Piano Locale della Non Autosufficienza per la Residenzialità

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Piano Locale della Non Autosufficienza per la Residenzialità"

Transcript

1 Servizio Sanitario Nazionale - Regione Veneto AZIENDA ULSS N. 6 VICENZA Viale F. Rodolfi n VICENZA COD. REGIONE 050 COD. U.L.SS. 006 COD.FISC. E P.IVA Conferenza dei Sindaci Azienda U.L.SS. 6 Vicenza Piano Locale della Non Autosufficienza per la Residenzialità Direzione Servizi Sociali Ufficio Anziani Servizio per la Non Autosufficienza Tel Fax

2 INDICE Premessa Pag. 1 La Pianificazione Pag. 2 La Normativa Regionale relativa ai servizi residenziali e semiresidenziali Pag. 4 Indirizzi per la programmazione locale Pag. 5 Analisi del fenomeno delle Non Autosufficienza nel contesto territoriale dell A.U.L.SS. n. 6 Vicenza con indicazione degli obiettivi prioritari da perseguire nella programmazione territoriale Analisi delle caratteristiche della popolazione Non Autosufficiente ospitata nelle strutture residenziali nell ambito dei posti coperti da quote di rilievo sanitario Analisi di specifiche tipologie di utenza presenti nelle strutture residenziali Indicazione degli obiettivi prioritari da perseguire nella programmazione territoriale Pag. 6 Pag. 14 Pag. 42 Pag. 46 Area accoglimenti temporanei Pag. 46 Area sistema di gestione impegnative di residenzialità e garanzie alla libera scelta Pag. 47 Area integrazione degli interventi sanitari nelle strutture residenziali Pag. 48 Area qualificazione dell assistenza alla persona con deterioramento cognitivo-demenza Pag. 49 Area disabilità adulta Pag. 50 Area volontariato e reti informali Pag. 51 Definizione del sistema dei servizi socio-sanitari esistenti sul territorio per le persone Non Autosufficienti Definizione del sistema di accesso ai servizi residenziali con riferimento all approvazione del regolamento unico di accesso ai servizi residenziali Pag. 52 Pag. 55 Articolazione del sistema di offerta esistente dei servizi residenziali Pag. 56 Articolazione della programmazione della qualificazione del sistema di offerta Pag. 59 La realizzazione di progettualità innovative e sperimentali Pag. 62 Allegati Descrizione del sistema di offerta dell area anziani secondo la classificazione DGR 84/2007 Criteri di accesso ai servizi residenziali e semiresidenziali per persone anziane Non Autosufficienti nel territorio dell A.U.L.SS. n. 6 Vicenza (RUR) Pag. 63 Pag. 70

3

4 Premessa Le strutture residenziali hanno fronteggiato negli ultimi quindici anni una serie di cambiamenti legati ad un contesto demografico, economico, normativo e organizzativo in costante evoluzione: 1. La trasformazione in strutture ad elevata integrazione socio sanitaria (Dlgs. 229/99) in conseguenza del costante aumento della popolazione anziana ospitata in condizione di dipendenza socio-sanitaria. Tale situazione ha imposto alle suddette strutture un adeguamento sempre più personalizzato e nel contempo specialistico nella gestione qualitativa dell instabilità clinica e nell articolazione della vita quotidiana della persona non autosufficiente ospitata. Questo nuovo stato ha richiesto lo sviluppo di forme di intervento di tipo sanitario sempre più articolato nelle strutture (si veda l evoluzione dello schema tipo di convenzione fra U.L.S.S. e Centri di Servizio), ma ha anche reso evidente quanto la qualità dell intervento prodotto all interno delle stesse sia fortemente influenzabile da variabili che provengono da altre organizzazioni (es.: rapporti con l U.L.S.S., come lo stato di applicazione dello schema tipo di convenzione o l apporto della medicina programmata, ecc ). In quest ottica si deve quindi parlare più correttamente di qualità di sistema ed individuare in maniera più rigorosa le modalità di monitoraggio e di gestione delle relazioni tra tutte le organizzazioni appartenenti al sistema. 2. L adeguamento dei livelli di offerta strutturali ed organizzativi dei Centri di Servizio ai requisiti minimi per l autorizzazione al funzionamento previsti dalla normativa statale e regionale. Tale azione, se pur sostenuta dai finanziamenti regionali di cui all art. 20 della Legge 647/88 e dall attento sostegno delle fondazioni bancarie attive nel nostro territorio, ha necessariamente influenzato il delicato equilibrio delle rette, che in alcune situazioni paiono aver raggiunto un livello soglia difficilmente sostenibile dalla maggioranza delle famiglie. 3. L ingresso, sul versante dell offerta dei servizi per anziani, del privato profit e non profit, oltre che del fenomeno del badantato, ha imposto alle strutture pubbliche di sviluppare la capacità di confrontarsi con le sfide della concorrenza senza abbassare la qualità dei servizi resi. 4. L affermarsi, nell ambito della normativa di settore, di un principio ispiratore della pubblica amministrazione e cioè il principio della centralità del cittadino come utente dei servizi pubblici, sia come interlocutore che come negoziatore per la difesa di diritti legittimi. Nello specifico la D.G.R. 3632/2002 Residenzialità a favore delle persone anziane. Criteri per la mobilità ha reso evidente la necessità di garantire ad ogni cittadino la facoltà di scegliere la struttura residenziale meglio rispondente alle proprie esigenze assistenziali e alle proprie aspettative, anche superando i confini del proprio territorio U.L.S.S. 5. L adozione nel 1998 di una regolamentazione uniforme per l accesso alle strutture residenziali, imperniata sulla valutazione in sede di Unità Valutativa Distrettuale Multidimensionale (UVMD) e sull adozione di metodiche uniformi di valutazione (SVAMA); ciò ha permesso il graduale inserimento delle strutture residenziali nella rete dei servizi territoriali rivolti alle persone anziane. Complessivamente si può dire che è tramontato il modello tradizionale della casa di riposo. È necessario delineare ora un nuovo modello, ispirato all idea del Centro di servizio, capace di rispondere in maniera differenziata ed articolata ai bisogni di una popolazione non autosufficiente e delle loro famiglie in rapida evoluzione e trasformazione in termini qualitativi e quantitativi. Il nuovo modello, di tipo aperto, è chiamato a rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti gestiti a domicilio e delle loro famiglie ancora privi di risposte; ciò può avvenire: - specializzando l offerta di residenzialità, - supportando l assistenza domiciliare semplice ed integrata, - sviluppando gli interventi temporanei, - mettendo a disposizione delle famiglie quel patrimonio di competenze e di professionalità che le strutture storicamente hanno sviluppato al proprio interno. 1

5 Nell ottica della Qualità di sistema - ovverosia di quella dimensione della qualità programmata attesa erogata concertata da tutti i soggetti del sistema territoriale -, la trasformazione dei Centri di Servizio dovrà risultare da un lavoro di confronto con gli altri soggetti della rete sulle aree critiche del sistema. Si rende necessario infatti poter orientare la progettualità dei Centri di Servizio per renderla coerente con i bisogni in rapida evoluzione e con le necessità di differenziazione dell offerta di servizi rivolti alla popolazione anziana non autosufficiente. La pianificazione La vision regionale della residenzialità anziani Con il termine residenzialità si vuole intendere il complesso di Centri di Servizio idonei a garantire alla persona anziana condizioni di accoglienza, di sicurezza, di salute e di benessere. Nel disegno regionale il sistema della residenzialità agisce in stretta collaborazione con il sistema ospedaliero e si integra con il sistema della domiciliarità OBIETTIVO DOMICILIARITA' RESIDENZIALITA' SERVIZI SANITARI! CONVERGENZA DELLE RISORSE PERCORSI DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE PRESA IN CARICO DELLA PERSONA FRAGILE IL PIANO ASSISTENZIALE LOCALE PER LA NON AUTOSUFFICENZA La politica regionale riferita ai servizi residenziali persegue i seguenti obiettivi: l integrazione completa del sistema della residenzialità nel più complessivo sistema di risposta alla non autosufficienza tramite l inserimento nella pianificazione territoriale locale (Piano di Zona) e nella pianificazione settoriale (Piano Locale della Domiciliarità e Piano Locale della non autosufficienza per la residenzialità). L allocazione di risorse sociosanitarie definita in conformità a parametri oggettivi e alle necessità delle diverse realtà territoriali. In tal senso, a ciascuna Azienda U.L.S.S. viene assegnato, da parte della Regione, un numero prefissato di impegnative di residenzialità ritenuto adeguato al bisogno del territorio (D.G.R. 464/06 e D.G.R. 457/2007). 2

6 Il monitoraggio e il miglioramento continuo della qualità per assicurare livelli adeguati di assistenza attraverso i processi autorizzativi e di accreditamento istituzionale, così come definiti dalla L.R. 22/2002, e dai requisiti per i servizi socio sanitari e sociali di cui alla D.G.R. 84 del 16 gennaio La centralità del cittadino e le garanzie per la libera scelta della struttura meglio rispondente alle aspettative della persona anziana. Tale diritto si concretizza nella possibilità di poter accedere a strutture autorizzate all esercizio, localizzate in realtà territoriali anche diverse da quella di residenza. Per Centri di Servizio autorizzati si fa riferimento a quelle strutture che dispongono al proprio interno di posti letto accreditati alla gestione di impegnative di residenzialità. Fermo restando il diritto del cittadino non autosufficiente a scegliere la struttura che più risponda alle sue necessità, la Regione intende regolamentare il flusso delle domande di accoglimento nei Centri di Servizio e soprattutto salvaguardare il diritto del cittadino anche in ordine a criteri di priorità e di bisogno individuale. Per questo ciascuna U.L.S.S. è chiamata a redigere il Registro Unico della Residenzialità quale strumento di gestione degli accessi alle strutture residenziali. Gli accessi avvengono sulla base di una graduatoria ordinata per punteggio di gravità complessiva, determinato da una valutazione multidimensionale e multiprofessionale attraverso l utilizzo della SVAMA in sede di UVMD. Viene in tal modo garantito da un lato il diritto individuale della libera scelta, dall altro quello di precedenza a favore di chi ha maggiore necessità sanitaria e sociale. Sviluppo di un sistema informativo regionale ad hoc che attivi un flusso di dati standardizzati utile, da un lato al monitoraggio delle unità di offerta e alla concretizzazione del principio di libera scelta da parte del cittadino, dall altro a fornire in tempo reale agli attori della rete (U.L.S.S., Comuni, Dipartimenti ospedalieri, Distretti Sociosanitari, ecc.) le disponibilità di servizi di accoglienza da parte dei Centri di Servizio. 3

7 Normativa regionale relativa ai servizi residenziali e semiresidenziali: o D.G.R. 751 del 10 marzo 2000 Assistenza residenziale ospedaliera intensiva ed estensiva- L.R. n. 5/96 (art 13 co 3- art.17) PSSR o D.G.R del 22 dicembre 2000 Processo di attuazione della D.G.R.. 751/2000 o D.G.R. 312 del 9 febbraio 2001 Assistenza residenziale estensiva extra ospedaliera per persone anziane non autosufficienti e disabili: applicazione per l anno 2001 DD.GG.RR: 741/2000 e 4210/2000 o D.G. R del 3 agosto 2001 Residenzialità extra ospedaliera per anziani non autosufficienti. Criteri di determinazione delle quote individuali e giornaliere per prestazioni socio sanitarie: Anno 2001 o D.G. R del 3 agosto 2001 Riconoscimento delle sezioni di assistenza per pazienti in stato vegetativo permanente, ai sensi della D.G.R. n.. 702/2001 o D.G. R del 3 agosto 2001 Linee guida per la standardizzazione degli approcci assistenziali in materia di demenza senile di tipo Alzheimer nelle strutture residenziali extra ospedaliere o D.G. R del 22 settembre 2000 Adempimenti regionali ex art. 1 del D.L. 28/12/98 n convertito dalla L. n.. 39 del 26/2/99. o D.G. R del 16 novembre 2001 Centro diurno socio sanitario per anziani: linee guida per il funzionamento o D.G. R del 13 dicembre 2002 Residenzialità a favore delle persone anziane: criteri per la mobilità o D.G. R del 3 dicembre L.R. n. 5 del 3 febbraio 1996, art 13. Erogazione prestazioni sanitarie: Approvazione schema tipo di convenzione tra Aziende U.L.S.S. e Centri di Servizio o L.R. n. 9 del 25 febbraio 2005, art. 27 Interventi per l assistenza delle persone non autosufficienti. o L.R. n. 2 del 3 febbraio 2006 art. 4 Aggiornamento dell offerta in relazione al fabbisogno di residenzialità per anziani non autosufficienti o D.G. R del 30 dicembre 2005 Assistenza residenziale extraospedaliera per anziani- Disposizioni di cui all Art. 27 della L.R. n. 9 del 2 febbraio 2005 o Dec reto del Dirigente Regionale Direzione Servizi Sociali n. 70 del 6 marzo 2006 Residenzialità extraospedaliera per anziani non autosufficienti- L.R. n. 2 del 3 febbraio 2006 art. 4 Aggiornamento dell offerta in relazione al fabbisogno di residenzialità per anziani non autosufficienti o D.G.R del 1 giugno 2006 L.R. n. 2 del 3 febbraio 2006 art. 4. Modalità attuative o D.G. R. 464 del 28 febbraio 2006 L assistenza alle persone non autosufficienti Art. 34, comma 1, LR 1 del 30 gennaio 2004 o D.G. R. 453 del 28/02/2006 Contributi alle Comunità religiose che assistono direttamente i propri religiosi anziani non autosufficienti (L.R. 22/89; L.R. 21/89). o D.G. R. 38 del 17 gennaio 2006 Criteri di accesso ai servizi residenziali per persone anziane non autosufficienti o D.G. R. 394 del 20 febbraio 2007 Indirizzi ed interventi per l assistenza alle persone non autosufficienti: Art. 34 comma 1, LR 1 dl 30 gennaio 2004 e art. 4 della LR 2/2006. o D.G. R. 456 del 27 febbraio 2007 Criteri di accesso ai servizi residenziali per persone anziane non autosufficienti. D.G.R. 394/07 Integrazioni allo schema tipo di regolamento di cui alla D.G.R. 38/2006. o D.G. R. 457 del 27 febbraio 2007 Disposizioni alle Aziende U.L.S.S. per l assistenza di persone non autosufficienti nei Centri di Servizio residenziali e per la predisposizione del Piano Locale della non autosufficienza. D.G.R. 464/06 e D.G.R. 394 del 20 febbraio Normativa regionale relativa al sistema informativo della residenzialità: o D.G. R. 312 del 9 febbraio 2001 Assistenza residenziale estensiva extra ospedaliera per persone anziane non autosufficienti e disabili: applicazione per l anno 2001 della D.G.R. 751/2000 e 4210/2000 o D..R del 3 agosto 2001 Sistema informativo del Distretto Socio Sanitario Modulo assistenza residenziale e semiresidenziale extraospedaliera : o D.G.R del 13 dicembre 2002 Residenzialità a favore delle persone anziane. Criteri per la mobilità o D.G.R del 18 giugno 2004 Sistema Informativo di Distretto Socio Sanitario modulo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) approvazione degli standard regionali per l acquisizione delle informazioni 4

