PROVINCIA DI FROSINONE

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1 PROVINCIA DI FROSINONE Deliberazione del Commissario Straordinario (con i poteri del CONSIGLIO ai sensi dell art.42 del D.Lvo 267/2000) N. 22 del 20/08/2013 OGGETTO: REGOLAMENTO PROVINCIALE PER LA GESTIONE FAUNISTICA E VENATORIA DEI CERVIDI E BOVIDI (CAPRIOLO, DAINO, MUFLONE E CERVO). APPROVAZIONE. L anno 2013 addì 20 del mese di Agosto nel Palazzo delle Provincia, nell apposita Sala, il Commissario Straordinario PATRIZI GIUSEPPE, nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 18/03/2013 per la provvisoria gestione dell Ente. Con la partecipazione del Vice Segretario Generale Dott. Sbardella Marco.

2 IL COMMISSARIO STRAORDINARIO (con i poteri del Consiglio Provinciale) Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157 recante: Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Vista la legge regionale n. 17 del , ad oggetto: Norme per la tutela della fauna selvatica e la gestione programmata dell'esercizio venatorio. Visto l art. 35, comma 2, della predetta legge regionale n.17/1995, secondo cui: La provincia per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvede al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l utilizzo di metodi ecologici su parere dell I.N.F.S. Qualora da parte dell I.N.F.S. venga comprovata l inefficacia dei predetti metodi, la provincia può autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie dipendenti delle province stesse. Queste ultime possono avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purché muniti di licenza per l esercizio venatorio, delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l esercizio venatorio, e delle guardie giurate volontarie nominativamente designate dalle associazioni venatorie nazionalmente riconosciute. Per interventi di tutela della produzione agricola e zootecnica la provincia può affiancare al proprio personale anche soggetti, muniti di licenza per l esercizio venatorio, che abbiano frequentato appositi corsi di preparazione organizzati dalla provincia stessa sulla base di programmi concordati con l INFS. Tali corsi devono fornire una idonea preparazione circa l ecologia e la gestione delle popolazioni animali selvatiche, la biologia delle specie selvatiche oggetto di controllo nonché le tecniche e le modalità con cui effettuare il controllo stesso ; Vista la proposta di Regolamento provinciale per la gestione faunistica e venatoria dei cervidi e bovidi (capriolo, daino, muflone e cervo) allagata alla presente, quale parte integrante e sostanziale. Preso atto del parere favorevole in merito alla suddetta proposta, dal Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Provinciale nella seduta del 24 luglio Vista la Deliberazione di Giunta Provinciale n. 501 del , ad oggetto: Corsi di preparazione per cacciatori selettori. Organizzazione (Art. 35 L.R. 17/95 e L.R n.3), con la quale è stata disposta l organizzazione dei corsi per il riconoscimento dello stato di cacciatore - selecontrollore ai sensi dell art. 35 della L.R. n. 17/95 e L.R. n. 3/02, nelle materie indicate dall INFS (ora ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Dato atto che, ai sensi dell art. 49 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, in merito alla proposta della presente deliberazione: - il Dirigente del servizio interessato, Dott. Marco Sbardella ha espresso parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica; - non è richiesto il parere di regolarità contabile, non comportando il presente atto impegno di spesa o diminuzione di entrata. Sentiti i Commissari Vicari Dott. Cappelli e Dott.ssa Mancini. DELIBERA 1. La narrativa è parte integrante e sostanziale della presente Di approvare il Regolamento provinciale per la gestione faunistica e venatoria dei cervidi e bovidi (capriolo, daino, muflone e cervo) allegato alla presente, quale parte integrante e sostanziale; Inoltre, DELIBERA di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile, ai sensi dell art. 134, comma 4, del T.U.O.E.L. n. 267/2000.

