ABATE, Riqualificazione centro storico di Casaluce

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1 ABATE, Riqualificazione centro storico di Casaluce

2 CARUSONE, Riqualificazione Piazza Marconi ad Aversa

3 Chianese, Piano di Recupero centro storico di Carinaro

4 CORVINO, Riqualificazione centro storico di Trentola

5 GAETA, Riqualificazione del Borgo San Lorenzo ad Aversa

6 PICCIRILLO, Piano di Recupero centro storico di Parete

7 TRINCHILLO, Riqualificazione centro storico di Frignano

8 Recupero e riqualificazione dei centri storici Gli interventi di previsti per questo tema sono di due tipi: 1) riqualificazione di parti di aree dei centri storici. Questi interventi sono previsti là dove la presenza di spazi liberi consente una più agevole previsione di adeguamento delle dotazioni di spazi aperti e di attrezzature 2) piani di recupero di interi centri storiche o di parti molto estese dove l assenza di spazi liberi, anche nelle aree limitrofe, consente solo interventi sugli edifici esistenti. In entrambi i casi il riferimento normativo va individuato nel TITOLO IV LEGGE 5 agosto 1978, n. 457, Norme per l edilizia residenziale, NORME GENERALI PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ED URBANISTICO ESISTENTE; in particolare in relazione a quanto previsto agli artt.28, 31 di cui si riportano alcuni stralci: I piani di recupero sono attuati: - dai proprietari singoli o riuniti in consorzio; - dai comuni, nei seguenti casi: a) per gli interventi che essi intendono eseguire direttamente per il recupero del patrimonio edilizio esistente di cui al precedente art. 1, lett. a), anche avvalendosi degli istituti autonomi per le case popolari, nonché, limitatamente agli interventi di rilevante e preminente interesse pubblico, con interventi diretti o mediante il convenzionamento con i privati; b) per l adeguamento delle urbanizzazioni; c) per gli interventi da attuare, mediante esproprio od occupazione temporanea, previa diffida, nei confronti dei proprietari delle unità minime di intervento, in caso di inerzia dei medesimi. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono così definiti: a) interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; b) interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso; c) interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio; d) interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti; e) interventi di ristrutturazione urbanistica, quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti degli isolati e della rete stradale. Le definizioni del presente articolo prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Restano ferme le disposizioni e le competenze previste dalle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni ed integrazioni.

9 Nel caso degli interventi di riqualificazione dovranno essere curati principalmente i seguenti aspetti: a) accessibilità all area e circolazione al suo interno, attraverso estesi interventi di pedonalizzazione e di limitazione del traffico automobilistico; b) dotazione di spazi verdi tesi a migliorare le condizioni ambientali, in particolare verificando la possibilità di apertura al pubblico del verde esistente; c) integrazione delle attrezzature di interesse collettivo esistenti. Nel caso degli abbozzi di piani di recupero vanno curati soprattutto gli aspetti riguardanti lo stato di conservazione degli edifici e del tessuto edilizio e l individuazione delle unità minime di intervento. Elaborati da produrre 1) Tavola di analisi in scala 1:1.000 comprendendo le aree circostanti per una fascia di profondità adeguata alle dimensioni dell area di progetto. Sulla planimetria saranno riportati gli edifici e i complessi edilizi di valore storico artistico o documentale; gli spazi verdi con indicazione dello stato di fatto e di diritto (uso del suolo, proprietà pubblica o privata, caratteri dell accessibilità, stato di conservazione). Saranno riportate anche la viabilità di accesso e quella interna esistenti. Valutazione dello stato di conservazione degli edifici attraverso schede tipo che saranno concordate con il docente. La planimetria sarà accompagnata da foto o da schizzi interpretativi e da una breve relazione (max caratteri, spazi inclusi). In una planimetria a parte sarà riportata l analisi interpretativa (caratteri dei margini, principali percorsi e nodi di attività e/o di traffico, eventuali landmark, penetrabilità e impenetrabilità delle diverse aree) anch essa corredata da foto e/o schizzi e da una breve relazione (max caratteri, spazi inclusi). 2) Tavola di progetto in scala 1:1.000 con: a)definizione degli interventi finalizzati al miglioramento e alla razionalizzazione dell accessibilità all area e della mobilità nell area; b)il sistema degli spazi aperti con particolare attenzione al verde pubblico e al verde privato; c)gli interventi edilizi suddivisi in nuovi interventi e interventi di recupero. Nel caso degli abbozzi di un piano di recupero, al posto del punto c) si richiede l individuazione delle unità minime di intervento e le categorie di intervento previste. La tavola sarà accompagnata da schizzi a mano libera e/o render riguardanti alcuni degli interventi previsti nel campo del verde, dell arredo urbano o delle sostituzioni edilizie. Si richiede anche una breve relazione (max caratteri, spazi inclusi). Formato delle tavole:a0

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