8 Indirizzi per la programmazione locale La Co nferenza dei Sindaci e l Azienda U.L.S.S. sono chiamate ad attuare a livello locale gli indirizzi della programmazione regionale, con il Piano Locale della non autosufficienza per la Residenzialità (PLNA) quale strumento operativo del Piano di Zona. In particolare il PLNA deve essere articolato nei seguenti punti: a) analisi del fenomeno della non autosufficienza nel contesto territoriale dell Azienda U.L.S.S. con indicazione degli obiettivi prioritari da perseguire nella programmazione territoriale; b) definizione del sistema dei servizi socio/sanitari esistenti sul territorio per le persone non autosufficienti, evidenziando il raccordo tra i servizi della domiciliarità e della residenzialità; c) definizione del sistema di accesso ai servizi residenziali con riferimento all approvazione del regolamento unico di accesso ai servizi. A seguito dell approvazione della nuova D.G.R. 464/06, D.G.R. 394 del 20 febbraio 2007 e sino alla conclusione del progetto sperimentale sui carichi assistenziali della scheda SVAMA, di cui alla D.G.R del 4 ottobre 2005 l UVMD con l approvazione del progetto personalizzato si dovrà esplicitamente indicare il livello di intensità assistenziale appropriato ai bisogni della persona valutata, che comunque dovrà essere riportato nella impegnativa di residenzialità. Sino all approvazione del progetto suddetto le UVMD possono utilizzare come riferimento quanto disposto sull argomento dalla D.G.R. 464/06. d) Articolazione del sistema di offerta esistente dei servizi residenziali. In tale sezione dovrà essere rappresentata la situazione dell offerta residenziale presente sul territorio e comprendente, per ogni Centri di Servizio esistente nella zona, i seguenti aspetti: i riferimenti normativi e la data di autorizzazione al funzionamento, la capacità ricettiva totale, i posti letto autorizzati al funzionamento per non autosufficienti, i posti destinati al sollievo e all accoglienza temporanea e gli eventuali posti letto per autosufficienti autorizzati. In particolare per i posti autorizzati per non autosufficienti dovrà essere esplicitato il numero di quelli dedicati all accoglienza di 1 livello e quelli dedicati all accoglienza di 2 livello, gli eventuali posti dedicati alle sezioni SAPA e SVP. Si specifica che ogni tipologia di posto dovrà comunque rientrare nella capacità ricettiva totale autorizzata. Nell ambito dei posti di secondo livello devono essere ricompresi quelli identificati precedentemente come HRSA, che ai sensi della L.R. 2/06 sono stai riportati tra i posti di 2 livello. Vengono a cessare pertanto le disposizioni specifiche relative a tale tipologia di posti di residenzialità di cui alla D.G. R. 1729/03, con particolare riferimento alla durata dell accoglienza. e) Articolazione della pro grammazione e della qualificazione del sistema di offerta. In tale sezione deve essere indicato lo sviluppo della programmazione nel sistema della residenzialità, tenendo conto dei vincoli e dei limiti di cui alla tab. 2 della D.G.R. 457/07. Dovranno essere definiti in particolare l allocazione dei posti autorizzati/accreditati all assistenza di 1 livello e di 2 livello, secondo le indicazioni di cui alla D.G.R. 464/06 e D.G.R. 394 del 20 febbraio La programmazione della rete di offerta entro i limiti di cui alla tab. 2 dovrà essere rappresentata in una apposita scheda articolata su 2 sezioni e dovrà indicare nella prima sezione la previsione dello sviluppo attuale e nella seconda sezione la previsione relativa alla nuove strutture. In questa sezione dovranno essere indicate le previsioni derivanti da atti, provvedimenti già in essere oppure da esiti di valutazione dalla Conferenza dei Sindaci rispetto ad eventuali nuovi insediamenti. Un ulteriore scheda con analoga rappresentazione di programmazione dovrà riguardare la realizzazione di Centri Diurni Socio-sanitari. f) La realizzazione di progettualità innovative e sperimentali. Devono riguardare le modalità di raccordo tra domiciliarità e residenzialità oppure la sperimentazione di nuove modalità di accoglienza e potranno essere realizzati attraverso l utilizzo flessibile di impegnative di residenzialità nella misura max del 1,5% del totale assegnato. La sperimentazione inserita nel PLNA potrà essere avviata solo dopo approvazione del relativo progetto da parte della Direzione Regionale per i Servizi Sociali. Entro il 30/04/07 le Aziende U.L.S.S. inoltre provvederanno a trasmettere alla Direzione Regionale per i Servizi Sociali copia del Regolamento Unico di residenzialità approvato secondo le indicazioni di cui alla D.G.R. 38/06 e successive modifiche ed integrazioni. Entro la stessa data del 30/04/07 le Aziende U.L.S.S. approvano il Piano locale per la non autosufficienza secondo le indicazioni del presente provvedimento che costituisce parte integrante del Piano di Zona dei servizi sociali e ne trasmettono copia alla Direzione Regionale per i Servizi Sociali, che provvede alla verifica della congruità con la programmazione regionale. In caso di evidente difformità le Conferenze dei Sindaci e le Aziende U.L.S.S. provvedono alle necessarie modifiche ed integrazioni. 5

9 Analisi del fenomeno della non autosufficienza nel contesto territoriale dell Azienda U.L.S.S. n. 6 Vicenza con indicazione degli obiettivi prioritari da perseguire nella programmazione territoriale Dati socio-demografici della popolazione anziana residente nell ambito territoriale dell A.U.L.S.S. n. 6 Vicenza La prima base conoscitiva per l analisi dei bisogni è l andamento demografico della popolazione. Nell ambito dell U.L.S.S. n. 6 Vicenza il territorio è quasi completamente urbanizzato, a parte la zona collinare dei Berici e dei Lessini. Il territorio al suo interno presenta molteplici affinità nella struttura della popolazione, quali ad esempio il decremento delle nascite nell ultimo ventennio o la diffusa presenza di stranieri, ma anche alcune difformità, come ad esempio significative concentrazioni di popolazione anziana nella città di Vicenza e in alcuni Comuni, mentre altri territori presentano una popolazione relativamente giovane. I dati ufficiali sulla popolazione, forniti dagli Uffici Comunali di Anagrafe con riferimento alla data del 31/12/2006, vengono esposti sia per territorio nella sua globalità, sia per suddivisione distrettuale. Ciò permette di analizzare le diversità territoriali in ordine appunto all incidenza demografica e all analisi dello sviluppo possibile. Analisi della popolazione per fasce d età Dati ufficiali sulla popolazione residente nel territorio al 31 Dicembre 2006 FASCE D'ETA' U.L.S.S. 6 ABITANTI IN PERCENTUALE FINO A 1 ANNO % DA 1 A 5 ANNI ,11% DA 6 A 14 ANNI ,71% DA 15 A 44 ANNI ,65% DA 45 A 64 ANNI ,29% DA 65 A 74 ANNI ,65% OLTRE I 75 ANNI % TOTALE % 6

10 popolazione residente per fasce d'eta' al 31/12/ % FINO A 1 ANNO DA 1 A 5 ANNI 9% 2% 4% 10% 9% DA 6 A 14 ANNI 41% DA 15 DA 45 DA 65 A 44 ANNI A 64 ANNI A 74 ANNI OLTRE I 75 ANNI 7

11 Distribuzione della popolazione al 31/12/2006 per classi di età DISTRETTI oltre TOTALE VICENZA EST OVEST SUD-EST TOTALE Distribuzione assoluta della popolazione al 31/12/ % Distribuzione % della popolazione al 31/12/ % 80% 80% 60% 40% 20% 65-oltre % 40% 20% 65-oltre % VICENZA EST OVEST SUD-EST 0% VICENZA EST OVEST SUD-EST Distribuzione percentuale della popolazione anziana (over 65) sul territorio dell U.L.S.S. n. 6 Vicenza % popolazione anziana nell'ulss Vicenza Est Ovest Sudest 21 8

12 Previsioni sulla distribuzione della popolazione anziana nell A.U.L.S.S. n. 6 Vicenza e raffronto con le previsioni relativi alla popolazione anziana della Regione Veneto 9

13 Popolazione anziana residente al suddivisa per Dist retto, sesso e classi di età in valori assoluti e percentuali: oltre M % F % Totale M % F % totale VICENZA EST OVEST SUDEST TOTALE U.L.S.S Popolazione anziana residente al suddivisa per Comune, sesso e classi di età in valori assoluti: DISTRETTI OLTRE M F tot M F tot VICENZA Bolzano Vicentino Bressanvido Camisano Vicentino Dueville Grumolo delle Abbadesse Monticello Conte Otto Pozzoleone Quinto Vicentino Sandrigo Torri di Quartesolo EST Altavilla Vicentina Caldogno Costabissara Creazzo Gambugliano Isola Vicentina Monteviale Sovizzo OVEST Agugliaro Albettone Arcugnano Asigliano Veneto Barbarano Vicentino Campiglia dei Berici Castegnero Grisignano di Zocco Longare Montegalda Montegaldella Mossano Nanto Noventa Vicentina Orgiano Pojana Maggiore San Germano dei Berici

14 Sossano Villaga Zovencedo SUD-EST TOTALE U.L.S.S Popolazione anziana residente al suddivisa per Comune, sesso e classi di età in valori percentuali: DISTRETTI OLTRE % M % F % M % F VICENZA Bolzano Vicentino Bressanvido Camisano Vicentino Dueville Grumolo delle Abbadesse Monticello Conte Otto Pozzoleone Quinto Vicentino Sandrigo Torri di Quartesolo EST Altavilla Vicentina Caldogno Costabissara Creazzo Gambugliano Isola Vicentina Monteviale Sovizzo OVEST Agugliaro Albettone Arcugnano Asigliano Veneto Barbarano Vicentino Campiglia dei Berici Castegnero Grisignano di Zocco Longare Montegalda Montegaldella Mossano Nanto Noventa Vicentina Orgiano Pojana Maggiore San Germano dei Berici Sossano Villaga Zovencedo SUD-EST U.L.S.S

15 Confronto indici demografici tra i Distretti Socio-sanitari e A. ULSS INDICE VECCHIAIA INDICE RICAMBIO INDICE DIPENDENZA VICENZA 158,74 138, 52 54,18 EST 101,35 106,39 49,97 OVEST 93,70 119,88 44,95 SUDEST 113,17 101,52 48, 00 U.L.S.S. 121,69 118, Indice di vecchiaia = (popolazione dai 65 anni e oltre / popolazione 0-14 anni) * 100 Indice di ricambio = (popolazione anni / popolazione anni) * 100 Indice di dipendenza = ((pop olazione dai 65 anni e ol tre + popolazione 0-14 anni) / popolazione anni) * 100. Complessivamente dai dati esposti si evince che l U.L.S.S. n. 6 Vicenza, pur insistendo nell ambito della Provincia con un indice di vecchiaia più basso a livello regionale, comincia a risentire dei processi di invecchiamento della popolazione, in particolare nel Comune capoluogo dove l indice di vecchiaia risulta più alto di quello della media regionale. Significativo è inoltre il dato relativo alla composizione della popolazione anziana distinta per sesso, in particolare nella fascia d età maggiore di 75 anni in cui le donne rappresentano i 2/3 della popolazione anziana. È utile fornire infine il dato relativo all indice di invecchiamento della Provincia di Vicenza, confrontato con il dato della Regione Veneto. Il Veneto, infatti, nell anno 2004 registra un indice di vecchiaia pari a 137,1, che nel 2006 sale a 140,4. La Provincia di Vicenza, pur essendo fra le sette province venete quella che presenta un indice di vecchiaia più basso, si caratterizza per un continuo e lento processo di invecchiamento della popolazione, che passa da un indice di vecchiaia di 101 del 1993 a quello di 115 nel Per le finalità del presente documento di programmazione, tale indicatore va letto congiuntamente al dato relativo alla distribuzione delle risorse di residenzialità della Provincia di Vicenza, che la rilevazione ISTAT (anno 2000) stima essere il 25,2% dei presidi residenziali socio assistenziali rilevati nel Veneto. In termini di capacità di accoglienza, la provincia di Vicenza offre 9,4 posti letto per 1000 abitanti, superiore al livello regionale pari a 7,5. Dei 6062 utenti rilevati nei suddetti presidi, circa l 88% è costituito da anziani, il 10% da adulti e il 2,6% da minori, in linea con le altre province e con il dato medio regionale. Questi dati rendono evidente il forte investimento che le realtà locali del vicentino hanno profuso negli anni per offrire rispost e residenziali ai propri cittadini anziani. Tale scelta deve ora essere resa coerente con la forte propensione alla domiciliarità che gli stessi cittadini esprimono, accompagnando le strutture residenziali lungo un percorso di graduale riconversione in Centri di Servizio. Nel prossimo futuro, infatti, i Centri di Servizio saranno chiamati ad offrire alle proprie Comunità un articolazione di risposte e di interventi finalizzati a mantenere e sostenere a casa gli anziani, offrendo servizi diurni, ricoveri temporanei, riattivativi, di sollievo e mettendo a disposizione la propria esperienza nella gestione a domicilio di anziani non autosufficienti. 12

16 Indicatore speranza di vita della popolazione italiana, veneta e della Provincia di Vicenza M F M F M F M F Italia 77,2 82,8 77,8 83,7 77,8 83,4 78, 3 84,0 Veneto 77,5 83,8 77,9 84,3 78,0 84,2 78,7 84,9 Provincia di Vicenza 77,68 83, Composizione media della famiglie nell U.L.S.S. n. 6 V icenza Numero medio di DISTRETTO Numero di Famiglie Numero di Convivenze componenti per famiglia VICENZA ,20 EST ,75 OVEST ,60 SUDEST ,78 TOTALE ,73 Dalle tabelle sopra riportate, si evidenzia un incremento della speranza di vita della popolazione anziana della Provincia di Vicenza allineato all andamento veneto e italiano. Tale dato risulta un fattore molto positivo per l importante ruolo di supporto che gli anziani continuano a svol gere nei confronti della propria famiglia allargata e nell ambito della società civile. Tuttavia, quando il naturale processo di invecchiamento si accompagna a crescenti perdite di autonomie, il contestuale aumento della speranza di vita comporta un aggravio dei carichi assistenziali nel tempo per le famiglie di origine, in una dimensione mai sperimentata nelle generazioni passate. Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla continua riduzione del numero di persone nella famiglie in grado di condividere la gestione assistenziale del proprio genitore non autosufficiente. La limitatezza delle reti parentali per fronteggiare nel lungo periodo la domanda di assistenza, induce pertanto una richiesta di aiuti a terzi per fronteggiare: o l assistenza a breve termine (assistenza domiciliare semplice ed i ntegrata e ricoveri temporanei riabilitativi) indotta dall emersione di un problema acuto recente, con conseguente perdita delle autonomie precedenti e rottura dell equilibrio assistenziale; o l assistenza di lungo periodo (ADI badantato e richieste di accesso a strutture residenziali e semiresidenziali) quando la condizione di non autosufficienza si cronicizza. 13

17 Analisi delle caratteristiche della popolazione non autosufficiente ospitata nelle strutture residenziali nell ambito dei posti coperti da quote di rilievo sanitario Analisi sull utilizzo dei posti di residenzialità da parte della popolazione non auto sufficiente Analisi sull utilizzo dei posti di residenzialità da parte della popolazione non auto sufficiente per Comune di provenienza (su 1000 abitanti >= di 65 anni) Anziani presenti nelle Strutture dell'u.l.s.s. nel 2006 per Comune di provenienza n ospiti presenti Centro di Servizio popolazione > di 65 anni n persone ricoverate su 1000 over 65 VICENZA ,50 ALTAVILLA VICENTINA ,58 CALDOGNO ,51 COSTABISSARA ,09 CREAZZO ,74 GAMBUGLIANO ,91 ISOLA VICENTINA ,66 MONTEVIALE ,52 SOVIZZO ,62 BOLZANO VICENTINO ,04 BRESSANVIDO ,92 CAMISANO VICENTINO ,06 DUEVILLE ,66 GRUMOLO DELLE ABBADESSE ,69 MONTICELLO CONTE OTTO ,78 POZZOLEONE ,32 QUINTO VICENTINO ,15 SANDRIGO ,67 TORRI DI QUARTESOLO ,13 AGUGLIARO ,93 ALBETTONE ,93 ARCUGNANO ,70 ASIGLIANO VENETO ,93 BARBARANO VICENTINO ,52 CAMPIGLIA DEI BERICI ,10 CASTEGNERO ,08 GRISIGNANO DI ZOCCO ,29 LONGARE ,45 MONTEGALDA ,40 MONTEGALDELLA ,47 MOSSANO ,01 NANTO ,19 N OVENTA VICENTINA ,51 ORGIANO ,84 POIANA MAGGIORE ,04 SAN GERMANO DEI BERICI ,41 SOSSANO ,67 VILLAGA ,62 ZOVENCEDO ,09 Totale ,23 14

