arrivano ai nostri sensi, senza la materia dietro. Ahi ahi ahi! la rimproverò Trifoglio, sei proprio fuori strada. Come fai a dire che le cose ci sono? Che c'è la materia veramente? Beh, perché la vedo, la tocco... Vedi? Un terrestre può basarsi solo sui cinque sensi. O su strumenti, che però non sono altro che il prolungamento, il potenziamento dei medesimi sensi. I sensi possono essere ingannati. Non è assolutamente possibile sapere se i tuoi sensi ti mostrano la verità oppure no. Maremma suina! Ma l'umanità è andata avanti fino ad adesso senza accorgersene? 2 - L informazione Pagina 17

18 No, se ne erano accorti in tanti, anche se non tutti ne hanno lasciato traccia. Il primo, di cui sappiamo che aveva posto il problema, fu un certo Protagora, un filosofo greco vissuto fra il 481 e il 414 a.c. Ma l'osservazione di Protagora non ebbe molta fortuna commerciale, e Protagora preferì continuare la sua carriera disquisendo di altri argomenti. Vedi, i terrestri sono animali che tendono ad andare tutti dalla stessa parte, quando c'è un voce fuori dal coro, i terrestri facilmente la ignorano. Beh, commentò Gilda quando la maggioranza ritiene diversamente, avrà le sue buone ragioni... Basarsi sulla maggioranza è quasi sempre un'idea pessima! intervenne Canarino. Ma come? si stupì Gilda. È la democrazia. È un buon sistema! Trifoglio, spiegagli perché! In una qualunque popolazione, il parere della maggioranza è quasi sempre uguale al parere medio. Il parere medio, per definizione, è mediocre. I grandi geni non possono avere gli stessi pensieri della maggioranza, altrimenti come faresti a dire che sono dei geni? Se sono dei geni si distinguono, per distinguersi devono avere dei pareri diversi da quelli della massa. E i geni sono pochi! aggiunse Gilda, cercando di recuperare una posizione di prestigio nel dialogo. Assolutamente no. I geni sono numerosissimi, però, i più, si dimostrano geni in qualcosa di limitato. Per esempio, puoi essere certa che tutti i lettori di questo libro conoscono qualcosa, magari una cosa sola e piccola piccola, molto meglio di chiunque altro al mondo. Tuttavia, salvo situazioni particolari (che fortunatamente esistono), non sono apprezzati per questo, perché viene apprezzato solo quello che è conforme al parere della maggioranza. Allora la dittatura è meglio della democrazia? chiese Gilda, che stava perdendo il filo del discorso. Non ho detto questo. Affidarsi al parere della maggioranza può essere una scelta ottimale per certe situazioni e certi obiettivi, può essere l'opzione "meno peggio" in altre circostanze, può essere una scelta sbagliata o addirittura una iattura in altre circostanze ancora. Pagina L informazione

19 Se l'obiettivo è la ricerca della Verità, è una scelta molto poco efficiente. Diciamolo pure: una delle peggiori scelte possibili. Nondimeno, è quella che il consesso umano ha scelto per quanto riguarda la gestione del progresso delle scienze. E che danni avrebbe causato? Più d'uno. Ci limiteremo a un esempio. Pensa che alcune delle scoperte di Galileo e Copernico erano state anticipate dai filosofi greci, quasi duemila anni prima. Ma l'umanità non ci ha creduto, o (il che, in fondo, è lo stesso) non le ha giudicate importanti, per circa duemila anni. E non credere che il problema sia risolto! aggiunse Criniera. Ancora oggi, circa un quarto dei terrestri è convinto che il sole giri attorno alla terra. Opinioni di questo tipo non sono diffuse solo fra persone di bassa cultura. Oltre il 60% degli studenti quindicenni italiani non sa dare una spiegazione plausibile dell'alternarsi del giorno e della notte! 1 Così tutti geni, per campare, si adeguano riprese Trifoglio. Si adattano al parere della maggioranza, rinunciando a sostenere le proprie idee innovative. In questo, certo, non si dimostrano certo geni: si mettono ad andare dalla stessa parte, come tutti gli altri. Dopo questa digressione, Trifoglio tornò al problema dei mondi virtuali e dei mondi reali. L'esistenza della materia non può essere assunta come punto di partenza certo e innegabile. Al contrario, è indubbio che ai nostri organi di senso arrivano delle informazioni. Sulla base di esse, il nostro cervello deduce che la materia esista. È una deduzione, che potrebbe sì essere corretta, ma, ahimè, anche errata, come hai sperimentato tu stessa nel finto circuito di Monza. Purtroppo, basandosi sui sensi non è possibile sapere se siamo immersi in un universo virtuale o in uno reale. L'unica cosa sicuramente reale è l'informazione, cioè quell'insieme di segnali che pervengono ai nostri organi di senso. Gilda si illuminò in volto. Ma allora anche il nostro mondo po- 1 Indagine OCSE-PISA L informazione Pagina 19

20 trebbe essere virtuale? La mia casa? Il lago di Vicocorto? I pianeti, le stelle, l'universo... tutto virtuale? Potrebbe. Nooooo! Non ci credo. E' assurdo! Impossibile! Questa, che tu hai detto, è, appunto, l'opinione della maggioranza. Ma il mondo c'è, è reale! Potrebbe esserci. Non l ho certamente escluso. Lo ripeto: basandosi sui sensi, non è possibile sapere se siamo immersi in un universo virtuale o in uno reale. Su questo, proprio non ci piove: ingannare i sensi è possibile, anzi, per certi aspetti, addirittura facile. Riuscire a ingannarli più o meno bene è solo una questione di sviluppo tecnologico. Per quel che ci dicono i sensi, dunque, il nostro mondo potrebbe essere reale, ma anche virtuale. L'unica cosa certa è che esiste l'informazione, ovvero i segnali che raggiungono i sensi. Per andare oltre, nella scoperta della Verità, bisogna affidarsi al ragionamento. Però, per farlo, aggiunse sorridendo bisogna anche conoscere da dove viene e come funziona la capacità di ragionare. Altrimenti, si cade dalla padella nella brace: dopo aver evitato di credere ciecamente ai sensi, finiremmo a credere ciecamente alle deduzioni. Vedi, per noi è più facile. Nel nostro pianeta RGB, per motivi del tutto casuali, abbiamo scoperto alcune cose che sulla Terra non sono ancora note. E, relativamente al nostro Universo, che cosa avete scoperto? Che è un Universo virtuale. O, per essere più precisi: è un Universo che esiste realmente, ma è diverso da quello che i nostri sensi ci inducono a credere. Mi state prendendo per i fondelli! Ragazza mia, ma che cosa ti aspettavi? intervenne Criniera con tutta la sua autorità. Guarda l Universo. Non vedi quanto è grande? E ovvio che, da qualche parte, ci dovranno pur essere degli esseri più evoluti rispetto ai terrestri. E se ne incontri quattro, è ovvio che ti diranno qualcosa che gli scienziati terrestri non conoscono ancora. Mi riferisco agli scienziati famosi, quelli che vanno in televisione e scrivono sui giornali. Di persone, poi, che ritengono che le spiegazioni ufficiali siano qua Pagina L informazione

21 e là discutibili, ne trovi certo più d uno: ma non fanno parte della maggioranza, sono o i geni o i pazzi. E anche se pazzi, in questo caso avrebbero ragione. Le nostre conoscenze non sono la Verità, ma qualcosa che è più vicina alla Verità delle conoscenze che i terrestri possiedono. Non ci stai più? Dobbiamo riportarti a casa? Che facciamo? Eh, no! Ormai sono in ballo e voglio ballare. Continuiamo! Decisa a proseguire, Gilda si sentì però libera di fare obiezioni. Scusate un po'. Ma se il mondo è virtuale, gli scienziati hanno sbagliato tutto? Sono tutti degli stupidi? La tesi mi appare davvero inverosimile. Infatti, non hanno sbagliato nulla. Marino si era incaricato di rispondere. Lo scopo della scienza non è quello di cercare la Verità. La scienza deve produrre utilità. Non ha alcuna importanza se le conclusioni della scienza sono vere o no: l'importante è che siano utili. Mi spiego con un esempio. Tempo addietro, gli scienziati avevano stabilito che il giorno dura 24 ore. Ciò, invece, non è affatto vero, come gli scienziati stessi hanno scoperto successivamente: la durata di una giornata non è rigorosamente uguale per tutti i giorni. Però, il ritenere che la durata fosse uguale ci ha permesso di ideare gli orologi con tutto quel che segue: possibilità di prendere appuntamenti, poter misurare il tempo di cottura della pasta, essere in grado di confrontare le prestazioni di due automobili diverse, ecc. Una scoperta non vera della scienza è risultata utilissima. Per chi mastica la fisica un po' di più, per un lungo periodo si è creduto che il movimento dei corpi fosse retto dalla formula la forza è uguale alla massa moltiplicata per l'accelerazione. Grazie a questa scoperta, che è alla base del cosiddetta meccanica classica, si sono potuti costruire una quantità enorme di macchinari diversi tra loro, tutti utilissimi per vivere meglio. Successivamente, gli scienziati si sono corretti, ed hanno proposto la teoria della meccanica quantistica. Ma ciò non significa che il loro lavoro precedente fosse sbagliato : esso, invece, ha permesso un progresso dell'umanità davvero consistente. Anzi, in molte situazioni 2 - L informazione Pagina 21

22 si preferisce ragionare, anche oggi, come se la meccanica classica fosse del tutto corretta: i calcoli si semplificano, diventando così alla portata di una mente umana, e diviene possibile raggiungere ulteriori risultati utili. Il compito di scoprire la Verità fa parte della filosofia o, se preferisci, della teologia. Queste discipline si avvalgono, naturalmente, anche delle conoscenze derivanti dalla scienza, ma le usano per un fine diverso. Potremmo dire che il compito della scienza è fornire conoscenze atte a sviluppare la tecnologia. La tecnologia, a sua volta, serve a produrre vari oggetti che ci fanno vivere meglio. Una scienza è buona se permette di sviluppare una tecnologia che apporta molti benefici, è "scadente" in caso contrario. Giusto e sbagliato sono aggettivi che nella scienza non hanno senso. Sono usati, ma a sproposito. La scienza deve essere utile. Quante cose... Voi mi state sconvolgendo non poco! bofonchiò Gilda, quasi tra sé e sé. Ti ricordi della prima volta che sei stata in aereo? chiese Trifoglio. Sì, ma che c'entra? Poi te lo spiego. Che cosa ricordi? Un'esperienza bellissima. Anche sconvolgente, direi. Vedere tutte le cose dall'alto, vederle tutte diverse da come ero abituata a vederle. E le nubi viste dall'alto, col sole che vi batte sopra? Tutte diverse dalle stesse nubi viste dal basso! Dal basso, certe nubi sembrano delle barriere, e invece l'aereo vi passa attraverso... Vedi? Quando cambia li punto di osservazione, tutto appare nuovo e diverso, anche se le cose sono le stesse che hai sempre osservato. Questo vale per gli oggetti, ma anche per i concetti. Quando rifletti, ed esamini le tue esperienze, le regole, le conoscenze da un punto di vista diverso, senza lasciarti condizionare da quello che pensano gli altri, esse ti appaiono del tutto differenti, praticamente nuove. Spesso, ti portano a conclusioni in contrasto con quello che avevi sempre pensato, come le nuvole che, dal basso, ti parevano delle barriere e invece ci si può passare attraverso. Vedere le cose da molti punti di vista diversi, e non solo da uno, è presupposto indispensabile se vuoi Pagina L informazione

23 sperare di scoprire la Verità. Gli sconvolgimenti che ciò comporta possono risultare fastidiosi, ma possono risultare anche entusiasmanti. Ti dirò di più: diventano fastidiosi oppure entusiasmanti... a seconda del punto di vista da cui li esamini! Voi mi dite che l'unica cosa che esiste è l'informazione. Ma che cosa è l'informazione? chiese Gilda. A scuola mi avevano parlato di un emittente e di un ricevente, poi l'emittente inviava un segnale e il ricevente lo riceveva... qualcosa del genere! È la teoria di Shannon. Shannon era un terrestre e, come tutti i terrestri, terribilmente homocentrico. I terrestri, pur avendo scoperto quanto sia vasto e vario l'universo, continuano a considerare l'uomo al centro dell'universo. Il difetto della teoria di Shannon è che i protagonisti sono l'emittente e il ricevente, mentre il segnale è subordinato, mentre sarebbe più corretto il contrario. Per facilitarti, però, rinunceremo a cavillare: partiamo pure dalla teoria di Shannon: c'è un emittente che invia un segnale e un ricevente che lo riceve. Shannon individuò la possibilità, anzi, la certezza, di disturbi di trasmissione e studiò a lungo questo aspetto. Se l'emittente invia un'onda sinusoidale, il ricevente riceverà un'onda non perfettamente sinusoidale. Il che è interessante, ma molto meno importante di un'altra cosa: che significato ha un'onda sinusoidale? L'informazione è tale solo se contempla un significato. Se io trasmetto la seguente sequenza di lettere: XPGD a un ricevente di lingua italiana, questi non attribuisce a tali lettere alcun significato. Se trasmetto, invece, la seguente sequenza di lettere: LIBRO, questa ha un significato. La maggioranza degli scienziati si è soffermata sulla costituzione dei messaggi e non sul loro significato. Per esempio, le neuroscienze vi sanno spiegare per bene che cosa avviene quando un fascio di luce, proveniente da una lampadina, colpisce i vostri occhi. Il fascio di luce è un segnale di tipo elettrico che colpisce la retina posta sul fondo dei vostri bulbi oculari. Qui, alcune cellule vengono attivate dal segnale ed altre no. Il segnale è diventato un segnale differente: prima era un fascio di luce, ora è un segnale di tipo diverso che passa nel nervo ottico. La costituzione di questo nuovo segnale assomiglia a un 2 - L informazione Pagina 23

24 inventario di cellule attivate e di cellule non attivate. Questo "inventario" viene trasmesso ad altre cellule, che si trovano nel cervello. Anche qui, alcune cellule si attivano, in quanto chiamate in causa dall'inventario e altre no. Ad un certo punto, avviene un fenomeno curioso: la cellula A attiva la B, la B attiva la C, la C attiva la D... e la Z attiva la A (che nel frattempo si era messa a riposo), che attiva nuovamente la B e così via. Si forma un comunicazione che circola lungo un anello molte volte: il fenomeno acquisisce così una certa (limitata ma ben avvertibile) stabilità nel tempo. Se vediamo una oggetto differente, alla fine, nel nostro cervello si formerà un anello di comunicazione diverso dal precedente. Ogni possibile visione attiva un anello diverso. Abbiamo semplificato molto, ma il meccanismo è questo. Ora nasce un quesito: perché, dopo che la comunicazione si è instaurata nell'anello, noi possiamo affermare: "Ho visto una lampadina?" Chi ha stabilito che l'attivazione di quel tal anello ha il significato di "lampadina" e non, per esempio, di "dromedario"? Chi ha creato il significato? Con quale processo? I terrestri hanno fatto molte interessanti scoperte su quale forma fisica abbiano i segnali che viaggiano all'interno di un corpo umano, fra una cellula e l'altra: segnali elettrici, chimici, formazione di sinapsi, ioni, proteine... ma non hanno dedicato altrettante energie al significato di questi segnali. Perché questi segnali, come tutti segnali degni di questo nome, viaggiano da un emittente a un ricevente portando con sé un significato. Se il ricevente reagisce al segnale, vuol dire che ha interpretato il significato e vi ha dato la risposta che riteneva opportuna. Vuoi dire che l'intelligenza è caratteristica non solo dell'uomo nel suo complesso, ma anche delle singole cellule, considerate a sé stanti? Se ritieni che l'intelligenza sia la capacità di reagire in maniera conveniente alle informazioni in arrivo, la risposta è sì. La combriccola si accingeva a salire sulla macchina blu, pronta a riprendere il viaggio. Andiamo! ordinò Criniera. Ma dov'è finito Canarino? Pagina L informazione

25 Il professore che aveva avuto Canarino come allievo, all'istituto Tecnico, se lo ricorda ancora benissimo. Intelligente ed indisciplinato alla massima potenza. Delle due caratteristiche, era stata certamente la seconda quella che aveva impresso un ricordo indelebile nella mente del povero tapino. Mentre Trifoglio e Marino erudivano Gilda, Canarino si era sentito in un'aula scolastica. Naturalmente, ne era fuggito subito. Così lo ritroviamo in un bar, che si trovava nei pressi, al centro di un crocchio di giovanotti, cui stava raccontando un avventura del dott. Aurelio Peperone, che si era recato in una profumeria per... Balda e spavalda, la Commessa della Profumeria attendeva sorridente i clienti in mezzo a tutte le bottigliette colorate, quando entrò il dott. Aurelio Peperone. Mi servirebbe un dopobarba disse il il dott. Peperone. La Commessa armeggiò nella vetrina, poi prese la mano del dott. Peperone e gli spruzzò un po' di spray sul polso. Annusi, senta che buon profumo! Che cosa le fa pensare che io abbia la mano che puzza? chiese il dott. Peperone. Ehm, no... non volevo dire questo... ciangottò la Commessa con un certo imbarazzo. In effetti potevo avere la mano che puzza, dato che non l'avevo annusata. Ma adesso come faccio a sapere se avevo la mano che puzza? Per questo le chiedevo che cosa le faceva pensare che io avessi la mano che puzza, prima che lei ci spargesse sopra il profumo. Ma non è profumo. E' il dopobarba. Si spruzza sul mento. E che cosa le fa pensare che io avessi il mento che puzza? Ma che dice... cominciò a balbettare la Commessa. In effetti potrei avere il mento che puzza. Il polso, volendo, avrei potuto annusarlo, ma il mento no. Come si fa ad annusare il proprio mento? Per questo le chiedevo che cosa le fa pensare che avessi il mento che puzza. Ma io non penso che lei abbia il mento che puzza! Infatti mi ha messo il dopobarba sul polso. Evidentemente lei 2 - L informazione Pagina 25

26 pensa che ho il mento che puzza e che la barba mi cresca sul polso. Signorina, è sicura di sentirsi bene? Sì, no, certo, appunto... Ricominciamo. Lei ha bisogno di un dopobarba, vero? No. Come no? Lei è entrato dicendo "Mi serve un dopobarba"! Certo, mi serviva un dopobarba. Perché avevo appena fatto la barba. Adesso, al massimo, mi servirebbe un dopo dopobarba. Ma se non mi vende il dopobarba, come faccio a mettere il dopo dopobarba? E poi, ce lo avete un dopo dopobarba? La Commessa ebbe un lampo di orgoglio. Prese una crema e la porse al dott. Peperone. Questa la può mettere anche tre giorni dopo che si è fatta la barba! Impossibile rispose il dott. Peperone. Io mi faccio la barba tutti i giorni. Posso mettere una crema fino a 24 ore dopo aver fatto la barba. Non un minuto di più. Poi faccio la barba. Non mi serve proprio una crema che si può mettere dopo tre giorni da che ho fatto la barba. Lei, signorina, è un po' debole nella psicologia di vendita! Così protestando, il dott. Peperone uscì dal negozio. Pagina L informazione

27 LE VALLI DELLE SCIENZE A proposito di segnali. L'astronave filava tranquilla nello spazio, e lo spettacolo delle galassie, visto da lì, era davvero affascinante. Ma un persistente bip-bip attirò l'attenzione dei viaggiatori. Il carburante è ormai in riserva, dobbiamo scendere a fare rifornimento! annunciò Marino. Nei pressi, galleggiava nello spazio vuoto un pianeta di media grandezza, che pareva ospitale. L'automobile blu si diresse verso di esso e atterrò su un'autostrada ricca di autogrill. Fecero il pieno di benzatomio super: "Chi fa il pieno va sano e va lontano!" canticchiò Marino, parafrasando un proverbio dei terrestri. L'occasione fu gradita a tutti per sostare al bar a bere qualcosa. Un succo di ananas per Gilda, un succo di olio di finocchio per gli altri quattro. Tutti e cinque ben ghiacciati. Mentre si rinfrescavano con le rispettive bibite, un cartello pubblicitario attirò la loro attenzione: Gita turistica alle Valli delle Scienze. Partenza dal cortile retrostante ogni 10 minuti, in elicottero. Ci svolazziamo un po' su questo pianeta? propose Canarino. Ma sì acconsentì Criniera. Non è male se facciamo raffreddare un po' i motori della nostra macchina blu. Così i cinque naviganti spaziali uscirono dall'autogrill e raggiunsero una specie di elicottero a pale, che sostava nel piazzale situato dietro il bar. Salirono altri quattro o cinque altri personaggi, piuttosto anonimi, infine entrò nel veicolo una ragazza alta e bionda, dai capelli lunghissimi e gli occhi azzurri, che indossava un indumento simile a una gonna nella metà superiore ed uno simile a dei pantaloni nella metà inferiore. La ragazza richiuse il portellone e iniziò a parlare, rivelando di essere, evidentemente, la guida turistica addetta alle spiegazioni. Quasi tutti gli abitanti di quasi tutti i pianeti ella parlava con voce squillante, ma dolce credono di sapere che cosa sia una 3 - Le valli delle scienze Pagina 27

