Fondo Sociale Europeo (FSE)

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1 Fondo Sociale Europeo (FSE) Base giuridica Descrizione Per l'attuale periodo di programmazione del FSE ( ), nel 2006 e nel 2007 è stato adottato un nuovo pacchetto di regolamenti. REGOLAMENTO (CE) N. 1081/2006 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 luglio 2006 definisce le aree di intervento: accrescere l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese; migliorare l'accesso all'occupazione e l'inserimento nel mercato del lavoro; potenziare l'inclusione sociale combattendo ogni forma di discriminazione e promuovendo l'integrazione delle persone svantaggiate nel mondo del lavoro; promuovere partenariati per le riforme nei settori dell'occupazione e dell'integrazione. Tale regolamento abroga il precedente regolamento (CE) n. 1784/1999 Il Fondo sociale europeo (FSE) fa parte dei Fondi strutturali dell'ue, ideati per ridurre le differenze nella qualità di vita e nella prosperità esistenti fra regioni europee e fra Stati membri, e serve dunque a incentivare la coesione sociale ed economica. Il FSE si dedica alla promozione dell'occupazione nell'ue, aiutando gli Stati membri a preparare al meglio la forza lavoro e le aziende di fronte alle nuove sfide globali. In breve: il finanziamento viene fornito in particolare a Stati membri e regioni in cui lo sviluppo economico è più arretrato; si tratta di un elemento chiave della strategia UE 2020 per la crescita e l'occupazione, la cui finalità è migliorare la vita dei cittadini comunitari offrendo loro nuove competenze e maggiori opportunità di lavoro; tra il 2007 e il 2013 regioni e Stati membri dell'ue hanno a disposizione in totale 75 miliardi di euro per raggiungere gli obiettivi prefissati. La strategia e il budget del FSE vengono decisi congiuntamente da Stati membri, Parlamento europeo e Commissione europea. Su queste basi e in collaborazione con la Commissione, gli Stati membri definiscono programmi operativi di durata settennale. Tali programmi vengono poi attuati tramite un ampio ventaglio di organizzazioni attive nel settore pubblico o privato, tra le quali autorità nazionali, regionali e locali, enti di istruzione e formazione, ONG e il settore del volontariato, parti sociali (come sindacati e organismi di rappresentanza), l'industria, associazioni di categoria e aziende. 1

2 I finanziamenti del FSE sono disponibili tramite gli Stati membri e le regioni: il FSE non finanzia i progetti direttamente da Bruxelles. Ciascuno Stato membro concorda, insieme alla Commissione Europea, uno o più programmi operativi per i finanziamenti FSE durante il periodo , così come le regioni che dispongono di programmi operativi propri (non tutte). I programmi operativi definiscono le priorità di intervento FSE e relativi obiettivi. I programmi operativi vengono attuati tramite progetti individuali gestiti dalle organizzazioni partecipanti (dette beneficiari). Un beneficiario crea un progetto, richiede il finanziamento e, se lo riceve, attua il progetto. I beneficiari dei progetti FSE possono essere amministrazioni pubbliche, ONG e parti sociali attive nei campi dell'occupazione e dell'inclusione sociale. Anche le organizzazioni e le aziende possono partecipare ai progetti FSE. I potenziali beneficiari delle azioni FSE devono contattare l'autorità incaricata della gestione del fondo nel proprio paese o regione. Il Fondo sociale europeo si basa sui principi del cofinanziamento e della gestione condivisa. Come funziona Cofinanziamento: il sostegno economico dell'ue viene sempre fornito in concomitanza a una forma di finanziamento nazionale pubblico o privato. Il cofinanziamento può variare fra il 50% e l'85% del costo totale degli interventi. Gestione condivisa: le linee guida per le azioni FSE vengono stilate a livello europeo, mentre la loro attuazione viene gestita dalle pertinenti autorità nazionali o regionali in ciascuno Stato membro. Tali autorità definiscono i programmi operativi e in seguito selezionano e monitorano i progetti. Il finanziamento del FSE è organizzato in due vasti obiettivi: Obiettivo Convergenza: include tutte le regioni UE con un prodotto interno lordo (PIL) pro capite inferiore al 75% della media comunitaria. I paesi e le regioni ammissibili all'obiettivo di convergenza riceveranno più dell'80% dei finanziamenti UE. Obiettivo Competitività regionale e occupazione: copre tutte le regioni UE non ammissibili all'obiettivo di convergenza. Nell'ambito di entrambi gli obiettivi, il FSE fornirà sostegno in cinque aree di azione chiave: 1. Accrescere l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese; 2. migliorare l'accesso all'occupazione e l'inserimento nel mercato 2

