Ivrea, 15 aprile 2014

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1 Ivrea, 15 aprile 2014

2 Il Decreto Legge 34/2014 ha apportato alcune importanti modifiche alla legge 368/2001: Eliminazione della causalità. Introduzione del tetto massimo all utilizzo del contratto a termine.

3 Art. 1, Comma 1 - APPOSIZIONE DEL TERMINE E' consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a trentasei mesi, comprensiva di eventuali proroghe, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nell'ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dell'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 10, comma 7, il numero complessivo di rapporti di lavoro costituiti da ciascun datore di lavoro ai sensi del presente articolo, non può eccedere il limite del 20 per cento dell'organico complessivo. Per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.

4 Il contratto a termine c.d. acausale è una fattispecie contrattuale in base alle quale è possibile ricorrere ad un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato senza bisogno di apporre una giustificazione causale (es. ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo ). Di conseguenza si passa da un impostazione in cui la causalità era la norma e l acausalità l eccezione ad una situazione in cui la motivazione giustificatrice del contratto diventa una semplice facoltà. In determinati contesti potrebbe essere ancora opportuno apporre la motivazione per specifiche agevolazioni o benefici: assunzioni di lavoratori in sostituzione delle lavoratrici in maternità nelle aziende fino a 20 dipendenti che permettono uno sgravio contributivo del 50 %; i lavoratori assunti in sostituzione di quelli assenti non rientrano nella percentuale massima di contratti a termine del 20%.

5 Si evidenzia che è stato introdotto un limite massimo di durata all utilizzo del contratto a termine (36 mesi) che precedentemente era efficace solo in caso di proroga o di successione di contratti. Stante la norma attuale quindi non potrebbe più essere stipulato un unico contratto a termine di 4 anni motivato, ad esempio, da un cantiere da completare in quel lasso di tempo. Inoltre il limite vale per qualunque tipo di mansione; precedentemente la limitazione alla durata si riferiva alla successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti.

6 ART. 3, comma 1 - DIVIETI DI STIPULA DEL CONTRATTO A TERMINE a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero; b) presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato, salvo: una diversa disposizione degli accordi sindacali. il contratto a termine sia concluso per provvedere a sostituzione di lavoratori assenti. il contratto a termine sia concluso ai sensi dell'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 (assunzioni di lavoratori inseriti nelle liste di mobilità). il contratto abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi (prorogabile). Il divieto scaturisce dal diritto di precedenza previsto dall art. 8, comma 1, della legge 223/91 e dall art. 15, comma 6, della legge 264/49 così come modificata dal D.Lgs 297/2002 e deve quindi essere esteso anche ai licenziamenti plurimi individuali.

7 c) presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a termine. sospensione/riduzione ordinaria, straordinaria oppure contratto di solidarietà. divieto non derogabile. d) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.

8 ART. 4, comma 1 - PROROGA DEL CONTRATTO A TERMINE Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a tre anni. In questi casi le proroghe sono ammesse, fino ad un massimo di otto volte, a condizione che si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato. Con esclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessiva del rapporto a termine non potrà essere superiore ai tre anni (comma che non è più coordinato con la durata massima comunque prevista dalla modifica dell art.1).

9 E assolutamente sconsigliata la proroga dei vecchi contratti causali; per quanto riguarda quelli già acausali dovrebbe essere consentito ma anche in questo caso si consiglia prudenza. Le condizioni sono: stessa attività lavorativa; quindi non è sufficiente che venga adibito ad un attività equivalente. contratto iniziale + 8 proroghe

10 ART. 5, comma 3 - RINNOVO DEI CONTRATTI A TERMINE Ricordiamo che gli intervalli tra singoli contratti a termine sono: 10 giorni per i contratti di durata fino a 6 mesi 20 giorni per i contratti di durata superiore Secondo la circolare ministeriale n. 35/2013 i nuovi termini si applicano anche ai contratti stipulati prima del 28 giugno 2013.

