Francesco Carlucci LA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE E GLI EFFETTI SULLE ECONOMIE EUROPEE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Francesco Carlucci LA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE E GLI EFFETTI SULLE ECONOMIE EUROPEE"

Transcript

1 Francesco Carlucci LA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE E GLI EFFETTI SULLE ECONOMIE EUROPEE 1 La crisi come combinazione di fenomeni distinti Continuamente, nel volgere degli anni, compaiono fenomeni che hanno impatto negativo oppure positivo sull economia internazionale. Ad esempio gli shock petroliferi del e del 79 ebbero effetti negativi, così come la guerra del golfo del 1990; mentre invece la fine di altre guerre ne ebbe di positivi. Questi fenomeni hanno però un influenza tutto sommato relativa e producono le comuni fasi di recessione ed espansione del ciclo economico. Accade molto più raramente che diversi fenomeni con effetti negativi compaiano simultaneamente, e che non siano in qualche misura compensati da altri, positivi. In questi casi le recessioni sono più profonde e scompaiono molto lentamente. La crisi economico-finanziaria attuale è stata appunto causata dalla non comune concomitanza di fenomeni tutti con impatto negativo, in varie parti del mondo. Questi fenomeni sono in realtà distinguibili tra di loro, ma risultano talmente interrelati che gli studiosi facilmente cadono nella trappola di attribuire la crisi sostanzialmente ad uno solo di loro, addossando agli altri un ruolo collaterale. La colpa è stata data, di volta in volta, alla bolla immobiliare in alcuni Paesi, al debito privato elevato negli USA e nel Regno Unito, al carattere troppo speculativo degli hedge fund, all enorme debito estero statunitense finanziato dal Giappone e dalla Cina, e a altri eventi ancora. In realtà è la concatenazione di fenomeni diversi che ha condotto il mondo economico allo stato attuale di crisi. I principali sono quattro: la smodata avidità dei finanzieri USA e nel Regno Unito, l abitudine ad indebitarsi massicciamente nel mondo anglosassone, l eccessiva liquidità esistente in Europa, Giappone e Cina, la bolla immobiliare negli USA e in alcuni Paesi europei. 1

2 2 Gli strumenti finanziari Vediamone le interrelazioni partendo da una tavola che illustra l ammontare in migliaia di miliardi (trilioni) di dollari USA degli strumenti finanziari esistenti nel mondo nel 2007, all inizio della crisi. Strumento finanziario Attivi degli istituti di credito di vario tipo Capitalizzazione dei mercati azionari Titoli del debito privato Titoli del debito pubblico Attivi dei Fondi di investimento Attivi dei Fondi pensione Attivi dei Fondi assicurativi Riserve ufficiali, escluso l oro Fondi sovrani Attivi delle società di Private equity Attivi degli Hedge funds Valore 63,5-70,9 42,0-50,8 36,3-43,1 23,4-25,6 19,3-21,0 17,9-21,5 16,0-17,8 4,2-5,8 3,4 1,8 1,4-1,7 Prodotto Interno Lordo mondiale 48,2 Tavola 1 Strumenti finanziari nel mondo al 2007 e loro forchette di valori in migliaia di miliardi di $USA. Il PIL mondiale è riportato a titolo di confronto. Salta immediatamente agli occhi l enorme ammontare di attivi degli istituti di credito, che non sono soltanto banche normali, commerciali, che semplicemente raccolgono moneta dai risparmiatori e la prestano per investimenti generalmente fisici. No, ci sono anche le banche d investimento (broker dealer), che effettuano prestiti in modo meno vincolato delle precedenti e con obblighi di riserva inferiori; esse possono effettuare operazioni di trading e di brokerage, sia per conto proprio che per quello dei clienti. Nel 2007 le più grandi banche d investimento USA erano: Bear Stearns, 2

3 Lehman Brothers, Merril Lynch, Morgan Stanley Goldman Sachs. Vi sono poi istituti che operano come banche ma non sono regolamentati come tali; non hanno inoltre obblighi di riserva obbligatoria né di patrimonio. Spesso sono le stesse banche commerciali o d investimento, in genere USA, a creare queste società, in modo da fare attività bancaria con minori vincoli di regolamentazione, ad esempio evitando di accantonare una maggiore quantità di riserva obbligatoria. I due principali tipi di queste banche ombra vanno sotto il nome di Veicoli d investimento strutturato (SIV) e di conduit. Altri istituti forniscono credito soltanto immobiliare: i più grandi negli USA, semipubblici, sono Fannie Mae e Freddie Mac. Fondamentale nel poter valutare il ruolo che questi istituti di credito hanno avuto nella crisi è l aver presente il livello di rischio associato ad essi, che è dato dal rapporto tra la quantità di moneta impiegata nelle varie forme d investimento (gli attivi) e quella depositata (il passivo). Questo rapporto costituisce l effetto leva (leverage) dell istituto di credito e tanto più è alto tanto maggiore è il rischio connesso con esso. La Tavola 1 mostra come nel 2007 gli attivi di questi istituti abbiano raggiunto nel complesso una quantità enorme, pari a quasi una volta e mezzo il PIL mondiale. Dopo questi segue la capitalizzazione di tutti i mercati azionari, gli ammontari delle obbligazioni emesse dalle aziende private e dai governi, quelli di tre tipi di fondi, le riserve e i fondi di Paesi sovrani. Tra i fondi assicurativi un ruolo particolare nella crisi è stato svolto dall American International Group (AIG), che è un organizzazione internazionale con base negli USA, operante in 130 Paesi, che si occupa non soltanto di assicurazioni ma anche di servizi finanziari in generale. Chiudono la lista gli investimenti delle società di private equity, che acquistano parzialmente o totalmente aziende ritenute capaci di grande sviluppo, generalmente non quotate in borsa, e quelli degli hedge fund, società speculative con leverage alto. 3

4 3 I prodromi L alto ammontare degli attivi riportati nella Tavola 1 deriva dal particolare meccanismo di retribuzione dei dirigenti e dei funzionari delle aziende che li producono: maggiori sono i guadagni di queste e maggiori sono i compensi di base e soprattutto i premi di produttività (bonus) di fine anno. Sfortunatamente, come vedremo, maggiori guadagni per le aziende sono facilmente ottenuti accettando di correre rischi maggiori (di perdite). Così l insaziabile avidità dei manager di queste aziende, nonché dei loro azionisti, le ha portate ad un livello di rischio insostenibile e quindi al fallimento. E il mondo industrializzato alla più grande crisi economica mai vista. Per dare un idea delle loro dimensioni, ricordiamo che negli anni 2007 e 2008 le remunerazioni dei dirigenti delle maggiori società di credito USA variavano mediamente dai 10 ai 50 milioni di dollari ciascuno, riferendosi la cifra minore ai top manager di più basso livello e quella maggiore ai presidenti e agli amministratori delegati. In casi particolari questi erano riusciti ad avere un compenso anche più che doppio. Nel solo 2007, d altro canto, le cinque più grandi banche d investimento, ricordate sopra, avevano distribuito ai propri dipendenti premi di produttività per oltre 38 miliardi di dollari. Il processo che ha portato gli istituti di credito ad assumere rischi sempre maggiori è iniziato negli anni ottanta e si è consolidato nei novanta, con l emissione negli USA di una gran quantità di titoli garantiti da mutui con ipoteca su immobili. Già allora le garanzie non erano solide e buona parte dei prestiti ebbe difficoltà ad essere ripagata. Questo portò al fallimento di più di 1500 casse di risparmio (savings and loans) negli USA e alla ideazione di un modo diverso di prestar denaro con immobili in garanzia: invece di tenere i titoli in bilancio, il nuovo metodo, utilizzato soprattutto dalle banche d investimento, prevedeva che i titoli fossero innanzitutto emessi da società collaterali non regolamentate come banche, create allo scopo; queste società veicolo li vendevano successivamente ad investitori, persone fisiche o altri istituti di credito nel mondo intero. Era la cosiddetta cartolarizzazione dei mutui. Per quelle banche era molto conveniente accordare un gran numero di prestiti con garanzia immobiliare, in quanto questi titoli venivano da loro impacchettati e venduti come titoli strutturati ai risparmiatori di tutto il mondo. Questi, d altro 4

