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1 vicenzamanager anno 6 n. 2 - settembre 2012 Reg. Trib. di Vicenza n. 975 del 31/05/ Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza - In caso di mancato recapito rinviare all Agenzia P.T. di Vicenza CPO - Contiene I.P. manager

2 3 EDITORIALE Giovani e senior 4 ASSEMBLEA 67ª Assemblea annuale IMPRESA Acqua un bene prezioso 10 INTERVISTA Giuseppe Caldiera 12 FINANZA Il risparmio tradito 13 INFORMAZIONE Sempre e comunque 14 QUADRI A piccoli passi 15 MONDO Un pensionato in Nepal 16 Federmanager in cattedra 18 TESTIMONIANZE La Fenice 19 PENSIONI Pensionato Quo Vadis? PROGETTO SCUOLE CULTURA TEMPOLIBERO Viaggi e Incontri SPORT E 2 SOMMARIO La Redazione si riserva il diritto di intervenire in tutto o in parte sui testi proposti a propria discrezione, con il solo impegno professionale di non stravolgerne il senso e contenuto. Non può essere vantato diritto alcuno sul materiale inviato (testi, foto o disegni). L eventuale restituzione avviene dietro richiesta. manager anno 6 n. 2 - settembre 2012 Periodico dell Associazione Dirigenti Aziende Industriali della Provincia di Vicenza. Reg. Trib. di Vicenza n. 975 del 31/05/2000 Poste Italiane Spa Sped. in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) comma 1, DCB Vicenza. Direttore Editoriale: Maurizio Pini Direttore Responsabile: Renato Ganèo Condirettore: Silvana Capozzo Benini Comitato di redazione: Roberto Bortolaso, Roberto Busatta, Piermarcello Busetti, Enzo Dalle Fratte, Giovanna Peruffo, Alberto Pilotto Assistente alla redazione: Cinzia Di Maria Impaginazione grafica e stampa: Grafiche Marcolin, Schio - Tel Associazione Dirigenti Aziende Industriali della Provincia di Vicenza Via Lussemburgo, VICENZA Tel Fax SETTEMBRE2012 Ormai ci siamo! È ora di eleggere i nuovi Rappresentanti Anche per Federmanager Vicenza è tempo di elezioni. Sono infatti trascorsi tre anni da quando abbiamo eletto i Colleghi che ci hanno rappresentato ed hanno diretto la nostra Associazione. È ora tempo di confermarli o di fare altre scelte, secondo il nostro sereno giudizio sul lavoro svolto, tenuto anche conto dei limiti temporali di mandato stabiliti dal nuovo Statuto approvato nell Assemblea del 26 maggio u.s. Sono da eleggere, per mandato triennale, il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti ed il Collegio dei Probiviri Le modalità di votazione si svolgeranno secondo l iter previsto dal regolamento approvato con delibera del Consiglio Direttivo del 28 marzo u.s. con il calendario di seguito riportato (una parte è, ovviamente, già superata): Apertura ufficiale della campagna elettorale in occasione dell Assemblea con divulgazione attraverso il sito-web, la rivista regionale ed altre forme valide di comunicazione Invio agli Associati, da parte della Segreteria, della scheda di candidatura ovvero del modulo tramite il quale ogni Socio può candidarsi. Il modulo verrà reso disponibile con ogni mezzo possibile ( , allegato alla rivista regionale, scaricato dal sito-web, richiesto direttamente alla Segreteria) Termine per la restituzione della scheda di candidatura da parte degli interessati Convalida delle candidature ritenute idonee da parte della Commissione Elettorale appositamente costituita Stesura della lista dei candidati, con breve profilo, inserimento nel sito-web, invio , allegato a rivista provinciale e/o regionale o altro valido mezzo. Invio a domicilio della scheda elettorale e della busta preaffrancata per la restituzione Termine ultimo per il ricevimento in restituzione della suddetta scheda elettorale Fine dello spoglio delle schede da parte della Commissione Elettorale, verbalizzazione dei risultati e proclamazione degli eletti. La diffusione avverrà con ogni mezzo disponibile. Successivamente, entro trenta giorni dalla proclamazione, il Consiglio Direttivo eletto, convocato dal Consigliere più anziano, si riunirà ed eleggerà il Presidente e il/i Vicepresidente/i. Invitiamo ogni Socio a considerare con serietà e spirito di servizio la disponibilità a presentare la propria candidatura per le diverse cariche sociali, rendendo così possibile quell apporto nel contributo di idee che sono la base per fare procedere l Associazione verso obiettivi che devono necessariamente essere al passo con i tempi. In particolare sotto tale aspetto sono particolarmente auspicate le candidature dei colleghi più giovani. Le foto di copertina e dell Assemblea sono del collega Ruggero Zanini.

3 EDITORIALE Maurizio Pini* GIOVANI E SENIOR: ci unisca la solidarietà rietà: solidarietà tra le generazioni che si avvicendano, solidarietà anche come senso di appartenenza. Un Monsignore del mio paese amava dire che tutto ciò che divide indebolisce, tutto ciò che unisce rafforza. Affermazione che va dritta al cuore della situazione che stiamo vivendo. In questa ottica di solidarietà si inseriscono il FASI e l ASSIDAI, organismi che continuano ad erogare prestazioni e servizi anche grazie al contributo di quanti tra noi sono ancora in servizio e che, mediamente, contribuiscono in misura maggiore pur avendo al momento minore necessità di cure e interventi, in considerazione della verosimilmente più giovane età. È su questa solidarietà generazionale che i due fondi si reggono in piedi e ciò si traduce, o dovrebbe tradursi, in un sentimento di orgoglio: quello dell appartenenza all Associazione. Il mio grande desiderio è che tutti gli iscritti, ma soprattutto quelli più anziani, continuino a sentirsi parte del gruppo e non si facciano condizionare dal desiderio di ritirarsi sulla base di riflessioni del tipo: Oramai sono in pensione, cosa mi può dare ancora Federmanager? Non sento più mia questa Associazione, non la frequento più, meglio uscirmene. Proviamo a ribaltare la prospettiva e chiediamoci: Che cosa posso dare io all Associazione? Cosa posso fare e proporre affinchè continui a vivere e svilupparsi per il bene di tutti noi? Molti colleghi, soprattutto all interno del Consiglio Direttivo, sono rattristati, altri esprimono con forza il loro dissenso e la condanna verso il comportamento di alcuni iscritti che, scorret- Carissime Colleghe, cari Colleghi, in questo numero avrete modo di ripercorrere i momenti più significativi della nostra Assemblea annuale tenutasi alla Fondazione CUOA il 26 maggio scorso. Abbiamo voluto confrontarci tra di noi per analizzare il periodo di crisi che il nostro Paese e tutta l Europa stanno affrontando, purtroppo con ricadute significative anche su noi dirigenti (da 500mila nel 2008 siamo passati a 396mila nel 2011). Ma è proprio in situazioni di crisi che si devono cercare nuove strade e individuare nuove opportunità; un grazie particolare va quindi ai colleghi che hanno ritenuto di partecipare all Assemblea, condividendo con noi le loro esperienze professionali e personali, alcune volte difficili ma alla fine comunque positive. Ci è ora ancora più chiaro che un posto di lavoro sicuro e continuativo è ormai un utopia, dobbiamo invece puntare sempre di più sulle nostre forze, sul network relazionale e soprattutto sulle nostre competenze. Federmanager ha dimostrato e vuole dimostrare con sempre maggior forza di saper rappresentare le esigenze di tutti i dirigenti e per far questo deve poter contare sulla fiducia e l entusiasmo di tutti gli iscritti. Invece, registriamo purtroppo di anno in anno un notevole aumento delle disdette da parte di dirigenti in quiescenza. Si, voglio chiamarli così perché comunque non saranno mai ex-dirigenti e non amo neppure la definizione pensionati perché credo che il loro contributo possa essere ancora importante per la società, per tutti noi. Ogni Associazione, anche la nostra, ha il suo punto di forza nel valore della solidatamente, senza rispetto per lo Statuto e senza alcun preavviso, non provvedono al pagamento della quota annuale, oltre ogni termine previsto per la disdetta. Ci troviamo in questi casi di fronte allo spregio anche delle più elementari regole dell etica associazionistica. Voglio sperare che questi spiacevoli casi non debbano più ripetersi e che il valore della solidarietà associativa e dell appartenenza al nostro gruppo vengano fortemente riscoperti; ne guadagneremo tutti in immagine verso l esterno. RIMANETE CON NOI IN FEDERMANAGER, portate idee, entusiasmo e partecipazione. Tanti nostri colleghi già lo fanno ed hanno unito la loro esperienza all entusiasmo dei colleghi più giovani che stanno collaudando nuove iniziative con significativi risultati, apprezzati anche al di fuori del nostro gruppo. SENZA PASSATO NON C È FUTURO! Ognuno di noi, singolarmente considerato, è un dirigente, ma siamo anche parte di un insieme che ognuno di noi può contribuire a far crescere in quantità e in qualità. È un modo per affrontare i numerosi problemi e difficoltà che questa famigerata crisi ci ha posto di fronte, crisi della quale, allo stato attuale, è difficile vederne la fine. Voglio creder però che un pizzico di sensibilità in più verso la nostra squadra possa dare i suoi frutti, così da potere stare un po meglio e consentirci di guardare al futuro con speranze rinnovate. Lunga vita associativa, dunque, a voi cari Soci Senior e bene arrivati ai più giovani. * Presidente Federmanager Vicenza 3

