Banche e mercato in Europa: I rischi finanziari ed il ruolo delle organizzazioni finanziarie internazionali 1 di Massimo Ponzellini

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Banche e mercato in Europa: I rischi finanziari ed il ruolo delle organizzazioni finanziarie internazionali 1 di Massimo Ponzellini"

Transcript

1 Banche e mercato in Europa: I rischi finanziari ed il ruolo delle organizzazioni finanziarie internazionali 1 di Massimo Ponzellini Vorrei ringraziare il prof. Nicola De Ianni (Cattedra di Storia dell'industria) ed il prof. Francesco Balletta (Cattedra di Storia delle Assicurazioni) per avermi dato la gradita opportunitaá di partecipare a questo seminario, che tratta, peraltro, un argomento di grande attualitaá e complessitaá. IlmiointerventoriguarderaÁ irischifinanziariedilruolodellegrandi organizzazioni internazionali nella comprensione e nella gestione di tali rischi. Nell'avviare questa discussione, non posso fare a meno di nascondere un certo imbarazzo nell'affrontare un tema cosõá delicato e dibattuto come quello del rischio ed in particolare dei rischi finanziari. Infatti, in questo contesto, ho la chiara impressione che il solo tentativo di illustrare, in via generale, alcune delle principali tematiche inerenti i rischi finanziari e le relative conseguenze sui mercati mi esponga, a mia volta, ad un forte rischio. In altre parole, su certi argomenti eá forse meglio tacere, percheâ quasi sempre si rischia di dire stupidaggini. E poi, quando si parla oggi di rischio finanziario, mi viene in mente il paragone con l'aids: molti danni, molta ignoranza, poca prevenzione e, soprattutto, ancora poche cure. Il concetto di rischio Innanzitutto cos'eá il rischio: forse vi stupiroá, ma il concetto di rischio eá probabilmente uno fra i piuá fraintesi nella pratica degli operatori finanziari in tutto il mondo. Questo, se vogliamo, eá paradossale, in quanto una delle pre- 1 Seminario tenuto il 14 maggio 1999, presso la FacoltaÁ di Economia della UniversitaÁ di Napoli Federico II, corsi di Storia delle Assicurazioni e della Previdenza (prof. F. Balletta), Storia dell'industria (prof. N. De Ianni) e del corso del professore a contratto Fabio Tamburini. 63

2 occupazioni principali dell'industria dei servizi finanziari, nello svolgimento delle loro funzioni, eá appunto quella di controllare e gestire le diverse tipologie di rischio. I maggiori equivoci riguardano: 1. il fatto che il rischio sia un concetto oggettivo; 2. il fatto che le imprese si assumano dei rischi; 3. il fatto che maggiori rendimenti attesi siano direttamente proporzionali a maggiori rischi assunti. Insomma sembra che il vecchio e saggio proverbio ``chi non risica non rosica'' trovi orecchie sorde nel settore finanziario. Cominciamo con una semplice definizione: rischio eá esposizione all'incertezza. Pertanto, il rischio, in quanto tale, consta di due componenti: 1. l'incertezza; 2. il livello ed il tipo di esposizione a tale incertezza. Vi faccio un esempio: quando un paracadutista si butta dall'aereo, puoá essere incerto sul fatto se il paracadute si apriraá o meno. Egli si assume quindi un rischio in quanto esposto a tale incertezza: se il paracadute non si apre, saranno guai. In questo stesso esempio, un qualsiasi spettatore a terra non si assume alcun tipo di rischio, sebbene anch'egli possa essere incerto sull'apertura o meno del paracadute: lo spettatore non ha, in questo senso, nessuna esposizione a quella incertezza. Tuttavia, possono esserci dei casi particolari in questa circostanza, ad esempio se il paracadutista eá debitore verso lo spettatore di una somma di denaro, oppure se tra i due esiste un legame di parentela. Mentre, da un lato, il paracadutista eá esposto ad un rischio fisico, lo spettatore potrebbe essere esposto ad un rischio finanziario o ad un rischio emotivo, esattamente per lo stesso evento potenziale: la mancata apertura del paracadute. Naturalmente questi rischi hanno valenze e caratteristiche molto diverse. Un sinonimo dell'incertezza eá l'ignoranza. Ci assumiamo dei rischi in quanto ignoriamo il futuro. Dopotutto, se fossimo onniscienti, non correremmo alcun tipo di rischio. Dal momento che l'ignoranza eá un'esperienza squisitamente soggettiva, lo eá anche il rischio. Vi voglio fare un altro esempio: un viaggiatore, chiamiamolo X, si precipita verso l'aereoporto per prendere un aereo (a me succede tutte le settimane), poicheâ il tempo eá minaccioso, e il volo saraá probabilmente cancellato. Egli eá incerto sulla situazione del suo volo ed eá quindi esposto all'incertezza: se il volo viene cancellato, i suoi appuntamenti saltano, con molteplici conseguenze negative. Il viaggiatore X si sta quindi assumendo un rischio. Supponiamo inoltre che, da qualche parte in cittaá, vi sia anche un viaggiatore Y che si sta dirigendo verso l'aereoporto per prendere lo stesso volo. Tale viaggiatore, provvisto di telefono cellulare, chiama l'aereoporto che gli conferma che il volo non saraá cancellato. Sulla base di questa informazione, Y ha 64

3 una minore incertezza sull'evento e si assume un minor rischio pur rimanendo invariate in termini assoluti le probabilitaá che l'aereo decolli. In questo esempio, abbiamo visto come due individui, X e Y, pur essendo esposti allo stesso evento, si assumano rischi di diversa entitaá. Il rischio eá dunque un concetto soggettivo, in questo caso attenuato dall'uso degli strumenti tecnologici. Avendo chiaro questo concetto, vi voglio fare un terzo esempio, questa volta preso direttamente dalla recente esperienza dei risparmiatori italiani che hanno toccato con mano la furia devastante dei mercati emergenti. Quando i BTP rendevano oltre il 10 per cento, parliamo fino a circa metaá del 1996, ai mercati emergenti non si interessava quasi nessuno. A seguito della graduale ma inarrestabile discesa dei tassi ± convergenti verso quelli praticati in Germania ± innescata dalle aspettative di ingresso dell'italia nell'euro, l'atteggiamento culturale dei risparmiatori (e forse anche di alcuni investitori istituzionali) eá cambiato. Con tassi al 4-5 per cento, si sono detti questi signori, percheâ non comprare qualche titolo in Lire dell'argentina, del Brasile, del Messico o della Russia, che rendono fra il 3 per cento e il 6 per cento in piuá? Da allora si eá scatenata una vera e propria caccia a questi titoli, per la gioia dei governi e dei corporates di quei paesi, noncheâ, ovviamente, di alcune investment banks specializzate in quelle aree geografiche. Se in quei giorni si andava a vedere quali erano gli spreads per quegli stessi emittenti sul mercato, ad esempio del dollaro USA, si poteva notare che i titoli, a paritaá di rischio, rendevano sensibilmente di piuá. In altri termini, il mercato americano, da lungo tempo conoscitore dei mercati emergenti, valutava il rischio di quei paesi ben di piuá rispetto al mercato italiano, che era guidato da una fame insaziabile di rendimento. Swappando in lire una obbligazione in Dollari della Petro Bras si potevano portare a casa alcune decine di basis points in piuá rispetto ad un prestito dello stesso emittente collocato direttamente sul mercato dell'eurolira. Di nuovo il rischio eá soggettivo. In questo caso la migliore gestione del rischio eá dovuta alla capacitaá di raccogliere e valutare correttamente le opportunitaá di mercato. Molti dei maggiori rischi con i quali si confrontano le aziende sono altamente soggettivi: parlo ad esempio dei rischi di credito, dei rischi operativi, dei rischi di truffa o di mismanagment, dei rischi di mercato. Alcune istituzioni possono cercare di mitigare tali rischi semplicemente attraverso la conoscenza o l'informazione. Una banca puoá ridurre il suo rischio di credito attraverso una migliore conoscenza delle controparti finanziate, cosõá come una societaá di trading puoá ridurre il suo rischio di mercato attraverso un'accurata analisi delle volatilitaá e delle correlazioni. Troppo spesso queste valutazioni ± che rappresentano la vera scelta vocazionale del banchiere ± vengono tralasciate, limitando le analisi ai patrimoni 65

