Movimento nei fluidi : prima parte Applicazioni della meccanica dei fluidi

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Movimento nei fluidi : prima parte Applicazioni della meccanica dei fluidi"

Transcript

1 In questa sezione vi sono argomenti he non fanno normalmente parte di un orso tradizionale di Fisia. Si tratta di una breve esursione nei viini ampi della biologia e della zoologia: appliazioni delle leggi della Meania ad aluni problemi di interesse per queste sienze, on partiolare riguardo alla desrizione di alune aratteristihe del movimento dei fluidi e nei fluidi. Viene anhe presentato il metodo delle dimensioni, uno strumento di studio molto utile per la formulazione di leggi empirihe per tutte le disipline. Prerequisiti per lo studio e la omprensione degli argomenti qua trattati sono il apitolo 5 del libro di testo (meania dei fluidi) e i paragrafi.3 e.5 (analisi dimensionale e ordini di grandezza) Movimento nei fluidi : prima parte Appliazioni della meania dei fluidi E noto he la vita sul pianeta Terra è basata sulla presenza di aqua, e quindi di un fluido, e he la stragrande maggioranza delle speie, sia animali he vegetali, vive in eosistemi a base fluida (aria o aqua). È sempre grazie a sistemi fluidi he gli organismi riesono a trasportare, sambiare e assimilare ossigeno e sostanze nutritive. La onosenza della meania dei fluidi è quindi essenziale per lo studio delle speie viventi e dell ambiente in ui vivono. In questa prima parte degli appunti presentiamo alune onsiderazioni sulle leggi di base del omportamento dei fluidi, o del omportamento degli animali in relazione ai fluidi, allegando aluni esempi di appliazioni elementari. Faremo uso di appropriate tenihe a metà strada tra la matematia, la fisia e le sienze della Natura. Non si tratterà omunque di analisi profonde ed esaustive, ma solo di esempi sul modo di affrontare i problemi he si possono inontrare nella riera sientifia. ) La irolazione del sangue e i apillari Nel nostro orpo un erto volume di sangue, pompato dal uore, ese dal ventriolo sinistro e ominia il suo viaggio nell arteria più grande he abbiamo, l aorta. Se non onsideriamo per sempliità i asi in ui il sangue si aumula momentaneamente in qualhe organo, si ha he il medesimo volume di sangue deve ontemporaneamente transitare anhe nelle miriadi dei vasi più sottili e minuti: i apillari. Dagli studi sperimentali dei fisiologi sappiamo he l aorta ha un diametro di ira.5 m e he al suo interno transita /0 di litro di sangue al seondo, mentre il diametro tipio di un apillare è pressappoo uguale al diametro di un globulo rosso, he è di ira 7 µm (7 0-6 m); in esso la veloità del sangue è solo di mezzo millimetro al seondo, ioè v = m/s.

2 π π Da questi dati, utilizzando l equazione di ontinuità possiamo riavare alune informazioni fisiologihe. Riordiamo innanzitutto he la portata di un fluido in un ondotto è definita ome il prodotto Q = A, dove A è la sezione del ondotto e v la veloità del fluido he vi sorre; l equazione di ontinuità per un fluido inompressibile si srive: A = A poihé la massa totale di fluido he passa in diversi punti nell unità di tempo è sempre la stessa. Riaviamo subito dai dati forniti he la portata del flusso sanguigno nell aorta vale Q = 0. dm 3 /s = 0-4 m 3 /s, e quindi he la veloità del sangue nell aorta è 3 Q 0 m /s v = = = 0.04 m/s, A m 4 essendo la sezione dell aorta A = (0.05 m /) = m. 6 La sezione di un apillare risulta invee A = (7 0 m /) = m = 38.5 µm, mentre la portata di un apillare sarà Q = A = m m/s =.9 0 m /s ( = 9. pl/s) Osserviamo he si tratta di una portata estremamente piola!! ( pl = 0 - litri = 0-5 m 3 ) Vogliamo ora valutare il numero N dei apillari del nostro orpo; possiamo usare l equazione di ontinuità, onsiderando he la sezione totale di tutti i apillari sarà ovviamente N volte la sezione del singolo apillare A : A = N A A m 0.04 m/s 9 N = = = A m m/s e ioè ben 5. miliardi di apillari! Questa dovrebbe essere in realtà una stima per difetto; il numero dei apillari del nostro orpo è siuramente assai maggiore, perhé soltanto una parte di essi è aperta e funzionante. Un esempio visibile di attivazione improvvisa dei apillari si ha, per esempio, quando appare un diffuso rossore sulle guane. In ondizioni normali di riposo, quando solo una minoranza dei apillari risulta aperta, l area totale delle loro sezioni è omunque maggiore di più di 400 volte rispetto alla sezione dell aorta, ome si verifia dai dati preedenti. Dal fatto he in tubi rigidi di diametri diversi la veloità media del flusso del liquido è inversamente proporzionale all area della sezione (equazione di ontinuità), si dedue la relativa lentezza del flusso sanguigno entro i apillari. Tale lentezza è funzionale al ompletamento degli sambi he hanno luogo tra il sangue e i tessuti. ) La orrente filtrante nelle spugne Sia data una spugna del volume dell ordine di 00 m 3 (ioè on diametro ompreso tra 5 e 6 m). L aqua, aspirata da pori disposti su tutta la superfiie orporea, entra in numerose amere flagellate, di ira 40 µm di diametro, ollegate tra loro per lo più in parallelo. Vi sono ira 3000 amere flagellate per mm 3. Il moto dei flagelli (lunghi 5 µm) spinge l aqua alla veloità di ira 50 µm/s. Alla fine l aqua ese dalla spugna da un apertura di m (osulo), posta in alto. A quale veloità ese l aqua dall osulo?