5 canto, li compravano a piene mani a seguito degli alti rendimenti che fornivano. Il rischio per quelle banche, anche se valutato come molto basso in virtù degli immobili a garanzia dei mutui, era dunque trasferito sui risparmiatori. La convenienza era notevole: rischio molto piccolo perché in gran parte trasferito sui risparmiatori; sostanziose entrate a seguito delle commissioni che venivano pagate sia da coloro che accendevano i mutui sia dai risparmiatori che acquistavano i titoli strutturati. Ma gli istituti di credito e i loro dirigenti erano insaziabili. Avendo escogitato il modo di non assumersi forti rischi e volendo ampliare la quantità di titoli da smerciare, davano prestiti anche per chi poteva offrire garanzie soltanto scarse o addirittura nulle. Erano arrivati al punto di non richiedere documentazione scritta relativa ad uno stipendio o ad altre fonti di reddito dei mutuatari ma di fidarsi delle loro dichiarazioni orali. I quali, ovviamente, erano portati alla menzogna, per cui nell ambiente del credito i prestiti così dati venivano chiamati liar loans, prestiti dei bugiardi. Ma a questo punto gli istituti di credito si trovarono di fronte ad un altro problema: gli investitori acquistavano preferibilmente i titoli che le agenzie di rating avevano valutato di basso rischio, e questo non succedeva per questo tipo di strumenti. Allora gli istituti di credito ne costruirono di nuovi, formati da misture (impacchettamenti) di titoli in parte meno e in parte più rischiosi, che le agenzie di rating valutavano di maggiore affidabilità. I titoli di questo tipo più diffusi erano i collaterized debt obligations o CDO, misture di prestiti dati non soltanto per l acquisto di immobili, ma anche personali, o per gli acquisti con carte di credito o di automobili, e così via. Ma questo non bastò agli istituti di credito USA; allora per aumentare il ventaglio di strumenti finanziari offerti ne costruirono altri costituiti da misture di CDO, dette CDO al quadrato, e financo misture di CDO al quadrato, dette CDO al cubo. Di più, non sazi, aumentarono sconsideratamente il loro leverage. Ogni operazione con i mutui, infatti, produceva utili molto generosi. Perché non prendere a prestito altro denaro, oltre ad utilizzare il capitale proprio, per farne delle altre? E così si indebitarono per un ammontare pari a 10, 20 volte il capitale che possedevano. Le due 5

6 società semipubbliche Fannie Mae e Freddie Mac arrivarono ad un effetto leva di 40! Si stava preparando un crollo memorabile del sistema finanziario. Con un esempio chiariamo il punto. Supponiamo che un istituto di credito effettui un operazione di prestito immobiliare di 10 milioni di dollari. Un milione è capitale suo (dei depositanti) e nove li prende in prestito, con un leverage, quindi di 10. A fronte di questo prestito si affretta a emettere titoli per 12 milioni, con un ricavo di 2 milioni di dollari. Tutto funziona bene, con grandi guadagni, finché gli immobili continuano a valere 10 milioni o aumentano di valore. Se qualche mutuatario diventa insolvente, l istituto di credito si riprende l immobile, lo pone sul mercato, lo vende e ritorna in possesso della cifra prestata. Non sembra che ci siano difficoltà. Ma se invece gli immobili perdono valore iniziano i problemi. Supponiamo che il mercato immobiliare sia in discesa anche soltanto del 4% annuo e che il numero dei mutuatari insolventi sia pari al 30%, la perdita nell operazione comincia ad essere significativa: dollari. La cifra di per sé è in realtà trascurabile per un grande istituto di credito, ma se operazioni di questo genere costituiscono anche soltanto il 10% degli attivi indicati nella Tavola 1, la loro perdita complessiva diventa stratosferica: tra i 1060 e i 1182 miliardi di dollari USA. Tale perdita avrebbe potuto cancellare il capitale di tutti gli istituti di credito USA e britannici; in alternativa parte dei debiti da loro contratti non sarebbero stati onorati, oppure ancora non sarebbero stati rimborsati interamente i titoli venduti nel il mondo. 4 La bolla immobiliare A questo evento gli Istituti di credito emittenti dei titoli davano probabilità nulla: che i prezzi degli immobili potessero smettere di crescere era molto difficile; che un numero considerevole di mutuatari diventasse insolvente era, secondo loro. impossibile. Il valore dei titoli impacchettati era stato calcolato per mezzo di modelli matematici messi a punto da fior di laureati in fisica: non si sarebbero potuti sbagliare. Non proprio tutti erano d accordo. Nel 2005, all annuale incontro di Jackson Hole negli USA, organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City, e di fronte ad un pubblico scelto di studiosi come A. Blinder, di uomini di governo come L. Summers, 6

7 attuale consulente del presidente degli USA, di governatori di Banche centrali come J- C. Trichet (BCE), S. Fisher (Israele), A. Weber (Bundesbank), e di altri, il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Raghuram G. Rajan (2005) affermò in un lungo e ben argomentato intervento che una parte dei rischi dei titoli variamente impacchettati dagli Istituti di credito era rimasta nelle loro mani e che la probabilità di un loro crack non era affatto nulla. Non fu preso sul serio. Fu anzi scorbacchiato, nel modo elegante con cui i banchieri usano scorbacchiare. Pochi mesi dopo, nell aprile 2006, un altro economista in una posizione di rilievo, a capo del Dipartimento monetario ed economico della Banca per i regolamenti internazionali 1, William R. White (2006) ribadì che la fiducia di molti Istituti di credito sui ricavi da affari fatti con le famiglie, già pesantemente indebitate, avrebbe potuto nel futuro rivelarsi fonte di vulnerabilità finanziaria. Questi economisti, a causa della loro posizione in istituzioni internazionali, non potevano essere più espliciti nelle indicazioni di cautela. Molto di più lo fu un ricercatore indipendente, Nouriel Roubini 2, che nel settembre del 2006, in una conferenza, affermò tra l incredulità generale che presto l economia degli USA avrebbe subito un disastroso crack nel mercato immobiliare, che questo avrebbe provocato la paralisi del sistema finanziario mondiale, quindi la flessione della domanda aggregata e poi la recessione. Dopo l avidità dei finanzieri, entrava in scena un altro fenomeno: la bolla immobiliare. Una bolla riguarda generalmente una merce il cui prezzo è molto più alto di quello suo fondamentale che si avrebbe normalmente; questa merce può essere la più diversa: le azioni di società di ferrovie, come avvenne nel XIX secolo, oppure quelle di aziende di Internet, oppure immobili, come nel caso che ci interessa. Il fenomeno segue 1 Soprannominata Banca centrale delle Banche centrali. 2 Professore di Economia alla New Yorh university; in una conferenza tenuta il 7/9/2006 presso la sede di Washington del Fondo Monetario Internazionale. 7

8 un andamento sempre similare: gli investitori nella bolla ritengono che il prezzo della merce in considerazione non possa che aumentare e la comprano nella certezza di poterla successivamente rivendere ad un prezzo maggiorato, con un lauto guadagno. Spesso si indebitano per questo acquisto, e lo fanno facilmente perché anche nelle aziende di credito si ritiene che il valore monetario della merce sia in continua ascesa. Ad un certo punto, però, l offerta della merce supera la domanda e il prezzo comincia a calare; molti investitori si affrettano allora a vendere, nessuno compera più e il prezzo crolla. Si noti che allora gli investitori che vendono contemporaneamente sono molti, in un attacco generalizzato di panico. Questo andamento si ripete con costanza, ma ogni volta gli investitori ritengono che questa volta sia differente 3 e procedono imperterriti finché la bolla non scoppia. E successo anche per gli immobili, il cui prezzo è cresciuto a ritmi elevati e continui dagli anni novanta dello scorso secolo sia negli USA che nel Regno Unito 4. 5 Altre due motivazioni per la bolla immobiliare S è detto dei compensi dell alta dirigenza degli istituti di credito USA e britannici. In effetti non soltanto loro ma tutti i più ricchi, in questi Paesi, accrebbero la distanza dai più poveri. Aumentò la disuguaglianza economica e gli uomini politici, che la favorirono, fecero di tutto per compensare la parte più debole della popolazione eliminando, negli anni, gran parte delle restrizioni normative al credito selvaggio. I politici, di sinistra come di destra, si trovarono uniti nel favorire l indebitamento della popolazione, a fronte di garanzie insicure o anche nulle. I primi, perché sembrava loro di favorire i meno abbienti, i secondi per smantellare il sistema di regole cui era soggetto il sistema finanziario al fine di essi dicevano far espandere ulteriormente l economia. Così fu abrogato il Glass-Steagall Act, che teneva ben distinte le funzioni delle banche commerciali da quelle delle banche d investimento; così i cinque istituti di credito citati sopra chiesero alla Securities and Exchange Commission (SEC), ed ottennero, di poter aumentare la propria leva finanziaria a 20, 25 e più; così fu 3 Come recita il titolo, ovviamente ironico, di un noto saggio di Carmen M. Reinhart e Kenneth S. Rogoff (2009) relativo alla storia delle crisi finanziarie nel mondo. 4 Oltreché in altri Paesi, tra i quali la Spagna e la Cina. 8

