IL D.LGS. 81/08 TESTO UNICO PER LA SALUTE E SICUREZZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI NEI LUOGHI DI LAVORO

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1 IL D.LGS. 81/08 TESTO UNICO PER LA SALUTE E SICUREZZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI NEI LUOGHI DI LAVORO

2 SCOPO DELLA NORMATIVA RIDURRE IL RISCHIO DELL ESPOSIZIONE A SITUAZIONI DI PERICOLO RISCHIO: PROBABILITA DI RAGGIUNGIMENTO DEL LIVELLO POTENZIALE DI DANNO (ART. 2) PERICOLO: LA PROPRIETA O QUALITA INTRINSECA DI UN DETERMINATO FATTORE AVENTE IL POTENZIALE DI CAUSARE DANNI (ART. 2) NON SI TRATTA DI UNA SERIE DI DIVIETI, MA DI UN SISTEMA DI GESTIONE DI TUTTE LE ATTIVITA LAVORATIVE, IN RELAZIONE ALLE QUALI DOVRANNO ESSERE PRESI SPECIFICI ACCORGIMENTI PER RIDURRE IL RISCHIO DI PERICOLO

3 LE FIGURE DI RIFERIMENTO DELLA NORMATIVA IL DATORE DI LAVORO I DIRIGENTI I PREPOSTI I LAVORATORI

4 PRIVATO: IL DATORE DI LAVORO PUBBLICO: E IL SOGGETTO TITOLARE DEL RAPPORTO DI LAVORO CON IL LAVORATORE O, COMUNQUE, IL SOGGETTO CHE, SECONDO IL TIPO E L ASSETTO DELL ORGANIZZAZIONE NEL CUI AMBITO IL LAVORATORE PRESTA LA PROPRIA ATTIVITA, HA LA RESPONSABILITA DELL ORGANIZZAZIONE STESSA O DELL UNITA PRODUTTIVA, IN QUANTO ESERCITA I POTERIDECISIONALIEDISPESA (ART. 2, LETT B) E IL DIRIGENTE AL QUALE SPETTANO I POTERI DI GESTIONE (O IL SOGGETTO AD ESSO FUNZIONALMENTE EQUIPARATO) E AL QUALE SIANO CONCESSI AUTONOMI POTERI DECISIONALI E DI SPESA (ART. 2. LETT. B) ELEMENTO CARATTERIZZANTE TANTO DEL DATORE DI LAVORO PRIVATO, QUANTO DI QUELLO PUBBLICO E L AUTONOMIA DECISIONALE E DI SPESA GLI OBBLIGHI DI PREVENZIONE INFORTUNI E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, CHE PER LEGGE FANNO CAPO AL DATORE DI LAVORO, GRAVANO, NEL SETTORE DEGLI ENTI PUBBLICI, SUL TITOLARE EFFETTIVO DEL POTERE DI GESTIONE CHE, ALL INTERNO DELLE AZIENDE UNITA SANITARIE LOCALI SI INDIVIDUA, IN ASSENZA DI DELEGA, NEL DIRETTORE GENERALE (CASS. PEN , N )

5 IL DATORE DI LAVORO OBBLIGHI CHE FANNO CAPO ESCLUSIVAMENTE AL DATORE DI LAVORO: - LA VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI E LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR) - LA DESIGNAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP)

6 IL DATORE DI LAVORO DVR IN GENERALE - DEVE ESSERE COMPLETO E NON SOLO FORMALE O ASTRATTO - DEVE RIFERIRSI A TUTTI I RISCHI CUI I LAVORATORI SONO SOGGETTI - DEVE AVERE DATA CERTA - DEVE ESSERE VERIFICATO DI ANNO IN ANNO (E UNO STRUMENTO DINAMICO) IN PARTICOLARE - DEVE CONTENERE UNA RELAZIONE DI TUTTI I RISCHI E SPECIFICARE I CRITERI DI VALUTAZIONE ADOTTATI - DEVE INDICARE LE MISURE DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE ATTUATE E I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ADOTTATI - DEVE RIPORTARE IL PROGRAMMA DELLE MISURE RITENUTE OPPORTUNE PER GARANTIRE IL MIGLIORAMENTO NEL TEMPO DEI LIVELLI DI SICUREZZA - DEVE INDIVIDUARE LE PROCEDURE PER L ATTUAZIONE DELLE MISURE DA REALIZZARE, NONCHE DEI RUOLI DELL ORGANIZZAZIONE AZIENDALE CHE DEBBONO PROVVEDERVI - DEVE INDICARE IL NOMINATIVO DEL RSPP E DEL MEDICO COMPETENTE CHE HA PARTECIPATO ALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO - DEVE INDIVIDUARE LE MANSIONI CHE EVENTUALMENTE ESPONGANO I LAVORATORI A RISCHI PARTICOLARI

