ISO 9001:2000. Provincia di Firenze

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1 ISO 9001:2000 Provincia di Firenze Ufficio Gestione Rifiuti e Bonifica Siti Inquinati PROGETTO ESECUTIVO DEL SISTEMA DI BONIFICA DEL SITO INDUSTRIALE DI PIANVALLICO FI021 COMUNI DI SCARPERIA SAN PIERO A SIEVE (FI) OGGETTO: RELAZIONE GENERALE ELABORATO: FILE: A3 A3_RELAZIONE_GENERALE.PDF PROTOCOLLO: 345/2/97 DIRETTORE TECNICO Prof. Geol. Eros AIELLO RESPONSABILE Dott. Enrico GUASTALDI COLLABORATORI: Dott. Fabio Nunzio Antonio BROGNA Dott. Gianni LIALI Angela SOGGIA Dott. Alessio BARBAGLI REVISIONE DATA DESCRIZIONE REDATTO VERIFICATO APPROVATO 0 15/11/2012 Prima emissione Dott. Brogna Dott. Guastaldi Prof. Geol. E. Aiello 1 26/04/2013 Revisione ai sensi Dott. Brogna Dott. Guastaldi Prof. Geol. E. del D.P.R. 207/2010 Aiello 2 10/05/2013 Aggiornamento sorgente S57 Dott. Brogna Dott. Guastaldi Prof. Geol. E. Aiello

2 INDICE 1 Premessa Inquadramento del sito Inquadramento geologico ed idrogeologico Descrizione dello stato di fatto Iter progettuale e documentazione di riferimento Iter progettuale Documenti progettuali di riferimento Criteri progettuali e soluzioni adottate Definizione degli interventi bonifica Descrizione del progetto di bonifica Air Sparging (ASO3) Soil Vapor Extraction Barriera idraulica Messa in sicurezza e monitoraggio della sorgente S Nuova rete di monitoraggio Programma temporale Elenco Elaborati Elaborati: Allegati

3 1 Premessa Il presente documento intende illustrare i contenuti del Progetto Esecutivo di Bonifica delle acque sotterranee del sito industriale di Pianvallico (FI021), ubicato tra i comuni di Scarperia e San Piero a Sieve (FI), contaminate da solventi clorurati sulla base delle nuove integrazioni forniteci dal parere della conferenza dei servizi, protocollo n del 15 marzo Tale progetto, in particolare, si propone di fornire i criteri e le modalità realizzative degli interventi approvati nel Progetto Operativo di Bonifica e Ripristino del Sito (Allegato 3), con determina n 2766 del 05/08/2010, e calibrati sulla base delle risultanze evidenziate dal Test Pilota condotto in fase successiva (Allegato 4). Essi consisteranno nell installazione di un impianto di Air Sparging con ozono (ASO3) abbinato ad uno di Soil Vapour Extraction, oltre alla realizzazione di una barriera idraulica a valle del sito. Inoltre verrà effettuata una M.I.S.E. (Messa in Sicurezza d Emergenza) nella sorgente S57 ubicata a valle del terrazzo alluvionale di Pianvallico, ricadente nel Comune di San Piero a Sieve. Tale lavoro, previsto nel Piano Provinciale per la gestione dei rifiuti, terzo stralcio relativo alla bonifica del siti inquinati (Regione Toscana, 1998), rientra nella convenzione tra la Provincia di Firenze - Ufficio Bonifiche - Direzione Ambiente e Gestione Rifiuti e l Università degli Studi di Siena - Centro di GeoTecnologie, (CGT & Provincia.di.Firenze, 2009). 2

