Non solo credito bancario: l opportunità Minibond

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1 Non solo credito bancario: l opportunità Minibond Ruggero Bertelli Professore Associato dell Università di Siena Docente di Gestione dei Rischi di Credito Ringrazio il Dott. Davide Bray, coautore di questa presentazione 3 dicembre 2013

2 Mercato dei capitali e sviluppo dell economia Localizzazione delle medie imprese industriali italiane nel 2011 (ultimo censimento)

3 La Contrazione degli Impieghi Le Banche devono contenere l erogazione dei prestiti alle Imprese a causa di maggiori vincoli nell uso del bilancio per effetto di Basilea 3; aumento del costo del capitale; maggiore selettività negli affidamenti; e maggiore costo e minore disponibilità di adeguato funding. Funding Gap delle Banche: in aprile i prestiti alla clientela (P.A. + Imprese + Famiglie) ammontavano a mld vs. una raccolta da clientela di mld *. Secondo Prometeia tra la domanda e l offerta di credito ci sarà nei prossimi tre anni un gap di almeno 90 mld. Le imprese manifatturiere dovranno fare nuovi investimenti per almeno 150 mld mentre i flussi di nuovo credito bancario alle imprese nello stesso periodo difficilmente saranno superiori a 60 mld.

4 Il Funding Gap Fonte: Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria, n. 4

5 L Accesso al Credito delle Imprese Fonte: Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria, n. 5

6 Il Credito delle Imprese Fonte: Assogestioni, L industria del risparmio gestito ed il finanziamento delle PMI, giugno 2013

7 Il Credito delle Imprese Fonte: Assogestioni, L industria del risparmio gestito ed il finanziamento delle PMI, giugno 2013

8 Chi Finanzia lo Sviluppo dell Economia? Il volume degli impieghi bancari alle imprese non finanziarie continua a registrare una dinamica negativa, con un calo dalla fine del 2011 di ca. 60 mld Alternativamente al credito bancario le imprese possono finanziarsi direttamente sul mercato mediante l emissione di obbligazioni Tuttavia la percentuale delle emissioni obbligazionarie sul totale dei debiti finanziari delle imprese in Italia rimane molto bassa a confronto con gli altri Paesi del G 8 Prima del «Decreto Sviluppo» l emissione di obbligazioni da parte delle imprese in Italia era riservata di fatto alle sole società quotate in Borsa, poichè le emissioni delle società non quotate erano soggette a penalizzazioni fiscali che non le rendevano convenienti né per gli emittenti né per gli investitori (fonte: Elaborazione su dati Relazione Annuale Banca d Italia 2013) Lo stock di obbligazioni corporate italiane esistente oggi sul mercato pari a ca. 110 miliardi risulta emesso quasi totalmente dai grandi gruppi industriali 8

9 Il Mercato Attuale dei Corp. Bond in Italia back 9

10 Italian Corporate Bonds (single B rating) 10

11 Quale Prospettiva per i Minibond? «Si ha l impressione che la stampa e il governo illudano il mondo delle PMI nel dichiarare che i minibond siano una concreta alternativa al credito bancario» da un blog finanziario, Febbraio «I'm increasingly in the camp of those who reckon we're at the start of a major shift in bond market activity as we move towards a more heavily disintermediated funding model I sense a revolution in the making. The mid market is coming. Prepare for change» Keith Mullin, Editor IFR, April 2013.