4 realizzabili dei clienti, scelta questa che svilisce l'attivitaá finanziaria confinando la professionalitaá necessaria al modesto livello del burocrate bancario. Il rischio eá una esperienza personale, non solo percheâ eá soggettiva, ma soprattutto in quanto le conseguenze del rischio ricadono, in ultima analisi, sui singoli individui. Sebbene si parli di aziende come soggetti esposti al rischio, si puoá facilmente comprendere come esse siano dei meri veicoli per la trasmissione del rischio. A fine corsa, tutti i rischi che passano attraverso un'azienda, colpiscono, invariabilmente, azionisti, obbligazionisti, fornitori, dipendenti, consumatori, dirigenti e consiglieri di amministrazione. Mi correggo: in Italia, spesso, questi ultimi, assieme ai manager pubblici, sono premiati. Uno degli aspetti cruciali della gestione dei rischi d'impresa eá il fatto che non sempre coloro che si assumono dei rischi in nome e per conto dell'impresa sono quelli che, in ultima analisi, ne soffriranno le conseguenze. Infine, il concetto che a maggiori rischi vengano associati maggiori rendimenti attesi eá sostanzialmente errato. Questo concetto, assai diffuso, deriva dal Capital Asset Pricing Model (CAPM), il quale, per sommi capi, statuisce che il mercato compensa gli investitori per la presa di rischio di tipo sistematico (da non confondere con sistemico, su questo punto mi soffermo piuá avanti). Ricordo che rischio sistematico, in contrapposizione al rischio specifico, eá il rischio che un investitore si assume detenendo un intero portafoglio di attivitaá. Attraverso la diversificazione del suo portafoglio, in una moltitudine di attivitaá finanziarie, l'investitore non eá piuá soggetto al rischio derivante dal possesso di una singola attivitaá (rischio specifico), ma a quello generale del mercato (rischio sistematico). Ebbene, quand'anche il CAPM fornisca un importante contributo alla comprensione dei meccanismi che regolano i mercati finanziari, esso aiuta ben poco le aziende nella gestione dei rischi complessi o cosiddetti illiquidi. CosõÁ come non esiste alcun rendimento positivo atteso dal gettarsi da un aereo, non esiste nemmeno da rischi di truffa, di mismanagement, di inefficienza o sottoinformazione. Un esempio illuminante: le crisi finanziarie dei mercati emergenti ed il rischio sistemico Il rischio sistemico eá il rischio che una crisi finanziaria, a livello locale, possa provocare una concatenazione di eventi tale da avere gravi ripercussioni sui mercati finanziari nel loro complesso, volgarmente chiamato effetto ``domino''. Ad esempio, l'insolvenza di un importante operatore di mercato, o di un gruppo di operatori, puoá provocare una crisi di liquiditaá presso molte delle sue controparti. Queste ultime, a loro volta impossibilitate a far fronte ai propri impegni, propagano la crisi a macchia d'olio sul mercato. Quando si parla di rischio sistemico, non si puoá non fare riferimento alle 66

5 economie dei mercati cosiddetti emergenti e delle crisi politico-economico finanziarie che hanno di recente gravemente interessato alcuni di essi. Mi riferisco, in particolare, a: 1. la crisi asiatica nel settembre del 1997; 2. la crisi della Russia nell'agosto del 1998; 3. la crisi del Brasile nel novembre del Purtroppo nessuna di queste crisi puoá dirsi oggi superata. Sebbene i suddetti eventi traggano origine da situazioni di partenza sostanzialmente diverse, tutti e tre hanno comportato gravi shock finanziari a livello mondiale ed innescato una spirale di volatilitaá memorabile in quasi tutti i principali mercati azionari e obbligazionari e, per le valute interessate, anche sul mercato dei cambi. Di piuá, mi sembra di notare che esiste ormai, sia presso i gestori professionisti del risparmio sia presso i piccoli risparmiatori, quasi una psicosi delle crisi dei mercati emergenti. Al primo accenno di turbolenza, in un remoto angolo del mondo, vengono repentinamente ridotte le posizioni anche su investimenti che poco o nulla hanno a che fare con la crisi specifica paventata, salvo poi ricostruirle, nel giro di 48 ore, alla prima rassicurante smentita o alla promessa di intervento di qualche organizzazione multilaterale. La recente ondata di turbolenza sui mercati finanziari mondiali eá inusuale in un periodo caratterizzato da politiche e condizioni macroeconomiche sostanzialmente forti e stabili in molte delle economie avanzate. A seguito della dichiarazione di insolvenza della repubblica russa, nello scorso mese di agosto, l'eccezionale livello di volatilitaá determinatosi sui mercati eá stato la conseguenza di una improvvisa presa di coscienza di un problema ben noto ed, al tempo stesso, di un rifiuto del rischio. Questo ha innescato un repentino ``flight to quality'', ovvero una emigrazione degli investitori verso valori mobiliari ad elevato merito creditizio. I mercati emergenti, nel loro insieme, sono stati particolarmente colpiti da questo evento: gli spreads sui tassi del loro debito estero sono fortemente aumentati e il flusso di fonti esterne di finanziamento si eá improvvisamente ridotto in misura rilevantissima fino quasi ad arrestarsi. Tuttavia, le ripercussioni non si sono limitate ai paesi emergenti, dal momento che il ``flight to quality'' globale ha determinato un aumento degli spreads in molti dei piuá liquidi, diversificati e sofisticati mercati dei capitali del mondo, ed in particolare quello degli Stati Uniti d'america. Anche sul versante dei cambi, per conseguenza, si eá assistito ad un brusco aumento della volatilitaá del rapporto Dollaro-Yen. Le misure assunte dalla FED e da altre banche centrali, finalizzate al contenimento dei tassi a breve termine, cosõá come il pacchetto di aiuti finanziari deliberato a sostegno dell'economia del Brasile, hanno contribuito a mitigare i timori di un ``credit crunch'' (una stretta creditizia) a livello globale, 67

6 lasciando, peroá, il pagamento dei debiti subordinato ad un effettivo ripristino di condizioni di sicurezza monetaria. Tuttavia, il processo di ``deleveraging'' e di ribilanciamento dei portafogli su attivi meno rischiosi, quale risposta ad una aumentata avversitaá al rischio, non si eá probabilmente esaurito del tutto. La situazione rimane improntata ad una estrema fragilitaá per quanto riguarda i mercati emergenti, ma anche per un buon numero di mercati maturi. L'avere sfiorato una profonda crisi di liquiditaá a livello globale ha sollevato alcune importanti domande relativamente alle dinamiche che regolano il mercato internazionale dei capitali e le misure da adottare per aumentare le capacitaá di recupero dei mercati finanziari, noncheâ ridurre i rischi di tipo sistemico, aumentando le capacitaá di monitoraggio e controllo da parte del sistema. Queste domande sono: 1. percheâ il default della Russia, in agosto, ha innescato una massiccia, globale, revisione dei criteri di prezzatura del rischio per i mercati emergenti? 2. Perche il conseguente clima di turbolenza ha generato forti tensioni, brutali aumenti degli spreads creditizi ed eccezionali oscillazioni nei prezzi dei titoli di Stato in alcuni dei piuá solidi mercati finanziari del mondo, come quello ad esempio degli Stati Uniti? Tutto questo, peraltro, proprio nel momento in cui iniziava la crisi del fondo speculativo LTCM? 3. Quali misure possono essere prese per rafforzare il mercato internazionale dei capitali e arginare il rischio di problemi di natura sistemica? Bisogna essere chiari su un punto: le recenti crisi dei mercati finanziari sono state precedute da molti anni di sensibili riduzioni degli spreads su una ampia gamma di valori mobiliari a reddito fisso e un eccezionale flusso di investimenti sui mercati emergenti. Sebbene la prima crisi del sud est asiatico abbia, in qualche misura, imposto una battuta d'arresto a tale trend, gli effetti di quella crisi si sono fatti sentire piuá che altro a livello locale. Il caso della Russia, invece, ha determinato un processo molto allargato di ri-valutazione e di riprezzatura delle componenti di rischio su tutti i mercati emergenti. Questo percheâ mentre il mercato del sud est asiatico, di per seâ molto esteso, aveva interazioni commerciali, principalmente, circoscritte a tale area geografica ed al Giappone, il piuá piccolo mercato russo ± al contrario ± godeva di forti collegamenti internazionali. Questo non solo ha fortemente compromesso la capacitaá di indebitamento dei paesi emergenti, ma ha anche determinato un allargamento degli spreads nei mercati piuá maturi, noncheâ gravi problemi di liquiditaá sul breve e brevissimo termine per i soggetti coinvolti. Buona parte di queste reazioni umorali al default russo sono sõá spiegate dalla dimensione delle perdite su posizioni ed esposizioni creditizie verso quel paese, ma esse non sono sufficienti a spiegare il fenomeno nella sua interezza. Di ben maggiore importanza eá stato il ruolo del collasso della repubblica russa, quale evento chiave a conferma di previsioni largamente condivise sui rischi di 68

