Le aspettative economiche e il gioco d azzardo

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2 Le aspettative economiche e il gioco d azzardo Andrea Cavoli e Andrea Benecchi Estratto Nel elaborato si prende in considerazione l andamento della raccolta italiana legata al gioco d azzardo, ovvero l insieme delle somme spese in scommesse di vario genere (lotterie, giochi di abilità, scommesse, etc.) per verificare la possibile correlazione fra la stessa e variabili macroeconomiche che misurano la fiducia e le aspettative dei consumatori. Purtroppo data la scarsa disponibilità di dati in merito, è stato possibile proporre un analisi di breve periodo (con misurazioni mensili) che va da gennaio 2009 a febbraio 2012, e una analisi di lungo periodo (annuale) che prende in considerazione gli ultimi venti anni. Dalle analisi si riesce solo ad affermare una relazione negativa fra quota di spesa in gioco d azzardo e pil, che tuttavia risulta troppo poco significativa per confermare le nostre ipotesi. Di converso nel breve periodo riusciamo ad evidenziare una stringente correlazione fra andamento della raccolta e un apposito indice sulle aspettative economiche future. Risulta anche statisticamente rilevante la relazione inversa fra Pil e Raccolta di gioco d azzardo, che quindi presenta un anti-ciclicità difficilmente spiegabile se non sulla base del nostro ragionamento teorico. Keywords: betting, consumption, time series analysis, expectations, economic cycle.

3 Introduzione Negli ultimi anni in Italia il fenomeno del gioco ha raggiunto livelli mai visti in precedenza e sembra non intenzionato a diminuire né tantomeno a stabilizzarsi. Dal punto di vista del mercato, l offerta ha subito repentini e profondi cambiamenti, soprattutto legati allo sviluppo tecnologico (gioco online, a distanza, etc.). Tuttavia non si deve sottovalutare la possibilità che un peggioramento delle aspettative economiche di lungo termine possa influire positivamente sul livello di gioco. Secondo diversi studi (1) le persone che hanno un reddito minore, e verosimilmente anche un educazione inferiore, tendono a spendere una quota maggiore delle proprie disponibilità in scommesse e gioco d azzardo. Il gioco rappresenta, per certi versi, una facile via di uscita da una condizione economica precaria e di instabilità. Pertanto in una rilevante quota di giocatori la componente psicologica risulta fondamentale, in particolare per costoro l utilità marginale del gioco, o semplicemente la propensione al rischio, è più elevata. A partire da questa teoria (adeguatamente supportata dalla rilevanza empirica) il nostro contributo riguarda il passo successivo, ovvero l analisi temporale. Il che significa chiedersi: è uno spostamento nel livello di benessere è possibile osservare una variazione statisticamente rilevante del livello di gioco? In una prospettiva dinamica (ovvero quando si verifica una variazione negativa del reddito) per un effetto reddito, gli individui dovrebbero ridurre la spesa generale e quindi anche quella per il gioco, ma in una simile eventualità la precarietà economica rende più attraente l assunzione del rischio nella speranza di risolvere i problemi e quindi il valore relativo del gioco d azzardo sale così come il suo consumo. Allo stesso modo, è nostra idea che, sebbene non vi siano rilevanti variazioni nel reddito (per esempio su osservazioni mensili), è possibile che le aspettative sulla condizione economica futura incidano significativamente sulla propensione al gioco.

