PSICOLOGIA E PEDAGOGIA DELLA GESTIONE DEI GRUPPI Prof. Luigina Cappelloni

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1 PSICOLOGIA E PEDAGOGIA DELLA GESTIONE DEI GRUPPI Prof. Luigina Cappelloni

2 Kurt Zadek Lewin Psicologo tedesco nel 1930 Avvia la Ricerca di laboratorio sui gruppi, In contesti,sociali,educativi organizzativi e psicoteraputici.

3 GRUPPO COME DIMENSIONE PSICOLOGICA Viene studiato in Psicologia sociale Psicologia Dinamica.

4 GRUPPO E un insieme di persone Comunicano Condividono uno scopo Interagiscono regolarmente.

5 COSTRUZIONE GRUPPO AGGREGATO Relazione vicinanza CLASSE Relazione Similitudine INTERAZIONE MEMBRI Interazione, Interdipendenza, Ruoli, norme ed organizzazione Percezione appartenenza Soddisfacimento. Bisogni psicologici

6 GRUPPI SOCIALI Psicologia sociale STATUS (livello posiz.) RETI DI COMUNICAZIONE RUOLO (compito) NORME (Regole comportam.) POTERE. LEADER

7 LEADER - FUNZIONI Socio emozionale Compito ed organizzazione Armonia del gruppo Strutturazione lavoro. verso obiettivi

8 IL LEADER Formale E Stabilito d autorità. Informale Nasce Spontaneamente dal gruppo È un leader più forte.

9 STILI LEADERSHIP Autoritaria Severità, spirito conservatore Democratica Capacità Delega sensibilità Clima Permissiva Abdicazione del Leader deriva del gruppo (solo rappresentanza)..

10 FILMATO Leadership Leader politici 10

11 DINAMICHE GRUPPO (Lewin) Condizioni di Vita nel gruppo Forze che provocano cambiamenti Il gruppo è cosa diversa dalla somma degli individui: ha sua identità.

12 IDENTITA GRUPPO Vissuto di appartenenza Regolarità delle interazioni Non sempre la soluzione migliore per il gruppo è Mettere tutti d accordo.

13 CONDUZIONE GRUPPO Coesione rispetto ai compiti Esigenze dei membri.

14 L EDUCATORE NEL GRUPPO può partecipare come facilitatore collaboratore leader uditore direttore custode dei fini OBIETTIVO COSTRUIRE IDENTITA POSITIVA DEL GRUPPO

15 INSEGNANTE CONDUTTORE DI GRUPPI Ruolo di guida Leadership effettiva e riconosciuta Valorizza espressione contributo autonomo E garante della produttività collettiva Preserva sua autorevolezza

16 FILMATO Il Metodo Barbiana Leadership 16

17 TIPOLOGIA GRUPPI Addestramento formaz. Profession. Discussione Casi esame casi concreti BALINT Ambito Socio sanitario T-GROUP Residenziale apprendim. Psicodramma Racconto e messa in scena Gruppi di Pari Gruppi in educazione Role Playng cambi ruolo

18 Caratteristiche Gruppo in educazione Elasticità mutare esig. formative Dinamicità - apertura innovaz. Funzionalità orientam. obiettivi Obiettivo pedagogico Chi apprende da spettatore diventa attore

19 Didattica contemporanea Direttrici Individualizzazione Lavoro di gruppo - Rispetto ritmi ed esigenze - Forme di cooperazione - Valorizzazione differenze - Diversificare obiettivi ed attività Formazione di soggetti autonomi, liberi e responsabili nella comunità sociale

20 Lavorare in gruppo Pianificazione comune Lavoro comune Ripartizione Interazioni compiti uno a uno - Crescita individuo nel gruppo e tramite esso - Sviluppo interazioni produttive - Raggiungim. obiettivi in tutte le sfere di vita mai prescindere dalle problematiche del gruppo quale «totalità dinamica» (Lewin)

21 Gruppo - Elementi condivisi Coesione Organizzazione Differenziazione Rete di comunicazione Leadership Produttività Soddisfazione personale

22 Educatore in classe Compito primario Promuovere e sviluppare componenti socio-affettive dare Coesione ed identità anche con uso di sottogruppi obiettivo elevare potenziale educativo

23 Valutazione Grado di coesione Sociogramma di Moreno Interviste e Punteggio sociometrico Atmosfera, armonia, complicità, comprensione e sostegno reciproco

24 Gruppi di pari 15/05/

25 Gruppi di pari tra adolescenti - Stessa età - Elevata Solidarietà - Codice di comportamento proprio (estraneo agli adulti) Il gruppo conferisce a chi ne fa parte: - Senso di appartenenza - Autostima (non ci si sente soli) - Aiuta costruzione personalità e identità 15/05/