12 La Posizione dei Policy Maker Commissione Europea : «Nell'ambito della revisione della direttiva Mifid, proporremo misure per rendere possibile il finanziamento delle PMI non solo tramite il mercato azionario, ma anche attraverso quello obbligazionario Va incoraggiata la presenza di adeguati intermediari finanziari sul territorio». (A.Tajani, Piano d Azione per «Imprenditorialità 2020») Banca d Italia : «Le difficoltà nel finanziamento delle imprese devono stimolare una riflessione sull assetto complessivo del sistema finanziario italiano, sullo scarso sviluppo dei mercati obbligazionari e azionari e sulla conseguente eccessiva dipendenza delle imprese dai prestiti bancari. Tale assetto riflette in parte la riluttanza ad aprirsi delle aziende italiane. Ma le banche non hanno spinto a sufficienza le imprese ad avvicinarsi ai mercati». (I.Visco, Considerazioni Finali del Governatore, 2013) Consob : «Lo sviluppo di un mercato efficiente di corporate bond potrebbe consentire alle imprese di soddisfare le proprie necessità di finanziamento e darebbe loro modo di incamminarsi su un percorso di acclimatamento all ambiente tecnico regolamentare della finanza mobiliare, che ne potrebbe poi facilitare la quotazione azionaria in Borsa» (G.Vegas, Incontro Annuale, 2013). Borsa : «Con questa iniziativa riteniamo di poter svolgere un ruolo importante nel processo di conversione delle fonti di finanziamento delle aziende dal canale tradizionale bancario a quello delle emissioni di strumenti di debito in atto in tutta Europa». (P.Poletto, Comunicato Stampa per il lancio di ExtraMOT PRO)

13 e di alcune Associazioni di Categoria Assogestioni: «Nella stessa direzione [di riattivare i canali ostruiti del credito alle piccole e medie imprese] va anche il progetto di Assogestioni di introdurre nel portafoglio dei fondi d'investimento aperti una quota di investimenti più illiquidi tradizionalmente destinati a fondi chiusi. In questo contesto, in pratica, i gestori acquisterebbero i minibond emessi dalle Pmi che verrebbero gestiti in un ottica di medio lungo periodo». (D.Siniscalco, Conferenza stampa per la presentazione del memorandum d intesa «PiùBorsa») Confindustia: «Bisognerà puntare con vigore allo sviluppo di canali alternativi al credito bancario e al rafforzamento patrimoniale interrotto dalla crisi. Questo richiederà il rilancio del mercato dei capitali e la piena consapevolezza delle imprese, che nel cammino verso la ripresa non potranno prescindere dal rafforzamento della propria struttura patrimoniale». (G.Squizi, Intervento all Assemblea di Confindustria 2013)

14 Posizione recente del Governo Flavio Zanonato, ha anticipato come il decreto legge che sarà emanato dal prossimo Consiglio dei Ministri conterrà misure di ulteriore liberalizzazione delle emissioni obbligazionarie. Il ddl di prossima emanazione ha l'obiettivo di : ampliare la platea di emittenti ridurre i costi di emissione e sviluppare un settore finanziario specializzato, moderno e indipendente, creando così le condizioni per indirizzare parte del risparmio nazionale di lungo periodo verso l'impiego produttivo e per catturare l'interesse degli investitori qualificati internazionali L obiettivo è quello di favorire l accesso delle piccole e medie imprese al mercato dei capitali. Intervento presso l ABI, 28/11/13 Convegno Credito al credito

15 I «MINIBOND»: nuovo canale di finanziamento per le imprese Localizzazione delle medie imprese industriali italiane nel 2011 (ultimo censimento)

16 Novità del «Decreto Sviluppo»: i Minibond Il «Decreto Sviluppo» n. 83 del 22/6/2012, convertito in legge e ulteriormente modificato dal «Decreto Sviluppo bis», prevede una serie di norme per incentivare in particolare le PMI all emissione di strumenti di finanziamento (ribattezzati «Minibond») che includono: le cambiali finanziarie le obbligazioni le obbligazioni partecipative La produzione normativa sul tema si può considerare completa ed immediatamente esecutiva in quanto non sono richiesti decreti di attuazione In sintesi le società non quotate hanno adesso l opportunità di accedere al mercato dei capitali con lo stesso trattamento normativo prima riservato ai c.d. Grandi Emittenti (cioè banche, società con azioni negoziate sui mercati e enti pubblici economici) Sono escluse da questa normativa le microimprese, cioè le società con < 10 dipendenti e < 2m di fatturato 16

