ROSSA LA ROULETTE. Guerre e petrolio IRAQ INTERVISTA ESCLUSIVA ALL AMBASCIATORE IN ITALIA. REPORTAGE I La Grecia di Tsipras e l Ucraina dei ribelli

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1 REPORTAGE I La Grecia di Tsipras e l Ucraina dei ribelli Guerre e petrolio LA ROULETTE ROSSA Shock IRAQ INTERVISTA ESCLUSIVA ALL AMBASCIATORE IN ITALIA petroliferi, califfati, stati falliti, guerre civili. Dietro ogni crisi e conflitto, c è la sfida per le risorse energetiche di domani anno III - n. 15 gennaio-febbraio 2015

2 20 USA, Arabia Saudita e i grandi fondi di Private Equity giocano la partita per il finanziamento dell industria petrolifera e il futuro dell energia. Gli avversari? Russia, Iran, Qatar e Venezuela 30 focus - iraq baghdad, avamposto contro lo stato islamico 64 osservatorio sociale MonitoraGGio dei principali eventi e fenomeni ribellistici ed eversivi nel nostro paese le rubriche 18 spy GaMes La bomba contro Enigma 25 borsa energetica La Geopolitica dell energia 44 l araba fenice Sajida Al Rishawi, la terrorista che intimidiva il Califfo 60 do you spread? La sfida per la leadership industriale tra Italia e Germania 64 osservatorio sociale L antagonismo e il disordine pubblico 66 dietro lo specchio Previsioni meteo 2015: EUROPA Seguici anche su: l aggiornamento quotidiano dal mondo anno III - numero 15 - gennaio-febbraio 2015 sicurezza 12 reportage dal donbass Casa doce casa 15 Il battaglione dei Nerd 16 russia Il vento del Nord: la nuova corsa agli armamenti nell Artico Geopolitica 20 stati uniti Guerra e petrolio 26 algeria - qatar arabia saudita - iran russia - venezuela Le petroeconomie 30 focus - iraq Baghdad, avamposto contro lo Stato Islamico 34 iraq L arte e le donne in Iraq 36 iraq Daesh e l armata internazionale 38 libia Mille e una Libia 40 libia Divisi e agguerriti economia 48 Grecia Atene e Roma, il possibile tandem anti austerity 52 reportage da salonicco Tempo di raccogliere 56 Grecia La lunga strada per Itaca

3 la vignetta arma di distruzione di massa 7 gennaio 2015

4 UNO SCENARIO CHE PREOCCUPA DI MARIO MORI l editoriale Certo non si può dire che sul fronte della geopolitica e della sicurezza internazionale il 2015 sia iniziato sotto i migliori auspici. A oltre quindici anni dalla crisi del Kosovo, che innescò l ultima guerra guerreggiata nel continente europeo, le tensioni in Ucraina minacciano pericolosamente di degenerare in guerra aperta. Quella in Ucraina è una crisi abbastanza speculare a quella che portò alla secessione del Kosovo dalla Serbia. Stranamente, nel caso della ex Jugoslavia Stati Uniti ed Europa appoggiarono incondizionatamente le istanze secessioniste. Oggi, invece, appoggiano il governo di Kiev che, analogamente a quello che fece il governo di Milosevic, tenta con le armi di soffocare l indipendentismo delle regioni dell est. Sono le stranezze della geopolitica. Oggi il presidente Obama sostiene solennemente che le frontiere in Europa non si toccano. Eppure, quando si è trattato della Jugoslavia, le frontiere si sono toccate eccome, anche con i bombardamenti. Per l importanza della crisi ucraina e per le sue pericolose implicazioni, troverete all interno di questo numero un reportage dal Donbass realizzato da un nostro inviato. Proseguendo nelle analisi delle tensioni che travagliano l Europa in questa congiuntura, da Donetsk ci siamo spostati a Salonicco per una verifica dell impatto sociale che ha travolto la società ellenica schiacciata da una crisi economica della quale è difficile vedere la fine. Ma i problemi non sono solo in Europa. Gli effetti devastanti delle (finte) primavere arabe sono sotto i nostri occhi. Dalla Libia all Iraq, dalla Siria alla Giordania, nuovi focolai di guerra e di crisi energetica rischiano di riverberarsi su tutto il Mediterraneo. Terrorismo, ondate migratorie incontrollate, taglio della produzione del petrolio sono problemi con i quali l Europa si deve confrontare con intelligenza e fermezza. Intelligenza e fermezza che sembrano mancare completamente a New York, dove nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite pare non si riescano più a individuare soluzioni concrete. Due voci importanti dal Nord Africa e dal Medio Oriente ci aiutano a comprendere gli eventi che ci scorrono davanti, due interviste esclusive all ambasciatore iracheno a Roma e al ministro del Petrolio del governo islamista di Tripoli. Si tratta di due punti di vista originali su dinamiche geopolitiche concrete. Siamo convinti che apprezzerete il nostro sforzo di estrarre dagli episodi della cronaca quotidiana le linee evolutive di uno stato di conflitto internazionale col quale saremo obbligati a confrontarci per molto tempo.

