IL REATO DI ATTI PERSECUTORI ex art. 612 bis c.p.

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1 IL REATO DI ATTI PERSECUTORI ex art. 612 bis c.p. Delitto contro la libertà morale. Delitto doloso che prevede la rappresentazione dell evento. L elemento soggettivo è la volontà della condotta e dell evento. I reati di minaccia continuata e di molestie reiterate sono assorbiti dalla fattispecie. Non è necessario che le condotte reiterate siano uguali. Il reato può essere realizzato con qualsiasi modalità La struttura oggettiva del reato è incentrata sulla reiterazione di condotte minacciose o moleste, e sulla previsione di correlati effetti psichici 1..tali condotte devono arrecare un perdurante stato di ansia e di paura (considerando le circostanze oggettive e soggettive) o...ingenerare un fondato timore per l incolumità personale propria, di un prossimo congiunto, o di altra persona legata da relazione affettiva (parenti, amici, etc) o...portare a restringere, o ad alterare le proprie abitudini di vita, 1 Fiandaca-Musco

2 Il tentativo è ammissibile se gli atti sono idonei a conseguire il determinato evento. E un reato abituale e plurioffensivo in quanto il bene giuridico tutelato è oltre alla libertà morale anche quello ulteriore della tranquillità personale e della salute mentale e fisica (l integrità individuale). Il reato di maltrattamenti in famiglia (572 c.p.) si realizza ogni volta che l agente, agendo contro una persona di famiglia (o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorita', o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte), la maltratta in modo continuativo, con ingiurie, umiliazioni, percosse e piccole violenze quotidiane: La serialità della condotta degli atti persecutori è un elemento in comune con i maltrattamenti in famiglia. Il reato di maltrattamenti in famiglia, in caso di convivenza, assorbe gli atti persecutori se non sono presenti le aggravanti previste dall art. 612 bis. In presenza delle ipotesi aggravate 2 e 3 comma dell art. 612 bis, il reato di atti persecutori non concorre con quello di maltrattamenti in famiglia.

3 Il grave e perdurante stato di ansia e di paura potrebbe consentire di applicare la fattispecie di maltrattamenti aggravata 2, Prima dell entrata in vigore della nuova fattispecie la giurisprudenza ha applicato la fattispecie di maltrattamenti anche in relazione all ex coniuge 3. Parte della giurisprudenza, dopo l entrata in vigore dell art. 612 bis, ha applicato la fattispecie di atti persecutori per incriminare le condotte realizzate immediatamente dopo la separazione dall ex partner non convivente (che maltrattava durante la convivenza) 4. Se in sede di richiesta di ammonimento, la/il denunciante dichiara di avere subito maltrattamenti in famiglia durante la convivenza, si procede d ufficio (occorre, però valutare da quanto tempo è cessata la convivenza) ex art. 612 bis. Nel caso in cui il/la persecutore/trice sia una persona convivente, nelle ipotesi di reati meno gravi, è possibile, in sede civile, ottenere un ordine di protezione, ossia il giudice ordina al molestatore la 2 La reclusione da quattro ad otto anni in caso di lesione personale grave, come un grave e perdurante stato di ansia e di paura che può ben rientrare nella nozione di malattia con decorso superiore ai 40 giorni- evento della fattispecie di lesione grave 3 Cassazione penale sez. VI, 27 giugno 2008, n , V., in Foro it. 2008, 11, 546: Il reato di maltrattamenti in famiglia è configurabile, quanto al rapporto tra coniugi, anche in caso di separazione legale e di conseguente cessazione della convivenza, sempre che la condotta valga ad integrare gli elementi tipici della fattispecie (il principio è stato affermato relativamente al caso di sistematici atti di percosse, ingiurie, minacce, ma anche di molestie del marito a danno della moglie separata, quali il pedinamento della stessa su tutto il territorio nazionale); conforme Cass. penale sez. VI, 27 giugno 2008, n , V., in CED Cass. pen Tribunale Bari sez. riesame, 6 aprile 2009, in Giur. merito 2009, 7-8.