7 default dei mercati emergenti nel loro insieme e della volontaá e capacitaá della comunitaá finanziaria internazionale di sostenere i paesi in crisi. In altre parole, l'aver ``permesso'' che la Russia facesse default eá stato visto da alcune controparti come una messa in discussione della disponibilitaá della comunitaá internazionale ad intervenire a favore di altri paesi in difficoltaá. A quel punto, si eá temuto che alcuni paesi potessero addirittura mettere in atto misure restrittive sul flusso dei capitali (come eá poi successo per la Malesia). Un'altra questione importante sono le radici delle vulnerabilitaá che hanno fatto sõá che l'evento russo incidesse, in misura rilevante, su un mercato liquido e stabile come quello degli USA e abbiano addirittura indotto una primaria banca centrale a farsi promotrice del salvataggio di un hedge fund, l'ltcm appunto. Il prosciugamento della liquiditaá eá stato determinato dalla contestualitaá di un elevato numero di importanti investitori nello smobilitare rapidamente posizioni altamente levereggiate, messe in piedi con l'idea sia di guadagnare arbitraggiando sugli spreads creditizi dei mercati piuá maturi o magari di approfittare fra differenze sul costo di provvista fra importanti valute, come nel caso Dollaro USA-Yen (indebitamento in Yen, investimento in Dollari). Questo cumulo di posizioni aperte, oltremodo rischiose in ragione della consistente leva e quindi dell'effetto moltiplicativo sui movimenti di mercato che si portavano dietro, eá una spiegazione importante della vulnerabilitaá del sistema ad un'aumentata percezione del rischio. In questo senso non mi sembra azzardato affermare che una delle cause della veloce propagazione delle crisi eá proprio l'aviditaá di guadagno (greed) in gergo anglosassone) degli operatori. Ma in fondo, a ben vedere, l'aviditaá esiste da che mondo eá mondo: i conquistadores spagnoli, giaá nel sedicesimo secolo, non esitarono a massacrare le popolazioni inca e azteche nella parossistica ricerca dell'eldorado. E allora qui tocchiamo un problema molto piuá complesso: il livello di sofisticazione degli strumenti finanziari e l'interconnessione tecnologica dei mercati sono ± in fin dei conti ± un bene o un male? Posso solo dirvi che oggi non mi arrischieroá a rispondere a questa domanda. Il ruolo dei prodotti derivati Molte autorevoli voci di esperti ed operatori indicano nei prodotti derivati, o meglio nel loro eccessivo e spregiudicato utilizzo, una delle principali cause della fragilitaá del sistema finanziario globale. Partiamo da una premessa. La nascita dei prodotti derivati ha rappresentato ± nel mondo della finanza ±, all'incirca, quello che la scoperta della ruota ha rappresentato nel mondo dei trasporti: una rivoluzione. Cosa sono i prodotti derivati? Come dice la parola stessa, i derivati sono 69

8 strumenti finanziari che ``derivano'' il loro valore da altre attivitaá. Quali? Praticamente tutte: dalle azioni ai tassi di interesse e alle valute, dal petrolio al caffeá e all'oro. Questi prodotti permettono all'utente di essere esposto alle fluttuazioni dei prezzi di un numero pressocheâ illimitato di attivitaá (finanziarie e reali) con un impegno economico, spesso, molto contenuto. In altre parole, sono strumenti potenti e flessibili e questo ne ha determinato il loro spettacolare successo. I derivati vengono utilizzati per due scopi principali: la copertura dei rischi e la speculazione finanziaria. Chi sono gli utilizzatori? Una vasta gamma di soggetti: le banche, le assicurazioni, i fondi comuni di investimento, le aziende industriali e infine i piccoli risparmiatori. Ovviamente, non tutti questi soggetti usano i derivati con i medesimi obbiettivi. Nella seconda metaá degli anni Ottanta, i prodotti derivati hanno conosciuto una crescita esponenziale dei volumi e, parallelamente, eá cresciuta la quantitaá di attivitaá che tali derivati controllano, in gergo l'``underlyng'' ± il soggiacente. La diffusione geografica del mercato dei derivati eá diventata in breve tempo impressionante, toccando i mercati del nord-est asiatico, dell'america Latina, dei paesi dell'europa dell'est e della Russia. In un limitato numero di anni e in qualche misura ancora oggi, questi prodotti hanno fatto la fortuna delle banche di investimento e dei relativi traders. In qualche occasione, viceversa, hanno causato veri e propri disastri finanziari (chi non ricorda gli episodi Metalgesellschaft, Barings, Procter & Gamble, Orange County?). Perche tutto cioá? Come qualsiasi nuovo approccio elettronico appena sfornato sul mercato e che promette grandi prestazioni, anche i derivati possono ± eventualmente ± essere altamente prestanti, a condizione che il foglietto delle istruzioni venga letto e ben capito. Molti clienti, grandi e piccini, quel foglietto lo hanno letto poco e male, e, in molti casi, non lo hanno letto affatto: si sono ritrovati con un potente mezzo fra le mani senza averne la minima capacitaá di controllo. Come si puoá ragionevolmente pensare che un guidatore di utilitarie possa all'improvviso mettersi con successo al volante di una Formula 1? E Á evidente che le probabilitaá di incidenti saranno elevate. Questo spiega in parte percheâ gli swap, le opzioni, i futures hanno creato tanti guai a tanta gente. In parte percheâ questi guai si spiegano anche per l'aviditaá di qualcuno degli utilizzatori, nel frenetico inseguimento della performace. Due esempi: le banche, che hanno fatto abbondante uso di opzioni per abbattere i propri costi di raccolta e i Chief Financial Officers delle aziende, anch'essi grandi utilizzatori per migliorare il rendimento della loro tesoreria. Il che, se vogliamo, in entrambi i casi, rappresenta una distorsione: le banche dovrebbero pagare la provvista per quello che eá il loro merito creditizio, i tesorieri non dovrebbero speculare essendo il loro ruolo di mero supporto al core business aziendale, cioeá l'industria. 70

9 Per non parlare delle migliaia di piccoli risparmiatori che, nei momenti di euforia borsistica di qualche mese fa, si sono improvvisati acquirenti di opzioni e futures sul MIB 30 o sullo Standard & Poor's 500. Sapevano essi che avrebbero rischiato di perdere tutta la ``mise'' o addirittura di rovinarsi se il mercato si fosse messo dalla parte sbagliata? In teoria, gli intermediari finanziari venditori di questi gioielli dovrebbero spiegare tutto ai potenziali compratori, ma lo fanno davvero? I gestori di prodotti derivati sono sempre meno e sempre piuá grossi (molti dei piccoli sono falliti o sono stati preda di acquisto), percheâ per sopravvivere, in questo settore di attivitaá, sanno che devono avere le spalle larghe. In altri termini, devono avere il supporto ± il ``backing'' ± di un forte patrimonio, che solo una grande banca commerciale o un'assicurazione di elevata qualitaá creditizia puoá dar loro. Questi pochi operatori dovranno spartirsi su un mercato sempre piuá ampio, percheâ le esigenze e la sofisticatezza della clientela continuano ad aumentare. Ma, proprio per evitare i dolorosi incidenti del passato, la gestione dei rischi dovraá essere improntata ad una crescente prudenza. La gestione dei rischi finanziari La turbolenza dei mercati fa sorgere anche importanti quesiti sulla trasparenza dell'informazione, sulla gestione dei rischi e sul controllo delle procedure dei grandi players, e, infine, sull'adeguatezza della vigilanza prudenziale da parte delle autoritaá. Il punto eá proprio questo: come eá possibile che si siano potute impunemente costituire ± nell'ignoranza delle autoritaá di controllo o con la loro complice benevolenza ± posizioni cosõá rilevanti da esacerbare in tal modo i rischi finanziari? Proviamo ad esaminare alcuni aspetti del problema. 1. La mancanza di trasparenza: il fatto che le autoritaá di controllo non siano riuscite ad udire i campanelli d'allarme che, di tanto in tanto, risuonavano nel mercato sembra imputabile ad una mancanza di trasparenza sull'entitaá delle posizioni che erano state create. Questo percheâ? Per una serie di ragioni. Primo, per la natura di per se stessa opaca del segmento dei prodotti ``over - the - counter'', per i quali non esiste un vero prezzo di mercato. Secondo, per la difficoltaá di valutare prodotti finanziari sempre piuá complessi (si pensi ad esempio ai prodotti strutturati a lungo termine con esposizione indici di borsa). Terzo, per il desiderio di molte istituzioni di mantenere un atteggiamento di segretezza per meglio sfruttare opportunitaá di guadagno. 2. La debolezza dei modelli di gestione dei rischi finanziari: i modelli di gestione del rischio finanziario hanno abbondantemente dimostrato, nei momenti sopra citati, la loro inadeguatezza. Anche qui tre ragioni principali. Primo, scarsa attenzione eá stata prestata agli eventi con bassa e bassissima probabilitaá, forse a causa di inadeguato testing sotto sforzo e, probabilmente, 71