17 Vantaggi e Requisiti I vantaggi previsti dal Decreto Sviluppo sono di tipo normativo» sono introdotte alcune facilitazioni come per es. una maggiore flessibilità temporale e la possibilità di dematerializzazione per le cambiali finanziarie» sono eliminati alcuni vincoli come per es. il limite quantitativo per le obbligazioni (art cod.civ.) pari a due volte il capitale sociale più riserva legale più riserve disponibili fiscale a favore delle imprese emittenti» gli interessi pagati sulle obbligazioni e sulle cambiali finanziarie sono fiscalmente deducibili nei limiti generali dell art. 96 TUIR fiscale a favore degli investitori» gli interessi corrisposti sulle obbligazioni e sulle cambiali finanziarie sono esenti dalla ritenuta alla fonte anche se emesse da società non quotate, a condizione che questi Strumenti siano quotati su Mercati Regolamentati o SMN (vd. anche Circol. Ag. Entrate 4/E del 6/3/2013) Per l emissione delle cambiali finanziarie da parte di società non quotate la normativa prevede inoltre alcuni requisiti a tutela degli investitori : nomina di uno Sponsor (non occorre se l emittente è una Grande Impresa) certificazione dell ultimo bilancio dell emittente collocamento e circolazione esclusivamente presso Investitori Professionali non soci dell emittente 17

18 Decreto Sviluppo e Mercato dei Bond Il Decreto Sviluppo del giugno 2012 ha dunque liberalizzato l emissione di obbligazioni e di cambiali finanziarie e ha creato i presupposti per il finanziamento delle Imprese da parte del risparmio privato attraverso il mercato A un anno e mezzo di distanza molti commentatori hanno stilato un bilancio negativo di questa legge perché ci sono state poche emissioni da parte di PMI Occorre però ricordare che il mercato dei corporate bond non è «One Size Fits All»: ogni emissione si rivolge a una determinata base di investitori a seconda dell importo, della modalità di collocamento, della liquidità, etc. Importo Modalità di Collocamento Liquidità Principali Investitori > 200 M Pubblico mediante Consorzio (come per Eurobond) > 25 M Private Placement (vd. anche US$ PP) Sì Bassa Banche d Investimento, Banche Commerciali, OICR, Assicurazioni, SIM, Privati Assicurazioni, Fondi Pensione, Fondazioni < 25 M Private Placement No Fondi Chiusi (Credit Fund) 18

19 Vantaggi / Svantaggi per l Impresa Diversificazione delle fonti di provvista Scadenza più a lungo termine Concessione del prestito basata sulle previsioni di cash flow X Modalità di rimborso meno flessibili X Tempi di negoziazione più lunghi X Maggiore disclosure di dati finanziari = Inserimento di Covenant (per es. limiti a indebitamento, pagamento dividendi, cessione di asset) = Necessità di quotazione su Borsa/SMN per benefici fiscali = Pricing : basato solo su analisi rischio/rendimento vs. influenzato anche da fattori quali gli aspetti relazionali, le garanzie personali dell imprenditore, la revocabilità, etc.

20 Mutuo Bancario Obbligazione Chi finanzia Banche Investitori Istituzionali (compagnie di assicurazione, fondi pensione,fondazioni, fondi comuni, gestioni patrimoniali ), imprese di grandi dimensioni, fondi di origine pubblica e grandi investitori privati Scadenza Modalità del Rimborso Criteri di valutazione del Debitore Medio/Lungo Termine Predeterminate oppure flessibili (nel caso Predeterminate di linea revolving ) Solidità patrimoniale, profittabilità, flussi di cassa Aspetti qualitativi basati sulla relazione di Aspetti qualitativi basati sulle lungo termine caratteristiche dell impresa. Aspetti quantitativi basati sull andamento prospettico (business plan) Garanzia reale Prevalentemente richiesta Prevalentemente non richiesta Tasso d interesse Dipendente principalmente da : costo del capitale e della liquidità per la Banca, valutazione di credito dell Emittente, competitività del mercato bancario, relazione, accesso a business collaterale Dipendente principalmente da : rating dell Emittente, condizioni del mercato secondario, liquidità dell emissione Altri Costi Spese di istruttoria per la pratica di fido Commissione di Advisory (nel caso di utilizzo di un Advisor) Costi legati all Ammissione alla Negoziazione Modalità di Collocamento Operazione bilaterale oppure, nel caso di più Finanziatori Operazione in pool No Pubblicità delle Condizioni dell Operazione Rating Esterno No Opportuno Caratteristiche della Documentazione Private Placement oppure, nel caso di Emissioni Pubbliche Consorzio di Garanzia e Collocamento Sì Presenza di Covenant, cioè di clausole di tutela della posizione di rischio dei Finanziatori, generalmente più stringenti nel caso dell Obbligazione a causa dell assenza di garanzie reali Tempi di Negoziazione Dipendenti della complessità dell operazione, generalmente più lunghi nel caso dell Obbligazione Segnalazione in Centrale Rischi Si No Indicazione dell affidabilità dell impresa Bassa, per via della confidenzialità mantenuta dalla Banca Elevata, per via della pubblicità dell emissione sul primario e successiva ammissione alla Negoziazione Mutuo bancario vs «Minibond»

