Antidoto alla violenza

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1 y(7ha3j1*qsskkm( Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 50 (46.888) Città del Vaticano lunedì-martedì 2-3 marzo Ai vescovi del nord Africa in visita «ad limina» il Papa ricorda che la differenza va accettata come ricchezza Antidoto alla violenza E all Angelus invoca la pace in Siria e in Iraq e la fine delle tensioni sociali in Venezuela Mentre proseguono le proteste a Caracas e in altre città Maduro attacca Washington Papa Francesco ha reso omaggio «al coraggio, alla fedeltà e alla perseveranza» dei vescovi, dei sacerdoti, dei consacrati e dei laici che continuano a restare in Libia nonostante i molteplici pericoli. «Sono autentici testimoni del Vangelo» ha detto parlando ai presuli della Conferenza epi- DA M A S C O, 2. Si consolida la determinazione dei Paesi del Vicino oriente a fare fronte comune contro il sedicente Stato islamico (Is), mentre sul piano militare le forze irachene, appoggiate da milizie tribali sia sciite sia sunnite, hanno annunciato in mattinata l avvio di un offensiva per la riconquista di Tikrit, da mesi controllata dal gruppo jihadista. Non ci sono invece conferme della notizia, circolata per tutta la giornata di ieri, del ritiro delle milizie che all Is dichiarano di aderire scopale regionale del nord Africa (Cerna) ricevuti in udienza nella mattina di lunedì 2 marzo. «Li ringrazio vivamente ha proseguito e vi incoraggio tutti a proseguire i vostri sforzi per contribuire alla pace e alla riconciliazione in tutta la vostra regione». Liberi decine di ostaggi cristiani sequestrati dai terroristi in Siria Paesi musulmani contro l Is dalla città libica di Derna, centro strategico sulla costa settentrionale della Cirenaica. L Is, intanto, ha rilasciato nel fine settimana decine di cristiani assiri sequestrati lunedì scorso nella provincia siriana di Hasaka. Diciannove persone sono state liberate ieri, domenica, dopo che sabato era stata data notizia del rilascio di altre ventinove. Secondo fonti locali, sarebbe stato un tribunale islamico insediato dallo stesso Is a ordinarne il rilascio. Proprio in quella zona, nei giorni Bambini palestinesi a una marcia di solidarietà con i cristiani siriani sequestrati dall Is (Ap) successivi al sequestro dei cristiani, i peshmerga curdi sono riusciti a interrompere le comunicazioni tra le basi del gruppo jihadista in Siria e in Iraq. La fuga dei cristiani dalle aree siriane investite dalle violenze jihadiste, comunque, non s interrompe e il Governo del Libano ha aperto loro i confini. Dopo una riunione tra il primo ministro, Tamman Salam, il ministro degli Affari sociali Rashid Derbas, e quello dell Interno, Nouhad Machnouk, quest ultimo ha dato notizia dell iniziativa, sottolineando che «i rifugiati cristiani sono benvenuti nel Paese a causa della eccezionale crisi umanitaria». Si susseguono intanto, come detto, le affermazioni di volontà di arginare la minaccia jihadista. Comunità d intenti in merito hanno espresso il re saudita Salman e il presidente egiziano Abdel Fatah Al Sissi che ha incominciato ieri a Riad una visita dal dichiarato scopo di rafforzare le intese, anche e soprattutto in chiave antiterrorismo, tra il suo Paese e le monarchie del Golfo persico. Deciso a combattere l Is si è detto anche il I Quaderni neri di Martin Heidegger Un antisemitismo metafisico CRISTIANA DOBNER A PA G I N A 5 Oggi su «donne chiesa mondo» Cinquecento anni con Teresa IN A L L E G AT O Al gruppo di vescovi che oltre a quelli della Libia comprende i pastori di Algeria, Marocco e Tunisia il Pontefice ha ricordato in particolare la necessità di intensificare il dialogo con le altre religioni, sottolineando che «l antidoto più efficace contro ogni forma di violenza è l educazione alla scoperta e all accettazione della differenza come ricchezza e fecondità». Una sottolineatura significativa alla luce dell appello rilanciato domenica dal Papa all Angelus in piazza San Pietro. Proprio manifestando la sua preoccupazione per il perpetuarsi delle violenze in Siria e in Iraq ai danni dei cristiani e di altri gruppi, Francesco aveva invitato i fedeli a pregare «insistentemente perché al più presto si ponga fine all intollerabile brutalità di cui sono vittime». Al tempo stesso, aveva aggiunto, «chiedo a tutti, secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano». Di violenza il Pontefice aveva parlato anche in riferimento alle acute tensioni sociali che attraversano in questo periodo il Venezuela. Dopo aver ricordato lo studente quattordicenne ucciso da un agente della polizia antisommossa a San Cristóbal, nello Stato di Táchira, il Papa ha invocato l impegno di tutti per respingere la tentazione dello scontro e per garantire il «rispetto della dignità di ogni persona e della sacralità della vita umana», incoraggiando «a riprendere un cammino comune per il bene del Paese, riaprendo spazi di incontro e di dialogo sinceri e cos t ru t t i v i». PAGINE 7 E 8 re giordano, Abdullah II bin Hussein, in dichiarazioni rilasciate ieri alla Cnn. Secondo il sovrano, i miliziani jihadisti «sono in un certo senso fuorilegge dell islam, sin da quando hanno tentato di espandere il loro dominio sui musulmani». Poche ore dopo, al termine di un incontro con il ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, in visita a Teheran, Ali Akbar Velayati, consigliere per gli affari internazionali della guida suprema iraniana Ali Khamenei, ha ribadito l impegno contro l Is. «Aiutiamo i nostri fratelli e sorelle in Iraq a difendere l integrità e la sovranità del loro Paese e sosteniamo i Governi di Iraq e Siria nella loro legittima lotta contro il terrorismo» ha detto. I servizi di intelligence stanno intanto valutando l attendibilità di un video attribuito a fiancheggiatori dell Is con minacce di morte al fondatore di Twitter, Jack Dorsey, e ai dipendenti del social network. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Ghaleb Moussa Abdalla Bader, Arcivescovo di Alger (Algeria), in visita «ad limina Apos t o l o ru m» ; Vincent Landel, Arcivescovo di Rabat (Marocco), in visita «ad limina Apostolorum»; Santiago Agrelo Martínez, Arcivescovo di Tanger (Marocco), in visita «ad limina Apostol o ru m» ; Ilario Antoniazzi, Arcivescovo di Tunis (Tunisia), in visita «ad limina Apostolorum»; Claude Rault, Vescovo di Laghouat (Algeria), in visita «ad limina Apostolorum»; Paul Desfarges, Vescovo di Constantine (Algeria), in visita «ad limina Apostolorum»; Manifestante durante gli scontri con la polizia a San Cristóbal (Ap) CARACAS, 2. Il Venezuela sempre più stretto nella morsa della violenza. Dopo la morte di Kluiver Roa, studente quattordicenne ucciso una settimana fa con un proiettile alla testa da un agente della polizia antisommossa a San Cristóbal, nello Stato di Táchira, si sono registrati nuovi scontri fra forze dell ordine e manifestanti anti-chavisti. La tensione è alta non solo nella capitale Caracas, ma anche in molte altre regioni del Paese. Il presidente Nicolás Maduro attribuisce la responsabilità delle violenze a un opposizione che a suo dire sarebbe controllata dagli Stati Uniti. E proprio per questo ieri, al termine di una grande manifestazione in suo sostegno tenutasi a Caracas, il presidente ha annunciato una serie di misure antistatunitensi: visto obbligatorio per i cittadini americani, restrizioni all attività dei diplomatici a Caracas e una lista di dirigenti che non potranno mettere piede in Venezuela. Maduro ha attaccato l Amministrazione Obama, rea di tessere «trame golpiste» contro il suo Paese. E di queste trame ha aggiunto Maduro il suo Governo possiede «prove indiscutibili, documenti e foto». Maduro ha anche annunciato di aver invitato a Caracas il segretario dell O rganizzazione degli Stati americani (Osa), José Miguel Insulza, e il presidente uruguaiano, Tabaré Vazquez, per «mostrare loro le prove del complotto». Ma nel Paese prosegue la protesta. Pochi giorni fa, a Caracas organizzazioni studentesche hanno manifestato davanti alla sede del NOSTRE INFORMAZIONI Jean-Paul Vesco, Vescovo di Oran (Algeria), in visita «ad limina Apostolorum»; Sylvester Carmel Magro, Vescovo titolare di Salde, Vicario Apostolico di Benghazi (Libia), in visita «ad limina Apos t o l o ru m»; Giovanni Innocenzo Martinelli, Vescovo titolare di Tabuda, Vicario Apostolico di Tripoli (Libia), in visita «ad limina Ap ostolorum»; i Reverendi: Padre Mario León Dorado, O.M.I., Prefetto Apostolico del Sahara Occidentale, in visita «ad limina Apostolorum»; Monsignor Janusz Urbańczyk, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le ministero degli Interni. E negli scontri scoppiati ieri a San Cristóbal fra giovani anti-chavisti e unità della polizia antisommossa, sono state arrestate decine di persone. I motivi della protesta sono diversi: dalle scarse condizioni di sicurezza nei centri abitati, alle misure economiche decise dal Governo per fronteggiare la crisi che ha colpito duramente il Paese. Le prime manifestazioni si sono tenute un mese fa nelle città andine di San Cristóbal e Mérida e si sono poi diffuse in molte altre zone del Paese. In un anno di proteste dicono i media 43 persone sono morte: cento sono rimaste ferite e la polizia ha operato migliaia di arresti. E nelle ultime settimane la tensione è tornata a salire a causa dell arresto del sindaco anti-chavista di Caracas, Antonio Ledezsma. Accusato di cospirazione e associazione in attività sovversiva per il presunto coinvolgimento in un piano golpista, al momento Ledezsma è rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, nella periferia della capitale, dove da un anno è detenuto anche Leopoldo López, un altro leader del movimento antichavista. L opposizione russa ricorda Boris Nemtsov M a rc i a contro la paura PAGINA 2 Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza la Signora Irina Bokova, Direttrice Generale dell Unesco, e Seguito. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza il Signor Nechirvan Barzani, Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Regionale del Kurdistan Iracheno. Provvista di Chiesa Il Santo Padre ha nominato Vescovo di San Andrés Tuxtla (Messico) il Reverendo Fidencio López Plaza, del clero della Diocesi di Querétaro, finora Organizzazioni Internazionali Parroco e Vicario Episcopale Governative a Vienna. della Pastorale.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 La marcia a Mosca in ricordo di Nemtsov ( R e u t e rs ) Colloquio a Ginevra tra Kerry e Lavrov D ialogo sull Ucraina GINEVRA, 2. Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, si sono incontrati oggi a Ginevra per colloqui che sono durati oltre un ora e mezza sulla crisi nel Donbass, a margine di una riunione del consiglio dei Diritti umani dell Onu, dove è stato presentato un rapporto proprio sul conflitto nell est ucraino. Il segretario di Stato americano al termine dei colloqui ha affermato che le «discussioni che hanno riguardato anche Siria e Iran sono state franche». A Bruxelles è invece prevista una riunione tra Ue, Mosca e Kiev sul conflitto del gas tra Russia e Ucraina, che rischia di avere ripercussioni anche sul transito del metano russo verso l Europa (oltre il 15 per cento dell importazione del gas in Europa transita per l Ucraina). Nel primo pomeriggio si incontreranno il ministro dell Energia russo, Alexander Novak, l a m m i n i s t r a t o re delegato del colosso di Gazprom, Alexiei Miller, il ministro dell Energia ucraino, Vladimir Demchishin, il capo della società energetica ucraina Naftogaz, Andrei Kobolev, e il vicepresidente della Commissio- Il partito di Governo vince le legislative in Estonia TALLINN, 2. La coalizione di centrosinistra, attualmente al Governo in Estonia, ha vinto le elezioni legislative di ieri nel Paese baltico. Il presidente, Toomas Hendrik Ilves, dovrebbe assegnare l incarico di formare il nuovo Governo al premier uscente, Taavi Rõivas, del Partito della riforma, che cercherà di costituire l Esecutivo sulla base della precedente alleanza con i socialdemocratici, che però non sarà ancora sufficiente a garantire la maggioranza assoluta di cinquantuno seggi. Il Partito della riforma (filo-nato) ha ottenuto trenta dei centouno seggi del Parlamento (tre in meno rispetto alla consultazione del 2011), mentre i partner socialdemocratici della coalizione ne hanno conquistati quindici (quattro in meno). Il partito di opposizione filo- Cremlino, il Centro (sostenuto dalla minoranza russofona, circa un quarto della popolazione), si è assicurato ventisette deputati, uno in più della legislatura precedente. I grandi perdenti di questa tornata elettorale sono i conservatori, che ottengono solo quattordici seggi, nove in meno. Due nuovi partiti hanno fatto per la prima volta ingresso nel Parlamento di Tallinn. Si tratta del Partito liberale e di un altro conservatore e xenofobo, che occupano assieme una quindicina di seggi, mentre altre tre formazioni non hanno superato la soglia di sbarramento del 5 per cento. L affluenza alle urne è stata la più alta dal 1995, con il 63,7 per cento dei votanti. ne europea, nonché commissario per l Unione energetica, Maroš Sefčovič. Nel frattempo, l alto commissario dell Onu per i Diritti dell uomo Zeid Raad Al Hussein lanciando il suo nono rapporto sulla situazione in Ucraina ha dichiarato che sono oltre seimila le persone uccise nell est del Paese dallo scoppio degli scontri nell aprile Secondo il documento, l escalation delle violenze nelle ultime settimane, in particolare vicino all aeroporto di Donetsk e nella zona strategica di Debaltseve, ha provocato centinaia di morti, sia civili che militari. A dispetto dei successivi cessate il fuoco, «oltre seimila vite sono state perdute in meno di un anno a causa dei combattimenti nell est dell Ucraina», ha detto l alto commissario in un comunicato, denunciando una «spietata devastazione di civili e infrastrutture», dove «donne, bambini, vecchi e gruppi vulnerabili sono particolarmente colpiti». E anche la condizione delle persone rimaste nelle zone controllate da gruppi armati, ha aggiunto Zeid Raad Al Hussein, è diventata insostenibile. Il rapporto denuncia inoltre arresti arbitrari, torture e sparizioni forzate commessi principalmente dai gruppi armati, ma anche, in alcuni casi, da parte delle forze ucraine. Si evidenzia anche la situazione particolarmente difficile delle centinaia di migliaia di sfollati a causa del conflitto. «È indispensabile che tutte le parti rispettino le decisioni degli accordi di Minsk e cessino i bombardamenti indiscriminati e le ostilità che hanno creato una situazione orribile per i civili, in flagrante violazione delle leggi umanitarie internazionali e dei diritti dell uomo», ha aggiunto. In effetti, nonostante la tregua concordata, un giornalista di nazionalità ucraina è stato ucciso sabato durante un bombardamento su Pesky, villaggio situato lungo la linea del fronte, a soli cinque chilometri a nord-ovest del centro di Donetsk, e ancora controllato dai governativi: lo ha denunciato Andriy Lysenko, portavoce del consiglio di Difesa e Sicurezza ucraino. «Non conosco tutti i dettagli, ma oggi a Pesky si è bombardato», si è limitato a dichiarare Lysenko. Il fotoreporter ucraino si chiamava Serghii Nikolaiev e lavorava per il quotidiano «Segodnia». E stamane, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha firmato un decreto attuativo dell app ello all Onu e all Unione europea per il dispiegamento di una forza di pace nell est del Paese. Lo riferisce il sito della presidenza stessa. La decisione, presa dal consiglio per la Sicurezza ucraino il 18 febbraio scorso, era stata criticata sia dai ribelli separatisti filorussi sia da Mosca. Infine, i separatisti hanno annunciato di aver completato il ritiro di tutte le armi pesanti dai fronti di Donetsk e Lugansk, in ottemperanza a una delle principali condizioni dell accordo di pace negoziato a Minsk. L iniziativa non è ancora stata confermata dall O rganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), incaricata di monitorare il ritiro degli armamenti pesanti da entrambe le parti, che secondo l accordo di Minsk deve essere completato entro il 2 marzo. L opposizione russa ricorda Boris Nemtsov Marcia contro la paura MOSCA, 2. Decine di migliaia di persone hanno sfilato ieri pomeriggio per le vie del centro di Mosca per ricordare Boris Nemtsov, il lea- BE R L I N O, 2. Per la terza volta nel giro di poche settimane, è scattato ieri in Germania, a Brema, un nuovo allarme terrorismo. L allarme ha tenuto col fiato sospeso per circa trenta ore la città, che ha visto un massiccio schieramento di polizia e agenti speciali nei luoghi strategici, inclusa una sinagoga. Poi, dopo fermi e perquisizioni, l allerta è Operazione a Brema Allerta terrorismo in Germania Debutto europeo per il presidente Mattarella BE R L I N O, 2. Prima missione europea per il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato è giunto a Berlino, dove questa mattina ha incontrato il presidente tedesco, Joachim Gauck. Subito dopo il presidente Mattarella si recato al Muro di Berlino per un momento dedicato alla memoria del recente passato. La visita prosegue con un colloquio con il cancelliere Angela Merkel. Poi l incontro con i funzionari dell ambasciata italiana. In serata il trasferimento a Bruxelles. Domani, martedì, la giornata sarà Fiamme nella provincia argentina di Chubut in Patagonia (Afp) der dell opposizione assassinato a colpi di pistola venerdì notte a pochi passi dalla Piazza Rossa. Il delitto di cui non si conoscono al momento esecutori né mandanti è stato condannato dalla comunità internazionale. «Non abbiamo paura», scandivano in coro alcuni manifestanti. Tra tanti tricolori russi listati a lutto e qualche bandiera ucraina, il popolo dell opp osizione ha fatto sentire la sua voce criticando il Governo per la posizione assunta nel conflitto ucraino e il braccio di ferro delle sanzioni con l Occidente che assieme al crollo del prezzo del petrolio sta mettendo in ginocchio l economia. Il corteo è partito verso le 15 dal quartiere di Kitai Gorod ed è passato dal ponte Bolshoi Moskvoretski, proprio dove è stato ucciso Nemtsov. Molti dimostranti avevano in mano mazzi di rose o di garofani da lasciare sul luogo dell assassinio che rientrata, anche se le indagini vanno avanti. L allarme è scattato in seguito a un indagine su un traffico illegale di armi negli ambienti radicali islamici: «Gli indizi erano così concreti che non potevamo più escludere un attentato a Brema» ha detto il ministro degli Interni, Ulrich Maurer. Nelle perquisizioni non sono state interamente dedicata alle istituzioni europee. Per la sua prima visita all e s t e ro dall elezione, il presidente Mattarella ha scelto di riprendere il confronto con la Germania anche perché, spiegano fonti del Quirinale, «i rapporti tra i due Paesi hanno un sostrato importante e il dialogo va ripreso e affrontato subito». La partnership tra Italia e Germania, ricordano le stesse fonti, è necessaria affinché l E u ro p a affronti «un cammino condiviso verso l unione e la crescita economica». ha scosso l intera Russia. Molti altri mostravano ritratti dell opp ositore. Intanto, mentre gli inquirenti hanno promesso dollari a chi fornirà loro delle informazioni sui responsabili dell omicidio, l emittente TvTse ha trasmesso ieri un presunto filmato del momento dell uccisione di Boris Nemtsov. Stando alle immagini (a bassa risoluzione), il killer avrebbe atteso Nemtsov sul ponte Bolshoi Moskvoretski, forse nascondendosi sulle scale. Poi, una volta compiuto l assassinio, sarebbe salito di corsa su un auto per dile- trovate armi e i sospetti fermati sono stati rilasciati. Al centro delle indagini a Brema, in corso dall autunno 2014, c è un libanese di 39 anni sospettato di un traffico di armi automatiche. Forze speciali hanno perquisito un centro islamico, e varie abitazioni inclusa quella del libanese. Sono stati sequestrati dischetti che saranno ora esaminati. Lo schieramento di polizia potrebbe avere dissuaso gli attentatori: «riteniamo che sia subentrata insicurezza nel gruppo» ha fatto sapere una fonte della polizia. Secondo il ministro Maurer, i servizi per la sicurezza interna tengono sotto osservazione 360 salafiti: 19 sono andati in Siria a combattere portandosi dietro anche 11 bambini. Allarmi per possibili attentati di matrice islamica erano scattati a Dresda verso metà gennaio e a Brauschweig, dove due settimane fa era stata cancellata una parata di Carnevale. Interpellato dalla Dpa, un portavoce del ministero degli Interni federale ha detto che la Germania resta nel mirino del terrorismo jihadista. «Ne deriva una forte minaccia per la sicurezza interna che può in qualsiasi momento diventare reale sotto forma di attentati di dimensione e intensità varia» ha detto il p ortavo ce. guarsi, probabilmente con uno o più complici. La qualità del video è però sufficiente solo a distinguere le sagome di auto e persone in movimento. Non di certo a identificare l assassino. Durante la manifestazione è stato fermato e poi rilasciato il deputato ucraino, Oleksii Goncharenko, che ha detto di essere stato picchiato dalla polizia. Goncharenko ha riferito di essere stato fermato per non aver obbedito all ordine di un poliziotto, ma nega di aver compiuto una tale infrazione. Secondo l agenzia Interfax, il parlamentare è stato interrogato nel quadro di un inchiesta per «tentato omicidio e tortura» nei confronti di «un cittadino russo durante la tragedia di Odessa» dello scorso maggio, nella quale morirono quasi cinquanta persone. I funerali di Boris Nemtsov sono previsti domani pomeriggio nel cimitero Troyekurovskoye, alla periferia occidentale di Mosca, dove è sepolta anche la giornalista Anna Politkovskaia, assassinata nel Le esequie saranno precedute da una camera ardente al centro Sakharov, che inizierà alle 10. Nel frattempo, gli avvocati di Aleksei Navalny hanno fatto domanda ai giudici per il rilascio del blogger oppositore russo, affinché possa partecipare domani ai funerali di Nemtsov. Lo riferisce oggi l agenzia Interfax, citando l avvocato Ivan Zhdanov. Navalny si trova in carcere, condannato a quindici giorni di detenzione per aver distribuito materiale informativo in metropolitana sulla marcia antigovernativa organizzata per ieri e trasformatasi poi in marcia funebre per ricordare Nemtsov. Navalny sta scontando una pena amministrativa e secondo la legge, in casi estremi, è prevista la sospensione della misura restrittiva. B ru x e l l e s chiede ad Atene di avviare le riforme ATENE, 2. Bruxelles vuole fatti concreti. Se il Governo greco inizierà da subito a varare alcune delle riforme sottoposte ai creditori internazionali (Ue, Bce e Fmi), questi ultimi potrebbero versare già a marzo parte dei 7,2 miliardi di euro di prestiti che ancora spettano ad Atene, secondo il vecchio piano di assistenza. Lo ha annunciato oggi, in un intervista al quotidiano britannico «Financial Times», il presidente dell Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. «Il mio messaggio alla Grecia è questo: provate a far partire il programma prima ancora della fine del negoziato» ha dichiarato Dijsselbloem. «Ci sono misure che possono iniziare a essere applicate subito; se lo farete, ci potrebbe essere un primo versamento durante il mese di marzo, ma ciò richiederebbe progressi e non solo intenzioni». Vasto incendio in Patagonia BUENOS AIRES, 2. Emergenza in Patagonia, nel sud dell Argentina, dove un violento ed esteso incendio boschivo, innescato da una serie di fulmini, sta divorando una vasta area di foresta, di cui ha già distrutto oltre ventimila ettari. Nella regione sono censiti anche molti alberi millenari. Malgrado il febbrile lavoro di centinaia di uomini, le fiamme, complice il caldo estivo, stanno avanzando pericolosamente verso il parco nazionale Los Alerces. Secondo le previsioni della protezione civile, un miglioramento della situazione è previsto stasera con l arrivo della pioggia. Il capo del Gabinetto presidenziale argentino, Aníbal Fernández, ha visitato la regione di Chubut per monitorare personalmente le operazioni organizzate per tentare di controllare il fronte delle fiamme. Appena arrivato, Fernández ha annunciato il licenziamento del responsabile dell Agenzia per la lotta agli incendi, Jorge Barrionuevo. «Il lavoro fatto non è soddisfacente e il nostro Governo non merita questa situazione», ha detto Fernández, che da pochi giorni ha sostituito Jorge Capitanich come capo del Gabinetto ministeriale del presidente, Cristina Fe r n á n - dez. Il governatore di Chubut, Martin Buzzi, ha annunciato l invio di diversi elicotteri e unità militari per combattere le fiamme. Secondo gli esperti, ci vorranno centinaia di anni per ricostruire la foresta primaria andata distrutta. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Linciata una giovane nigeriana sospettata di essere un attentatrice suicida Contagio della ferocia Intesa per la pace nel nord del Mali ALGERI, 2. Un intesa che potrebbe favorire il ripristino della pace nel nord del Mali è stata raggiunta ieri ad Algeri tra i rappresentanti del Governo di Bamako e quelli di alcuni dei gruppi tuareg e arabi della regione. Il testo sottoscritto dalle parti fissa le basi di un processo per giungere a un accordo di pace definitivo. Proposto dal team di diplomatici guidato dall Algeria, il documento prevede l istituzione di un periodo transitorio da diciotto a ventiquattro mesi durante il quale sarà organizzata una conferenza per stilare una Carta per la pace, l unità e la riconciliazione nazionale. Il testo stilato dai mediatori algerini propone inoltre la creazione di Assemblee regionali elette a suffragio universale diretto e una maggiore rappresentanza delle popolazioni settentrionali nelle istituzioni nazionali. Entro il 2018, queste ultime dovrebbero trasferire agli enti locali il trenta per cento delle entrate pubbliche. È inoltre indicato l impegno al reintegro delle milizie del nord nell e s e rc i t o nazionale. Ai colloqui hanno preso parte sei dei numerosi movimenti politico-militari del Mali del nord, a partire dal Movimento nazionale per la liberazione dell Azawad (Mnla), originario protagonista dell insurrezione. Hanno altresì partecipato il Movimento arabo di Azawad, il Coordinamento popolare di Azawad, il Coordinamento dei movimenti e dei fronti di resistenza patriottica, l Alto consiglio per l unità dell Azawad. Tuttavia, nonostante la partecipazione della maggioranza delle sigle, gli accordi non hanno mancato di suscitare critiche, in particolare da parte dall Alleanza dei ribelli tuareg, che pure è legata all Mnla, ma che nei giorni scorsi aveva chiesto più tempo per firmare l intesa. Alla cerimonia per la firma ad Algeri hanno partecipato i rappresentanti diplomatici della Francia, che mantiene un corpo di spedizione nel Mali, e degli Stati Uniti, oltre ai delegati della squadra di mediazione guidata dall Algeria, ma composta anche da rappresentanti delle Nazioni Unite, dell Unione africana, dell Unione europea, dell Organizzazione per la cooperazione islamica, della Comunità economica degli Stati dell Africa occidentale. ABUJA, 2. La ferocia della folla ha risposto ieri in Nigeria alla ferocia di Boko Haram, accanendosi contro una giovane donna linciata per il sospetto che potesse essere un attentatrice suicida del gruppo jihadista responsabile da cinque anni a questa parte dell uccisione di migliaia di civili in attacchi armati e atti di terrorismo. La brutale uccisione, esito del contagio della violenza che attanaglia il Paese, è avvenuta in un mercato di Bauchi, capitale dell omonimo Stato settentrionale, dove la giovane è stata picchiata a morte e il suo corpo è stato poi bruciato. Un altra ragazza che accompagnava la vittima è stata tratta in salvo e presa in consegna dalla polizia. Su quanto avvenuto testimonianze contraddittorie sono state riportate dalle agenzie di stampa internazionali. Un commerciante del posto ha affermato che le due giovani si erano rifiutate di sottoporsi ai controlli all entrata del mercato suscitando sospetto tra la gente. Alcune persone si sono allora letteralmente scagliate contro una di loro. La ragazza è stata bastonata in maniera selvaggia fino alla morte. Dopo le è stato messo addosso uno pneumatico cosparso di benzina e le è stato dato fuoco. Di altro parere si è detto un agente di polizia, secondo il quale la giovane uccisa è rimasta vittima «della folla impaurita e impazzita» per il semplice fatto di tenere con sé due bottiglie, poi rivelatesi comunque non contenere alcunché di esplosivo. Secondo altre fonti di polizia citate Altre centinaia di bambini arruolati in Sud Sudan Infanzia di guerra JUBA, 2. Sono centinaia i minori rapiti nelle regioni nordorientali del Sud Sudan nelle ultime settimane e costretti a diventare bambini soldato. Lo ha denunciato ieri l Unicef, il fondo dell Onu per l infanzia, rivedendo purtroppo al rialzo le stime dei giorni scorsi, quando aveva parlato di 89 bambini strappati alle loro famiglie nella cittadina di Wau Shilluk, nello Stato dell Alto Nilo. «Temiamo che i bambini vengano portati sul fronte», ha detto Jonathan Veitch, responsabile della missione dell Unicef in Sud Sudan. Come noto, da quattordici mesi è in atto nel Paese un conflitto civile tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit e le formazioni ribelli che fanno riferimento al suo ex vice, Rijek Machar. Responsabile di questi nuovi arruolamenti forzati sarebbe la milizia dell etnia shilluk guidata da Johnson Oloni e considerata alleata delle forze regolari. Il Governo di Juba, comunque, in precedenza aveva affermato di non avere alcun controllo sul gruppo. Le Nazioni Unite stimano in dodicimila i minorenni impiegati solo nello scorso anno nel conflitto sudsudanese. dalla Bbc, la vittima del linciaggio e la sua compagna potrebbero essere state usate da Boko Haram per verificare la possibilità di entrare nel mercato sfuggendo alle ispezioni. Proprio a due attentatrici suicide si deve anche l ultimo attacco terroristico sferrato da Boko Haram, sabato, a una fermata di autobus in un villaggio del nord della Nigeria e nel quale hanno ucciso oltre a se stesse due persone. Testimoni riferiscono che le due terroriste avevano intorno ai vent anni e che hanno fatto detonare i corpetti imbottiti di esplosivo che indossavano quando l autista dell autobus, insospettito dal loro atteggiamento, ha rifiutato di farle salire a bordo. L attentato è avvenuto nel villaggio di Ngamdu, trentacinque chilometri da Damaturu, la capitale dello Stato dello Yobe, dove il mezzo era diretto. Da diversi mesi Boko Haram fa ricorso a giovani donne in qualche caso anche bambine di meno di dieci anni per compiere attentati suicidi. Truppe ciadiane nella città di Gambaru (Reuters) In risposta all avvio delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud Pyongyang lancia due missili PY O N G YA N G, 2. La Corea del Nord ha lanciato stamani due missili a corto raggio dalle coste orientali nel mar del Giappone: lo ha annunciato lo stato maggiore di Seoul, nel giorno di avvio delle manovre militari annuali tra Stati Uniti e Corea del Sud, denominate Key Resolve e Fo a l Eagle. Si tratta di vettori di gittata pari a 490 chilometri. La mossa è considerata una risposta alle esercitazioni che il regime comunista di Pyongyang vede come «prove generali di un invasione» ai suoi danni. Il lancio è il terzo da inizio anno: a febbraio, secondo i vertici delle forze armate di Seoul, sono stati cinque i vettori a corto raggio che dalle postazioni militari della città di Wonsan sono finiti nel mar del Giappone. Due giorni prima c era stato un test di missili antinave, sotto la guida del leader Kim Jong Un. L attenzione della Corea del Sud resta alta in merito «a possibili altre provocazioni» del regime di Pyongyang che si oppone alle manovre Key Resolve e Foal Eagle. Da tempo, infatti, il regime comunista nordcoreano ha chiesto ai Corea del Sud e Stati Uniti di sospendere ogni «atto ostile sostenendo che l iniziativa è una prova generale per un invasione». Un portavoce non identificato dello stato maggiore nordcoreano ha minacciato «colpi spietati contro atti di ingerenza della sovranità e della dignità» del Paese comunista, come ha riferito l agenzia ufficiale Kcna. «L unico mezzo per far fronte all aggressione e alla guerra non è né il dialogo né la pace, ma colpi spietati». Le manovre tra Corea del Sud e Stati Uniti si svilupperanno in due settimane fino a mobilitare diecimila sudcoreani e circa novemila americani, allo scopo di testare diversi scenari. Il comando congiunto dello stato maggiore di Seoul svolgerà un ruolo guida nelle operazioni. Le e s e rc i t a z i o n i saranno successivamente strutturate come una serie di manovre via terra, mare e aria (dal 2 marzo al 24 aprile) coinvolgendo duecentomila sudcoreani e alcune migliaia di soldati statunitensi. Le esercitazioni annuali su larga scala sono fatte al fine di migliorare ulteriormente la risposta alle provocazioni e agli attacchi della Corea del Nord «in funzione difensiva», secondo Washington e Seoul. Dopo la guerra di Corea (25 giugno luglio 1953) non si è mai arrivati a un trattato di pace. Da allora gli Stati Uniti mantengono soldati in Corea del Sud mentre tra Pyongyang e Seoul esiste il più lungo armistizio della storia. Nuovi colloqui a Ginevra sul nucleare iraniano GINEVRA, 2. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, è giunto a Ginevra per l inizio di un nuovo round di colloqui sul programma nucleare di Teheran con il gruppo cinque più uno (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell Onu, più la Germania). Il tavolo negoziale si sposterà il 5 marzo a Montreux, dall altro lato del lago Lemano, dove arriverà anche il segretario di Stato americano, John Kerry. Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri italiano, ha intanto sottolineato che l Italia vuole trovarsi in prima fila non appena si riaprirà il mercato iraniano. Ma per superare il regime di sanzioni imposto all Iran, è necessario moltiplicare gli sforzi per giungere a un accordo sul nucleare. Gentiloni che è stato nel fine settimana in missione a Teheran ha esortato i suoi interlocutori iraniani «a considerare un approccio il più flessibile possibile, pur comprendendo le posizioni legittime dell Iran». Öcalan invita il Pkk a deporre le armi AN KA R A, 2. Svolta decisiva nel sanguinoso conflitto del Kurdistan turco, che in trent anni di combattimenti ha provocato oltre quarantamila vittime. Dall isola-carcere di Imrali, dove sconta un condanna all ergastolo, il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), Abdullah Öcalan, ha lanciato ieri un appello ai ribelli curdi perché depongano le armi e aprano un negoziato di pace diretto con il Governo di Ankara. «Invito il Pkk a convocare un congresso in primavera per prendere questa decisione storica e strategica sulla base della rinuncia alla lotta armata», ha scritto Öcalan in un messaggio letto a Istanbul dal leader del partito legale curdo Hdp, Sirri Süreyya Önder, in una conferenza stampa congiunta con esponenti governativi turchi. Önder, che era seduto accanto al vicepremier, Yalçin Akdoğan, molto vicino al presidente islamico Recep Tayyip Erdoğan, e al ministro degli Interni, Efkan Âlâ, ha chiesto a tutti i partiti democratici di appoggiare questa soluzione politica. L appello arriva dopo mesi di incertezza nei colloqui in corso da fine 2012 fra Öcalan e il capo dell intelligence di Ankara, Hakan Fidan, con la mediazione dell Hdp. Nel 2013 si era arrivati a una fragile tregua, ma l anno scorso la direzione militare del Partito dei lavoratori del Kurdistan, in esilio nell Iraq settentrionale, aveva sospeso il ritiro dal territorio turco e minacciato di riprendere le ostilità. Un portavoce dell Alto rappresentante dell Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza ha espresso soddisfazione per l annuncio verso la riconciliazione e la democraticizzazione, garantendo assoluto sostegno. Alla destra le elezioni in Kashmir SRINAGAR, 2. Il Partito democratico del popolo (Pdp, filo-islamico) ha vinto le elezioni di ieri nello Stato di Jammu e Kashmir, in coalizione con il partito di Governo indiano del Barathiya Janata Party (Bjp). È la prima volta che la destra guida la regione a maggioranza musulmana, contesa tra India e Pakistan. Il leader del Pdp, Mufti Muhammed Syeed, ha già giurato come governatore insieme a ventiquattro ministri. Alla cerimonia che si è tenuta nella capitale estiva, Srinagar, protetto da un alto livello di sicurezza, ha partecipato il premier indiano, Narendra Modi. Nelle precedenti elezioni, il Pdp si era confermato il primo partito davanti al Bjp, ma non aveva raggiunto la maggioranza necessaria per governare. Sanguinoso attentato nell est dell Afghanistan KABUL, 2. Due studenti afghani sono morti e un terzo è rimasto ferito per l esplosione avvenuta oggi, nella città di Jalalabad capoluogo della provincia orientale di Nangarhar, di un ordigno nascosto in un contenitore di metallo. Come riferisce l agenzia di stampa Pajhwok, ancora non è chiaro l obiettivo degli attentatori: un portavoce della polizia, Hazrat Hussain Mashriqiwal, ha precisato soltanto che lo scoppio è avvenuto verso le otto del mattino nell area di Farm-i-Hada mentre gli studenti rimasti coinvolti stavano recandosi a scuola. Nessun gruppo per il momento ha rivendicato il sanguinoso attentato. I maggiori sospetti ricadono, però, sui talebani che nelle ultime ore hanno smentito le voci di possibili colloqui di pace con il Governo di Kabul. Intanto, tre guerrigliere dell Uzbekistan arrestate dalle forze di sicurezza afghane sono state scambiate con tre operatrici sanitarie sequestrate dai talebani nella provincia settentrionale di Faryab. Lo scrive oggi il portale di notizie Khaama P re s s. Da una parte, il portavoce provinciale Ahmad Javid Baidar, ha confermato il rilascio delle tre guerrigliere uzbeke, arrestate due settimane fa nel capoluogo Maimana. D all altra Hayatullah Bakhtari, coordinatore dell assistenza umanitaria (Cha) in Faryab, ha annunciato che le tre infermiere rapite nel distretto di Khwaja Sabzposh sono tornate in libertà. In un primo momento le autorità afghane avevano respinto le richieste degli insorti, ma quando una quarta infermiera sequestrata dai ribelli è stata uccisa, le trattative sono riprese, concludendosi con lo scambio delle sei p ersone. Uccisi in Yemen tre membri di Al Qaeda SAN A, 2. Tre presunti membri di Al Qaeda nella penisola arabica sono stati uccisi in un attacco compiuto da un drone questa notte nel sud-est dello Yemen. L attacco, riferisce una fonte militare all agenzia Xinhua, ha «colpito un veicolo carico di armi ed esplosivi nella zona di Khora, nella provincia di Shabwa». Si tratta del secondo attacco di questo tipo in tre giorni. Venerdì notte, infatti, un altro drone aveva colpito un autovettura nella provincia di Shabwa uccidendo altri tre membri di Al Qaeda: lo avevano reso noto agenti della sicurezza yemenita precisando che l attacco era avvenuto nella città di Bihan. Lo Yemen si trova in una situazione caotica dopo la conquista della capitale da parte dei ribelli huthi.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 Pietro salvato dalle acque (Évangéliaire de Saint-Bertin, Flandres, XII secolo) Libertà e offese secondo Claudio Magris Morte della logica «Tra le vittime dell efferata strage dei redattori di Charlie Hebdo c è anche la logica». Lo scrive Claudio Magris sull inserto «la Lettura» allegato al «Corriere della sera» del 1 o marzo, aggiungendo che ovviamente le vittime dell attentato e i loro familiari hanno diritto «a tutta la nostra solidarietà e partecipazione», ma «non più né meno di altre vittime delle stesse o di altre mani fanatiche, a cominciare dai tanti africani che in quegli stessi giorni venivano massacrati in nome di analoghi fanatismi e quasi appena nominati nelle cronache». Qualche giornale, sostiene Magris, «non si è dimenticato della logica, osservando come sia insensato considerare l eccidio parigino un attentato alla libertà di stampa, quasi fosse una censura governativa: sarebbe come dire, è stato giustamente scritto, che mettere una bomba al mercato orto-frutticolo è un attentato alla libertà di comperare frutta e verdura. È invece un attentato a una libertà e a un diritto più grandi, alla libertà e al diritto di vivere, alla vita delle persone». La totale solidarietà con gli autori delle vignette in quanto vittime di una sanguinosa violenza, argomenta, «non significa necessariamente osannare quelle vignette. Dino Cofrancesco, laico sino al midollo e radicalmente scevro di quella pappa del cuore che inquina ragione e sentimento», ha scritto nel suo blog che «se qualcuno assassinasse un negazionista egli chiederebbe la giusta dura pena per l assassino senza per questo identificarsi in La solidarietà con gli autori delle vignette di «Charlie Hebdo» in quanto vittime di violenza non significa necessariamente osannare quelle vignette quel caso con l assassinato, senza mettersi al collo un cartello con la scritta sono David Irving, l inglese che nega la Shoah». Alcune vignette del settimanale, aggiunge Magris, «hanno indubbiamente offeso legittime fedi e sentimenti. Non per questo i loro autori meritavano la morte, perché un ingiuria viene punita con un ammenda e non con la ghigliottina. È un ingiustizia perseguire Dieudonné, il sedicente artista specializzato in oscenità antisemite? Roberto Casati ha scritto, sul Sole 24 Ore, che se si persegue la blasfemia bisogna perseguire pure l ostentazione di simboli religiosi, che a suo avviso offende i bestemmiatori come questi offendono i credenti». Prima di tutto, secondo Magris, «la libertà d espressione, il rispetto e la satira non riguardano soltanto le religioni e le loro negazioni, ma questioni e valori non meno importanti, dall apologia di reato all istigazione a delinquere, ad esempio in nome di un ideologia. Ma libertà d espressione dovrebbe voler dire libertà di esprimere i propri valori senza offendere quelli altrui e senza sentirsi offesi dai valori professati dagli altri. Perché chi si fa il segno della croce passando davanti a una chiesa dovrebbe offendere chi non se lo fa o viceversa?». Ognuno, sottolinea, dev essere libero «di credere e di non credere senza offendere né sentirsi offeso da chi la pensa all opposto. Non c è ragione di sentirsi offeso da chi va in chiesa né da chi non ci va. La piaga del nostro tempo, ha scritto Amos Oz sul Corriere della Sera, non è l islam bensì il fanatismo, che accomuna gli assassini di Parigi ai cristiani, musulmani ed ebrei violenti». Certamente ci possono essere ostentazioni offensive, aggiunge Magris, «ma di per sé la blasfemia Benedetto Luti, «Allegoria della sapienza» ni adulti e vaccinati e a patto di non violare specificamente la legge (ad esempio con violenze), è e deve essere libero di fare ciò che vuole, di bestemmiare a suo piacimento o sputare sul pavimento, cosa lecita in casa propria. Ma come reagiremmo se, in nome della libertà di satira, qualche imbecille facesse delle vignette che sbeffeggiano i vignettisti di Charlie Heb do che, in quanto vite stroncate da abietti assassini, rappresentano veramente l umanità ossia tutti noi?». di GEORGE FRANCIS MCLEAN Ford Madox Brown, «Jesus Washing Peter s Feet» ( circa) non è la stessa cosa che portare al collo una catenina con la croce, così come portare lo zucchetto o i cernecchi non è la stessa cosa che innalzare un cartello che inneggia alla Shoah, perché portare lo zucchetto o una catenina al collo indica semplicemente una legittima appartenenza, mentre la bestemmia o l irrisione della Shoah vuoi ferire l appartenenza dell a l t ro». In nome della stessa logica, conclude Magris, «ognuno, a casa sua, solo o in compagnia di maggiorendi A RICHARD ROUSE scoltare, discernere, accogliere e servire: sono questi i quattro verbi che formano il tessuto delle sessioni dei lavori della Conferenza internazionale «Rinnovare la Chiesa in un epoca secolare: dialogo olistico e visione kenotica» che si svolge il 4 e il 5 marzo alla Pontificia Università Gregoriana sotto l alto patronato del Pontificio Consiglio della cultura, come parte del progetto di The Council for Research in Values and Philosophy a cinquant anni dalla chiusura del concilio Vaticano II. Il cardinale Gianfranco Ravasi tratterà il tema «Il Verbo si fece carne», che ispira anche il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2015, mentre Charles Taylor parlerà dell autenticità. Gli organizzatori prevedono inoltre una serie di conversazioni sui temi che caratterizzano il dibattito odierno della Chiesa. Taylor (Templeton Prize 2007) è noto soprattutto per il suo libro A Secular Age dove, distinguendo tra secolarità (affermazione positiva della sfera secolare), secolarismo (ideologia che desidera eliminare la religione dalla vita pubblica) e secolarizzazione (processo storico che un tempo prevedeva il declino della religione) permette di leggere meglio i segni dei tempi e stabilire legami più forti con i nostri contemp oranei. Spesso la Chiesa post-conciliare viene accusata di seguire le mode della società secolare o, al contrario, di stringere i ranghi in una reazione conservatrice in seguito a processi d identità difensivi. Esiste invece una terza via, un Spesso la Chiesa viene accusata di seguire le mode o di essere conservatrice Esiste una terza via approccio equilibrato sulla base del riconoscimento delle complessità dell attuale situazione storica, che consente processi multipli e strategie differenti e varie, attingendo a ricche fonti teologiche, in un dialogo efficace coinvolgente. Tra questi, quello che si svolgerà il 6 marzo per il Cortile dei gentili sul tema «La piazza e il tempio» (American Study Center), che analizzerà la coesistenza Dialogo sulle sfide dell evangelizzazione La strada dell ascolto di bisogni spirituali e secolari, con Giuliano Amato, Charles Ta y lor, José Casanova, Alessandro Ferrara, Giacomo Marramao e François Bousquet. La modernizzazione non porta al declino religioso, bensì alla moltiplicazione plurale del modo in cui crediamo. Un analisi della modernità non ci mostra tanto la separazione della religione dalla pubblica piazza o cambiamenti nella pratica ecclesiale, quanto l emergere di una preferenza per la scelta soggettiva e le opzioni spirituali personali. È alla luce di quest ultima categoria, perlomeno in Occidente, che i membri del Council for Research in Values and Philosophy, organizzazione fondata e presieduta da George McLean, che in passato