PROGETTO CONOSCERE E CAPIRE PER GUSTARE 1. DATI DI SINTESI

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1 PROGETTO CONOSCERE E CAPIRE PER GUSTARE 1. DATI DI SINTESI Località d intervento: Varese Scuola Secondaria di I grado Mons. E. Manfredini Durata prevista: Giugno 2014Maggio 2015 Beneficiari diretti: 30 Ragazzi frequentanti la scuola secondaria di I grado Mons. E. Manfredini, in particolare coloro che presentano Bisogni Educativi Speciali (BES) evidenziando difficoltà nel percorso di apprendimento scolastico. Beneficiari indiretti: Famiglie dei ragazzi coinvolti, famiglie e docenti della scuola, enti e istituzioni del territorio. Finalità: sperimentare un intervento didattico che contribuisca alla riduzione delle difficoltà dei ragazzi sviluppando interesse e gusto all apprendimento. 2. CONTESTO 2.1 Analisi del contesto e identificazione dei bisogni Le difficoltà odierne nel mondo della scuola sono rilevanti: La scuola raramente è sentita interessante dai ragazzi che spesso faticano a coglierne la pertinenza con la vita quotidiana. Il fenomeno dell abbandono scolastico segnala come la scuola non riesca a trattenere e accompagnare adeguatamente la formazione dei ragazzi sostenendone la motivazione: il 17,6% degli alunni in Italia lascia la scuola prima della conclusione dell obbligo scolastico e oltre 2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni in Italia non studiano né lavorano. (Corriere della sera, 14 gennaio 2014). I dati del Rapporto sulla scuola in Italia 2011 della Fondazione Agnelli evidenziano le difficoltà in cui versa la scuola Secondaria di I grado e in particolare la distanza tra insegnamento e apprendimento: o Solo il 17% degli studenti di 13 anni dà un giudizio positivo sulla sua esperienza scolastica, o L 80% dei divari sociali si crea nella scuola secondaria di I grado, o Il nostro paese è quello in cui il maggior calo degli apprendimenti si realizza nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di I grado. Sempre più diffuse sono le difficoltà dei ragazzi nel percorso di apprendimento, oggi inserite in un contesto ancora più generale, quello dei Bisogni Educativi Speciali (BES) che vengono definiti come le situazioni in cui la proposta educativa scolastica quotidiana standard non consente allo studente un apprendimento e uno sviluppo efficace, a causa delle difficoltà dovute a situazioni di varia natura. Più specificamente si tratta di situazioni certificate in base alla normativa specifica, e tutte le situazioni di studenti con difficoltà scolastica effettiva, dovute a vari motivi, comprese anche le situazioni di difficoltà diagnosticate, ma non certificate o quelle al limite della patologia (Documento del dicembre 2013 a cura dell Ufficio scolastico Regionale Lombardo). D altra parte si evidenzia anche la tendenza a medicalizzare ogni difficoltà scolastica: la scuola, nel chiedere il suggerimento o l intervento di specialisti esterni al mondo scolastico, sembra non avere risorse per affrontare disturbi e difficoltà dei ragazzi. Infatti, così come richiama lo stesso documento redatto dall Ufficio Scolastico della Lombardia, il concetto di BES si basa su una visione globale della persona che si accompagna efficacemente a quello del modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International classification of functioning, disability and health) fondato sul profilo di funzionamento e sull analisi del contesto, come definito dall Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2001). È importante e urgente che la scuola, così come auspicato e sollecitato da tutte le Direttive e Circolari Ministeriali, da tutti i più recenti Decreti Attuativi nazionali e regionali, da tutti gli enti di formazione e di ricerca, si rimetta in gioco: si riappropri del suo ruolo fondamentale, quello della formazione dello studente. E necessario che svolga questo ruolo traducendolo in azioni educative e didattiche sempre più rispondenti ai nuovi bisogni dei ragazzi che le sono affidati, in concrete esperienze scolastiche efficaci ed efficienti in funzione del maggior successo formativo possibile degli studenti. Ogni allievo deve essere Pag. 1