18 Anno Popolazione anz iana nei Centri di Servizio su 1000 abi tanti >= 65 anni p er comune di provenienza SAN GERMANO DEI BERICI VICENZA ZOVENCEDO VILLAGA SOSSANO ALTAVILLA VICENTINA CALDOGNO COSTABISSARA CREAZZO POIANA MAGGIORE ORGIANO NOVENTA VICENTINA NANTO MOSSANO MONTEGALDELLA GAMBUGLIANO ISOLA VICENTINA MONTEVIALE SOVIZZO BOLZANO VICENTINO BRESSANVIDO MONTEGALDA CAMISANO VICENTINO LONGARE DUEVILLE GRISIGNANO DI ZOCCO CASTEGNERO CAMPIGLIA DEI BERICI GRUMOLO DELLE ABBADESSE MONTICELLO CONTE OTTO POZZOLEONE BARBARANO VICENTINO ASIGLIANO VENETO ARCUGNANO ALBETTONE QUINTO VICENTINO SANDRIGO TORRI DI QUARTESOLO AGUGLIARO Operatori presenti rapportati a 1000 abitanti con età > 64aa VICENZA ZOVENCEDO1,50 ALTAVILLA VICENTINA VILLAGA CALDOGNO SOSSANO 1,30 COSTABISSARA SAN GERMANO DEI BERICI CREAZZO POJANA MAGGIORE ORGIANO 1,10 0,90 0,70 GAMBUGLIANO ISOLA VICENTINA NOVENTA VICENTINA NANTO 0,50 0,30 MONTEVIALE SOVIZZO MOSSANO MONTEGALDELLA 0,10-0,10 BOLZANO VICENTINO BRESSANVIDO operatori vs 1000 >64aa Media MONTEGALDA LONGARE GRISIGNANO DI ZOCCO CASTEGNERO CAMPIGLIA DEI BERICI BARBARANO VICENTINO ASIGLIANO VENETO ARCUGNANO ALBETTONE CAMISANO VICENTINO DUEVILLE GRUMOLO DELLE ABADESSE MONTICELLO C. OTTO POZZOLEONE QUINTO VICENTINO SANDRIGO AGULIARO TORRI DI Q.LO 15

19 I due grafici sopra riportati rendono evidente come la presenza di una fitta rete di strutture residenziali presenti sul territorio dell A. U.L.S.S. n. 6 Vicenza, abbia influito sull evoluzione dell offerta di assistenza domiciliare e quindi anche sulle forme di espressione della domanda di assistenza. Analisi per Distretto di provenienza delle persone inserite nei Centri di Servizio con relativa retta media alberghiera ULSS n. 6 Vicenza - anno 2006 distretto di provenienza Centro di Servizio VICENZA EST OVEST SUD-EST FUORI ULSS Totale per Centro di Servizio Retta media alberghiera intensità ridotta intensita media IPAB VICENZA ,41 52,93 CASA PROVVIDENZA ,63 CSA DUEV ILLE ,04 41,10 BONAGURO ,88 SERSE PANIZZONI ,07 DIODATA BERTOLO ,00 GASPARI BRESSAN ,53 44,90 PAPA LUCIANI ,50 VILLA CALDOGNO ,77 OIC ,00 48,00 LAMPERTICO ,40 MICHELAZZO ,73 RAGG IO DI SOLE ,25 34,90 S. GIUSEPPE ,08 SIMIONATI SOATTINI ,50 CA' ARNAL DI ,65 Totale per Distretto

20 Tabella riepilogativa per Distretto di provenienza delle persone anziane non autosufficienti che hanno utilizzato risorse socio-sanitarie per residenzialità e semiresidenzialità o che sono in lista d'attesa al 31/12/2006 per la residenzialità, riportate sia in valore assoluto che in rapporto a 1000 abitanti >= 65 anni ( ) Distretti distribuzione A pop. ULSS >= 65 anni al in strutture 31/12/2006 residenziali Valore assoluto Valore assoluto su 1000 abitanti Valore >=65 anni assoluto B in ricoveri temporanei a Sandrigo, Noventa e Vicenza su 1000 abitanti >=65 anni C in Centri Diurni Socio Sanitari Valore assoluto su 1000 abitanti >=65 anni D in lista d'attesa al 31/ 12/2006 Valore assoluto su 1000 abitanti >=65 anni (A+B +C+D) progetti di residenzialità e semiresidenzialità e lista d'attesa su 1000 Valore abitanti assoluto > =65 anni VI CENZA , , , , ,8 EST , ,1 13 1,1 70 6, ,3 O VEST , ,2 4 0,5 55 6, ,1 SUD EST ,2 63 5,3 1 0,1 60 5, ,7 Totale , , , , ,9 Rappresentazione grafica della tabella riepilogativa: anziani in carico alla rete dei servizi socio sanitari per mille abitanti ( ) confronto tra media ULSS e singoli Distretti Socio-sanitari Rappresentazione grafica della tabella riepilogativa: anziani in carico alla rete dei servizi socio sanitari per mille abitanti ( ) confronto tra media ULSS e singoli Distretti Socio-sanitari MEDIA ULSS VICENZA EST OVEST SUD EST anziani in carico a rete servizi sociosan. di cui nelle strutture residenziali di cui nei temporanei di Sandrigo, Noventa e Vicenza di cui nei Centri Diurni S.S. di cui in lista d'attesa anziani in carico a rete servizi sociosan. MEDIA ULSS VICENZA EST OVEST SUD EST di cui nelle strutture residenziali di cui nei temporanei di Sandrigo, Noventa e Vicenza di cui nei Centri Diurni S.S. di cui in lista d'attesa 17

21 Distribuzione percentuale per Distretto di provenienza delle persone anziane non autosufficienti che hanno utilizzato risorse socio sanitarie per residenzialità e semiresidenzialità e percentuale cittadini in lista d'attesa al 31/12/2006 per la residenzialità Distretti % di pop.per distribuzione pop. >=65 Distretto anni al 31/12/ 2006 nelle strutture residenziali Valore assoluto % A Valore assoluto % B % di pop.per Distretto con ricoveri temporanei a Sandrigo, Noventa e Vicenza Valore assoluto % C % di pop per Distretto nei Centri Diurni Socio Sanitari Valore assoluto % (A+B+C) % di pop per Distretto con progetti di residenzialità e semiresidenzialità Valore asso luto % % di pop.per Distretto in lista d'attesa al 31/12/2006 Valore assoluto VICENZA , , , , , ,1 EST , , ,7 13 9, , ,7 OVEST , , ,2 4 3, , ,8 SUD EST , , ,7 1 0, , ,4 Totale , , , , , ,0 Rappresentazione grafica della tabella riepilogativa: confronto tra i distretti in merito all utilizzo delle risorse assistenziali VICENZA EST OVEST SUD EST % 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% distribuzione tra i distretti pop.>=65 anni con progetti di residenzialità e semiresidenzialità di cui in strutture residenziali di cui in ricoveri temporanei a Sandrigo, Noventa e Vicenza di cui nei Centri Diurni S.S. in lista d'attesa al 31/12/

22 Analisi per Comune di provenienza delle persone inserite nei Centri di Servizio U.L.S.S. 6 Anno2006 IPAB VICENZA PROVVIDENZA BERTOLO BONAGURO CSA DUEVILLE PANIZZONI BRESSAN PAPA LUCIANI VILLA CALDOGNO C A' ARNALD I LAMPERTICO MIC HELAZZO OIC RAGGIO DI SOLE S.GIUSEPPE SIM.SOATTI NI Totale per Comune VICENZA DUEVILLE SANDRIGO POZZOLEONE BRESSANVIDO MONTICELLO CONTE OTTO BOLZANO VICENTINO TORRI DI QUARTESOLO QUINTO VICENTINO CAMISANO VICENTINO GRUMOLO DELLE ABBADESSE CALDOGNO COSTABISSARA ISOLA VICENTINA CREAZZO MONTEVIALE GAMBUGLIANO ALTAVILLA VICENTINA SOVIZZO AGUGLIARO ALBETTONE ARCUGNANO ASIGLIANO VENETO BARBARANO VICENTINO CAMPIGLIA DEI BERICI CASTEGNERO GRISIGNANO DI ZOCCO LONGARE MONTEGALDA MONTEGALDELLA MOSSANO NANTO NOVENTA VICENTINA ORGIANO POIANA MAGGIORE SAN GERMANO DEI BERICI SOSSANO VILLAGA ZOVENCEDO Totale per Centro di Servizio

23 Analisi per Comune di provenienza delle persone provenienti da altre U.L.S.S. inserite nei Centri di Servizio U.L.S.S. 6 - Anno 2006 IPAB VICENZA PROVVIDEN ZA BERTOLO BONAGURO CSA DUEVILLE PANIZZONI BRESSAN PAPA LUCIANI VILLA CALDOGNO CA ARNALDI LAMP ERTICO MICHELAZZ O OIC RAGGIO DI SOLE S.GIUSEPPE SIM.SOATT INI Totale per Comune ABANO TERME ALBIGNASEGO BASSANO DEL GRAPPA CADONEGHE CASTELGOMBERTO CERVARESE SANTA CROCE CINTO EUGANEO ESTE GRANCONA MALO MESTRINO MIRANO MONTECCHIO MAGGIORE MONTECCHIO PRECALCINO NOVENTA PADOVANA OSPEDALETTO EUGANEO PADOVA PEDEMONTE PIAZZOLA SUL BRENTA PONTE SAN NICOLO' ROANA ROVOLON SCHIO SELVAZZANO DENTRO TEOLO TORREGLIA VALDAGNO VEGGIANO VILLAFRANCA PADOVANA VO Totale per Centro di Servizio

24 La rappresentazione del fenomeno della mobilità Distribuzione per Distretto di provenienza degli ospiti inseriti nei Centri di Servizio aggregati per distretto di appartenenza Migrazioni 2006 Aggregazione per distretto di provenienza ospiti Totale ospiti Distretto di per distretto appartenenza dei Centri FUORI del Centro di Servizio Vicenza EST OVEST SUD-EST U.L.S.S. Servizio VICENZA EST OVEST SUD EST Totale ospiti per Distretto di provenienza Movimento migratorio fra Distretti e da altre U.L.S.S. anno 2006 Aggregazione per Distretto di appartenenza dei Centri di Servizio Persone inserite nei Centri di Servizio del proprio distretto Persone emigrati dal distretto di provenienza Persone immigrate da altri distretti Persone immigrate da altre U.L.S.S. VICENZA EST OVEST SUD EST Totale migrazione interna - anno 2006 Aggregazione per Distretto di appartenenza dei Centri di locali emigrati %migrazione Servizio VICENZA ,32 EST ,98 OVEST ,58 SUD EST ,79 Bilancio 2006 (confronto tra i Distretti in merito al n persone che vanno in Centri Servizio fuori DSS di residenza (emigrazioni) e n persone di altri DSS/ULSS che vanno in Centri Servizio ubicati nel DSS di riferimento (immigrazioni) Saldo migrazioni per Distretto Provenienza emigrazioni immigrazioni saldo migrazioni VICENZA EST OVEST SUD EST

25 Dall analisi emerge che il Distretti di Vicenza presenta una capacità ricettiva di posti letto inferiore al fabbisogno della popolazione che insiste nel relativo distretto, mentre gli altri distretti presentano una capacità ricettiva superiore al fabbisogno della popolazione che insiste nei Distretti di appartenenza. Tale dato, insieme con il dato di saldo degli ingressi in ciascun distretto relativo alla popolazione locale e alla popolazione emigrata ed immigrata, definisce il fabbisogno di posti letto accreditati nei diversi distretti. 22

26 A nno 2006 Distribuzione nei Centri di Servizio dell' U.L. S.S. n.6 Vicenza delle persone provenienti da altre U.L. S.S., incluse le persone entrate prima del 1/1/99 che in base alla normativa regionale r isultano in carico alla A. U.L.S.S. ospitante per gli interventi sanitari e di rilievo sanitario DSS Centro di Servizio VICENZA Centri di Servizio ULSS di provenienza Totale per Bassano Thiene A rzignano Treviso Venezia Mirano Cittadella Padova Monselice Verona Legnago Centro Servizio "CASA PROVVIDENZ A" I.P. A. B. RESIDEN ZA " SALVI" - RIDOTTA I.P.A. B. RESIDEN ZA " SALVI" - MEDIA I.P. A. B. RESIDEN ZA " TRENTO" - RIDOTTA "C.S. A. DUEVILLE" - RIDOTTA "P. B ONAGURO" EST "SERSE PANIZZ ONI" "GASPARI BRES SAN" - RIDOTTA "GASPARI BRES SAN " - MEDIA "PAPA LUCIANI" OVEST "VILLA CALDOGNO" "CA' ARNALDI" "O.I. C." - RIDOTTA "O.I. C." - MEDIA "LAMPERTICO" "MICHELAZZO" "RAGGI O DI SOLE" - RIDOTTA "RAGGI O DI SOLE" - MEDIA "S. GIUSEPPE" SUD EST "SI MIONATI SOATTINI" Totale per ULSS Totali per DSS 10 23

27 Colloc azione delle persone inserite nei Centri di servizio dell'u.l.s.s. n. 6 Vicenza provenienti da altre ULSS, escluse le persone entrate prima del 1/1/99, e ULSS di provenienza. Anno 2006 Struttura 3 Bassano Azienda U.L.S.S. di provenienza 4 5 Thiene Arzignano 13 Mirano 15 Cittadella Padova Monselice "SALVI" Totale Totale per distretto "TRENTO" "C.S.A. DUEVILLE" "PAOLA BONAGURO" "SERSE PANIZZONI" "GASPARI BRESSAN" "PAPA LUCIANI" "VILLA CALDOGNO" "IMMACOLATA CONCEZIONE" "LAMPERTICO" "MICHELAZZO" "RAGGIO DI SOLE" "SIMIONATI SOATTINI" "CA' ARNALDI" Totale Distribuzione percent uale nei Centri di Servizio di persone provenienti da altre ULSS persone prov da altre ULSS 35% 30% 29% 25% 20% 15% 10% 5% 7% 7% 7% 14% 10% 5% 7% 5% 2% 2% 2% 2% 2% 0% "SALVI" "TR ENTO" CSA DUEVILLE P. BONAGURO" S.PANIZZONI G. BRE SSAN "P. LUCIANI" "V. CALDOGNO" STRUTTURE OIC " LAMPERTICO" "MICHE LAZZO" "RAGGIO DI SOLE" "S. SOATTINI" "CA' ARNALDI" % da altre ULSS 24

28 Le due tabelle precedenti forniscono il dato relativo alle persone presenti nei Centri di Servizio e provenienti da altre A. U.L.S.S., per individuare il bacino d utenza di ciascuna Centro di Servizio. Nella prima tabella il dato è relativo a tutte le persone presenti nel 2006 provenienti da altre A. U.L.S.S. entrate nei nostri Centri di Servizio negli scorsi anni. La seconda tabella indica invece le persone provenienti da altre A. U.L.S.S. ed entrate dopo il 1/1/1999, data definita dalla Regione Veneto per individuare l A. U.L.S.S. titolata al pagamento dell impegnativa di residenzialità. Sono 58 le persone potenzialmente titolari di impegnativa di residenzialità che vanno escluse quindi dalle impegnative di residenzialità attribuite all A. U.L.S.S. n. 6 Vicenza. Analisi della mob ilità passiva: di persone residenti nell ULSS n. 6 Vicenza inserite nei Centri di servizio di altre A. U.L.S.S., escluse le persone entrate prima del 1/1/99. Su un to tale di 60 persone indicate nella mobilità regionale, anno 2006: 10 sono persone in possesso di Impegnativa di residenzialità 32 sono persone non in possesso di Impegnativa di residenzialità ma possibili nostri cittadini 18 sono persone non reperite nell anagrafe di ULSS e probabili non nostri cittadini Si tratta di dati forniti dalle altre ULSS attraverso il flusso informativo regionale che necessitano di ulteriori approfondimenti per la loro validazione finale. 25

