Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio anno 2012 centodiciannovesimo esercizio.

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1 anno centodiciannovesimo esercizio Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013 esercizio CXIX

2 16. Il sistema finanziario Gli andamenti nell anno Nel il sistema finanziario italiano ha risentito della perdurante incertezza sui mercati finanziari internazionali e, soprattutto, della contrazione dell attività economica. La recessione ha comportato un forte peggioramento della qualità degli attivi bancari (cfr. il capitolo 17: L attività delle banche e degli intermediari finanziari). Il flusso di sofferenze in rapporto agli impieghi è cresciuto in misura rilevante, soprattutto per le imprese. A fronte del progressivo deterioramento della qualità del credito, le politiche di offerta degli intermediari sono rimaste restrittive; hanno anche risentito delle difficoltà di provvista a lungo termine sui mercati internazionali all ingrosso. Tali comportamenti dal lato dell offerta e il rallentamento della domanda di finanziamenti hanno determinato una riduzione dei prestiti dello 0,2 per cento, a fronte di un aumento dell 1,9 nel La contrazione riflette il calo del credito erogato dai cinque maggiori bancari (-1,3 per cento), solo parzialmente compensato dall espansione di quello delle altre banche (0,8 per cento). Nei primi mesi di quest anno il credito all economia ha continuato a ridursi, a ritmi superiori rispetto a quelli osservati nel. L aumento delle esposizioni verso clientela in temporanea difficoltà indica che il flusso di nuove sofferenze potrebbe rimanere elevato nell anno in corso. I provvedimenti adottati dalla BCE dalla fine del 2011 hanno contribuito ad attenuare le difficoltà delle banche dal lato della provvista, evitando una massiccia contrazione del credito. Le più favorevoli condizioni successive all annuncio, in estate, delle operazioni definitive monetarie (Outright Monetary Transactions; cfr. il capitolo 7: La politica monetaria comune) hanno consentito alle principali banche italiane di tornare a emettere obbligazioni sui mercati internazionali. È proseguita, a ritmi sostenuti, la crescita della raccolta al dettaglio. L incertezza che continua a ostacolare l accesso ai mercati all ingrosso ha indotto gli intermediari a non avviare progetti di restituzione dei finanziamenti di durata triennale ricevuti dalla BCE. La redditività del sistema bancario italiano, valutata al netto delle poste straordinarie connesse con le svalutazioni degli avviamenti, è peggiorata, principalmente a causa del deterioramento della qualità del credito; il rendimento del capitale e delle riserve (ROE) è stato pari allo 0,4 per cento. Le rettifiche su crediti, cresciute di quasi il 60 per cento rispetto al 2011, hanno quasi interamente assorbito il risultato di gestione; vi ha influito anche la recente azione di vigilanza, volta a verificare l adeguatezza dei tassi di copertura dei crediti deteriorati presso un ampio numero di bancari. Prosegue l azione di contenimento dei costi, che ha contributo a sostenere la redditività operativa nonostante la contrazione del margine di interesse. 205

3 Il rafforzamento della posizione patrimoniale è continuato, grazie all aumento del capitale di qualità primaria e alla contrazione delle attività ponderate per il rischio. Tenendo conto anche del sostegno pubblico fornito a Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), alla fine del il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (core tier 1 ratio) sarebbe stato pari al 10,7 per cento per l intero sistema e al 10,9 per i cinque maggiori, rispettivamente 1,4 e 2,0 punti in più rispetto all anno precedente. Il sostegno a MPS ha preso la forma di un prestito, computabile nel patrimonio di vigilanza, concesso dallo Stato a un costo elevato e crescente nel tempo (cfr. il capitolo 3: La funzione di vigilanza sugli intermediari bancari e finanziari nella Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d Italia sull anno ). Anche includendo tale intervento, il sostegno pubblico alle banche del nostro paese rimane molto contenuto nel confronto internazionale. Le azioni di rafforzamento patrimoniale hanno contribuito al graduale avvicinamento delle banche italiane ai requisiti di Basilea 3. Analisi preliminari condotte sul sistema bancario italiano nell ambito del Financial Sector Assessment Program, programma di valutazione del settore finanziario del Fondo monetario internazionale, indicano che il rafforzamento patrimoniale conseguito consentirebbe al sistema nel suo complesso di resistere a scenari avversi. Nel settore del credito specializzato (leasing, factoring, credito al consumo) si è registrata una contrazione dei volumi operativi, particolarmente rilevante nel comparto del leasing; la qualità del credito è peggiorata. Nel è continuato il deflusso netto di risorse dal settore del risparmio gestito, sebbene per un importo nettamente inferiore rispetto all anno precedente (cfr. il capitolo 18: L attività degli investitori istituzionali). La raccolta ha risentito della congiuntura economica negativa e, specialmente nella prima parte dell anno, delle tensioni sui mercati finanziari internazionali. Si è più che dimezzato il deflusso netto di risparmio dal complesso dei fondi comuni italiani; è tornata ad aumentare la raccolta dei fondi esteri, il cui peso sul totale dei fondi comuni aperti è aumentato in misura consistente. Nel comparto assicurativo riscatti netti hanno riguardato i prodotti del ramo vita, mentre le sottoscrizioni di polizze rivalutabili, al netto dei rimborsi, sono state positive. Le gestioni patrimoniali hanno registrato una raccolta netta negativa, mentre quella delle diverse forme pensionistiche complementari è stata positiva. Il patrimonio gestito è aumentato del 18 per cento, principalmente per effetto del conferimento delle gestioni estere del gruppo Generali alla SGR italiana. Alla fine dell anno le attività degli investitori istituzionali erano pari al 66 per cento del PIL; il risparmio gestito rappresentava il 24 per cento delle attività finanziarie delle famiglie. Nel confronto internazionale i portafogli degli investitori istituzionali italiani sono caratterizzati dalla limitata presenza di titoli azionari e obbligazionari, a fronte di un elevata esposizione ai titoli pubblici, in gran parte italiani. La struttura del sistema finanziario Le banche e i bancari. Alla fine del operavano in Italia 706 banche, 34 in meno rispetto all anno precedente (tav. 16.1). Nel corso dell anno hanno iniziato a operare 7 banche (2 società per azioni, una banca di credito cooperativo e 4 filiali di banche estere); le cessazioni hanno riguardato 41 istituti, per effetto di 35 operazioni di incorporazione, fusione o cessione di attività (in larga parte dovute a riorganizzazioni interne ai bancari), 5 liquidazioni e una trasformazione in società finanziaria. 206