3 del lavoro; 3. potenziare l'inclusione sociale combattendo ogni forma di discriminazione e promuovendo l'integrazione delle persone svantaggiate nel mondo del lavoro; 4. promuovere partenariati per le riforme nei settori dell'occupazione e dell'integrazione; 5. espandere e migliorare gli investimenti nel capitale umano, migliorando in particolare i sistemi di istruzione e formazione. Il livello dei finanziamenti FSE varia da una regione all'altra a seconda della loro ricchezza relativa. Le regioni europee sono divise in quattro categorie in base al PIL regionale pro capite messo a confronto con la media UE (a 25 o 15 Stati membri). L'obiettivo Convergenza include: regioni di convergenza con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE-25 (nel periodo ); regioni di phasing-out con un PIL pro capite maggiore del 75% della media UE-25, ma inferiore al 75% della media UE-15 (nel periodo ). Regioni ammissibili L obiettivo Competitività regionale e occupazione comprende: regioni di phasing-in con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE-15 nel periodo , ma maggiore del 75% della media UE-15 nel periodo ; regioni di competitività e occupazione: tutte le regioni che non rientrano nel phasing-in. phasing-out: aree comprese nell Obiettivo 1 nel periodo di programmazione comunitaria , sono beneficiarie, nel nuovo ciclo di programmazione , di un sostegno transitorio accordato, in quanto la loro uscita dalle aree economicamente depresse è avvenuta per l effetto statistico dell allargamento dell UE a Paesi con PIL sensibilmente inferiori alla media comunitaria e non solo per progressi economici. Tale sostegno transitorio, che termina nel 2013, è accordato al fine di rendere meno drastico il passaggio da un regime di sostegno ad un altro riservato alle aree più prospere. phasing-in: aree comprese nell Obiettivo 1 nel periodo di programmazione comunitaria , che grazie ai progressi economici compiuti negli ultimi anni passano, nel nuovo ciclo di programmazione , nel quadro dell Obiettivo Competitività regionale e occupazione e sono oggetto di stanziamenti finanziari speciali in virtù del loro precedente status di regioni Obiettivo 1. 3

4 Come è nato (la storia) Legenda: regioni di convergenza regioni phasing-out regioni phasing-in regioni competitività e occupazione Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), nell ambito della quale nasce il Fondo Sociale Europeo (FSE) con l obiettivo di migliorare le opportunità lavorative nella Comunità promuovendo l occupazione e aumentando la mobilità geografica e occupazionale dei lavoratori. Nelle sue prime fasi, il FSE viene utilizzato come uno strumento per compensare la perdita del posto di lavoro (aiuto ai lavoratori dei settori oggetto di ristrutturazione, assegni di riqualificazione, reinserimento dei lavoratori non occupati emigrati dalla regione di appartenenza). 4

5 Nel 1971 il FSE è sottoposto a una riforma: il finanziamento viene orientato verso categorie e gruppi specifici di persone e al contempo la sua dotazione viene aumentata. Il settore agricolo (prima escluso) diventa ammissibile, così come il settore tessile. Nel 1975 nasce il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che dovrà occuparsi dello sviluppo delle infrastrutture nelle regioni più arretrate, per consentire al FSE di dedicarsi principalmente ad aiutare i cittadini di tutta Europa ad acquisire nuove competenze. Collettivamente, i due fondi sono denominati Fondi strutturali. Alla fine degli anni Settanta aumenta considerevolmente il numero di giovani disoccupati, i quali diventano pertanto una priorità del FSE. In risposta al ruolo sempre maggiore assunto dalle donne nel mercato del lavoro, il FSE aumenta il sostegno nei loro confronti. Il FSE inizia a occuparsi anche di altri gruppi, quali i disabili e i lavoratori anziani (oltre i 50 anni). Rivolgendosi a gruppi specifici, il FSE non può continuare a lavorare unicamente con organismi pubblici: vengono pertanto coinvolti i sindacati e le singole aziende. Questa esigenza induce un cambiamento fondamentale nel modus operandi del Fondo: in precedenza, infatti, gli Stati membri attuavano i progetti ricevendo il finanziamento soltanto in un secondo momento, mentre ora, grazie a un meccanismo di approvazione preliminare, viene avviato un processo per mezzo del quale la Commissione e gli Stati membri definiscono le priorità comuni in tutta l UE e stanziano i fondi necessari a perseguirle. Il declino delle industrie tradizionali (siderurgiche, manifatturiere e cantieristiche), abbinato all'emergere di nuove tecnologie, in particolare nel settore dei servizi, crea una domanda elevata di lavoratori specializzati. Le priorità del FSE diventano dunque la formazione professionale e la formazione all utilizzo delle nuove tecnologie. I finanziamenti del Fondo vengono orientati verso i giovani con scarse prospettive lavorative a causa di una formazione professionale assente o inadeguata, nonché verso i disoccupati di lunga durata. Nel 1983 si decide che i fondi FSE dovranno essere convogliati verso le regioni più bisognose. Entro la fine degli anni Ottanta, oltre la metà dei finanziamenti è destinata alle regioni e ai paesi più poveri d Europa (Andalusia, Canarie, Grecia, Irlanda, Irlanda del Nord, Italia meridionale, Portogallo e territori francesi d oltremare). Nel 1988 viene varata una nuova riforma del FSE. Fino a questo momento, i fondi FSE contribuivano a politiche definite nei contesti nazionali degli Stati membri. Per ciascun progetto FSE, gli Stati membri dovevano presentare una candidatura alla Commissione, che aveva il 5

