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1 Versione 2 Allegati al documento: Politiche per la Gestione della Liquidità e Contingency Funding Plan (CFP) Banca di Credito Cooperativo dei Comuni Cilentani Approvate con delibera del C.d.A. del 21 aprile 2011 Allegati al documento; Policy Liquidità e CFP della BCC dei Comuni Cilentani Aprile

2 INDICE 1. ALLEGATO 1: NOTA METODOLOGICA... 3 Definizioni...3 Maturity Ladder Premessa Fonti di alimentazione Orizzonte temporale di riferimento Individuazione delle forme tecniche ed allocazione dei valori nelle fasce di vita residua ALLEGATO 2 : RUOLI E RESPONSABILITÀ DELLE FUNZIONI AZIENDALI NELLA GESTIONE DELLA LIQUIDITA ALLEGATO 3: PRINCIPALI FLUSSI INFORMATIVI

3 1. ALLEGATO 1: NOTA METODOLOGICA DEFINIZIONI Liquidità Rischio Liquidità di Gestione delle Liquidità APM Maturity Ladder Si definisce liquidità il complesso delle risorse liquide che consentono alla Banca di far fronte agli impegni di pagamento alla loro scadenza e di finanziare gli incrementi dell attivo; in particolare si fa riferimento alla capacità di reperire fondi finanziandosi sul mercato (funding liquidity) e alla capacità di liberare fondi vendendo attività sul mercato (asset o market liquidity). Si definisce rischio di liquidità la possibilità che la Banca non riesca a mantenere i propri impegni di pagamento a causa dell incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di vendere attività sul mercato (asset liquidity risk) per far fronte allo sbilancio da finanziare o che, comunque, sia costretta a sostenere costi molto alti per far fronte ai propri impegni. Si definisce gestione della liquidità l insieme delle attività e degli strumenti diretti a perseguire l equilibrio di breve e medio/lungo periodo tra i flussi di fondi in entrata e in uscita attraverso la sincronizzazione delle scadenze. Si definiscono Attività Prontamente Monetizzabili (APM) le disponibilità di base monetaria e le attività rapidamente convertibili in base monetaria dalla Banca attraverso il loro smobilizzo sul mercato oppure la costituzione degli stessi in garanzia. Sono costituite da Cassa, Disponibilità liquide e Titoli di Stato denominati in euro non impegnati. La maturity ladder è uno strumento per la gestione ed il monitoraggio della liquidità operativa che, attraverso la contrapposizione di attività e passività la cui scadenza è all interno di ogni singola fascia temporale della stessa, consente di evidenziare gli sbilanci (periodali e cumulati) tra i relativi flussi e deflussi di cassa attesi e, quindi, di calcolare il saldo netto del fabbisogno (o del surplus) finanziario nell orizzonte temporale considerato. MATURITY LADDER Premessa La maturity ladder, come noto, si inquadra nell ambito degli strumenti per la gestione ed il monitoraggio della c.d. liquidità operativa. Nel seguito si riportano le principali scelte metodologiche adottate nella elaborazione dello schema di maturity ladder Fonti di alimentazione Come principale fonte alimentante dello schema di maturity ladder, è stata individuata la base informativa A2 della Matrice dei Conti (Sezione 3.6 Vita Residua). Tale scelta ha il pregio di riferirsi a dati asseverati, in quanto oggetto di segnalazione, e di avvicinarsi agli approcci metodologici in materia seguiti dall Organo di Vigilanza nell ambito dei propri sistemi di analisi gestionale. Tuttavia, la generazione dei relativi dati con la medesima periodicità di quella prevista a fini segnalatici (ossia trimestralmente) appare incompatibile con l obiettivo di implementare un adeguato processo di gestione e controllo del rischio di liquidità. Al fine di rendere tale strumento coerente con l obiettivo di implementare un adeguato processo di gestione e controllo del rischio di liquidità, sarà necessario prevedere in futuro che l elaborazione delle citate informazioni avvenga con frequenza quantomeno mensile. Inoltre, risulta opportuno che i singoli centri informatici e/o gli outsourcer di backoffice di Categoria valutino la possibilità di calcolare con periodicità settimanale, attraverso l utilizzo di dati gestionali, il gap cumulato a vista o revoca e a 1 settimana della maturity ladder. 3