9 approvata una legge che obbligava Fannie Mae e Freddie Mac a stipulare quasi la metà dei loro mutui immobiliari con persone povere che non potevano fornire garanzie. Il boom immobiliare negi USA e nel Regno Unito fu anche favorito dai tassi di interesse tenuti bassi a seguito di un inflazione ampiamente sotto controllo anche in virtù del processo di delocalizzazione e dell importazione di merci a buon mercato (dai Paesi emergenti). In realtà White (2006) aveva notato che la politica monetaria seguita negli ultimi decenni del secolo scorso nei Paesi industrializzati e l aumento di credibilità dei banchieri centrali aveva contribuito a tener bassa l inflazione anche in presenza di una crescita sostenuta, ma che non era affatto sicuro che questa situazione sarebbe durata a lungo. Nel 2003 lo stesso presidente della FED statunitense si era accorto che i tassi a breve USA avevano raggiunto un livello troppo basso e che questo aveva favorito la creazione di una pericolosa bolla creditizia basata in gran parte sui titoli immobiliari. Iniziò allora ad aumentare lentamente il tasso d interesse sui fondi federali così che quello a breve termine degli USA passò dal minimo dell 1,17% del 2003 all 1,58% del 2004 e al 3,33% del I tassi di interesse a lungo termine e quelli del mercato immobiliare non seguirono però un aumento analogo e il presidente della FED ne parlò come di un enigma inspiegabile in un audizione ad una commissione del Senato USA 5. La spiegazione dell enigma fece intervenire il terzo dei fenomeni che, interrelandosi, hanno prodotto la crisi: l eccessiva liquidità esistente nel mondo. Infatti gli investitori degli USA e della Gran Bretagna all aumentare del costo del denaro negli USA risposero rifornendosi in Germania, Cina e Giappone, dove la popolazione è notoriamente risparmiatrice. In Giappone, addirittura, il tasso d interesse a breve termine nella prima metà degli anni 2000 era praticamente nullo. 5 Testimony of Chairman Alan Greenspan Before the Committee on Banking, Housing and Urban Affairs, U.S. Senate, 16/2/

10 5 Lo scoppio della bolla e la crisi finanziaria negli USA Ma il tasso d interesse a breve degli USA, sulla spinta della FED, continuò ad aumentare, raggiungendo il 5,17% nel 2006 e il 5,28% nel Ebbe effetto improvvisamente e molti mutuatari diventarono insolventi. Gli istituti di credito che avevano prestato per acquistare gli immobili se li ripresero e li misero sul mercato per rientrare dai prestiti. Ma il numero dei compratori, a fronte dei molti immobili posti in vendita contemporaneamente, fu basso. Le case rimasero invendute o furono vendute a prezzi ben minori del valore stimato all atto del prestito. Nessuno volle più comperare quei titoli strutturati e il loro valore precipitò a zero. Furono chiamati titoli tossici, poiché non valevano più nulla. Generalmente quando qualcuno vende qualcosa di tossico, cioè avvelena, viene sottoposto a giudizio. Al contrario,le banche che avevano fabbricato e venduto titoli tossici furono aiutate dalle autorità pubbliche. Si avverrò così quell evento, considerato impossibile dagli istituti di credito, illustrato nell esempio del paragrafo 3. Essendo diminuito il valore degli immobili dati in garanzia e divenendo insolventi una gran parte dei mutuatari,. i) o gli istituti di credito emittenti i titoli basati sui mutui sarebbero falliti, ii) iii) o non avrebbero potuto onorare i debiti fatti, o i titoli emessi avrebbero perso valore (in parte o tutto). Accaddero tutti e tre i tipi di evento. Lo scoppio della bolla immobiliare e l inizio della crisi finanziaria a metà del 2007 sono sinteticamente descritti nel 78 rapporto annuale della Banca per i regolamenti internazionali; ne riportiamo di seguito la cronologia, ampliandola in alcuni punti. metà giugno 07 : abbattimento del valore dei titoli garantiti da mutui ipotecari (mortgage-backed securities, MBS) concessi a soggetti sprovvisti di documentazione scritta sui propri redditi (subprime); crollo di due 10

11 hedge fund garantiti dalla banca d investimento Bear Stearns, che avevano investito massicciamente in CDO basati su titoli subprime; da metà luglio 07 : tentativo di svendere molti prodotti (titoli) finanziari strutturati; dalla fine di luglio 07 : contagio della turbolenza finanziaria al credito a breve termine e in particolare al mercato monetario interbancario; da metà ottobre 07 : i problemi del sistema finanziario si espandono; dall inizio del 2008 : le difficoltà per i mercati finanziari aumentano, nella prospettiva di un marcato peggioramento delle prospettive macroeconomiche USA; paura che le difficoltà degli attivi di bassa qualità si propaghino anche a quelli della qualità migliore. Nei primi mesi del 2008 fallirono negli USA più di 300 istituti di credito immobiliare non bancari e gran parte delle banche ombra create per non sottostare alla regolamentazione dei coefficienti patrimoniali e della liquidità. Le difficoltà si estesero poi alle banche d investimento: in maggio, a seguito di una gravissima crisi di liquidità, Bearn Stearns chiese aiuto a JP Morgan, banca che in seguito l acquistò, e alla Federal Reserve; in un solo giorno perse la metà della sua capitalizzazione in Borsa. Merril Lynch fu sul punto di fallire e fu acquistata dalla Bank of America. Lehman Brothers fu l unica banca d investimento che fu lasciata fallire nel settembre di quell anno. Goldman Sachs e Morgan Stanley ebbero anch esse grandi difficoltà, ma riuscirono a superarle trasformandosi in holding bancarie per cui poterono utilizzare dei prestiti accordati in tutta fretta dalla Federal Reserve. Nel settembre 2008 la crisi finanziaria degli USA raggiunse l acme. Dapprima toccò a Fannie Mae e Freddie Mac che, oberate di debiti, furono nazionalizzate, con la possibilità di utilizzare fino a 100 miliardi di fondi pubblici ciascuna. Il 15/9/2008 fu lasciata fallire Lehman Brothers. Il giorno dopo fu la volta di AIG, che oltre alla normale attività assicurativa aveva da tempo iniziato quella di emettere dei titoli, i credit default swap (CDS), che dovevano garantire il valore di altri titoli. I CDS erano uno strumento finanziario molto diffuso, con il quale ci si poteva assicurare contro le inadempienze di debitori molto vari, compresi gli Stati sovrani. Ma quando le 11

12 inademoienze si attuarono in massa, AIG non fu in grado di risarcire i possessori dell enorme quantità di titoli che aveva emesso sfruttando l effetto leva e dovette essere salvata dal governo degli USA con un prestito di 85 miliardi di dollari, garantito dall 80% di azioni della società. Piano piano la crisi finanziaria si stava trasferendo all economia reale. I titoli tossici, principalmente CDO, CDS e MBS, che vengono stimati valere 7000 miliardi di dollari nel 2007 (si veda la Tavola 1), avevano invaso anche le banche commerciali, che quindi non potevano dare obbligazioni in garanzia di prestiti di brevissimo periodo, come avevano fatto sinora. Ogni banca diffidava delle altre e si arrestarono completamente il mercato monetario interbancario e quello dei prestiti all economia reale (credit crunch.). Il consumo delle famiglie si contrasse, gli investimenti pure. Allora, temendo un collasso generale del sistema economico-finanziario, la Federal Reserve e il governo degli USA decisero di attuare una serie di misure eccezionali di aiuto che valessero per l intero sistema e non per determinate società. La FED: si fece prestatore di ultima istanza offrendo prestiti alle banche in difficoltà; abbassò il costo del denaro fino ad un valore praticamente nullo; acquistò un grande ammontare di titoli tossici dando in cambio titoli pubblici sicuri. Nel contempo, il governo federale predispose un grandioso intervento di salvataggio per le aziende USA in difficoltà, basato sia su massicci investimenti in esse che di fatto equivalevano a nazionalizzazioni, sia su di un enorme programma di aiuto, il Troubled Asset Relief Program (TARP). Alan Blinder, dell università di Princeton, e Mark Zandi, capo economista di Moodys Analytics, stimano che senza gli interventi della FED e del governo USA, il quale era intervenuto complessivamente con aiuti pari a 1590 miliardi di dollari, nel 2009 il PIL degli USA sarebbe diminuito di un ulteriore 4% rispetto a quanto avvenuto effettivamente; e ci sarebbero stati 10 milioni di disoccupati in più. Sempre negli USA 12

