Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb HVAC system Continuous monitoring: the project iserv cmb

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1 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 1 1 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb HVAC system Continuous monitoring: the project iserv cmb JACOPO TONIOLO MARCO MASOERO Dipartimento Energia, Politecnico di Torino RIASSUNTO La Direttiva EPBD (2010) prevede la possibilità del monitoraggio ai fini dell ispezione obbligatoria degli impianti HVAC. Tale monitoraggio è fondamentale per verificare i consumi energetici e garantire che gli impianti raggiungano un efficienza a- deguata. I risultati del progetto europeo HarmonAC hanno dimostrato che la maggior parte delle volte gli impianti HVAC non sono efficienti a causa di un errata programmazione dei sistemi di controllo. Vi è peraltro una generica mancanza di protocolli di verifica dei consumi. Ad oggi, peraltro, laddove l hardware permetta il monitoraggio, si assiste ad una lacuna sul lato software, non esistono piattaforme onnicomprensive che garantiscano un analisi adeguata dei dati raccolti. Il progetto europeo iserv cmb, finanziato dal bando Intelligent Energy for Europe, svilupperà una piattaforma per la verifica dei consumi e la creazione di benchmark basati sui dati di circa 1600 edifici in Europa. Il testo presenta il controllo, la supervisione e il monitoraggio degli impianti HVAC e le finalità del progetto iserv cmb. SUMMARY EPBD Directive, in 2010 version, prescribes automatic monitoring of HVAC systems in the framework of mandatory inspections. Monitoring is essential to verify energy consumption of buildings and to ensure adequate efficiency of those systems. HarmonAC project s results demonstrated that the most common cause of HVAC system inefficiency is the inadequate programming of systems control. In addition energy consumption verification protocol are lacking. Actually, while monitoring is developed, complete platform to analyze the data are lacking. The iserv cmb project is developing a platform for verifying and benchmarking of energy consumption of buildings. Data will be collected on about 1600 buildings around Europe. The text describes some major issues in control and monitoring of HVAC systems and the iserv project aims. Parole chiave: monitoraggio, benchmark, efficienza energetica Key words: monitoring, benchmark, energy efficiency Le strategie per il controllo e il monitoraggio di macchine e impianti per la climatizzazione ai fini del risparmio energetico Padova, 7 giugno 2012

2 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 2 2 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb 1. INTRODUZIONE Nell ambito del consumo energetico degli edifici, accanto alla definizione di criteri prescrittivi a priori, rispetto al costruito, come ad esempio la certificazione energetica, parte della legislazione europea si sta concentrando sulle caratteristiche prestazionali degli impianti e degli edifici, misurate e a posteriori. La nuova direttiva ISO va in questa direzione ed anche il mercato si sta adeguando: i gestori di grandi parchi immobiliari richiedono un risultato operativo, non definibile con una simulazione a priori. In questo ambito l ispezione obbligatoria degli impianti di riscaldamento e condizionamento è da anni al centro di numerosi progetti di ricerca, al fine di definire una modalità di ispezione per recepire quanto prescritto dalla normativa europea. Un approccio complementare è rappresentato dalla possibilità di verificare i consumi rispetto ad una scala di benchmark, che definisca un adeguato intervallo di riferimento per gli edifici esistenti. Qualora il consumo di un impianto HVAC di un edificio sia al di fuori di questo intervallo è verosimile che sia presente un malfunzionamento oppure un inadeguata strategia di controllo. Su questa base si sviluppa il progetto iserv cmb. 2. LA