Paolo Bortolini Dottore in Economia Aziendale

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1 STUDI DI SETTORE: LA CONOSCENZA NECESSARIA PER LA GESTIONE Parole chiave: GE.RI.CO.; scelte gestionali; conseguenze tributarie; impronta fiscale ; cluster; variabili e coefficienti; fattori correttivi; indici di coerenza; normalità Abstract Lo studio di settore (SDS) è un meccanismo obbligatorio di elaborazione dei dati del singolo contribuente, attraverso il quale il Fisco intende fare emergere base imponibile, cioè incassare di più, presumendo che alcune categorie di contribuenti, circa cinque milioni di soggetti, abbiano un ineliminabile tendenza a mentire sui loro incassi. Detto in modo più tecnico, ritiene che la contabilità di queste categorie non rappresenti la verità. In questo articolo non si discuterà l efficacia degli SDS come strumento di riduzione dell evasione fiscale, ma, riferendosi a quelli dedicati alle professioni, si darà una descrizione dei loro sistemi di calcolo. L intento è dimostrare che non si tratta di cose tanto complicate e che, conoscendole, si potranno cogliere dei vantaggi coordinando più facilmente l impronta fiscale della propria attività che lo SDS va a determinare, con le varie scelte gestionali che si desiderano fare, evitando così di operarle senza sapere in anticipo le loro conseguenze sul piano tributario. Per realizzare questo obiettivo, il contribuente ha a disposizione più strumenti, messi a disposizione gratuitamente nel sito Internet della Agenzia delle Entrate e di cui si parlerà ampiamente nell articolo: il programma di calcolo GE.RI.CO.; la documentazione relativa ai singoli SDS, richiamabile anche direttamente dal GE.RI.CO., nella quale si troverà tutta l impostazione dei calcoli fatti dal programma (nella Nota tecnica e metodologica ) e le istruzioni in merito alla selezione dei dati da inserire nel programma ( Istruzioni ); una serie di interessanti articoli, reperibili nella sezione dell Ufficio Studi dell Agenzia, che aiuteranno a comprendere meglio le scelte e gli obiettivi dell Amministrazione tributaria. Pag. 1/14

2 Cosa fa lo SDS Paolo Bortolini Lo scopo principale del programma GE.RI.CO, con il quale si gestiscono i calcoli di ogni SDS, è il giudizio di congruità del contribuente rispetto ad un valore presunto di compensi annuali: il contribuente risulta congruo naturale (1) se quanto da lui dichiarato come compenso annuale, cioè l importo delle parcelle effettivamente emesse, è maggiore o uguale al presunto compenso puntuale di riferimento, calcolato dal programma sulla base di dati contabili, ma anche dimensionali, territoriali e operativi, del contribuente. In caso di non congruità naturale, il contribuente può lasciare le cose come sono, rischiando di vedersi contestare la dichiarazione dei redditi, oppure può adeguarsi, in sede di sua presentazione, aggiungendo ai suoi incassi la differenza fra quanto ha effettivamente percepito e quanto presunto dal GE.RI.CO.. Ovviamente, in caso di adeguamento, si dovranno pagare più imposte, perché aumenterà il reddito imponibile di un importo pari a questa differenza. Un altra elaborazione di GE.RI.CO. riguarda gli indicatori di coerenza, i quali non servono per il calcolo del compenso presunto, ma per evidenziare l eventuale presenza di situazioni anomale nella gestione dell attività del contribuente rispetto ai valori medi di attività paragonabili alla sua. La presenza di queste incoerenze non impatta sulle imposte da pagare, ma serve a far entrare il contribuente in elenchi che godono di particolare attenzione nei controlli fiscali. I calcoli di GE.RI.CO. Ogni SDS ha una propria configurazione nel programma GE.RI.CO., dettagliatamente descritta nella relativa nota tecnica e metodologica. Si tratta di quattro elementi: i cluster; le variabili e i loro coefficienti; i correttivi territoriali ; gli indicatori di coerenza. Pag. 2/14