3 Il numero totale delle amere flagellate: 3000 amere/mm 3 00 m 3 = 300 x 0 6 La sezione di una amera flagellata: π r = π (0 µm) = 57 µm La sezione totale di tutte le amere flagellate: A = 300 x µm = 3800 m Utilizzando l'equazione di ontinuità riaviamo la veloità in usita v : A 3800 m 50 v = = = 9 m/s A µm/s m veloità deisamente elevata rispetto al moto dell aqua irolante nella spugna. E infatti neessario he l aqua espirata dall osulo venga allontanata il più possibile dalla spugna per evitare he essa venga filtrata (e quindi respirata) un altra volta. 3) Il numero di Reynolds e il movimento nell aqua Come viene spiegato in dettaglio più avanti, il numero di Reynolds è un parametro adimensionale aratteristio (per il onetto di adimensionalità vedi la seonda parte), utilizzato per desrivere il movimento di fluidi in ondotte, o il movimento di orpi he si trovano immersi in un fluido; esso è definito da: ρ d Re = η dove ρ è la densità del fluido, η il suo oeffiiente di visosità, v rappresenta la veloità del fluido o del orpo immerso, e infine d è una dimensione aratteristia della ondotta, o del orpo immerso. L utilità di questo parametro risiede nel fatto he ha un arattere universale: esso è in grado di desrivere fenomeni fisii simili, anhe se questi si manifestano su sale di grandezza enormemente differenti (questo è il osiddetto prinipio di similarità, he deriva dalla sua natura di parametro adimensionale, ioè di numero puro privo di dimensioni fisihe). Il numero di Reynolds deriva da rierhe sperimentali, ed è quindi stato formulato empiriamente. È anhe possibile tentare di dedurlo teoriamente dalle leggi fondamentali della meania, ad esempio onfrontando i diversi di tipi di forza he gioano un ruolo nel moto dei fluidi, ma i risultati trovati valgono solo per asi partiolari e soprattutto non si spingono fino a desrivere il regime turbolento, he a tutt oggi rappresenta anora un terreno di riera avanzata. Conentrandoi in partiolare sul aso he i interessa, ovvero sui orpi in movimento nei fluidi, si ha he se Re < 000 lo sorrimento del fluido intorno al orpo è laminare e molto regolare; all opposto se Re > 000 si manifestano fenomeni di turbolenza, dapprima deboli e poi via via più forti, on formazione di irregolarità nel flusso, vortii e mulinelli. Il valore del numero di Reynolds può variare di parehi ordini di grandezza (fino a 0 8 in ampo aeronautio) e la turbolenza diventa in realtà spiata solo ben oltre valori dell ordine di 0 5. Le questioni di base he un animale aquatio si trova ad affrontare, sono (a) in he modo muoversi nell ambiente fluido senza onsumare troppa energia, oppure (b) ome sfruttare al meglio, dal punto di vista evolutivo, le aratteristihe dei diversi tipi di flusso. Un fattore he gioa un ruolo molto importante è la forza di attrito visoso he si manifesta tra gli strati fluidi, ovvero tra lo strato di fluido viino al orpo e la superfiie del orpo stesso, e he dipende dal oeffiiente di attrito visoso η proprio del fluido. Gli studi effettuati su questo argomento portano ad affermare le seguenti regole generali: ) nel regime laminare, in ui gli strati fluidi rimangono ben aderenti al orpo, la forza di attrito visoso (quantifiabile ome la perdita di quantità di moto per unità di tempo di un oggetto in movimento nel fluido, F = dp / dt) risulta partiolarmente effiae nella sua azione di frenamento;

4 ) nel regime turbolento, a ausa della formazione di pioli vortii, lo strato fluido aderente all oggetto risulta di spessore ridotto rispetto al aso laminare, e opre una superfiie inferiore, on notevole diminuzione della forza di attrito visoso; 3) bisogna omunque evitare he il regime divenga troppo turbolento, perhé in tal aso si avrebbe la ompleta separazione vortiosa dello strato fluido dal orpo, on aumento dell attrito a ausa delle forti variazioni loali di veloità (pensiamo a quando un aereo entra in una zona temporalesa!) Altri importanti fattori da onsiderare per uno studio quantitativo sono la rugosità della superfiie del orpo e la sua forma geometria: sferio, ilindrio, o on profilo aerodinamio (del tipo di quello mostrato in figura ). Tutti questi elementi interagisono in realtà in modo omplesso ed è quindi diffiile trovare qualhe risultato appliabile in generale. Fig.: Esempio di profilo aerodinamio, partiolarmente effiae nel minimizzare l attrito per il moto nei fluidi, e molto utilizzato in Natura. Fig.: Coeffiiente di attrito per il frenamento di un orpo in movimento. (a) forma ilindria; (b) profilo aerodinamio (da Vogel, 994).

5 Nella figura osserviamo un esempio della omplessità del problema: in funzione di Re (in sala logaritmia, Log(Re), per omprendere diversi ordini grandezza sullo stesso grafio) per la zona in ui il regime è turbolento, favorevole quindi al movimento, viene mostrato il oeffiiente di attrito (analogo al oeffiiente di attrito noto dalla Meania) per un ilindro e per un orpo on profilo aerodinamio, nei due asi di superfiie lisia o rugosa. Si osservi ome il profilo aerodinamio ha un oeffiiente d attrito di ira due ordini di grandezza inferiore rispetto al ilindro, il he giustifia il fatto he i pesi tendono ad avere una forma aerodinamia (ome del resto aerei, navi ed automobili). Inoltre, mentre per questo profilo la rugosità della superfiie è siuramente peggiorativa, quando si va verso Re più elevati (ovvero alte veloità), nel aso del ilindro si ha lo strano effetto di un minimo dell attrito intorno a Re 0 5 per una superfiie rugosa. E questo il aso delle palle da tennis e da golf, he per l appunto hanno Re di questo valore; era infatti stato notato da tempo he le palle da tennis pelose viaggiano meglio di quelle lise, ome del resto le palle da golf vanno più lontano se hanno quei pioli affossamenti sulla superfiie. Come ultima osservazione sulla omplessità di questi studi, non bisogna dimentiare he il oeffiiente di visosità è fortemente dipendente dalla temperatura, per ui oggetti e animali possono trovarsi in ambienti e assumere omportamenti ben diversi anhe solo per variazioni di temperatura di una deina di gradi. Ad esempio, la irolazione del sangue è molto influenzata dalla temperatura (pensiamo agli animali in letargo!). Passiamo ora a alolare il numero di Reynolds in qualhe esempio di animale aquatio, 3 per trarne utili osservazioni. Riordiamo he per l aqua la densità è ρ = 0 Kg/m 3, e il oeffiiente di visosità alla temperatura di 0 0 C è η = 0-3 N s/m. Consideriamo i seguenti tre animali he nuotano alla veloità di una lunghezza orporea al seondo, e il aso di una balena he nuoti a m/s. Protozoo di 0 µm he va a 0 µm/s Copepode di mm he va a mm/s Pese di 0 m he va a 0 m/s Balena di 30 m he va a m/s Il alolo del numero di Reynolds i fornise: Protozoo: Re = = 0 = Copepode: Re = Pese: Re = 0 4 = 0000 Balena: Re = Come si vede, il numero di Reynolds può spaziare su ben ordini di grandezza, andando da un animale uniellulare alla balena. Gli effetti della visosità dell aqua, per un protozoo, sono 0000/0.000 e ioè 0 8 = 00 milioni di volte maggiori he per un pese lungo 0 m. L aqua appare ome se fosse un fluido poo visoso per un natante di grandi dimensioni, ome la balena, he pratiamente si muove in un regime molto turbolento. Ma per un batterio o un protozoo l aqua appare ome un fluido relativamente molto visoso, e infatti tali mirorganismi non sono in grado di provoare turbolenze. Un protozoo he si muove nell aqua ha la stessa sensazione he avremmo noi qualora i trovassimo a nuotare in un ipotetio lago di siroppo o di miele. Intorno a un protozoo he nuota non si formano vortii né una sia a poppa, ma il flusso del fluido intorno al suo orpo risulta perfettamente laminare. L arresto di un iliato o di un flagellato è sempre improvviso e immediato, dati i