7 IL DATORE DI LAVORO IL DATORE DI LAVORO DEVE VALUTARE TUTTI I RISCHI - I RISCHI CONNESSI CON I LUOGHI DI LAVORO - I RISCHI CONNESSI CON L UTILIZZO DI SOSTANZE E CON L ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI, CHIMICI, CANCEROGENI - I RISCHI CONNESSI A PARTICOLARI CATEGORIE DI LAVORATORI - I RISCHI CONNESSI ALLE ATTREZZATURE DI LAVORO - I RISCHI DA STRESS - OGNI POTENZIALE RISCHIO

8 IL DATORE DI LAVORO RSPP ART. 2, LETT. F RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE: PERSONA IN POSSESSO DELLE CAPACITA DI CUI ALL ART. 32 DESIGNATA DAL DATORE DI LAVORO, A CUI RISPONDE, PER COORDINARE IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI ART. 2, LETT. L SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI: INSIEME DELLE PERSONE, SISTEMI E MEZZI ESTERNI O INTERNI ALL AZIENDA FINALIZZATI ALL ATTIVITA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI PROFESSIONALI PER I LAVORATORI IN SINTESI, IL RSPP RISPONDE AL DATORE DI LAVORO E LO SUPPORTA NELL INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO E NELL ELABORAZIONE DELLE PROCEDURE PREVENTIVE DI PROTEZIONE E DI SICUREZZA GLI OBBLIGHI DI VIGILANZA E DI CONTROLLO IN CAPO AL DATORE DI LAVORO NON VENGONO, COMUNQUE,MENO CON LA NOMINA DEL RSPP

9 IL DATORE DI LAVORO DELEGA FATTA ECCEZIONE PER LA REDAZIONE DEL DVR E PER LA NOMINA DEL RSPP, IL DATORE DI LAVORO PUO DELEGARE TUTTI GLI ALTRI OBBLIGHI CHE SU DI ESSO GRAVANO IN MATERIA DI PREVENZIONE, ASSICURAZIONE E SORVEGLIANZA CON LA DELEGA VIENE CONFERITO IL COMPITO DI CURARE L ORGANIZZAZIONE DI UNA DETERMINATA ATTIVITA AD UN SOGGETTO TECNICAMENTE CAPACE E DOTATO DI IDONEI POTERI DECISIONALI E DIRETTIVI IL DATORE DI LAVORO E RESPONSABILE DELLA PROPRIA SCELTA ED E TENUTO AD INTERVENIRE IN CASO DI MANCATO ESERCIZIO DELLA DELEGA NEL PRIVATO LA DELEGA DEVE ESSERE SCRITTA, PUBBLICA E DEVE AVERE DATA CERTA NEL PUBBLICO SI DUBITA DELLA NECESSITA DI UNA DELEGA SCRITTA, POICHE LA RIPARTIZIONE DI COMPITI NELL ENTE DERIVA DERIVA DALLA SUA STESSA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

10 DEFINIZIONE (ART. 2 LETT. D) IL DIRIGENTE PERSONA CHE IN RAGIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI E DI POTERI GERARCHICI E FUNZIONALI ADEGUATI ALLA NATURA DELL INCARICO CONFERITOGLI, ATTUA LE DIRETTIVE DEL DATORE DI LAVORO, ORGANIZZANDO L ATTIVITA LAVORATIVA E VIGILANDO SU DI ESSA IL DIRIGENTE - DEVE DARE CONCRETA ATTUAZIONE AL PIANO DI SICUREZZA PREDISPOSTO DAL DATORE DI LAVORO - DEVE ESSERE PROFESSIONALMENTE COMPETENTE - HA POTERE ORGANIZZATIVO E DECISIONALE, MA NON DI SPESA - VIGILA SULL ATTIVITA LAVORATIVA IL DIRIGENTE E IL PIU STRETTO COLLABORATORE DEL DATORE DI LAVORO. RAPPRESENTA IL PONTE TRA IL DATORE DI LAVORO ED I PREPOSTI E I LAVORATORI IN AMBITO OSPEDALIERO SI QUALIFICANO QUALI DIRIGENTI IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO E IL DIRETTORE SANITARIO (A LIVELLO PIU ALTO) E, A SEGUIRE, I PRIMARI ED I RESPONSABILI DELLE UNITA OPERATIVE.

