CRAC&RICRAC Bond Argentini. Cirio Del Monte. miliardi. miliardo RECUPERO SUL VALORE NOMINALE

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1 Bond Argentini Cirio Del Monte miliardi STIMA DEI TITOLI 1STIMA miliardo DEI TITOLI MOLTO VARIABILE: INTORNO AL 15% PER LE CIRIO E AL 60% PER LE DELMONTE 35,8% PER CHI HA ADERITO ALLA RISTRUTTURAZIONE. 28 % PER CHI HA RIFIUTATO L OFFERTA DI BUENOS AIRES CONTRASTO italia CRAC&RICRAC [ ALBERTO FIORILLO ] Travolti dall ennesima crisi. Ma come 34 IL VENERDI DI REPUBBLICA 10 OTTOBRE 2008

2 Parmalat ,8 miliardi STIMA DEI TITOLI ANSA FOTOGRAMMA VARIABILE: DA UN MINIMO DEL 15% A UN MASSIMO DEL 32% Altri 40 mila risparmiatori italiani sono stati traditi, stavolta dai titoli americani della Lehman Brothers. Saranno rimborsati? Siamo andati a vedere come è andata alle «vittime» degli altri fallimenti. Male sono finiti i casi Parmalat & Co.? 10 OTTOBRE 2008 IL VENERDI DI REPUBBLICA 35

3 italia ROMA. Avanti altri 40 mila. Si allargano ancora le fila del crac people, la massa di piccoli risparmiatori italiani travolti da bancarotte e fallimenti, rimasti vittime stavolta del collasso di Lehman Brothers e del debito record di 435 miliardi di euro della quarta banca d affari americana. Nel nostro Paese, decine di migliaia di investitori avevano acquistato obbligazioni, polizze e altri prodotti finanziari dell'istituto. Adesso si ritrovano in tasca titoli che valgono quanto un biglietto dell autobus scaduto. Probabilità di rientrare in possesso dei propri quattrini? Nessuna, secondo Alessandro Pedone di Aduc. Tantissime, secondo Elio Lannutti, PROMESSE Il ministro presidente di Adusbef dell Economia, Giulio Tremonti. e senatore dell Italia Nel 2005 aveva dei Valori, che annuncia azioni legali in serie annunciato un fondo per le vittime «contro gli istituti di dei crac. Ma i soldi credito che hanno venduto Lehman ai clienti non sono arrivati pur sapendo che era spazzatura». L eccessiva diversità di vedute tra associazioni di consumatori suggerisce che, forse, la verità sta nel mezzo. O, meglio, è vicina al 35 per cento. Perché è questa, in media, la porzione di capitale finora riconquistata dalle oltre 650 mila persone rimaste scottate dai crac degli ultimi anni: Parmalat, Cirio-Del Monte e bond argentini soprattutto. Ma anche Giacomelli, Finmatica e Finmek. Non per tutti, però, è andata allo stesso modo. Chi possedeva azioni, è infatti rimasto a secco e, almeno in teoria, doveva prendere in considerazione che accadesse: «Acquistare azioni di una società significa SUBPRIME, CREDIT CRUNCH, HEDGE FUND... Mutui subprime Sono i prestiti concessi dalle banche a chi non può accedere ai normali tassi di interesse perché ha un reddito troppo basso o perché ha un passato di debitore insolvente. Dato anche il loro alto tasso di interesse, comportano un rischio molto elevato. I subprime sono all origine della crisi iniziata nel 2007 e sfociata nei recenti crac americani: dopo averli cartolarizzati (vedi sotto), le banche ne hanno trasferito il rischio sui risparmiatori, collocandoli sul mercato sotto forma di titoli. Quando le famiglie non sono più riuscite a ripagare i mutui collegati, i titoli (presentati in origine come sicuri) si sono rivelati spazzatura. Cartolarizzare La cartolarizzazione è il procedimento con il quale una banca trasforma in titoli i crediti (mutui) vantati verso terzi. Nella crisi dei subprime, gli strumenti attraverso i quali sono stati venduti i mutui più a rischio sono i Cdo (Collateralised debt obbligation). 639 MILIARDI I DEBITI (IN DOLLARI) DI LEHMAN BROTHERS: IL PIÙ GRANDE CRAC DELLA STORIA Banche d affari In inglese, merchant bank. A differenza delle banche commerciali, non permettono depositi, ma offrono servizi di alto livello e speculano con elevato rischio. Sono considerate tra le responsabili del tracollo di settembre, per avere venduto titoli collegati ai subprime e derivati (vedi sotto). Private equity Sono fondi di investimento chiusi, formati da capitali di persone molto ricche, banche d affari o divisioni di banche commerciali, e investiti in operazioni ad alto rischio, come il rilancio di imprese in crisi. Le grandi banche di investimenti hanno fatto affari vendendo obbligazioni di società acquistate dai grandi fondi di private equity ed hedge (vedi sotto). Hedge fund È un fondo di investimento ad altissimo rischio: può indebitarsi oltre il patrimonio conferito, vendere titoli allo scoperto, operare senza limiti con derivati (vedi sotto). diventarne comproprietari, anche se solo di una minuscola quota» spiega Beppe Scienza, docente di matematica all Università di Torino, esperto di gestione del risparmio e autore di Il risparmio tradito (Edizioni libreria Cortina, pp. 192, euro 12,40). «Si accetta l eventualità» aggiunge Scienza «che l azienda cresca e produca utili così come quella che il suo valore crolli o si azzeri completamente». Diverso il discorso per gli obbligazionisti: hanno «prestato» denaro alle aziende o allo Stato argentino in cambio di un surplus in interessi e contavano su 36 IL VENERDI DI REPUBBLICA 10 OTTOBRE 2008

