La misura dell utilità distintiva e gli effetti sul rating previsto da Basilea 2

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1 La misura dell utilità distintiva e gli effetti sul rating previsto da Basilea 2 Comunicazione di Simona Caselli Direttore commerciale e sviluppo CCFS

2 Il contesto di riferimento - Il primo accordo - Basilea 1 fissa una regola di vigilanza semplice e diretta: il patrimonio di vigilanza della banca deve essere almeno pari all 8% del totale delle attività ponderate per il rischio Il concetto di rischio utilizzato non è tuttavia effettivo in quanto rimanda all utilizzo di coefficienti fissi Tutti i finanziamenti alle imprese presentano il coefficiente pari a 8% Capitale di vigilanza = (sommatoria delle attività della Banca ponderate per il relativo coefficiente di rischio) * 8% Coefficienti di Ponderazione di rischio: 0% Investimenti in titoli di stato nazionali 20% prestiti a banche di un paese OCSE 50% mutuo ipotecario su casa di abitazione 100% prestiti per imprese o privati

3 Il contesto di riferimento - Il primo accordo -.la regola di Basilea 1.. n PV 8% i= 1 A i p i

4 Il contesto di riferimento - Il secondo accordo - La filosofia di fondo di Basilea 2 riparte da Basilea1 n PV 8% i= 1 A i p i tuttavia l elemento rivoluzionario è dato dalla ricerca di una ponderazione coerente con il rischio effettivamente assunto dalla banca

5 Il contesto di riferimento - Il secondo accordo - Nel 2000 il Comitato si è riunito nuovamente per fissare regole più articolate, fissando in particolare tre Pilastri: 1 Pilastro: Requisiti Patrimoniali minimi Livello minimo di capitale (MCR) da mantenere a copertura dei rischi di credito, di mercato ed operativi Il MCR è definito come il rapporto tra il capitale di vigilanza ed attività ponderate per il rischio ed è pari all 8% 2 Pilastro: Processo di Controllo Prudenziale Le banche devono dotarsi di un processo formalizzato per monitorare e gestire la propria adeguatezza patrimoniale, in relazione alla loro strategia ed al loro profilo di rischio 3 Pilastro: Disciplina di Mercato Formalizzazione di una politica di trasparenza verso l esterno (azionisti, mercati, organi di vigilanza) al fine di rendere pubblici il proprio livello di capitalizzazione, l esposizione al rischio, il processo di gestione del rischio

6 L applicazione dei principi del nuovo accordo Per ogni tipologia di rischio il nuovo accordo determina diverse metodologie di monitoraggio e gestione L applicazione di metodologie più sofisticate comporta un risparmio in termini di capitale da allocare a copertura dei rischi (requisito patrimoniale) Requisito patrimoniale per il rischio di credito Approccio Standard Rating esterni Approccio Interno Base Approccio Interno Avanzato Rating interni Livello di sofisticazione

7 Il campo di gioco del Nuovo Accordo di Basilea Applicare il nuovo accordo quindi significa: definire in modo univoco su scala internazionale il concetto di rischio di credito stabilirne le modalità di misurazione fissare i criteri di controllo da parte delle Autorità di vigilanza definirne le modalità d uso nella complessiva gestione della banca Per arrivare ad una corretta misurazione del rischio di credito sono necessari tre passaggi rilevanti: definire e misurare le componenti elementari del rischio di credito (PD, LGD, EAD, M) fissare delle regole di differenziazione interna del portafoglio crediti (imprese corporate, PMI, small business) stabilire le opzioni possibili di entrata per le banche (standard, foundation, advanced)

8 Terminologia di base IRB (Internal Rate Based method) metodo basato su rating interni Definizione e misura delle componenti elementari del rischio di credito PD (probability of default - probabilità di insolvenza) misura la possibilità che una controparte sia inadempiente entro un arco di tempo di 12 mesi LGD (loss given default): probabilità di perdita effettiva (correlata alla presenza o meno di garanzie) EAD (exposure at default) misura l ammontare del credito dovuto al momento del default M (maturity) esprime la durata effettiva dell operazione creditizia oggetto della valutazione

9 Definizione di Default (Insolvenza) Improbabile adempimento della controparte (art.1 (46); Mancato pagamento di 90 giorni (180 per l Italia fino al 31 dicembre 2011).