3 Ora si darà una descrizione di questi elementi, spiegandone in sintesi i meccanismi matematici e, ove possibile, cercando di dare indicazioni per una loro migliore gestione. I cluster Alla base di questo strumento fiscale, lo SDS, sta l ambiziosa pretesa di riuscire a classificare in vari gruppi omogenei, detti cluster, tutte le attività del settore in esame: ad esempio tutti gli studi dentistici o tutti gli studi legali del Paese (per il 2006, la rispettiva nota individua 14 cluster per i primi e 18 per i secondi). Le differenze fra i cluster di una particolare professione dipendono da fattori dimensionali, ad esempio il numero di addetti o la superficie dello studio, dal diverso modo di lavorare e organizzarsi, ad esempio le differenze nelle specializzazioni professionali o nella tipologia della clientela servita. In sintesi, il significato dei cluster negli SDS è il seguente: ad ogni cluster individuato corrisponde un ben preciso risultato in termini economici, se il contribuente appartiene ad un cluster allora deve avere quel risultato, altrimenti si adegui. L elaborazione del GE.RI.CO. da osservare con attenzione è dunque la clusterizzazione del contribuente (che ci piace chiamare la sua impronta fiscale ), e ciò per due motivi: a) essere assegnato a un cluster piuttosto che a un altro può cambiare di molto il risultato finale, l imposta da pagare; b) è questa, la parte dove il contribuente ha più possibilità di difesa. Il più delle volte il contribuente non è assegnato ad un solo cluster, cosa che comunque può accadere, ma a più di uno; l esempio di clusterizzazione sulla destra servirà a chiarire meglio questo concetto: un B PROBABILITA' DI CLUSTER APPARTENENZA AL ASSEGNATI CLUSTER 2 0, , , ,507 B PROBABILITA' DI CLUSTER APPARTENENZA AL ASSEGNATI CLUSTER 4 0, ,85 1 Pag. 3/14

4 medesimo contribuente, variando alcuni dati può essere trattato da GE.RI.CO. nei due modi alternativi visibili. Si noti che il programma assegna il contribuente a più cluster in base al concetto di probabilità: l impronta fiscale appare quindi come una distribuzione. Ciò che preme mettere in luce è che, all interno dello stesso SDS, il calcolo del compenso presunto, come degli indicatori di coerenza, può variare molto secondo la distribuzione del contribuente fra i cluster; esistono dunque dei cluster più convenienti di altri all interno dello stesso SDS e si dovrebbe operare per crearsi la situazione migliore possibile da questo punto di vista. Nella tavola si vede un elaborazione di questo aspetto per un particolare studio di settore. SDS UK21U: CONVENIENZA DEI CLUSTER CLUSTER 1 CLUSTER 2 CLUSTER 3 CLUSTER 4 CLUSTER 5 CLUSTER 6 CLUSTER 7 CLUSTER 8 CLUSTER 9 CLUSTER 10 CLUSTER 11 CLUSTER 12 più CLUSTER 13 CLUSTER 14 meno La stima tiene conto del numero dei coefficienti di ogni cluster che sono inferiori al valore medio della rispettiva variabile Per gestire consapevolmente l assegnazione ai cluster, è disponibile uno strumento dettagliato: l elenco delle variabili dell analisi discriminante presente nelle ultime pagine della nota tecnica e metodologica. Vi sono chiaramente indicati gli elementi sui quali il software decide l assegnazione ai cluster. Peccato che l Agenzia delle Entrate non faccia uno sforzo ulteriore, collegando ogni elemento dell elenco alla corrispondente sigla del campo (o Pag. 4/14

5 rigo ) del GE.RI.CO., cosa che si può fare comunque da soli senza troppe difficoltà, ed è questa la mossa da fare prima di procedere all inserimento dei dati. Se dopo aver inserito questi primi dati si preme il pulsante di calcolo del GE.RI.CO., si potrà già vedere un primo risultato: il compenso presunto di uno studio dovuto al solo fatto di avere una certa impronta fiscale. Variabili e coefficienti Assegnati i cluster, cioè una volta inseriti tutti i dati dell elenco delle variabili dell analisi discriminante, occorre inserire nel GE.RI.CO. i dati ancora mancanti. A questo punto sarà possibile far eseguire i calcoli finali dello SDS per lo specifico contribuente, congruità e coerenza, che appariranno nella parte di calcolo del programma. Da cosa dipendono questi risultati? Come cercare di assumerne il controllo, dal momento che il GE.RI.CO. non mostra il peso dei singoli dati nel calcolo finale? Queste risposte si possono trovare ancora nella nota tecnica e metodologica, e più precisamente nella tabella dei coefficienti della funzione di compenso, che è il cuore pulsante di uno studio di settore. L esame della tabella rivela due cose: a) quali sono i dati implicati nei calcoli; b) quanto pesano i singoli dati a seconda della clusterizzazione dello specifico contribuente. Si potrà osservare che non tutti i dati richiesti dal GE.RI.CO. sono utilizzati nei calcoli finali, infatti una buona parte delle informazioni vanno inserite solo per scopi statistici, e l Amministrazione le userà per aggiornare i vari SDS. Anzi, si noterà che i dati realmente rilevanti sono una parte relativamente modesta fra tutti quelli richiesti dai vari quadri di GE.RI.CO.. La tabella mette in chiaro il piano dei calcoli del programma, indicando nella prima colonna di sinistra quali sono, fra quelli inseriti, i dati utilizzati, detti variabili che, secondo lo specifico SDS, possono essere scelti fra sette differenti tipi: spese sostenute; Pag. 5/14

