Mondo Alternative. Le sfide dell assetallocationin una nuova era

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1 Mondo Alternative Workshop Le sfide dell assetallocationin una nuova era Giovedì11 ottobre 2012 L impatto dell'analisi delle attivitàe passivitàdi un ente previdenziale sull'assetallocation Attuario

2 Indice L impatto dell'analisi delle attivitàe passivitàdi un ente previdenziale sull'assetallocation La normativa Definizione degli obiettivi dell Asset Liability Management (ALM) I flussi della gestione previdenziale di un ente Indicatori possibili per la ricerca della sostenibilità Tipologie di rischi a carico di un ente previdenziale Possibili impatti dell analisi delle attività e passività per tipologia di ente previdenziale e di rischio L approccio ALM: spunti di riflessione 2

3 La normativa al riguardo Ministero Lavoro e Politiche Sociali Enti Previdenziali Direttiva del 10/2/2011 ex L. n. 122/2010: Utilizzo sistematico di un analisi del rischio nella valutazione delle opportunità di investimento e di disinvestimento in relazione alle passività e al patrimonio, per una gestione più integrata e coerente tra le poste dell attivo e del passivo. Ministero Economia e Finanze Fondi Pensione Bozza Regolamento ex-art. 7 bis Dlgs n. 252/2005: Riserve tecniche adeguate agli impegni finanziari Attivitàsupplementari rispetto alle riserve tecniche (margine di solvibilità) Piano di riequilibrio Delibera COVIP del 16 marzo 2012: Ambito di applicazione: forme pensionistiche complementari con piùdi 100 aderenti stesura di un documento sulla politica d investimento, con lo scopo di definire la strategia finanziaria per ottenere combinazioni rischio-rendimento efficienti nell arco temporale coerente con gli impegni assunti precedentemente 3

4 La definizione degli obiettivi dell'analisi delle attività e passività di un ente previdenziale SOSTENIBILITÀ ADEGUATEZZA Variabile obiettivo del modello di ALM: Variabile obiettivo del modello di ALM: Tasso di copertura delle riserve (FUNDING RATIO OBIETTIVO) Requisito di solvibilità (SOLVENCY RATIO OBIETTIVO) Rapporto fra prestazione pensionistica e ultima retribuzione (TASSO DISOSTITUZIONE OTTIMALE PER L ENTE) 4

5 I flussi della gestione previdenziale di un ente previdenziale Previsioni dei flussi di entrata e di uscita di ogni anno della gestione previdenziale: probabili flussi di entrate per: contributi ordinari (per i Fondi: aziendali, lavoratore, TFR; per le Casse: integrativo, soggettivo ) trasferimenti attivi di posizioni previdenziali provenienti da altri fondi; ricongiunzioni/totalizzazioni attive redditi da investimenti patrimoniali probabili flussi di uscite per : pensionamenti (rendita o capitale) trasferimenti passivi di posizioni previdenziali ad altri Fondi; ricongiunzioni/totalizzazioni passive riscatti anticipazioni morte/invalidità (rendita o capitale) spese generali e di amministrazione 5

6 Indicatore possibile per la ricerca della sostenibilità Calcolo del FUNDING RATIO (FR = PVA / PVL) per un numero n di orizzonti PVL (Present Value Liability): Valore attuale medio dei flussi di prestazioni future relativi agli oneri maturati al tempo t - t variabile da 0 a n - (dipende dal regolamento dell ente, dalle ipotesi sulle passività e dalla curva dei tassi di attualizzazione scelta) PVA (Present Value Asset): valore stimato del patrimonio al tempo t valutato in una logica di mercato in funzione delle asset class in portafoglio e della asset allocation tattica scelta dall ente LE POSSIBILI IPOTESI SUI FATTORI DI RISCHIO PRESENTI NEL PVA E PVL INTRODUCONO UNA VOLATILITÀ NEL VALORE STIMATO DEL FUNDING RATIO 6