5 inbox Il direttore editoriale RIsponde Come sconfiggere lo stato IslamICo? La Giordania in tre giorni ha detto di aver neutralizzato il 20% degli armamenti dell ISIS. Perché allora Obama parla di tre anni per concludere questa guerra? Chi mente? anselmo passarelli La soluzione non è così semplice e in questo caso la matematica non ci aiuta. La distruzione del 20% delle infrastrutture dell ISIS da parte dei giordani è stata compiuta con i bombardamenti aerei. Per sconfiggere l ISIS occorre riconquistare i territori occupati dalla scorsa estate e per fare questo ci vogliono gli stivali sul terreno. Se l Occidente non ha intenzione di impegnarsi direttamente nel teatro iracheno e siriano, resta comunque aperta la strada di un sostegno politico e militare significativo ai peshmerga curdi e alle truppe irachene. È una strada lunga e irta di incognite, ma va comunque percorsa se non vogliamo consegnare a poche decine di migliaia di miliziani jihadisti uno Stato che per le sue caratteristiche non potrebbe che essere uno Stato canaglia. libia, l onu Che fa? Aspettare per vedere come si evolve la situazione in Libia potrebbe andare bene per l ONU, ma ci sono già troppi morti soprattutto dell Egitto, un Paese laico e moderatamente musulmano. Un invasione di terra da parte di truppe delle Nazioni Uniti adesso è impensabile, ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia. tommy Jones L ONU purtroppo continua a confermare di essere diventato col passare degli anni un pachiderma burocratico capace soltanto di partorire montagne di carta. Se è impensabile che l Italia possa intervenire militarmente in Libia da sola, il nostro governo potrebbe tuttavia sollecitare Europa e Stati Uniti ad aiutare e sostenere con decisione il governo egiziano, che ha già dimostrato di essere in grado di colpire in Libia i tagliagola dell ISIS. guerra In medio oriente: QUal è Il RUolo del QataR? Nonostante gli aiuti del Qatar alle milizie jihadiste, l Europa continua a fare affari con Doha. L unico obiettivo è sempre il denaro. Anche in questa guerra contro lo Stato Islamico, il Vecchio Continente sta dimostrando di non avere alcuna identità. John dalto L Europa forse è (giustamente) distratta dalla crisi greca e dalla guerra in Ucraina, due focolai di tensione che non possono non polarizzare l attenzione dell UE. Per quanto riguarda il Qatar, è un discorso difficile, che però diventerà ancora più difficile se e quando si troveranno le prove del sostegno di Doha ai miliziani dell ISIS. SCRIVI A: facebook.com/lookoutnews twitter.com/lookoutnews emergenza ImmIgRazIone: Il precedente è l albania Mafia e politica hanno tutto da guadagnare dall emergenza dei flussi migratori dal Nord Africa. La Commissione europea ha promesso lo stanziamento di 13,7 milioni di euro, ma di soluzioni neanche l ombra. bartolomeo merisi Nel nostro articolo sulla rubrica Oltrefrontiera per Panorama.it abbiamo indicato una strada per tentare di ostacolare il traffico di clandestini. Un fatto è certo: quando i migranti arrivano sulle nostre coste non abbiamo altra scelta che accoglierli. L unica strategia è quella di non farli partire e per questo occorrerebbe intervenire sul terreno in Libia. I droni potrebbero aiutarci in questa missione. LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio

6 cuba argentina irlanda Mali Dopo lo storico disgelo tra Washington e L Avana sono in corso accordi per stabilire connessioni telefoniche dirette tra i due Paesi. Presto dovrebbe toccare anche alla connessione wi-fi. Continuano le proteste dopo l omicidio di Alberto Nisman, il procuratore che indagava sul coinvolgimento argentino nell attentato iraniano del 1994 alla comunità ebraica di Buenos Aires. Apple sfrutta le agevolazioni fiscali dell Irlanda e annuncia la costruzione di un data center nella contea di Galway. Dublino pone così un altro tassello per la sua ripresa. Attesa forte crescita nel Le porte della leggendaria Timbuktu stanno per essere riaperte ai turisti. Eppure in Mali la situazione resta instabile. I separatisti del nord sfidano i lealisti di Bamako. Si temono infiltrazioni qaediste.

7 nigeria libano cina australia Gli islamisti di Boko Haram continuano a seminare terrore lungo le rive del Lago Ciad. Per eliminare la minaccia jihadista al governo serviranno armi, soldati e magari una mano dall Occidente. L esercito dello Stato Islamico starebbe pianificando di attaccare il Libano dalla Siria. Il governo di Beirut è infatti corso ai ripari, ricevendo armi da Stati Uniti, Arabia Saudita e Francia. Il governo cinese ha iniziato a costruire isole artificiali nell arcipelago delle isole Spratly, situato nel Mar Cinese Meridionale. Non resta che attendere la reazione dell avversario giapponese. Il premier Tony Abbott annuncia un nuovo piano contro il terrorismo. Previste leggi più severe per ottenere la cittadinanza. Sono 90 gli australiani già al servizio dello Stato Islamico.