26 Prezzo dell appartenenza Seguire Regole rigide di conformismo - Frequentare stessi posti -Vestirsi allo stesso modo -Avere stesso linguaggio - Difendere le stesse Idee - Obbedire ad una gerarchia (implicita o esplicita) 15/05/

27 Tipi di gruppi FORMALI es scuola squadra sportiva INFORMALI Gestiti da adulti Gestiti Autonomamente senza specifiche finalità 15/05/

28 Rischio e deviazione -Eccesso nel bisogno di infrangere le regole - Compiere Azioni sconsiderate o contrarie ai propri principi per timore di contraddire il gruppo e restare soli 15/05/

29 Deviazione relazionale Il Bullismo Lo psicologo norvegese Dan Olweus Definì bullismo i comportamenti di esclusione o aggressione deliberata Individuati soprattutto in ambito scolastico 15/05/

30 Il Bullismo in generale -E un interazione deviata che si esprime con un comportamento vessatorio del Bullo verso la Vittima che rischia di compromettere l integrità psicologica, emotiva e fisica. Caratteristiche: Intenzionalità, Persistenza e Disequilibrio 15/05/

31 Comportamento del Bullo -Comportamenti persecutori con desiderio deliberato di dominare e fare del male al coetaneo: -Botte, minacce, richieste di denaro, prepotenze, umiliazioni 15/05/

32 Comportamento della Vittima -Forte sentimento di paura e impotenza, emarginazione svalutazione identità, e sofferenza. Conseguenze: Fragilità, pianto, compromissione integrità psicologica - Spontaneo allontanamento dalla scuola e dai luoghi di possibile incontro 15/05/

33 Bullismo - tipologie DIRETTO Umiliazione minacce e aggressione fisica, furto di oggetti, vessazione, molestie sessuali ridicolizzazione INDIRETTO più sottile Pettegolezzi, calunnie, umiliazione verbale finalizzate all isolamento della vittima 15/05/

34 Dati del Bullismo Dati in Italia Il Bullismo è un fenomeno maschile ma anche femminile Percentuale di bambini che ammette di subire prepotenze con regolarità Scuole primarie 13-19% Scuole medie 10-11% 15/05/

35 Aggressivo Il più diffuso - E il capo - fisicamente ed emotivamente forte, impulsivo, sicuro di sé indifferente ai sentimenti altrui suscita timore e ammirazione PROFILI DEI BULLI Ansioso Problematico fragile insicuro e poco amichevole condivide caratteristiche delle vittime, aggredisce ragazzi più forti e provoca scontri con altri bulli Passivo Non particolarmente aggressivo, si aggrega al gruppo ed assiste alle violenze. Tende a sentirsi in colpa e confessare. Manifesta scarsa stima di sè 15/05/

36 FATTORI DI INFLUENZA DEL BULLISMO RELAZIONI FAMILIARI Relazioni disfunzionali, con disimpegno educativo, senza buon grado di comunicazione e Oppure coesione tra i genitori Modelli familiari O relazioni anaffettive violenti con dove godono di ricorso alla un esagerata permissività punizione fisica 15/05/

37 STRATEGIE Oltre a: sostegno familiare, individuale attraverso i mezzi istituzionali va svolta Attività preventiva nella scuola - Promuovere la cultura del rispetto e della solidarietà - Coinvolgere le famiglie per favorire la comunicazione ed aiutare vittime e carnefici a sentirsi meno soli - Utilizzare punizioni esemplari senza clemenza e buonismo e stabilendo autorevolezza 37

38 RUOLO DELLA SCUOLA SCUOLA = Comunità che protegge i deboli e punisce i violenti E che combatte la noia e la mancanza di stimoli che favoriscono la nascita dell aggressività e gli atteggiamenti antisociali 38

39 RUOLO DELLA SCUOLA SCUOLA = Comunità che si assume responsabilità e sviluppa una mentalità antibullismo SPORT Occorre promuovere le attività sportive per scaricare l aggressività all interno di regole nel rispetto dell avversario 15/05/

40 RUOLO DELLA SCUOLA SCUOLA = Comunità che si assume responsabilità e sviluppa una mentalità antibullismo Attraverso la conoscenza e canalizzazione delle subculture giovanili che gli insegnanti devono essere in grado di comprendere 15/05/

41 RUOLO DELLA SCUOLA Conoscenza delle Subculture giovanili Conoscenza e sviluppo delle aspirazioni dei giovani e le specificità - 15/05/

42 RUOLO DELLA SCUOLA Sviluppo delle attività extracurricolari per impostare attività didattiche, accorgimenti educativi ed interventi diversificati 15/05/

43 Fine Domande. parliamone insieme 43

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