COCA-COLA IN ITALIA: L

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1 COCA-COLA IN ITALIA: l impatto economico e occupazionale nel 2014 Una Ricerca condotta dai Prof. Fabrizio Perretti e Prof. Stefano Basaglia di SDA Bocconi Milano, Divisione Ricerche Claudio Dematté, nell anno 2015

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3 SINTESI DELLO STUDIO 2 in Italia 4 La struttura 5 La ricerca: Obiettivo, Modello e Metodologia 8 Il peso Economico 12 L Impatto Occupazionale 18 Impatto diretto 22 Impatto indiretto 24 non solo bollicine 26 Conclusioni 28

4 Sintesi dello studio Nei primi mesi del 2015 il Professor Fabrizio Peretti e il Professor Stefano Basaglia di SDA Bocconi School of Management hanno condotto, nell ambito della Divisione Ricerche Claudio Dematté, uno Studio sull impatto economico e occupazionale generato da in Italia *. Ai fini della presente Ricerca sono state considerate le tre società Italia, HBC Italia, Fonti del Vulture, escludendo dall analisi Sibeg. I risultati della Ricerca sono presentati in termini di risorse economiche distribuite all interno del sistema economico italiano con riferimento a famiglie, imprese, Stato, e di generazione di occupazione sia in modo diretto (dipendenti), sia in modo indiretto (fornitori a diversi livelli). è presente in Italia da quasi un secolo e ad oggi: A essa é riconducibile lo 0,18% del totale delle imposte sui prodotti versate complessivamente in Italia. è la realtà numero 1 nel settore delle Bibite e in quello delle Bevande e la quinta nel settore più ampio del Food&Beverage, in termini di risorse generate e distribuite nel sistema economico. 2

5 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni Dà lavoro direttamente a dipendenti. Ogni posto di lavoro diretto genera circa 13 posti di lavoro indiretti all interno dell economia italiana. Presenta una maggiore incidenza femminile, rispetto alla media del settore, sia a livello di quadri (34% rispetto al 28%) che a livello di cariche dirigenziali (24% rispetto al 13%). Ha rapporti economici con più di fornitori (64% nel Nord-Italia e 36% nel Centro-Sud). Determina un impatto occupazionale diretto ed indiretto di circa posti di lavoro (pari allo 0,1% della forza lavoro totale in Italia), sul cui reddito dipendono circa persone Offre un profilo retributivo superiore rispetto alla media del settore delle bevande (+12% nel caso dei quadri e impiegati; +21% nel caso degli operai). Genera in Italia 815 milioni di euro di risorse, cifra che corrisponde allo 0,05% del PIL. Quanto emerge dall analisi conferma come sia una realtà italiana fortemente radicata sul territorio con oltre dipendenti: un vero e proprio motore di occupazione diretta e indiretta e di ricchezza, con un impatto economico significativo per il Paese. 3

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7 SINTESI DEL studio in Italia La struttura La ricerca: Obiettivo, Modello e Metodologia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni coca-cola in italia la struttura The Company è presente in Italia da quasi un secolo: nel 1919 ha registrato il marchio e nel 1927 è stato aperto il primo impianto di imbottigliamento. 4 sedi (uffici, centri di assistenza tecnica e magazzini) 6 impianti produttivi oltre dipendenti 5

8 Le attività in Italia sono condotte da tre società: Italia è responsabile delle attività di marketing strategico, della gestione e protezione del marchio, dei rischi reputazionali, del packaging, della promozione rivolta ai consumatori, della pubblicità, delle ricerche di mercato, della comunicazione del brand e dei rapporti istituzionali. 74 dipendenti HBC Italia è il maggiore imbottigliatore in Italia dove ha iniziato ad operare nel 1995; si occupa del merchandising dei prodotti, della relazione con i clienti, dell implementazione delle promozioni, delle attività inerenti ai temi di Responsabilità Sociale d Impresa, delle relazioni pubbliche e istituzionali e della distribuzione dei prodotti in tutta Italia ad esclusione della Sicilia. HBC Italia acquista i concentrati dal gruppo The Company, confeziona il prodotto all interno di 5 impianti di imbottigliamento distribuiti capillarmente in Italia e li veicola a quasi clienti. Nel 2006, insieme a The Company, entra nel settore delle acque minerali acquisendo Fonti del Vulture. Sibeg * dal 1960 produce, imbottiglia e distribuisce in Sicilia tutti i prodotti a marchio The Company. *Ai fini della presente Ricerca sono state considerate Italia e HBC Italia, escludendo dall analisi Sibeg S.r.l. 5 Stabilimenti 2000 dipendenti 1 Stabilimento 214 dipendenti 6