3 Allegato 1 REGOLAMENTO PROVINCIALE PER LA GESTIONE FAUNISTICA E VENATORIA DEI CERVIDI E BOVIDI (CAPRIOLO, DAINO, MUFLONE E CERVO) Art. 1 Finalità 2. Il presente elaborato regolamenta i principi generali e le linee guida della gestione faunistica e venatoria di Cervidi e Bovidi (caprioli, daini, mufloni e cervi) in Provincia di Frosinone in quanto specie cacciabili ai sensi dell art.18 della L n.157 e dell art. 34 della legge regionale n.17, nonché dell art. 11 quaterdecies, comma 5, della L Tali specie sono oggetto di gestione e prelievo nel rispetto della citata legge regionale n.17, del Piano Faunistico Venatorio Provinciale e Regionale e di altre disposizioni regionali e provinciali in materia di gestione faunistico venatoria, allo scopo di conservarle, tramite un razionale e programmato piano di gestione, secondo consistenze compatibili con la necessità di tutelare il patrimonio agro forestale e di assicurare l equilibrio ecologico complessivo degli ambienti naturali. Art. 2 Piano Provinciale di gestione faunistica e venatoria dei Cervidi e dei Bovidi 1. Il Piano Provinciale di gestione faunistica e venatoria dei Cervidi e dei Bovidi è lo strumento fondamentale per la razionale gestione delle diverse specie. 2. Il Piano di gestione di cui al precedente comma è adottato dalla Provincia in collaborazione con gli A.T.C. Art. 3 Densità Agricolo Forestale sostenibile 1. L A.T.C., ai sensi della legge regionale n.17, nel rispetto del Piano Provinciale di gestione faunistica e venatoria di cui al precedente art. 2, definisce, per ciascun Distretto di gestione e per ciascuna specie, la densità agricolo forestale sostenibile, di seguito denominata D.A.F. ovvero la densità massima di ciascuna specie in relazione alle esigenze di tutela delle colture agricole e forestali. 2. La definizione della D.A.F. avviene sulla base dei seguenti parametri: a) i censimenti delle singole specie; b) l ammontare degli indennizzi dei danni erogati all interno dei singoli Distretti di gestione. c) le caratteristiche agricole ambientali e faunistiche del territorio.

4 Art. 4 Distretto di gestione e caccia di selezione 1. La gestione faunistica e venatoria dei Cervidi e dei Bovidi è attuata ai sensi della legge regionale n.17 dagli Ambiti Territoriali di Caccia mediante Distretti di gestione, ricadenti territorialmente negli A.T.C. 2. L indirizzo faunistico-venatorio e i confini del Distretto sono proposti dagli ATC e determinati dalla Provincia. 3. Il Distretto di gestione è costituito da un area ambientalmente omogenea, delimitata da confini naturali, tale da consentire la gestione di popolazioni omogenee, delle dimensioni comprese, di norma, tra i ed i ettari, che, a sua volta, ricomprende i vari siti di appostamento finalizzati ai prelievi selettivi. 4. I Distretti di gestione sono gestiti dagli A.T.C. tramite i cacciatori appositamente abilitati, detti selecontrollori che esercitano la caccia di selezione, ed iscritti al Registro Provinciale di cui al successivo art La caccia di selezione è l attività venatoria basata su di un prelievo programmato per classi di età, e di sesso attuata esclusivamente da appostamento o alla cerca mediante l impiego di armi a canna rigata munite di ottica di puntamento ad ingrandimenti fissi o variabili. Art. 5 Piano di gestione del Distretto 1. Gli A.T.C. visti i risultati dei censimenti e delle operazioni di monitoraggio effettuate redigono ogni anno, il Piano annuale di gestione per ciascuna specie e per ciascun Distretto di loro competenza e provvedono ad inviarli alla Provincia, di norma, entro il 15 maggio per l approvazione. Esso deve contenere: a) la cartografia in scala 1:25000 del Distretto; b) l elenco dei selecontrollori assegnati al Distretto; c) la composizione della Commissione prelievi selettivi (C.P.S.) dell A.T.C e dei Distretti; d) i risultati dei censimenti eseguiti nel Distretto; e) i risultati delle operazioni di monitoraggio previste dal protocollo tecnico stipulato dalla Provincia sulla base delle indicazioni dell I.S.P.R.A.; f) il piano di prelievo venatorio del Distretto articolato per classi di età e di sesso; g) la D.A.F. che si intende conseguire all interno del Distretto; h) il Piano di assestamento faunistico e venatorio delle diverse specie, in funzione della D.A.F. che si intende raggiungere; i) il piano di prevenzione dei danni alle colture agricole; l) il numero di prestazioni d opera obbligatorie, che gli iscritti a ciascun Distretto sono chiamati a svolgere.