29 Analisi delle dimissioni dai Centri di Servizio nel corso dell anno 2006 Analisi dimissioni dai Centri di Servizio aggregati per distretto di appartenenza Anno 2006 Aggregazione Case di Riposo per Distretto di appartenenza posti letto Totale ospiti per distretto Centro Servizio dimissioni 2006 media dimissioni mensili Media dimissioni giornaliere Tasso dimissioni su posti letto VICENZA ,74 0,82 0,47 EST ,08 0,20 0,26 OVEST ,49 0,22 0,29 SUD EST ,37 0,31 0,22 Totale ospiti per distretto di provenienza ,68 1,56 0,33 Aggregazione Centri di Servizio per Distretto di appartenenza VICENZA (compresi temporanei I.P.A.B.) posti letto Dimissioni annue per modalità di dimissione 2006 totale dimessi 2006 Tasso dimissioni su posti letto rientro a domicilio decesso trasferimen to altra struttura modificazione forma assistenziale , EST , OVEST , SUD EST , Totale , RSA di Sandrigo - Dimissioni annue per modalità di dimissione 2006 Rsa Sandrigo posti letto totale d imessi 2006 Tasso dimissioni su posti letto rientro a domicilio decesso trasferimento altra struttura modificazione forma assistenziale Totale , Modulo funzionale di Noventa Modulo funzionale di Noventa - Dimissioni annue per modalità di dimission e 2006 posti letto totale dimessi 2006 Tasso dimissioni su posti letto rientro a domicilio decesso trasferimento altra struttura modificazione forma assistenziale Totale

30 Si evidenzia il dato relativo all utilizzo intensivo dei posti letto presso la RSA di Sandrigo che nell ambito dei 30 pl ha ospitato circa 280 persone, attuando 251 dimissioni in un anno. Di queste ultime, 123 dimissioni sono state attuate per il rientro a casa dell utente, rendendo evidente l importante ruolo che tale struttura svolge a supporto della permanenza a domicilio delle persone anziane non autosufficienti. Analisi dei profili Legenda per Tabelle successive: PROFILO Descrizione profilo 1 Lucido, autonomo 2 Lucido, in parte dipendente 3 Lucido, deambula assistito 4 Lucido, non deambulante m a autonomo 5 Lucido, gravemente dipendente 6 Confuso, deambulante, autonomo 7 Confus o, deambulant e 8 Confuso, deambula assistito 9 Confuso allettato 10 combinazione puramente teorica non presente nella realtà 11 Confuso o stuporoso, totalmente dipendente 12 Lucido, con elevata necessità cure sanitarie 13 Deambulante con elevata necessità di cure sanitarie 14 Lucido, allettato, con elevata necessità di cure sanitarie 15 Confuso o stuporoso, dipendente, con elevata necessità di cure sanitarie 16 Problemi comportamentali prevalenti, discreta autonomia 17 Problemi comportamentali, dipendente 27

31 Analisi per profili presenti delle persone inserite nei Centri di Servizio dell ULSS n. 6 Vicenza Centri di Servizio aggregati per Distretto SS. con i profili presenti al momento dell'ingresso Distretto Centro di Servizio VICENZA EST OVEST SUD EST 28 Profilo SVAMA Centro di Servizio "CASA PROVVIDENZA" I.P.A.B. RESIDENZA "SALVI" - RIDOTTA I.P.A.B. RESIDENZA "SALVI" - Nucleo Alzheimer Media I.P.A.B. RESIDENZA "SALVI" - Nucleo Alzheimer Ridotta I.P.A.B. RESIDENZA "SALVI" - MEDIA I.P.A.B. RESIDENZA "TRENTO" - RIDOTTA I.P.A.B. RESIDENZA "TRENTO" - MEDIA Totale profili Centri di Servizio DSS Vicenza Totale Centro Servizio Percentuale profili Centri di Servizio DSS Vicenza 0.9% 1.2% 7.8% 11.4% 0.9% 7.8% 13.5% 9.0% 26.0% 1.2% 0.1% 4.2% 13.5% 1.4% 1.0% 100.0% "C.S.A. DUEVILLE" - RIDOTTA "C.S.A. DUEVILLE" - MEDIA "P. BONAGURO" "SERSE PANIZZONI" "SR D. BERTOLO" - PIAZZA ZANELLA "SR D. BERTOLO" - SAN GAETANO Totale profili Centri di Servizio DSS Est Percentuale profili Centri di Servizio DSS Est 1.7% 2.1% 6.6% 8.7% 5.9% 12.8% 14.2% 10.7% 24.6% 0.0% 0.0% 2.4% 8.7% 1.7% 0.0% "GASPARI BRESSAN" - RIDOTTA "GASPARI BRESSAN" -MEDIA "PAPA LUCIANI" "VILLA CALDOGNO" Totale profili Centri di Servizio DSS Ovest Percentuale profili Centri di Servizio DSS Ovest 3.3% 4.6% 6.2% 6.2% 4.9% 16.0% 19.2% 7.5% 18.2% 1.6% 0.0% 2.3% 6.8% 2.9% 0.3% "CA' ARNALDI" "O.I.C." - MEDIA "O.I.C." - RIDOTTA "LAMPERTICO" "MICHELAZZO" "RAGGIO DI SOLE" - RIDOTTA "RAGGIO DI SOLE" - MEDIA "S. GIUSEPPE" "SIMIONATI SOATTINI" Totale profili Centri di Servizio DSS Sud Est Percentuale profili Centri di Servizio DSS Sud Est 1.0% 1.9% 9.0% 8.6% 4.2% 11.1% 15.4% 9.8% 26.3% 0.4% 0.2% 2.9% 8.8% 0.2% 0.2% 100.0% Totale profili Centri di Servizio ULSS n Percentuale profili Centri di Servizio ULSS n % 2.1% 7.7% 9.3% 3.2% 10.8% 15.1% 9.2% 24.6% 0.9% 0.1% 3.3% 10.4% 1.4% 0.5% 100.0% % % ,840

32 Centri di Servizio aggregati per DSS con i profili al momento dell'ingresso delle persone inserite Profilo SVAMA Distretto Centro di Servizio Totale per distretto VICENZA % Vicenza 0.9% 1.2% 7.8% 11.4% 0.9% 7.8% 13. 5% 9.0% 26.0% 1.2% 0.1% 4.2% 13.5% 1.4% 1.0% 100% EST % Est 1.7% 2.1% 6.6% 8.7% 5.9% 12.8% 14. 2% 10.7% 24.6% 0.0% 0.0% 2.4% 8.7% 1.7% 0.0% 100% OVEST % Ovest 3.3% 4.6% 6.2% 6.2% 4.9% 16.0% 19. 2% 7.5% 18.2% 1.6% 0.0% 2.3% 6.8% 2.9% 0.3% 100% SUD EST % Sud Est 1.0% 1.9% 9.0% 8.6% 4.2% 11.1% 15. 4% 9.8% 26.3% 0.4% 0.2% 2.9% 8.8% 0.2% 0.2% 100% Totale ULSS ,840 % ULSS 1.5% 2.1% 7.7% 9.3% 3.2% 10.8% 15.1% 9.2% 24.6% 0.9% 0.1% 3.3% 10.4% 1.4% 0.5% 100% 29

33 Distribuzione dei profili presenti al momento dell'ingresso, aggregati per Distretto del Centro di Servizio 30% 25% Distribuzione % dei profili 20% 15% 10% 5% 0% % Vicenza % Est % Ovest % Sud Est % ULSS 30

34 Comuni di provenienza aggregati per DSS con i profili presenti delle persone inserite nei Centri di Servizio al momento dell'ingresso Profili SVAMA Distretto di prov. Comune di provenienza Totale Comune VICENZA VICENZA % profili DSS Vicenza 1.5% 1.7%7.6%9.8%2.9%10.7%15.5%9.6%23.5%1.0%0.2%3.0%10.7%1.9%0.5% 100% EST OVEST SUD EST BOLZANO VICENTINO BRESSANVIDO CAMISANO VICENTINO DUEVILLE GRISIGNANO DI ZOCCO GRUMOLO ABBADESSE MONTICELLO CONTE OTTO POZZOLEONE QUINTO VICENTINO SANDRIGO TORRI DI QUARTESOLO Totale profili DSS Est % profili DSS Est 0.6% 2.4%7.3%8.6%4.3% 9.5% 17.4%7.6%26.0%0.3%0.0%3.4%12.2%0.3%0.0% 100% ALTAVILLA VICENTINA CALDOGNO COSTABISSARA CREAZZO GAMBUGLIANO ISOLA VICENTINA MONTEVIALE SOVIZZO Tot.profili DSS Ovest % profili DSS Ovest 3.5% 3.2%5.7%7.1%4.3%11.3%12.8%9.2%20.2%2.1%0.0%2.8% 6.7% 1.8%1.1% 100% AGUGLIARO ALBETTONE ALONTE ARCUGNANO ASIGLIANO VENETO BARBARANO VIC.NO CAMPIGLIA DEI BERICI CASTEGNERO LONGARE MONTEGALDA MONTEGALDELLA MOSSANO NANTO NOVENTA VICENTINA ORGIANO POIANA MAGGIORE S.GERMANO DEI BERICI SOSSANO VILLAGA ZOVENCEDO Tot.profili DSS Sud Est

35 % profili DSS Sud Est 0.3% 1.2%7.7%7.7%1.5% 8.6% 8.6% 6.5%23.3%0.0%0.0%3.8% 8.8% 0.0%0.6% 100% Distretto di prov. FUORI ULSS VERONA Profili SVAMA Comune di provenienza Totale Comune ABANO TERME ALBIGNASEGO ARZIGNANO BASSANO DEL GRAPPA BOVOLENTA BRENDOLA BROGLIANO CADONEGHE CAMPO SAN MARTINO CASTELGOMBERTO CERVARESE S.CROCE CINTO EUGANEO DESIO ESTE FOSSO' GRANCONA LIMENA LONIGO LOZZO ATESTINO MALO MAROSTICA MASON VICENTINO MESTRINO MINERBE MIRANO MONTECCHIO MAGG MONTECCHIO PREC.NO NOVENTA PADOVANA OSPEDALETTO EUG PADOVA PEDEMONTE PIAZZOLA SUL BRENTA PONTE SAN NICOLO' RECOARO TERME ROANA ROVOLON SACCOLONGO SALETTO S. GIOVANNI ILARIONE SCHIO SELVAZZANO DENTRO SPRESIANO TEOLO THIENE TORREGLIA VALDAGNO VEGGIANO VENEZIA

36 VILLAFRANCA PAD.NA VILLAVERLA VO Tot.profili Fuori ULSS % profili Fuori ULSS 0.0% 0.9% 2.7% 4.4% 0.9% 5.3% 7.1% 5.3% 8.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.9% 1.8% 0.0% 100% Totale profili ULSS n % profili ULSS n % 1.9% 7.0% 8.6% 2.9% 9.9% 13.8% 8.5% 22.5% 0.8% 0.1% 3.0% 9.5% 1.3% 0.5% 100% Analisi delle liste di attesa al 31/12/2006 Distribuzione lista di attesa al 31/12/2006 per Distretto Distretti di residenza Frequenza Percentuale VICENZA ,0 EST 77 22,1 OVEST 60 17,2 SUD EST 75 21,4 SUD EST 21,5% FUORI ULSS 0,3% VICENZA 39,0% FUORI ULSS 1 0,3 Totale ,0 OVEST 17,2% EST 22,1% Analisi della lista di attesa per punteggio di gravità complessiva Classe di gravità (punteggio) Frequenza Percentuale < , ,9 19 5, , , , , , , , , ,9 10 2, ,6 Totale ,0 33

37 classi di gravità 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% < , , , , , , Analisi lista di attesa per profilo PROFILO Descrizione profilo Frequenza Percentuale 1 Lucido, autonomo 7 2,0 2 Lucido, in parte dipendente 11 3,2 3 Lucido, deambula assistito 29 8,3 4 Lucido, non deambulante ma autonomo 2 0,6 5 Lucido, gravemente dipendente 30 8,6 6 Confuso, deambulante, autonomo 22 6,3 7 Confuso, deambulante 35 10,0 8 Confuso, deambula assistito 51 14,6 9 Confuso allettato 38 10,9 10 combinazione puramente teorica non presente nella realtà 11 Confuso o stuporoso, totalmente dipendente 73 20,9 12 Lucido, con elevata necessità cure sanitarie 4 1,1 13 Deambulante con elevata necessità di cure sanitarie 2 0,6 14 Lucido, allettato, con elevata necessità di cure sanitarie 11 3,2 15 Confuso o stuporoso, dipendente, con elevata necessità di cure sanitarie 29 8,3 16 Problemi comportamentali prevalenti, discreta autonomia 3 0,9 17 Problemi comportamentali, dipendente 2 0,6 Totale ,0 34

38 Distribuzione degli anziani in lista di attesa per Distretti e per Comuni con articolazione dei profili Analisi lista di attesa al 31/12/2006 dei residenti nei Comuni del Distretto VICENZA per profilo Profilo SVAMA Comune residenza Tot VICENZA Totale Analisi lista di attesa al 31/12/2006 dei residenti nei Comuni del Distretto EST per profilo Profilo SVAMA Comune residenza Tot Bolzano Vicentino Bressanvido Camisano Vicentino Dueville Grumolo delle Abb Monticello Conte Otto Pozzoleone Quinto Vicentino Sandrigo Torri di Quartesolo Totale Analisi lista di attesa al 31/12/2006 dei residenti nei Comuni del Distretto OVEST per profilo Profilo SVAMA Comune residenza Tot Altavilla Vicentina Caldogno Costabissara Creazzo Gambugliano Isola Vicentina Monteviale Sovizzo Totale

39 Analisi lista di attesa al 31/12/2006 dei residenti nei Comuni del Distretto SUD EST per profilo Profilo SVAMA Comune residenza Tot Agugliaro Albettone Arcugnano Asigliano Veneto Barbarano Vicentino Campiglia dei Berici Castegnero Grisignano di Zocco Longare Montegalda Montegaldella Mossano Noventa Vicentina Orgiano Poiana Maggiore San Germano dei Berici Sossano Villaga Zovencedo Totale

40 Analisi delle rette dei Centri di Servizio: Centro di Servizio Retta ridotta intensità minima max media quota riliev. san. Retta media intensità minima max media quota riliev. san. Salvi 45,30 53,00 47,02 44,61 46,00 62,50 53,87 50,99 Trento 47,40 52,00 49,80 44,61 52,00 52,00 52,00 50,99 Provvidenza 36,13 39,13 37,63 44,14 Dueville 36,69 39,39 38,04 44,17 41,10 41,10 41,10 50,99 Bonaguro 40,88 40,88 40,88 44,61 S.Panizzoni 48,07 50,07 49,07 43,43 D.Bertolo 46,31 51,69 49,00 44,61 G.Bressan 39,22 54,00 47,43 44,61 39,22 54,00 44,90 50,99 Altavilla 55,50 55,50 55,50 44,39 Caldogno 51,45 52,00 51,77 44,61 O.I.C. 46,00 50,00 48,00 44,61 46,00 50,00 48,00 50,87 Lampertico 38,19 50,92 45,40 44,33 Michelazzo 38,73 38,73 38,73 44,58 Raggio di Sole 32,98 38,75 36,25 41,39 31,44 37,40 34,90 49,08 S.Giuseppe 34,53 35,64 35,08 44,00 S.Soattini 34,00 39,00 36,50 44,61 Cà Arnaldi 40,65 40,65 40,65 44,35 Media ULSS 43,93 41,88 45,96 44,22 60 minima max q.r.s Salvi Trento Provvidenza Dueville Bonaguro S.Panizzoni D.Bertolo G.Bressan Altavilla Caldogno O.I.C. Lampertico Michelazzo Raggio di Sole S.Giuseppe S.Soattini 37