2 messo nella condizione di poter sviluppare le sue capacità e le sue potenzialità d apprendimento rispetto alla conoscenza di sé e alla consapevolezza della propria identità personale, all acquisizione e alla proprietà degli strumenti culturali, al miglioramento delle competenze relazionali e all educazione alla convivenza civile, in modo tale da effettuare scelte funzionali alla realizzazione del proprio progetto di vita. Il rapporto con il mondo e le nuove tecnologie La scuola rischia di diventare sempre più autoreferenziale, non ha più la forza di confrontarsi con il mondo proponendo iniziative e temi per lei interessanti. Con poche eccezioni inoltre, l orientamento al termine della scuola media è considerato una formalità, e le scuole non riescono a indirizzare efficacemente gli studenti nel percorso formativo successivo. L alunno oggi non fa più esperienze perché non ha consapevolezza del significato e del valore di ciò che fa e su cui raramente riflette esprimendo un giudizio; le rare volte che vive esperienze che lo rendono protagonista (preparare prodotti per un banco di beneficenza, presentare pubblicamente un lavoro ai genitori, realizzare uno spettacolo) avverte una stima di sé mai prima sperimentata e recupera un interesse generale per la realtà e quindi spesso anche per lo studio; Molto del tempo libero dei ragazzi è assorbito dall utilizzo di strumenti legati alle nuove tecnologie, da cui però sono attratti più per il fascino di una comunicazione libera e trasgressiva o dal gioco che dalla scoperta e uso delle loro enormi potenzialità operative; d altra parte la scuola sembra non rendersi conto che i modi di apprendimento dei ragazzi, più o meno consapevolmente, sono condizionati dai media e dalle nuove tecnologie, e non riesce ad adeguare i suoi modi di trasmissione del sapere a questo importante cambiamento. La Scuola Manfredini, da diversi anni impegnata nell approfondimento della proposta della Secondaria di I grado, intende sperimentare un intervento che cooperi a portare in luce elementi d innovazione didattica e indicazioni metodologiche utili per la progettazione didattica e la creazione di situazioni di apprendimento significative per i ragazzi e stimolanti per i docenti. A questo scopo s intende proporre un percorso laboratoriale finalizzato alla progettazione e realizzazione di un prodotto multimediale e di utilizzare la consulenza di un centro di ricerca universitario per il monitoraggio e la valutazione delle attività e della metodologia al fine anche di realizzare una sistematizzazione di buone pratiche. L intervento proposto può positivamente coinvolgere i ragazzi perché: Fa compiere un esperienza significativa permettendo di cogliere il nesso tra conoscenza dei saperi e realtà, rendendo protagonista il preadolescente che realizza un prodotto realmente utile e rende conto pubblicamente del proprio lavoro; Permette all alunno di scoprire e di attivare le proprie attitudini e abilità in chiave orientativa; Insegna un metodo di lavoro e di studio favorendo l acquisizione di un autonomia organizzativa estendibile anche ad altri ambiti della vita quotidiana. 3. STRATEGIE DI INTERVENTO 3.1 Obiettivo generale Realizzazione di un laboratorio dell apprendimento per la scoperta del gusto della conoscenza, organizzato in modo pragmatico e creativo per aiutare i ragazzi ad affrontare le proprie difficoltà nel percorso di apprendimento scolastico e investire sui propri talenti. La proposta prevede il coinvolgimento di 30 ragazzi per 2 pomeriggi alla settimana in un Lab in cui verrà progettato e organizzato un evento culinario per le famiglie dei ragazzi coinvolti. 3.2 Obiettivi specifici 1. Migliorare la situazione di benessere e di successo scolastico dei ragazzi coinvolti con la proposta di un percorso personalizzato che favorisca la scoperta dei propri talenti, l iniziativa personale e renda evidenti i nessi tra l'apprendimento e la vita quotidiana attraverso l esperienza di un percorso sensoriale che permetta agli alunni di comprendere il significato di una buona alimentazione attraverso esperienze laboratoriali. Pag. 2