4 LE PAROLE DEL DRACOLLO (E I SUOI DERIVATI) Index-linked Polizze vendute da Lehman Brothers, composte da un obbligazione garantita e da una parte derivata (vedi sotto) ad alto rischio. Migliaia di risparmiatori le hanno comprate ritenendole sicure, almeno nella parte obbligazionaria (garantita dalla banca). Invece, non era sicura neanche quest ultima. Ma chi poteva immaginare che Lehman sarebbe fallita? Credit crunch Letteralmente, stretta del credito. È la grande minaccia di questi giorni, anche se il governo e gli esperti ritengono infondato l allarme per l Italia. Consiste nel calo significativo dell erogazione del credito da parte delle banche, che può seguire all onda di fallimenti bancari e al ritiro della liquidità. Per evitare il loro stesso fallimento, le banche «chiudono i rubinetti», provocando, a catena, il fallimento delle imprese e il tracollo economico delle famiglie. rimborsi che, causa bancarotta, sono invece evaporati, ma, sudando non poco, sono riusciti a recuperare parte delle somme investite. Ma come è avvenuto questo recupero? Nel caso di Parmalat, dichiarata fallita nel 2003, il piano di salvataggio ha stabilito nel 2005 la Derivati È considerato derivato ogni titolo il cui valore è basato sul valore di mercato di altri beni: immobili, oro, azioni, petrolio, perfino il vino. Un particolare tipo di derivati, gli Otc, completamente deregolamentati, sono la forma di strumento finanziario più innovativa, speculativa e rischiosa presente nei mercati finanziari. Rating È il «voto» espresso in lettere (da un massimo di AAA a un minimo di C, società insolvente) che agenzie indipendenti (almeno sulla carta) assegnano alla capacità di un debitore di pagare puntualmente e per intero gli interessi sui prestiti. È la prima cosa da controllare prima di acquistare un titolo. Ma, come si è visto in questi giorni, un buon rating non equivale sempre a un titolo garantito: spesso gli istituti hanno un buon rating perché le agenzie sono vicine alle banche e operano in conflitto di interessi. 850 MILIARDI LA SOMMA STANZIATA DAL GOVERNO USA PER SALVARE I MERCATI DALLA CRISI sostituzione dei 4,8 miliardi di titoli di credito del colosso alimentare collocati in Italia con nuove azioni e warrant a un prezzo drasticamente più basso (l 80 per cento in meno). In tre anni non hanno fatto molta strada: diecimila euro investiti nella Parmalat di Calisto Tanzi hanno oggi un valore che oscilla tra i 1500 e i 3200 euro. Simile la sorte di quanti hanno comperato i bond del gruppo Cirio-Del Monte che, a sei anni dalla voragine scavata da Sergio Cragnotti, contano perdite che vanno dal 40 per cento all 85. A queste cifre vanno talvolta sommati i risarcimenti spezzatino che, grazie alla decisiva mediazione delle associazioni dei consumatori, alcune banche coinvolte nella bancarotta hanno accordato ai propri clienti, riconoscendo in sostanza di essere corresponsabili della diffusione sul mercato di titoli «avariati». Un rimborso medio del 40-60%, di cui, però, ha beneficiato solo una minoranza del popolo del crac. L ESPERTO Beppe Scienza, docente di matematica all'università di Torino ed esperto di risparmi e mercati finanziari La bancarotta della catena di abbigliamento sportivo Giacomelli (nel 2003) e delle aziende della new economy Finmatica e Finmek (nel 2004) ha provocato danni ancora peggiori, mangiandosi quasi interamente circa un miliardo di euro di 45 mila piccoli investitori. Quanto ai bond argentini, c è stata una doppia fregatura. In 450 mila hanno creduto ai broker che spacciavano come sicuri i Bot di una nazione in piena crisi. Qualche anno dopo, in 200 mila hanno dato retta pure alle associazioni di consumatori che li sconsigliavano di accettare lo scambio tra tango bond fasulli e nuove emissioni dello Stato argentino, rimettendoci così altri quattrini. «Sì, abbiamo sbagliato» commenta Mara Colla, presidente di Confconsumatori «indotti dalle dichiarazioni del governo italiano che, all epoca, si diceva certo di poter ottenere ri- 10 OTTOBRE 2008 IL VENERDI DI REPUBBLICA 37