13 e sempre nel 2009 i due studiosi stimano che la crisi sia costata 750 miliardi di dollari di entrate tributarie in meno. Per un confronto, essi rilevano che il salvataggio delle casse di risparmio sopra ricordate costò nel biennio miliardi di dollari di fondi pubblici; a 75 miliardi ammontarono le mancate entrate tributarie. 6 Gli effetti della crisi sull Europa: il sistema finanziario All inizio del crollo finanziario negli USA molti commentatori, tra cui il Presidente della Federal Reserve, si affrettarono ad affermare che essa sarebbe stata circoscritta all America o tutt al più al Regno Unito, dove la banche maggiori, in specie quelle inglesi e scozzesi, avevano utilizzato meccanismi finanziari simili a quelli degli istituti di credito USA. In realtà il sistema finanziario internazionale era, ed è tuttora, fortemente integrato ed il collasso di questi si diffuse in tutto il mondo, in Europa in primis, come tra l altro aveva previsto N. Roubini nella conferenza del I canali di trasmissione furono essenzialmente tre: quello dei mercati azionari, il creditizio 6 e quello della domanda. Le Borse azionarie mondiali sono fortemente interconesse e generalmente seguono, nel giro di una giornata, l andamento di Wall Street. Non appena le grandi aziende USA, prima quelle finanziarie e poi quelle dell attivitò reale, collassarono, il crack si ripercosse dapprima su tutti i titoli della Borsa di New York e contagiò poi le piazze borsitiche di tutto il mondo, colpendo in modo massiccio uno dei componenti la domanda aggregata, gli investimenti. Gran parte dei debiti delle società degli USA che avevano un alto leverage e che erano collassate nel 2008 erano stati contratti con banche del Resto del mondo, e in particolare europee, che si trovarono a possedere una quantità inversosimile di crediti inesigibili. Non soltanto. Circa la metà dei titoli tossici prodotti con le cartolarizzazioni, i CDO garantiti dai crediti e gli MBS garantiti da mutui ipotecari, era stata venduta all estero, e la quantità maggiore di questa proprio alle aziende di 6 Si vedano a questo proposito Alessandro Galesi e Silvia Sgherri (2009). 13

14 credito europee, che in parte l avevano rivenduta alla propria clientela e la parte rimanente l avevano trattenuta al loro interno. Si stima che nell ottobre del 2008, all apice della crisi finanziaria, i primi 20 istituti di credito nel mondo abbiano posseduto 1200 miliardi di dollari di titoli tossici. In Europa le prime banche ad avere marcate difficoltà furono quelle britanniche: la più grande banca scozzese, la Royal Bank of Scotland, fu costretta a chiedere un aiuto straordinario al governo, che la nazionalizzò. Altre grandi banche piene di titoli tossici furono BNP Paribas e UBS, che avevano creato collateralmente grossi hedge fund speculativi. Anche in Europa si bloccò il mercato monetario interbancario e si contrasse notevolmente il flusso di prestiti al sistema produttivo. Il quale non soltanto ebbe a soffrire di una restrizione creditizia dovuta al fatto che le banche avevano meno liquidità da distribuire ed avevano innalzato significativamente i requisiti per dare prestiti, ma sitrovò di fronte ad una domanda nettamente calante di beni sia di consumo che di investimento. Ad esempio, nell ultimo trimestre del 2008 le esportazioni dell Eurozona diminuirono del 26%. 7 Dalla crisi finanziaria a quella economica La crisi finanziaria si era trasferita all economia reale. Fino al 2008 negli USA consumi ed investimenti erano basati sul credito, sulla ricchezza, e sui mercati dei capitali. Ma il credito si era arrestato, come si è visto, la ricchezza ridimensionata a causa della diffusione dei titoli tossici, e i mercati dei capitali inariditi. In Europa il trasferimento della crisi dal mondo finanziario a quello reale fu un poco diverso, in quanto il credito al consumo è minore che negli USA, e le aziende preferiscono indebitarsi con le banche piuttosto che ricorrere ai mercati dei capitali. Ma il risultato fu lo stesso. Anche nel vecchio continente la diminuzione della ricchezza finanziaria, l aumento dei risparmi da parte delle famiglie che vedevano un futuro incerto, le difficoltà nell ottenere credito ridussero la domanda aggregata. E la riduzione della domanda, interna ed estera, portò ad un ulteriore contrazione della produzione, che si ripercosse ulteriormente sulla domanda. Un circolo vizioso. Intervennero allora, anche in Europa i governi e le Banche centrali: la BCE nell Eurozona, la Banca d Inghilterra, la Riksbank in Svezia, e le altre, come prestatori 14

15 di ultima istanza. Iniziarono ad allentare la politica monetaria fin dagli ultimi mesi del In realtà la grande crisi aveva avuto effetti diversi sui Paesi europei a causa di caratteristiche interne peculiari dello sviluppo socio-economico. La Tavola 2 ne espone una tassonomia. CARATTERE Scoppio della bolla immobiliare interna PAESE Paesi baltici Irlanda Spagna Regno Unito Problemi finanziari interni (alto leverage) Islanda Irlanda Regno Unito Politica fiscale troppo espansiva Shock delle ragioni di scambio Grecia Ungheria Russia Ucraina Tavola 2 - Tassonomia dei caratteri peculiari dello sviluppo socio-economico di alcuni Paesi europei. Allora i governi europei vennero in aiuto del sistema finanziario in modo molto difforme, come indicato nella Tavola 3, che riporta l aiuto complessivo, incluse le garanzie alle banche, in percentuale del PIL del 2008, nel periodo ottobre 2008-aprile Nella Tavola 4 lo stesso aiuto è esposto in modo più dettagliato. Dopo la crisi economico-finanziaria i governi degli Stati europei hanno aumentato la protezione dei depositi nelle banche commerciali; la Tavola 5 mostra l ammontare, in migliaia di euro, dei depositi in conto corrente garantiti dallo Stato prima e dopo la crisi. 15

16 PAESE AIUTO IN % DEL PIL Italia Germania Francia Spagna Regno Unito Svezia Polonia 0, > 50 > 50 0,5-5 Tavola 3 Aiuto dei governi al sistema finanziario, incluse le garanzie alle banche, in percentuale del PIL del 2008 dal 10/08 al 4/09 in alcuni Stati europei. Mediamente, nei vari Paesi, la garanzia valeva euro per ogni deposito prima della crisi ed è stata portata a dopo di essa. PAESE INIEZIONE DI CAPITALI ACQUISTO DI ATTIVITA E PRESTITI DEL TESORO GARANZIE DELLO STATO FINANZIAMENTI STATALI Italia 1,3 0,0 0,0 1,3 Germania 3,8 0,4 18,0 3,7 Francia 1,2 1,3 16,4 1,5 Spagna 0,0 4,6 18,3 4,6 Regno Unito 3,9 13,8 51,2 20,2 Svezia 2,1 5,3 47,3 5,8 Grecia 2,1 3,3 6,2 5,4 Tavola 4 Dettaglio dell aiuto dei governi al sistema finanziario, incluse le garanzie alle banche, in percentuale del PIL del 2008 dal 10/08 al 4/09 in alcuni Stati europei. 16

17 PAESE AMMONTARE GARANTITO PRIMA DELLA CRISI DOPO LA CRISI Italia Germania Francia Spagna Regno Unito Svezia Polonia llimitato Tavola 5 - Protezione dei depositi nelle banche commerciali; ammontare, in migliaia di euro, dei depositi garantiti da alcuni Stati europei prima e dopo la crisi. Nella Tavola 6 è indicata una stima dell impatto degli stabilizzatori automatici sul bilancio pubblico in percentuale del PIL. PAESE :1 Eurozona Danimarca Norvegia Svezia Svizzera Regno Unito -0,7-0,5 +1,8-1,6 +0,1-0,7-2,9-3,5-6,7-4,1-0,4-2,8 Tavola 6 - Stima dell impatto degli stabilizzatori automatici sul bilancio pubblico in percentuale del PIL, in Europa. La restrizione del credito nell Europa occidentale ha influito notevolmente sui Paesi dell Europa orientale e centrale in via di transizione, le cui banche sono state 17

18 acquistate da istituti di credito occidentali. Questo è avvenuto, ad esempio, in Lettonia ed Estonia, dove molte banche sono controllate da istituti svedesi; è avvenuto nei Balcani e in alcuni Paesi dell Europa centrale, dove invece gli istituti controllanti sono austriaci, italiani e bavaresi. Durante la crisi le banche controllanti hanno richiesto la restituzione dei capitali prestati alle controllate e questo ha avuto un notevole impatto negativo sulla loro attività economica. Alcuni di questi Paesi hanno chiesto l aiuto del Fondo Monetario Internazionale nel periodo più acuto della crisi, tra il novembre 2008 e il luglio La Tavola 7 ne riporta l ammontare, in miliardi di dollari. PAESE Ungheria Ucraina Islanda Lettonia Bielorussia Serbia Romania Polonia AMMONTARE 15,7 16,9 2,1 2,35 2,5 0,5 17,1 20,5 (in stand by, come precauzione) Bosnia ed Erzegovina 1,57 Tavola 7 - Ammontare, in miliardi di dollari, fornito dal Fondo Monetario Internazionale ad alcuni Paesi europei tra il novembre 2008 e il luglio L exit strategy I Paesi toccati dalla crisi si aspettano che presto le Banche centrali possano riassorbire l enorme quantità di denaro prestata alle banche perché non fallissero; s è detto che una gran parte di questo denaro ha come controparte l ammontare dei titoli tossici. Tale assorbimento, che dovrebbe segnare l uscita dalla crisi finanziaria, è detto comunemente exit strategy. Alcuni esperti consigliano che ciò avvenga presto al fine di non far emergere devastanti, secondo loro, fenomeni inflazionistici. Altri suggeriscono 18

