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1 via Leonardo da Vinci 44 Grugliasco (TO) via Morghen 5 Torino

2 Obiettivi: Approfondire le conoscenze sugli operatori del settore forestalegno e sulla filiera transfrontaliera. Individuare sinergie per lo sviluppo del territorio rurale. Promuovere la cooperazione e intensificare la rete di scambi commerciali tra i due Paesi. Principali attività svolte: - Analisi della filiera e dei flussi di mercato. - Realizzazione di un portale Internet di presentazione del progetto e di servizio alle imprese. - Redazione di un libro bianco sulle strategie utili a valorizzare la filiera. Altre attività: - Bollettino informativo semestrale. - Redazione di un manuale tecnico di supporto alla commercializzazione e utilizzazione del legno.

3 RACCOLTA DATI Definizione di un campione rappresentativo Classificazione delle imprese Stesura di un questionario Realizzazione di interviste dirette ELABORAZIONI Controllo ed elaborazione dei dati Analisi dei risultati Descrizione dei flussi economici Individuazione delle principali criticità e opportunità

4 CAMPIONE 88 imprese di raccolta 136 aziende di 1^ trasformazione 80 imprese boschive 8 cooperative 128 segherie 7 produttori di pannelli 1 produttore di tannino 34% di 262 imprese 76% di 195 aziende Definizione di un Codice Interbois Comparto di attività Dimensioni aziendali Tipo di produzione e/o attività principale

5 Le produzioni delle imprese di raccolta

6 Le produzioni delle imprese di trasformazione

7 Addetti

8 Imprese di raccolta Aziende di prima trasformazione 262 imprese di cui 12 cooperative Microimprese individuali (<5 addetti e fatturato <0,5 Meuro) 195 aziende di cui 7 industrie di pannelli Microimprese strutturate e piccole imprese (<10 addetti e fatturato <2 Meuro) (<50 addetti e fatturato <50 Meuro)

9 Tipologia addetti

10 Tipologia addetti

11 Fatturato

12 Livello tecnologico Imprese di raccolta Aziende di prima trasformazione

13 Imprese di raccolta: volumi e provenienza del legname

14 Imprese di raccolta: volume di legname movimentato per specie

15 Raccolta di legname in Piemonte (m 3 tondo eq.) Raccolta complessiva Raccolta dal Piemonte Specie legnose m 3 % m 3 % diff. pioppo , , castagno , , altre latifoglie , , faggio , , altre conifere , , larice , , robinia , ,6 333 abeti , , querce , , , ,

16 Raccolta del legname in Piemonte m 3 tondo eq da pioppicoltura proprietari pubblici 12% proprietari diversificati 4% da foresta proprietari privati 84% di cui: castagno da tannino ( ) legna da ardere ( ) legname da opera (95.000) fustaia 19% ceduo 81%

17 Imprese di 1^ trasformazione volume di legname acquistato per assortimento

18 Imprese di 1^ trasformazione volume di legname acquistato per settore di attività e specie

19 Imprese di 1^ trasformazione provenienza geografica del legno acquistato (m 3 ) Legno tondo Legno semilavorato

20 Imprese di 1^ trasformazione volume della produzione per tipo di prodotto (m 3 )

21 Imprese di 1^ trasformazione ripartizione per area geografica della destinazione dei prodotti

22 Sottoprodotti t/anno (circa m 3 tondo eq.) cippato (45%), cimali e ramaglie, cortecce, sciaveri e refili, segatura m 3 di tondo eq. (97%) vengono venduti per: - produzione di energia 40% - produzione di pannelli a base di legno 21% - utilizzi misti 38% - produzione carta 1% m 3 di tondo eq. sono riutilizzati internamente (essiccatoio, pannelli ecc..)

23 Banca dati ( Le imprese inserite nella banca dati sono state oggetto di intervista diretta a cura degli addetti al Progetto Interbois o estratte da banche dati esistenti. I numeri della banca dati: 363 Imprese inserite RH-A E PACA PIEMONTE 78 Imprese 285 Imprese - 27 raccolta del legno - 51 trasformazione e commercio del legno raccolta del legno trasformazione e commercio del legno

24 La materia prima per la filiera legno in Piemonte Imprese di prima trasformazione Imprese di raccolta m 3 di tondo equivalente Abeti Pioppo Altre Conifere Altre latifoglie Castagno e Rovere Fabbisogno e raccolta Disponibilità e potenzialità

25 Il progetto Interbois conferma che in Piemonte la filiera legno è composta da segmenti che presentano livelli di integrazione differenziati Filiera del pioppo È una filiera corta che lega pioppicoltori, circa 50 imprese di raccolta e l industria dei pannelli. Coinvolge 7 aziende che occupano il 27% degli addetti e contribuiscono per il 32% del fatturato del comparto di prima trasformazione. L approvvigionamento industriale della materia prima legno deriva per il 65% del suo fabbisogno da piantagioni regionali (pari a circa m 3 ), per il 30% dalle Regioni limitrofe e per il 5% dall estero. Evidenzia una forte specializzazione legata soprattutto al clone I-214 e alla produzione del compensato per il settore del mobile-arredo, che a sua volta ha clientela distribuita a livello nazionale, europeo e internazionale. L industria del truciolare, che in passato era alimentata dal legname di pioppo da triturazione (cimali e ramaglie), trova ora crescente interesse ad usare materiale legnoso di riciclo post-consumo. Parte del legname di pioppo è poi destinato alla produzione di segati per imballaggi e alla cartiera.