6 bassi valori del numero di Reynolds del suo ambiente. E stato alolato he un batterio, quando essa di muovere il flagello, si ferma dopo aver perorso, per inerzia, non più dello spazio equivalente al diametro di un atomo di idrogeno! I pesi invee tendono ad avere numeri di Reynolds piuttosto alti, nella regione in ui riesono a minimizzare le forze di attrito visose e a sfruttare al meglio la forma aerodinamia per il movimento veloe. Un natante di grandi dimensioni (balena, nave), e quindi on grandi numeri di Reynolds, ha addirittura un problema opposto: il frenamento dell attrito visoso è osì poo effiae nel moto turbolento he esso deve essare la propria attività propulsiva alune entinaia di metri prima di arrivare al punto di arresto. È possibile esplorare una gran quantità di altre aratteristihe zoologihe legate al movimento nei fluidi e al numero di Reynolds, ma per esse rimandiamo ai testi speializzati. Presentiamo soltanto un ultima osservazione: un tempo i fitti ventagli di setole dei pioli animali, per es. dei opepodi, venivano interpretati quali strumenti di filtrazione per la attura, a sopo alimentare, dei mirorganismi plantonii. Ma il numero di Reynolds risulta troppo basso perhé tali filtri mirosopii possano funzionare, poihé non vi è la neessaria miroturbolenza per un effiae passaggio e riambio dell aqua attraverso le setole; osì, oggi si è fatta strada l ipotesi he i iuffi di setole dei opepodi funzionino ome semplii palette per la presa diretta dell alimento.

TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA TRASMISSIONE DEL CALORE PER CONVEZIONE

TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA TRASMISSIONE DEL CALORE PER CONVEZIONE TERMODINAMICA E TERMOFUIDODINAMICA TRASMISSIONE DE CAORE PER CONVEZIONE h C T Q ( T ) m ( ) ρ = V T V ost T = A T S Trasmissione del alore per onvezione Indie 1. a onvezione termia forzata e naturale 2.

Dettagli

DIMENSIONAMENTO DELLA STAZIONE DI SOLLEVAMENTO A SERVIZIO DI UN SOTTOPASSO

DIMENSIONAMENTO DELLA STAZIONE DI SOLLEVAMENTO A SERVIZIO DI UN SOTTOPASSO DIMENSIONAMENTO DELLA STAZIONE DI SOLLEVAMENTO A SERVIZIO DI UN SOTTOPASSO Appliazione: Dimensionare l impianto di sollevamento per il sottopasso illustrato alle figure 3.60 e 3.61. Elaborazione delle

Dettagli

MOMENTI E CENTRAGGIO DEL VELIVOLO

MOMENTI E CENTRAGGIO DEL VELIVOLO x 1 x ISTITUZIONI DI INGEGNERIA AEROSAZIALE OENTI E CENTRAGGIO VELIVOLO OENTI E CENTRAGGIO DEL VELIVOLO er il alolo delle prestazioni in volo orizzontale rettilineo ed uniforme, il velivolo può essere

Dettagli

f Le trasformazioni e il trattamento dell aria

f Le trasformazioni e il trattamento dell aria f Le trasformazioni e il trattamento dell aria 1 Generalità Risolvendo il sistema (1) rispetto ad m a si ottiene: () Pertanto, il punto di misela sul diagramma psirometrio è situato sulla ongiungente dei

Dettagli

4.3.1. Stato limite di fessurazione.

4.3.1. Stato limite di fessurazione. DM 9/1/1996 4.3.1. Stato limite di fessurazione. 4.3.1. STATO LIMITE DI FESSURAZIONE. 4.3.1.1. Finalità. Per assiurare la funzionalità e la durata delle strutture è neessario: - prefissare uno stato limite

Dettagli

Corso di TECNOLOGIE DELLE ENERGIE RINNOVABILI. L energia eolica: il vento

Corso di TECNOLOGIE DELLE ENERGIE RINNOVABILI. L energia eolica: il vento POLITECNICO DI BARI - FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA MECCANICA Corso di TECNOLOGIE DELLE ENERGIE RINNOABILI L energia eolia: il vento A.A. 203/4 Tenologie delle Energie

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE

CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE a a a a a COMPETENZE DI CITTADINANZA Aquisire e interpretare l informazione Individuare ollegamenti e relazioni Agire in modo autonomo e responsaile Individuare ollegamenti e relazioni Aquisire e interpretare

Dettagli

1. Elementi di Calcolo Combinatorio.

1. Elementi di Calcolo Combinatorio. . Elementi di Calolo Combinatorio. Prinipio Base del Conteggio Supponiamo he si devono ompiere due esperimenti. Se l esperimento uno può assumere n risultati possibili, e per ognuno di questi i sono n

Dettagli

Il corpo nero e la temperatura dei corpi celesti di Daniele Gasparri

Il corpo nero e la temperatura dei corpi celesti di Daniele Gasparri Il orpo nero e la temperatura dei orpi elesti di Daniele Gasparri Gli sienziati del diiannovesimo seolo, attraverso degli esperimenti, soprirono una osa estremamente interessante: prendendo un orpo qualsiasi

Dettagli

Compressori e ventilatori. Impianti frigoriferi

Compressori e ventilatori. Impianti frigoriferi Sheda riassuntiva 10 apitolo 13 Compressori e ventilatori. Impianti frigoriferi Compressori e ventilatori I ompressori si possono lassifiare seondo lo shema seguente: Volumetrii alternativi rotativi Dinamii

Dettagli

MISURE DI RESISTENZA CON IL METODO DI CONFRONTO DELLE CADUTE DI TENSIONE

MISURE DI RESISTENZA CON IL METODO DI CONFRONTO DELLE CADUTE DI TENSIONE MISUR DI RSISTNZA CON IL MTODO DI CONFRONTO DLL CADUT DI TNSION 1. Premessa Oggigiorno esistono strumenti ompatti e semplii da utilizzare per la misura di resistenza: gli ohmetri (parte integrante dei

Dettagli

Modelli di base per la politica economica

Modelli di base per la politica economica Modelli di base per la politia eonomia Capitolo Marella Mulino Modelli di base per la politia eonomia Corso di Politia eonomia a.a. 22-23 Modelli di base per la politia eonomia Capitolo Capitolo Modello

Dettagli

Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione. Foronomia

Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione. Foronomia Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione Foronomia In idrostatica era lecito trascurare l attrito interno o viscosità e i risultati ottenuti valevano sia per i liquidi

