Bilanci Banca del gruppo

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1 Bilanci 2013 Banca del gruppo

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3 Bilanci dicembre 2013 Banca IMI S.p.A. Largo Raffaele Mattioli Milano (Italy) Capitale Sociale Euro Codice ABI Società del gruppo bancario Intesa Sanpaolo Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Iscritta al Registro delle Imprese di Milano Numero di iscrizione e codice fiscale Tel

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5 Sommario Cariche Sociali 5 Banca IMI S.p.A. Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 7 Consolidato Banca IMI Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 8 Executive summary 9 BILANCIO DI BANCA IMI Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla situazione della Società e sull andamento della gestione: Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari 16 Le Aree di business 19 L esercizio Gli aggregati patrimoniali e finanziari 43 Le controllate e gli investimenti partecipativi 54 La dotazione patrimoniale 56 Il supporto operativo e l evoluzione organizzativa 59 Le risorse umane 62 L attività di direzione e coordinamento di Intesa Sanpaolo 64 I rapporti con le imprese del Gruppo 65 La prevedibile evoluzione della gestione 67 Proposte all Assemblea 68 Prospetti di bilancio di Banca IMI Stato patrimoniale 70 Conto economico 72 Prospetto della redditività complessiva 73 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto 74 Rendiconto finanziario 76 Nota integrativa Parte A Politiche contabili 80 - A.1 Parte generale 80 - A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio 82 - A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie 93 - A.4 Informativa sul Fair Value 94 - A.5 Informativa sul c.d. day one profit/loss 101 Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale 102 Parte C Informazioni sul conto economico 128 Parte D Redditività complessiva 143 Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 144 Parte F Informazioni sul patrimonio 211 Parte H Operazioni con parti correlate 217 Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 221 Parte L Informativa di settore 222 3

6 Attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 225 Relazione della Società di Revisione al bilancio d impresa 229 Relazione del Collegio Sindacale 233 Allegati 239 Corrispettivi di Revisione 241 Dati economici e patrimoniali delle società controllate e collegate 242 Dettaglio delle emissioni obbligazionarie 250 Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 254 BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO IMI Relazione consolidata sulla gestione 261 Prospetti del bilancio consolidato di Banca IMI Stato patrimoniale consolidato 274 Conto economico consolidato 275 Prospetto della redditività complessiva consolidata 276 Prospetti delle variazioni delle voci di patrimonio netto consolidato 277 Rendiconto finanziario consolidato 278 Nota integrativa Consolidata Parte A Politiche contabili 283 Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 289 Parte C Informazioni sul conto economico consolidato 315 Parte D Redditività consolidata complessiva 329 Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 330 Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato 367 Parte H Operazioni con parti correlate 370 Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 372 Parte L Informativa di settore 373 Relazione della Società di Revisione al bilancio consolidato 375 Allegati 379 Corrispettivi di Revisione consolidati 380 Elenco dei principi contabili internazionali IAS/IFRS 381 4

7 Cariche sociali Consiglio di Amministrazione (in carica per il triennio ) Presidente Vicepresidente Amministratore Delegato Fabio Roversi Monaco Giangiacomo Nardozzi Tonielli Gaetano Miccichè Consiglieri Giuliano Asperti (1) Aureliano Benedetti Luigi Arturo Bianchi Fabio Buttignon Vincenzo De Stasio Stefano Del Punta (2) Paolo Maria Vittorio Grandi Massimo Mattera Carlo Messina (3) Francesco Papadia (2) Collegio Sindacale e Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 (in carica per il triennio ) Presidente Sindaci effettivi Sindaci supplenti Gianluca Ponzellini Stefania Mancino Riccardo Rota Alessandro Cotto Carlo Maria Augusto Bertola Direzione Generale (4) Mauro Micillo Andrea Munari Società di Revisione (in carica per il novennio ) KPMG S.p.A. (1) In carica sino al 1 ottobre 2013 (2) Cooptato il 23 gennaio 2014 (3) In carica sino al 13 dicembre 2013 (4) Mauro Micillo è stato nominato Direttore Generale il 16 dicembre 2013 con decorrenza 1 gennaio 2014, a seguito delle dimissioni di Andrea Munari aventi decorrenza 31 dicembre