10 Il campo di gioco del Nuovo Accordo di Basilea Le regole di differenziazione interna del portafoglio crediti (imprese corporate, PMI, small business) Imprese corporate: presentano un fatturato superiore a 50 milioni di euro Imprese SME: presentano un fatturato inferiore a 50 milioni di euro, purché l esposizione nei confronti della banca sia superiore a 1 milione di euro Imprese retail: presentano un fatturato inferiore a 5 milioni di euro ed esposizione nei confronti della banca inferiore a 1 milione di euro

11 Il campo di gioco del Nuovo Accordo di Basilea Le opzioni possibili di entrata per le banche (standard, foundation, advanced) Approccio standard: la ponderazione è stabilita sulla base di coefficienti fissi ( nulla cambia rispetto a Basilea 1 ) Approccio foundation: la ponderazione dipende per ogni cliente dalla PD calcolata dalla banca Approccio advanced: la ponderazione dipende per ogni cliente da PD, LGD, EAD e M calcolata dalla banca

12 La risposta delle banche Dimensione banca Grande Standard (esterno) 0% Approccio scelto IRB Foundation 40% IRB Advanced 60% Media 0% 25% 75% Piccola 36% 57% 7% Totale 19% 44% 37%

13 L applicazione del nuovo accordo Il varo effettivo dell'accordo ha comportato un processo a due stadi le nuove regole riguardanti l'approccio standardizzato e quello cosiddetto di Rating Interno Base (IRB foundation), che spetta di diritto alle banche più piccole e con una struttura meno sofisticata, sono in vigore dalla fine dell'anno 2006 un altro anno di sperimentazione e di analisi d'impatto per i Metodi più Avanzati (IRB Advanced), quelli sui quali saranno tenute a misurarsi le grandi banche internazionali; le regole per l'applicazione di questi ultimi entreranno in vigore a partire dalla fine del 2007 Diverse banche stanno già comunque operando sulla base di sistemi di rating interno sia per provarli, sia per costruire i data base. Il 1 anno considerato per le serie storiche dei bilanci è il 2004.

14 Le scelte operative e strategiche che attendono le banche Sotto il profilo gestionale e strategico, l impegno per le banche è quello di attivare i processi più efficaci ai fini della misurazione dei 4 parametri per ciascuna operazione creditizia In questo senso, la sfida è totalmente libera e sarà giocata nei modi più diversi dalle singole banche Tuttavia, affinché la singola banca possa accedere all approccio foundation o advanced ( e risparmiare capitale ), tali processi devono essere validati dalla Banca d Italia Il calcolo della PD è la sfida più impegnativa in quanto richiede la costruzione di un sistema di rating interno Il rating è il voto che la banca assegna al singolo cliente, giudicandone il merito creditizio L assegnazione del rating non può essere meccanica ma deve scaturire da un processo complesso che contenga il maggior novero possibile di informazioni e sia basato tanto su giudizi soggettivi quanto su valutazioni oggettive

15 Le scelte operative e strategiche che attendono le banche Il calcolo della LGD richiede invece la valutazione del valore di mercato recuperabile delle garanzie. Ciò dipende dal valore di mercato della garanzie e dallo specifico tasso di recupero della stessa, espersso in funzione del tempo, dei costi e della percentuale di recupero. Le garanzie devono però presentare requisiti oggettivi e soggettivi vincolanti e agiscono in maniera differente a seconda che siano reali o personali: I requisiti soggettivi: il garante può essere solo uno Stato, un impresa o un interemdiario vigilato purché abbia PD inferiore al garantito e rating pari ad A. I requisiti oggettivi: la garanzia deve essere certa, incondizionata, a prima richiesta e non correlata alla PD del garante o del garantito Le garanzie reali impattano sulla LGD Le garanzie personali e i credit derivatives impattano sulla PD secondo la logica del substitution effect