5 2. La Provincia provvede ad approvare in via definitiva i Piani di gestione dei Distretti entro il 15 Luglio, fissando i periodi di prelievo nel rispetto della normativa di riferimento nel tempo vigente e dei calendari venatori annuali della Regione Lazio. 3. Ciascun ATC è tenuto altresì ad inviare entro 30 giorni dalla chiusura dei prelievi selettivi, la relazione consuntiva, contenente le schede di abbattimento consegnate dai selecontrollori ed il resoconto degli abbattimenti realizzati suddivisi per classi di età e di sesso. 4. Presso la Provincia è costituita la banca dei dati relativa ai prelievi selettivi alla quale possono accedere gli A.T.C. e le.c.p.s. 5. Nel caso di un aumento considerevole dei danni alle produzioni agricole, gli A.T.C. possono richiedere alla Provincia interventi straordinari di contenimento numerico delle popolazioni di Cervidi e/o Bovidi da effettuarsi tramite i selecontrollori del distretto interessato. Art 6 Corso di abilitazione 1. La Provincia, sentiti gli ATC, stabilisce l organizzazione di corsi di abilitazione alla caccia di selezione dei cervidi e bovidi, aventi alto profilo tecnico-scientifico. 2. Il programma del corso dovrà essere definito secondo le direttive emanate dall ISPRA, preposta alla validazione dei Piani di gestione. 3. La Provincia, può affidare la realizzazione dei corsi agli ATC. 4. La frequenza del corso consente l ammissione all esame ed il positivo superamento di quest ultimo permette il conseguimento dell abilitazione per la caccia di selezione ai Cervidi e Bovidi, nonché il diritto all iscrizione al Registro Provinciale dei cacciatori di selezione, selecontrollori. La frequenza dei selecontrollori ai corsi è certificata mediante apposizione della firma all inizio ed alla fine di ciascuna lezione, sotto il diretto controllo e responsabilità dei docenti. 5. L ammissione ai corsi permette di conseguire le seguenti abilitazioni, distinte tra le seguenti specie di cervidi e bovidi: a) Capriolo; b) Daino, Muflone, Cervo; Sono previsti, altresì: c) corsi per l abilitazione a conduttore cani da traccia; 6. L ammissione ai corsi per le specie di cui alla lettera b) e quelli della lettera c), è consentita soltanto ai selecontrollori già in possesso di abilitazione di cui alla lettera a). 7. La Provincia stabilisce, sentiti gli A.T.C., il numero massimo di partecipanti al corso entro limiti che assicurino il loro buon esito.

6 8. Le domande di partecipazione ai corsi devono essere presentate presso la Provincia o sedi distaccate. Il candidato è tenuto a versare una quota di partecipazione ai corsi alla Provincia o agli ATC, se delegati, per il solo rimborso delle spese sostenute per l organizzazione e l espletamento dei corsi stessi.. 9. Sono ammessi al corso di abilitazione i cacciatori che abbiano stabilito o dichiarino la propria volontà a stabilire la residenza venatoria all interno di un Ambito Territoriale di Caccia della Provincia di Frosinone. 10. Nel rispetto delle direttive ISPRA in materia, le ore di lezione previste non possono essere inferiori a 28 per il Capriolo (8 lezioni), 8 per il Daino (3 lezioni), 8 per il Muflone (3 lezioni) e 8 per il Cervo (3 lezioni), con insegnamento relativo alle seguenti materie: biologia, etologia ed ecologia, nozioni di tecnica venatoria e balistica. Il corso di base per il capriolo deve prevedere elementi pratici di riconoscimento del capriolo e delle altre specie, con analisi delle mandibole delle teste e dei trofei; Per i corsi di abilitazione per conduttori cani da traccia ( 18 ore sei lezioni). Con insegnamento relativo sul tipo di lavoro, razze, criteri di addestramento, conduzione, recupero, prove pratiche sul campo; 11. Il partecipante al corso che abbia effettuato un numero di assenze, anche se giustificate, superiore a 2 per il Capriolo ed 1 per ciascuna delle tre specie, non è ammesso a sostenere la prova di esame. La Provincia si riserva la possibilità di verificare, ogni qualvolta lo ritenga necessario, il rispetto degli obblighi di frequenza ed il corretto svolgimento del corso; Art. 7 Esame di abilitazione 1. La preparazione dei candidati sarà valutata da apposita commissione, nominata dalla Provincia, composta come segue: - Il Dirigente o un funzionario del Settore Agricoltura caccia e Pesca esperto in materia con funzioni di Presidente; - due docenti del corso; - un rappresentante dei due Ambiti Territoriali di Caccia; - un Funzionario del Settore Agricoltura Caccia e Pesca della Provincia con funzioni di segretario. Gli incarichi di cui al presente atto non comportano per i dipendenti provinciali, ad alcun titolo, riconoscimenti aggiuntivi di indennità o emolumenti comunque denominati. 2. A giudizio insindacabile della Commissione d esame, possono essere ammessi a sostenere le prove i candidati in possesso di titoli di idoneità il cui valore oggettivo garantisca una conoscenza della materia equivalente o superiore a quella assicurata dalla partecipazione ai corsi f o r m a t i v i organizzati dalla Provincia, ovvero cacciatori già abilitati alla caccia di selezione e alla conduzione dei cani da traccia a seguito di frequenza di corsi equivalenti o superiori a quelli organizzati dalla