19 di aspettare qualche tempo per non incrinare sul nascere l attuale, secondo questi, ripresa economica. Ambedue le linee di pensiero si basano tuttavia su di un ipotesi che nessuno ha mai dimostrato vera, e cioè che l ammontare dei titoli tossici corrisponda ad una quantità di beni, immobili o moneta o altro, temporaneamente indisponibili alle banche. L inter-vento delle banche centrali servirebbe quindi a compensare provvisoriamente le banche stesse per questo ammanco fino a che esse non rientrino in possesso di questi beni. Ma se l ammontare di titoli tossici corrispondesse al nulla, come potrebbero le Banche centrali riassorbire il denaro prestato alle banche senza farle fallire? 9 L impatto sulle finanze pubbliche Per le finanze pubbliche di molti Paesi la crisi economica è stata devastante. La disoccupazione crescente si è abbeverata alle finanze pubbliche sotto varie forme: sussidi di disoccupazione, Cassa integrazione guadagni (ad esempio in Italia), meccanismi legislativi di integrazione dei salari (ad esempio in Germania), e così via. Se a questi si aggiunge il fatto che negli stessi Paesi dopo la crisi la produzione è nettamente diminuita si comprende come il classico rapporto di Maastricht disavanzo/pil abbia raggiunto vette impensabili dai redattori dei Trattati di Dublino e di Amsterdam. 10 L European Financial Stability Facility Aumentando drasticamente il rapporto disavanzo/pil negli anni immediatamente successivi alla grande crisi, si è ipotizzato con verosimiglianza che crescesse anche il debito/pil e il servizio del debito, e che alcuni Paesi (la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l Irlanda, ) avrebbero avuto difficoltà nell onorarlo. E stato pertanto costituito un apposito fondo, l European Financial Stability Facility, con a disposizione fino a 440 miliardi di euro, costituito a fronte di obbligazioni garantite dai componenti l Eurozona, con il quale si potesse intervenire in aiuto dei Paesi non in grado di ripagare il debito pubblico e il suo servizio. 19

20 11 Un interrogativo finale S è visto come il sistema finanziario sia crollato negli anni e abbia poi condotto in profonda recessione il mondo, e in particolare l Europa. E come questa recessione economica si sia trasformata in crisi sociale. Ci si pone allora un quesito, il più grande di tutti. Il sistema finanziario creato negli ultimi anni è interamente funzionale alla socio-economia mondiale oppure, almeno per una parte, è soltanto fine a se stesso? Il punto è stato affrontato da svariati ricercatori, e in particolare da un gruppo di studiosi inglesi che hanno raccolto le loro conclusioni in unrapporto della London School of Economics (2010). Lo studio è ponderoso ma le conclusioni non sono dirimenti. Ai posteri, speriamo, una netta risposta. Bibliografia Blinder, A. e Mark Zandi (2010), How the Great Recession was Brought to an End, manoscritto non pubblicato. Galesi, Alessandro e Silvia Sgherri (2009), Regional Financial Spillovers Across Europe; A Global VAR Analysis, IMF Working Paper 09/23, Washington, International Monetary Fund. London School of Economics (2010), The Future of Finance: The LSE Report, London School of Economics and Political Science. Rajan, Raghuran G. (2005), Has Financial Development Made the World Riskier?, NBER Working Paper n , Cambridge (Massachussets). Reinhart, Carmen M. e Kenneth S. Rogoff (2009), This Time is Different: Eight Centuries of Financial Folly, Princeton University Press, Princeton, NJ. White, William R. (2006), Is Price Stability Enough, BIS Working Paper n. 205, april, Basel: Bank for International Settlements. 20

La crisi finanziaria del 2007-2010

La crisi finanziaria del 2007-2010 La crisi finanziaria del 2007-2010 1 La cronologia Agosto 2007-Agosto 2008: il preludio alla crisi 31 luglio 2007: Bearn Sterns liquida due hedge funds (fondi speculativi) che investono in attività finanziarie

Dettagli

Corso di. Economia Politica

Corso di. Economia Politica Prof.ssa Blanchard, Maria Laura Macroeconomia Parisi, PhD; Una parisi@eco.unibs.it; prospettiva europea, DEM Università Il Mulino di 2011 Brescia Capitolo I. Un Viaggio intorno al mondo Corso di Economia

Dettagli

e arrivano le prime perdite

e arrivano le prime perdite e arrivano le prime perdite Con i prezzi delle case in ribasso, le banche che avevano concesso molti mutui subprime ora iniziano a registrare delle perdite sempre più grandi. Concessione del mutuo Pignoramento

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

L ENIGMA DI BERNANKE (E DELLA FED)

L ENIGMA DI BERNANKE (E DELLA FED) 609 i dossier www.freefoundation.com L ENIGMA DI BERNANKE (E DELLA FED) 23 settembre 2013 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Nella giornata del 18 settembre la Federal Reserve, andando contro

Dettagli

INCONTRO 1 DOMENICA 18 NOVEMBRE 2012 (ore 18,30-20,00) relaziona Cristian Libè. La Crisi, come è nata, di cosa parliamo, cos è realmente.

INCONTRO 1 DOMENICA 18 NOVEMBRE 2012 (ore 18,30-20,00) relaziona Cristian Libè. La Crisi, come è nata, di cosa parliamo, cos è realmente. INCONTRO 1 DOMENICA 18 NOVEMBRE 2012 (ore 18,30-20,00) relaziona Cristian Libè. La Crisi, come è nata, di cosa parliamo, cos è realmente. La vera origine della Crisi. La crisi che ci troviamo ad affrontare

Dettagli

La crisi del settore bancario in Europa

La crisi del settore bancario in Europa La crisi del settore bancario in Europa 26 ottobre 2011 Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, già ad agosto aveva dichiarato che occorrevano circa 200 miliardi di Euro per ricapitalizzare

Dettagli

La politica monetaria

La politica monetaria Lezione 27 1 consiste nelle decisioni delle autorità monetarie che influenzano il tasso di interesse. Come abbiamo visto, le banche centrali mediante le operazioni di mercato aperto possono influenzare

Dettagli

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO?

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 478 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 24 giugno 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Una bolla pronta a scoppiare? Le parole di un esperto

Dettagli

La crisi finanziaria del 2007-2010

La crisi finanziaria del 2007-2010 La crisi finanziaria del 2007-2010 1 La cronologia Agosto 2007-Agosto 2008: il preludio alla crisi 31 luglio 2007: Bearn Sterns liquida due hedge funds (fondi speculativi) che investono in attività finanziarie

Dettagli

SOLUZIONE O IMBROGLIO?

SOLUZIONE O IMBROGLIO? 818 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com BAD BANK. SOLUZIONE O IMBROGLIO? 13 febbraio 2014 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 In questi giorni si sta parlando molto della proposta

Dettagli

Le sigle, i termini specialistici, le principali istituzioni in gioco. Un dizionario della crisi

Le sigle, i termini specialistici, le principali istituzioni in gioco. Un dizionario della crisi Le parole difficili Le parole difficili Le sigle, i termini specialistici, le principali istituzioni in gioco. Un dizionario della crisi a cura di Vincenzo Comito Le sigle, i termini specialistici, le

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte 1 Lezione 14 I processi di cartolarizzazione (cap 3) Lo shadow banking system (cap 3) Le agenzie di rating (cap 3) 2 I processi di cartolarizzazione - 1

Dettagli

20 marzo 2015. USA: ricchezza netta delle famiglie e sue componenti

20 marzo 2015. USA: ricchezza netta delle famiglie e sue componenti Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9/4/22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

Scheda didattica GLI ACCORDI DI BRETTON WOODS

Scheda didattica GLI ACCORDI DI BRETTON WOODS Scheda didattica GLI ACCORDI DI BRETTON WOODS La fine della Seconda Guerra Mondiale aprì un periodo di gravi problemi economici, politici e sociali. Gli unici che uscirono economicamente rafforzati dalla

Dettagli

operatori finanziari in piazza Godiasco Salice Terme 14-15-16 settembre 2012

operatori finanziari in piazza Godiasco Salice Terme 14-15-16 settembre 2012 1 operatori finanziari in piazza Godiasco Salice Terme 14-15-16 settembre 2012 Interventi sul tema: Le origini della crisi La bolla dei sub-prime e il fallimento di Lehman Brothers La globalizzazione dei

Dettagli

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it Alessandro Scopelliti alessandro.scopelliti@unirc.it 1. Le origini della crisi nel mercato subprime 2. Il processo di amplificazione della crisi finanziaria 3. L impatto della crisi del settore bancario

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 5 La crisi delle Savings & Loans (cap. 2 libro) La crisi dei Paesi scandinavi (cap. 2 libro) La crisi delle Savings & Loans - 1 Enti specializzati

Dettagli

UNA POLITICA RECESSIVA dovuta a un eccesso di

UNA POLITICA RECESSIVA dovuta a un eccesso di A UN PAS DAL BARATRO La crisi dopo quasi quattro anni dal crack di Lehman Brothers. Tra speculazioni, debiti pubblici e recessioni proviamo a fare una radiografia della vulnerabilità globale Ivan Centomani

Dettagli

L Asset Allocation Strategica di Inarcassa 2011-2015

L Asset Allocation Strategica di Inarcassa 2011-2015 Presentazione ai nuovi consiglieri 2011-2015 Comitato Nazionale dei Delegati Roma, 14-15 ottobre 2010 Protocollo: DFI/10/267 Indice Asset Allocation Strategica 2010: le deliberazioni del CND del 12-13

Dettagli

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione.