41 ANALISI ingressi temporanei Attualmente sul territorio dell ULSS n. 6 Vicenza sono presenti tre strutture che, con tipologia di offerta differenziate, offrono in maniera sistematica ricoveri temporanei con finalità riattivative e riabilitative, di cui due in convenzione integrativa con l Azienda ULSS n. 6 Vicenza. Analisi provenienza ospiti temporanei. Anno 2006 RSA SANDRIGO IPAB "Proti-Trento- Salvi" Modulo funzionale di Noventa totale per provenienza distretto provenienza Frequenza Percentuale Frequenza Percentuale Frequenza Percentuale Frequenza Percentuale Vicenza , ,5 2 5, ,3 EST 97 34,6 8 9,6 2 5, ,6 OVEST 35 12, ,2 SUD-EST 24 8,6 4 4, , ,7 FUORI ULSS 1 0, ,2 Totale ,0 Distribuzione degli ingressi temporanei per distretto di provenienza 16% 0% 11% 46% Vicenza EST OVEST SUD-EST FUORI ULSS 27% 38

42 Distribuzione degli ingressi temporanei in ciascun Centro di Servizio per Distretto di provenienza % 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% RSA SANDRIGO IPAB "Proti-Trento-Salvi" Modulo funzionale di Noventa nuclei per accoglimenti temporanei Vicenza EST OVEST SUD-EST FUORI ULSS 39

43 Confronto ESITI fra strutture con posti letto (p.l.) specializzati per la temporaneità e strutture con posti letto non specializzati. Centri di Servizio posti letto t otale dimessi 2006 rientro a domicilio % rientri a domicilio/ dimissioni decesso % decessi/ dimissioni trasferiment o altra struttura % trasferimenti in altre strutture /dimissioni modificazio ne forma assistenzial e % modif. forma ass./dimiss ioni tasso di rioccupazione p.l. Modulo funzionale Noventa ,6% 4 14,3% 13 46,4% 3 10,7% 7,0 RSA di SANDRIGO ,9% 14 5,0% 86 30,7% 28 10,0% 9,3 Totale Centri di Servizio non specializzati ,6% ,0% 10 1,8% 9 1,6% 0,3 Centri di Servizio non specializzati per accoglienza temporanea posti letto totale di messi 2006 rientro a domicilio % rientro a domicilio decesso % decessi/ dimissioni trasferimen to altra struttura % trasferimenti in altre strutture /dimissioni modificazion e forma assistenzial e % mod forma ass./dimis sioni tasso di rioccupazione pl VICENZA ,6% ,1% 6 2,0% 1 0,3% 0,47 EST ,4% 65 87,8% 0 0,0% 8 10,8% 0,26 OVEST ,6% 72 91,1% 1 1,3% 0 0,0% 0,29 SUD EST ,5% ,9% 3 2,6% 0 0,0% 0,22 Totale Centri di Servizio non specializzati ,6% ,0% 10 1,8% 9 1,6% 0,33 40

44 Confronto ESITI fra strutture con p. l. specializzati per la temporaneità e le altre strutture aggregate per distretto tipologie di dimissione 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% % rientri a domicilio/dimissioni % decessi/dimissioni % trasferimenti in altre strutture /dimissioni Modulo funzionale Noventa RSA di SANDRIGO VICENZA EST strutture OVEST SUD EST % mod forma ass./dimissioni confronto fra strutture a carattere temporaneo e ricoveri definitivi relativo al tasso di rioccupazione dei posti letto 10,0 9,0 9,3 8,0 7,0 7,0 6,0 5,0 tasso di occupazione pl 4,0 3,0 2,0 1,0 0,3 0,0 Modulo funzionale NOVENTA RSA di SANDRIGO ricoveri definitivi 41

45 Analisi di specifiche tipologie di utenza presenti nelle strutture residenziali Anziani e demenza L attenzione attuale per i disturbi e la disabilità cognitiva dell anziano è sostenuta da evidenze consistenti avvenute nella nostra epoca: - aumento della popolazione anziana in termini assoluti - importanza sanitaria per le patologie tipiche dell età avanzata; - l onere della gestione degli anziani malati, specialmente se disabili, grava su un supporto di assistenza familiare e/o parentale e su caregivers in età produttiva. Le stime di prevalenza della demenza in Italia riportano che il 9% degli ultrasessantacinquenni è affetta da questa malattia. Invecchiamento della popolazione e demenza (ULSS 6 VICENZA) Tot. > 75 aa. Dementi La realtà che emerge nelle strutture assistenziali (Centri di Servizio RSA) è che la quantità di persone affette da demenza (intesa come presenza di disturbi cognitivi) è superiore, normalmente, al 60% dei residenti. Quanto alle famiglie, il 90% dei pazienti colpiti da demenza è assistito a casa; si calcola inoltre che i pazienti ricoverati hanno beneficiato per 6 anni di assistenza a domicilio nel periodo antecedente il ricovero. Dati al 31/12/2006 (analisi profili ) Distretti distribuzione pop. >= 65 anni al non autosuff. in strutture residenziali con profili di decadimento cognitivo decadimento cognitivo % Non autosuff. in lista d'attesa con profili di decadimento cognitivo decadimento cognitivo % VICENZA ,6% ,3% EST ,5% ,6% OVEST ,5% ,6% SUD EST ,9% ,3% Totale ,9% ,4% 42

46 prevalenza deterioramento cognitivo Centri Servizio N situazioni VICENZA EST OVEST SUD EST ULSS Non autosufficienti in Centri Servizio di cui con profilo di det.cognitivo I dati confermano l elevato accesso ai servizi di residenzialità (ingresso in Centro Servizio residenziale) per le persone con profilo di autonomia desunto dalla SVAMA comprendente una valutazione di decadimento cognitivo (> 60%). Prevalenza det. cognitivo in lista di attesa N situazioni VICENZA EST OVEST SUD EST in Lista di attesa in Lista di attesa dec. cognitivo DISTRETTI S.S. L analisi dei profili della lista di attesa dell U.L.S.S. n 6 "Vicenza" evidenzia un importante presenza (> 70 %) di quelli legati ad una forma di decadimento cognitivo; la rilevante e progressiva perdita delle capacità cognitive nelle persone colpite da demenza determina importanti conseguenze sul carico di cura che le famiglie devono fronteggiare. Si evidenzia, inoltre, come in alcuni stadi di evoluzione (profili 6, 7, 8, 16 e soprattutto il 17) la malattia richieda un forte investimento assistenziale da parte del caregiver (sorveglianza continua, assistenza giorno/notte, ecc.) in quanto possono essere presenti quei gravi disturbi comportamentali che caratterizzano la patologia (aggressività, wandering, disturbi sonno/veglia, ecc.). Pertanto, nel corso degli anni, le strutture residenziali hanno articolato la propria offerta con l attivazione dei nuclei Alzheimer, ovvero luoghi, riservati unicamente all ospitalità di malati di Alzheimer, che non presentano ostacoli al libero movimento dei pazienti, provvisti di sistemi di controllo degli spostamenti dei malati, di un attenzione particolare alle caratteristiche strutturali (ampi spazi anche esterni) nonché di personale professionalmente preparato e sostenuto da percorsi formativi dedicati. Infatti, l esperienza delle strutture residenziali dimostra l evidente difficoltà a gestire il malato di Alzheimer, se è in uno stadio critico della malattia, laddove non sono presenti nuclei dedicati ed attrezzati all assistenza; altresì la diffusione delle 43

47 informazioni sulla patologia e la sensibilizzazione al tema ha permesso alle famiglie di richiedere livelli adeguati e sempre più qualificati di assistenza. Dati al 31/12/2006 Distretti non autosuff. in strutture residenziali con profili di decadimento cognitivo Profili nucleo Alzheimer ( ) Profili nucleo Alzheim er su totale ospiti Non autosuff. in lista d'attesa con profili di decadimento cognitivo Profili nucleo Alzheimer ( ) VICENZA ,5% EST ,4% OVEST ,5% SUD EST ,1% Totale ,8% Profili nucleo Alzheimer in lista di attesa N situazioni VICENZA EST OVEST SUD EST Totale Distretti Socio-Sanitari Non autosuff. in lista d'attesa con profili di decadimento cognitivo Profili nucleo Alzheimer ( ) Profili nucleo Alzheimer nei Centri Servizio N situazioni non autosuff. in strutture residenziali con profili di decadimento cognitivo Profili nucleo Alzheimer ( ) 0 VICENZA EST OVEST SUD EST Totale Distretti Socio-Sanitari L analisi dei dati conduce quindi alle seguenti considerazioni: 44

48 - si rende necessario articolare e distribuire l offerta di nuclei dedicati alla patologia di Alzheimer, per la gestione delle fasi più critiche della malattia, in ogni territorio di Distretto dell U.L.S.S. n 6 "Vicenza" in modo che detto servizio qualificato sia ugualmente raggiungibile e fruibile da parte degli interessati; - la definizione dei nuclei Alzheimer deve prevedere una riflessione e una progettazione legata all individuazione dei profili che ivi saranno accolti in modo che, indipendentemente dal livello di intensità assistenziale, sia possibile prefigurare un modello assistenziale sostenibile ed evitare concentrazioni di profili altamente critici (es ) che rischiano di rendere critica l organizzazione. Presenza di persone con disabilità adulte nell ambito della residenzialità extraospedaliera per persone non autosufficienti La presenza di persone con disabilità adulte nei Centri di Servizio è un fenomeno connesso: - alle mutate condizioni della popolazione con disabilità (aumento della speranza di vita) che fa prevedere la necessità di garantire l ingresso nel prossimo decennio di circa 60 persone attualmente seguite dall area disabili; ulteriormente, nella lista di attesa al 31/12/2006 sono presenti 39 persone; - all aumento della popolazione inferiore ai 65 anni con disabilità acquisita a seguito di incidenti gravemente invalidanti o per la presenza di gravi patologie cronico degenerative, che difficilmente possono essere assistite a domicilio; - alla non rispondenza degli standard organizzativi (figure professionali) previsti per le comunità protette per disabili rispetto ai bisogni di intervento sanitari elevati; ciò ha portato ad un progressivo inserimento nelle diverse tipologie della residenzialità (area anziani) di quote di persone con disabilità inferiori a 65 anni. Persone non autosufficienti in età adulta inserite nei Centri di Servizio nel 2006 classe di età n persone nel Totale 72 45

49 Indicazione degli obiettivi prioritari da perseguire nella programmazione territoriale Dall analisi dei dati riportati precedentemente emergono le seguenti aree critiche e relativi obiettivi e strategie d intervento che orienteranno le progettualità evidenziate dal Piano della non autosufficienza nell ambito del Piano di Zona dei Servizi Socio Sanitari per l area anziani nel prossimo triennio. Area Accoglimenti temporanei CRITICITA - L aumento e l invecchiamento della popolazione anziana sta determinando un continuo incremento quantitativo e qualitativo della domanda di assistenza e ciò richiede uno sforzo collettivo per prefigurare nuove forme di sostegno alle famiglie che sono chiamate a rispondere in tempi medio lunghi alla gestione dei propri famigliari anziani in condizione di dipendenza. - Sul versante della offerta emergono nuove forme di intervento auto-gestite dalla società civile (assistenti familiari/badanti), stimate dall Osservatorio Regionale Anziani in un numero equivalente ai posti letto presenti in un territorio, che indicano una propensione degli anziani e delle loro famiglie per forme di assistenza domiciliari, fortemente personalizzate e sostenibili sul piano economico, in grado di garantire l assistenza continua sulle 24 ore. Tali interventi necessitano di essere integrati in percorsi assistenziali in grado di offrire garanzie sulla qualità e la continuità degli interventi assistenziali erogati a domicilio, attraverso forme di supporto flessibili e articolate erogate da servizi facilmente accessibili (ricoveri temporanei, accoglimenti diurni). - Contemporaneamente, nell ambito del territorio dell A. U.L.SS. 6 viene chiesto di procedere ad una riduzione dei livelli di offerta residenziale per permettere un rientro della stessa rispetto ai parametri regionali (DGR 457/2007). Si rende necessario pertanto formulare una programmazione che deve saper garantire livelli di risposta non inferiori a quanto finora offerto, pur modificando le strategie d intervento, in particolare a supporto dell assistenza domiciliare. OBIETTIVI - Sostenere le famiglie che assistono in modo continuativo l anziano non autosufficiente a domicilio attraverso l offerta di ospitalità residenziale temporanea per periodi di sollievo e di trattamenti finalizzati alla riabilitazione o alla risoluzione di criticità particolari. - Prolungare i tempi dell assistenza a domicilio e migliorare l appropriatezza dell intervento. - Offrire risposte differenziate ai bisogni della persona non autosufficiente (bisogni riabilitativi, di riattivazione dopo un evento acuto, di stabilizzazione clinica, di rimodulazione dell assistenza) che altrimenti, in una fase prossima all evento acuto e non ancora stabilizzata, verrebbero facilmente valutati idonei all accoglimento definitivo in residenza, concorrendo all aumento delle liste di attesa. - Estendere le prassi di accesso e le metodiche d intervento utilizzate nella RSA di Sandrigo agli altri Centri di Servizio dedicati. - Sviluppare forme di valutazione in grado di garantire la migliore continuità assistenziale al termine del ricovero temporaneo verso altre forme di intervento. - Migliorare l appropriatezza e l adeguatezza tra i bisogni di assistenza e i percorsi assistenziali proposti. - Incrementare l offerta e l accesso ai servizi residenziali per rispondere ai bisogni emergenti del territorio, con le risorse connesse alle impegnative di residenzialità disponibili. STRATEGIA 1. Ampliare l accoglimento temporaneo a maggiore intensità assistenziale, attualmente svolto dal Nucleo RSA di Sandrigo (30 posti letto), inizialmente a due nuclei dell I.P.A.B. "Proti-Salvi-Trento" (Reparto Torri) per complessivi 32 posti letto e, successivamente, a un nucleo residenziale dell area Sud-Est, attraverso la riqualificazione con risorse sanitarie di un numero di impegnative specializzate di media intensità assistenziale. 46

50 Sono destinate a tale funzione il 2,5% di impegnative di residenzialità assegnate all Azienda U.L.S.S. n. 6 Vicenza e l 1,5% destinate dalla D.G.R. 457/2007 alla sperimentazione di nuove forme di gestione delle problematiche di non autosufficienza. 2. Sviluppare gli accoglimenti temporanei di sollievo presso tutte le strutture con nuclei a ridotta intensità assistenziale, nei posti letto accreditati, garantendo la priorità di tali accoglimenti rispetto ad accoglimenti definitivi per: aumentare la possibilità di accesso ai servizi residenziali degli utenti non autosufficienti, sullo stesso numero di posti letto, fornendo quindi risposte differenziate ad una molteplicità di bisogni che altrimenti dovrebbero essere orientati verso l accoglimenti in regime privato, con oneri più elevati per il cittadino. concorrere al rientro nelle quote di residenzialità programmate. Per l attuazione del punto 2. l Azienda U.L.S.S. n 6 "Vicenza" in quanto sovraparametro chiede una deroga alla Regione Veneto sul limite del 2,5% di posti dedicati per la temporaneità. Area Sistema di gestione Impegnative di residenzialità e garanzie alla libera scelta CRITICITÀ L applicazione del Regolamento per l accesso alle strutture residenziali porterà a profonde trasformazioni delle pratiche di selezione ed accoglienza delle persone anziane non autosufficienti, al fine di garantire l effettiva espressione della libera scelta del cittadino. Nell ambito della residenzialità e la semi residenzialità, la libera scelta si concretizza nella facoltà del cittadino, o di chi per lui lo rappresenti avente titolo, di scegliere il Centro di Servizio maggiormente rispondente al bisogno espresso, alle aspettative di assistenza sanitaria e sociale compatibile con le proprie condizioni economiche. Per dare effettiva applicazione a tali principi occorre: o che l offerta residenziale, di ridotta e di media intensità assistenziale, sia effettivamente distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio dell A. U.L.S.S.; o che il cittadino, per esprimere una scelta consapevole, sia adeguatamente informato sull offerta presente su tutto il territorio A. U.L.S.S., in particolare su: carta dei servizi, rette praticate, posti letto disponibili; o che il sistema di gestione degli ingressi sia costantemente monitorato per garantire l effettiva espressione della libera scelta da parte delle persone collocate nella graduatoria; o che sia implementato un sistema capace di svolgere una funzione di governo clinico dei percorsi per l accesso alle strutture, sia sul versante della domanda che su quello dell offerta. OBIETTIVO Garantire le condizioni per l effettiva espressione della libera scelta da parte dei cittadini presenti nella graduatoria unica d accesso, tramite: un adeguata articolazione nel territorio delle diverse tipologie di offerta, lo sviluppo di sistemi d informazione aggiornati e coerenti sulle caratteristiche dell offerta, il monitoraggio degli ingressi nei posti letto accreditati dei diversi Centri di Servizio. STRATEGIA 1) sviluppo, nell ambito delle disposizioni regionali, dell offerta di posti letto accreditati per la gestione di impegnative di media/ridotta intensità assistenziale in modo da garantirne la migliore articolazione in ambito distrettuale, su tutto il territorio dell A. U.L.S.S. 6; 2) sviluppo, nell ambito delle disposizioni regionali relative a impegnative di residenzialità e requisiti per autorizzazione e accreditamento, dell offerta di semiresidenzialità nei territori che ne sono privi; 3) Attivazione del progetto C è un posto letto? per permettere ad utenti, operatori dei servizi sociali e sanitari di accedere ad informazioni costantemente aggiornate dai gestori dei servizi residenziali e semiresidenziali, relative a tipologia di offerta, costo del servizio, disponibilità quotidiana di accoglimenti; 4) Sviluppo e sperimentazione del sistema informativo per un efficiente e trasparente gestione delle impegnative di residenzialità, la garanzia e il rispetto delle libera scelta e delle priorità di ingresso attraverso il monitoraggio degli ingressi in strutture residenziali e semiresidenziali tramite la sperimentazione di un sistema informativo flessibile e costantemente aggiornato. 47