11 Esistono due fattispecie in cui non si applicano i suddetti termini oppure è possibile ridurli/annullarli: 1) nelle attività stagionali previste dall art. 5, comma 4-ter del D. Lgs. n. 368/2001, ovvero, tanto quelle previste dal D.P.R. 7 ottobre 1963 n. 1525, quanto quelle individuate dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative; 2) Nelle ipotesi previste dalla contrattazione di ogni livello posta in essere dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (non sufficiente la R.S.U.); è consigliabile specificare l ipotesi nella quale vengono previsti i termini abbreviati (es: lavoratori in mobilità/aspi/cigs, lavoratori ultracinquantenni, sostituzione di lavoratori assenti ecc.). Ad es: il CCNL Metalmeccanico prevede 1 giorno lavorativo di intervallo per le assunzioni di lavoratori in mobilità/aspi/cigs e per sostituzioni.

12 Utilizzare la somministrazione negli intervalli tra un contratto a termine e l altro, secondo Confindustria, potrebbe configurarsi come un comportamento in frode alla legge. Il rispetto degli intervalli tra un contratto e l altro non si riferiscono all utilizzo della somministrazione.

13 ART. 5, commi 1 e 2 - PROSECUZIONE DEL CONTRATTO A TERMINE Le legge Fornero aveva ampliato il periodo di tolleranza durante il quale la prosecuzione del rapporto a tempo determinato, oltre la scadenza del termine, non determina la conversione del rapporto a tempo determinato (da 20 a 30 giorni per i contratti di durata fino a 6 mesi da 30 a 50 giorni per i contratti di durata superiore). Il Decreto 76/2013 ha eliminato l onere di preventiva comunicazione (entro la data di cessazione del contratto) al Centro per l impiego territorialmente competente della decisione di avvalersi di tale periodo di prosecuzione del rapporto a tempo determinato.

14 Ricordiamo che la prosecuzione del rapporto di lavoro a termine comporta inoltre l applicazione delle seguenti maggiorazioni: corresponsione di una maggiorazione del 20% dal 1 al 10 giorno corresponsione di una maggiorazione del 40% dal 11 al 50 giorno

15 ART. 5, comma 4 bis - LIMITE DI DURATA DEL CONTRATTO A TERMINE Ferma restando la disciplina della successione di contratti di cui ai commi precedenti, e fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato. Il Ministero del Lavoro ha fornito un interpretazione tale per cui la durata del mese corrisponde a 30 giorni di contratto.

16 Nel computo del termine di durata massima di trentasei mesi dei rapporti a tempo determinato conclusi tra lo stesso lavoratore e lo stesso datore di lavoro devono essere inclusi anche gli eventuali periodi di somministrazione a tempo determinato per lo svolgimento di mansioni equivalenti (il concetto di mansione equivalente è ampio e non limitato alla corrispondenza tra livelli di inquadramento). I contratti si somministrazione, secondo il Ministero del Lavoro, si computano nel limite dei 36 mesi solo se stipulati dal 18 luglio 2012 e quindi quelli in essere mantengono la loro validità, con le vecchie regole, fino alla scadenza. Confindustria invece consiglia di computare, quota parte, i contratti di somministrazione dal 18 luglio 2012 in quanto la norma riporta la dizione periodi di missione con mansioni equivalenti

17 ESCLUSIONI E DEROGHE DAI 36 MESI Il limite dei 36 mesi complessivi (c.termine e somministrazione) risulta comunque derogabile: attraverso contratti collettivi sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali, di ogni livello, in base all art. 5, comma 4 bis del D.Lgs 368/2001; risultano altresì efficaci le clausole contrattuali che già prevedevano questa possibilità (ad esempio per il CCNL Metalmeccanico sono 44 mesi). Attraverso un contratto stipulato dal lavoratore (con assistenza di un sindacato maggiormente rappresentativo a livello nazionale) ed azienda presso la Direzione Territoriale del Lavoro; il contratto risulta un nuovo contratto derogando anche alle regole della proroga e della successione dei contratti. Attenzione però che con le modifiche apportate dal D.L. 34/2014 il contratto a termine non può durare più di 36 mesi.

