FER. Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE

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2 Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile FER PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE Negli ultimi anni la necessità dell utilizzo e dello sviluppo di energie alternative e rinnovabili sta diventando un tema di sempre maggiore attualità. La deregolamentazione dei mercati dell elettricità e del gas, l aumento della sensibilità verso la tutela ambientale, la crescita della domanda di energia da parte di economie emergenti come Cina ed India nonché l abbassamento delle riserve di combustibili fossili e la volatilità dei loro prezzi, stanno, inoltre, sottolineano la crescente urgenza ed ineluttabilità di un ripensamento nella gestione globale delle politiche energetiche. In questo contesto di ricerca di indipendenza energetica e di accordi internazionali, come il Protocollo di Kyoto per la limitazione delle emissioni di gas ad effetto serra, le tecniche di sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile stanno conoscendo uno sviluppo esponenziale ed inarrestabile. In particolare, l utilizzo delle energie solari ed eoliche è in piena espansione: negli ultimi cinque anni, per esempio, la capacità produttiva legata a generatori eolici è più che triplicata, mentre nell ultimo anno la produzione fotovoltaica è cresciuta del 70% in Europa. L Unione Europea ha così fissato tra i suoi obiettivi l aumento della proporzione di energie rinnovabili nel suo mix di fonti di energia dal 14% al 22% entro il 2010, nonché l aumento della percentuale di biocombustibili per i trasporti a 5.75% nello stesso periodo (nel 2002 tale percentuale era solo dello 0.6%). Anche in Cina gli obiettivi sono ambiziosi: la quota di energie rinnovabili dovrà rappresentare il 10% del fabbisogno energetico entro il Infine, negli Stati Uniti diversi Stati hanno fissato politiche volte a favorire l utilizzo di fonti di energie alternative. In particolare, lo Stato della California sta anticipando il termine dal 2017 al 2010 entro il quale il 20% del mix energetico dovrà essere ottenuto tramite fonti di energie rinnovabili. Le potenzialità di sviluppo dei settori legati allo sfruttamento delle energie rinnovabili costituiscono non solo una sfida tecnologica e scientifica, ma anche un opportunità di investimento finanziario. L Italia è terza nel mondo dopo la Germania e la Spagna per l installazione di impianti che producono energia da fonti rinnovabili e passerà dai 340 MW del 2008 ai MW del 2009 ed ai MW del Nell eolico, d altro canto, il 2008 ha registrato un incremento del 35% rispetto al 2007 con MW installati. Fanalino di coda delle rinnovabili in Europa sono le biomasse, ma cambiamenti stanno avvenendo velocemente: a oggi in Italia si calcola una potenza complessiva di 923 MW. A livello di investimenti si contano 1.8 miliardi di euro per l eolico, 1.2 per il fotovoltaico e 0,4 per il termico, oltre a quelli relativi a biomasse, biocarburanti, geotermia. Capitali che stanno anche dopando le assunzioni: si prevedono 140 mila posti di lavoro per questo settore. Grazie ad una legislazione lungimirante e ad un significativo progresso tecnologico, le rinnovabili hanno creato un interessante mercato in Italia: oltre alla diversificazione attuata dai colossi, sono sorte nuove società che stanno registrando un importante crescita industriale. Il processo che conduce alla realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile è generalmente complesso; esso comprende la scelta del sito di installazione, una valutazione tecnico-economica dell iniziativa, la procedura di connessione all ente gestore (Enel o Terna), la redazione del progetto definitivo per la pronuncia di compatibilità ambientale e l autorizzazione unica da parte dei vari Enti interessati (Provincia, Regione, Anas, ecc.), la redazione del progetto esecutivo per la cantierabilità dell opera, la scelta dei componenti di impianto, per concludere con la realizzazione vera e propria dell iniziativa. La Leonardo Sistemi S.r.l., grazie all esperienza pluriennale maturata nel settore, affianca il proprio cliente, sia esso un investitore privato o un ente pubblico, in tutto il percorso necessario per la realizzazione dell impianto PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE EOLICA: WIND FARM La tecnologia eolica si può considerare oggigiorno una tecnologia commercialmente competitiva con quelle basate sulle fonti fossili, con turbine eoliche di varie taglie disponibili sul mercato, sicure e tecnologicamente affidabili e con processi di progettazione standardizzati. La tecnologia sviluppata si basa sul principio di trasformazione dell energia cinetica della massa d aria in movimento a una data velocità in energia meccanica (e successivamente elettrica) per mezzo di turbine, dette aerogeneratori. Nata originariamente nel Nord America e sviluppatasi rapidamente nel Nord Europa, tale tecnologia si è affacciata da qualche anno in Italia grazie anche agli incentivi governativi erogati sotto forma di Certificati Verdi e legati all energia prodotta. Sono nate o sono in fase di realizzazione, dunque, numerose centrali eoliche principalmente distribuite nelle regioni centromeridionali, cioè in quelle zone d Italia in cui si ha una presenza della risorsa eolica mediamente maggiore nel corso dell anno. La realizzazione di una centrale di produzione eolica, comunemente detta Wind Farm, comporta una serie di studi preliminari volti essenzialmente ad individuare la fattibilità dell intervento e la sua redditività, garantendo, allo stesso tempo, il rispetto dei vincoli esistenti sul territorio (di natura ambientale, paesaggistica, ecc.). Solo dopo tali fasi è possibile procedere alla definizione del layout della centrale, alla richiesta di connessione alla rete di distribuzione nazionale, ed alla definizione delle soluzioni tecniche di impianto ottimali.

3 FER Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE MINIEOLICA I piccoli impianti eolici (con potenza fino a qualche decina di kw) possono essere impiegati sia come sistemi autonomi o isolati non allacciati alla rete elettrica (case isolate, pompaggio di acqua, telecomunicazioni), sia come impianti connessi in parallelo alla rete elettrica, come avviene per i sistemi fotovoltaici. Sono rivolti prevalentemente ad alcune tipologie di clienti, residenziale, agriturismi, camping, villaggi turistici, PMI manifatturiere (officine, imprese artigiane ), PMI agricole (tenute vitivinicole e olivicole, imprese di trasformazione di prodotti agricoli,..) secondo la tabella esemplificativa seguente: Taglia XS S M L Potenza elettrica < 1 kw da 1 kw a 6 kw da 6 kw a 60 kw da 60 kw a 200 kw Diametro rotore 1 2 m 2 5 m 5 18 m m Altezza palo 2 6 m 6 8 m 8 30 m m Applicazioni tipiche Imbarcazioni, camper, piccole utenze isolate Abitazioni, strutture commerciali e PMI, installazioni a terra o su tetto anche in ambito urbano,utenze isolate o connesse alla rete elettrica Agriturismi, camping, villaggi, strutture commerciali, aziende agricole e PMI, per installazioni a terra e utenze connesse alla rete elettrica Aziende Agricole e PMI, per installazioni a terra e utenze connesse alla rete elettrica I sistemi eolici di piccola taglia presentano numerosi vantaggi: Innanzitutto la grande disponibilità di siti utilizzabili, poiché essi occupano uno spazio ristretto e non necessitano di apposite infrastrutture per la loro installazione; L impatto sul territorio di questi impianti è molto contenuto, date le limitate dimensioni delle macchine (rotori con diametri da 3 a 9 m, montati su torri di m) e il non necessario bisogno di infrastrutture. Il costo di tali impianti si aggira intorno ai per kw installato, attualmente piuttosto inferiore al fotovoltaico, e la loro installazione può risultare economicamente conveniente in siti con una velocità media del vento di almeno 5 m/s. PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOTOVOLTAICA L utilizzo dell energia che proviene dal sole è il modo migliore di sfruttare le risorse naturali disponibili senza produrre inquinamento; basti pensare che: il sole è una fonte di energia inesauribile, almeno per le nostre prospettive temporali; il sole è l unica fonte di energia esterna rispetto alle risorse disponibili sul nostro pianeta; l energia solare è distribuita in maniera molto più uniforme sul pianeta rispetto a tutte le altre attuali fonti energetiche; l energia solare che investe la Terra è circa volte superiore al fabbisogno energetico mondiale; l energia solare che investe in un anno una superficie di poco meno di 2 m2 di suolo (Italia Centrale) equivale ai consumi elettrici annuali di una famiglia media (circa kwh). Un dispositivo fotovoltaico è in grado di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica, sfruttando il cosiddetto effetto fotoelettrico. Il principio di funzionamento si basa sulla proprietà che hanno alcuni materiali semiconduttori opportunamente trattati, come il silicio, di fornire energia elettrica quando sono colpiti da radiazione solare. Le principali applicazioni dei sistemi fotovoltaici sono: piccoli e medi impianti collegati alla rete in bassa tensione o media tensione (potenza <200 kwp); centrali fotovoltaiche, generalmente collegate alla rete in media tensione o alta tensione (potenza >200 kwp); La produzione di energia da fonte fotovoltaica è regolata da una serie di misure legislative tra cui la più importante e quella denominata nuovo conto energia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del , che snellisce le procedure di incentivazione per la produzione di energia tramite sistemi fotovoltaici. L incentivazione consiste nella cessione dell energia a prezzi superiori a quelli di mercato. I soggetti beneficiari delle tariffe possono essere: persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici, condomini.