9 SINTESI DEL studio in Italia La struttura La ricerca: Obiettivo, Modello e Metodologia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni In Italia il mondo comprende nel suo insieme sei impianti di imbottigliamento, di cui quattro di bevande situati a Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE), Catania, e due di acque ovvero Monticchio e Rionero in Vulture (PZ). Sono inoltre presenti quattro sedi di uffici e magazzini, due a Sesto S. Giovanni (MI), uno a Buccinasco (MI), uno a Catania, e ancora un centro di assistenza tecnica a Catania. Stabilimenti di prodotto/bevande Stabilimenti acqua Sedi/uffici Centro assistenza Così articolata si presenta come una realtà italiana con un forte legame con il territorio e un notevole impatto economico che ora andremo ad analizzare. 7

10 La Ricerca: Obiettivo, Modello e Metodologia Obiettivo Lo Studio si pone come obiettivo quello di analizzare e descrivere il valore della filiera economica e l impatto occupazionale di nel Paese. Le bevande a marchio sono spesso considerate dai consumatori italiani come provenienti da un unica azienda multinazionale con sede negli Stati Uniti, ad Atlanta. In realtà la loro produzione avviene localmente in tutti i diversi Paesi in cui è presente ad opera di una, o più, società di imbottigliamento che acquistano i concentrati direttamente da The Company. Le società di imbottigliamento nazionali creano posti di lavoro, sostengono l occupazione, generano redditi ed entrate fiscali, grazie all acquisto di beni e servizi e alla vendita dei propri prodotti attraverso una capillare rete distributiva. La presenza locale in Italia è uno dei tre temi presentati in occasione di Expo 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita., la più grande azienda di bevande al mondo, vista la sfida globale posta da l Esposizione Universale di Milano, alla quale si può far fronte solo unendo gli sforzi di ognuno - istituzioni, società civile e imprese private -, ha scelto di essere parte della soluzione. in Italia infatti, attraverso un impegno costante e duraturo verso l innovazione finalizzata al sostengo e allo sviluppo di comunità sostenibili, promuove iniziative per ridurre il proprio impatto ambientale, sostenere uno stile di vita attivo e supportare lo sviluppo economico delle comunità in cui opera. impatto EConomico Viene approfondito il valore della filiera economica in Italia, considerando tanto l indotto generato nei confronti delle imprese-fornitori italiani, quanto quello generato da altri contributi, ad esempio gettito fiscale e investimenti, riconducibili alla presenza nel nostro Paese. impatto occupazionale Viene valutato l impatto occupazionale in Italia sia in termini diretti, riferito al numero di occupati presso sedi e stabilimenti, sia in termini indiretti considerando il numero di occupati riconducibili ai suoi fornitori principali. 8

11 SINTESI DEL studio in Italia La struttura il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni La ricerca: Obiettivo, Modello e Metodologia Modello per lo studio dell impatto economico L impatto economico è misurato in termini di risorse economiche distribuite dall azienda all interno del sistema economico italiano, considerando quanto percepito rispettivamente da famiglie, imprese e Stato, ossia i tre principali attori in cui ogni sistema economico è tradizionalmente suddiviso. Rispetto a queste tre categorie, l apporto economico è stato analizzato in termini di: salari e stipendi erogati ai propri dipendenti (famiglie); acquisti di beni e servizi ed investimenti di beni materiali (imprese); imposte e contributi versati (Stato). Famiglie Imprese Stato 9