28 scienza. Alzi la mano chi ritiene di sapermelo spiegare in poche parole. Nessuno osò proporsi. Una scienza è un'insieme di conoscenze ordinate secondo logica. Ciò significa che si sfrutta una capacità degli esseri viventi, chiamata Pensiero Logico. Questa è una delle possibili procedure che serve all'uomo per pensare. Nel Pensiero Logico le varie conoscenze sono fra loro collegate, da una potendosi dedurre un'altra e da questa un'altra ancora. Ma non esiste un punto di partenza e uno di arrivo: come in un gigantesco puzzle senza bordi esterni, in cui ad un pezzo può esserne collegato un altro e così via all'infinito, il pensiero logico collega fra loro le idee: quello che importa nel puzzle è che tutti i pezzi adiacenti si incastrino correttamente; quello che conta, nel Pensiero Logico, è che tutte le idee che vi abitano possano essere collegate mediante le regole della logica, senza che una vada in contrasto con le altre. Al ritorno della gita, nella biglietteria, potete acquistare alcuni volumi che spiegano in dettaglio come funziona il Pensiero Logico negli esseri viventi 1. Dopo una breve interruzione, astutamente praticata affinché la divagazione pubblicitaria restasse ben impressa nella mente dei turisti, la ragazza bionda proseguì. La procedura di collegamento non ha un inizio e una fine, hanno, però, un punto di partenza e uno di arrivo i pensieri degli esseri viventi che la utilizzano: e questo è vero sia nei casi in cui l'interessato se ne renda conto, sia in quelli in cui non se ne accorge. La scienza, quindi, ha un punto di partenza e un punto di arrivo. E' un po' complicato obiettò Marino. Che cos'è questa storia di un pensiero che non ha punti di partenza e di arrivo, poi invece saltano fuori? Mi spiego meglio. L'uomo vuole pensare. Quando lo fa, vuole sapere se ciò che pensa è giusto o sbagliato. Un modo di pensare è farlo affidandosi alla logica. La logica ritiene che i pensieri siano giusti 1 Luciano Biondo - Cinematica della Genialità (I tre Tipi di Pensiero) - Aidea Vedi anche: Luciano Biondo - Come si studia all Università - Vol. 2: Lo sviluppo della personalità e delle capacità manageriali - Led Zanichelli Pagina Le valli delle scienze

29 quando si collegano l'un l'altro senza contraddirsi mai. Parti da un'idea, ne deduci un'altra e poi un'altra ancora, e così via. A un certo punto arrivi all'idea che ti serviva. La logica dice: tutte le idee che hai dedotto sono giuste se non vanno mai in contraddizione con le altre idee che albergano già nella tua testa e nemmeno con quelle che vi albergheranno in futuro. Fin qui è chiaro. Se due idee sono in contraddizione, almeno una delle due deve essere sbagliata. Il secondo concetto che ho introdotto è questo: l'idea da cui parti e quella cui vuoi arrivare non sono obbligatorie. La logica non ti impone punti di partenza e di arrivo, li lascia scegliere a te. Se stai inventando una teoria scientifica, deciderai tu quali sono le idee di partenza della teoria, così come sceglierai tu quello che ti serve, cioè le idee cui vorresti arrivare, con deduzioni successive. E' chiaro? Sì, ora sì. Bravo, Marino. In premio, mi tolgo un indumento. La ragazza bionda si tolse i pantaloni, mettendo in evidenza una sensuale calzamaglia nera. Il punto di arrivo proseguì la ragazza bionda è il più facile da capire. Esso è quello che, nel linguaggio comune, viene chiamato obiettivo. Tutte le scienze hanno lo stesso obiettivo (dichiarato o meno che sia): metterci in grado di prevedere il futuro. Infatti la scienza ha lo scopo di prevedere l'andamento di un avvenimento (che viene chiamato esperimento scientifico ), che sarà realizzato solo dopo la previsione. La scienza viene ritenuta corretta se l'esperimento conferma la previsione. Si può allora prevedere quali saranno i numeri dell'enalotto che usciranno la settimana prossima? chiese subito Canarino. Se tu riuscissi a prevederli, avresti inventato un nuovo tipo di scienza. Finora nessuno, però, ci è riuscito. Altri tipi di previsioni, però, la scienza riesce effettivamente a farle. Anche se riguardano temi meno vistosi, possono essere previsioni importantissime. Per esempio, alcuni tecnici hanno disegnato l'elicottero su cui voliamo ora. Poi, utilizzando una scienza chiamata dinamica, hanno previsto che un elicottero così costruito avrebbe potuto volare. L'elicotte- 3 - Le valli delle scienze Pagina 29

30 ro è stato poi effettivamente costruito e, come vedi, sta volando, la previsione era stata azzeccata. Se non avessimo avuto questa capacità di previsione, avremmo costruito un elicottero senza sapere se fosse in grado di volare: tu ci saresti salito sopra? Certamente no! Appunto. Tutti progressi che sono stati fatti dagli abitanti dei vari pianeti hanno seguito questo schema: una scienza ha previsto come bisogna fare per realizzare un avvenimento che prima non era ancora accaduto e, se questo avvenimento era gradito, qualcuno ha seguito le istruzioni e lo ha fatto accadere. Così come hanno fatto costruire questo elicottero, hanno potuto costruire, andando a colpo sicuro, tutti i macchinari, gli strumenti e gli oggetti in genere di cui ci avvaliamo quotidianamente. Grazie alla scienza, si può puntare un cannone, oppure un generatore di raggi x, prevedendo come bisogna puntarlo per riuscire a colpire il nemico, per ucciderlo, o una lastra fotografia, per evidenziare l'eventuale frattura di un osso. L'obiettivo, dunque, è prevedere il futuro. E il punto di partenza qual è? Nelle applicazioni pratiche del Pensiero Logico, un punto di partenza è necessario, perché la logica è basata sulle deduzioni, e ci vuole almeno un'idea per poterne dedurre un'altra. Il punto di partenza sono delle idee ritenute vere a buon senso. Sono sostanzialmente dei preconcetti. La parola preconcetto ha un significato sovente negativo, ma qui non c'è niente di negativo. Sono concetti che "vengono prima" che si inizi il processo di deduzione. Un preconcetto frequentemente usato è che i sensi diano una rappresentazione veritiera dell'esterno. Un altro è che il tempo non possa scorrere all'indietro. Un altro ancora è che due rette parallele non si incontrino mai. Un altro ancora è che nulla possa viaggiare alla velocità superiore a quella della luce nel vuoto. Ogni scienza si sceglie i suoi, uno o, generalmente, più di uno. E come si fa a sapere se la scelta è stata giusta? chiese Trifoglio. Non si può saperlo con certezza. Si può però usare tali preconcetti per prevedere eventi futuri. Se la previsione ci azzecca, il preconcetto viene ritenuto giusto. Resta sempre la possibilità, ovviamente, che un giorno o l'altro si incontri una previsione che poi non si Pagina Le valli delle scienze

31 avvera: allora il preconcetto viene ritenuto sbagliato e lo si corregge. Questo è avvenuto molte volte, in passato: a causa della disponibilità di strumenti di misura più precisi, si è scoperto che alcune previsioni le quali, misurate con una certa approssimazione, sembravano realizzarsi, in realtà non si realizzavano affatto. I risultati degli esperimenti erano simili, ma non identici alla previsione. Così varie teorie scientifiche sono state sostituite da altre, più esatte. Peraltro, molte delle "vecchie" teorie non sono state buttate via. Non sempre interessa avere una precisione al milionesimo di millimetro: spesso una precisione a spanne è più che sufficiente ai fini pratici e le teorie vecchie, di solito, obbligano a calcoli molto più semplici delle nuove. Ma la scienza non deve spiegare gli avvenimenti accaduti? chiese Gilda. Alle volte si dice che una scienza è tale se riesce a spiegare gli avvenimenti. E' una dizione molto imprecisa, accettabile nel parlare quotidiano, ma assolutamente inaccettabile sul piano scientifico rigoroso. Spiegare gli avvenimenti passati è condizione necessaria per una scienza, ma non sufficiente. Una scienza deve essere in grado di prevedere l'esito di esperimenti non ancora avvenuti: deve allora senz'altro spiegare gli esperimenti già avvenuti (altrimenti non riuscirebbe a prevedere correttamente l'esito di esperimenti nuovi identici a quelli già avvenuti), ma deve prevedere anche l'esito di esperimenti diversi e del tutto nuovi (altrimenti non servirebbe a nulla). Certo che il termine pregiudizi ha proprio una connotazione negativa. Non si potrebbe cambiarlo? Già fatto: il nome tecnico, infatti, è postulati : affermazioni di cui si postula, cioè si richiede, che siano vere. Mentre posava il microfono sul tavolo, la ragazza sollevò quella specie di gonna che le copriva il petto, poi se la tolse del tutto. Aveva un reggiseno bianco di seta, ben riempito, che incontrò l'approvazione di molti dei presenti. L'elicottero, nel frattempo, era giunto sul luogo di destinazione. Sotto di esso, si potevano chiaramente vedere delle valli lussureggianti. 3 - Le valli delle scienze Pagina 31

32 Le Valli delle Scienze sono sotto di voi riprese la ragazza bionda. Si chiamano così perché sono fatte quasi come una scienza. Quelli che vedete al centro delle valli sembrano fiumi, ma non sono fiumi. Adesso vi facciamo vedere perché. L'elicottero scese a terra sul bordo di quello che pareva un fiume. Esso non conteneva acqua, ma una quantità molto grande di piccolissime palline di plastica trasparenti. Dentro ogni pallina c'era qualcosa: un'immagine, un suono, delle parole, un profumo, un'emozione. Le palline erano legate a due a due, come le ciliegie, e rotolavano a valle, aumentando di numero man mano che scendevano verso il basso. Le palline non sono altro che delle idee, delle conoscenze spiegò la ragazza bionda. Sono fatte a coppie: un evento, cioè un fatto (realmente avvenuto o ipotetico) e il suo significato. Nel frattempo tutti erano risaliti sull'elicottero, che aveva ripreso velocemente quota. Adesso ci dirigiamo verso una sorgente. Qui ci sono poche palline: sono i postulati. Da essi derivano altre palline, che aumentano di numero e cominciano a scendere verso valle. Man mano che si scende, le conoscenze aumentano, correlandosi fra di loro e permettendo deduzioni numerosissime. Pian piano finiscono al mare, anch'esso fatto, in realtà, di palline. I mari costituiscono la conoscenza collettiva di una società. La valle, invece, rappresenta l insieme di conoscenze che una persona può teoricamente sviluppare, partendo dai postulati. L'elicottero si spostò in avanti. Quella che vedete sotto di voi è la Valle della Chimica. La teoria atomica di Dalton ha tre postulati: tutta la materia è fatta di atomi, atomi uguali hanno uguali proprietà, gli atomi non si modificano durante una reazione chimica. La valle è molto ampia e, come vedete, davvero ricca di frutti. Ora invece stiamo sorvolando la Valle dei Numeri. I numeri, sì, proprio quelli che utilizziamo continuamente, si basano su quattro postulati. Ve ne dico uno, a titolo di esempio, affinché vi rendiate conto di quanto sono banali: esso dice che, dato un numero, esiste il successivo. O, se preferite dire lo stesso postulato in un'altro modo, a Pagina Le valli delle scienze

33 qualunque numero è sempre possibile sommare 1. Partendo da quattro affermazioni di tale semplicità, è stato possibile costruire tutto il sistema dei numeri. La valle è stretta e impervia, perché la materia è difficile. Ma diventa ampia e pianeggiante verso la foce, perché utilizzare i numeri, una volta che il sistema è stato definito, è relativamente facile, come ben sapete tutti. Sotto di voi c'è ora una valle assai importante: è quella della Meccanica Classica. Due sole coppie di palline alla sorgente, due soli postulati: le due leggi di Newton. Ma da essi sono state tratte realizzazioni importantissime per l'umanità. A fianco, c è la Valle dell'elettromagnetismo, che parte dalle quattro leggi di Maxwell. Le due valli confluiscono in una: i due fiumi, se possiamo chiamarli così, si uniscono prima di giungere al mare, dando origine alla Valle della Fisica Classica. Ben diversa dalla valle della Fisica Quantistica, che potete vedere più in là, una gola profonda in cui si avventurano in pochi. Più avanti potete ammirare le Valli dell'etica. Sono assai numerose. Quelle verso la nostra posizione hanno in comune che, fra i postulati, c'è l'esistenza di un Dio. Quelle rivolte nel senso opposto sono quelle degli atei. Ora stiamo sorvolando la Valle Tolemaica. Il suo postulato principale era che la terra fosse ferma, al centro dell'universo. Un tempo la valle era molto frequentata. Ora, invece, vi rimangono alcuni nostalgici. Il fiume si è inaridito, al mare giunge solo un filo di palline. Ci sono molte valli che sono ancor più disabitate. Quella che vedete ora, apparteneva a una tribù di selvaggi, conteneva, praticamente, solo le conoscenze dello Stregone del villaggio. Come vedete è una valle piccola piccola, ma anch'essa ha dato il suo contributo alla storia dell'universo. Così dicendo, si tolse la calzamaglia e restò solo con un tanga davvero piccolo piccolo. Guardò i turisti maschi ad uno ad uno ammiccando maliziosamente. I postulati sono la sorgente e danno origine alle conoscenze racchiuse in tutta la valle. E' meglio che siano pochi o tanti? chiese Gilda. E' meglio che siano pochi rispose la ragazza bionda. Se sono 3 - Le valli delle scienze Pagina 33

34 pochi, è meno probabile che, deducendo da essi altre conoscenze, ci si possa trovare con idee in contrasto l'una con l'altra, il che costituirebbe la morte della teoria scientifica. Quella che vedi qui sotto è la Valle di Sinestra. Essa ha un solo postulato: che nell'universo conosciuto l'informazione esiste e si muove, con velocità inferiore a quella della luce nel vuoto. E' incredibile quante conoscenze possano essere dedotte da questa sola affermazione. In effetti, la valle è la più grande del nostro pianeta e il fiume ha molti affluenti: le conoscenze deducibili da quell'unico postulato riguardano fisica, psicologia, sociologia, semantica, teologia ed altro ancora. Una valle bellissima. E perché c'è sempre tanta gente verso la foce dei fiumi, e poca verso le sorgenti? chiese ancora Gilda. L'ho osservato in tutte le valli. Alla foce ci sono le deduzioni più vicine alla pratica quotidiana. Quelle le capiscono quasi tutti. Per questo, lì ci sono molte persone. Chi è riuscito a risalire alla sorgente, invece, è il padrone della scienza. Egli è come se sapesse tutto, perché dai postulati che lui è riuscito a individuare si può dedurre tutta la scienza: si può raggiungere, discendendo, qualunque punto della valle. In mezzo ci sono persone che stanno risalendo il fiume: sono persone istruite, ma ancora non padroni di tutta la valle: sono padroni solo della parte che sta in basso rispetto a loro. La logica è proprio come un fiume: è facile fare ragionamenti deduttivi, cioè scendere verso valle; è difficile risalire la corrente, cioè fare ragionamenti induttivi. Per fare un esempio banale: se ho cinque mele e poi ancora altre cinque mele, è facile dedurre che ho dieci mele: è un ragionamento in discesa. Se l'idea di partenza è che ho dieci mele, invece, non posso dire con certezza come le ho messe insieme: potevano essere cinque mele poi cinque, ma anche tre più sette, oppure otto e poi una e poi una... come si fa a trovare la verità? E' difficile, è un ragionamento in salita. Se io so che un oggetto davanti a me è un treno, e so che i treni sono veloci, posso dedurre che l'oggetto che ho davanti ai miei occhi è veloce. Ma se il punto di partenza è diverso, se so che l'oggetto davanti Pagina Le valli delle scienze

35 a me è veloce e so che i treni sono veloci, non posso affermare con certezza che tale oggetto sia un treno. La logica ha una direzione, conoscere le cose discendendo la corrente è facile, scoprire la verità risalendola è difficile. Addirittura impossibile, per molti, se qualcuno non li aiuta con l insegnamento. Per questo, man mano che risali la valle, ci vedrai sempre meno abitanti. Ma l'istruzione, la scuola, l'apprendimento, non aiutano? chiese Gilda. Figura Avendo fede in un insegnante che, ripetutamente, ti porta un po più su lungo il fiume della conoscenza, puoi percorrere tutto il fiume in discesa, risalendo fino alla sorgente. Aiutano, ma hanno bisogno di un ingrediente indispensabile e purtroppo raro, al giorno d oggi: la fede. L'insegnante ti dice che cosa c'è un po' più a monte di dove sei tu: se hai fede in lui, ti ritrovi un po' più in su nel percorso del fiume, da lì puoi ridiscendere verso valle (questo è facile) raggiungendo nuovamente la tua posizione di partenza: ciò ti serve a verificare che il salto ti aveva portato sullo stesso fiume e non su un altro corso d'acqua. Uscendo dalla metafora, veri- 3 - Le valli delle scienze Pagina 35

36 fichi tutti i passaggi, i teoremi, le deduzioni che permettono di collegare il punto di partenza con quello in cui l insegnante ti ha portato, ma lo fai seguendo la corrente, non in senso inverso (figura 3.1). Così sei diventata padrona di un tratto di fiume e ci sei riuscita andando in discesa, il che è facile, e non dovendo risalire la corrente: operazione per la quale, probabilmente, non avresti avuto abbastanza forze. Con buoni insegnanti, e con molta fede, puoi risalire tutto il fiume fino alla sorgente, andando sempre in discesa. Interessante il paragone... ma in pratica, che cosa succede? chiese Gilda, con un pizzico di sfacciataggine. In pratica, ti devi scegliere un buon insegnante e credergli ciecamente. Questo non è assolutamente un invito a prestar fede a chiunque, sia chiaro. Ma, se l insegnante era un buon insegnante e se gli hai creduto davvero, le esperienze della vita (oppure alcuni calcoli matematici oppure alcune deduzioni logiche, secondo la materia in questione) ti permetteranno di verificare, rapidamente e senza fatica, che l insegnante ti ha raccontato la verità e che tu sei nel giusto. Rapidamente e senza fatica, perché percorri il fiume della scienza in discesa. Se, invece, ascolti l insegnante in maniera scettica e dubitando, dovrai trovarti la verità da sola. Dovrai risalire il fiume controcorrente. Per mancanza di tempo o altre volte (sia detto senza offesa) per insufficiente talento, è probabile che tu non ci riesca e che, quindi, tu rimanga presso la foce del fiume, senza riuscire a risalirlo. Al giorno d'oggi, la fede è scarsa e l'ignoranza può, con molta facilità, confinare moltissima gente vicino alla foce. Senza fede, nessuno può andare lontano. Grazie, ora mi è più chiaro! disse sorridendo Gilda. Nel frattempo, l'elicottero, finito il suo giro, era tornato al piazzale dietro all'autogrill. La ragazza bionda salutò i turisti complimentandosi con loro. Forse non ci rivedremo più, ma voglio fare una cosa che vi aiuti a ricordarvi di me! disse ella: e si tolse reggiseno e tanga, girando su se stessa per lasciarsi ammirare da tutti i lati. Poi si tolse anche la pelle. Restarono dei tubi e dei circuiti: la ragazza bionda era un robot. Pagina Le valli delle scienze

37 I SIGNIFICATI La comitiva decollò e riprese a navigare nello spazio immenso. Marino innestò il pilota automatico e si volse verso Gilda, chiedendole un commento. La gita in elicottero è stata davvero molto interessante ammise Gilda, ma c è una cosa che non ho capito. Perché le palline erano a due a due, come le ciliegie? La ragazza-robot l ha spiegato, ma non mi è risultato chiaro. Trifoglio, intervenne Marino, tu che sei bravo a spiegare, non potresti trovare un esempio? Con gli esempi è più facile capire i concetti! Trifoglio si grattò la testa per qualche minuto, poi iniziò a parlare. Una delle due palline conteneva un evento, cioè qualcosa di oggettivo che è accaduto: per esempio, un semaforo è diventato rosso. L altra, il suo significato: bisogna fermarsi. Potremmo dire, in prima approssimazione, che il significato è l interpretazione da dare all evento. Nell Universo circola l informazione ed essa è tale in quanto possiede dei significati. Ma da dove vengono i significati? Chi li stabilisce? E se uno non è d accordo? E se un evento non ha un significato, che cosa succede? Rispondere a domande come queste è fondamentale per avvicinarsi alla Verità. Eppure, la materia è stata ampiamente trascurata: poche sono le opere significative su questo argomento e, per di più, poco conosciute. I significati sono la principale causa che determina le deformazioni percettive, cioè quelle situazioni in cui i sensi vengono ingannati. Supponi di star viaggiando in automobile e di incontrare un semaforo di colore rosa magenta. Quasi tutte le persone vedono, invece, un semaforo rosso. Non è che pensino è magenta, ma è come se fosse rosso. No, proprio lo vedono rosso: questo perché un semaforo ros- 4 - I significati Pagina 37

38 so, nella loro testa, ha un significato che ha senso nel contesto, mentre un semaforo magenta non lo avrebbe. Così la vista viene ingannata e le persone vedono il semaforo come se fosse davvero rosso. In Italia, puoi osservare un altro esempio molto evidente: prova a guardare, la domenica sera, i vari esperti di calcio che, in televisione, commentano la moviola delle partite. Esaminando la discussione, capirai subito che, sovente, non stanno discutendo l interpretazione da dare, secondo regolamento del gioco del calcio, a un unico fatto che hanno visto tutti, ma che stanno discutendo animatamente in quanto ognuno ha proprio visto una successione differente degli avvenimenti. L evento può avere un significato positivo o negativo per la squadra del cuore, e questo fa sì che la vista degli esperti, che sono tutti anche tifosi, sia palesemente ingannata, in modo da vedere quello il cui significato sia favorevole per la loro squadra preferita. Ti ho raccontato questo solo per darti un idea dell importanza dei significati. E un argomento che, se necessario, riprenderemo più avanti. Quanto al calcio, sul pianeta RGB c è una squadra sola e tifiamo tutti per quella: ciò ci fa risparmiare un sacco di tempo in discussioni inutili. Anche sulla Terra gli epistemologi intervenne Canarino si sono accorti che il significato dipende da molte cose, che essi hanno riassunto nel termine contesto oppure cornice oppure cultura. Prova a indovinare: che cosa hanno in comune le seguenti parole? Ago, fine, tale, mare, dare, care, cane 1. Non lo sai? Sì che lo sai, pensaci! Non lo sai? Ci rinunci? Ti lascio ancora un momento. Niente? Te lo dico io: sono tutte parole che in italiano hanno un significato e in inglese hanno un significato diverso. Divertente, no? Quello dei significati è un argomento complesso riprese Trifoglio e molti suoi aspetti, sulla terra, sono tuttora ignorati (o, quanto meno, non sufficientemente evidenziati). Un significato, per avere senso, deve essere condiviso fra coloro che 1 Piccolo dettaglio tratto dal meraviglioso libro di Marianella Sclavi: Arte di ascoltare e mondi possibili, Le Vespe Editore, Pescara, Pagina I significati