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9 Banca IMI S.p.A. Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance (milioni di euro) Variazioni assolute % Dati economici Risultato della gestione caratteristica 1.249, ,4 (229,2) -15,5% Risultato non ricorrente 25,4 (14,4) 39,8 Margine di intermediazione 1.274, ,0 (189,4) -12,9% Costi operativi (343,3) (333,5) (9,8) 2,9% di cui: spese per il personale (106,6) (122,7) 16,1-13,1% Risultato della gestione operativa 931, ,5 (199,2) -17,6% Accantonamenti e rettifiche (276,8) (125,3) (151,5) Imposte sul reddito (314,3) (362,0) 47,7-13,2% Utile dell'esercizio 144,7 641,0 (496,3) -77,4% Dati patrimoniali Titoli di proprietà (HFT e L&R) , , ,4 37,2% Investimenti 6.153, ,0 (594,7) -8,8% Impieghi per cassa finanza strutturata 6.873, ,0 (983,7) -12,5% Totale dell'attivo , ,8 (13.685,0) -9,0% Posizione interbancaria netta , ,8 (2.218,7) -15,2% Emissioni obbligazionarie , ,0 (3.819,8) -11,7% Garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi 4.435, ,1 (1.170,3) -20,9% Nozionale contratti derivati finanziari , ,3 ( ,2) -12,3% Nozionale contratti derivati creditizi , ,4 (24.821,5) -14,5% Patrimonio netto (1) 3.142, ,3 (239,4) -7,1% Indici di redditività e rischiosità Cost/Income ratio (2) 26,9% 22,8% VaR medio di periodo (HFT & AFS) 46,9 60,9-14,0-23,0% Crediti deteriorati/esposizioni creditizie totali 16,9% 3,8% Rettifiche collettive/esposizioni creditizie in bonis 1,2% 1,7% Utile dell'esercizio/patrimonio netto medio (ROE) (3) 4,5% 21,3% Utile base per azione (EPS basic) euro (4) 0,150 0,666 EVA (4) (5) 45,0 317,5-272,5-85,8% Coefficienti patrimoniali (6) Patrimonio di base di vigilanza/rwa (Tier 1) 14,67% 13,41% Patrimonio totale di vigilanza/rwa (Tier total) 14,67% 13,52% Struttura operativa Numero delle risorse addette (7) (1) Ratings Moody's Fitch Standard & Poors Baa2 BBB+ BBB 1) Comprensivo del risultato dell esercizio 2) Costi operativi rapportati al margine di intermediazione 3) Utile dell esercizio rapportato alla media ponderata del capitale, delle riserve di rivalutazione e delle altre riserve 4) Con l esclusione degli effetti che concorrono alla redditività complessiva dell esercizio 5) Dato 2013 normalizzato. Impairment del goodwill e addizionale IRES portano l EVA a 209 milioni negativi 6) Al netto della riduzione nel 25% dei requisiti prevista per banche appartenenti a Gruppi Bancari 7) Include in quota proporzionale le risorse distaccate 7

10 Consolidato BANCA IMI Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance Variazioni (milioni di euro) assolute % Dati economici Risultato della gestione caratteristica 1.273, ,7 (222,8) -14,9% Risultato non ricorrente 21,7 (16,9) 38,6 Margine di intermediazione 1.295, ,8 (184,2) -12,4% Costi operativi (356,7) (346,4) (10,3) 3,0% di cui: spese per il personale (113,4) (130,5) 17,1-13,1% Risultato della gestione operativa 938, ,4 (194,5) -17,2% Accantonamenti e rettifiche (276,8) (124,3) (152,5) Imposte sul reddito (319,6) (364,6) 45,0-12,3% Utile dell'esercizio 146,9 642,5 (495,6) -77,1% Dati patrimoniali Titoli di proprietà (HFT e L&R) , , ,4 37,0% Investimenti 6.134, ,0 (593,4) -8,8% Impieghi per cassa finanza strutturata 6.873, ,0 (983,7) -12,5% Totale dell'attivo , ,5 (13.731,4) -9,0% Emissioni obbligazionarie , ,0 (3.819,8) -11,7% Garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi 4.399, ,2 (1.168,7) -21,0% Nozionale contratti derivati finanziari , ,3 ( ,2) -12,3% Nozionale contratti derivati creditizi , ,4 (24.821,5) -14,5% Patrimonio netto (1) 3.236, ,2 (241,0) -6,9% Indici di redditività e rischiosità Cost/Income ratio (2) 27,5% 23,4% Utile dell'esercizio/patrimonio netto medio (ROE) (3) 4,5% 20,7% Utile base per azione (EPS basic) euro (4) 0,153 0,668 Struttura operativa Numero delle risorse addette (5) (3) 1) Comprensivo dell utile netto dell esercizio 2) Costi operativi rapportati al margine di intermediazione 3) Utile dell esercizio rapportato alla media ponderata del capitale, delle riserve di rivalutazione e delle altre riserve 4) Con l esclusione degli effetti che concorrono alla redditività complessiva dell esercizio 5) Include in quota proporzionale le risorse distaccate 8