51 Area integrazione degli interventi sanitari nelle strutture residenziali CRITICITA Nel corso degli ultimi 15 anni le strutture residenziali hanno gradualmente modificato la propria offerta di servizi a favore di persone condizione di dipendenza socio-sanitaria. Questa trasformazione in strutture ad elevata integrazione socio sanitaria è stata recepita dal decreto Legislativo n. 229/99. Tale situazione ha imposto alle suddette strutture un adeguamento sempre più personalizzato e nel contempo specialistico nella gestione qualitativa dell instabilità clinica e nell articolazione della vita quotidiana della persona non autosufficiente ospitata. Questo nuovo stato ha richiesto lo sviluppo di forme di intervento di tipo sanitario sempre più articolato nelle strutture (si veda l evoluzione dello schema tipo di convenzione fra U.L.S.S. e Centri di Servizio), ma ha anche reso evidente quanto la qualità dell intervento prodotto all interno delle stesse sia fortemente influenzabile da variabili che provengono da altre organizzazioni (es.: rapporti con l U.L.S.S., come lo stato di applicazione dello schema tipo di convenzione o l apporto della medicina programmata, ecc ). In questa ottica, quando si parla della valutazione della qualità dell assistenza prodotta dalle strutture residenziali, si deve parlare più correttamente di qualità di sistema ed individuare in maniera più rigorosa le modalità di monitoraggio e di gestione delle relazioni tra tutte le organizzazioni appartenenti al sistema. Al fine di rendere più funzionale l operato dei Centri di Servizio è necessaria la creazione di un percorso maggiormente integrato con i servizi sanitari, sia ospedalieri che territoriali, per garantire una maggiore continuità fra gli Enti coinvolti nella gestione del processo di assistenza all anziano non autosufficiente. OBIETTIVI - Migliorare l intervento sanitario nelle strutture residenziali, monitorando lo stato di attuazione dello schema tipo di convenzione fra azienda A. U.L.S.S. e strutture residenziali, in particolare gli aspetti relativi alla gestione delle prestazioni specialistiche e all intervento della medicina programmata nei centri di servizio per segnalare aree critiche ed individuare possibili correttivi riarticolando le risorse esistenti in modo da garantirne un utilizzo efficiente ed appropriato. STRATEGIA - Costituzione di un tavolo di lavoro tra A. U.L.S.S. e i Centri di Servizio per migliorare l unitarietà del percorso di fruizione dell intervento sanitario e ha integrare e coordinare il processo di gestione dei pazienti anziani non autosufficienti. - Rilevazione degli accessi specialistici (nei Centri di Servizio e negli ambulatori) e delle modalità di erogazione. Rilevazione di eventuali costi aggiuntivi per l ottenimento delle prestazioni (es. costi amministrativi e costi per i trasporti). - reingenerizzazione interaziendale dei processi assistenziali relativi alla medicina specialistica. - In accordo con le Direzioni regionali competenti, sviluppare sperimentazioni relative all apporto della Medicina convenzionata presso i centri di Servizio; - Analisi sostenibilità estensione art. 3 dello schema tipo di convenzione alle strutture che accolgono persone certificate dalle UVMD non autosufficienti inserite a qualsiasi titolo nelle strutture residenziali 48

52 Area qualificazione dell assistenza alla persona con deterioramento cognitivo - demenza CRITICITÀ L analisi effettuata nella lista di attesa sulla base dei profili accolti dai Centri Servizio dell U.L.S.S. n 6 "Vicenza" evidenzia la prevalenza di persone con problematiche di deterioramento cognitivo e di demenza (profili 6, 7, 8, 9, 11, 15, 16,17). Ciò evidenza la necessità che la rete dei servizi sia strutturata in un sistema di interventi socio-sanitari che consenta un adeguata attenzione agli aspetti diagnostici e terapeutici e un assistenza qualificata a breve, medio e lungo termine, durante l evoluzione della malattia fino allo stadio più grave; altresì forme di sostegno, supporto e sollievo alle famiglie e favorire il mantenimento, se possibile, della persona malata presso la propria casa. Se da una parte sembra ormai condivisa l importanza di qualificare tutti i Centri di Servizio nella gestione assistenziale della persona demente, con l accrescimento delle competenze professionali negli operatori che devono affrontare quotidianamente la complessità della cura e le criticità rappresentate dai problemi comportamentali dell ospite, dall altra risulta opportuno specificare nel territorio, in modo omogeneo e facilmente fruibile, i nuclei dedicati alla gestione della malattia nelle fasi di maggiore complessità assistenziale. È utile, tuttavia, prevedere nuclei con la compresenza di livelli di intensità assistenziale differenziati (ridotta e media) per garantire una continuità assistenziale alla persona accolta e alla sua famiglia, lungo il decorso di una patologia che presenta fasi di diverso carico assistenziale. OBIETTIVI Migliorare la capacità di presa in carico e la competenza nella gestione assistenziale delle persone affette da decadimento cognitivo da parte di tutti i Centri di Servizio del territorio dell U.L.S.S. n 6 "Vicenza". Evidenziare l offerta dei servizi per la presa in carico di persone che presentano problematiche di deterioramento cognitivo con diversi gradi di gravità afferenti ai profili di ridotta e di media intensità assistenziale -, che richiedono l assunzione di specifiche prassi assistenziali e la sperimentazione di modelli organizzativi gestionali in grado di garantire sostenibilità economica e appropriatezza degli interventi assistenziali. Migliorare l utilizzo dei posti di semiresidenzialità e di residenzialità dedicati a tali persone e del nucleo S.A.P.A. (Servizio Alta Protezione Alzheimer) nell ambito di percorsi assistenziali che mirino a stabilizzare le condizioni del paziente per permettere il suo rientro a domicilio, anche tramite percorsi di sostegno e formazione alle famiglie. STRATEGIA 1) Monitoraggio e verifica delle situazioni in lista di attesa presenti nei Centri di Servizio con profili caratterizzanti il deterioramento cognitivo rispetto ai seguenti indicatori: a. quantità e differenziazione per profilo; b. tempo di permanenza in lista di attesa; c. percorsi assistenziali di accoglienza e di dimissione; d. orientamento delle richieste di accoglimento. 2) Sviluppo in ciascun territorio distrettuale di almeno un nucleo dedicato a pazienti con problematiche di demenza: l A.U.L.S.S. di impegna a sostenere tali progettualità con prestazioni specialistiche nell ambito delle convenzioni integrative e/o con potenziamento di personale specialistico e riabilitativo. 3) Offerta di percorsi di formazione rivolti sia ad operatori territoriali che a quelli dei Centri Servizio per migliorare la capacità di presa in carico di tali tipologie di pazienti e garantire la continuità assistenziale e il corretto utilizzo delle risorse di residenzialità dedicate. 4) Attivazione del nucleo S.A.P.A. (Servizio Alta Protezione Alzheimer), sulla base delle risultanze della sperimentazione in atto nell ambito del progetto Polo Assistenziale Alzheimer. 49

53 Area disabilità adulta CRITICITÀ Si assiste ad un aumento delle richieste d inserimento nei Centri di Servizio relative a persone con disabilità adulte. La presenza di queste nei Centri di Servizio per anziani non autosufficienti è un fenomeno connesso: - alle mutate condizioni della popolazione con disabilità (aumento della speranza di vita) che fa prevedere la necessità di garantire l ingresso nel prossimo decennio di circa 60 persone attualmente seguite dall area disabili; ulteriormente, nella lista di attesa al 31/12/2006 sono presenti 39 persone; - all aumento della popolazione inferiore ai 65 anni con disabilità acquisita a seguito di incidenti gravemente invalidanti o per la presenza di gravi patologie cronico degenerative, che difficilmente possono essere assistite a domicilio; - alla non rispondenza degli standard organizzativi (figure professionali) previsti per le comunità protette per disabili rispetto ai bisogni di intervento sanitari elevati; ciò ha portato ad un progressivo inserimento nelle diverse tipologie della residenzialità (area anziani) di quote di persone con disabilità inferiori a 65 anni. Si evidenzia la necessità di aumentare la competenza dei Centri di Servizio nella gestione di persone non autosufficienti che, in età adulta, esprimono bisogni non sempre assimilabili all esperienza acquisita con gli anziani e introducono variabili di complessità nella gestione e di criticità nell assistenza all interno delle strutture. OBIETTIVO Migliorare la capacità di presa in carico da parte dei Centri di Servizio di persone con problematiche che richiedono l assunzione di prassi e metodiche assistenziali specifiche, tramite l individuazione, nei nuclei di ridotta e di media intensità assistenziale, di posti letto dedicati per l accoglimento di persone non autosufficienti in età adulta. STRATEGIA 1. Monitoraggio delle situazioni di persone non autosufficienti in età adulta presenti all interno dei Centri di Servizio: verificando la tipologia di bisogni e il percorso assistenziale che hanno condotto alla definizione di un progetto di accoglimento residenziale definitivo; rilevando su base annuale del fabbisogno e della richiesta di accesso nei Centri Servizio da parte di persone disabili. 2. Individuazione, con il concorso delle strutture interessate, di nuclei dedicati a pazienti non autosufficienti in età adulta, con il supporto dei servizi specialistici che intervengono nel progetto di assistenza. 3. Sviluppo di percorsi formativi con le strutture coinvolte per l adozione di specifiche metodiche d intervento. 4. Individuazione dell offerta di residenzialità dedicata all accoglimento di tali patologie: il sistema di accesso è quello previsto dai criteri adottati dall Azienda U.L.S.S. n 6 "Vicenza" e osserva le seguenti previsioni normative regionali: La DGR 464/2006 che nell andare a definire il fabbisogno di residenzialità prevede una dotazione massima di 152 posti letto, corrispondente allo 0,06% della popolazione residente compresa nella fascia d età inferiore a 64 anni. 50

54 Area Volontariato e reti informali CRITICITÀ Il numero di persone non autosufficienti con disabilità gravi che richiedono un impegno assistenziale crescente, a fronte di standard di personale predefiniti nei livelli minimi, impone la necessità di trovare nuove modalità di supporto nell ambito dei Centri di Servizio, da parte del volontariato e delle reti informali (familiari). Inoltre, la famiglia non delega mai totalmente l anziano alle istituzioni: essa infatti riveste diversi ruoli e funzioni, direttamente o attraverso l incarico a personale privato, che non sempre sono conosciuti agli addetti alla cura della persona; questi apporti possono essere vissuti più come vincoli che come risorse disponibili. L attività svolta dal volontariato nell area degli anziani e all interno dei Centri di Servizio costituisce una realtà storica e consolidata che si integra, supporta e completa il livello qualificato di assistenza offerto alle persone utenti. Il Centro Servizi per il Volontariato di Vicenza conta più di dieci Associazioni iscritte che operano a vario titolo nel territorio dell Azienda U.L.S.S. n 6 "Vicenza". Alcune di queste svolgono il proprio intervento nelle strutture residenziali, altre a livello domiciliare; inoltre, i servizi socio-assistenziali dichiarano la presenza di molti altri volontari attivi e non appartenenti ad associazioni organizzate. Appare strategico, pertanto, nell ottica della qualificazione dei servizi offerti dai Centri di Servizio, agire nella direzione della valorizzazione delle forme di volontariato esistenti e dell individuazione di nuove esperienze di attivazione delle reti informali in quanto i volontari e i familiari sono riconosciuti come soggetti portatori di risorse e saperi propri e possono essere gli alleati nel perseguimento degli obiettivi di salute dell ospite. Tuttavia, la rete dei servizi potrà interagire in un ottica di valorizzazione e di reciprocità con il volontariato nella misura in cui questo sarà in grado di sviluppare competenza e capacità di integrazione con i Centri di Servizio per favorirne l adeguato e appropriato intervento anche all interno di ambiti ad elevata complessità assistenziale (nuclei Alzheimer, Hospice, ecc.). OBIETTIVI Attivare forme innovative di partecipazione e di supporto da parte delle reti informali. Sviluppare la consapevolezza all interno della rete dei servizi sul ruolo e sulla funzione del volontariato nei confronti dell anziano fragile, per favorirne l adeguato intervento e valorizzarne le peculiarità. Qualificare l intervento offerto dal volontariato o da altri soggetti incaricati dalle famiglie nell ambito dei Centri di Servizio per migliorare la qualità del livello di assistenza complessivamente reso. Diffondere la conoscenza tra i volontari sulle modalità di accesso alla rete dei servizi, sviluppando anche l acquisizione di alcune sensibilità e competenze nella gestione degli anziani fragili. Sviluppare le competenze di aiuto e solidarietà negli aspiranti volontari. Coinvolgere la famiglia nel Progetto di benessere dell anziano. STRATEGIA 1) Rilevazione dell attività svolta da parte di volontari o di personale privato nell ambito delle residenze, identificando le tipologie di attività in cui sono coinvolti. 2) Organizzazione condivisa di percorsi di formazione, favorendo l incontro diretto fra volontari e gli operatori che intervengono negli stessi ambiti territoriali. 3) Sviluppo attività formativa rivolta a volontari e a personale privato, con rilascio di attestati di partecipazione. 4) Definizione di una regolamentazione uniforme della presenza di volontari e assistenti private presso i Centri di Servizio. 5) Promozione - creazione di gruppi di auto mutuo aiuto. 51

55 Cd R nela rete Definizione del sistema dei servizi socio-sanitari esistenti sul territorio per le persone non autosufficienti. La rete dei servizi Sistema dei servizi socio sanitari per le persona anziane non autosufficienti ADI LA RETE DEISERVIZI ospedale per acuti AD centro diurno ricovero temporaneo sociale ricovero definitivo ricovero temporaneo riabilitativo servizi ambulatoriali lungodegenza Regione Veneto Servizio Territoriale Anziani U.L.S.S. n. 6 Vicenza 2 Principi cardine su cui si basa il sistema dei servizi: 1) rispetto del principio di libera scelta del cittadino; 2) sussidiarietà dell intervento dei servizi pubblici rispetto alle reti primarie; 3) livelli valutativi crescenti al crescere della complessità del bisogno: i) valutazione monodimensionale; ii) valutazione multidimensionale semplificata; iii) valutazione in sede di Unità valutativa multidimensionale; 4) sensibilità, specificità, flessibilità degli strumenti utilizzati; 5) flessibilità delle risposte per far fronte alla mutevolezza del bisogno; 6) forte sburocratizzazione e contemporaneo snellimento delle vecchie e nuove procedure. Il Sistema della rete dei servizi deve essere inteso come un potenziale percorso assistenziale per la cui realizzazione è necessario che tutti i nodi (servizi territoriali) siano e stiano strettamente collegati tra loro in un crescendo di complessità. 52