21 Data Emittente Rating Importo m Durata anni Coupon 9-Nov-2012 Guala B/B Eur % 15-Gen-2013 Cerved B/B Eur % 15-Gen-2013 Cerved B/B % 15-Gen-2013 Cerved CCC+/B % 10-Nov-2012 Rottapharm BB-/Ba % 1-Feb-2013 Zobele B % 12-Feb-2013 Mercedes F.S. A Eur % 15-Mag-2013 Team System/Titan B/B % 30-Apr2013 Wind BB-/Ba Eur % 30-Mag-2013 Sisal B/B ,25% 1 Ago 2013 Salini BB ,125% 26 Lug 2013 Gamenet B+/B ,25% 27 Lug 2013 ManutenCoop B+/B ,25% 15 Nov 2013 Marcolin B /B ,5% 8-Apr-2013 Buscaini n.r % 16-Mag-2013 CAAR n.r. 3 5 amort 6,5% Emissioni «Minibond» 3-Giu-2013 Fide n.r. 3 3 Eur + 2,75% 30 Set 2013 Filca Soc. Coop. BBB+ (Crif) 9 6 amort 6% 7 Nov 2013 Grafiche Mazzucchelli n.r % Nov 2013 Mille Uno Bingo n.r. 9 5 amort Eur 3 m +5,60%

22 Chi emetterà i Minibond? Localizzazione delle medie imprese industriali italiane nel 2011 (ultimo censimento)

23 Potenziale Numero di Emittenti Il Ministero per lo Sviluppo Economico nella relazione di accompagnamento al Decreto Sviluppo ha indicato il campione MB Unioncamere sulle Medie Imprese Industriali italiane come rappresentativo delle società beneficiarie del Decreto. E stato previsto che nell arco di tre anni facciano ricorso ad emissioni di bond ca. 650 imprese medie per un volume totale di poco più di 20 mld. Nell analisi sulle Medie Imprese applicando alle imprese censite il modello R&S Unioncamere per lo scoring delle PMI il 58% è risultato avere una situazione finanziaria «solida» ed è stato valutato «investment grade». l universo include aziende manufatturiere che nel 2009: avevano un numero di dipendenti compreso tra 50 e 499; avevano un fatturato compreso tra 15 mio e 330 mio; non facevano parte né di grandi gruppi né di gruppi esteri. La probabilità media di default (PD) di questo campione è stata stimata pari a 1,1% (corrispondente in via approssimata ad una valutazione BB). Imprese Solide Intermedie Problematiche 58,4% 33,9% 7,7% Fonte: MB UC : Le Medie Imprese Industriali Italiane ( ), 2012

24 Potenziale Dimensione del Mercato Crif Agenzia di rating specializzata sulle PMI ha effettuato nel 2012 uno studio sulla distribuzione per classi di rating delle imprese private italiane secondo il quale ca aziende con fatturato superiore a 50 mio sono considerabili «Top Performer». Top Performer : Rating CRIF compreso tra A1 e A4, caratterizzate da un ottima situazione di equilibrio finanziario e rischio di default molto contenuto, adatte per accedere al mercato dei capitali. Fonte : CRIF Rating Agency: Distribuzione per classe di rating delle imprese non finanziarie con fatturato superiore a 5 mio

25 Potenziale Dimensione del Mercato Società con ricavi >5 mil per Cerved Group Rating Fonte: Cerved Group, Esiste un mercato per i Minibond in Italia? La fotografia delle società non quotate, Ottobre A1.1 A1.2 A1.3 A2.1 A2.2 A3.1 B1.1 B1.2 B2.1 B2.2 C1.1 C1.2 C2.1 nd Nota: in caso di assenza del Cerved Group Rating, si considera il Cerved Group Score; Oltre società Oltre società investment grade 25