11 Executive summary Banca IMI chiude l esercizio 2013 con un utile netto consolidato di 147 milioni (a 145 milioni il risultato su base individuale). Una decisa flessione al confronto con l esercizio 2012, che riporta la redditività in termini assoluti a quella del 1Q2013. Flessione originata non tanto dai risultati operativi quanto dagli effetti, che si ritiene non saranno ripetibili, derivanti dalle rettifiche di valore dell attivo e dai recenti provvedimenti in materia fiscale. L analisi del conto economico deve quindi procedere sapendo cogliere e distinguere i fattori alla base dei risultati operativi, che hanno in continuità contraddistinto l intero 2013, rispetto a quelli seguiti nelle valutazioni di fine periodo, improntate a elementi di prudenza e proiettate nell ottica del piano d impresa. La performance reddituale del 2013 si è confermata per tutti i trimestri inferiore a quella registrata nell esercizio precedente, con la generazione di ricavi che ha trovato minori opportunità dai mercati finanziari, mitigate ma non pienamente compensate dalla robusta crescita nel margine di interesse (+10%) e dei proventi commissionali (+15%) a conferma del processo in atto di diversificazione nell offerta di servizi di investimento. Nel suo procedere la gestione ha mostrato segnali positivi, riducendo progressivamente il gap del margine di intermediazione dal -21,8% alla fine del 1 trimestre all attuale -12,4%, in un trend da ascriversi all evoluzione dei proventi generati dal segmento markets, mentre l origination di alcune transazioni di ampia portata ha dato nuovo impulso alla redditività dei restanti segmenti di business. Il totale dei ricavi consolidati si colloca poco al di sotto di 1,3 miliardi rispetto ai milioni della sola Banca IMI; importo che include per 17 milioni gli utili da cessione delle interessenze detenute nella EuroTLX SIM e nella LCH. Group Ltd. Alla loro formazione hanno contribuito le aree markets per 911 milioni (70%), structured finance per 271 milioni (21%) e investment banking per 114 milioni (9%). È dunque con soddisfazione che occorre guardare al risultato consolidato della gestione operativa, che a 940 milioni (circa 930 milioni per la sola Banca IMI) traccia la seconda miglior performance dal 2008 di oltre il 10% superiore alla media degli ultimi cinque anni pur segnando una riduzione di 184 milioni rispetto all esercizio precedente, risultato in assoluto il mgiliore. Il livello dei costi operativi è in contenuta crescita (+3%), a 357 milioni per l intero Gruppo, rispetto ai 346 milioni dell esercizio di confronto. I corrispondenti importi per la sola IMI sono di 343 milioni e 334 milioni. Risultano in aumento le Altre spese amministrative (27 milioni, +12,8%) prevalentemente per i maggiori costi connessi al dispiegarsi del progetto strategico Architetture Capital Markets e per servizi in outsourcing (+20 milioni) o legati alla produzione dei ricavi (mercati, banche dati e consulenze professionali). Tra le altre spese si registrano incrementi per l introduzione della Tobin Tax sull operatività in titoli azionari e derivati della proprietà (2 milioni per l anno 2013) e gli investimenti atti a promuovere l offerta di prodotti finanziari. Opposta la dinamica della voce Spese per il personale, inferiore nel complesso di 17 milioni essenzialmente per minori accantonamenti al sistema incentivante; le linee di costo direttamente rapportabili all evoluzione delle risorse addette sono risultate stabili in tutti i trimestri dell esercizio, crescendo del 5% sul consuntivo precedente. Il cost income ratio sale al 27,5%, in crescita rispetto al 23,4% di confronto. Muovendo da un risultato operativo comunque sostenuto, nell ultimo scorcio d anno gli indirizzi gestionali si sono concentrati sulla qualità dell attivo attivando una ancor più rigorosa disamina del portafoglio creditizio con particolare attenzione alla classificazione ed alla conseguente valutazione degli impieghi verso la clientela. Ne è evidenza la non ordinarietà del picco negli accantonamenti e rettifiche di 165 milioni del 4Q2013 superiore in valore assoluto alle contabilizzazioni già effettuate sino al 30 settembre registrato in concomitanza con la classificazione tra gli incagli di circa un miliardo di impieghi, tutti afferenti alla business unit Finanza Strutturata. 9