10 nella convinzione che il mercato non potesse seriamente cambiare direzione. Secondo, in molti casi i modelli presupponevano l'esistenza di adeguata liquiditaá per lo smobilizzo delle posizioni senza eccessive ripercussioni sui prezzi. Questo limite tecnico diventava particolarmente pericoloso quando la maggioranza degli operatori deteneva le medesime operazioni. Terzo, poca attenzione eá stata prestata alla correlazione fra rischi di credito e rischi di mercato. Ciascuno dei grandi modelli finanziari di valutazione e gestione dei rischi (si possono citare: 1. VAR - Value at Risk; 2. RAROC - Risk Adjusted Return on Capital; 3. Riskmetrics) ha evidenziato limiti tecnici, ed in particolare tutti sottostimavano le correlazioni fra mercati e prodotti, che si sono rilevate ± nei momenti critici ± estremamente elevate. 3. L'inadeguato ruolo degli organismi di controllo: anche le autoritaá di controllo hanno peccato di leggerezza, dimostrandosi inadeguate a comprendere, monitorare e regolamentare l'attivitaá finanziaria negli ultimi anni. Una seria e preoccupata riflessione deve essere fatta a questo riguardo. Le banche centrali, la BRI, e le altre autoritaá con compiti di vigilanza prudenziale e di sorveglianza sui mercati, devono trovare un consenso su un diverso atteggiamento nei confronti della nuova finanza. Alcune misure di tipo preventivo possono riguardare, ad esempio, piuá elevati margini di garanzia sulle operazioni in derivati, l'innalzamento dei coefficienti minimi di solvibilitaá delle banche in base agli accordi di Basilea, una regolamentazione piuá stringente per gli operatori speculativi quali gli hedge funds. I temi che abbiamo affrontato, come dicevo, sono complessi, non tanto percheâ trattano di strumenti cui sottostanno costruzioni tecniche complesse, ma soprattutto percheâ eá difficile, se non impossibile, tornare indietro. Immaginate se, ad esempio, la FED decida di chiudere tutti gli hedge funds americani. Si leverebbe un coro di proteste da parte dei fautori del libero mercato, che ravviserebbero nel gesto della FED un segnale preoccupante di dittatura reazionaria. Dunque, se non si puoá tornare indietro non resta che adottare misure di prevenzione, cioeá regolamentare e controllare. Ma anche questo non eá facile: se si regolamenta e si controlla troppo, ci si espone alle stesse critiche, se non lo si fa abbastanza non serve a nulla. Ci vuole una giusta via di mezzo, ma il mezzo, cosõá come la normalitaá, non esiste. Non resta che fa ire avec, come dicono i francesi. In questi casi, solo il buon senso eá sovrano, come chi eá attento e veloce si arricchiraá a scapito del distratto e del lento. Tutto questo con o senza telefoni, monitor e autoritaá di controllo. Le politiche delle organizzazioni internazionali Detto questo, cosa hanno fatto e cosa stanno facendo le organizzazioni 72

11 internazionali, o per essere piuá precisi le istituzioni finanziarie internazionali, con riferimento alla gestione delle crisi dei mercati finanziari? Permettetemi un passo indietro, dal momento che questa domanda presuppone che abbiate chiari almeno tre concetti. 1. Quali sono le principali istituzioni finanziarie internazionali; 2. Perche vengono chiamate in causa in queste circostanze; 3. Quali sono i loro rispettivi ambiti e le autonomie operative. Per istituzioni finanziarie internazionali (International Financial Institutions, IFIs in gergo) si intendono: 1. la African Development Bank (AfDB); 2. la Asian Development Bank (ADB); 3. la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS, EBRD per gli inglesi e BERD per i francesi); 4. la Banca Europea per gli Investimenti (BEI); 5. la Inter-American Development Bank (IDB); 6. la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS, IBRD) comunemente nota come Banca Mondiale (World Bank); 7. la International Finance Corporation (IFC); 8. la Nordic Investment Bank (NIB). Il Fondo Monetario Internazionale (FMI, IMF) e la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), sebbene svolgano ruoli importanti, direi forse cruciali, nelle situazioni di crisi delle economie mondiali, non sono IFIs nel senso stretto del termine. La principale caratteristica che differenzia le IFIs dalle altre istituzioni finanziarie eá la loro compagine azionaria. Gli azionisti delle IFIs sono i governi degli stati membri e gli statuti delle IFIs sono trattati internazionali fra stati sovrani. Questo fa sõá che le IFIs siano delle intermediarie atipiche: la loro base di capitale e di debito, insomma il loro passivo, proviene da investitori sostanzialmente ricchi, mentre l'attivo puoá essere impiegato a favore di paesi piuá poveri. Una particolare caratteristica delle IFIs eá la loro natura multilaterale, intendosi con cioá che una insolvenza verso una IFI si ripercuote su tutti i suoi azionisti. Questo eá un forte deterrente al default per tutte le controparti finanziate, molto piuá che rispetto ad un normale rapporto creditizio bilaterale. Quindi, qualsiasi prenditore di fondi faraá default verso una IFI solo in casi di eccezionale gravitaá. Lo stato patrimoniale della maggior parte delle IFIs eá cosõá costituito: capitale e prestiti obbligazionari nel passivo, impieghi e tesoreria nell'attivo Dal momento che le grandi IFIs godono del massimo merito creditizio sul mercato, che gli deriva da un lato dal sostegno degli azionisti e dall'altro dalla politica estremamente prudenziale in termini di gearing ratio e di qualitaá degli 73

12 impieghi, possono raccogliere e quindi prestare risorse finanziarie alle migliori condizioni economiche. Come dicevo, le IFIs hanno come azionisti governi di stati sovrani. Gli azionisti della BEI, ad esempio, sono i quindici stati membri della ComunitaÁ Europea. L'azionariato della Banca Mondiale eá, invece, esteso a molti altri paesi. Sebbene ciascuna delle IFIs abbia un suo ambito di specializzazione che puoá essere geografico e/o settoriale, un denominatore comune di tutte queste organizzazioni eá che sono degli istituti di finanziamento. Le IFIs, quindi, prestano denaro a enti pubblici, banche e societaá private in una moltitudine di paesi, che non necessariamente sono i loro azionisti. Le IFIs erogano finanziamenti sulla base di specifici progetti tecnici (costruzione di una autostrada, di un ospedale, di una centrale elettrica, di un impianto per lo smaltimento di rifiuti, di un sistema di irrigazione o semplicemente per l'acquisto di una pressa meccanica di una piccola e media impresa). In ogni caso, il progetto deve avere un suo equilibrio da un punto di vista tecnico (l'autostrada deve essere fisicamente percorribile), economico (non deve esserci un'altra soluzione con gli stessi benefici a costi minori) e finanziario (il tasso finanziario interno di rendimento deve essere in linea con quello medio per quel tipo di investimento). Diverso eá il ruolo del Fondo Monetario Internazionale, che eá una istituzione di tipo cooperativo costituita con 182 paesi soci con l'obiettivo di mantenere un sistema di compravendita delle valute fra i vari paesi, in modo che i pagamenti fra di loro possano avvenire fluidamente e senza ritardi. Solo in un secondo tempo, il ruolo del FMI eá diventato quello di prestatore di denaro ai paesi con gravi difficoltaá finanziarie. Inoltre, i mezzi finanziari del FMI sono le quote di capitale dei paesi azionisti, oltre ad una speciale linea di credito (onerosa) con un certo numero di governi e di banche in tutto il mondo. Diverso eá il ruolo della BRI, che svolge principalmente il ruolo di banca al servizio delle varie banche centrali. Il capitale della BRI eá posseduto da 120 azionisti fra banche centrali ed istituzioni finanziarie internazionali. In questo ambito, la BRI offre una ampia gamma di servizi alle banche centrali per quanto concerne la gestione delle loro riserve valutarie. Fornisce, inoltre, un importante contributo alla definizione delle politiche monetarie internazionali ed eá un raffinato centro di ricerca economica e monetaria per la comprensione del funzionamento dei mercati finanziari. Infine, la BRI agisce quale agente e fiduciario nell'implementazione di vari accordi finanziari internazionali. Notiamo da subito, quindi, alcune differenze fra le IFIs, da un lato, e il FMI e la BRI, dall'altro: 1. le IFIs sono essenzialmente degli istituti di finanziamento multilaterali, mentre il FMI eá principalmente un garante della stabilitaá del mercato valutario fra i paesi azionisti e la BRI un fornitore di servizi alle banche centrali. 74

13 Occasionalmente, e solo a determinate condizioni, il FMI opera in qualitaá di prestatore di denaro. Anche la BRI, occasionalmente, puoá agire quale prestatore di denaro alle banche centrali, spesso in coordinamento con il FMI; 2. le risorse finanziarie delle IFIs sono rappresentate, principalmente, da debito raccolto sul mercato dei capitali, mentre quelle del FMI sono essenzialmente il capitale dei soci. Le risorse finanziarie della BRI, invece, sono costituite dai fondi depositati presso di essa dalle varie banche centrali; 3. le IFIs erogano finanziamenti sulla base di singoli progetti e in condizioni di equilibrio. Solo occasionalmente le IFIs, e comunque non tutte, possono partecipare a programmi di sostegno, che sono, invece, il principale motivo per il quale il FMI eá attivo in qualitaá di finanziatore. La BRI partecipa a programmi di aiuto solo occasionalmente, di norma nell'ambito di un programma generale di sostegno coordinato dal FMI o dalla Banca Mondiale, facendosi carico dei fabbisogni di riserva e di natura valutaria delle banche centrali. Appare quindi chiaramente una diversitaá nei ruoli istituzionali svolti dalle IFIs in contrapposizione con il FMI e la BRI. Le prime operano in qualitaá di finanziatrici di specifici progetti reperendo i fondi necessari attraverso il collocamento di valori mobiliari sul mercato dei capitali. Le seconde hanno precise responsabilitaá istituzionali nei confronti di una moltitudine di controparti, il FMI per quanto concerne il controllo dei flussi valutari e la BRI per quanto concerne la gestione delle riserve delle banche centrali e la promozione di una stabilitaá finanziaria internazionale. Ritornando al problema della crisi dei mercati, oggetto del dibattito di oggi, credo si debba fare chiarezza su come intervengono IFIs e FMI nei confronti dei paesi origine di tali crisi. In una situazione di normalitaá, molte IFIs concedono prestiti a governi, enti pubblici ed imprese. La BEI, ad esempio, opera con i paesi extra europei nell'ambito di specifici mandati e presta denaro con garanzia integrale (sia sul rischio politico che su quello commerciale) della ComunitaÁ Europea. A volte, qualora sussistano particolari condizioni, la BEI eá disponibile ad assumersi il rischio commerciale dell'operazione, lasciando a carico della ComunitaÁ solo quello politico. Si parla allora di finanziamenti in regime di risk-sharing. Le IFIs sono istituti di finanziamento senza scopo di lucro. Operano, cioeá, con spreads tecnici minimi (pochi punti base) fra fonti ed impieghi al solo fine della copertura dei costi operativi. Questo non significa che le IFIs si possono permettere di perdere soldi con una politica creditizia allegra. Se cosõá facessero infatti, la qualitaá del loro attivo peggiorerebbe e subirebbero un downgrading da parte delle agenzie di rating. Questo provocherebbe un aumento del loro costo di raccolta sui mercati che si ripercuoterebbe, a sua volta, sul prezzo dei finanziamenti erogati. 75