DIRETTIVA EPBD E L ISPEZIONE OBBLIGATORIA DEGLI IMPIANTI HVAC La direttiva EPBD è la pietra angolare riguardo l efficienza energetica degli edifici in Europa. Nella precedente versione (Direttiva EC 91/2002) essa recitava, all art. 9: Al fine di ridurre il consumo energetico e le emissioni di biossido di carbonio, gli Stati membri stabiliscono le misure necessarie affinché i sistemi di condizionamento d'aria la cui potenza nominale utile è superiore a 12 kw vengano periodicamente ispezionati. L'ispezione contempla una valutazione dell'efficienza del sistema di condizionamento d'aria e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno di condizionamento dell'edificio. Viene data alle utenze un'opportuna consulenza in merito ai possibili miglioramenti o alla sostituzione del sistema di condizionamento ovvero a soluzioni alternative. Al 2007 nessuno stato membro aveva recepito tale articolo, per obbiettive difficoltà tecniche, nonché per la mancanza di dati sperimentali su larga scala relativi agli impianti di condizionamento. Anche per tale motivo, l Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione (EACI) ha finanziato, all interno del bando Intelligent Energy Europe (IEE) il progetto HarmonAC ( ) Il progetto HarmonAC Tale progetto, ormai concluso, ha portato alla definizione di una metodologia di i- spezione degli impianti HVAC, nonché ad una maggiore conoscenza dei consumi energetici legati al condizionamento [Knight e Masoero, 2011]. Le conclusioni più rilevanti riguardano in particolare i seguenti punti: L ispezione degli impianti HVAC, se fatta in maniera rigorosa, ha un costo notevole e necessita di figure professionali non ancora diffuse;

3 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 3 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb 3 un ispezione, per essere completa, avrebbe bisogno di dati di consumo e funzionamento storici; un sistema di monitoraggio in continuo di tali dati ha le potenzialità di evidenziare malfunzionamenti ed inefficienze in modo paragonabile ad un ispezione; i sistemi di controllo e supervisione degli impianti attualmente installati generalmente non permettono il monitoraggio in modo attendibile. Un'altra conclusione sottesa cui è giunto il progetto è che difficilmente l istituzione di ispezioni obbligatorie tout-court porterà al contenimento dei consumi energetici. Si rischierebbe infatti di far percepire l ispezione come una tassa necessaria, senza mostrarne i benefici. Ciò porterebbe ad un mercato delle ispezioni simile a quanto già accade per la certificazione energetica: risultati discutibili e guerra dei prezzi. Tali conclusioni hanno influito sul recast della direttiva EPBD, ora divenuta la EC 31/2010, in merito all ispezione degli impianti. Tale direttiva, all art. 15, prevede che la frequenza dell ispezione dei sistemi di condizionamento possa essere diminuita, qualora sia installato un sistema di monitoraggio e controllo elettronico. Tale articolo pone le basi per una serie di possibilità, in particolare quello di settare dei valori di benchmark per il consumo energetico degli impianti HVAC. Qualora il consumo di un edificio rispetti tali valori si potrà posticipare l ispezione. Ciò appare quanto più ragionevole se si considera che il monitoraggio permette di avere una diagnosi veritiera del funzionamento del sistema edificio impianto. L energy manager o l auditor in possesso di tali dati potrà verosimilmente ottimizzare i consumi dell edificio e verificare che l impianto funzioni, o meno, secondo quanto stabilito in sede di progetto. 