16 Oggi Una esemplificazione dell impatto della LGD Durata media procedura di recupero = 7 anni Quota recuperata dopo 7 anni = 38% Il valore attualizzato, tenendo conto dei costi amministrativi associati, è pari al 23,1%, cioè la LGD = 76,9% Domani Se la durata della procedura di recupero si riducesse a 3 e 1/2, la LGD scenderebbe a 70,5%, a parità di quota recuperata 38% (effetto tempo). Se si associasse anche un aumento della quota recuperata (es. dal 38% al 55%) si otterrebbe una riduzione della LGD a 55,8%. EFFETTO FINALE: riduzione del PRICING anche di 100 bp Basilea 2 NEW 16

17 Tempi delle procedure di recupero (in anni) e quote recuperate (%) NORD OVEST NORD EST CENTRO SUD E ISOLE ITALIA QUOTA RECUPERATA Procedure esecutive mobiliari % Procedure esecutive immobiliari % Concordati preventivi % Procedure fallimentari % Accordi privatistici %

18 Nuova ponderazione del rischio e aspettative sul pricing Valutazione merito credito AAA AA- A+ A- BBB+ BB- Inferiore BB- Privi rating Ponderazione rischio 20% 50% 100% 150% 100%

19 Rating efficiente Esempio di calcolo del rating: i moduli Componente anagrafica (localizzazione, età dell impresa) che è invariante al tipo di segmento e/o d impresa; Componente di bilancio che varia a seconda che la società sia grande (Corporate, SME1, SME2) o piccola (SME3) e che il bilancio abbia uno schema di riclassificazione immobiliare o manifatturiero; Componente qualitativa che varia a seconda che la società sia grande (Corporate, SME1, SME2) o piccola (SME3); Componente settoriale (di fatto inclusa nella parte qualitativa) simile per tutti i segmenti; Componente andamentale simile per tutti i segmenti che si attiva solo nel caso di rinnovo (o, meglio, almeno 6 mesi dopo la prima accettazione); Componente di influenza del gruppo simile per tutti i segmenti che si attiva solo nel caso in cui la società sia parte di un gruppo che redige un bilancio consolidato.

20 Le cooperative ed il rating: i risultati del campione Cariparma Cariparma - Distribuzione impieghi per classi rating (imprese) valori in 000 eur A / BBB BB B C accordato utilizzi classi di rating Cariparma - Distribuzione impieghi Imprese LEGA COOP valori in 000 eur A / BBB BB B C accordato utilizzi classi di rating

21 Le cooperative ed il rating: i risultati del campione Cariparma Segmento Basilea 2 PD % media Cariparma PD % media Lega Coop PD % media cooperative Large Corporate 0,56 0,35 0,82 Corporate 0,73 0,30 1,03 SME 1 - SME 2 1,40 0,98 2,22 SME 3 2,72 0,82 5,79 SME 4 2,18 3,62 3,40 PD media 1,66 0,73 2,20 PD medie - Confronto fra impieghi Imprese e impieghi Lega Coop 4,00 3,50 3,00 PD media % 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 - Large Corporate Corporate SME 1 - SME 2 SME 3 SME 4 PD media Classi di fatturato Basilea 2 PD % media Cariparma PD % media Lega Coop

22 COME VINCERE LA SFIDA DEL RATING? Presidio della gestione finanziaria Modello di rating efficiente (cooperativo!!) Trasparenza informativa Strumenti di mitigazione del rischio Azioni di miglioramento strutturale

23 COME VINCERE LA SFIDA DEL RATING? Informazioni quali/quantitative per i rating dell impresa (PD) 1. Indici economico-finanziari 2. Qualità/tempestività delle informazioni: politica di bilancio 3. Informazioni pregiudizievoli banche dati pubbliche 4. Capacità del management 5. Posizionamento nel settore merceologico di appartenenza (andamento del fatturato, quote di mercato, andamento della domanda etc) 6. Rischio paese TRASPARENZA OPERATIVA!