11 IL PREPOSTO DEFINIZIONE (ART. 2 LETT. E) PREPOSTO: PERSONA CHE IN RAGIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI E NEI LIMITI DI POTERI GERARCHICI E FUNZIONALI ADEGUATI ALLA NATURA DELL INCARICO CONFERITOGLI, SOVRINTENDE ALLA ATTIVITA LAVORATIVA E GARANTISCE L ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE RICEVUTE, CONTROLLANDONE LA CORRETTA ESECUZIONE DA PARTE DEI LAVORATORI ED ESERCITANDO UN FUNZIONALE POTERE DI INIZIATIVA

12 IL PREPOSTO COSA SI INTENDE PER SOVRINTENDERE TALE VERBO SECONDO IL SUO SIGNIFICATO LETTERALE, CONFERMATO DA UN CONCORDE ORIENTAMENTO DELLA DOTTRINA E DELLA GIURISPRUDENZA, INDICA ESSENZIALMENTE UN ATTIVITA RIVOLTA A VIGILARE SUL LAVORO DEI DIPENDENTI, PER GARANTIRE CHE ESSO SI SVOLGA NEL PIENO RISPETTO DELLE REGOLE DI SICUREZZA IMPOSTE DALLA LEGGE E DAGLI ORGANI DIRIGENTI DELL AZIENDA E COMPORTA ANCHE UN LIMITATO POTERE DI IMPARTIRE ORDINI E ISTRUZIONI DI NATURA MERAMENTE ESECUTIVA (C.A. MILANO, ) VIGILARE SOVRINTENDERE SIGNIFICA, FONDAMENTALMENTE ESERCITARE UNA FUNZIONE DI SUPREMAZIA INFORMARE E FORMARE SEGNALARE CHI E IL PREPOSTO (GIURISPRUDENZA) - E UNA DELLE TRE FIGURE CUI, SECONDO LA NOSTRA LEGISLAZIONE ANTINFORTUNISTICA E SECONDO LA GIURISPRUDENZA FORMATASI AL RIGUARDO, COMPETONO, NELL AMBITO DELL IMPRESA, SPECIFICHE POSIZIONI DI GARANZIA, AUTONOMAMENTE PREVISTE (CASS. PEN , N, 1502) - E IL SOGGETTO CHE SOVRINTENDE ALL ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITA SOGGETTE ALLA NORMATIVA PREVENZIONISTICA (CASS. PEN , N ) - E COLUI CHE SOVRINTENDE A DETERMINATE ATTIVITA PRODUTTIVE O PIU ESATTAMENTE SVOLGE FUNZIONI DI IMMEDIATA SUPERVISIONE E DI DIRETTO CONTROLLO SULL ESECUZIONE DELLE PRESTAZIONI LAVORATIVE (CASS. PEN , N ) - NON SPETTA AL PREPOSTO ADOTTARE MISURE DI PREVENZIONE, MA FARE APPLICARE QUELLE PREDISPOSTE DA ALTRI INTERVENENDO CON LE PROPRIE DIRETTIVE AD IMPARTIRE LE CAUTELE DA OSSERVARE (CASS. PEN , N )