4 Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile FER CENTRALI FOTOVOLTAICHE Le centrali fotovoltaiche sono tipicamente impianti di grandi dimensioni posizionati su terreni pianeggianti e ben esposti a Sud. Questo tipo di impianti rappresentano una vera e propria attività imprenditoriale di produzione di energia elettrica che può produrre utili annuali consistenti. Vengono installati generalmente su terreni pianeggianti o in leggera pendenza ma con esposizione a Sud, nel caso di impianti fissi, o nel campo di applicazione Est-Ovest nel caso di impianti ad inseguimento, vale a dire montati su supporti che possiedono due assi di rotazione in modo da seguire il percorso del sole nella volta celeste. L iter autorizzativo è, generalmente, più complesso rispetto agli impianti di dimensioni < 200 Kwp, essendo necessaria quasi sempre una connessione in medio-alta tensione su linee di proprietà di Terna. PICCOLI E MEDI IMPIANTI (FOTOVOLTAICO SU TETTO) Sono rivolti essenzialmente a privati o PMI. Relativamente alle modalità realizzative, gli impianti vengono suddivisi in tre tipologie: non integrati, tipicamente quelli con moduli fotovoltaici posti al suolo; si considerano non integrati anche gli impianti con moduli posti su strutture edili o di arredo urbano realizzati senza accorgimenti di carattere estetico che consentono l adattamento architettonico alla struttura edilizia; parzialmente integrati, quelli con moduli installati su tetti o sulle facciate di edifici in modo complanare alle superfici, senza sostituire i materiali di rivestimento delle superfici delle pareti o dei tetti; con integrazione architettonica, quelli in cui i moduli fotovoltaici sostituiscono i materiali di rivestimento degli edifici, assumendone le funzioni. In questo caso i moduli sono installati al posto di: tegole, vetri nelle facciate, elementi di balaustre, pannelli fonoassorbenti in barriere acustiche, ecc. Relativamente alla potenza gli impianti vengono suddivisi in tre classi; le tariffe riconosciute dipendono dalla potenza dell impianto e dalle modalità realizzative e vanno da un minimo di 0,36 / kwh ad un massimo di 0,49 / kwh. Col nuovo conto energia le tariffe vengono erogate per un periodo di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell impianto e non sono soggette a variazioni e/o ad aggiornamenti per gli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre Per tutti gli impianti che entreranno in esercizio dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2010 le tariffe proposte verranno decurtate del 2% per ogni anno successivo al In aggiunta a tale incentivi, il soggetto responsabile dell impianto può contare su un ulteriore significativo vantaggio economico, utilizzando l energia prodotta per la cessione alla rete, per l autoconsumo, parziale o totale, o per lo scambio sul posto con la rete elettrica. Infatti, l energia prodotta può essere ceduta totalmente al gestore delle rete (vendita) o scambiata sul posto (per impianti di potenza 20 kw). La vendita di energia alla rete può, a sua volta, avvenire per via indiretta, cioè mediante stipula di una convenzione di ritiro dedicato ai sensi della Delibera AEEG n 34/2005, oppure per via diretta, cioè attraverso la vendita in borsa o la vendita ad un grossista. Lo scambio sul posto consente al produttore di energia di immettere in rete la parte di energia prodotta e non consumata e quindi di pagare solo la differenza tra l energia consumata e quella immessa in rete, oppure di avere diritto ad un equivalente credito di energia elettrica (da utilizzare entro i tre anni successivi) nel caso in cui l energia immessa in rete sia maggiore di quella consumata. Lo scambio sul posto manifesta appieno i vantaggi per i soggetti responsabili quando, mediamente ed annualmente, il consumo di energia elettrica risulta pari o superiore alla produzione; in caso contrario conviene vendere l energia elettrica immessa in rete. PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE La realizzazione di un impianto fotovoltaico comporta un esborso di denaro che viene compensato nel corso di alcuni anni. Per limitare tale esborso è possibile utilizzare uno dei finanziamenti ad hoc concesso da un istituto bancario. Se si utilizzano tali strumenti è possibile pagare l impianto mediante delle rate, normalmente semestrali, che vengono parzialmente (e a volte totalmente) coperte dagli utili derivanti dall esercizio dell impianto fotovoltaico e dai risparmi sulla bolletta elettrica. Le società che installano impianti fotovoltaici hanno spesso delle convenzioni con uno o più istituti bancari mediante i quali è possibile ottenere dei finanziamenti con caratteristiche vantaggiose.