4 Renato Ganèo ASSEMBLEA 4 Quasi una festa Assemblea? Ma noo! È stata quasi una festa. Forse è vero che noi italiani riusciamo a sorridere anche nelle disgrazie. Proviamo a pensarci: la crisi, i colleghi che perdono il lavoro, i giovani che non lo trovano, lo spread che sale, le pensioni che scendono, l Imu, il rischio Grecia, la manovra tanto rigore e poca equità, mi fermo. Eppure non ricordo un Assemblea così liscia, serena, pacioccona come quella di quest anno. Clima giusto, sala accogliente, solito numero di partecipanti, qualche amico delle Federazioni del Triveneto, nessuna presenza romana (ma andava bene anche se ci fosse stata), diciamo una riunione di famiglia o giù di lì. Il doveroso saluto al padrone di casa Giuseppe Caldiera, direttore generale della Fondazione Cuoa, scelta quale sede dell Assemblea anche perché rappresenta l elevata sintesi dei saperi manageriali e la liaison ideale tra scuola e impresa, inoltre più di qualcuno di noi ne è affezionato per esservi stato allievo, docente o entrambi. Sotto la guida di Valentino Sonda, in pochi minuti è stato approvato lo Statuto, ripulito e snello, com era giusto dopo nove anni dalla precedente revisione. Poi l introduzione del presidente Pini, corretta, misurata ma completa. Il tesoriere Girotto ha illustrato il bilancio (da manuale quell utile di euro!), la successiva lettura della relazione del Collegio Sindacale ha certificato che è stato fatto tutto bene, nessuno ne dubitava. Approvato al volo pure quello. Interventi esplicativi di Elisabetta Mainetti e Roberto Bortolaso e la parte privata era già finita. Perfetto. Pausa caffè sotto lo splendido porticato di Villa Valmarana Morosini. Poi un convegno-dibattito bello e senza intoppi e mi secca dirne bene, perché l ho condotto io, ma se l avesse fatto un altro sarebbe costato di più, mentre io ero a costo zero e queste sono parole di Adriano Cappellari, che di convegni e moderatori se ne intende. Tutto in economia, con risparmio di costi e, azzardo, senza scadere in qualità. Diamo atto al presidente Pini che la scelta degli ospitirelatori è stata azzeccata, un assortimento che ha permesso di lavorare bene, preparati e disponibili, ovviamente con le specificità che discendono anche dal mix di età anagrafica ed esperienza di cui ognuno è stato portatore. Eccellente il contributo dalla platea e alla fine quel Manager, o cambi o ti cambio! è stato forse un po esorcizzato, il babau faceva meno paura. È stato però chiaro per tutti (e Gigi Copiello ci ha dato giù senza risparmio) che il lavoro sicuro non esiste più e al riguardo sarebbe forse stato bene che i colleghi in servizio, specie se giovani, fossero stati più numerosi. Più che ad una lezione di management avrebbero assistito ad una lezione di vita. Carriera, stipendio, benefit non sono né sempre in crescita né garantiti, meglio dunque non affezionarsi troppo alla pianta di ficus nell angolo dell ufficio, alla finestra con vista giardino ed alla segretaria che dice buongiorno dottore con il tono e gli occhioni alla Jessica Rabbit. Estote parati dunque (siate preparati, l ho imparato dai boy scout in un altra vita), occhio ed orecchio vigile, formazione, network, visione a 360 gradi, think global, act local ha bene ricordato Maria Pierdicchi che, oltre a sapere tutto di rating, ha dimostrato che esistono, eccome, donne carine, intelligenti e brave. Certo, ci sono anche da noi in Federmanager Vicenza. Caricato e rampante Giovanni Bordin, che ha bene illustrato come ogni problema nasconde un opportunità e alla fine si è sciolto anche Alberto Luca, al quale auguriamo i migliori successi in Confindustria. Nessun rilievo dunque? Beh! Speriamo che la prossima volta i microfoni funzionino meglio. Il tempo è volato e poi, al buffet (grazie a Giovanna Peruffo & Co.), allegria, sorrisi, scambi di battute e foto; una festa tra amici appunto. Un Assemblea reale e concreta, in sintonia con le difficoltà che stiamo vivendo e sulla cui durata nessuno è disposto a scommettere. Sappiamo che oltre che di poeti, santi e navigatori siamo anche un Paese di giovani (e meno) disoccupati e di tesorieri farabutti, di piccoli imprenditori allo stremo e di politici con auto e scorta a vita, di ciechi che prendono la pensione ma ci vedono benissimo, di capitani di nave di cui vergognarsi, di esodati il cui numero è sconosciuto perfino alla Questura e di evasori conclamati troppo spesso benevolmente definiti furbetti. Ben vengano dunque quelli che hanno dignità del proprio ruolo, che lavorano con serietà, coscienza ed onestà, che cercano di essere persone per bene. Noi per esempio. Specie rara, speriamo non in via di estinzione. Centro Congressi CUOA SABATO 26 MAGGIO 2012 Questa volta non è stato molto facile trasformare in scritto le sensazioni e le emozioni create da una Assemblea definita dai più la migliore degli ultimi anni o, come detto dal collega Pilotto, durante il suo intervento: degna di un parterre de roi. Nella sua relazione di apertura il Presidente Pini ha voluto ringraziare i rappresentanti delle Associazioni presenti, in particolare: Antonio Pesante, Coordinatore dei pensionati e referente di Udine; Danilo Stefano, Vicepresidente FVG; Roberto Covallero, Presidente Unione Regionale Veneta; Adriano Cappellari, Coordinatore per il Nord-Est; Stefano Natali, Area Manager Praesidium; Franco Torelli, Consigliere di Federmanager Trento; e il Vicepresidente di Treviso. È stato sottolineato come, lasciando Villa Caldogno per Villa Valmarana Morosini (entrambe splendide opere architettoniche) non si è inteso interrompere una lunga tradizione bensì, essendo quest ultima la sede della FONDA- ZIONE CUOA, una delle più prestigiose Business School italiane, molto apprezzata anche all estero, piuttosto evidenziare l importanza del sapere, della formazione, della cultura d impresa, della professionalità. Di tutto ciò il CUOA è sicuramente un simbolo. Pini ha poi proseguito ringraziando il Direttore CUOA dr. Giuseppe Caldiera per la sua disponibilità, questi a sua volta ha evidenziato l importanza di questa nostra nuova alleanza, utile ad accrescere capacità e determinazione, arricchiti di saperi che aiutino a capire e rimanere competitivi in un mondo che cambia con una rapidità senza precedenti. Ha invitato poi i manager a FARE RETE in termini professionali, a scambiarsi idee ed aggiornarsi costantemente, per assicurare alle imprese la necessaria competitività nel mercato globale. Pini ha poi espresso la solidarietà di tutta

5 Silvana Capozzo 67ª Assemblea annuale 2012 VILLA VALMARANA MOROSINI - FONDAZIONE CUOA ASSEMBLEA l Associazione ai dirigenti che hanno perduto il lavoro. Secondo l ISTAT, tra il 2008 e il 2011 i dirigenti sarebbero passati da 500mila a 396mila, ovvero il 20,8% in meno! Purtroppo la crisi ci accompagna da almeno 4 anni, i politici hanno passato la mano ai tecnici. La dichiarazione iniziale di questo governo di professori è stata: rigore ed equità. Molti sono oggi i dubbi sulla validità di questa dichiarazione di intenti: Immaginare una ripresa senza investimenti ed opportunità di lavoro manager Nazionale si è già attivata per cercare di recuperare in termini fiscali quanto non si è ottenuto come aumento; come dire stesse pensioni, ma meno tasse, sarebbe già un risultato! Molti altri avrebbero potuto essere i temi di ampio respiro da trattare, ma Pini ha ritenuto opportuno concentrarsi maggiormente sulle questioni relative all ambito territoriale della nostra Associazione e commentare con dati e slide il TIVITÀ ED INIZIATIVE REALIZZATE DA FEDER- MANAGER VICENZA NEL 2011: 1. Formazione nella formula in pillole. La collega Mainetti ha relazionato in questo senso e a pag. 13 troverete un interessante report sugli incontri fatti e programmati. 2. In collaborazione con l Associazione Industriali di Vicenza sono state erogate oltre 100 ore di orientamento-formazione verso i giovani delle scuole, prevalentemente superiori. Pini ha voluto rivolgere un appare più che mai utopistico. I risultati elettorali, seppure riferiti alle amministrative, ne sono evidente dimostrazione. In tale situazione è indubbio che FEDERMA- NAGER deve dare vigore alla propria anima di Sindacato, ovvero di rappresentanza e tutela di interessi legittimi, essere interlocutore credibile, incisivo e propositivo verso le Istituzioni e le Imprese. A Federmanager nazionale non possono essere rivolti particolari rilievi, visto il suo costante impegno in tutte le direzioni. Purtroppo, a volte appare come insuccesso anche l essere riusciti a mantenere posizioni già raggiunte, senza dunque arretrare. Un esempio: le pensioni, non sono di certo aumentate, ma secondo le intenzioni del Governo avrebbero dovuto essere falcidiate. In ogni caso Feder- ASSOCIATI: a fine 2011 erano 1.137, esattamente lo stesso numero dell anno precedente, pur avendo ben 69 nuove iscrizioni e questo dato ha molte cause: la crisi, la perdita del ruolo, i trasferimenti, ma anche la scelta di molti pensionati di allontanarsi dall Associazione. Trentacinque colleghi hanno perso il posto di lavoro nel 2011, dall inizio di quest anno ci sono già state 12 risoluzioni di rapporto, 12 dirigenti hanno accettato una riduzione di retribuzione, 2 un ridimensionamento della posizione. Come Associazione la nostra priorità sarà compiere ogni sforzo possibile per temperare l impatto negativo di questo stato di cose, individuare qualsivoglia opportunità di ricollocamento, studiare forme nuove di tutela. NUMEROSE E VARIEGATE SONO STATE LE ATsentito grazie ai 17 colleghi che hanno aderito a questa iniziativa che verrà presumibilmente ripetuta il prossimo anno. A pag. 16 foto e dettagli. 3. Tre colleghi sono entrati a far parte di Organismi a livello nazionale: Giuliana Pastore, Sergio Brusco e Pierantonio Pierobon. 4. Statuto: Pini ha evidenziato, che per il nuovo Statuto, appena approvato quasi all unanimità, (solo un astenuto ed un contrario) è stato svolto un accurato lavoro di revisione ed aggiornamento rispetto all edizione Alcune slide hanno sottolineato i principali punti modificati: gli articoli da 25 sono passati a 15; è stato inserito un rappresentante dei Quadri nel Consiglio Direttivo, ora composto da 11 elementi di cui 6 in servizio, 4 in pensione e 1 quadro. La durata massima 5

6 ASSEMBLEA Riconoscimenti per i 50 e i 25 anni di associazione 50 ANNI COLLA LINO DALLA VIA IGINO LENZIN ENRICO 25 ANNI ALGINI PIERGIORGIO BIGNOTTI CESARE BORGO FRANCESCO BRAZZALE IGINO CRESSINA SERGIO FACCO GIOVANNI FONTANA GIANCARLO LEDDA GIANFRANCO PILATI ANTONIO ANGELO ROSSETTINI ANTONIO SALA GIUSEPPE SIMIONATO GIAMPIETRO VALENTE ALESSANDRO LUIGI VETTORI TONINO Pini ha ringraziato calorosamente la dottoressa Giovanna Peruffo e le addette alla segreteria sig.re Cinzia Di Maria e Mariarosa Gallo. 9. Bilancio: Le risorse disponibili sono state gestite con oculatezza, rispettando il budget iniziale e il risultato è lievemente positivo. Valentino Sonda, presidente del collegio sindacale ha invitato ad approvarlo (cosa avvenuta ad unanimità) ed ha ringraziato i collaboratori per aver attivamente partecipato alla corretta verifica. Pini ha inoltre sollecitato nuovamente tutti i colleghi a segnalare alla segreteria qualsiasi opportunità lavorativa (anche libero-professionale) di cui venissero a conoscenza ed ha ricordato che la nostra Associazione tiene un contatto permanente con il Centro Orientamento Formazione - COF per la Regione Veneto. È stata anche citata la convenzione con DBM Italia, ora Intoo, specialista nell outplacement. Ha inoltre anticipato la notizia che è in fase di perfezionamento una convenzione con Adecco Italia per la ricollocazione. Il tempo vola e presto ci saranno le nuove elezioni per il triennio ; Pini ha sollecitato i presenti a proporre la propria candidatura in quanto Federmanager ha più che mai necessità di nuove energie, di persone disponibili e soprattutto generose nel rendere disponibile una parte del loro tempo e delle loro idee. Un minuto di doveroso silenzio è stato dedicato da tutti i presenti ai colleghi che nel 2012 ci hanno lasciati: Angeleri Luigi, Caron Mauro, Dal Prà Paolo, Liverani Tiziano, Pasqualotto Giovanni, Rigoni Cristiano, Spillare Alessandro, Vedovato Paolo, Zenere Rolando. Enrico Lenzin, uno dei premiati per i 50 anni di fedeltà alla nostra Associazione è purtroppo deceduto pochi giorni prima dell Assemblea. Lo hanno ricordato Pini e il collega Spigarolo i quali, avendo avuto modo di conoscere ed apprezzare le sue grandi capacità umane e professionali e il suo rispetto per i collaboratori a tutti i livelli lo hanno definito il miglior Direttore Generale che abbiamo conosciuto. Ne siamo felici ed orgogliosi. 6 delle cariche: 3 mandati anche non consecutivi. Verrà inserita la figura del Tesoriere che sarà scelto dal Consiglio Direttivo. Sono state riportate le modalità di votazione e definito il ruolo e le funzioni del Segretario. 5. È stato siglato un accordo con l Associazione Industriali di Rovigo per favorire la collaborazione tra aziende di quella provincia e manager della nostra Associazione. Informazioni più dettagliate sono a disponibili presso la nostra segreteria. 6. Cultura e tempo libero: Pini ha sottolineato che va bene il lavoro, ma anche qualche momento di stacco e ha dato la parola al collega Roberto Bortolaso che ha illustrato quanto realizzato e quanto in programma per il periodo a venire (vedi pag. 21). 7. Visibilità dell Associazione: Particolare impegno è stato riservato a questo tema. Delle nostre iniziative hanno parlato la stampa locale, il web e soprattutto le riviste Dirigenti Nord-Est e Vicenza Manager. Un grazie è andato al Comitato di Redazione e in particolare a Renato Ganèo ed a Silvana Capozzo, rispettivamente, direttore responsabile e condirettore della testata, giudicata ricca di argomenti e di idee e con una veste grafica elegante ed attuale. 8. Servizi agli associati: All ingresso è stata consegnata a tutti gli intervenuti una cartella contenente i dati inerenti l attività 2012, la stessa viene pubblicata anche nel nostro sito