56 53

57 Si fornisce in allegato la descrizione dei livelli di offerta, previsti per l area anziani dalla D.G.R. n. 84 del 16 gennaio 2007, con riportato l elenco di tutti Centri di Servizio presenti nel territorio dell A.U.L.S.S. n. 6 Vicenza, la cui distribuzione e composizione numerica è stata rilevata con la collaborazione delle Amministrazioni comunali (Allegato A). Per la redazione del Piano Locale della non autosufficienza per la residenzialità sono stati presi in considerazione i livelli di offerta per la residenzialità e la semiresidenzialità, in particolare l articolazione dei Centri di Servizio distinti per: case di riposo per anziani autosufficienti unità di offerta per persone anziane non autosufficienti con ridotto o minimo bisogno assistenziale; unità di offerta per persone anziane non autosufficienti con maggiore bisogno assistenziale; Sezioni di Alta Protezione Alzheimer (S.A.P.A.); Sezione Stati Vegetativi Permanenti (S.V.P.); strutture residenziali di riconversione ospedaliera (H.R.S.A.), escluse le H.R.S.A. per la gestione delle persone provenienti dal processo di dismissione degli Ospedali psichiatrici; Centri Diurni socio-sanitari. La funzione di raccordo fra i servizi della residenzialità e della domiciliarità nell ambito del territorio dell A.U.L.S.S. n. 6 Vicenza è attuata dai servizi semiresidenziali e dagli accoglimenti temporanei di ridotta, media, elevata intensità assistenziale (SAPA). Infatti queste unità di offerta sono finalizzate a sostenere la gestione assistenziale da parte della famiglia e dei servizi domiciliari della persona anziana in condizione di non autosufficienza per periodi medio-lunghi. In considerazione dell importante funzione svolta dall accoglienza temporanea, nell ambito del Piano di Zona verrà sviluppata una specifica progettualità finalizzata ad ampliare l attuale offerta delineando i percorsi assistenziali e le modalità di raccordo fra intervento ospedaliero, accoglimento temporaneo e sostegno a domicilio. Anche per quanto riguarda lo sviluppo della semiresidenzialità si procederà ad un ampliamento dell offerta, con ad un adeguata articolazione nei territori attualmente privi. 54

58 Definizione del sistema di accesso ai servizi residenziali con riferimento all approvazione del Regolamento unico di accesso ai servizi residenziali. Con la D.G.R. n del 13 dicembre 2002 "Residenzialità a favore delle persone anziane. Criteri di mobilità", la Regione Veneto ha definito l'assetto organizzativo del sistema della residenzialità extraospedaliera, come delineato dalla D.G.R. 751/2000 che introduce, quale essenziale componente evolutiva, l'attivazione dei processi di mobilità. Mobilità intesa quale facoltà di ogni cittadino di scegliere il Centro di Servizio che meglio si adatta alle proprie esigenze. La Regione Veneto, con la sopra citata D.G.R. 3632/2002, ha istituito anche il Registro Unico della Residenzialità (R.U.R.) in ogni Azienda ULSS quale strumento di attribuzione, di gestione e di regolazione delle impegnative di residenzialità. Il processo programmatorio avviato con le suddette deliberazioni, è stato completato con le successive D.G.R. 464/06 e D.G. R. 394/07, che hanno delineato i nuovi livelli di programmazione regionale e locale. Nello specifico è stato ribadito che l impegnativa di residenzialità costituisce il titolo per spendere la quota di rilievo sanitario presso i Centri di Servizio autorizzati/accreditati. L impegnativa è rilasciata sulla base della gravità della situazione e consente l esercizio della libera scelta per l accoglienza nei Centri di Servizio residenziali autorizzati. Con la D.G.R. 456 del 28 febbraio 2007, la Regione Veneto ha definito i passaggi ritenuti fondamentali per una corretta e un iforme modalità gestionale da parte delle Aziende ULSS e per assicurare modalità di accesso eque e trasparenti per tutti i cittadini. Si precisano i seguenti aspetti fondamentali: il Direttore Generale dell'azienda ULSS è titolare della istituzione del R.U.R., attraverso il Direttore dei Servizi Sociali, che ne segue l'attuazione avvalendosi delle apposite strutture aziendali; il Registro Unico della Residenzialità deve contenere, oltre alle sezioni già articolate dalla D.G.R. 3632/2002, una graduatoria unica distinta per tipologia di impegnativa di residenzialità per l'accesso ai Centri di Servizio; l' aggiornamento della graduatoria del Registro Unico della Residenzialità avviene costantemente attraverso la comunicazione delle disponibilità del posto da parte delle strutture e l individuazione dei nuovi aventi diritto da parte della Azienda ULSS; a parità di punteggio la priorità è valutata nelle singole Aziende ULSS secondo criteri locali ma formalizzati. Sempre la D. G.R. 456/07 ha definito lo schema tipo di regolamento che le Aziende U.L.S.S. dovranno utilizzare per l adozione dei criteri di accesso ai Centri di Servizio a livello territoriale. 55

59 In allegato B al presente Piano viene proposto il Regolamento per l accesso alle strutture residenziali che insistono nel territorio dell A. U.L.S.S. n. 6 Vicenza, redatto secondo le suddette disposizioni normative. Articolazione del sistema di offerta esistente dei servizi residenziali. In questa sezione è rappresentata la situazione dell offerta residenziale presente sul territorio e comprendente, per ogni Centro di Servizio esistente nella zona, i seguenti aspetti: i riferimenti normativi e la data di autorizzazione al funzionamento, la capacità ricettiva totale, i posti letto autorizzati al funzionamento per non autosufficienti, i posti destinati al sollievo e all accoglienza temporanea e gli eventuali posti letto per autosufficienti autorizzati. In particolare, per i posti autorizzati per non autosufficienti, è esplicitato il numero di quelli dedicati all accoglienza di 1 livello e quelli dedicati all accoglienza di 2 livello, gli eventuali posti dedicati alle sezioni S.A.P.A. e S.V.P. Ogni tipologia di posto letto rientra nella capacità ricettiva totale autorizzata. Nell ambito dei posti di secondo livello sono ricompresi quelli identificati precedentemente come H.R.S.A., che ai sensi della L.R. 2/06 sono stai riportati tra i posti di 2 livello. Cessano, pertanto, le disposizioni specifiche relative a tale tipologia di posti di residenzialità, di cui alla D.G.R. 1729/03, con particolare riferimento alla durata dell accoglienza. Nella Tabella sotto esposta emerge un offerta di residenzialità extraospedaliera per anziani non autosufficiente che presenta un articolazione numerica ( 1748 posti letto attualmente coperti da quote di rilievo sanitario e di 137 posti letto per non autosufficienti privati, per un totale di 1885 posti letto autorizzati al funzionamento per anziani non autosufficienti) maggiore di quanto previsto dalla programmazione regionale con D.G.R. 457/2007 la quale prevede ( alla tabella 2 punto per l A. U.L.S.S. n. 6 un offerta massima autorizzabile/ accreditabile di 1751 posti letto). Inoltre, come visualizzato in tabella presso le stesse strutture insiste un offerta integrativa di 668 posti letto per anziani AUTOSUFFICIENTI rispondenti a diverse tipologie di offerta, come di seguito ripartite: n. 520 posti letto per anziani autosufficienti in Case di riposo; n. 14 posti letto in Comunità alloggio per anziani autosufficienti; n.137 posti letto in Case albergo- mini appartamenti per autosufficienti. Tale dotazione aggiuntiva ha rappresentato una risorsa importante per i territori in cui le strutture insistono, in particolare per dare risposte di sollievo alle famiglie che gestiscono a casa persone anziane in condizione di fragilità o per rispondere a particolari criticità sociali ( es emergenza caldo), non comportando oneri di spesa sanitaria ulteriori. Per tale motivo La Conferenza dei Sindaci dell A. U.L.S.S. n. 6 ha inserito nella programmazione locale questa articolazione (pag 64) complessiva di offerta per anziani non autosufficienti e chiede che tale dotazione, frutto degli investimenti profusi dalle realtà locali nel tempo, in deroga a quanto previsto dalla tabella 2 punto i della D.G.R.457/07, sia riconosciuta nell ambito della programmazione regionale dei posti letto accreditabili/autorizzabili. Si conferma altresì nell ambito della programmazione locale l articolazione complessiva di posti letto per anziani autosufficienti e dei posti di semiresidenzialità così come espressi nelle tabelle successive. 56

60 Bozza del Piano Locale della Non Autosufficienza per la Residenzialità - Azienda U.L.S.S. n 6 "Vicenza" PLNA punto d) Servizi Residenziali Articolazione del sistema di offerta esistente SEDE CENTRO SERVIZIO Posti di 1 livello AZIENDA ULSS N. 6 "VICENZA" DISTRIBUZIONE DI POSTI DI 1 E 2 LIVELLO ED ELEVATA INTENSITA' Posti di 2 livello Alta intensità SAPA Alta intensità SVP Totale posti di 1 e 2 livello dei quali p.l. per ricoveri temporanei dei quali p.l. per ricoveri per sollievo p.l. per non autosuff. p.l. per autosufficienti in cdr ALTRI POSTI DI RESIDENZIALITÀ ATTIVI p.l. per autosuff c.tà alloggio p.l. per autosuff. Casa albergo/mini alloggi dei quali p.l. per ricoveri temporanei dei quali p.l. per ricoveri sollievo CAPACITA' RICETTIVA COMPLESSIVA Vicenza Casa Provvidenza Delibera Ulss n.244 del 20/2/06 Vicenza I.P.A.B. Proti Salvi Trento Sezione SAPA 15 Decreto regionale n. 259 del 26/3/02 Vicenza I.P.A.B. Proti Salvi Trento posti Sezione SVP 10 Decreto Regionale n. 54 del 26/5/04 Autorizzazione n.5 nuclei a media intensità del 1998, confermata con nota n del I.P.A.B. "Proti-Trento-Salvi" 7/12/00 Vicenza Residenza "G. Salvi" Delibera Ulss n.488 del 22/12/2006 relativa a 666 n.2 nuclei a media (G1 e G4) Procedimento in corso per gli altri nuclei Vicenza Vicenza I.P.A.B. "Proti-Trento-Salvi" Residenza "O. Trento" I.P.A.B. "Proti-Trento-Salvi" Residenza Parco Città (*) autorizzazioni Decreto reg.le n.08-vi-31 del 6/2/1991 per posti a ridotta Autorizzazione nuclei a media intensità decreto Ulss n del 24/12/98, confermata con nota n del 7/12/00 Procedimento in corso per gli altri nuclei Autorizz. alla realizzazione n del 14/12/06 (*) I.P.A.B. "Proti-Trento-Salvi" 90 Decreto reg.le n.08-vi-32 del 6/2/1991 Vicenza Casa albergo "Proti-Vajenti-Malacarne" 83 I.P.A.B. "Proti-Trento-Salvi" Vicenza Pensionato S. Pietro 90 Comunità abitativa protetta Vicenza "Residenza Brunello" 14 Altavilla Vic.ina Centro Polivalente Papa Luciani Delibera Ulss n.503 del 28/12/06 Caldogno Residenza Villa Caldogno x x 119 Delibera Ulss n.409 del 1/11/02 Decreto Regionale n.162 del 28/6/06 Caldogno Residenza Villa Caldogno minialloggi soggetti solo a dichiarazione di 0 minialloggi 8 inizio attività Isola Vic.ina Delibera Ulss n.367 del 25/9/06 Fondazione "Luigia Gaspari Bressan" Decreto Regionale n.162 del 28/6/06 O.N.L.U.S. Decreto Regionale n.42 del 7/2/07 Camisano Vic.ino Casa di Riposo "Serse Panizzoni" x x 96 Delibera Ulss n.500 del 28/12/06 Camisano Vic.ino Gruppi appartamenti "Serse Panizzoni" 12 Camisano Vicentino Casa di Riposo "P.G.Bonaguro" Delibera Ulss n.72 del 10/3/06 Dueville I.P.A.B. "Centro Servizi Anziani Dueville" x x x x 128 Delibera Ulss n.385 del 31/12/03 Delibera Ulss n.125 del 11/4/05 Decreto regionale n.10 del 23/1/07 per nucleo a media 24 Sandrigo (**) I.P.A.B. "Suor Diodata Bertolo" - San Delibera Ulss n.232 del 17/9/ Gaetano Delibera Ulss n.183 del 10/5/04 30 (***) Sandrigo Casa albergo "Casa Noaro" 7 Torri di Q.lo Casa di riposo per autosufficienti "Godi Sgargi" Barbarano Vic.ino Casa di Riposo "Don A.Simionati e Soattini" x x 71 Delibera Ulss n.497 del 22/12/06 Barbarano Vic.ino Casa Sogg."A. De Giovanni" Delibera Ulss n.121 del 5/4/06 Montegalda Casa di Riposo "O.Lampertico" Priva di autorizzazione Mossano O.I.C. - Mossano Delibera Ulss n.489 del 22/12/06 Noventa Vic.ina Casa di Riposo "Cà Arnaldi" Delibera Ulss n.494 del 22/12/06 e n.66 del 16/2/07 (correzione errore) Pojana Casa albergo con mini alloggi "Dal Degan" 24 Orgiano Casa di Riposo "S.Giuseppe" Delibera Ulss n.359 del 27/9/05 Sossano Casa di Riposo "Comm. A.Michelazzo" Decreto regionale n.6892 del 28/8/89 Procedimento in corso (*) presso la struttura I.P.A.B. "Proti-Trento-Salvi" di Parco Città sono presenti 45 posti di accoglienza di 1 livello, ricompresi nei posti di 1 livello complessivamente autorizzati alla stessa I.P.A.B.. Tale collocazione svolge una funzione "polmone" per consentire all'i.p.a.b. "Proti-Trento-Salvi" di attuare le ristrutturazioni in atto negli altri cdrs. (**) E in fase di completamento la delibera per il riconoscimento del nucelo a media intensità assistenziale riconosciuto alla struttura con decreto regionale n.33 del 15/3/2005 che comporterà la trasformazione di equivalenti posti letto accreditati da ridotta a media intensità (***) ex HRSA Ufficio Anziani Servizio per la Non Autosufficienza 57

61 SEDE Vicenza Vicenza Vicenza Dueville CENTRO SERVIZIO con Quote di Rilievo Sanitario autorizzati all'esercizio Autorizzazioni P.L. del Direttore Generale, competente ai sensi della DGR 447/2000 rinnovo Centro Diurno - Decreto Regionale n.08-vi-31 del 6/2/1991 in corso Trento 30 Centro Diurno 30 Delibera Ulss n.57 del 27/3/ Via Bachelet Centro Diurno Delibera Ulss n.122 del 11/4/ Villa Rota Barbieri 40 IPAB Centro Servizi Anziani Dueville 12 AZIENDA ULSS N. 6 VICENZA Delibera Ulss n.385 del 31/12/03 per posti letto e diurni 2008 Sandrigo C.di R."Suor Diodata Bertolo" - San Gaetano Delibera Ulss n.232 del 17/9/2003 Delibera n. 183 del 10/5/