26 Filiera del castagno E legata allo stabilimento di produzione del tannino (sito in Provincia di Cuneo e unico in Italia). Interessa circa m 3 di materiale legnoso, pari al 37% della raccolta forestale regionale e al 90% di quella proveniente dai castagneti. Riguarda un indotto di circa 60 imprese fornitrici specializzate nell utilizzazione dei boschi cedui. Il raggio di approvvigionamento non supera mediamente 100 km di distanza dall industria. La produzione di tannino rappresenta uno sbocco utile per il castagno che non è apprezzato come legna da ardere.

27 Filiera della legna da ardere E la filiera più logica in relazione alla prevalenza sul territorio regionale di boschi cedui di proprietà privata. E anch essa una filiera corta che lega il proprietario del bosco, l impresa di raccolta e il consumatore finale (utente privato, pizzeria ecc..). Alimenta per lo più piccoli impianti di combustione (sino a 200 kw) di norma legati all uso di biomassa legnosa proveniente dal territorio circostante. Interessa circa m 3 di legna di latifoglie, ovvero il 32% del totale raccolto ( m3) dai boschi regionali (escludendo il castagno da tannino). Vi contribuiscono 150 ditte boschive impegnate regolarmente in questa attività su base locale e in concorrenza con aziende agricole e operatori irregolari. Il consumo regionale di legna da ardere (stimato in 2 Mm 3 ) è infatti ben superiore alle quantità mobilizzate dagli operatori professionali. Di questo una quota viene importata e commercializzata dalle stesse ditte boschive mentre altre biomasse per uso energetico derivano dai sottoprodotti della lavorazione e dai materiali legnosi di riciclo post consumo. Questa filiera ha importanza anche ai fini del recupero della gestione forestale, con effetti positivi sulla salvaguardia ambientale, la prevenzione incendi e l occupazione di alcune aree marginali.

28 Filiera del legname da opera Riguarda circa m 3 di legname raccolto dai boschi regionali, di cui circa m 3 da popolamenti di conifere, soprattutto di proprietà pubblica. In quest'ambito il larice è destinato prevalentemente alla produzione di travature mentre abeti e pini al settore degli imballaggi. Una quota limitata (circa il 10%) del legname prodotto dai castagneti è destinato a paleria e ad impieghi più nobili (di carpenteria e falegnameria); con il faggio e il rovere è il legname di latifoglia più usato dall industria regionale, ma le esigenze del mercato sono soddisfatte quasi esclusivamente da assortimenti di importazione.

29 Fattori di criticità che hanno determinato una continua riduzione della raccolta di legname: fattori orografici: pendenza e accidentalità fattori strutturali: frammentazione proprietà, scarsa viabilità, microdimensioni delle imprese fattori economici: diminuzione del valore del legname e aumento dei costi della manodopera, qualità del legname non garantita fattori culturali: vincoli e burocrazia, prevalenza dei cedui, percezione del lavoro in bosco e in segheria come attività poco appagante. maggiori costi di raccolta difficoltà a reperire le specie legnose più richieste dal mercato discontinuità nell approvvigionamento conviene acquistare all estero il legname è destinato verso trasformazioni a basso valore aggiunto

30 Andamento del prezzo di macchiatico del tondame di conifera /m 3 Prezzo tondo da sega f.co segheria ( /m 3 ) Retribuzione lorda operaio forestale ( /h) /h Valore di retribuzione di 1 m 3 : mese di stipendio, giornata di lavoro Produttività: m 3 /d/ul, m 3 /d/ul

31 Nuovo approccio nella pianificazione delle risorse

32 Possibili interventi per valorizzare la risorsa legno (1) Risolvere parte delle criticità. Migliorare la conoscenza dell offerta e della domanda di legname (borsa legno, osservatorio). Incentivare l uso del legno anche attraverso strumenti normativi di carattere locale. Rafforzare le conoscenze dei progettisti e tecnici (corsi di formazione promossi da Enti pubblici, ordini e associazioni professionali). Attivare sinergie di filiera (consorzi tra operatori, marchi, cluster). Realizzare progetti e manufatti dimostrativi.

33 Possibili interventi per valorizzare la risorsa legno (2) Riconsiderare il bosco come fattore produttivo, con una sua valenza economica in armonia e non in contrasto con le altre funzioni essenziali, grazie ad un oculata gestione che non intacca la risorsa ma consente di raccogliere i frutti prima che la materia prima diventi inutilizzabile. Se il bosco non rende viene abbandonato. Sollecitare proprietari, gestori e utilizzatori a riattivare tecniche colturali che consentano di produrre legname di buona qualità (anche per le specie meno conosciute). Educare le nuove generazioni a una diversa percezione delle figure professionali che gravitano intorno alla produzione e trasformazione del legno e intervenire sugli operatori. Se si spezza un anello della catena anche la filiera si interrompe.

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