26 Considerazioni sul Merito Creditizio (1) Abbiamo applicato un modello a la Merton KMV al campione MB sulle Principali Società italiane (sezione del campione: fatturato 50mio 1mld). Escludendo le imprese con rapporto Debiti/Patrimonio pari a zero e negativo, la PD media delle 1970 imprese risultanti è pari all 1,08% (2,4% in ipotesi di stress, caratterizzato da un raddoppio della volatilità del rendimento dell attivo). Secondo i dati di lungo periodo delle tre maggiori agenzie di rating la classe BB sembra mediamente appropriata. Per le classi BB+ BB e BB (o analoghe) le PD annuali risultano 0,63%; 0,86% e 1,42% ( Default, Transition, and Recovery: 2011 Annual Global Corporate Default Study And Rating Transitions, S&P) 0,63%; 0,73% e 1,67% (Annual Default Study: Corporate Default and Recovery Rates, , Moody s) 0,98%; 0,86% e 1,32% (dati di Fitch in Fitch Ratings Global Corporate Finance 2012 Transition and Default Study Infine secondo gli studi di KMV la categoria BB ha una PD media di 0,75%.

27 Considerazioni sul Merito Creditizio (2) Abbiamo ordinato le imprese per «stato di salute» utilizzando due indicatori chiave: MON/FATT e DF/PN e poi abbiamo tagliato la distribuzione seguendo le indicazioni di MB Unioncamere (58% di solide e 7% di problematiche). Le caratteristiche strutturali delle imprese nelle tre fasce sono riassunte in questa tabella: NB: le imprese problematiche hanno una PD massima del 25%

28 Considerazioni sul Merito Creditizio (3) Alcuni indici sulle Medie Imprese Industriali Italiane 2011 (Mediobanca)* ) DEB. FIN. / PN 0,87 0,75 0,67 0,63 0,63 2) MOL/PRODUZ 8,8% 7,9% 8,3% 8,2% 7,9% 3) DEB FIN / MOL 2,6 3,1 3,3 2,9 2,9 4) LIQUITY RATIO 1,3 1,3 1,3 1,4 1,3 5) ONERI FIN / PRODUZ 2,0% 2,2% 1,8% 1,3% 1,3% Sulla base di un nostro modello di rating «bilancistico», la media delle imprese del campione è classificata «B» *) Dipendenti tra 50 e 499 unità; fatturato tra 15 e 330 milioni di euro Qualità Ottima Buona Sufficiente Insufficiente Scarsa Rating A B C D E

29 Mercato primario e mercato secondario per le PMI Localizzazione delle medie imprese industriali italiane nel 2011 (ultimo censimento)

30 E un periodo d oro per gli emittenti di Corporate Bond EMEA = Europe, Middle East, Africa

31 High-yield bonds An appetite for junk Companies have taken advantage of investors growing willingness to buy speculative bonds The Economist, Oct 19th 2013 Ci sono capitali che in cerca di rendimento trovano conveniente investire in Corporate Bonds. Ma non fatevi chiamare Junk (o più elegantemente, speculative)! Il mercato finanziario è spietato ed ha un linguaggio fastidioso con il quale si può convivere traendone beneficio.

32 Il Mercato primario L emissione di minibond si traduce nell effettivo finanziamento per l impresa quando avviene la sua sottoscrizione da parte dei soggetti interessati. Si tratta del cosiddetto mercato primario. I minibond possono essere sottoscritti solo da investitori istituzionali (compagnie di assicurazione, fondi pensione, fondazioni, fondi comuni, gestioni patrimoniali), imprese di grandi dimensioni, fondi di origine pubblica e grandi investitori privati. Si tratta di soggetti che sono in grado di valutare il rischio di credito, di costruire portafogli diversificati e di scegliere razionalmente tra alternative di investimento sul mercato.