13 QUALI SONO GLI OBBLIGHI DEL PREPOSTO (ART. 19) IL PREPOSTO A. SOVRINTENDERE E VIGILARE SULLA OSSERVANZA DA PARTE DEI SINGOLI LAVORATORI DEI LORO OBBLIGHI DI LEGGE, NONCHE DELLE DISPOSIZIONI AZIENDALI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E DI USO DEI MEZZI DI PROTEZIONE COLLETTIVI E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE MESSI A LORO DISPOSIZIONE E, IN CASO DI PERSISTENZA DELL INOSSERVANZA, INFORMARE I LORO SUPERIORI DIRETTI; B. VERIFICARE AFFINCHE SOLTANTO I LAVORATORI CHE HANNO RICEVUTO ADEGUATE ISTRUZIONI ACCEDANO ALLE ZONE CHE LI ESPONGONO AD UN RISCHIO GRAVE E SPECIFICO; C. RICHIEDERE L OSSERVANZA DELLE MISURE PER IL CONTROLLO DELLE SITUAZIONI DI RISCHIO IN CASO DI EMERGENZA E DARE ISTRUZIONI AFFINCHE I LAVORATORI, IN CASO DI PERICOLO GRAVE, IMMEDIATO E INEVITABILE ABBANDONINO IL POSTO DI LAVORO O LA ZONA PERICOLOSA; D. INFORMARE IL PIU PRESTO POSSIBILE I LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO DI UN PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO CIRCA IL RISCHIO STESSO LE DISPOSIZIONI PRESE O DA PRENDERE IN MATERIA DI PROTEZIONE; E. ASTENERSI, SALVO ECCEZIONI DEBITAMENTE MOTIVATE, DAL RICHIEDERE AI LAVORATORI DI RIPRENDERE LA LORO ATTIVITA IN UNA SITUAZIONE DI LAVORO IN CUI PERSISTE UN PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO; F. SEGNALARE TEMPESTIVAMENTE AL DATORE DI LAVORO O AL DIRIGENTE SIA LE DEFICIENZE DEI MEZZI E DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, SIA OGNI ALTRA CONDIZIONE DI PERICOLO CHE SI VERIFICHI DURANTE IL LAVORO, DELLE QUALI VENGA A CONOSCENZA SULLA BASE DELLA FORMAZIONE RICEVUTA; G. FREQUENTARE APPOSITI CORSI DI FORMAZIONE SECONDO QUANTO PREVISTO DALL AR. 37

14 IL PREPOSTO COME SI INDIVIDUA IL PREPOSTO - IL PREPOSTO VIENE INDIVIDUATO DALLA LEGGE E DALLA GIURISPRUDENZA IN RELAZIONE ALLA CONCRETA ORGANIZZAZIONE AZIENDALE ED ALLA SPECIFICA POSIZIONE DI SOVRAORDINAZIONE NEI CONFRONTI DI ALTRI LAVORATORI. - SONO TALI, A PURO TITOLO ESEMPLIFICATIVO, IL CAPOSQUADRA, IL CAPOREPARTO, IL CAPOCANTIERE, IL CAPOTURNO, IL CAPOSALA, IL COORDINATORE, IL SUPERVISOR, IL TEAM LEADER - ANCHE L ESERCIZIO DI FATTO, ANCORCHE TEMPORANEO, DI POTERI DI SOVRAORDINAZIONE PUO DAR LUOGO ALLA QUALIFICA DI PREPOSTO. LA RESPONSABILITA IURE PROPRIO - E INDIVIDUATO DIRETTAMENTE DALLA LEGGE E DALLA GIURISPRUDENZA COME SOGGETTO CUI COMPETONO POTERI ORIGINARI E SPECIFICI, DIFFERENZIATI TRA LORO E COLLEGATI ALLE FUNZIONI A ESSI DEMANDATE, LA CUI INOSSERVANZA COMPORTA LA DIRETTA RESPONSABILITA, IURE PROPRIO IL PREPOSTO NON E CHIAMATO A RISPONDERE IN QUANTO DELEGATO DAL DATORE DI LAVORO, MA BENSI A TITOLO DIRETTO E PERSONALE PER L INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI CHE ALLO STESSO DIRETTAMENTE FANNO CAPO (CASS. PEN , N, 1502) - IL PREPOSTO NON E CHIAMATO A RISPONDERE IN QUANTO DELEGATO DAL DATORE DI LAVORO, MA BENSI A TITOLO DIRETTO E PERSONALE PER L INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI CHE ALLO STESSO DIRETTAMENTE FANNO CAPO (CASS. PEN , N, 1502)