39 comunicano. Qui comincia la prima complicazione: due persone che intendono comunicare non possono stabilire un significato. Chiarisco meglio: due persone, che si incontrino per la prima volta e che non abbiano nulla in comune, non possono stabilire un significato condiviso. Immagina di incontrare un marziano. Tu non sai nulla di lui e lui non sa nulla di te. Tu vuoi dimostrare di essere una persona pacifica e amichevole e, a questo scopo, sorridi. Ma il marziano, come interpreterà tale movimento del viso? Magari, su Marte, il sorriso è indicatore di odio. Il marziano muove un dito: che cosa vorrà dire? E impossibile, per te, saperlo. Supponi di voler chiedere al marziano di spostarsi a destra: ma come fate ad accordarvi su quale è la destra o la sinistra? Potresti rispondere: glielo spiego alzando il braccio destro. Ma per lui è giusto dare attenzione al braccio alzato o quello che sta fermo? Per stabilire un significato, bisogna che sia presente, sul posto, una terza persona: il suo compito sarà quello di fare da arbitro per verificare che, ad un certo gesto, entrambi diate lo stesso significato. Perché si determini un significato, bisogna essere in tre. Almeno in tre,per la precisione. Nella pratica, i significati sono stabiliti dalla società in cui ciascuno vive: la cosiddetta etnia. La società emargina coloro che non danno ai comportamenti, alle parole, agli avvenimenti, il significato stabilito dalla società: in questo modo, lo impone a tutti. Tutti dobbiamo essere d accordo per forza. Se due persone hanno già dei significati in comune, la situazione è diversa rispetto a quella che abbiamo ipotizzato con te e il marziano. Per esempio, supponi che tu e un tuo amico abbiate in comune una lingua. Un linguaggio è proprio un abbinamento fra parole e significati, come per le palline delle Valli delle Scienze (o come per le ciliegie). Tu e il tuo amico potete stabilire nuovi significati. Nella scelta, però siete limitati da ciò che potete esprimere a parole: il nuovo significato sarà necessariamente una combinazione di parole, cioè una combinazione di significati che la società in cui vivete ha precedentemente stabilito. Ancora una volta, il terzo ente ha fatto pesare la sua opinione. La vostra operazione di creare un nuovo significato, poi, risulterà di ben scarsa utilità se il resto della società non lo con- 4 - I significati Pagina 39

40 divide. Quindi, anche in questo caso è sempre la società che crea i significati. La creazione di significati richiede, dunque, l esistenza di qualcun altro : è un affermazione di tipo generale, che riprenderemo quando parleremo delle reti. C è un altra complicazione continuò Trifoglio. Nel fare l esempio, ti ho detto: il semaforo è diventato rosso è l evento e bisogna fermarsi è il significato. In realtà, anche il semaforo è diventato rosso è un significato. Una descrizione di ciò che è avvenuto è una combinazione di parole e ciascuna di esse è un significato. Quello che è avvenuto è che una informazione proveniente dall esterno ha fatto sì che alcune cellule del tuo cervello si scambino informazioni lungo un anello, come indicato a pagina 24. Allora potremmo dire: l evento è che le cellule del cervello si scambiano informazioni e c è un informazione che gira in continuazione attraverso alcune cellule formanti un anello. A questo evento possiamo dare due significati: il semaforo è diventato rosso e bisogna fermarsi. I significati sono interpretazioni dell evento: in termini tecnici, si chiamano decodifiche dell evento. Il più delle volte ne usiamo due, ma potrebbero essere molte di più. Altri significati potrebbero infatti essere: ci deve essere la presenza di energia elettrica oppure è stato spostato un interruttore. I significati, che permettono a una persona di pensare, sono un convenzione stabilita da un società. Perciò, se vuoi capire come funziona un cervello umano, non puoi esimerti dallo studiare il funzionamento della società. E, a pagina 20, ti avevamo spiegato che, se non si capisce come funziona il nostro cervello, non si può andare avanti nella ricerca della Verità. Mi sta venendo un bel mal di testa commentò Gilda. Aspetta, non ho ancora finito! la avvertì Trifoglio. Avevo detto che l evento è che le cellule del cervello si scambiano informazioni e c è un informazione che gira in continuazione attraverso alcune cellule formanti un anello. In realtà, anche questo è un significato, perché è una descrizione a parole, che si basa su significati. Noi siamo Pagina I significati

41 schiavi dei significati: è come nei frattali 2, più cerchi di andare a fondo e più scopri ulteriori significati. Non voglio entrare in troppi particolari ora, ma ti posso anticipare che sono significati le descrizioni, le relazioni, i modelli e le notazioni simboliche 3. Se vuoi saperne di più, ti rimando ad appositi testi 4. Concludendo: i terrestri si basano sui sensi, che sono ingannabili e difficilmente forniscono una rappresentazione corretta del mondo esterno, poi devono dare un significato a ciò che i sensi trasmettono loro, senza sapere che cosa è un significato: e adesso scopriamo che i significati che i terrestri usano solo solo una convenzione, quindi del tutto opinabile. Con questi strumenti, i terrestri si sono fatti un idea dell Universo come reale, mentre è soltanto un Universo virtuale, un qualcosa che esiste solo nelle teste di alcuni abitanti dell Universo. E tutti gli altri abitanti dell Universo? Anch essi usano dei significati, ma possono averli stabiliti secondo criteri assolutamente diversi da quelli in uso sulla Terra. Gli umani sono così sprovveduti da pensare che eventuali esseri intelligenti debbano avvalersi degli stessi significati, delle stesse categorie, delle stesse logiche, degli stessi modelli, delle stesse notazioni simboliche. Per questo non riconoscono le intelligenze altrui, pur essendovi immersi. Finché non supereranno questo loro limite, i terrestri non riusciranno mai a creare i traduttori automatici, cha fanno da interpreti fra i loro linguaggi e i linguaggi di altri esseri. Sul pianeta RGB, invece, abbiamo fatto questo già da alcuni anni. Ma... se la scelta dei significati è opinabile ed essi sono in pratica stabiliti da un consesso di uomini... esistono significati migliori di altri? chiese Gilda. 2 I frattali sono funzioni matematiche complesse che danno luogo a rappresentazioni grafiche molto gradevoli da osservare. Esistono molti programmi gratuiti per computer che permettono di mostrare a schermo tali rappresentazioni. 3 Linguaggio e numeri sono esempi di notazioni simboliche. 4 Vedi per esempio: Edward De Bono: The Mechanism of Mind - Jonathan Cape, 1969, capitolo I significati Pagina 41

42 Certamente. L insieme dei significati scelti da un etnia costituisce il livello di civiltà di quell etnia. Purtroppo, i terrestri sono partiti male. Pare che lontani progenitori, tali Adamo ed Eva, abbiano dato all amore e alla procreazione il significato di potere e di ricchezza, scegliendo il significato proposto da Satana, in luogo di quello proposto dal Padre. E per questo sono stati cacciati dal Paradiso Terrestre! disse Gilda. Così dice la leggenda, che farebbe pensare a uno spostamento obbligato, da un luogo a un altro luogo. In realtà, non c era bisogno di spostare nessuno. L Universo è un universo virtuale ed è creato dai nostri sensi in base ai significati: infatti, sono i significati a pilotare i nostri sensi, modificandone le percezioni. I terrestri hanno costruito un mondo virtuale sulla base dei significati di Satana, e non c è da stupirsi se tu e i tuoi simili vivete in un mondo terribile. Il significato di qualunque azione, sulla Terra, è commisurato in base a denaro e potere. Ciò che procura denaro e potere è giudicato buono, cattivo ciò che non lo procura. Ma il denaro e il potere sono virtuali, sono cose che non esistono... come potete pensare che si possa misurare il bene con un metro che non esiste? Così bene e male, sulla Terra, sono completamente falsati e ciò procura infelicità a iosa. Il Vangelo ricorda che è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli. Le Chiese che interpretano i Vangeli, in un modo o nell altro, evitano l argomento o cercano di annacquarlo, perché anch esse sono schiave del denaro e di significati sbagliati. Invece è chiarissimo: non è vietato essere ricchi, semplicemente è un attributo che non serve perché non esiste nel mondo reale, esiste solo in quello virtuale. Si noti che sopravvivenza e ricchezza sono cose ben diverse. Chi fa riferimento al denaro, per stabilire ciò che è bene e ciò che è male, chi è importante e stimabile e chi no, ovviamente non è compatibile con un Regno in cui è stabilito correttamente che cosa è bene e che cosa è male. Bisogna comprenderlo, il Cristo: come faceva a spiegare a pescatori di duemila anni fa (e per di più terrestri) che il mondo è virtuale? Non lo capiscono neanche molti laureati d oggi! Pagina I significati

43 Così, ci ha lasciato frasi che è difficile intendere, ma che diventano chiarissime se si capisce il vero ruolo dei significati. Basterebbe cambiare i significati, il che è possibile perché i significati sono opinabili, per vivere in un mondo felice. Il Vangelo di Giovanni è la chiara storia di un tentativo di modificare i significati. Purtroppo, un tentativo fallito. O, almeno, riuscito solo in parte. Sei noioso, Trifoglio! sbottò Canarino, malgrado Gilda stesse dimostrando, invece, molto interesse. Non ne posso più. Adesso ci giochiamo un po, con i significati. Vi racconterò una storia del dott. Peperone. Baldo e spavaldo, appena terminato il Corso di Formazione, il Giovane Venditore entrò con passo rapido e sicuro nell'ufficio del dott. Aurelio Peperone. Questa volta mi deve proprio ascoltare iniziò subito il Giovane Venditore, perché ho una novità assoluta, una novità stupefacente. Benissimo concordò il dott. Peperone. Intende comunicarmela? Appunto, sono qui per questo. Ma, se me la comunica, dopo non è più una novità. Se ne rende conto? Come non è una novità? replicò il Giovane Venditore, un po' perplesso. Nessun concorrente potrebbe offrirle una cosa simile! Ciò è irrilevante. Una novità è una novità se è nuova, non le pare? Sì, ma... Niente "ma". Se me la racconta, dopo, per me non è più nuova. Giusto? Beh, in un certo senso... cominciò a balbettare il Giovane Venditore. Quindi, al momento di concludere, la cosa non sarà più per me nuova, quindi lei non potrà dire che è una novità. E' chiaro? Sì, al momento di concludere, ma ora... cercò di recuperare il Giovane Venditore. Ma ora lei ha detto che è una novità assoluta. Quindi non deve esserci nessuno che la conosce già. Nemmeno lei. Come nemmeno io? Se lei la conosce già, per lei non è una novità, quindi non è una 4 - I significati Pagina 43

44 novità assoluta, perché per essere assoluta deve essere tale per chiunque. Non scherzi... Non scherzo affatto. Un venditore deve essere professionale. Se lei afferma che è una novità assoluta, non deve conoscerla nemmeno lei. E se non la conosce, lei non è professionale, perché un venditore ha l'obbligo di conoscere i prodotti che vende. Non le pare? Certo, beh, sì, mah, boh... la conoscenza dei prodotti La conoscenza dei prodotti implica che ciò che lei vuol comunicarmi non è una novità assoluta. E lei ha affermato che invece lo è, quindi ha cercato di vendere con affermazioni non vere. Lei non è professionale. E pretende che io dovrei ascoltare un venditore non professionale? Questa pretesa non è professionale, non le pare? Il Giovane Venditore era alle corde. Lei è un tipo un po' strano... sono stupefatto... Non sono affatto strano. L'aveva detto lei, no? che la novità che voleva presentare era una novità stupefacente. Quindi è giusto che, lei che la conosce, sia stupefatto! Così dicendo, il dott. Peperone accompagnò affabilmente il Giovane Venditore all'uscita. Pagina I significati

45 LE RETI L automobile blu si posò su un pianeta che Criniera e soci conoscevano benissimo. Aveva la forma di una grande terrazza girevole, abbondantemente dotata di accoglienti sedie a sdraio, e di lì si vedeva per intero la Quinta Galassia. Era una galassia particolare. Pianeti e stelle non emettevano luce, ma sottili raggi laser, che partivano da un corpo celeste per arrivare a un altro. I raggi laser cambiavano continuamente colore, spaziando fra tutti i colori esistenti, e lo spettacolo che ne risultava era davvero affascinante. I raggi laser, che univano i vari corpi celesti della Quinta Galassia, erano molto numerosi. Alcuni raggi, poi, in numero minore, partivano da vari corpi della Quinta Galassia dirigendosi verso altre galassie, che però non erano visibili: si vedevano solo i raggi laser perdersi nello spazio. La Quinta Galassia è una galassia artificiale spiegò Criniera, rivolgendosi a Gilda che è stata costruita tremila anni fa dagli Alosauri, una popolazione molto operosa che abita alcune centinaia di pianeti posti dietro alla costellazione del Cigno. È stata costruita per spiegare il concetto di rete: noi vi portiamo qui i bambini delle scuole elementari. Una rete non è altro che un insieme di corpi che comunicano fra di loro. Possono comunicare in vari modi: parole, gesti oppure onde elettromagnetiche oppure forze oppure calore o con quella che voi chiamate lettura del pensiero o qualunque altro strumento che sia possibile immaginare. Di solito, i corpi comunicano con più strumenti contemporaneamente. Nella Quinta Galassia, a scopo didattico, comunicano solo con i colori dei raggi laser. La possibilità di comunicare viene rappresentata con i canali di comunicazione. Un canale non è altro che l insieme di tutto ciò che 5 - Le reti Pagina 45

46 porta informazione da un corpo a un altro. Nella Quinta Galassia, essi sono rappresentati dai raggi laser, così li puoi vedere bene. Una rete è quindi l insieme di un certo numero di corpi e di canali di comunicazione. La Quinta Galassia ti permette di vedere una rete tridimensionale, dando vita a uno spettacolo certamente affascinante. In tre dimensioni, più che a una rete, assomiglia a un traliccio molto complesso. Figura Una rete. Se disegni una rete in due dimensioni, invece, il disegno è meno attraente e viene fuori come nella figura 5.1, dove i corpi sono rappresentai da pallini e i canali di comunicazione da linee. In due dimensioni, la rete assomiglia proprio a una rete da pesca, donde il nome. Ci sono, sulla terra, molte reti che conosci benissimo. Una rete telefonica, per esempio: i nodi sono gli apparecchi e i canali di comunicazione sono i fili del telefono. Un gruppo di persone è un altro esempio: le persone sono i nodi e l aria che c è in mezzo, che permette scambio di suoni, costituisce un canale di comunicazione che le collega tutte. Un pezzo di ferro è una rete: gli atomi di ferro sono i nodi e sono in grado di scambiarsi segnali fra loro, per esempio sotto forma di calore. Pagina Le reti

47 Tutto è come la Quinta Galassia, questa che sta davanti ai tuoi occhi. Quindi, concluse Gilda ovunque ci sono corpi che emettono e ricevono informazione. Diciamo di sì. Ad essere pignoli, questa è l interpretazione, cioè il significato, che i terrestri tendono a dare a questa situazione. Su RGB interpretiamo la cosa in maniera leggermente differente. Osserviamo che l informazione prosegue nello spazio sempre uguale a se stessa, poi a un certo punto cambia direzione e contenuto. La conclusione che ne traiamo è che i nodi sono quelli che gli scienziati chiamano punti di discontinuità dell informazione, cioè punti in cui l informazione non rimane più uguale a se stessa. Per noi ciò che esiste è l informazione e i corpi sono una conseguenza del mutare dell informazione. Figura Nell Universo si alternano zone ad alta densità di canali di comunicazione con zone a bassa densità. Per quello che potrà essere trattato nel breve tempo in cui staremo insieme, le due interpretazioni, quella dei terrestri e quella di RGB, si equivalgono: la differenza si apprezza solo quando il discorso viene 5 - Le reti Pagina 47

48 fatto in modo molto più profondo. Per cui, continua pure a pensare a corpi che inviano e ricevono informazioni. Vedo che i raggi laser vanno quasi tutti fra corpi celesti della Quinta Galassia, ma qualcuno va fuori di essa. Come mai? Perché la Quinta Galassia, naturalmente, è collegata con altre Galassie e scambia informazioni con esse. Se così non fosse, come avremmo fatto noi, che veniamo da altre Galassie, a sapere che esiste? Ma allora concluse Gilda tutto l Universo è un unica rete! Brava! Tutto l Universo è una rete e qualunque corpo non è altro che un pezzetto di tale rete. La Galassia dove tu vivi, che voi chiamate Via Lattea, è un pezzetto di questa rete, il sistema solare è un pezzetto più piccolo, la Terra un pezzetto più piccolo ancora, tu un pezzetto di dimensioni inferiori e i tuoi meravigliosi occhi neri dei pezzetti più piccoli ancora. E così via. Esiste un criterio per suddividere la rete-universo in pezzetti più piccoli? O anche questa è una convenzione? Puoi suddividere l Universo in qualunque modo e tutti modi hanno senso. Ma esistono alcuni modi che hanno più senso di altri, perché la distribuzione dei canali di comunicazione non è omogenea. Guarda la Quinta Galassia: ci sono molti canali di comunicazione al suo interno e pochi, molto più lunghi e radi, che vanno verso l esterno. Così considerare la Quinta Galassia come una rete separata dal resto, benché impreciso, ha abbastanza senso. La cosa è del tutto generale e si svolge come illustrato nella figura 5.2. Le zone dove i canali di comunicazione sono più fitti, rispetto al contorno, vengono chiamate corpi e vengono usualmente studiati come a sé stanti. Un altra cosa non mi è chiara. La Via Lattea è un rete e il sistema solare ne è un nodo. Ma, se guardo al sistema solare, esso è una rete: quali sono i nodi? I pianeti, i satelliti e gli asteroidi potrebbero essere considerati i nodi. Ma anch essi sono reti: la Terra è costituita da vari tipi di minerali, acqua, animali, persone e questi potrebbero essere considerati i nodi della rete-terra. Il concetto è generale: tutti i nodi sono, in realtà, sempre anch es- Pagina Le reti

49 si delle reti. Potremmo dire che li chiamiamo nodi o reti a seconda che li guardiamo da lontano o da vicino. Ogni nodo, se lo si guarda ingrandito, si rivela essere una rete (figura 5.3). Figura Ogni nodo di una rete è a sua volta una rete. Nella rete in alto, si considera la parte segnata in grigio, che contiene un nodo; quindi la si ingrandisce (disegno a destra), facendo vedere che è il nodo è una rete. Poi si considera un nodo di quest ultima, lo si ingrandisce anch esso (disegno in basso a sinistra), facendo vedere che è una rete. Anche l uomo, ovviamente, è una rete: infatti, è composto di circa 150 miliardi di cellule che comunicano fra loro. Una cellula contiene sequenze di proteine che comunicano fra loro: anch essa è una rete. 5 - Le reti Pagina 49

50 E anche una proteina lo è. Sono reti anche una copia di coniugi, una famiglia, un azienda, uno stato, una società civile. La spiegazione del concetto di rete è così importante che se ne è voluta occupare Criniera in persona. Ella era l unica dei quattro abitanti del pianeta RGB che fosse in grado di leggere il pensiero dei terrestri, e voleva accertarsi che Gilda comprendesse bene quanto Criniera stava illustrando. Poi Criniera si interruppe e, per i dettagli, lasciò la parola a Trifoglio. Conoscere il concetto di rete iniziò l extraterrestre dai capelli, occhi e denti verdi permette di spiegare in forma assolutamente generale chi è che crea i significati. Si consideri una rete (per esempio: due uomini che stanno dialogando). Chiameremo ultrarete una rete che comprenda la precedente e almeno un altro nodo (per esempio: la società civile, che comprende le due persone e molti altri nodi costituiti da persone). La regola generale è: i significati usati in una rete sono stabiliti da un ultrarete. Un gruppo di lavoratori di un azienda usa, nel comunicare, vocaboli tecnici il cui significato è stato stabilito dall azienda. Nei confronti di ciascun collaboratore, l azienda è un ultrarete. Un altro esempio: le azioni dei giocatori di basket hanno un significato che è stabilito dai regolamenti di gioco, ovvero dalla Federazione che li ha emessi. Gli esempi che si possono fare sono infiniti. Stabilire significato è un attività che, secondo me, poteva essere svolta solo da esseri viventi. Se stabiliscono dei significati... le coppie di coniugi, le aziende, le associazioni... sono esseri viventi? Sono esseri viventi a tutti gli effetti, dotati di pensiero, scopi, coscienza, come le persone. Molti ritengono che il pensiero di un azienda sia quello del suo Presidente. Invece, il pensiero di un organizzazione non coincide affatto con quello del suo leader, come tutti coloro che hanno provato a dirigerne una sanno bene. E vero! Quell anno che sono stata Presidente del Sindacato Assicuratori, il sindacato, nel suo complesso, non la pensava certo in modo identico a me! È il pensiero di un organizzazione non è nemmeno la somma al- Pagina Le reti