8 ACCADDE OGGI In oltre un decennio di guerra tra Vietnam, Laos e Cambogia, morirono americani su un totale di soldati deceduti e 4 milioni di civili da ambo le parti. Solo nel 1968 trovarono la morte oltre 16mila soldati statunitensi. 8 LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio 2015

9 vietnam di Luciano Tirinnanzi 8 marzo 1965 L America sbarca in Vietnam UNA BRILLANTE SCONFITTA Non possiamo più stare in disparte, orgogliosi nell isolamento. Terrificanti difficoltà e pericoli che una volta chiamavamo stranieri ora vivono costantemente in mezzo a noi. È con queste parole, pronunciate il 20 gennaio del 1965 nel discorso inaugurale alla Nazione, che inizia il secondo mandato del presidente Lyndon B. Johnson. Due anni dopo l assassinio di John Fitzgerald Kennedy nel novembre del 1963, il vicepresidente è divenuto l uomo più potente degli Stati Uniti. Nonostante il suo successo personale nel promuovere politiche di riforme interne, tuttavia la sua presidenza sarà segnata per sempre dal fallimento delle sue politiche nei confronti del Vietnam. Una settimana dopo questo discorso, infatti, mentre il generale Khanh prende ufficialmente il controllo del Vietnam del Sud, il segretario alla Difesa americano Robert McNamara invia una nota al presidente Johnson, affermando che il limitato coinvolgimento militare americano in Vietnam non sta funzionando, e che gli Stati Uniti sono ormai a un bivio: ritirarsi dal Vietnam o intensificare le operazioni militari. Passa un altra settimana e i guerriglieri Viet Cong, che intendono imporre un regime comunista in tutto il Vietnam, attaccano il compound militare statunitense di Pleiku negli Altopiani Centrali, uccidendo otto americani, ferendone 126 e distruggendo dieci aerei. La mattina dopo, Johnson è furioso e si sfoga con i suoi consiglieri alla Casa Bianca, gridando ne ho abbastanza di questo. La prima conseguenza è l approvazione dell Operazione Flaming Dart, che prevede il bombardamento di un campo dell esercito nordvietnamita vicino a Dong Hoi da parte della US Navy, condotto dalla portaerei Ranger. I sondaggi forniti al presidente indicano il suo gradimento in crescita, tra il 70 e l 80%. Forti di questi dati, i suoi consiglieri militari pianificano una campagna di lunga durata nel sudest asiatico. Il 22 febbraio, il generale Westmoreland chiede due battaglioni di marines americani per proteggere la base aerea americana di Da Nang, minacciata da circa seimila Viet Cong ammassati nelle zone limitrofe. Il presidente approva la richiesta, nonostante l allarmato dispaccio dell ambasciatore americano in Vietnam Maxwell D. Taylor esprima gravi riserve sull escalation militare, avvertendo che gli USA rischiano di ripetere in Indocina gli stessi errori che furono commessi dei francesi. Nel secondo giorno di marzo, inizia così l Operazione Rolling Thunder, che individua oltre un centinaio di obiettivi in Vietnam del Nord per i cacciabombardieri statunitensi. L Operazione, che avrebbe dovuto durare solo otto settimane, proseguirà invece per i successivi tre anni della presidenza Johnson. Ma è l 8 marzo 1965 la data spartiacque dell impegno militare americano in Vietnam. Quel giorno, le prime truppe da combattimento, il Nono Reggimento dei Marines, sbarca a Red Beach. Da allora, il numero di soldati americani in Vietnam salirà dai sedicimila del 1963, quando Lyndon Johnson aveva assunto l incarico di presidente, agli oltre cinquecentomila del 1968, anno che segnerà il maggiorn numero di caduti tra le truppe americane. LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio

10 FACES I volti più significativi del mese YANIS VAROUFAKIS Il ministro delle finanze greco è la speranza per la crisi economica di Atene. Chi lo vede già come un semidio, dimentica che Zeus oggi abita a Bruxelles. SERGIO MATTARELLA Il dodicesimo presidente della Repubblica è l ultima delle sorprese dell enfant prodige della politica italiana, Matteo Renzi. Sarà il presidente della ripresa? Due grandi sfide per il potere: EUROPA e LIBIA 10 LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio 2015

11 ABDEL FATTAH AL SISI Il generale, autore del golpe d Egitto che ha defenestrato il presidente Morsi, oggi rappresenta la prima linea contro l ondata islamista del Nord Africa. OMAR AL HASSI L altra faccia della medaglia in Libia è lui. Il governo islamista di Tripoli e Misurata risponde infatti a quest uomo. Ma quest uomo a chi risponde? ABDULLAH AL-THANI Il premier indipendentista rappresenta il governo di Tobruk, ma è contestato da Tripoli, Misurata, Sirte, Derna e le aree tribali. In bocca al lupo. KHALIFA HAFTAR Il generale in quota CIA è stato a lungo il guardiano del regime di Muammar Gheddafi. Oggi è l amico del Cairo e del governo di Tobruk, unico argine agli islamisti.