Dettagli

PROVA DI LABORATORIO # 5

PROVA DI LABORATORIO # 5 PROVA DI LABORATORIO # 5 DEL 03/11/1998 Corso di Tenia delle Alte Tensioni ANALISI DELLA CURVA DI PASCHEN IN ARIA E IN SF 6. VERIFICHE DI MASSIMA E NUMERICA DI UN CIRCUITO MOLTIPLICATORE DI MARX Si intende

Dettagli

+ t v. v 3. x = p + tv, t R. + t. 3 2 e passante per il punto p =

+ t v. v 3. x = p + tv, t R. + t. 3 2 e passante per il punto p = 5. Rette e piani in R 3 ; sfere. In questo paragrafo studiamo le rette, i piani e le sfere in R 3. Ci sono due modi per desrivere piani e rette in R 3 : mediante equazioni artesiane oppure mediante equazioni

Dettagli

Pressione totale 689 Pa Coefficiente di sicurezza 1,1 Pressione netta 522 Pa Perdita di carico aggiuntiva 115 Pa Filtri ad elevato rendimento

Pressione totale 689 Pa Coefficiente di sicurezza 1,1 Pressione netta 522 Pa Perdita di carico aggiuntiva 115 Pa Filtri ad elevato rendimento I.T.I.S. PININFARINA Via Ponhielli, 16 - Monalieri INTERVENTI DI ADEGUAMENTO FUNZIONALE E NORMATIVO FINANZIATI CON FONDI DEI PATTI TERRITORIALI AREA TORINO SUD Progetto eseutivo IMPIANTI TERMO-FLUIDICI

Dettagli

Impianto di pressurizzazione e condizionamento

Impianto di pressurizzazione e condizionamento Capitolo 8 Impianto di pressurizzazione e ondizionamento Capitolo 8 Impianto di pressurizzazione e ondizionamento Queste dispense possono essere liberamente sariate dal sito internet del Politenio di Milano.

Dettagli

Turbomacchine Radiali -Compressori Centrifughi -Turbine Centripete

Turbomacchine Radiali -Compressori Centrifughi -Turbine Centripete Turbomahine Radiali -Compressori Centrifughi -Turbine Centripete Testi di Riferimento Cumpsty, N.A. Compressor Aerodynamis, ISBN 0-470-334-5 Japikse, D. Centrifugal Compressor Design and Performane, ISBN

Dettagli

CBM a.s. 2012/2013 PROBLEMA DELLE SCORTE

CBM a.s. 2012/2013 PROBLEMA DELLE SCORTE CBM a.s. 212/213 PROBLEMA DELLE SCORTE Chiamiamo SCORTA ogni riserva di materiali presente all interno del sistema produttivo in attesa di essere sottoposto ad un proesso di trasformazione o di distribuzione.

Dettagli

Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA (classe 09) Insegnamento: n Lezione: Titolo: V M. Fig. 5.1 Schematizzazione di una macchina a fluido

Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA (classe 09) Insegnamento: n Lezione: Titolo: V M. Fig. 5.1 Schematizzazione di una macchina a fluido Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA (lasse 09) Le equazioni del moto dei fluidi L equazione di onservazione dell energia in forma termodinamia V M Ω Ω Fig. 5. Shematizzazione di una mahina a fluido

Dettagli

Lettura Laboratorio CLIL

Lettura Laboratorio CLIL Lettura Laoratorio CLIL Il deito pulio italiano Nel 2012 (l anno più reente per il quale aiamo dati erti), la spesa pulia totale dell Italia (omprensiva degli interessi sul deito pulio, si adi ene) era

Dettagli

simmetria sferica. L intensità (potenza per unità di superficie) a distanza L vale allora I = P / 4π L

simmetria sferica. L intensità (potenza per unità di superficie) a distanza L vale allora I = P / 4π L Fisia Generale Modulo di Fisia II A.A. -5 seritaione OND LTTROMAGNTICH Gb. Si onsideri un onda elettromagnetia piana sinusoidale he si propaga nel vuoto nella direione positiva dell asse x. La lunghea

Dettagli

DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE E CONCETTO DI FORZA. Dinamica: studio delle forze che causano il moto dei corpi

DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE E CONCETTO DI FORZA. Dinamica: studio delle forze che causano il moto dei corpi DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE E CONCETTO DI FORZA Dinamica: studio delle forze che causano il moto dei corpi 1 Forza Si definisce forza una qualunque causa esterna che produce una variazione dello stato

Dettagli

Prof. Giuseppe Lanzo

Prof. Giuseppe Lanzo CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA QUIQUEALE I ARCHITETTURA UE Laboratorio di Costruzioni Modulo di GEOTECICA E FODAZIOI Prof. Giuseppe Lanzo Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotenia Via A. Gramsi

Dettagli

Fig. 1. Fig. 2. = + +ωc

Fig. 1. Fig. 2. = + +ωc Rifasamento monofase Sia dato i iruito di fig. 1 ostituito da un generatore di tensione indipendente reae di f.e.m. ed impedenza serie Z, da una inea di aimentazione di impedenza Z e da un ario + (a maggior

Dettagli

Considerate gli insiemi A = {1,2,3,4} e B = {a,b,c}; quante sono le applicazioni (le funzioni) di A in B?

Considerate gli insiemi A = {1,2,3,4} e B = {a,b,c}; quante sono le applicazioni (le funzioni) di A in B? FUNZIONI E CALCOLO COMBINATORIO Il quesito assegnato all esame di stato 2004 (sientifio Ordinamento e PNI) suggerise un ollegamento tra funzioni ostruite tra insiemi finiti e Calolo Combinatorio QUESITO

Dettagli

RESISTENZA E PORTANZA. P. Di Marco Termofluidodinamica Appl. RP-1

RESISTENZA E PORTANZA. P. Di Marco Termofluidodinamica Appl. RP-1 RESISTENZA E PORTANZA P. Di Marco Termofluidodinamica Appl. RP-1 DISTACCO DELLO STRATO LIMITE Al di fuori dello strato limite: nelle zone in cui la pressione aumenta (gradiente di pressione avverso), il

Dettagli

Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 5 - Pag. 1

Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 5 - Pag. 1 Diaz - Appunti di Statistia - AA 001/00 - edizione 9/11/01 Cap. 5 - Pag. 1 Capitolo 5. Chi quadro. Goodness-of-fit test. Test di simmetria. Taelle. Taelle m n. Correzione per la ontinuità. Test esatto

Dettagli

LA TEORIA DELLA RELATIVITÁ

LA TEORIA DELLA RELATIVITÁ UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TRENTO SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE ALL INSEGNAMENTO SECONDARIO INDIRIZZO SCIENTIFICO MATEMATICO FISICO INFORMATICO lasse A049 matematia e fisia Unità didattia LA TEORIA DELLA RELATIVITÁ