4 Il numero di bancari è diminuito di 2 unità, a 75. In base all elenco dei conglomerati finanziari pubblicato a settembre del, quelli operanti in Italia alla fine del 2011 erano 6, di cui 3 con attività prevalente nel settore bancario e dei servizi di investimento (Azimut, Banca Carige e Intesa Sanpaolo). Struttura del sistema finanziario italiano Tavola dicembre dicembre TIPO INTERMEDIARIO bancari (1) Numero intermediari di SIM Non inclusi Totale bancari (1) Numero intermediari di SIM Non inclusi Totale Gruppi bancari Gruppi di SIM Banche di cui: banche spa banche popolari banche di credito cooperativo succursali di banche estere Società di intermediazione mobiliare Società di gestione del risparmio e Sicav Società finanziarie iscritte nell elenco speciale ex art. 107 del TUB Società finanziarie iscritte nell elenco generale ex art. 106 del TUB Istituti di moneta elettronica (Imel) Istituti di pagamento Altri intermediari vigilati (2) Fonte: albi ed elenchi di vigilanza. (1) Di proprietà italiana o sotto nazionali con impresa madre estera; sono comprese le banche e le SIM capogruppo. (2) Bancoposta e Cassa depositi e prestiti. A marzo di quest anno 67 fondazioni detenevano partecipazioni nel capitale delle banche. Esse possedevano, anche congiuntamente, una quota superiore al 50 per cento in 16 intermediari, per lo più di minori dimensioni. Partecipazioni significative, comprese tra il 20 e il 50 per cento, erano detenute da singole fondazioni in due dei maggiori bancari (Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige). Il grado di concentrazione del sistema bancario. Il grado di concentrazione del sistema bancario, misurato dall indice di Herfindahl-Hirschman (HHI) calcolato sul totale dell attivo consolidato delle unità operanti in Italia, era nel lievemente superiore rispetto a quello riscontrato nel 2003 (fig. 16.1). La valutazione del livello di concorrenza nel mercato dei prestiti alle imprese è comunemente effettuata a livello regionale, mentre per i prestiti alle famiglie e per la raccolta si utilizzano indicatori a livello provinciale. Tra il 2003 e il l indice HHI mediano per i prestiti alle famiglie e per i depositi è diminuito, anche a seguito 207