15 IL PREPOSTO LA FORMAZIONE ART. 37 PREPOSTI E DIRIGENTI DEVONO RICEVERE, A CURA DEL DATORE DI LAVORO E IN AZIENDA, UN ADEGUATA E SPECIFICA FORMAZIONE I CONTENUTI DELLA FORMAZIONE DEVONO SOFFERMARSI: - SUI PRINCIPALI SOGGETTI COINVOLTI E SUI RELATIVI OBBLIGHI; - SULLA DEFINIZIONE ED INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO; - SULLA VALUTAZIONE DEI RISCHI; - SULLA INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE AI PREPOSTI ED AI DIRIGENTI DEVE ESSERE, POI, GARANTITO UN COSTANTE AGGIORNAMENTO PERIODICO

16 IL PREPOSTO GIURISPRUDENZA - I PREPOSTI SONO I SOGGETTI CHE SOVRINTENDONO ALL ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITA SOGGETTE ALLA NORMATIVA PREVENZIONISTICA. NON SPETTA, PERCIO, AL PRESPOSTO ADOTTARE MISURE DI PREVENZIONE, MA FARE APPLICARE QUELLE PREDISPOSTE DA ALTRI, INTERVENENDO CON LE PROPRIE DIRETTIVE AD IMPARTIRE LE CAUTELE DA OSSERVARE. (CASS. PEN , N ) - IL PREPOSTO E DESTINATARIO (IURE PROPRIO) DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE, A PRESCINDERE DA UNA EVENTUALE DELEGA DI FUNZIONI CONFERITA DAL DATORE DI LAVORO, ED E TENUTO AD ATTIVARSI NEL CONTROLLO DELLA RISPONDENZA DELLA SITUAZIONE DI FATTO AI DETTAMI DI LEGGE E, NELLA VERIFICATA SITUAZIONE DI NON CORRISPONDENZA DEI LUOGHI DI LAVORO ALLE PRESCRIZIONI ANTINFORTUNISTICHE DI LEGGE, AD ATTIVARSI PER TUTTO QUANTO SIA NELLE SUE POSSIBILITA PER RIMUOVERE TALE SITUAZIONE PREGIUDIZIEVOLE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI NELLO SVOLGIMENTO DI QUELLE ATTIVITA CHE EGLI PUR SEMPRE DIRIGE E SOVRINTENDE, ASSUMENDO ANCH EGLI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI MEDESIMI UNA POSIZIONE DI GARANZIA (CASS. PEN , N ) - IL PREPOSTO NON E SOGGETTO ESTRANEO AL CONSEGUIMENTO DEI RISULTATI SCATURENTI DALL ADEMPIMENTO <DELL OBBLIGO DI ATTUARE LE MISURE DI SICUREZZA>, NON E SOGGETTO CHE POSSA NOTARILMENTE E PASSIVAMENTE MERAMENTE REGISTRARE UNA SITUAZIONE DI NON CONFORMITA A LEGGE E AD ESSA PRESTARE SILENTE, PASSIVA E RATIFICATORIA ACQUIESCENZA. (CASS. PEN , N ) - L OBBLIGO DI SEGNALAZIONE E SORVEGLIANZA IN ORDINE AI RISCHI ESISTENTI NEL LUOGO DI LAVORO COSTITUISCE IL TIPICO E PRIMARIO DOVERE FACENTE CAPO AL PREPOSTO, QUALE UNA DELLE TRE FIGURE CUI COMPETONO POTERI ORIGINARI E SPECIFICI, DIFFERENZIATI TRA LORO E COLLEGATI ALLE FUNZIONI AD ESSI DEMANDATI, LA CUI INOSSERVANZA COMPORTA LA DIRETTA RESPONSABILITA DEL SOGGETTO IURE PROPRIO. IL PREPOSTO, DUNQUE, NON E CHIAMATO A RISPONDERE IN QUANTO DELEGATO DAL DATORE DI LAVORO, BENSI A TITOLO DIRETTO E PERSONALE PER LA INOSSERVANZA DI OBBLIGHI CHE ALLO STESSO DIRETTAMENTE FANNO CAPO (CASS. PEN , N. 1502)