62 Articolazione della programmazione e della qualificazione del sistema di offerta. In questa sezione è indicato lo sviluppo della programmazione nel sistema della residenzialità, tenendo conto dei vincoli e dei limiti di cui alla tab. 2 della D.G.R. 457/2007. Sono definiti in particolare l allocazione dei posti autorizzati/accreditati all assistenza di 1 livello e di 2 livello, secondo le indicazioni di cui alla D.G.R. 464/06 e D.G.R. 394/07. La programmazione della rete di offerta, entro i limiti di cui alla tab. 2, viene rappresentata in apposite schede articolate su 2 sezioni e indica: nella prima sezione la previsione dello sviluppo attuale; nella seconda sezione la previsione relativa alla nuove strutture. In quest ultima sezione sono indicate le previsioni derivanti da atti, provvedimenti già in essere oppure da esiti di valutazione dalla Conferenza dei Sindaci rispetto ad eventuali nuovi insediamenti. Un ulteriore scheda con analoga rappresentazione di programmazione dovrà riguardare la realizzazione di Centri Diurni Socio-sanitari. 1^ sezione residenzialità Previsione dello sviluppo attuale Nel punto precedente Articolazione del sistema di offerta esistente dei servizi residenziali emerge un offerta di residenzialità extraospedaliera per anziani non autosufficiente che presenta un articolazione numerica (1748 posti letto attualmente coperti da quote di rilievo sanitario e di 137 posti letto per non autosufficienti privati, per un totale di 1885 posti letto autorizzati al funzionamento per anziani non autosufficienti) maggiore di quanto previsto dalla programmazione regionale con D.G.R. 457/2007 (la quale prevede alla tabella 2 punto i per l A. U.L.S.S. n. 6 un offerta massima autorizzabile/ accreditabile di 1751 posti letto). La Conferenza dei Sindaci dell A. U.L.S.S. n. 6 ha inserito nella programmazione locale questa articolazione complessiva di offerta per anziani non autosufficienti e chiede che tale dotazione, frutto degli investimenti profusi dalle realtà locali nel tempo, sia riconosciuta nell ambito della programmazione regionale dei posti letto accreditabili/autorizzabili. AZIENDA ULSS N. 6 "VICENZA" DISTRIBUZIONE DI POSTI DI 1 E 2 LIVELLO ED ELEVATA INTENSITA' Posti di 1 livello Posti di 2 livello Alta intensità SAPA Alta intensità SVP Totale posti di 1 e 2 livello ALTRI POSTI DI RESIDENZIALITÀ ATTIVI p.l. per autosuff. in cdr p.l. per autosuff c.tà alloggio p.l. per autosuff. Casa albergo/ mini alloggi CAPACITA' RICETTIVA totale ULSS Per cui l articolazione complessiva dell offerta di posti letto potrà essere la seguente: Ritenendo inoltre essenziale garantire l esigibilità del principio di libera scelta tramite una adeguata distribuzione dell offerta di posti letto autorizzati/ accreditati per l accoglienza di persone dotate di impegnative di ridotta/media intensità, la Conferenza dei Sindaci, d intesa con l Azienda U.L.S.S. ritiene necessario approfondire ulteriormente la fattibilità di una successiva redistribuzione dei posti letto accreditabili/ autorizzabili fra i territori, tenendo conto anche delle risultanze dei progetti di messa a norma delle strutture e della conseguente variazione delle capacità recettive. 59

63 2^ sezione semiresidenzialità La D.G.R. 394/2007 prevede che la dotazione di posti letto dove risulti possibile spendere l impegnativa di residenzialità per ambito territoriale delle Aziende U.L.S.S. sarà incrementata, ove risulti esservi la dotazione strutturale di idonei centri di servizio, con una percentuale del 10% rispetto al numero di impegnative di residenzialità fissate dalla programmazione per detto ambito territoriale. Si prevede un ampliamento delle strutture accreditate a ricevere impegnative di semiresidenzialità per accoglimenti diurni. A tal fine, per poter riequilibrare la situazione dell offerta esistente, si propone di accreditare per la gestione di impegnative di semiresidenzialità due nuclei di 12 posti letto ciascuno, nei territori del distretto Ovest e Sud est, ed ulteriori 4 posti letto per il distretto Est, secondo la tabella allegata. I singoli Comitati di Distretto provvederanno, una volta ottenuto il visto di congruità regionale, ad individuare l effettiva collocazione dei nuovi posti di semiresidenzialità nel proprio territorio, dandone comunicazione alla Direzione Regionale per i Servizi Sociali, ai fini dell attivazione dei successivi provvedimenti autorizzativi. SEDE CENTRO SERVIZIO distribuzione pop > 65 anni al Posti autorizzati all'esercizio per Centro diurno Socio Sanitario Ulteriori posti accreditabili per diurno strutture interessate allo sviluppo di offerta di diurno Valore assoluto per 1000 abitanti>65 anni Ente Gestore N. posti richiesti VICENZA EST Centro Diurno - Trento 30 Ipab Proti Salvi Trento 10 Centro Diurno Via ,05 Bachelet Centro Diurno Villa Rota Barbieri 40 IPAB Centro Servizi Anziani Dueville C.di R."Suor Diodata Bertolo" - San Gaetano 6 1,87 4 finanziato con finanziamento art.36 L. R 1/04, con DGR n.443 del 28/2/06 Casa di riposo Paola G. Bonaguro 3 Casa di riposo "Godi Sgargi" 10/12 Ovest ,00 SUD EST ,00 12 Totale ,07 28 Centro Polivalente Papa Luciani 8 20 accoglimenti diurni suddivisi nei 5 nuceli di Fondazione Gaspari Bressan 26 pl ciascuno ed in aggiunta degli stessi% Casa di Riposo "Don A.Simionati e Soattini" Casa di Riposo "O.Lampertico" 15 Cà Arnaldi O.I.C. - Mossano 15 60

64 61

2 La residenzialità per anziani non autosufficienti

2 La residenzialità per anziani non autosufficienti LE POLITICHE SOCIO-SANITARIE. PARTE PRIMA. I SERVIZI PER LE PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI 2 La residenzialità per anziani non autosufficienti L invecchiamento della popolazione e il progressivo diffondersi

Dettagli

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Piano di progetto Premessa: La proposta toscana per il progetto sulla non autosufficienza Cap. 1: I percorsi, gli attori e le azioni

Dettagli

REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI

REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI Fondazione di partecipazione dei Comuni di Casole d Elsa Colle di Val d Elsa Poggibonsi San Gimignano Radicondoli REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI - 1- INDICE Premessa... 5 Titolo Primo

Dettagli

Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata

Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata Indice Premessa 2 Capitolo I: introduzione 1. Il contesto normativo: la legge 328/2000 3 2. La ricognizione 6 Sintesi dei principali risultati Capitolo II:

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI INTERVENTI, AI SERVIZI E ALLE PRESTAZIONI DI NATURA SOCIALE, SOCIO-ASSISTENZIALE E SOCIO-EDUCATIVA

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI INTERVENTI, AI SERVIZI E ALLE PRESTAZIONI DI NATURA SOCIALE, SOCIO-ASSISTENZIALE E SOCIO-EDUCATIVA REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI INTERVENTI, AI SERVIZI E ALLE PRESTAZIONI DI NATURA SOCIALE, SOCIO-ASSISTENZIALE E SOCIO-EDUCATIVA EROGATI DAL SERVIZIO SOCIALE DEI COMUNI DELL AMBITO DISTRETTUALE URBANO

Dettagli

Linee PER LO SVILUPPO DI ATTIVITA VOLTE A CONTRASTARE LA SOLITUDINE E L ISOLAMENTO DELLE PERSONE ANZIANE

Linee PER LO SVILUPPO DI ATTIVITA VOLTE A CONTRASTARE LA SOLITUDINE E L ISOLAMENTO DELLE PERSONE ANZIANE AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE DIREZIONE GENERALE SANITÀ E POLITICHE SOCIALI SERVIZIO DELL INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA E DELLE POLITICHE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA AREA INNOVAZIONE SOCIALE Linee

Dettagli

Gli Sportelli Sociali in Emilia Romagna:

Gli Sportelli Sociali in Emilia Romagna: Gli Sportelli Sociali in Emilia Romagna: Esiti del primo monitoraggio Marzo 2010 Gli Sportelli Sociali in Emilia-Romagna: Esiti del primo monitoraggio Marzo 2010 1 Il Rapporto è a cura del Servizio Programmazione

Dettagli

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Delibera di Giunta - N.ro 1999/1378 - approvato il 26/7/1999 Oggetto: DIRETTIVA PER L' INTEGRAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI E SANITARIE ED A RILIEVO SANITARIO A FAVORE DI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI ASSISTITI

Dettagli

Piano regionale degli interventi per la famiglia

Piano regionale degli interventi per la famiglia Piano regionale degli interventi per la famiglia Sommario Introduzione... 5 Parte I. Il contesto... 9 La famiglia in Friuli Venezia Giulia... 10 L approccio culturale del Piano... 44 La dimensione strategica

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO IN OGNI ETA

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO IN OGNI ETA REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO IN OGNI ETA INDICE GENERALE SEZIONE I CARATTERISTICHE DEL SISTEMA LOCALE PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO ART. 1 PRINCIPI DI RIFERIMENTO ART. 2 FINALITA GENERALI

Dettagli

Linee Operative per l Accesso Unitario ai Servizi Socio - Sanitari Porta Unica di Accesso P.U.A.

Linee Operative per l Accesso Unitario ai Servizi Socio - Sanitari Porta Unica di Accesso P.U.A. A.G.C. 20-Settore 03 A.G.C. 18-Settore 01 Linee Operative per l Accesso Unitario ai Servizi Socio - Sanitari Porta Unica di Accesso P.U.A. 1 INDICE INTRODUZIONE REGIONE CAMPANIA INTRODUZIONE FORMEZ PA

Dettagli

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Art. 1 (Delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone

Dettagli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali LIBRO BIANCO SUL WELFARE PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ DINAMICA E SOLIDALE

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali LIBRO BIANCO SUL WELFARE PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ DINAMICA E SOLIDALE Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali LIBRO BIANCO SUL WELFARE PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ DINAMICA E SOLIDALE ROMA FEBBRAIO 2003 Il Libro Bianco sul welfare è stato redatto da un gruppo di lavoro

Dettagli

Poste Italiane SpA I QUADERNI DI. Elementi di analisi e osservazione del sistema salute ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

Poste Italiane SpA I QUADERNI DI. Elementi di analisi e osservazione del sistema salute ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI 10 Supplemento al numero 30 2012 di Monitor Trimestrale dell Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Roma Elementi di analisi e osservazione

Dettagli

Linee guida sociosanitarie rivolte a persone anziane e disabili in condizioni di fragilità

Linee guida sociosanitarie rivolte a persone anziane e disabili in condizioni di fragilità Advancing Integration for a Dignified Ageing Progetto AIDA Linee guida sociosanitarie rivolte a persone anziane e disabili in condizioni di fragilità Linee guida sociosanitarie rivolte a persone anziane

Dettagli

Questioni e Documenti I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI NEGLI ISTITUTI PER MINORI

Questioni e Documenti I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI NEGLI ISTITUTI PER MINORI Questioni e Documenti I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI NEGLI ISTITUTI PER MINORI Questioni e Documenti Quaderni del Centro nazionale di documentazione e analisi per l infanzia e l adolescenza I BAMBINI E GLI

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE SOCIALI

REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE SOCIALI UNIONE EUROPEA FONDO SOCIALE EUROPEO REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI ASSESSORATO DELL IGIENE E SANITA E DELL ASSISTENZA SOCIALE DIREZIONE GENERALE DELLE

Dettagli

SISTEMA INFORMATIVO SUI SERVIZI SOCIALI PER LE NON AUTOSUFFICIENZE (SINA)

SISTEMA INFORMATIVO SUI SERVIZI SOCIALI PER LE NON AUTOSUFFICIENZE (SINA) DIREZIONE GENERALE PER L INCLUSIONE E LE POLITICHE SOCIALI 16 SISTEMA INFORMATIVO SUI SERVIZI SOCIALI PER LE NON AUTOSUFFICIENZE (SINA) Indagine pilota sull offerta dei servizi sociali per la non autosufficienza

Dettagli

Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive integrazioni e modificazioni;

Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive integrazioni e modificazioni; ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENARALE AI SENSI DELL ART. 8 DEL D.LGS. N. 502 DEL 1992 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI QUADRIENNIO NORMATIVO

Dettagli

Il Rapporto annuale sulla formazione nella pubblica amministrazione giunge quest anno alla sua quindicesima edizione.

Il Rapporto annuale sulla formazione nella pubblica amministrazione giunge quest anno alla sua quindicesima edizione. SEZIONE INTRODUTTIVA INTRODUZIONE Il Rapporto annuale sulla formazione nella pubblica amministrazione giunge quest anno alla sua quindicesima edizione. Coordinato congiuntamente dal Dipartimento della

Dettagli

Guida alla realizzazione di un servizio per la prima infanzia

Guida alla realizzazione di un servizio per la prima infanzia Guida alla realizzazione di un servizio per la prima infanzia anno 2008 29 1 GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DI UN SERVIZIO PER LA PRIMA INFANZIA ANNO 2008 a cura di Nardini Laura P.O. Ufficio politiche e coordinamento

Dettagli

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA. COMUNE DI CATTOLICA cod. NZ 02255

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA. COMUNE DI CATTOLICA cod. NZ 02255 (Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI MISANO ADRIATICO (Capofila) COMUNE DI CATTOLICA COMUNE DI BELLARIA-IGEA

Dettagli

La presa in carico delle persone con disabilità

La presa in carico delle persone con disabilità La presa in carico delle persone con disabilità Norme, esperienze ed analisi da Campania Lombardia e Sardegna ricerca a cura di Marco Faini, Gianmaria Gioga e Paola Milani La presa in carico delle persone

Dettagli

DISABILITÀ E INVALIDITÀ NEL PUBBLICO IMPIEGO. guida alla richiesta di benefici e agevolazioni

DISABILITÀ E INVALIDITÀ NEL PUBBLICO IMPIEGO. guida alla richiesta di benefici e agevolazioni DISABILITÀ E INVALIDITÀ NEL PUBBLICO IMPIEGO guida alla richiesta di benefici e agevolazioni Disabilità e invalidità guida alla richiesta di benefici e agevolazioni ultimi decenni il mondo della disabilità

Dettagli

VI Rapporto su enti locali e terzo settore

VI Rapporto su enti locali e terzo settore COORDINAMENTO Michele Mangano VI Rapporto su enti locali e terzo settore A cura di Francesco Montemurro, con la collaborazione di Giulio Mancini IRES Lucia Morosini Roma, marzo 2013 2 Indice 1. PREMESSA...

Dettagli

Approvato con. D.C.C. n.17/2008

Approvato con. D.C.C. n.17/2008 Approvato con. D.C.C. n.17/2008 REGOLAMENTO UNICO PER L ACCESSO AL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIO -ASSISTENZIALI E PER LA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL COSTO DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI

Dettagli

Premessa: obiettivi del documento

Premessa: obiettivi del documento Proposte della Commissione consultiva permanente per una strategia nazionale di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali Premessa: obiettivi del documento Il presente documento

Dettagli

LINEE GUIDA PER LE ATTIVITA' DI RIABILITAZIONE IN REGIONE CAMPANIA

LINEE GUIDA PER LE ATTIVITA' DI RIABILITAZIONE IN REGIONE CAMPANIA Giunta Regionale della Campania Assessorato alla Sanità Area Generale di Coordinamento Assistenza Sanitaria Settore Interventi a Favore di Fasce Socio-Sanitarie Particolarmente Deboli Servizio Riabilitazione

Dettagli

Carta dei Servizi Sociali e Sociosanitari

Carta dei Servizi Sociali e Sociosanitari Carta dei Servizi Sociali e Sociosanitari Comune della Spezia A cura del Centro di Responsabilità dei Servizi Sociosanitari del Comune della Spezia Assessorato alle Politiche Sociali, della Salute e della

Dettagli

APPROFONDIMENTO 1. Prevenzione nei luoghi di lavoro

APPROFONDIMENTO 1. Prevenzione nei luoghi di lavoro Una panoramica dell Istituto: Cosa facciamo L INAIL - Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro - persegue una pluralità di obiettivi: ridurre, attraverso un intensa attività

Dettagli