Ambiente e Lavoro 2015 IL RUOLO DEL PROFESSIONISTA TECNICO NELLA COSTRUZIONE E GESTIONE DEL MODELLO 231

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1 Ambiente e Lavoro 2015 IL RUOLO DEL PROFESSIONISTA TECNICO NELLA COSTRUZIONE E GESTIONE DEL MODELLO 231 Alessandro sand Foti Amministratore Unico co, E.S.H.Q. Consulting srl

2 CHI SIAMO SETTALA (MI) MARSALA (TP) ESHQ Consulting srl è una Società che opera da molti anni nel campo dei sistemi di gestione aziendali e nella consulenza in tema di D.Lgs.231, di compliance legislativa, energia, ambiente e responsabilità sociale. Implementa Modelli Organizzativi conformi ai requisiti del D.Lgs 231/2001 ed ha rappresentanti inseriti in OdV di primarie aziende nel settore chimico, farmaceutico, logistico e metalmeccanico. Diritti riservati 2

3 CHI SIAMO SETTALA (MI) MARSALA (TP) SCAN srl società di alta formazione professionale accreditata, sviluppa ed eroga corsi conformi ai principali requisiti legislativi e normativi. La società svolge anche attività di auditing sui principali sistemi di gestione volontari e legislativi e opera a supporto degli Organismi di Vigilanza per la verifica dei Modelli 231 nei reati di salute, sicurezza e ambiente. Diritti riservati 3

4 Premessa Con l'introduzione nel D.Lgs. 231/2001 dei reati in tema di salute e sicurezza (2007) e i reati ambientali (2011) si è creata per le aziende un'esigenza difficilmente sanabile dai professionisti che fino ai reati antecedenti il 2007 gestivano il tema dei Modelli 231: trovare sul mercato dei professionisti tecnici che integrino alle competenze giuridiche e organizzative le competenze tecniche e specialistiche in tema di reati cosiddetti "tecnici". Diritti riservati 4

5 Premessa Un ruolo chiave viene quindi ricoperto dal professionista tecnico, interno o esterno all'azienda, in tutte le fasi del Modello 231 e in particolare nelle fasi fondamentali di: a) progettazione, b) implementazione e c) controllo del Modello 231 Diritti riservati 5

6 Premessa Il professionista tecnico deve inoltre dimostrare caratteristiche di competenza ed esperienza per fare parte dell'organismo di Vigilanza. Quali possono essere le competenze e il percorso di qualificazione? Diritti riservati 6

7 Requisiti del Modello Organizzativo Affinchè un Modello possa considerarsi adeguato ai fini dell esonero di responsabilità dell Ente, è necessario che: a) individui le attività nel cui ambito possono essere commessi reati b) preveda specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell Ente in relazione ai reati da prevenire c) individui modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati d) preveda obblighi di informazione nei confronti dell Organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza del Modello e) introduca un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello Diritti riservati 7

8 Segue: in ambito Salute e Sicurezza sul Lavoro ( SSL ) L art. 30 del D.Lgs. n. 81/2008 prevede che il Modello Organizzativo, ai fini dell esimente, debba assicurare un sistema aziendale per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) all acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate. Diritti riservati 8

9 Segue: in ambito Salute e Sicurezza sul Lavoro Sempre ai sensi dell art. 30 del D.Lgs. n. 81/2008, il Modello Organizzativo deve inoltre prevedere: Idonei sistemi di registrazione delle attività (ad es., moduli, check-list, verbali, etc.) Una efficiente ed efficace ripartizione dei compiti e dei poteri in ambito SSL, (ad es., organigrammi, funzionigrammi, mansionari, procure notarili, verbali di incarico e nomina, etc.) Un sistema disciplinare idoneo a sanzionare le eventuali violazioni del Modello Un adeguato sistema di monitoraggio sull attuazione del Modello e sulla sua adeguatezza (ad es., programma di attuazione di audit interni e da enti di certificazione, Key Performance Indicators, riunioni di management, incontri di reparto, attività di monitoraggio dell OdV, etc.). Diritti riservati 9

10 La presunzione di conformità dei Modelli Organizzativi Il D.Lgs. n. 81/2008 prevede anche una presunzione di conformità dei Modelli Organizzativi qualora siano definiti conformemente alle Linee Guida Uni-Inail per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) ovvero al British Standard OHSAS 18001:2007. In tal caso, i Modelli Organizzativi si presumono conformi ai requisiti prescritti dalla normativa vigente per le parti corrispondenti. Diritti riservati 10