17 SINTESI IL SISTEMA PREVENZIONISTICO NELL AMBITO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO SI FONDA SU TRE FIGURE CARDINE, OVVERO IL DATORE DI LAVORO, IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO, LE QUALI INCARNANO DISTINTIVE FUNZIONI E DIVERSI LIVELLI DI RESPONSABILITA E SONO TENUTE AD ADOTTARE, NELL AMBITO DEI RISPETTIVI RUOLI, LE INIZIATIVE NECESSARIE AI FINI DELL ATTUAZIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA APPROPRIATE, NONCHE AD ASSICURARSI CHE ESSE SIANO COSTANTEMENTE APPLICATE. IL DATORE DI LAVORO E COLUI CHE ESERCITA L ATTIVITA, HA LA RESPONSABILITA DELLA GESTIONE AZIENDALE E PIENI POTERI DECISIONALI E DI SPESA. LE RICHIAMATE NORME INDIVIDUANO, ALTRESI UN LIVELLO DI RESPONSABILITA INTERMEDIO, INCARNATO NELLA FIGURA DEL DIRIGENTE, IL QUALE NON PORTA LE RESPONSABILITA INERENTI LE SCELTE GESTIONALI GENERALI, MA HA POTERI DI UN LIVELLO INFERIORE. IL TERZO LIVELLO INERISCE, INVECE, LA FIGURA DEL PREPOSTO, IL QUALE SOVRINTENDE ALLE ATIVITA E SVOLGE, DUNQUE, FUNZIONI DI SUPERVISIONE E CONTROLLO SULLE ATTIVITA LAVORATIVE CONCRETAMENTE SVOLTE (CASS. PEN , N )

18 IL PREPOSTO LA RESPONSABILITA CIVILE PENALE DISCIPLINARE

19 LE SANZIONI A. SOVRINTENDERE E VIGILARE SULLA OSSERVANZA DA PARTE DEI SINGOLI LAVORATORI DEI LORO OBBLIGHI DI LEGGE, NONCHE DELLE DISPOSIZIONI AZIENDALI IN MATERIADI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E DI USO DEI MEZZI DI PROTEZIONE COLLETTIVI E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE MESSI A LORO DISPOSIZIONE E, IN CASO DI PERSISTENZA DELL INOSSERVANZA, INFORMARE I LORO SUPERIORI DIRETTI; B. VERIFICARE AFFINCHE SOLTANTO I LAVORATORI CHE HANNO RICEVUTO ADEGUATE ISTRUZIONI ACCEDANO ALLE ZONE CHE LI ESPONGONO AD UN RISCHIO GRAVE E SPECIFICO; C. RICHIEDERE L OSSERVANZA DELLE MISURE PER IL CONTROLLO DELLE SITUAZIONI DI RISCHIO IN CASO DI EMERGENZA E DARE ISTRUZIONI AFFINCHE I LAVORATORI, IN CASO DI PERICOLO GRAVE, IMMEDIATO E INEVITABILE ABBANDONINO IL POSTO DI LAVORO O LA ZONA PERICOLOSA; D. INFORMARE IL PIU PRESTO POSSIBILE I LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO DI UN PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO CIRCA IL RISCHIO STESSO LE DISPOSIZIONI PRESE O DA PRENDERE IN MATERIA DI PROTEZIONE; E. ASTENERSI, SALVO ECCEZIONI DEBITAMENTE MOTIVATE, DAL RICHIEDERE AI LAVORATORI DI RIPRENDERE LA LORO ATTIVITA IN UNA SITUAZIONE DI LAVORO IN CUI PERSISTE UN PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO; F. SEGNALARE TEMPESTIVAMENTE AL DATORE DI LAVORO O AL DIRIGENTE SIA LE DEFICIENZE DEI MEZZI E DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, SIA OGNI ALTRA CONDIZIONE DI PERICOLO CHE SI VERIFICHI DURANTE IL LAVORO, DELLE QUALI VENGA A CONOSCENZA SULLA BASE DELLA FORMAZIONE RICEVUTA; G. FREQUENTARE APPOSITI CORSI DI FORMAZIONE SECONDO QUANTO PREVISTO DALL AR. 37 A. ARRESTO FINO A 2 MESI O AMMENDA DA 400,00 A 1.200,00 EURO PER LA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALLE LETTERE A), C), E), F) B. ARRESTO FINA A 1 MESE O AMMENDA DA 200,00 A 800,00 EURO PER LA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALLE LETTERE B), D), G)