5 Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile SOLARE TERMICO Un impianto solare termico permette di trasformare direttamente l energia solare incidente sulla superficie terreste in energia termica, senza nessuna emissione inquinante e con il risparmio economico associato al mancato utilizzo di fonti energetiche tradizionali (energia elettrica o combustibili fossili). L energia termica così prodotta viene raccolta in genere sotto forma di acqua calda. Attualmente la tecnologia solare termica viene utilizzata principalmente per la produzione di calore a bassa temperatura (45-65 C) per il riscaldamento dell acqua sanitaria e per il riscaldamento degli ambienti. Un impianto solare termico standard è composto da diversi elementi, ognuno con una funzione specifica. I principali sono il collettore, che serve a captare la radiazione solare e trasformarla in energia termica, ed il serbatoio per accumulare il calore generato. Completano l impianto altri componenti, variabili a seconda della tipologia d installazione: la pompa solare, la centralina solare, il vaso di espansione, le valvole di sicurezza, ecc. La configurazione ottimale per un impianto solare termico è definita sulla base dei fabbisogni dell utenza, della posizione geografica e delle condizioni climatiche del luogo d installazione. Le configurazioni degli impianti solari termici possono essere raggruppate in due principali categorie. Impianti a circuito aperto nei quali il fluido caldo proveniente dal collettore è la stessa acqua, che raggiunta la temperatura desiderata, arriva all utenza. Impianti a circuito chiuso nei quali il fluido caldo scorre in un circuito chiuso (circuito primario) che cede il calore, attraverso uno scambiatore, all acqua all interno di un serbatoio. L acqua calda così accumulata viene inviata all utenza tramite un circuito secondario. Gli impianti a circuito chiuso possono a loro volta essere suddivisi in due tipologie: Impianti a circolazione naturale, nei quali il serbatoio di accumulo, dotato al suo interno di scambiatore, viene posto al di sopra del collettore stesso; la circolazione è garantita dalla differenza di densità del fluido tra il ramo freddo e caldo del circuito chiuso, ed Impianti a circolazione forzata, Per impianti di taglia medio-grande e in previsione di un utilizzo durante tutto l anno permette di svincolare completamente il posizionamento dei collettori dal sistema di accumulo. Per il il 55% del costo dell impianto solare termico (iva inclusa) è detraibile in 5 anni (quote annuali di pari importo) per un massimo di A livello locale (Regione, Provincia, Comune), vengono, inoltre, periodicamente emanati bandi per incentivi in conto capitale per l installazione di impianti solari termici (25% - 30% del costo totale). La realizzazione dell impianto è equiparata ad opere di manutenzione straordinaria, per le quali è sufficiente presentare al Comune la Denuncia Inizio Attività (D.I.A.) che costituisce di fatto un autorizzazione automatica, come richiesto per qualsiasi tipo di lavoro di manutenzione straordinaria o la richiesta di autorizzazione edilizia nel caso in cui il sito d installazione dell impianto ricada in un area protetta (incluse le zone immediatamente esterne alle aree protette), o con vincoli storici ed artistici. Nel caso di un edificio in costruzione è preferibile integrare il tetto solare nella licenza stessa dell edificio in costruzione. FER PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE La Leonardo Sistemi S.r.l. affianca il cliente in tutte le fasi necessarie alla realizzazione dell impianto, proponendo un pacchetto integrato che comprende: La Leonardo Sistemi S.r.l. affianca il cliente in tutte le fasi necessarie alla realizzazione degli impianti, proponendo un pacchetto integrato rivolto ad imprese, privati ed enti pubblici che comprende: indagine preliminare conoscitiva sulla produzione attuale e potenziale di energia rinnovabile sul sito di interesse; studio dei dati anemometrici o di irraggiamento solare, delle classi di rugosità dei suoli, dei venti e delle correnti che interessano il sito in questione, utilizzando dati puntuali rilevati ed elaborazioni su larga scala; inquadramento territoriale del sito, ricerca delle destinazioni urbanistiche dei terreni, della presenza di vincoli incompatibili con l intervento; realizzazione studio di fattibilità con la relativa analisi costi/benefici relativamente alla migliore soluzione progettuale individuata sia dal punto di vista tecnico che economico, con valutazione dei fattori specifici locali che possono costituire punti di forza e/o di debolezza dell intervento; realizzazione di ipotesi preliminari per la disposizione degli aerogeneratori o dei generatori fotovoltaici e individuazione di soluzioni accettabili; redazione di tutta la documentazione necessaria per l allaccio alla rete di distribuzione; studio di massima dei costi e dei ricavi in considerazione di impianti già realizzati, dei prezzi dell energia e del riconoscimento economico per gli incentivi previsti dalla legislazione vigente; esame puntuale della normativa nazionale e regionale allo scopo di definire univocamente il processo di progettazione, approvazione e realizzazione dell opera; redazione del progetto definitivo per l inoltro ai vari enti preposti al rilascio delle autorizzazioni previste; redazione di tutta la documentazione per l eventuale assoggettabilità dell iniziativa alla Valutazione di Impatto Ambientale; redazione del progetto esecutivo per la realizzazione dell impianto; direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza di tutte le imprese coinvolte nella realizzazione dell opera, con l emissione del certificato di conformità e con il certificato di verifica/collaudo che attesta il corretto funzionamento dell impianto; messa in esercizio dell impianto.

6 Sistemi Informativi Territoriali SIT GEOGRAPHICAL INFORMATION SYSTEMS I SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI (S.I.T.) oggi rappresentano uno strumento indispensabile per garantire una continua ed aggiornata conoscenza della realtà ambientale, per soddisfare le necessità di tutti gli Uffici Tecnici, di Enti ed Amministrazioni, che devono elaborare informazioni o procedure relative ad oggetti territoriali. Essi consentono: di raccogliere ed elaborare dati geografici (sia in forma vettoriale che raster), dati geometrici ed alfanumerici; di associare a ciascun elemento della base cartografica ogni altro tipo di informazione descrittiva (sia numerica che grafica), anche gestita da procedure esterne; di elaborare e produrre carte tematiche, sia a video che su supporto cartaceo, indispensabili per il governo del territorio e la pianificazione di interventi ed investimenti. Molti sono gli ambiti di applicazione, tra i quali: Molti sono gli ambiti di applicazione, tra i quali: la gestione del territorio e del rischio geomorfologico; la gestione del patrimonio edilizio e la gestione urbanistica; la gestione delle risorse ambientali dei parchi naturali; la gestione della viabilità e delle attività connesse; la gestione delle reti tecnologiche; la gestione dell illuminazione pubblica; la gestione del processo autorizzativo per le energie rinnovabili; la gestione degli agglomerati industriali; GESTIONE DEL TERRITORIO E DEL RISCHIO GEOMORFOLOGICO L utilizzo di tale procedura è volto essenzialmente agli Enti sovracomunali (Regioni, Provincie, Comunità Montane, Consorzi, ecc.). Con un S.I.T. di questo tipo si possono organizzare e gestire, tramite tecnologie informatiche avanzate, informazioni grafiche, geografiche, territoriali, correlate tra loro ed aggiornabili. Si definisce così un supporto decisionale per quanto riguarda aspetti amministrativi, azioni di governo ed atti di gestione e programmazione del territorio. I campi di applicazione di tale procedura sono di vario genere e tutti calibrati secondo specifiche esigenze: I campi di applicazione di tale procedura sono di vario genere e tutti calibrati secondo specifiche esigenze: gestione urbanistica; patrimonio edilizio; servizi e reti tecnologiche; viabilità ed attività comunali; andamento morfologico; distribuzione risorse naturali; distribuzione delle risorse economiche; tutela ambientale; utilizzo ed analisi dati; studi idrografici; mappature geologiche; emergenze archeologiche; preesistenze storiche. Si potranno così soddisfare le necessità di tutti gli uffici tecnici di Enti ed Amministrazioni che devono elaborare informazioni e procedure relative ad oggetti territoriali (dati geometrici, dati alfanumerici, associazioni tra gli elementi cartografici e le informazioni descrittive e cartografie, tematiche indispensabili per il governo del territorio).