24 COME VINCERE LA SFIDA DEL RATING? Informazioni per i rating dell impresa (stima LGD) 1. Forma tecnica utilizzata 2. Presenza di garanzie 3. Grado di liquidità delle garanzie 4. Tipo di procedure per la gestione del contenzioso 5. Costo del recupero (in house o outsourcing) 6. Localizzazione geografica

25 La sfida del rating: Come vincerla? STRATEGIA interna all azienda: Presidio attivo della variabile finanziaria aziendale con metodi di pianificazione finanziaria che tengano conto delle logiche introdotte dagli accordi di Basilea per il finanziamento del capitale circolante: piani di cassa semestrali ed annuali per una corretta gestione delle punte di fabbisogno per il finanziamento degli investimenti: valutazione del ritorno dell investimento (VAN, IRR) ed proiezioni dell impatto sulla situazione patrimoniale ed economica della società per il processo di miglioramento: programmazione triennale

26 UN RATING REALISTICO PER LE COOPERATIVE L obiettivo di arrivare a disporre di un rating che, per le imprese cooperative, risulti il più realistico possibile, ha una duplice utilità: per la cooperativa che, ottenendo una valutazione accurata, può migliorare il suo rapporto con l interlocutore bancario (per quantità di credito e condizioni di tasso) per la banca che, attribuendo una PD mediamente migliore, ha un effetto positivo rispetto al capitale di vigilanza Da questi obiettivi ci siamo mossi per arrivare a definire un rating capace di tenere conto delle specificità cooperative

27 LE SPECIFICITA - Requisito di prevalenza - La nuova legge sul diritto societario ha previsto la distinzione delle cooperative in due categorie, a seconda della sussistenza del carattere di prevalenza dell attività svolta nell ambito dello scambio mutualistico rispetto all attività complessiva. Le cooperative a mutualità prevalente devono mantenere nello statuto tutte le clausole mutualistiche ed i vincoli ad esse connessi Indivisibilità delle riserve Limite alla distribuzione di utili ed obbligo alla devoluzione di una quota degli stessi ai fondi di promozione cooperativa Devoluzione del patrimonio ai fondi mutualistici in caso di scioglimento della società Limite alla remunerazione degli strumenti finanziari offerti ai soci e possono beneficiare di alcune agevolazioni di carattere fiscale e tributario

28 LE SPECIFICITA - Requisito di prevalenza - Le cooperative a mutualità non prevalente possono, se lo ritengono, mantenere nello statuto tutte le clausole mutualistiche, ma sono obbigate solo Alla devoluzione di una quota degli utili ai fondi di promozione cooperativa A destinare a riserva legale almeno il 30% degli utili annuali Non possono beneficiare delle agevolazioni di carattere fiscale e tributario previste per le cooperative prevalenti Possono definire liberamente modalità e percentuale massima di ripartizione degli utili fra i soci e possono costituire riserve divisibili (ferma restando l indivisibilità di quelle costituite con il regime precedente) L informazione sul requisito di prevalenza è rilevante ai fini del rating

29 LE SPECIFICITA - Le riserve indivisibili - Nelle cooperative a mutualità prevalente le Riserve sono indivisibili, cioè non possono mai essere distribuite fra i soci. Per un soggetto finanziatore si tratta di una caratteristica rilevante, poiché si tratta di riserve oggettivamente diverse da quelle di una spa o di una srl che possono essere distribuite fra i soci con relativa riduzione del PN La stabilità dei patrimoni cooperativi è un elemento di maggiore tutela e come tale dovrebbe essere valorizzata Le cooperative, quando si rivolgono al sistema bancario, devono evidenziare questa particolarità, senza dare per scontato che sia conosciuta o apprezzata per il suo effettivo valore