5 dell espansione di intermediari di piccola dimensione al di fuori delle tradizionali aree geografiche di riferimento; nello stesso decennio l indice calcolato per i prestiti alle imprese è lievemente aumentato. Indici di Herfindahl-Hirschman dell attivo, dei depositi e dei prestiti alle famiglie e alle imprese (1) (indice in base ) Figura prestiti alle famiglie prestiti alle imprese depositi attivo Fonte: segnalazioni di vigilanza. (1) L indice per l attivo è calcolato su base nazionale; l indice per il mercato dei prestiti alle imprese è calcolato su base regionale; gli indici per i mercati dei depositi e dei prestiti alle famiglie (limitatamente alle unità consumatrici) sono calcolati su base provinciale. Indice mediano per i mercati dei depositi e dei prestiti. Ripartendo gli intermediari sulla base della dimensione e dell appartenenza ai bancari, alla fine del faceva capo ai 5 di maggiore dimensione (UniCredit, Intesa SanPaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Unione di Banche Italiane) il 49,4 per cento delle attività dei soggetti bancari e finanziari operanti in Italia (fig. 16.2). Ad altri 15 e banche di grande dimensione era riconducibile una quota dell attivo pari al 24,2 per cento. A ciascuna delle classi costituite dalle 78 succursali di banche estere e dalle 31 banche piccole faceva capo il 7,7 per cento; le 482 banche minori si attestavano all 11,0. Nel 2002 ai primi 5 dell epoca Figura 16.2 Grado di concentrazione del sistema bancario italiano (1) (valori percentuali) 51,5 49,4 primi 5 30,9 24,2 faceva capo il 51,5 per cento del complesso delle attività del sistema, oltre due punti percentuali in più rispetto alla fine dello scorso anno; si osserva un calo anche più pronunciato per gli altri e banche grandi; sono invece aumentate le quote relative sia alle succursali di banche estere sia alle banche piccole e minori. 4,8 7,7 altre banche succursali grandi o di banche appartenenti a estere grandi ,9 banche piccole 7,7 7,9 11,0 banche minori Fonte: segnalazioni di vigilanza. (1) Quote di mercato sul totale dell attivo, calcolate utilizzando per i bancari il dato consolidato (limitatamente alle componenti italiane) e per le banche non appartenenti a il dato individuale. 208

6 Il grado di internazionalizzazione del sistema bancario. Alla fine del le banche italiane operavano all estero attraverso 84 filiazioni e 60 succursali, 4 unità in meno rispetto al La presenza all estero di banche italiane rimane rilevante paesi dell area dell euro (55 unità; in particolare Austria, Lussemburgo e Germania), in quelli dell Europa centrale e orientale (56 unità) e in Svizzera (10 unità). I bancari italiani sono presenti con 4 succursali in 3 centri classificati dalla Banca dei regolamenti internazionali come centri finanziari offshore (Hong Kong, Singapore, Isole Cayman); alla fine del le esposizioni verso soggetti ivi residenti ammontavano a 8,8 miliardi, pari allo 0,3 per cento del complesso delle esposizioni. Le filiazioni di società e banche estere presenti in Italia erano 24, due delle quali figuravano tra i primi 10 bancari presenti nel Paese, con una quota del totale delle attività pari all 8,4 per cento. Alla fine del nel capitale di 48 banche erano presenti 37 azionisti esteri, in prevalenza comunitari, con quote superiori al 5 per cento. Gli intermediari non bancari. Alla fine dello scorso anno operavano in Italia 172 società di gestione del risparmio (SGR), 18 in meno rispetto alla fine del 2011 (tav. 16.1). Le cancellazioni effettuate nel corso dell anno sono riconducibili in prevalenza alla definitiva fuoriuscita dal mercato; una sola SGR è stata costituita nel. Gli operatori iscritti all albo delle società di intermediazione mobiliare (SIM) erano 101 (di cui 9 appartenenti a bancari), uno in meno rispetto all anno precedente; le iscrizioni nel corso dell anno (4) hanno riguardato SIM di matrice privata e bancaria, operative in prevalenza servizi di consulenza e di gestione di portafogli. Diciannove di SIM erano iscritti nel relativo albo; a essi facevano capo 24 SIM. Le società finanziarie iscritte nell elenco speciale ex art. 107 del TUB (che operano prevalentemente settori del leasing, del factoring e del credito al consumo) erano 186, due in meno rispetto all anno precedente. Sono usciti dal mercato 15 intermediari, per la maggior parte operanti nel settore del credito al consumo e nel servicing in operazioni di cartolarizzazione, mentre hanno avviato l attività 13 nuovi operatori, in prevalenza confidi. Gli intermediari dell elenco speciale, soprattutto quelli appartenenti a bancari italiani, hanno consolidato la loro presenza settori del factoring e del leasing, con quote di mercato pari, rispettivamente, all 83,0 e al 78,0 per cento. Le società finanziarie operative nel settore del credito al consumo detenevano una quota pari al 50,7 per cento del mercato. L albo degli istituti di pagamento ex art. 114-septies TUB (intermediari abilitati a prestare servizi di pagamento e a concedere credito a breve termine in connessione con i servizi prestati) contava 44 soggetti, di cui 11 iscritti nel corso dell anno. Nell elenco generale ex art. 106 del TUB erano iscritte 658 finanziarie (che sostanzialmente svolgono le medesime attività degli intermediari registrati nell elenco speciale ma sono caratterizzate da una ridotta dimensione operativa); la flessione di 124 unità rispetto al 2011 è dovuta prevalentemente a cancellazioni su richiesta degli stessi intermediari o a provvedimenti d ufficio conseguenti a situazioni di irregolarità. Nelle altre sezioni previste dall art. 155 del TUB risultavano iscritti 707 operatori (584 confidi minori e 123 casse peota). 209

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