51 gebrica del pensiero dei singoli membri. Esso è, piuttosto, il risultato di una discussione o, se vogliamo essere più precisi, il risultato di un movimento di informazioni fra i membri. Guarda che questa non è proprio una novità, nemmeno sulla terra! intervenne Marino, apportando, con i suoi capelli e i suoi occhi, un po di azzurro nel panorama della discussione. La legge riconosce a un azienda la possibilità di depositare copyright e brevetti. Se il brevetto fosse semplicemente la somma dei contributi individuali, il brevetto apparterebbe, sia pure suddiviso, alle persone che hanno contribuito all invenzione. Invece la legge riconosce che l azienda, cioè l organizzazione, ha contribuito anch essa con pensiero proprio e in modo fondamentale, tanto da essere il giusto detentore del brevetto. Qui poi notare una cosa curiosa intervenne Canarino (quello con capelli, occhi e denti scarlatti. L autore del libro vuole sottolineare che qui se ne sta dicendo di tutti i colori, e che ancora ce se ne deve aspettare, perché le pagine più stupefacenti non sono ancora arrivate. Si tratta, nondimeno, di sacrosante verità). Se parli con delle persone, esse difficilmente capiscono che che un azienda può avere un pensiero proprio. Ma l ufficio brevetti, che è anch esso un azienda, lo capisce benissimo. Così sui giornali puoi leggere frasi come Questo è il pensiero dell Inghilterra, e il lettore capisce poco, ritene che forse ci si riferisce al pensiero della Regina o a quello del Primo Ministro. Invece l Inghilterra ha un pensiero proprio, e ciò è ben capito, per esempio, dalla Francia, o da un giornale, che rappresenta una rete con centinaia di migliaia di lettori. Entità di tipo simile hanno facilità a riconoscersi reciprocamente some gestori di pensiero, entità di tipo diverso fanno molta fatica a riconoscere che l interlocutore possiede un pensiero proprio. Ho considerato reti più grandi di un uomo, continuò Canarino - ma si possono considerare anche reti più piccole. Per esempio, i neuroni del cervello riconoscono l intelligenza delle retine dell occhio e dialogano con loro, mentre l uomo, di cui cervello e occhi fanno parte, non capisce questo dialogo, riesce a misurarne l aspetto fisico, ma non si comprende che si tratta di organi dotati di pensiero proprio che dialogano fra loro, usando segnali che hanno 5 - Le reti Pagina 51

52 significati: significati che gli scienziati non hanno mai cercato di tradurre in parole. Non sono solo gli uomini, allora, ad avere un pensiero proprio intervenne Gilda. Ce l hanno anche gruppi di uomini e parti di uomini. E gli animali? E le piante? E gli alieni? E magari qualche cosa d altro ancora? Mentre la conversazione fluiva, alcuni raggi laser provenienti dalla Quinta Galassia si posarono sui capelli viola di Criniera. Erano capelli lunghi, lisci, vaporosi. I laser, cambiando di colore, vi creavano giochi luminosi incantati. Denti e occhi in tinta, per noi terrestri tanto inconsueti, realizzavano una combinazione sensuale. Non a caso, Criniera era un Alto Dignitario del pianeta RGB, un pianeta che, anche nel nome, dimostra sincero interesse per la cromatologia. Eppure Criniera volle indossare il berretto di Capo Spedizione, prima di iniziare a parlare. Quello che stava per dire era della massima importanza e meritava una veste istituzionale. Le capacità di pensiero, di ragionamenti complessi, di coscienza, son proprietà delle reti e non di singole specie. Qualunque rete, anche quelle composte di oggetti che sulla terra ritenete inanimati, possiede tali capacità. Naturalmente ci sono alcune precisazioni da fare. Innanzitutto, bisogna accordarsi su che cosa intendiamo con pensiero, con ragionamenti, con coscienza. Quello che ho detto vale se, a tali vocaboli, dai una definizione comportamentale, cioè li definisci in termini misurabili con gli strumenti dei terrestri. Le definizioni comportamentali, sia detto per inciso, sono le uniche che la scienza può ammettere, quando si discute di esseri viventi. La seconda precisazione riguarda il tempo necessario: può darsi che, ad articolare un pensiero, alcune reti ci mettano secoli o millenni. Ma la misura del tempo è un cosa relativa: un millennio è lungo per l uomo, ma per l Universo è un batter di ciglia. La terza precisazione riguarda la profondità dei pensiero, ovvero quanto i pensieri siano intelligenti o banali. Qui non c è nulla, in realtà, da precisare: questo è un giudizio del tutto opinabile e quello che sembra sciocco a un terrestre può sembrare intelligentissimo a un Pagina Le reti

53 alieno e viceversa: e nessuno potrà mai dire chi ha ragione. Ma come, anche le cose hanno un pensiero e nessuno e sulla terra se ne è mai accorto? Trifoglio, racconta tu, adesso. Criniera si tolse il berretto d ordinanza e i laser multicolori ripresero a giocherellare felici sui suoi capelli viola, benedicendoli. Un terrestre che ha capito tutto, o quasi, c è affermò Trifoglio. Si chiama Edward De Bono e non è certo un personaggio qualunque, nemmeno valutandolo secondo i significati un po bislacchi in uso fra i terrestri. Ha scritto molti libri e ne ha venduto milioni di copie. Complessivamente, De Bono ha venduto tante copie dei suoi libri quasi quanti dischi hanno venduto i Beatles, scusami se è poco: i Beatles hanno avuto un exploit un po superiore, è vero, ma tu capisci che un conto è vendere una raccolta di canzonette e un conto è vendere un libro tecnico di psicologia: gli appassionati delle due materie non sono certamente ugualmente numerosi. Uno solo dei libri di De Bono ha avuto un successo limitato, tanto che lo trovi al Remainders: The Mechanism of Mind, scritto nel È un libro che non segue la corrente, è un libro rivoluzionario. Anche se non usa questa terminologia, De Bono si interessa al significato del funzionamento delle cellule celebrali e non, come tutti gli altri scienziati, alle mutazioni materiali, chimiche o elettriche. Per questo è arrivato più avanti di tutti gli altri e per la stessa ragione non è stato compreso. De Bono descrive la sua teoria riferendosi alla mente umana. Ma non ci è vuole certo molto per dimostrare che quanto egli ha scritto si applica a tutte le reti. Trattando la materia in funzione dei significati, che è una proprietà delle reti, ha esposto, senza accorgersene (o, almeno, senza dichiararlo esplicitamente), una teoria assolutamente universale. Vedi, Gilda, una volta esisteva il Grande Inventore, colui che aveva un idea geniale e la realizzava. Man mano che passa il tempo, le idee più semplici vengono tutte scoperte e rimangono, da trovare, quelle più complesse. A un certo punto, realizzare e dimostrare richiede capitali molto elevati. Logica vorrebbe che l importanza maggiore an- 5 - Le reti Pagina 53

54 dasse a chi propone l idea, perché è qui che c è la vera innovazione, anche se costui non ha i quattrini per gli esperimenti di conferma. Ma i terrestri hanno adottato i significati di Satana, e ritengono che il bene sia riposto là dove c è circolazione di denaro. Oggi sono considerati grandi scienziati dei gestori di quattrini, che organizzano altri e realizzano, con mezzi dispendiosi, la dimostrazione di idee non proprie. Così The Mechanism of Mind, che ha proposto grandi idee ma non ha fatto costruire nemmeno un banale ciclotrone nucleare per dimostrarle, è un opera che è stata trascurata. Perfino fra gli specialisti del ramo, sono pochi quelli che l hanno letto con la dovuta attenzione. The Mechanism of Mind spiega come si sviluppa il rapporto fra informazioni che provengono dall esterno e lo sviluppo di una mente che gestisca tali informazioni. Adesso ti portiamo in un posto dove puoi vedere il meccanismo in azione. Allaccia bene le cinture e tieniti forte al sedile, perché avrai una sorpresa da strabuzzare gli occhi. Pagina Le reti

55 INTERNET L automobile blu si posò su un piccolo satellite disabitato dall aspetto lunare e, come guardò avanti, Gilda strabuzzò gli occhi per davvero. Ma quella l ho già vista in fotografia! Maremma suina! Quella è la Terra! Esatto! confermò Marino. Abbiamo parcheggiato sulla Luna, è l unico posto della Terra dove, grazie a Dio, si trova subito parcheggio: gratuito, per giunta. Quella di fronte a te è proprio la Terra. Lì si sta sviluppando una rete di grandi dimensioni: Internet. Quando eri a casa tua, al computer, forse non riuscivi a renderti conto di quanto essa sia complessa. Adesso attivo un attimo il rilevatore a raggi X, sta a vedere... Su uno schermo, apparvero tutti i collegamenti fra i computer di tutto il mondo. Si vedevano le grandi dorsali, che trasportano quantità enormi di segnali da un punto all altro del pianeta, le fibre ottiche, che distribuiscono i segnali in zone ampie, e i doppini in rame del telefono, su cui viaggiano anche i segnali digitali di Internet. Una specie di grande sistema di circolazione del sangue, con arterie grosse, medie e piccolissime che avviluppano tutto il pianeta. Questa è una rete abbastanza grande perché si possa osservare bene. I cavi di collegamento costituiscono i canali di comunicazione e i computer costituiscono i nodi. Internet è un essere che pensa, come tutte le reti. Dal punto di vista dei significati, tutte le reti funzionano nello stesso modo: le differenze riguardano solo i mezzi fisici utilizzati per trasmettere informazioni. Pertanto, Internet fornisce una buona rappresentazione del funzionamento del cervello umano, che è una rete dove, invece, i nodi sono i nuclei dei neuroni e i canali di comunicazione sono costituiti da assoni e sinapsi. Gilda, dalla Luna, osservò quel che accadeva sulla Terra e come ciò avesse influenza su Internet. 6 - Internet Pagina 55

56 Ed ecco che, sulla Terra, accade che alcune isole siano investite da uno tsunami. Molte persone si collegano in internet per avere notizie. Ciascun nodo (costituito da un computer e il suo proprietario), ricorrendo a motori di ricerca o a siti di quotidiani, cerca informazioni su un argomento che essa ritiene pertinente al problema. Alcuni si ingegnano di scoprire quali zone sono state inondate e quali no, altri cercano webcam che forniscano informazioni in diretta da luoghi ritenuti di particolare importanza, altri ancora domandano al sistema che cosa è uno tsunami e come si forma. In situazioni come queste, se il movente prevalente nei nodi si avvicina alla curiosità, i motori di ricerca saranno sollecitati a trovare informazioni su numerosi disparati argomenti correlati al problema; se prevale la preoccupazione ci saranno poche voci che saranno ricercate da molte cellule. In ogni caso, un numero consistente di nodi si attiva. I computer attivi cominciano a comunicare fra loro, per approfondire l informazione o per commentare o semplicemente per chiacchierare: scrivono a persone che ritengono interessate alla cosa, quindi, presumibilmente, ad alcuni dei computer che erano attivi. Un nodo A manda un al nodo B. Poi A spegne il computer. B scrive un a C, C la scrive a D... e così via fino a Z. Questo movimento di attiva qualche altro nodo, che finora era rimasto tranquillo. La mattina dopo, A riceve un da Z e, come conseguenza, scrive a B una un po diversa da quella del giorno precedente, ma, fondamentalmente, sullo stesso argomento. B scrive a C... e la cosa prosegue, in maniera analoga, per più volte. Si è formato un anello, che resta attivo per alcuni giorni. Quello che stai osservando intervenne Trifoglio è del tutto simile a quello che accade in un cervello umano. Al posto dei computer, mettici il nucleo dei neuroni del cervello. Dall esterno arriva un informazione: c è stato uno tsunami. Un certo numero di cellule cerebrali si attivano scambiandosi informazioni che hanno un significato: invece di , segnali chimici o elettrici. Dopo un po si forma un anello che resta stabile per alcuni secondi. L anello, nel suo complesso, ha un significato, che è una specie di somma dei significati dei singoli segnali che circolano. L informazione che circola lungo Pagina Internet

57 l anello viene da noi percepito come la formulazione di un concetto: il concetto di tsunami. Attenzione: quel che è successo continuò Trifoglio ha lasciato una traccia, sia in Internet sia nel cervello: alcuni nodi, che si sono interessati all argomento, si attiveranno facilmente se, all esterno, succede un altro tsunami o un fenomeno di tipo simile. Intanto, nell ambiente esterno, ecco che succede dell altro: in altra zona del mondo, c è stato un terremoto. Di conseguenza, anche in Internet succede qualcosa: alcuni dei nodi che erano interessati allo tsunami non reagiscono: è un terremoto, non uno tsunami. Altri, invece, si interessano perché vedono una correlazione fra i due fenomeni e inviano a conoscenti, attivando dei nodi che erano in riposo. Ad essi si aggiungono nodi che, non interessati allo tsunami, lo sono ai terremoti, per propria specifica inclinazione. Dopo un po si crea un altro anello attivo, questa volta centrato sui terremoti. Dalla Luna, si osserva che si è creato una modifica negli anelli attivi: prima un anello sullo tsunami, poi un anello sul terremoto. Quando una situazione analoga avviene nel tuo cervello, tu hai una percezione ben chiara: la tua attenzione si è spostata da un concetto a uno correlato. Se i concetti che si correlano, l uno dopo l altro, non sono solo due, ma tre o quattro, ne viene fuori una frase. Questo è il meccanismo con cui si formano, nella tua mente, pensieri articolati. Quando in futuro si verificherà un altro tsunami, in Internet i nodi che erano stati precedentemente attivati si attiveranno ancora, e, anche se non c è stato un terremoto, è più probabile che inviino a nodi del gruppo-terremoto piuttosto che ad altri nodi in riposo: se non altro, perché (a causa degli avvenimenti precedenti) ne conoscono l indirizzo di . Questo determina, in Internet, delle abitudini nei flussi di discussione. Nel tuo cervello avviene qualcosa di simile: se hai correlato due argomenti, crescono le probabilità che, in futuro, se ti viene in mente un argomento, di conseguenza ti venga in mente anche l altro. Per esempio, ci sono persone che se pensano alle ferie invariabilmente viene loro in mente il mare. Nella mente degli umani (ma anche di qualunque rete, naturalmente) succede che si creano correlazioni di idee che tendono a ripetersi. Su 6 - Internet Pagina 57

58 questo sono basati taluni avvenimenti ben noti, alcuni forti come il condizionamento pavloviano 1, altri più banali, come una banale difficoltà a sviluppare idee diverse da quelle che si sono pensate in precedenza. Adesso, fermati un attimo, e rifletti su quello che hai visto concluse Trifoglio. È successo che alcuni nodi del sistema Internet si sono attivati già due volte: essi sono sensibili a certi argomenti e sicuramente si attiveranno ancora, al ripetersi di ulteriori avvenimenti esterni dello stesso tipo (terremoti o tsunami o qualcosa che vi somiglia). Lo stesso processo avviene per una quantità enorme di avvenimenti esterni. La rete impara ad attivare un numero di anelli sempre maggiore. Dopo un po ci sono in rete anelli di nodi interessati alla fotografia, alla musica, allo sport... Siccome in Internet i nodi sono molti, dopo altro tempo ci sarà un gruppetto di nodi interessato praticamente a ogni parola del vocabolario. Il risultato finale è che si è creata una relazione obbligata fra l esistenza di uno specifico avvenimento esterno e l attivazione di uno specifico gruppo di nodi. Nel caso del tuo cervello, questa relazione è ciò che la tua consapevolezza intende come percezione. Sul mercato vien posto in vendita un nuovo articolo. In Internet, gli esperti di fotografia si attivano, riconoscendolo come macchina fotografica. Sul mercato viene messo in circolazione un nuovo tipo di forno e si attivano, in internet, gli esperti di cucina. Anche il tuo cervello, Gilda, funziona così: si attivano in un caso i neuroni che già si erano attivati in passato per macchine fotografiche e poi quelli che si erano attivati riguardo ai forni. Complessivamente, tu percepisci così: l oggetto che ho visto è una macchina fotografica, 1 Chiariamo con un famoso esempio il concetto di condizionamento pavloviano. Quando un cane si accinge a mangiare, la sua salivazione aumenta. Pavlov fece il seguente esperimento: tutte le volte che viene dato da mangiare a un cane, si fa suonare un campanello. Dopo un po, se si suona il campanello senza dare al cane del cibo, la salivazione nel cane aumenta ugualmente, come se ci fosse veramente da poter mangiare: il cane ha imparato a produrre saliva quando suona un campanello. Fenomeni simili a questo intervengono quando una persona impara a fare una cosa che prima non sapeva fare. Pagina Internet

59 l oggetto che ho visto è un forno. In questo modo, il tuo cervello classifica le percezioni. C è un altra cosa importante: il risultato complessivo è che l informazione provenuta dall esterno ha organizzato i nodi della rete. I nodi sono i computer in Internet e i neuroni nel cervello: l informazione proveniente dall esterno li ha organizzati, nel senso che li fa comunicare fra loro in un modo che è conseguenza delle informazioni pervenute. Contemporaneamente, la rete (Internet o cervello) ha organizzato le informazioni che arrivano, suddividendole in categorie, che si sono create in base ad esperienze passate: nell esempio, la categoria macchine fotografiche e la categoria forni da cucina. Le informazioni che provengono dall esterno organizzano la rete (Internet o cervello), la rete organizza le informazioni che arrivano. De Bono chiama il cervello sistema auto-organizzato : la definizione vale, in realtà, per qualunque rete. E così che un insieme come Internet si è sviluppato lentamente nel tempo e tu, adesso, dalla luna, vedi le informazioni fluire in essa in modo tutt altro che casuale. Anche la tua mente si è sviluppata lentamente negli anni e tu, adesso, sei in grado di organizzare le conoscenze facendo ragionamenti anche complessi e tutt altro che casuali. Di Internet ce n è una sola; di cervelli ce n é a miliardi. Le menti degli uomini non sono tutte uguali: ognuno ha incontrato esperienze diverse, nella vita, quindi informazioni diverse sono state sottoposte al suo sistema neurale. Di conseguenza, i neuroni sono stati organizzati in modo personalizzato, dalle informazioni che sono arrivate in precedenza. Gente che vive fisicamente vicino, però, avrà avuto molte esperienze molto simili, in qualche caso addirittura identiche: questo crea la possibilità di elementi comuni, nella struttura fisica dei cervelli, che favoriscono la comunicazione reciproca, la collaborazione e la fratellanza. Gente che è nata in luoghi molto lontani fra loro, invece, tipicamente ha vissuto esperienze molto diverse, e le loro menti sono cresciute diventando molto diverse. Se tu osservi internet, vedrai che la sua struttura si è sviluppata in 6 - Internet Pagina 59

60 conseguenza dell uso: ci sono molti più cavi dove l uso è più intenso. Anche nel cervello succede qualcosa di simile: il neonato ha pochissimi collegamenti fra i neuroni, i collegamenti si sviluppano (soprattutto nei primi due anni di vita, ma poi anche successivamente), divenendo più numerosi là dove servono. Le informazioni provenienti dall esterno non si limitano, quindi, a organizzare una struttura esistente, ma fanno sì che la stessa struttura fisica cresca in un modo o nell altro, a seconda delle necessità d uso. Persone di etnie diverse, quindi, non solo hanno pensieri diversi, ma differiscono proprio nella struttura fisica del cervello. Non è vero che uomini di razze diverse siano tutti uguali: il colore della pelle non conta, ma le esperienze di vita sì: in certi casi estremi, si possono formare addirittura menti assolutamente incompatibili con altre, al punto di rendere impossibile ogni tipo di collaborazione costruttiva. In altri casi, si potrà arrivare comunque a comunicare, ma solo dopo molto lavoro e molta fatica, da parte di almeno uno dei due interlocutori. Non dimenticare che per esperienze di vita non si intendono i fatti, ma i significati correlati ai fatti. In luoghi diversi, i fatti possono anche assomigliarsi, ma i significati no. C è, però, una cosa che mi lascia perplessa disse Gilda. Tu mi dici che Internet funziona come un cervello e che, quindi, sia Internet sia l uomo sono esseri parimenti intelligenti. Ma io vedo una grande differenza: in Internet i nodi sono costituiti non solo da computer, ma dal computer e dal suo proprietario. Insomma, a me sembra che l intelligenza non sia di Internet, ma degli uomini che smanettano sulle tastiere! Rispose Trifoglio. Ci sono diverse considerazioni da fare. La prima è che, in Internet, ci sono molti computer che non hanno un umano attaccato a schermo e tastiera: tutti server dei siti internet, per esempio. Ci sono anche risponditori automatici alle il computer è stato programmato per riconoscere alcune parole-chiave nell in arrivo e, sulla base di esse, a scegliere la risposta da inviare, fra un archivio di risposte predisposte in precedenza. Se molte volte è presente una persona, è perché la maggioranza delle persone Pagina Internet

61 non è capace di programmare i computer: altrimenti, tutti potrebbero istruire il computer, dandogli istruzioni su come reagire alle più svariate possibili informazioni in arrivo. Dopo di che, gli umani potrebbero andarsene a spasso, lasciando che il computer si comporti da solo come se il suo proprietario fosse presente alla tastiera. E questione di tecnologia, non di sostanza. La seconda è che Internet è molto di più di un analogo del cervello: i computer che la compongono sono costruiti da macchine guidate da un computer, e non a mano da un uomo. Internet, quindi, oltre ad avere capacità di pensiero, ha la capacità di rimpiazzare le proprie cellule e di formarne di nuove: è, dunque, un vero e proprio essere vivente. L uomo, creando Internet, ha creato una nuova specie vivente, che è in corso di veloce evoluzione. La terza è che, in tutto questo, l uomo è certamente un elemento indispensabile. Ma è indispensabile come creatore, non come elemento per far funzionare l essere vivente, una volta che questo sia stato creato. Del resto la Bibbia, un libro che contiene molti più significati di quelli che i terrestri hanno scoperto finora, l aveva detto chiaro e forte: Creiamo l uomo a nostra immagine e somiglianza. Cioè: creatore Io, creatore lui. Che cosa credevi, che alludesse alla forma del viso o del corpo? La quarta è che potrebbe anche risultare, nel succedersi dei tempi futuri, che l uomo risulti indispensabile all esistenza di questa nuova specie di esseri viventi. E allora? I batteri sono sicuramente esseri viventi, i batteri intestinali sono indispensabili alla vita dell uomo, ma nessuno, per questo, ha mai affermato che l intelligenza dell uomo è frutto di quella dei batteri... Qui mi fermo. Se vuoi approfondire le tue conoscenze su come funziona un cervello umano (e, io aggiungo, qualunque rete), non hai che da leggerti The Mechanism of Mind: lo trovi anche tradotto in italiano. Adesso, invece, vorrei mostrarti un altra somiglianza fra Internet e un cervello umano. È un ulteriore prova che tutte le reti si comportano nello stesso modo. Internet permette di osservare come si sviluppa un processo evolutivo. L evoluzione non avviene in modo uniforme nel tempo, con pic- 6 - Internet Pagina 61

