DOCUMENTO INFORMATIVO SULLA PROFILATURA E SUI RISCHI DEGLI INVESTIMENTO

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1 DOCUMENTO INFORMATIVO SULLA PROFILATURA E SUI RISCHI DEGLI INVESTIMENTO SEZIONE I. LA TOLLERANZA AL RISCHIO DEGLI INVESTITORI ATTRAVERSO IL QUESTIONARIO Finalità del Questionario MiFID Gli investitori non sono tutti uguali e neanche lo sono gli avvenimenti che li riguardano. Ogni investitore possiede un proprio livello di conoscenza ed esperienza finanziaria in materia d investimenti. Non tutti i Clienti hanno la stessa capacità di comprendere le caratteristiche ed i rischi connessi ad un determinato investimento e le relative conseguenze che sono chiamati ad affrontare. La situazione finanziaria di ogni investitore è unica e particolare. Elementi quali il reddito, la ricchezza, gli impegni finanziari e la capacità di risparmio incidono in modo significativo sulla tolleranza al rischio nonché sugli obiettivi d investimento di ciascun investitore. Ogni investitore ha inoltre un proprio obiettivo di investimento, che deriva non solo dalle proprie aspettative di rendimento ma anche dalla propria situazione finanziaria, dal sua tolleranza al rischio e dall orizzonte temporale nel quale ritiene di poter mantenere investito il capitale. L orizzonte temporale dipende ovviamente dalle esigenze finanziarie soggettive. Ad esempio il pagamento delle tasse richiede la disponibilità di liquidità nel breve termine, mentre l accumulare risparmi per la pensione può permettere ad un investitore di gestire il proprio capitale in una prospettiva di lungo termine. Il Questionario MiFID, che viene sottoposto al Cliente preventivamente alla prestazione dei servizi d investimento, permette alla Banca di comprendere le effettive caratteristiche individuali dell investitore ciò al fine di prestare in maniera corretta il servizio di consulenza, ovvero indirizzare il Cliente verso soluzioni d investimento adeguate alle sue specifiche esigenze. Per fare una serie di esempi: un Cliente avverso al rischio, risulterà opportuno indirizzarlo verso soluzioni d investimenti poco esposte alle variazioni di mercato, viceversa un Cliente che ha un elevata propensione al rischio sarà più opportuno indirizzarlo verso soluzioni che consentono di perseguire rendimenti elevati anche a fronte di un livello di rischiosità sostenuta. Un Cliente che non ha alcuna conoscenza ed esperienza sui prodotti e sui mercati finanziari risulterà opportuno indirizzarlo verso prodotti semplici e non complessi, viceversa un Cliente che presenta un elevata preparazione finanziaria sarà possibile indirizzarlo anche su prodotti più complessi. In base a quanto sopra riportato, risulta pertanto di fondamentale importanza ottenere dal Cliente informazioni precise, complete ed aggiornate. La diversa tipologia della clientela La disciplina comunitaria in materia di mercati finanziari, Direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 (Markets in Financial Instruments Directive, di seguito Direttiva MiFID ), impone alle imprese di investimento di operare una classificazione della propria clientela ai fini di modulare gli obblighi informativi da assolvere e le tutele da garantire. Sono riconosciute tre categorie di clienti: Clienti Professionali: Clienti in possesso di un livello di esperienza, conoscenza e competenze finanziarie tale da poter prendere consapevolmente ed in propria autonomia le decisioni in materia di investimenti; 1

2 Controparti Qualificate: sottoinsieme della categoria dei Clienti Professionali che comprende quella parte di clientela che possiede il più alto livello di esperienza conoscenza e competenza e che pertanto necessita del livello di protezione più basso allorquando l intermediario presta loro i servizi di esecuzione ordini e/o negoziazione per conto proprio e/o ricezione e trasmissione ordini; Clienti al Dettaglio: tutti i clienti che non siano né Clienti Professionali né Controparti Qualificate. I Clienti Professionali si distinguono tra i Clienti Professionali di diritto e quelli che possono invece richiedere tale classificazione (professionali su richiesta ). I Clienti Professionali di diritto, sono soggetti che per le caratteristiche del business in cui operano (ad esempio, i soggetti autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari oppure gli investitori istituzionali la cui attività principale è costituita dall investimento in strumenti finanziari) nonché per loro struttura dimensionale (le imprese di grande dimensioni individuate in relazione ai dati di bilancio) presentano requisiti di competenza ed esperienza in materia finanziaria tali da consentire agli Intermediari di considerarli come Clienti Professionali. I Clienti Professionali su richiesta sono viceversa Clienti che vengono classificati come professionali a seguito di apposita richiesta. La Banca tratta come Clienti Professionali i Clienti che ne facciano espressa richiesta solamente dopo aver effettuato una approfondita valutazione sulla sussistenza di determinati requisiti indispensabili per accertare che il Cliente sia in grado di adottare consapevolmente decisioni in materia di investimenti e di comprendere i rischi che assume. Al Cliente Professionale: i) non si applicano alcune norme concernenti le regole di condotta in materia di investimenti; ii) viene fornita un informativa pre-contrattuale più snella; iii) viene presunto che il Cliente abbia il livello necessario di esperienza e conoscenza necessario per comprendere i rischi connessi ai servizi di investimento, agli strumenti ed alle operazioni. Le Controparti Qualificate sono un sottoinsieme della categoria di Clienti Professionali ai quali per la loro natura, nella prestazione dei servizi di esecuzione ordini e/o negoziazione per conto proprio e/o ricezione e trasmissione ordini non si applicano le principali regole di condotta in materia di investimenti. A titolo di mero esempio, possono essere considerate Controparti Qualificate le imprese di investimento, gli istituti di credito, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione, i Governi nazionali, le Banche centrali e le istituzioni internazionali. La clientela che non presenta i requisiti per essere classificata come Professionale o Controparte Qualificata, viene classificata dagli Intermediari come Clientela al Dettaglio, ovvero clientela a cui è garantito il massimo livello di tutela e di informativa. La raccolta delle informazioni Secondo quanto disciplinato dalla direttiva 2004/39/CE e dalla Direttiva 2006/73/CE e recepito nel Regolamento Intermediari n , nell ambito della prestazione dei servizi di investimento, gli intermediari ottengono dai clienti o potenziali clienti le informazioni di cui necessitano per comprendere le caratteristiche essenziali dei clienti e disporre di una base ragionevole per ritenere, tenuto conto della natura e della portata del servizio fornito, che la specifica operazione sia adatta ai clienti e realizzata nel loro migliore interesse. A tal fine, nella prestazione dei servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli, gli intermediari ottengono dal cliente o potenziale cliente le informazioni necessarie in merito a: 1) conoscenza ed esperienza; 2) situazione finanziaria; 3) obiettivi di investimento. Inoltre, nel caso in cui gli intermediari non ottengano le suddette informazioni, si astengono dal prestare il servizio di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli. 2