5 italia IMAGO ECONOMICA Giacomelli sarcimenti più congrui di quelli ottenuti effettivamente». I meccanismi che regolano il mercato, nonostante i vari crac, lasciano ancora ampi margini di manovra agli imprenditori che rivendono titoli ad alto rischio come fossero la torta della nonna o scaricano i propri debiti sul parco buoi, il termine con cui gli speculatori finanziari indicano gli investitori privati. Le opportunità di evitare il mattatoio sono poi ridotte al lumicino da quegli istituti di credito che pensano solo a piazzare merce e a incamerare le commissioni. «Gli italiani» spiega Beppe Scienza «fanno male a fidarsi dei consigli delle banche, che operano in evidente conflitto di interessi: più vendono, più incassano». Chissà se invece ci si potrà fidare della promessa fatta esattamente tre anni fa dall allora ministro dell Economia Giulio Tremonti, che a Porta a porta garantiva come fosse «un dovere morale per lo Stato» risarcire le vittime dei crac adoperando i conti dormienti, ossia i depositi bancari e postali non movimentati da più di dieci anni e che apparentemente non hanno più un proprietario (potrebbero essere addirittura 10 miliardi di euro). Il fondo dove far confluire quelle somme è stato istituito a giugno 2007 e a partire dal prossimo 16 dicembre gli euro in letargo saranno tutti disponibili. Ma questo tesoretto già comincia a prendere altre destinazioni: la social card per gli anziani, Alitalia, forse anche qualche grande opera pubblica. «Tremonti sta riscrivendo le norme che definiscono i compiti della Commissione conti dormienti, l organo di garanzia istituito per stabilire come impiegare i soldi raccolti» avverte Mara Colla di Confconsumatori. Che aggiunge: «Con ogni probabilità, a gestire il patrimonio in arrivo da banche e uffici postali sarà direttamente il suo ministero. Forse, i risparmiatori bidonati non sono più in cima ai pensieri del ministro». Resta in piedi la partita giudiziaria. La class action è ancora un arma spuntata (entrerà in vigore solo nel 2009), ma migliaia di obbligazionisti, sperando che vengano riconosciuti il danno e il diritto a un risarcimento, si sono costituiti parte civile nei processi penali che a Parma, Roma e Milano mettono sotto accusa Parmalat e Cirio insieme alle banche e alle società di revisione dei bilanci che avrebbero partecipato alla stangata. Le associazioni dei consumatori, inoltre, hanno già intentato centinaia di Finmek IN GUARDIA Sopra, Il risparmio tradito, il libro di Beppe Scienza (Editore libreria Cortina, pp. 192, euro 12,40) che mette in guardia i piccoli risparmiatori Finmatica cause civili contro le diverse banche che hanno spinto la clientela a comprare i titoli. In alcuni casi hanno vinto, soprattutto quando c erano appigli per poter impugnare il contratto (una firma mancante, un prospetto di rischio incompleto o poco chiaro). In altri hanno perso (e qui al danno si aggiunge purtroppo la beffa delle spese legali). La via giudiziaria ai rimborsi però è lunga, come dimostra il caso di una pensionata vicentina di 83 anni che, nel 2005, ha citato in tribunale la banca che l aveva convinta a spendere centomila euro in tango bond. Ha appena vinto in primo grado. La sentenza d appello? Nel ALBERTO FIORILLO IMAGO ECONOMICA 38 IL VENERDI DI REPUBBLICA 10 OTTOBRE 2008

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