7 Sistemi Informativi Territoriali GESTIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO E LA GESTIONE URBANISTICA L utilizzo di tale procedura è volto essenzialmente alle Amministrazioni Comunali. Essa può consentire la gestione dell Ufficio Tecnico Comunale, dei dati relativi al patrimonio edilizio e dei dati relativi agli strumenti urbanistici (P.S.C., Piani Attuativi Unitari, ecc.). È possibile, in tal modo, individuare le zone territoriali omogenee, gestire le norme che regolano gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e su quello nuovo, produrre estratti di norme e documenti, effettuare un adeguato controllo dell applicazione degli strumenti di pianificazione. La conoscenza puntuale del patrimonio edilizio è la base indispensabile per affrontare in modo efficiente ed efficace le problematiche relative alla gestione del territorio. Una banca dati relativa alle caratteristiche di ciascuna unità immobiliare o area scoperta, potrà contenere i dati adeguatamente strutturati e correlati per poter effettuarne l intersezione, la verifica e l integrazione. Si potrà così immediatamente desumere, ad esempio: la distribuzione della popolazione, delle infrastrutture e dei servizi; il carico fiscale relativo a ciascuna area; l eliminazione, o almeno, la riduzione del rischio di evasione ed elusione; lo stato di conservazione o d uso degli immobili. In tal modo si potranno: gestire informazioni riguardanti il patrimonio edilizio (residenziale e non, pubblico e privato) e le aree non edificate; a ciascun edificio si potranno associare schede informative di tipo tecnico/descrittivo, riguardanti le caratteristiche funzionali, strutturali, dimensionali, socio economiche, ecc.; tramite la via ed il numero civico, che ne costituisce l indirizzo geografico, si potrà stabilire una relazione tra la base cartografica numerica e tutti gli archivi, anche esterni, afferenti al territorio e indirizzabili mediante la medesima chiave. È, pertanto, possibile la gestione integrale delle pratiche di edilizia privata, indispensabile per rispondere efficacemente ad ogni esigenza di controllo su scadenze, responsabilità, stato e posizione delle pratiche fino al rilascio del permesso di costruire ed il calcolo automatico degli oneri relativi. La straordinaria versatilità del S.I.T. ne permette l utilizzo anche per la redazione dello strumento più importante di cui un Amministrazione Locale può dotarsi: il Piano Strutturale Comunale. Infatti, attraverso la corretta calibrazione delle attività, delle analisi, della elaborazione di tutti i dati riguardanti un territorio, si perviene a quella che é una formulazione dinamica del P.S.C., con un continuo e costante controllo in ogni fase attuativa del piano stesso. GESTIONE DELLA VIABILITÀ E DELLE ATTIVITÀ CONNESSE Il S.I.T. riferito alle infrastrutture stradali, consente di ottimizzare, organizzare e gestire il complesso delle informazioni cartografiche, tecniche e descrittive che sono proprie di una rete viaria secondo il Nuovo Codice della Strada. Infatti, con una procedura di S.I.T. dedicata è possibile gestire la rappresentazione lineare di una rete stradale, interagendo con un insieme di funzionalità calibrate per la creazione, l analisi e la manipolazione della rete e degli elementi ad essa pertinenti. Inoltre, sarà possibile conoscere l effettiva consistenza delle infrastrutture stradali, al fine di programmare la gestione della rete, pianificare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e, dopo la relativa classificazione, valutare la percorribilità di ogni arteria stradale. L utilizzo di tale procedura è volto essenzialmente alle Amministrazioni di Enti locali ed agli Enti per le strade quali l ANAS. Mediante databases specifici, oltre agli interventi di manutenzione, si potrà creare un archivio contenente tutte le caratteristiche geometriche di ogni infrastruttura viaria, collegandolo ad archivi contenenti informazioni tecniche di notevole interesse per qualsiasi estrapolazione dei dati. Il S.I.T. studiato per analisi sulle infrastrutture viarie rappresenta un valido approccio metodologico comparato tra la necessità di produrre un ottimo progetto e la necessità di verificare il carico di inquinamento acustico e atmosferico che la nuova strada può produrre. Con tale base metodologica, il S.I.T. costituisce un sistema per lo studio dei problemi di ingegneria del traffico e dell ambiente urbano e delle loro possibili soluzioni, analizzabili attraverso simulazioni ed il confronto di diverse ipotesi alternative, configurando la possibilità di nuovi scenari di sviluppo stradale. La conoscenza puntuale del patrimonio viario è la base indispensabile per affrontare in modo efficiente ed efficace le problematiche relative alla gestione per la programmazione a medio e lungo termine. Sistemi Informativi Territoriali Con opportuni databases, è possibile gestire, oltre al catasto stradale, anche il traffico urbano ed extra urbano, con dati relativi alla circolazione, quali: flussi, velocità, curve di deflusso, disposizioni segnaletiche e semaforiche, aree di parcheggio e di smistamento del traffico. L interazione con il S.I.T., essendo anche di tipo grafico, offre la possibilità di sovrapporre scenari differenti, rendendo possibile la realizzazione di tematismi grafici in grado di rappresentare direttamente sul supporto cartografico, attraverso istogrammi a differenti gradazioni cromatiche, le grandezze sia globali che specifiche legate al traffico. All interno della procedura di S.I.T. calibrata per la gestione della mobilità urbana ed extra urbana è possibile implementare alcune funzioni mirate sia alla visualizzazione grafica dei dati elaborati e misurati, che alla rappresentazione di confronti paralleli di differenti scenari. Il S.I.T. ha opportunità d impiego anche nelle tematiche di impatto energetico dei trasporti e di protezione dell ambiente. Per tale motivo e per rendere il sistema capace di previsioni e di fornire indicazioni sugli andamenti dei consumi, sulla diffusione di sostanze inquinanti e del rumore, a fronte di interventi sulla circolazione, è possibile realizzare tematismi rappresentanti i campi di concentrazione delle sostanze inquinanti e del rumore, con curve isoconcentrazione, isofoniche o aree colorate in base ai valori della concentrazione stessa, da sovrapporre alla cartografia e, attraverso istogrammi, gli andamenti dei consumi lungo gli archi della rete viaria. GESTIONE DELL ILLUMINAZIONE PUBBLICA Una importante applicazione dei S.I.T. è quella relativa alla gestione degli impianti di pubblica illuminazione comunale. La realizzazione di un Sistema Informativo per la Pubblica Illuminazione essenzialmente consiste nel mettere a punto una procedura informatizzata che possa: dare indicazioni in tempo reale su tutti gli elementi della rete presente; fornire indicazioni sugli interventi eseguiti in modo da monitorare la frequenza di guasti e provvedere, eventualmente, con soluzioni adeguate; individuare gli elementi della rete in stato peggiore per eseguire in modo prioritario interventi di manutenzione straordinaria. Le funzionalità implementate racchiudono tutta una serie di informazioni relative a ciascun elemento della rete di pubblica illuminazione: è possibile avere informazioni riguardo la localizzazione, la tipologia, lo stato di conservazione, l opportunità di adeguamento o sostituzione, la priorità di intervento, l eventuale documentazione fotografica. Tali funzionalità sono essenzialmente: punti luce: fornisce le informazioni generali del punto luce (codice, area di alimentazione, rete di alimentazione), le note relative all armatura (tipo, materiale di costruzione, stato di conservazione e livello estetico), le note di carattere generale nel quale inserire informazioni non contemplate nella casistica presente, le note relative al punto luce (tipo, materiale di costruzione, stato di conservazione e livello estetico), le informazioni relative al tipo di lampada, alla potenza, allo stato di efficienza, alla necessità di interventi manutentivi (con associata una tabella per la registrazione di tali interventi), alla messa a terra. Per ognuno dei punti luce dell impianto, sulla base dei dati acquisiti e tenendo conto della zona in cui si collocano gli stessi, è inoltre possibile effettuare una proposta di intervento correlata ad una conseguente urgenza temporale allo scopo di adeguare alle norme vigenti l intero impianto. A tal proposito si potrebbero individuare una serie di tipologie contrassegnate da opportuni codici ed immagini per una rapida individuazione della proposta. Possono essere, inoltre, previsti dei campi in cui inserire la foto del punto luce per una univoca individuazione. Linee elettriche: consente di avere le informazioni generali sulla linea (codice, area di alimentazione, rete di alimentazione, nodi iniziale e finale), le informazioni generali sulla conduttura (tipo di cavo, sezione, stato di efficienza e note) e della posa (tratto interrato/aereo, caratteristiche tubo/cavo di sostegno, stato di efficienza della posa e note), le informazioni sulla manutenzione: anche in questo caso possono essere previsti campi relativi alla proposta di intervento, correlato ad una opportuna urgenza temporale. Quadri elettrici: fornisce le informazioni generali del quadro (codice, area di alimentazione, rete di alimentazione, tipo), le informazioni relative alla struttura (materiale di costruzione, stato di efficienza, messa a terra, apparecchiature presenti all interno, proposta di intervento e note di carattere generale). Anche in questo caso possono essere inserite delle foto per una rapida individuazione dell elemento. Apparecchiature ed elementi singolari: fornisce le informazioni riguardo al tipo di elemento, alle caratteristiche di isolamento, allo stato di conservazione alla proposta di intervento ed all urgenza di intervento. Anche in questo caso può essere previsto un campo note nel quale inserire le informazioni non rientranti nella casistica precedente. SIT GEOGRAPHICAL INFORMATION SYSTEMS GEOGRAPHICAL INFORMATION SYSTEMS SIT