12 sicurezza REPORTAGE DAL DONBASS CRISI UCRAINA La guerra tra l'ucraina e ribelli filo-russi, che ha avuto inizio poco dopo l annessione della Crimea alla Russia nel 2014, è la peggiore crisi nei rapporti tra Est e Ovest dalla Guerra Fredda. AREA CONTRALLATA DAI SEPARATISTI Febbraio 2015 Giugno 2014 Settembre 2014 CONFINI Ribelli Ucraina Scontri recenti* Volo MH17 della Malaysia Airlines (luogo dello schianto) Kiev U C R A I N A Sotto il controllo di Kiev Sospetta presenza militare russa* RUSSIA Kharkiv U C R A I N A Donetsk Luhansk Slaviansk Lysychansk Kramatorsk Hirske Artemivsk Slovianoserbsk Popasna Kostyantynivka Debaltseve Krasnohorivka Avdiivka Marinka Novotroits ke Volnovakha Starohnativka Sieverodonetsk Horlivka Donetsk Amvrosiivka Shchastya Stanytsia Luhanska Luhansk Krasnyi Luch R U S S I A Rostov-on-Don ROMANIA MOLDAVIA Crimea * I luoghi di scontro sono approssimati Mariupol Novoazovsk Shyrokyne Sea of Azov 25 miles 25 km fonte: national security and defense Council of Ukraine (nsdc) 12 LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio 2015

13 CASA DOLCE CASA Quel che si respira nel paese è soprattutto l incertezza sul futuro. se il mestiere di soldato è divenuto un antidoto alla disoccupazione, l odio ha ormai penetrato i cuori di un intera generazione perduta nell arte della guerra di Joshua Evangelista UCRAINA La piazza intorno a Sant Andrea è gremita di anziane, bambini e giovani coppiette. Nonostante sia impossibile trovare posto nell ampia cattedrale rinascimentale, nessuno vuole perdersi il sermone del sabato e pregare (o piangere) per mariti, fratelli, fidanzati e padri arruolatisi volontariamente per combattere nelle regioni di Donetsk e Lugansk. Dopo l omelia, il prete invita i fedeli a lasciare beni e soldi destinati a comprare elmetti, giubbotti antiproiettili, ginocchiere, divise e tutto ciò che può servire ai combattenti che vanno incontro al freddo inverno ucraino. Nella cattolicissima Leopoli il clero e le associazioni di credenti sono punti di raccordo fondamentali per le famiglie e per chi ha deciso di difendere i confini orientali del Paese. Amici dai tempi dei boyscout, ora molti giovani della città dedicano il loro tempo libero per la causa patriottica, come definiscono il loro attivismo. Ma non chiamateci nazisti, come fanno i russi ci chiedono i volontari disposti nei punti di raccolta. Siamo semplicemente nazionalisti, così come quei poveri ragazzi del Pravyy Sector. LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio

14 sicurezza MINSK Putin, Hollande, Merkel e Poroshenko al tavolo della pace Sono ucraini come noi che tengono al futuro dell Ucraina. Sono di destra? E qual è il problema? dopo decenni di occupazione sovietica è la cosa più normale. I famigerati membri del Settore destro - identificati come antisemiti un po in tutta Europa, sebbene non considerati predicatori d odio dall Associated Press - sono argomento di dibattito anche all interno dei gruppi più attivi nella propaganda antiseparatisti. Alcuni di loro sono violenti e non condivido le loro idee, ma stanno facendo tantissimo per noi, più di tanti altri, ci racconta un accademica di orientamento progressista fuggita di recente dalla Crimea. Ci chiede di rimanere anonima, la sua famiglia è ancora lì e teme ripercussioni. Il proselitismo e la raccolta di beni non sono affidati solo alla chiesa. Nell elegantissima Rynok Square, patrimonio Unesco e orgoglio di tutti gli abitanti dell Oblast di Leopoli, i più attivi sono i membi dell Upa, l Esercito insurrezionale ucraino che raccoglie l eredità dei paramilitari che durante la Seconda guerra mondiale combatterono contro l Armata rossa. Organizzano cori, concerti rock e folk, reading teatrali basati sui racconti dei volontari e proiezioni di foto scattate a Donetsk. In uno di questi incontri conosciamo Tatiana, una signora ucraina sposata con un siracusano di nobili origini che fa spola tra la Sicilia e Leopoli. Mentre il coro canta gli inni dell antica resistenza ai tartari, lei si commuove pensando ai morti della guerra. Fino a qualche mese fa eravamo una nazione. Eravamo tutti fratelli. E ora? La propaganda di Putin ci ha messo gli uni contro gli altri. Verso il presidente russo è catalizzato l odio di gran parte degli ucraini dell ovest. E il mercatino vicino al quartiere armeno di Leopoli ne è la dimostrazione. La faccia di Putin è sulla carta igienica, nei tappetini per la casa insieme alla scritta qui puoi pulirti i piedi, ed è rappresentato con baffetti hitleriani sugli adesivi da frigorifero. Chi parla in russo è visto con sospetto e gli stessi profughi dell est non sempre sono sopportati dalle anziane della città. Cosa fate qui da noi, mentre i nostri figli combattono per voi? In quasi ogni strada del centro ci sono volontari in divisa, di ritorno dal fronte o in procinto di dirigersi per la prima volta verso le aree contese. Hanno le facce stravolte, non sono pochi quelli che dopo aver combattuto nei pressi dell aeroporto di Donetsk sono in cura da psicologi. Hanno estrazione sociale diversa, i professionisti combattono fianco a fianco a studenti e operai senza distinzione alcuna. Dzwin ( campana ) è il nome in codice di un combattente alto e muscoloso di 53 anni, appena tornato dalla guerra e in procinto di tornare a combattere. Dove, non può dircelo: veniamo e scompariamo per confondere i nemici, è questo il nostro obiettivo. Per nemici s intende indistintamente i russi, i mercenari ceceni e le spie interne di quella parte dell esercito ancora vicina a Yanukovich, il deposto presidente contro il quale è scaturita la protesta di piazza nota come Euromaidan. E proprio dagli scontri di Kiev vengono la maggior parte dei combattenti ora sui fronti dell Est. Dzwin si è arruolato il 12 agosto e prima di allora faceva con successo il marmista. Un giorno il suo vicino di casa, un soldato venticinquenne in procinto di diventare papà, è stato ucciso in un agguato. È stata la molla per lasciare il FINO A QUALCHE MESE FA ERAVAMO UNA NAZIONE, FRATELLI. E ORA? marmo e prendere il fucile. Ce l ho a morte con i capi dell esercito regolare, ci spiega. Sono quasi sicuro che abbiano preso accordi con i russi, così come ha fatto il presidente Poroshenko con Putin. Mandano comandanti incompetenti. Per loro, i giovani combattenti che vengono da ovest sono nient altro che carne da macello da dare in pasto al fuoco russo. La settimana scorsa, Dzwin ha catturato due soldati russi. I miei compagni di battaglione volevano ucciderli sul momento, io li ho convinti ad aspettare. Meglio uno scambio di ostaggi. Questa è una guerra sporca e c è un silenzio minaccioso. Dobbiamo prepararci a tutto. 14 LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio 2015