7 Dopo il Coffee Break è iniziata la TAVOLA ROTONDA coordinata dal collega Renato Ganèo e alla quale hanno partecipato: Giovanni Bordin Vicepresidente Leading Network Luigi Copiello Autore del libro: Bruno da Cittadella dottore in malta Alberto Luca Vicepresidente Assindustria Vicenza Maria Pierdicchi A.D. Standard & Poors Italia Di tutti proponiamo un breve profilo MARIA PIERDICCHI Laurea in Economia Politica alla Bocconi, MBA con specializzazione in Finanza alla New York University. Managing Director di Standard & Poor s Italia e Responsabile per il Sud Europa. Precedentemente Direttore Centrale del Controllo Direzionale e Strategie di Premafin e Senior Financial Analyst in Citibank. Docente e ricercatore in materia finanziaria e bancaria presso l Università Bocconi e la SDA, la New York University e la World Bank. Ha ottenuto il Premio Bellisario per la Finanza, il Premio per la Carriera dal Ministero delle Pari Opportunità e numerosi altri riconoscimenti. È Vice-Presidente dell American Chamber of Commerce in Italia, membro fondatore e componente del Comitato Direttivo dell Associazione Valore D. Partecipa a numerosi Advisory Board di istituzioni accademiche ed associazioni non profit. ALBERTO LUCA Laurea in Scienze Politiche, indirizzo economico, a Padova con stage in Giappone dove ha approfondito il tema della produzione snella. Presidente e A.D. di Lucaprint Group, azienda con 130 dipendenti e 2 unità produttive, specializzata nella grafica, cartotecnica e packaging. In precedenza direttore operativo e membro del CdA di ABB Lucasystem, leader nella produzione di materiale per l installazione elettrica. In Confindustria Vicenza è stato Presidente del Gruppo giovani e Vicepresidente dell Associazione tra il 2005 e il 2008; attualmente è Presidente della Sezione grafici e nuovamente Vice-presidente dell Associazione. È inoltre Vice-presidente della Fondazione Cuoa. Già Presidente di GMA Consulting, società di consulenza e formazione e co-autore del libro Innovare i Processi e i Prodotti edito da Il Sole 24 ore. LUIGI COPIELLO Vicentino di Velo d Astico. Una vita da sindacalista. Ha iniziato ancora giovanissimo a militare nel sindacato dove è rimasto per quarant anni, fino agli inizi del La CISL l ha visto con i calzoni corti, ancora studente, fino a divenire Segretario Provinciale. È stato per cinque anni responsabile della segreteria regionale metalmeccanici e responsabile sindacale nazionale della Electrolux. Eterno studente di filosofia all Università di Padova, probabilmente nel corso di quest anno si laureerà. Opinionista e commentatore per quotidiani e riviste. Per Marsilio Editore ha pubblicato Manifesto per la metropoli Nord-Est e il recentissimo Bruno da Cittadella, dottore in malta. GIOVANNI BORDIN Laurea in Ingegneria Elettronica a Padova, ha iniziato la carriera in ambito Operations. Negli ultimi undici anni è stato Direttore di Divisione, di Business Unit, Direttore Generale e Amministratore Delegato sviluppando la propria esperienza anche in ambito commerciale, in particolare nel settore dei componenti per edilizia ed interior design. Ha lavorato sia in multinazionali che in aziende locali. Nel 2009 è stato co-fondatore dell Associazione di Temporary Management Leading Network della quale è Vice-Presidente e coordinatore per la provincia di Vicenza. Dal 2009 al 2011 ha gestito in logica Temporary alcuni casi anche con riguardo a crisi d impresa e passaggio generazionale. Attualmente è Direttore Generale di una Business Unit presso una multinazionale italiana. Contestualmente, insieme ad altri ex-colleghi con analogo profilo, ha costituito una società attiva nel Temporary Management. RENATO GANÈO Laurea in Scienze Politiche a Padova e in Scienze Internazionali a Roma, Master in Marketing. Dirigente, fino a incarichi di vertice, presso Gruppi Industriali (Massey Ferguson, Dolomite-Tecnica, Marzotto, Tognana). Ha diretto progetti di cooperazione e missioni di assistenza allo sviluppo sotto egida UE e ONU in Est Europa, Bacino Mediterraneo, Asia e America Latina. Esperto UE per il Sud-Est Asiatico. Consulente per lo sviluppo d impresa. Docente di Marketing internazionale in corsi specialistici post-laurea. Giornalista-Pubblicista, direttore di Vicenza Manager e Fons Viva. Consigliere di Federmanager Vicenza. Già Consigliere di amministrazione di Vicenza Qualità - Azienda Speciale della CCIAA e Vice Presidente della Sezione scarpe da sci di Assosport-Confindustria. Cavaliere della Repubblica. ASSEMBLEA MANAGER, O CAMBI O TI CAMBIO! Una minaccia, una provocazione o uno stimolo? Ganèo ha aperto il dibattito sottolineando che in molte PMI venete, la dimensione non permette l inserimento del dirigente e ha ricordato che in una nostra precedente Assemblea la dottoressa Magnabosco aveva dichiarato che le imprese per vincere avrebbero invece avuto necessità di forze manageriali, utili soprattutto nel passaggio generazionale, ma anche di appoggio a conduzioni fin ora di carattere familiare. Purtroppo questi auspicati eventi accadono per ora troppo poco nel nostro territorio: È colpa della crisi o di altro? I dirigenti costano troppo? Si inizia con l intervento di Maria Pierdicchi che illustra in 10 minuti e in modo assolutamente efficace le differenze in cui si opera in Italia rispetto al mondo globale. In che cosa i manager sono diversi e quale l approccio verso l impresa? Altrove trovare lavoro è più facile, la leadership è fondamentale anche quando si opera in piccole aziende, le persone sono e devono essere la parte importante dell organizzazione. Evidentemente in aziende globali si opera a stretto contatto con culture e sistemi operativi diversi, è quindi indispensabile saper essere interlocutori validi verso i collaboratori, i clienti e ovviamente verso i propri top manager. Si fa quindi carriera perché si è bravi mentre in Italia, purtroppo, la carriera è ancora basata molto sulle conoscenze piuttosto che sul merito. Intelligenza emotiva, squadra, far crescere il consenso piuttosto che comandare, capacità di influenzare positivamente i collaboratori: nel Teamwork ideale tutti hanno voce, anche i giovani che possono avere idee innovative e sanno guardare avanti con creatività. Alla fine di tutto saranno i risultati a parlare per noi. Il cambiamento è fondamentale per portare culture sempre diverse, non solo nei mercati ma anche nei diversi settori. Non facciamoci condizionare dal cambiamento ma diventiamone attori in grado di gestire le crisi. Passione, voglia costante di apprendere e informarsi devono accompagnare il 7

8 nostro percorso lavorativo. Al riguardo la dottoressa Pierdicchi ci ha suggerito alcuni titoli di libri particolarmente interessanti: Il Manager al buio e Scegliere le persone giuste e Italia o cresci o esci. Dopo essersi complimentato per un intervento molto apprezzato dalla platea, Ganèo si è rivolto al dr. Alberto Luca con una domanda particolarmente graffiante: ll dirigente prima andava bene, poi Perché questo? Crisi? Delusione? Disamore? Costo? La risposta di Luca si è concentrata sull essenza stessa del cambiamento che è insita nelle persone così come nelle imprese. Anche queste ultime devono essere pronte ad accettare i cambiamenti imposti dalle situazioni e dai mercati e l attuale crisi ne costituisce un aspetto. Non esistono più manager per tutte le stagioni e situazioni. Molti potevano essere adatti per un determinato tipo di gestione, ma trovarsi poi in difficoltà oggettive in presenza di nuovi scenari. Ovviamente non ci sono però neppure imprenditori per tutte le stagioni. Per tutti vale la necessità di mettersi in discussione e operare assieme in armonia perfetta per imporsi sul mercato. In un ottica di ripensamento generale, purtroppo, a volte occorre riconsiderare la struttura gerarchica e accorciare la catena di comando per diventare più veloci nel rinnovamento costante. Luca ha comunque terminato evidenziando come il suo auspicio e obiettivo è quello di cambiare tutti insieme per vincere le sfide poste dalla crisi. Per Luigi Copiello (Gigi per tutti) la domanda è stata chiaramente contestuale al suo ruolo di sindacalista con 40 anni di appartenenza: Nel 92 è cominciata la falcidia dei manager e la crisi dura ormai da 20 anni: di chi è la colpa? Copiello ha iniziato a parlare evidenziando come già da molti anni aveva sostenuto che si doveva cambiare mentalità e capire che il posto fisso era e sarebbe diventato sempre più un utopia. Era necessario cambiare mentalità, dimenticando per esempio l epoca in cui alla Lanerossi c erano dipendenti con posto fisso da tre generazioni. Questa nuova realtà è difficile da accettare in Italia. Per quanto riguarda il merito ed il suo valore in Italia Copiello ha proiettato due significative slide: la n. 1 evidenzia come il merito non sia premiato, nella seconda è riportato il numero di aziende a carattere familiare presenti in Italia 66,3% contro il 25,8% in Francia, ecc. In ogni caso nel nostro Paese la competenza è disattesa e noi dobbiamo imparare a gestirla e a comunicarla. Significativo il libro da lui appena pubblicato: Bruno da Cittadella, dottore in malta. Libro che vi consigliamo di leggere e che aiuta a riflettere sul cambiamento e sull importanza di dare valore al proprio lavoro. Sintesi: Per rimanere sul mercato, Bruno decide di scrivere sul suo furgone Dottore in malta evidenziando così le sue competenze e distinguendosi rispetto a chi la malta la stende senza alcuna professionalità. Copiello chiude sottolineando che ha molta fiducia nel nostro Paese, anche se molti nostri talenti sono ora all estero. I tedeschi probabilmente ci insegnano l organizzazione, ma noi abbiamo un patrimonio fatto di stile, arte, gusto e colpi di genio e dal momento che il lavoro creativo ha ancora un gran valore siamo ancora in grado di dare punti a molti, sempre che la politica decida di occuparsi di più dei temi inerenti le competenze. La chiusura degli interventi ha visto la testimonianza del collega Giovanni Bordin. La sua esperienza è frutto di conoscenza diretta di molte aziende e di molte aree manageriali. Sembra, da quanto ci ha raccontato, che nel suo Dna ci sia la capacità di riuscire a ripartire sempre alla grande, passando rapidamente da un azienda, alla consulenza o libera professione e poi rientrare in un altra azienda. La domanda di Ganèo volutamente provocatoria è stata: Ma non è un po essere capitani di ventura? Quanto vale ancora il legame con l impresa?. Ecco la risposta in sintesi: Mi sono sempre trovato di fronte a delocalizzazioni, ristrutturazioni, eventi straordinari, cambiamenti in un ottica di crescente globalizzazione. In breve ho raccolto esperienze che normalmente si raggiungono in un tempo molto più lungo. Il cambiamento non deve far paura, deve essere cavalcato e superato, non temere mai di essere valutato come inadeguato o di essere travolto dai problemi. Inventarsi, se necessario, una professione temporanea; proprio questo è successo anche a lui alcuni anni fa. Non capitani di ventura dunque, ma professionisti aperti, flessibili, anche coraggiosi. I successivi interventi della platea hanno consentito di puntualizzare e focalizzare i diversi temi con soddisfazione di tutti. È ritornato alla fine il saluto di Pini che ha voluto sintetizzare l attuale situazione con un immagine di mare in tempesta le cui onde il manager deve saper cavalcare. di vigna in vino VINI DOC - SPUMANTI VENDITA DIRETTA - SPEDIZIONI OVUNQUE PUNTO VENDITA APERTO DA LUNEDÌ A SABATO 8,30-12,30 / 14,30-18,30 Viale Europa, Montecchio Maggiore (VI) Tel Fax Colli Vic spazio Lessini 45x indd :04:45