8 Sistemi Informativi Territoriali GESTIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO E LA GESTIONE URBANISTICA L utilizzo di tale procedura è volto essenzialmente alle Amministrazioni Comunali. Essa può consentire la gestione dell Ufficio Tecnico Comunale, dei dati relativi al patrimonio edilizio e dei dati relativi agli strumenti urbanistici (P.S.C., Piani Attuativi Unitari, ecc.). È possibile, in tal modo, individuare le zone territoriali omogenee, gestire le norme che regolano gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e su quello nuovo, produrre estratti di norme e documenti, effettuare un adeguato controllo dell applicazione degli strumenti di pianificazione. La conoscenza puntuale del patrimonio edilizio è la base indispensabile per affrontare in modo efficiente ed efficace le problematiche relative alla gestione del territorio. Una banca dati relativa alle caratteristiche di ciascuna unità immobiliare o area scoperta, potrà contenere i dati adeguatamente strutturati e correlati per poter effettuarne l intersezione, la verifica e l integrazione. Si potrà così immediatamente desumere, ad esempio: la distribuzione della popolazione, delle infrastrutture e dei servizi; il carico fiscale relativo a ciascuna area; l eliminazione, o almeno, la riduzione del rischio di evasione ed elusione; lo stato di conservazione o d uso degli immobili. In tal modo si potranno: gestire informazioni riguardanti il patrimonio edilizio (residenziale e non, pubblico e privato) e le aree non edificate; a ciascun edificio si potranno associare schede informative di tipo tecnico/descrittivo, riguardanti le caratteristiche funzionali, strutturali, dimensionali, socio economiche, ecc.; tramite la via ed il numero civico, che ne costituisce l indirizzo geografico, si potrà stabilire una relazione tra la base cartografica numerica e tutti gli archivi, anche esterni, afferenti al territorio e indirizzabili mediante la medesima chiave. È, pertanto, possibile la gestione integrale delle pratiche di edilizia privata, indispensabile per rispondere efficacemente ad ogni esigenza di controllo su scadenze, responsabilità, stato e posizione delle pratiche fino al rilascio del permesso di costruire ed il calcolo automatico degli oneri relativi. La straordinaria versatilità del S.I.T. ne permette l utilizzo anche per la redazione dello strumento più importante di cui un Amministrazione Locale può dotarsi: il Piano Strutturale Comunale. Infatti, attraverso la corretta calibrazione delle attività, delle analisi, della elaborazione di tutti i dati riguardanti un territorio, si perviene a quella che é una formulazione dinamica del P.S.C., con un continuo e costante controllo in ogni fase attuativa del piano stesso. GESTIONE DELLA VIABILITÀ E DELLE ATTIVITÀ CONNESSE Il S.I.T. riferito alle infrastrutture stradali, consente di ottimizzare, organizzare e gestire il complesso delle informazioni cartografiche, tecniche e descrittive che sono proprie di una rete viaria secondo il Nuovo Codice della Strada. Infatti, con una procedura di S.I.T. dedicata è possibile gestire la rappresentazione lineare di una rete stradale, interagendo con un insieme di funzionalità calibrate per la creazione, l analisi e la manipolazione della rete e degli elementi ad essa pertinenti. Inoltre, sarà possibile conoscere l effettiva consistenza delle infrastrutture stradali, al fine di programmare la gestione della rete, pianificare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e, dopo la relativa classificazione, valutare la percorribilità di ogni arteria stradale. L utilizzo di tale procedura è volto essenzialmente alle Amministrazioni di Enti locali ed agli Enti per le strade quali l ANAS. Mediante databases specifici, oltre agli interventi di manutenzione, si potrà creare un archivio contenente tutte le caratteristiche geometriche di ogni infrastruttura viaria, collegandolo ad archivi contenenti informazioni tecniche di notevole interesse per qualsiasi estrapolazione dei dati. Il S.I.T. studiato per analisi sulle infrastrutture viarie rappresenta un valido approccio metodologico comparato tra la necessità di produrre un ottimo progetto e la necessità di verificare il carico di inquinamento acustico e atmosferico che la nuova strada può produrre. Con tale base metodologica, il S.I.T. costituisce un sistema per lo studio dei problemi di ingegneria del traffico e dell ambiente urbano e delle loro possibili soluzioni, analizzabili attraverso simulazioni ed il confronto di diverse ipotesi alternative, configurando la possibilità di nuovi scenari di sviluppo stradale. La conoscenza puntuale del patrimonio viario è la base indispensabile per affrontare in modo efficiente ed efficace le problematiche relative alla gestione per la programmazione a medio e lungo termine. Sistemi Informativi Territoriali Con opportuni databases, è possibile gestire, oltre al catasto stradale, anche il traffico urbano ed extra urbano, con dati relativi alla circolazione, quali: flussi, velocità, curve di deflusso, disposizioni segnaletiche e semaforiche, aree di parcheggio e di smistamento del traffico. L interazione con il S.I.T., essendo anche di tipo grafico, offre la possibilità di sovrapporre scenari differenti, rendendo possibile la realizzazione di tematismi grafici in grado di rappresentare direttamente sul supporto cartografico, attraverso istogrammi a differenti gradazioni cromatiche, le grandezze sia globali che specifiche legate al traffico. All interno della procedura di S.I.T. calibrata per la gestione della mobilità urbana ed extra urbana è possibile implementare alcune funzioni mirate sia alla visualizzazione grafica dei dati elaborati e misurati, che alla rappresentazione di confronti paralleli di differenti scenari. Il S.I.T. ha opportunità d impiego anche nelle tematiche di impatto energetico dei trasporti e di protezione dell ambiente. Per tale motivo e per rendere il sistema capace di previsioni e di fornire indicazioni sugli andamenti dei consumi, sulla diffusione di sostanze inquinanti e del rumore, a fronte di interventi sulla circolazione, è possibile realizzare tematismi rappresentanti i campi di concentrazione delle sostanze inquinanti e del rumore, con curve isoconcentrazione, isofoniche o aree colorate in base ai valori della concentrazione stessa, da sovrapporre alla cartografia e, attraverso istogrammi, gli andamenti dei consumi lungo gli archi della rete viaria. GESTIONE DELL ILLUMINAZIONE PUBBLICA Una importante applicazione dei S.I.T. è quella relativa alla gestione degli impianti di pubblica illuminazione comunale. La realizzazione di un Sistema Informativo per la Pubblica Illuminazione essenzialmente consiste nel mettere a punto una procedura informatizzata che possa: dare indicazioni in tempo reale su tutti gli elementi della rete presente; fornire indicazioni sugli interventi eseguiti in modo da monitorare la frequenza di guasti e provvedere, eventualmente, con soluzioni adeguate; individuare gli elementi della rete in stato peggiore per eseguire in modo prioritario interventi di manutenzione straordinaria. Le funzionalità implementate racchiudono tutta una serie di informazioni relative a ciascun elemento della rete di pubblica illuminazione: è possibile avere informazioni riguardo la localizzazione, la tipologia, lo stato di conservazione, l opportunità di adeguamento o sostituzione, la priorità di intervento, l eventuale documentazione fotografica. Tali funzionalità sono essenzialmente: punti luce: fornisce le informazioni generali del punto luce (codice, area di alimentazione, rete di alimentazione), le note relative all armatura (tipo, materiale di costruzione, stato di conservazione e livello estetico), le note di carattere generale nel quale inserire informazioni non contemplate nella casistica presente, le note relative al punto luce (tipo, materiale di costruzione, stato di conservazione e livello estetico), le informazioni relative al tipo di lampada, alla potenza, allo stato di