3 A tal fine la Banca, preventivamente alla prestazione dei servizi d investimento richiede ai propri clienti, mediante la compilazione del questionario, le informazioni necessarie per individuare gli investimenti in prodotti finanziari che: corrispondano ai loro obiettivi di investimento; comportino l assunzione di rischi che, per esperienze e conoscenze possedute in materia di investimenti in prodotti finanziari, siano in grado di comprendere; comportino l assunzione di rischi che siano finanziariamente in grado di sopportare. Il questionario rappresenta uno strumento conoscitivo essenziale per consentire alla Banca di impostare un corretto e trasparente rapporto con il Cliente. Le informazioni fornite dal Cliente nel questionario hanno la finalità di contribuire, tra le altre cose, a far comprendere meglio l atteggiamento del Cliente nei confronti del rischio al fine di consentire alla Banca di proporre strumenti finanziari adeguati. L attività di raccolta delle informazioni del questionario consente inoltre al Cliente di aumentare, mediante la relazione con il proprio Promotore Finanziario o il proprio referente di Filiale, la propria cultura finanziaria migliorando la comprensione dei temi finanziari. E necessario che il Cliente collabori con la Banca nella compilazione del questionario al fine di riportare informazioni corrette ed aggiornate. La presenza di informazioni non veritiere o non aggiornate possono infatti causare la prestazione di un servizio non adeguato ai bisogni e alle caratteristiche della Clientela. Il questionario è pertanto suddiviso in tre sezioni, corrispondenti ai tre gruppi di informazioni che è necessario ottenere dal Cliente per erogare al meglio il servizio di consulenza. 1. Sezione Conoscenza ed Esperienza La prima sezione del questionario è costituita da domande finalizzate a soddisfare i tre elementi previsti dall art. 39 del Regolamento Intermediari, ovvero: i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza; la natura, il volume e la frequenza delle operazioni su strumenti finanziari realizzate dal cliente e il periodo durante il quale queste operazioni sono state eseguite; il livello di istruzione, la professione o, se rilevante, la precedente professione del cliente. Con riferimento al primo elemento ovvero i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza il questionario contiene domande volte ad accertare la capacità del Cliente di comprendere i rischi, in tutte le sue dimensioni, associati ad un certo investimento. Al fine di non incorrere nel rischio di autovalutazione da parte del Cliente, in aggiunta a domande volte a richiedere la conoscenza di servizi e strumenti finanziari, sono presenti domande volte ad accertare la conoscenza e la comprensione di nozioni fondamentali quali la relazione tra rischio e rendimento e il principio di diversificazione del rischio. Con riferimento al secondo elemento ovvero la natura, il volume e la frequenza delle operazioni su strumenti finanziari realizzate dal cliente e il periodo durante il quale queste operazioni sono state eseguite il questionario contiene domande volte ad accertare le operazioni (per numero e importo) realizzate dal Cliente in un determinato periodo di tempo. Tuttavia, una maggiore esperienza abbinata a risultati positivi, potrebbe indurre il Cliente ad un eccesso di ottimismo (overconfidence) e dunque ad una maggiore attitudine ad intraprendere investimenti che non trovino corrispondenza nella propria reale capacità di tolleranza al rischio. A mitigare tale effetto sono presenti opportune domande volte a misurare il cosiddetto rischio di overconfidence. 2. Sezione Situazione Finanziaria La seconda sezione, dedicata alla situazione finanziaria, è costituita da domande finalizzate a soddisfare i due elementi previsti dall art. 39 del Regolamento Intermediari ovvero: 3

4 dati sulla fonte e sulla consistenza del suo reddito regolare; le sue attività, comprese le attività liquide, i suoi investimenti e beni immobili e i suoi impegni finanziari regolari. Sono presenti due sezioni distinte,: una che riguarda le persone fisiche ed un altra dedicata ai soggetti diversi da persone fisiche. a. Persone fisiche Con riferimento al primo elemento, ovvero dati sulla fonte e sulla consistenza del suo reddito regolare, il questionario contiene domande volte ad accertare la fonte principale del reddito ed il suo livello di stabilità nonché la sua capacità di far fronte agli impegni di spesa ricorrenti. Particolare attenzione viene posta al concetto di nucleo familiare, in virtù del fatto che il livello del reddito complessivo e la sua distribuzione tra più membri della famiglia incide sia sulle scelte di consumo che sul livello di stabilità del reddito medesimo. Nella valutazione della stabilità del reddito vengono tenute in considerazione anche informazioni anagrafiche quali ad esempio l età del cliente. Con riferimento al secondo elemento, ovvero le sue attività, comprese le attività liquide, i suoi investimenti e beni immobili e i suoi impegni finanziari regolari, il questionario contiene domande volte ad accertare il patrimonio complessivo e gli impegni finanziari assunti a cui si deve fare riferimento nell ambito delle operazioni di investimento che il cliente intende realizzare. b. Soggetti diversi da persone fisiche Con riferimento al primo elemento, ovvero dati sulla fonte e sulla consistenza del suo reddito regolare, il questionario contiene domande volte ad accertare, mediante informazioni anagrafiche, la natura giuridica della società, il settore merceologico in cui opera, la sua storia, la sua dimensione, al fine di avere un quadro completo sul livello di solidità aziendale. Particolare attenzione viene posta al conto economico nonché al fatturato attraverso specifiche domande che mirano ad accertarne l andamento. In ultimo è presente una domanda che mira a verificare il livello di liquidità dell azienda ovvero la sua capacità di far fronte agli impegni ricorrenti. Con riferimento al secondo elemento, ovvero le sue attività, comprese le attività liquide, i suoi investimenti e beni immobili e i suoi impegni finanziari regolari, il questionario prevede la presenza di domande volte ad accertare alcuni elementi significativi dello stato patrimoniale del soggetto, con particolare riferimento agli investimenti mobiliari ed immobiliari nonché al livello di indebitamento complessivo. 3. Sezione Obiettivi d investimento La terza sezione, ovvero gli obiettivi d investimento, è costituita da domande finalizzate a soddisfare i seguenti quattro elementi previsti dall art. 39 del Regolamento Intermediari: arco temporale per il quale il cliente desidera conservare l investimento; preferenze in materia di rischio; profilo di rischio; finalità dell investimento. Con riferimento al primo punto, arco temporale per il quale il cliente desidera conservare l investimento, il questionario contiene domande volte a rilevare l orizzonte temporale del Cliente prendendo a riferimento diversi fattori, quali il grado di impazienza nonché le esigenze di liquidità prevedibili, al fine di valutare il livello di ragionevolezza dell orizzonte temporale dichiarato dal Cliente. Con riferimento al secondo e terzo punto, preferenze in materia di rischio; profilo di rischio, il questionario contiene domande volte ad accertare la preferenza del Cliente ad investire in strumenti finanziari con determinate caratteristiche di 4