12 Una manovra importante in termini quantitativi, motivata dalla fisiologica elevata dimensione media dei corporate loans, dalla concentrazione su un numero limitato di posizioni e dall evoluzione settoriale e specifica dei debitori. Anche dopo aver contabilizzato gli effetti economici dell aggiornamento dei dubbi esiti al 31 dicembre, il risultato netto prima delle imposte dell ultimo trimestre sarebbe peraltro rimasto in area positiva. A seguire una complessiva valutazione della redditività prospettica in rapporto al capitale allocato alla business unit stessa ha però condotto a ritenere impaired l avviamento iscritto sulla CGU Finanza Strutturata. L integrale rettifica di valore ha avuto un impatto sul conto economico per 194 milioni, importo al quale non si è associato alcun beneficio fiscale in forza del regime speciale di affrancamento dalle imposte sul reddito al quale l avviamento era stato in precedenza assoggettato. Tra le determinanti dei risultati dell ultimo trimestre si sono da ultimo inserite le decisioni di stabilizzazione nei conti pubblici varate a novembre dal Governo Italiano e inserite nella Legge di Stabilità, in particolare con l introduzione dell addizionale IRES per i soggetti bancari. La capacità di Banca IMI di generare, anche dopo le importanti rettifiche dell attivo, una base imponibile positiva ha ridotto la creazione di valore per l azionista con maggiori imposte di circa 60 milioni, senza trovare sostanziale mitigazione dall introdotta deducibilità IRAP delle rettifiche di valore su crediti. Il tax rate 2013 supera in termini nominali il 68%. Al netto della rettifica di valore del goodwill, di per sé fiscalmente non rilevante nell esercizio 2013 il tax rate si porta al 48% rispetto al 36% registrato nell esercizio di confronto. Gli eventi sinora descritti hanno fortemente depresso la redditività netta dell esercizio, in riduzione del 77% sul 2012 (rispetto ad un più contenuto -17% segnato dal risultato operativo); redditività netta che permane comunque in area positiva. A fronte di un ritorno per l azionista inferiore sia alle possibili aspettative formulate in corso d anno che alle performance degli anni precedenti, Banca IMI presenta alla vigilia dell asset quality review una migliorata qualità dell attivo ed una rafforzata struttura del capitale. La solidità patrimoniale di Banca IMI vede il Tier Total salire al 14,7% dai precedenti 13,5% di fine dicembre 2012 e 14,3% del 30 giugno L indicatore tiene conto dell integrale destinazione dell utile netto a dividendi e della riduzione di un quarto dei requisiti richiesti per banche appartenenti a Gruppi creditizi. Le attività di rischio ponderate equivalenti scendono a 24,4 miliardi, ma si assiste alla riduzione del patrimonio regolamentare sceso a 2,7 miliardi dai 2,8 miliardi del dicembre 2012 a seguito della classificazione tra gli incagli della quota del portafoglio di Finanza Strutturata operata a fine esercizio e più sopra menzionata. Le metriche del modello AIRB adottato dalla Società fanno sì che il capitale allocato ai crediti non performing non venga più misurato in termini dello specifico requisito prudenziale ma incida direttamente su Tier 1 e Tier 2 con la deduzione delle c.d. shortfall, ovverosia le differenze tra i fondi svalutazione crediti effettivamente appostati e le previsioni di perdita analitiche e collettive indicate dal modello per circa 300 milioni. La riduzione del patrimonio totale è mitigata dal citato impairment dell avviamento, la cui rettifica integrale ha liberato capitale regolamentare in misura corrispondente. Il deleveraging dei requisiti prudenziali si è concentrato sul rischio di credito e di controparte. In questo ultimo ambito gli interventi gestionali di ottimizzazione si sono indirizzati ai derivati OTC, con il trasferimento su central counterparties e l estinzione di posizioni complessive con la successiva stipula di un numero più limitato di contratti, sintesi questi ultimi del medesimo profilo di rischio finanziario originale. Anche i requisiti richiesti dal modello interno per rischi di mercato si sono progressivamente ridotti con il procedere dell esercizio. Il totale attivo consolidato scende nel periodo con continuità toccando i 138 miliardi dai 152 miliardi precedenti, trainato dalla riduzione in valore assoluto nei fair value dei derivati OTC (-20 miliardi su base annua). La flessione di questi aggregati, per propria natura non fruttiferi di interessi ma che comportano utilizzo di capitale regolamentare, ha portato alla riduzione delle garanzie in denaro prestate, con il saldo netto dei collateral passato da +6 miliardi a +4 miliardi; positivi gli effetti sulla posizione di liquidità e sul margine degli interessi. In espansione gli impieghi fruttiferi in titoli del portafoglio di negoziazione e operazioni SFT con garanzia reale. 10