7 provincia, la richiesta di ammissione all esame deve essere inoltrata al Presidente della commissione di cui al punto 1; 4. l esame di abilitazione si compone di una prova scritta ed un colloquio orale; per l abilitazione alla conduzione di cani da traccia è prevista una prova attitudinale di lavoro con cane da traccia ENCI; 4. l aspirante selecontrollore, per accedere alla prova orale, deve aver superato una prova scritta consistente nella compilazione di un questionario composto da 20 domande, con massimo 4 errori. 5. la prova orale si basa su 5 domande, di cui 1 di balistica e comportamento venatorio, 2 di biologia e valutazione dell età tramite trofei e mandibole; 2 di riconoscimento di diapositive di soggetti appartenenti alle varie specie. 6. ai fini della valutazione è attribuito per ogni risposta valida un punto nella prova scritta e due punti nella prova orale. 7. Consegue l abilitazione il candidato che abbia totalizzato il punteggio minimo di 16 punti nella prova scritta e 6 punti nella prova orale. 8. La Commissione di esame, al termine della prova orale, provvede a comunicare ai candidati l esito dell esame stesso ed il punteggio di abilitazione complessivamente conseguito da ciascuno di loro. La Provincia provvederà a rilasciare l attestato di idoneità a coloro che hanno superato la prova di esame. 9. Gli aspiranti selecontrollori che abbiano superato gli esami scritti ed orali previsti ed a completamento del percorso formativo al fine di valutare il grado di preparazione al corretto uso delle armi impiegate nella caccia di selezione ed essere così iscritto nel registro dei selecontrollori provinciali devono altresì superare una prova di tiro, con arma rigata di calibro consentito uso caccia, presso un poligono autorizzato alla presenza di un esperto responsabile nominato dalla Provincia, oppure può presentare un certificato di abilitazione rilasciato da un poligono di tiro autorizzato. Tale prova per costituire elemento di ammissione all esame deve raggiungere almeno quattro centri colpi nel bersaglio di 10 cm di diametro, su cinque colpi sparati, da una distanza non inferiore a 100 m. 10. Ai candidati che non superano la prova di esame è concesso, dietro presentazione di apposita domanda, di accedere ad una successiva prova di esame senza l obbligo della partecipazione ad un nuovo corso. Art. 8 Registro Provinciale dei cacciatori di selezione selecontrollori 1. Presso la Provincia di Frosinone è istituito il Registro provinciale dei cacciatori di selezione, selecontrollori.

8 2. L iscrizione al Registro Provinciale avviene su richiesta del Selecontrollore che abbia conseguito l abilitazione alla caccia di selezione in una qualsiasi provincia del Lazio, purché in possesso della residenza venatoria in un A.T.C. della provincia di Frosinone. La domanda di iscrizione, fatta tramite apposito modulo, deve essere presentata, corredata della prescritta documentazione, all Amministrazione Provinciale entro e non oltre il 31 Marzo di ogni anno. 3. L iscrizione al Registro Provinciale è consentita anche al cacciatore che abbia conseguito l abilitazione alla caccia di selezione in altra provincia del Lazio, in base alla documentazione presentata ed esaminata favorevolmente dalla Commissione d esame, purché risulti aver stabilito la propria residenza venatoria in un A.T.C. della provincia di Frosinone. 4. Agli iscritti al Registro, la Provincia provvede a rilasciare un tesserino di identificazione. 5. La caccia di selezione all interno dei Distretti di Gestione può essere esercitata esclusivamente da cacciatori iscritti al Registro Provinciale in possesso del tesserino di cui al comma precedente. 6. L a Provincia provvede annualmente ad inviare agli A.T.C. l elenco aggiornato dei selecontrollori iscritti al Registro Provinciale. Art. 9 Provvedimenti attuativi 1. Con determinazione del competente Settore, sentiti gli ATC, vengono emanate: - le modalità di esecuzione del Piano di gestione annuale nei vari Distretti, individuando i soggetti responsabili disposti a collaborare alla realizzazione degli obiettivi di detto Piano. - le modalità di esecuzione delle operazioni di censimento delle specie ed il monitoraggio delle diverse popolazioni. - le modalità di assegnazione dei selecontrollori ai Distretti. - le modalità di assegnazione dei prelievi e dei siti di appostamento. - ogni altro atto necessario ai fini dell organizzazione e dell operatività del presente regolamento. 2. La Provincia, con provvedimento motivato, può disporre variazioni a quanto disposto al precedente comma, in relazione a sopravvenute esigenze. Art. 10