5 rischio e rendimento (c.d. rischio oggettivo), nonché a rilevare la capacità emotiva del Cliente di assumere rischio finanziario, ovvero la sua avversione alle perdite (c.d. rischio soggettivo). Con riferimento al quarto punto, finalità dell investimento, il questionario contiene domande volte ad accertare gli obiettivi d investimento del Cliente, a fini esemplificativi se il Cliente intende impiegare la propria liquidità per un periodo limitato piuttosto che investirla senza particolari vincoli temporali. Rapporti tra più persone (cointestazioni) In caso di rapporti cointestati a piu Clienti, la Banca, con riferimento alle informazioni riferite alla situazione finanziaria e agli obiettivi d investimento utilizza per le valutazioni di adeguatezza le informazioni rese dalla cointestazione medesima (ovvero quindi ad informazioni comuni ai cointestatari) a prescindere dalla circostanza che il rapporto sia a firme disgiunte o congiunte, mentre per la conoscenza ed esperienza viene effettuato il controllo sul soggetto che dispone l ordine. Pertanto per le domande del questionario che fanno riferimento ad informazioni di carattere personale/soggettivo (es. età) i Clienti cointestatari rispondono scegliendo a quale dei cointestatari riferirsi. Per le informazioni comuni alla cointestazione si consiglia pertanto di riportare comunque le informazioni più prudenziali (ovvero rappresentare la situazione finanziaria del soggetto più debole, rappresentare gli obiettivi di investimento del soggetto più prudente) in quanto determina una maggiore protezione. Soggetti diversi da persone fisiche (esempio persone giuridiche, enti etc..) In caso di Clienti soggetti diversi da persone fisiche, le informazioni riferite alla componente esperienza e conoscenza devono fare riferimento al legale rappresentante del Soggetto (o altra figura rappresentata), viceversa le informazioni riferite alla situazione finanziaria e agli obiettivi d investimento devono rappresentare le caratteristiche nonché le finalità del Soggetto medesimo. L importanza dell aggiornamento costante delle informazioni del questionario Alla luce di quanto sopra rappresentato risulta evidente come le informazioni fornite dal Cliente in fase di profilatura costituiscono elemento essenziale per una corretta valutazione di adeguatezza. E pertanto interesse del cliente fornire informazioni complete, puntuali, veritiere ed aggiornate, nonché informare tempestivamente la propria Filiale o il proprio Promotore Finanziario di eventuali variazioni rilevanti. La Profilatura Ai fini delle valutazioni di adeguatezza e/o appropriatezza, le informazioni raccolte tramite il questionario vengono utilizzate dalla Banca per la costruzione di specifici indicatori sintetici dei profili finanziari dei Clienti. La logica di indicatore sintetico consente alla Banca, tramite un sistema di pesatura delle informazioni raccolte, di calcolare per ciascuna sezione del questionario un punteggio complessivo in base alle risposte fornite dal Cliente. Dalla combinazione dei diversi pesi assegnati alle domande, vengono determinati specifici profili finanziari sintetici del Cliente per le seguenti sezioni: conoscenza ed esperienza; situazione finanziaria; obiettivi di investimento; orizzonte temporale. 5

6 1. Profilo sintetico Conoscenza ed Esperienza Il profilo sintetico della conoscenza ed esperienza è costituito da 4 classi crescenti (bassa, medio-bassa, medio-alta, alta). Il profilo sintetico assegnato al Cliente viene confrontato con quattro classi di complessità degli strumenti finanziari (si veda il punto La complessità degli strumenti finanziari della seconda Sezione del documento) ai fini della valutazione di appropriatezza. A fini esemplificativi, ad un Cliente che presenta un basso livello di conoscenza ed esperienza finanziaria risulteranno appropriati esclusivamente prodotti finanziari caratterizzati da un grado di complessità semplice, mentre ad un Cliente che presenta un profilo di conoscenza ed esperienza alto risulteranno appropriati tutti gli strumenti finanziari indipendentemente dal loro grado di complessità. 2. Profilo sintetico Situazione Finanziaria Il profilo sintetico della situazione finanziaria è costituito da 4 classi crescenti (bassa, medio-bassa, medioalta, alta). In relazione alle risposte fornite e al conseguente punteggio ottenuto nell ambito della specifica sezione del questionario, al Cliente viene attribuito un profilo rappresentativo del suo livello di situazione finanziaria. Il Profilo sintetico della Situazione Finanziaria concorre alla identificazione del Profilo Sintetico di Rischio del Cliente. 3. Profilo sintetico Obiettivi di Investimento Il profilo sintetico degli obiettivi d investimento è costituito da 5 classi crescenti (bassa, medio-bassa, media, medio-alta, alta). In relazione alle risposte fornite nella specifica sezione del questionario ed al conseguente punteggio ottenuto, al Cliente viene attribuito un profilo rappresentativo della sua propensione al rischio e dei suoi obiettivi d investimento. Il Profilo sintetico degli obiettivi d investimento concorre all identificazione del Profilo Sintetico di Rischio del Cliente 4. Profilo di Rischio Sintetico del Cliente Il «Profilo di Rischio Sintetico del Cliente» è costituito da 5 classi crescenti (bassa, medio-bassa, media, medio-alta, alta) e viene determinato attraverso una matrice che rapporta il profilo sintetico degli obiettivi d Investimento con il profilo sintetico della situazione finanziaria. Per la determinazione del profilo di rischio sintetico, il profilo di partenza è quello relativo agli obiettivi d Investimento. Il profilo della situazione finanziaria contribuisce a mitigare l eccessiva propensione al rischio nelle situazioni in cui il cliente risulti finanziariamente meno solido diminuendo il profilo di rischio sintetico. Ai fini della valutazione di adeguatezza, ad ognuno dei singoli profili di rischio sintetico vengono definiti: specifici livelli di rischiosità di mercato del portafoglio; specifici livelli di rischio credito del portafoglio; specifici livelli di soglie di concentrazione; numero massimo di operazioni effettuate in consulenza in un determinato arco temporale (frequenza). Con riferimento ai controlli del livello di rischiosità di mercato, il controllo consiste nella verifica che la rischiosità del portafoglio risultante dalla raccomandazione sia minore o uguale alla soglia di rischio di mercato prevista per il profilo di rischio del cliente (per un approfondimento del concetto di rischio mercato si veda il punto Rischio mercato della seconda Sezione del documento). Con riferimento ai controlli del livello di rischio credito del portafoglio, il controllo consiste nella verifica che il livello di rischio credito del portafoglio risultante dalla raccomandazione sia minore o uguale alla soglia di 6