3 2. Costruire un modello d intervento utilizzando nuove tecnologie e sperimentando strategie didattiche innovative con il supporto di consulenti del mondo accademico. 3. Coinvolgere nel progetto professionisti, enti o privati del territorio come committenti e/o collaboratori nella realizzazione. 3.3 Risultati attesi 1. Rimotivazione all apprendimento attraverso la scoperta dei propri talenti e sviluppo di competenze: laboratori culinari, esercitazioni sensoriali, cooperative learning, comunicazione, collaborazione, strategie di problem solving e imprenditorialità, utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. 2. Sviluppo di un modello d intervento (metodologie e strumenti, definizione di buone prassi) per l affronto di difficoltà nel percorso di apprendimento nella scuola secondaria di I grado. 3. Creazione di una rete di soggetti privati e pubblici per il consolidamento della proposta e la verifica della sua adeguatezza alla realtà presente (Università, professionisti, Enti, altre scuole). 4. Aumento del senso critico degli alunni convolti e delle loro famiglie relativamente ai temi trattati e proposti da Expo Attività previste 1. Costituzione del team e progettazione del percorso Il team di progetto sarà costituito da: docente esperto in progettazione didattica, docente esperto in interventi educativi speciali, docenti di scuola secondaria di I grado. Nella realizzazione delle attività saranno coinvolti come volontari dei professionisti (grafica, comunicazione, ambito artistico). Nei mesi di giugno, luglio e settembre il Team di progetto realizzerà 4 giornate di formazione presso il CQIA dell Università di Bergamo, condotte dai prof. Giuseppe Bertagna e dalla Giuliana Sandrone. Le giornate avranno l obiettivo di approfondire le ragioni pedagogiche e le correlate strategie didattiche che possano sostenere l ipotesi progettuale elaborata. Progettazione del percorso: Identificazione delle caratteristiche del menu e dell allestimento oggetto del percorso laboratoriale. Identificazione delle fasi di realizzazione del prodotto, modalità e strumenti. 2. Identificazione dei beneficiari e accoglienza La definizione dei 30 ragazzi coinvolti avverrà secondo il seguente criterio: Richiesta delle famiglie Il primo anno si considera una sperimentazione per verificare il modello d intervento, le strategie e le modalità di lavoro. Accoglienza Obiettivo: conoscenza dei ragazzi e delle famiglie e individuazione degli obiettivi personali. Modalità: raccolta dati da scuola, famiglia e ragazzo. Utilizzo delle prime attività di progetto per completare attraverso l osservazione dei docenti la definizione del percorso personalizzato. Incontro con le famiglie per la presentazione del progetto. Strumenti: questionari, colloqui, schede di osservazione, cartella personale del ragazzo. Dettagli per la definizione del percorso individuale: Individuazione del contesto: rassegna ed analisi dei dati relativi ai ragazzi (età, classe, provenienza). Individuazione dei bisogni dei singoli ragazzi: rendimento scolastico, caratteristiche personali, eventuali bisogni educativi speciali. Individuazione dei talenti dei singoli ragazzi: attitudini, abilità, competenze (dati della scuola e questionario). Individuazione degli obiettivi personalizzati: in relazione ai bisogni individuati, vengono definiti gli obiettivi personali. Tali obiettivi devono essere analizzati in modo da poterne fare una scala gerarchica (dai più immediati a quelli a lungo termine). Pag. 3