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. 1 Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. Il ruolo della finanza nell economia. La finanza svolge un ruolo essenziale nell economia. Questo ruolo

Dettagli

Alessandro Scopelliti Università di Reggio Calabria e University of Warwick. alessandro.scopelliti@unirc.it

Alessandro Scopelliti Università di Reggio Calabria e University of Warwick. alessandro.scopelliti@unirc.it Alessandro Scopelliti Università di Reggio Calabria e University of Warwick alessandro.scopelliti@unirc.it 1. Le origini della crisi nel mercato subprime 2. Il processo di amplificazione della crisi finanziaria

Dettagli

Cos è la moneta. Teoria Monetaria Moderna interpretata da Paolo Barnard

Cos è la moneta. Teoria Monetaria Moderna interpretata da Paolo Barnard Cos è la moneta Teoria Monetaria Moderna interpretata da Paolo Barnard VI DEVO Lo STATO crea per primo la Moneta dal nulla Tramite Banca Centrale Per acquisire Beni o Servizi La moneta sovrana appartiene

Dettagli

La crisi economica globale: gli scenari ed il ruolo delle costruzioni e delle infrastrutture

La crisi economica globale: gli scenari ed il ruolo delle costruzioni e delle infrastrutture TRENTENNALE CNCE La crisi economica globale: gli scenari ed il ruolo delle costruzioni e delle infrastrutture MICHELE BAGELLA Università di Roma Tor Vergata Roma, 29 Gennaio 2009 Indice Nella prima parte

Dettagli

Appunti di storia Classe 5^- Prof.ssa Livia Dumontet

Appunti di storia Classe 5^- Prof.ssa Livia Dumontet LA CRISI DEL 29 La crisi del 1929 rappresenta un periodo della storia economica del Novecento durante il quale si ridussero su scala mondiale: Produzione Occupazione Redditi Salari Consumi Investimenti

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 13 La diffusione del contagio (cap 3) Le cause della crisi (cap.3) La diffusione del contagio - 1 Un fallimento di 250 miliardi di dollari (i mutui

Dettagli

Alessandro Scopelliti. Università di Reggio Calabria e University of Warwick. alessandro.scopelliti@unirc.it

Alessandro Scopelliti. Università di Reggio Calabria e University of Warwick. alessandro.scopelliti@unirc.it Alessandro Scopelliti Università di Reggio Calabria e University of Warwick alessandro.scopelliti@unirc.it 1. Nozioni preliminari: la Trappola della Liquidità 2. Un caso del recente passato: la Stagnazione

Dettagli

DICEMBRE 2009. Ufficio Studi PROSPETTIVE E DETERMINANTI DEL PREZZO DEL PETROLIO

DICEMBRE 2009. Ufficio Studi PROSPETTIVE E DETERMINANTI DEL PREZZO DEL PETROLIO DICEMBRE 2009 Ufficio Studi PROSPETTIVE E DETERMINANTI DEL PREZZO DEL PETROLIO Prospettive e Determinanti del Prezzo del Petrolio Bruno Chiarini Recessione e petrolio Occorre ricordare che l economia italiana

Dettagli

Capire le cause della Crisi finanziaria 2007-2008

Capire le cause della Crisi finanziaria 2007-2008 Capire le cause della Crisi finanziaria 2007-2008 Sono passati ormai 5 anni dal fallimento di Lehman Brothers, la quarta banca di affari più importante degli stati uniti fino al 2008; questo fallimento

Dettagli

29 gennaio 2016. Italia: prestiti per settori

29 gennaio 2016. Italia: prestiti per settori Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 19/ del 9// Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca. Italia:

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 06 La crisi dello SME-Sistema Monetario Europeo (capitolo 2) La crisi messicana (capitolo 2) La crisi dello SME - 1 La caduta degli accordi di Bretton

Dettagli

La crisi dei debiti sovrani in Europa

La crisi dei debiti sovrani in Europa La crisi dei debiti sovrani in Europa Prof. Andrea Fumagalli Università di Pavia utilizzando i dati elaborati dal Prof. Carluccio Bianchi, Università di Pavia Una crisi che viene da lontano La crisi attuale

Dettagli

La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive

La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive MUTUI SUBPRIME Casus belli LA LEVA/LEVERAGE utilizzata dalle banche RISCHIO POTENZIALE > PATRIMONI DISPONIBILI (fonte R&S

Dettagli

Capire la finanza e la finanza etica

Capire la finanza e la finanza etica Corso Intensivo Capire la finanza e la finanza etica Sabato 5 febbraio 2011 Seminario di Marco Passarella (Università di Bergamo) PRIMA PARTE Il ruolo del pubblico nella regolazione dei mercati. L'evoluzione

Dettagli

di prossima pubblicazione:

di prossima pubblicazione: di prossima pubblicazione: 1 (la sintesi) Fare cessare l artificiale scarsità di moneta in Italia L economia italiana sta asfissiando a causa della scarsità di moneta. Gli altri problemi di sprechi e inefficienze

Dettagli

Lo spettro del Credit Crunch

Lo spettro del Credit Crunch Lo spettro del Credit Crunch (se il credito va in apnea) A cura di Renato Brunetta Indice 2 Un conto salato per le imprese italiane Cosa si intende per Credit Crunch Le cause alla base di un pericolo reale

Dettagli

LA POLITICA MONETARIA dell EUROSISTEMA parte 3. Mario Tirelli

LA POLITICA MONETARIA dell EUROSISTEMA parte 3. Mario Tirelli LA POLITICA MONETARIA dell EUROSISTEMA parte 3 Mario Tirelli Situazione congiunturale Le due fasi cicliche europee In Europa 2 fasi congiunturali: I) 2008 (IV trimestre) 2011 (III trimestre) II) 2011 (IV

Dettagli

Dove Famiglia SpA assorbe la crisi

Dove Famiglia SpA assorbe la crisi Nel 200 si prevede che la ricchezza finanziaria delle famiglie in Europa centro-orientale raggiungerà i 1 miliardi di euro, sostenuta da una forte crescita economica e da migliorate condizioni del mercato

Dettagli

2007-20?? A Tale of Two Paulson. Andrea Beltratti Università Bocconi Ottobre 2008

2007-20?? A Tale of Two Paulson. Andrea Beltratti Università Bocconi Ottobre 2008 2007-20?? A Tale of Two Paulson Andrea Beltratti Università Bocconi Ottobre 2008 Crisi: vincenti e perdenti Hank Paulson: se hai in tasca un bazooka e la gente lo sa, probabilmente non dovrai usarlo (settembre

Dettagli

Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime

Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime Dr. Mario Mazzocchi m.mazzocchi@unibo.it Ricevimento: indicativamente venerdì 11-13, ma disponibile anche in altri giorni e orari (meglio confermare per posta

Dettagli

i dossier DI BOLLA IN BOLLA www.freefoundation.com 22 dicembre 2011 A cura di Renato Brunetta

i dossier DI BOLLA IN BOLLA www.freefoundation.com 22 dicembre 2011 A cura di Renato Brunetta 17 i dossier www.freefoundation.com DI BOLLA IN BOLLA 22 dicembre 2011 A cura di Renato Brunetta PREMESSA 2 Sapete qual è stata la madre di tutte le bolle? È successo molto tempo fa, per caso. L hanno

Dettagli

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it Alessandro Scopelliti alessandro.scopelliti@unirc.it La crisi del debito pubblico Il vincolo di bilancio del governo e il disavanzo pubblico L avanzo primario e la riduzione del debito pubblico Le determinanti

Dettagli

Bergamo, 24 Febbraio 2011 Un analisi eterodossa delle cause della crisi economica e delle prospettive future

Bergamo, 24 Febbraio 2011 Un analisi eterodossa delle cause della crisi economica e delle prospettive future Bergamo, 24 Febbraio 2011 Un analisi eterodossa delle cause della crisi economica e delle prospettive future Marco Passarella Fine della corsa Fine di un epoca storica, iniziata in occidente dopo la Seconda