4 miliardi di euro base2012 Andamento del gioco Come già affermato nell introduzione, il mercato de gioco, come offerta, ha subito grandi trasformazioni. Il mercato del gioco va innanzitutto scomposto in due grandi filiere: il gioco pubblico, quello che è regolato e in parte gestito direttamente dall ente statale AAMS (azienda autonoma dei monopoli di stato) e le case da gioco, ossia i casinò, che però a differenza di altri paesi, sono poco presenti sul territorio. La nostra attenzione si concentra sul gioco pubblico, in quanto ha la rilevanza maggiore sul mercato italiano. Nel panorama nazionale, al di sotto dell ente cessionario (AAMS), sono posizionati i concessionari multi-prodotto e mono-prodotto. Infine vi sono i piccoli esercenti che si occupano di distribuire capillarmente l offerta dei giochi. Da un punto di vista complessivo il totale della raccolta, ossia quanto scommesso dai giocatori, è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, in modo ancora più intenso nell ultimo triennio nel pieno della crisi economica. La raccolta naturalmente non tiene conto di quanto siano le vincite riscosse dai giocatori, questo perché il valore netto che ne risulta (in pratica l introito lordo dei distributori) è affetto in maniera significativa dal caso, ossia da quante vincite si verificano nel periodo di riferimento. In ogni caso si può considerare che in media il payoff, cioè la somma restituita ai giocatori in vincite, si aggira sul 68-70% raccolta gioco anni Il trend è esponenziale, e presenta una significativa flessione solamente nel periodo che va dal 1999 al Fra i fattori che possono aiutarci a spiegare la crisi un ruolo importante va attribuito alla serie di scandali che si erano verificati nei precedenti anni, che riguardavano sia l estrazione del lotto sia i condizionamenti dei risultati nell ippica. Del resto l offerta era rimasta invariata e l apprezzamento dei giochi diminuito. Proprio per invertire la tendenza negativa, a partire da questo periodo vengono lanciati sul mercato nuovi giochi. Nel 2002 vengono aperte le prime sale bingo, vengono lanciate le scommesse

5 sportive, e, anche per contrastare il gioco illegale, vengono diffuse su larga scala apparecchiature di intrattenimento. Per quanto riguarda la spiegazione del trend di lungo periodo, l AAMS sottolinea come l incremento della raccolta sia dovuto principalmente al successo della lotta al gioco illegale, insieme alla diminuzione delle aliquote fiscali (scelta dettata dalla volontà di risultare più competitivi sul mercato), all aumento del payoff e infine l aumento dell offerta. In più sicuramente ha pesato l importanza che certi giochi hanno avuto all interno dei canali di comunicazione: fino a poco tempo fa era d uso che all interno dei telegiornali fosse comunicato il nuovo record di vincita potenziale raggiunto dal Superlenalottto; inoltre ancora più recenti sono gli spot pubblicitari che incentivano il cosiddetto gioco responsabile. Il gioco pubblico può esser scomposto in otto segmenti omogenei, sulla base del tipo di domanda soddisfatta, strategia di sviluppo perseguita e la struttura della filiera; si identificano pertanto: giochi numerici a quota fissa, fra i quali il lotto, che prevedono una probabilità di vincita e un payoff predeterminato; giochi numerici a totalizzazione (fra cui il Superlenalotto) che si distinguono dai precedenti per il fatto che non è certo l ammontare della vincita, in quanto dipende dal numero di combinazioni vincenti che si verificano; apparecchi da intrattenimento, per esempio il videopoker ma anche le gru delle pesche di abilità); lotterie, che sono uno dei giochi più tradizionali e radicati nella cultura nostrana; giochi a base sportiva, che possono essere a pronostico (totocalcio) o scommesse su singoli risultati sia sportivi sia legati ad concorsi canori o spettacoli; giochi a base ippica; il bingo; e i giochi di abilità a distanza, che sono di più recente introduzione. 120 quote giochi superlenalotto abilità distanza lotto lotterie scommesse sportive ippica bingo apparecchi 0 Come si evince dal grafico alcuni giochi hanno perso il loro fascino, molto significativa ad esempio è la crisi del lotto, che se nel 1995 pesava per quasi il 40-50% oggi conta solo l 8% sull intera raccolta. Altrettanto innegabile è la profonda crisi dell ippica, che, fra scioperi e proteste, si avvia a scomparire dal contesto