3. RISULTATI DELLE ISPEZIONI A testimonianza di quanto affermato nel capitolo precedente si riportano alcuni e- sempi di verifiche su impianti HVAC che hanno riguardato principalmente il sistema di controllo Caso 1: ripristino dello schedule di un impianto Il sistema considerato è a servizio di un edificio del XIX secolo, di circa m 3 climatizzati, situato nel centro di Torino. Nell ambito di un appalto pluriennale di servizio energia, gli impianti dell edificio (di climatizzazione, illuminazione e antincendio) sono stati completamente rifatti e asserviti a un BEMS (Building Energy management System) che sovrintende al loro funzionamento. Il sistema di climatizzazione è del tipo a pompa di calore reversibile aria-aria ad espansione diretta e portata variabile di refrigerante (VRF) con fluido di lavoro R410A. L impianto è costituito da 16 unità esterne (evaporanti in riscaldamento, condensanti in raffrescamento) installate in aree a cielo libero. La potenza utile dell impianto è pari a 600 kw in raffrescamento e 550 kw in raffreddamento. E inoltre presente un impianto di ventilazione ad aria primaria, costituito da tre UTA (portata totale m 3 /h) alimentate da impianti dedicati (gruppo frigo aria-acqua e caldaie a condensazione). L impianto considerato ha avuto qualche difetto di regolazione nei primi anni di funzionamento, che portava a notevoli lamentele da parte degli utenti. Per misurare il

4 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 4 4 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb consumo dell impianto HVAC e per verificarne il funzionamento sono stati installati due misuratori portatili nei quadri elettrici di due moto-condensanti: una a servizio dell ala nord piano 3 ed una a servizio dell ala nord piano 5. L idea di base è stata riprogrammare le unità del piano 3, lasciando inalterate quelle del piano 5, onde verificare il diverso funzionamento ed il risparmio energetico conseguente (Figura 1). Come si può verificare l impianto a servizio del piano 5 risulta completamente privo di alcuna logica temporale di controllo: è acceso 7 giorni su 7, 24 ore a settimana. E chiaro che con queste condizioni di partenza è facile raggiungere risparmi energetici prossimi al 40%. In particolare la moto condensante 3 è stata programmata con un criterio orario, incluse le pause pranzo, e con uno spegnimento selettivo: dopo le 16:00 il sistema spegne tutte le unità interne, qualora gli utenti le riaccendano esse restano accese per una sola ora, per essere di nuovo spente automaticamente all ora successiva e così via. Dai grafici si può notare come il consumo per il condizionamento sia legato maggiormente alle condizioni interne (carichi di apparecchiature e persone) che a quelle e- sterne. In Fig.1 sul grafico della MC5 è chiaramente visibile come la settimana centrale di agosto comporti un consumo inferiore, non già perché le condizioni meteo siano state diverse dal resto del mese, quanto perché l occupazione è senza dubbio rimasta molto scarsa. Ciò conferma che negli edifici caratterizzati da capacità termica elevata, con superfici vetrate poco estese, la quasi totalità del carico di condizionamento è dovuto ai carichi interni. Figura 1 Carpet plot relativi ai consumi delle due moto condensanti MC3 emc5 rispettivamente piano 3 e 5 ). Sull asse verticale sono rappresentati i quarti d ora di ogni giornata (per questo la scala da 0 a 96), sull asse orizzontale i giorni. Le linee bianche verticali identificano il mese di sperimentazione. La scala colore è in kw e rappresenta l assorbimento elettrico della moto-condensante esterna Caso 2: verifica delle ipotesi progettuali di un impianto ad assorbimento Il sistema considerato è a servizio di un palazzo di uffici di dieci piani. Il volume condizionato è pari a circa m 3. L impianto è ad acqua, con fan-coil a due tubi, e non vi è alcun trattamento aria. L acqua refrigerata è fornita da un gruppo a compressione di vapore a vite da 400 kw frigoriferi. Gli impianti sono stati oggetto di una profonda