4 2 Inquadramento del sito 2.1 Inquadramento geologico ed idrogeologico Dal punto di vista geografico l'area industriale di Pianvallico è ubicata su un terrazzo alluvionale esteso in direzione NNE-SSO ubicato nel Bacino del Mugello, facente parte del Comune di S. Piero a Sieve, nell'area meridionale, e del Comune di Scarperia, nell'area settentrionale. Il Bacino del Mugello (Figura 1), localizzato a circa 30 Km a nord di Firenze, è una valle impostata su un bacino lacustre di origine tettonica, come il Valdarno superiore, il bacino di Firenze e del Casentino. Figura 1: Inquadramento geografico del Bacino del Mugello Il pianalto ha una quota media di 230 m s.l.m., a partire dai 240 m s.l.m. al limite nord dell'insediamento fino ai 200 m s.l.m. all'estremo Sud. Esso è limitato dal torrente Riomotoso ad Est (quota media dell'alveo del torrente compresa tra 240 m s.l.m. a Nord e 205 m s.l.m. a Sud) e ad Ovest dal torrente Levisone (quota media dell'alveo del torrente compresa tra 220 m s.l.m. a Nord e 205 m s.l.m. a Sud); il Fiume Sieve definisce il limite meridionale del dominio di studio. La geologia dell'area è caratterizzata da una serie alluvionale che poggia in discordanza stratigrafica su una serie lacustre (Figura 2), i depositi alluvionali sono riconducibili al Riss, la serie lacustre invece al Villafranchiano. Ai margini del pianalto, sono presenti i depositi 3

5 alluvionali del torrente Levisone ad Est e del torrente Riomotoso ad Ovest (basso terrazzo). Sulla scarpata che raccorda il pianalto al fondovalle è presente una fascia a vario spessore di depositi colluviali derivante dalla progressiva erosione ed accumulo delle alluvioni sovrastanti. Figura 2: Inquadramento geologico-stratigrafico dell area del pianalto di Pianvallico, in una visione prospettica verso nord, dall abitato di San Piero a Sieve verso Scarperia Molti sondaggi evidenziano nella parte meridionale dell'area uno spessore crescente dei depositi passando da Nord-Ovest verso Sud-Est. Nel settore settentrionale, invece, il terrazzo sembra possedere i maggiori spessori in corrispondenza dell'area centrale, dove è possibile ipotizzare la presenza di un paleo-alveo il cui asse coincide con quello della statale n 503 che attraversa l'area industriale di Pianvallico. In particolare, le formazioni che affiorano nell'area di studio vengono così descritte: 4

6 bnb: Depositi di origine fluviale, costituiti da ciottolami, sabbie e subordinatamente da limi argillosi VILb: Depositi villafranchiani prevalentemente sabbioso limosi, costituiti da sabbie siltoso-argillose e limi sabbiosi, con orizzonti ghiaiosi. Si tratta di sabbie limose marroni stratificate, che presentano intercalazioni di sedimenti più grossolani con ciottoli, più o meno dispersi nella matrice limoso argillosa. Questo intervallo corrisponde ai sedimenti villafranchiani riferibili ad alluvioni terrazzate, con uno spessore che nell'area di studio raggiunge circa i 10 m; VILc: Depositi villafranchiani prevalentemente argillosi costituiti da argille siltososabbiose. Si tratta di argille più o meno sabbiose grigie stratificate, spesso giallastre per alterazione superficiale, prevalenti, che presentano intercalazioni di sedimenti più grossolani con sabbie e limi, più o meno dispersi nella matrice argillosa. Questo intervallo corrisponde ai sedimenti più bassi della serie Quaternaria, con uno spessore che può raggiungere i 350 m ca. Per quanto riguarda l'idrogeologia dell'area di interesse, i depositi alluvionali del terrazzo di Pianvallico costituiscono un acquifero ghiaioso sabbioso permeabile per porosità primaria, limitato alla base dai litotipi argillosi e limoso-argillosi lacustri. La falda freatica è superficiale con una soggiacenza variabile di 5-10 metri ed è molto modesta nella parte Ovest dell'area dove lo spessore dei terreni acquiferi risulta da 2 ai 4 metri. La principale direzione di deflusso della falda è da Nord-Ovest verso Sud-Est, in relazione con la giacitura del tetto dello substrato, e anche il gradiente della falda, riflette il valore di inclinazione del tetto del substrato. Nell'area sono state condotte da vari autori prove di permeabilità a carico variabile e costante per determinare la velocità con cui si muove l'acqua all'interno del terreno, e prove di portata in pozzi, che hanno permesso di ricavare i valori indicativi della conducibilità idraulica dei diversi litotipi che costituiscono l'acquifero. Le prove condotte sui depositi argillosi lacustri del substrato, hanno mostrato un coefficiente di permeabilità variabile da 10-7 a m/s, la cui variazione è dovuta essenzialmente ai diversi tenori di frazione limosa dei depositi. 5