6 inventari di magazzino o di attrezzature; quantità di prestazioni eseguite; quantità di ore di lavoro prestate; Paolo Bortolini elementi dimensionali, quali il numero di addetti o la superficie dello studio; correttivi dipendenti dal territorio o dall età professionale; combinazioni (moltiplicazioni) delle variabili precedenti. Le variabili corrispondono ai valori che il contribuente inserisce nei righi, è quindi utile per controllare bene il lavoro di inserimento abbinare come prima cosa alle variabili della tabella il corrispondente codice del rigo di GE.RI.CO., operazione che, accostata a quella analoga fatta per l elenco delle variabili dell analisi discriminante, consente di eseguire la selezione dei dati realmente rilevanti. Nelle colonne a destra della prima sono indicati, per ogni variabile, i coefficienti associati ai vari cluster definiti per lo specifico SDS, che ovviamente saranno diversi, più o meno pesanti, per ogni cluster. I coefficienti possono essere positivi, e in tal caso la variabile andrà ad aggiungere quantità di compenso presunto, negativi e in tal caso la variabile andrà a togliere compenso presunto. Si noterà anche la mancanza di coefficienti di certe variabili per certi cluster, in tal caso per quel cluster la variabile non entra nel conteggio del compenso presunto. La struttura della tabella che si potrà osservare nelle note sarà dunque di questo tipo: VALORE DEI COEFFICIENTI PER LE VARIABILI VARIABILE CLUSTER 1.. CLUSTER N Spese sostenute ##,## ##,## ##,## Inventari di magazzino o di attrezzature ##,## ##,## Quantità di prestazioni eseguite ##,## ##,## ##,## Quantità di ore di lavoro prestate ##,## ##,## Elementi dimensionali, quali il numero di addetti o la superficie dello studio ##,## ##,## ##,## Correttivi dipendenti dal territorio o dall età professionale ##,## ##,## Combinazioni (moltiplicazioni) delle variabili precedenti ##,## ##,## ##,## Pag. 6/14

7 Ora è possibile spiegare e comprendere il calcolo degli SDS, che si svolge in quattro passaggi: 1 passaggio: il valore della variabile, che a seconda sia una spesa o una quantità sarà espresso in Euro o con un numero, è moltiplicato per la probabilità di appartenenza ai cluster già assegnata al contribuente. Per esempio, consideriamo una variabile di spesa che vale Euro di un contribuente che sia stato assegnato al cluster 4 con probabilità 0,15 e al cluster 9 con probabilità 0,85. Il programma GE.RI.CO, distribuirà la variabile fra i due cluster in questo modo: A B C = A X B VALORE DELLA VARIABILE CLUSTER ASSEGNATI PROBABILITA' DI APPARTENENZA AL CLUSTER VALORE DELLA VARIABILE ASSEGNATO AL CLUSTER ,00 4 0, , ,00 9 0, , ,00 2 passaggio: il valore della variabile assegnato al cluster è moltiplicato per il coefficiente per quella variabile proprio del cluster, che poniamo essere per il cluster 4 pari a 1,7095 e per il 9 pari a 1,3689 (essendo positivi ci si dovrà attendere un aumento del valore della variabile ai fini del calcolo del compenso). Sarà quindi eseguito il seguente calcolo: C D C X D VALORE DELLA VARIABILE ASSEGNATO AL CLUSTER COEFFICIENTE DEL CLUSTER PER LA VARIABILE COMPENSO PRESUNTO DOVUTO ALLA VARIABILE PER IL CONTRIBUENTE 1.500,00 1, , ,00 1, , , ,90 3 passaggio: i calcoli dei primi due passaggi sono ripetuti per ogni variabile della tabella. 4 passaggio: i compensi presunti dovuti ad ogni variabile sono sommati e così si ottiene il risultato finale, il compenso puntuale di riferimento. Pag. 7/14