efficienza, alla necessità di interventi manutentivi (con associata una tabella per la registrazione di tali interventi), alla messa a terra. Per ognuno dei punti luce dell impianto, sulla base dei dati acquisiti e tenendo conto della zona in cui si collocano gli stessi, è inoltre possibile effettuare una proposta di intervento correlata ad una conseguente urgenza temporale allo scopo di adeguare alle norme vigenti l intero impianto. A tal proposito si potrebbero individuare una serie di tipologie contrassegnate da opportuni codici ed immagini per una rapida individuazione della proposta. Possono essere, inoltre, previsti dei campi in cui inserire la foto del punto luce per una univoca individuazione. Linee elettriche: consente di avere le informazioni generali sulla linea (codice, area di alimentazione, rete di alimentazione, nodi iniziale e finale), le informazioni generali sulla conduttura (tipo di cavo, sezione, stato di efficienza e note) e della posa (tratto interrato/aereo, caratteristiche tubo/cavo di sostegno, stato di efficienza della posa e note), le informazioni sulla manutenzione: anche in questo caso possono essere previsti campi relativi alla proposta di intervento, correlato ad una opportuna urgenza temporale. Quadri elettrici: fornisce le informazioni generali del quadro (codice, area di alimentazione, rete di alimentazione, tipo), le informazioni relative alla struttura (materiale di costruzione, stato di efficienza, messa a terra, apparecchiature presenti all interno, proposta di intervento e note di carattere generale). Anche in questo caso possono essere inserite delle foto per una rapida individuazione dell elemento. Apparecchiature ed elementi singolari: fornisce le informazioni riguardo al tipo di elemento, alle caratteristiche di isolamento, allo stato di conservazione alla proposta di intervento ed all urgenza di intervento. Anche in questo caso può essere previsto un campo note nel quale inserire le informazioni non rientranti nella casistica precedente. SIT GEOGRAPHICAL INFORMATION SYSTEMS GEOGRAPHICAL INFORMATION SYSTEMS SIT

9 Sistemi Informativi Territoriali SIT GESTIONE DEGLI AGGLOMERATI INDUSTRIALI I S.I.T. oggi rappresentano uno strumento indispensabile per garantire una continua ed aggiornata conoscenza della realtà ambientale, per soddisfare le necessità di tutti gli Uffici Tecnici, di Enti ed Amministrazioni, che devono elaborare informazioni o procedure relative ad oggetti territoriali. In particolare, la realizzazione di un Sistema Informativo per la Gestione degli Agglomerati Industriali essenzialmente consiste nel mettere a punto una procedura informatizzata che possa: dare indicazioni in tempo reale su tutte le aziende dislocate ed attualmente operative; fornire indicazioni sullo stato di avanzamento delle pratiche burocratiche per l insediamento di nuove attività produttive; individuare le informazioni catastali per una migliore individuazione territoriale ed amministrativa dei lotti assegnati e di quelli disponibili; effettuare interrogazioni per fornire in modo semplice e veloce tutte le informazioni circa particolari caratteristiche e/o proprietà delle aziende dislocate. Le schede da realizzare racchiuderanno tutte le informazioni relative a ciascun Agglomerato Industriale ed a ciascuna Azienda presente. Con il supporto offerto dalla realizzazione del Sistema Informativo sopra illustrato, si può passare utilmente alla fase di programmazione degli interventi per una corretta gestione degli Agglomerati Industriali. Lo strumento software in questione si dimostra estremamente potente e, in qualche modo, indispensabile per una corretta gestione di un Agglomerato Industriale o di un insieme di agglomerati. La versatilità e la possibilità di un aggiornamento dei dati pressoché in tempo reale consente di programmare, e in seguito gestire, ad esempio, i seguenti aspetti: grado di saturazione di un Agglomerato Industriale e possibilità di insediamento di nuove attività produttive; monitoraggio dello stato di avanzamento lavori delle unità produttive insediate, al fine di un controllo delle aziende chiuse o in ritardo con i programmi di investimento; numero di addetti per il monitoraggio nel tempo del livello di occupazione da commisurare, ad esempio, con gli investimenti effettuati; capacità produttive in un determinato settore, mediante la realizzazione di mappe tematiche, che possono offrire, ad Enti o privati, un quadro sinottico della situazione attuale, delle possibilità di sviluppo o delle opportunità di riconversione; monitoraggio delle unità produttive che possono rappresentare un rischio di inquinamento ambientale; adeguatezza delle reti tecnologiche e dei servizi in base al numero di unità produttive insediate; controllo dei canoni per servizi quali pubblica illuminazione, manutenzione delle strade, sorveglianza, ecc.; archiviazione dei dati amministrativi e catastali relativi alle varie unità produttive insediate (atti di esproprio terreni, atti di vendita terreni, frazionamenti particelle, ecc.), in modo da dare risposte immediate all utenza. GEOGRAPHICAL INFORMATION SYSTEMS Quelli sopracitati sono solo alcuni esempi di S.I.T. realizzabili dalla Leonardo Sistemi S.r.l. Essi sono anche integrabili gli uni con gli altri e per ognuno di essi le potenzialità illustrate possono essere variate ed integrate, a seconda delle esigenze specifiche della Committenza. La tecnologia utilizzata sarà quella propria di Windows e ciò garantirà così all utente finale un facile utilizzo del sistema che si integrerà completamente con tale ambiente largamente in uso. Leonardo Sistemi S.r.l. Via G. Mercalli, 4 - Località Zicari - Zona Industriale Tel Fax CROTONE

10 Redazione del documento di valutazione dei rischi e relativi adempimenti SSL SICURESSA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO Il D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ha abrogato quasi tutta la precedente normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, reinserendola al suo interno attraverso una serie di Titoli ed Allegati. Pubblicato sulla G.U. n. 101 del 30 aprile 2008 ed atteso da tempo, unifica ed armonizza la vecchia normativa del D.P.R. 547/55 e D.P.R. 303/56 con il D. Lgs. 626/94, pertanto, meritandosi anche la denominazione di Testo Unico sulla Sicurezza. Aggiornato dal D. Lgs. n. 106 del 3 agosto 2009 (G.U. del 5 agosto 2009) in vigore dal 20 agosto 2009, il D. Lgs. 81/2008 si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, ed a tutte le tipologie di rischio e si preoccupa dell applicazione delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, coinvolgendo tutte le figure principali: Datore di Lavoro (DdL); Dirigente; Preposto; Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (SPP); Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (RSPP); Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (ASPP); Medico Competente (MC); Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS); Lavoratori incaricati di attuare, in caso di necessità, le misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, salvataggio, primo soccorso, gestione dell emergenza in Azienda; Lavoratori. Il Datore di Lavoro è il primo responsabile di tutti gli obblighi inerenti alla sicurezza ed alla salute nella propria Organizzazione, in quanto titolare di obblighi penalmente sanzionabili, che agisce in piena autonomia decisionale ed è responsabile delle azioni di prevenzione negli aspetti organizzativi e gestionali (nomine, valutazione dei rischi, redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornamento delle misure di prevenzione, ecc.). Ai sensi dell art. 3 del D. Lgs. 81/2008, il Datore di Lavoro di un attività, sia essa appartenente a settori pubblici che privati, deve effettuare una valutazione globale e documentata di tutti i rischi presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui egli presta la propria attività, per individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Tale figura organizza il Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi e, ai sensi degli artt. 28 e 29 del Decreto, il Datore di Lavoro, in collaborazione con il RSPP ed il Medico Competente, ove previsto, previa consultazione del RLS, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, effettua la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. A conclusione della valutazione dei rischi, lo stesso soggetto provvede ad elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi, che custodisce presso l Azienda o l unità produttiva alla quale si riferisce detto documento. Lo scopo della valutazione è, sostanzialmente, quello della riduzione e del controllo dei rischi attraverso una serie di interventi tra i quali l adozione di misure tecniche, organizzative e procedurali, l effettuazione di controlli sanitari preventivi e periodici, la costante ed adeguata informazione e formazione degli addetti. Tra i rischi che il Datore di Lavoro è tenuto a valutare, vi sono quelli derivanti da: stress Lavoro Correlato; rumore; vibrazioni meccaniche; esposizione a radiazioni; ecc...