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 08 La crisi argentina (cap. 2) La crisi giapponese (cap. 2) La crisi argentina - 1 L Argentina negli ultimi decenni ha attraversato diversi periodi

Dettagli

Le famiglie e il risparmio gestito

Le famiglie e il risparmio gestito V 1 La ricchezza delle famiglie nei principali paesi avanzati Alla fine del 211 la ricchezza netta delle famiglie, ossia la somma delle attività reali e finanziarie al netto delle passività finanziarie,

Dettagli

CAP 11 LA GRANDE CRISI

CAP 11 LA GRANDE CRISI CAP 11 LA GRANDE CRISI Alcuni richiami teorici Alla fine degli anni Venti si sviluppa nei paesi capitalistici occidentali una crisi di proporzioni mai viste rispetto alla quale esistono tre scuole di pensiero

Dettagli

Le crisi bancarie Effetti delle crisi bancarie

Le crisi bancarie Effetti delle crisi bancarie Le crisi bancarie 1 Effetti delle crisi bancarie Interruzione del funzionamento del sistema dei pagamenti; Contrazione del credito erogato al sistema produttivo; Crisi di fiducia dei depositanti; Brusca

Dettagli

La crisi del sistema. Dicembre 2008 www.quattrogatti.info

La crisi del sistema. Dicembre 2008 www.quattrogatti.info La crisi del sistema Dicembre 2008 www.quattrogatti.info Credevo avessimo solo comprato una casa! Stiamo vivendo la più grande crisi finanziaria dopo quella degli anni 30 La crisi finanziaria si sta trasformando

Dettagli

Le Bolle speculative

Le Bolle speculative Le Bolle speculative Vito Lops giornalista del Sole 24 Ore Social media editor Sole 24 Ore www.twitter.com/vitolops Autore del blog «L economia della trasparenza» http://vitolops.blog.ilsole24ore.com COME

Dettagli

Gestione Finanziaria delle Imprese Lezione 2

Gestione Finanziaria delle Imprese Lezione 2 GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE 1 L EVOLUZIONE DEL SISTEMA BANCARIO Lezione 2 Gli strumenti finanziari a disposizione di un impresa 2 Apertura di credito Sconto di effetti Contratti bancari Anticipo

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 6 maggio 2013 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari all 1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero

Dettagli

U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani

U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani CONVEGNO NAZIONALE Crisi economica e mercato del credito:

Dettagli

La crisi dei debiti sovrani in Europa

La crisi dei debiti sovrani in Europa La crisi dei debiti sovrani in Europa Prof. Carluccio Bianchi Università di Pavia Una crisi che viene da lontano La crisi attuale è la conseguenza diretta dei provvedimenti di politica economica presi

Dettagli

BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE

BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE Crisi dell Euro: il rischio bancario Giorgio Solcia Vicenza, 25 giugno 2012 Credenze incrollabili...crollate Gli immobili sono un investimento sicuro che non farà

Dettagli

Notizie Merrill Lynch & Co., Inc.

Notizie Merrill Lynch & Co., Inc. Notizie Merrill Lynch & Co., Inc. Merrill Lynch Investment Managers - Europe, Middle East & Africa (EMEA) 33 King William Street London EC4R 9AS Data di pubblicazione: Venerdì 30 Aprile 2004 MERRILL LYNCH

Dettagli

La crisi finanziaria mondiale: origini e conseguenze

La crisi finanziaria mondiale: origini e conseguenze UNITER ARESE 26 febbraio 2009 La crisi finanziaria mondiale: origini e conseguenze Giancarlo Giudici Politecnico di Milano giancarlo.giudici@polimi.it Agenda Le crisi non sono una novità Le determinanti,

Dettagli

LA GRANDE CRISI DEL SISTEMA

LA GRANDE CRISI DEL SISTEMA 593 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com LA GRANDE CRISI DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO 18 settembre 2013 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Nell ultima riunione Ecofin del

Dettagli

MERCATO IMMOBILIARE Principi e funzionamento

MERCATO IMMOBILIARE Principi e funzionamento Introduzione I beni immobiliare giocano un ruolo importante sia a livello economico sia nella nostra vita privata: L alloggio è un bene importante, perché ha un influenza enorme sulla qualità della vita

Dettagli

Investireconsapevoli. *Informazione completa all interno dell area riservata agli utenti registrati

Investireconsapevoli. *Informazione completa all interno dell area riservata agli utenti registrati Bloomberg, che è il più importante servizio di informazioni finanziarie, da questa settimana ha cominciato ad usare il termine "Obama Bear Market". Il cuore del problema è il sistema finanziario che è

Dettagli

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011 ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011 1. QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE Negli ultimi mesi del 2011 si è verificato un peggioramento delle prospettive di crescita nelle principali economie

Dettagli

L effetto del debito privato e della ricchezza privata nell economia.

L effetto del debito privato e della ricchezza privata nell economia. Università degli Studi di Milano-Bicocca Corso di Politica Economica (Macro) Prof. Luca Stanca L effetto del debito privato e della ricchezza privata nell economia. Tesina di: Sala Marco Pirovano Samuele

Dettagli

Ottobre 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori

Ottobre 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori Ottobre 2015 www.sif.admin.ch Piazza finanziaria svizzera Indicatori 1 Importanza economica della piazza finanziaria svizzera Negli ultimi dieci anni, il contributo delle assicurazioni alla creazione di

Dettagli

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato dei cambi

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato dei cambi Capitolo 7 Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato dei cambi adattamento italiano di Novella Bottini 1 (c) Pearson Italia S.p.A. - Krurman, Obstfeld, Melitz - Economia internazionale 2 Anteprima

Dettagli

Crisi finanziaria dalla A alla Z

Crisi finanziaria dalla A alla Z Crisi finanziaria dalla A alla Z Focus La crisi economica scoppiata nel 2008 in seguito alla caduta di Lehman Brothers, una banca di investimenti americana, ha contagiato tutto il pianeta, risultando nel

Dettagli

La penultima spiaggia

La penultima spiaggia 6 Giugno 2014 La penultima spiaggia Come avevamo previsto lo scorso aprile (si veda Solo questione di tempo 4 aprile 2014), la BCE ha deciso di ricorrere ad una serie di misure sia convenzionali che di

Dettagli

PIL e tasso di crescita.

PIL e tasso di crescita. PIL e tasso di crescita. 1.1 Il lungo periodo PIL è una sigla molto usata per indicare il livello di attività di un sistema economico. Il Prodotto Interno Lordo, misura l insieme dei beni e servizi finali,

Dettagli

Economia Politica II H-Z Lezione 1b

Economia Politica II H-Z Lezione 1b Economia Politica II H-Z Lezione 1b Sergio Vergalli vergalli@eco.unibs.it Vergalli - Lezione 1 Iperinflazione 4 Zimbabwe: il 12 maggio 2006 il governo ha dichiarato che in aprile l inflazione ha raggiunto

Dettagli

Giorgio Lunghini Le cause delle crisi economiche

Giorgio Lunghini Le cause delle crisi economiche Lezioni Lincee di Economia Milano 2 marzo 2015 Giorgio Lunghini Le cause delle crisi economiche Una volta uno studente chiese a N. Kaldor (un grande economista di Cambridge, ma di origine ungherese) se

Dettagli

La Riforma monetaria è necessaria

La Riforma monetaria è necessaria La Riforma monetaria è necessaria http://www.empowernetwork.com/dataflex/blog/riforma-monetaria-e-necessaria/?id=dataflex In risposta alla recente crisi del debito finanziario e sovrano di tutto il mondo

Dettagli

La classe media americana non è più la più ricca del mondo

La classe media americana non è più la più ricca del mondo RESeT INTERNAZIONALE The New York Times DAVID LEONHARDT E KEVIN QUEALY ED. IT. DI MARIA CARANNANTE 22 aprile 2014 La classe media americana non è più la più ricca del mondo La classe media americana, a

Dettagli

Global economy. La percezione dei social sui temi economici e finanziari

Global economy. La percezione dei social sui temi economici e finanziari Global economy La percezione dei social sui temi economici e finanziari Salone del Risparmio 2014 Organizzazione dell analisi Canale: Twitter Periodo di analisi: 15 gennaio 2014 20 marzo 2014 Lingue: italiano;

Dettagli

Gli effetti dell aumento della curva dei tassi nel mercato del fixed income

Gli effetti dell aumento della curva dei tassi nel mercato del fixed income S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO La congiuntura economica Gli effetti dell aumento della curva dei tassi nel mercato del fixed income Angelo Drusiani Banca Albertini Syz & C. SpA - Milano

Dettagli

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti 11-1 Dipartimento di Scienze Politiche Università di Bari Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti Modulo 18 Le crisi valutarie Hill, cap. 11, molto integrato C.W.L. Hill, International