8 Lo stesso risultato di calcolo di GE.RI.CO. lo si può dunque ottenere anche senza usare il programma dell Agenzia delle Entrate, basta avere la tabella delle variabili e un foglio elettronico per automatizzare i calcoli, rendendoli così del tutto trasparenti, ottenendo in tal modo la possibilità di eseguire prove e verifiche in modo controllato e ordinato sugli effetti dei vari dati nel risultato finale. L esame della tabella consente quindi, a colpo d occhio e noti i cluster ai cui si è stati assegnati, di sapere quali sono le variabili sensibili, e ovviamente quelle escluse, in relazione al calcolo del compenso presunto. A ben guardare, il coefficiente fiscale potrebbe rappresentare, dal punto di vista gestionale, una sorta di ricarico minimo sulle spese, cosa che porterebbe, in un interpretazione estrema, a postulare una mano pesante dello Stato nel limitare verso il basso la libertà dei singoli di fissare i prezzi per i beni o i servizi prodotti e venduti. Una cosa da sapere è che i coefficienti sono fissati di fatto in modo discrezionale. Infatti, seppure alla loro base ci siano dei dati statistici ricavati dai famosi questionari che ogni tanto sono inviati ai contribuenti, nonché i dati degli stessi SDS degli anni precedenti, la loro scelta da parte degli esperti dell Agenzia delle Entrate è condizionata proprio dall obiettivo degli SDS, che è la riduzione dell evasione: siccome i dati statistici menzionati provengono dai contribuenti che, come si è detto, sono a torto o a ragione ritenuti in gran parte infedeli, non possono essere presi così come sono. Per fare i paragoni, occorre allora cercare, in questo mare magnum, quei contribuenti che appaiono meno a rischio; in questi procedimenti soggettività e scelte politiche la fanno da padrone (2). Per dare ulteriore significato a questa ultima argomentazione, propongo un illuminante frase presa da un documento dell Ufficio Studi dell Agenzia delle Entrate (2): In definitiva, il modello (matematico-statistico degli SDS; nda) è costruito per portare i più scorretti a livelli medi di evasione. Insomma, i virtuosi sono coloro che risultano coerenti con quella che si può definire l evasione media del comparto.. Pag. 8/14

9 I fattori correttivi Nello sforzo di rappresentare nel modo più aderente alla realtà le singole condizioni di esercizio professionale, per evitare possibili sperequazioni nel trattamento fiscale fra professionisti che esercitano la stessa attività, gli SDS utilizzano dei correttivi con i quali si possono ottenere tre effetti: modifica in più o in meno del valore di alcune variabili; modifica in più o in meno del peso di alcuni coefficienti; togliere o aggiungere direttamente quote di compenso presunto. Le motivazioni dei correttivi riguardano alcuni aspetti che influenzano le condizioni di esercizio del contribuente, quali: a) l effettiva quantità oraria di lavoro prestata nell anno dal contribuente; b) l età professionale, misurata come differenza fra l anno d imposta per cui si sta preparando lo SDS e l anno di inizio dell attività; c) i cosiddetti correttivi territoriali, che si possono basare su differenze fra le tariffe praticate a livello provinciale per certe prestazioni e la media nazionale, sulle generali condizioni socio-economiche del territorio ove opera il professionista, su indicatori relativi al numero di esercenti la professione nel comune in cui si esercita. Nei vari SDS possono essere operativi uno o più dei correttivi descritti. A titolo di esempio dell effetto di un correttivo territoriale, proponiamo questo schema relativo al calcolo del compenso presunto dello studio dentistico, ricavato prendendo i dati originali di due SDS elaborati dall autore per conto di due professionisti quindi rapportandoli alla provincia più favorita (correttivo territoriale negativo più alto) e a quella più sfavorita (correttivo positivo più alto). Invitiamo alla attenta lettura delle note tecniche e metodologiche in merito alla più accurata presa d atto di origini ed effetti dei vari fattori correttivi. PROVINCIA STUDIO GRANDE STUDIO PICCOLO PE , ,00 BZ , ,00 DIFFERENZA , ,00 % in più 8,64% 24,19% Pag. 9/14