4 1.1.3 Orizzonte temporale di riferimento In considerazione del ruolo strumentale dello schema di maturity ladder nell ambito della gestione della liquidità operativa, l orizzonte temporale di riferimento adottato corrisponde ai 12 mesi Individuazione delle forme tecniche ed allocazione dei valori nelle fasce di vita residua L impiego delle segnalazioni di vigilanza come base alimentante dello strumento in esame richiede la preliminare riconciliazione delle poste attive e passive dello schema di maturity ladder con le forme tecniche di matrice. Per la sua elaborazione è stato adottato il cd. metodo ibrido, intermedio tra l approccio degli stock e quello dei flussi di cassa. In particolare con tale metodo, si perviene ad uno schema di maturity ladder che, oltre ad allocare i flussi di cassa delle poste attive e passive sulla base della loro vita residua, prevede la categoria rappresentata dallo stock di attività finanziarie prontamente monetizzabili (APM), ossia delle attività rapidamente convertibili in contante attraverso la liquidazione delle relative posizioni e/o l ottenimento di linee di credito concedendole in garanzia. Le APM sono costituite da: - Cassa e disponibilità liquide; - Depositi liberi relativi a rapporti attivi con Tesoro e CDDPP; - Titoli quotati e non impegnati, immobilizzati e non (indipendentemente dalla scadenza); - Margini disponibili su linee di credito presso Banche Centrali. Nello schema di maturity ladder non sono state comprese le forme tecniche attinenti: - la ROB in ragione del non sufficiente grado di flessibilità, nell ambito dell operatività delle BCC-CR, di tale posta per la gestione dinamica della liquidità; - l'operatività in derivati, in quanto la non significativa incidenza della liquidità generabile/assorbibile nell'ambito della gestione operativa delle BCC-CR da tale segmento di operatività, permette di ritenere non giustificabile l'appesantimento metodologico che deriverebbe dalla loro trattazione nell'ambito della stessa. 4

5 2. ALLEGATO 2 : RUOLI E RESPONSABILITÀ DELLE FUNZIONI AZIENDALI NELLA GESTIONE DELLA LIQUIDITA Nella schema seguente si riportno le responsabilità/attività assegnate agli organi e alle funzioni aziendali con riferimento alla corretta applicazione delle Policy di Liquidità. Consiglio di Amministrazione approva e rivede le strategie e la policy di liquidità, inclusi gli strumenti finanziari che possono essere considerati come APM (Attività Prontamente Monetizzabili); approva le metodologie per l analisi e il presidio dell esposizione della Banca al rischio di liquidità; definisce il profilo di rischio della Banca e approva i limiti e le deleghe operative; approva le operazioni da effettuare per la gestione della liquidità (oltre i limiti/deleghe stabilite). strategici: Approvazione Consiglio di Amministrazione Gruppo Gestione di Crisi (C.d.A. e Comitato Direzione/Rischi) analizza la situazione di crisi, definisce gli obiettivi e gli impatti; identifica le strategie volte a superare lo stato di crisi; quantifica, quando possibile, i costi degli interventi individuati; realizza gli interventi volti al superamento della crisi; coordina il processo di comunicazione con l Autorità di Vigilanza e verso l esterno (media, clienti, ecc.); approva la comunicazione interna. Stato di crisi Allegati al documento; Policy Liquidità e CFP della BCC dei Comuni Cilentani Aprile

6 Direzione Generale propone al Consiglio di Amministrazione le strategie e la policy per la gestione della liquidità; propone al Consiglio di Amministrazione le metodologie per l analisi e il presidio dell esposizione della Banca al rischio di liquidità; propone al Consiglio di Amministrazione i limiti e le deleghe operative per la gestione della liquidità; strategici effettua / propone le operazioni necessarie per la gestione della liquidità; impartisce le istruzioni operative per la gestione della liquidità, coerentemente con quanto disposto dal Consiglio di Amministrazione nella definizione delle strategie; comunica al Consiglio di Amministrazione eventuali sconfinamenti dai limiti operativi e propone, congiuntamente al Servizio Finanza, un piano di rientro; comunica prontamente al Consiglio di Amministrazione ogni situazione nuova o potenziale che ha un rilevante impatto sulla liquidità; convoca il Comitato Direzione/Rischi quando necessario e comunque al verificarsi dello stato di allerta convoca il Gruppo Gestione di Crisi (quando si verificano le condizioni) Comitato di Direzione/Rischi Svolge un ruolo consultivo supportando alla Direzione Generale nelle attività di: analisi delle strategie e delle policy per la gestione della liquidità da proporre al Consiglio di Amministrazione; condivisione dei limiti e delle deleghe operative Svolge un ruolo consultivo supportando il Direttore Generale nelle attività di: analisi delle cause di eventuali sconfinamenti dei limiti operativi; analisi dei risultati degli stress test al fine di verificare la coerenza e l adeguatezza delle strategie e delle policy per la gestione della liquidità; analisi della reportistica derivante dalla procedura ALM (Asset & Liability Management). strategici 6