7 In quelli alluvionali, sabbie e ghiaie, le prove effettuate hanno mostrato un coefficiente di permeabilità variabile da 10-4 a 10-6 m/s. Un aspetto rilevante del sistema idrogeologico in esame è costituito dalla presenza di sorgenti lungo il margine orientale e meridionale del terrazzo, di cui si è resa necessaria la loro esatta ubicazione in carta non avendo informazioni precise sulla loro esatta ubicazione. Per la definizione del modello idrogeologico e per ricostruire il campo di moto delle acque sotterranee dell'acquifero, è stata condotta un'attività di censimento che ha permesso di ubicare tutti i punti d'acqua presenti nell'area e verificare l'accessibilità, l'utilizzo, l'attività e la frequenza degli emungimenti (Figura 3). La campagna è stata condotta sulla base dei punti censiti nella Banca Dati Pozzi Provincia di Firenze, dal censimento del Servizio Igiene Ambientale Borgo S. Lorenzo e dalla banca dati pozzi della Regione Toscana. 6

8 Figura 3: Inquadramento idrogeologico dell area del pianalto di Pianvallico, ed ubicazioni di tutti i punti d'acqua censiti e monitorati 7

9 2.2 Descrizione dello stato di fatto L'area di bonifica delle acque sotterranee contaminate da solventi clorurati ricade all'interno del sito industriale, precisamente nella porzione centrale del terrazzo alluvionale, sede della falda freatica oggetto del lavoro, tra le proprietà della Samoa S.r.l., I.P.T (Industria Plastica Toscana) e il complesso Immobiliare Isabella in cui sono presenti diverse attività, Figura 4. Figura 4: Area di intervento per il trattamento di bonifica ASO3 Allo stato attuale in tale area sono state rilevate nel corso del monitoraggio concentrazioni pari a 500 microg/l di PCE (Percloroetilene), a fronte di concentrazioni di 50 microg/l misurate nel periodo Le ragioni di questo notevole aumento delle concentrazioni di inquinante vanno ricercate nella consistente diminuzione del volume di acqua all'interno dell'acquifero che ha portato ad una maggiore concentrazione di massa disciolta in falda. 8