9 Elisabetta Anastrelli* Luca Campanaro ACQUA bene prezioso I managers di Xylem lo sanno bene Xylem, una nuova azienda globale attiva nel settore delle attrezzature e tecnologie per il trattamento delle acque. Nata nel novembre 2011, dall unione delle business units che in ITT Corporation si occupavano di trattamento delle acque, movimentazione dei fluidi e strumentazione analitica, questa nuova realtà intende portare sul mercato una combinazione di marchi, prodotti e servizi d alto livello qualitativo, oltre ad una ultra decennale esperienza applicativa, supportata da una forte tradizione di innovazione. L acqua è un bene primario non infinito (nel mondo, 884 milioni di persone non hanno accesso all acqua potabile e 2 miliardi e mezzo di persone non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati) e l impegno è di trovare soluzioni innovative per trarre il massimo dalle risorse disponibili. Xylem, in quanto azienda interamente dedicata al settore idrico, concentra tutte le proprie energie verso un unico obiettivo: l acqua. L esperienza, la capacità di apprendere e di adattamento le consentono un approccio cosiddetto glocale (globale-locale) che attinge a saperi globali ma sa adattarli alle specificità di ogni singolo mercato. La mission è chiaramente espressa: ottimizzare l accesso e la qualità dell acqua e aiutare le persone a capire come usarla nel modo più responsabile possibile. Il marchio simboleggia l impegno assunto verso migliaia di clienti in 150 paesi: acquisire una profonda conoscenza delle loro attività, anticipare le loro esigenze e fornire soluzioni innovative, per risolvere insieme le grandi sfide idriche mondiali. L obiettivo condiviso è quello di dare vita ad un mondo più sostenibile. Il fiore all occhiello è la pompa sommergibile, che ha trasformato il volto delle infrastrutture municipali per il trattamento delle acque e delle acque reflue di tutto il mondo. Non è facile spingere l acqua verso nuovi record di altezza negli edifici più alti del mondo, ma comprendiamo che è importante che la doccia dell ottantesimo piano possa funzionare esattamente come quella dell ottavo. La parola Xylem si spiega da sola: lo xilemma è il tessuto delle piante che trasporta l acqua dalle radici verso l alto e l azienda cerca, in certo qual modo, di apprendere da Madre Natura, sebbene nessuno sia mai riuscito ad imitare completamente l opera di questa grande Maestra. Lo slogan Let s Solve Water è declinato in una serie di impegni derivati: - Lavorare sulle acque e sulle acque reflue civili ed industriali per il trattamento biologico, la filtrazione e la disinfezione. - Assicurare le migliori applicazioni residenziali, commerciali, industriali ed agricole - Fornire strumentazioni di alta qualità Un esempio concreto riguarda l erogazione di bevande mediante sistemi di filtraggio, pompe speciali e valvole ad alta tecnologia. Ogni anno oltre 4 miliardi di bevande analcoliche vengono servite in tutto il mondo grazie alla tecnologia di Xylem. Per realizzare tutto questo servono persone curiose, anche visionarie, ma alla fine molto concrete, che amano vedere trasformate le loro idee in un fluire di processi tecnologici orientati a realizzare il prodotto che il cliente desidera. E questa impostazione la lasciamo esporre in dettaglio a Luca Campanaro, Manufacturing Engineering Manager: Industrializzare non è un lavoro che può essere confinato tra le mura di un ufficio avendo come unico consigliere la propria esperienza; l argomento richiede un grandissimo sforzo d interazione con persone di diverse funzioni aziendali (R&D, Produzione, Finanza, ecc.), oltre al confronto con altre esperienze che possono derivare da fornitori, da fiere e da convegni tecnologici che arricchiscono e permettono valutazioni e analisi da diversi punti di vista. Solo la loro combinazione può dar luogo ad un processo innovativo che contiene in sè tutto quello che di buono è stato sperimentato. Non è sufficiente però la sola combinazione delle migliori esperienze per far si che i processi diventino quello che ci aspettiamo, cioè che siano innovativi. Determinanti sono anche inventiva, fantasia, visione e coraggio, che fanno la differenza e, se applicati con cura, ci portano ad essere competitivi, tanto più a lungo quanto più riusciamo a rimetterci in discussione, migliorando le nostre tecnologie e i nostri processi. Xylem non è solo a Montecchio Maggiore, ma anche in Polonia, Ungheria, Austria e vanta strettissimi legami di collaborazione tecnologica con Stati Uniti, India e Cina. Scambi che aumentano le nostre conoscenze, permettendoci di interagire con culture diverse. Il rischio che l innovazione complichi i processi preesistenti è sempre dietro l angolo: la semplicità non deve mai mancare, anche se a volte è ritenuta riduttiva o poco gratificante. Sappiamo invece che essa è un obiettivo tanto fondamentale quanto difficile da raggiungere, che fornisce a chi la consegue un sicuro vantaggio competitivo. Oggi, con l alto livello di concorrenza che ci circonda, i clienti pretendono esclusivamente risultati eccellenti, che possono derivare solo da un lavoro accurato e ben organizzato. L eccellenza va costruita passo dopo passo supportata da qualità, sicurezza, prestazioni e puntualità. Il nostro è un lavoro di èquipe a stretto contatto con la Ricerca e Sviluppo con cui si definiscono le specifiche necessarie per far si che il prodotto sia facile da realizzare e al tempo stesso quello che il cliente si aspetta. Il prodotto così concepito darà vita ad un processo di fabbricazione che deve essere in primis sicuro per chi lavora, di qualità eccellente e altamente efficiente. Il concetto di sicurezza in tutti i nostri siti è messo al primo posto, tutto viene pensato nel rispetto della sicurezza delle persone che vi operano, e non si parla solo di protezioni, ma anche di ergonomia e ambiente di lavoro. Industrializzare e innovare dunque sono i termini che sottendono, in Xylem, un infaticabile impegno, alla ricerca dell esecuzione ottimale, fino a svolgerla ogni volta esattamente nello stesso modo, ottimizzando i processi, eliminando le ridondanze, automatizzando e standardizzando ove possibile, così da contenere rischi, incrementare la produttività, e migliorare affidabilità e prevedibilità nel settore. Il progresso è anche questo. * Direttore Marketing Xylem RCWEMEA e Consigliere di Federmanager Vicenza. IMPRESA 9

10 Piermarcello Busetti* INTERVISTA Giuseppe Caldiera Direttore Generale del CUOA Business School s e t t e m b r r e La Fondazione CUOA (Centro Universitario di Organizzazione Aziendale) è unanimente riconosciuta quale centro d eccellenza per la formazione ad alto livello e network di relazioni internazionali. Direttore Generale dal 2007, avendo in precedenza ricoperto altri incarichi nel CUOA stesso, è il Dott. Giuseppe Caldiera, vicentino di nascita e da sempre impegnato nel mondo dell alta formazione. 1. Ci può raccontare come è nato il CUOA e il suo attuale posizionamento nel panorama delle attività formative offerte dal territorio? Il CUOA è nato a Padova nel 1957 all interno della facoltà di Ingegneria con il contributo dell Università, di imprese e di enti pubblici e privati. Quel modello istituzionale fu di grande interesse e originalità perché vedeva i principali attori del territorio pensare a un iniziativa comune per contribuire allo sviluppo del sistema economico e imprenditoriale. L obiettivo di allora, ancora oggi ben presente, era quello di sviluppare una moderna classe manageriale e imprenditoriale attraverso attività di alta formazione post-laurea. Il trasferimento del CUOA da Padova all attuale sede di Villa Valmarana Morosini in Altavilla Vicentina, avvenuto nel 1980, permise di espandere ancora di più, rispetto all iniziale modello formativo, le attività, tra le quali quelle rivolte alle Pubbliche Amministrazioni. Oggi la Fondazione CUOA è una delle più longeve e prestigiose business school italiane (il ranking che annualmente redige Espansione la colloca al quarto posto a livello nazionale e prima in assoluto nel Nordest) con attività a livello nazionale e internazionale. 2. Quali sono le aree di formazione attualmente attive? Sono quattro le aree in cui è oggi articolata la complessiva offerta della Fondazione CUOA. La prima, per tradizione e ampiezza, è quella dell Executive Education con la sua proposta di MBA (Master of Business Administration) part-time e full-time, di Master specialistici, di corsi executive, di attività custom. La seconda è quella rivolta al mondo delle Pubbliche Amministrazioni, nata nel 1980, e oggi articolata in un Master in gestione integrata per le PA, in corsi a catalogo, in attività custom per amministrazioni locali, regionali e nazionali, in progetti di sistema. La terza è dedicata al mondo Finance con proposte formative sia per banche e intermediari finanziari che per le aziende. La finanza d impresa, in particolare, ha registrato un forte sviluppo e l area ha costruito un sistema di attività fortemente integrate e connesse tra loro, non solo formative ma anche di networking e di indagine. Tra queste il progetto EMIF (Executive Master In Finance) ha riscosso notevole interesse e apprezzamento. La quarta area è quella del Lean Enterprise Center. Costituita nel settembre 2006 quest area è dedicata alla diffusione del lean management attraverso attività di formazione (Master in Lean Management, Lean Training Map), ricerca, informazione ed editoriale. In soli cinque anni il Centro si è saputo accreditare a livello internazionale entrando, come unico referente italiano, nel Lean Global Network di Jim Womack e Dan Jones, i padri del pensiero snello. 3. Una formazione evoluta come quella offerta dal CUOA è più richiesta dai giovani neolaureati che aspirano a posizioni manageriali o da persone già in possesso di una certa esperienza lavorativa? Il CUOA per molti decenni è stato conosciuto soprattutto per la formazione di giovani laureati (post-graduate) e, attraverso i suoi Master e corsi per giovani, ha contribuito ad immettere nel mondo del lavoro persone che aggiungevano al loro percorso universitario una formazione più concreta e attenta alle esigenze delle imprese e delle organizzazioni. Nell ultimo decennio, a partire dal 2003, lo sviluppo dell offerta di formazione post-experience (MBA part-time, Master specialistici part-time, Corsi executive), rivolta a chi è già in una situazione lavorativa, anche in posizioni di responsabilità, e desidera aggiornare e potenziare le proprie competenze, ha trovato una positiva risposta. L esigenza di una formazione continua è sempre più sentita e oggi è molto bello incontrare nei corridoi di Villa Valmarana Morosini, sede del CUOA, giovani laureati mescolati a mana-