10 Gli indicatori di coerenza Paolo Bortolini All inizio dell articolo si è già parlato di questi indicatori e del loro scopo. Qui aggiungeremo che sono utilizzati anche nella fase di costruzione di uno SDS da parte dell Agenzia delle Entrate per migliorare la definizione dei cluster, nei modi descritti nella nota tecnica e metodologica di ogni studio ( distribuzione ventilica ). Nei vari SDS è sempre presente un indicatore chiamato Resa oraria, e altri invece specifici di ogni studio per la cui descrizione si rimanda alla nota o direttamente al menu di aiuto in linea del GE.RI.CO.. L indicatore comune a tutti gli studi mette in rapporto, cioè divide, l ammontare dei compensi dichiarati, al netto di quanto pagato a Terzi per loro prestazioni afferenti alla professione e delle spese per le collaborazioni coordinate e continuative, con la quantità di lavoro annuale espressa come prodotto nel numero di addetti dello studio professionale moltiplicato per la quantità ritenuta normale di ore lavorate nell anno. E interessante osservare che, nel confronto di SDS per varie professioni, il Fisco assegna loro diverse quantità ritenute normali di ore lavorate, fatto che determina una diversa resa oraria a parità di compensi. Vedere la tabellina. ORE NORMALI PROFESSIONE DI LAVORO ANNUALE DENTISTA 1800 AVVOCATO 2400 INGEGNERE 2400 MEDICO 2400 La novità del 2007: la normalità Per il periodo di imposta 2006, l Amministrazione ha proceduto ad una revisione degli SDS, che ha riguardato variabili, coefficienti e correttivi, istituendo inoltre una nuova forma di verifica della situazione del contribuente, detta normalità, che non ha mancato di attirarsi qualche critica (4). La differenza con la coerenza, di cui si è già detto, è che in base a questa nuova analisi il compenso puntuale calcolato dal GE.RI.CO. può subire un aumento. Pag. 10/14

11 Si tratta quindi di una novità che può aumentare il tetto di congruità, e quindi l imponibile presunto, del contribuente. Per il lavoro autonomo e le professioni, sono stati definiti tre indici di normalità, comuni a tutti gli SDS: il rapporto fra gli ammortamenti (fiscali) e il valore storico dei beni strumentali; la resa oraria per addetto e la resa oraria del professionista. Il primo indice, nel campo delle professioni, riguarda solamente gli studi TK10U (Medici), TK19U (Paramedici) e TK56U (Laboratori di analisi cliniche), e quindi non ne parleremo ulteriormente. Gli altri due sono invece di applicazione più generale. La resa oraria per addetto è il medesimo indicatore usato per la coerenza, con la differenza che anziché usare nel calcolo il compenso dichiarato dal contribuente, usa quello presunto calcolato dal programma GE.RI.CO.. La resa oraria del professionista è invece un indice nuovo, comunque ugualmente calcolato sulla base del compenso presunto anziché di quello reale. Per i due indici sono stati individuati dei valori soglia minimi; se non si raggiungono scatta una penalità calcolata moltiplicando le ore lavorate (nell anno) dagli addetti o dal professionista per la differenza fra il valore minimo e quello specifico del contribuente. Tale eventuale nuova somma è aggiunta al compenso presunto già calcolato nel modo sopra indicato, valore diventa il nuovo punto di riferimento, più alto, per l analisi della congruità. I due indici sono alternativi, nel senso che lo SDS ne tiene buono solo uno: quello che risulta più penalizzante per il contribuente. Le soglie minime sono diverse per i due indici: per quello che riguarda la resa oraria degli addetti essa è il valore minimo dell indice di resa oraria della coerenza calcolato dal GE.RI.CO. per lo specifico contribuente. E interessante osservare che la penalità dovuta a questo indice scatterà ogniqualvolta il contribuente si troverà incoerente. La soglia minima dell indice di resa oraria del professionista, è invece stata fissata in modo unilaterale dall Agenzia delle Entrate per ogni SDS, tenendo conto dei dati statistici dei vecchi SDS e creando delle relazioni fra: l età professionale e il Pag. 11/14