14 Se da un lato, la politica generale delle IFI eá quella di colmare i vuoti (filling the gaps) dei paesi piuá o meno abbienti, siano essi relativi all'industria, alle infrastrutture, all'energia, all'ambiente, all'educazione o alla sanitaá, la gestione prudenziale del bilancio impone alle IFIs una esternalizzazione del rischio, il che significa il reperimento sul mercato di adeguate garanzie. E Á facilmente comprensibile come, in situazioni di gravi turbolenze di certi mercati, il reperimento di garanzie bancarie non sia agevole. Pertanto, alle prime avvisaglie di una crisi, le IFIs assumono di norma un atteggiamento di chiusura. In questo l'intervento delle IFIs differisce da quello del FMI, che presta solo ed esclusivamente in occasione di difficoltaá finanziarie di un paese azionista. Beninteso, anche il FMI non regala i soldi a nessuno: presta solo se il paese in questione si assume seri impegni per mettere in atto profondi interventi strutturali di risanamento della sua economia. Questo almeno sulla carta: nulla mi impedisce di riflettere sul fatto che gli interventi del FMI siano a volte finalizzati solo ad arginare il tremendo panico che si crea sui mercati, dando una effimera boccata di ossigeno al moribondo e, in fin dei conti, mitigare almeno in parte la propagazione dei rischi. Conclusione Mi rendo conto che esiste molta confusione, e forse anche molta ignoranza, su un tema delicato come quello della crisi dei mercati finanziari. La mancanza di strumenti adeguati ad una tempestiva ed accurata informazione accentuano la forte sensazione di insicurezza degli operatori, pur desiderosi di guadagnare denaro. Questa eá in fondo la contraddizione della natura umana, che spinge gli individui a ricercare la soddisfazione laddove essa sembra facilmente raggiungibile, salvo poi pentirsi amaramente delle scelte fatte. Rimango dell'idea che nessuna autoritaá di vigilanza del mondo neâ nessuna legge impediraá mai allo sciocco di mettersi nei guai. In questi frangenti, una buona ed equilibrata capacitaá di giudizio basata su solide conoscenze tecniche e confortata da accurate analisi storiche eá probabilmente il miglior antidoto al rischio. Ma soprattutto non dimenticare mai che il denaro eá un ottimo servitore ma un pessimo padrone! 76

Alla ricerca del rendimento perduto

Alla ricerca del rendimento perduto Milano, 10 aprile 2012 Alla ricerca del rendimento perduto Dalle obbligazioni alle azioni. La ricerca del rendimento perduto passa attraverso un deciso cambio di passo nella composizione dei portafogli

Dettagli

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Convegno LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Finanziamenti alle Imprese: nuove politiche di prezzo e nuove strategie commerciali delle Banche Perché la disciplina sul capitale di vigilanza delle banche

Dettagli

INTERVENTI. L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche

INTERVENTI. L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche INTERVENTI L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche di MAURIZIO CALELLO È arrivato a conclusione dopo un lungo e intenso lavoro il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 Si può essere quotati in Borsa e avere un ottica di lungo periodo? E come recuperare un merito creditizio

Dettagli

OGGETTO: SEPARAZIONE BANCARIA E RIFORMA NORMATIVA SECONDO IL MODELLO DELLA LEGGE GLASS - STEAGALL

OGGETTO: SEPARAZIONE BANCARIA E RIFORMA NORMATIVA SECONDO IL MODELLO DELLA LEGGE GLASS - STEAGALL REGIONE TOSCANA Consiglio Regionale Gruppo Consiliare Gruppo Misto Firenze, 7 maggio 2013 Al Presidente del Consiglio della Regione Toscana On. Alberto Monaci MOZIONE (ai sensi dell art. 167 Reg. Interno)

Dettagli

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi. BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Dettagli

operatori finanziari in piazza Godiasco Salice Terme 14-15-16 settembre 2012

operatori finanziari in piazza Godiasco Salice Terme 14-15-16 settembre 2012 1 operatori finanziari in piazza Godiasco Salice Terme 14-15-16 settembre 2012 Interventi sul tema: Le origini della crisi La bolla dei sub-prime e il fallimento di Lehman Brothers La globalizzazione dei

Dettagli

Diversifica et Impera La forza tranquilla del Fondo Comune - Citywire

Diversifica et Impera La forza tranquilla del Fondo Comune - Citywire Pagina 1 di 10 Diversifica et Impera La forza tranquilla del Fondo Comune DiSimone Funghi / 28 luglio 2015 Ebbene sì. Esiste. Non è una leggenda metropolitana. Non è come il Bigfoot o Nessy a Lochness.

Dettagli

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Economia > News > Italia - lunedì 13 gennaio 2014, 16:00 www.lindro.it Segnali positivi Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Antonio Forte La

Dettagli

Investire. Costituzione del patrimonio zweiplus Trarre vantaggio dai fondi. E di più.

Investire. Costituzione del patrimonio zweiplus Trarre vantaggio dai fondi. E di più. Investire Costituzione del patrimonio zweiplus Trarre vantaggio dai fondi. E di più. Unbenannt-3.indd 1 27.1.2009 14:12:11 Uhr E il suo denaro rende di più. La consulenza della bank zweiplus. Stimata investitrice,

Dettagli

CREDITO ALLE INDUSTRIE

CREDITO ALLE INDUSTRIE CREDITO ALLE INDUSTRIE COFIRE: CONSORZIO FIDI DELL INDUSTRIA DI REGGIO EMILIA ASSEMBLEA DI BILANCIO 2015. OLTRE 36 MILIONI DI EURO EROGATI NELL ESERCIZIO NETTA CRESCITA SU ANNO PASSATO. RIPRESI GLI INVESTIMENTI

Dettagli

KAIROS PARTNERS SGR S.p.A.

KAIROS PARTNERS SGR S.p.A. KAIROS PARTNERS SGR S.p.A. Relazione Semestrale al 30.06.2015 FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO MOBILIARE APERTO Kairos Income Kairos Partners SGR S.p.A. Sede Legale: Via San Prospero 2, 20121 Milano Tel 02.777181

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

Il sistema monetario

Il sistema monetario Il sistema monetario Premessa: in un sistema economico senza moneta il commercio richiede la doppia coincidenza dei desideri. L esistenza del denaro rende più facili gli scambi. Moneta: insieme di tutti

Dettagli

Il sistema monetario

Il sistema monetario Il sistema monetario Premessa: in un sistema economico senza moneta il commercio richiede la doppia coincidenza dei desideri. L esistenza del denaro rende più facili gli scambi. Moneta: insieme di tutti

Dettagli

GUIDA ALLA LETTURA DELLE SCHEDE FONDI

GUIDA ALLA LETTURA DELLE SCHEDE FONDI GUIDA ALLA LETTURA DELLE SCHEDE FONDI Sintesi Descrizione delle caratteristiche qualitative con l indicazione di: categoria Morningstar, categoria Assogestioni, indice Fideuram. Commenti sulla gestione

Dettagli

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43 RAPPORTO BANCHE SOMMARIO E CONCLUSIONI 3 LA CONGIUNTURA BANCARIA IN EUROPA 7 L attivo bancario 8 Gli impieghi 8 I crediti deteriorati 14 I titoli in portafoglio 17 Le azioni e partecipazioni 19 Le passività

Dettagli

2014 : Fondi o Etf? Mono o multimarca?