12 Modello per lo studio dell impatto economico L impatto sull occupazione è misurato distinguendo tra: Impatto diretto, considerando il numero di dipendenti e occupati presso sedi e stabilimenti. Impatto indiretto, di primo e secondo livello, considerando il numero di dipendenti e occupati riconducibili ai fornitori principali in Italia. Nello specifico, in quest ultimo caso, viene considerata in qualità di impresa focale nell ambito di una rete inter-organizzativa di cui fanno parte fornitori che vengono distinti su due differenti livelli in base ai rispettivi rapporti intrattenuti con : fornitori di primo livello, che sono quei fornitori con cui intrattiene direttamente delle relazioni di scambio; fornitori di secondo livello, che sono invece rappresentati da fornitori dei fornitori, ovvero la realtà con cui non ha una relazione diretta ma le cui attività sono influenzate dalle decisioni di acquisto attraverso la relazione che queste imprese hanno con i fornitori di primo livello. Nella valutazione dell impatto occupazionale in Italia si distingue tra occupazione intesa come numero di dipendenti ed occupazione intesa come numero di occupati totali che include i lavoratori dipendenti, indipendenti, esterni e temporanei. Tenendo presente dunque tutte le categorie sopra descritte, nella Ricerca i risultati presentati sono riferiti alle diverse categorie dei dipendenti, diretti e indiretti di primo e secondo livello, e degli occupati, a loro volta diretti e indiretti di primo e secondo livello. impatto indiretto primo livello impatto diretto dipendenti e occupati presso sedi e stabilimenti fornitori con cui intrattiene direttamente delle relazioni di scambio impatto indiretto secondo livello fornitori con cui non ha una relazione diretta 10

13 SINTESI DEL studio in Italia La struttura La ricerca: Obiettivo, Modello e Metodologia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni Metodologia Fonti di dati: dati diretti *, dati AIDA**, dati Istat, dati raccolti da SDA Bocconi attraverso un questionario online somministrato ad un numero selezionato di fornitori HBC Italia (n=112). Anni: l analisi si riferisce prevalentemente all anno Per alcune banche dati e per alcuni aggregati, i dati disponibili più recenti sono relativi all anno 2013; là dove utilizzati, l analisi è riferita all anno Parametri di stima utilizzati per il calcolo dell impatto occupazionale di primo livello: - valore acquistato presso i fornitori HBC Italia nel 2013 e 2014; - ricavi, numero dipendenti, fatturato per dipendente per ciascun fornitore (media ultimi 10 anni) - banca dati AIDA; - numero dei dipendenti riferibili all acquisto di beni e servizi da parte sul totale dei dipendenti e sulle variazioni di tale numero in riferimento ad aumento/diminuzione di tali acquisti - questionario SDA Bocconi. Parametri di stima utilizzati per il calcolo dell impatto occupazionale di secondo livello: - modello input-output delle interdipendenze settoriali in base alle tavole delle risorse e degli impieghi (anni 2010 e 2011) e tavole simmetriche (anno 2010) dell Istat pubblicate il 13 gennaio 2015 e coerenti con gli aggregati di contabilità nazionale secondo il Sec 2010, diffusi il 22 settembre In riferimento all impatto occupazionale si è distinto tra occupazione intesa come numero di dipendenti ed occupazione intesa come numero di occupati totali che include i lavoratori dipendenti, indipendenti, esterni e temporanei. Le stime sugli occupati totali - a livello indiretto - si basano sui dati Istat relativi ai dati strutturali del sistema imprenditoriale italiano e sul 9 censimento dell industria e dei servizi. *Ai fini della presente Ricerca sono state considerate le tre società Italia, HBC Italia, Fonti del Vulture, escludendo dall analisi Sibeg. **AIDA: Analisi Informatizzata delle Aziende Italiane - banca dati 11

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15 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni il peso economico di coca-cola Per comprenderne appieno il peso economico si è rivelato utile il confronto con un gruppo di aziende simili per attività: il gruppo dei pari. Nell ambito della ricerca sono stati quindi individuati: bibite Le imprese appartenenti all industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque minerali in bottiglia (codice Ateco 11.07). In base alle rilevazioni AIDA su bilanci Questo gruppo comprende 322 imprese ed ha distribuito al sistema economico risorse per milioni di euro. bevande Le imprese appartenenti all industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali, di altre acque in bottiglia, dei vini da uva, sidro e birra (codice Ateco 11.0). In base alle rilevazioni AIDA su bilanci Questo gruppo comprende imprese ed ha distribuito al sistema economico risorse per milioni di euro. alimentari e bevande Le imprese appartenenti all industria degli alimentari e delle bevande (Food&Beverage - codice Ateco 10.0 e 11.0), in base alle rilevazioni AIDA su bilanci Questo gruppo comprende imprese ed ha distribuito al sistema economico risorse per milioni di euro*. *Il settore degli alimentari e delle bevande comprende il settore delle bevande. Il settore delle bevande comprende il settore delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia. Codice Ateco: il codice Ateco è una combinazione alfanumerica che identifica una Attività Economica. Dal 1 gennaio 2008 è in vigore la nuova classificazione Ateco 2007, approvata dall Istat (Istituto Nazionale di Statistica) in stretta collaborazione con l Agenzia delle Entrate, le Camere di Commercio ed altri Enti, Ministeri ed associazioni imprenditoriali interessate. 13