18 Dal limite temporale dei 36 mesi viene escluso: il contratto a termine dei dirigenti (massimo 5 anni) il contratto a termine stipulato con lavoratori in mobilità, ex. art. 8 comma 2 legge 223/91, (a seguito delle recenti modifiche normative)

19 ART FATTISPECIE ESCLUSE DALLA DISCIPLINA DELLA 368/2001 La prima riguarda l esclusione dal campo di applicazione del D.L.vo n. 368/2001, prevista al comma 1: lavoro temporaneo (tranne che nella durata di 36 mesi); contratti di formazione e lavoro; contratto di inserimento; apprendistato; contratto di lavoro intermittente; contratti a termine dei lavoratori in mobilità (art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991). Con questa modifica vengono meno tutta una serie di discussioni relative alla applicabilità o meno di alcuni istituti tipici del D.L.vo n. 368/2001 come la computabilità nei 36 mesi o come il rispetto dello stop and go tra un rapporto a termine e l altro con i soggetti iscritti alle liste di mobilità.

20 Art. 1 comma 1 - LIMITI QUANTITATIVI Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 10, comma 7, il numero complessivo di rapporti di lavoro costituiti da ciascun datore di lavoro ai sensi del presente articolo, non può eccedere il limite del 20 per cento dell'organico complessivo. Per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. (Decreto Legge n. 34/2014). Il concetto di organico complessivo lascia spazio, per ora, a diverse interpretazioni: Confindustria propende per considerare tutti i lavoratori subordinati dell azienda (non solo dell unità produttiva) comprensiva dei dirigenti ma con l esclusione dei: contratti a termine apprendisti Un ulteriore dubbio riguarda la computabilità o meno dei vecchi contratti causali.

21 Art. 10 comma 7 DEROGA AI LIMITI QUANTITATIVI La individuazione, anche in misura non uniforme, di limiti quantitativi di utilizzazione dell'istituto del contratto a tempo determinato stipulato dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis, è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi. Sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi: nella fase di avvio di nuove attività per i periodi che saranno definiti dai contratti collettivi nazionali di lavoro anche in misura non uniforme con riferimento ad aree geografiche e/o comparti merceologici; per ragioni di carattere sostitutivo, o di stagionalità, ivi comprese le attività già previste nell'elenco allegato al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, e successive modificazioni; per specifici spettacoli ovvero specifici programmi radiofonici o televisivi; con lavoratori di età superiore a 55 anni. (D.L. n. 76/2013).

22 ART. 8 CRITERI DI COMPUTO La legge 368/2001, precedentemente alle modifiche legislative, prevedeva che, ai fini di cui all'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (esercizio dell attività sindacale artt. 19 e seguenti), i lavoratori con contratto a tempo determinato fossero computabili ove il contratto avesse durata superiore a nove mesi. L articolo 12 della legge 97/2013 ha stabilito che, dal 4 settembre 2013, i limiti prescritti dal predetto art. 35 della legge 300/70 sia determinato sul numero medio di contratti a termine impiegati negli ultimi 2 anni, sulla base dell effettiva durata dei rapporti di lavoro. In sede di prima applicazione il computo dei dipendenti a tempo determinato è effettuato alla data del 31 dicembre 2013, con riferimento al biennio antecedente a tale data. Naturalmente la modifica normativa non dovrebbe avere ripercussioni sul criterio di computo dei contratti a termine ai fini dell applicazione dell art. 18 della legge 300/70.

23 RECESSO DAL CONTRATTO A TERMINE Scadenza del termine Anche per lavoratrici/lavoratori in maternità Anche per lavoratori in malattia/infortunio Licenziamento per giusta causa ex art. 2119, comma 1 del c.c.. Nel caso di licenziamento prima del termine non supportato da giusta causa il datore di lavoro dovrà riconoscere al lavoratore le retribuzioni spettanti fino alla scadenza del contratto; non risulta quindi applicabile l art. 18 legge 300/70. Dimissioni per giusta causa Nel caso di dimissioni prima del termine non supportate da giusta causa il datore di lavoro potrà richiedere al lavoratore un risarcimento del danno.