6 italiano. Per quanto riguarda i fenomeni nascenti e di successo bisogna ricordare la già citata regolamentazione degli apparecchi, che al 2011 arrivano a rappresentare da soli più del 50% della raccolta. La crescita dal 2003 al 2005 è sicuramente associabile in buona parte al contabilizzazione delle macchinette già esistenti più che all incremento delle giocate. Infine dal 2009 emerge sul mercato il settore abilità a distanza, che rappresenta il settore più innovativo. L offerta di questi giochi era già presente sul mercato, ma non era regolamentata, in quanto gli operatori operanti (sostanzialmente i gestori dei siti sul gioco online) erano stranieri. La lotta al illegale continua tuttora, periodicamente l AAMS comunica la chiusura di siti non autorizzati, tuttavia l assenza di dati attendibili sull entità del gioco non autorizzato non ci permette di considerare l effettiva incidenza sulla crescita della raccolta.

7 Analisi LONG TERM Il modello proposto presenta una analisi sui dati di lungo periodo, dal 1990 al In questo primo modello si cercherà di dimostrare che l aumento della quota di spesa in gioco è significativamente correlata con una diminuzione del livello di reddito (misurata dal Pil pro capite) e con l aumento dell occupazione. L effetto sulla disoccupazione va interpretato in tale direzione in quanto analisi statistiche sul gioco rilevano che il gioco è molto più diffuso e praticato dalle persone che sono attualmente occupate. Del resto l assenza di redditi da lavoro impedisce a queste categorie di praticare il gioco in modo continuativo. L effetto reddito che ci proponiamo di dimostrare contrasta con quanto viene proposto dal personale dell AAMS: se il gioco fosse un bene di lusso, mera occasione di svago, la quota di spesa rivolta verso lo stesso dovrebbe diminuire per effetto reddito.

8 quota spesa betting on total QUOTA anno In merito alla variabile che misura quota si spesa in gioco, questa è stata ricavata dal rapporto fra raccolta pro capite e la spesa (annua) pro capite familiare per ciascun anno. Come risulta evidente dal grafico l andamento ha un trend ben preciso, di tipo esponenziale. Pertanto è opportuno utilizzare i valori logaritmici per verificare l autoregressività della serie. Come si vede possiamo stimare per la serie una crescita del 8% della quota di spesa in gioco da un anno all altro. Dal test Dickey fuller sull autoregressività dei residui della quota rispetto al tempo non possiamo rifiutare l ipotesi che vi sia un rho=1.

9 dis DISOCCUPAZIONE I dati sulla disoccupazione, ricavati dalle serie storiche dell Istat, tengono conto di tutta la popolazione attiva, senza distinzioni di sesso o di età. La disoccupazione ha un netto calo in concomitanza con le riforme che introducono il precariato (anni ), fra le quali la Legge Biagi. Poi tende a crescere man mano che gli affetti della crisi finanziaria americana del 2007 si ripercuotono sul continente Europeo. L evidenza di un trend del periodo non è chiara, anche se emerge una certa persistenza persistenza anno Verifichiamo l ipotesi che vi sia un trend negativo: Siamo costretti a rifiutare l ipotesi nulla, a favore dell ipotesi che vi sia un trend.

10 Il test Dickey-Fuller non ci consente di rifiutare l ipotesi che l autocorrelazione dei residui non siano fortemente persistenti.

11 pil_pop PILPROCAPITE Il Pil pro capite, è calcolato come rapporto fra i dati sul PIL aggregato (che comprende tutte le voci di spesa) e quelli sulla popolazione residente in un dato anno. L incidenza della crisi economica è apprezzabile dall inversione di tendenza che si verifica attorno all anno anno Nonostante l inversione finale del trend, come vedremo dalla regressione del Pil pro capite sul tempo, vi è significativa evidenza di un trend positivo. Il trend di lungo periodo ci suggerisce una crescita annua del Pil pro capite pari a 265 euro. Verifichiamo i residui, se presentino autocorrelazione: Neanche in questo caso non si può affermare che i residui abbiano una autocorrelazione statisticamente inferiore all unit root.