ha ricevuto il sostegno e il contributo di uomini di cultura come Paul Ricoeur e Hans-Georg Gadamer, hanno identificato quattro contrapposizioni delle quali, a loro giudizio, il Popolo di Dio ha sofferto. La prima è tra cercatori e dimoranti, la seconda tra responsabilità personale, non solo individuale, e chiamata gerarchica all obbedienza. La terza contrapposizione è tra pratica ed etica e, infine, la quarta tra la sfera delle pluralità spirituali e le rigide cristologie. Per uscire dalle costrizioni del punto di vista occidentale, gli La teologia del servo sofferente Come essere lievito studiosi stanno ora lanciando una serie di progetti di ricerca che guardano alle diverse secolarizzazioni che avvengono in Africa, Asia e America latina. Se i processi di secolarizzazioni differenti sono il punto di partenza necessario per la nostra ricerca di autocomprensione, crescita e santità, allora è necessario cercare il sostegno delle scienze sociali che ci consentono questo approccio: siamo quelli che siamo, nella stessa misura in cui siamo quelli che vorremmo essere e che siamo stati. Le sessioni dei lavori alla Pontificia Università Gregoriana, organizzate dai membri dell Istituto di Filosofia, sono poste in un quadro dialogico e contano, tra gli altri, sul contributo di pensatori quali José Casanova, Hans Joas, Tomáš Halík, William Desmond, Adela Cortina, Juan Carlos Scannone e Louis Caruana. L attenzione sarà posta su come ascoltiamo e su chi ascoltiamo, e su come comprendiamo la persona umana in mezzo alle costanti rivoluzioni scientifiche, digitali e comunicative. L analisi sarà fatta su base biblica, specialmente le Beatitudini, e ci sarà un atteggiamento di accoglienza, modellato sulla necessità di abbracciare sia le realtà confortevoli, sia quelle dure delle periferie esistenziali, utilizzando la narrativa, l immaginazione e la letteratura in un atto di servizio kenotico. Concludendo la conferenza, Taylor, inoltre, svilupperà il tema «Autenticità: la vita della Chiesa in un epoca secolare», indicando ramificazioni pastorali per il Popolo di Dio. In passato criticate come contrapposizioni, questi argomenti stanno rapidamente diventando punti di incontro, marchi di fabbrica della Chiesa nell era di Papa Francesco. Ma superare, rinnovare ulteriormente la Chiesa, richiederà un atteggiamento di autenticità, come suggerisce l intervento di George McLean, di cui è possibile leggere uno stralcio in questa pagina. Il fenomeno generale della progressiva secolarizzazione degli ultimi quattrocento anni deve essere visto sotto diverse prospettive: anzitutto quella dei vasti processi umani della reazione della Riforma contro la gerarchia e della corrispondente affermazione dell autenticità individuale e dell uguaglianza. Poi quella della scissione illuminista fra la ragione umana e l influenza unitiva della saggezza e della fede. Infine, quella della democrazia e della libertà nel valutare e guidare l azione. Tutti questi fattori si sono uniti, dopo la seconda guerra mondiale, con lo sviluppo del sistema di comunicazione pervasivo che raggiunge il singolo e ha di fatto surclassato la parrocchia come contesto dominante nella formazione dell opinione personale. Pertanto, è diventato del tutto comune per i giovani affrontare la vita con l atteggiamento degli esploratori che s i m b a rc a n o nell avventura eccitante, anche se a volte pericolosa, di costruire la loro vita secondo parametri propri. Considerano l imposizione di un modello di vita o di uno schema culturale predeterminato una minaccia molto più grande del rischio di sbagliare. La prima serie di disgiunzioni/congiunzioni inizia quindi con chi è alla ricerca, contrapposto a chi ha come priorità dimorare nella Chiesa e nelle sue tradizioni. Gli enigmi dell esistenza enfatizzati dalla mentalità e dalla cultura contemporanea e le tante sfide da affrontare nella vita fanno sembrare inadeguate a rispondere le leggi universali. Questo tende a favorire sempre di più il desiderio di costruire la propria vita secondo le coordinate individualistiche della modernità. Qui i c e rc a t o r i possono essere visti non tanto come persone che hanno abbandonato il popolo di Dio, quanto come persone che si sforzano di vivere la profonda ispirazione dello Spirito mentre affrontano molteplici responsabilità nella Chiesa e nel mondo, interne ed esterne. Il prezzo della loro ricerca di autenticità può essere molto alto, poiché li porta oltre il mero seguire le autorità e gli atteggiamenti culturali dei vicini e dei confratelli. Hanno bisogno di una Chiesa che non sia un istituzione ideale, ma reale, e che sia un modo fallibile, ma concreto, umano e positivo di vivere i valori evangelici. Si tratta di una comunità caratterizzata non dal potere e dal controllo, ma dall accettazione e dall incoraggiamento di quanti guardano a essa tra le necessità che sperimentano nella loro ricerca. Qui Cristo sulla croce è il modello kenotico della Chiesa, manifestando una disponibilità infinita a soffrire per s e r v i re. Queste stesse sfide, però, spingono altri a cercare come dimoranti la guida costante della tradizione della Chiesa e a desiderare che questa sia articolata nella maniera più ampia possibile. Ciò pone la guida della Chiesa in una posizione scomoda tra due e più gruppi, con esigenze e attese molto diverse. In termini di auto-consapevolezza questa è, di fatto, la formazione della propria identità, così come descrive Charles Taylor in Sources of the Self; e in questo caso il compito davvero difficile è collegare l ecclesiale e il secolare in modi che siano complementari e reciprocamente utili. Per esempio, il ruolo della Chiesa può essere non un alternativa a quello dello Stato laico, ma come hanno concluso John Rawls e Jürgen Habermas, un utile sostegno allo sforzo demo cratico. Un percorso alternativo vede il vivere la propria identità cattolica non più come un sentirsi parte di un istituzione superiore e ostile alla costruzione della propria nazione dalla base, ma nell esse- Le persone hanno bisogno di una comunità che sia un istituzione reale Capace di vivere il Vangelo in modo concreto e umano re lievito. Ciò implica una teologia della Chiesa nei termini kenotici del servitore sofferente. Viceversa, una nazione diventata un entità più legislativa che politica e una Chiesa diventata un istituzione più morale che spirituale, insieme, lasciano «un mondo senza perdono e senza progetto».

5 lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Non ci si può confrontare con la Shoah senza conoscere il suo pensiero e la sua vita Sulla quale grava l ombra dei forni crematori I Quaderni neri di Martin Heidegger Un antisemitismo metafisico di M CRISTIANA DOBNER artin Heidegger ha attraversato la storia del secolo scorso e il pensiero che si è articolato nei tempi bui del nazismo e della Shoah. Molto si è già scritto ma molto di più si scriverà sulla scia della sorpresa suscitata in Germania quando i Quaderni neri, pubblicati nella primavera del 2014, saranno dati tutti alle stampe e consentiranno un confronto serrato, cronologico e ideologico, relativo all arco di tempo che coprono. Ancora inediti in Italia, si compongono di pagine, stese dal 1931 al 1941, mentre i volumi successivi giungeranno fino al La ricerca di Emmanuel Faye del 2005, Heidegger, l introduzione del nazismo nella filosofia, aveva imposto una virata nella concezione costruita intorno al ben noto caso Heidegger, il Terzo Reich e sull i n t e r ro g a - Martin Heidegger tivo relativo al suo pensiero che ritiene gli ebrei immondi. Il dibattito fra i filosofi di tutto il mondo è molto vivace, anche per la nuova prospettiva che i Quaderni neri aprono sul pensiero heideggeriano. Donatella Di Cesare, vicepresidente della Martin Heidegger Gesellschaft, allieva di Hans-Georg Gadamer e docente di filosofia alla Sapienza di Roma, ha intrapreso un lavoro ciclopico (per l enorme massa di documenti e libri consultati) e decisamente a tutto tondo sul filosofo tedesco di Messkirch: Heidegger e gli Ebrei. I quaderni neri (Torino, Bollati Boringhieri, 2014, pagine 360, euro 17). Di Cesare afferma che i Quaderni neri «assomigliano al diario di bordo di un naufrago che attraversa la notte del mondo, rischiarata da profondi sguardi filosofici e potenti visioni escatologiche». Come ha proceduto la studiosa? Il punto centrale è l Ebreo e afferma a chiare lettere «che la questione ebraica è una questione metafisica». Contro ogni possibile fraintendimento avverte che il tema va affrontato entro la storia dell E s s e re. Quale allora il rapporto tra l Essere e l Ebreo? In che modo l Ebreo minerebbe l Essere? Appare chiaro che l Ebreo non risulta indifferente a Heidegger ma «si è insediato per così dire nel cuore del pensiero, nel centro della questione per eccellenza della filosofia». L antisemitismo di Heidegger allora si dimostra metafisico e va considerato all interno della tradizione filosofica, che può risultarne indenne o coinvolta, ed esige anche una risposta all inter- Per il filosofo tedesco l Ebreo non trova posto nella storia dell E s s e re Filosoficamente gli ebrei sono nulla e verso il nulla vanno indirizzati rezza della sua andatura non lascia fronti scoperti o il fianco aperto a critiche: si propone «di evitare di essere una ennesima storia criminale della filosofia, non intende servire nessuna causa». L intento è quello universale di ogni filosofia che tale voglia dirsi: «Sollevare gli interrogativi filosofici, politici, teologici, in tutta la loro gravità». Tale premessa è stata ampiamente onorata e viene a costituire un sentiero che necessariamente bisognerà percorrere, con passo lento e meditativo, nel tentativo di comprendere e di afferrare uno dei drammi personali che sconvolsero la vita di Heidegger, ed ebbero una ricaduta pesante sul pensiero e sull esistenza del mondo europeo a lui coevo e anche o dierno. Non si può confrontarsi con la Shoah senza conoscere il suo pensiero e la sua azione, sulla cui vita grava l ombra dei forni crematori e dell annientamento degli Ebrei: «L orrore che Auschwitz ha introdotto nella storia non sta solo nell annientamento, né solo nel numero delle vittime, ma nell offesa arrecata alla dignità della morte. L idea che il cadavere meriti rispetto, e dunque l idea della sepoltura, fa parte del patrimonio etico dell uma- rogativo sulla responsabilità della filosofia nello sterminio e una ricerca sulla fenomenologia dei campi di sterminio. Questo saggio imponente per la ricchezza del contesto storico e filosofico che lo sostiene, e per la chianità. L odore nauseabondo che usciva dai camini dei forni crematori è il segno dell oltraggio supremo che Auschwitz ha inferto alla dignità dei mortali». Tutta la tradizione della filosofia tedesca, e anche della filosofia occidentale, va riletta da questo punto di vista che è una luce oscura per la compromissione di Heidegger con il partito nazional-socialista e il breve rettorato a Fr i b u rg o. Di Cesare però scandaglia più a fondo: il valore di rinnovamento della filosofia heideggeriano non viene messo in dubbio, liberarsi della metafisica significava riscoprire l E s s e re, Non fu l ispiratore di Hitler ma cadde nella colpa di non aver compreso che Auschwitz è una rottura radicale nella storia dell umanità ritornare ai greci, ancora prima di So crate. L autrice sottolinea la continuità del pensiero filosofico tedesco con quello di Heidegger, per questo prende le mosse da un excursus su Lutero per approdare a Adolf Hitler, letto in chiave filosofica con un fondamento teologico-politico. Manca ancora una storia dell antisemitismo nella filosofia occidentale: Kant aveva parlato di eutanasia dell ebraismo e per lo stesso Hegel non vi era posto nella storia dell Occidente per l e b re o. Nella filosofia elaborata da Heidegger si trova il termine e s s e rc i sero marginali. In realtà innumerevoli sono accenni agli ebrei espressi con circonlocuzioni e termini diversi. L essenza dell Ebreo è di essere We l t l o s, privo del mondo e non appartenente al mondo. Così viene declinato il fondamento ontologico dell antisemitismo del filosofo. Gli ebrei perciò non appartengono a uno qualsiasi dei mondi, sono We l - tlos, privi del mondo. Lo stesso Heidegger si spiega: l elica dell aereo è inanimata, non appartiene alla storia, quindi è We l t l o s. Con riflessione trasposta: gli ebrei sono come l elica, non appartengono alla storia e tantomeno al mondo. Neppure, e Di Cesare lo sottolinea costantemente, alla storia dell Essere. Infatti gli ebrei vivono immersi negli enti, in quel mondo costituito da cose e oggetti con l assoluta preclusione di giungere al contatto con l Essere. Ebreo perciò che sostituisce quello di soggetto nelle filosofie antecedenti e che conduce alla sostituzione dell individuo a favore del popolo. Questo esserci non condivide con tutti gli esserci un mondo unico ma ciascun esserci si relaziona, sempre se lo si considera da un punto di vista ontologico, a più mondi diversi radicati sulla terra in cui sono nati. L insieme di tutti gli esserci portano alla realizzazione dell E s s e re. A ben riflettere non esiste una base più esplicita per dare ragione filosofica alla disuguaglianza umana e dare adito al razzismo, in qualsiasi veste lo si voglia presentare. Solo quattordici volte nei Quaderni neri ritorna il termine E b re o, ma tale computo non è valido e sufficiente per affermare che per Martin Heidegger l Ebreo e l ebraismo fosequivale a impedimento alla storia dell Essere: «sebbene sia la storia dell Essere il paesaggio in cui l Ebreo compare, se in quella storia non trova posto, se viene espulso dall Essere, è perché, nella definizione dell Ebreo, Heidegger non abbandona la metafisica. Tuttavia non fu l ispiratore di Hitler ma cadde nella colpa di non aver compreso una realtà che si imponeva: Auschwitz è una rottura radicale nella storia». Peraltro il filosofo non si allontanò molto dal pensiero e dall azione concreta di Hitler. Favorendo non solo il massacro ma anche la scomparsa degli ebrei con le sue categorie di «fabbricazione di cadaveri», «dominio della tecnica» e simili non ci si può avvicinare Auschwitz e, di conseguenza, neppure comprendere il mondo. I due principi che reggono la speculazione heideggeriana: la concezione destinale della storia e l assunzione di un principio di comunità, aprono alla possibilità del F ü h re r - prinzip e dei legami con la terra e il sangue, consentendogli di esaltare «l intima grandezza del nazionalsocialismo». Se filosoficamente gli ebrei sono nulla, verso questo stesso nulla vanno indirizzati. La chiusura del saggio, in realtà un apertura totale che delinea i parametri di fondo di altre ricerche sulla filosofia della Shoah, tira una riga netta che costringe a riflettere. E a riprendere tutta l a rg o m e n t a z i o n e svolta e dimostrata. Di Cesare, citando Walter Benjamin, ripropone l angelo della storia il cui sguardo è rivolto all i n d i e t ro sulle macerie, pur nell occhio della tempesta: «La tempesta non spira dal paradiso, non lo solleva in alto. Il vento tagliente soffia gelido contro le sue ali e l angelo resta immerso nelle brume della Foresta Nera». Addio all i n v e n t o re dei Barbapapà È morto a Parigi, a 82 anni, il disegnatore americano Talus Taylor, creatore, insieme con la moglie Annette Tison, dei Barbapapà. Era il maggio 1970 e la coppia stava passeggiando a Parigi al jardin du Luxembourg quando Taylor, che non parlava francese, sentì un bimbo implorare per un «baa baa baa baa»: la moglie gli spiegò che il piccolo voleva un dolcetto, il barbe à papa. Poco dopo, sulla tovaglia di un ristorante, nasceva la celebre famiglia dalla inconfondibile silhouette colorata e rotonda, come lo zucchero filato. Il primo fumetto fu pubblicato in francese, venendo poi tradotto in oltre trenta lingue. «Shades of Truth» Meglio rinunciare Non è certo con lavori come Shades of Truth che si aiuta la comprensione storica dell operato di Pio XII e della sua Chiesa nei confronti del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale. Perché quando i mezzi produttivi e artistici non sono all altezza di un compito di tale spessore, allora è meglio rinunciare. Il film è la storia di un giornalista americano che ha un avversione per la figura di Papa Pacelli, finché non intraprenderà un indagine fra Vaticano, Gerusalemme, Berlino e Lisbona che lo farà ricredere. La regista Liana Marabini affronta con un atteggiamento volenteroso i limiti di una produzione piccolissima. Eppure anche con ambientazioni un po arrangiate e pochi attori fra l altro validi, come Remo Girone e Giancarlo Giannini si poteva fare molto meglio. Dal punto di vista del dossier storico siamo ai minimi termini, anche se qua e là filtrano ovviamente spiragli di verità, ma è nel tentativo francamente maldestro di dare forma drammaturgica al tutto che l autrice rende il prodotto complessivo ingenuo e di conseguenza poco c re d i b i l e. Sullo stesso argomento, e con la stessa intenzione, rimane allora di gran lunga migliore, e soprattutto molto più convincente, Sotto il cielo di Roma, la fiction televisiva prodotta dalla Lux Vide e trasmessa dalla televisione italiana nel (emilio ranzato) L ultimo libro dello scrittore azero Kamal Abdulla È stato presentato alla Pontificia Università Salesiana a Roma, l ultimo libro dello scrittore azero Kamal Abdulla. Ambientato nel medioevo turco e persiano, Il manoscritto incompleto (Roma, Sandro Teti, 2014, pagine 247, euro 15) è stato tradotto in ventisei Paesi. Nel romanzo, l autore ripercorre la storia dell Azerbaijan, ricca di miti, leggende e grandiosi personaggi storici. E per raccontare il suo Paese, Abdulla ricorre a un classico espediente letterario che mantiene intatto il suo fascino da secoli, il ritrovamento di un antico testo perduto. Il manoscritto, portato da un anonimo nella principale biblioteca di Baku, catapulta un giovane studioso in un labirinto di indizi che svelano, forse, qualcosa di importante che è rimasto nascosto per secoli sulla storia del suo Paese. L antico codice non ha un inizio né una fine e molte pagine sono mancanti, ma è subito chiaro che al suo interno si trovano tracce di due testi ancora più antichi: il primo è l ep op ea di Dede Korkut (l Omero delle antiche popolazioni turche) che descrive un intricato gioco di spie ricco di colpi di scena, ambientato tra i turchi Oghuz del IX secolo; l altro racconta le gesta del grande Ismail, shah di Persia e poeta azero del XVI secolo. Perché un testo copre l altro? Dede Korkut Uno copre l a l t ro ne è l unico autore? Per cercare di rispondere a queste e ad altre domande, il giovane studioso resta incollato per giorni e notti sul manoscritto, e il lettore con lui. (ro s s e l l a fabiani)

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 L episcopato francese sul dramma dei cristiani d O riente Nessuna persecuzione in nome di Dio PARIGI, 2. Nessuna persecuzione può essere compiuta in nome di Dio: a ribadirlo è l episcopato francese in un breve comunicato a firma dell arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, presidente della Conferenza episcopale, e del cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt- Trois, ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Francia e sprovvisti di ordinario del proprio rito. «Profondamente scioccati e rattristati di fronte al dramma vissuto in questi ultimi giorni da migliaia di cristiani in Siria, vogliamo manifestare la nostra totale solidarietà con le Chiese locali e assicurare loro le fervide preghiere dei cattolici di Francia. In costante collegamento con le autorità religiose e gli operatori umanitari cristiani, sappiamo quanto siano particolarmente disumane le situazioni subite dai cristiani d Oriente. In Iraq e in Siria tali persecuzioni e tali esodi durano da troppi anni. È urgente concludono che la sorte di queste migliaia di uomini, donne e bambini martirizzati in ragione della loro fede venga finalmente presa in considerazione». Giorni fa la Conferenza episcopale francese, assieme all Œu v re d Orient, era già intervenuta per manifestare inquietudine dopo il rapimento di numerosi cristiani in Siria e richiamare l attenzione di tutti, «più che mai», sulla tragica sorte dei cristiani d Oriente. In una dichiarazione a firma del direttore generale dell Œuvre d Orient, monsignor Pascal Gollnisch, si affermava tra l altro che la comunità internazionale deve assumersi una piena responsabilità nella lotta contro le violenze commesse dal cosiddetto Stato islamico. Dopo Oslo manifestazione anche a Stoccolma Ebrei, cristiani e musulmani mano nella mano STO CCOLMA, 2. Oltre settecento persone si sono date appuntamento venerdì scorso presso la sinagoga di Stoccolma per dire no alla violenza e ribadire l impegno al rispetto e alla pacifica convivenza tra ebrei, cristiani e musulmani. L iniziativa si è svolta a una settimana di distanza dalla catena di pace intorno alla sinagoga di Oslo organizzata per esprimere solidarietà alla comunità ebraica danese colpita negli attacchi del 14 febbraio scorso. Venerdì scorso anche a Copenhagen si è tenuta una veglia di pace promossa da musulmani ed ebrei. Petra Kahn Nord, segretario generale dell associazione svedese dei giovani ebrei, ha dichiarato che «dalla nostra prospettiva di ebrei europei è fondamentale avere la sensazione di non essere soli. Questa iniziativa porta con sé un messaggio forte: abbiamo dei gruppi di giovani, non solo ebraici, che prendono posizione contro l antisemitismo e il razzismo». Per gli organizzatori, l iniziativa è stata un segno concreto in risposta al clima di paura che sta serpeggiando in Europa e un gesto per dimostrare che la presenza dei musulmani non è una minaccia, ma un arricchimento per la società. Alla manifestazione ha partecipato anche il premier svedese, Stefan Lofven. La scorsa settimana, a Oslo, ebrei e musulmani, mano nella mano, hanno formato un anello di pace intorno alla sinagoga della capitale norvegese. La manifestazione era sostenuta anche dal Consiglio delle Chiese cristiane. Ervin Kohn, direttore della comunità ebraica, ha accolto l iniziativa come un forte segno di solidarietà, ma anche come un segnale che i giovani musulmani hanno voluto rivolgere alla società per far sapere chi sono veramente e non lasciare ad altri la possibilità di etichettarli. La comunità ebraica ha accolto positivamente l iniziativa, auspicando che contribuisca a ridurre tensioni e pregiudizi. Secondo gli organizzatori oltre duemila persone hanno partecipato alla catena umana. Sempre a Oslo un analoga iniziativa di solidarietà si è svolta sabato attorno alla moschea della città. Quella norvegese è una delle più piccole comunità ebraiche in Europa mille persone m e n t re la popolazione musulmana conta tra le centocinquantamila e le duecentomila persone. In Inghilterra e Galles I vescovi richiamano al bene comune LONDRA, 2. «Come, alla luce del Vangelo, il mio voto può essere utile al bene comune?». È l interrogativo con cui i vescovi di Inghilterra e Galles hanno affidato alla riflessione dei singoli fedeli e all opinione pubblica il documento redatto in vista delle elezioni generali del 7 maggio prossimo. Un appuntamento che si preannuncia particolarmente importante per la vita del Paese. Gli analisti considerano il prossimo