11 ger, professionisti, dirigenti e imprenditori di tutte le età, tutti accomunati dall esigenza di sviluppare le proprie competenze. 4. Il CUOA è focalizzato su una dimensione domestica o tende anche a varcare i confini nazionali? Le attività realizzate in sede dal CUOA hanno un bacino di utenza dal Nordest per circa l 80% dei frequentanti, mentre il 20% proviene dal resto d Italia, in particolare dal Sud, per i Master full-time frequentati da giovani laureati. Lo sviluppo di un offerta di corsi in lingua inglese (il primo previsto per il 2013 è un MBA full-time, ma anche un corso executive in Supply Chain Management) permetterà di attirare studenti anche dall estero. Il CUOA è invece attivo da oltre quindici anni in progetti internazionali e sono oltre 50 le nazioni, prevalentemente quelle emergenti e in via di sviluppo, per le quali sono state realizzate in loco attività di formazione e di assistenza tecnica. Progettiamo e ospitiamo, inoltre, corsi di formazione per gruppi di manager e studenti stranieri (Brasile e India gli ultimi realizzati) e sviluppiamo study tour all estero come significativa componente internazionale dei nostri programmi Master (tra i più recenti a Dubai, in Brasile e in Cina). Intenso, infine, lo sviluppo di partnership con altre business school di nazioni quali USA, Brasile, Canada, Russia, Emirati Arabi Uniti, India, Cina per lo scambio di docenti e di studenti. 5. Le aziende che investono in formazione inviando i propri collaboratori a seguire i corsi/master CUOA, sono principalmente di dimensione medio-grande oppure anche le piccole imprese sono sensibili al tema formativo? Il sistema imprenditoriale di riferimento del CUOA è prevalentemente quello del Nordest, caratterizzato dalle piccole e medie imprese. Direi che sono tutte sensibili al tema della formazione anche se sono soprattutto le aziende di medie dimensioni quelle che più aderiscono ai nostri programmi. Ciò è legato anche alla nostra specifica proposta, costituita da percorsi formativi impegnativi, come gli MBA, o di elevata specializzazione come i corsi executive, che trovano maggiore interesse da parte delle aziende più strutturate. Quello che registro positivamente è che una parte consistente dei nostri iscritti è a titolo di investimento personale riconoscendo nel CUOA un valore importante per il loro sviluppo professionale. 6. Avete un indicatore che misuri l efficacia della formazione erogata, ad esempio la probabilità per l ex-allievo di andare a ricoprire una posizione lavorativa di livello? Il monitoraggio dei nostri Alumni Master CUOA è un attività da sempre esistente all interno della nostra organizzazione. Con l avvento degli MBA part-time abbiamo sviluppato il precedente Ufficio Placement, che si dedicava a supportare l inserimento lavorativo dei giovani laureati dei Master full-time (ASFOR, di cui CUOA è socio fondatore, prevede tra i parametri per l accreditamento dei Master che almeno l 80% dei diplomati trovi occupazione, in ruoli coerenti, entro sei mesi dalla fine del corso. Il CUOA ha sempre superato questo livello), nel Job Career Center che svolge varie attività a favore degli Alumni. Tra queste, il Centro veicola le molte offerte per posizioni di interesse che giungono da aziende e società di selezione al CUOA e realizza indagini periodiche proprio sui profili professionali, i percorsi di carriera e i livelli retributivi degli Alumni Master. 7. Si dice che chi ha partecipato al master non lo dimentichi più. Il CUOA svolge attività di networking tra i manager che hanno partecipato ad attività formative? Abbiamo continue testimonianze del legame tra gli Alumni Master e il CUOA e soprattutto, dello stretto e duraturo legame che si instaura tra i partecipanti di ogni singolo corso. Per favorire e sviluppare questo rapporto è attiva l Associazione Master CUOA - AMC e la Fondazione CUOA stessa gestisce direttamente l intera comunità, oggi costituita da oltre Alumni, presenti in tutti e cinque i continenti in posizioni di grande interesse e responsabilità. 8. Purtroppo è stato confermato che l Italia è tecnicamente in recessione, scarseggiano i nuovi posti di lavoro, si respira un clima un po pesante. È questo il momento giusto per investire, sulla propria crescita professionale? A che budget deve pensare il potenziale interessato? La formazione, soprattutto quella più qualificata, è sempre stata ritenuta anticiclica: proprio nei momenti di crisi si deve investire di più nello sviluppo delle proprie competenze, e ciò vale per le persone ma anche per le aziende che devono vedere nella preparazione dei propri collaboratori il vero asset strategico per affrontare una crisi lunga e complessa. Per quanto riguarda il budget, si può andare dai 20 mila euro di un MBA part-time ai 5/6 mila euro di un corso executive. Fondazione CUOA ha, peraltro, attivato collaborazioni con banche locali per l erogazione di prestiti a condizioni agevolate per i partecipanti ai nostri corsi. 9. Nelle imprese del Nordest si percepisce da tempo la problematica del Cambio generazionale. Il CUOA affronta questo argomento collegandolo agli aspetti formativi delle nuove generazioni imprenditoriali? All interno dell area Executive Education è attiva una sezione Imprenditori che sviluppa, attorno a un MBA Imprenditori part-time, giunto alla 6^ edizione, attività di networking, di confronto e di aggiornamento. Il tema del cambio generazionale, a volte enfatizzato, viene visto e affrontato nell ottica della continuità d impresa in un ambiente mutevole e complesso. Sono stati organizzati anche incontri specifici e indagini sul tema. 10. Come si rapporta il CUOA con le tematiche della globalizzazione del business? Spingendo per un più organico processo di internazionalizzazione delle proprie attività e favorendo un approccio multiculturale. In questo senso è particolarmente importante lo sviluppo di partnership a livello internazionale e lo scambio di docenti e studenti, favorendo così la contaminazione. 11. Una criticità dell imprenditoria nordestina è la dimensione limitata, la difficoltà di competere a livello globale, il CUOA come si pone di fronte a questa tematica? Favorendo, con le proprie attività, una migliore cultura d impresa che permetta, anche alle piccole aziende, di avere una visione strategica adeguata ai nuovi contesti, di valutare meglio i propri asset, di potenziare le competenze delle proprie risorse umane. Ciò come premessa per affrontare meglio i limiti delle contenute dimensioni, che possono anche rimanere, ma devono essere valorizzate attraverso alleanze, accordi di rete, partnership, joint venture. 12. Lei ha un osservatorio trasversale rispetto alle tipologie di impresa che popolano il nostro territorio. Quali suggerimenti ritiene di dare agli associati a Federmanager Vicenza, utili a superare la contingenza attuale? Il vero problema è che non si tratta di una contingenza ma di un vero e proprio cambio strutturale. Alla fine di questa crisi, che sarà ancora lunga, noi non saremo più gli stessi perché si saranno modificati molti dei tradizionali punti di riferimento. Pensiamo, per rimanere solo all Italia, che cosa potrà succedere nell orizzonte temporale di un anno: modificazione della struttura istituzionale dovuta a elezioni politiche che incideranno sui tradizionali rapporti di forza dei partiti, modificazione del mercato del lavoro che cambierà molte consuetudini e regole, modificazione dei consumi interni a causa della diminuzione della capacità di spesa e dell incidenza della fiscalità, modificazione delle scelte di investimento sia delle famiglie che delle imprese. E tutto ciò confidando nella tenuta dei sistemi finanziari europei e dell euro. Per non sembrare catastrofico vorrei chiudere citando la frase di Gramsci: il pessimismo della ragione e l ottimismo della volontà. Il senso della stessa, adattato alle nostre circostanze, è che bisogna essere precisi e severi nell analisi della realtà, e in questo momento non si può che essere pessimisti, ma vale la pena, sempre, di agire e di pensare che con la volontà l uomo è riuscito a superare ogni difficoltà. Anche noi, che come dirigenti abbiamo il dovere dell assunzione di responsabilità, dobbiamo agire su noi stessi e sulle nostre organizzazioni, di qualsiasi tipologia esse siano, per dotarci e per dotarle di strumenti e competenze adeguate. E la formazione è un arma potentissima. * Grazie a Piermarcello Busetti, consigliere di Federmanager Vicenza, consulente e docente CUOA, per questa nuova interessante e coinvolgente intervista ad un personaggio di spicco. 11

12 Luciano Sassetto* FINANZA 12 Il risparmio tradito L industria della gestione del risparmio sta forse vivendo la peggiore esperienza degli ultimi 30 anni, ma neppure l investitore istituzionale e il risparmiatore privato hanno memoria di una situazione economica paragonabile a quella attuale. Una cosa sicuramente dovremo conservare di questa esperienza: l importanza di dovere riflettere sulle logiche e le motivazioni che stanno alla base dei nostri risparmi e dei nostri investimenti. Ogni analisi che andremo a fare da oggi in avanti dovrà tenere conto degli errori che abbiamo fatto in passato e soprattutto di poterli riconoscere e ricordare in futuro; non dovremo mai più dimenticarli. Un autorevole economista da me particolarmente apprezzato, John Kenneth Galbraith, nel suo saggio del 1991 Breve storia dell euforia finanziaria (che consiglio vivamente di leggere a molti risparmiatori e professionisti), affermava che in ogni crisi finanziaria sono presenti due elementi che riguardano la sfera del comportamento umano, uno di carattere individuale e l altro collettivo: si tratta rispettivamente dell avidità e dell euforia. Se un consiglio lo possiamo dare, e chi scrive non è solitamente generoso di consigli, è di stare molto alla larga da queste due inclinazioni se si vogliono gestire i propri risparmi con la diligenza del buon padre di famiglia. Orientarsi oggi nella giungla del risparmio, con la fiducia ai minimi storici, è un impresa assai complicata, non solo per la complessità dei prodotti finanziari in commercio ma anche per il calo di credibilità che ha avuto tutta l industria del risparmio gestito. I consulenti specializzati, gli intermediari finanziari ed i gestori dei fondi, che fino ad oggi hanno guadagnato commissioni senza dubbio interessanti, non sono più in grado di produrre risultati apprezzabili nella gestione del portafoglio titoli dei loro clienti in misura tale da giustificare i loro compensi. Nemmeno le banche hanno maggiore credibilità, perché hanno gestito i propri capitali ancora peggio di quelli dei propri clienti. Con quali logiche è allora opportuno muoversi in questo scenario? Sicuramente partendo dagli obiettivi che ci proponiamo riguardo al nostro risparmio e dalle conseguenti attese. Individuando con molta cura la visione temporale entro cui tali obiettivi si dovrebbero realizzare, si tratti dell acquisto della casa, della pensione integrativa, dell università per i figli, o semplicemente della spesa per le vacanze, ecc. Tutti obiettivi che per un risparmiatore sono vitali per mantenere e garantire un buon tenore di vita attuale e futuro per sè e per la propria famiglia. In questi casi stiamo parlando di denaro sacro ovvero il denaro che non può in nessun caso essere messo a rischio con investimenti ad alto rendimento. Ritengo non superfluo chiarire meglio quest ultima affermazione, ricordando un concetto che nei momenti di euforia si dimentica molto facilmente, per ritrovare poi ed in maniera repentina in periodi di crisi: l interesse di un asset finanziario è direttamente correlato al rischio di credito che questo incorpora, ossia il rischio di non venire rimborsati del proprio investimento, in tutto o in parte, alla naturale scadenza. Ecco dunque che nei momenti di crescita economica gli operatori del mercato finanziario hanno sempre delle aspettative di rendimenti crescenti, anche al di sopra dei valori reali dei titoli negoziati, con l errata convinzione che il rischio si può comunque controllare. Nei periodi di crisi finanziaria ci si rende purtroppo conto che i rischi sono reali e la preferenza degli operatori e di molti risparmiatori si rivolge velocemente al titolo più sicuro anche con rendimenti negativi: l andamento della domanda dei bund tedeschi lo sta purtroppo a testimoniare. Oggi si può comunque, con ragionevole sicurezza, trovare delle soluzioni ottimali per i propri risparmi in funzione della personale necessità di renderli liquidabili in breve, medio o lungo periodo. Con una visione a 12 mesi le banche offrono strumenti semplici e con interessi attraenti: da un time deposito, ossia un deposito vincolato a mesi, è possibile ottenere un interesse dal 3% al 3,5 % lordo, se poi si porta nuovo denaro (denaro fresco ) presso la banca, ossia non si investono i propri denari già presenti in conto corrente, si possono ottenere anche 25 o 30 centesimi in più. La capacità negoziale dipende molto, ovviamente, dalle somme che si intendono investire. Non è da escludere neppure l acquisto di un titolo pubblico con vita residua breve, ossia comperato sul mercato e di vecchia emissione. In questo caso occorre fare attenzione al suo prezzo di acquisto (sopra o sotto la pari) rispetto al valore 100 di rimborso, la tassazione ridotta al 12,50% rispetto al 20% dei depositi a tempo e alle commissioni di negoziazione, ossia tutti gli elementi di costo che incidono sui rendimenti netti effettivi del titolo. Nel medio periodo, con una visione temporale fino a 5 anni, la gamma dell offerta di titoli, chiamiamoli a basso rischio, è molto variegata: Obbligazioni Corporate - Prestiti obbligazionari di banche italiane e europee - Istituzioni finanziarie sovranazionali (ad esempio la BEI) - titoli di Stato, ecc. Anche in questi casi la scelta deve essere orientata dal buon senso e dalla prudenza, specie in epoca attuale. È dunque preferibile puntare su società, banche ed Istituzioni nazionali ed europee solide, preferendo il tasso variabile rispetto a quello fisso, con durate non molto prolungate (preferibilmente sotto i 5 anni), dando la preferenza a titoli che registrano bassa volatilità, ossia che tengono bene il prezzo senza significative variazioni. Nel lungo periodo si aprono le prospettive dei fondi pensione, cioè gli strumenti assicurativi indirizzati alla previdenza integrativa, che scontano tassazioni inferiori ai titoli del mercato monetario. Anche qui attenzione alla composizione dei portafogli gestiti dai fondi e dalle aree in cui questi investono (vedere il prospetto trimestrale del fondo) ed evitare naturalmente i comportamenti speculativi, specie se in gioco c è la serenità della nostra vecchiaia. Attenzione anche ai costi e ai cosiddetti caricamenti delle polizze vita, spesso eccessivi. Qualunque sia il nostro orientamento vale sempre la regola aurea della diversificazione. La concentrazione in un unico paniere fa sempre aumentare il rischio del nostro investimento. * Un sentito ringraziamento al Dott. Luciano Sassetto, Direttore del Consorzio di Garanzia Artigianfidi di Vicenza, per la sua disponibilità a redigere per la nostra rivista questa nuova ed interessante nota.