7 Principali ipotesi alla base delle valutazioni Ipotesi finanziarie Curva di attualizzazione Tasso di rendimento del patrimonio Ipotesi economiche Inflazione Rivalutazione dei redditi PIL Rivalutazione delle pensioni Casse professionali /fondi a prestazione definita Ipotesi demografiche Probabilità di uscita dalla collettivitàdegli attivi (morte, invalidità, inabilità, cause varie) Numerosità degli iscritti Probabilità di uscita dalla collettivitàdei pensionati (morte, con o senza famiglia) 7

8 Indicatore possibile per la ricerca dell adeguatezza Calcolo del tasso di sostituzione (rapporto pensione/ultima retribuzione) SU CASI TIPO: scelta di casi tipo rappresentativi della popolazione dell ente e calcolo del probabile tasso di sostituzione, con le ipotesi sullo sviluppo dei redditi e della posizione individuale scelte SU UNA O PIU NUOVE GENERAZIONI IN INGRESSO: sviluppo di una o più generazioni di nuovi ingressi composte da iscritti con diverse età di ingresso, redditi e posizioni trasferite SUGLI ISCRITTI EFFETTIVI AL FONDO: stima del tasso di sostituzione delle singole generazioni di usciti per pensionamento, per classi di etàe anzianità Per tutti i predetti casi si può valutare l indicatore per singolo comparto o con una ipotesi di life cycle IL VALORE DEL TASSO DI SOSTITUZIONE STIMATO DIPENDE DAL QUADRO DI IPOTESI E CONTIENE UNA VOLATILITA 8

9 Principali ipotesi alla base delle valutazioni Ipotesi finanziarie Tasso di rendimento del patrimonio annuale Ipotesi economiche Inflazione Rivalutazione dei redditi PIL Rivalutazione delle pensioni Fondi a contribuzione definita Ipotesi demografiche Probabilitàdi uscita dalla collettività degli attivi (morte, invalidità, inabilità, cause varie) Numerositàdegli iscritti Probabilitàdi uscita dalla collettività dei pensionati (morte, con o senza famiglia) Ipotesi su riscatti, trasferimenti e anticipazioni Uscita per cause varie ( dal pensionamento): % trasferimento, % riscatto Anticipi: frequenza dell anticipazione (per età) numero di anticipi importo dell anticipo motivo di richiesta dell anticipo 9

10 Utilizzo del FundingRatiocome indicatore: possibili obiettivi Metodo di finanziamento CAPITALIZZAZIONE COMPLETA (es. fondi preesistenti, Casse professionali ex d.lgs103): Mantenere il Funding Ratiosempre maggiore di 1 Minimizzare la volatilità del Funding Ratio nell orizzonte temporale analizzato considerando opportuni vincoli di rischiosità degli asset Metodo di finanziamento CAPITALIZZAZIONE PARZIALE O RIPARTIZIONE PLURIENNALE (es. Casse professionali ex. d.lgs. 509) Operare per un aumento graduale del Funding Ratio (sempre in determinati orizzonti temporali sotto opportuni vincoli di rischiosità degli asset) POSSIBILI TIPOLOGIE DI ANALISI: Deterministica: definizione dello scenario Best Estimate e generazione di scenari mediante l utilizzo di metodologie deterministiche Stocastica: definizione di un approccio stocastico per determinare la distribuzione di probabilità del Funding Ratio, studiando la sua dipendenza con i fattori di rischio individuati al fine di minimizzare la probabilità che detto indice sia inferiore all obiettivo ricercato 10

11 Utilizzo del tasso di sostituzione come indicatore: possibili obiettivi Metodo di finanziamento CAPITALIZZAZIONE COMPLETA O PARZIALE: Tenendo conto della prestazione derivante dalla previdenza di base, ricercare un tasso di sostituzione complessivo ottimale con una volatilitàminima Ricerca della asset allocation ottimale POSSIBILI TIPOLOGIE DI ANALISI: Deterministica: definizione dello scenario Best Estimate e generazione di scenari mediante l utilizzo di metodologie deterministiche Stocastica: definizione di un approccio stocastico per determinare la distribuzione di probabilità del Funding Ratio, studiando la sua dipendenza con i fattori di rischio individuati al fine di minimizzare la probabilità che detto indice sia inferiore all obiettivo ricercato 11