2014 : Fondi o Etf? Mono o multimarca? 2014 : Fondi o Etf? Mono o multimarca? Venerdì 29 novembre 2013 In questo Diario di Bordo parliamo in sintesi: MERCATO OBBLIGAZIONARIO. MEGLIO FONDI O ETF? MEGLIO OPERARE CON UNA SOLA SOCIETA DI GESTIONE

Dettagli

retemmt www.retemmt.it

retemmt www.retemmt.it MMT Primer di L. Randall Wray Blog 25 retemmt www.retemmt.it La solvibilità della valuta e il caso particolare del Dollaro USA di L. Randall Wray Postato il 20 novembre 2011 Nei blog recenti stiamo esaminando

Dettagli

IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA

IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA IN OTTICA BASILEA 2 DOTT. GABRIELE TROISE - troise@innofin.net 1 PRINCIPI ISPIRATORI DI BASILEA 2 BASILEA 2 E UNA NORMATIVA DIRETTA ALLE BANCHE. FUNZIONE PRECIPUA DELLA

Dettagli

Il concetto di rischio

Il concetto di rischio Il concetto di rischio Il rischio si presenta in forma simmetrica: vi è la possibilità di ottenere un risultato inferiore a quello più probabile ma anche di ottenere un risultato superiore. Si può guardare

Dettagli

INTESA SANPAOLO PRIVATE BANK (SUISSE) SA

INTESA SANPAOLO PRIVATE BANK (SUISSE) SA RELAZIONE ANNUALE 2011 INTESA SANPAOLO PRIVATE BANK (SUISSE) SA Sede sociale in Lugano, Via Frasca 5 Capitale Sociale CHF 20'000 000 Interamente detenuto da Société Européenne de Banque SA, Lussemburgo

Dettagli

Personal Financial Services Fondi di investimento

Personal Financial Services Fondi di investimento Personal Financial Services Fondi di investimento Una forma di investimento a rischio controllato che schiude interessanti prospettive di guadagno. Questo dépliant spiega come funziona. 2 Ottenete di più

Dettagli

A volte il risultato della revisione è l'attribuzione di un rating peggiorativo, che può portare alla revoca in tronco degli affidamenti!

A volte il risultato della revisione è l'attribuzione di un rating peggiorativo, che può portare alla revoca in tronco degli affidamenti! Accade spesso che la banca vada a visitare l azienda solo quando deve acquisirne la relazione o, successivamente, per collocare nuovi prodotti o chiedere maggiori flussi di lavoro o relazioni indotte,

Dettagli

Il ruolo del Credito in Sardegna

Il ruolo del Credito in Sardegna Il ruolo del Credito in Sardegna Seminario del 16 luglio 2007 Vorrei circoscrivere il perimetro del mio intervento alle problematiche che coinvolgono il target di clientela di Artigiancassa. Noi infatti

Dettagli

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza Dopo aver letto attentamente il seguente articolo giornalistico, Il rischio debito affonda le Borse, il candidato risponda ai seguenti quesiti tenento conto che la risposta corretta è una soltanto. FRANCOFORTE.

Dettagli

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana 1. LA MOTIVAZIONE Imparare è una necessità umana La parola studiare spesso ha un retrogusto amaro e richiama alla memoria lunghe ore passate a ripassare i vocaboli di latino o a fare dei calcoli dei quali

Dettagli

La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che,

La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che, La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che, prevedendo un aumento delle quotazioni dei titoli, li acquistano,

Dettagli

La situazione dell investitore è chiaramente scomoda e occorre muoversi su due fronti:

La situazione dell investitore è chiaramente scomoda e occorre muoversi su due fronti: Analisti e strategisti di mercato amano interpretare le dinamiche dei mercati azionari in termini di fasi orso, fasi toro, cercando una chiave interpretativa dei mercati, a dimostrazione che i prezzi non

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca. Intervento fuori programma

NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca. Intervento fuori programma NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca Intervento fuori programma Buona sera. Grazie a Giovanni Puglisi che mi ha dato la parola. La mia è una voce diversa da tutte quelle che mi hanno

Dettagli

Fondo Raiffeisen Strategie Fonds

Fondo Raiffeisen Strategie Fonds Relazione Semestrale al 30.06.2013 Fondo ADVAM Partners SGR S.p.A. Sede Legale: Via Turati 9, 20121 Milano Tel 02.620808 Telefax 02.874984 Capitale Sociale Euro 1.903.000 i.v. Codice Fiscale, Partita IVA

Dettagli

15^ Congresso AIAF ASSICOM ATIC FOREX

15^ Congresso AIAF ASSICOM ATIC FOREX 15^ Congresso AIAF ASSICOM ATIC FOREX Milano, 21 febbraio 2009 Alessandro Profumo CEO UniCredit Group Relazione Introduttiva In questi ultimi anni il sistema finanziario internazionale è stato caratterizzato

Dettagli

Sistema bancario globale: frammentazione o cambiamenti strutturali?

Sistema bancario globale: frammentazione o cambiamenti strutturali? RESeT INTERNAZIONALE Vox STIJN CLAESSENS, NEELTJE VAN HOREN ED. IT. DI ALDO CARBONE 6 Dicembre 2014 Sistema bancario globale: frammentazione o cambiamenti strutturali? La crisi finanziaria mondiale ha

Dettagli

Piano Economico Finanziario 2008. Consiglio Generale: seduta del 26 Ottobre 2007

Piano Economico Finanziario 2008. Consiglio Generale: seduta del 26 Ottobre 2007 Piano Economico Finanziario 2008 e previsioni anni 2009 e 2010 Consiglio Generale: seduta del 26 Ottobre 2007 Indice Scenario & Previsioni PIANO ANNUALE 2008 1Fonti di finanziamento 2Impieghi 3Ricavi 4Costi

Dettagli

8a+ Investimenti Sgr. Latemar

8a+ Investimenti Sgr. Latemar 8a+ Investimenti Sgr Fondo Comune d Investimento Mobiliare Aperto Latemar RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2007 Sede Legale: Varese, Piazza Monte Grappa 4 Tel 0332-251411 Telefax 0332-251400 Capitale

Dettagli

IL CAPITALE. 1) Domanda di capitale 2) Offerta di capitale

IL CAPITALE. 1) Domanda di capitale 2) Offerta di capitale IL CAPITALE 1) Domanda di capitale 2) Offerta di capitale CAPITALE FINANZIARIO E CAPITALE REALE Col termine capitale i si può riferire a due concetti differenti Il capitale finanziario è costituito dalla

Dettagli

Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito. La finanza etica

Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito. La finanza etica Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito La finanza etica Idea di sovversivi o segmento di mercato? 1. La finanza etica, per alcuni, è la strada per una obiezione finanziaria. Tutto il mondo della

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

Contratti per differenza (CFD)

Contratti per differenza (CFD) Avvertenza per gli investitori 28/02/2013 Contratti per differenza (CFD) Messaggi chiave I CFD ( contracts for difference ) sono prodotti complessi e non sono adatti a tutti gli investitori. Non investite

Dettagli

FARE SOLDI CON IL FOREX TRADING E LA LEVA FINANZIARIA

FARE SOLDI CON IL FOREX TRADING E LA LEVA FINANZIARIA Marco Calì FARE SOLDI CON IL FOREX TRADING E LA LEVA FINANZIARIA Edizione Gennaio 2008 Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta con alcun mezzo.

Dettagli

Asset allocation: settembre 2015. www.adviseonly.com www.adviseonly.com/blog

Asset allocation: settembre 2015. www.adviseonly.com www.adviseonly.com/blog Asset allocation: settembre 2015 /blog Come sono andati i mercati? Il rallentamento della Cina, la crisi in Grecia, il crollo delle materie prime e la moderata crescita dell economia americana hanno sollevato

Dettagli

STRUMENTI E PRODOTTI FINANZIARI (2)

STRUMENTI E PRODOTTI FINANZIARI (2) STRUMENTI E PRODOTTI FINANZIARI (2) Novembre 2011 Università della Terza Età 1 Le Obbligazioni Le obbligazioni sono titoli di credito autonomo, rappresentativi di prestiti contratti presso il pubblico

Dettagli

Le imprese in questo nuovo scenario.

Le imprese in questo nuovo scenario. Banche credito tassi - imprese: un nuovo scenario Le imprese in questo nuovo scenario. 1 Mercoledì 26 ottobre 2011, ore 16.00 Palazzo Bonin - Corso Palladio 13 Vicenza Aspetti fondamentali del nuovo scenario:

Dettagli

Piano degli investimenti finanziari - 2016 art.3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509

Piano degli investimenti finanziari - 2016 art.3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 Piano degli investimenti finanziari - 2016 art.3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 Piano strategico di investimento e di risk budgeting art. 4.3 e art. 7.4 del Regolamento per la

Dettagli

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI Norberto Arquilla * L analisi di ciò che è stato fatto, nel corso degli ultimi anni, per la fiscalità del settore del risparmio non

Dettagli

Caso Pratico Stili di Direzione

Caso Pratico Stili di Direzione In questo caso, vi proponiamo di analizzare anche 4 situazioni relative alla presa di decisioni. Questa documentazione, come sapete già, è centrata su modelli di stili di direzione e leadership, a seconda

Dettagli

Periodo contabile Un periodo di tempo costante, come ad esempio un trimestre o un anno, utilizzato come riferimento per la redazione dei bilanci.