9 Disciplina del prelievo nelle A.F.V. 1. Nelle Aziende Faunistico Venatorie è esercitata la caccia di selezione sulla base di piani predisposti dalla stessa azienda e approvati dalla Provincia nel rispetto dei regolamenti regionali, provinciali nonché delle indicazioni contenute nelle direttive dell I.S.P.R.A.. 2. L attuazione del piano di prelievo all interno delle Aziende Faunistico Venatorie avviene, nel rispetto del presente Regolamento, ad opera, di norma, di cacciatori selecontrollori, autorizzati dal concessionario, in possesso di abilitazione alla caccia di selezione rilasciata da una Provincia del Lazio o da altre Province riconosciute sulla base di rapporti di reciprocità o, eccezionalmente, da cacciatori non abilitati, purchè accompagnati da un cacciatore iscritto al Registro Provinciale dei selecontrollori di Frosinone. 3. L A.F.V. è tenuta a : - produrre il piano di assestamento faunistico per ogni specie redatto da un tecnico specializzato nel rispetto del protocollo tecnico indicato al precedente comma; - compilare il libretto delle uscite e tenerlo a disposizione degli eventuali controlli; - ad applicare i contrassegni forniti dalla Provincia all orecchio sinistro dei capi abbattuti. - consegnare nei tempi e nei modi stabiliti dalla Provincia le teste e le mandibole scarnificate dei capi abbattuti, unitamente alle schede di abbattimento e al libretto delle uscite e agli eventuali reperti anatomici e misure biometriche. 4. Le infrazioni commesse in Azienda, comportano l esclusione dell A.F.V. dalla caccia di selezione per 5 anni e, in caso di recidiva, in via definitiva. 5 Le infrazioni gravi, comportano la sospensione dell A.F.V. per un anno dalla caccia di selezione. 6 Le infrazioni di cui sopra non si applicano alle Aziende Faunistico Venatorie solo nel caso in cui l errore commesso dal selecontrollore o altro cacciatore autorizzato sia immediatamente contestato dall Agente di Vigilanza a disposizione dell Azienda medesima. Art. 11 Definizioni Oltre alle infrazioni sanzionate dalla vigente normativa nazionale e regionale, sono previste quelle commesse in violazione alle prescrizioni del presente Regolamento e degli atti di attuazione di cui all art.9. Art. 12

10 Disciplina relativa all esclusione dalla caccia di selezione per 5 anni 1 Il periodo di sospensione è raddoppiato in caso di recidiva. 2 Comportano l esclusione per 5 anni dalla caccia di selezione ed il ritiro del tesserino di selecontrollore le seguenti infrazioni: a) la caccia a bordo di auto; b) l abbattimento non autorizzato di qualsiasi esemplare di fauna selvatica, non appartenente alle famiglie di Cervidi e Bovidi e per il quale è consentita la caccia nel relativo Distretto in periodo e orario consentiti dal calendario venatorio e/o in area consentita, durante la caccia di selezione; c) l esercizio della caccia di selezione pur in presenza di esclusione per un anno dalla medesima; d) la defezione all autorità giudiziaria per reati attinenti alle specie oggetto di caccia di selezione; e) l omessa applicazione al capo abbattuto della fascetta auricolare numerata o la sua non perfetta chiusura, accertata sia degli operatori di vigilanza, dopo la rimozione dal punto di morte, sia durante i controlli effettuati dai tecnici della Provincia sui capi abbattuti, nonché la volontaria manomissione della fascetta medesima comunque accertata; f) l abbattimento di qualsiasi esemplare appartenente alle famiglie di Cervidi e Bovidi in periodo non consentito e/o in area non consentita; g) lo scambio di capi abbattuti; h) la consegna del cranio e/o della mandibola manomessi al fine di impedirne la corretta valutazione o la consegna di cranio e mandibola appartenenti a capi diversi; i) il contemporaneo esercizio della caccia di selezione in due diversi A.T.C. della Regione Lazio o in due diversi Distretti dello stesso A.T.C. j) l accertamento del selecontrollore che esercita la caccia di selezione pur avendo compiuto l opzione di cui all art.12, comma 5 lettera b, della Legge 157/92. Art. 13 Disciplina relativa all esclusione della caccia di selezione per un anno 1. Comportano l esclusione dalla caccia di selezione per il periodo di un anno le seguenti infrazioni: a) errori gravi di abbattimento come dettagliatamente elencati nel disciplinare di gestione; b) comportamenti gravemente scorretti da parte dei Selecontrollori come dettagliatamente elencati nel disciplinare. 2. La sanzione per l infrazione di cui al comma a) è applicata limitatamente all attività venatoria rivolta alla specie nei confronti della quale sono state compiute le infrazioni stesse. Art. 14