62 coli cambiamenti, costanti in quantità e che avvengono uniformemente ogni tot anni. L evoluzione procede a gradini, con grandi cambiamenti che si alternano a periodi di scarsissima evoluzione. Inoltre, tieni presente che il tempo è un concetto relativo, ci sono eventi che richiedono tempi lunghissimi ed eventi, dello stesso tipo, che si svolgono in maniera estremamente rapida. Ciò premesso, veniamo al dunque: l evoluzione di Internet, avvenuta in pochi anni, ricorda molto quella dell uomo, avvenuta in milioni di anni. All inizio c erano dei computer, isolati fra loro. Poi si iniziò a collegare i computer fra loro, secondo modalità sempre più perfezionate. Ciò ricorda molto la creazione dell uomo: si parte dalla creta, materia amorfa (cioè con scarsissima comunicazione fra gli atomi che la compongono) per aggiungervi il soffio della vita, ovvero la capacità di comunicare fra le varie parti del corpo. Secondo gli scienziati terrestri (noi, su RGB, di questo non ci siamo ancora occupati, sai, ce n è di pianeti...), 450 milioni di anni fa, i tuoi progenitori non avevano un cervello. Erano dei corpi costituiti da alcuni miliardi di cellule che comunicavano fra loro, similmente a un gruppo di computer che stanno nella stessa stanza, che comunicano fra di loro senza che uno sia oggettivamente più importante degli altri. I processi decisionali venivano gestiti dal midollo spinale, in un certo senso paragonabile al router 2 che collega tutti i computer situati nello stesso ambiente. Perché tu possa avere un idea di cosa significa 450 milioni di anni fa, ti ricorderò che, sulla Terra, i dinosauri vissero nel periodo compreso fra 240 milioni di anni fa e 65 milioni di anni fa. I tuoi progenitori, così strutturati, potevano gestire solo un numero limitato di situazioni nuove: ma, all epoca, i cambiamenti si sviluppavano con molta, molta lentezza. Una importante caratteristica dell Universo Virtuale, in cui vivi, è che esso non si evolve in maniera lineare col tempo, ma in maniera 2 Per coloro privi di cognizioni tecniche: il router è un piccolo scatolotto che consente, in una abitazione, di collegare fra loro tutti i computer esistenti in casa. Il collegamento può avvenire con fili o senza fili. Il router casalingo è più spesso un modem-router: oltre a collegare i computer fra di loro, permette di collegarli ad internet. Pagina Internet

63 sempre più intensa, man mano che il tempo passa. Così, circa 150 milioni di anni fa, i tuoi progenitori non riuscivano più a gestire il cambiamento, che si era fatto più veloce: in parole povere, non erano più abbastanza intelligenti per capire che le cose cambiavano e per adeguarsi ad esse. Le cellule del corpo umano decisero di creare un nucleo di cellule specializzate, posizionandole nel cranio, cui delegare prima il compito di archivio comune dei ricordi e poi anche alcuni conseguenti processi decisionali. Si formarono così il cervelletto e il sistema limbico. Circa un milione di anni fa, anche questi strumenti cominciarono a rivelarsi insufficienti, sempre per via del fatto che l ambiente mutava sempre più in fretta. C erano sempre più cose da ricordare e sempre più situazioni totalmente nuove in cui bisognava decidere che cosa fare per sopravvivere. Ed ecco che si sviluppa un altro stadio dell evoluzione: le cellule del corpo decidono di sviluppare ulteriormente le cellule specialistiche posizionate nel cranio, e si formano i due lobi cerebrali. Non ti stupire che ci siano stati mutamenti evolutivi così importanti: l evoluzione è causa di cambiamenti impensabili: per esempio, lo sai che i passerotti discendono dai dinosauri? aggiunse Canarino, sempre pronto a collegare ciò che sta ascoltando con concetti che magari c entrano poco, ma che stupiscono. In tempi molto più condensati, riprese Trifoglio in Internet si è sviluppato un processo evolutivo del tutto simile. I computer sono in grado di memorizzare molte informazioni, ma, a un certo punto, si accorgono di non possedere abbastanza memoria per gestire tutto quello che occorrerebbe sapere per sopravvivere (per i computer, sopravvivere significa continuare ad essere sufficientemente utili per non essere sostituiti da macchinari migliori). La quantità di nuove conoscenze - intervenne Canarino che si scoprono, sulla Terra, è enorme. Una buon metodo per misurare la quantità di conoscenze che una civiltà possiede è contare quante pagine di testo, diverse fra loro, esistono. Ai tempi della Biblioteca di Alessandria (distrutta circa 300 anni prima di Cristo), occorrevano mille anni perché le pagine scritte (e quindi le conoscenze dell umanità) raddoppiassero. Poco dopo l invenzione della stampa (Gutem- 6 - Internet Pagina 63

64 berg, 1455), le pagine di testo raddoppiavano ogni cento anni. Negli anni , quando molti dei lettori di questo libro sono nati, raddoppiavano ogni 10 anni. Nel 2000 (nuovo millennio) raddoppiavano ogni 2 anni. Oggi si è perso addirittura il conto. Così, riprese Trifoglio a un certo punto, il sistema Internet ha partorito Google: dei computer specializzati, cui è stato delegato il compito di costruire un database di informazioni e di metterle a disposizione di tutti i computer di Internet. Dopo un po, pure questo non è risultato sufficiente, e alle informazioni verbali si sono aggiunte quelle visive, con la fotografia di tutti gli angoli della Terra. Naturalmente, si sono dovuti far crescere, in numero e potenza, i computer specializzati. I processi decisionali veri e propri, invece, sono rimasti in ciascun singolo computer. I processi decisionali, nei computer, non sono altro che i programmi 3, che prendono dei dati e gli elaborano per giungere a delle conclusioni utili. Vi sono rimasti, ma, mentre scriviamo, anche questo limite sta per cadere. Con una nuova tecnica chiamata cloud computing, anche i programmi possono essere messi sui computer centralizzati: chi ne ha bisogno, si collega con internet e li usa. L evidente vantaggio è che, così, tutti possono contare su quantità e qualità di programmi che un singolo utente della rete avrebbe difficilmente potuto procurarsi. Quindi concluse Gilda, il cervello è una specie di biblioteca, di ufficio di esperti, di centro di ricerca, che si è formato per accentrare alcune funzioni e approntare beneficio a tutte le cellule del corpo. Ma io avevo sempre pensato che un braccio, un cuore, un intestino dovessero svolgere una funzione che consiste nel modificare ( digerire ) la materia all interno del corpo umano e nel produrre energia. Pensavo anche che nessuna di queste funzioni avesse un senso compiuto, se considerata da sola, ma che, per dar loro un senso, si dovesse considerare tutto il corpo. Se le varie parti non avessero senso anche da sole, come spiegheresti il trapianto di organi? le chiese Marino, senza attendere ri- 3 Sono programmi per computer, per esempio: Word, Excel, Powerpoint, Firefox, itunes, ecc. Pagina Internet

65 sposta. Le varie parti del tuo corpo sono anch esse reti e quindi hanno esistenza propria e pensiero proprio. Allora... rifletté Gilda chissà quanta comunicazione c è all interno del corpo, fra le varie parti! Certo! le rispose Trifoglio. All interno del corpo avvengono molti processi chimici ed elettrici: i terrestri li hanno studiati e descritti molto bene, ma non si sono accorti che tutti questi processi hanno un significato: quindi nn sono solo mutamenti elettrochimici, ma costituiscono comunicazione fra le cellule. Attraverso questo scambio di informazioni, hanno luogo i processi decisionali che coinvolgono tutto il corpo umano, stabilendone i comportamenti. Tutto ciò è alla base di un fenomeno tanto interessante quanto poco conosciuto: le emozioni. 6 - Internet Pagina 65

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67 CHI HA INVENTATO LE EMOZIONI? Adesso ti dimostriamo che sei dei nostri disse Criniera a Gilda. Ti porteremo sul pianeta CMYK, un pianeta che è vicino a RGB, il pianeta da cui proveniamo. I due pianeti sono in guerra da sempre. Non ci si spara da un pianeta all altro, per fortuna, ma nessun abitante di un pianeta dovrebbe mai metter piede sull altro: se viene pescato, son dolori: difficilmente ne uscirà vivo. Ma noi ci andremo lo stesso, perché siamo dei meravigliosi perfetti incoscienti spiegò Canarino. Del resto, sai che barba sarebbe la vita senza qualche pazzia? Prepariamoci dunque in assetto antisommossa ordinò Criniera. Tuta mimetica, caschi e bombole di ossigeno. L automobile blu aspettò la notte per posarsi sul bordo di una boscaglia, sul pianeta CMYK. I cinque scesero e subito ricoprirono l automobile con frasche ed arbusti, in modo da nasconderla alla vista. Poi entrarono nel bosco, attraversandolo tutto, fino a giungere a una piccola radura sulla cima di un monte, dove avrebbero atteso l alba. Da lì si gode uno splendido panorama spiegò Criniera, ma dobbiamo stare attenti a non farci vedere. Dalla cima si vedeva una grande pianura, solcata da molti fiumi, che convergevano tutti verso un unico invaso d acqua, dove sfociavano. I fiumi erano colorati, e sulle loro sponde sorgevano molti edifici. Quella specie di lago dove tutti i fiumi confluivano, invece, aveva sulle sue sponde un solo edificio, ma molto grande. È il palazzo del Prefetto spiegò Marino. Sul pianeta, era in atto un curioso sistema di comunicazione. In tutti gli edifici lungo i fiumi, dei sudditi avevano a disposizione pigmenti di 8 colori, catalogati a coppie: celeste e rosso, magenta e verde, giallo e viola, nero e bianco. E noto che, miscelando opportunamente tali pigmenti, si possono ottenere tutti i colori conosciuti. I sudditi osservavano il mondo esterno, poi gettavano nel fiume 7 - Chi ha inventato le emozioni? Pagina 67

68 alcuni pigmenti, in dosi che dipendevano dalle osservazioni fatte. Inoltre, i sudditi che si trovavano in un edificio potevano comunicare con quelli degli altri edifici, anche con quelli disposti lungo un altro fiume, per mezzo di uno stuolo di piccioni viaggiatori. Sulla base delle informazioni ricevute dai colleghi, potevano modificare le quantità di pigmenti che gettavano nel fiume: alle volte si formavano delle alleanze per privilegiare un colore rispetto ad altri, altre volte avvenivano conflitti e si cercava di contrastare i colori prescelti dagli altri. Il risultato era sempre che l acqua dei fiumi si colorava e, giungendo al lago ove tutti sfociavano, contribuivano a modificare il colore del lago. Dal palazzo del prefetto, uscivano continuamente degli schiavi che prelevavano campioni d acqua e li portavano all interno, dove uno staff di Valenti Artisti Pittori esaminava il colore che, di volta in volta, era risultato. I Valenti Artisti Pittori redigevano poi una relazione, che era inoltrata al Prefetto. Il prefetto decideva che cosa si doveva fare sul pianeta: se seminare il grano, potare le viti o riparare gli attrezzi o altro ancora. Decideva sia sulla base della propria esperienza professionale, sia sulla base della relazione dei Valenti Artisti Pittori. Dopo aver deciso, comunicava le sue decisioni ai sudditi, attraverso un segnale elettrico (niente di speciale: un normalissimo telegrafo). Se i sudditi erano d accordo, aumentavano la quantità dei pigmenti positivi: celeste, magenta, giallo, nero. Se erano in disaccordo, aumentava la quantità dei pigmenti negativi: rosso, verde, viola e bianco. Così, con questo fluire di comunicazioni, la comunità si reggeva in vita. Purtroppo, l osservazione non poté essere protratta a lungo. Un razzo partì dal cortile del palazzo del prefetto e rovesciò tonnellate di vernice sui viaggiatori interplanetari, minacciando di ostruire i condotti che portavano l ossigeno sotto i caschi. Ci hanno visto! esclamò Marino Presto, tutti alla macchina! Correre con casco e bombole di ossigeno appresso non era cosa agevole. Pagina Chi ha inventato le emozioni?

69 Criniera guidava il gruppo cercando la via nella boscaglia. Dall alto continuavano ad arrivare vernici colorate. Gli alberi riparavano un poco, ma non troppo. Criniera cercava di passare là dove il bosco era più fitto, ma ciò ostacolava la corsa. Dal palazzo del Prefetto erano decollati tre elicotteri, che sorvolavano il bosco a bassa quota, cercando di identificare la posizione dei fuggitivi. Quando arrivarono alla macchina blu, questa aveva quasi tutti i vetri coperti di vernice. Restavano solo poche aree trasparenti. Se anch esse fossero state ricoperte da vernice, non sarebbe stato più possibile guidare l astronave, e i cinque sarebbero rimasti prigionieri nel pianeta CMYK. Presto, tutti a bordo! urlò Criniera. Ma... ma... dove sono Gilda e Canarino? Gilda e Canarino si erano persi durante il viaggio di ritorno. Per la verità, si potrebbe quasi dire che avessero rallentato appositamente, perché piaceva ad entrambi stare insieme da soli. Niente di speciale: si erano presi per mano, avevano cominciato a parlare di niente e di tutto, si erano guardati negli occhi e a un certo punto si erano resi conto d aver perso la strada. Presto! Urlò Criniera. Io torno lungo il sentiero. Marino, tu va a destra del sentiero e tu, Trifoglio, a sinistra. L appuntamento è qui fra otto minuti. Se li abbiamo trovati, bene, se no partiremo senza di loro. La fortuna aiuta gli audaci e, più spesso ancora, gli stolti. Marino trovò i due dopo tre minuti, favorito dal fatto che Canarino si era tolto il casco per baciare Gilda e i suoi capelli scarlatti spiccavano chiaramente nella boscaglia. Dopo otto minuti, erano tutti all automobile blu. La quale, ormai, di blu aveva ben poco. Uno degli elicotteri aveva identificato la macchina e stava scaricando vernice in quantità industriale. Restavano solo pochi centimetri quadrati di parabrezza trasparente... ma sufficienti, perché Marino, abile pilota, riuscisse a decollare e a raggiungere il Pianeta di Ragia, dove tutta l acqua è acquaragia e i cinque poterono ripulire la macchina. Scusatemi, disse Gilda a pulitura conclusa. Conclusa per modo di dire, perché, per pulire l automobile, Gilda si era tutta sporcata di 7 - Chi ha inventato le emozioni? Pagina 69

70 celeste e sembrava un abitante di RGB: un supplemento di operazioni all acqua ragia sarebbe stato sicuramente indispensabile. Scusatemi, ripeté Gilda ma mi è successa una cosa strana. Ho sentito delle emozioni fortissime, come mai le avevo provate in vita mia. Lo credo bene! rispose Trifoglio. In che senso lo credo bene? Adesso ti spiego. Sul pianeta Ragia l acqua non si può bere, ma, in compenso, il vino è eccellente. Un bicchiere di bianco, in una piccola locanda all ombra di pini secolari, era un ottimo strumento per rinfrancarsi, dopo le recenti avventure. Mi sei debitore di una spiegazione! disse Gilda a Trifoglio, dopo che gli animi si erano rasserenati. Le emozioni forti che hai sentito sul pianeta CMYK sono giustificate spiegò Trifoglio in quanto è proprio sul pianeta CMYK che sono state inventate le emozioni. Più precisamente, sul pianeta CMYK tutto funziona secondo un sistema di comunicazione che è lo stesso che, nel corpo umano, genera le emozioni. Quello delle emozioni è un tema interessante, al quale, sulla Terra, sono state rivolte numerose ricerche, in tempi recenti. Due sono gli autori che tutti dovrebbero leggere: Joseph LeDoux e Robert Plutchik. LeDoux ha studiato il fenomeno dal punto di vista della neurobiologia, cioè della materia; Plutchik l ha esaminata ponendo l attenzione sui significati. LeDoux è giustamente famoso e i suoi libri sono tradotti anche in italiano. Chi si occupa dei significati, invece, fra i terrestri, è sempre figlio di un Dio minore: tanto è vero che. quando Plutchik è morto, nel 2006, ci si è accorti che nessuno aveva una sua fotografia da pubblicare in internet, nelle pagine dedicate alle biografie. Le emozioni funzionano così. Il corpo umano ha circa 150 miliardi di cellule, di cui più o meno un decimo nel cervello. Ma anche tutte le rimanenti cellule del corpo sono esseri viventi, a tutti gli effetti, capaci di avere contatti con l esterno, di avere degli scopi e di avere bisogni pressanti o semplici desideri. Queste cellule sono l equivalen- Pagina Chi ha inventato le emozioni?

71 te dei sudditi che hai visto sul pianeta CMYK. I lobi cerebrali, invece, sono l equivalente del Prefetto. Figura Le otto Emozioni Fondamentali (libera traduzione dei testi di Plutchik) Le cellule del corpo immettono nel sangue dei segnali chimici. Così come i sudditi di CMYK avevano a disposizione quattro coppie di colori, le cellule hanno a disposizione segnali chimici che hanno quattro coppie di significati: ribrezzo e piacere, paura e anticipazione, rimpianto e stupore, rabbia e accettazione (figura 7.1). Che cosa significa Anticipazione? chiese Gilda, grattandosi il capo. 7 - Chi ha inventato le emozioni? Pagina 71

72 E uno stato di tranquillità che deriva dal fatto di aver previsto che cosa succederà, oppure dall essersi preparati a varie possibilità future. Le cellule del corpo umano riprese Trifoglio sono in grado di immettere nel sangue una qualunque miscela di tali segnali. Plutchick spiega, con ampi dettagli, quali combinazioni si possano formare: nella tabella 7.2 son riportati alcuni esempi. paura in piccole dosi = apprensione paura in dosi aumentate = terrore stupore in piccole dosi = perplessità stupore in dosi aumentate = sbalordimento paura + sorpresa = allarme paura + anticipazione = ansia piacere + accettazione = amicizia Tabella Esempi di combinazioni, secondo Plutchik Dato che ogni cellula può teoricamente contribuire alla miscela, le possibilità sono davvero molto ampie. Il circolo sanguigno ha la stessa funzione che avevano i fiumi sul pianeta CMYK. Il circolo sanguigno porta i segnali chimici alla scatola cranica, così come i fiumi li portavano nell unico invaso. Di tutto questo l uomo non si accorge, trattandosi di fatti inconsci. Sul pianeta CMYK c era, se ben ricordi, un comitato di Valenti Artisti Pittori, che esaminava i colori risultanti e faceva una relazione al prefetto. Qui forse il paragone è un po meno preciso, ma in effetti c è, nella scatola cranica, un organo, chiamato amigdala, che ha una funzione simile: grazie ad essa, i lobi cerebrali sono in grado di percepire in modo conscio il messaggio proveniente dal corpo. E un messaggio che invita a fare qualcosa, in quanto esprime bisogni e desideri del corpo. Il messaggio, una volta percepito in modo conscio, prende il nome di emozione e i lobi cerebrali sono in grado di descriverlo a parole. Il Pagina Chi ha inventato le emozioni?

73 nome emozione, che contiene l idea di movimento, deriva proprio dal fatto che, con essa, il corpo induce i lobi cerebrali a prendere decisioni in accordo con l emozione. Infine, i lobi cerebrali, tenendo conto delle emozioni ricevute e di ogni altra informazione in loro possesso, decidono che cosa fare e lo comunicano alle cellule del corpo, principalmente attraverso i nervi. Se poi le cellule del corpo non sono d accordo, invieranno altri segnali chimici al cervello e il ciclo si ripete. Le decisioni degli uomini Trifoglio aveva redatto proprio su questo la sua tesi all Università e un emozione forte lo spingeva ad ampliare il discorso sono, dunque, prese in base a una discussione fra le parti del corpo. I terrestri fanno fatica a chiamarla discussione, perché essa non avviene con l uso del linguaggio, ma è, in effetti, un continuo scambio di significati, che precede l azione. Una cosa simile è osservabile in tutte le aziende. Ciò non deve stupire: le aziende sono reti, gli uomini sono reti e ciò che stiamo dicendo vale per tutte le reti. In un azienda, i vari dirigenti esprimono il loro parere nei consigli di amministrazione. I vari dirigenti, attraverso i loro reparti, raccolgono informazione dall ambiente esterno: i mercati, i fornitori, la logistica, ecc. Sulla base di ciò, si discute a lungo e poi si prende una decisione in maniera collettiva. Un dirigente può avere più importanza di un altro, questo sì, e alle volte non si convoca un riunione in una saletta apposita, ma si chiacchiera nei corridoi, però le decisioni sono il frutto di uno scambio di pareri. Il Direttore Generale si occuperà poi di coordinare gli sforzi per raggiungere i risultati sperati, ma non è lui l unico che decide. Nell uomo, le decisioni vengono apparentemente prese dal cervello, ma è evidente che, in certi casi, il contributo fondamentale è stato invece degli occhi (si è deciso in base a ciò che gli occhi hanno ritenuto di vedere) o di altre parti del corpo ancora. Il cervello, più che essere un decisore unico, fa la parte del Direttore Generale, che deve coordinare l azione di tutto il corpo nell eseguire comportamenti che sono stati decisi collegialmente. A pagina 50, avevamo introdotto il concetto di ultrarete: data una 7 - Chi ha inventato le emozioni? Pagina 73

74 rete, l ultrarete è una rete più grande, di cui la rete fa parte. Introdurremo qui il concetto, opposto, di sottorete: data un a rete, definiamo sottorete una sua parte. Si può concludere dicendo che le decisioni di una rete vengono prese in seguito a discussioni fra sottoreti. Tutto chiaro? Mi pare di sì. E allora... brava, Gilda! Sei riuscita a seguirmi fino al punto in cui ti posso spiegare bene come fanno gli uomini (e le reti in generale) a decidere i loro comportamenti. Il tutto è riassunto nella figura 7.3. sottoreti (percezione) rete (comportamento) ultrareti (significato) Figura I comportamenti sono decisi da almeno tre livelli di rete Il comportamento di una rete dipende dalla percezione di informazioni provenienti dall interno e dall esterno. La percezione è un compito usualmente delegato a una o più sottoreti: per esempio, l uomo delega le percezioni visive agli occhi, che sono una sottorete dell uomo. L occhio delega la percezione alla retina, la retina la delega a coni e bastoncelli... Le percezioni sono soggette ad errori di percezione, che dipendono dai significati. La cosa dovrebbe esserti ormai più che nota. I significati sono stabiliti da una ultrarete, di cui la rete considerata fa parte. Sulla base della percezione (falsata dagli errori percettivi), le sottoreti dialogano e decidono il comportamento della rete. Per definire un comportamento di una rete, è necessario considerare il comportamento di almeno tre livelli di reti. Per fare un esempio, Pagina Chi ha inventato le emozioni?