Dettagli

Approccio intermedio fra i precedenti

Approccio intermedio fra i precedenti Modelli usati per simulare il sistema respiratorio Ingegneria Biomedica Anno Accademico 2008-0909 Tommaso Sbrana Un modello è una rappresentazione di un oggetto o di un fenomeno che ne riproduce alcune

Dettagli

2. La disequazione 9 (3x 2 + 2) > 16 (x - 3) è soddisfatta: A) sempre B) solo per x < 0 C) solo per x > 2/3 D) mai E) solo per x < 2/3

2. La disequazione 9 (3x 2 + 2) > 16 (x - 3) è soddisfatta: A) sempre B) solo per x < 0 C) solo per x > 2/3 D) mai E) solo per x < 2/3 MATEMATICA 1. Per quali valori di x è x 2 > 36? A) x > - 6 B) x < - 6, x > 6 C) - 6 < x < 6 D) x > 6 E) Nessuno 2. La disequazione 9 (3x 2 + 2) > 16 (x - 3) è soddisfatta: A) sempre B) solo per x < 0 C)

Dettagli

PRINCIPIO BASE DEL CONTEGGIO

PRINCIPIO BASE DEL CONTEGGIO Calolo ombinatorio PRINCIPIO BASE DEL CONTEGGIO Se dobbiamo ompiere due esperimenti onseutivi ed il primo esperimento può assumere N risultati diversi e per ognuno di questi il seondo esperimento ne può

Dettagli

Impianto di Sollevamento Acqua

Impianto di Sollevamento Acqua CORSO DI FISICA TECNICA e SISTEMI ENERGETICI Esercitazione 3 Proff. P. Silva e G. Valenti - A.A. 2009/2010 Impianto di Sollevamento Acqua Dimensionare un impianto di sollevamento acqua in grado di soddisfare

Dettagli

PROVE SU UN TRASFORMATORE TRIFASE

PROVE SU UN TRASFORMATORE TRIFASE LOATOIO DI MACCHINE ELETTICHE POVE SU UN TASFOMATOE TIFASE MISUE DI ESISTENZA DEGLI AVVOLGIMENTI POVE SUL TASFOMATOE TIFASE Contenuti Le prove di laboratorio he verranno prese in esame riguardano: la misura

Dettagli

Decantazione. Ne= f(re);

Decantazione. Ne= f(re); TUTTI I «PROCESSI» DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI SONO SUDDIVISIBILI IN «OPERAZIONI UNITARIE» DETTE OPERAZIONI RAPPRESENTANO I MATTONI E POSSONO ESSERE VALUTATE INDIPENDENTEMENTE DAL PROCESSO IN CUI SONO INSERITE

Dettagli

Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche CAPITOLO 4 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetihe Per oprire i 50 milioni di kilometri he le separano dalla Terra impiegano 8 minuti e 0 seondi: le radiazioni elettromagnetihe prodotte nella

Dettagli

Forza. Forza. Esempi di forze. Caratteristiche della forza. Forze fondamentali CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA

Forza. Forza. Esempi di forze. Caratteristiche della forza. Forze fondamentali CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA Forza CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA Cos è una forza? la forza è una grandezza che agisce su un corpo cambiando la sua velocità e provocando una deformazione sul corpo 2 Esempi

Dettagli

Rapporto Pressione/Volume

Rapporto Pressione/Volume Flusso Ematico: Q = ΔP/R Distribuzione GC a riposo Rapporto Pressione/Volume Il sistema circolatorio è costituito da vasi con proprietà elastiche diverse (vedi arterie vs arteriole) Caratteristiche di

Dettagli

Lezione 4: I profili alari e le forze

Lezione 4: I profili alari e le forze Corso di MECCANICA DEL VOLO Modulo Prestazioni Lezione 4: I profili alari e le forze aerodinamiche Prof. D. P. Coiro coiro@unina.itit www.dias.unina.it/adag/ Corso di Meccanica del Volo - Mod. Prestazioni

Dettagli

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Pressione EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Cos è la pressione? La pressione è una grandezza che lega tra di loro l intensità della forza e l aerea della superficie su cui viene esercitata

Dettagli

LA FORZA. Il movimento: dal come al perché

LA FORZA. Il movimento: dal come al perché LA FORZA Concetto di forza Principi della Dinamica: 1) Principio d inerzia 2) F=ma 3) Principio di azione e reazione Forza gravitazionale e forza peso Accelerazione di gravità Massa, peso, densità pag.1

Dettagli

Idrogeologia. Velocità media v (m/s): nel moto permanente è inversamente proporzionale alla superficie della sezione. V = Q [m 3 /s] / A [m 2 ]

Idrogeologia. Velocità media v (m/s): nel moto permanente è inversamente proporzionale alla superficie della sezione. V = Q [m 3 /s] / A [m 2 ] Idrogeologia Oltre alle proprietà indici del terreno che servono a classificarlo e che costituiscono le basi per utilizzare con facilità l esperienza raccolta nei vari problemi geotecnici, è necessario

Dettagli

Quesiti e problemi (sul libro da pag. 431)

Quesiti e problemi (sul libro da pag. 431) Quesiti e prolemi (sul liro da pag. 431) 1 Che os è la di reazione 1 Trova almeno tre esempi, tratti dall esperienza quotidiana, di reazioni he devono proedere a assa e tre esempi di reazioni he, invee,

Dettagli

L operatività in titoli e in cambi e i servizi bancari

L operatività in titoli e in cambi e i servizi bancari Moulo 8 L operatività in titoli e in ambi e i servizi banari 7 I estinatari el Moulo sono gli stuenti he, opo aver analizzato e appreso le aratteristihe fonamentali ell attività elle aziene i reito, le

Dettagli

/ * " 6 7 -" 1< " *,Ê ½, /, "6, /, Ê, 9Ê -" 1/ " - ÜÜÜ Ìi «V Ì

/ *  6 7 - 1<  *,Ê ½, /, 6, /, Ê, 9Ê - 1/  - ÜÜÜ Ìi «V Ì LA TRASMISSIONE DEL CALORE GENERALITÀ 16a Allorché si abbiano due corpi a differenti temperature, la temperatura del corpo più caldo diminuisce, mentre la temperatura di quello più freddo aumenta. La progressiva

Dettagli

LO STATO GASSOSO. Proprietà fisiche dei gas Leggi dei gas Legge dei gas ideali Teoria cinetico-molecolare dei gas Solubilità dei gas nei liquidi

LO STATO GASSOSO. Proprietà fisiche dei gas Leggi dei gas Legge dei gas ideali Teoria cinetico-molecolare dei gas Solubilità dei gas nei liquidi LO STATO GASSOSO Proprietà fisiche dei gas Leggi dei gas Legge dei gas ideali Teoria cinetico-molecolare dei gas Solubilità dei gas nei liquidi STATO GASSOSO Un sistema gassoso è costituito da molecole