13 La capacità di generare valore per l azionista vede l EVA misurata sul risultato netto civilistico in area negativa, a -209 milioni, e il ritorno sul capitale segna un livello del 4,5%, inferiore al rendimento figurativo atteso. Indicatori sui quali gravano i maggiori oneri contabilizzati dall esercizio 2013 per l introduzione dell addizionale IRES e per l impairment dell avviamento. Depurando il risultato 2013 da tali appostazioni l EVA si colloca in area positiva a 45 milioni, ed il ROE oltre il 12%. Indicatori che tengono peraltro conto delle importanti rettifiche di valore apportate al portafoglio crediti. 11

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15 Bilancio di Banca IMI

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17 Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla situazione della Società e sull andamento della gestione

18 Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari Nel 2013 l economia mondiale ha continuato a espandersi a ritmo moderato e altalenante. Negli Stati Uniti, la ripresa della crescita ha avuto favorevoli ripercussioni sulla dinamica dell occupazione; in Giappone gli indici di attività economica hanno risposto positivamente alla politica economica espansiva introdotta dal nuovo governo, che include un aggressivo stimolo monetario. La Federal Reserve ha reagito al consolidamento della ripresa economica annunciando a fine anno il ridimensionamento del massiccio programma di acquisto di titoli, attuato senza modifiche per tutto il La situazione economica dell Area Euro è rimasta debole, ma a partire dal secondo trimestre si sono manifestati i primi segnali di uscita dalla fase recessiva. La ripresa si è rinforzata nella seconda metà dell anno, estendendosi anche ad alcuni dei Paesi colpiti dalla crisi del debito. La crescita cumulata nei primi tre trimestri non è stata però sufficiente a impedire che il prodotto interno lordo subisse nella media annuale una modesta contrazione anche nel L alto livello di risorse inutilizzate e l assenza di impulsi inflazionistici provenienti dall estero hanno fatto scendere i tassi di inflazione a livelli inferiori all 1%. Le politiche fiscali hanno mantenuto un impostazione nel complesso restrittiva, benché meno intensa rispetto al 2012; le condizioni finanziarie sono rimaste più sfavorevoli nei Paesi mediterranei rispetto a quelli del Nord Europa, anche se il sostanziale calo dei premi al rischio segnala che la fase acuta della crisi è stata ampiamente superata. Sul fronte della crisi del debito si sono chiusi i difficili negoziati sul piano di sostegno a Cipro, che hanno comportato una drastica ristrutturazione dei due principali istituti bancari e il coinvolgimento nell operazione dei depositi oltre