30 LE SPECIFICITA - I preaccantonamenti a riserva - I preaccantonamenti a riserva indivisibile sono quelli effettuati, su decisione del consiglio di amministrazione, prima di portare il bilancio in approvazione in assemblea Legacoop scoraggia questo tipo di operazione, pur ammessa in base una risoluzione ministeriale del 79, perché la ritiene in palese contrasto con i principi contabili di riferimento Sul piano generale si tratta comunque di un elemento da tenere presente ai fini del calcolo del rating delle cooperative

31 LE SPECIFICITA - Il Prestito Sociale - E formalmente un debito a breve ma sappiamo bene che per le nostre cooperative è quasi sempre una fonte molto stabile nel tempo ed, anzi, tendenzialmente in crescita Nel bilancio CEE, era inserito nella voce indistinta debiti verso altri finanziatori ; dal 2004 deve essere inserito nella voce D3. Fino al 2004, solo andando a cercare in nota integrativa lo si poteva talora trovare indicato separatamente, ma con il dato di due sole annualità. L analista della banca quindi, sulla base di queste informazioni, ben difficilmente potrebbe valutare la stabilità di questa fonte finanziaria. Le cooperative devono evidenziare in modo specifico l andamento del prestito sociale, possibilmente in un apposito capitolo della nota integrativa, fornendo una serie storica dei dati sufficientemente lunga (8-10 anni)

32 LE SPECIFICITA - Le risorse dei soci - Un esempio di rendicontazione 2002 % 2003 % 2004 % Immobilizzazioni 62,91 42,66 67,72 56,71 79,27 47,48 C.C.N. 84,56 57,34 51,69 43,29 87,67 52,52 Totale capitale investito 147, , ,94 100,0 Riserve 68,31 46,34 78,24 65,53 83,20 49,84 Capitale dei Soci 10,28 6,97 12,41 10,39 14,89 8,92 Prestito dei Soci 13,25 8,98 14,45 12,10 15,16 9,08 T.F.R. 7,52 5,09 8,29 6,94 9,18 5,50 Totale risorse dei Soci 31,05 21,04 35,14 29,43 39,23 23,50 Debiti finanziari netti 48,11 32,62 6,02 5,04 44,51 26,66 Totale fonti di finanziamento 147, , ,94 100,0

33 LE SPECIFICITA - Il Ristorno - E uno degli istituti fondamentali della cooperazione, ma se non evidenziato con chiarezza come tale, può portare a sottostimare in modo anche sostanziale la redditività dell impresa Il ristorno è un vantaggio riconosciuto ai soci sulla base del risultato economico del bilancio. E in sostanza una distribuzione di utili e potrebbe anche essere appostato in bilancio come tale, ma, ai fini di un corretto calcolo della prevalenza mutualistica, nelle cooperative di lavoro e servizi va ad aumentare il costo del lavoro La corretta considerazione del ristorno porta quindi a rettificare verso l alto la redditività caratteristica; inoltre la politica di destinazione ad aumento di capitale contribuirebbe a ridurre la PD Le cooperative devono mettere in evidenza in modo chiaro e in valore complessivo, l importo del ristorno. Finora l ottica prevalente è stata quella fiscale o del requisito di mutualità; in realtà anche per Basilea 2 il ristorno è un punto cruciale.

34 LE SPECIFICITA - Le Cooperative di conferimento o a costi e ricavi - Nelle cooperative agricole e di trasformazione di prodotti agricoli non si parla tecnicamente di ristorno, soprattutto per ragioni fiscali di settore. In realtà il concetto di ristorno esiste anche in questo settore e può essere considerato come la maggior remunerazione riconosciuta al socio conferente rispetto ai prezzi medi di mercato. E un calcolo complesso, che alcune cooperative fanno soprattutto per dimostrare l utilità distintiva della cooperazione, secondo il modello elaborato dal Prof. Zuppiroli, ma che può avere conseguenze importanti ai fini del corretto calcolo del rating Le cooperative agricole di trasformazione devono evidenziare in nota integrativa, in valori complessivi, la quota di remunerazione del prodotto conferito eccedente il prezzo medio di mercato

