La valutazione nella didattica per competenze

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1 Nella scuola italiana il problema della valutazione delle competenze è particolarmente complesso, infatti la nostra scuola è tradizionalmente basata sulla trasmissione di saperi e saper fare ed ha affrontato in modo disorganico il problema. Per semplicità facciamo riferimento a due scuole di pensiero che poggiano su due tesi contrapposte.

2 La prima, cui in Italia fanno riferimento soprattutto i Centri di Formazione Professionale, afferma: Che la competenza non è valutabile in modo oggettivo e che il suo raggiungimento è insito nell aver vissuto una certa esperienza (stage, alternanza scuola lavoro, apprendistato) e/o nell aver realizzato un prodotto (capolavoro). Conseguenza di questa teoria è poca attenzione alle valutazioni tradizionalmente usate nel nostro sistema di istruzione e molta attenzione alla frequenza dello studente, soprattutto alle fasi didattiche in cui si lavora sul campo.

3 La seconda afferma che la competenza è: valutabile integrando - l osservazione dei comportamenti durante il processo didattico - con una buona batteria di prove oggettive che valutano le conoscenze e le abilità che sono presupposto alla competenza che si vuole valutare. Secondo questa scuola una competenza non può essere raggiunta se non si è in possesso delle conoscenze e delle abilità che sono alla base della competenza stessa.

4 in Lombardia la prima tesi è stata adottata nella formazione professionale, Tale tesi è funzionale ai suoi obiettivi legati alla formazione di personale con mansioni prevalentemente esecutive, ma risulta insufficiente nel sistema dell'istruzione, in cui la competenza deve diventare consapevole e ciò può avvenire solo mediante l'apprendimento dei saperi e dei saper fare.

5 Un esempio per meglio chiarire il concetto: il falegname può costruire un ottimo soppalco, anche se non conosce le leggi della statica, ma il geometra deve conoscerle ed utilizzarle per progettare e verificare la stabilità della struttura. Quindi al geometra sono richieste capacità critiche e progettuali che implicano la padronanza del modello teorico che sta applicando questa padronanza richiede anche conoscenze raggiungibili solo mediante uno studio di tipo speculativo.

6 E chiaro che per verificare i più alti livelli di competenza non basta la valutazione del risultato del processo e delle esperienze vissute durante il processo, ma è richiesta anche la valutazione dei saperi e delle abilità. L analisi fatta mette in evidenza come la valutazione di competenze sia una attività molto complessa e delicata. Il sistema scolastico italiano è basato su binari separati e noi dobbiamo tenere conto che l utenza delle scuole professionali ha formazione, attitudini, ambizioni più basse e poche attitudini allo studio di tipo speculativo. Come affermava Don Milani: non c è niente di più ingiusto che far parti uguali tra diversi.

7 Perciò la valutazione delle competenze non può essere la stessa in tutti gli ordini di scuola, ed in tutte le fasce di età. Possiamo affermare che si deve pensare ad un sistema di valutazione che integri e trovi un buon equilibrio tra l osservazione dei comportamenti sul campo e serie prove di valutazione dei saperi e dei saper fare. Ma, soprattutto nella scuola dell obbligo formativo, l equilibrio tra queste due componenti deve essere diverso tra le varie scuole ed adattarsi agli obiettivi formativi dell istituto scolastico.

8 In ultima analisi: - nel sistema dei licei e dei tecnici non ci si può limitare a far vivere esperienze formative direttamente sul campo, ci si deve accertare che la competenza sia supportata da una solida formazione teorica. - nelle scuole professionali l esperienza diretta sarà predominante rispetto all accertamento dei saperi, sarà invece da valutare con attenzione la capacità di applicare conoscenze e saper fare alla soluzione di casi concreti

9 Accettare questa tesi implica una revisione dei principi regolatori della attività di valutazione, in cui lo strumento di valutazione scelto deve tenere fortemente conto del tipo di obiettivo che si sta cercando di misurare. In particolare, quando si devono valutare: saperi ed abilità si possono usare i tradizionali strumenti di valutazione sia orale che scritta (interrogazioni, compiti in classe, test, ),

10 La valutazione nella didattica per competenze quando si devono valutare: competenze di asse o di cittadinanza di natura più operativa (esempio: tecnologie informatiche) si possono utilizzare prove in cui si chiede di risolvere situazioni problematiche di varia natura (esempio: i quesiti P.I.S.A.), quando si devono valutare: competenze di cittadinanza si devono mettere in atto osservazioni dei comportamenti dello studente nelle varie fasi dell attività didattica (guidate con agili griglie).

11 La valutazione nella didattica per competenze Vediamo alcuni esempi. La valutazione di saperi e abilità non richiede particolari approfondimenti, in questo ambito la scuola italiana non è seconda a nessuno. Farò solo alcune osservazioni: Meglio utilizzare verifiche scritte, la verifica orale ha una componente relazionale che la rende più adatta alla valutazione della persona che non del semplice possesso di abilità e saper fare.

12 La valutazione nella didattica per competenze Meglio utilizzare verifiche veloci, mirate a micro obiettivi chiari e ben specificati. Non stiamo valutando competenze tipo capacità di concentrazione ma semplici conoscenze e saper fare, in questa fase la verifica non dovrebbe superare la mezzora ed essere centrata su piccoli segmenti del sapere e saper fare. Una verifica eccessivamente lunga e su obiettivi diversi richiede capacità di concentrazione per lunghi tempi, elasticità mentale,, tutti fattori che possono far sbagliare la verifica anche se è presente la conoscenza cercata.

13 La valutazione nella didattica per competenze La valutazione di competenze di asse richiede l uso di prove in cui si chiede di risolvere situazioni problematiche di varia natura (esempio: i quesiti P.I.S.A.). Queste prove di verifica devono essere più complesse e lunghe rispetto alla fase precedente: la valutazione di competenze richiede complessità e difficoltà. I problemi devono essere esterni alla disciplina (dalla realtà) e devono essere problemi veri cioè devono richiedere la capacità di: -discernere tra dati utili e inutili, -di prendere decisioni relativamente a dati mancanti, -

14 La valutazione nella didattica per competenze La valutazione di competenze di cittadinanza di natura relazionale passa attraverso l osservazioni dei comportamenti dello studente nelle varie fasi dell attività didattica. La valutazione della capacità di collaborare con il gruppo di lavoro può essere fatta solo osservando i comportamenti dello studente durate un lavoro di gruppo di produzione. A tal scopo può essere utile l uso di semplici e veloci griglie di osservazione delle attività simili a questa:

15 La valutazione nella didattica per competenze

16 La valutazione nella didattica per competenze La valutazione delle competenze di cittadinanza più operative, quali risolvere problemi o individuare collegamenti e relazioni, può essere effettuata contestualmente alla valutazione delle competenze di asse, anche se si preferisce verificarle in altro momento possono essere utilizzate prove dello stesso tipo.

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