4 Progettazione personalizzata: individuazione delle attività e modalità progettuali finalizzate al recupero delle carenze e alla messa in gioco dei talenti personali. 3. Laboratorio Obiettivi: conoscere e capire per gustare: attraverso il fare, utilizzando tecnologie multimediali e tecniche manuali, sviluppare competenze e strategie di apprendimento. Modalità: L attività si svolge 1,5 ore per 2 pomeriggi alla settimana e prevede: Stesura di un calendario mensile delle attività in modo da conciliare la personalizzazione del percorso di ogni alunno e l avanzamento dei lavori per la realizzazione del prodotto. Assegnazione di responsabilità ai ragazzi e ai docenti e volontari coinvolti. Realizzazione delle attività programmate con le diverse modalità e con l accompagnamento dei docenti. Tra le attività previste sarà l aggiornamento del sito web del centro (www.officinastudio.scuolamanfredini.it): qui i ragazzi dovranno raccontare in forme diverse l esperienza che stanno realizzando. Strumenti: attrezzi per cucinare, alimenti, strumenti multimediali, materiali di cancelleria, materiali diversi necessari alla specificità del prodotto. 4. Comunicazione Obiettivi: Far conoscere alle famiglie e al territorio l esperienza e i risultati raggiunti con le attività del centro. Far sperimentare ai ragazzi il frutto dell esperienza fatta rendendoli responsabili di una proposta di comunicazione. Modalità: Aggiornamento del sito, produzione di materiale informativo. Realizzazione di due seminari di presentazione dei risultati del progetto a Bergamo e a Varese con la collaborazione del team dell Università di Bergamo e l intervento attivo dei ragazzi. Strumenti: sito web, brochure, relazione delle attività, documentazione fotografica. 5. Monitoraggio e valutazione Monitoraggio Obiettivo: Il monitoraggio è finalizzato a ottenere un continuo feedback delle attività per rimodulare, modificare, rettificare il sistema progettuale. Esso sarà realizzato in riferimento a: a) Percorso del ragazzo b) Attività progettuali a) Percorso del ragazzo: Stesura di un portfolio personale: utilizzando il sito web del centro e una piattaforma di social network gestita dai docenti, i ragazzi dovranno compilare una pagina personale in cui presenteranno loro stessi e in fieri quelli che ritengono gli apprendimenti più significativi. Schede di osservazione e questionari inerenti alle attività: i docenti del team li utilizzeranno per monitorare lo sviluppo del percorso personale. Incontri del team di progetto: per la verifica del percorso dei singoli ragazzi e la conferma o riformulazione del progetto personale. Colloqui con i docenti della scuola per la verifica del miglioramento scolastico e del benessere dei ragazzi. Incontri del Team, incontri con i ragazzi, con le famiglie e i collaboratori. b) Attività progettuali Il monitoraggio delle attività sarà realizzato attraverso: La presenza mensile da ottobre a febbraio e da marzo a maggio di due ricercatrici del CQUIA dell Università di Bergamo, che attraverso l osservazione raccoglieranno tracce, ed evidenze significative. Pag. 4

5 A fine febbraio si svolgerà un incontro presso la scuola, condotto dalle due ricercatrici e finalizzato ad una rilettura dell esperienza e ad una fissazione degli elementi chiave della proposta. Inoltre si farà anche il punto sulla documentazione raccolta. Strumenti: Registro delle presenze. Descrizione delle attività, materiali prodotti. Valutazione finale Obiettivo: Il raggiungimento degli obiettivi previsti sarà analizzato considerando sia aspetti qualitativi che quantitativi, e sarà finalizzato alla: Verifica delle competenze dei ragazzi coinvolti, livello di miglioramento scolastico e di benessere nella scuola e nell'ambiente. Impatto del progetto sulla realtà della scuola in cui si svolge e sulle famiglie. Modalità: Analisi della documentazione prodotta in itinere e completata con: Questionari finali (ragazzi, famiglie, docenti) Relazioni del personale coinvolto Eventi di comunicazione delle realizzazioni e dei risultati di progetto. La