13 Elisabetta Mainetti Formazione Anche quest anno sono proseguite le serate a tema denominate Pillole in-formative, ovvero incontri conviviali seguiti da sintetiche relazioni, offerte da esperti per lo più esterni che hanno proposto argomenti di interesse sia professionale che personale. Io, assieme ai colleghi Pastore, Busetti e Anastrelli faccio parte del comitato che, all interno del Consiglio Direttivo, si occupa di formazione ed è stato nostro compito anche quest anno cercare e proporre argomenti e relatori che potessero suscitare l interesse degli associati. sempre e comunque INFORMAZIONE Siamo consapevoli che si è trattato di spunti di riflessione e di approfondimento piuttosto che di vera e propria formazione, non volendo e non potendo di fatto competere con la grande offerta formativa esistente oggi sul mercato. Abbiamo comunque portato avanti l iniziativa con convinzione, cercando di unire l aspetto dell informazione e dell attualità, con un altro elemento assai importante nella vita associativa, ovvero la relazione personale. Siamo tutti convinti che oggi il nostro ruolo ed il nostro sviluppo professionale e sociale trovino nel networking uno dei propri cardini. Ma proprio il networking, che oggi passa comunque ed inesorabilmente attraverso la connessione virtuale del web, la cui velocità e ricchezza spesso ci stupiscono e spaventano, rimane ancora strettamente legato al valore della conoscenza personale e dei rapporti umani. Riporto a lato i diversi temi trattati negli ultimi dodici mesi, cui hanno partecipato un centinaio di dirigenti. Tra gli argomenti che hanno riscontrato maggiore interesse posso evidenziare: la lettura ed interpretazione del nostro contratto a cura dell avv. Mondin, l orientamento del mercato del lavoro da parte della dr.ssa Gionfriddo di Adecco, ma anche serate più leggere come quella presso le Cantine Zonin, nella quale il tema eno-gastronomico è stato utilizzato come similitudine formativa. Mi auguro che l iniziativa delle Pillole informative possa proseguire anche nelle prossime stagioni, stimolando l interesse degli associati a quali chiedo idee, suggerimenti e spunti su argomenti da trattare in futuro, nonché segnalazione di possibili relatori. Serate di in-formazione Relatore Aprile 2011 Maggio 2011 Giugno 2011 Giugno 2011 Ottobre 2011 Novembre 2011 Gennaio 2012 Febbraio 2012 Marzo 2012 Aprile 2012 Le qualità vincenti del manager Perché ci scelgono, gli errori più comuni da evitare, come valutare le competenze e le soft skills Il bilancio delle competenze: essere artefici del proprio sviluppo professionale Struttura del percorso per i dirigenti ed esempi delle fasi on line e in presenza Previdenza integrativa: perché conviene Le adesioni crescono: approfondimento sulla disciplina Quando si cambia azienda-. Quali informazioni ed indicatori utilizzare per valutare il rischio? La lettura del bilancio, le informazioni nel dialogo con l imprenditore, la lettura del business plan L appetito vien gustando: valorizzare per motivare meglio Degustazione enologica e gastronomica come metafora delle risorse umane presso la cantina Zonin Le reti di impresa: nuove opportunità per le PMI L esperienza bresciana di una rete di successo nel metal meccanico Il nostro contratto nazionale dirigenti di azienda produttrici di beni e servizi Approfondimenti su trasferimenti, mutamento di posizone, periodo di prova Sappiamo leggere la nostra busta paga? Addizionali, TFR, Imponibile, detrazioni sappiamo cosa sono? Assicurazioni: perché? Diffondere la cultura assicurativa per la persona e per la azienda sfruttando le molte opportunità offerte da Praesidium (JV Federmanager Assidai) Lavoro: cosa serve davvero a chi lo cerca e a chi lo offre Strumenti per capire com è cambiato il mercato del lavoro e per sfruttare tutte le opportunità Dott.Munari Deca&Associati Ambire Consulenti direzionali area risorse umane D.ssa Lutero Dirigente Previndai Dott. Boldrini Docente CUOA Focòs & Sommelier Formazione e consulenza Dott. Ori Imprenditore Avv. Mondin Consulente Fmanager Dott. Stella Studio Stella e Associati Dott. Casini AD Praesidium/DG AON D.ssa Gionfriddo AD Adecco Industrial Per il programma 2º semestre 2012, vedi bacheca pag

14 QUADRI 14 Renato Ganèo Laurea in chimica organica all Università di Padova, con tesi realizzata in Inghilterra nell ambito del programma Erasmus. È seguito il dottorato al Politecnico Federale ETH di Zurigo. Ha lavorato presso alcune multinazionali americane in Svizzera fino al 2005, poi il rientro in Italia dove lavora quale area manager per l Europa in una azienda di chimica fine. Riassumiamo il suo pensiero: Ho dovuto constatare che lavorare in Italia non è oggi impresa facile, ma voglio sperare che le cose possano cambiare. Sarebbe proficuo per le aziende investire di più nella formazione dei propri collaboratori e non vederla come uno spreco di tempo e di denaro. Federmanager ha fatto un grande passo avanti aprendo ai Quadri. Spero che le iniziative rivolte a loro crescano perché, come i bambini, i giovani Quadri sono il futuro, il futuro dirigenziale italiano. Mi auguro che altri Quadri sappiano cogliere il valore di questa opportunità. Il networking che associazioni come Federmanager possono offrire è valore aggiunto senza prezzo. Laurea in economia e commercio a Verona e master in marketing internazionale. Stage e prima esperienza professionale presso uno studio specializzato negli investimenti all estero e finanza internazionale. Da oltre dieci anni lavora presso un importante associazione di categoria, dove è cresciuto fino a ricoprire la posizione di responsabile delle relazioni internazionali e servizi estero alle imprese. Avevamo già avuto modo di incontrarlo tempo fa e da quanto disse allora estraiamo: Credo che essere iscritto a Federmanager porti un vantaggio che non ha prezzo. Mi riferisco all aspetto relazionale ed alla possibilità di fare rete tra professionisti specializzati in ambiti diversi, ma spesso strettamente interrelati. Quasi ogni giorno dobbiamo affrontare questioni complesse che spesso travalicano le nostre primarie competenze e che si traducono inevitabilmente in fonte di stress. Federmanager può rappresentare un potente veicolo di creazione di relazioni e penso che molte persone della mia età e del mio livello professionale siano molto interessate a ciò. Li abbiamo formalmente accolti con l Assemblea dello scorso anno e per questo fu modificato il nostro Statuto, che adesso espressamente li prevede. Non sono dirigenti, ma sicuramente sono manager e non c è dubbio che il termine inglese esprima in forma più completa i contenuti professionali del ruolo, ovvero responsabile, gestore. Che il quadro sia responsabile e gestore di uno o più uffici-settori dell impresa è fuori discussione. Cordialmente potremmo dire che il quadro è un dirigente con responsabilità più contenute rispetto al dirigente (ma non è una verità assoluta). È normale che in un organizzazione che funziona i livelli di responsabilità siano differenziati. Per la legge italiana (n. 190/1985) i Quadri sono prestatori di lavoro subordinato che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti, svolgono funzioni con carattere continuativo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell attuazione degli obiettivi dell impresa. Tutto chiaro. Non c è stata, per ora, una marea di iscrizioni, ma qualcuna c è stata e ci auguriamo che il numero aumenti, magari facendolo sapere in giro; il passaparola funziona ancora abbastanza. Abbiamo avuto occasione di conoscere tre Quadri un poco più da vicino e li abbiamo coinvolti in una breve intervista, una sorta di autopresentazione. Eccoli dunque. A piccoli passi i quadri con noi Un poco alla volta stanno arrivando. Conosciamoli! Silvia Di Benedetto Andrea Rossi Andrea Jonoch Laurea in Ingegneria meccanica a Padova, seguita da corsi specialistici negli Stati Uniti e in Svizzera. Ha operato nell area ricerca e sviluppo di un importante azienda, divenendo poi project manager e successivamente responsabile dell intero settore. Passato al marketing-export ha gestito le attività nel mercato Nord-Americano e successivamente in quelli del Sud-Est Asiatico e dell Australia. Cambiata azienda, ma rimanendo nell ambito degli impianti industriali, ha riorganizzato la Divisione Business Service, ovvero l unità che gestisce i contratti di manutenzione per conto di compagnie petrolifere ed organismi pubblici e privati. Dal 2011 è Key Account Manager. Così spiega la sua decisione di associarsi a Federmanager: So che potrò arricchire la mia crescita professionale, sostenuto da iniziative formative di spessore ed ampliando il mio network relazionale. Ritengo inoltre particolarmente importanti il servizio di consulenza ed assistenza contrattuale e legale nell ipotesi di difficoltà in ambito aziendale. Sotto tale aspetto ho già apprezzato la disponibilità ed immediatezza di risposta da parte della Segreteria. Brevi note, ma con un comune e chiarissimo denominatore: FORMAZIONE E NETWORK, OVVERO RELAZIONI. È augurabile che Federmanager Vicenza colga questi segnali e li trasformi in strategia.