11 Il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro Approccio del miglioramento continuo Il ciclo di Deming ACT Reagite e memorizzate PLAN Dite quello che volete fare CHECK Verificate quello che avete fatto DO Fate quello che avete detto Diritti riservati 11

12 La progettazione del Modello Organizzativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro Diritti riservati 12

13 Start Up Fase 1: Risk Mapping Fase 2: Gap Analysis Diritti riservati 13

14 Acquisizione ed esame della documentazione aziendale rilevante (elenco non esaustivo): 1) Statuto della Società 2) Report sulle attività svolte dalla Società 3) Elenco dei siti in cui la Società opera 4) Documento Valutazione Rischi (DVR) Start up 5) Documenti Valutazione Rischi Interferenziali (in caso di appalti) 6) Organigramma/Funzionigramma aziendale in materia di SSL 7) Procure, deleghe e nomine aziendali (Dirigenti Delegati, Preposti, RSPP, Addetti alle Emergenze, ecc.) 8) Manuali, Procedure e Istruzioni Operative interne 9) Registro Infortuni 10) Certificazioni di impianti, macchine e attrezzature 11) Registrazioni della formazione e addestramento e verifica dell efficacia 12) Adempimenti dei controlli periodici di legge (impianti elettrici, ascensori e montacarichi, apparecchi a pressione, impianti scariche atmosferiche, apparecchi di sollevamento, etc.) 13) Attività di informazione svolte 14) Indagini penali aventi ad oggetto la violazione di norme anti-infortunistiche 15) Codice Etico e Sistema Disciplinare (se esistenti) Diritti riservati 14

15 Obiettivo: Individuare i rischi aziendali in ambito SSL Fase I: Risk Mapping Attività: 1. Accesso ed ispezione dei siti aziendali 2. Interviste con gli attori del sistema SSL (ad es., Datore di Lavoro, RSPP-Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Medico Competente, Addetti alle Emergenze, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) 3. Identificazione dei rischi aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro 4. Verifica circa la rispondenza della situazione effettiva rispetto a quella emergente dalle interviste e dall esame della documentazione aziendale Risultato: Identificazione e valutazione dei rischi rilevati e delle misure di mitigazione e controllo identificati nel DVR - Documento di Valutazione dei Rischi Individuazione delle aree dove non viene rilevata la rispondenza tra adempimenti di legge attesi ed effettuati Diritti riservati 15

16 Obiettivo: Valutazione/Costruzione/Adeguamento del Sistema di Controllo Interno in ambito SSL Attività: Costruzione/Valutazione dell adeguatezza dei seguenti protocolli: 1) Sistema organizzativo 2) Codice Etico (o di Comportamento) 3) Poteri autorizzativi 4) Procedure manuali e informatiche 5) Comunicazione, coinvolgimento, formazione ed addestramento del personale 6) Sistema di controllo sulla salute e sicurezza sul lavoro (gestione operativa e monitoraggio) 7) Sistema Disciplinare Risultato: Fase II: Gap Analysis Elaborazione della mappa illustrativa dei gap riscontrati e delle relative azioni di miglioramento Verifica dell implementazione delle azioni di miglioramento (cd. follow up ) Diritti riservati 16

17 L attuazione del Modello Organizzativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro Diritti riservati 17

18 L adozione del Modello Organizzativo 1. Predisposizione del documento riepilogativo dei principi e delle norme comportamentali del Modello, normalmente suddiviso in una Parte Generale ed una Parte Speciale 2. Predisposizione del Codice Etico e del Sistema Disciplinare 3. Nomina dell Organismo di Vigilanza La formale adozione del Modello Organizzativo e la nomina dell Organismo di Vigilanza è di esclusiva spettanza dell organo dirigente della Società (Consiglio di Amministrazione, Amministratore Unico, Consiglio di Gestione) Diritti riservati 18

19 L attuazione del Modello Organizzativo In sede di attuazione del Modello Organizzativo assume un ruolo essenziale l Organismo di Vigilanza ( OdV ) nominato ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001. All OdV spettano, in particolare, i seguenti compiti: a) Verificare l adeguatezza del Modello Organizzativo, intesa quale sua idoneità a prevenire la commissione dei reati considerati; b) Verificare l effettività del Modello Organizzativo, ovvero l osservanza delle prescrizioni e delle previsioni del Modello; c) Promuovere l aggiornamento del Modello Organizzativo mediante apposite proposte all organo dirigente. Diritti riservati 19