16 INDUSTRIA DELLE BIBITE 322 imprese che generano Mio di Euro di fatturato di questo rappresenta il 32,9 % a Realtà INDUSTRIA DELLE BEVANDE imprese che generano Mio di Euro di fatturato di questo rappresenta l 8,1 % a Realtà INDUSTRIA degli alimentari e delle bevande imprese che generano Mio di Euro di fatturato di questo rappresenta l 1,0 % a Realtà 14

17 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni IN ITALIA* nell Industria delle Bibite Le risorse distribuite da * rappresentano il 32,9% delle risorse totali generate dall industria delle bibite (pari a milioni di euro), e precisamente: il 34,1% delle risorse che questo gruppo destina alle famiglie, il 32,5% delle risorse destinate alle imprese, il 39,0% delle risorse destinate allo Stato, In termini di risorse generate da questo gruppo di 322 imprese, occupa la prima posizione. IN ITALIA* nell Industria delle Bevande Le risorse generate da rappresentano l 8,1% delle risorse totali dell industria delle bevande (pari a milioni di euro), e precisamente: il 9,9% delle risorse che questo gruppo destina alle famiglie, il 7,9% delle risorse destinate alle imprese, il 9,4% delle risorse destinate allo Stato. In termini di risorse generate da questo gruppo di imprese, occupa la prima posizione. IN ITALIA* nell Industria del Food&Beverage Le risorse generate da rappresentano l 1% delle risorse totali dell industria del Food&Bevarage (pari a milioni di euro), e precisamente: l 1,3% delle risorse che questo gruppo destina alle famiglie, l 1,0% delle risorse destinate alle imprese, l 1,3% delle risorse destinate allo Stato. In termini di risorse generate da questo gruppo di imprese, occupa la quinta posizione. *In questo caso l impatto economico non è riferibile esclusivamente all Italia. Si tratta, infatti, di impatto economico complessivo (che nel caso della categoria Imprese comprende anche i fornitori esteri e nel caso della categoria Famiglie anche i salari ed i compensi verso soggetti non residenti in Italia). Ai fini della presente Ricerca sono state considerate le tre società Italia, HBC Italia, Fonti del Vulture, escludendo dall analisi Sibeg. 15

18 DA COCA-COLA IN ITALIA DALLE IMPOSTE SUI PRODOTTI COCA-COLA famiglie - imprese - Stato 481 EURO Mio 334 EURO Mio 815 EURO Mio 16

19 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni Focalizzando l attenzione sul sistema economico italiano, nel 2014 ha distribuito risorse per 481 milioni di euro, così distribuiti: 78 milioni di euro alle Famiglie 366 milioni di euro alle Imprese 37 milioni di euro allo Stato Se a questi dati si aggiungono anche le imposte sui prodotti, si generano altri 334 milioni di euro destinati allo Stato che risultano pari allo 0,18% del totale delle imposte sui prodotti versate complessivamente in Italia. Le risorse complessive, diventano, quindi, pari a 815 milioni di euro, pari ad un valore dello 0,02% delle risorse complessive generate in Italia, che corrisponde allo 0,05% del PIL. In termine di distribuzione delle risorse, dei 481 milioni di euro generati da la percentuale maggiore viene destinata alle Imprese nella misura del 76%. Considerando invece anche le risorse generate dalle imposte sui prodotti, per un totale pari a 815 milioni di euro, le percentuali cambiano: il 45% delle risorse è destinato alle imprese, un altro 45% allo Stato e il restante 10% alle famiglie. Concentrando l attenzione sulle imprese e, quindi, sui fornitori, emerge che nel 2014 ha acquistato direttamente beni e servizi da fornitori di primo livello*, per un valore acquistato pari a più di 281 milioni di euro ed un valore medio per fornitore di circa 267 mila euro. *Il numero di fornitori e la loro distribuzione geografica si riferiscono esclusivamente a HBC Italia e Fonti del Vulture. 17