15 sicurezza Il battaglione dei Nerd di Joshua Evangelista Oltre l elegante quartiere Pechersk e l NSK Olimijs - kyj - lo stadio che ha ospitato la finale di Euro in un magazzino all interno di un piccolo complesso industriale della periferia di Kiev, c è un viavai di ingegneri, informatici e sviluppatori. Il Battaglione dei nerd, come l ha ribattezzato la stampa locale, lavora senza sosta per fornire supporti tecnologici all esercito regolare e ai paramilitari nazionalisti dislocati nel Donbass. Gratuitamente. L esercito è in balìa della corruzione, l educazione militare è rimasta quasi del tutto invariata rispetto agli anni 60 e la tecnologia è così imbarazzante che in molti casi è praticamente impossibile connettere tra loro i battaglioni e individuare i nemici nascosti nelle foreste. Per questo, noi tecnici informatici ci siamo sentiti in dovere di mettere le nostre competenze a servizio della patria, ci racconta Max, sviluppatore a capo di questo particolare laboratorio bellico. Army sos, l organizzazione alla quale appartengono gli uomini di Max, è uno dei principali snodi del crowdfunding per i militari, che si nutre in maniera significativa delle donazioni della diaspora, soprattutto quella canadese. Mentre parliamo, uno dei nostri responsabili è a Montreal per sbloccare dei fondi molto consistenti, ci dice Oleksiy Savchenko, tra i leader della logistica di Army Sos, indicando con orgoglio una grande bandiera canadese affissa sopra a una dozzina di pacchi diretti a Donetsk. Una macchina ormai oliata e con obiettivi precisi: progettare e costruire accessori hi tech per i veicoli blindati, tablet geolocalizzatori e droni. Di giorno startupper dell IT o dipendenti delle multinazionali web, la sera improvvisati ingegneri militari. Riusciamo a produrre nonostante l inevitabile turnover. Dalle grandi aziende internazionali per le quali lavoriamo, abbiamo imparato a programmarci in maniera sistematica il lavoro in team. Così, tra cartoni di pizza e precari equilibri familiari, si fanno le prove generali per avvicinarsi alla tecnologia russa. Qui tutti rischiamo il divorzio, ironizza Max, ma ne vale la pena. Mentre due ingegneri provano un dispositivo su un elicottero telecomandato da riprodurre in scala sui droni faida-te, la nostra attenzione cade su un numero notevole di Samsung Galaxy raccolti in un angolo. Li raccattiamo un po da tutta Europa. Se sono rotti li ripariamo e poi installiamo delle app che abbiamo ideato per stanare i nemici. Sono in fase beta, ma già diversi comandanti hanno iniziato a usarle. Il principio è quello delle mappe open source. REPORTAGE DAL DONBASS BACINO DEL DONEC Noto anche come Donbass, prende il nome dall omonimo fiume che bagna Russia e Ucraina. È diviso in tre oblast (regioni). Donetsk e Luhansk fanno parte dell oblast orientale. Trasmettendoci informazioni sulle posizioni dei separatisti e sulla qualità delle strade riusciamo a tracciare quasi in tempo reale una panoramica del percorso verso il quale vanno incontro i mezzi pesanti dell esercito in transito nel Donbass. Affinché tali dispositivi abbiano efficacia, è fondamentale un training non sempre in linea con le tempistiche dell emergenza. L essere aperti o meno a queste tecnologie, spiega Savchenko, può influire sulle vite di centinaia di combattenti. La linea di supporto indipendente del Battaglione dei nerd è imprescindibile: si assiste chiunque è disposto a essere aiutato, che si tratti dell esercito regolare o dei nazionalisti del Pravyy Sektor poco conta. Vicino all aeroporto di Donetsk, dove ci sono i peggiori combattimenti, c è una moltitudine di combattenti: per noi è importante capire chi combatte effettivamente e chi finge, solo per tornare a casa da eroe di guerra. I detrattori dei tecnici volontari si chiedono come persone totalmente digiune d ingegneria bellica riescano a sviluppare tali dispositivi solo grazie a manuali trovati sul web e scaricabili in creative commons. Sì, è vero, professionisti stranieri sono venuti qui per mettere a nostra disposizione del know how significativo, ammette Max. Rifiutandosi però di dirci chi c è dietro a questa formazione di qualità. Al di là della provenienza di fondi e conoscenze, gli sviluppatori fai-da-te sono entrati ormai nell olimpo della narrazione nazionale pro-kiev. Tra le figure più interessanti spicca Yaroslav Markevich, un imprenditore a capo di una piccola impresa digitale di Kharkov, storico hub della tecnologia aerea di sovietica memoria. Markevich ha sviluppato sia droni muniti di infrarossi per individuare attacchi notturni sia droni a lungo raggio, in grado di localizzare con precisione i target dell artiglieria. La sua storia è diventata virale sui social network. Da lì a essere eletto deputato nelle elezioni d ottobre il passo è stato brevissimo, giusto il tempo necessario per diventare un eroe su Facebook. LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio

16 sicurezza IL VENTO DEL NORD: LA NUOVA CORSA AGLI ARMAMENTI NELL ARTICO Nuove rotte commerciali e immense riserve di idrocarburi. Ma anche gli eserciti delle potenze mondiali. Tutti guardano al Polo Nord di A.M. Estensione mare ghiacciato Marzo 2014 CANADA Passaggio a Nord Ovest Alaska U.S. GROENLANDIA Rotta Mare del Nord POLO NORD Estensione mare ghiacciato Sett Porti Artici Russi Mosca 500 miles 500 km RUSSIA LE ROTTE ARTICHE RUSSIA iciamoci la verità. Vista da Mosca, la crisi in Ucraina può legittimimamente essere considerata come un offensiva strategica della NATO e degli Stati Uniti per esercitare una forte pressione politico-militare sui sacri confini della Madre Russia. Non è un segreto che gli americani con la CIA e con l uso spregiudicato dei mercenari della Blackwater appoggiarono gli insorti di Piazza Maidan che poi, nel febbraio del 2014, costrinsero alla fuga in elicottero da un cortile del palazzo del governo il presidente Viktor Yanukovich, legittimamente eletto con libere elezioni. Da quel momento, quegli stessi americani che negli anni Novanta hanno appoggiato anche militarmente le spinte secessioniste che hanno portato alla disgregazione dell ex Jugoslavia, sono diventati i paladini della difesa dei confini D