Dettagli

TEORIA CINETICA DEI GAS

TEORIA CINETICA DEI GAS TEORIA CINETICA DEI GAS La teoria cinetica dei gas è corrispondente con, e infatti prevede, le proprietà dei gas. Nella materia gassosa, gli atomi o le molecole sono separati da grandi distanze e sono

Dettagli

CORSO PER ESAMI PATENTE RADIOAMATORE, ANNO 2014. INCONTRO 1

CORSO PER ESAMI PATENTE RADIOAMATORE, ANNO 2014. INCONTRO 1 A... ASSOCAZONE ADOAMATO TALAN SEZONE D VNC COSO PE ESAM PATENTE ADOAMATOE, ANNO 2014. NCONTO 1 Benvenuto ai uturi OM, o HAM, osì almeno i auguriamo. È un orso ridotto, on l obiettivo di superare l esame

Dettagli

Indirizzo : Scientifico Tecnologico. Corso sperimentale Progetto Brocca. Primo Quesito

Indirizzo : Scientifico Tecnologico. Corso sperimentale Progetto Brocca. Primo Quesito Indirizzo : Sientifio Tenologio Primo Quesito Corso sperimentale Progetto Broa Con la storia memoria dal titolo Teoria della legge di distribuzione dell energia dello spettro normale presentata all Aademia

Dettagli

LE COSTANTI E LE LEGGI FISICHE DIPENDONO DAL TEMPO

LE COSTANTI E LE LEGGI FISICHE DIPENDONO DAL TEMPO Pagina 1 di 8 LE COSTANTI E LE LEGGI FISICHE DIPENDONO DAL TEMPO Ing. Pier Franz Roggero, Dott. Michele Nardelli, P.A. Francesco Di Noto Abstract: This paper explains that all physical constants and consequently

Dettagli

Acqua azzurra, acqua chiara. Istituto Comprensivo della Galilla Scuola Media Dessì - Ballao

Acqua azzurra, acqua chiara. Istituto Comprensivo della Galilla Scuola Media Dessì - Ballao Acqua azzurra, acqua chiara Istituto Comprensivo della Galilla Scuola Media Dessì - Ballao Proprietà fisiche Ecosistemi acquatici Origine della vita Ciclo dell acqua Acqua Scoperte Sensazioni Leggi La

Dettagli

Generalità sull energia eolica

Generalità sull energia eolica Generalità sull energia eolica Una turbina eolica converte l energia cinetica della massa d aria in movimento ad una data velocità in energia meccanica di rotazione. Per la produzione di energia elettrica

Dettagli

LE GRANDEZZE FISICHE

LE GRANDEZZE FISICHE LE GRANDEZZE FISICHE 1. 2. Grandezze fondamentali e derivate 3. Sistemi di unità di misura 4. Multipli e sottomultipli 5. Ordini di grandezza pag.1 Misura di una grandezza Definizione operativa: Grandezza

Dettagli

Il fido e i finanziamenti bancari

Il fido e i finanziamenti bancari Modulo 7 Il fido e i finanziamenti anari 65 I destinatari del Modulo sono gli studenti he, dopo aver analizzato e appreso le aratteristihe fondamentali dell attività delle aziende di redito, le loro funzioni

Dettagli

LA VERIFICA SISMICA DI SERBATOI DI GAS DI PETROLIO LIQUEFATTO (Ing. G. Petrangeli, Via C. Maes 53, 00162 Roma)

LA VERIFICA SISMICA DI SERBATOI DI GAS DI PETROLIO LIQUEFATTO (Ing. G. Petrangeli, Via C. Maes 53, 00162 Roma) 1 LA VERIFICA SISMICA DI SERBATOI DI GAS DI PETROLIO LIQUEFATTO (Ing. G. Petrangeli, Via C. Maes 53, 0016 Roma) 1- SOMMARIO Si prendono in esame serbatoi sferii (sfere Horton) e serbatoi ilindrii (sigari)

Dettagli

n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30

n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30 Matteo Vecchi Lezione del n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30 Il Moto Esterno Con il termine moto esterno intendiamo quella branca della fluidodinamica che studia il moto dei fluidi attorno ad un

Dettagli

MATEMATICA CORSO A COMPITINO DI RECUPERO (Tema 1) 13 Febbraio 2014

MATEMATICA CORSO A COMPITINO DI RECUPERO (Tema 1) 13 Febbraio 2014 MATEMATICA CORSO A COMPITINO DI RECUPERO (Tema 1) 13 Febbraio 2014 Soluzioni 1. In un sahetto i sono 7 palline olorate: 2 rosse, 3 verdi e 2 gialle. Si fanno 4 estrazioni on rimessa. a) Calola la probabilità

Dettagli

LA LEGGE DI GRAVITAZIONE UNIVERSALE

LA LEGGE DI GRAVITAZIONE UNIVERSALE GRAVIMETRIA LA LEGGE DI GRAVITAZIONE UNIVERSALE r La legge di gravitazione universale, formulata da Isaac Newton nel 1666 e pubblicata nel 1684, afferma che l'attrazione gravitazionale tra due corpi è

Dettagli

28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6

28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6 28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6 Lavoro, forza costante: W = F r Problema 1 Quanto lavoro viene compiuto dalla forza di

Dettagli

Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton

Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton Parte I Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton 3.1-3.2-3.3 forze e principio d inerzia Abbiamo finora studiato come un corpo cambia traiettoria

Dettagli

La fisica della vela. comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma

La fisica della vela. comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma La fisica della vela comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! laura.romano@fis.unipr.it Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma Il gioco della simmetria Dal

Dettagli

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg.

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg. Spingete per 4 secondi una slitta dove si trova seduta la vostra sorellina. Il peso di slitta+sorella è di 40 kg. La spinta che applicate F S è in modulo pari a 60 Newton. La slitta inizialmente è ferma,

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA FACOLTA DI INGEGNERIA. 25 Gennaio 2001 TESI DI LAUREA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA FACOLTA DI INGEGNERIA. 25 Gennaio 2001 TESI DI LAUREA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA FACOLTA DI INGEGNERIA 25 Gennaio 2001 TESI DI LAUREA Ottimizzazione delle variabili aratteristihe di un magnete superonduttore mediante analisi FEM pilotate da Algoritmi

Dettagli

Il mercato dei beni. Identità reddito-spesa Il consumo L equilibrio Il moltiplicatore L equilibrio come uguaglianza investimento=risparmio

Il mercato dei beni. Identità reddito-spesa Il consumo L equilibrio Il moltiplicatore L equilibrio come uguaglianza investimento=risparmio l merato dei beni dentità reddito-spesa l onsumo L equilibrio l moltipliatore L equilibrio ome uguaglianza investimento=risparmio ntroduzione Cambiamenti nella domanda portano a. Cambiamenti nella produzione,