turno elettorale come il più incerto della storia del Regno Unito, anche per la presenza accreditata nei sondaggi di movimenti antieuropeisti e autonomisti. Tanto che nei giorni scorsi anche la Church of England, con un documento che la stampa britannica ha definito senza precedenti, ha invocato un deciso rinnovamento della politica, con una «fresca visione morale del tipo di Paese che vogliamo essere». In una lettera, che in questi giorni viene distribuita in copie in tutte le parrocchie d Inghilterra e Galles, anche i presuli cattolici sottolineano l importanza dell appuntamento elettorale, ricordando il dovere di partecipare al voto e mettendo in rilievo alcune «questioni chiave» per il futuro del Paese. «Il nostro rapporto con Dio spiegano i presuli conduce al desiderio di costruire un mondo in cui rispetto, dignità, uguaglianza, giustizia e pace sono le nostre preoccupazioni primarie». Certo, sottolineano, «le elezioni coinvolgono tutta una serie di problemi, alcuni senza dubbio più centrali rispetto ad altri, specialmente quelli riguardanti la dignità e il valore della vita umana». Cardinal Winning Lecture all università di Glasgow Per riscoprire la lingua madre dell E u ro p a Da quasi 600 anni l Università di Glasgow, in Scozia, proclama il proprio motto Via, Veritas, Vita. Fu istituita, infatti, con una bolla papale di Niccolò V e, sebbene oggi non sia più propriamente un università cattolica, quel motto rimane visibile ovunque nel campus. Recentemente questo motto è stato tradotto in alcune proposte pratiche. Accademici e professori, presignor Fisichella ha richiamato la riflessione di Goethe sul cristianesimo come «lingua madre» dell Europa, ponendo però un interrogativo centrale: man mano che la fede cristiana sembra svanire da questo continente, in che modo la Chiesa può tornare a parlare ai propri figli? L arcivescovo ha sottolineato, in particolare, due aspetti della que- stione. Anzitutto, uno studio approfondito di cosa significhi concretamente l'espressione nuova evangelizzazione, che non può rimanere confinato nelle aule delle università, ma è necessario che la Chiesa trasformi questa idea in un solido umanesimo, in una cultura capace di andare incontro alle attese e alle speranze di ogni uomo. Una Chiesa, dunque, che opera al servizio dell umanità. Il secondo aspetto sul quale monsignor Fisichella si è soffermato è il fenomeno dei nuovi media. Poche persone oggi, almeno in Europa, possono ritenersi estranee all influenza esercitata dalle molte forme di comunicazione che raccogliamo sotto questa espressione. Tuttavia, non è sufficiente pensare di utilizzare questi mezzi come meri strumenti per la missione dell evangelizzazione. Ciò che serve è un radicale ripensamento di come la Chiesa possa evangelizzare una cultura che è stata con-formata dai nuovi media e, di conseguenza, come si possa trasmettere una cultura ricca di umanesimo a una cultura in cui la tecnologia regna suprema. Le questioni da porsi suonano dunque più radicali: qual è il senso della fede per il nativo digitale? Se la comunicazione di un incontro, di un evento, di un esp e- rienza, è da sempre al cuore del cristianesimo, come possiamo rendere comprensibile la fede a persone che ritengono di trovare on line le risposte ai propri desideri e bisogni? Durante l intensa sessione di domande e risposte che ha fatto seguito alla conferenza, di, studenti universitari e altri giovani si sono raccolti presso la stessa università per ascoltare la Cardinal Winning Lecture, tenuta quest anno dall arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Il cardinale Thomas Joseph Winning, arcivescovo di Glasgow dal 1974 al 2001, fu uno strenuo sostenitore dell educazione cattolica. La conferenza di quest anno, organizzata dalla St. Andrew s Foundation for Catholic Teacher Education dell Università di Glasgow, è stata svolta proprio durante la Settimana nazionale dell Educazione Cattolica in Scozia e ha rimarcato il notevole contributo del cardinale Winning in questo campo. Nel corso della conferenza, l arcivescovo Fisichella ha considerato le numerose sfide che la Chiesa cattolica si trova ad affrontare oggi in una società protesa alla ricerca continua delle novità, riconoscendo in esse un opportunità nuova per portare avanti quella che dovrebbe essere la missione principale di ogni battezzato: proclamare la fede in Gesù Cristo. Impostando il proprio intervento nel contesto della tradizione cristiana dei Paesi europei, monsipresieduta dal vescovo di Paisley, John Keenan, monsignor Fisichella ha così ribadito la necessità di parlare di Gesù con la gente, di incontrare le persone per le strade alzando i nostri occhi dai t o u c h s c re e n dei nuovi media per incrociare lo sguardo di chi abbiamo davanti (l e o n a rd o f ra n c h i ). La famiglia fra i temi discussi alla plenaria della Conferenza episcopale tedesca Al centro dell evangelizzazione HILDESHEIM, 2. La famiglia come centro dell evangelizzazione, il crescente razzismo e la sfida dell accoglienza, l uso della nuova comunicazione e dei social network nella Chiesa: sono stati questi i principali temi in discussione all assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca, svoltasi nei giorni scorsi, per la prima volta nella storia, a Hildesheim, per celebrare il milleduecentesimo anniversario dell e re - zione della diocesi. Nel tradizionale incontro con i giornalisti del quale il Sir ha diffuso una sintesi il cardinale arcivescovo di München und Freising, Reinhard Marx, presidente della Deutsche Bischofskonferenz, ha ripercorso i lavori ricordando anche l analisi effettuata sulle situazioni di crisi mondiale, con riferimento particolare alle minacce provenienti dal cosiddetto Stato islamico e alla guerra in Ucraina. Si è partiti dalla riflessione sulla famiglia, in vista del Sinodo dei vescovi del prossimo ottobre, prendendo spunto dal nuovo questionario sottoposto ai fedeli di tutto il mondo. «Abbiamo inizialmente rivolto uno sguardo all Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi dell ottobre scorso. Dai risultati, divenuti lineamenta per il nuovo confronto, e dai quali si è generato il nuovo questionario, risulta fondamentale che la famiglia ritorni a essere il soggetto vitale dell evangelizzazione», ha detto il porporato. Riferendosi al nuovo questionario, che sviluppa alcuni dei temi già trattati nel precedente, ha evidenziato come «per noi vescovi arriva a dispetto di tutte le questioni controverse per ampliare i nostri orizzonti e per rinnovare l annuncio del Vangelo della famiglia». Al prossimo sinodo parteciperanno, oltre al cardinale Marx, il presidente della Commissione sul matrimonio e la famiglia, Heiner Koch, vescovo di Dresden-Meissen, e il presidente della Commissione pastorale, Franz-Josef Hermann Bode, vescovo di Osnabrück. La plenaria non poteva non affrontare il tema dell appro ccio all immigrazione e della formazione sacerdotale per l accoglienza di profughi e richiedenti asilo, anche in considerazione di fenomeni xenofobi e di intolleranza come Pegida. Monsignor Koch, come vescovo di Dresda (la città dove Pegida è nata), ha lamentato il crescente razzismo in Germania: «Chi incita contro i rifugiati, gli stranieri, gli immigrati e le persone di colore, ha la Chiesa contro», ha detto. E riferendosi al movimento che si batte contro l islamizzazione dell O ccidente, e alle sue manifestazioni xenofobe e razziste, ha riferito che Pegida, pur tra problemi organizzativi, prosegue nel suo «radicalismo di destra in parole e stile». E la rielezione a capo del fondatore, Lutz Bachmann, dopo le dimissioni, «fa temere secondo Koch che la democrazia rappresentativa sia in crisi di legittimità». Sulla questione del diritto all azione caritativa e di protezione da parte delle comunità ecclesiali locali, i vescovi hanno preso una posizione molto chiara: la Chiesa non rivendica alcun diritto speciale per se stessa ma se le comunità cristiane ospitano i richiedenti asilo, questo accade in casi specifici, e le discrezionalità di legge e regolamentari debbono essere vagliate per evitare disagio umanitario o addirittura il rischio di violazioni dei diritti umani dopo le fughe dai Paesi di origine. Resta ineludibile è stato sottolineato la ricerca della soluzione in collaborazione con le autorità statali. La Chiesa tedesca ha poi varato il primo «Premio cattolico contro la xenofobia e il razzismo», occasione per illustrare l azione ecclesiale in Germania su questa materia. Il Pontificio Consiglio per i Laici comunica che è deceduta la Signora INGE VETTER madre della signorina María del Pilar Mendieta Vetter, Officiale del Dicas t e ro. I Superiori e i Colleghi partecipano al dolore della signorina Mendieta Vetter e a quello dei suoi Familiari, mentre assicurano la loro vicinanza spirituale e la loro preghiera di suffragio.

7 lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 Roberto Alabiso «Trasfigurazione» (2012) All Angelus il Papa indica la meta del cammino quaresimale Dopo la croce la felicità E invoca la pace in Siria e in Iraq e la fine delle tensioni in Venezuela Commentando la pagina evangelica della Trasfigurazione, all Angelus di domenica 1 marzo in in piazza San Pietro, il Papa ha indicato la meta dell itinerario quaresimale di conversione: «la partecipazione alla gloria di Cristo». Il cammino di Gesù, ha detto, «ci porta sempre alla felicità. Ci sarà in mezzo sempre una croce, delle prove ma alla fine sempre ci porta alla felicità». Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Domenica scorsa la liturgia ci ha presentato Gesù tentato da satana nel deserto, ma vittorioso sulla tentazione. Alla luce di questo Vangelo, abbiamo preso nuovamente coscienza della nostra condizione di peccatori, ma anche della vittoria sul male offerta a quanti intraprendono il cammino di conversione e, come Gesù, vogliono fare la volontà del Padre. In questa seconda domenica di Quaresima, la Chiesa ci indica la meta di questo itinerario di conversione, ossia la partecipazione alla gloria di Cristo, quale risplende sul suo volto di Servo obbediente, morto e risorto per noi. La pagina evangelica racconta l evento della Trasfigurazione, che si colloca al culmine del ministero pubblico di Gesù. Egli è in cammino verso Gerusalemme, dove si compiranno le profezie del Servo di D io e si consumerà il suo sacrificio redentore. Le folle, non capivano questo: di fronte alla prospettiva di un Messia che contrasta con le loro aspettative terrene, lo hanno abbandonato. Ma loro pensavano che il Messia sarebbe stato un liberatore dal dominio dei romani, un liberatore della patria e questa prospettiva di Gesù non piace loro e lo lasciano. Anche gli Apostoli non capiscono le parole con cui Gesù annuncia l esito della sua missione nella passione gloriosa, non capiscono! Gesù allora prende la decisione di mostrare a Pietro, Giacomo e Giovanni un anticipo della sua gloria, quella che avrà dopo la resurrezione, per confermarli nella fede e incoraggiarli a seguirlo sulla via della prova, sulla via della Croce. E così, su un alto monte, immerso in preghiera, si trasfigura davanti a loro: il suo volto e tutta la sua persona irradiano una luce sfolgorante. I tre discepoli sono spaventati, mentre una nube li avvolge e risuona dall alto come nel Battesimo al Giordano la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l amato: ascoltatelo!» (Mc 9, 7). Gesù è il Figlio fattosi Servo, inviato nel mondo per realizzare attraverso la Croce il progetto della salvezza, per salvare tutti noi. La sua piena adesione alla volontà del Padre rende la sua umanità trasparente alla gloria di Dio, che è l Am o re. Gesù si rivela così come l icona perfetta del Padre, l irradiazione della sua gloria. È il compimento della Lutto nell episcopato Monsignor André Vallée, vescovo emerito di Hearst, in Canada, è morto sabato mattina, 28 febbraio. Il compianto presule era nato a Sainte-Anne-de-Pérade, diocesi di Trois Rivières, il 31 luglio 1930 ed era stato ordinato sacerdote il 24 giugno 1956 per la Società per le missioni estere della provincia di Québec, di cui era poi divenuto superiore generale ( ). Il 28 ottobre 1987 era stato eletto alla sede titolare di Sufasar e nel contempo nominato ordinario militare per il Canada. Il 28 gennaio 1988 aveva ricevuto l ordinazione episcopale. Trasferito alla diocesi di Hearst, in Ontario, il 29 agosto 1996, aveva rinunciato al governo pastorale il 3 novembre Ritiratosi nel villaggio natale, da un anno era ricoverato nella residenza delle missionarie dell Immacolata concezione a Laval. Le esequie saranno celebrate venerdì 6 marzo, dall attuale vescovo di Hearst, monsignor Vincent Cadieux, nella cappella della casa dei preti delle missioni estere a Laval. rivelazione; per questo accanto a Lui trasfigurato appaiono Mosè ed Elia, che rappresentano la Legge e i Profeti, come per significare che tutto finisce e incomincia in Gesù, nella sua passione e nella sua gloria. La consegna per i discepoli e per noi è questa: «Ascoltatelo!». Ascoltate Gesù. È Lui il Salvatore: seguitelo. Ascoltare Cristo, infatti, comporta assumere la logica del suo mistero pasquale, mettersi in cammino con Lui per fare della propria esistenza un dono di amore agli altri, in docile obbedienza alla volontà di Dio, con un atteggiamento di distacco dalle cose mondane e di interiore libertà. Occorre, in altre parole, essere pronti a perdere la propria vita (cfr. Mc 8, 35), donandola affinché tutti gli uomini siano salvati: così ci incontreremo nella felicità eterna. Il cammino di Gesù sempre ci porta Nel 2013 a Rio de Janeiro, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, Papa Francesco parlando ai vescovi brasiliani disse che «l Amazzonia è un banco di prova per la Chiesa e per la società» e lanciò «un forte richiamo al rispetto e alla custodia dell intera creazione che Dio ha affidato all uomo non perché lo sfrutti selvaggiamente, ma perché lo renda un giardino». La Chiesa latino-americana già da diversi anni impegnata per rispondere alle sfide regionali che presenta il contesto amazzonico ha raccolto questo invito e lo scorso settembre ha dato vita al progetto della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam). La Rete ha in programma a Roma, il 2 e il 3 marzo, un incontro di coordinamento e, nell o ccasione, è stata presentata in una conferenza tenutasi nella mattina di lunedì 2 marzo nella Sala stampa della Santa Sede. L incontro è stato guidato dal vicedirettore, padre Ciro Benedettini. L appuntamento è stato voluto a Roma ha spiegato il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace che patrocina il progetto a testimonianza alla felicità, non dimenticatelo! Il cammino di Gesù ci porta sempre alla felicità. Ci sarà in mezzo sempre una croce, delle prove ma alla fine sempre ci porta alla felicità. Gesù non ci inganna, ci ha promesso la felicità e ce la darà se andiamo sulle sue strade. Con Pietro, Giacomo e Giovanni saliamo anche noi oggi sul monte della Trasfigurazione e sostiamo in contemplazione del volto di Gesù, per raccoglierne il messaggio e tradurlo nella nostra vita; perché anche noi possiamo essere trasfigurati dall Amore. In realtà l amore è capace di trasfigurare tutto. L amore trasfigura tutto! Credete voi in questo? Ci sostenga in questo cammino la Vergine Maria, che ora invochiamo con la preghiera dell An g e l u s. Al termine della preghiera mariana il Pontefice ha lanciato un appello per la pace in Siria e in Iraq, e ha auspicato la fine delle tensioni sociali e politiche in Venezuela. Cari fratelli e sorelle, non cessano, purtroppo, di giungere notizie drammatiche dalla Siria e dall Iraq, relative a violenze, sequestri di persona e soprusi a danno di cristiani e di altri gruppi. Vogliamo assicurare a quanti sono coinvolti in queste situazioni che non li dimentichiamo, ma siamo loro vicini e preghiamo insistentemente perché al più presto si ponga fine all intollerabile brutalità di cui sono vittime. Insieme ai membri della Curia Romana ho offerto secondo questa intenzione l ultima Santa Messa degli Esercizi Spirituali, venerdì scorso. Nello stesso tempo chiedo a tutti, secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano. Preghiamo per questi fratelli e queste sorelle che soffrono per la fede in Siria e in Iraq... Preghiamo in silenzio... Desidero ricordare pure il Venezuela, che sta vivendo nuovamente momenti di acuta tensione. Prego per le vittime e, in particolare, per il L incontro del Pontefice con la direttrice generale dell Unesco Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella mattina di lunedì 2 marzo la signora Irina Bokova, direttrice generale dell O rganizzazione delle Nazioni Unite per l educazione, la scienza e la cultura (Unesco). La signora Bokova era accompagnata dal signor Hao Ping, presidente della trentasettesima sessione della Conferenza generale dell Unesco, e dal signor Mohamed Sameh Amr, presidente del Consiglio esecutivo. ragazzo ucciso pochi giorni fa a San Cristóbal. Esorto tutti al rifiuto della violenza e al rispetto della dignità di ogni persona e della sacralità della vita umana e incoraggio a riprendere un cammino comune per il bene del Paese, riaprendo spazi di incontro e di dialogo sinceri e costruttivi. Affido quella cara Nazione alla materna intercessione di Nostra Signora di C o ro m o t o. Rivolgo un cordiale saluto a tutti voi famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni pellegrini di Roma, dell Italia e di diversi Paesi. Saluto i fedeli provenienti da San Francisco, California, e i giovani delle parrocchie dell Isola di Formentera. Saluto i gruppi di Fontaneto d Agogna e Montello; i Vigili del Fuoco di Tassullo; e i ragazzi di Zambana. Saluto cordialmente i seminaristi di Pavia insieme al loro rettore e al padre spirituale. Hanno appena terminato gli esercizi spirituali e oggi tornano in diocesi. Chiediamo per loro e per tutti i seminaristi la grazia di diventare buoni preti. A tutti auguro una buona domenica. Non dimenticate, per favore, di pregare per me. Buon pranzo e arriv e d e rc i! Presentata a Roma la Rete ecclesiale panamazzonica Spegniamo i motori e fermiamoci dell impatto transnazionale della problematica e del coinvolgimento di tutta la Chiesa, che vuole dare la più ampia visibilità a questo modello operativo: un modello che potrà diventare utile in diversi e fondamentali ambiti quali la giustizia, la legalità, la promozione e la tutela dei diritti umani, lo sviluppo inclusivo ed equo, l uso responsabile e solidale delle risorse naturali. Ma cosa è la Repam? Lo ha spiegato in un contributo audio il cardinale Cláudio Hummes, presidente della Commissione per l Amazzonia della Conferenza episcopale del Brasile: «Nei nove Paesi latinoamericani che includono il territorio amazzonico, la Rete vuole unire gli sforzi della Chiesa in favore della custodia responsabile e sostenibile di tutta la regione, al fine di promuovere il bene integrale, i diritti umani, l evangelizzazione, lo sviluppo culturale, sociale ed economico del suo popolo, specialmente delle popolazioni indigene». La Chiesa in Amazzonia, ha detto il porporato, «vuole fare rete, per congiungere gli sforzi, per incoraggiarsi reciprocamente e avere una voce profetica più significativa a livello internazionale». Ancora più nel dettaglio sono scesi l arcivescovo Pedro Ricardo Barreto Jimeno, presidente del Dipartimento giustizia e solidarietà del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), e Mauricio López Oropeza, segretario esecutivo della Repam. Richiamando anche quanto affermato nel documento di Aparecida (2007), il presule ha descritto l immensa realtà amazzonica e sottolineato come questo territorio sia «devastato e minacciato» dalle grandi imprese estrattive, dalle monocolture, dalla deforestazione, dai cambiamenti climatici; e oltre a questo, non meno devastante è la distruzione della cultura e dell autodeterminazione dei popoli. Tutto ciò, ha spiegato López Oropeza, non è solo un problema locale: l impatto «non riguarda solo le popolazioni direttamente coinvolte, ma tutti noi». Tutti siamo chiamati, ha detto, «a una genuina conversione per rispetto al futuro dell umanità». Quello dell Amazzonia è un dramma planetario. «Insieme alla foresta del Congo», ha detto Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis che è coinvolta nel progetto Repam, «l Amazzonia è forse ciò che resta di più prezioso per il pianeta» ed è «nostra responsabilità spegnere i motori e fermarci. Fermarci dal voler produrre a ogni costo, dal saccheggiare e distruggere, fermarci dallo spogliare i popoli dell ambiente che permette loro di vivere, con la loro cultura e le loro ricchezze umane». «L Amazzonia ha tenuto a precisare l arcivescovo Barreto Jimeno Nomina episcopale in Messico La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Messico. Fidencio López Plaza vescovo di San Andrés Tuxtla Nato il 28 aprile 1950 a Capullín, diocesi di Querétaro, ha studiato filosofia e teologia nel seminario della sua diocesi e il 19 febbraio 1982 ha ricevuto l o rd i n a z i o - ne sacerdotale. Ha ottenuto la specializzazione in pastorale e catechesi nell Istituto teologico pastorale del Celam a Medellín. Ha perfezionato la formazione anche con corsi in sviluppo comunitario alla facoltà di sociologia dell Università autonoma di Querétaro. Ha svolto i seguenti incarichi pastorali: coordinatore della segreteria diocesana per l evangelizzazione e la catechesi, professore nel seminario conciliare di Querétaro, parroco di diverse comunità, responsabile del decanato di Guanajuato e membro del consiglio presbiterale e del collegio dei consultori. Nel triennio è stato coordinatore dell équipe di base per la missione continentale permanente in Messico e membro del consiglio permanente della Conferenza episcopale messicana. Attualmente è vicario episcopale della pastorale della diocesi di Querétaro e parroco di Pentecostés. non è semplicemente il polmone della terra, ma è una fonte di vita nel cuore della Chiesa». Perciò la Repam, come ha spiegato López Oropeza, è in cerca di un «modello solido che permetta di collaborare anche all esterno della rete ecclesiale»: importante, ha detto, anche il coinvolgimento delle università, cattoliche e non. Tutte le competenze sono chiamate a dare un contributo. E l importanza del fare rete è emersa anche dal dibattito seguito alle relazioni. È intervenuto infatti il vescovo Fridolin Ambongo Besungu, della Repubblica democratica del Congo, presidente della locale commissione per le risorse naturali, il quale ha messo in parallelo la situazione amazzonica con quella della foresta equatoriale, dove «non appena viene scoperta una risorsa, che siano minerali preziosi o petrolio, si sa già che scoppierà una guerra». L arcivescovo Barreto Jimeno ha immediatamente messo a disposizione l esperienza della Repam per poter dar vita a un analoga rete di collaborazione ecclesiale anche in Africa, e il cardinale Turkson ha detto che il Pontificio Consiglio sarà lieto di appoggiare un iniziativa di questo genere. Udienza al presidente del Consiglio dei ministri del Governo regionale del Kurdistan iracheno Il Pontefice ha ricevuto in udienza lunedì mattina, 2 marzo, Nechirvan Barzani, presidente del Consiglio dei ministri del Governo regionale del Kurdistan iracheno.