7 Pianificazione e Controlli/Risk Controlling suggerisce/propone al Direttore le strategie sulla gestione della liquidità (politiche di gestione operativa e strutturale della liquidità), congiuntamente all Area Finanza; propone al Direttore Generale le metodologie per l analisi e il presidio dell esposizione della Banca al rischio di liquidità; predispone una reportistica per il Direttore Generale e per il Consiglio di Amministrazione sull andamento della gestione di liquidità; rivede, con cadenza almeno annuale, il complesso delle normative connesse alla politica di liquidità al fine di verificarne la validità e la coerenza con gli sviluppi della Banca e della normativa di Vigilanza sottoponendo al Direttore Generale le evidenze delle analisi. monitora gli indicatori e il rispetto dei limiti operativi; monitora l operatività del Servizio Finanza in tema di liquidità; verifica i risultati derivanti dalla procedura ALM; definisce appropriati scenari di stress test ed effettua le relative analisi; informa, congiuntamente al Servizio Finanza, il Direttore al verificarsi di segnali di pre-allarme e/o in presenza di peggioramento della situazione della liquidità strategici Compliance verifica il modello operativo per la gestione della liquidità e l effettiva applicazione dello stesso; accerta che siano mantenuti adeguati controlli interni a protezione dell integrità del processo di gestione e controllo del rischio di liquidità. Internal Audit verifica il modello operativo per la gestione della liquidità e l effettiva applicazione dello stesso; 7

8 Responsabile Servizio Finanza Area Operativa (Contabilità e Segnalazioni) suggerisce/propone al Direttore le strategie sulla gestione della liquidità (politiche di gestione operativa e strutturale della liquidità), congiuntamente alla funzione Pianificazione e Controlli; analizza e presidia l esposizione della Banca al rischio di liquidità coerentemente con le metodologie definite dal Consiglio di Amministrazione; gestisce la liquidità di breve termine, in particolare: o garantisce la raccolta/impiego giornaliero della liquidità secondo le modalità definite; o accede ed opera sui mercati e utilizza forme di finanziamento a breve; o monitora il portafoglio di titoli APM e di eventuali altri titoli che possono essere utilizzati per la raccolta collateralizzata; gestisce la liquidità di medio e lungo termine, in particolare: o individua gli strumenti necessari per soddisfare le esigenze di funding della Banca (ad es. obbligazioni ordinarie, subordinate, ecc.); o individua le forme tecniche di funding anche tenendo conto delle esigenze patrimoniali della Banca derivanti da prescrizioni normative. effettua le attività di contabilizzazione per le operazioni di tesoreria e di funding; effettua gli incassi e i pagamenti della Banca; monitora il livello della riserva obbligatoria. strategici 8

9 3. ALLEGATO 3: PRINCIPALI FLUSSI INFORMATIVI Nella seguente tabella sono schematicamente rappresentati i flussi informativi destinati agli organi e alle funzioni aziendali in relazione alla gestione della liquidità Per ciascun flusso informativo sono indicate: o la funzione aziendale che produce le informazioni; o la frequenza minima attesa per l invio delle stesse. Funzione aziendale di origine Direttore Generale Funzione aziendale destinataria Comitato Direzione/Rischi Pianificazione e Controlli Servizio Finanza Area Operativa Contenuto informativo Policy di gestione, metodologie di analisi per il presidio dei rischi, limiti e deleghe approvate dal C.d.A. Frequenza minima attesa Annuale/in caso di variazioni Pianificazione e Controlli/Risk Controlling CdA - Direttore Generale Informativa di sintesi sulla gestione operativa delle liquidità, sulla situazione di tesoreria, sull esposizione al rischio nelle diverse forme, sugli indicatori di monitoraggio, sugli esiti degli stress test Trimestrale Pianificazione e Controlli/Risk Controlling Direzione Comitato di Direzione/Rischi - Rendicontazione sul posizionamento della Banca con (eventuali) suggerimenti/proposte; - Monitoraggio degli indicatori previsti Mensile Servizio Finanza Direttore Generale / Esiti della maturity ladder Mensile/Trimestrale Pianificazione e Controlli Servizio Finanza Direttore Generale / Scadenzario liquidità giornaliera/ Verifica limiti giornalieri Quotidiano/settimanale Pianificazione e Controlli Pianificazione e Controlli / Servizio Finanza Direttore Generale Segnalazione di situazione di allarme e/o indicatori di preallarme Al verificarsi dell evento 9

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