17 sicurezza ucraini contro secessionisti che, a ben vedere, avanzano le stesse rivendicazioni di sloveni, croati e kosovari. Insomma, Belgrado ha dovuto accettare anche con i bombardamenti le spinte secessioniste, mentre Kiev si può opporre alle stesse spinte con il sostegno di chi ha contribuito alla dissoluzione di un Paese europeo come la Jugoslavia. Per Mosca, il sostegno occidentale al governo ucraino non è altro che un modo per espandere pericolosamente i confini della NATO. I politici russi sono notoriamente lungimiranti e per questo motivo hanno aperto da qualche anno un nuovo fronte del confronto Est-Ovest, che guarda al Polo Nord. Grazie al riscaldamento climatico e al parziale scioglimento dei ghiacci dell Artico, si sono aperte in quei mari finora inaccessibili nuove vie di comunicazione che portano dritte dritte a giacimenti di gas naturale che, si stima, contengano il 30% delle riserve mondiali e il 13% delle riserve di petrolio. Lo scioglimento dei ghiacci ha inoltre aperto nuove rotte di comunicazione tra l Asia Orientale e l Europa attraverso i mari del Polo e questa è certo un opportunità per la Russia per sviluppare infrastrutture logistiche nel nord del Paese. Siccome le vie del commercio e del progresso economico sin da quando esiste l uomo sono state aperte dai militari, Mosca ha attivato un processo di militarizzazione della parte russa dell Artico, dislocando la nona flotta - che rappresenta i due terzi di tutta la forza navale russa - nell arcipelago della Novaya Zemlya. Mentre sull isola maggiore è stato recentemente ingrandito e ammodernato un aeroporto attrezzato per accogliere i jet e i bombardieri più moderni e sofisticati dell ex Armata Rossa. Forse allo scopo di mandare un segnale concreto alla NATO, alla fine del 2014 il ministero della Difesa russo ha organizzato nella regione artica l esercitazione Vostok 2014, la più grande esercitazione militare dalla caduta dell Unione Sovietica. Migliaia di soldati di terra, mare e aria hanno giocato alla guerra utilizzando gli armamenti più moderni e sofisticati, missili tattici balistici compresi. Nello stesso tempo, il comando della nona flotta ha annunciato il dispiegamento della brigata di fanteria di marina nella regione dell Artico per tutto il La spiegazione politica di questa presenza militare nelle regioni dell Artico è contenuta nel testo della nuova dottrina militare russa, firmato dal presidente Vladimir Putin nel dicembre del Secondo la Dottrina Putin, l Artico viene inserito nella lista delle zone prioritarie di influenza di Mosca. L importanza del suo controllo viene equiparata all importanza assegnata al Mar Nero e alla Crimea. Queste iniziative hanno sollevato i giustificati timori dell unico Stato dell Alleanza Atlantica presente fisicamente nella regione artica, la Norvegia. Il governo di Oslo sa di essere diventato una bestia nera per Mosca, dopo aver preso parte attiva al programma di sanzioni decise dai membri della NATO in risposta al sostegno russo dei separatisti ucraini. Putin, d altronde, sa bene che l articolo 5 della Carta della NATO prevede una risposta automatica di tutti i membri dell Alleanza nei confronti di una possibile aggressione contro uno di loro. Per questo, difficilmente i russi supereranno il punto di non ritorno nei rapporti con i norvegesi al Polo Nord. Tuttavia, l apertura di questo nuovo fronte introduce un ulteriore elemento di destabilizzazione nei rapporti tra Mosca e l Occidente e può essere utilizzata da Putin per alleggerire la pressione in Ucraina. Inoltre, il Cremino sa bene che quando si tratta di acquisire territori l azione vale più delle parole, come insegna il caso della Crimea. Per cui è presumibile che passo dopo passo l influenza russa nei mari dell Artico sia destinata ad aumentare, mentre NATO ed Europa sono impegnate e distratte dalla crisi ucraina. IDROCARBURI NELL ARTICO Risorse Petrolio Gas Devil s Paw CANADA OCEANO ATLANTICO Regioni con alta probabilità di presenza idrocarburi Baffin Bay ALASKA (U.S.) Beaufort Sea GROENLANDIA (Danimarca) Jan Mayen Island (NOR) OCEANO PACIFICO Chukchi Sea OCEANO ARTICO Polo Nord Norwegian Sea East Siberian Sea Snovhit Aasta ISLANDA Hansteen NORVEGIA Negli ultimi dieci anni, il suolo artico ha attirato l interesse di tutti i suoi Stati confinanti. La Russia possiede attualmente i diritti entro 370 chilometri dalle sue coste, e ha recentemente deciso di presidiare militarmente gli oltre chilometri di confine, prima che la disputa per la titolarità di queste terre si faccia ancor più dura. La presenza di diverse piattaforme sottomarine in quest area complica però la spartizione delle terre ghiacciate con gli altri competitor coinvolti nella corsa alle riserve energetiche, Canada e Stati Uniti in primis. Impianti Attivi Pianificati Goliat Laptev Sea Kara Sea Barents Sea Arctic Circle fonte: Usgs, World atlas of oil and gas basins IL DIZIO NARIO Yamal Pechora Shtokman In attesa RUSSIA LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio

18 spy GaMe La bomba contro Enigma Secondo Winston Churchill è grazie all Operazione Ultra, di cui Alan Turing fu il protagonista, che gli inglesi vincono la guerra di Alfredo Mantici Direttore editoriale di Lookout News, capo del Dipartimento analisi del Sisde fino al 2008 Nel luglio del 1945 dopo aver perso incredibilmente le elezioni politiche in Inghilterra, Winston Churchill nel congedarsi da Re Giorgio VI gli rivelò il segreto meglio conservato della seconda guerra mondiale: Maestà, è stato grazie a Ultra che abbiamo vinto la guerra. Re Giorgio, che peraltro non ha mai brillato per particolare acume, probabilmente prese la battuta di Churchill come una delle solite sparate al quale l ex primo ministro lo aveva abituato. In realtà, Churchill aveva semplicemente detto la verità. Questa verità ha conosciuto anche un momento di gloria cinematografica all inizio del 2015 con un film di grande successo, The Imitation Game, la storia romanzata della più grande operazione di spionaggio del secolo scorso. La storia vera comincia negli anni Trenta, quando gli esperti criptoanalisti tedeschi sviluppano una sofisticata macchina cifrante alla quale viene dato il nome di Enigma. Lo strumento aveva l aspetto di una grossa macchina da scrivere e il segreto della sua efficienza risiedeva nel fatto che un operatore poteva digitare sulla tastiera un messaggio in chiaro che Enigma provvedeva a cifrare automaticamente con l uso di rotori intercambiabili, che rendevano quasi impossibile la decifrazione del messaggio se questo non veniva inviato a un altra macchina Enigma, con i rotori sistemati nello stesso modo della trasmittente. Ovviamente, il cambio dei rotori faceva cambiare il codice e, quindi, chi il lunedì fosse stato in grado di decifrare un messaggio non avrebbe potuto riutilizzare lo stesso codice il martedì, grazie alla semplice sostituzione dei rotori. Grazie a un colpo fortunato dei suoi servizi segreti, nel 1939 la Polonia - prima di essere conquistata dai nazisti - entrò in possesso di una macchina Enigma e del relativo manuale d uso. Dopo la caduta di Varsavia, questa macchina venne consegnata ai servizi segreti inglesi che, rendendosi conto dell enorme potenziale che ne poteva derivare in campo spionistico, dettero avvio al progetto Ultra, costituendo in una ricca villa vittoriana nella campagna inglese il centro di intercettazioni e decodifica di Bletchley Park. La bella magione si trovò a essere presto popolata di una folla variopinta ed eccentrica di matematici, fisici, ingegneri meccanici, esperti di enigmistica e spie. Tra questi, spiccava la figura del giovane genio della matematica Alan Turing. Nato poco prima dell inizio della prima guerra mondiale, Turing aveva studiato la meccanica quantistica e il calcolo delle probabilità al King s College di Cambridge e aveva disegnato le basi teoriche della Turing Machine, che rappresenterà la base teoretica per la costruzione dei computer. 18 LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio 2015

19 storie di spionaggio e controspionaggio Grazie anche alla felice cattura di alcuni esemplari di Enigma ritrovati a bordo di U-Boot tedeschi costretti alla resa nelle acque dell Atlantico, Turing costruì un rozzo ma efficace calcolatore elettromeccanico con il quale tutta la squadra di Bletchley Park tentò di aggredire il traffico radio delle armate di terra, di mare e dell aria della Germania nazista. Un traffico che i tedeschi ritenevano assolutamente impenetrabile. Nel gennaio del 1940 la bomba di Turing riesce a decifrare per la prima volta un intero messaggio radio dell Alto Comando tedesco. Da questo momento, con alti e bassi, i criptoanalisti di Bletchley Park riuscirono a decifrare migliaia di messaggi in codice nemici, riuscendo spesso ad anticiparne le mosse e a bloccarne le iniziative. Uno dei successi più grandi fu conseguito durante i due anni ( ) della battaglia dell Atlantico. I tedeschi, nel tentativo di impedire l arrivo dei rifornimenti americani in Inghilterra, schierarono nelle acque dell Oceano i branchi di lupi, gruppi di sommergibili concentrati su alcune rotte di passaggio che dovevano aggredire in massa i convogli anglo-americani. Grazie alle intercettazioni di Ultra, Bletchley Park era in grado di conoscere in anticipo i luoghi degli appuntamenti degli U-Boot, che ovviamente ricevevano le coordinate attraverso i messaggi criptati dalle macchine Enigma. La decriptazione era faticosa ma veniva spesso facilitata dall eccessivo senso di sicurezza dei tedeschi. Per esempio, per più di un mese un ufficiale tedesco comunicò dal deserto di El Alamein lo stesso messaggio ogni giorno: La situazione è ancora calma. Questo messaggio, viaggiando da un rotore all altro, consentiva ai criptoanalisti di Turing di disporre di una piccola ma significativa chiave per sfondare il codice giorno dopo giorno. L INvENzIONE DELLA TURING MACHINE PERMISE LA DECRIPTAzIONE DEI CODICI TEDESChI Alla fine della guerra, il contributo di Ultra alla vittoria alleata era conosciuto da pochissime persone. Tra queste, ovviamente il suo leader Alan Turing, per il quale tuttavia il dopoguerra significò l ingresso in un girone infernale. Turing infatti era omosessuale in un Paese nel quale gli echi della morale vittoriana facevano considerare l omosessualità un crimine. Nel 1952 Alan Turing venne infatti arrestato per condotta sessuale inappropriata e condannato a essere sottoposto a un processo di castrazione chimica con l iniezione di ormoni femminilizzanti. Nel giro di due anni, il suo corpo e la sua mente uscirono sconvolti da questa esperienza e nel 1954 un uomo che secondo Churchill aveva contribuito in modo decisivo a far vincere la seconda guerra mondiale agli alleati, si suicidò dando un morso a una mela che aveva intinto di cianuro. Sembra che in silenzioso omaggio a Turing, Steve Jobs abbia scelto proprio la mela con il morso come simbolo della Apple. Il 24 dicembre del 2013 Allan Turing ha formalmente ricevuto il perdono della Regina Elisabetta II. IMITATION GAME I film, come noto, non rendono merito alle biografie di personaggi così avvincenti. Ciò nonostante, la sceneggiatura del film sulla vita di Alan Turing è valsa una statuetta agli Oscar allo scrittore Graham Moore. LOOKOUT 15 - gennaio-febbraio

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