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì 2-3 marzo 2015 Ai presuli del nord Africa in visita «ad limina» il Papa ricorda che la differenza va accettata come ricchezza Antidoto alla violenza E rende omaggio al coraggio e alla fedeltà di vescovi, sacerdoti, consacrati e laici in Libia «L antidoto più efficace contro ogni forma di violenza è l educazione alla scoperta e all accettazione della differenza». È quanto ha raccomandato Papa Francesco ai presuli della Conferenza episcopale regionale del nord Africa (Cerna), ricevuti in udienza lunedì mattina, 2 marzo, in occasione della visita «ad limina Apostolorum». Di seguito una nostra traduzione del discorso in francese consegnato dal Pontefice. Cari Fratelli nell episcopato, È con gioia che vi accolgo in questi giorni in cui realizzate la vostra visita ad limina. Auspico che il pellegrinaggio presso le tombe degli Apostoli rafforzi la vostra fede e consolidi la vostra speranza al fine di proseguire il ministero che vi è stato affidato in ognuno dei vostri Paesi. Miniatura raffigurante il martirio di san Cipriano Ringrazio Monsignor Vincent Landel, Arcivescovo di Rabat e Presidente della vostra Conferenza, che ha espresso a nome di tutti voi sentimenti di comunione con il Successore di Pietro. Attraverso di voi, mi unisco ai fedeli delle vostre diocesi del Nord dell Africa. Portate loro l affetto del Papa e la certezza che egli resta vicino a loro e li incoraggia nella generosa testimonianza che rendono al Vangelo di pace e di amore di Gesù. Il mio cordiale saluto va anche a tutti gli abitanti dei vostri Paesi, in particolare alle persone che soffrono. Da diversi anni, la vostra regione vive sviluppi significativi, che hanno permesso di sperare di vedere realizzate certe aspirazioni a una maggiore libertà e alla dignità e di favorire una più grande libertà di coscienza. Ma talora questi sviluppi hanno portato a esplosioni di violenza. Vorrei in particolare rendere omaggio al coraggio, alla fedeltà e alla perseveranza dei Vescovi in Libia, come pure dei sacerdoti, delle persone consacrate e dei laici che rimangono nel Paese nonostante i molteplici pericoli. Sono autentici testimoni del Vangelo. Li ringrazio vivamente, e vi incoraggio tutti a proseguire i vostri sforzi per contribuire alla pace e alla riconciliazione in tutta la vostra regione. La vostra Conferenza episcopale, che riunisce regolarmente i pastori di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, è un luogo di scambio e di dialogo importante, ma deve anche essere uno strumento di comunione che permetta di approfondire relazioni fraterne e fiduciose tra voi. Il vostro pellegrinaggio a Roma è una felice occasione per rinnovare il vostro impegno comune al servizio della missione della Chiesa in ognuno dei vostri Paesi. Questa missione la svolgete con i sacerdoti, vostri collaboratori diretti. Originari di numerosi Paesi, hanno a volte difficoltà ad adattarsi a situazioni molto nuove per loro. È dunque particolarmente necessario che siate vicini a ognuno di essi e attenti alla loro formazione permanente, affinché possano vivere il proprio ministero pienamente e serenamente. A ognuno di loro rivolgo il mio più cordiale saluto e assicuro tutti della mia preghiera. Le religiose e i religiosi hanno anch essi un ruolo importante nella vita e nella missione delle vostre Chiese. Sono loro riconoscente per la testimonianza di vita fraterna e per l impegno tanto generoso al servizio dei propri fratelli e sorelle. In questo Anno della Vita c o n s a c ra t a, li invito a prendere rinnovata coscienza dell importanza della contemplazione nella loro vita e a far così risplendere la bellezza e la santità della loro vocazione. Al centro della vostra missione e alla sorgente della vostra speranza, ci sono innanzitutto l incontro personale con Gesù Cristo e la certezza che egli è all opera nel mondo dove siete stati inviati a nome suo. La vitalità evangelica delle vostre diocesi dipende dunque dalla qualità della vita spirituale e sacramentale di ognuno. La storia della vostra regione è stata segnata da numerose figure di santità, da Cipriano e Agostino, patrimonio spirituale di tutta la Chiesa, al beato Charles de Foucauld, di cui il prossimo anno celebreremo il centenario della morte; e, più vicini a noi, da quei religiosi e quelle religiose che hanno donato tutto a Dio e ai loro fratelli fino al sacrificio della propria vita. Spetta a voi sviluppare questa eredità spirituale innanzitutto tra i vostri fedeli, ma anche aprendola a tutti. Mi rallegro inoltre di sapere che in questi ultimi anni in Algeria sia stato possibile restaurare diversi santuari cristiani. Accogliendo ciascuno, così com è, con benevolenza e senza proselitismo, le vostre comunità mostrano di volere essere una Chiesa dalle porte aperte, sempre in uscita ( c f r. Evangelii gaudium, nn ). Nelle situazioni talvolta difficili che la vostra regione vive, il vostro ministero di pastori conosce molte gioie. Così l accoglienza di nuovi discepoli che si uniscono a voi, avendo scoperto l amore di Dio manifestato Nella cattedrale di Bogotá Antoine Bessac, «Agostino e il bambino sulla spiaggia» (1924, basilica di Sant Agostino a Ippona) in Gesù, è un bel segno dato dal Signore. Condividendo con i loro concittadini la preoccupazione dell edificazione di una società sempre più fraterna e aperta, mostrano di essere tutti figli di uno stesso Padre. Li saluto in modo particolare e li assicuro del mio affetto, auspicando che occupino tutto il loro posto nella vita delle vostre diocesi. Anche l universalità è una caratteristica delle vostre Chiese, i cui fedeli provengono da numerose nazioni per formare comunità molto vive. Li invito a manifestare sul loro volto la gioia del Vangelo, la gioia di avere incontrato Cristo che li fa vivere. Anche per voi è un occasione per meravigliarvi dinanzi all opera di Dio, che si diffonde tra tutti i popoli e in tutte le culture. Vorrei offrire il mio incoraggiamento ai numerosi giovani studenti provenienti dall Africa sub-sahariana, che formano una parte importante delle vostre comunità. Mantenendosi forti nella fede, saranno capaci di stabilire con tutti legami di amicizia, di fiducia e di rispetto e contribuiranno così Padre Charles de Foucauld Il cardinale Pimiento Rodríguez ha ricevuto la porpora Ha ricevuto la porpora nella sua Colombia, sabato scorso, 28 febbraio, il cardinale novantaseienne José de Jesús Pimiento Rodríguez. La cerimonia, che non ha precedenti nella storia della Chiesa colombiana, si è svolta nella cattedrale primaziale di Bogotá, presieduta dal nunzio apostolico, arcivescovo Ettore Balestrero. È stato il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá, a imporre la berretta e a consegnare l anello, simboli della dignità cardinalizia, al nuovo porporato creato insieme ad altri diciannove ecclesiastici da Papa Francesco nel concistoro dello scorso 14 febbraio. A causa dell età avanzata l arcivescovo emerito di Manizales non aveva potuto parteciparvi. all edificazione di un mondo più fraterno. Il dialogo interreligioso è una parte importante della vita delle vostre Chiese. Anche in questo ambito, la fantasia della carità sa aprire innumerevoli cammini per portare il soffio evangelico nelle culture e negli ambiti sociali più diversi (cfr. Lettera Apostolica a tutti i consacrati in occasione dell Anno della Vita consacrata, 28 novembre 2014). Sapete quanto la scarsa conoscenza reciproca sia fonte di tante incomprensioni e talvolta persino di scontri. Eppure, come ha scritto Benedetto XVI nell Esortazione apostolica Africae munus, «Se tutti noi credenti in Dio desideriamo servire la riconciliazione, la giustizia e la pace, dobbiamo operare insieme per bandire tutte le forme di discriminazione, di intolleranza e di fondamentalismo confessionale» (n. 94). L antidoto più efficace contro ogni forma di violenza è l educazione alla scoperta e all accettazione della differenza come ricchezza e fecondità. È altresì indispensabile che nelle vostre diocesi sacerdoti, religiose e laici siano formati in questo ambito. E a tale riguardo, sono lieto di osservare che il Pontificio Istituto di Studi Arabi ed Islamistica (Pisai), che celebra quest anno il suo cinquantesimo anniversario, è nato nella vostra regione, La capacità di vergognarsi e accusare se stessi, senza scaricare la colpa sempre sugli altri per giudicarli e condannarli, è il primo passo sulla strada della vita cristiana che conduce a chiedere al Signore il dono la misericordia. È questo l esame di coscienza suggerito dal Papa nella messa celebrata lunedì 2 marzo, Messa a Santa Marta Vergogna e misericordia to, «tante volte siamo capaci di fare quella faccia da ma io non so!, faccia da ma io non l ho fatto, forse sarà un altro!». In una parola, siamo sempre pronti a «fare l innocente». Ma così, ha avvertito il Papa, «non si va avanti nella vita cristiana». Dunque, ha ribadito, «il primo passo» è la capacità di accusare se stessi. Ed è certamente «bene» farlo con il sacerdote in confessione. Però, ha domandato Francesco, «prima e dopo la confessione, nella tua vita, nella tua preghiera, sei capace di accusare te stesso? O è più facile accusare gli altri?». Questa esperienza, ha notato il vescovo di Roma, suscita «una cosa un po strana ma che, alla fine, ci dà pace e salute». Infatti «quando noi incominciamo a guardare di quali cose siamo capaci, ci sentiamo male, sentiamo ribrezzo» fino a domandarci: «Ma io sono capace di fare questo?». Per esempio, «quando io trovo nel mio cuore un invidiaesoche questainvidiaècapace di sparlare dell altro e ucciderlo moralmente», mi devo domandare: «Io ne sono capace? Sì, io sono capace!». E proprio «così incomincia questa sapienza, questa saggezza di accusare se stesso». Dunque «se noi non impariamo questo primo passo della vita ha affermato Francesco mai faremo passi sulla strada della vita cristiana, della vita spirituale». Perché, appunto, «il primo passo» è sempre quello di «accusare se stesso», anche «senza dirlo: io e la mia coscienza». In proposito il Papa ha proposto un esempio concreto. Quando si va per la strada e si passa davanti al carcere, ha detto, si potrebbe arrivare a pensare che i detenuti «se lo meritano». Ma ha invitato a considerare «tu sai che se non fosse stato per la grazia di Dio, saresti lì? Hai pensato che tu sei capace di fare le cose che loro hanno fatto, anche peggio ancora?». Questo, appunto, «è accusare se stesso, non nascondere a se stesso le radici di peccato che sono in noi, le tante cose che siamo capaci di fare, anche se non si vedono». È un atteggiamento, ha proseguito Francesco, che «ci porta alla vergogna davanti a Dio, e questa è una virtù: la vergogna davanti a Dio». Per «vergognarsi» bisogna dire: «Guarda, Signore, ho ripugnanza di me stesso, ma tu sei grande: a me la vergogna, a te e a Tunisi. Sostenere e utilizzare questo istituto tanto necessario per impregnarsi della lingua e della cultura permetterà di approfondire un dialogo nella verità e nell amore tra cristiani e musulmani. Il dialogo, voi lo vivete giorno per giorno anche con i cristiani di diverse confessioni. Che l Istituto ecumenico Al Mowafaqa, fondato in Marocco al fine di promuovere il dialogo ecumenico e interreligioso nel contesto che gli è proprio, contribuisca a sua volta a una migliore conoscenza reciproca! Chiesa dell incontro e del dialogo, volete essere anche al servizio di tutti senza distinzioni. Con mezzi spesso umili, manifestate la carità di Cristo e della Chiesa tra i più poveri, i malati, le persone anziane, le donne nel bisogno e i detenuti. Vi ringrazio vivamente per il ruolo che svolgete nell andare in aiuto dei numerosi immigranti originari dell Africa che cercano nei vostri Paesi un luogo di passaggio o di accoglienza. Riconoscendo la loro dignità umana, e adoperandovi per risvegliare le coscienze di fronte a tanti drammi umani, mostrate l amore che Dio nutre per ognuno di loro. Cari Fratelli nell episcopato, vorrei infine assicurarvi del sostegno di tutta la Chiesa nella vostra missione. Voi siete alle periferie, con il servizio particolare di manifestare la presenza di Cristo nella sua Chiesa in questa regione. La vostra testimonianza di vita nella semplicità e nella povertà è un segno importante per tutta la Chiesa. Siate certi che il Successore di Pietro vi accompagna nel vostro duro cammino e v incoraggia a essere sempre uomini della sp eranza. Vi affido alla protezione di Nostra Signora d Africa, che veglia su tutto il continente, e all intercessione di sant Agostino, del beato Charles de Foucauld e di tutti i santi d Africa. Di tutto cuore imparto un affettuosa benedizione apostolica a voi e a tutti i vostri diocesani. nella cappella della Casa Santa Marta. Per la sua riflessione Francesco ha preso le mosse dalla prima lettura, tratta dal libro di Daniele (9, 4-10). C è, ha spiegato, «il popolo di Dio» che «chiede perdono, ma non è un perdono di parola: questo chiedere perdono è un perdono che viene dal cuore perché il popolo si sente peccatore». E il popolo «non si sente peccatore in teoria p erché noi tutti possiamo dire siamo tutti peccatori, è vero, è una verità: tutti qui! ma davanti al Signore dice le cose cattive che ha fatto e quello che non ha fatto di buono». Si legge infatti nella Scrittura: «Abbiamo peccato, abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese». In sostanza, ha fatto notare Francesco, in queste parole del popolo c è «la descrizione di tutto quello che di cattivo hanno fatto». E così «il popolo di Dio, in questo momento, accusa se stesso». E non se la prende con «quelli che ci perseguitano», con i «nemici». Piuttosto guarda se stesso e dice: «Io accuso me stesso davanti a te, Signore, e mi vergogno». Parole chiare, che troviamo anche nel passo di Daniele: «Signore, a noi la vergogna sul volto». «Questo brano della Bibbia ha suggerito il Papa ci fa riflettere su una virtù cristiana, anzi più di una virtù». Infatti «la capacità di accusare se stesso, l accusa di se stesso» è «il primo passo per incamminarsi come cristiano». Invece «tutti noi siamo maestri, siamo dottori nel giustificare noi stessi» con espressioni del tipo: «Io non sono stato, no, non è colpa mia, ma sì, ma non era tanto... Le cose non sono così...». Insomma, ha detto Francesco, «tutti abbiamo un alibi» a giustificazione «delle nostre mancanze, dei nostri peccati». Di più, ha aggiunla chiedo la misericordia». Proprio come dice la Scrittura: «Signore, la vergogna sul volto a noi, perché abbiamo peccato contro di te». E lo «possiamo dire, perché sono capace di peccare e fare tante cose cattive: A te, Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono. La vergogna a me e a te la misericordia e il perdono». È un «dialogo con il Signore» che «ci farà bene fare in questa Quaresima: l accusa di se stessi». «Chiediamo misericordia» ha rilanciato poi il Papa riferendosi in particolare al passo liturgico di Luca (6, 36-38). Gesù «è chiaro: siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso». Del resto, ha spiegato Francesco, «quando uno impara ad accusare se stesso è misericordioso con gli altri». E può dire: «Ma chi sono io per giudicarlo, se io sono capace di fare cose peggiori?». È una frase importante: «Chi sono io per giudicare l altro?». E la si comprende alla luce delle parole di Gesù «Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso» e con il suo invito a «non giudicare». Invece, ha riconosciuto il Pontefice, «come ci piace giudicare gli altri, sparlare di loro!». Eppure il Signore è chiaro: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati». È certamente una strada «non facile», che «incomincia con l accusa di se stesso, incomincia da quella vergogna davanti a Dio e da quel chiedere perdono a lui: chiedere misericordia». Proprio «da quel primo passo si arriva a questo che il Signore ci chiede: essere misericordiosi, non giudicare nessuno, non condannare nessuno, essere generosi con gli altri». In questa prospettiva, il Papa ha invitato a pregare perché «il Signore, in questa Quaresima, ci dia la grazia di imparare ad accusare noi stessi, ognuno nella sua solitudine», chiedendo a se stessi: «Ma io sono capace di fare questo? Con questo sentimento sono capace di fare questo? Con questo sentire che ho dentro sono capace delle cose più malvagie?». E pregando così: «Abbi pietà di me, Signore, aiutami a vergognarmi e dammi misericordia, così io potrò essere misericordioso con gli altri».