Dettagli

STUDIO FRANCHETTI RELAZIONE IDRAULICA

STUDIO FRANCHETTI RELAZIONE IDRAULICA STUDIO FRANCHETTI AREA DISMESSA E DEGRADATA. AFFI (VR) REALIZZAZIONE DI UN COMPLESSO COMMERCIALE SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE. COMUNE DI AFFI (VR). DIPARTIMENTO TERRITORIO. SETTORE EDILIZIA

Dettagli

Validazione dei metodi microbiologici

Validazione dei metodi microbiologici Istituto Superiore di Sanità Organismo Rionosimento Laboratori SINAL SIT L ACCREDITAMENTO DEI LABORATORI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE Roma 5-6 Ottobre 005 Validazione dei metodi mirobiologii Dr. Angelo

Dettagli

ACQUA, ARIA E TERRENO

ACQUA, ARIA E TERRENO ACQUA, ARIA E TERRENO PREMESSA Gli impianti d irrigazione a goccia svolgono un ruolo fondamentale negli apporti irrigui alle colture. Se utilizzato correttamente permette un sano sviluppo della pianta

Dettagli

Sommario. Introduzione. Progetto di alberi di trasmissione Concentrazione di tensioni

Sommario. Introduzione. Progetto di alberi di trasmissione Concentrazione di tensioni 3 La orsione Sommario Inroduzione Alberi saiamene indeerminai Carihi orsionali su alberi irolari Momeno dovuo a ensioni inerne Deformazioni angenziali parallele all asse Progeo di alberi di rasmissione

Dettagli

LEGGE 14 NOVEMBRE 1995, N.

LEGGE 14 NOVEMBRE 1995, N. Relazione tenia (riferimento delibera 204/99) PRESUPPOSTI E FONDAMENTI DEL PROVVEDIMENTO PER LA REGOLAZIONE DELLA TARIFFA BASE, DEI PARAMETRI E DEGLI ALTRI ELEMENTI DI RIFERIMENTO PER LA DETERMINAZIONE

Dettagli

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie Forze, leggi della dinamica, diagramma del corpo libero 1 FORZE Grandezza fisica definibile come l' agente in grado di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo. Ci troviamo di fronte ad una

Dettagli

I.I.S. Giulio Natta Istituto di Istruzione Superiore Tecnico per la meccanica e le materie plastiche Liceo delle Scienze Applicate

I.I.S. Giulio Natta Istituto di Istruzione Superiore Tecnico per la meccanica e le materie plastiche Liceo delle Scienze Applicate I.I.S. Giulio Natta Istituto di Istruzione Superiore Tecnico per la meccanica e le materie plastiche Liceo delle Scienze Applicate Impianti Materie Plastiche Modulo 2 Alimentazione Contenuti 1. Premessa

Dettagli

MECCANICA. 2. Un sasso cade da fermo da un grattacielo alto 100 m. Che distanza ha percorso dopo 2 secondi?

MECCANICA. 2. Un sasso cade da fermo da un grattacielo alto 100 m. Che distanza ha percorso dopo 2 secondi? MECCANICA Cinematica 1. Un oggetto che si muove di moto circolare uniforme, descrive una circonferenza di 20 cm di diametro e compie 2 giri al secondo. Qual è la sua accelerazione? 2. Un sasso cade da

Dettagli

Lezione 11: Forze e pressioni nei fluidi

Lezione 11: Forze e pressioni nei fluidi Lezione 11 - pag.1 Lezione 11: Forze e pressioni nei fluidi 11.1. Dalla forza alla pressione Abbiamo visto che la Terra attrae gli oggetti solidi con una forza, diretta verso il suo centro, che si chiama

Dettagli

1. ARGOMENTI PRELIMINARI

1. ARGOMENTI PRELIMINARI 1. ARGOMENTI PRELIMINARI 1. Date le grandezze fisiche x (m), v (m/s), a (m/s 2 ) e t (s), si esegua l analisi dimensionale delle seguenti equazioni: x=t x=2vt c. v=at+t/x d. x=vt+3at 2 2. Un cubo di alluminio

Dettagli

6.1 PROVA DI CARICO STATICA SU PALI DI FONDAZIONE

6.1 PROVA DI CARICO STATICA SU PALI DI FONDAZIONE 6 PROVE SULLE FONDAZIONI 6.1 PROVA DI CARICO STATICA SU PALI DI FONDAZIONE Il omportamento di un palo di fondazione è influenzato in maniera determinante dalla tenologia eseutiva (palo battuto prefabbriato,

Dettagli

Elettropompa per acque chiare tipo ABS IP 900

Elettropompa per acque chiare tipo ABS IP 900 Elettropompa per aque hiare tipo ABS IP 900 1084-00 15975178IT (05/2015) IT Istruzioni d installazione IT one e uso www.sulzer.om 2 Istruzioni d avviamento e uso (Traduzione delle istruzioni originali)

Dettagli

CAPITOLO 5 IDRAULICA

CAPITOLO 5 IDRAULICA CAPITOLO 5 IDRAULICA Cap. 5 1 FLUIDODINAMICA STUDIA I FLUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO FLUIDO CORPO MATERIALE CHE, A CAUSA DELLA ELEVATA MOBILITA' DELLE PARTICELLE CHE LO COMPONGONO, PUO'

Dettagli

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano Statica e dinamica dei fluidi A. Palano Fluidi perfetti Un fluido perfetto e incomprimibile e indilatabile e non possiede attrito interno. Forza di pressione come la somma di tutte le forze di interazione

Dettagli

MISURAZIONI E MISURE

MISURAZIONI E MISURE MISURAZIONI E MISURE Nel momento in cui studiamo una proprietà di un corpo materiale, vediamo se questa risponde in modo positivo o negativo alla nostra considerazione. Possiamo includerlo o escluderlo

Dettagli

Meccanica e Macchine

Meccanica e Macchine Introduzione alle macchine Meccanica e Macchine La statica tratta lo studio dell equilibrio dei corpi, si occupa delle forze, dei baricentri delle leve e delle travi. La cinematica tratta lo studio del

Dettagli

7.4 ELEMENTI PER LA PROGETTAZIONE FOGNA

7.4 ELEMENTI PER LA PROGETTAZIONE FOGNA 7.4.1 GENERALITA La rete di fognatura è un complesso di canalizzazioni disposte per la raccolta e l allontanamento dai complessi urbani delle acque superficiali (meteoriche, di lavaggio, ecc.) e di quelle

Dettagli

HQ03. pompa singola a palette tipo. 20 a 23 gpm) a 1000 rpm e 7 bar.