12 Adesso verificheremo se le serie viste singolarmente fra loro presentino fra loro un buon grado di cointegrazione: Il modello fallisce nel dimostrare la cointegrazione delle serie, anche usando le serie detrendizzate, ciò fa si che i risultati della regressione non costituiscano prova di una relazione statisticamente significativa, in quanto la relazione fra le variabili oggetto può essere spuria. Proviamo ad usare un modello che utilizza stime generalised least squares.

13 Anche in questo caso i risultati non sono del tutto soddisfacenti, in quanto la statistica Durbin-Watson non si avvicina sufficientemente al valore 2. Dai test non emergono problemi di heteroskedasticity e di autocorrelazione nel tempo della varianza. Pertanto possiamo solo affermare che nel lungo periodo emerge una relazione negativa fra quota di gioco d azzardo e Pil pro capite di valore di intensità poco significativa, che permette di convalidare le nostre ipotesi di partenza.

14 BREVE PERIODO La seguente analisi riguarda il gioco d'azzardo nel breve periodo. Lo scopo è quello di verificare se in una situazione di crisi economica molto forte come quella degli ultimi anni il gioco aumenti. Inoltre tentiamo di dimostrare che all'interno di una situazione particolare dell'economia come una crisi di lungo periodo e di tipo strutturale, assumano una significativa importanza le aspettative sul futuro dell'economia nella determinazione del livello di gioco d'azzardo. Il periodo di riferimento è gennaio2009 marzo 2012 Il modello che decidiamo di stimare nel breve periodo è il seguente: rac = pil + dis + futuro rac rappresenta il totale della raccolta nel gioco d'azzardo per ogni mese. Tale variabile è espressa in euro attualizzati al mese di febbraio pil rappresenta il PIL in valore mensile anch'esso espresso in euro attualizzati a febbraio dis è il valore percentuale della disoccupazione. Futuro è un indice (con base=100 rispetto al 2005) calcolato dall'istat basato su un questionario in merito alla percezione del clima economico futuro. Sebbene siamo interessati a verificare la significatività di tutte le variabili, in questa analisi particolare attenzione verrà rivolta alla variabile futuro in quanto cattura il livello delle aspettative sull'andamento economico. Il modello di breve si distingue da quello di lungo periodo oltre che per l'inserimento della variabile futuro anche nel tipo di unità di misura adottate. Se prima modellavamo la quota ovvero la spesa pro capite nel gioco d'azzardo diviso la spesa pro capite delle famiglie, ora la variabile dipendente è la raccolta complessiva del gioco. Il motivi per cui si effettua questo cambio sono due: l'impossibilità di accedere a valori di spesa pro capite delle famiglie di tipo mensile e l'ipotesi che in un arco relativamente breve come 3 anni la popolazione non abbia avuto aumenti significativi. Lo stesso tipo di ragionamento riguarda il PIL che non è più pro capite ma aggregato. Prima di procedere alla regressione con l'ols è necessario ripetere su ogni variabile i test effettuati sul lungo periodo. Si inizia con l'analisi grafica di ogni variabile con il tempo, successivamente per ognuna di esse si verifica la presenza di un trend regredendola con il tempo, e infine verrà eseguito il Dickey Fuller test per verificare la presenza o meno di un union root process.

15 RACCOLTA rac tempo C'è una forte significatività del tempo per la variabile raccolta. Passiamo dunque a osservare se la variabile presenta un union root attraverso il Dickey-Fuller test Come si evince dal test, purtroppo non si può rifiutare l'ipotesi che rho=1.