9 donne chiesa mondo tutte L OSSERVATORE ROMANO marzo 2015 numero 33 Sua madre confrontava queste cose nel suo cuore Cinquecento anni con Teresa Quante madri, quanti genitori hanno scelto il suo nome per le loro figlie. Quante religiose (molte divenute a loro volta beate e sante) lo hanno voluto per il loro battesimo spirituale. Quante persone, credenti e non, hanno attinto dal suo esempio e dalle sue pagine forza e nuovo coraggio per affrontare la vita. In cinquecento anni tanti ne sono passati dal 28 marzo 1515 Teresa ha lasciato segni profondi. Per questo abbiamo deciso di dedicarle questo numero di «donne chiesa mondo», ripercorrendo la sua eredità: nel dialogo tra una carmelitana scalza e una studiosa atea (eccezione alla nostra regola che vuole sempre intervistata in prima pagina una donna cattolica); nel racconto di una scrittrice francese che le ha appena dedicato il suo ultimo romanzo; nell inchiesta di una storica cattolica che indaga le innumerevoli metamorfosi a cui la santa è stata sottoposta nei secoli; nella narrazione di una storica ebrea che di Teresa ci racconta le origini non cristiane. Meditare su di lei è compiere, però, anche un viaggio nella storia dell arte. A partire dall unico ritratto eseguito quando Teresa era ancora viva, a sessantuno anni: il dipinto di fra Juan de la Miseria (oggi l immagine più riprodotta nei tantissimi souvenir in vendita ad Ávila), restituisce i tratti di una donna intelligente, forte e sicura ( «Dio ti perdoni! Mi hai fatta cisposa e vecchia!» disse all artista). E se nel Settecento importanti pittori la ritrassero in piena estasi mistica Zurbarán, Velázquez, Ribera e Rubens tra gli altri chi fece di lei il simbolo stesso della mistica fu però Bernini, nel capolavoro ora nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. Una galleria di immagini capace di far uscire Teresa dal modello riduttivo di monaca obbediente. Un uscita ribadita nei secoli, fino ad arrivare al Novecento, quando Teresa diviene icona, tra le altre, di artiste molto diverse tra loro, come la polacca Tamara de Lempicka e la belga Ade Bethune, i cui santi in bianco e nero hanno illustrato per decenni le pagine del «Catholic Worker». Ma è Teresa stessa che ci proietta nel futuro: «Vedo scrisse nel Cammino di perfezione il profilarsi dei tempi in cui non c è più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti per il solo fatto che appartengono alle donne». (g.g.) donne chiesa mondo di CRISTIANA DOBNER «Ho incontrato Teresa ci racconta Julia Kristeva su sollecitazione di un editore: ho passato una decina d anni con la stravagante monaca spagnola, di cui avevo appena sentito parlare, divenuta per me una figura imprescindibile della cultura europea. Sono lieta di aver trovato, grazie a lei, quello slancio barocco che ha trasfigurato il cattolicesimo medievale e ha aperto le porte all umanesimo dell illuminismo». Come ha affrontato la fede di Teresa? Mi sono proiettata nella scrittura di questa donna, che ha vissuto e descritto una fede che viene chiamata mistica, dove celebra così la sua unione con Gesù: «L Anima si consuma di desiderio e non sa tuttavia chiedere, perché sente chiaramente che il suo Dio è con lei» (Castello i n t e r i o re ). «Il dolore della ferita era così vivo che mi faceva emettere quei gemiti di cui ho parlato, era così grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c era da desiderarne la fine, né l anima poteva appagarsi d altro che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po, anzi molto» (Vita). «Non siamo angeli ma abbiamo un corpo» e «il Signore come uomo». E così via. L ho accompagnata anche nell arte barocca che l avvicina ancora di più a noi moderni, a cominciare dall estasi di Bernini, che fa vibrare quell estasi nel marmo: si liquefà sotto i miei occhi nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. Ma anche la messa che le ha dedicato Haydn o il quadro del Tiepolo a Venezia. Poiché non sono credente, ho cercato di familiarizzarmi con il suo modo di sentire e di pensare, ossia di interpretarla. Teresa invita il mondo secolarizzato a rivalutare, instancabilmente e senza pregiudizi, il bisogno di credere che sottende il desiderio di sapere. E la sua straordinaria scrittura? Modernità di una mistica Intervista con l intellettuale atea Julia Kristeva, che ha studiato a lungo la santa di Ávila L intellettuale atea Julia Kristeva, di origine bulgara naturalizzata francese, è studiosa che opera tra linguistica, psicanalisi, filosofia e narrativa. Insegna Semiologia alla State University of New York e all Université Paris 7 Denis Diderot. Tra i suoi libri, Thérèse mon amour (2008). Presidente onoraria del Consiglio nazionale Handicap: sensibiliser, informer, former, dal 2015 è Commandeur della Legion d o n o re. scia di partecipare al gioco, e anche molto». Oggetto e soggetto, perduta e ritrovata, dentro e fuori e viceversa, Teresa è un fluido, un flusso costante. L acqua sarà il suo elemento: «Sono attratta in modo particolare da questo elemento, pertanto l ho osservato con un attenzione speciale»; e la metafora fluida è il suo modo di pensare. Si tratta di una folgorazione intima o del ritorno al tema evangelico del battesimo? Lo stile teresiano è intrinsecamente radicato nelle immagini, esse stesse destinate a trasmettere quelle visioni che non sono percepite dalla vista (o almeno non soltanto dalla vista), ma risiedono nel corpo-e-spirito intero, nello psiche-soma. Tali visioni si possono ottenere dapprima ed essenzialmente al tatto, al gusto e all udito, per poi raggiungere la vista. Se l acqua è l emblema del rapporto fra Teresa e l Ideale, si capisce perché il suo Castello i n t e r i o re non s innalza come una fortezza, ma si lascia sistemare come un puzzle di dimore, m o ra d a s, dimore dai muri permeabili che il divino non domina ma abita. Vuol solo dire che la trascendenza secondo Teresa si rivela anche immanente: il Signore non è al di là, ma in lei! Il che le procura prevedibili noie con l Inquisizione. In definitiva, più che in quei rapimenti, l enigma di Teresa sta nel racconto che lei stessa ne fa: le sue estasi esistono al di fuori di quei racconti? Lei ne è pienamente consapevole: «Che io mi serva di tale immagine (hacer esta ficción) per farvi intendere quel che dico», scrive nel Cammino di perfezione (28, 10). Nega di essere una teologa, e rivendica solo con modestia o con coraggiosa modernità? di essere l autrice di una finzione («La finzione, quell elemento vitale delle scienze dello spirito», dirà in seguito Husserl). Una scrittrice. Qual è il ruolo testimoniale di Teresa nell umanesimo di oggi? La narratrice del mio libro Thérèse mon a m o u r, la psicanalista Sylvia Leclercq, che mi rassomiglia, conclude la sua coabitazione con Teresa indirizzando una lettera a In effetti, attraverso il raccoglimento delle letture e il fervore delle preghiere, ma anche lasciandosi pervadere da musica, pittura e scultura, la scrittura di questa donna senza frontiere ci offre il suo corpo fisico, erotico, buongustaio e anoressico, isterico, epilettico, che si fa verbo e si fa carne, che si fa e si disfa in sé fuori di sé, fiotti di immagini senza cornici, costantemente alla ricerca dell Altro e della parola giusta. Matrice aperta che palpita per l amato sempre presente senza essere mai lì. Le estasi di Teresa sono d un tratto e senza distinzione, parole, immagini e sensazioni fisiche, spirito e carne, o forse proprio carne e spirito: «Il corpo non trala- Denis Diderot che, al suo tempo, fustigava gli abusi della religione nel suo celebre romanzo incompiuto La religiosa. Ma Diderot, ex canonico e scrittore-filosofo dell illuminismo, piange riconoscendosi incapace di finire la sua storia: poiché, liberata dagli abusi della vita monastica, la sua religiosa è gettata in una vita priva di senso. Sono convinta che la psicanalisi freudiana, che interroga i miti e la storia delle religioni, aprendo al contempo le porte della vita interiore degli esseri moderni, sia la via maestra per trasvalutare, giustamente, questa tradizione che ci precede e con la quale abbiamo tagliato i ponti. Noi, i non credenti. Ma anche noi, i credenti molto spesso ridotti a elementi di religione. La rilettura che le dobbiamo non deve essere solo astratta, una visione dall alto. Lei coinvolge la memoria affettiva particolare, l intimità di ognuno. Il seminario di Lacan fa di lei una scopritrice del go dimento femminile, dal titolo suggestivo: An c o ra. Il godimento femminile sarebbe dunque insaziabile? Ancora e ancora... Perché non si limita agli organi sessuali, ma infiamma tutti i sensi e trasporta il corpo nell infinito del senso, mentre fa precipitare il senso stesso nel nonsenso, sintomi e follie. Un godimento di cui Teresa è la migliore esploratrice, e che la esilia da se stessa: perpetuo trasporto verso l Impossibile, l Innominabile. Che non smette tuttavia d invitarla a parlare, a pensare, corpo e anima, passione della scrittura. Una testimonianza straordinaria, se ce ne fosse bisogno, del fatto che esiste un umanesimo cristiano intenso e ancora incompreso, e che la cultura europea si deve reinterpretare continuamente, se vuole sopravvivere al pensiero-calcolo e rifondarsi costantemente. Perché ha affrontato una donna del XVI secolo, che ha continuato a conoscere e a s t u d i a re? Spero di averla convinta della modernità di questa mistica, così come appare nella mia lettura. Ma posso precisarle forse meglio la seduzione che Teresa esercita su di me, ricordando due caratteristiche della sua opera che prediligo. La prima sarebbe quella santa ironia che rasenta l ateismo. In un passo poco ricordato del Cammino di perfezione, Teresa consiglia alle sue sorelle di giocare a scacchi nei monasteri, sebbene il gioco non fosse consentito dal regolamento, per fare «scacco matto a questo Re divino». Un imp ertinenza che riecheggia la celebre formula del Maestro Eckart: «Chiedo a Dio di lasciarmi libero da Dio». La seconda è formulata da Leibniz, che in una lettera a Morell del 10 dicembre 1696 scrive: «Quanto a santa Teresa, lei ha ragione a stimarne le opere; vi ho trovato quel bel pensiero secondo il quale l anima deve concepire le cose come se non ci fossero che Dio e lei al mondo. Il che porta persino a un importante riflessione in filosofia, che ho impiegato utilmente in una delle mie ipotesi». Teresa ispiratrice delle monadi leibniziane che contengono l infinito? Teresa precursore del calcolo infinitesimale? Qualunque sia la modestia dello scrivere, questo atto del linguaggio amoroso è ancora oggi e lo sarà sempre un esperienza che non ignora questi rapimenti, queste estasi. La carmelitana non ha inventato la psicanalisi, e neppure la scrittura moderna ma, cinque secoli prima di noi, ha chiarito quella strana esperienza che è il pensiero ai confini del senso e del sensibile, corpo e anima insieme: i segreti della scrittura. Teresa è nostra contemporanea. La sua femminilità oggi ci dice qualcosa? E se la femminilità di Teresa fosse postmoderna? Questa santa barocca è di una sensualità iperbolica ma anche sublimata, senza precedenti e unica fra le stesse mistiche, portate (donne e uomini) più alla sofferenza e al puro abbandono, che alla pienezza dei sensi. Ma Teresa è anche «la più virile delle monache» (Huysmans): ossia di una bisessualità psichica per riprendere la terminologia freudiana quasi rivendicata, esigente. Qual è il senso di maternità di questa santa che scorre da secoli? La sua freschezza permette di riscoprire che esiste un cattolicesimo complesso e insolito che parla all intensità del nostro bisogno di credere E del nostro desiderio di sapere La secolarizzazione è la sola civiltà priva di un discorso sulla maternità. Mentre Teresa, nelle sue preghiere, ma anche nella sua opera di rifondatrice del Carmelo descritta dettagliatamente nelle sue Fo n d a z i o - ni, fa apparire una visione e una pratica della sua maternità simbolica come madre superiore. Per quanto sorprendente ciò possa apparire, alcune delle sue riflessioni a tale proposito possono illuminare ancora oggi! le genitrici (le donne che portano i bambini nel loro utero) quando diventano madri: quando vivono la passione e lo spassionamento da questo primo legame all altro, che è il legame con il bambino, e diventano capaci di trasmettere la tenerezza, il linguaggio e il pensiero. Teresa comincia glorificando la sofferenza come via verso Dio, e anche come cammino obbligato della maternità. Ma ha anche il genio di distaccarsi dall affetto muto, sia esso dolore o gioia. E raccomanda di «non godere di più» (che si tratti di godere di dolore o di godere di piacere), ma di «fare la volontà di Dio», che consiste nel «considerare gli altri senza legarsi le mani». Straordinaria, questa indefettibile dedizione agli altri, sostenuta dall alterità dell Altro! Sarebbe dunque questo a essere chiamato dipendenza materna: non accontentarsi di godere in sé e per sé, ma considerare l esistenza di un Terzo, per accedere alla volontà di rispettare e sostenere gli altri, e non venire mai meno! Hannah Arendt aveva diagnosticato, dopo la Shoah, che il «male radicale» comincia dal momento in cui gli umani diventano incapaci di «pensare dal punto di vista dell altro». Ebbene, per Teresa, essere madre sarebbe, insomma, tutto il contrario: la capacità di pensare dal punto di vista dell altro. Oggi la freschezza di Teresa permette di riscoprire che esiste un cattolicesimo complesso, insolito, che parla all intensità del nostro bisogno di credere e del nostro desiderio di sapere. Per i quali siamo privi di sostegni. Gian Lorenzo Bernini, «Transverberazione di santa Teresa d Avila» ( )

10 donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes église monde donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes église monde donne chiesa mondo Tamara de Lempicka, «Santa Teresa d Avila» (1930) Il romanzo Figura universale Ade Bethune, «Saint Teresa» (da «The Catholic Worker», ottobre 1935) di CHRISTIANE RANCÉ Èdifficile riassumere la spiritualità di Teresa d Ávila, tanto è ricca e sottile. Quel che però si può dire, per presentarla, è che trova la sua forza nell azione. Teresa di Gesù ha elaborato una mistica che rispondeva alle urgenze e ai pericoli del suo tempo e che si articola attorno a tre poli: la sua illuminata comprensione dell Incarnazione e di ciò che comporta come risposta; la sua invenzione come si dice della scoperta di un tesoro del centro dell anima come residenza di Dio; e infine, la preghiera come operazione amorevole sul mondo. «Il mondo è in fiamme», scrive Teresa nel primo capitolo del suo Cammino di perfezione. E il mondo, aggiunge, ha bisogno di amici forti (amigos fuertes). Contro quale fuoco vuole agire Teresa d Ávila? Quello che divora la Chiesa dall interno, con le idee nuove della Riforma e di altre correnti di pensiero che contestano a Roma il suo dogma e la sua infallibilità. Quel che è accaduto è che la rivoluzione copernicana ha distrutto le basi del mondo antico e diffuso nelle menti di quel XVI secolo, il primo dell era moderna, un angoscia generale: né la Terra né Dio sono più i centri di un universo eterno e incorruttibile che girava attorno a l o ro. Teresa spazza via magistralmente gli interrogativi che questa vertiginosa scoperta pone alle menti di allora. Che importa se a causa di questa teoria Dio ha perso il suo luogo di residenza? Basta cercare il divino come trascendenza pura, come esperienza interiore, risponde Teresa. Che importa poi se la terra non è più il luogo di un teocentrismo? Se Dio è tutto, se «la macchina del mondo ha, per così dire, il proprio centro dappertutto e la sua circonferenza in nessun luogo», il centro del mondo è là dove c è l uomo, e Dio in lui. La Risposta alle urgenze e ai pericoli del suo tempo Il mondo è in fiamme women church world mujeres iglesia mundo femmes église monde donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes église monde donne chiesa mondo women DEBORAH SAW Y E R Nella relazione che ha inaugurato a Terni le celebrazioni per i cinquecento anni della nascita di Teresa, Deborah Sawyer, teologa dell università di Lancaster, ha collocato il ruolo e le opere della santa di Ávila nel contesto della storia della rivelazione: i personaggi femminili inclusi in questa tradizione sarebbero legati non solo e non tanto dalla comune appartenenza di sesso, ma soprattutto dal modo in cui avrebbero interpretato la rivelazione di Dio. Un influenza sulla tradizione religiosa occidentale e, dunque, sulla fondazione della cultura occidentale, che si sarebbe esercitata solo al di fuori degli edifici visibili di tempio, sinagoga o chiesa, scaturendo dalla diretta comunicazione con Dio. Ma una comunicazione profetica che non passa per i mediatori dell ordine convenzionale, se da un lato è soggetta a sospetto da parte delle autorità, dall altro però ha la grande forza di indirizzare i fedeli verso direzioni più fresche e innovative. È in questa tradizione il cui perno è Maria, in virtù della sua posizione speciale all interno del ministero di Cristo, che si colloca Teresa, sulla via già tracciata da Chiara, «faro sostiene Sawyer nella testimonianza religiosa delle donne». Collocare Teresa in questo contesto significa sviluppare una riflessione sul piano teologico e sull originale contributo femminile alla fede cristiana: tutte donne che nel corso dei secoli hanno abbracciato la povertà come stile di vita, hanno rivalutato quanti sono privi di mezzi e di potere, hanno riformato (fondando nuovi ordini monastici), con coraggio e determinazione, mai scissi da costante e profonda preghiera. Una spiritualità che non ha potuto essere ignorata dai loro contemporanei, sia principi che Papi. Nonostante i vincoli sociali a cui sono state sottoposte, la loro unione mistica con il divino le ha condotte ben oltre ciò che è raggiungibile tramite i poteri del mondo. LOPPIANO PREMIA FABIOLA GIANOTTI È andato a Fabiola Gianotti, prossimo direttore generale del Cern di Ginevra, il premio Renata Borlone, donna in dialogo, dedicato ai cultori della ricerca scientifica. Giunto quest anno alla terza edizione, il premio è stato conferito a Loppiano il 15 febbraio alla fisica italiana, che ha tenuto una lectio dal titolo Il Bosone di Higgs e la nostra vita. IL SOLEDIKABUL Il suo nome, Shamsia, significa sole: ebbene, i raggi di questa giovane ventiseienne, insegnante di scultura presso la facoltà di Belle arti a Kabul, si stanno da qualche tempo riflettendo sui muri della capitale afghana. Shamsia Hassani, infatti, disegna burqa azzurri come racconta Jessica Cugini su «Combonifem» che prendono vita citazione di Nicola Cusano ripresa da Pascal, non è un allegoria; una sfera di raggio infinito ha effettivamente il proprio centro ovunque. Qualunque sia il punto in cui ci si trova in questa sfera, si è de facto a una distanza infini- ta dal bordo, e ciò in tutte le direzioni dello spazio. Così Dio, poiché risiede nel centro segreto dell anima, è sempre e inevitabilmente al centro dell universo. È questa una delle fonti della spiritualità teresiana: nella scoperta del centro dell anima. Tomás Álvarez, nel Diccionario de santa Teresa de Jesús, sottolinea l originalità della madre su questa nozione che diverrà una linea maestra del suo capolavoro, Il castello i n t e r i o re. Questo centro dell anima è «la stanza principale, quella dove si svolgono le cose di grande segretezza tra Dio e l anima». Là, nel suo centro, Dio continua a dimorare e a risplendere. È in questo centro che si celebra l unione dell anima con Cristo nostro Signore, precisa Teresa, perché il suo rapporto con lui sia definitivamente stabilito: «L anima resta sempre con il suo Dio in quel centro di cui ho parlato». Questa concezione, indubbiamente singolare, attirerà su di lei le ire dell Inquisizione. Si tratta di «errore in filosofia, sogno e fantasia in teologia» decretano i giudici. Quanto all idea di Dio che sta in questo centro, viene definita un eresia rivoltante. Tale è la risposta puramente geniale di una donna che risponde intuitivamente, dalla sua anima, all angoscia generale che la rivoluzione copernicana genera. Riesce così a mantenere la forza di un divino pacificante. Lei che ha la folle volontà di ridare a Dio il suo posto di far sì che la sua anima, se si unisce a Dio, ridivenga il centro del mondo ci riesce: la sua preghiera ricolloca il mondo nello sguardo divino e Dio al centro dell universo. Pregando, Teresa rimette al suo posto Cristo che viene. Ironia della sorte! Ciò che l ha quasi fatta definire eretica dall Inquisizione la nozione del centro dell anima è ciò che ce la rende tanto necessaria. Teresa di Gesù è stata canonizzata per la santità della sua vita, la creazione del suo Carmelo e la sua irriducibile fedeltà alla Chiesa. Ma ciò che ne fa una nostra contemporanea è questa invenzione. Ben più dell apertura individuale di un anima perdutamente fedele a Dio, è colei che dona perpetuamente a Dio Vetrata della parrocchia di Santa Teresa a Summit, nel New Jersey «Nada te turbe, nada te espante, todo se pasa, Dios no se muda; la paciencia todo lo alcanza; quien a Dios tiene nada le falta. Solo Dios basta». Semplici e radicali le parole di questa stupenda preghiera di Teresa d Ávila, fonte di ispirazione e conforto per donne e uomini nei secoli. Addirittura per una cantante come l italiana Mina, che nel 2000, nell album Dalla terra, l ha magistralmente interpretata. un futuro, non con un «penso dunque sono» ma con un «credo dunque Egli è». In tal modo forza l avvento di un mondo di cui Gesù Cristo resterà l inevitabile misura. Teresa d Ávila ha compreso l attrazione per la materia e le teorie contemporanee dei suoi simili; da qui la sua avversione per la falsa erudizione, la pretesa al sapere e le smanie dello spirito nei suoi conventi. «L anima non è il pensiero, e ( ) la volontà non è diretta da esso, il che sarebbe una vera disdetta. Ne consegue che il profitto dell anima non consiste nel molto pensare, ma nel molto amare», afferma. Teresa si è sentita obbligata ad amare il giorno in cui la vista di un crocifisso le ha fatto capire, all i m p ro v v i s o, quanto Dio l amava per averle donato la propria vita nell infamia e nel dolore della croce. Quanto l amava per essersi fatto così simile alla sua creatura da incarnarsi nell essere più debole e più umile che ci sia, non in un principe, ma nel figlio di un falegname della periferia della Palestina. Da quel momento comprende, in un lampo, che non potrà accedere a nessuno stato superiore della fede senza una piena consapevolezza e senza una piena esperienza di