Periodo contabile Un periodo di tempo costante, come ad esempio un trimestre o un anno, utilizzato come riferimento per la redazione dei bilanci. Periodo contabile Un periodo di tempo costante, come ad esempio un trimestre o un anno, utilizzato come riferimento per la redazione dei bilanci. Debiti verso fornitori Importi dovuti ai fornitori. Crediti

Dettagli

CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO

CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO www.momentumborsa.it Pierluigi Lorenzi Muoversi nel mercato finanziario per uscire dalla crisi CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO 2 CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO Muoversi nel mercato finanziario

Dettagli

Assicurazione crediti. La protezione delle perdite sul fatturato/

Assicurazione crediti. La protezione delle perdite sul fatturato/ Assicurazione crediti La protezione delle perdite sul fatturato/ Spesso la fiducia non paga/ Il pericolo di perdere il proprio denaro è in agguato in ogni fattura emessa. Le cose possono andare bene per

Dettagli

EDUCAZIONE FINANZIARIA NELLE SCUOLE SUPERIORI

EDUCAZIONE FINANZIARIA NELLE SCUOLE SUPERIORI EDUCAZIONE FINANZIARIA NELLE SCUOLE SUPERIORI IL COMPARTO OBBLIGAZIONARIO DEI MERCATI FINANZIARI ANGELO DRUSIANI 1 OTTOBRE 2015 - La crescita a debito dell economia mondiale - Aziende e famiglie finanziate

Dettagli

IL RENDICONTO FINANZIARIO

IL RENDICONTO FINANZIARIO IL RENDICONTO FINANZIARIO IL RENDICONTO FINANZIARIO INDICE IL RENDICONTO FINANZIARIO,... 2 LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA,... 3 IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA,... 6 PRIMO PASSO:

Dettagli

quindi la Federazione dei trasporti Astra, Federambiente e FederUtility.

quindi la Federazione dei trasporti Astra, Federambiente e FederUtility. Giancarlo CREMONESI (Presidente nazionale di Confservizi) Buonasera. Confservizi Industria rappresenta le tre federazioni di Servizi Pubblici Locali industriali, quindi la Federazione dei trasporti Astra,

Dettagli

Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013

Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 VALORI % Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 Abbiamo alle spalle ancora un anno difficile per le famiglie La propensione al risparmio delle famiglie italiane ha evidenziato un ulteriore

Dettagli

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO?

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 478 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 24 giugno 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Una bolla pronta a scoppiare? Le parole di un esperto

Dettagli

Università degli Studi Guglielmo Marconi

Università degli Studi Guglielmo Marconi I cambi flessibili e le politiche di intervento sui mercati valutari: 1971(-3)-2007 Argomenti 1. Il periodo 1971-2001 2. La globalizzazione e la crescita mondiale nel 1 Il periodo 1971-2001 Gli assetti

Dettagli

Sezione Terza I Fondi comuni di investimento

Sezione Terza I Fondi comuni di investimento Sezione Terza I Fondi comuni di investimento 369. Nella valutazione dei beni del fondo comune di investimento, il valore degli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni su mercati regolamentati è

Dettagli

Ufficio Studi BMPI S.p.A. BMPI - Market flash report 27 Settembre 2011. Sintesi sul recente storno della quotazione dell Oro

Ufficio Studi BMPI S.p.A. BMPI - Market flash report 27 Settembre 2011. Sintesi sul recente storno della quotazione dell Oro Ufficio Studi BMPI S.p.A. Sintesi sul recente storno della quotazione dell Oro E opinione diffusa tra gli specialisti del mercato che il recente e brusco calo nei corsi dell Oro, e di tutto il comparto

Dettagli

i dossier LEZIONI AMERICANE PER MONTI www.freefoundation.com 2 aprile 2012 a cura di Renato Brunetta

i dossier LEZIONI AMERICANE PER MONTI www.freefoundation.com 2 aprile 2012 a cura di Renato Brunetta 52 i dossier www.freefoundation.com LEZIONI AMERICANE PER MONTI 2 aprile 2012 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Il presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana, Ben Bernanke

Dettagli

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE Il Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro del Lavoro si muove su uno scenario

Dettagli

MEDIOLANUM CRISTOFORO COLOMBO

MEDIOLANUM CRISTOFORO COLOMBO MEDIOLANUM CRISTOFORO COLOMBO RELAZIONE SEMESTRALE AL 29/06/2007 98 MEDIOLANUM CRISTOFORO COLOMBO NOTA ILLUSTRATIVA SULLA RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO AL 29 GIUGNO 2007 Signori Partecipanti, il semestre

Dettagli

IL CONTESTO Dove Siamo

IL CONTESTO Dove Siamo IL CONTESTO Dove Siamo INFLAZIONE MEDIA IN ITALIA NEGLI ULTIMI 60 ANNI Inflazione ai minimi storici oggi non è più un problema. Tassi reali a: breve termine (1-3 anni) vicini allo 0 tassi reali a medio

Dettagli

10 domande e 10 risposte

10 domande e 10 risposte 10 domande e 10 risposte Lo sapevate che... Il factoring è uno strumento per gestire professionalmente i crediti ed è un complemento ideale del finanziamento bancario. Il factoring è utile per tutte le

Dettagli

3. Il mercato internazionale dei titoli di debito

3. Il mercato internazionale dei titoli di debito Gregory D. Sutton (+41 61) 280 8421 greg.sutton@bis.org 3. Il mercato internazionale dei titoli di debito La decelerazione dell economia mondiale sembra aver frenato la domanda di nuovi finanziamenti internazionali,

Dettagli

1 Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità

1 Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità 1 Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità Roma, 21 Gennaio 2009 Palazzo Marini Sala delle Colonne Discorso di apertura, Luciano Baggiani Presidente ANEA Illustri ospiti,

Dettagli

PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE

PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE Prof. Roberto Bottiglia Università degli Studi di Verona Dipartimento di Economia Aziendale OLTRE LA CRISI: STRATEGIA E FINANZA PER IL RILANCIO

Dettagli

PIANO JUNCKER: ECCO COSA PENSA LA STAMPA ESTERA

PIANO JUNCKER: ECCO COSA PENSA LA STAMPA ESTERA a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi Presidente Il Popolo della Libertà 839 PIANO JUNCKER: ECCO COSA PENSA LA STAMPA ESTERA 28 novembre 2014 EXECUTIVE SUMMARY

Dettagli

MEDIOLANUM RISPARMIO ITALIA CRESCITA

MEDIOLANUM RISPARMIO ITALIA CRESCITA MEDIOLANUM RISPARMIO ITALIA CRESCITA RELAZIONE SEMESTRALE AL 29/06/2007 80 MEDIOLANUM RISPARMIO ITALIA CRESCITA NOTA ILLUSTRATIVA SULLA RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO AL 29 GIUGNO 2007 Signori Partecipanti,

Dettagli

BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO

BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO La banca è un istituto che compie operazioni monetarie e finanziarie utilizzando il denaro proprio e quello dei clienti. In particolare la Banca effettua

Dettagli

IL RISCHIO D IMPRESA ED IL RISCHIO FINANZIARIO. LA RELAZIONE RISCHIO-RENDIMENTO ED IL COSTO DEL CAPITALE.

IL RISCHIO D IMPRESA ED IL RISCHIO FINANZIARIO. LA RELAZIONE RISCHIO-RENDIMENTO ED IL COSTO DEL CAPITALE. IL RISCHIO D IMPRESA ED IL RISCHIO FINANZIARIO. LA RELAZIONE RISCHIO-RENDIMENTO ED IL COSTO DEL CAPITALE. Lezione 5 Castellanza, 17 Ottobre 2007 2 Summary Il costo del capitale La relazione rischio/rendimento

Dettagli

Strategia d investimento obbligazionaria

Strategia d investimento obbligazionaria Strategia d investimento obbligazionaria Bollettino mensile no. 5 - Maggio A cura dell Ufficio Ricerca e Analisi Disclaimer: tutte le informazioni e le opinioni contenute in questo documento rivestono

Dettagli

Mercati, Banche e Imprese verso Basilea3. Antonio Marzano

Mercati, Banche e Imprese verso Basilea3. Antonio Marzano Mercati, Banche e Imprese verso Basilea3 XLII GIORNATA DEL CREDITO Antonio Marzano Presidente CNEL Roma, 22 giugno 2010 1. Nel corso del 2009, ci informa la Banca d Italia, il credito bancario alle imprese

Dettagli

La Mission di UBI Pramerica

La Mission di UBI Pramerica La Mission di UBI Pramerica è quella di creare valore, integrando le competenze locali con un esperienza globale, per proteggere e incrementare la ricchezza dei propri clienti. Chi è UBI Pramerica Presente

Dettagli

Economia Aperta. Mario Veneziani. Presentazione per il corso di Politica Economica Internazionale

Economia Aperta. Mario Veneziani. Presentazione per il corso di Politica Economica Internazionale Economia Aperta Mario Veneziani Presentazione per il corso di Politica Economica Internazionale, fino alla fine del par. 2.1 pag. 318 1 Economia aperta, ovvero... Nel mercato dei beni: ruolo dei dazi,

Dettagli

Data xx/xx/xxxx. Cliente: ESEMPIO/09/03/1. Piano di Intervento

Data xx/xx/xxxx. Cliente: ESEMPIO/09/03/1. Piano di Intervento Data xx/xx/xxxx Piano di Intervento Cliente: ESEMPIO/09/03/1 Gentile CLIENTE, Il presente elaborato è stato redatto sulla base di quanto emerso durante i nostri precedenti incontri e costituisce uno strumento

Dettagli

Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e

Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e Parlamento della Padania Sarego, 4 febbraio 2012 On. Maurizio Fugatti Grazie, buongiorno a tutti. Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e medie imprese

Dettagli

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Attività patrimoniali: stock di ricchezza 1. beni materiali e immateriali che partecipano ai processi produttivi, correnti e futuri, e che prospettano un flusso

Dettagli

TORNEREMO MILIONARI! IL RISPARMIO E UN VALORE SOCIALE: USIAMOLO BENE! Adriano Biasoli

TORNEREMO MILIONARI! IL RISPARMIO E UN VALORE SOCIALE: USIAMOLO BENE! Adriano Biasoli TORNEREMO MILIONARI! IL RISPARMIO E UN VALORE SOCIALE: USIAMOLO BENE! 1 DOVE METTIAMO I NOSTRI SOLDI? - Conti e depositi bancari e postali - Titoli 2 TITOLI: Azioni Obbligazioni Titoli di Stato Azioni:

Dettagli

2. a. Il tasso di cambio a pronti dell euro in dollari statunitensi in data 23 aprile 2007 era 1,3557.