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21 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni impatto diretto impatto indiretto l impatto occupazionale di coca-cola L impatto complessivo sull occupazione è misurato distinguendo tra: impatto diretto impatto indiretto Come già accennato nella spiegazione del modello di ricerca per lo studio sull impatto occupazionale (pagina 10), è stato considerato sia l impatto diretto, riferito al numero di dipendenti e occupati presso sedi e stabilimenti in Italia, ad esclusione della regione Sicilia, sia l impatto indiretto riferito al numero di occupati riconducibili ai principali fornitori. Sono stati quindi individuati fornitori di primo livello, ovvero quei fornitori con cui in Italia intrattiene direttamente delle relazioni di scambio, e fornitori di secondo livello, rappresentati dai fornitori dei fornitori. Si ricorda anche che nella valutazione si è distinto tra occupazione intesa come numero di dipendenti ed occupazione come numero di occupati totali, che include i lavoratori dipendenti, indipendenti, esterni e temporanei. 19

22 Diretto Indiretto 1 livello Indiretto 2 livello dipendenti occupati pari allo 0,1% della forza lavoro totale in Italia

23 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni impatto diretto impatto indiretto Se si considerano i dipendenti, nel 2014 ha avuto un impatto occupazionale complessivo pari a lavoratori, di cui a livello diretto e a livello indiretto (1.911 lavoratori indiretti di primo livello e lavoratori indiretti di secondo livello). In termini di occupati, ovvero i lavoratori dipendenti, indipendenti, esterni e temporanei, nel 2014 in Italia ha avuto un impatto occupazionale complessivo pari allo 0,1% della forza lavoro totale in Italia. Di questi, a livello diretto e a livello indiretto (più precisamente lavoratori indiretti di primo livello e lavoratori indiretti di secondo livello). Dalla ricerca emerge che: ha un impatto occupazionale diretto ed indiretto di circa posti di lavoro, pari allo 0,1% della forza lavoro totale in Italia, sul cui reddito dipendono, in parte o totalmente, circa persone*. Ogni posto di lavoro diretto in genera circa 13 posti di lavoro indiretti all interno dell economia italiana. persone dipendono dai redditi di lavoro generati da *Stima su dati Istat (2013) sulla distribuzione delle famiglie italiane per numero di componenti. 21

24 L IMPATTO OCCUPAZIONALE DIRETTO I dipendenti in Italia nel 2014 sono stati pari a unità, con una quota stimata di occupati totali pari a La quota di lavoratori dipendenti diretti può essere analizzata prendendo in considerazione le diverse variabili di distribuzione geografica, età, genere e qualifica professionale. La distribuzione geografica Da un punto di vista geografico, la distribuzione dei lavoratori in base alla residenza* vede il 58% al Nord, 19% al Centro e 23% nel Sud e in Sardegna. In particolare, le regioni con il numero più elevato di dipendenti sono Lombardia (516), Veneto (315), Campania (240), Lazio (172) e Emilia-Romagna (142). Queste cinque regioni da sole ospitano il 69% della forza-lavoro. Inoltre, il 49% della forza lavoro si concentra nel triangolo Lombardia-Veneto-Emilia Romagna. La distribuzione, invece, in base alla sede di lavoro vede il 61% al Nord, 17% al Centro e 22% nel Sud e in Sardegna. L età Il 74% dei lavoratori appartiene alla cosiddetta Generazione X, ossia lavoratori tra i 30 e i 50 anni nati tra il 1964 e i primi anni ottanta, mentre il 20% appartiene ai Baby Boomers, persone con più di 50 anni nati prima del 1964, il 6% alla Generazione Y, persone con meno di 30 anni nate a partire dalla prima metà degli anni ottanta. Rispetto alle altre imprese attive è dunque nettamente superiore la quota degli esponenti della Generazione X (74% contro 61%) e inferiore quella dei lavoratori della Generazione Y (6% contro 17%). 20% Baby Boomers (più di 50 anni) 74% Generazione X (tra i 30 e i 50 anni) 6% Generazione Y (meno di 30 anni) *Questo dato si riferisce a HBC Italia e Fonti del Vulture.