15 Alberto Pilotto Un pensionato in Nepal Ho sempre amato e praticato la montagna, le Dolomiti soprattutto e, in misura minore, le Alpi Occidentali e le Piccole Dolomiti, sia d estate che d inverno. All inizio con i genitori, poi qualche corso del CAI, escursioni di qualche giorno e di media difficoltà. Nel corso degli anni ho sempre seguito con ammirazione e un po di invidia le iniziative di amici e colleghi di lavoro in più lontani ed affascinanti Paesi: Pakistan, Nepal, Tibet, Argentina, alle quali non avevo mai avuto la possibilità di partecipare per diverse ragioni: capacità alpinistiche, allenamento, impegni di lavoro, famiglia. Finalmente, arrivato alla pensione, a 65 anni, con un po di tempo libero e con un amico esperto, mi si è prospettata la possibilità di effettuare un trekking! (1 punto esclamativo) e in Nepal! (2 esclamativo). La prima, immediata risposta è stata SI, ma poi sono cominciati ad affiorare dubbi e perplessità. Il mio fisico avrebbe retto a due settimane di quotidiano cammino, su e giù? e l altitudine? e l alimentazione? e gli altri partecipanti? e la famiglia? Le conoscenze di chi aveva già fatto questo tipo di esperienza e la spinta familiare hanno fugato in breve tutti i miei dubbi. Ero pronto a cominciare ad approfondire i dettagli organizzativi: la meta (Campo Base Annapurna, 4130 mslm.), la durata totale (tre settimane tra trekking e turismo), la stagione (ottobre, dopo i monsoni), e i componenti (quattro). Per il trekking avremmo avuto l assistenza di due portatori (18-20 Kg. ciascuno) e di una guida (esperto del percorso, interprete e gestore dei pernottamenti e dei pasti). Durante l estate ognuno di noi ha proceduto alla preparazione, secondo esperienza ed impegni di lavoro, principalmente montagna e bicicletta. Poi, ad inizio di ottobre è arrivata la data di partenza, con volo Milano-Abu Dhabi- Kathmandu. Al piccolo e vivace aeroporto siamo stati accolti dal namastè (benvenuti) della nostra guida Janu, con corone di fiori gialli e ampi sorrisi, poi siamo stati condotti al nostro hotel nel quartiere Thamel, frequentato dai trekker (primo impatto con il Nepal). Ero stato in India per lavoro e quindi non mi son sorpreso del traffico, della confusione e del rumore nelle stradine, dalle dimensioni delle calli veneziane, in cui contemporaneamente si muovono auto, moto, biciclette, risciò, persone, animali. Dopo avere espletato alcune pratiche con l agenzia siamo partiti con un bel pullman turistico per la città di Pokhara, 200 km a nord-ovest di Kathmandu e base di partenza per i vari trekking nel Nepal centrale, dominato dall Annapurna. L Annapurna (8.091 mslm.) è uno degli ottottomila (su 14 totali) che si trovano o che sono ai confini del Nepal. La nostra meta, chiamata Santuario dell Annapurna era un ampia spianata alla fine di una stretta valle circondata da varie cime, tra i e gli metri, che formano una corona. Il secondo impatto con il Nepal è stato quel trasferimento verso Pokhara (seconda città del Paese, con circa abitanti); per percorrere 200 Km su strada asfaltata abbiamo impiegato otto ore. Nonostante il turismo sia la seconda fonte di reddito per il Nepal (prima è l agricoltura), le strade, anche le principali, mancano di manutenzione, come pure i mezzi di trasporto, siano per persone o merci e di fatto non esiste una rete ferroviaria. I nepalesi tuttavia non si preoccupano delle lunghe code, delle soste e interruzioni: scendono dai mezzi, chiacchierano con altri, fumano, mangiano piccole banane che qualcuno vende ai lati della strada. Anche noi ci siamo adattati a questo stile, che può anche essere piacevole, se non si è costretti ad usare l orologio e il calendario. Dopo un ulteriore ma breve trasferimento in auto, finalmente abbiamo cominciato il trekking, partendo da un villaggio situato a circa m. di altitudine. Da quel momento e per 12 giorni non avremmo visto più alcun mezzo meccanico, di trasporto o di lavoro che fosse. Per i contadini, fatica e sacrificio continui, ma sopportati con serenità e che garantiscono comunque un livello di vita accettabile: case in muratura, balconi fioriti, orti, animali da cortile e da soma, campi e terrazzamenti coltivati (riso, miglio, orzo, granoturco). C è una buona scolarità: bambini e ragazzi, in divisa di stile inglese, vanno a scuola, percorrendo kilometri di cammino, su e giù per le valli, anche per due ore, saltando e cantando. Veniva spontaneo pensare alle nostre città, semibloccate dal traffico nelle ore di inizio e fine delle lezioni. Nei primi giorni di salita abbiamo incontrato diversi villaggi, più piccoli mano a mano che si saliva; alla sera abbiamo dormito dapprima in piccoli alberghetti, poi in rifugi con stanze piccole e spartane (solo due brande) ma pulite e con possibilità di doccia. Pranzi e cene calde; la cucina è essenzialmente vegetariana e il piatto tipico è costituito di una grande quantità di riso bollito accompagnato da una zuppa di lenticchie (fonte di proteine) e da una mistura di verdure cotte. Qualche volta, alle quote più basse, abbiamo mangiato anche bistecche di bufalo (non manzo, per motivi religiosi) e poi uova e pollo; il tutto innaffiato da generose quantità di birra locale, marca Himalaya a cui non si poteva rinunciare. Durante il percorso normalmente si facevano due soste, una a metà mattina e la seconda a metà pomeriggio, per riposare e bere qualche tazza di the. L itinerario è stato spettacolare: ripide salite e discese, spesso su scalini di pietra, attraversamenti di stretti ponti sospesi su torrenti vorticosi, fitti boschi (anche di bambù), terrazze coltivate (soprattutto a riso), vedute di cime e ghiacciai, graziosi villaggi e case ricche di fiori, popolazione sorridente e gentile (purtroppo era possibile parlare solo attraverso la nostra guida-interprete). Uno dei momenti più interessanti ed unici è stato quando, di notte, siamo saliti facendo una piccola ma ripida deviazione dal percorso principale, su una cima erbosa (Poon Hill, mslm.) per poter assistere allo spettacolo delle montagne circostanti di e metri, tra cui l Annapurna (8.091 mslm.), il Dalaghuiri (8.167 mslm.) e il Macchapuchhare, la montagna sacra a coda di pesce (6.997 mslm.), stupendamente illuminate dal sole nascente. Anche la salita dal villaggio ai piedi della collina Ghorepa- Trekking al Campo Base Annapurna, mslm ni (2.860 mslm.), con la lunga serpentina di escursionisti che illuminavano il percorso con le pile frontali, è stata spettacolare. Finalmente, dopo sette giorni di cammino e di bel tempo, siamo arrivati alle porte del Santuario: Campo Base Machhapuchhare (3.700 mslm.), costituito da alcuni rifugi. Abbiamo sostato un intero pomeriggio e la notte, per acclimatarsi e per godere dello stupendo panorama che si era aperto alla nostra vista, dopo attraversamenti di boschi, gole e canaloni. Hiunchuli (6.441mslm.), Annapurna Sud (7.219 mslm.), Annapurna I (8.091 mslm.), Annapurna III (7.555 mslm.), Gangapurna (7.454 mslm.)) e Machhapuchhare (6.997 mslm.). Abbiamo tutti vissuto un momento di grande commozione alla vista di quei colossi innevati, illuminati dal sole splendente e con il cielo azzurro-cobalto. Il giorno seguente abbiamo effettuato la salita finale, partendo prima dell alba per poter godere lo spettacolo di essere letteralmente circondati da quelle montagne e di assistere alla levata del sole. In breve tempo siamo arrivati allo spuntone roccioso, a mslm. Dove sono ubicati i quattro rifugi costituenti il Campo Base dell Annapurna: la nostra meta. La zona è fredda e ventosa, ma senza neve. Strette di mani ed abbracci tra noi, la guida ed anche i portatori, che durante i giorni passati insieme erano diventati dei compagni. Poco distante sorgono alcune piccole costruzioni con targhe e scritte commemorative degli alpinisti caduti e su cui sventolano le tradizionali e colorate bandierine sacre nepalesi, che riportano preghiere che il vento trasporta in cielo. Ognuno è rimasto con i propri pensieri e riflessioni; io ero di fronte al primo ad essere stato scalato, nel 1950, dal francese M.Herzog. Davanti a me la verticale e difficilissima parete Sud. Ero felice di trovarmi là, a guardare ed ammirare. Le sensazioni che mi hanno assalito non erano assolutamente paragonabili ai sentimenti che così bene sono stati descritti, in modo profondo e dettagliato, dagli alpinisti-scrittori al raggiungimento di una cima; io ho semplicemente ringraziato Dio di avere creato tutto quello che era davanti ai miei occhi. Abbiamo impiegato quattro giorni per ritornare al punto di partenza, un pò stanchi e dimagriti, ma soddisfatti e in salute. Poi, rientrati a Kathmandu, abbiamo dedicato qualche giornata al turismo culturale, allo shopping e a rifocillarci con dei gustosi pranzi in cui l amicizia italo-nepalese aveva trovato piacevole dimostrazione. Un pensiero conclusivo di riconoscenza va ai compagni di avventura: Cristina, Silvano e Fulgido (il capo), che hanno consentito che tutto questo sia accaduto nel migliore dei modi. Avrebbe potuto non essere facile convivere per tre settimane, dall alba al tramonto, con tre persone (e con uno di questi anche la notte) non familiari, ma che alla fine del trekking sono diventati degli amici. MONDO 15

16 Silvana Capozzo PROGETTOSCUOLE 16 Federmanager in cattedra Chi sa fa, chi non sa insegna. Vecchia e forse anche simpatica battuta, ma di certo non veritiera. Chi sa può anche insegnare, si potrebbe semmai dissertare sulla differenza esistente tra sapere e sapere insegnare, che sono due cose diverse. Dopo questa divagazione di apertura, aggiungiamo che oggi, anche e specie nel sapere, le esigenze e le regole sono molto cambiate e continuano a modificarsi alla velocità della luce e così molti di noi sono perplessi e non sanno come uscire da questa impasse. In Federmanager siamo da tempo convinti ed abbiamo spesso evidenziato che, per ottenere una società diversa, si deve partire dai giovani. Con tale obiettivo abbiamo ripetutamente dato la nostra disponibilità alle Istituzioni preposte, mettendo sul tavolo il patrimonio di conoscenze ed esperienze dei nostri iscritti per collaborare in progetti ed iniziative finalizzate alla crescita dei giovani, mediante l allargamento delle loro conoscenze ad ambiti non rigorosamente scolastici quali l economia, i mercati, le imprese, ecc. aiutandoli in tal modo anche a meglio definire i loro interessi e progetti di un futuro lavorativo, senza dimenticare gli aspetti etici insiti in tutto questo. Per lungo tempo i riscontri sono stati modesti o nulli, poi è giunta la proposta di Confindustria Vicenza - Area Education - di venire coinvolti nel progetto Orientamento Scuola , subito accolto con particolare interesse ed entusiasmo. Di che cosa si tratta? Da alcuni anni Confindustria Vicenza svolge presso le scuole medie e superiori un attività di orientamento, volta a trasmettere agli allievi informazioni utili alla scelta del percorso scolastico, in funzione anche di indicazioni su successivi sbocchi professionali. Vengono così programmati e realizzati incontri presso le scuole per presentare agli studenti la realtà economico-produttiva del territorio vicentino, nonché sulle figure professionali presumibilmente più richieste, con le relative caratteristiche e peculiarità. Gli incontri vengono aperti dalla proiezione di un DVD appositamente creato dalla Associazione e commentato da un loro rappresentante. A Federmanager è stato chiesto di partecipare con interventi svolti da dirigenti, in servizio o meno, su temi specifici relativi al vissuto professionale o a conoscenze-competenze derivanti anche da studi, esperienze e interessi. Nel progetto, coordinato dalla dr.ssa Cristina Toniolo di Confindustria Vicenza sono stati coinvolti i colleghi: Anastrelli, Anderson, Bedin, Bozzoli, Brusco, Busetti, Capozzo, Conchetto, Fipaldini, Ganèo, Mainetti, Pastore, Pierobon, Pilotto e Pini. Hanno fruito degli interventi 3 scuole medie per complessivi 230 studenti, principalmente sul tema dell orientamento scolastico e 18 istituti superiori per circa studenti sui temi: orientamento scolastico, curriculum, simulazione colloqui di lavoro, economia, finanza, testimonianze professionali. Alcuni dei suddetti temi sono stati trattati anche in inglese, nell intento di offrire un opportunità pratica di impiego di questa lingua, divenuta strumento oramai indispensabile anche nella realtà delle piccole imprese, caratterizzanti il nostro territorio. Le ore complessivamente offerte agli studenti sono state oltre 100, un dato che si commenta da solo. Nel corso di uno specifico incontro, avvenuto il 7 maggio u.s. presso la nostra sede di via Lussemburgo, Confindustria Vicenza ha voluto espressamente ringraziare il presidente Pini, la dr.ssa Peruffo e tutti i dirigenti coinvolti per il risultato, apprezzato senza riserve dai dirigenti scolastici dei diversi Istituti. Con la fondata previsione che l iniziativa possa venire riproposta anche il prossimo anno, sono stati focalizzati alcuni aspetti meritevoli di attenzione: quali l opportunità di un maggiore coinvolgimento dei docenti dei vari Istituti, prima e durante lo svolgimento degli interventi e, per quanto attiene le lezioni in lingua inglese, l illustrazione preliminare dei contenuti, in forma sintetica ed in italiano. L interessante ed utile esperienza ha contribuito indubbiamente a dimostrare il ruolo di Federmanager Vicenza e l attenzione verso la società, di cui la scuola è espressione primaria.

17 casa amicizie forza inizio carriera formazione lean viaggio senza ritorno ricerca tradizione ricordi lavoro relazioni denarocompetenze impresa proiettata nel futuro qualità eleganza colleghi prestigio analisi professionalità svolta-decisiva eccellenza unione crescita gruppo cultura valore incontri villa master staff MBA serietà professionalità innovativa innovazione persone docenti allievi ascensore Fondazione CUOA MBA e master, corsi executive e progetti su misura per le imprese. Formazione e consulenza per l area banking e fi nanza. Progetti internazionali e per le Pubbliche Amministrazioni. Centro di eccellenza sulle tematiche di Lean Management in Italia. La scelta di qualità che fa la differenza. Prepara con noi il tuo successo. Fondazione CUOA Altavilla Vicentina (VI) tel fax