questo amore, attraverso la fusione in esso: si rende conto che, perché Dio le risponda, si deve impegnare in modo commisurato all a m o re che la sua Passione ha dimostrato. Così la rappresentazione dell umanità di Cristo in ciò che ha avuto di più parossistico la Passione l ha sconvolta, ed è attraverso di essa e a partire da essa che ha potuto comprendere appieno quella che costituiva la follia e lo scandalo del cristianesimo: l incarnazione. «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Giovanni 14, 6). Gesù è il volto umano di Dio. C era forse metafora migliore di questa verità, che Teresa assimilerà come un ostia, ossia che la realtà di Dio, il suo essere è accessibile solo in Gesù e attraverso Gesù? Nel Libro della Vita scrive che Gesù è il vero libro dove ha scoperto tutte le verità. La vista sconvolgente del corpo sofferente di Gesù le ha inoltre rivelato, in modo folgorante, tutte le promesse del mistero di grazie a spray, colori acrilici e pennelli, riempiendo scorci della città. Shamsia ha deciso di mostrare l arte a chi spesso ha potuto vivere circondato da immagini che parlano solo di guerra, e ha scelto di farlo all ap erto affinché i suoi disegni siano accessibili alla gente attraverso «immagini simboliche che riescano a dire quel che a voce sarebbe difficile esprimere in pubblico». Nata in Iran nel 1988, Shamsia è figlia di rifugiati afghani originari di Kandahar, patria dei talebani, dove il suo sogno di dipingere e studiare arte non avrebbe potuto realizzarsi. Ma nel 2005 la famiglia decide di trasferirsi a Kabul, e per la ragazza inizia un altra storia. Che la porta nel 2009 a venire premiata come uno dei migliori artisti del suo Paese, e poi a esprimersi pubblicamente con l arte di strada, idea nata dopo aver frequentato un laboratorio con l artista inglese Waybe Chu Edwars, noto per i graffiti tridimensionali. «Il problema vero racconta la giovane non è tanto la polizia, che non si occupa di queste cose, ma la mia sicurezza» in un Paese in cui solo il 14 per cento delle donne sa leggere e scrivere, e dove bisogna uscire velate. Non è facile agire indisturbate: a piovere su Shamsia non sono solo insulti, ma spesso anche pietre. Le molestie sono all ordine del giorno. Ma Shamsia non si scoraggia: se non può intervenire subito, fotografa gli scorci della città scelti e, tornata nel suo studio, davanti al computer, crea disegni digitali e li adorna, oppure stampa Gesù uomo-dio e Dio-uomo. L umanità di Cristo offre una possibilità di unione, di comunione e di unità d amore. Per mezzo di Gesù, la reciproca attrazione tra Dio e la sua creatura si formalizza. Che pensi alla Passione o che mediti su questo mistero, l orante si ritrova ai piedi di una scala che conduce a Dio, una scala come quella di Giacobbe, una scala di preghiera che dovrà salire per giungere Dio al centro dell anima è la risposta all angoscia generata dalla scoperta copernicana all unione divina, «dove nulla è paragonabile ai godimenti dell anima». Da qui l esortazione di Teresa a pregare. La preghiera è, secondo lei, «un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento da solo a solo con colui dal quale sappiamo d essere amati». Bisogna pregare perché la preghiera è il momento centrale della creazione religiosa di cui Gesù è il maestro. Pregare perché la preghiera è la lingua dell amicizia, come il silenzio è quella di Dio. Teresa assicura così la sopravvivenza di quella formidabile rivoluzione teologica, teleologica e umana che è l incarnazione. Pregare e andare avanti: Ir adelante. Il suo motto ritorna ben centotrenta volte nella sua opera. Andare avanti nel mondo e allo stesso tempo penetrare nel più profondo di se stessi. Non possiamo «pretendere di entrare nel cielo senza prima entrare in noi stessi», avverte. Che cosa c insegna la sua spiritualità? Agendo d amore, come si dice d istinto, l irradiazione infinita di ognuno dei nostri atti si diffonde nella trama infinita del mondo. Attraverso l amore, la mistica di Teresa la sua contemplazione beata, la sua preghiera diventa un azione e crea una dinamica da dove scaturisce la carità. Di fatto, cosa sarebbe l Amore se si accontentasse di se stesso? Se non fosse partorito dalla carità? Se non s incarnasse a sua volta nell amore per il prossimo? Sarebbe nulla. Non sarebbe altro che una vuota speculazione, il contrario stesso della spiritualità di Teresa, che è una mistica dell azione amorosa. di LU C E T TA SCARAFFIA La forte personalità di Teresa emergeva con troppa libertà nella Chiesa della Controriforma: già le prime edizioni delle sue opere furono purgate dei passi ritenuti troppo arditi per una donna e non erano pochi in modo da garantirle una perfetta ortodossia in vista della canonizzazione. Che fu trionfale: celebrata nel 1622 in compagnia dei grandi santi della Controriforma, il conterraneo Ignazio di Loyola e Filippo Neri dopo che era trascorso un lasso di tempo insolitamente breve dalla sua morte, avvenuta nel Una canonizzazione esemplare perché per la prima volta la santità veniva misurata in base all esercizio eroico delle virtù, e non più solo sulle prove di capacità miracolosa. Anche in questo Teresa fu una pioniera, la prima donna santificata per le sue virtù. Teresa è stata la prima anche nell unica altra forma di glorificazione che la Chiesa prevede per le donne: è stata infatti la prima donna dichiarata, nel 1970 da Paolo VI, dottore della Chiesa. Bisogna ammettere che la sua personalità è stata così forte e così ricca da aprire sempre vie nuove e da imporsi a tutti, nonostante si fosse tentato, in più modi, di soffocarla. Chi era veramente Teresa de Jesús? La risposta a questa domanda ha una storia lunga e complessa: ha contribuito lei stessa a occultare parti della sua vita, per prudenza, dal momento che il suo operato è stato sempre guardato con sospetto dall Inquisizione. Ha sempre detto «scrivo per obbedienza» facendone un efficace formula di protezione esibita, quasi con ironia, all inizio di ogni scritto. Ma naturalmente i custodi dell orto dossia, quanti pensavano che una donna può scrivere solo se le viene dato il permesso da un rappresentante del clero, la presero sul serio. E questa divenne una prassi abituale, nei secoli successivi, e fu seguita dai confessori di tutte le monache desiderose di narrare le proprie esperienze mistiche. Potevano scrivere solo se richieste dal confessore, per obbedienza. L immagine di Teresa che emerge dalla canonizzazione e dai suoi scritti opportunamente p u rg a t i è quindi quella di una monaca obbediente, assolutamente aderente a quella cultura controriformistica chiusa e aggressiva verso l esterno che aveva prevalso: la santa quindi viene raffigurata come una nemica acerrima dei luterani dei quali non sapeva quasi niente e di qualsiasi comportamento che non fosse stabilito e accettato dalla Chiesa. Ma la descrizione che ne ha fatto una carmelitana che l aveva conosciuta personalmente, María de San José, ci fa cogliere la forza della sua personalità e ci fa capire che la sua libertà spirituale era visibile nel volto: «La santa era di media statura, più grande che piccola; in gioventù ebbe fama di essere molto bella e dimostrava di esserlo stata fino in vecchiaia; il suo volto non era affatto comune, ma straordinario, e non poteva dirsi né tondo né affilato». Ma per alcuni secoli questa immagine folgorante questa forte personalità che aveva affermato «non dirò cose che non so per esperienza», staccandosi così da tutta la letteratura devozionale precedente è stata appannata, quasi spenta. Tanto che si può dichiarare devoto della santa un personaggio che con la sua vera personalità certo non aveva molto a che fare: Francisco Franco, che nel 1939 riceve una sua reliquia il braccio dalla quale non si separa più, sino alla fine. In Teresa il caudillo Le mura di Ávila al tramonto L OSSERVATORE ROMANO marzo 2015 numero 33 Inserto mensile a cura di RI TA N N A ARMENI elu C E T TA SCARAFFIA, in redazione GIULIA GALEOTTI - per abbonamenti: a Le metamorfosi di Teresa Chi era veramente colei che morì dicendo «alla fine, Signore, sono figlia della Chiesa» vede la santa de la raza, cioè la discendente di puro sangue spagnolo, colei che in un modo inflessibile difende la Chiesa più tradizionale, e ne fa un uso politico a sostegno della sua ideologia. In sostanza, Franco costituisce l apoteosi di un processo di normalizzazione Anticipò quello che sarebbe stato uno dei cavalli di battaglia delle femministe La presenza delle donne nel Nuovo Testamento della santa iniziato in occasione della canonizzazione. Ma la situazione riceve una scossa definitiva nel 1946, quando il diligente erudito Narciso Alonso Cortés trova nell archivio di Valladolid le carte che provano, fuori di ogni dubbio, l origine ebraica della famiglia di Teresa. Emergono così il processo al nonno di Teresa, accusato di essere un marrano, la sua condanna a sfilare con il sanbenito per la città di Toledo e il successivo trasferimento ad Ávila, città meno importante, ma dove era meno conosciuto questo disonore, a cui segue l acquisto di un certificato di limpieza de s a n g re per far dimenticare le origini e riscattare l onore della famiglia. Da questo momento anche la figura di Teresa viene guardata in modo diverso e torna a illuminarsi di luce propria. E si comincia a leggere con altri occhi la risposta che la santa diede al superiore dei carmelitani che la interrogava sui suoi nobili antenati: Teresa avrebbe detto che «le pesava di più avere commesso un peccato veniale che se fosse stata discendente dei più vili e bassi villani e c o n v e rs o s del mondo». direttamente le foto che ha realizzato e poi ci dipinge sopra. A questa alternativa ha dato anche un nome, Dreaming Graffiti, perché dalla foto prima o poi ne è sicura il disegno arriverà al muro. «Dipingo racconta a Cugini per lo più donne dal burqa azzurro, colore che associo alla libertà e alla serenità: voglio raccontare le loro storie, trovare un modo per salvarle dal buio, per mostrarle in altro modo, per dare visibilità a una realtà di cui non si può parlare. La gente è convinta che il problema principale delle donne afghane sia il burqa. Ma non è così. C è una mentalità da combattere, che porta il sesso femminile a essere escluso dai canali dell istruzione, relegato in casa, costretto a una vita già decisa dove la donna può essere solo madre e moglie». Non a caso il suo graffito più famoso raffigura proprio una donna in burqa seduta sui gradini di un abitazione diroccata: rappresenta l incertezza femminile odierna. «Si sta chiedendo se riuscirà a salire o meno questa scala simbolica che altro non è che la società o se invece questa scala crollerà sotto i suoi piedi. L ho dipinta perché le donne in Afghanistan devono stare attente a ogni passo che compiono». DIRITTI E DIGNITÀ PER LE L AV O R AT R I C I IN PA K I S TA N Garantire assistenza sanitaria, tutela e sicurezza alle lavoratrici; adottare un codice di condotta che salvaguardi Dopo questa scoperta nonostante qualche resistenza la biografia di Teresa viene rivista e riscritta, e si trova finalmente il posto per la sua figura di scrittrice accanto a quella della monaca mistica. Perché Teresa ha sempre accettato censure e controlli senza smettere di scrivere, di prendere appunti, di provarsi in generi letterari minori che si sottraevano a quei controlli. Non smise mai di ricorrere alla parola scritta, anche attraverso le lettere, per affrontare i problemi dell o rd i - ne, per denunciare ingiustizie, per confidare stati d animo. Comincia a essere messo in luce quello che costituirà un nuovo aspetto di interesse degli studiosi: il femminismo di Teresa, il suo essere uno dei primi autorevoli esempi di parola di donna. Teresa allora si scopre non solo aveva affrontato con ironia e consapevolezza la sua condizione di donna, ma aveva anche anticipato quello che sarebbe stato poi uno dei cavalli di battaglia delle femministe: la presenza delle donne nel Nuovo Testamento. Di fronte all ennesima replica dell unica frase di condanna, quella di san Paolo che proibisce alle donne di parlare in chiesa e le riduce alla più stretta clausura, lei replica scrivendo: «Vagli a dire che non stiano solo a una parte della Scrittura, che guardino alle altre, e che si possano per caso permettere di legarmi le mani». L attenzione di femministe laiche era stata accesa su di lei già nel 1943, da una biografia della scrittrice inglese Vita Sackville West, ben lontana da uno scritto agiografico, che conobbe un discreto successo. In lei le femministe ritrovavano un modello di donna forte e autorevole, che sa combattere le gerarchie maschili con coraggio e con risultati positivi. La storia di Teresa, quindi, si capovolge: da modello di obbedienza diventa modello di affermazione della propria volontà, del proprio progetto, in una società come quella contemporanea, in cui le donne cercavano modelli autorevoli e positivi nel passato. Uno dei testi più importanti fra le opere di questo filone è senza dubbio il libro di Alison Weber Teresa of Avila and the Rethoric of Fe m i n i l i t y, pubblicato nel 1996, che investiga tutti i modi che la santa ha usato per difendersi dalle persecuzioni subite in quanto donna che scrive di teologia. Ma sicuramente l autrice femminista che più ha contribuito a una lettura contemporanea di Teresa è Julia Kristeva, semiologa e psicanalista, che le dedica un lunghissimo romanzo-saggio, Thérèse mon amour, uscito nel Il libro racconta un rapporto vivo, una sorta di corpo a corpo fra le due donne, la scrittrice mistica e l autrice, un appassionata credente, l altra atea. Ma il fascino di Teresa sta, anche per la famosa intellettuale, nella sua fede: «L infinito è in lei e in ogni cosa» scrive, considerandola una terapeuta delle Alcune letture recenti se la liberano dal modello costrittivo in cui era stata rinchiusa dimenticano però che fu una donna appassionatamente legata a Dio anime, capace di connettere mente e corpo, cultura e natura, materia e rappresentazione. Kristeva riconosce in Teresa «una premonizione di Freud» in quanto esperta «dello spazio interiore del sentimento amoroso». Ma queste recenti letture, che liberano senza dubbio la santa dal modello costrittivo in cui era stata rinchiusa, dimenticano spesso che si tratta di una donna appassionatamente legata a Dio, che muore dicendo «alla fine, Signore, sono figlia della Chiesa». E certe volte l impressione è quella di passare da un eccesso a un altro. A quando la vera Teresa? le donne da ingiustizie e soprusi; creare per loro un ambiente di lavoro sicuro, privo di molestie, abusi e intimidazioni; garantire la maternità alle lavoratrici: sono queste le richieste formulate al Governo pakistano dalle associazioni che promuovono nel Paese asiatico i diritti delle donne in occasione della Giornata nazionale della donna, tenutasi il 12 febbraio a Faisalabad. L evento, a cui hanno partecipato donne di comunità e religioni diverse, è stato organizzato dalla Awam (Association of Women for Awareness and Motivation), in collaborazione con altre ong. Zarfishan Nasir, attivista per i diritti delle donne, ha detto a Fides che la giornata, indetta per ricordare la campagna iniziata da un gruppo di donne che hanno alzato la loro voce contro le politiche e la legislazione imposte dal dittatore Zia-ul-Haq, subendone dure conseguenze, ha segnato «una pietra miliare nella storia del movimento delle donne in Pakistan». La direttrice di Awam, Nazia Sardar, ha quindi ricordato che «è urgente garantire la parità di retribuzione e istituire maternità e asili nei luoghi di lavoro». Secondo l attivista cristiana Shazia George, infine, «è necessario intraprendere azioni di sensibilizzazione per la promozione dei diritti delle donne. E attuare strumenti nazionali e internazionali a tutela dei diritti delle lavoratrici». «Le grandi difficoltà sono il sale della vita; occorre lottare per difendere ciò in cui si crede»: così lo scrittore spagnolo Jesús Sánchez Adalid (giudice diventato sacerdote) presenta il suo ultimo romanzo Y de repente, Teresa (Ediciones B, 2014). Al centro l Inquisizione spagnola del XVI secolo, «epoca difficile spiega in cui nessuno era libero da sospetti. Teresa soffrì le pene proprie del suo tempo e, con l aiuto di Dio, andò avanti lasciandoci un opera imprescindibile. Sull Inquisizione spagnola è stato scritto molto: quasi sempre, però, con fantasia, avvolgendola in luoghi comuni che ritornano, malgrado lo scarso fondamento. Nel romanzo, cerco di presentare un racconto reale e credibile, nel quale, in modo appassionante, si scoprono a poco a poco gli arcani, i metodi, le leggi interne e i procedimenti inquisitoriali, tutto all interno del celebre segreto a cui erano vincolati gli inquisitori. In mezzo a tutto ciò una donna si sforza di unire il presente e l eterno; di separare la verità dall apparenza e di vivere una fede autentica e una spiritualità pura: Teresa, la figura più grande e universale della Spagna del XVI secolo, che nonostante la sua fine intuizione, la sua magistrale scrittura e la sua comprovata virtù, fu tormentata dagli inquisitori. Fatto occultato nei secoli seguenti, che oggi deve essere portato alla luce». Il saggio Vita di una scrittrice La più bella biografia di Teresa è quella dell ispanista comunista Rosa Rossi Te re s a d Ávila, sottotitolo Biografia di una scrittrice, uscita nel Rossi ricostruisce con vivezza la sua condizione di «cristiana nuova», la sua personalità vivace e sensibile, capace anche di diplomazia pur di realizzare i suoi progetti, e soprattutto pur di continuare a scrivere. Oltre che valorizzare il suo lato di scrittrice come non era mai stato fatto, Rossi ricollega con competenza Teresa al contesto culturale nel quale era vissuta. Un contesto complesso, conflittuale e in ebollizione proprio dal punto di vista religioso. Dagli studi realizzati negli anni Sessanta dai carmelitani, infatti, «emerge in modo incontrovertibile che il vero schieramento di Teresa fu quello che la vide accanto a quei cristiani spagnoli e non solo spagnoli che erano decisi a sviluppare e difendere un rapporto nuovo con Dio, un rapporto interiore, silenzioso, quel rapporto che è poi il nucleo da cui nacque una delle direttrici della moderna libertà di coscienza». L u c e S c a ra f f i a ) Il film Ritratto sobrio Non sono molti i film su santa Teresa d Ávila. E probabilmente il migliore di cui è rimasta traccia, anche se difficile da reperire, è lo spagnolo Teresa de Jesús, diretto da Juan de Orduña nel Piccola produzione, rappresenta un veloce e utile compendio sulla vita della santa. Anche se non si può dire che renda interamente giustizia al suo spessore umano e religioso. La regia infatti non ha i mezzi per rappresentare in modo adeguato le sue illuminazioni spirituali, o i tormenti interiori quando viene accusata di essere preda di visioni demoniache dai suoi detrattori. Rimane, in ogni caso, il ritratto sobrio e meritevolmente poco romanzato di una donna che ha saputo lottare anche sul piano politico per le proprie convinzioni contro un ambiente a dir poco scettico. E se la sceneggiatura non ha la capacità di allargare lo sguardo sul contesto storico della Chiesa dell ep o ca, di cui almeno in parte la figura della santa era ovviamente il frutto, riesce però a spiegare comunque bene il suo bisogno di riforma dell ordine carmelitano grazie a un disegno preciso di ambienti e personaggi, nonché all ispirata interpretazione di Aurora Bautista. (emilio ra n z a t o )