6 compito di valutarle tutte e quindi approvare le più meritevoli. In base alla riforma si passa quindi da progetti (singoli) condotti nei contesti nazionali a iniziative pluriennali, programmate di concerto tra Stati membri e Commissione. L UE passa inoltre da un bilancio annuale a una prospettiva di bilancio a medio termine (programmazione). Gli Stati membri iniziano a scambiarsi dati e strategie sull occupazione, in modo che il FSE possa integrarsi meglio nelle politiche nazionali per il mercato del lavoro. Il FSE aumenta la propria dotazione finanziaria e concentra le proprie azioni sui più bisognosi, si tratti di regioni o di gruppi di persone, consolidando altresì il principio in base al quale i fondi comunitari vanno a completare le iniziative nazionali. Per reagire all aumento della disoccupazione, nel 1994 l UE definisce una strategia per l occupazione, mentre nel 1997 con il trattato di Amsterdam si concordano una strategia comune e una serie di linee guida in materia di occupazione. Il FSE sposta l enfasi dalla disoccupazione verso l occupazione, e in particolare verso le persone occupate, per aiutarle a conservare l impiego e a progredire. Attività centrali del Fondo sono la formazione, la creazione di posti di lavoro e i servizi di consulenza e orientamento all'occupazione. Dovendo confrontarsi con l invecchiamento della popolazione europea, il FSE stanzia una quantità maggiore di fondi per la formazione dei lavoratori più anziani sul posto di lavoro, al fine di consentire loro di rimanere più a lungo o di rientrare nel mercato del lavoro. Nel 1994 vede la luce il Fondo di coesione, che viene affiancato ai Fondi strutturali per aiutare i paesi più poveri dell'ue a sviluppare progetti infrastrutturali nei settori dei trasporti e dell'ambiente. Nel 2000, l UE adotta la strategia di Lisbona per fare dell Europa l economia basata sulla conoscenza più avanzata entro il Tra le sue finalità figurano il conseguimento di un tasso di occupazione complessiva del 70% e di un tasso di occupazione femminile superiore al 60%. Nel 2000 il FSE vara l iniziativa EQUAL (lotta contro la discriminazione e la disuguaglianza nel mercato del lavoro per motivi di sesso, origine etnica o razziale, religione, disabilità, età od orientamento sessuale). La priorità del periodo consiste nell aumentare l adattabilità di lavoratori, aziende e imprenditori mediante una maggiore capacità di prevedere e gestire positivamente il cambiamento economico. In tale ambito, il FSE sostiene la modernizzazione e il rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, le misure attive del mercato del lavoro e le azioni di apprendimento permanente, anche all interno delle aziende. Il Fondo si impegna altresì nella prevenzione dell esclusione sociale e nella lotta alla discriminazione assicurando l accesso e 6