7 rischio credito prevista per il profilo di rischio del cliente (per un approfondimento del concetto di rischio credito si veda il punto Rischio mercato della seconda Sezione del documento). Con riferimento ai controlli delle soglie di concentrazione (a valere per gli emittenti societari), il controllo consiste nella verifica che il livello di detenzione di prodotti finanziari appartenenti al medesimo Emittente o Gruppo all interno del portafoglio risultante dalla raccomandazione sia minore o uguale alla soglia prevista per il profilo di rischio del cliente. Con riferimento ai controlli di frequenza sul numero di operazioni effettuate in consulenza, tale controllo confronta la numerosità delle operazioni effettuate in consulenza in un determinato periodo di tempo con il numero massimo di operazioni associate al profilo. 5. Profilo sintetico di Orizzonte Temporale Il profilo sintetico di orizzonte temporale è costituito da 3 classi (breve, medio, lungo). In relazione alle risposte fornite e al conseguente punteggio ottenuto, al Cliente viene attribuito un profilo rappresentativo del suo orizzonte temporale di investimento: breve (fino a 18 mesi); medio (da 18 mesi a 48 mesi); lungo (oltre i 48 mesi). Il profilo sintetico di orizzonte temporale del Cliente interagisce con l orizzonte temporale dei prodotti finanziari. L attribuzione ai prodotti finanziari di un orizzonte temporale (breve, medio, lungo) avviene sulla base del tempo minimo di detenzione, inteso come il periodo stimato come necessario all investitore per ammortizzare i costi di struttura/intermediazione (si veda il punto Il Rischio liquidità ed impatto dei costi dei prodotti della seconda Sezione del documento). Ad ogni profilo sintetico di orizzonte temporale viene attribuita una specifica percentuale massima di detenzione sul portafoglio complessivo di prodotti finanziari che presentano un orizzonte temporale medio e/o lungo, fermo restando che non vi sono limitazione alla detenzione di prodotti finanziari che presentano un orizzonte temporale breve. Il servizio di consulenza prestato dalla Banca La disciplina comunitaria in materia di mercati finanziari, Direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 (Markets in Financial Instruments Directive, di seguito Direttiva MiFID ), comprende tra i servizi e le attività di investimento la consulenza in materia di investimenti. Per consulenza in materia di investimenti si intende (ai sensi del TUF, art. 1, comma 5-septies) la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo ad una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione. Unipol Banca presta il servizio di consulenza in materia di investimenti di propria iniziativa in abbinamento alla prestazione degli altri servizi di investimento relativamente ad operazioni aventi ad oggetto Prodotti/Strumenti Finanziari individuati nel Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ivi compresi Prodotti/Strumenti Finanziari emessi e/o collocati dalla Banca; in tale ambito, per le sole operazioni di acquisito il servizio di consulenza viene prestato dalla Banca limitatamente ai Prodotti / Strumenti Finanziari presenti nel proprio listino il cui elenco è messo a disposizione delle clientela presso le Filiali e i Promotori Finanziari. 7

8 Unipol Banca, in via preliminare, procede all analisi iniziale del portafoglio del Cliente. Nell effettuare tale attività di analisi, la Banca tiene in considerazione i Prodotti/Strumenti Finanziari presenti nei depositi titoli o comunque registrati presso la Banca, i prodotti finanziari assicurativi sottoscritti dal Cliente presso la Banca e le somme depositate dal Cliente presso la Banca su conti e depositi nominativi nonché di eventuale Gestioni patrimoniali in essere presso la Banca (di seguito insieme anche Portafoglio ). Il servizio di consulenza in materia di investimenti prestato dalla Banca prevede, in particolare, che la Banca effettui una o più raccomandazioni personalizzate valutando sempre l adeguatezza dell insieme delle operazioni consigliate rispetto a soglie di rischio predefinite dalla Banca mediante l utilizzo di un algoritmo comprensivo dei seguenti controlli: (i) un controllo di complessità dei Prodotti/Strumenti Finanziari; (ii) un controllo di rischio - comprensivo di controllo di rischio mercato, controllo di rischio di credito e controllo di rischio di concentrazione del portafoglio del cliente su uno o piu emittenti o gruppi di emittenti; (iii) un controllo di frequenza delle operazioni eseguite a fronte delle raccomandazioni rese; (iv) un controllo di rischio di liquidabilità dei Prodotti/Strumenti Finanziari. raccordando tale valutazione con le informazioni fornite dal Cliente per la costituzione del relativo Profilo e tenendo conto del Portafoglio del Cliente. SEZIONE II. CONCETTI DI RISCHIO-RENDIMENTO Il Rendimento atteso di un investimento Il rendimento effettivo di un investimento è il flusso monetario totale - inclusi i guadagni o le perdite in conto capitale - generato dallo strumento finanziario oggetto dell investimento ed espresso come frazione del suo prezzo. Viene calcolato considerando il costo d acquisto (inclusi gli oneri) dello strumento finanziario, il prezzo di rimborso o prezzo di vendita, i flussi di cassa ricevuti (cedole, dividendi) durante il periodo di detenzione del titolo in portafoglio. Dato che tutte le attività finanziarie presentano una componente di rischio, solitamente un investitore non può sapere in anticipo i rendimenti che otterrà in futuro. Quanto ragionevolmente un Cliente si aspetta di guadagnare dall investimento viene definito rendimento atteso. Il rendimento atteso esprime pertanto una probabilità di rendimento futuro, e può essere calcolato ad esempio sulla base dei rendimenti passati (ovvero i rendimenti storici), e quindi non rappresenta una garanzia per il futuro. Maggiori saranno le variabili che potranno influenzare il rendimento, maggiore sarà la sua variabilità. Tuttavia è opportuno precisare che non esiste un attività finanziaria dal rendimento certo, esiste sempre un rischio, anche minimo, che il rendimento effettivo non sia in linea con il rendimento atteso. Ad esempio nei titoli obbligazionari è possibile che l emittente non faccia fronte alle proprie obbligazioni, ad esempio non rimborsando, tutto o in parte, il capitale. Rapporto Rischio / Rendimento Nel valutare un investimento non è sufficiente considerare il solo rendimento atteso, ma è importante anche considerare il rischio associato allo strumento finanziario. Quanto maggiore è il rendimento atteso di un investimento, tanto maggiore è il rischio che l investitore deve essere disposto a sopportare. La maggiore componente di rischio implica un maggior premio al rischio richiesto dall investitore. Principali rischi associati agli investimenti 8