11 donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes église monde donne Una moglie sterile Santa Cunegonda raccontata da Sylvie Barnay «C o n v e rs o s» con lo scapolare indossato dai penitenti in una stampa cinquecentesca Juan Sánchez e la macchia del sangue Il nonno marrano di Teresa di ANNA FOA T eresa Sánchez de Cepeda y Ahumada nacque ad Ávila nel La sua famiglia paterna veniva da Toledo, e suo nonno, Juan Sánchez, era un ricco mercante di lane e sete di famiglia c o n v e rs a (cioè convertita dall ebraismo alla fede cattolica) trasferitosi da Toledo ad Ávila all inizio del Cinquecento. Ad Ávila la ricchezza della casa natale di Teresa dimostra come la famiglia avesse mantenuto appieno il suo precedente status economico e sociale. Nel 1485 Juan Sánchez era stato processato dall Inquisizione toledana sotto l accusa di giudaizzare e condannato a vestire in processione per sei settimane il sanbenito, la veste gialla dei condannati dall Inquisizione. Il sanbenito era poi stato, come d uso, appeso nella cattedrale, a segno perpetuo di infamia. Juan Sánchez aveva però cercato di togliersi di dosso questa macchia, che segnava indelebilmente il suo lignaggio, comprando un certificato di limpieza de sangre e trasferendosi ad Ávila per far dimenticare l episodio. E c era riuscito, dal momento che nessuno della famiglia era più stato sottoposto a processo dall Inquisizione, un istituzione, quella spagnola, che non lasciava facilmente cadere la presa su quanti erano passati sotto la sua giurisdizione e sui loro discendenti. Sia Toledo che Ávila fino al 1492, la data dell espulsione degli ebrei dalla Spagna, erano caratterizzate da una forte presenza tanto ebraica che c o n v e rs a. Ad Ávila, nel corso del Trecento la percentuale di popolazione ebraica si avvicinava al trenta per cento della popolazione complessiva. Le violenze e l ondata di conversioni della fine del Trecento e del primo Quattrocento avevano disgregato il tessuto comunitario ebraico in gran parte del territorio spagnolo, tanto in Aragona che in Castiglia, e favorito un gran numero di conversioni, più o meno forzate. L integrazione dei convertiti nella società spagnola, molto ampia, era stata bloccata però a metà del Quattrocento dalle leggi di limpieza de s a n g re, norme che furono introdotte per la prima volta proprio a Toledo nel 1449 e che impedivano ai nuovi cristiani, cioè ai c o n v e rs o s e ai loro discendenti, l accesso a università, ordini religiosi e militari, confraternite. Una vera e propria chiusura rispetto all integrazione dei c o n v e rs o s, che divise la società spagnola tra vecchi e nuovi cristiani sottoponendo questi ultimi al costante controllo inquisitoriale della loro ortodossia. Juan Sánchez, il nonno di Teresa, non era infatti solo un conv e rs o, cioè un discendente di ebrei convertiti. Era anche un marrano, cioè un c o n v e rs o condannato per essere ritornato alla fede Solo nel 1946 documenti scoperti a Valladolid e poi scomparsi misteriosamente fino agli anni Ottanta hanno restituito prove irrefutabili della sua origine ebraica dei padri. Un accusa, questa, verosimilmente falsa, come molte altre del genere, come prova il percorso successivo di Juan Sánchez, tutto volto a recuperare credibilità come vecchio cristiano, ma che bastava a coprire d infamia l uomo e i suoi discendenti. Ecco quindi il trasferimento ad Ávila, l acquisto dei falsi certificati di purezza di sangue, il tentativo riuscito di far dimenticare i suoi trascorsi. Suo figlio Alonso, il padre di Teresa, sposò in seconde nozze Beatrice de Ahumada, di nobile stirpe di vecchi cristiani. I numerosi fratelli di Teresa andarono nelle Americhe, come era abituale tra i discendenti di c o n v e rs o s. Suo fratello Rodrigo vi morì combattendo, tanto che Teresa lo considerava un martire della fede, mentre suo fratello Lorenzo divenne tesoriere reale a Quito, in Perù, e tornato in patria finanziò il convento fondato da Teresa a Siviglia. La macchia del sangue fu davvero sepolta dall oblio, se solo nel 1946 dei documenti scoperti nell Archivio di Vallalolid, poi scomparsi misteriosamente fino agli anni Ottanta, hanno restituito le prove irrefutabili dell origine ebraica della santa. Rimane aperta la questione di quanto la discendenza ebraica fosse nota in famiglia e conosciuta dalla stessa Teresa, anche se gli studi sulle sue opere tendono a mettere in luce, dietro il velo del silenzio più rigido su questa questione, assenze e presenze tanto tematiche che linguistiche tali da farne presupporre la consapevolezza da parte della santa. Molti studi recenti hanno sottolineato il ruolo dell appartenenza ebraica nel suo percorso intellettuale e religioso: dal bel libro di Rosa Rossi, agli studi di Teófanes Egido López, a quelli di Cristiana Dobner. Il tema è ormai molto presente nella storiografia su Teresa. Vorrei però far menzione di un interpretazione più generale della forte presenza di c o n v e rs o s nel rinnovamento religioso del Cinquecento spagnolo avanzata da Yosef Hayim Yerushalmi, secondo cui l afflusso di c o n v e rs o s nel più ampio filone del cattolicesimo spagnolo avrebbe avuto un ruolo determinante sul rinnovamento teologico e mistico, quasi i figli degli ebrei convertiti avessero voluto, divenendo interpreti di primo piano della trasformazione religiosa, introdurre nel mondo in cui entravano inusitati spessori culturali e novità rilevanti, pur entro i confini dell orto dossia. di U SY LV I E BA R N AY na coppia reale dell anno Mille: Cunegonda ed Enrico II. Il loro incontro è forse dovuto agli slanci del cuore e dell amore. Ma è prima di tutto il risultato delle strategie matrimoniali dei grandi casati aristocratici di Germania. Il giovane, promesso ad alti incarichi, non è però destinato a regnare. È di fatto l erede di un ramo cadetto e indocile della casa di Sassonia, figlio di Enrico l Uccellatore e di sua moglie, santa Matilde. Il suo matrimonio con Cunegonda, figlia di Sigfrido di Lussemburgo, membro della famiglia d Ardenne tra il 996 e il 1000 non ha l aria di un matrimonio importante. Ma la morte improvvisa del giovane Ottone III nel gennaio 1002 cambia il destino degli sposi. In assenza di eredi diretti, la scelta del nuovo sovrano spetta ai principi del regno. Con l app oggio dell episcopato, Enrico viene eletto il 7 giugno 1002 e consacrato. Si ritrova a capo della Chiesa caput ecclesiae governatore delle Chiese di Dio rector ecclesiarum Dei, secondo la teologia della sovranità carolingia. Enrico II è a capo della cristianità, incaricato di guidare il popolo verso la salvezza. Il 14 gennaio 1014, a Roma, viene incoronato imperatore dal Papa. Al suo fianco, Cunegonda, consacrata regina il 10 agosto 1002 a Paderborn, viene incoronata imperatrice. Tutti e due hanno saputo condurre una politica ecclesiastica decisiva che testimonia la volontà di accompagnare la Chiesa nel suo desiderio di riforma e di rinnovamento. Secondo le fonti medievali, gli sposi si amavano ma la loro unione restava infeconda: situazione che implicava, nel medioevo, il ripudio della donna sventurata e infelice. Enrico II si rifiutò di ripudiarla per prendere un altra moglie. Non avendo figli, fece solennemente di Cristo il suo erede diretto in occasione dell e re z i o n e della diocesi di Bamberga nel In contrasto con gli atteggiamenti più comuni, il suo comportamento, conforme da ogni punto di vista alle prescrizioni ecclesiastiche, gli valse l ammirazione del mondo cristiano. Enrico II morì nel 1024 e Cunegonda, che si era ritirata nel monastero femminile di Kaufungen vicino Kassel, nel La santificazione della coppia imperiale fu poi opera della Chiesa di Bamberga per la quale Enrico II in vita aveva fondato collegiate e abbazie. La creazione della loro immagine agiografica, destinata a divenire un modello di vita da imitare, interviene nel momento in cui la riforma detta gregoriana rifiuta la nozione di monarchia sacra e contesta l intervento reale nelle nomine episcopali o nell amministrazione dei benefici ecclesiastici. Pertanto la questione diviene puramente politica: i promotori della causa di canonizzazione e i loro avversari si battono a colpi di pettegolezzi. La leggenda nera, sostenuta per esempio dal cardinale Umberto di Silva Candida, non esita ad accusare Enrico II di furto di beni della Chiesa e a vedere nei suoi peccati la ragione della sterilità della coppia imperiale. La leggenda bianca al contrario difende la legittimità della santificazione: «Visse non come un imperatore ma come un essere spirituale». Il XIX secolo definirà l unione spirituale matrimonio di san Giuseppe, riprendendo la tradizione della castità degli sposi nata alla fine dell XI secolo. I monaci dell abbazia di Montecassino, ambiente pro-imperiale, sono all origine del racconto che sarà ripreso a Bamberga per testimoniare la castità degli sposi nel matrimonio così come lo trasmette il cronista Frutolf di Michelsberg poco dopo il Il processo di canonizzazione ratifica la leggenda bianca riportata dalla Vita sanctii Heinrici: «Non ebbe né attese figli secondo la carne, poiché si sa con ogni certezza che non conobbe mai Cunegonda, che pareva avere per sposa ma che amò come una sorella». Un miracolo presto ne diede prova, secondo il principio dell ordalia che regola la giustizia nell XI secolo: accusata di adulterio, la regina Cunegonda, costretta al supplizio di camminare sui vomeri infuocati di un aratro, li attraversò senza bruciarsi. La Vita sanctae Cunegondis fa della castità uno dei fondamenti principali della sua elevazione alla santità. Nel XVII secolo l erudizione critica farà presto a trasformare il paradosso letterario che ha la propria origine nel testo biblico del roveto ardente che brucia senza bruciare per indicare la santità divina in uno stupore che lo taglia da ogni significato spirituale. Nel 1786, il filosofo e matematico Leibniz scriverà: «Sono stato sorpreso di notare queste parole per la salvezza della regina e della stirpe reale : il che mi è parso molto contrario all opinione volgare, la quale ci fa credere che abbia conservato la verginità con sua moglie santa Cunegonda». Docente presso l università di Lorena, Sylvie Barnay è autrice di diverse monografie. Tra le altre, Le Ciel sur la Terre. Les apparitions de la Vierge au Moyen Âge (Cerf, 1999), La Vierge, femme au visage divin (Gallimard, 2000), Les saints, des êtres de chair et de ciel (Gallimard, 2004), La parole habitée. Les grandes voix du prophétisme (Points Sagesse, 2012). Per noi ha già scritto santa Giovanna d Arco (maggio 2012). La canonizzazione dell imperatore Enrico II e di sua moglie Cunegonda fa così infine parte del cambiamento delle mentalità che emergono all indomani della Riforma gregoriana. Sicuramente era proprio di un imperatore dell anno Mille perpetuare la stirpe. Più che l idea di un matrimonio non consumato, l ipotesi più verosimile è quella della sterilità di Cunegonda. Ma Enrico II colpì i suoi contemporanei per il suo incredibile rifiuto di ripudiare una sposa sterile e di far di Cristo il suo unico erede. Fondava così un atteggiamento dinastico di rispetto delle norme matrimoniali ecclesiastiche. Mentre Cunegonda, particolare della tomba di Enrico II di Tilman Riemenschneider ( ) nel duomo di Bamberga la teoria della monarchia cristiana cambiava radicalmente natura, riducendo in particolare la funzione del monarca a quella di un servitore della sfera spirituale avendo la Sede romana riconquistato la sua indipendenza dopo il 1050 il modello coniugale di Enrico II e di sua moglie favorirà il completamento della causa. Di fronte a una monarchia laica accusata dai chierici gregoriani di essere nel peccato, diventava al contrario un modello di re virtuoso in grado di continuare a proclamare una forma di santità più forte di ogni teoria.

12 Roy Lichtenstein, «The Ring» (1962) di HANNA-BARBARA GERL- FA L KO V I T Z Nel 1932, Brave New World, l utopia negativa di Aldous Huxley, mostrò l immagine terrificante di un umanità concepita in maniera puramente biologistica e manipolata, in cui gli uomini erano prodotti in modo industriale ed educati collettivamente. In quel mondo c era una parola assolutamente vietata: la parola m a d re. Una volta riuscito il lavaggio del cervello, essa scatenava sentimenti di avversione. L uomo nuovo non doveva intendersi come generato e partorito, bensì come fabbricato, un mero factum, né genitum né natum. Doveva credere di essere dovuto soltanto alla società tecnicizzata e a null altro, a nessun Tu personale più anziano o forse addirittura a Dio. Tra l altro, la parola padre non c era nemmeno più; evidentemente era ancor più facile da eliminare della madre. In base a Il secondo sesso (1949), classico di Simone de Beauvoir, ormai potevano essere ammesse solo domande strutturali: «Come si diventa una donna?», ma non le domande essenziali: «Che cos è una donna?». Di fatto, secondo de Beauvoir essere donna è un invenzione dell astuzia maschile per liberarsi di compiti spiacevoli. Perciò la categoria femminile andrebbe bandita in partenza in quanto repressiva, e di ciò diventa vittima anche la maternità. Esisterebbero infatti due trapp ole dell essere donna: il bambino e l uomo; entrambi portano alla volontà di legarsi e quindi a doveri permanenti. Soprattutto il bambino, a causa della sua dipendenza psicofisica, costituirebbe la naturale catena della donna. Il corpo femminile deve essere trasceso e neutralizzato: attraverso il livellamento chimico del bioritmo o, nel caso più estremo, attraverso l aborto. L e s s e re donna continua così a essere determinato solo dall astratta autonomia del proprio essere. Questo femminismo egualitario («la donna deve diventare uomo») ancora oggi prevale nel dibattito. Naturalmente nell ambito della Chiesa cattolica la difesa della maternità c era sempre stata, tuttavia rimbalzava in larga misura contro questo discorso. Inoltre, con la teoria del gender si è imposta un altra dimenticanza del corpo, che parla sì di donne e di uomini, ma che ha sostituito le costanti biologiche con costrutti sociali. Così il corpo viene ridotto a un organismo neutrale e la maternità viene trattata in prevalenza nell ambito della fertilità tecnicamente fattibile. Sorprendentemente, però, esistono nuovi spunti intellettuali che vanno in direzione della maternità, specialmente nell ambito di una comprensione psicoanalitica e fenomenologica del corpo. Julia Kristeva, filosofa e psicanalista bulgara che vive a Parigi, si è fatta notare quando, con un saggio dal titolo audace, Stabat mater (1976), ha sollecitato la riflessione mancante e addirittura vietata sulla maternità. Le pagine donne chiesa mondo marzo 2015 dell edizione tedesca del libro sono divise a metà: la colonna di destra contiene riflessioni teoriche sulla maternità. A sorpresa appare anche la figura della Vergine madre; allo stesso tempo viene reso omaggio all effetto culturale di questa costruzione immaginaria. Nella colonna di sinistra, con linguaggio chiaramente ispirato dai sentimenti, Kristeva annota le proprie sensazioni durante la gravidanza e la nascita di suo figlio. Già lo stesso cambiamento vissuto dal corpo materno indicherebbe, secondo lei, una realtà che, durante la nascita e l allattamento del bambino, libera esperienze incomparabili. Kristeva ha sviluppato «Dieci principi per un nuovo umanesimo», dove domanda chiaramente che la corporeità venga inserita nella comprensione dell essere umano. Esistere significa essere corpo, con conseguenze rispettivamente diverse per la donna e per l uomo. Si scopre così quello che finora è stato l angolo cieco del movimento femminile, contro il tacere, anche nella casa cristiana, e contro la paura di un pensiero interno cattolico premo derno sulla maternità. «La lotta per la parificazione economica, giuridica e politica esige una nuova riflessione sulla scelta e sulla responsabilità della maternità. La secolarizzazione ha prodotto una civiltà nella quale solo il discorso sul ruolo della madre è ormai carente. Il vincolo d amore tra madre e figlio, questo primo altro, che rappresenta l aurora dell amore e del diventare uomo, questo legame, attraverso il quale la continuità biologica diventa senso, alterità e parola, è un doppio legame. Il doppio legame con la madre si distingue sia dalla religiosità sia dalla funzione paterna, che completa entrambe, diventando in tal modo parte intera all interno dell etica umanistica». Infine, Kristeva chiede la riformulazione di un «etica dell epoca moderna»; anche la soggettività femminile nell etica finora continua a rimanere in silenzio. Secondo la sua tesi, le donne, «con il loro desiderio di riproduzione (stabilità)», caratterizzano un etica politica e culturale diversa. Pertanto, Kristeva dà spunto a un «nuovo discorso di maternità». Occorre «individuare la straordinaria costruzione del materno», compiuta con la Vergine Maria, «e analizzarla attentamente nella sua complessità e Nuovo umanesimo molteplicità». L equilibrio tra «aspetti di uguaglianza e di differenza» dell uomo e della donna oggi è alterato e deve essere riottenuto con urgenza. Sibylle Lewitscharoff, proveniente da un ambiente protestante, con il suo «discorso di Dresda» del marzo 2014, sulla possibilità della medicina di disporre della vita e della morte, ha toccato un tema altrettanto scottante. In particolare ha attaccato la fecondazione artificiale (fecondazione in vitro), nonché, in maniera implicita, i susseguenti metodi di screening e, in modo esplicito, anche l utero in affitto, i cataloghi dei semi e la «fecondazione» su ordine da parte di «concubini». Ha formulato le sue tesi in modo molto esasperato, sbagliando però in parte quando ha parlato di un bambino generato in provetta come di un «mezzo essere»: cioè «creature dubbie, metà l autrice Docente di filosofia presso l Istituto superiore pedagogico di Weingarten dal 1989 al 1992, Hanna-Barbara Gerl- Falkovitz ha ricevuto la laurea honoris causa dall Istituto Superiore teologico-filosofico di Vallendar (1996). Dal 1993 al 2011 ha retto la cattedra, appena istituita, di filosofia della religione e scienza religiosa comparata all U n i v e rs i t à tecnica di Dresda. Dal 2011 presiede l Istituto Europeo di filosofia e di religione (anch esso neo-istituito) presso l Istituto superiore filosofico-teologico Benedetto XVI a Heiligenkreuz (Vienna). essere umano e metà con qualcosa di artificiale» (espressione in seguito ritirata). Anche dopo aver ricevuto aspre critiche, fondamentalmente ha continuato a rifiutare la procreazione tecnicamente manipolata, in particolare in considerazione delle madri, che devono sopportare procedure umilianti, per non dire dei padri, che con l aiuto di immagini pornografiche devono procurare lo sperma attraverso l onanismo. Lewitscharoff è disgustata dagli «eccessi del delirio di fattibilità e ( ) dalla strumentalizzazione dei bambini perché aiutino a realizzare le proiezioni dei loro genitori». Quindi «merita rispetto la sua arringa ( ) a non voler eliminare, nell ambito della nascita e della morte, tutto ciò che è destino. Qui il discorso di Lewitscharoff può essere inteso come risposta consapevole, come obiezione alle fantasie di onnipotenza sostenute dalla medicina e come messa in guardia da una eccessiva pretesa verso se stesso da parte dell uomo moderno». Ciò che però è stato trascurato nella critica al «discorso di Dresda» è la mancanza d intenzionalità con cui dovrebbe avvenire la procreazione umana, alla quale si riferisce Lewitscharoff. Sostanzialmente questa corrisponde al rispetto della libertà di chi deve essere creato, poiché attraverso di essa egli viene sottratto in partenza al modo di pensare utilitaristico dei suoi pro duttori. Laddove i bambini vengono generati in modo mirato (fecondazione in vitro, diagnostica prenatale, magari cloni), se non piacciono o in caso di tentativo fallito essi possono essere uccisi in modo altrettanto mirato, poiché secondo la mentalità sono diventati prodotto dei loro produttori. L utilitarizzazione dell uomo è il metodo di lavoro dell homo faber dell età moderna, e la società che abortisce, seleziona o non è disposta a generare, è la sua fucina. L uomo non è mai mera natura, ma sempre persona, quindi natura coltivata. Tuttavia, in teoria la base naturale dell essere uomo, il suo genere corporeo, non può essere soppresso come portatore di personalità. A ciò ha dato un contributo illuminante la fenomenologia del corpo. Così Edith Stein parte sostanzialmente dalle costanti naturali della corporeità che determinano chiaramente l essere donna: disponibilità all accoglienza e maternità. Entrambe queste qualità portano a un d e n t ro psicologico: «La missione primaria della donna è procreare ed educare la prole ( ). Nella donna, [si manifestano] l attitudine a proteggere, custodire e far sviluppare l essere in formazione e in crescita: perciò il dono, di carattere più corporeo, di saper vivere strettamente unita a un altro, di raccogliere in calma le forze, e di sopportare il dolore e la privazione, e adattarsi; il dono, di carattere più spirituale, di essere interiormente orientata verso il concreto, l individuale, il personale; di saperli cogliere nella loro caratteristica e di adattarvisi; il desiderio di cooperare al loro sviluppo». Psicologicamente, la disponibilità all accoglienza si trasforma in specifiche empatie : nel rapporto di coppia con l uomo, ma anche artistiche e scientifiche; la maternità si trasforma in immedesimazione con ciò che è più debole o attraentemente più grande, e da qui passa alla capacità di impegnarsi in molteplici forme, all aiuto nello sviluppo della vita estranea, alla conservazione dell umano proprio nel campo a rischio della tecnologia. Secondo Stein sta proprio nella capacità di tale indole la forza fondamentale femminile di appassionarsi a tutto ciò che è umano, in particolare a ciò che è bello, ma anche alla verità, ovvero a tutto ciò «che da un mondo dell aldilà agisce con misteriosa potenza e forza d attrazione in questa vita». Il tentativo di rappresentare la forma specificamente femminile di spirito risulta straordinariamente difficile. Stein vede in esso soprattutto il «desiderio di ricevere amore in cambio d amore, e in ciò un anelito a venire innalzata dall angustia della sua esistenza presente concreta a un essere e un agire più alti». Il processo attivo-passivo di questa spiritualità consiste tanto nella maturazione propria quanto nello «stimolare e favorire negli altri la maturazione fino alla sua completezza (...), anelito femminile più profondo, che può manifestarsi con i travestimenti più diversi, e anche come travisamenti e depravazioni». La fenomenologa, in ultima analisi, ha difficoltà a dividere le species uomo e donna per caratteristiche spirituali «secondo il genere». Ciò che nel corpo emerge con facilità è già meno facile da cogliere nella forma psicologica, mentre è addirittura difficile da comprendere nella determinazione dello spirito. Ogni persona, infatti, deve realizzare, nella propria particolarità, forme che le corrispondono di ciò che è prescritto, addirittura l arte (e il rischio di fallimento) è proprio di imparare ciò. Così, le parole più forti di Stein sulla particolarità della donna sono quando pospone l essere donna al personale. Sulla N o ra di Ibsen dice: «Sa di dover diventare anzitutto un essere umano prima di poter di nuovo tentare di essere sposa e madre. (...) Nessuna donna, di fatto, è solo donna». Tuttavia, per determinare la donna, la corporeità, intesa sempre come «corpo animato», resta fondamentale: «Che l animo umano sia immerso in un corpo corporeo ( ) non è un fatto indifferente ( ). Tutto ciò che è corporeo ha un lato interno, dove c è corpo c è anche vita interiore. Non è solo una massa, che percepisce, bensì come corpo appartiene necessariamente a un soggetto, che percepisce attraverso di esso, del quale rappresenta l aspetto esteriore e che per mezzo di esso è posto nel mondo esterno e nel quale può intervenire in modo creativo, che percepisce le sue condizioni». Stein ha tratteggiato in maniera triplice la ricchezza di tensioni dell essere femminile nel suo complesso: la corporeità («natura») è punto di partenza e base portante del progetto personale di sé; questo include le condizioni e Felice Casorati, «Tre sorelle» (1930) i progetti sociali dell essere donna («cultura»). Tuttavia, la natura e la cultura vengono determinate da un terzo elemento: la provenienza e la destinazione dell esistenza. La domanda esclusa dal discorso femminista sul creatore del proprio essere in Edith Stein diventa espressa. I testi biblici, di fatto, pongono nell umano-redento, personale, solo l essere donna naturale o determinato dalla cultura. «Più in alto si sale nella somiglianza con Cristo, più l uomo e la donna diventano uguali ( ). Così il dominio da parte del genere viene cancellato a partire dallo spirituale». In Edith Stein, dunque, il polo della natura viene vissuto storicamente e personalmente: la natura stessa, infatti, non è semplicemente intera, bensì ha bisogno della soluzione divina, della guarigione trascendente in armonia con la propria formazione. Rimangono tre elementi delle tensioni di vita femminile: la «natura» come indicazione corporea-spirituale; la «cultura» come modellamento personale di sé e la «grazia» come guida divina. Questi elementi contrastano l attuale sottovalutazione dell essere donna, poiché apportano un correttivo metodico e contenutistico al progetto di sé senza corpo delle donne. Per concludere con le parole di Mark Twain: «Che cosa sarebbe l umanità senza la donna? Sarebbe scarsa, terribilmente scarsa».

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