5 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 5 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb 5 riqualificazione, con l installazione di un sistema CHP (Combined Heat and Power) da 1 MW composto da un motore a pistoni alternativo a combustione interna alimentato a gas naturale. E stato inoltre affiancato un assorbitore (a bromuro di litio) affinché sfruttasse il calore prodotto dal sistema CHP durante l estate. Lo studio di fattibilità fatto per verificare il ROI (Return of Investment) del gruppo frigo ad assorbimento ha dato risultati incoraggianti: circa 7 anni di tempo di ritorno a fronte di un risparmio annuo del 75% dell energia consumata dal gruppo a compressione di vapore. Attraverso il monitoraggio del consumo elettrico dei due gruppi frigoriferi ed alla potenza frigorifera effettivamente resa disponibile alla rete acqua, è stato possibile calcolare l efficienza stagionale del sistema, il dettaglio è visibile in Tabella I. Il risultato porta a un risparmio normalizzato di circa il 25% su tutta la stagione e- stiva. Pur essendo un buon risultato è decisamente inferiore alle aspettative. Senza uno specifico monitoraggio disaggregato non si sarebbe potuta misurare l efficienza, né capire la diminuzione corretta dei consumi legati all impianto. Considerando che un gruppo frigo a compressione, in un edificio simile, è responsabile di circa il 10% dei consumi elettrici totali (Masoero et al., 2009), si sarebbe spiegata la differenza rispetto ai risultati attesi con la variabilità del clima o degli altri carichi elettrici. Tabella I Confronto tra energia elettrica consumata ed energia freigorifera prodotta. Per un calcolo energetico rigoroso occorrerebbe considerare l energia termica utilizzata dall assorbitore: in questo caso non viene considerata poiché è energia che sarebbe stata dissipata con uno scambiatore acqua-aria. Mese Consumo elettrico Energia frigorifera prodotta Efficienza stagionale MWh MWh Aug Sep Aug Sep Caso 3: logica di controllo automatica L edificio è composto da due corpi di fabbrica differenti, uno di muratura portante, costruito nel XIX secolo, unito ad una nuova parte, interamente realizzata nel 2006, con grandi superfici vetrate. L impianto considerato è un impianto misto aria acqua con travi fredde attive a 4 tubi ed aria primaria; l acqua refrigerata è fornita da due gruppi a vite a compressione di vapore condensati ad acqua (torri evaporative). Il sistema è comandato da un BEMS di ultima generazione che raccoglie anche le letture di alcuni misuratori elettrici (Figura 2) e di potenza termica. Durante l ispezione si è riscontrato che i gruppi frigoriferi funzionavano anche in presenza di temperature esterne prossime a 0 C. Al fine di verificare nel dettaglio il funzionamento dei gruppi frigo, si è verificata l opzione di usare il BEMS come sistema di monitoraggio, considerando che i misuratori erano già installati e che il software prevedeva l archiviazione dei dati. Come si avrà modo di sviluppare nel prossimo punto, l utilizzo del BEMS come

6 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 6 6 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb sistema di monitoraggio non ha dato i risultati sperati: in questo caso si è rivelato più costoso adattare al monitoraggio un BEMS con protocollo proprietario che installare un sistema di rilevazioni dati dedicato. Il sistema di monitoraggio portatile, collegato ai gruppi frigoriferi, ha mostrato come essenzialmente il sistema di controllo li tenesse sempre operativi, accendendoli costantemente, a fronte di aperture delle valvole delle batterie fredde delle UTA del 5-10% e di temperature esterne al di sotto di 14 C. I dati disponibili verso la fine della stagione invernale hanno inoltre dimostrato come la logica di controllo, che in teoria doveva rispondere all occupazione degli spazi in base ad un calendario predefinito (comfort nei giorni di occupazione, pre-comfort negli altri), prevedesse un condizionamento notevole anche quando l edificio era completamente inutilizzato (Figura 3). Figura 2 Vista degli indicatori di consumo nel sistema BEMS. Figura 3 Consumi dei gruppi frigoriferi. Le barre chiaro rappresentano i fine settimana.