20 DUE ESEMPI DI RESPONSABILITA - UN INFERMIERA SOMMINISTRA PER ERRORE SODIOAZIODE (CONSERVANTE DELLE URINE TOSSICO PER INGESTIONE) AL POSTO DI SOLFATO DI MAGNESIO. MUOIONO DUE PAZIENTI. IL TRIBUNALE CONDANNA L INFERMIERA CHE AVEVA SOMMINISTRATO IL VELENO, IL PRIMARIO E LA CAPOSALA PER NEGLIGENZA, IN QUANTO IL VELENO SI TROVAVA ABITUALMENTE NEL CARRELLO DEI MEDICINALI E NON IN UN APPOSITO E SEPARATO ARMADIO. IN APPELLO E IN CASSAZIONE VIENE CONFERMATA LA CONDANNA PER L INFERMIERA E LA CAPOSALA, MENTRE IL PRIMARIO VIENE ASSOLTO - IL PAZIENTE RICOVERATO PER TRATTAMENTO CHIURURGICO DI NEOFORMAZIONE LARINGEA, POCO DOPO L AVVIO DI INFUSIONE DI CLINDAMICINA MANIFESTAVA PRECORDIALGIA ED AGGRAVAMENTO DELLE CONDIZIONI RESPIRATORIE. IN CARTELLA CLINICA ERA PRESENTE CERTIFICAZIONE MEDICA ATTESTANTE ALLERGIA A CEFALOSPORINE. L INFERMIERA DEL TURNO POMERIDIANO AVEVA PREPARATO LE TERAPIE INFUSIONALI DA PRATICARE ALLE 20 ED ANCHE QUELLE PREVISTE PER LE 22, COMUNICANDOLO VERBALMENTE. LA CAPOSALA, CHIAMATA A CHIARIRE LE MODALITA ORGANIZZATIVE DEL REPARTO, AFFERMAVA CHE LE TERAPIE FARMACOLOGICHE VENIVANO PRESCRITTE DAL MEDICO SUL FOGLIO DELLA TERAPIA E NON PIU TRASCRITTE DALL INFERIMERA, PRECISANDO CHE, DI NORMA, LE TERAPIE VENIVANO PREPARATE DALLO STESSO INFERMIERE CHE NE CURAVA LA SOMMINISTRAZIONE E CHE, SOLO, ECCEZIONALMENTE, POTEVA CAPITARE CHE SI TRATTASSE DI UN INFERMIERE DIVERSO

21 IL / LE CAPOSALA P. DI GIACOMO PRESIDENTE COLLEGIO IPASVI DI RIMINI «LE AREE PECULIARI SU CUI SI DECLINA LA RESPONSABILITA DEL COORDINATORE SONO - LA GESTIONE DELLE ATTIVITA E DEL PERSONALE - LA PROGRAMMAZIONE - LA SICUREZZA - LA VALUTAZIONE - LA FORMAZIONE E LA DOCUMENTAZIONE IN QUESTI AMBITI ESPRIME LA PROPRIA COMPETENZA PROFESSIONALE, MEDIANTE L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE FINALIZZATA ALLA PRESA IN CARICO DELLA PERSONA ASSISTITA, CHE DIVENTA OBBLIGAZIONE DI MEZZI PER IL PROFESSIONISTA, PER RAGGIUNGERE IL RISULTATO PER LA PERSONA ASSISTITA. LA RESPONSABILITA PROFESSIONALE DEL COORDINATORE INFERMIERISTICO NON VA INTESA COME UNA SERIE DI VINCOLI, MA - ASSUMERE TUTTI GLI STRUMENTI PER ASSOLVERE IL PROPRIO MANDATO - GARANTIRE LA MIGLIORE ASSISTENZA POSSIBILE AGLI UTENTI - PREVENIRE CONSEGUENZE NEGATIVE ED ERRORI - TUTELARE I PROFESSIONISTI E L ASSISTITO L OBIETTIVO DEL COORDINATORE INFERMIERISTICO, NON È SEMPLICEMENTE QUELLO DI «NON FARE» COSE PER LE QUALI PUO ESSERE CHIAMATO A RISPONDERE, BENSI DI «FARE» IN MODO CHE LE ATTIVITA IN RISPOSTA AI BISOGNI SI SVOLGANO IN CONDIZIONI CHE NE FAVORISCONO L EFFICIENZA E SOPRATTUTTO L EFFICACIA, IN UN CONTESTO AMBIENTALE ORIENTATO NELL OTTICA DELLA QUALITA E CHE FORNISCA IL GRADO PIU ELEVATO POSSIBILE DI SODDISFAZIONE AI LAVORATORI E AGLI UTENTI»

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