11 Erogazione delle sanzioni 1. Le sanzioni disciplinari previste dal presente Regolamento sono comminate dal Dirigente del competente settore della Provincia che provvede a darne comunicazione al diretto interessato tramite raccomandata da inviare al termine della corrente stagione venatoria o comunque al termine di qualsiasi operazione di completamento del piano di abbattimento. 2. Ai fini dell applicazione delle sanzioni di cui al comma precedente, il Dirigente, presa visione dell infrazione, provvede a contestarla all interessato invitandolo a produrre eventuali memorie difensive e/o ad essere sentito entro il termine di giorni Il Dirigente della Provincia, presa visione dell eventuale memoria difensiva, o scaduti i termini di cui al comma precedente, si pronunzia in via definitiva entro i successivi 15 giorni. 4. Presso la Provincia è istituito il Registro provinciale dei provvedimenti disciplinari adottati. Art. 15 Norme Transitorie 1. Le domande di partecipazione ai corsi, giacenti alla data di approvazione del presente Regolamento presso le sedi della Provincia, costituiscono titolo preferenziale per la partecipazione ai primi corsi successivi alla data di approvazione del Regolamento. 2. Alla Giunta Provinciale è conferita formalmente delega ad apportare le integrazioni e/o modificazioni che si renderanno necessarie per migliorare il presente regolamento.

12 SCHEDA DI PRELIEVO E DI RILEVAMENTO BIOMETRICO CERVIDI E BOVIDI. ESTREMI DEL PRELIEVO E DELL EVENTUALE RECUPERO A.T.C./A.F.V DISTRETTO...AREA... LOCALITA..... NOMINATIVO CACCIATORE SPECIE... NUMERO DELLA FASCETTA DATA ABBATTIMENTO...ORA ABBATTIMENTO NOMINATIVO ACCOMPAGNATORE (QUANDO PREVISTO)... NOMINATIVO RECUPERATORE (QUANDO PREVISTO)... IL CAPO E STATO FERITO MA NON E STATO RECUPERATO DATA RECUPERO. ORA RECUPERO ESTREMI DELL ADDETTO AI RILIEVI BIOMETRICI NOMINATIVO RILEVATORE BIOMETRICO. CONTROLLO DELL ASSEGNAZIONE E MISURE BIOMETRICHE CAPO ASSEGNATO CLASSE 0 M 1 M 2-3 F CAPO PRELEVATO M 0 M 1 M 2 M 3 F 0 F 1 F 2 F 3 PESO VUOTO (kg)..peso PIENO (kg).(facoltativo). PESO NON REGISTRATO POICHE... PALCO: NUMERO PUNTE DX... NUMERO PUNTE SX APERTURA(cm) LUNGHEZZA STANGA DX (cm) LUNGHEZZA STANGA SX (cm) CIRCONF. ROSA DX (cm). CIRCONF. ROSA SX(cm) GARRESE (cm). PIEDE (cm) LUNGHEZZA (cm). NOTE SUL PRELIEVO (STATO FISICO, PARASSITI, ANOMALIE, ECC.) (FACOLTATIVO) CAMPIONI PRELEVATI (FACOLTATIVO) NOTIZIE FACOLTATIVE SUL PRELIEVO... ARMA. CALIBRO DISTANZA TIRO NUMERO SPARI. N USCITA.PER IL CAPO L addetto ai rilievi biometrici Il cacciatore

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