HQ03. pompa singola a palette tipo. 20 a 23 gpm) a 1000 rpm e 7 bar. HQ3 Descrizione generale Pompa a palette a cilindrata fissa, idraulicamente bilanciata, con portata determinata dal tipo di cartuccia utilizzato e dalla velocità di rotazione. La pompa è disponibile in

Dettagli

ESCLUSIVO ALLESTIMENTO TRASPORTO DISABILI PER TRAFIC

ESCLUSIVO ALLESTIMENTO TRASPORTO DISABILI PER TRAFIC VERSIONE CON ALU-FLOOR PASSO CORTO E LUNGO Allestimenti olmedo: RICONOSCIBILI A VISTA. ESCLUSIVO ALLESTIMENTO TRASPORTO DISABILI PER TRAFIC TWIN ARM TRAFIC-VIVARO: Non sempre il trasporto disabili, per

Dettagli

Concetto di forza. 1) Principio d inerzia

Concetto di forza. 1) Principio d inerzia LA FORZA Concetto di forza Pi Principi ii dll della Dinamica: i 1) Principio d inerzia 2) F=ma 3) Principio di azione e reazione Forza gravitazionale i e forza peso Accelerazione di gravità Massa, peso,

Dettagli

Capitolo 7 Le particelle dell atomo

Capitolo 7 Le particelle dell atomo Capitolo 7 Le particelle dell atomo 1. La natura elettrica della materia 2. La scoperta delle proprietà elettriche 3. Le particelle fondamentali dell atomo 4. La scoperta dell elettrone 5. L esperimento

Dettagli

CALDAIA A CONDENSAZIONE abbinata ai sistemi Idea.Eco.Solar. Istruzioni per l installazione e la manutenzione

CALDAIA A CONDENSAZIONE abbinata ai sistemi Idea.Eco.Solar. Istruzioni per l installazione e la manutenzione CALDAIA A CONDENSAZIONE abbinata ai sistemi Idea.Eo.Solar Istruzioni per l installazione e la manutenzione Complimenti per la selta. WARNING La Vostra aldaia è modulante a regolazione e aensione elettronia.

Dettagli

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio?

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Carlo Cosmelli, Dipartimento di Fisica, Sapienza Università di Roma Abbiamo un problema, un grosso

Dettagli

La corrente e le leggi di Ohm

La corrente e le leggi di Ohm La corrente e le leggi di Ohm Elettroni di conduzione La conduzione elettrica, che definiremo successivamente, consiste nel passaggio di cariche elettriche da un punto ad un altro di un corpo conduttore.

Dettagli

CAPITOLO 15 CAPACITÀ PORTANTE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI

CAPITOLO 15 CAPACITÀ PORTANTE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI CAPITOLO 15 La fondazione è uella parte della struttura he trasmette il ario dell opera al terreno sottostante. La superfiie di ontatto tra la base della fondazione e il terreno è detta piano di posa.

Dettagli

Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo

Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo Energia e Lavoro Finora abbiamo descritto il moto dei corpi (puntiformi) usando le leggi di Newton, tramite le forze; abbiamo scritto l equazione del moto, determinato spostamento e velocità in funzione

Dettagli

APPLICAZIONI MEDICHE DEL MOTO DEI FLUIDI

APPLICAZIONI MEDICHE DEL MOTO DEI FLUIDI APPLICAZIONI MEDICHE DEL MOTO DEI FLUIDI Il sistema circolatorio Stenosi e aneurisma Fleboclisi, trasfusioni Prelievi di sangue, iniezioni Misurazione della pressione arteriosa Effetti fisiologici della

Dettagli

Strane anomalie di un motore omopolare Di Valerio Rizzi e Giorgio Giurini

Strane anomalie di un motore omopolare Di Valerio Rizzi e Giorgio Giurini Strane anomalie di un motore omopolare Di Valerio Rizzi e Giorgio Giurini Gli scriventi, in qualità di studiosi del generatore omopolare hanno deciso di costruire questo motore per cercare di capire le

Dettagli

IL MERCATO DEI BENI. Identità reddito-spesa Il consumo L equilibrio Il moltiplicatore L equilibrio come uguaglianza investimento = risparmio

IL MERCATO DEI BENI. Identità reddito-spesa Il consumo L equilibrio Il moltiplicatore L equilibrio come uguaglianza investimento = risparmio IL MERCAO DEI BENI Identità reddito-spesa Il onsumo L equilibrio Il moltipliatore L equilibrio ome uguaglianza investimento = risparmio INRODUZIONE Cambiamenti nella domanda portano a. Cambiamenti nella

Dettagli

ESERCIZI ELEMENTARI DI FLUIDODINAMICA

ESERCIZI ELEMENTARI DI FLUIDODINAMICA ISTITUZIONI I INGEGNERI EROSPZILE ESERCIZI ELEMENTRI I FLUIOINMIC ESERCIZI ELEMENTRI I FLUIOINMIC RICHIMI INTROUTTII Il fluido viene onsiderato ome un ontinuo, ossia vengono identifiate alune grandezze

Dettagli

Corso di Componenti e Impianti Termotecnici LE RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE

Corso di Componenti e Impianti Termotecnici LE RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE LE RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE 1 PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE Sono le perdite di carico (o di pressione) che un fluido, in moto attraverso un condotto, subisce a causa delle resistenze

Dettagli

4.2 COSTRUZIONI DI ACCIAIO

4.2 COSTRUZIONI DI ACCIAIO 4. COSTRUZIONI DI ACCIAIO Formano oggetto delle presenti norme le opere strutturali di aiaio per le quali non esista una regolamentazione apposita a arattere partiolare. I materiali e i prodotti devono

Dettagli

ORGANISMO DI BACINO N 37

ORGANISMO DI BACINO N 37 ORGANISMO DI BACINO N 37 CONCESSIONE DI PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE E GESTIONE DELLA RETE DEL GAS METANO E CAVIDOTTO MULTISERVIZIO DEI CENTRI ABITATI DELLE AREE COMMERCIALI E PRODUTTIVE DEI COMUNI APPARTENENTI

Dettagli

FISICA-TECNICA Miscela di gas e vapori. Igrometria

FISICA-TECNICA Miscela di gas e vapori. Igrometria FISICA-TECNICA Miscela di gas e vapori. Igrometria Katia Gallucci Spesso è necessario variare il contenuto di vapore presente in una corrente gassosa. Lo studio di come si possono realizzare queste variazioni

Dettagli

TEOREMA DEL CAMPIONAMENTO

TEOREMA DEL CAMPIONAMENTO 1 TEOREMA DEL CAMPIONAMENTO nota per il orso di Teleomuniazioni a ura di F. Benedetto G. Giunta 1. Introduzione Il proesso di ampionamento è di enorme importanza ai fini della realizzazione dei dispositivi

Dettagli

Seconda Legge DINAMICA: F = ma

Seconda Legge DINAMICA: F = ma Seconda Legge DINAMICA: F = ma (Le grandezze vettoriali sono indicate in grassetto e anche in arancione) Fisica con Elementi di Matematica 1 Unità di misura: Massa m si misura in kg, Accelerazione a si

Dettagli