la soglia europea di garanzia. Le revisioni degli altri programmi in corso (Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna) sono state concluse con esito positivo. Alla fine del 2013 Irlanda e Spagna sono uscite dai programmi di sostegno finanziario senza richiedere ulteriore assistenza. La fase recessiva dell economia italiana si è estesa al terzo trimestre del 2013, pur se in un contesto di graduale stabilizzazione. I dati della produzione industriale e le indagini congiunturali indicano che il quarto trimestre ha segnato il ritorno alla crescita dell attività economica. La variazione media annua è stata ancora molto negativa, con una flessione rispetto al 2012 superiore all 1,5%. La contrazione della domanda interna è stata parzialmente compensata da un nuovo miglioramento della bilancia commerciale, dovuto però più al calo delle importazioni che alla crescita dell export. La situazione complessiva permane penalizzata da una marcata contrazione dei livelli di reddito delle famiglie, associata a una dinamica dell occupazione molto sfavorevole. La politica fiscale ha mantenuto ancora un tono prevalentemente restrittivo. Tuttavia nel corso dell anno la Pubblica Amministrazione ha avviato il pagamento di fatture arretrate per oltre 20 miliardi; al contempo la politica fiscale annunciata dal precedente Governo per il 2014 si orienta alla neutralità. In maggio, la Banca Centrale Europea (BCE) ha tagliato da 0,75% a 0,50% il tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento (OPR) e ha portato da 1,50% a 1,00% il tasso di rifinanziamento marginale; una seconda limatura è stata effettuata in novembre, riducendo il tasso sulle OPR allo 0,25% e il rifinanziamento marginale allo 0,75%. Il tasso sui depositi è rimasto a zero. La piena allocazione è stata prorogata almeno fino al luglio La BCE non ha escluso che nuove misure possano essere adottate in futuro, segnalando che i tassi ufficiali rimarranno pari o inferiori al livello attuale per un periodo prolungato. I tassi di mercato monetario sono rimasti stabili, con modesti segnali di risalita a partire da giugno ed una sostanziale insensibilità agli interventi sui tassi ufficiali. I tassi IRS hanno avviato da maggio una decisa ascesa, dovuta soprattutto alla correlazione con il mercato americano. Analoga tendenza si è osservata sui rendimenti obbligazionari dei Paesi con alto rating. Il mercato dei BTP ha visto un drastico calo dei rendimenti a gennaio, poi rientrato a causa dell incertezza associata alle elezioni politiche di fine febbraio. A seguire, l impasse politica ha avuto ripercussioni negative relativamente contenute su premi al rischio e tassi, e non ha impedito un nuovo cauto ingresso di capitali esteri sul mercato italiano. 16