4 cessazione della condotta pregiudizievole, l allontanamento dalla casa familiare, potendo prescrivergli altresì di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima. Il giudice può disporre il divieto di avvicinamento all imputato di avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa ovvero di mantenere una distanza determinata da tali luoghi o dalla vittima, può prescrivere all imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva ovvero di mantenere una distanza determinata da tali luoghi ovvero da tali persone, o vietare all imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone. Tutti possono essere vittime, così come tutti possono essere persecutori a prescindere dal sesso, dall orientamento sessuale, dall educazione e dall estrazione sociale. La legge non specifica da quanto tempo la condotta deve durare né il numero minimo delle manifestazioni. I singoli accadimenti vanno contestualizzati e valutati collettivamente osservandoli nella cornice dell intera durata dell iter di molestie, a partire anche da quegli episodi antecedenti l entrata in vigore della normativa. Gli atti persecutori di cui all art. 612 bis sono inseriti fra le aggravanti di cui all art. 577 c.p. comma 1 e applica la pena dell ergastolo qualora l omicidio di cui all art. 575 c.p. sia commesso ove ricorrano le

5 aggravanti in esso riportate, ed è altresì inserito anche fra le aggravanti di cui all art.609 ter, che prevede la reclusione da 6 a 12 anni per i fatti di cui all art. 609 bis c.p. sulla violenza sessuale. Il magistrato può adottare provvedimenti a tutela del/dei minore/i nelle more dell ammonimento. Le protezioni previste per il dibattimento con un minore vittima di reato sono estese anche ai procedimenti relativi al reato in oggetto nonché per l'esame in dibattimento del maggiorenne infermo di mente (uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico). Una volta emesso il provvedimento dell ammonimento, si trasmettono gli atti anche all Autorità Giudiziaria per buona prassi. La Molestia o disturbo alle persone prevista dall art. 660 c.p., a differenza degli atti persecutori, si realizza anche con una sola azione di disturbo o molestia e la vittima può sporgere denuncia anche nel caso in cui l atteggiamento molesto sia limitato ad un singolo episodio. L art.220 c.p.p afferma che la perizia psichiatrica è ammessa, quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche. Essa costituisce una prova giudiziaria, per stabilire il grado di infermità mentale e viene richiesta ai fini dell imputabilità e pericolosità. Lo scopo è stabilire se il reo, nel momento del reato, fosse imputabile, ovvero capace di intendere e di volere (art. 85.c.p.) è imputabile chi è capace di intendere e volere.

6 La legge consente di ottenere il risarcimento del danno patito dalla persona offesa, danno che può essere patrimoniale (quale quello derivante dal danneggiamento dei beni), biologico (derivante da lesioni sulla persona della vittima), ed altresì esistenziale (quello che lede il diritto al libero dispiegarsi delle attività umane, alla libera esplicazione della personalità) ai sensi degli artt. 1226, 2043, 2059 codice civile e art.185 codice penale. Il termine di validità del decreto del giudice con cui ordina la cessazione della condotta criminosa, l allontanamento dalla casa familiare, o il divieto di avvicinamento dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima dura un anno. Si può procedere con incidente probatorio. E possibile procedere all arresto in flagranza anche per condotte iniziate prima dell entrata in vigore della legge per gli atti la cui completezza si consuma successivamente (nonostante su questo punto vi sia disaccordo in dottrina). L art. 1 T.U.L.P.S. (composizione bonaria dei privati dissidi) non deve essere confuso con l ammonimento emesso dal Questore. Infatti tale articolo, inserito nel titolo I Dei provvedimenti di polizia e della loro esecuzione cautelare, Capi I Delle attribuzioni dell autorità di pubblica sicurezza e dei provvedimenti d urgenza o per grave necessità pubblica, dice chiaramente che: L Autorità di Pubblica Sicurezza.per mezzo dei suoi Ufficiali, ed a richiesta delle parti, provvede alla bonaria