10 A seguito del monitoraggio condotto nel periodo , e dopo i risultati delle indagini integrative condotte dal giugno al novembre 2009, si è messo in evidenza un altra ipotetica zona dell acquifero con una distribuzione di contaminazione riconducibile ad una ulteriore sorgente di contaminazione. Questo perché l eventualità che la fase libera della contaminazione possa essersi mobilitata per gravità sul fondo dell acquifero seguendo la direzione di massima inclinazione del paleoalveo rispetto alla prima sorgente di contaminazione, a sud della zona di sversamento nella Ex-Valdisieve, è stata esclusa, come confermato dall assenza di contaminate nei piezometri istallati nell area compresa tra le due sorgenti. La seconda sorgente sarebbe ubicata nell area compresa tra il pozzo 17 ed il piezometro Pz5, in cui la massa di contaminazione, nei primi anni novanta, era costituita principalmente da 1,1,1 TCA ed in parte minore da TCE, ed il plume della contaminazione aveva uno sviluppo principale che seguiva la direzione di deflusso della falda N-S. Attualmente in tale settore è stata monitorata la presenza di concentrazioni di 500 microg/l di PCE e con minime concentrazioni di pochi microg/l di TCA e TCE. Ciò è spiegabile solo ammettendo che lo sversamento di PCE in falda sia avvenuto dopo l ultimo monitoraggio eseguito nel 1994, non essendo stato rilevato in precedenza. Non è quindi possibile escludere che ancora oggi potrebbe costituire una fonte di rilascio di contaminazione in soluzione, per via della presenza di sacche di accumulo della fase libera. Il pennacchio della contaminazione ha seguito la principale direzione di flusso NNW-SSE delle acque di falda, canalizzandosi nell asse del paleoalveo, dato che queste condizioni geologiche e l elevata eterogeneità litologica hanno impedito alla contaminazione di seguire le classiche modalità di trasporto avvettivo-dispersivo. Attualmente il plume di PCE interessa la zona compresa tra il Pz5 ed il pozzo Pz8 ed il pozzo 4 percorrendo una distanza stimata dalla zona ipotetica di sversamento pari a 750 m in un tempo compreso tra i 3, 5 ed i 7 anni. Nel corso degli ultimi anni inoltre la dismissione di molti pozzi utilizzati nei processi produttivi ha limitato sia la dispersione del plume che il prelievo della massa. 9

11 In base alle attività di indagine eseguite dal luglio 2008 al gennaio 2012 è stata individuata una area di intervento interna al sito rispetto alla totalità dell'area a contaminazione diffusa di dimensione pari a circa m 2, corrispondente ad un volume di terreno trattato pari a circa m 3. 10

12 3 Iter progettuale e documentazione di riferimento 3.1 Iter progettuale Il progetto di bonifica del sito in esame è stato realizzato seguendo tutto l'iter tecnicoamministrativo previsto dal D.Lgs. 3 Aprile 2006 e s.i.. Tutte le varie fasi svolte, che sono previste dalla normativa vigente in materia di bonifica dei siti inquinati, sono di seguito elencate in ordine cronologico: 14/12/ Proposta di studio per il sito industriale di Pianvallico, Scarperia -San P.a Sieve (FI) 17/12/ Firma della I Convenzione tra la Provincia di Firenze e il Centro di GeoTecnologie 15/02/ Presentazione del Piano della Caratterizzazione in Conferenza dei Servizi 29/08/ Approvazione del Piano della Caratterizzazione da parte della C.d.S. 28/02/ Rapporto Tecnico sullo stato di avanzamento delle attività di ricerca in corso 02/03/ Firma della II Convenzione tra la Provincia di Firenze e il Centro di GeoTecnologie 15/04/ Rapporto Tecnico sullo stato di avanzamento delle attività di ricerca in corso 21/05/ Indagini integrative finalizzate alla localizzazione della sorgente di contaminazione 02/09/ Trasmissione delle indagini integrative per l'individuazione della sorgente di contaminazione 15/09/ Integrazione dati per il miglioramento del quadro conoscitivo 11

13 19/10/2009 Approvazione delle integrazioni riferite al piano della caratterizzazione 13/01/ Approvazione Caratterizzazione dello stato di contaminazione 28/06/ Presentazione del Progetto Operativo (P.O.) di Bonifica in Conferenza dei Servizi 29/07/ Conferenza Servizi per la discussione delle integrazioni al P.O. di bonifica 30/07/ Integrazioni al Progetto Operativo di bonifica 25/08/ Approvazione del Progetto Operativo di Bonifica in Conferenza dei Servizi 21/11/2011 Esecuzione del Test Pilota di Bonifica 27/01/ Consegna documentazione inerente al Test Pilota di Bonifica 3.2 Documenti progettuali di riferimento Per la stesura del presente documento si è fatto riferimento a quanto contenuto nel Progetto Operativo di Bonifica (Atto provinciale n 2766 del 05/08/2010, Allegato 3) e ai risultati del Test Pilota di Bonifica (Protocollo CGT n 11868/2 del 27 Gennaio 2012, Allegato 4) eseguito nell'area di intervento. Il lavoro articolato per fasi successive, rappresenta la conclusione di un attività di studio e caratterizzazione dell area che, a causa della complessità del fenomeno di dispersione della contaminazione nel sito in questione, ha richiesto un accurata attività di monitoraggio e l esecuzione di indagini ambientali, che hanno impegnato il gruppo di lavoro a partire dal luglio 2008 sino al gennaio