12 territorio in cui si opera. Definizione degli indici di normalità e soglie sono pubblicate in un apposito documento (3). Nel grafico sottostante vediamo un confronto fra i valori soglia dell indice resa oraria del professionista riferito a quattro diversi studi di settore. Sarebbe un buon esercizio domandarsi da cosa dipende il fatto che un dentista, a parità di età professionale e a parità di territorio, debba, secondo il Fisco, essere da due a cinque volte più produttivo di un ingegnere. 60 Valore minimo dell'indice di resa oraria DENTISTI UK21U AVVOCATI UK04U MEDICI TK10U INGEGNERI TK02U Età professionale Conclusioni Innanzitutto un consiglio: evitare di dedicarsi al GE.RI.CO. per prove ed errori, il programma richiede troppi dati ed è a mio avviso impossibile ottenere risultati se non si dispone di una guida ben chiara. La documentazione necessaria per procedere in modo rapido ed efficace, consiste nella nota tecnica e metodologica, di cui si è ampiamente parlato, che riepilogando contiene: a) l elenco dei dati necessari per procedere alla assegnazione dei cluster ( Elenco delle variabili per l analisi discriminante ), al quale il contribuente potrà aggiungere le sigle dei righi Pag. 12/14

13 corrispondenti del suo SDS; b) la tabella delle variabili e dei coefficienti rilevanti per il calcolo del suo compenso presunto, alla quale ugualmente andranno collegate le sigle dei righi dello SDS; c) la descrizione dettagliata dei calcoli degli indici di coerenza. Servono anche le Istruzioni di ogni SDS, reperibili nel sito Internet dell Agenzia delle Entrate o direttamente dal GE.RI.CO., che indicano rigo per rigo i dati da inserire. Infine, serve il documento sulla Normalità, che è comune a tutti gli SDS, reperibile nello stesso modo indicato per gli altri documenti. Il consiglio è: procedere per gradi. In primo luogo lavorare attentamente per l assegnazione ai cluster, cosa per la quale, come detto, il contribuente gode di una certa discrezionalità, verificando di volta in volta la convenienza dell assegnazione fatta dal programma, facendo eseguire il calcolo del compenso presunto e prendendo il più basso fra quelli calcolati nelle varie ipotesi. E possibile salvare ogni diversa clusterizzazione creando tanti SDS quante sono le diverse ipotesi. In secondo luogo inserire i dati relativi alle variabili rilevanti per il calcolo del compenso, quelle della tabella descritta nell articolo, cercando di portare per quanto possibile i pesi maggiori sulle variabili che hanno il coefficiente più basso, prendendo come verifica della sostenibilità di questa operazione il risultato della coerenza e della normalità. Si consiglia di procedere a simulazioni degli effetti dei calcoli con il programma Excel. Va sicuramente focalizzata la questione di un uso di autodifesa preventiva dello SDS: a fronte di scelte da intraprendere, assumere o licenziare, acquistare o vendere, ingrandire o ridurre, è sicuramente opportuno valutarne l impatto fiscale. Un uso informato del GE.RI.CO., uno sforzo di approfondimento della conoscenza delle logiche e dei calcoli dello SDS, potrà far vedere prima di decidere se sarà necessario aumentare le tariffe professionali, se ci si dovrà attendere un aumento o un calo della propria pressione fiscale. Una migliore conoscenza dello strumento, unita ad un livello buono di informazione su quanto accade Internet, giornali, televisione, Pag. 13/14

14 sindacati - consentirà una migliore previsione di quanto ci attenderà il prossimo anno fiscale. Infine, far validare il tutto dal proprio commercialista, il quale, grazie al lavoro più attento e consapevole fatto dal contribuente, potrà offrirgli il suo miglior servizio. Un augurio di buon lavoro e di riuscire a sfruttare al meglio le maggiori possibilità di gestione dello studio di settore che in questo articolo si sono volute offrire. BIBLIOGRAFIA 1 Perinetti AR. Il lessico degli studi di settore. Agenzia delle Entrate, Documenti di lavoro dell Ufficio Studi. 2/ Convenevole R, Farina A, Perinetti AR, Pisani S. Gli effetti dell applicazione degli studi di settore in termini di ampliamento delle basi imponibili. Agenzia delle Entrate. Documenti di lavoro dell Ufficio Studi. 11/ D.M. 20/03/2007. Allegato 1, pagg indicatori%20di%20normalit%20economica.pdf 4 Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti. Annuncio stampa del 15/06/ Pag. 14/14

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