2. a. Il tasso di cambio a pronti dell euro in dollari statunitensi in data 23 aprile 2007 era 1,3557. SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 8 1. Il sistema di determinazione dei tassi di cambio utilizzato per eseguire le operazioni in valuta estera ha subìto modifiche nel corso del tempo. Dal 1944 al 1971, secondo

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

In caso di catastrofe AiTecc è con voi!

In caso di catastrofe AiTecc è con voi! In caso di catastrofe AiTecc è con voi! In questo documento teniamo a mettere in evidenza i fattori di maggior importanza per una prevenzione ottimale. 1. Prevenzione Prevenire una situazione catastrofica

Dettagli

MERCATI-Ambrosetti A.M. SIM: commento giugno 2015, stabile l esposizione azionaria complessiva

MERCATI-Ambrosetti A.M. SIM: commento giugno 2015, stabile l esposizione azionaria complessiva Data Pubblicazione 04/06/2015 Sito Web www.impresamia.com MERCATI-Ambrosetti A.M. SIM: commento giugno 2015, stabile l esposizione azionaria complessiva Commento mensile di Giugno 2015 a firma di Alessandro

Dettagli

RISPARMIARE NON BASTA!

RISPARMIARE NON BASTA! RISPARMIARE NON BASTA! 2015-02-03 Introduzione Una piccola nota per comprendere come il problema del credit crunch, ovvero della mancanza di credito per le aziende, sia anche legato alle scelte di investimento

Dettagli

IL MERCATO DEI MUTUI SOTTO LA LENTE DEL GRUPPO TECNOCASA ANALISI DEL PRODOTTO

IL MERCATO DEI MUTUI SOTTO LA LENTE DEL GRUPPO TECNOCASA ANALISI DEL PRODOTTO IL MERCATO DEI MUTUI SOTTO LA LENTE DEL GRUPPO TECNOCASA ANALISI DEL PRODOTTO Nel 2015 raddoppia la scelta per il tasso fisso, il variabile perde appeal PREMESSA I segnali di ripartenza sul mercato del

Dettagli

La gestione degli investimenti

La gestione degli investimenti La gestione degli investimenti Un servizio personalizzato, professionale e trasparente. L investimento patrimoniale dovrebbe produrre il massimo rendimento possibile in base all evoluzione dei mercati

Dettagli

No, grazie! Si nota una certa tensione nel mercato immobiliare mondiale, quello italiano sembra resistere egregiamente. A cura di Donato Palombella

No, grazie! Si nota una certa tensione nel mercato immobiliare mondiale, quello italiano sembra resistere egregiamente. A cura di Donato Palombella CRISI NEL MERCATO immobiliare? No, grazie! Si nota una certa tensione nel mercato immobiliare mondiale, quello italiano sembra resistere egregiamente. A cura di Donato Palombella 36 CRISI NEL MERCATO IMMOBILIARE?

Dettagli

Arca Strategia Globale: i nuovi fondi a rischio controllato

Arca Strategia Globale: i nuovi fondi a rischio controllato Arca Strategia Globale: i nuovi fondi a rischio controllato Risponde: Federico Mosca, Responsabile Absolute Return I tre Fondi Nella nostra gamma prodotti, i fondi che adottano la metodologia di investimento

Dettagli

Policy di pricing dei Prestiti Obbligazionari

Policy di pricing dei Prestiti Obbligazionari Policy di pricing dei Prestiti Obbligazionari Versione settembre 2012 La Comunicazione Consob 9019104 del 2 marzo 2009 ha imposto la necessità per le banche di definire un approccio che consenta di individuare

Dettagli

Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi corso PAS. Mishkin, Eakins, Istituzioni e mercati finanziari, 3/ed.

Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi corso PAS. Mishkin, Eakins, Istituzioni e mercati finanziari, 3/ed. Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi corso PAS 1 Anteprima Con il termine politica monetaria si intende la gestione dell offerta di moneta. Sebbene il concetto possa apparire semplice,

Dettagli

IL FACTORING COME SOLUZIONE AD ALCUNE PROBLEMATICHE FINANZIARIE LEGATE AL SETTORE DELLA VENDITA

IL FACTORING COME SOLUZIONE AD ALCUNE PROBLEMATICHE FINANZIARIE LEGATE AL SETTORE DELLA VENDITA Factoring tour: Brescia - Il factoring: la gestione professionale dei crediti al servizio dell impresa (10 ottobre 2006 ) Giuseppe Masserdotti - Stefana S.p.A. Il factoring come soluzione ad alcune problematiche

Dettagli

I processi di finanziamento

I processi di finanziamento I processi di finanziamento 1. pianificazione finanziaria: fabbisogno e fonti di finanziamento 2. acquisizione del finanziamento tutte quelle attività volte a reperire, gestire e rimborsare i finanziamenti

Dettagli

Regolamento per la gestione del patrimonio

Regolamento per la gestione del patrimonio Regolamento per la gestione del patrimonio Approvato dall Organo di indirizzo nella seduta del 19 aprile 2013 Art. 1 (Ambito di applicazione) Il presente regolamento, adottato ai sensi dell'art. 6 dello

Dettagli

Fidelity Funds - Fidelity Global Global Strategic Bond Fund

Fidelity Funds - Fidelity Global Global Strategic Bond Fund Fidelity Funds - Fidelity Global Global Strategic Bond Fund Stabilizza i tuoi investimenti Tutti i vantaggi dell'obbligazionario flessibile globale Prima della sottoscrizione leggere attentamente il documento

Dettagli

Sistema Anima. Regolamento di gestione Regolamento di gestione semplificato dei Fondi comuni di investimento mobiliare gestiti da ANIMA SGR S.p.A.

Sistema Anima. Regolamento di gestione Regolamento di gestione semplificato dei Fondi comuni di investimento mobiliare gestiti da ANIMA SGR S.p.A. Sistema Anima Regolamento di gestione Regolamento di gestione semplificato dei Fondi comuni di investimento mobiliare gestiti da ANIMA SGR S.p.A. Linea Mercati Anima Liquidità Euro Anima Riserva Dollaro

Dettagli

Strategia d investimento obbligazionaria

Strategia d investimento obbligazionaria Strategia d investimento obbligazionaria Valutazione del mercato Analisi delle variabili del reddito fisso Strategia d investimento per gli asset obbligazionari Bollettino mensile no. 8 agosto A cura dell

Dettagli

Facciamo emergere i vostri valori.

Facciamo emergere i vostri valori. Facciamo emergere i vostri valori. www.arnerbank.ch BANCA ARNER SA Piazza Manzoni 8 6901 Lugano Switzerland P. +41 (0)91 912 62 22 F. +41 (0)91 912 61 20 www.arnerbank.ch Indice Banca: gli obiettivi Clienti:

Dettagli

Breve approfondimento sulla situazione Greca

Breve approfondimento sulla situazione Greca Breve approfondimento sulla situazione Greca 15 Giugno 2015 2 Premessa Quattro mesi di colloqui tra la Grecia e i suoi creditori non sono bastati a raggiungere un accordo per sbloccare gli aiuti al governo

Dettagli

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica Centro Studi Il Report I DATI DELLA BANCA D ITALIA CONFERMANO LA SITUAZIONE DI CRITICITA PER IL COMPARTO DELLE COSTRUZIONI. ANCE SALERNO: EDILIZIA, CREDITO SEMPRE DIFFICILE Le sofferenze sui crediti totali

Dettagli

2014/2015: Retrospettiva e prospettive future. Risparmio in titoli per conti Risparmio 3 e di libero passaggio

2014/2015: Retrospettiva e prospettive future. Risparmio in titoli per conti Risparmio 3 e di libero passaggio 2014/2015: Retrospettiva e prospettive future Risparmio in titoli per conti Risparmio 3 e di libero passaggio Retrospettiva 2014 La comunicazione relativa a una riduzione solo graduale degli acquisti di

Dettagli