14 4 Criteri progettuali e soluzioni adottate 4.1 Definizione degli interventi bonifica Il presente progetto esecutivo fornisce i dettagli per la realizzazione degli interventi di bonifica previsti nel Progetto Definitivo di Bonifica e Ripristino dell area. La scelta degli interventi è avvenuta nell ottica di: Garantire il contenimento dell eventuale pennacchio di contaminazione in una zona circoscritta al sito durante l attività di bonifica; Portare la concentrazione dei contaminanti presenti in falda al di sotto dei limiti normativi previsti dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i., definiti come Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), in considerazione della destinazione d uso commerciale/industriale. Nel caso in cui non dovessero essere raggiunti gli obiettivi di bonifica, verrà effettuata un analisi di rischio sito-specifica in modo da verificare eventuali parametri non attesi durante la fase di bonifica. I parametri considerati sono quelli per i quali si è rinvenuto il superamento del rispettivo limite, cioè il Tricoloroetilene (TCE), l'1,1,1 Tricloroetano (TCA) e il Tetracloroetilene o Percloroetilene (PCE). Per rispondere alle suddette richieste progettuali, valutata la complessità del sistema idrogeologico e tenuto conto della sostenibilità ambientale ed economica dell intervento, è stata prevista la realizzazione delle seguenti opere Realizzazione di una barriera idraulica a valle del sito costituita da due pozzi di emungimento, le cui acque emunte potranno essere scaricate in fognatura nel rispetto dei riferimenti normativi; Trattamento mediante air sparging, ozonizzazione e soil venting per bonificare le acque di falda e rimuovere le eventuali contaminazioni dal terreno; 13

15 Integrazione dell attuale rete di monitoraggio con tre piezometri di nuova realizzazione. Messa in Sicurezza di Emergenza per la sorgente S57 con un sistema a carboni attivi. Parte della massa verrà direttamente degradata in composti inerti, quali H 2 O, CO 2, Eteni ed Etani, mentre una porzione verrà strippata e trasferita nella zona vadosa dove i gas verranno aspirati con opportuno sistema. L innovazione del metodo di AS con immissione di Ozono nel sottosuolo risiede nel fatto che il sistema sfrutti principi di disinquinamento con tecnologia nota e di comprovata efficacia come lo sparging dei composti VOC inquinanti, a cui viene associata la degradazione chimica mediante miscelazione di O 3 allo stato gassoso, senza introdurre soluzioni liquide e agenti chimici il cui degrado ambientale potrebbe alterare il chimismo delle acque di falda irrimediabilmente. 4.2 Descrizione del progetto di bonifica Il dimensionamento dell intervento di bonifica in oggetto è stato effettuato considerando quanto previsto in fase di progettazione operativa e calibrando le soluzioni progettuali sulla base delle risultanze ottenute dal test pilota eseguito dal 30 novembre 2011 al 18 gennaio In linea generale si prevederà l applicazione della tecnica di bonifica dell Air Sparging con ozono (ASO3) con l accoppiamento del Soil Vapor Extraction (SVE) in modo da trattare i contaminanti sia nello strato insaturo, sia nello strato saturo. Verranno realizzati, inoltre, due pozzi barriera a valle dell'impianto ASO3 - SVE in modo da delimitare e contestualmente rimuovere l eventuale presenza del pennacchio di contaminazione a valle dell area di trattamento. 4.3 Air Sparging (ASO3) L impianto di Air Sparging arricchito con Ozono, dimensionato in fase di Progetto Operativo senza dati provenienti da prove sito specifiche, è stato modificato in tale fase 14

