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1 SAPER PROGETTARE Seconda parte Dott. Fabio Olivieri Pedagogista, Counsellor professionista Docente a contratto per il tirocinio Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre

2 Tante équipe un solo progetto Programma di Intervento Per la Prevenzione dell'istituzionalizzazione P.I.P.P.I. è un progetto nato dalla collaborazione dell' Università di Padova, Labrief e FISSPA (Dipartimento) Link:

3 Le finalità Nel progetto sono indicate anche le Motivazioni "Mettere a punto, sperimentare e valutare un programma multidimensionale specifico per rispondere ai bisogni delle famiglie negligenti, basato sulle risorse loro e dell'ambiente vitale" cui appartengono ( )"che permetta a tali famiglie di affrontare progressivamente i loro problemi, assumersi le loro responsabilità, migliorare le competenze genitoriali e la qualità delle proprie relazioni familiari e sociali, divenendo protagoniste del progetto di intervento che le riguarda". - Fonte Labrief

4 Gli obiettivi di P.I.P.P.I. Generale: "aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo per evitare il collocamento esterno dalla famiglia" Specifico: accompagnare i genitori nell'apprendimento di quelle competenze utili e necessarie allo sviluppo dei bambini: fisiche, psicologiche e educative

5 La struttura di P.I.P.P.I sperimentale. Trasformare i dati dell'intervento RicercaDisegno operativo (EEMM) in dati utili a strutturare una valutazione complessiva, in termini di efficacia del programma e dello specifico intervento "dettagliata e condivisa" sottoposta a continue verifiche tramite valutazione partecipativa e trasformativa InterventoMetodologia Si impiega lo strumento RPM On line FormazioneIl Gruppo scientifico (GS) dell'università di Padova forma i coach e le Équipe Multidimensionali (EEMM)

6 Struttura-intervento : dimensioni e dispositivi

7 Destinatari diretti e indiretti in P.I.P.P.I Famiglie Bambini 0-11 anni. Genitori ritenuti "negligenti" a seguito di procedura di Preassessment. Famiglie che nutrono fiducia nei riguardi dei servizi. Famiglie già separate in ottica di rieducazione/riunificazione Si impiega lo strumento RPM On line Servizi Titolari di funzioni di cura e protezione di soggetti in età evolutiva Abbiano una base operativa costituita almeno dalle seguenti figure professionali: assistente sociale, psicologo ed educatore Disponibilità di Coach che funga da raccordo tra famiglie, servizi e GS Prevedano il coinvolgimento delle scuole in quanto servizi istituzionalizzati

8 Prospettiva Bioecologica (Bronfenbrenner, 1979) Prospettiva di Resilienza in ottica fenomenologica La cornice concettuale di riferimento P.I.P.P.I Lo sviluppo avviene all'interno di una rete di sistemi e di relazioni e non è determinato in modo causale dal nucleo genitoriale La crescita sana non dipende solo dal rapporto diretto bambino/adulto ma anche dall'intensità di accordo tra adulti che appartengono al suo sistema Le relazioni tra sistemi sono viste sia come risultato di uno sviluppo che generatore di nuove potenzialità Si opera in modo intra-intersistemica Resilienza intesa come "capacità di attivare processi di riorganizzazione positiva della propria vita e socialmente adattata nonostante le esperienze critiche attraversate solitamente prodromiche allo sviluppo di comportamenti devianti Il sistema dei significati e delle percezioni contribuiscono alla generazione di una realtà individuale/sociale condivisa Pone al centro l'identità narrativa dei soggetti coinvolti Ogni persona è responsabile del suo agire

9 Metodo della valutazione partecipativa e trasformativa (rielaborazione Adams et al 2009 Labrief) Accoglienza Autonomia della famiglia Progettazione/Assessment Chiusura Intervento

10 Fonte: Quaderni di PIPPI Labrief Metodo della valutazione partecipativa e trasformativa (rielaborazione Adams et al 2009 a cura di Labrief) Fase Azione Riflessione/negoziazione Accoglienza Avviare un rapporto di alleanza e iniziare a raccogliere e confrontare le informazioni Progettazione/Assessment Raccogliere informazioni con strumenti diversi e diversificare obiettivi, azioni e responsabilità Intervento Chiusura Intervenire, assicurare i servizi, le risorse e le attività appropriate Valutare la possibilità che la famiglia prosegua autonomamente o definire nuovi percorsi di intervento Riflessione sui problemi che vengono presentati, identificare le questioni cui dare risposta Riflettere/discutere le modalità con cui affrontare le questioni Discutere/confrontarsi per mettere in pratica le progettazioni concordate Rivedere insieme la situazione complessiva del percorso realizzato

11 Fase Azione Strumenti Schedulazio ne delle attività Accoglienza Definire in modo chiaro l'interesse comune di garantire il benessere del bambino; Sapere con chi si va (presentare l'équipe) Analisi ed espressione dei bisogni Ricorrere a strumenti precisi, definiti ed adatti allo scopo Assessment EEMM presenterà ai genitori e agli altri attori coinvolti come verrà svolta l'analisi dei bisogni e delle risorse; EEMM e genitori realizzano l'assessment per i bisogni di sviluppo del bambino Fumetto di PIPPI Scheda Preassessment RMP On line Scheda di Assessment Modello multidimensionale del bambino Progettazione EEMM coinvolgono i genitori nella microprogettazione Stipulano un patto educativo Intervento EEMM e genitori danno seguito all'intervento progettato Scheda di microprogettazione Chiusura EEMM valutano il raggiungimento degli obiettivi e la qualità dei risultati EEMM valutano eventuale chiusura/proseguimento Diagramma radiale

12 SAPER PROGETTARE Seconda parte FINE Fonte: I quaderni di P.I.P.P.I. Dott. Fabio Olivieri Pedagogista, Counsellor professionista Docente a contratto per il tirocinio Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre

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