25 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni impatto diretto impatto indiretto Il genere e la qualifica professionale Dall analisi sui dati del 2014 emerge che, se gli uomini rappresentano il 72% della forza lavoro, in Italia si distingue per una maggiore incidenza femminile sia a livello di quadri (34% rispetto al 26%) che a livello di cariche dirigenziali (24% rispetto al 13%) rispetto alla media del settore. In HBC Italia inoltre, la metà dei ruoli appartenenti al Comitato di Direzione aziendale sono ricoperti da donne. Per quanto riguarda la categoria professionale, poi, gli impiegati rappresentano la netta maggioranza (69%), seguono gli operai (19%), i quadri (7%) e i dirigenti (5%). Questa suddivisione in base alla categoria professionale è molto diversa rispetto a quella delle imprese attive dove la maggioranza dei lavoratori sono operai, seguiti da impiegati, quadri e dirigenti. In particolare, ha molti più impiegati (69% contro 38%), più quadri (7% contro 4%) e più dirigenti (5% contro 4%). Se si confrontano infine le retribuzioni medie rispetto a quelle medie del settore delle bevande*, si evince come offra un profilo retributivo superiore del 12% nel caso dei quadri e impiegati e del 21% nel caso degli operai, evidenziando inoltre un profilo meno sperequativo per quanto riguarda le retribuzioni dei dirigenti**. 7% Quadri 69% Impiegati 5% Dirigenti 19% Operai *Dati Istat 2014 relativi ad imprese ATECO 11.0 **Dati XVIII rapporto OD&M Consulting sulle retribuzioni in Italia 23

26 L IMPATTO OCCUPAZIONALE INDIRETTO I lavoratori indiretti di primo livello Nel 2014 i dipendenti e gli occupati totali dei fornitori di primo livello riconducibili a sono stati rispettivamente pari a e a Dall analisi emerge che i lavoratori si concentrano principalmente nei seguenti settori: Sales and marketing 35% Logistica e trasporti 26% Equipaggiamenti refrigeranti e servizi 12% 10% Beni immobili e facillity management 24

27 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni impatto diretto impatto indiretto nord 58% Da un punto di vista geografico, i dipendenti dei fornitori di primo livello sono ripartiti nel seguente modo: 58% al Nord (29% in Lombardia, 18% in Emilia-Romagna. 8% in Veneto), 32% al Centro (28% in Abruzzo) e 10% al Sud e Sardegna (6% in Campania). centro 32% sud e sardegna 10% I lavoratori indiretti di secondo livello Nel 2014 i dipendenti e gli occupati dei fornitori di secondo livello riconducibili a sono stati rispettivamente pari a e

28 Non solo bollicine Responsabilità sociale e sostenibilità sono elementi imprescindibili del modo di fare impresa in Italia. Le iniziative e i progetti promossi e realizzati nell ambito della Responsabilità Sociale d Impresa, tra i quali la promozione di piani educativi, di protezione ambientale, di attività sportive ed eventi culturali locali, sono gestiti con lo stesso rigore con cui l azienda opera per ogni aspetto del proprio business. oltre 70 eventi sportivi sponsorizzati all anno fra maratone, mezze maratone, manifestazioni legate a discipline come la pallavolo, il calcio, la pallacanestro e lo sci Più di persone in movimento coinvolte in attività sportive ragazzi di tutta Italia accolti negli stabilimenti HBC Italia Rapporto Socio-Ambientale pubblicato dal 2004 ogni anno da HBC Italia 26

29 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni corretto riciclo promozione stile di vita attivo progetti educativi per scuole sostenuti da Fondazione HBC Italia gestione della risorsa idrica Particolarmente significativa l attenzione che ha posto nella gestione della risorsa idrica, nel corretto riciclo e nella promozione di uno stile di vita attivo, temi che l hanno ispirata a realizzare una collana di libri per ragazzi ed una serie di progetti educativi per le scuole, tra i quali l apertura degli stabilimenti HBC Italia agli studenti con anche la possibilità di partecipare a divertenti laboratori educativi. Per maggiori informazioni sulla Responsabilità Sociale d Impresa HBC Italia è disponibile il sito: 27