9 Il rischio è una componente inalienabile degli investimenti finanziari. Gli strumenti finanziari sono caratterizzati da diverse componenti di rischio in relazione alla loro natura ed ai differenti fattori che possono influenzare il valore dello strumento stesso. A titolo esemplificativo il differente rischio dei titoli di capitale (ad esempio le azioni) rispetto al rischio ai titoli di debito (ad esempio le obbligazioni e i certificati di deposito), è dovuto al fatto che: acquistando titoli di capitale un investitore diviene socio, per la quota parte dei titoli acquisiti della società, partecipando per intero al rischio economico derivante dalla gestione della società stessa. Investire in titoli azionari assegna il diritto a percepire annualmente il dividendo sugli utili conseguiti nel periodo di riferimento (se deliberato dall assemblea dei soci). acquistando titoli di debito si diviene finanziatori della società emittente il prestito. L investitore acquisisce il diritto a percepire periodicamente gli interessi previsti dal regolamento dell'emissione e, alla scadenza, al rimborso del capitale prestato (se non diversamente previsto, ad esempio nel caso delle obbligazioni perpetue ). Il Rischio Mercato Il Rischio di Mercato rappresenta il rischio che il valore degli strumenti finanziari possa subire variazioni negative in seguito a variazioni delle variabili di mercato che impattano sul valore dello strumento stesso. Diverse sono le variabili che influenzano l andamento dei mercati. A titolo esemplificativo alcune variabili principali possono essere il: rischio specifico e rischio generico; rischio di tasso di interesse; rischio cambio; rischio leva finanziaria. Rischio specifico, rischio generico e diversificazione Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari di ogni singolo strumento finanziario mentre il rischio generico (o sistematico) rappresenta quella parte di variabilità del prezzo di ciascun titolo che dipende dalle fluttuazioni del mercato. Ad esempio, per i titoli di capitale, il rischio generico rappresenta quella parte di variazione del prezzo del titolo che può dipendere dalla congiuntura economica, dagli andamenti delle principali piazze di negoziazione etc Il rischio d'interesse Il rischio di tasso di interesse è il rischio di possibili variazioni di valore del prezzo di un titolo (solitamente obbligazionario) dovuto alle variazioni dei tassi di interesse. Ad esempio per un titolo a tasso fisso, il cui flusso cedolare è predefinito a priori, più lunga è la vita residua maggiore è la variabilità del prezzo al variare dei tassi di interesse di mercato. Rischio di cambio Quando uno strumento finanziario è denominato in una divisa diversa da quella di riferimento per l investitore, al fine di valutare la rischiosità complessiva dell'investimento occorre tenere presente il rischio di cambio. Tale rischio dipende dalla volatilità del rapporto di cambio tra la divisa di riferimento e la divisa estera in cui è denominato l'investimento. 9

10 L'investitore deve considerare che i rapporti di cambio con le divise di molti paesi, in particolare di quelli in via di sviluppo, sono altamente volatili e che comunque l'andamento dei tassi di cambio può condizionare il risultato complessivo dell'investimento. Rischio di Leva finanziaria Particolare attenzione deve essere posta agli strumenti finanziari derivati caratterizzati dalla presenza di un effetto leva (esempio futures, opzioni, derivati cartolarizzati quali covered warrant, warrant, certificates, alcune tipologie di ETF). Con effetto leva s intente la possibilità di effettuare un investimento che riguarda un elevato ammontare di risorse finanziarie, con un basso tasso di capitale effettivamente impiegato. L effetto leva comporta la moltiplicazione delle performance positive o negative dell investimento rispetto alle variazioni del valore corrente di mercato del sottostante, pari alla misura della leva stessa. Il Rischio di Credito Il Rischio di Credito è il rischio che il soggetto emittente o garante di un titolo si trovi in una situazione di dissesto finanziario che non gli permetta di adempiere ai propri obblighi o che gli consenta di farlo solo in parte. Il rischio di credito permette di integrare l analisi del rischio e di renderla ancora più completa, attraverso una misura che consente di comprendere la probabilità di default dell emittente. Il Rischio liquidità ed impatto dei costi dei prodotti La liquidità di uno strumento finanziario consiste nella sua attitudine ad essere smobilizzato senza perdita di valore. Il rischio di liquidità dipende in primo luogo dalla presenza e dalle caratteristiche di un mercato o sistemi multilaterali di negoziazione in cui il titolo è trattato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli trattati su mercati regolamentati, su sistemi multilaterali di negoziazione 1 ovvero su Internalizzatori Sistematici 2 sono più liquidi dei titoli non trattati su tali mercati o dei titoli per i quali non esiste un mercato. In aggiunta al rischio di liquidità è necessario tenere in considerazione anche l impatto dei costi sostenuti dall investitore per l acquisto, il mantenimento e lo smobilizzo dei prodotti finanziari. Il costo del prodotto finanziario è rappresentato da tutte le voci di costo che possono incidere sul rendimento effettivamente percepito dall investitore: ad esempio, i costi di intermediazione, le commissioni di sottoscrizione/rimborso, le commissioni di gestione. Prodotti caratterizzati da costi elevati richiedono un tempo di detenzione maggiore per ammortizzare i costi di struttura sostenuti per l acquisto e/o lo smobilizzo. La complessità degli strumenti finanziari Gli strumenti finanziari si distinguono per diversa natura e struttura, rappresentative di un diverso livello di complessità. Livelli di complessità elevata di prodotti finanziari accrescono le difficoltà di comprensione delle caratteristiche e dei rischi derivanti dalle operazioni finanziarie poste in essere e, in quanto tali, sono idonei a pregiudicare la capacità dei risparmiatori di assumere consapevoli decisioni di investimento. 1 I sistemi multilaterali di negoziazione (c.d. Mtf) costituiscono dei sistemi di negoziazione alternativi ai mercati regolamentati di tipo multilaterale il cui esercizio è riservato ad imprese di investimento, banche e gestori dei mercati regolamentati. 2 Gli internalizzatori sistematici costituiscono dei sistemi di negoziazione alternativi ai mercati regolamentati di tipo bilaterale in contropartita diretta dell'intermediario con il cliente, il cui esercizio è riservato ad imprese di investimento, banche e gestori di mercati regolamentati. 10