fase della valutazione in collaborazione con il CQIA prevede: Fine Maggio 2015: Una giornata di lavoro per il Team di progetto a Bergamo, presso la sede UniBg: Narrazione dell esperienza e sua analisi valutativa con la guida dei proff. Giuseppe Bertagna e Giuliana Sandrone. Impostazione delle modalità di redazione di un report narrativo, documentale e valutativo la cui redazione, a cura dell Istituto, verrà supervisionata e accompagnata dallo staff CQIA. Giugno/Luglio: Conclusione della valutazione e della redazione della reportistica, con aggiunta di una premessa e conclusione a cura di CQIA. Sintesi conclusiva con rilancio progettuale per l anno scolastico successivo in termini di riproposizione dell esperienza nella scuola. Settembre 2015 Bergamo e Varese: Presentazione pubblica dell esperienza in due sessioni seminariali. 4. REALIZZAZIONE DELL INTERVENTO 4.1 Metodologie specifiche d intervento La prospettiva pedagogica scelta, come previsto dalla Riforma della Scuola, LG 53/2003, pone il cuore dell azione educativa nel riconoscimento della centralità della persona nel processo di apprendimento e introduce prepotentemente il principio fondamentale della personalizzazione degli apprendimenti, intesa come integrazione unitaria di conoscenza e competenze formali, informali e non formali in una unità del sapere e del fare che si lega al progetto di vita dell alunno e dà luogo ad un apprendimento formativo e significativo. Implicazioni sul piano delle scelte metodologiche: Conoscenza dei ragazzi coinvolti, individuando per ognuno le potenzialità da valorizzare e sviluppare e le eventuali difficoltà, attraverso tutte le modalità possibili, (colloqui con la famiglia, con il Consiglio di Classe, i coordinatori, i docenti; recepimento documentazione scolastica precedente; eventuali certificazioni; etc.), privilegiando l osservazione sul campo, condotta con strumenti condivisi all interno del team nel contesto d apprendimento. Docente come responsabile della proposta didattica, progettata in relazione alle particolari situazioni ambientali e alle caratteristiche dell allievo (motivazioni, interessi, attitudini e capacità, ritmi e stili di apprendimento, risorse e strategie personali di approccio al sapere, esigenze e bisogni educativi e didattici specifici e/o particolari, ecc.), guardato non solo per quello che sa e sa fare, ma anche per quello che è ed è chiamato a essere. Passaggio dalla logica dell insegnamento alla logica dell apprendimento, inteso come processo che vede protagonista l allievo e ha come obiettivo lo sviluppo di competenze. Per favorire questo si privilegia la scelta di un percorso progettuale per la realizzazione di un prodotto e la realizzazione di visite guidate ad altre scuole come opportunità di rendere protagonisti i ragazzi. Pag. 5

6 A partire dalle tematiche EXPO 2015 e dalla loro orizzonte globale, utilizzo delle nuove tecnologie e nuovi modi di comunicazione come strumenti per la realizzazione del progetto in modo da farne acquisire l'uso consapevole e promuoverne l'uso creativo. Scelta di lavorare con enti o privati del territorio e di raccontare il lavoro svolto per la realizzazione del progetto come occasione per mettersi in dialogo con il territorio per affrontare tematiche culturali anche diverse (scuola, lavoro, arte, storia...). 4.2 Mezzi e risorse Spazi utilizzati 1 laboratorio multimediale attrezzato Aule per lavoro di gruppo o personale Orto Aula per cucinare. Attrezzature, strumenti e materiali Strumenti e attrezzature per realizzazioni multimediali Strumenti e attrezzature per la realizzazione di pietanze. Materiali di cancelleria e di consumo. Risorse umane 1 docente specializzato in progettazione educativa (referente del progetto). 1 docente specializzato in progetti educativi per bisogni speciali. 4 docenti di scuola secondaria di I grado. Volontari collaboratori nelle attività. Pag. 6

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