7 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 7 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb 7 4. IL RUOLO DEL MONITORAGGIO AUTOMATICO Si è già dimostrato quanto il monitoraggio in continuo degli impianti sia utile ai fini dell ispezione e dell efficienza energetica. Un sistema di monitoraggio dei consumi e dei parametri di funzionamento principale di un impianto HVAC permette: La verifica del funzionamento degli impianti secondo le condizioni di progetto L ottimizzazione dei consumi, tenendo conto dell effettivo utilizzo La corretta valutazione di interventi di riqualificazione Sebbene questi vantaggi siano palesi e ben documentati, ad oggi i sistemi di monitoraggio sono ancora poco diffusi; in particolare si nota una difformità tra quello che gli attuali BEMS potrebbero fare, considerando l hardware ed il software installato per il controllo, e quello che effettivamente fanno, in termini di monitoraggio. Racchiudere le due funzioni in un solo sistema (controllo e monitoraggio) sarebbe economicamente vantaggioso e permetterebbe l interazione fra i due sistemi. Sebbene vi possano essere delle criticità nell utilizzare lo stesso canale di comunicazione per il controllo ed il monitoraggio, i potenziali benefici valgono lo sforzo per renderli entrambi affidabili. E possibile immaginare un sistema di controllo che, in base a dati di consumo in tempo reale, diminuisce il comfort in alcune zone dell edificio per non oltrepassare un carico di picco pre-impostato. Allo stato attuale delle cose ciò appare fattibile, ma lungi dall essere applicato Sistemi BEMS e sistemi di monitoraggio I sistemi di supervisione e controllo sono ottimizzati per queste due funzioni, che prevedono tipicamente un intelligenza distribuita, in modo da continuare il loro lavoro qualora vi siano problemi di comunicazione con il server centrale. I protocolli utilizzati possono essere aperti (BACnet, modbus, etc ) o proprietari; oggi quasi tutti i produttori di componentistica HVAC hanno in opzione un modulo di comunicazione aperta. Le dinamiche del sistema sono molto veloci (nell ordine dei secondi) e vengono dotate di un opportuna isteresi per adeguarsi ai sistemi su cui operano (elettrovalvole, richieste di potenza al gruppo frigo, serrande UTA, etc ). I sistemi software che interagiscono con i PLC (Programmable Logic Controller), permettono la modifica dei parametri di controllo e la gestione di calendari, nonché la registrazione dei dati. Tuttavia lo storage dei dati non è concepito per essere di lungo periodo. I sistemi generalmente permettono una registrazione con frequenze di campionamento anche molto alte (5-10 secondi), utili per verificare specifici malfunzionamenti, ma assolutamente inadeguati per ottenere un bilancio energetico o un monitoraggio di lungo periodo. Per tale motivo, attualmente, si registra la presenza sul mercato di sistemi di monitoraggio paralleli, che sfruttano cioè, altro hardware ed un altra piattaforma software per gestire i dati di consumo registrati. Tali sistemi sono ottimizzati per il monitoraggio, garantiscono cioè un adeguata affidabilità dei dati registrati e, qualora il dato non venga registrato, forniscono comunque una serie temporale continua (problema banale, ma fondamentale per l analisi dei dati stessi).

8 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 8 8 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb Si sente tuttavia la mancanza sul mercato di sistemi che oltre a registrare i dati e mostrarli in modo aggregato (cronologicamente o per centro di costo) forniscano delle analisi automatizzate sul funzionamento degli impianti, nonché dei confronti su basi di dati nazionali di consumo. 5. IL PROGETTO ISERV CMB Il progetto iserv cmb (continuous monitoring and benchmarking, ), finanziato dal bando IEE 2010 ha come obiettivo la verifica di un protocollo prestazionale per il contenimento del consumo energetico degli edifici. Attraverso il monitoraggio in continuo, per due anni, su circa 1600 edifici del terziario in Europa, si calcoleranno dei benchmark prestazionali specifici per le attività considerate. Il progetto consiste nella creazione di una piattaforma in cloud computing sulla quale gli utenti finali caricano i dati dei loro edifici (con particolare attenzione ai componenti dell impianto HVAC). La piattaforma viene aggiornata ogni mese con i