7 composizione dei dissidi privati.le attribuzioni dell Autorità Provinciale di sicurezza pubblica sono esercitate dal Prefetto o dal Questore; quelle dell Autorità Locale dal Capo dell Ufficio di P.S. del luogo o, in mancanza, dal Sindaco. Nell ammonimento, unica Autorità competente all emissione del provvedimento è il Questore della Provincia, non vi è alcuna composizione bonaria dei dissidi, in quanto le parti non sono chiamate ad esporre le loro ragioni, e non vi è il tentativo bonario dell Ufficiale di Pubblica Sicurezza di mettere d accordo le parti. In caso di fallimento della composizione bonaria, le parti si possono avvalere della facoltà di procedere mediante gli strumenti giuridici a disposizione. In caso di inosservanza dell ammonimento, si procede d ufficio configurandosi automaticamente il reato ex art. 612 bis. Tutti gli Uffici di Polizia, possono accogliere la richiesta di ammonimento con la quale il/la cittadino/a chiede l intervento del Questore per fare interrompere le condotte lesive configurate dall art. 612 bis c.p.. Immediatamente dopo la proposizione della richiesta, viene condotta una istruttoria da parte dell Ufficio procedente (Polizia o Carabinieri), trasmessa senza ritardo solo ed esclusivamente al Questore, unica Autorità competente, il quale emette un provvedimento di ammonimento unilaterale imposto all autore delle persecuzioni con il quale si invita la parte a cessare le condotte persecutorie. Tale provvedimento, una volta notificato, viene immediatamente inserito nello S.D.I.. In caso di inadempienza segnalata e verificata, si procede d ufficio.

8 Ammonimento Procedibilità a querela Procedibilità d Ufficio La norma non specifica entro Proponibile entro sei mesi a decorrere In presenza dell aggravante prevista dal quanto può essere richiesto né quanto dura. E facoltativo. Si può richiedere solo se il reato non risulta perseguibile d Ufficio e se non si è già sporta denuncia specifica. Non esclude, invece, la successiva proposizione della denuncia. La norma non precisa se sia revocabile e quindi non viene esclusa tale ipotesi. La richiesta di revoca dalla cessazione delle minacce o delle molestie. Se a commettere il fatto è l attuale convivente della vittima o un estraneo non è riconosciuta l aggravante. Quando è commesso dall ex compagno/a, è riconosciuta l aggravante ma non la procedibilità d Ufficio, a meno che non ricorrano le aggravanti specificate dalla norma. La querela è revocabile 3 comma art. 612 bis (fatto commesso nei confronti di minorenne, persona con disabilità); quando connesso ad altro delitto per il quale si procede d Ufficio; quando il soggetto risulta ammonito (in questo caso basta la reiterazione di un solo atto); La denuncia non è revocabile, se proposta. Le Forze dell Ordine procedono a prescindere dalla denuncia. dell ammonimento prima dell emissione del provvedimento

9 conclude automaticamente il procedimento. Se la volontà di revoca è successiva all emissione del provvedimento questo è comunque valido, anche se il Questore può fare una semplice presa d atto. Se nella richiesta di ammonimento emerge un reato perseguibile d Ufficio, si trasmette automaticamente all A.G.

10 Esempi di reati abbinati alla fattispecie che NON configurano la procedibilità d ufficio e che consentono il proponimento dell ammonimento Ingiuria(art. 594 c. p.); Diffamazione (art. 595 c. p.); Minaccia (art. 612 c. p., I comma); Violazione di domicilio (articolo 614 c. p.); Danneggiamento (articolo 635 c. p.);

11 Esempi di reati che determinano la perseguibilità d Ufficio degli atti persecutori e che NON consentono il proponimento dell ammonimento Lesione personale superiore a 20 gg (art.582 c.p.); lesione personale gravissima (art 583, 2 comma c.p.); Violenza privata (art.610 c.p.); Minaccia (art.612, 2 comma); Procurato allarme (art.658 c.p.); Interruzione di pubblico servizio (art.340 c.p.); Violazione degli obblighi di assistenza familiare, se il reato riguarda minori (art. 570 c.p.); Maltrattamenti in famiglia (art.572 c.p); Omicidio (art. 575 c. p.); Violazione di domicilio (art. 614 IV comma c.p.); Danneggiamento informatico (art.635 bis c.p.)635 bis

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