11 Sono molti i fattori che possono rendere un prodotto di difficile comprensione. A titolo esemplificativo un prodotto finanziario può essere considerato complesso se: è un prodotto derivato o include una componente opzionale ; racchiude beni o indici sottostanti dal valore non facilmente calcolabile, o i cui prezzi o valori non sono accessibili al pubblico; presenta un investimento a termine fisso, per esempio con penali in caso di ritiro anticipato che non sono illustrate in modo chiaro; utilizza variabili multiple o formule matematiche complesse per determinare il rendimento dell investimento (prodotti strutturati); comprende garanzie o protezione del capitale condizionali o parziali, o che possono venir meno con il verificarsi di determinati eventi. Il beneficio della diversificazione del portafoglio e la pianificazione finanziaria La diversificazione di un portafoglio consiste nella costruzione di un portafoglio con strumenti finanziari i cui rendimenti non sono perfettamente correlati. In pratica, costruire un portafoglio con strumenti finanziari di diversa scadenza, emessi da soggetti diversi e che investono in settori ed aree geografiche differenti permette di frazionare il rischio complessivo del portafoglio. Tale diversificazione consente di ridurre notevolmente il rischio di perdite legate a specifici settori, aree geografiche, emittenti. Alla base di una corretta attività di investimento vi è la pianificazione finanziaria. Una corretta analisi dei bisogni ed una conseguente pianificazione degli investimenti consente, infatti, di effettuare una scelta consapevole e adeguata alle capacità economiche e reddituali del cliente ed in linea con livelli di rischio sostenibile. Glossario Principali Strumenti Finanziari Obbligazioni: titolo di credito che rappresenta una frazione, di uguale valore nominale e con i medesimi diritti, di un operazione di finanziamento. Il sottoscrittore o il possessore dell obbligazione diventa creditore della società emittente, la quale è invece obbligata a pagare gli interessi e a rimborsare il capitale investito a scadenza. Gli elementi caratteristici di un titolo obbligazionario sono: tasso di interesse nominale, che può essere fisso per tutta la durata dell obbligazione, oppure variabile; durata; cedola, che può essere pari a zero (obbligazione zero coupon) oppure periodica a scadenze predeterminate; modalità di rimborso, che può essere ordinaria (rimborso in un unica soluzione a scadenza, oppure rimborso progressivo a determinate scadenze), oppure straordinaria (rimborso anticipato oppure riacquisto sul mercato); prezzo di rimborso, che può essere fisso oppure variabile. Le categorie di obbligazioni esistenti sul mercato sono numerose: Titoli di Stato: strumenti emessi dai governi nazionali, ivi comprese quelli dei cosiddetti Paesi Emergenti, sia in Euro sia in divisa diversa dall Euro, che prevedono il rimborso del valore nominale alla scadenza ed un rendimento cedolare o dato dalla differenza tra il valore nominale (o il prezzo di vendita) e il prezzo di 11

12 emissione (o prezzo di acquisto). Le principali tipologie di titoli di stato Italiano attualmente in circolazione sono: Buoni Ordinari del Tesoro (BOT): titoli zero coupon, ovvero caratterizzati dall assenza di cedole, il cui rendimento è determinato dalla differenza tra il valore nominale (o il prezzo di vendita) ed il prezzo di emissione (o il prezzo di acquisto). Hanno una scadenza non superiore ad un anno (3, 6, 12 mesi); Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): titoli che prevedono un tasso nominale fisso pagabile a cadenza semestrale (cedola semestrale). Pertanto, gli interessi sono corrisposti semestralmente mediante lo stacco di una cedola che è pari alla metà del tasso nominale annuo. Hanno una durata medio-lunga che può variare da 3 a 5, 10, 15, e 30 anni;. Certificati di credito del Tesoro (CCT): titoli che prevedono un tasso nominale variabile, caratterizzato da cedole semestrali indicizzate al rendimento dei BOT semestrali o annuali emessi nel bimestre che precede il mese dello stacco della cedola; Certificato di credito del Tesoro indicizzati all Euribor (CCTeu): titoli che prevedono un tasso nominale variabile, caratterizzato da cedole semestrali indicizzate al tasso Euribor a 6 mesi rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente il primo giorno di maturazione della cedola; Certificati del tesoro zero coupon (CTZ): titoli zero coupon, ovvero caratterizzati dall assenza di cedole il cui rendimento è rappresentato dalla differenza tra il valore di rimborso (pari al valore nominale) ed il prezzo di emissione (sempre sotto la pari). Hanno una durata pari o inferiore a 24 mesi; BTP Italia: titoli che forniscono una protezione contro l'aumento del livello dei prezzi italiani, con cedole che offrono un tasso reale annuo minimo garantito (collegato all'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati FOI - al netto dei tabacchi) pagate semestralmente insieme con la rivalutazione del capitale per l inflazione del semestre. BTP Inflation Linked (BTP i): titoli che forniscono all investitore una protezione contro l aumento del livello dei prezzi; sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole pagate semestralmente sono, infatti, rivalutati sulla base dell inflazione dell area Euro, misurata dall Indice Armonizzato dei prezzi al Consumo (IAPC) con esclusione del Tabacco. Obbligazioni societarie sono titoli emessi da società private, essenzialmente banche e società industriali, che si caratterizzano generalmente per un maggior rendimento rispetto ai titoli di stato di simile durata. In questa categoria rientra un ampia gamma di obbligazioni: alle più semplici obbligazioni a tasso fisso (che prevedono la corresponsione di un rendimento calcolato in base ad un tasso di interesse costante per tutta la durata del prestito), a tasso variabile (che prevedono la corresponsione di un rendimento calcolato in base ad un tasso d interesse che può variare durante la durata del prestito), indicizzate (il cui rendimento e/o valore di rimborso dipendono dal rendimento di un parametro di riferimento), si affiancano le obbligazioni caratterizzate da una complessità maggiore quali ad esempio quelle strutturate, convertibili e quelle subordinate. Obbligazioni strutturate: sono titoli costituiti da una componente obbligazionaria, con o senza cedola, e da una o più componenti derivate, ossia strumenti finanziari derivati (opzioni o swap). Il detentore del titolo assume la posizione di acquirente della componente obbligazionaria e, contestualmente, di acquirente o venditore della componente derivativa. I detentori di titoli di tale genere sono quindi soggetti non semplicemente avvezzi ai rischi normalmente propri dei titoli di debito, ma anche ai rischi propri della componente derivativa presente nell obbligazione strutturata. Obbligazioni convertibili: sono titoli obbligazionari il cui possessore ha la facoltà di decidere se convertirlo in un titolo azionario (azioni di compendio) oppure no. Le obbligazioni convertibili sono titoli che si trovano in posizione intermedia tra i titoli obbligazionari e i titoli azionari. Il loro possessore ha la facoltà di decidere se rimanere creditore della società emittente per tutta la durata 12