18 TESTIMONIANZE 18 Cadere, rialzarsi e ripartire. Professionalmente parlando è successo a molti, ma pochi ne hanno parlato con la franchezza, chiarezza e lucidità con cui ne scrive Giuliano Franceschini: un collega che riesce a coinvolgerci nella sua storia entrando nei sentimenti di chi, come lui, ha vissuto quell esperienza, ricordando così agli altri che può accadere. Quasi un romanzo, ma anche realtà di tutti i giorni. Dopo una bella laurea, era partita una brillante carriera nei Gruppi Dynamit Nobel, ENI, Ferroli, FIAT: avevo rapidamente salito gli scalini da ingegnere junior a senior, quadro, giovane dirigente, fino ad amministratore delegato di una consociata estera FIAT. A 50 anni pensavo di essere arrivato : direttore generale di un azienda dell Alto vicentino, ricca di storia e di gloria (mio papà aveva comprato proprio lì una turbina 30 anni prima). Hic manebimus optime e da qui me ne andrò solo in pensione, che allora era più vicina di adesso. Ma gli dei stavano tessendo una tela diversa. Tempesta dirigenziale internazionale. Mi invitano a uscire, ma con una bella paccata di soldi. E allora dai, farò l imprenditore! In pochi mesi trovo una bella azienda, ci investo soldi, la cambio da capo a piedi, di nuovo il successo e di nuovo in sella! Ma gli dei stavano tessendo una tela diversa. Litigo con il socio e quando mettiamo sul tavolo le azioni, lui ne conta 51, io molte di meno. Di nuovo a piedi! Ma questa volta non era la stessa cosa. Qualche anno in più, molti soldi in meno, perché bloccati nell impresa. Avevo ragioni da vendere, ma vivevo la situazione come una sconfitta personale: dove avevo sbagliato? Poi i sensi di colpa verso la famiglia: come potrò assicurare la continuità nello standard di vita? Tutte elucubrazioni inutili, ma che pochi riescono ad evitare. Lo sappiamo che i dirigenti 50enni non li vuole nessuno: costano, hanno idee chiare ed Giuliano Franceschini 57enne, friulano, risiede a Padova, sposato, 2 figli. Ingegnere chimico. Dirigente a 35 anni, direttore generale a 38. Ha ricoperto ruoli crescenti in: Smiel Spa, Tecnomare Spa, Alimenta Spa, Ferroli Spa, Man Turbo Spa, Sanypet Spa. Nel 2009 ha fondato Phoenix Consulting. La Fenice colei che riesce a rinascere anche le sostengono con convinzione. È difficile spiegare l utilità di un vero direttore d orchestra in un mondo che crede solo nei solisti. La frustrazione di 384 curricula inviati in 10 mesi, per ottenere 31 colloqui ed una sola proposta di lavoro, part-time, per una posizione di due gradini sotto le ultime ricoperte. Ci voleva una svolta! Ed è stata quella di rivedere il mio approccio al mondo della professione. La mia esperienza di aspirante imprenditore mi aveva confermato che le piccole e medie imprese hanno un bisogno disperato di manager competenti, ma non sempre se li possono permettere in pianta stabile. La tipica struttura aziendale del Nord- Est è costituita da PMI, dove il titolare crede - spesso non a torto - di essere lui il General Manager. In ogni caso, il mestiere del direttore d orchestra è difficile da spiegare e da misurare, se non dopo lungo tempo e solo dopo che l imprenditore ha aperto i segreti più intimi dell Azienda, cosa che nessuno fa volentieri con uno sconosciuto. Era dunque necessario proporsi come specialista, per risolvere problemi ben identificati e delimitati nel tempo, con l intesa che, risolta la contingenza, dovevo sparire. Di qui la via della consulenza, con la caratteristica di fare proposte mirate di temporary management, proponendosi come uno di quei consulenti, peraltro rari, che si mettono in gioco, che si siedono a fianco all imprenditore, si rimboccano le maniche, mettono le mani nella pasta ed entrano nel vivo del problema, con la capacità di volare alto, ma anche di spalare il fango, a seconda dei giorni e delle necessità. In concreto oggi lavoro per Aziende che vogliono crescere commercialmente soprattutto all estero, specialmente nei settori B2B; collaboro anche alla realizzazione di progetti di nuovi investimenti con studi di fattibilità e nel project management. Queste sono le aree in cui posso documentare facilmente sia l esperienza che i risultati. Il resto, nell immediato, non conta. Se poi sono rose, fioriranno in termini di collaborazioni più profonde, nell area del marketing strategico, in aiuto agli imprenditori che cercano nuove vie di crescita in questi duri momenti. Ma possono fiorire solo dopo che mi sono fatto conoscere ed apprezzare. Questa elaborazione non è maturata in un giorno. Capii fin da subito che ci voleva un supporto specialistico e lo trovai, tramite Federmanager, nella INTOO Srl, dalla quale ho acquistato un servizio di outplacement. È stato un passaggio fondamentale. Ho speso un bel po di soldi per imparare che il lavoro, uno se lo deve trovare da sé. Credo che questa straordinaria banalità non sia affatto tale per la maggioranza dei 50enni appiedati, proprio come non lo era per me. Innanzitutto, il farsene convinti implica privilegiare l equilibrio e la salute psicologica e qui l outplacement è terapeutico, in quanto ti fa capire che una caduta con gli sci non vuol dire che non sai sciare. Poi che non sei solo, dato che ad altri, né stupidi né sfortunati è successo esattamente lo stesso e tutti sono sopravvissuti. Ti fa anche capire come sia mille volte meglio parlarne apertamente, appoggiandosi alla famiglia, agli amici e ai colleghi, piuttosto che nascondersi, solitario, dietro un filo d erba. La seconda conseguenza è che inventarsi un lavoro è esso stesso un lavoro, ma per noi, 50enni e oltre, è totalmente nuovo e per di più il farlo in un contesto di crisi diffusa è ben diverso da quando, 30enni o 40enni rampanti e pieni di fede in noi stessi, cercavamo nuovi orizzonti. Pertanto, piuttosto che impararlo a forza di sbattere il muso contro i muri ( Lei ha un curriculum davvero interessante, ma qui da noi sarebbe sprecato ) è meglio vestire i panni dell umiltà e farsi dare qualche dritta da chi ne ha viste di tutti i tipi. Ecco allora l importanza di avere accesso a database di aziende, di partecipare alla simulazione di un colloquio di lavoro per migliorare le tecniche; di fruire della consulenza di esperti commercialisti e fiscalisti; fino alle tecniche per fare un buon mailing o una telefonata efficace. Ma soprattutto lo stimolo al lateral thinking, a liberare nuove idee, a individuare nuovi strumenti. Non ho inteso, dopo tre anni di attività, presentare una storia di successo. Sono diventato ricco? No di certo, se va bene guadagno il 40% di meno. Sono in una posizione di potere, ammirato e riverito, come prima? Assolutamente no! Ma se mi si chiede se affronto sfide intellettuali stimolanti come prima ed anche di più, se ho soddisfazioni professionali, se posso gestire meglio il mio tempo, con benefici per famiglia e amici, se la sera dormo bene o se mi servono ancora le pillole magiche d un tempo. La risposta è sì, sì, sì, sì. La vita può anche cambiare e non è detto che il cambiamento sia negativo. Forse ora vi è chiaro perché la mia modestissima Azienda si chiama Phoenix. Phoenix Consulting cellulare: e.mail:

19 Alberto Pilotto* Pensionato Quo vadis? Il Progetto Senior Dove stanno andando i dirigenti pensionati? Per tentare di avere una risposta a questo interessante quesito il Comitato Coordinamento Triveneto (di cui fa parte lo scrivente) ha incontrato il neoeletto Consigliere nazionale pensionati, il nostro collega Sergio Brusco e successivamente il neo eletto Presidente nazionale pensionati Marcello Garzia, dell Aldai (la Federmanager della Lombardia). Il Comitato Nazionale Coordinamento Dirigenti Pensionati è costituito da sette membri, eletti dal Consiglio Nazionale e sarà in carica per il triennio Ne fanno parte il Presidente Marcello Garzia, il Presidente Onorario Sergio Zeme e cinque Consiglieri, tra cui il nostro Sergio Brusco, anche quale coordinatore del Triveneto in sostituzione di Antonio Pesante che, dopo due mandati, è passato ad altro incarico nazionale e che ringraziamo per l impegno continuo, la disponibilità e la professionalità (grazie Tony!). Detto Comitato è l Organismo incaricato di interpretare e portare all attenzione degli Organi Federali le istanze dei dirigenti in quiescenza. Nel corso degli incontri tenuti a Mestre il 2 e 23 aprile è stato fatto il punto della situazione attuale e sono state discusse le iniziative future; il giro di tavolo è stato particolarmente vivace e non poteva non esserlo, vista la grave situazione in cui versa il nostro Paese e il conseguente trattamento riservato ai pensionati. Il Comitato ha già incontrato il rieletto Presidente nazionale Ambrogioni e quindi ha trasmesso a livello regionale e locale le iniziative dell associazione e, tra le varie istituzionali, quella che più interessa noi pensionati, perché considerata l unica realistica possibilità di ottenere qualcosa, è la proposta al Governo, in concerto con ManagerItalia, di una riforma fiscale. Una riforma fiscale che alleggerisca il peso dell imposizione fiscale e che la renda più equa, visto che grava prevalentemente sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni. La proposta prevede, tra l altro, di sgravare il prelievo personale sul reddito a vantaggio del prelievo reale sul consumo e sulla ricchezza. Ricordiamo che la nostra categoria di dirigenti, oltre tra pubblici e privati, in servizio e in pensione, rappresenta appena l 1,5% dei contribuenti italiani, ma contribuisce per circa il 20% al gettito totale Irpef. Sui tradizionali, fino ad ora, temi quali perequazione, contributo di solidarietà, ecc. sarà inutile farsi delle illusioni, ora e in futuro, considerando che le nostre sono ritenute pensioni ricche. Nell ambito degli obiettivi tracciati da Ambrogioni per il triennio , il Presidente Garzia ha poi presentato ed illustrato un nuovo progetto che tende a dare un ruolo attivo e propositivo ai dirigenti pensionati: il Progetto Senior. Ecco alcuni brani tratti da un suo articolo di prossima pubblicazione su riviste dell Associazione. I senior sono visti come un macigno che pesa sulla spesa pubblica e che blocca il mercato del lavoro; peccato che gli esperti di previdenza sociale non abbiano mai fatto lo sforzo di calcolare qual è il contributo reale che gli anziani danno alla collettività. L Unione Europea ha proclamato il Anno europeo dell invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. L obiettivo è valorizzare la cosiddetta terza età e soprattutto favorire il contributo attivo degli anziani non solo nella società ma anche nel mondo economico. Il progetto europeo punta anche all instaurazione di un fecondo rapporto tra giovani e senior. La nostra Federazione conta più di iscritti pensionati, più della metà del totale degli iscritti, una risorsa immensa di competenze ed esperienze a disposizione della categoria e del Paese. Riprendendo lo slogan europeo è quindi possibile individuare la nostra possibile missione per il futuro: progettare e successivamente gestire attività di volontariato avendo a riferimento a temi principali: Tutoring (giovani dirigenti, figli di associati, studenti, colleghi prossimi al pensionamento) - Osservatori Sociali (vicende economiche-sociali, questioni di categoria, solidarietà tra generazioni) - Cultura, Hobbies, Tempo libero (attività ludico-ricreative di qualità, per senior e non). Un ulteriore giro di tavolo su questi temi ha fatto conoscere a Garzia la realtà del Triveneto in cui molte delle attività indicate sono attualmente già svolte: si tratterà di definire il tutto a livello nazionale, magari utilizzando le nostre esperienze per predisporre un documento organizzativo, che verrà valutato come pilota per la definizione della nuova organizzazione. In conclusione tutto il Comitato Coordinamento Triveneto ha aderito all iniziativa del Presidente Garzia: spetta ora alle donne e agli uomini di buona volontà di raccogliere la sfida per un nuovo modo di stare in associazione. Dopo questo interessante e stimolante scenario, lasciatemi concludere con una nota di crudo realismo; nel numero precedente, concludevo il mio articolo riferendo (a memoria) una frase del Presidente Monti, detta a febbraio: Voglio cambiare il modo di vivere degli italiani. È innegabile che con quello che è successo in questi pochi mesi (scrivo agli inizi di maggio), Imu, Iva, pressione fiscale, spesa pubblica, debito pubblico, recessione l obiettivo è stato già raggiunto, anche se non era sicuramente quello pensato ed auspicabile. Ecco, per riprendere il titolo di questo articolo, noi non vorremmo fare come San Pietro che, dopo la visione di Gesù Cristo sulla via Appia, ritornò a Roma per essere crocifisso sul colle Vaticano. * Coordinatore Pensionati Federmanager Vicenza. PENSIONI 19

20 P. 4 Come sta il tuo udito? VIENI SUBITO DA AUDIKA PER CONTROLLO GRATUITO DELL UDITO PROVA GRATUITA A CASA TUA di una soluzione uditiva (1) (1) SCONTO SPECIALE FINO AL 10% riservato agli associati Federmanager Vicenza (1) vedere le condizioni nel Centro Audika - * in Francia dal 1977 VICENZA MANAGER INVITO PERSONALE PER APPROFITTARE DI QUESTA OFFERTA RITAGLIA QUESTO COUPON E CONSEGNALO AL CENTRO AUDIKA. RICEVERAI IN OMAGGIO LA TUA COPIA DELLA GUIDA AUDIKA. Abbassamento dell udito: I segnali d allarme Le nostre soluzioni uditive: discrete e confortevoli P La Formula TUTTO COMPRESO Audika: la formula tutto compreso per sentire meglio Sentire Meglio La Guida per il Suo udito P. 19 w w w. a u d i k a. i t Soluzioni per udire VICENZA Via Cengio, 19 - Tel. 0444/ SCHIO Via Fratelli Pasini, 69 C - Tel. 0445/ THIENE Via Borgo Belvigo, 17 - Tel. 0445/ ARZIGNANO Via Trento, 69 - Tel. 0444/ VALDAGNO Via Daniele Manin, 6 B - Tel. 0445/ GRUPPO Audika è convenzionata con la Asl e l Inail. Audika: 35 anni* di esperienza al servizio dell udito. w w w. a u d i k a. i t

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