7 l inserimento dei lavoratori svantaggiati. Dal 2007, inoltre, il FSE rafforza la capacità delle istituzioni pubbliche di elaborare e attuare politiche e servizi e promuove i partenariati tra datori di lavoro, sindacati, ONG e pubblica amministrazione al fine di agevolare le riforme in materia di occupazione e inclusione. La cooperazione transnazionale e l innovazione sono parte integrante di tutte le azioni dell FSE. Il 6 ottobre 2011, la Commissione Europea ha proposto una serie di regole che determineranno l'operato del FSE nel periodo La proposta fa parte di un pacchetto legislativo per il futuro della politica di coesione dell'ue e consentirà al FSE di continuare ad assicurare sostegno concreto a chi ha bisogno di aiuto per trovare un impiego o per migliorare la propria posizione lavorativa. La proposta di quadro finanziario pluriennale della Commissione comprende 376 miliardi di euro a favore della politica di coesione per il periodo Determinazione di una quota globale minima per il FSE pari al 25% del bilancio destinato alla politica di coesione (esclusi gli importi destinati al "Meccanismo per collegare l'europa )vale a dire 84 miliardi di euro. FSE - Programmazione Quali cambiamenti sono stati proposti per il FSE? Per ogni categoria di regioni sarà stanziata una quota minima del budget, più alta rispetto a prima (almeno il 25 % per le regioni meno sviluppate, il 40 % per le regioni di transizione e il 52 % per le regioni più sviluppate). Tale quota corrisponde ad almeno 84 miliardi di euro per l'fse, rispetto agli attuali 75 miliardi. Gli Stati membri dovranno concentrare i finanziamenti del FSE su un numero limitato di obiettivi e priorità di investimento in linea con la strategia Europa 2020, con l'obiettivo di migliorarne l'impatto e raggiungere una massa critica. Una quota minima del 20 % sarà destinata ad azioni di inclusione sociale. Maggiore enfasi sulla lotta alla disoccupazione giovanile, sulla promozione dell'invecchiamento sano e attivo e sul sostegno alle comunità e ai gruppi più svantaggiati, come i Rom. Maggior sostegno all'innovazione sociale, ovvero al collaudo e all'applicazione su vasta scala di soluzioni innovative per rispondere a esigenze sociali (es. inclusione sociale). Ulteriormente incoraggiata la partecipazione di parti sociali e società civile, in particolare delle ONG, all'attuazione FSE, tramite programmi di sviluppo delle capacità, promozione di strategie di sviluppo locale attuate dalle collettività e la semplificazione dei meccanismi di intervento. Le regole che disciplinano il rimborso dei progetti FSE saranno semplificate, in particolare per i "piccoli" beneficiari (ONG, piccole e medie imprese ecc.), che rappresentano almeno il 50 % dei destinatari dei finanziamenti. 7

8 I costi delle attrezzature collegate agli investimenti in capitale sociale e umano saranno ammissibili ai fini del finanziamento FSE. Principali innovazioni per i fondi della politica di coesione dell'ue Tutte le regioni dell'ue continueranno a ricevere sostegno nell'ambito di tre categorie: regioni meno sviluppate, con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE, che continueranno a essere la priorità fondamentale; regioni di transizione, con un PIL pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media UE 27; regioni più sviluppate, con un PIL pro capite superiore al 90% della media. La seconda categoria, che abbraccia 51 regioni e oltre 72 milioni di persone, favorisce la transizione delle regioni diventate più competitive negli ultimi anni, ma ancora bisognose di un sostegno mirato. Si prevede che, a partire dal 2014, 20 regioni emergeranno dall'attuale obiettivo "Convergenza" (regioni meno sviluppate). I contratti di partenariato siglati tra la Commissione e gli Stati membri fisseranno gli impegni nazionali richiesti per centrare gli obiettivi di Europa Gli investimenti dell'fse saranno totalmente allineati con gli obiettivi e le priorità di Europa 2020 nel campo dell'occupazione, dell'istruzione e della riduzione della povertà. Il quadro strategico comune contenente tutte le priorità fondamentali dell'ue si applicherà a tutti i fondi, compresi quelli per lo sviluppo rurale e la pesca. Agli Stati membri sarà consentito di coniugare FESR, FSE e Fondo di coesione in programmi "multi fondo" per migliorare il coordinamento sul campo (sviluppo integrato). Saranno introdotte nuove condizioni per garantire che i finanziamenti contribuiscano efficacemente al raggiungimento degli obiettivi di Europa In particolare, l'erogazione dei fondi sarà subordinata alla presenza di alcune condizioni ex ante (ad esempio, il corretto funzionamento del sistema degli appalti pubblici). I prossimi passi Le proposte saranno esaminate dal Consiglio e dal Parlamento europeo in vista della loro adozione alla fine del 2012, in modo da consentire l'avvio di una nuova generazione di programmi della politica di coesione nel Parallelamente, proseguiranno i negoziati sul quadro finanziario pluriennale per l'intero bilancio dell'ue. 8