dati di consumo registrati in automatico dai sistemi di monitoraggio degli utenti. I dati registrati sono relativi ai consumi disaggregati dei componenti l impianto HVAC, nonché ai consumi disaggregati delle singole zone (illuminazione, pc, refrigerazione alimentare, etc ). La piattaforma restituisce i seguenti output agli utenti: Aggregazione dei consumi in modo cronologico e per centro di costo Analisi di potenziali ECO (Energy Efficiency Opportunities) relative al controllo e alla gestione oraria degli impianti Benchmark dei consumi relativi all impianto HVAC (ed eventualmente ai suoi sottocomponenti) Reportistica automatica su due livelli di dettaglio, a seconda del destinatario. Numerose società, operanti nel settore elettrico o nel controllo degli impianti HVAC, stanno in questi anni sviluppando o commercializzando piattaforme simili. L unicità della piattaforma iserv è dettata dalla sua struttura completamente aperta (le analisi e gli algoritmi su cui si basa saranno di libero utilizzo alla fine del progetto) ed alla diffusione europea Benchmark e consumo medio, l approccio iserv La definizione di benchmark prevede una scala per cui si riesca a definire un valore corretto di consumo, su cui valutare tutti gli altri. Tale valore deve essere dunque normalizzato su una serie di parametri. In generale, i sistemi di cui al paragrafo 2.2 solitamente si basano su una normalizzazione in funzione della superficie (o del volume) e su una regressione lineare, al fine di definire una media di consumo per il campione considerato. Tale approccio, sebbene ragionevole, non risponde in realtà alla definizione di benchmark. Il metodo in sviluppo per la piattaforma iserv partirà da edifici selezionati, su cui sarà eseguita un analisi automatica di verifica dei parametri relativi al controllo ed agli orari di funzionamento. Una volta corretti tali parametri, il sistema entrerà nel campione statistico su cui sarà calcolato il benchmark.

9 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 9 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb 9 Mentre, dunque, il confronto con il consumo medio terrà in considerazione tutti gli edifici del database, il benchmark verrà calcolato solo su quegli edifici che hanno parametri di funzionamento corretti (segnatamente orari di funzionamento e temperatura degli ambienti). Una volta definiti gli edifici su cui calcolare il benchmark, verranno poi considerate le variabili su cui normalizzare tale benchmark, al fine di poterlo adattare ad edifici diversi in climi diversi. Nel caso del riscaldamento invernale il consumo di combustibile è in genere ben correlato con l andamento della temperatura esterna media giornaliera, risultato che sta alla base del ben noto metodo dei gradi-giorno, utilizzabile per la previsione e l analisi dei consumi termici di riscaldamento nonché per l adeguamento dei corrispettivi in alcuni contratti di gestione calore. Nel caso del condizionamento estivo, invece, il fabbisogno di energia dipende da una pluralità di fattori - temperatura e contenuto igrometrico dell aria esterna, radiazione solare, apporti endogeni dovuti a persone, apparecchiature e sistemi di illuminazione il che non consente un automatica estensione al caso estivo del metodo dei gradi-giorno. Numerosi studi (Chung et al., 2006; Chung e Hui, 2009; Sharp, 1998) hanno dimostrato che è possibile un approccio statistico al problema, scegliendo le variabili che più influiscono sul consumo, e scartando quelle autocorrelate, attraverso un analisi di covarianza. Nonostante le numerose variabili considerate dai diversi autori (Figura 4), quelle che si sono dimostrate efficaci sono limitate (Sharp, 1996). La piattaforma iserv effettuerà tale analisi, si immagina peraltro che le variabili sui cui il benchmark verrà normalizzato saranno: Tipologia di attività Superficie climatizzata Orari di occupazione dell edificio Dati meteorologici Carichi elettrici interni alle zone considerate Per alcune specifiche attività si considererà poi una variabile legata alla specificità dell attività: numero occupanti in un call center, numero clienti in un supermercato, etc. Volutamente non si normalizzerà il calcolo del benchmark sul tipo o sull età dell involucro edilizio e degli impianti HVAC. Tale decisione nasce dalla finalità della piattaforma che si pone come metodo di controllo e verifica.