20 Segue: L attuazione del Modello Organizzativo Verificare l adeguatezza del Modello Organizzativo, intesa quale sua idoneità a prevenire la commissione dei reati considerati; Verificare l effettività del Modello Organizzativo, ovvero l osservanza delle prescrizioni e delle previsioni del Modello; Alcune domande da porsi: Il Modello contempla tutte le aree di rischio? Il Modello contempla tutte le procedure e i protocolli operativi per regolamentare le disposizioni atte a prevenire il rischio? Alcune domande da porsi: Il Modello è diffuso, attuato e documentato? Le procedure e i protocolli sono diffusi, attuati e documentati? Le registrazioni che attestano l attuazione del Modello e dei protocolli sono disponibili, diffuse e aggiornate? Diritti riservati 20

21 Possibili criteri per la scelta dell OdV Il requisito di indipendenza dell OdV è evidente che non si coniughi facilmente con la possibilità, tra l altro non esclusa, che l Organismo di Vigilanza sia composto da soggetti interni. E sempre più diffusa la convinzione che per natura, struttura e funzioni svolte, non è opportuno che il ruolo di Organismo di Vigilanza sia affidato all organo dirigente e, nella sua interezza, al Collegio Sindacale. In generale si affermano sempre più diffusamente i seguenti principi generali nella costituzione dell Organismo di vigilanza. - Compatibilmente con le dimensioni della Società, si raccomanda che l organismo sia un organo plurisoggettivo. Diritti riservati 21

22 Possibili criteri per la scelta dell OdV Tale composizione dovrà assicurare il possesso delle necessarie competenze che dovranno guidare l attività di vigilanza: o Competenze in materia tecnica, organizzativa ed auditing; o Competenze in ambito legale, in particolare circa la disciplina di cui al D.Lgs. 231; o Competenze in materia societaria (a tal fine è possibile che dell Organismo sia parte uno dei membri del Collegio Sindacale). - Relativamente alla presenza di un soggetto interno all organizzazione, tale ipotesi può riguardare soggetti che, posti in posizioni di staff alla Direzione, non svolgano ruoli prettamente operativi e non in aree rischio reato 231 (ad es. funzioni di internal audit, controllo di gestione, affari generali); - Non risulta opportuno nominare membri dell organismo soggetti verso i quali si indirizzano specifici rischi di reato (es. responsabile affari legali, responsabile appalti, gare e contratti, responsabile servizio prevenzione e protezione, responsabile informatico, etc.). Diritti riservati 22

23 Possibili criteri per la scelta dell OdV Per quanto riguarda il compenso attribuito ai membri dell OdV, è necessario che esso sia congruo, in relazione alle responsabilità ed alla complessità dei compiti ad essi affidati e coerente rispetto alla necessaria continuità di azione richiesta. In questa sede si sottolinea che anche eventuali incarichi affidati a dipendenti o a membri del Collegio Sindacale devono prevedere un apposito e distinto compenso per le attività svolte e non è, dunque, accettabile che lo stesso sia inglobato nella retribuzione (per il dipendente) o il compenso (per il sindaco) già corrisposto. È infine da escludersi l attribuzione di retribuzioni in forma variabile, ad esempio legate ai risultati della società, stante la necessaria autonomia ed estraneità dell Organismo stesso alla gestione dell ente. Diritti riservati 23

24 Guida Operativa alla costruzione e gestione del Modello 231 Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 24

25 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 25

26 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 26

27 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 27

28 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 28

29 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 29

30 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 30

31 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 31

32 Strumenti pratici per il professionista tecnico Sistema IL RUOLO Come di DEL Gestione rendere PROFESSIONISTA della efficace Veneranda: la TECNICO prevenzione il percorso NELLA dall applicazione dai COSTRUZIONE rischi legislativa nelle E imprese GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione e proteggere virtuoso 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 32

33 E.S.H.Q. Consulting Srl Sede nord: Viale delle Industrie, Settala (Mi) Tel: / Fax: Sede centro-sud: Via di Casal Selce, Roma Tel: / Fax: Pec: Web: IL RUOLO Come DEL rendere PROFESSIONISTA efficace la TECNICO prevenzione NELLA dai COSTRUZIONE rischi nelle E imprese GESTIONE DEL MODELLO e proteggere 231 legalmente le imprese? I Sistemi di Gestione Diritti riservati 33

34 Sistema IL RUOLO MOG231 di DEL Gestione e PROFESSIONISTA Sistemi della Veneranda: di Gestione: TECNICO il percorso strumenti NELLA dall applicazione COSTRUZIONE di prevenzione/controllo legislativa E GESTIONE a un processo DEL di MODELLO gestione aziendali virtuoso 231per l inquinamento industriale e la salute occupazionale Diritti riservati 34

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