19 Relazione del Consiglio di Amministrazione - Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari Da fine maggio si è registrato un nuovo allargamento dei differenziali di rendimento tra titoli italiani e tedeschi, in sintonia con la maggiore avversione al rischio osservata nei principali mercati finanziari; i differenziali di tasso, dopo aver segnato un picco alla fine del secondo trimestre, hanno poi beneficiato di una prolungata e intensa discesa, continuata fino all inizio dell esercizio 2014, collocandosi in prossimità dei 200 pb. Un marcato restringimento degli spread ha interessato anche il mercato spagnolo. Fino a giugno, pur avendo registrato ampie oscillazioni, l euro è rimasto su livelli mediamente più deboli rispetto a fine Nel secondo semestre è iniziato un graduale rafforzamento verso 1,34-1,36 dollari, livelli mantenuti anche a gennaio Nel corso del 2013 i mercati azionari internazionali hanno registrato dinamiche complessivamente positive, sostenute dalle politiche monetarie espansive delle banche centrali e dai progressivi segnali d inversione di tendenza nel ciclo economico dell area dell euro. Dopo un inizio d anno, come più sopra anticipato, caratterizzato in Europa dalla crisi del sistema bancario-finanziario a Cipro e dalla crescente incertezza politica in Italia, l annuncio in aprile della banca centrale giapponese di una politica monetaria fortemente espansiva, combinata alle politiche accomodanti della Federal Reserve e della BCE, ha innescato una fase al rialzo degli indici azionari internazionali. Movimento ascendente che si è temporaneamente interrotto dopo metà maggio, per i crescenti timori degli investitori sui tempi di uscita della Federal Reserve dalla politica monetaria espansiva: la correzione degli indici azionari ha fortemente ridotto, e in taluni casi azzerato, i progressi degli indici da inizio anno. Nel terzo trimestre l andamento dei mercati azionari è tornato largamente positivo, grazie ai primi segnali di stabilizzazione del ciclo nell area dell euro (e in alcuni paesi, come la Germania, di vera e propria ripresa economica), in un quadro di maggiore appetito per il rischio da parte degli investitori e di graduale ritorno di attenzione alle dinamiche fondamentali. I paesi periferici dell eurozona (in particolare, Italia e Spagna) hanno in questa fase ottenuto performance superiori a quelle dei paesi core chiudendo in buona parte il gap accumulato nella prima metà dell anno. Nonostante una temporanea presa di profitto sui mercati, innescata dai timori di una debole dinamica dei prezzi nell area dell euro, le ultime settimane del 2013 sono state ancora una volta caratterizzate da un forte movimento al rialzo degli indici azionari, scontando condizioni economiche e finanziarie normalizzate nel Nel corso del 2013 l indice S&P 500 ha registrato un rialzo del 29,6%, sostenuto dalla positiva dinamica della crescita economica e degli utili societari negli Stati Uniti. Le performance dei principali mercati azionari asiatici hanno continuato ad evidenziare un elevata divergenza: l Indice SSE Composite del mercato cinese ha chiuso il 2013 in calo del 6,8%, penalizzato dalle preoccupazioni sulla sostenibilità della crescita economica, mentre l indice Nikkei 225 si è fortemente rivalutato (+56,7%) per gli effetti benefici di politiche monetarie e fiscali espansive. La crescente visibilità sulla ripresa economica, unita al calo delle tensioni legate alla crisi del debito sovrano, ha sostenuto i mercati azionari nell area euro. L indice DAX 30 ha realizzato nel 2013 un rialzo del 25,5%, riflettendo la forza relativa dell economia domestica, mentre il CAC 40 si è rivalutato del 18% nello stesso periodo. In forte recupero il mercato azionario spagnolo, con l IBEX 35 in rialzo del 21,4%. L indice Euro Stoxx ha chiuso l anno con un rialzo del 20,5%. Al di fuori dell area euro, l indice del mercato britannico FTSE 100 si è rivalutato del 14,4%, mentre l azionario svizzero ha chiuso il periodo con un +20,2% dell indice SMI. Il mercato azionario Italiano ha lievemente sottoperformato i maggiori mercati europei nel 2013, penalizzato inizialmente da una prolungata debolezza della congiuntura economica domestica, nonché dalle tensioni successive alle elezioni politiche di febbraio. Purtuttavia il gap di performance si è largamente ridotto nella seconda parte dell anno, in vista di una progressiva stabilizzazione del ciclo economico. L indice FTSE MIB ha chiuso l anno con un rialzo del 16,6% (dopo il calo del 6,4% a fine giugno); analogamente, il FTSE Italia All Share ha registrato un rialzo del 17,6% (-5,4% al termine del primo semestre). I titoli a media capitalizzazione hanno invece largamente sovraperformato le blue chips, con l indice FTSE Italia STAR che ha registrato un forte rialzo (+55,7%) nel corso del I mercati obbligazionari corporate europei hanno chiuso positivamente il 2013, con restringimenti generalizzati dei premi al rischio, in particolare tra le asset class più rischiose, che hanno continuato a beneficiare del mantenimento di politiche monetarie accomodanti da parte delle banche centrali e di incoraggianti segnali di ripresa economica nell Eurozona. 17