12 Tipologie di rischi a carico di un ente previdenziale Periodo di accumulo Prestazione definita Rischio legato al metodo di calcolo della prestazione prevista (in funzione della retribuzione, integrativa della prestazione AGO ) Invalidità Premorienza Rischio legato all età di maturazione del diritto Contribuzione definita con garanzia (prestazione definita) Garanzia di rendimento nel periodo di accumulo Eventuali maggiorazioni legate a eventi quali invalidità e premorienza Garanzia sui coefficienti di trasformazione del capitale in rendita Contribuzione definita Nessun rischio durante il periodo di accumulo (il rischio èdemandato all aderente) Garanzia sui coefficienti di trasformazione del capitale in rendita 12

13 Tipologie di rischi a carico di un ente previdenziale Periodo di erogazione Prestazione definita Rischio demografico (longevità, famiglia) Rischio finanziario: garanzia di rivalutazione della prestazione pensionistica rendimento del patrimonio Contribuzione definita con garanzia Contribuzione definita pura Erogazione diretta della rendita: rischi contenuto nel coefficiente di trasformazione del capitale in rendita utilizzato (rischio demografico relativo alla longevità, rischio finanziario relativo al tasso tecnico utilizzato) 13

14 Possibili impatti dell analisi delle attività e passività per tipologia di ente previdenziale e di rischio Prestazione definita Valutazione di una modifica regolamentare sui requisiti di pensionamento, effetto sul tasso di copertura delle riserve con le attuali scelte finanziarie dell ente e/o con una modifica delle stesse Confronto fra le durate di attivo e passivo al variare di asset allocation e/o di requisiti previdenziali Rischio legato alle scelte finanziarie messe in atto dall ente (asset allocation tattica scelto) Verifica dell effetto di una modifica delle ipotesi demografiche sulla stabilità dell ente (es. aggiornamento delle tavole di mortalità proiettate e selezionate) Contribuzione definita con garanzia Calcolo della tasso di sostituzione medio (per categoria, per generazione di uscita ) dell ente e verifica della modifica dello stesso al variare delle scelte finanziarie dell ente Verifica delle scelte di asset allocation tenendo conto delle garanzie di rendimento dell ente Analisi dell effetto di eventuali maggiorazioni legate a eventi quali invalidità e premorienza 14

15 Possibili impatti dell analisi delle attività e passività per tipologia di ente previdenziale e di rischio Contribuzione definita Calcolo della tasso di sostituzione medio (per categoria, per generazione di uscita ) dell ente e verifica della modifica dello stesso al variare delle scelte finanziarie dell ente Calcolo della tasso di sostituzione medio (per categoria, per generazione di uscita ) dell ente e verifica della modifica dello stesso al variare delle aliquote contributive Calcolo della durata delle passività e delle attività anno per anno e verifica delle modifiche al variare delle scelte finanziarie dell ente, effetti sul tasso di sostituzione Effetti sulla duration delle passività e sul tasso di sostituzioni con variazioni combinate delle scelte finanziarie e di azioni di promozione dell ente (es. agevolazioni ai nuovi ingressi) Costo di eventuali prestazioni accessorie messe in atto dall ente 15

16 L approccio ALM: spunti di riflessione Basato su ottica di lungo periodo Maggiormente rispondente a principi previdenziali Permette l ottimizzazione della gestione dell ente, sia finanziaria che previdenziale Fornisce un indicatore di lungo periodo con risultati sintetici di chiara interpretazione Utilizzabile anche come strumento di controllo per il Consiglio di Amministrazione e ai fini della informativa agli iscritti In presenza di opportuni accorgimenti quali margine di solvibilità, margine di tolleranza e periodo di riequilibrio, l approccio ALM non èin contrasto con le attuali regole di contabilizzazione delle attività del bilancio a valore di mercato Permette di sviluppare la cultura previdenziale degli iscritti 16

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