35 LE SPECIFICITA - Le Cooperative di conferimento - Esempio di rendicontazione Conto Economico Ricavi netti caratteristici Fonte: Zuppiroli, Vecchio, Maretti L Utilità distintiva Congresso ANCA 2005 Costi variabili della produzione Acquisti materie prime Consumi materie prime Valore dei conferimenti Stima valore dei conferimenti ("a prezzo di mercato") Variazione scorte materie prime e semilavorati 469 Costo del personale (comprensivo di TFR) 8265 Spese generali di cui: costi per servizi ai soci 1577 Quote di ammortamento Immob. Tecniche 3463 Quote di accantonamento fondo rischi 734 Altre quote di accantonamento 816 Altri costi 1570 Reddito operativo 3961

36 LE SPECIFICITA - Le Cooperative di conduzione terreni - Hanno normalmente ingenti pluvalenze implicite sui terreni iscritti in bilancio (analogie con il settore dell abitazione) Raccolgono prestito da soci Erogano ristorno ai soci e possono a loro volta ricevere ristorno in forma di maggiore remunerazione dei prodotti conferiti a cooperative di trasformazione, rispetto ai prezzi di mercato Fanno spesso parte di filiere produttive che offrono maggiori garanzie al mercato; un elemento assai importante ai fini della valutazione qualitativa interna al rating Le cooperative di conduzione devono mettere in evidenza le plusvalenze implicite (almeno secondo il criterio CICR ), riportare la serie storica lunga dell andamento del prestito sociale, evidenziare con chiarezza in valori monetari i ristorni erogati e fornire ai finanziatori informazioni complete sulla partecipazione ad eventuali accordi di filiera

37 Conclusioni Per vincere la sfida del rating bisogna agire su più fronti: Comunicazione attiva Note integrative che diano indicazioni precise e complete sulle speciticità cooperative Relazioni integrative che mettano in evidenza gli aspetti qualificanti sotto il profilo qualitativo (posizionamento sul mercato, tipicità, protocolli legati a marchi DOP -IGP, rispetto di normative ambientali, diversificazione produttiva, investimenti in formazione, in innovazione di prodotto o di processo ecc.) Privilegiare banche che adottino modelli di rating cooperativi Nel caso della cooperazione agricola alcuni dati fondamentali per cogliere le specificità cooperative sono di difficile reperimento o ricostruzione: sarebbe davvero utile disporre di un osservatorio che consenta di rapportare la remunerazione dei conferimenti dei soci ai prezzi medi di riferimento sul mercato; l Università potrebbe essere un ottimo punto di riferimento in questo senso

38 Conclusioni Per vincere la sfida del rating bisogna agire su più fronti: Strumenti di mitigazione del rischio Gestione attiva del rating prospettico attraverso piani triennali di miglioramento Progeva Coop Ricerca di nuovi strumenti a sostegno dei mezzi propri e del capitale di rischio a supporto i progetti di aggregazione/acquisizione in un settore in cui, soprattutto per le imprese di trasformazione, la dimensione aziendale e l approccio commerciale internazionale sono fattori decisivi per lo sviluppo futuro.

39 Il percorso di miglioramento - Il servizio di CCFS (Baseldue spa) - Piano finanziario triennale Consuntivo ultimo esercizio Rating attuale PROGEVA Coop Proietta i dati; Alimenta il simulatore del rating; Elabora i rating futuri. + Cooperativa Presentazione dei risultati Proposte di miglioramento (azioni da intraprendere, prodotti finanziari da attivare) Rating futuro

40 La sfida del rating per le PMI: Come vincerla? Azioni di miglioramento strutturale Alcuni casi studiati Caso 1 Dimensione SME 2 (fra 6 e 50 milioni di fatturato)

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