11 SSL Redazione del documento di valutazione dei rischi e relativi adempimenti SICURESSA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO VALUTAZIONE DEI RISCHI DA STRESS LAVORO CORRELATO Lo stress è uno dei problemi di salute legato all attività lavorativa riferito più frequentemente. Interessa quasi un lavoratore europeo su quattro e tale numero sembra essere destinato ad aumentare. Potenzialmente lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni dell azienda, dal settore di attività, dalla tipologia del contratto o del rapporto di lavoro. Si manifesta quando le persone percepiscono uno squilibrio tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste. Diventa un rischio per la sicurezza e la salute quando è prolungato nel tempo e può portare a problemi di salute mentale e fisica: non è una malattia, ma una situazione di prolungata tensione che può ridurre l efficienza sul lavoro e può determinare un cattivo stato di salute. Non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro correlato. Lo stress lavoro-correlato può essere causato da fattori diversi, quali: innovazioni apportate alla progettazione, all organizzazione e alla gestione del lavoro; precarietà del lavoro; aumento del carico e del ritmo di lavoro; elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori; violenza e molestie di natura psicologica; carenze nella comunicazione; scarso equilibrio tra lavoro e vita privata. Lo stress influisce non solo sulla salute e sulla sicurezza delle singole persone, ma anche sulla salute dell Azienda e delle economie. In effetti, a livello aziendale esso può determinare: assenteismo (da studi condotti emerge che una percentuale compresa tra il 50% ed il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress); frequente avvicendamento del personale; problemi disciplinari; violenza e molestie di natura psicologica; riduzione della produttività; errori ed infortuni (le statistiche indicano che gli stati psicofisici indotti dallo stress contribuiscono all aumento della probabilità di errore o distrazione, i quali rappresentano la prima causa degli incidenti sul lavoro); aumento dei costi d indennizzo o delle spese mediche (nel 2002 il costo economico dello stress legato all attività lavorativa in 15 stati nell UE è stato di circa milioni di euro). Il D. Lgs 81/08 all art. 28 introduce l obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato in tutte le aziende secondo i contenuti dell Accordo Interconfederale per il recepimento dell accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l 8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES 9 giugno Tale obbligo decorre a far data dal 1 agosto VALUTAZIONE DEI RISCHI DA RUMORE Il rumore può essere visto come un fenomeno fisico: infatti, esso è un suono che, in quanto tale, si propaga attraverso l aria (così come la voce umana o la musica), ma non gradito. Da diversi anni ormai è riconosciuta la responsabilità dell energia sonora nella diminuzione della capacità uditiva negli esseri umani e la conseguenza più evidente di una esposizione a rumore è l ipoacusia. Tuttavia, sono presenti altri effetti negativi: modifiche patologiche (effetti uditivi): abbassamento, temporaneo o permanente, della soglia uditiva, dolore, nausea. Tali effetti vanno ad incidere negativamente a carico dell'organo dell'udito provocando all'inizio fischi e ronzii alle orecchie con una iniziale transitoria riduzione della capacità uditiva e successiva sordità, che in genere è bilaterale e simmetrica. Il rumore agisce sull orecchio umano causando secondo la natura e l intensità della stimolazione sonora: uno stato di sordità temporanea con recupero della sensibilità dopo riposo notturno in ambiente silenzioso; uno stato di fatica con persistenza della riduzione della sensibilità e disturbi nell udibilità della voce di conversazione per circa 10 giorni; uno stato di sordità da trauma acustico cronico con riduzione dell'intelligibilità del 50%; fenomeni di stress fisico (effetti extrauditivi o psicologici): insonnia, facile irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione sino a giungere ad una sindrome ansioso-depressiva, aumento della pressione arteriosa, difficoltà digestiva, gastriti o ulcere, alterazioni tiroidee, disturbi mestruali, ecc.; disturbi nella comunicazione orale nell attività lavorativa, con conseguenti rischi per la corretta esecuzione del lavoro e per la stessa sicurezza. In particolare: interferenze nelle comunicazioni verbali; diminuzione della vigilanza e nell attenzione; azione stressante e stancante che riduce l efficienza.