16 progettuale tenendo conto di quanto riscontrato dal test pilota consentendo una più adeguata taratura dei parametri operativi. In base alle risultanze del test il numero di pozzi, inizialmente previsto pari a 30, è stato ridotto a 22, intensificando il trattamento in un area minore rispetto a quella precedentemente considerata. Inoltre, tenendo conto dell estensione dell area da trattare e di un raggio di influenza valutato cautelativamente pari a 3,5 m, con portate di insufflazione tra Nm 3 /h, la disposizione dei punti di aspirazione è avvenuta secondo una maglia triangolare con un interasse tra i pozzi pari a 3,5 m che ha permesso di ottimizzare gli spazi a disposizione. I pozzi di immissione verranno realizzati in HDPE con diametro pari a 2 e avranno profondità pari a 10,5 m. Il tratto fenestrato, con luce pari a 0.5 mm, sarà posizionato da 6,5 a 10 m da p.c.. Si rimanda alla Relazione Specialistica Elaborato b del presente progetto esecutivo per i dettagli specifici degli impianti di insufflazione e per il dimensionamento delle tubazioni di colletta mento e per i dettagli inerenti la cantierizzazione e il ripristino di tutte le aree. 4.4 Soil Vapor Extraction Analogamente all impianto di ASO3 anche l impianto di SVE è stato riprogettato rispetto a quanto previsto nel Progetto Operativo di Bonifica. Nella precedente fase progettuale, infatti, si prevedeva la realizzazione di 15 pozzi di aspirazione individuando un raggio di influenza ROI di circa 10 metri per 150 Nm 3 /h di portata estratta. Nell ambito della presente progettazione esecutiva, in relazione ai risultati della prova pilota ed in considerazione di valutazioni tecnico-economiche è stato prevista l esecuzione di 6 trincee orizzontali di aspirazione superficiali a 1,5 m da p.c., in sostituzione ai pozzi verticali di trattamento previsti e caratterizzati da un ROI pari a 5 m. 15

17 La portata di esercizio dell impianto di aspirazione dovrà essere pari a circa 150 Nm 3 /h e dovrà comunque garantire un funzionamento pari a circa 1,5 2 volte quello dell impianto AS. I vapori estratti, provenienti sia dall azione dello strippaggio dell impianto di air sparging in acqua, sia dalla volatilizzazione della contaminazione residua ancora presente nell orizzonte insaturo dell acquifero, verranno trattati, infine, con filtri a carboni attivi prima del rilascio in atmosfera, garantendo così l'abbattimento delle concentrazioni dei gas estratti al di sotto dei limiti normativi di immissione in atmosfera. Si rimanda alla Relazione Specialistica Elaborato b del presente progetto esecutivo per i dettagli specifici degli impianti di insufflazione e per il dimensionamento delle tubazioni di colletta mento e per i dettagli inerenti la cantierizzazione e il ripristino di tutte le aree. 4.5 Barriera idraulica I pozzi avranno il compito di creare una barriera idraulica a valle del sistema di bonifica assicurando una protezione di tutti i punti di presa costituiti dai pozzi ad uso industriale e domestico che sono ubicati a sud dal suddetto sistema. I pozzi sono stati progettati per garantire un abbassamento costante della falda pari a 0,75 metri nel periodo di magra e di 1,5 metri nel periodo di morbida, in modo da non avere ripercussioni sugli equilibri del sistema naturale. L'acqua emunta dai pozzi barriera verrà smaltita in fognatura. Considerando che il sistema di bonifica sarà attivo per tredici (13) mesi, comprensivi dello start up del sistema, dai due pozzi verranno estratti 1304 m 3 di acqua assumendo un raggio di influenza di 30 metri. Durante la realizzazione dei pozzi barriera verranno eseguite prove a gradini di portata per verificare le ipotesi formulate in sede di progettazione. Si rimanda ai relativi elaborati del presente progetto esecutivo per i dettagli specifici degli impianti di insufflazione e per il dimensionamento delle tubazioni di collettamento e per i dettagli inerenti la cantierizzazione e il ripristino di tutte le aree. 16