20 Relazione del Consiglio di Amministrazione - Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari Il positivo andamento dei mercati ha subito una battuta di arresto a partire da metà maggio per i timori legati a una riduzione del quantitative easing già entro fine La conferma di una impostazione stabilmente espansiva da parte della BCE e l abbondante liquidità alla ricerca di rendimento hanno permesso ai mercati di continuare il movimento di contrazione dei premi al rischio. Tale tendenza ha tratto ulteriore forza dall effetto sorpresa generato dalla decisione della Fed in settembre di rinviare la riduzione del programma di acquisto titoli. Il quarto trimestre ha visto poi l inatteso taglio dei tassi da parte della BCE e la comunicazione della banca centrale americana che alla riduzione del programma di acquisti non avrebbe fatto seguito un immediato rialzo dei tassi, il cui livello risulterà al contrario destinato a restare contenuto per un tempo ragionevolmente lungo. Il 2013 ha registrato un mercato primario tonico per il comparto investment grade e con volumi record per le emissioni speculative grade; in particolare queste ultime hanno beneficiato della ricerca di rendimento da parte degli investitori e della necessità degli emittenti di ricorrere a condizioni favorevoli al mercato primario in sostituzione del debito bancario. Il mercato obbligazionario europeo ha evidenziato una sovra-performance dei bond industriali rispetto a quelli finanziari nel segmento investment grade. Il ritorno della propensione al rischio e la continua ricerca di rendimenti attraenti da parte degli investitori hanno trainato i titoli dei paesi periferici rispetto a quelli dei paesi core e i titoli speculativi rispetto a quelli investment grade, specialmente nelle classi di minor merito creditizio. Anche il comparto derivato ha evidenziato una generale contrazione nel costo di copertura dal rischio di insolvenza terminando il 2013 sui minimi dell anno e sovraperformando, sempre a livello investment grade, il comparto cash. I restringimenti sono stati maggiori negli indici sintetici Crossover e finanziari, in particolare subordinati. L attività creditizia del sistema bancario italiano è risultata debole. La consistenza dei prestiti alle società non finanziarie ha subito un ulteriore contrazione nel quarto trimestre (-5,7% a/a in media negli ultimi tre mesi e -4,4% a/a in media annua), per la forte riduzione dei prestiti a breve, mentre i prestiti a medio-lungo termine hanno confermato le tendenze precedenti con riduzioni dell ordine del 4-5% a/a. La flessione di questi ultimi è stata senza precedenti, a seguito della caduta della domanda di credito per investimenti. Nell ambito delle imprese, nell ultima parte dell anno il calo dei prestiti è risultato più marcato per le grandi imprese rispetto alle piccole, mentre sino ad agosto non mostrava sostanziali differenze per dimensione del prenditore. La contrazione dei prestiti ha risentito del calo di domanda connesso alla recessione e all incertezza delle prospettive economiche. Inoltre, tra i fattori che determinano l offerta hanno continuato a prevalere le prospettive di deterioramento del merito creditizio dei prenditori e il peggioramento della qualità del credito. In corso d anno, si è registrato un flusso elevato di nuove sofferenze, soprattutto dal lato delle imprese, con il complesso dei crediti deteriorati lordi salito al 16% dei prestiti a settembre Pertanto, il mercato dei prestiti bancari è rimasto caratterizzato da un intonazione molto prudente, pur registrando un miglioramento dei giudizi delle imprese sulle condizioni di accesso al credito. La raccolta bancaria nel suo complesso ha mostrato una buona tenuta, benché in rallentamento rispetto alla ripresa emersa nell ultima parte del 2012 e proseguita nei primi mesi dell esercizio, cui è seguito un appiattimento della variazione media attorno allo zero nel secondo semestre. La raccolta è stata sostenuta dai depositi da residenti, cui ha contribuito la crescita dei conti correnti mentre le forme tecniche con durata prestabilita sono entrate in uno stadio di consolidamento. Diversamente, è proseguito il forte calo delle obbligazioni bancarie, con una media su base annua di -9,5%, risentendo della sostituzione tra quelle collocate presso la clientela retail e i depositi a tempo; negli ultimi mesi del 2013 si è assistito inoltre al ritorno delle banche italiane sul mercato internazionale wholesale. 18

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