33 Perché un investitore istituzionale dovrebbe sottoscrivere un minibond? 1. Canalizzare risorse finanziarie degli italiani verso investimenti in imprese italiane 2. Contribuire allo sviluppo economico del Paese A condizione che ci sia 1. Effetto diversificazione del portafoglio 2. Favorevole rapporto tra rendimento e rischio Bisogna mettere l investitore istituzionale in grado di valutare questi aspetti di portafoglio, perché possa effettuare razionalmente la scelta e favorire l investimento in Minibond rispetto ad investimenti alternativi

34 Il Mercato primario 1. Le PMI italiane sono capaci di pagare un adeguato tasso di interesse su risorse disponibili a lungo termine. 2. Gli investitori istituzionali devono essere capaci di costruire portafogli di qualità e ben diversificati. 3. Ad emettere i Minibond, soprattutto inizialmente, deve essere la crema delle PMI italiane. Società dal nome sconosciuto, poco presenti sulla stampa o in televisione, di dimensioni non grandi, ma leader del loro settore, spesso ottime esportatrici di tecnologia italiana. Intervista a Ruggero Bertelli, Rischi e opportunità dei Minibond, Il Sole 24 Ore, 20 marzo 2013

35 Le regole del gioco Occorre prevedere opportuni canali di accesso dell impresa emittente ai potenziali investitori (normalmente sono gli advisor a curare sistematicamente questo aspetto); è indispensabile fornire ai potenziali investitori informazioni sull impresa, sulle sue esigenze finanziarie e sulla evoluzione del business in modo trasparente e standardizzato, seguendo le prassi del mercato dei capitali; è necessario configurare la struttura dell obbligazione in modo tale che essa sia correttamente e rapidamente valutabile dal potenziale investitore (standardizzazione delle caratteristiche dell emissione); occorre tener conto che la liquidità dell emissione sarà limitata. E necessario prevedere un opportuno premio di liquidità (un tasso più alto di una analoga emissione liquida); è molto gradita dall investitore una valutazione sintetica di affidabilità fornita da una agenzia di rating.

36 Rating Ufficiale titoli quotati I tassi di emissione Mercato dei prestiti bancari Mercato dei capitali Trattativa, covenants, garanzie, specificità dell emittente. Tassi sul mercato dei capitali Premio di illiquidità Valutazione rating locale Tassi di emissione minimi Minibond Valutazione idiosincratica Tasso di emissione 36

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38 TASSI DEL MERCATO DEI CAPITALI 30/10/2013 OBBLIGAZIONI BULLET* DURATION *** MATURITY BBB3 BB BB- ITA GOV 2,92 3 1,82 2,74 4,10 2,11 4,67 5 2,57 3,50 5,07 2,80 6,22 7 3,24 4,17 5,68 3,33 8, ,08 4,99 6,16 3,89 OBBLIGAZIONI AMORTISING** DURATION *** MATURITY BBB3 BB BB- ITA GOV 2,92 3 1,82 2,74 4,10 2,11 3,81 5 2,20 3,13 4,63 2,56 4,64 7 2,56 3,49 5,05 2,80 5, ,06 3,98 5,52 3,30 * Obbligazioni con cedola annuale e rimborso unico alla scadenza, emissione alla pari ** Le obbligazioni amortising iniziano il periodo di ammortamento a partire dal terzo anno a quote capitali costanti, cedola annuale, emissione alla pari **** La duration (espressa in anni e frazioni di anno) è riferita alle obbligazioni con rating BB Occorre aggiungere un «PREMIO DI ILLIQUIDITA» e NEGOZIARE APPLICAZIONE SU ALCUNE IMPRESE PRESENTI IN AULA

39 CHE COSA SIGNIFICA «NEGOZIARE» SUL MERCATO DEI CAPITALI Significa predisporre tutti i dati, i documenti, le informazioni necessari per la perfetta comprensione dello «stato di salute» della società da parte del potenziale sottoscrittore. La negoziazione è in sostanza uno scambio di informazioni. A che cosa serve il prestito richiesto? Quali sono le sue caratteristiche necessarie per il raggiungimento dell obiettivo?