9 Nel periodo , l'italia attuerà 24 Programmi Operativi (PO), comprendenti 19 PO regionali, 2 PO distinti per le province autonome di Trento e Bolzano e 3 PO che abbracciano tutte le regioni rientranti nell'obiettivo Competitività regionale e occupazione (PO Azioni di sistema ) e nell obiettivo Convergenza (PO "Competenze per lo sviluppo e "Governance e azioni di sistema ). Questi programmi aiuteranno le aziende e i lavoratori italiani a prepararsi alle trasformazioni del mercato puntando sulla produttività, sulla flessibilità e sulla competitività. Un maggior numero di programmi di formazione e certificazione, associati a iniziative finalizzate a ridurre l abbandono scolastico, assicurerà la sostenibilità dei progressi compiuti. Il tutto sarà sostenuto da una maggiore innovazione e da partenariati tra università, aziende ed enti pubblici. Interventi specifici mirati a favorire la partecipazione della donna nel mercato del lavoro. La rete si sta allargando per assicurare un aiuto supplementare agli immigrati e ad altri gruppi vulnerabili: dalla consulenza mirata alla lotta a discriminazione e sfruttamento sul posto di lavoro (oltre che alla piaga del lavoro insicuro e sommerso). Inoltre, ci si impegnerà a incrementare la coerenza delle politiche economiche e occupazionali e a incentivare la mobilità regionale e professionale. Le priorità FSE in ITALIA I finanziamenti FSE sono incanalati in cinque aree prioritarie: Adattabilità, Occupabilità, Inclusione sociale, Capitale umano, Transnazionalità e interregionalità. Priorità 1: Adattabilità - Migliorare la competitività preparando al cambiamento, incentivando le nuove attività e sostenendo le PMI nel mercato globale; - sviluppare sistemi di formazione continua, migliorando al contempo la qualità e l organizzazione del lavoro; - incoraggiare la mobilità geografica e professionale. Priorità 2: Occupabilità - Combinare la flessibilità e la sicurezza del mercato del lavoro, concentrandosi sullo sviluppo locale e sul sostegno mirato a gruppi quali gli immigrati; - promuovere l accesso sostenibile delle donne al mercato del lavoro; - migliorare i servizi per l occupazione e favorire i partenariati nazionali e locali tra attori pubblici e privati; - ridurre il lavoro sommerso tramite specifiche misure. Priorità 3: Inclusione sociale 9

10 - Rimuovere gli ostacoli che impediscono ai gruppi vulnerabili di trovare e mantenere un impiego, fornendo percorsi personalizzati" al lavoro; - aiutare i più svantaggiati a ottenere un impiego combattendo contro la discriminazione sul posto di lavoro, anche basandosi su progetti precedenti finalizzati alla promozione delle pari opportunità. Priorità 4: Capitale umano - Concentrarsi sulla qualità, sulla gestione e sull integrazione dei sistemi di istruzione e formazione e del sistema occupazionale; - approntare programmi di certificazione e valutazione per gli enti di formazione in modo da assicurare un'istruzione e una formazione migliori; - migliorare l istruzione superiore puntando su reti tra università, centri di ricerca e aziende, ovvero rispondendo ai bisogni dell'economia della conoscenza; - ridurre l abbandono scolastico tramite specifiche misure (nell ambito dell obiettivo Convergenza). Priorità 5: Transnazionalità e interregionalità - Scambi di buone pratiche nel campo dell occupazione; - Agevolare progetti congiunti transnazionali e interregionali. Entità del contributo Link Priorità 6: Capacità istituzionale (solo per le regioni di convergenza) - Potenziare le amministrazioni locali: assicurare servizi pubblici migliori formando i funzionari e migliorando il coordinamento fra i vari enti. ITALIA Il livello dei finanziamenti FSE varia da una regione a un'altra a seconda della ricchezza relativa. Con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell'ue 25, Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono ammissibili nell ambito dell obiettivo Convergenza. La Basilicata è una regione phasing-out" con un PIL pro capite superiore al 75% della media UE, ma inferiore al 75% della media dell UE 15. La Sardegna è una regione phasing-in con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell UE-15 nel periodo , ma superiore nel periodo Tutte le altre regione hanno un PIL pro capite superiore al 75% della media dell UE-25 e sono ammissibili nell ambito dell obiettivo Competitività regionale e occupazione. 10

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