18 4.6 Messa in sicurezza e monitoraggio della sorgente S57 In base ai risultati della Caratterizzazione Ambientale e al monitoraggio eseguito durante la fase di studio per la realizzazione del sistema di bonifica del sito industriale di Pianvallico, si è ritenuto necessario mettere in condizioni di sicurezza la sorgente S57 le cui acque sono utilizzate da un privato per uso agricolo, Figura 5. In base al monitoraggio effettuato nell Ottobre 2011, nelle acque della sorgente sono state riscontrate concentrazioni di solventi clorurati superiori alle CSC, in qualche modo prevedibile viste le dinamiche di trasporto verso valle della contaminazione. Figura 5 Sorgente S57 ubicata a valle del sito industriale di Pianvallico La messa in sicurezza prevede l utilizzo di sistema di trattamento a carboni attivi e un monitoraggio delle acque della sorgente per un periodo complessivo di 12 mesi dal collaudo dell opera. 17

19 CGT Figura 6 Concentrazioni di 1,1,1 TCA nell Ottobre

20 La descrizione del sistema a carboni e la relativa manutenzione dell opera sono elencati nel computo metrico estimativo riportato di seguito (Figura 7). I costi del sistema di trattamento sono da ritenersi al netto dell IVA. CODICE Voce Unità Numero Prezzo unitario 1 Sistema di trattamento acque con GAC 1.1 Impiantistica Prezzo totale N.P.1 Acquisto di due unità di filtrazione a GAC di dimensioni 30*30*100 per il trattamento di 0.15 L/s di portata d acqua contaminata da solventi clorurati, compresa la realizzazione delle opere edili per il posizionamento degli impianti e la sistemazione dei collegamenti con i manufatti di stoccaggio presenti in sito. Tutto compreso, nulla escluso per dare l opera finita a perfetta regola d arte. CRP 1 Euro 2000 Euro Manutenzione N.P.2 Attività di manutenzione degli impianti di trattamento comprendente visite in impianto con avvio del sistema di controlavaggio e ricambio del letto filtrante, tutto compreso nulla escluso per garantire il funzionamento alle condizioni di esercizio di progetto. Per un anno di trattamento CRP 1 Euro 2500 Euro 2500 TOTALE COMPUTO Euro 4500 Figura 7 Computo metrico estimativo del sistema a carboni attivi per la messa in sicurezza della sorgente 4.7 Nuova rete di monitoraggio Per valutare l impatto degli interventi di bonifica sulle acque sotterranee si prevede la realizzazione di 3 nuovi piezometri come riportato nella Tavola 9. Essi saranno ubicati parallelamente alla direzione di falda in modo tale da poter monitorare l eventuale estensione laterale del pennacchio di contaminazione da monte a valle. In particolare: un piezometro sarà ubicato a monte dell area di trattamento, per caratterizzare lo stato delle acque in arrivo all area di trattamento; 19

21 il secondo piezometro sarà ubicato immediatamente a valle dell area di trattamento per monitorare l efficacia del trattamento di ASO3 e SVE; l ultimo verrà posizionato a valle dei due pozzi di emungimento per verificare l efficacia della barriera idraulica nel contenimento di eventuali flussi idrici inquinati. Per le specifiche tecniche si rimanda alla Relazione Specialistica e al Capitolato Speciale d Appalto Parte 2. 20