40 I costi legati all emissione Costi Legali (Negoziazione Regolamento del prestito) Certificazione del bilancio Quotazione (Monte Titoli, Borsa) Funzione di Paying Agent (Banca di relazione?) Rating (eventuale, sollicited/unsollicited) Advisory (Memorandum di Offerta)

41 I costi legati all emissione COSTI ACCESSORI MB Capitale Legal (Negoziaz Docs / Due Dilig) RATING Unsollicited Listing ExtraMot (post 2013) MonteT una tantum 450 Advisory (Strutturazione, Doc Ammissione, etc) Totale up front All in up front % 0,53% Cerificazione bilancio p.a MonteT p.a Paying Agent p.a Running cost Running cost % 0,15% Anni 3 All in p.a. con certicazione % 0,32% All in p.a. senza certicazione % 0,20% NB: pur trattandosi di una «ragionevole stima» i costi effettivi possono risultare molto diversi.

42 Il mercato secondario 1. Lo sviluppo del mercato primario è la indispensabile premessa per il funzionamento del mercato secondario. I minibond sono oggetto di quotazione sul mercato. Essi potranno essere scambiati sul mercato secondario dopo l emissione. 2. E un vantaggio sia per l investitore che per l emittente: per l investitore, perché rende liquida (ossia smobilizzabile) una posizione altrimenti detenuta inesorabilmente fino a scadenza (e ciò ne riduce il profilo di rischio e dunque il rendimento richiesto); per l emittente, che vedrà una maggiore domanda di titoli sul primario (maggiori finanziamenti) a costi più bassi (si annulla il premio di liquidità). 42

43 Andamento degli spread Che cosa accade sul mercato secondario? Quali sono gli effetti per l emittente e per l investitore? 43

44 Andamento degli spread Che cosa accade sul mercato secondario? Quali sono gli effetti per l emittente e per l investitore? 44

45 Il ruolo dei «Credit Funds» Localizzazione delle medie imprese industriali italiane nel 2011 (ultimo censimento)

46 Criticità e Driver dei Minibond Le emissioni di dimensione molto piccola (cioè di 5 10 mln) presentano : criticità che le rendono meno appetibili agli investitori istituzionali tradizionali ma anche.. «driver» adatti a una tipologia di investitori che stanno iniziando a diffondersi anche in Italia: i Credit Funds CRITICITA Assenza di rating di S&P / Moody s / Fitch Scarsa liquidità dell emissione Impresa con dimensione di fatturato limitata Necessità di analisi creditizia approfondita e attenta ai fattori andamentali Assenza di benchmark di riferimento per l asset class DRIVER Possibilità di rating da Agenzie nazionali specializzate su PMI (Cerved/CRIF) Investimento con una logica di lungo termine e un premio di rendimento adeguato In molti casi un ottimo profilo creditizio basato su brand, export e leadership di mercato Uso di modelli di credito sofisticati / Advisor Accesso ad una nuova asset class finora riservata alle banche 46

47 Alcuni Credit Funds Annunciati Muzinich : Italian Opportunities Fund dimensione del Fondo : 200 m società target : # 20 scadenza bond : 7-10 anni fatturato società target : fino a 500 mio Tenax Capital : Tenax Credit Opportunities Fund primo Fondo non armonizzato di diritto irlandese specializzato nel credito alle PMI autorizzato da Bankit alla distribuzione in Italia PPI Sgr / Prader Bank : Fondo Euregio Minibond Riello Investment Partners SGR : Fondo Impresa Italia dimensione del Fondo : 150 m fatturato società target : m Mediobanca / Duemme SGR dimensione del Fondo : 100 m MPS / Finint dimensione del Fondo : 150 m società target : # 50 scadenza bond : 7 anni 47

48 Caratteristiche di un Fondo Minibond : Euregio Forma Giuridica : Fondo comune di investimento mobiliare di diritto italiano di tipo chiuso e riservato a Investitori Qualificati Oggetto : Investimento in un Portafoglio di Obbligazioni Ordinarie, Cambiali Finanziarie e Obbligazioni Partecipative emesse prevalentemente da imprese localizzate in Trentino Alto Adige Finalità : Incentivare le PMI locali a raccogliere capitale di debito mediante l emissione di Strumenti Finanziari Obiettivo della Gestione: Generazione di reddito e apprezzamento del valore capitale del Portafoglio nel medio lungo periodo Ammontare Totale : 100 M attualmente in fase di raccolta (First Closing : 50 M) Importo Minimo di Sottoscrizione : 250 k Scadenza Finale del Fondo: 10 Anni SGR incaricata della Gestione : Pensplan Invest SGR Management Fee : 0,75% Advisor e Collocatore : Prader Bank Advisory Fee : 0,50% Banca Depositaria: BNP Paribas Securities Services 48