30 CONCLUSIONI La ricerca sull impatto economico e occupazionale presenta dati rilevanti e porta ad elaborare una serie di conclusioni significative. L Impatto Economico Dall analisi dell impatto economico emerge come sia un soggetto di primo piano in termini di risorse generate e distribuite nel sistema economico nel suo complesso: è la realtà numero 1 nel settore delle Bibite e in quello delle Bevande e la quinta nel settore più ampio del Food&Beverage, in termini di risorse generate e distribuite nel sistema economico. a livello italiano genera risorse per 481 milioni di euro che, nel caso in cui si considerino le imposte sui prodotti (pari allo 0,18% del totale delle imposte sui prodotti versate complessivamente in Italia), diventano pari a 815 milioni di euro. Questo ultimo importo generato è pari ad un valore dello 0,02% delle risorse complessive generate in Italia e corrisponde allo 0,05% del PIL; ha rapporti economici con più di fornitori, dislocati su tutta la Penisola (64% nel Nord-Italia, 36% nel Centro-Sud) e la componente principale delle risorse generate da in Italia è riferita proprio al mondo delle imprese. 28

31 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni L Impatto Occupazionale Dall analisi dell impatto occupazionale emerge con evidenza l importanza del ruolo rivestito da in Italia nel mondo del lavoro. Si evidenzia infatti che: l impatto occupazionale, diretto ed indiretto, è pari a circa posti di lavoro, pari allo 0,1% della forza lavoro totale in Italia; ad ogni posto di lavoro diretto corrispondono circa 13 posti di lavoro indiretti all interno dell economia italiana; circa persone dipendono, parzialmente o totalmente, dai redditi di lavoro generati da. Particolarmente significativi risultano alcuni dati relativi al profilo dei dipendenti, per cui emerge come presenti una maggiore incidenza femminile sia a livello di quadri sia, soprattutto, a livello di cariche dirigenziali, con una percentuale quasi doppia rispetto alla media delle imprese attive (24% rispetto al 13%). Anche in termini di retribuzioni risulta che presenta un profilo retributivo superiore rispetto alla media del settore delle bevande e meno sperequativo per quanto riguarda le retribuzioni a livello dirigenziale. 29

32 Nell analisi si è anche misurato quale sarebbe l impatto socio-economico in Italia nell ipotesi che quest ultima sparisse. Nell ipotetico scenario le conseguenze nel sistema Italia nel breve termine sarebbero la perdita di 481 milioni di euro (ovvero lo 0,01% delle risorse complessive generate nel paese) e di circa lavoratori, da cui dipendono, totalmente o parzialmente, oltre persone. 30

33 SINTESI DEL studio in Italia il peso Economico L Impatto Occupazionale non solo bollicine Conclusioni sda bocconi school of management Fondata nel 1971 dall Università Bocconi, SDA Bocconi School of Management è presente nel campo della formazione (attraverso i suoi programmi MBA, i Master ed i corsi Executive) e della ricerca (attraverso i programmi di ricerca, gli osservatori ed i knowledge centers della divisione Claudio Dematté Research). SDA Bocconi gode di riconoscimenti internazionali che la classificano al 1 posto in Italia e ai primi posti in Europa e nel mondo: è stata la prima Scuola di management in Italia ed è una delle 59 Business School al mondo meritevoli di indossare la cosiddetta triple crown, di fregiarsi cioè di 3 tra gli accreditamenti internazionali più prestigiosi: AACSB, EQUIS e AMBA; nella classifica Financial Times Global MBA (2015) risulta al 26 posto nel mondo, al 10 in Europa e si conferma l unica italiana presente nella lista dei 100 migliori MBA mondiali; nella classifica Financial Times European Business School Ranking (2014) risulta all 8 posto in classifica e si conferma l unica scuola italiana presente. gli autori Professor Fabrizio Perretti è SDA Professor di Strategia ed Imprenditorialità ed è Professore Associato presso il Dipartimento di Management e Tecnologia dell Università Bocconi dove insegna Strategia Aziendale. È stato visiting scholar presso numerose istituzioni in Italia e all estero, tra cui Servizio Studi della Banca d Italia, Harvard University, MIT Sloan School of Management, UCLA School of Management. È autore di numerose pubblicazioni nel campo della strategia e della sociologia delle organizzazioni. Professor Stefano Basaglia è SDA Professor di Organizzazione e Personale ed è collaboratore del Diversity Management Lab presso la SDA Bocconi School of Management. Inoltre è Ricercatore di Organizzazione Aziendale presso l Università degli Studi di Bergamo, dove insegna Cross-cultural and diversity management. È visiting professor presso la School of Management della Fudan University di Shanghai. È autore di numerose pubblicazioni nel campo del clima organizzativo, dell identità organizzativa e del diversity management.

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