16 PIL pil. base tempo Anche per il PIL si evidenzia la presenza del trend. E anche in questo caso non possiamo escludere l'ipotesi che l'autocorrelazione sia higly persistent

17 DISOCCUPAZIONE 9.8 disocc tempo Identici risultati per la disoccupazione: presenza di un trend significativo. Anche per la disoccupazione non si può rifiutare l'ipotesi che rho sia pari a 1

18 FUTURO futuro tempo Anche se in questo caso la t-statistic di tempo è più piccola rispetto a quella delle altre variabili, si osserva comunque un trend negativo molto significativo. Futuro è sicuramente la variabile con la minore probabilità di presentare un union root process, tuttavia il p- value approssimato è del 15% circa e quindi non siamo in grado di rifiutare l'ipotesi nulla con relativa certezza. Da questa prima analisi si evince quindi la presenza di non stazionarietà che renderebbe il nostro modello inattendibile. Possiamo però provare a vedere se le variabili sono cointegrate tra loro.

19 Per farlo eseguiamo il DF sui residui del modello originale Ecco quindi il modello senza l'effetto del tempo: Si calcolano i residui Residuals tempo e si testano con il DF Dai risultati possiamo rifiutare l'ipotesi di non cointegrazione ( l'errore non presenta una union root) e quindi è possibile operare con il modello utilizzando le variabili detrendizzate i cui coefficienti dovrebbero essere attendibili.

20 Per detrendizzare ogni singola variabile (indipendente e dipendente) si effettua la regressione di ognuna con il tempo e quindi si ottengono i residui di tale modello. Il nostro modello finale quindi è dato dalla regressione dei residui rispetto al tempo della raccolta sui residui rispetto al tempo delle variabili esplicative: Dai risultati si evince una forte significatività statistica delle variabili PIL e FUTURO. In particolare si osserva che sia il PIL che FUTURO sono correlate negativamente con la RACCOLTA a probabile dimostrazione che riduzioni del reddito e del livello di fiducia sul futuro dell'economia hanno un impatto positivo sul gioco d'azzardo. che una riduzione di un milione di euro del PIL provoca una riduzione delle giocate pari a 220'000 euro (chiaramente non è una valutazione molto esplicativa del fenomeno date le unità di misura). Non risulta invece statisticamente rilevante la variabile DISOCCUPAZIONE. Per scrupolo comunque proviamo ad effettuare anche una regressione GLS al fine di confermare la correttezza dei coefficienti. Si esegue pertanto il Prais

21 I coefficienti cambiano leggermente e si osserva che la variabile PIL perde un po della sua significatività statistica mentre la nostra variabile di controllo (FUTURO) rimane molto rilevante e ovviamente negativamente correlata con la raccolta.

22 Bibliografia

23 Conclusioni Nell analisi di lungo periodo non emerge alcun risultato significativo che avvalori la tesi dell elaborato. Nell'analisi di breve periodo invece emerge soprattutto una significativa correlazione tra la proxy del livello dell'aspettativa economica (soprannominata futuro) e il livello di gioco d'azzardo. Non è da escludere quindi l'ipotesi che, quando le cose vanno male, e soprattutto ci si aspetta che non migliorino, cresca l'appetibilità di scorciatoie facili come il gioco d'azzardo. Questo mette in serio dubbio il presupposto di razionalità economica degli individui, almeno per quanto riguarda la popolazione di riferimento. Fatte queste considerazioni riteniamo che sia opportuno aprire un dibattito di policy in merito al gioco, che riveda l attuale politica di tassazione delle vincite e della regolamentazione delle opportunità di gioco, a favore dell incremento delle prime e una riduzione delle seconde. L AAMS ci tiene a sottolineare che la diminuzione delle aliquote favorisce l aumento del gioco d azzardo, e quindi della base imponibile, ma questa tesi sembra essere dettata più dal desiderio di tutelare gli interessi degli operatori sul mercato, che da una seria analisi delle caratteristiche della domanda. La stessa risulta, a nostro avviso, guidata maggiormente da fattori emozionali che da valutazioni ponderate e razionali. Inoltre pur consentito che a seguito di una simile manovra si riduca il gettito fiscale, andrebbero considerate le conseguenze negative che l eccesso del gioco d azzardo produce, sia in termini sociali che socio-assistenziali. Lo stato dunque quale criterio di benessere persegue?

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