75 vediamo che cosa succede nel caso dell uomo. La società (ultrarete) stabilisce i significati. I significati causano errori nella percezione dei sensi (sottoreti). Varie parti del corpo (sottoreti) discutono e decidono i comportamenti dell uomo. Questi, infine, agisce sulla base di tale decisione. Le parti del corpo che dialogano fra loro sono organi di senso e cervello, ma non solo: ci sono stimoli, come per esempio la fame, che provengono da altri organi ancora. È un po complicato, d accordo... ma chi ha mai detto che la psicologia degli uomini (e delle reti in generale) sia una materia facile? Non è difficile, invece, immaginare quale potrebbe essere il comportamento del dott. Peperone quando è alle prese con un venditore e vuole sbarazzarsene si intromise Canarino. State a sentire. Baldo e spavaldo, con la rivista-campione sotto il braccio, il Venditore di Pubblicità bussò alla porta dell'ufficio del dott. Aurelio Peperone. Poi aprì leggermente l'uscio. Posso entrare? Lei vuole entrare? Sì disse il Venditore, avanzando di un passo. In tal caso, la sua domanda è totalmente priva di fondamento. Il Venditore si arrestò e si guardò intorno. Non capiva che cosa avesse sbagliato. È priva di fondamento continuò il dott. Peperone in quanto è già entrato. Se è entrato, per entrare deve prima uscire. Lei vuole uscire? Veramente... io volevo entrare! Ma per entrare deve uscire. E lei dice di non voler uscire. A meno che, in realtà, lei non voglia restare. Lei vuol restare? Sì, appunto... biascicò il Venditore sempre più confuso. Allora perché chiede di entrare? Chieda piuttosto di restare. Lei può scegliere. Può restare chiedendo di restare, oppure entrare chiedendo di uscire, oppure uscire chiedendo di entrare. E' chiaro? A proposito, perché è entrato? Volevo presentarle... Un momento. Per presentare qualcuno o qualcosa, anche il qualcuno o il qualcosa deve entrare. L'ha fatto entrare? No, perché non 7 - Chi ha inventato le emozioni? Pagina 75

76 ha chiesto di farlo entrare. D'altra parte, lei entra senza chiedere di entrare, per cui avrebbe potuto far entrare il qualcosa o il qualcuno senza chiedere di farlo entrare e adesso lei dovrebbe chiedere di farlo uscire per chiedere di farlo entrare. Vuole farlo uscire? A proposito, che cosa voleva presentare? Questa rivista. E' un rivista tecnica del suo settore, che esce tutte le settimane... Ha visto? Ha visto che esce? Quindi vuol dire che è entrata. Ed educatamente esce, per poter chiedere di entrare. Non può entrare se prima non esce. Come farebbe a presentarmi una rivista, se prima non è uscita? Glielo stavo proprio spiegando, bisogna farla entrare e può entrare solo se prima è uscita. Non capisco, però, perché voglia uscire tutte le settimane. Non penserà mica che io la voglia far entrare tutte le settimane, anche se me lo chiede? Pensi che ogni volta lei potrebbe entrare e la rivista uscire, oppure la rivista entra e lei esce, oppure lei resta e la rivista esce, oppure lei esce e la rivista resta. Sarebbe un guazzabuglio! Comunque l'idea che la rivista esca mi piace, è un esempio che lei dovrebbe imitare! concluse il dott. Peperone, accompagnando il Venditore all'uscita. Pagina Chi ha inventato le emozioni?

77 IL PIANETA DELLE RIMEMBRANZE Quando Gilda diede l esame di maturità, dovette sostenere una approfondita interrogazione su determinismo, libero arbitrio e su quanto vari filosofi avevano affermato in proposito. Si dice che al Liceo si impara a raccontare le cose senza averle prima capite, ma che, per fortuna, poi c è tutta la vita per riuscirne a comprenderne qualcuna. Trifoglio era lanciato e, a Gilda, l occasione sembrava propizia. Mi avete indicato processi con cui si formano i pensieri. Ma, allora, l uomo è schiavo di un meccanismo che lo obbliga a decidere ciò che il meccanismo stesso ha stabilito, o l uomo può decidere quello che vuole? Ovvero, il pensiero è totalmente condizionato da fattori genetici ed esperienze passate o l uomo è libero di pensare e fare ciò che preferisce? Perché dai vostri discorsi sembrerebbe che tutto sia predeterminato, mentre a me sembra di poter decidere ciò che voglio in assoluta libertà. Ovviamente, ho parlato dell uomo, ma ormai ho ben capito che, quel che vale per lui, vale per tutte le reti. Immagina di studiare una mente umana come isolata da tutto il resto e, ciò non ostante, supponendo che sia soggetta ad influenze esterne. Ma non è possibile! Se è isolata da tutto, come potrebbe essere influenzata da esperienze che comportano di ricevere informazioni dall esterno? Brava, Gilda, hai perfettamente ragione. Eppure proprio questo è ciò che hanno fatto per millenni filosofi e scienziati di ogni continente. È questo il motivo per cui, finora, nessuno è venuto a capo del problema in maniera davvero convincente. Fa così perfino De Bono, nel suo Mechanism of Mind! Però, è normale che, nella scienza, si debbano considerare situazioni irreali, per semplificare un poco la trattazione e renderla accessibile. Ora, se consideri una rete a se stante, le esperienze la organizzano e 8 - Il Pianeta delle Rimembranze Pagina 77

78 la modellano, quindi dovremmo dire che non esiste il libero arbitrio e tutto è determinato dalle esperienze. Ma ogni uomo, oltre ad essere un a rete, fa perte di un numero infinito di ultrareti: la coppia, la famiglia, la nazione... Se applicassimo lo stesso ragionamento a tutte le reti, ne verrebbe fuori che tutte hanno un comportamento predeterminato. Ma ciò nn è possibile, perché si troverebbero ben presto delle contraddizioni. Facciamo un esempio. Un azienda è una rete, e le esperienze precedenti potrebbero averla condizionata in modo che il suo direttore Generale, sig. Rossi, oggi dovrebbe andare a Roma. Però il signor Rossi, che è anche lui è una rete, dovrebbe avere un comportamento predeterminato, secondo il quale oggi dovrebbe andare a Parigi. Il signor Rossi, evidentemente, non ha il dono dell ubiquità e dovrà scegliere se andare a Roma o a Parigi. Quindi una sola delle predeterminazioni si realizza, l altra no, mandando a catafascio ogni teoria deterministica. Si aggiunga che il signor Rossi appartiene a un infinità di reti, ognuna delle quali deve stabilire il comportamento proprio e quindi delle sue componenti: il signor Rossi si troverà a dover obbedire a un infinità di ordini, molti dei quali non potranno che essere in contrasto fra loro. Ergo, il signor Rossi dovrà necessariamente avere un certo grado di libertà. Eventualmente, egli avrà una libertà limitata, che consisterà nel poter scegliere un comportamento solo fra quelli che sono pretesi dalle varie reti di cui il signor Rossi fa parte: queste reti sono infinite, per cui la scelta è davvero molto ampia. Ma c è di più. Un ulteriore grado di libertà (o, almeno, di imprevedibilità) è dato dalla presenza di significati che non dipendono dal signor Rossi, ma deformano le percezioni del signor Rossi, in base a quanto riassunto nella figura 7.3 a pagina 74. Ma non è sufficiente: esiste un ragionamento molto intrigante, che sto per presentarti, che ricalca una delle più famose pagine di Tommaso d Aquino: questa volta, però, facendo riferimento ad avvenimenti comprovabili con esperimenti e non solo a considerazioni verbali. La figura 7.3 dice che ogni rete dipende, per il suo comportamento, dalle percezioni di una sottorete. Allora, anche le sottoreti dipen- Pagina Il Pianeta delle Rimembranze

79 dono da reti ancora più piccole, e il ragionamento dovrebbe essere reiterato senza trovare mai fine. Una fine, però, ci deve essere, perché nel nostro Universo, si dimostra, non possono esistere corpi più piccoli di una certa dimensione minima: quindi, a un certo punto, per trovare qualcosa di più piccolo ancora, bisogna uscire dall Universo. Diviene necessario supporre l esistenza di un Ente trascendente, che abbia la possibilità di influire sul nostro Universo, ma che non vi appartenga. Cosa che non stupirà nessuno, se si ricorda che il nostro Universo è un Universo virtuale. Lascio a te decidere se questo Ente trascendente debba essere chiamato Dio (qualcuno ha proposto il nome di Dio Spirito) o con altri termini meno impegnativi, ma è certo che deve esistere: esso non deve appartenere al nostro Universo e deve essere la causa ultima della libertà di comportamento di tutte le reti. Infatti, il comportamento dipende dalle sottoreti e questo Ente trascendente è l ultima delle sottoreti possibili. Allora è scientificamente dimostrato che Dio esiste? interruppe Gilda. Più precisamente, diciamo che è provato che deve esistere un Ente trascendente. Ci sono altri due ragionamenti che richiedono l esistenza di tale Ente. Il primo fa, anch esso, riferimento alla figura 7.3. Ogni rete ha bisogno dell esistenza di un ultrarete. Ma anche l intero Universo è una rete: perché si possa avere un ultrarete, in questo caso, bisogna supporre l esistenza di Qualcosa che si trovi oltre i confini dell Universo stesso. Qualcuno ha usato il termine Dio Figlio per dare un nome a questo Qualcosa. Tale Dio Figlio diviene il gestore ultimativo dei significati, quindi Colui che determina tra l altro, in maniera definitiva, che cosa è bene e che cosa è male. Infine, il nostro Universo ha sicuramente una data di inizio. Ci deve essere Qualcosa o Qualcuno che vi ha dato origine. C è chi lo chiama Dio Creatore o Dio Padre. E se uno non crede in Dio? Io non sto parlando di un Dio, visto che sul significato di questa parola c è molto disaccordo. Ho parlato di tre Enti che devono stare 8 - Il Pianeta delle Rimembranze Pagina 79

80 fuori dal nostro Universo e adempiere a funzioni ben precise. Se si ammette che tali Enti non esistono, si può dimostrare che, come conseguenza, nel nostro Universo non potrebbe esistere l informazione: cosa che è al di fuori di ogni possibile logica, dato che l affermazione l informazione non esiste sarebbe pur essa un informazione! Gilda era un po spaventata, ma era anche molto curiosa. Trifoglio aveva iniziato a trattare, secondo principi scientifici, una materia che gli uomini cercano emotivamente di evitare, perché molto impegnativa. Ma Gilda non era certamente simile al mediocre uomo medio, come l autore di questo libro fa notare, per giustificare il fatto che sta obbligando i lettori a restare sull argomento. Così Gilda chiese: Ma che cosa ci potrà mai essere al di fuori del nostro Universo? Con certezza, non lo sappiamo nemmeno noi del pianeta RGB, intervenne Criniera, perché anche il pianeta RGB fa parte dello stesso Universo in cui si trova la Terra. Qualcosa in merito, però, si può cercare di dedurre, sulla base di ciò che conosciamo. Sicuramente, al di fuori dell Universo l informazione ha velocità infinita. Infatti, la caratteristica fondamentale del nostro Universo è che la velocità è limitata (per la precisione: non può mai superare la velocità della luce nel vuoto). Una velocità limitata, per avere senso, richiede l esistenza dello spazio e del tempo. La Bibbia racconta che la creazione iniziò con la creazione della luce. Sulla terra si ritiene che ciò indichi quella cosa che serve per vedere. Invece, essa indica l adozione di un limite alla velocità di qualunque segnale costituente informazione. Ponendo questo limite, si crearono lo spazio e il tempo, quindi, in pratica, il nostro Universo. A proposito di tempo: questa chiacchierata servì anche ad ingannare le ore che passavano lente. I cinque, infatti, erano risaliti sulla macchina blu e si erano diretti verso il Pianeta delle Rimembranze, un piccolo pianetino che stava davvero lontano, quasi al confine dell Universo conosciuto. Ma la strada era lunga, mancavano ancora un po di di miglia (spazia- Pagina Il Pianeta delle Rimembranze

81 li, naturalmente) e il gruppo rischiava di annoiarsi, così Canarino si mise a raccontare un altro episodio riguardante il dott. Peperone. Baldo e spavaldo, il Venditore di Servizi Immobiliari accompagnava il dott. Aurelio Peperone a vedere un appartamento sfitto. Avrei una certa urgenza. Se decidessi positivamente chiese il dott. Peperone mentre salivano con l'ascensore, lei ha con sé ogni carta necessaria? Certamente! rispose il Venditore che già intravvedeva la succulenta provvigione, mentre, uscito dall'ascensore, apriva una porta al quarto piano. L'ingresso è ampio e con pavimento in ceramica. Qui a destra c'è la cucina... E dov'è il gabinetto? Chiese il dott. Peperone. Là in fondo al corridoio. E dov'è la carta? Quale carta? La carta igienica. Mi ha detto che l'aveva con sé, quando l'ho avvertito che avevo un'urgenza. No, io avevo la carta bollata! E lei usa la carta bollata per queste urgenze? Ma quanto guadagna, lei? Senza contare che non mi sembra molto igienica! La carta bollata serviva per il contratto! Non c'è bisogno di contratti! Io certe cose le faccio gratis! Sì, ma qui non si può! Ma lei affitta un appartamento dove non si può andare in bagno? Un appartamento simile può servire per qualche ora, ma non di più. Lei affitta camere a ore? Non le voglio. Una volta ho affittato una camera ad ore e c'era dentro una ragazza. Io voglio un appartamento, non una ragazza. Con un bagno. Con urgenza. No, sì, l'appartamento è tutto per lei! Meno male. Mi vergognerei ad andare in bagno, se ci fosse una ragazza che vede. Se non c'è nessuno ci posso andare? Certo! Ah, finalmente si è deciso a darmi il permesso. E la carta? Mi sta prendendo in giro? Ma vada a c Il Pianeta delle Rimembranze Pagina 81

82 Appunto! Ma senza carta non si può. Ho capito: mi troverò un altro appartamento! concluse il dott. Peperone uscendo con urgenza. Il pianeta delle Rimembranze è un pianeta dove è sempre fine ottobre. In pianura cominciano ad alzarsi le prime nebbie, che poi non sono affatto le prime perché, su quel pianeta, ci sono tutto l anno. Sulle colline, le viti, le querce e i castagni hanno le foglie che tendono al giallo e al rosso scuro, la luce è pallida ma ancora calda e tra il ribollir dei tini, va l aspro odor dei vini l animo a rallegrar. 1 Una felicissima legge locale vietava l uso di qualunque suono amplificato artificialmente: il silenzio, interrotto solo dai rumori dolci della natura e da canti spontanei degli abitanti, accarezzava le orecchie dei passanti rendendole più amiche. Ogni tanto si sentiva qualche sparo, perché era l epoca della caccia al cinghiale, e i cacciatori più abili si ritrovavano poi per una cena festosa, cui i cacciatori meno abili erano sempre invitati. Persone di ogni pianeta si ritrovavano lì per ricordare i loro cari defunti, ma non c era alcun cimitero, perché la morte veniva, là, interpretata solo come un cambiamento di vita, tant è vero che i giovani facevano festa, mascherandosi e fabbricando curiosi pupazzi con zucche svuotate all interno. Gilda e Canarino si tenevano per mano, guardando verso l alto, verso la fine dell Universo, chiedendosi, senza parlare, che cosa potesse esserci al di là. D improvviso, una voce li colpì alle spalle. Dolcetto o scherzetto? Gilda si voltò di scatto. Maremma suina! Il professor Gatto! Quando uno va a spasso per la piazza del proprio paesello, incontrare un vecchio amico è altamente probabile. Se si passeggia nella piazza di una grande città, lo è certamente meno. Ed è ancor meno è probabile incontrarlo, se si è in ferie in qualche luogo lontano da casa. Figuriamoci, allora, se si sta scorazzando per l Universo su un astronave. 1 Giosuè Carducci, San Martino. Pagina Il Pianeta delle Rimembranze

83 Quello che aveva fatto sobbalzare Gilda, però, era un altra cosa: il professor Gatto era morto dodici anni fa. Gilda ricordava ancora la prima volta che il suo amico Simone l aveva portata a casa del professor Gatto: una villetta tutta bianca con le persiane verdi, che stava sulla cima di una leggera salita, costituita da un prato di erba verdissima. Ex studente universitario, ex campione provinciale di salto in alto, ex suonatore di banjo, ex venditore, ex dirigente d'azienda, Mario Gatto era chiamato da tutti il professore per la sua cultura e la sua saggezza. Non era nemmeno laureato, avendo dovuto interrompere gli studi, quando gli mancavano quattro esami alla laurea, per alcune difficoltà economiche della famiglia. Ma per chi badava alla sostanza, e non ai titoli, il professor Gatto era ben più di un qualunque professore universitario. All epoca, Gilda era una ragazza giovane e inesperta, che cercava la sua strada nella vita e il prof. Gatto le diede insegnamenti di grande valore. Questi permisero a Gilda di trovare un lavoro soddisfacente e sufficientemente remunerativo e, soprattutto, la indussero a vivere una vita vera, senza andare sempre dalla stessa parte dove vanno gli altri. Un personaggio così meriterebbe di non morire mai, ma anche gli autori dei libri hanno, sui loro personaggi, dei poteri limitati. Fra un libro e l altro, il professor Gatto si era ammalato di una grave malattia cardiaca e, anche a causa dell età avanzata, non riuscì a venirne a capo. Ma... ma... ma... Gilda non riusciva a dire altro. Non ti stupire, Gilda! la rincuorò il professore. I terrestri hanno, della morte, un idea un po strana. Vedi, tutto, nell Universo conosciuto, è informazione. Noi siamo fatti di informazione: di varie informazioni che si sono messe, a un certo punto, a circolare ad anello, rendendo possibile un fenomeno, il nostro corpo, che ha una durata nel tempo. Tutte le informazioni possono essere facilmente registrate. Pensa, con adeguate tecniche di compressione dei dati, basta un normale disco rigido, di quelli che trovi in qualunque negozio di informatica per pochi Euro, per registrare tutte le informazioni che riguardano la 8 - Il Pianeta delle Rimembranze Pagina 83

84 vita di un individuo: la configurazione dei geni, la composizione chimica delle cellule del corpo, le esperienze, i pensieri... tutto quanto. Chi ha creato tutto l ambaradan, a quanto pare, si diletta nel registrare un po tutto quel che vi accade. Disponendo di tali informazioni, è teoricamente possibile far risorgere qualunque persona. A quanto mi risulta, su nessun pianeta dell Universo si è ancora sviluppata la tecnologia necessaria, ma ciò non esclude che, al di fuori dell Universo, ci sia Qualcuno che tale tecnologia l ha scoperta e realizzata. Probabilmente, un giorno, anche su uno dei tanti pianeti esistenti, qualcun altro riuscirà a farlo. C è un fenomeno, noto a tutti quelli che possiedono un computer, che assomiglia alla morte, ed è quando si prende un file di testo e lo si comprime, per esempio col programma Zip. Prima di essere zippato, un file è vivo. Esso contiene parole che si rapportano fra loro, che comunicano, che da sole generano significati e, raggruppandosi, generano altri significati ancora. Poi succede che il file viene zippato. Se lo apri, le parole sono scomparse, sostituite da una massa informa di geroglifici che non possono più dire niente a nessuno. Il file è morto e occupa meno spazio. Ma basta applicare il programma inverso, che si chiama Unzip, e il file ritorna come prima. Sui computer di tutto il mondo, queste due operazioni di compressione e decompressione, zippare e dezippare, sono compiute quotidianamente. La morte non è un processo identico a questo, ma ci assomiglia. L informazione di cui è costituita una persona viene compressa e le sue componenti diventano inoperose. Basta applicare il programma inverso, però, e la persona viene ricostruita. Come vedi, con me ci sono riusciti benissimo. Io abito normalmente al di fuori dell Universo conosciuto, ma, ogni tanto, permettono a qualcuno di noi di venire sul Pianeta delle Rimembranze a ricordare la vita di un tempo. Sono venuto qui in bicicletta. Bicicletta spaziale, naturalmente. Maremma suina! Esclamò Gilda. Ma, fuori dall Universo, che cosa c é? Per un terrestre rispose il professor Gatto, che aveva conserva- Pagina Il Pianeta delle Rimembranze