13 del prestito, oppure se, in determinati periodi, convertire il proprio status da creditore a socio (azionista) sulla base di un rapporto di cambio predeterminato (nel regolamento di emissione). Obbligazioni subordinate: sono titoli caratterizzati da una posizione subordinata del soggetto che le detiene rispetto agli altri creditori della società in caso di rimborso delle passività dell emittente a seguito di liquidazione che amplifica il rischio emittente normalmente presente nei titoli di debito. Il detentore, infatti, sarà soddisfatto nelle sue ragioni di credito verso l emittente solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati e sempre che vi sia un residuo attivo. Le caratteristiche proprie dei titoli subordinati fanno si che il detentore dei titoli di tal genere sia il primo a risentire dell eventuale dissesto finanziario della società emittente. Azioni: l azione è un titolo rappresentativo di una quota di proprietà di una società. È possibile emettere diverse tipologie di azioni. All interno di ciascuna categoria le azioni devono essere uguali ed offrire uguali diritti. Le azioni ordinarie danno al possessore diritti amministrativi, patrimoniali e misti, tra i quali il diritto di partecipare alle assemblee ordinarie e straordinarie, il diritto di riparto agli utili e ad una quota di liquidazione nel caso di scioglimento della società. Le azioni privilegiate, di risparmio, e di godimento, attribuiscono diritti diversi rispetto alle azioni ordinarie. Le azioni di risparmio sono azioni prive del diritto di voto nell assemblea, ma privilegiate nella distribuzione del dividendo, poiché la società emittente deve distribuire utili ai titolari di queste azioni fino ad almeno il 5% del valore nominale delle azioni stesse. Possono essere emesse solo dalle società quotate in borsa e sono, solitamente, destinate ai piccoli risparmiatori che cercano più il rendimento dell investimento che l esercizio del diritto di voto. Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR): conosciuti con l'acronimo OICR, sono organismi che svolgono la funzione di investimento in forma collettiva del risparmio. Tutti i sottoscrittori partecipano agli utili (e alle perdite) nella stessa misura o, meglio, in proporzione alla loro partecipazione al fondo, e cioè al numero delle quote possedute. I fondi, infatti, sono suddivisi in tante parti unitarie, dette quote, che vengono sottoscritte dai risparmiatori e garantiscono uguali diritti. La somma delle quote sottoscritte dal risparmiatore dà la misura della sua partecipazione al fondo. L investimento è tutelato attraverso la qualificazione del fondo come patrimonio giuridicamente separato, sia dal patrimonio della società di gestione che da quello dei singoli partecipanti. Questa caratteristica comporta una conseguenza molto importante: i creditori della società di gestione non possono aggredire il fondo per soddisfare i propri crediti (e quindi non possono pregiudicare i diritti dei partecipanti). L'ordinamento ha previsto varie tipologie di fondi. Uno dei principali criteri di suddivisione dei fondi è relativo alla struttura che distingue i fondi aperti da quelli chiusi ed i fondi dalle Sicav. La particolare struttura dei fondi aperti consente di sottoscrivere quote, o chiederne il rimborso, in ogni momento. Il loro patrimonio, infatti, non è fissato in un ammontare predefinito, ma può continuamente variare, in aumento per le nuove sottoscrizione o in diminuzione per i rimborsi (oltre che, ovviamente, aumentare o diminuire in relazione al variare del valore dei titoli in portafoglio). Quelli chiusi hanno invece un patrimonio predefinito, che non può variare a seguito di nuove sottoscrizione e rimborsi e che è suddiviso in un numero predeterminato di quote. Le quote, quindi, possono essere sottoscritte, nei limiti della disponibilità, solo durante la fase di offerta, che si svolge prima di iniziare l'operatività vera e propria, ed il rimborso avviene di norma solo alla scadenza. E' comunque possibile acquistarle o venderle in borsa nel caso siano ammesse a quotazione. Sempre in relazione alla struttura, si distinguono poi i fondi comuni di investimento e le Sicav. In teoria, la differenza è netta, perchè il fondo comune è un patrimonio a sè stante, costituito con il denaro dei sottoscrittori e gestito da uno specifico tipo di società, la SGR (società di gestione del risparmio). La Sicav, invece, è una vera e propria società di cui i sottoscrittori sono soci con tutti i relativi diritti (ad esempio il diritto di voto). In pratica, assolvono entrambi alla stessa funzione economica: gestire collettivamente le somme 13

14 affidate dai risparmiatori. Per cui, se non diversamente specificato, nel prosieguo con il termine "fondo" ci riferiamo anche alle "sicav". Exchange Trade Funds (ETF): è una tipologia di fondo comune d investimento o Sicav le cui quote sono negoziate in Borsa come semplici azioni ed il cui unico obiettivo di investimento è quello di replicare l indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva. Riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un azione. L acquirente di un ETF è esposto ai rischi propri dei Fondi Comuni di Investimento ed al rischio che la valuta di riferimento dell indice sottostante sia differente da quella di negoziazione (euro): il rendimento potrebbe quindi divergere da quello del benchmark per effetto della svalutazione/rivalutazione di tale valuta rispetto all euro. Exchange Traded Commodities (ETC): sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati, (si rimanda al punto seguente), che replicano passivamente la performance di materie prime o di indici di materie prime. Gli ETC sono titoli senza scadenza (simili alle obbligazioni zero coupon senza scadenza) emessi da una società veicolo a fronte dell investimento diretto dell emittente in materie prime o in contratti derivati (es. future) su materie prime (es. oro, platino, argento, palladio, etc). Il prezzo degli ETC è quindi legato direttamente o indirettamente all andamento della materia prima o del paniere di materie prime, di cui replica passivamente la performance, eventualmente convertito in euro nel caso in cui la valuta di negoziazione di quest ultima sia diversa dalla divisa europea. L utilizzo di contratti derivati espone l investitore al rischio che la controparte del contratto derivato non sia in grado di onorare i suoi impegni a titolo di questi strumenti. Gli ETC non appartengono agli OICR, per cui a differenza degli ETF e dei Fondi Comuni di Investimento, non esiste un fondo sottostante con un patrimonio separato, che protegge gli investitori in caso di fallimento dell emittente. Nel caso degli ETC, quindi, come avviene per le azioni, le obbligazioni, in caso di fallimento dell emittente l investitore perderà la somma investita (salva la possibilità di recuperare qualcosa dalla liquidazione fallimentare). Exchange Traded Notes (ETN): sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano passivamente la performance di sottostanti o indici diversi dalle materie prime o indici di materie prime. Gli ETN si distinguono dagli ETC esclusivamente in base alla natura del sottostante: l ETN non ha sottostanti riferiti a materie prime. Come gli ETC non è considerato un OICR, ovvero l utilizzo di contratti derivati espone l investitore al rischio che la controparte del contratto derivato non sia in grado di onorare i suoi impegni a titolo di questi strumenti. Derivati cartolarizzati: un derivato cartolarizzato è uno strumento derivato incorporato in un titolo negoziabile. Rispetto ad altre categorie di strumenti derivati come i futures e le opzioni, gli strumenti derivati cartolarizzati non sono contratti, bensì titoli emessi generalmente da una istituzione finanziaria. Warrant: titolo che incorpora un opzione e che conferisce all acquirente il diritto di acquistare, di sottoscrivere o di vendere (con o senza effetto leva) una certa quantità di attività sottostante rappresentata da strumenti finanziari, ad un prezzo stabilito (prezzo di esercizio o strike price), alla o entro una data di scadenza specifica (scadenza), a seconda che i warrant sia rispettivamente di stile europeo o americano. L emittente dei warrant può anche non coincidere con l emittente dell attività sottostante; Covered warrant: titolo che incorpora un opzione (con o senza effetto leva) e che conferisce all acquirente il diritto di acquistare o di vendere una certa quantità di attività sottostante rappresentata da strumenti finanziari, indici, valute, tassi, merci, metalli preziosi, ad un prezzo stabilito (prezzo di esercizio o strike price), alla o entro una data di scadenza specifica, a seconda che il covered warrant sia rispettivamente di stile europeo o americano. Certificate: derivato cartolarizzato (che può incorporare una o più opzioni) e conferisce all acquirente il diritto di partecipare (con o senza effetto leva) alla variazione del valore corrente di mercato dell attività sottostante e di ricevere (al momento dell esercizio), alla o entro una data di scadenza 14