22 5 Programma temporale Di seguito vengono riportate le principali attività di bonifica in progetto (668 giorni naturali organizzati secondo quanto previsto dal diagramma di GANTT di Figura 6, e in Allegato 1 Cronoprogramma delle attività ): ITER BUROCRATICO o Inoltro a Pubbliacqua per la richiesta dell autorizzazione allo scarico in fognatura; o Inoltro comunicazione del Responsabile della Sicurezza; o Kick Off Meeting (KOM) tra tutti i componenti per l attivazione dei lavori Attività di allestimento: 25 giorni o Attività iniziali di allestimento del cantiere: 2 giorni a partire al 7 agosto 2013 all 8 agosto2013; o Allestimento piezometri e monitoraggio iniziale: 23 giorni a partire al 9 agosto 2013 fino all 1 settembre 2013, di cui dal 9 agosto al 25 agosto 2013 le operazioni di scavo e allestimento piezometri;; o Sistema di emungimento: 23 giorni a partire al 9 agosto 2013 fino all 1 settembre 2013, di cui dal 9 agosto al 25 agosto 2013 le operazioni di scavo e allestimento dei pozzi; o Air Sparging (ASO3) e Soil Vapor Extraction (SVE): 23 giorni a partire al 9 agosto 2013 fino all 1 settembre 2013, di cui dal 9 agosto al 25 agosto 2013 le operazioni di scavo pozzi ASO3 e allestimento trincee SVE; o Messa in Sicurezza d'emergenza (MISE) della Sorgente S57: 7 giorni a partire dal 26 agosto 2013; Operatività' ASO3 - SVE e barriera idraulica, e MISE S57: 394 giorni, a partire dal 2 settembre 2013; 21

23 Monitoraggio: 643 giorni, a partire dal 2 settembre 2013; Chiusura cantiere: 2 giorni a partire dal 26 giugno 2015; La durata dell attività di bonifica è quindi stimabile in circa 13 mesi cui andrà aggiunto un anno per il monitoraggio di fine intervento, per un totale di circa 23 mesi (668 giorni naturali giorni naturali organizzati secondo quanto previsto dal diagramma di GANTT di Figura 6). In Allegato 1 si riporta il cronoprogramma dettagliato degli interventi. Nell Allegato 1 Cronoprogramma Attività e nell Allegato 2 Cronoprogramma Monitoraggio sono evidenziate le date di ricezione dei quattro SAL e i relativi pagamenti delle rate concordate nelle date elencate di seguito: 1. Consegna 1 SAL - 6 Settembre % 2. Consegna 2 SAL - 7 Febbraio % 3. Consegna 3 SAL 8 Settembre % 4. Consegna 4 SAL 8 Giugno % 22

24 Figura 6 Cronoprogramma delle attività di progetto. 23

25 6 Elenco Elaborati Gli elaborati facenti parte del presente progetto sono: 6.1 Elaborati: A) Relazione Generale B) Relazione Specialistica C) Elaborati Grafici: Corografia dell area (Tavola 1) Planimetria di cantierizzazione (Tavola 2) Sezioni Geologiche (Tavola 3) Aree di scavo (Tavola 4) Sottoservizi presenti nell area di intervento (Tavola 5) Schema pozzi Soil Vapour Exstraction ed Air Sparging (Tavola 6) Loyaut linee Air Sparging e Soil Vapour Exstraction (Tavola 7) Loyaut impianto di emungimento acque (Tavola 8) Ubicazione punti di monitoraggio e schema dei piezometri (Tavola 9) D) Calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti E) Piano di manutenzione dell opera e delle sue parti F) Piano di sicurezza e di coordinamento di cui all art. 100 del D.Lgs. 81/08 G) Computo metrico estimativo e quadro economico H) Cronoprogramma I) Elenco dei prezzi unitari ed eventuali analisi 24

26 L) Capitolato speciale d appalto L1) Parte 1 L2) Parte 2 M) Piano particellare e possibili interferenze con le attività presenti nel sito 6.2 Allegati 1) Crono programma degli interventi 2) Crono programma del monitoraggio 3) Progetto Operativo di Bonifica 4) Test Pilota di Bonifica 5) P&I Impianto di ASO3 6) P&I Impianto di SVE 7) P&I Impianto di emungimento 25

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