85 to la cortesia per cui tanti l avevano apprezzato sulla Terra, è molto difficile immaginarlo, perché è un luogo infinito dove la velocità dell informazione è infinita. Quando tutto è infinito, i nostri concetti di spazio e di tempo non hanno più senso e un terrestre ben difficilmente riesce a immaginare qualcosa, se gli togli la possibilità di immaginare sia lo spazio sia il tempo. Comunque il cibo è ottimo, vario e abbondante. Ma ci sono i buoni divisi dai cattivi? Esiste l inferno? Ti ha giudicato San Pietro, con tanto di chiavi del Paradiso in mano? Il professor Gatto non riuscì a trattenere una risata. Nulla di tutto questo. Siamo tutti insieme e il giudizio, in realtà, è automatico. Quando la velocità di informazione è infinita, tutti sanno tutto di tutti. Tutti conoscono il mio pensiero attuale, tutti sanno che cosa ho fatto nella vita e anche ciò che ho solo pensato per un solo attimo. Non è come sulla terra, dove tu puoi ingannare, tenere nascosto, non far sapere. Fuori dall universo, non ci sono schermi, non ti puoi nascondere dietro a nulla. Così tutti possono formarsi un opinione di ciascun altro e ben motivata. Ogni azione che hai fatto nella vita, viene giudicata non secondo i significati di Satana, quelli in uso sulla Terra, che privilegiano il potere e il denaro, ma secondo quelli del Dio Figlio, basati sull amore. Per fortuna, ho scoperto che tutti i miei colleghi, abitanti del luogo che è al di fuori dall Universo, pensano bene di me. Perché lì tutti sanno tutto di tutti e io non posso ignorare quello che gli altri pensano di me, non posso girarmi dall altra parte, non posso far finta di niente. Altri, più numerosi, nella precedente vita sono stati un po birbanti, fingevano e odiavano invece di amare: ora si sentono addosso l odio e il disprezzo di tutti gli altri e non possono evitare di sentirselo addosso. L odio e, soprattutto, il disprezzo di miliardi e miliardi e miliardi di esseri di tutti i pianeti, direttamente, senza alcun riparo, senza possibilità di scuse, fa molto molto male. Finché stai ancora sulla Terra, Gilda, non fare mai qualcosa che vorresti nascondere: quando arriverai nel luogo definitivo, tutti lo saprebbero e tu ne subiresti le conseguenze. 8 - Il Pianeta delle Rimembranze Pagina 85

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87 MEMORIA A BREVE TERMINE Gilda stava covando una domanda, da quando il professor Gatto aveva cominciato a parlare. Ricordava che sulla Terra, al professor Gatto si potevano porre le domande più profonde, senza che lui si scomponesse mai. Professor Gatto, ma che cos è l Universo? Che cos è la vita? I miei amici mi hanno insegnato cose sconvolgenti. Temo di avere un po di confusione. È vero che i sassi parlano? Se tutto è informazione, che cosa diavolo è questa materia, con cui dobbiamo avere a che fare tutti i giorni? L Universo è un po una memoria a breve termine del Padreterno. Sai che cosa è la memoria a breve termine? Non troppo bene... Ogni uomo, per pensare, per decidere che cosa fare, deve tener conto di più informazioni contemporaneamente. Se devi attraversare la strada, guardi prima da una parte, poi dall altra, poi devi decidere se puoi passare, tenendo conto, contemporaneamente, di entrambe le informazioni che hai raccolto. Perché tu possa fare questo, la natura ti ha dotato di una memoria a breve termine. E un deposito dove le informazioni si conservano per alcuni secondi, in modo da poter essere sommate. Così tu puoi decidere come se le informazioni che hai raccolto guardando a destra e quelle che hai raccolto guardando a sinistra fossero state contemporanee. Nell uomo, la memoria a breve termine ha una durata assai breve: meno di 30 secondi. Alcune informazioni che passano nella memoria a breve termine sono giudicate, per qualche motivo, importanti ed allora vengono spostate nella memoria a lungo termine, che è quella definitiva : quella, per intenderci, che ti permette di superare un esame a scuola. La maggior parte delle informazioni raccolte, però, vengono scartate, 9 - Memoria a breve termine Pagina 87

88 per non intasare la memoria a lungo termine con dettagli irrilevanti. Ti sarà capitato più volte di far la strada in macchina da casa all ufficio e, una volta arrivata, di non ricordare nulla di quello che c era lungo il percorso. Per guidare un auto, non hai bisogno di scomodare la memoria a lungo termine: quando tieni conto di ciò che hai visto negli ultimi secondi, puoi prendere le decisioni di accelerare o frenare o svoltare in tutta sicurezza. Dopo secondi, le informazioni che hai raccolto diventano inutili, per lo scopo che ti stati prefiggendo, che è quello di guidare la macchina. Così vengono eliminate. E necessario che vengano eliminate, per fare spazio ad altre informazioni in arrivo. Se non venissero eliminate, sarebbe un grosso guaio: quando mancano poche decine di metri al tuo ufficio e devi decidere se accelerare, frenare o svoltare, avresti in testa tutto ciò che hai visto da quando sei uscita di casa, compreso il colore dei baffi del vigile che stazionava al primo incrocio: avresti da esaminare una quantità di informazioni tale da non riuscire a prendere le decisioni di guida in tempo utile. Questa è la memoria a breve termine nell uomo continuò il prof. Gatto. Come dicevo, una funzione simile è svolta dalla materia. L Universo è basato sul fatto che, quando si hanno due informazioni che si trovano nello stesso luogo e nello stesso momento, esse si fondono, dando luogo a una nuova informazione. Questa affermazione può essere difficile da capire in astratto, ma con un esempio ti sarà subito chiara. Immagina che sul tuo telefonino possano arrivare contemporaneamente due messaggini. Uno dice: Sei invitata a cena alle nove a casa di Dario. L altro dice: Dario abita in via Dante 1. Le due informazioni si fondono in una nuova informazione: Sei invitata a cena alle nove in via Dante 1. Come conseguenza, tu, alle nove, ti recherai in via Dante 1. In questo caso, due informazioni si sono fuse, dando luogo a un comportamento che non sarebbe stato possibile con solo uno dei due messaggini. Il tuo comportamento è un informazione, nel senso che comunichi all esterno qualcosa (in questo caso, il fatto che stai andando in via Dante 1). Tutti i comportamenti sono informazioni, nel senso che Pagina Memoria a breve termine

89 chi guarda apprende qualcosa che prima non sapeva (in questo caso, apprende la direzione del tuo movimento). Per dirla in parole semplici, due messaggini hanno causato il tuo movimento. In termini tecnici, due informazioni hanno prodotto una nuova informazione. In questo discorso, abbiamo immaginato che i due messaggini fossero contemporanei. Ma ciò non avviene: i due messaggini ti pervengono uno dopo l altro. Perché tu li possa considerare entrambi, è necessaria una memoria che conservi il primo messaggino finché è arrivato il secondo: questo è proprio quello che succede, perché i telefonini dispongono di una memoria che serve proprio a questo. Il giorno dopo, puoi tranquillamente cancellare i messaggini, per liberare lo spazio per altri eventuali messaggini che ti dovessero arrivare. Possiamo allora dire che la parte di memoria del telefonino dove sono conservati i messaggini è una memoria a breve termine: vi si accumulano delle informazioni per un breve periodo, col vantaggio di poterne usare due (o più di due) come se fossero state contemporanee, anche se, in realtà, sono avvenute in tempi diversi, cioè una dopo l altra. Ricapitolando, due informazioni che si trovano nello stesso luogo e nello stesso momento si fondono, generando una nuova informazione. Ma l Universo è enorme e il tempo si misura in miliardi di anni: è davvero improbabile che due informazioni possano essere nello stesso luogo e nello stesso momento. In molti casi è addirittura impossibile, come per il tuo telefonino, che è costruito in modo che non possa ricevere due messaggi contemporaneamente (almeno, facendo riferimento ai telefonini attuali: nel futuro, chissà...). Se non ci fosse un rimedio, i casi di fusione sarebbero pochi e l Universo avrebbe un evoluzione molto più lenta di quella attuale: forse, addirittura, un evoluzione così lenta da risultare insignificante o inutile per il suo Creatore. Il rimedio, però, esiste: basta distribuire nell Universo qualcosa che faccia le funzioni di una memoria a breve termine. Tutta la materia ha proprio questo scopo: permettere a due informazioni di fondersi, come se esse fossero state contemporanee, anche 9 - Memoria a breve termine Pagina 89

90 se si sono trovate nello stesso luogo in tempi diversi. Anzi, poiché la materia ha una sua dimensione, non occorre neanche che sia esattamente lo stesso luogo, basta che le due informazioni siano giunte entro una piccola distanza. In passato, i filosofi non hanno dato molta importanza alla capacità della materia di conservare le informazioni, se non in quei casi particolari in cui si sia voluto costruire qualcosa che serviva proprio a questo: alludo a libri, RAM di computer, hard disk, CD e DVD, apparecchi fotografici e cineprese, telecamere, ecc. Ma qualunque materia ha una sua memoria. Spingi un oggetto su un tavolo ben liscio, poi smetti di spingerlo: l oggetto avanzerà ancora per qualche secondo. Esso ha ricordato la spinta, è una forma di memoria. Una campana continua a vibrare anche dopo che il batacchio l ha colpita. Se ti tagli i capelli, i tuoi capelli finiti sul pavimento, benché tagliati, conserveranno a lungo il DNA che ti appartiene. A casa tua distribuisci i mobili a tuo piacimento, il giorno dopo li trovi tutti allo stesso posto dove li hai messi: hanno ricordato la posizione. Metti lo zucchero nel caffé, il caffè resta dolce anche dopo che hai finito di mettere lo zucchero. Qualunque tipo di oggetto ricorda qualcosa, può trattarsi di poche informazioni oppure di molte, come avviene, per esempio, con quelli che chiamiamo esseri animati. Ci sono memorie che durano pochi attimi e memorie che durano millenni: possiamo, però, definirle tutte di breve termine, se le confrontiamo, come è giusto, con la durata dell Universo. Che cos è la vita? Dovrebbe risultarti chiaro, questo punto, che cosa è la morte: è lo svuotamento di una memoria a breve termine. In molti casi, il Creatore fa quello che farebbe ciascuna persona assennata col uso computer: prima di cancellare tutto, zippa le informazioni più importanti e le ripone da qualche parte, a casa Sua. Quando Gli fa comodo, le recupera. La vita è quel breve lasso di tempo in cui un corpo è in grado di raccogliere informazioni, memorizzarle ed elaborarle erogando informazioni nuove. Tutta la materia deve nascere e morire: nulla ha durata eterna, nell Universo. La durata dei vari corpi è assai diversa, perché ciò è fun- Pagina Memoria a breve termine

91 zionale a una ottimale gestione dell informazione complessiva: se devi conservare gli oggetti che ci sono a casa tua, ti vien comodo disporre sia di grandi armadi sia di piccole scatolette, nonché di contenitori di tutte le dimensioni intermedie. Così, se devi conservare informazioni, ti torna comodo avere a disposizione memorie dove se ne conservano poche per lungo tempo e altre dove se ne conservano molte per un tempo più breve. Nulla, però, può avere durata eterna: una qualunque memoria che avesse durata eterna finirebbe col riempirsi completamente, non potrebbe (per mancanza di spazio) raccogliere più nessuna informazione dall esterno né generarne di nuove all interno (col ragionamento): quindi, non servirebbe più a nulla. L alternanza di vita e di morte è ciò che fa funzionare l Universo. Il tuo Universo, si badi bene, perché se allarghi lo sguardo a ciò che c è al di fuori del cosiddetto Universo Conosciuto, tutto cambia. Al di fuori dell Universo tutto è stabile, tutta l informazione è sempre a disposizione di tutti, sempre e contemporaneamente, quindi non c è bisogno di memoria, quindi non c è bisogno di morte. Lo so che questi sono concetti difficili da credere: ma io non sono qui per caso. Nelle pagine 35 e 36, trovi scritto che senza fede non si apprende. Io sono qui perché tu vuoi apprendere e io so che tu in me hai fede, me l hai sempre dimostrato sulla Terra. E a me piace insegnare a te: te l ho sempre dimostrato, sulla Terra. Tu sei una dei quei pochi che non seguono il gregge, uno di quei pochi su cui vale la pena di investire il proprio tempo: e ciò a prescindere concluse ridendo il prof. Gatto dal fatto che, là dove abito io adesso, di tempo ce n è in abbondanza! Così dicendo, il professor Gatto risalì sulla sua bicicletta e cominciò a pedalare verso l alto, si allontanò divenendo sempre più piccolo, finché scomparve alla vista. Gilda era sconvolta. I suoi compagni di viaggio capirono che bisognava aiutarla a ritornare in sé. Criniera sentì su di sé tutta la responsabilità del capo e abbracciò Gilda di lato, mettendole la mano sulla spalla. Criniera era tutta morbida e il suo braccio emanava un calore dolce, le sue parole emanavano affetto e amore. 9 - Memoria a breve termine Pagina 91

92 Vedi Gilda, le parlò quasi sussurrando tutta la difficoltà nasce dalla superbia che pervade uomini e donne che vivono sulla Terra. Loro vogliono sentirsi superiori a tutti, a tutto, perfino a Dio (ti ricordo che questo è esattamente il significato che Satana ha proposto ai vostri progenitori e che i vostri progenitori, purtroppo, hanno accolto). Così i terrestri pensano sempre di esser gli unici abitanti dell Universo o, almeno, gli unici dotati di intelligenza. Non si accorgono nemmeno dei corpi intelligenti che si trovano dentro di loro: il sistema immunitario, per esempio, è molto più intelligente del pensiero cosciente 1. Figurati se si accorgono dell intelligenza dei corpi che stanno fuori di loro. E poi, in quanti, sulla terra sanno che cos è l intelligenza? Se guardi sui più autorevoli dizionari terrestri, troverai definizioni che nessuno ha la possibilità di verificare con misure o fatti concreti. L intelligenza è la capacità di fondere due o più informazioni in arrivo per erogarne una terza, profittevole per uno scopo preesistente. In termini meno precisi, ma più facili da capire: è la capacità di elaborare informazioni provenienti dai cinque sensi per decidere il proprio comportamento, al fine di trarne vantaggio. Ora, considerando che luce, forze, suoni, calore, ecc. sono informazioni, cioè eventi cui è possibile, in qualunque modo lo si voglia fare, associarvi un significato, credi che l uomo sia l unico in grado di ricevere luce, forse, calore, suoni, ecc.? Ed escludi che anche le cose possano avere uno scopo? Perché escludere che un pianeta abbia la chiara intenzione di sopravvivere, visto che possiamo constatare facilmente che il giorno dopo è ancora al suo posto e in bella forma? Tutto dovrebbe avvenire per caso? Ma che cos è il caso, se non la misura della nostra ignoranza degli scopi? Ora io ti ho solo insinuato il dubbio, ma è possibile dimostrare in maniera del tutto formale e incontrovertibile che le cose stanno davvero così. Tutto è informazioni, la materia è capacità di ricordarle e sommarle fra loro ottenendone di nuove e tutto, informazioni originali e informazioni risultanti, possono essere registrate. E recuperate 1 Si leggano, per esempio, le opere di Francisco Varela (Santiago del Cile Parigi 2001). Pagina Memoria a breve termine

93 quando serve. Tutto deve morire per rinascere, ma nulla va perduto se è stato registrato. Su RGB, il nostro pianeta, siamo più avanti e sappiamo più cose, ma perfino sulla Terra è apparsa qualche dimostrazione in proposito. L uomo terrestre è così superbo da affermare che l universo deve essere come appare ai suoi sensi, e ciò solo perché i sensi sono i suoi. Solo se smetteranno di dare spazio a tale loro arroganza, e cominceranno a pensare che l unica cosa certa è che ai sensi arriva dell informazione, e che quindi l informazione esiste e che ciò è l unica cosa certa, i terrestri potranno fare dei progressi sostanziali. Tutti i corpi sono dotati di pensiero, di intelligenza, di scopi, di coscienza. Questa è una proprietà delle reti e, nel nostro Universo, tutti i corpi sono reti. Certamente, tutte queste capacità si manifestano in modi assai diversi fra loro, e certo differenti dal modo in cui appaiono nei terrestri. Ma tutti i corpi ricevono informazioni e in qualche modo ne emettono, e quelle che emettono sono diverse da quelle che ricevono. Tutti i corpi cercano di continuare ad esistere e questo è lo scopo comune, che, il più delle volte, riescono a raggiungere, come è facile verificare. Sono cose sotto gli occhi di tutti, basta aprire la mente per accorgersene. Tanto per dirne una, tu avevi mai considerato che una forza, oltre ad essere qualcosa che fa muovere, è anche un contenitore di informazione? Chissà quante volte, nella tua vita, hai dato una leggera spinta a qualcuno per comunicargli la direzione che, secondo te, egli avrebbe dovuto prendere: un informazione trasmessa mediante una forza. Guarda, Gilda: su RGB abbiamo cominciato a costruire dei traduttori, che riescono a riproporre in linguaggio umano quello che alcuni corpi inanimati si dicono. Non ne parliamo in giro volentieri, perché la ricerca è ancora all inizio. Ma lacune traduzioni sono già state fatte. Due corpi che si muovono nello spazio, per esempio, si scambiano una forza, che voi chiamate forza di gravità : il nostro traduttore ci ha permesso di sapere che lo scopo è quello di scambiare informazioni riguardanti la posizione reciproca. Invece, allo scopo di informarsi sul tempo che passa e per darsi dei 9 - Memoria a breve termine Pagina 93

94 segnali che permettano di sincronizzare i rispettivi orologi, i corpi assumono dei comportamenti che sono sintetizzati nelle equazioni di Maxwell sull Elettromagnetismo. E molto ragionevole che i corpi celesti debbano scambiarsi informazioni di questo tipo. Nell Apocalisse, sta scritto che le stelle dovranno spegnersi e cadere. Perché ti possano cadere sulla testa, bisogna che tutti i corpi dei celesti convergano verso un unico punto, e che l Universo imploda, cioè si riduca continuamente come un pallone che si sgonfia. Dovendo convergere verso un unico appuntamento, è ovvio che i corpi dovranno scambiarsi informazioni sul luogo dove si trovano e sugli orari. Ed è ovvio che, quando si saranno riuniti, non avranno bisogno di scambiarsi segnali: ed ecco che le stelle si spengono, perché i segnali elettromagnetici non sono più necessari. Fermati un momento disse Gilda. Hai parlato di pallone che si sgonfia. Ma l Universo non è in espansione? Non c è quella storia del Big Bang... Gilda, Gilda, quando la smetterete, sulla Terra, di dar retta ai vostri sensi? Ma questo è un argomento troppo complicato: dobbiamo rimandarlo a un prossimo libro. Pagina Memoria a breve termine

95 LE MAGIE DI SINESTRA La via del ritorno dal Pianeta delle Rimembranze era lunga e tutti cominciavano ad essere piuttosto stanchi. Ma, a un certo punto, Gilda sobbalzò. Ma quella è Chiaretta! Ferma, Marino, ferma un attimo! Chiaretta era una donna di strada, che esercitava in un viale vuoto che stava nello spazio vuoto. Più o meno coetanea di Gilda, meno bella, ma con degli occhi che ancor oggi testimoniavano una gioventù in cui certamente ella piaceva assai. Vestiva un abito stretto e corto, piuttosto erotico, fatto di mille colori, con una forte prevalenza di lilla. Chiaretta! Quanto tempo...! Gilda! Incredibile! Ma che ci fai qui? Ti presento i miei amici: Criniera, Marino, Trifoglio e Canarino, del pianeta RGB... E questa è Chiaretta, una ragazza che stimo per davvero. RGB? Ci sono stata. Bel posto. Che piacere vederti! Bello quello che hai detto, quasi tutti non vogliono vedermi, vogliono solo guardarmi. Ma dai! Ma come sei finita qui? Sai com è... sul viale appena fuori da Vicocorto si fermavano in tanti... gente di tutti i tipi... un giorno si è fermato uno che veniva da Urano, lì per lì io non mi ero neanche accorta della differenza. Ho detto di sì e lui, anziché al solito motel, mi ha portato nello spazio. Mi sono trovata bene e sono rimasta qui. Vieni, ti faccio vedere dove abito. Chiaretta aprì una grossa porta che non c era, raccolse la sua grossa borsa e si incamminò, invitando tutti ad entrare. Appena varcata la soglia Gilda si trovò immersa in un paesaggio di fiaba: prendete una di quelle cartoline natalizie che si inviavano una volta con gli auguri, 10 - Le magie di Sinestra Pagina 95

96 con la neve e tutto il resto, poi un paio di figure tratte da un libro per bambini, magari con la fiaba di Hänsel e Gretel, con quei boschi misteriosi, aggiungetevi le pagine migliori di un catalogo di viaggi turistici e una foto di una stella alpina, con le Dolomiti sullo sfondo: shakerate tutto e servite caldo... questo era quello che apparve agli occhi di Gilda. Questa è Sinestra spiegò Gilda. E un luogo che è difficile trovare, perché è sempre un po più a destra, ma sempre anche un po più a sinistra. Per chiunque lo trovi, è un luogo sempre nuovo, perché fa vedere le cose sempre da punti di vista diversi. Il paesaggio era ampio e il territorio solcato da strade strette, bianche e pulite, non asfaltate, ma lisce e senza alcuna buca. Alcuni abitanti si muovevano lungo le strade come pattinando, perché si poteva scegliere se camminare oppure muoversi come se sotto le suole delle scarpe ci fossero state le ruote. Non c erano automobili né rumori molesti, ma una deliziosa musica di sottofondo. La musica la importiamo dalla Terra, è composta da Eugenio. Eugenio scrive delle canzoni bellissime. Ma, che scrivono canzoni bellissime, ce n è molti. Eugenio ha anche un altra specificità. In un Universo dove tutti ti asfissiano perché vogliono importi di ascoltare le loro chiacchiere vacue, di guardare le loro foto banali, di ammirare i loro quadri dipinti con quella parte del corpo che il Creatore ha dato loro per sedersi, di compatire solo le disgrazie loro, ecco, in un Universo così, Eugenio compone canzoni bellissime e non le vuole fare ascoltare a nessuno. Per riuscire ad ascoltarne una, devi pregarlo per ore... oppure venire a Sinestra. Dove si stava spargendo per l aria una triste canzone sul ricambio generazionale, felice sintesi di un Universo dove tutto deve morire per poter nascere. Non rinascere: nascere, perché tutto è sempre nuovo. Gilda volse lo sguardo in avanti, a destra della strada. C era una capanna bassa, in mattoni a vista e col tetto di paglia ricoperto di neve e con un camino che fuma. A sinistra, appena al di là della strada, una spiaggia di sabbia bianca, su cui rade palme verdi disegnavano un ombra nera ben scolpita, a causa di un caldo sole estivo. Gilda guardò di nuovo a destra e, al posto della capanna, vide una reggia Pagina Le magie di Sinestra