24 DIVERSA QUALIFICAZIONE DEL CONTRATTO A TERMINE Nel caso in cui il giudice ritenga illegittimo il contratto a termine la legge 183/2010 (c.d. Collegato Lavoro), oltre alla conversione del contratto a tempo indeterminato, riconosce al lavoratore un risarcimento variabile tra le 2,5 e le 12 mensilità dell ultima retribuzione globale di fatto. Con interpretazione autentica la Legge Fornero ha precisato che la suddetta indennità per le ipotesi di conversione in sede giudiziaria del contratto a tempo determinato ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive (art. 1, comma 13). Le legge Fornero ha inoltre elevato a 120 giorni il termine per l impugnazione stragiudiziale del contratto a tempo determinato, qualora la questione verta sulla nullità del termine apposto al contratto (cfr. art. 1, comma 11); i nuovi termini di impugnazione si applicano ai contratti cessati a partire dal 1 gennaio 2013 (cfr. comma 12).

25 CONTRIBUTO ADDIZIONALE A decorrere dal 1 gennaio 2013 è stato previsto un generale incremento del costo dell istituto del contratto a termine attraverso l introduzione di un contributo addizionale, pari all 1,4%, a carico del datore di lavoro (Legge 92/ art. 2, commi 28-30). Il pagamento della maggiorazione è stata prevista anche per i contratti a termine in corso dal 1 gennaio L esenzione dal versamento del contributo addizionale è prevista nelle seguenti ipotesi: per i lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti; per le attività stagionali sia quelle previste dal D.P.R. n. 1525/1963 che quelle individuate dai contratti collettivi nazionali (quest ultima solo fino al 2015). ipotesi di assunzione a tempo determinato, ex articolo 8, c. 2 della legge n. 223/1991, di lavoratori in mobilità.

26 CONTRIBUTO ADDIZIONALE E RIDUZIONI CONTRIBUTIVE Sul contributo addizionale (1,40%) potranno, ovviamente, operare le riduzioni contributive previste dall ordinamento per tutte le tipologie di assunzioni a tempo determinato agevolate (es. assunzioni di over 50 disoccupati da oltre dodici mesi o di donne, introdotte dall articolo 4, commi 8 e 11 della legge 92/2012).

27 RESTITUZIONE DEL CONTRIBUTO Viene altresì prevista la restituzione di 6 mensilità del contributo addizionale pagato in caso di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In caso di assunzione successiva alla scadenza del rapporto a tempo determinato, la restituzione viene ridotta di un numero di mensilità pari a quelle intercorse tra la cessazione del primo rapporto e l instaurazione di quello a tempo indeterminato.

28 ART. 5, comma 4 quater - DIRITTO DI PRECEDENZA Condizioni per l esercizio del diritto di precedenza: durata dell attività lavorativa complessiva, presso la stessa azienda (non stesso stabilimento) anche con diversi contratti (contratti a termine e non altre fattispecie), superiore a 6 mesi. necessità dell azienda di effettuare assunzioni a tempo indeterminato relativa alla stessa mansione (mansione già espletata non mansione equivalente) nei successivi 12 mesi dalla fine del contratto a termine. il lavoratore deve comunicare l esercizio del diritto entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso. il diritto di precedenza risulta quindi di 12 mesi dalla conclusione del contratto. Il lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali; deve comunicare l esercizio del diritto entro 3 mesi dalla scadenza del contratto.

29 CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE In base all art. 1 del D.L. 34/2014 è possibile stipulare un contratto, di durata non superiore a trentasei mesi, comprensiva di eventuali proroghe, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, anche nell ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dell'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n Naturalmente l art. 5 (computo nei 36 mesi di contratto a termine e somministrazione) della 368/2001 essendo riferito esclusivamente al contratto a termine non si applica alla somministrazione. Quindi potrei stipulare un contratto a termine di 12 mesi e un contratto di somministrazione di 36.

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