12 Redazione del documento di valutazione dei rischi e relativi adempimenti SSL Il rumore è un rischio subdolo, di cui a volte non ci si rende conto, che potrà manifestare i suoi effetti anche a distanza di molto tempo. È presente in molti ambienti di lavoro, anche in quelli apparentemente più tranquilli. Comporta la malattia professionale statisticamente più significativa. Gli effetti nocivi dipendono da tre fattori: intensità, frequenza, durata nel tempo dell esposizione al rumore. Il sistema di tutela della salute dei lavoratori esposti all azione protratta nel tempo di questo tipo di agente sfavorevole si fonda sul presupposto dell esistenza di livelli di inquinamento al di sotto dei quali l esposizione è ritenuta accettabile in quanto, sulla base delle conoscenze disponibili, la maggior parte della popolazione lavorativa esposta a detti livelli non subisce alcun danno permanente, anche se esposta con continuità per l intera giornata o per l intera vita lavorativa. A tale proposito, risulta rilevante il concetto di valore limite di esposizione all agente nell ambiente di lavoro interessato, in quanto esso stabilisce un livello convenzionale, oltre il quale è opportuno adottare determinate azioni e comportamenti, sia da parte del Datore di Lavoro che dei lavoratori esposti al rischio. Tale rischio, insieme a quelli derivanti da altri agenti fisici (vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche), è contemplato al Titolo VIII del D. Lgs 81/2008, nel quale si prevede che il Datore di Lavoro debba valutare l esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare: il livello, il tipo e la durata dell esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo; i valori limite di esposizione ed i valori di azione specificati dalla normativa vigente (art. 189 del D. Lgs. 81/2008): tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza ed ai minori; per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l attività svolta e fra rumore e vibrazioni; tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni; le informazioni sull emissione di rumore fornite dai costruttori dell attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia; l esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l emissione di rumore; il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l orario di lavoro normale, in locali di cui é responsabile; le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica; la disponibilità di dispositivi di protezione dell udito con adeguate caratteristiche di attenuazione. Se, a seguito della valutazione, può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, il Datore di Lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti. I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da misurare, alla durata dell esposizione ed ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche. I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell esposizione del lavoratore. Inoltre, è opportuno tenere conto dell incertezza delle misure determinate secondo la prassi metrologica. Il D. Lgs. 81/2008 fissa quattro Classi di Esposizione al Rumore: I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi. Classe di RISCHIO Esposizione totale db (A) Esposizione < Esposizione < Esposizione 87 Esposizione > 87 Pressione di picco ppeak db(c) Ppeak < Ppeak < Ppeak 140 Ppeak > 140 SICURESSA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO VALUTAZIONE DEI RISCHI DA VIBRAZIONI MECCANICHE Le vibrazioni sono oscillazioni meccaniche generate da onde di pressione che si trasmettono attraverso corpi solidi. Esse rappresentano un fenomeno che sembra poco rischioso, ma purtroppo non è sempre così. Poco chiare sono le conseguenze che possono avere sul corpo umano. Innanzitutto, esse non sono tutte uguali: alcune sono molto evidenti, come quelle causate da un martello pneumatico; altre sono meno evidenti, come le vibrazioni degli attrezzi che hanno un funzionamento rotante; altre ancora, come le vibrazioni di un avvitatore, sembrano deboli, ma non per questo sono meno pericolose. I rischi derivanti da vibrazioni non sono, infatti, legati al danno immediato, solitamente quasi sempre assente, ma alla somma di svariate esposizioni nel tempo. Inoltre, essi si accentuano quando associati a posizioni scorrette, basse temperature, movimenti ripetuti di torsione o estensione degli arti. Gli effetti nocivi dipendono da più fattori: estensione della zona di contatto con l oggetto che vibra (mani, piedi, ecc.), frequenza, direzione di propagazione, durata nel tempo dell esposizione. Da un punto di vista igienistico, l'esposizione umana a vibrazioni può essere di due tipi: Esposizione del Sistema Mano-Braccio, indicata con acronimo inglese HAV (Hand Arm Vibration). Si riscontra in lavorazioni in cui s impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti. Questo tipo di vibrazioni può indurre a disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, definiti con termine unitario Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio. L'esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio è generalmente causata dal contatto delle mani con l'impugnatura di utensili manuali o di macchinari condotti a mano. Esposizione del Corpo Intero, indicata con acronimo inglese WBV (Whole Body Vibration). Si riscontra in lavorazioni a bordo di mezzi di movimentazione usati in industria ed in agricoltura, mezzi di trasporto e, in generale, macchinari industriali vibranti che trasmettano vibrazioni al corpo intero. Tale esposizione può comportare rischi di lombalgie e traumi del rachide per i lavoratori esposti.

13 Redazione del documento di valutazione dei rischi e relativi adempimenti SSL Il sistema di tutela della salute dei lavoratori esposti all azione protratta nel tempo di questo tipo di agente sfavorevole si fonda sul presupposto dell esistenza di livelli al di sotto dei quali l esposizione è ritenuta accettabile in quanto, sulla base delle conoscenze disponibili, la maggior parte della popolazione lavorativa esposta a detti livelli non subisce alcun danno permanente, anche se esposta con continuità per l intera giornata o per l intera vita lavorativa. A tale proposito, risulta rilevante il concetto di valore limite di esposizione all agente nell ambiente di lavoro interessato, in quanto esso stabilisce un livello convenzionale, oltre il quale è opportuno adottare determinate azioni e comportamenti, sia da parte del Datore di Lavoro che dei lavoratori esposti al rischio. Tale rischio, insieme a quelli derivanti da altri agenti fisici (rumore, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche), è contemplato al Titolo VIII del D. Lgs. 81/08, nel quale si prevede che il Datore di Lavoro debba valutare e, quando necessario, misurare i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare: il livello, il tipo e la durata dell esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; i valori limite di esposizione ed i valori di azione specificati dalla normativa vigente (art. 201 del D. Lgs. 81/2008): gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio, con particolare riferimento alle donne in gravidanza ed ai minori; gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l ambiente di lavoro o altre attrezzature; le informazioni fornite dal costruttore dell attrezzatura di lavoro; l esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero, al di là delle ore lavorative, in locali di cui é responsabile; le condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica. Se, a seguito della valutazione, i valori d azione risultano superati, il Datore di Lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l esposizione ed i rischi che ne conseguono. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione é stato superato, il Datore di Lavoro adotta misure immediate per riportare l esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento. Classe di RISCHIO basso medio inaccettabile Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio A(8) 2,5 2,5 < A(8) 5 2,5 < A(8) 20 (*) A(8) > 5 A(8) > 20 (*) (*) Riferito a periodi brevi (art. 201 del D. Lgs. 81/2008) vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8) 0,5 0,5 <A(8) 1,0 0,5 <A(8) 1,5 (*) A(8) > 1,0 A(8) > 1,5 (*) SICURESSA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO Il D. Lgs. 81/2008 fissa tre Classi di Esposizione a Vibrazioni Meccaniche: La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici deve essere programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell ambito del Servizio di Prevenzione e Protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia ed é aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. La valutazione dei rischi è un compito tutt altro che semplice, soprattutto per Aziende di dimensioni determinanti. Tuttavia, qualora nell ambito del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi non sia disponibile personale qualificato e strumentazione adeguata, la normativa vigente prevede la possibilità di richiesta di supporto di consulenti esterni in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, se si rendesse necessario, l azione di prevenzione e protezione del Servizio. Qui di seguito sono riportati, in maniera sintetica, i servizi erogati dalla Leonardo Sistemi S.r.l. relativamente alle problematiche sopra esposte: Valutazione dei Rischi per aziende di piccole, medie e grandi dimensioni; Valutazione dei Rischi da Stress Lavoro Correlato; Valutazione dei Rischi da Movimentazione Manuale Carichi (MMC); Valutazione del Rischio Incendio; Valutazione del Rischio Biologico; Valutazione del Rischio Chimico; Valutazione del Rischio Rumore; Valutazione del Rischio Vibrazioni Meccaniche; Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI: Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze, obbligatorio nei casi di attività svolta all'interno dell Azienda da una ditta esterna, come lavori di manutenzione, pulizie, restauro, ecc.); Adempimenti amministrativi (Comunicazioni agli Enti preposti, Verbali, Designazioni, Autorizzazioni, ecc.); Redazione materiale informativo per i lavoratori; Corsi di Formazione per lavoratori, RLS, RSPP, Addetti all Emergenza ed al Primo Soccorso e relativi aggiornamenti periodici; Realizzazione di Sistemi Informativi per la Gestione della Sicurezza Aziendale. Leonardo Sistemi S.r.l. Via G. Mercalli, 4 - Località Zicari - Zona Industriale Tel Fax CROTONE

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