Dettagli

TRA ASPETTATIVE DI RECUPERO ED INCERTEZZE

TRA ASPETTATIVE DI RECUPERO ED INCERTEZZE TRA ASPETTATIVE DI RECUPERO ED INCERTEZZE (febbraio 2015) Il ciclo internazionale, l area euro ed i riflessi sul mercato interno Il ciclo economico internazionale presenta segnali favorevoli che si accompagnano

Dettagli

Mathema Advisors: Market Report. Quadro Macro e Valutazione dei Rischi - Maggio 2014

Mathema Advisors: Market Report. Quadro Macro e Valutazione dei Rischi - Maggio 2014 Mathema Advisors: Market Report Quadro Macro e Valutazione dei Rischi - Maggio 2014 CONTENUTI Pag.3 - Analisi Macro: Quadro Globale Pag.6 - Analisi del Rischio Pag.9 - Disclaimer 2 Analisi Macro Quadro

Dettagli

29 Il Sistema Monetario

29 Il Sistema Monetario 29 Il Sistema Monetario LA MONETA Si definisce moneta l insieme dei valori utilizzati in un sistema economico dagli individui (famiglie, imprese) per acquistare beni e servizi. La moneta ha tre funzioni

Dettagli

Andamento della congiuntura economica in Germania

Andamento della congiuntura economica in Germania Andamento della congiuntura economica in Germania La flessione dell economia tedesca si è drasticamente rafforzata nel primo trimestre 2009 durante il quale il PIL ha subito un calo del 3,5% rispetto all

Dettagli

I mercati non azionari

I mercati non azionari II 1 I titoli di Stato Nel 213 i mercati dei titoli pubblici dell Area euro si sono progressivamente stabilizzati per effetto della riduzione del rischio di disintegrazione della moneta unica. I rendimenti

Dettagli

Consumi finali delle famiglie pro-capite

Consumi finali delle famiglie pro-capite Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9/4/22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE: DAI DERIVATI AI SUBPRIME, I POSSIBILI SCENARI 7 aprile 2008 The Adam Smith Society. Domenico Santececca

LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE: DAI DERIVATI AI SUBPRIME, I POSSIBILI SCENARI 7 aprile 2008 The Adam Smith Society. Domenico Santececca LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE: DAI DERIVATI AI SUBPRIME, I POSSIBILI SCENARI 7 aprile 2008 The Adam Smith Society Domenico Santececca Direttore Centrale ABI 1 La crisi dei mutui subprime marzo 2002 marzo

Dettagli

3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili

3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili 1 3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili Abbiamo fin qui analizzato in dettaglio in quale modo i tassi di interesse determinano il valore degli strumenti finanziari. Vista la forte incidenza che

Dettagli

AZIMUT SGR SpA PARTE I DEL PROSPETTO INFORMATIVO CARATTERISTICHE DEI FONDI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

AZIMUT SGR SpA PARTE I DEL PROSPETTO INFORMATIVO CARATTERISTICHE DEI FONDI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE AZIMUT SGR SpA AZIMUT GARANZIA AZIMUT REDDITO EURO AZIMUT REDDITO USA AZIMUT TREND TASSI AZIMUT SOLIDITY AZIMUT SCUDO AZIMUT BILANCIATO AZIMUT STRATEGIC TREND AZIMUT TREND AMERICA AZIMUT TREND EUROPA AZIMUT

Dettagli

Risparmio Investimenti Sistema Finanziario

Risparmio Investimenti Sistema Finanziario 26 Risparmio Investimenti Sistema Finanziario Il Sistema Finanziario Il sistema finanziario è costituito dalle istituzioni che operano per far incontrare l offerta di denaro (risparmio) con la domanda

Dettagli

il Sistema Bancario Ombra, la tripla ipoteca e i BTP

il Sistema Bancario Ombra, la tripla ipoteca e i BTP il Sistema Bancario Ombra, la tripla ipoteca e i BTP A partire dagli anni 70 il debito privato è triplicato. Se fosse vero che le banche prestano i risparmi che ricevono in deposito non sarebbe evidentemente

Dettagli

i dossier LEZIONI AMERICANE PER MONTI www.freefoundation.com 2 aprile 2012 a cura di Renato Brunetta

i dossier LEZIONI AMERICANE PER MONTI www.freefoundation.com 2 aprile 2012 a cura di Renato Brunetta 52 i dossier www.freefoundation.com LEZIONI AMERICANE PER MONTI 2 aprile 2012 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Il presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana, Ben Bernanke

Dettagli

12 ottobre 2015. Numerosità e totale attivo del sistema bancario americano

12 ottobre 2015. Numerosità e totale attivo del sistema bancario americano Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 00187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/2002 del 9/4/2002 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della

Dettagli

i dossier USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO www.freefoundation.com www.freenewsonline.it 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta

i dossier USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO www.freefoundation.com www.freenewsonline.it 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta 357 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Usa: il «sequestro» Cosa è successo negli

Dettagli

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI SECONDO TRIMESTRE 2012

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI SECONDO TRIMESTRE 2012 ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI SECONDO TRIMESTRE 2012 1. EVOLUZIONE DELLA CRISI ECONOMICA INTERNAZIONALE Nel secondo trimestre del 2012 le incertezze sull evoluzione della crisi greca e le difficoltà del

Dettagli

IMPATTO DEL MERCATO IMMOBILIARE USA SULLA POLITICA MONETARIA EUROPEA: UNA VERIFICA EMPIRICA

IMPATTO DEL MERCATO IMMOBILIARE USA SULLA POLITICA MONETARIA EUROPEA: UNA VERIFICA EMPIRICA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Scienze Statistiche Corso di Laurea in Statistica e Gestione delle Imprese TESI DI LAUREA IMPATTO DEL MERCATO IMMOBILIARE USA SULLA POLITICA MONETARIA EUROPEA:

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

Aprile 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori

Aprile 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori Aprile 2015 www.sif.admin.ch Piazza finanziaria svizzera Indicatori 1 Importanza economica della piazza finanziaria svizzera Negli ultimi dieci anni, il contributo delle assicurazioni alla creazione di

Dettagli

La ricchezza delle famiglie italiane (miliardi di euro)

La ricchezza delle famiglie italiane (miliardi di euro) Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9/4/22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

L'EFFETTO DOMINO DELLA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE: DAGLI USA ALL'EUROPA, DALLE BANCHE AGLI STATI, DAL DEBITO ALL'EURO. DOVE SI FERMERA?

L'EFFETTO DOMINO DELLA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE: DAGLI USA ALL'EUROPA, DALLE BANCHE AGLI STATI, DAL DEBITO ALL'EURO. DOVE SI FERMERA? L'EFFETTO DOMINO DELLA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE: DAGLI USA ALL'EUROPA, DALLE BANCHE AGLI STATI, DAL DEBITO ALL'EURO. DOVE SI FERMERA? 13 Gennaio 2011 Spazio Civico Associazione Civica 19 Premessa:

Dettagli

SETTE DOMANDE A MATTEO RENZI. ATTENDIAMO RISPOSTE PUNTUALI, MAGARI SEGUITE DA FATTI

SETTE DOMANDE A MATTEO RENZI. ATTENDIAMO RISPOSTE PUNTUALI, MAGARI SEGUITE DA FATTI a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 856 SETTE DOMANDE A MATTEO RENZI. ATTENDIAMO RISPOSTE PUNTUALI, MAGARI SEGUITE DA

Dettagli

Credit crunch: cause, effetti sulle Pmi e ruolo dei Confidi

Credit crunch: cause, effetti sulle Pmi e ruolo dei Confidi Credit crunch: cause, effetti sulle Pmi e ruolo dei Confidi di Antonio Ricciardi (*) L ultima crisi economico-finanziaria ha prodotto un rallentamento della crescita dei prestiti delle banche alle imprese

Dettagli

Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook

Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook Gregorio De Felice Chief Economist Intesa Sanpaolo Roma, 24 febbraio 2014 Agenda 1 Le prospettive macro nel 2014-15 2 Credito ed economia reale nell area

Dettagli

Crisi finanziaria e politica economica

Crisi finanziaria e politica economica Crisi finanziaria e politica economica * Istituzioni finanziarie e governi I progressi finanziari degli ultimi mesi sono stati piuttosto eclatanti. Essi hanno prodotto dei grandi cambiamenti all interno

Dettagli

IL POPOLO GRECO SI TROVA AD AFFRONTARE un ulteriore

IL POPOLO GRECO SI TROVA AD AFFRONTARE un ulteriore AGGIUNGI UN GRECIA, IN AZIENDA TORNA LA RACMA? D Sull orlo del collasso finanziario, il più debole dei paesi europei è di fronte a scelte difficili, anche di politica monetaria. Il modello argentino attuato

Dettagli

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Dipartimento di Scienze Politiche - Università di Bari Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Modulo 14 La crisi internazionale e la crisi dell euro Parte Prima: La crisi economica

Dettagli