15 specifica, a seconda che il certificate sia rispettivamente di stile europeo o americano, l attività sottostante o la liquidazione monetaria, se positiva, del valore corrente di mercato dell attività sottostante. Opzioni: contratto derivato che attribuisce il diritto, ma non l obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put) una data quantità di bene (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price o prezzo di esercizio) entro una certa data (scadenza), nel qual caso si parla di opzione americana, o a raggiungimento della stessa, nel qual caso si parla di opzione europea. Future: contratto derivato negoziato su mercati regolamentati mediante il quale acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una certa attività finanziaria o reale (detta attività sottostante o underlying asset) ad un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura prestabilita. È un contratto simmetrico in quanto entrambi i contraenti sono obbligati ad effettuare una prestazione a scadenza. L operatore che acquista il future (che s impegna, cioè, ad acquistare a scadenza il sottostante) assume una posizione lunga (long), mentre l operatore che vende il future assume una posizione corta (short). Certificati di deposito: forma di deposito vincolato mediante il quale la Banca, dietro il pagamento di interessi, acquista la proprietà delle somme di denaro depositate dal cliente, obbligandosi a restituirle alla scadenza pattuita. Il Certificato di Deposito ha durata non inferiore a 1 mese e non superiore a 5 anni: la somma depositata è vincolata per il periodo concordato, indicato sul Certificato stesso. Non è previsto il rimborso anticipato dei Certificati di Deposito da parte della Banca. Pronti Contro Termine: è un operazione nella quale la Banca (la controparte) vende al cliente una quantità definita di titoli (cosiddetta operazione a pronti ) con contemporaneo obbligo di riacquisto della stessa quantità ad una data ed a condizioni di prezzo prestabilite (cosiddetta operazione a termine ). La remunerazione del Cliente per le operazioni di PCT è costituita dalla differenza tra il prezzo ricevuto nella vendita a termine e il prezzo pagato nell acquisto a pronti degli strumenti finanziari oggetto delle operazioni stesse. Il contratto di pronti contro termine non può essere risolto anticipatamente. Servizio di Gestione di Portafogli: consente all investitore di avvalersi delle conoscenze e dell esperienza di professionisti del settore nella scelta degli strumenti finanziari in cui investire il proprio patrimonio e nell esecuzione delle relative operazioni. Nel servizio di gestione di portafogli l investitore conferisce al Gestore un patrimonio determinato, costituito da denaro e/o strumenti finanziari con l incarico di gestirlo mediante operazioni di acquisto e vendita di strumenti finanziari. Nello svolgimento del servizio di gestione di portafogli, il Gestore decide per conto dell investitore quali strumenti finanziari andranno a comporre il portafoglio gestito al fine di valorizzarlo e provvede anche a tutte le operazioni necessarie per acquistarli e venderli. L autonomia decisionale del Gestore non è illimitata: infatti, l investitore può orientare la rischiosità del servizio di gestione definendo contrattualmente i limiti entro cui devono essere effettuate le scelte di gestione. Polizze di Assicurazioni Index linked: contratti in cui l entità del capitale assicurato dipende dall andamento nel tempo del valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento. Pertanto, il capitale ottenibile da questo contratto è soggetto alle oscillazioni dell indice o del titolo di riferimento che, soprattutto nei contratti di breve durata, può risentire di cicli economici negativi. Questi prodotti possono offrire delle garanzie (per esempio la restituzione almeno dell importo dei premi investiti oppure un capitale minimo a scadenza, ovvero la corresponsione di cedole in corso di contratto) sia in caso di vita sia in caso di morte dell assicurato. Polizze di Assicurazione Unit linked: contratti in cui l entità del capitale assicurato dipende dall andamento del valore delle quote di fondi d investimento interni (appositamente costituiti dall impresa di assicurazione) o da fondi esterni (OICR Organismi d investimento collettivo del risparmio) in cui vengono investiti i premi 15

16 versati, dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, le eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione. Nelle polizze unit linked è prevista una suddivisione dei fondi interni in sei classi in funzione del rischio d investimento. Polizze Vita di Capitalizzazione: contratti che prevedono una maggiorazione annuale del capitale o della rendita assicurati attraverso il riconoscimento di una parte degli utili finanziari realizzati da specifiche gestioni speciali costituite all interno dell impresa (gestioni separate), nelle cui attività vengono investiti i premi versati, al netto dei costi per questi prodotti possono essere pagati premi unici, ricorrenti o annui. I premi annui possono essere costanti o rivalutabili. Le gestioni separate sono gestioni assicurative in genere prevalentemente orientate al mercato obbligazionario nella quale confluiscono gli investimenti di Clienti che aderiscono a contratti ad essa collegati. Le Gestioni separate sono tenute contabilmente distinte dalle altre attività della Compagnia, a tutela dei risparmi degli assicurati. I risultati conseguiti da tali gestione sono annualmente certificati da una Società di revisione contabile, che ne attesta la correttezza. 16

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