49 Ruggero Bertelli Professore Associato di Economia degli Intermediari Finanziari presso la Facoltà di Economia dell Università di Siena Corso di «Gestione dei Rischi di Credito» Membro del CdA e Vice Presidente di PraderBank Membro dell Organismo di Sorveglianza del Fondo Pensione Azimut Previdenza Responsabile scientifico di exponential srl per la consulenza e la formazione Consulente di risk management e di asset management Pubblicazioni più recenti : «Sette in condotta» (2012), Il Sole 24 Ore SPA con P. Martini «Io voglio vincere» (2011), RCS Quotidiani SPA «Hedge Fund, Financial Leverage and the 2008 Systematic Crisis: Are They Victims or Killers» (2010), in : The Banking Crisis Handbook, CRC Press, New York, USA «Attuazione della MIFID. Cultura della compliance e consulenza finanziaria "diffusa": i rischi di una contraddizione» (2009), Bancaria Editrice «I limiti del VaR nella gestione attiva a controllo di rischio» (2008), Banca & Finanza «Rischi e opportunità del mercato azionario alla luce degli eventi recenti: una prospettiva di lungo periodo» (2008), Banca & Finanza «Rischi e opportunità del mercato azionario: che cosa insegna la storia della crisi del 1929» (2008), Banca & Finanza «Vincoli di shortfall e ottimizzazione di portafoglio in diversi orizzonti temporali» (2008), Banca & Finanza con E. Linguanti «Analisi finanziaria e gestione di portafoglio» (2008), Franco Angeli 49

50 Davide Bray Esperienza di ventisette anni sui mercati finanziari nell origination e nella distribuzione di operazioni e di strumenti di capital market corporate finance risk management asset management su primaria clientela corporate, finanziaria e istituzionale con ruoli senior in banche di investimento internazionali Royal Bank of Scotland, Managing Director, Head of Financial Institutions Italy ( ) Prudential Bache, Managing Director, Head of Institutional Sales ( ) The Chase Manhattan Bank, Vice President, Relationship Manager; Sales; Credit Analyst ( ) Amministratore della società di consulenza Convexity srl Iscritto all Albo dei Promotori Finanziari dal 1994 Diplomato presso la Scuola di Specializzazione in Discipline Economiche e Bancarie dell Università di Siena 50

51 AVVERTENZE Le informazioni contenute in questo documento hanno carattere confidenziale e sono ad uso esclusivo del destinatario. Pertanto il contenuto del presente documento non va divulgato senza l approvazione preventiva scritta di Ruggero Bertelli e di Davide Bray («gli Autori»). Tutto il presente documento è di esclusiva proprietà degli Autori. Pertanto il contenuto di questo documento non può essere modificato in alcun modo, né esso può essere pubblicato,ritrasmesso, venduto, copiato, distribuito o mostrato, né ne possono essere creati estratti, senza l approvazione preventiva scritta degli Questo documento è stato redatto dagli Autori esclusivamente a scopo informativo. Il documento non ha carattere di offerta, invito ad offrire, o di messaggio promozionale finalizzato all acquisto, alla vendita o alla sottoscrizione di strumenti/prodotti finanziari di qualsiasi genere. In particolare, il presente documento non costituisce consulenza in materia di investimenti, né raccomandazione, né ricerca in materia di investimenti. Esso non è inteso a raccomandare o a proporre, in maniera esplicita o implicita, una strategia di investimento in merito ad uno o più strumenti finanziari o agli emittenti di tali strumenti finanziari. Le informazioni contenute nel presente documento si basano su fonti ritenute attendibili, tuttavia non è stata effettuata una verifica indipendente della loro veridicità o correttezza. Conseguentemente, nessuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, è fornita, né alcun affidamento può essere fatto riguardo alla precisione, completezza o correttezza delle informazioni e delle opinioni contenute in questo documento. Quanto ai riferimenti agli aspetti fiscali qui contenuti, va rilevato che i livelli e le basi di tassazione su cuiilpresente elaborato è basato sono suscettibili di cambiamenti e possono incidere sul valore dell investimento. 51

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