10 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb Figura 4 Elenco delle 32 variabili identificate da Sharp per la creazione di un sistema per la previsione dei consumi. Di tali variabili l autore userà solo le seguenti: YRCON, RFGWI, ELCOOL, NGBTUSF, OPHVAC1, RFCNS3. Da Sharp CONCLUSIONI Per quanto considerato si ritiene che nel prossimo futuro sempre più sistemi HVAC necessiteranno di sistemi di monitoraggio, più o meno legati ai sistemi di controllo, al fine di rendere effettivo il risparmio conseguibile attraverso soluzioni impiantistiche avanzate. Il progetto presentato ha la finalità di dimostrare che un approccio al calcolo di benchmark su larga scala, con variabili limitate, può avere successo al fine di ridurre i consumi negli edifici del terziario. Si sottolinea, inoltre, che tale approccio può essere applicato a tutti i consumi energetici, segnatamente quelli legati all illuminazione, ai personal computer, alla gestione dei gruppi di continuità, etc. Un approccio di calcolo prestazionale diminuirebbe notevolmente le ispezioni richieste, prevedendole per quegli impianti che non raggiungono adeguate performance a causa di evidenti problemi di controllo o tecnici. Su scala europea ciò equivale a massimizzare l effetto delle ispezioni con un esborso per la collettività limitato.

11 14-Toniolo_Masoero.qxd 21/05/12 12:54 Pagina 11 Il monitoraggio in continuo di impianti HVAC: il progetto iserv cmb 11 BIBLIOGRAFIA Chung W., Hui Y.V., Lam M.Y., Benchmarking the Energy Efficiency of Commercial Buildings, Applied energy, Vol. 83, No. 1, pp. 1-14, Elsevier Chung W., Hui Y. V., A Study of Energy Efficiency of Private Office Buildings in Hong Kong, Energy and Buildings, Vol. 41, No. 6, pp , Elsevier Knight I., Masoero M., Inspection of air-conditioning systems. Results of the IEE HARMONAC project. REHVA Journal, Istanbul, Vol. 48, n. 2, March 2011, pp Masoero M., Silvi C., Toniolo J., Ispezione ed energy auditing degli impianti di condizionamento dell aria. Atti III Congresso Nazionale AIGE. Parma, 4-5 giugno 2009, pp. 1-6 (su CD-ROM). Masoero M., Silvi C., Toniolo J., Assessing the energy performance of HVAC systems in the tertiary building sector by on-site monitoring, IEECB 2010 Proceedings, Frankfurt, April Masoero M., Silvi C., Toniolo J., Energy performance assessment of HVAC systems by inspection and monitoring, Clima 2010 Proceedings, Antalya, Turkey, 9-12 May Masoero M., Silvi C., Toniolo J., Commissioning degli impianti a pompa di calore. AICARR Journal, Milano, anno 2, Febbraio 2011, pp Sharp T., Energy Benchmarking in Commercial Office Buildings, ACEEE, Vol. 32, No. 4, pp , Sharp T., Benchmark Energy Use in Schools, ACEEE, Vol. 25, No. 3, pp , Direttive Europee European Parliament Directive 2002/91/UE of The European Parliament and of the Council of 16 December 2002 on the energy performance of buildings. Official Journal of the European Union. European Parliament Directive 2010/31/UE of The European Parliament and of the Council of 19 May 2010 on the energy performance of buildings. Official Journal of the European Union. RICONOSCIMENTI Questo lavoro è stato possibile grazie al finanziamento dell Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione che ha finanziato nel 2007 il progetto HarmonAC e nel 2010 il progetto iserv cmb, ancora in corso. Un ringraziamento particolare al prof. Ian Knight, Reader professor presso la Cardiff University, Welsh School of Architecture, coordinatore di entrambi i progetti.

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