97 sfarzosa, con marmi, statue e scalinate e un giardino immenso sul davanti. Gilda si volse verso Chiaretta con lo sguardo visibilmente perplesso. È solo questione di punti di vista spiegò Chiaretta. A Sinestra, i punti di vista sono sempre diversi. E le cose cambiano continuamente. Quando cambi il punto di vista, ogni cosa appare diversa da prima. Per inciso, quella è la casa dove abito. Venite, c è un bar qui vicino, vi offro da bere. Chiaretta guardò verso un gruppo di case e una di esse, con la vistosa scritta Caffè degli Amici, si staccò dal gruppo e si spostò dirigendosi verso Chiaretta, fermandosi proprio davanti a lei. È inutile che andiamo fino al bar noi, che siamo in sei, spiegò Chiaretta, meglio che si muova il bar, che è uno! Tanto, è solo questione di punti di vista. Quelli che sono dentro al bar, infatti, se guardano fuori dalla finestra vedono noi che ci muoviamo verso il bar. Entrarono e Chiaretta si diresse subito dietro al bancone, prese sei bibite e sei bicchieri e li portò a un tavolo. Bevete! disse Chiaretta agli amici, che osservavano questa inconsueta manovra. No, non sono la padrona del bar, è che le bibite sono a disposizione di chi ha sete. A Sinestra, tutti, persone e cose, sono pienamente disponibili. Tutto funziona perché c è rispetto l uno dell altro. Noi ora abbiamo bisogno di sei bibite, se le prendiamo non facciamo del male a nessuno, quindi possiamo farlo. Mentre parlava, Chiaretta si avvicinò a una apertura nel muro di fronte, al di là della quale passava un nastro trasportatore. Chiaretta aprì la sua grossa borsa, ne trasse alcuni pacchetti e li posò sul nastro. Oggi, col mio lavoro, ho guadagnato 250 Euro terrestri, 40 Palanche venusiane, due forme di pecorino, una giacca a vento e tre racchette da tennis. Adesso ho inviato tutto ai Magazzini Centrali, dove chi ne ha bisogno può andare a prendere ciò che gli serve e usarlo. Senza alcuna ricevuta? E che importanza ha chi è stato a mettere a disposizione le cose? Scusa Chiaretta, chiese Gilda non per offendere, ma non si 10 - Le magie di Sinestra Pagina 97

98 fa nessun controllo? Gli abitanti di Sinestra accettano roba anche se proviene dalla prostituzione? E tu, non ti senti mai disprezzata? A Chiaretta venne da ridere. Un riso spontaneo, gioioso, per nulla forzato. E che cosa dovremmo dire, allora, di quelle persone che, sulla Terra, vendono il cervello? Degli avvocati che si fanno pagare per dire quello che sanno e per difendere un innocente? Dei giornalisti che si vendono senza alcun ritegno a questo o quel centro di potere? Dello sterminato stuolo di quelli che voi chiamate brillanti giovani in carriera e che in realtà vendono la loro creatività e le loro idee a chiunque possa farli avanzare di grado? Di quelli che, per mille Euro al mese, si rassegnano a non fare nulla di utile, restando seduti per otto ore al giorno a riempire moduli che non producono e non produrranno mai nulla? Di quelli che agiscono, ma facendo solo malefatte e che ritengono di essere innocenti solo perché c è qualcuno che ha dato loro degli ordini? No, no. Queste cose avvengono sulla Terra perché guardate le cose sempre da un solo punto di vista. Su Sinestra non ci si ferma alla prima immagine, si valutano le cose da molti punti di vista. Il mio lavoro è ritenuto un lavoro come gli altri e io vengo valutata secondo ben altri parametri. Ognuno si sceglie il lavoro che vuole e la sua scelta è sempre rispettata, per principio. Purché, ovviamente, si tratti di un lavoro vero. I fannulloni, qui, non sono graditi. Gilda vide su una sedia uno scialle, molto bello, ricamato a mano. Che bello quello scialle! Dove potrei comperane uno? Gilda non fece in tempo a finire la frase che tutti si ritrovarono nello spazio, vicino alla macchina blu. C era anche Chiaretta. A Sinestra il concetto di proprietà non esiste. Se vuoi uno scialle, puoi prenderlo e usarlo finché ti serve. Se incontri uno che, oggettivamente, ne ha più bisogno di te, glielo cedi. Dopo aver guardato la vita da tutti i punti di vista possibili, o più precisamente quasi tutti, a Sinestra si sono stabiliti tre valori fondamentali: amore, disponibilità e rispetto. Sono gli unici tre valori che non limitano né la fantasia né la comprensione delle idee: puoi mantenerli alla base del tuo comportamento e contemporaneamente vedere le cose da qualunque Pagina Le magie di Sinestra

99 punto di vista. Qualunque altro valore, per quanto valido, si accompagna sempre a qualche pregiudizio. Se appena ti metti a pensare alla proprietà, esci automaticamente da Sinestra e dai suoi valori. Nell Universo tutto è informazione, e l unica proprietà vera che hai è quello che sai, quello che studi, quello che hai appreso, quello che hai capito. Chi studia, diventa proprietario dei misteri: perché più conosci, più scopri cose che non sai ancora. Chi conosce diventa proprietario vero: proprietario di tutto l Universo. Non ti abbattere se ti sei ritrovata fuori da Sinestra: puoi sempre rientrarvi, se accetti i nostri tre valori fondamentali: amore, disponibilità e rispetto. La porta d ingresso è dappertutto ed è grande. Certo, bisogna essere capaci di vederla. Anzi, di immaginarla, perché in realtà non c è: l ingresso di Sinestra è ovunque ed è libero a tutti, non c è bisogno di portoni. Così dicendo, Chiaretta aprì una grossa porta che non c è, la varcò e scomparve alla vista in uno spazio tutto lilla. L automobile blu viaggiava veloce nello spazio e Canarino pensò di facilitare un po di relax raccontando l ultima avventura del dott. Peperone. Baldo e spavaldo, il Venditore di Telefonini attendeva i clienti dietro un bancone pieno zeppo di tecnologia, quando entrò il dott. Aurelio Peperone. Avrei bisogno di un telefono chiarì subito il dott. Peperone. Certamente signore. Quali sono le sue esigenze? Devo telefonare a zia Clotilde. Benissimo, signore trangugiò il Venditore, che si aspettava una risposta un pochino più tecnologica. Ci sarebbe questo... E il filo? chiese, preoccupato, il dott. Peperone, dopo una prima rapida occhiata. Che filo? Il filo del telefono! Ma no, signore, il filo non serve più. I telefoni moderni trasmettono via etere. Questo modello è davvero bellissimo, può fare fotografie a 10 megapixel Le magie di Sinestra Pagina 99

100 Questo significa che, se telefono a zia, posso vedere la sua fotografia dentro l'aggeggio? Non esattamente, non con questo modello, però lei può fare una fotografia qui e inviarla a zia Clotilde, purché zia Clotilde abbia un telefonino moderno. Ma se zia Clotilde avesse già un telefonino moderno, che cosa se ne farebbe di una fotografia di un negozio di telefonini moderni? Beh, sì, in un certo senso... Ma non mi confonda! lei mi fa perdere il filo! Il filo non serve più. L'ha detto lei. Comunichi pure via etere! Sì, no, però... aggiunse il Venditore sempre più confuso, però potrebbe optare per questo modello, invece, che ha il GPS incorporato! E che cosa sarebbe? Per esempio, che se deve andare da sua zia Clotilde, il telefono le indica la strada. E perché dovrei andare da zia Clotilde? Non è più comodo telefonare? Certo che può telefonare! Ma può anche andarci! Senta, giovanotto, lei mi sembra avere le idee confuse. Io voglio telefonare a zia Clotilde e lei mi dice di andarci. Il che, a ben pensarci, non è una cattiva idea, perché così risparmio il costo della telefonata. E anche quella del telefonino, perché, se proprio devo andarci, la strada la so già. Zia abita qui davanti. Il dott. Peperone uscì dal negozio, attraversò la strada e si infilò nel portone di fronte. Pagina Le magie di Sinestra

101 RITORNO A CASA... O NO? Canarino aveva appena terminato il racconto, ed era lì che si attendeva i complimenti dal consesso, quando si sentì, forte ed infernale, il suono aspro di una sirena. Il tempo è scaduto! annunciò Criniera. Il tempo è scaduto! ripeté Marino. Il tempo è scaduto! confermò Trifoglio. Il tempo è scaduto! sospirò Canarino. Dobbiamo riportarti sulla Terra chiarì Criniera. Ma come! disse Gilda avevo ancora tante domande da fare... Purtroppo, sulla Terra, sono già passati nove secondi. Il semaforo è diventato verde. E quelli dietro a te stanno suonando il clacson. Gilda si ritrovò sola, al semaforo che c'è prima del lungolago, sulla sua utilitaria truccata spider. Alla sinistra, il carro funebre si era già mosso. A destra, l'insegna che reclamizzava lo champagne: "Si vive una volta sola". Dietro, pit-pit e pot-pot di automobilisti impazienti. Gilda innestò la prima e si mosse in tutta fretta. Maremma suina, che strana avventura! Era stato un sogno? Girò gli occhi e vide, sul sedile accanto a quello di guida, un libro che prima non c'era. "Il mondo visto da Sinestra" 1. E questo che cos è? Appena le fu possibile, Gilda accostò a bordo strada e prese in mano il libro. Lo aprì e vi trovò una dedica. Cara Gilda, il tempo passato con te è stato davvero piacevole per noi tutti. Il nostro lavoro al GEPS (Gruppo Esplorativo Perditempo Spaziali) ci fornisce tante occasioni di conoscere persone affascinanti. Poche volte, però, siamo stati in compagnia di una donna curiosa e attenta come te. 1 Luciano Biondo: Il mondo visto da Sinestra. Aidea, Ritorno a casa... o no? Pagina 101

102 Immaginiamo il tuo dubbio: è stata realtà o è stato un sogno? Tutto vero o tutta opera di fantasia? La risposta è: dipende. Se per vero intendi una cosa che è accaduta realmente, è tutto vero. Questo libro che ti lasciamo costituisce prova inoppugnabile. Non aver mai paura di credere a! impossibile. Il possibile è fatto per la gente mediocre, per le person& banali. Solo que!o che sembrava impossibile, prima di avverarsi, merita di essere vissuto. Se per vero intendi ciò che è possibile dimostrare con prove, tutte le nozioni che hai appreso sono vere. Nel libro che ti abbiamo lasciato (e che è disponibile anche su!a Terra), troverai le prove scientifiche de!e affermazioni che ti abbiamo raccontato. Forse, potrai le'ervi anche la risposta a qualche doma(- da che non hai avuto il tempo di fare. Ci troverai cose che sembrano incredibili? Se non ci credi è un problema tuo, non nostro: senza fede non c è apprendimento. Non c è progresso. Non si risale ne!a Va!e de!a Scienza fino a!a sorgente e non si diventa padroni de! Universo. Se per vero intendi, invece, che descrive la Verità Assoluta, a!ora vero non è. Perché la Verità, que!a con la V maiuscola, non può essere ra'iunta, può solo essere cercata. Quando la Verità sarà nota, non esisterà più l informazione, perché non si può informare chi ha già saputo tutto. Il giorno che la Verità Assoluta diverrà conosciuta, l Universo finirà e si ripiegherà su se stesso, afflosciandosi. Fino a quel giorno, la ricerca de!a Verità resterà il gioco più be!o che può ess&- re giocato. E i libri, tutti i libri del mondo, fino a quel giorno, resteranno solo fantastici racconti di fantascienza: come questo. Con affetto Criniera, Marino, Trifoglio e Canarino. P.S. Sul pianeta RGB io ho solo 14 anni. Stare con te mi ha permesso di scoprire che le donne sono una cosa meravigliosa. Adesso mi darò da fare, voglio tro*armi una ragazza tutta per me. Grazie. Canarino. Gilda richiuse il libro sorridendo: un terrestre aveva potuto insegnare qualcosa a un abitante del pianeta evoluto RGB! Poi ci ripensò: ma è ovvio, l'informazione e l'apprendimento sono sempre bidirezionali! Pagina Ritorno a casa... o no?

103 Gilda riprese il viaggio. Ma non poté proseguire per molto: un ingorgo, un gigantesco ingorgo. C'era la partita di calcio allo stadio e tutti, muovendosi lentamente a singhiozzo, andavano nella stessa direzione. A Gilda venne in mente l inizio di questo libro. Al primo bivio, d impulso, Gilda svoltò verso la campagna. Filava veloce fra alberi e prati in fiore, andando... da un'altra parte Ritorno a casa... o no? Pagina 103

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105 POSTFAZIONE (CON IL GATTO) Prendete in mano un libro: esso è fatto di materia. Considerando il medesimo oggetto da un altro punto di vista, potremmo, però, dire che è costituito di informazioni (parole, figure, formule matematiche, ecc.). Considerate ora un sasso. Anch'esso è fatto di materia. Ma anch'esso, anche se forse non ci avevate mai fatto caso, contiene molte informazioni: dimensioni, colore, temperatura, peso, densità... sono tutte informazioni che appartengono al sasso, che vi stanno "scritte dentro" come le parole di un libro. Questo è un aspetto generale: qualunque corpo, qualunque pezzo di materia, in realtà, contiene dell'informazione. Per non parlare degli "esseri viventi", dove la quantità di informazione posseduta può essere davvero ingente. Escludendo proprio quest'ultimo caso (che ha portato allo sviluppo della psicologia), nel suo lavoro teso a comprendere la natura e i suoi segreti, l'umanità ha prestato maggiore attenzione all'aspetto materiale delle cose che alle informazioni contenute. Attenzione, non si tratterebbe solo di sostituire alla materia una serie di parametri che la descrivono. Il problema è più profondo: questa informazione racchiusa dalle cose, da dove viene e dove va? E sempre legata alla materia o potrebbe anche andare per conto suo? Che cosa succederebbe, se si desse priorità all'informazione? Cambierebbe, innanzitutto, l'importanza di alcuni strumenti di indagine. Quando si esamina la materia, fisica, chimica e astronomia sono le conoscenze principali. Se si esamina dell'informazione, la semantica, l'epistemologia, la psicologia fanno la parte del leone. Le cose rimangono le stesse, è ovvio, ma cambia ciò che viene sotto gli occhi prima e ciò che viene sotto gli occhi dopo. Non sembra, ma la differenza nell'ordine in cui si procede può essere importante. Provate ad accarezzare un gatto. Potete pensare di farlo cominciando dalla testa per arrivare alla coda o viceversa: qualunque Postfazione Pagina 105

106 gatto vi spiegherà in modo chiaro e diretto, con il suo comportamento, che c'è una bella differenza fra i due modi. Finora, l'umanità ha dato priorità alla materia, ma, purtroppo, così facendo ha "accarezzato il gatto" dalla parte meno felice. Il risultato pratico è che le scienze diventano più complesse, le formule matematiche meno comprensibili, i passaggi logici più ardui e, nel suo complesso, che la ricerca della verità procede con molta più fatica e con molta più probabilità di infilarsi, qua e là, in qualche vicolo senza uscita. Cambiare il modo di "accarezzare il gatto" non è agevole. L'uomo ha un numero assai elevato di abitudini mentali: piccole frazioni di ragionamento che, messe in fila l'una dopo l'altra, consentono ragionamenti complessi. Noi possediamo e utilizziamo queste abitudini, anche se normalmente non ci rendiamo conto di averle e non sapremmo, se richiesti, distinguerle una per una. Per "accarezzare il gatto" dall'altra parte, bisogna rivoltare come un calzino, una per una, queste migliaia di piccole abitudini mentali. E' un'attività che alcune persone effettuano istintivamente, ma che ai più viene spontaneo cercare di evitare: a costo di rischiare i graffi del gatto di turno. Nel 2009 è stato pubblicato il libro: "Il mondo visto da Sinestra". "Sinestra" è un neologismo che significa "né sinistra né destra" e vuole indicare un punto di vista totalmente innovativo. Questo punto di vista consiste proprio nel dare priorità all'informazione rispetto alla materia. L'Universo, tradizionalmente indicato come il luogo dove esiste la materia, in Sinestra viene definito come il luogo ove esiste l'informazione. In altre parole, si "accarezza il gatto" dall'altra parte. E' il primo apporto scientifico in tale direzione e, di conseguenza, lo scibile viene appena scalfito, eppure i risultati sono subito davvero rilevanti. La costruzione scientifica si semplifica, permettendo di spostare in avanti i confini della conoscenza con poca fatica. Si scopre che varie materie, tradizionalmente considerate distinte, si unificano: semantica, epistemologia, psicologia divengono un tutt'uno con sociologia, fisica e astronomia. L'interazione fra le varie materie Pagina 106 Postfazione

107 permette confronti che, a loro volta, consentono di sviluppare nuove conoscenze: alcune delle quali, decisamente stupefacenti, al limite dell'incredibile. Il tutto, naturalmente, andrà sottoposto a ulteriori approfondimenti e verifiche. Sicuramente, molti aspetti andranno riveduti e corretti. Ma l'idea rivoluzionaria di "accarezzare il gatto" dall'altra parte finirà col provocare uno dei maggiori progressi mai avvenuti nella storia della scienza. Questo volume vi ha introdotto alla nuova visione scientifica in forma totalmente divulgativa, ponendo la trattazione scientifica all interno di un romanzo di fantascienza e cercando di presentarla in forma facile e gradevole. Se volete completare l apprendimento con una trattazione rigorosamente scientifica, potete attendere di trovarla anche voi, miracolosamente, nella vostra auto, sul sedile accanto a quello di guida... oppure, se avete premura, provvedere ad acquistarla. Postfazione Pagina 107

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109 L AUTORE Il dott. ing. Luciano Biondo effettua ricerca scientifica, da oltre 30 anni, sui meccanismi operativi dell'intelligenza razionale ed emotiva; ne ha applicato i risultati al mondo aziendale, divenendo un esperto di motivazione, comunicazione e vendita. Ha curato la formazione di oltre dirigenti, quadri e venditori, in Italia e all'estero, mediante docenza in seminari, creazione "chiavi in mano" di strutture formative aziendali e insegnamento a distanza a mezzo Internet. E' stato invitato a tenere lezioni in sei Università. Ha pubblicato numerosi libri, oltre a libri elettronici, monografie ed articoli. Ha assunto un ruolo di rilevante responsabilità nel progetto "tbp-evolution" che nel novembre 2001 ha vinto il più importante premio nazionale (il premio Adico) per la miglior realizzazione di marketing dell'anno. Eclettico, ha sempre preso ogni hobby con impegno, e considera il lavoro come il più divertente dei suoi hobby. L autore Pagina 109

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111 INDICE L automobile blu... 7 L informazione Le valli delle scienze I significati Le reti Internet Chi ha inventato le emozioni? Il pianeta delle rimembranze Memoria a breve termine Le magie di Sinestra Ritorno a casa... o no? Postfazione (con il gatto) L autore Indice Indice Pagina 111

112 Aidea è una Associazione senza scopo di lucro che ha come mission lo sviluppo delle capacità nel lavoro, soprattutto riguardo a comunicazione, motivazione e vendita. Per raggiungere tale obiettivo Aidea: 1) ha creato la Formazione Venditori Low-Cost: una metodologia didattica mista aula-internet, che sviluppa concrete capacità di vendita, con una struttura organizzativa che limita i costi rinunciando a ricarichi e profitti. Informazioni sul sito: 2) aiuta le aziende promuovendo l attività di progettazione della formazione con il metodo Aidea. Questo metodo, che trovate descritto nel sito permette di ottimizzare l attività di formazione aumentando considerevolmente i risultati e diminuendo i costi di gestione; 3) promuove attività di formazione manageriale di alto livello. Aidea sarà lieta di leggere il vostro parere su questo libro e sulla sua attività in genere: potrebbe essere merito vostro se riusciremo a fare le cose meglio in futuro. Scrivete a: Aidea Milano - Via R. Sanzio 32 - Telefono Pagina 112 Informazioni utili

113 L Università della Vendita Unipocle (Università Popolare Costantino Clerici) è un Associazione senza scopo di lucro che ha come mission la promozione della Qualità nel Servizio di Vendita al cliente, attraverso strumenti telematici. Per raggiungere tale obiettivo l Università della Vendita: 1) ha creato il sito dove dirigenti commerciali e venditori possono trovare corsi gratuiti online, interattivi, di livello pari a quelli delle migliori soluzioni a pagamento offerte dalle primarie società di consulenza. Tale sito si è affermato come punto di incontro virtuale dei venditori italiani; 2) ha creato il sito dove le società di consulenza trovano supporti per poter offrire alla loro clientela una formazione venditori, mista internet-aula, progettata secondo criteri innovativi. I metodi adottati e i contenuti esclusivi garantiscono risultati decisamente superiori. Università Popolare Costantino Clerici - Milano - Via R. Sanzio 32 Informazioni utili Pagina 113

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