Assicura: Convegno Solvency II Enterprise Risk Management, il caso UGF. Milano, 29 aprile 2009

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1 Assicura: Convegno Solvency II Enterprise, il caso UGF Milano, 29 aprile 2009

2 Tassonomia e perimetro dei rischi nel Gruppo UGF Tipologia RISCHIO UGF Compagnie Banca SGR 1.3x 1.7x % UGF BANCA 7.8% Operational risk 8.3% 28.5% Default risk Underwriting risk Tecnico Assicurativo Finanziario Sottoscrizione Mortalità Riservazione Longevità Riassicurazione Invalidità/ morbilità Catastrofi Riscatti Anticipati Concentrazione Spese assicurativa Mercato (tasso, azionario, cambio, real estate, volatilità) Credito (emittente, derivati, regolamento) ALM (sfasamento Att./Pass.) Liquidità Concentrazione Credito Riassicurazione Coassicurazione Clientela (corporate, retail) Concentrazione credito Indice di copertura Eccesso di Capitale 29.2% Composizione ICR Market risk Solvency II Operativo Altri Rischi Frode (interna, esterna) Rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro Clientela, prodotti e prassi di business Danni a beni materiali Interruzioni dell operatività e disfunzioni dei S.I. Esecuzione, consegna e gestione dei processi Appartenenza al Gruppo Reputazionale Legale Business Solvency I La logica sottostante il Modello Interno per la misurazione dell Internal Capital Requirement (ICR) di UGF, ad oggi, è legata al QIS4, e contiene importanti sviluppi in linea con quella che si ritiene sarà la normativa di Solvency II. Le famiglie di rischio individuate sono le seguenti: Il rischio sottoscrizione e riservazione danni è misurato attraverso il Modello Interno Danni (MID), sviluppato internamente con il supporto di affermata società attuariale, per il calcolo del Capitale Economico dei rami Danni, ora in fase di test. Il rischio sottoscrizione e riservazione vita è misurato attraverso un modello interno di tipo stocastico coerente ai nuovi principi indicati da Solvency II. Questo modello consente di valutare l assorbimento di Capitale sia per la componente tecnica che per quella finanziaria, il Market Consistent Embedded Value ed il Value in Force. Il rischio finanziario, nelle sue diverse accezioni, è misurato attraverso analisi di stress test. Il rischio credito ed il rischio operativo sono stati misurati utilizzando la standard formula del Ceiops. 2

3 KRI 2007: Confronto Solvency I e Solvency II Standard Formula Vantaggi con l utilizzo del Modello Interno - 10% Modello Interno Solvency II - 30% + 30% Standard Formula Solvency II Solvency I Requisito di Capitale richiesto Anno 2007 Nel corso del 2008 il Gruppo ha messo a punto un sistema integrato di valutazione dei Rischi, con lo sviluppo di un modello interno, che ha portato alla determinazione del capitale economico e del capitale disponibile secondo la logica di Solvency II. Alla data del 31/12/2007 il requisito di capitale ottenuto con la Standard Formula (QIS4) è risultato essere maggiore del 30% rispetto al capitale richiesto dal regime attuale. Il capitale economico determinato con un modello interno ha posrtato invece ad un risparmio di capitale, del 10% rispetto a Solvency I. 3

4 Solvency II la normativa / 12 07/ aprile Parlamento Europeo Commissione Sviluppo Direttiva PUBBLI- CAZIONE Consiglio & Parlamento Adozione Direttiva APPRO- VAZIONE Commissione & EIOPC Esame delle misure Votazione (EIOPC) Adozione misure (EC) Commissione Compliance stati membri (level 4) ISVAP Circ.577/D ISVAP Regol Parallel running CEIOPS Level 1 advice CEIOPS Level 2 advice CEIOPS Level 3 advice Pilastri I, II e III Misure di tecniche di esecuzione preparazione per implementazione/ training Applicazione e armonizzazione Il 22 aprile 2009 il Parlamento Europeo ha approvato il testo della direttiva Solvency II, già adottato dal Consiglio Europeo in aprile Dal 2011 le società che vorranno utilizzare i modelli interni dovranno iniziare il parallel running. Entro il mese di ottobre 2009, il CEIOPS esprimerà i propri pareri definitivi sulle misure di esecuzione attraverso l analisi di appositi Consultation Papers (le regole del gioco). Una volta terminato il processo di pubblica consultazione, il CEIOPS provvederà a trasmettere i pareri definitivi alla Commissione che curerà l'iter di adozione. Entro il 31 ottobre 2012 la Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati Membri.

5 Solvency II: approccio a tre pilastri Con Solvency II i requisiti di capitale saranno legati all adozione e alla comunicazione di metodologie e strumenti di gestione avanzati, organizzati a livello di sistema in tre pilastri. Sia a livello progettuale che a regime, le strutture organizzative dovranno essere riviste per prevedere maggiore integrazione tra funzioni tradizionalmente separate (es. attuariato, contabilità, finanza, pianificazione). Solvency II Pillar I Requisito quantitativo Attivi e Passivi: valutazione a mercato Investimenti Solvency Capital Requirement (SCR): Formula Standard Europea, oppure Modello interno Minimum Capital Requirement (MCR) Fondi propri Pillar II Revisione del Regolatore Sistema di governance Own Risk and Solvency Assessment Processo di revisione del Regolatore Intervento del Regolatore incluso una richiesta di aggravio del capitale Pillar III Trasparenza Public disclosure report annuale sulla situazione di solvibilità Informazioni da fornire sia al Regolatore che al mercato Group supervision tutti i pilastri sono applicabili sia a livello individuale che a livello di gruppo Cultura diffusa: i principi e i concetti di Solvency II devono essere diffusi in tutti i livelli dell azienda. Utilizzo di Modelli Interni: Come accaduto per le Banche, il Regolatore utilizzerà la moral suasion aspettandosi che i principali palyer assicurativi italiani utilizzino, da subito, i modelli interni Utilizzo di Indicatori di Rischio: Le aziende avanzate devono utilizzare i risultati dei modelli per la gestione strategica e operativa (Risk Appetite, Risk Tollerance, - roe + raroc, pricing, adeguatezza patrimoniale prospettica su nuove logiche...) 5

6 Solvency II Impatti organizzativi: pillar I Pilastro I Pilastro II Pilastro III Group supervision ATTIVITA DESCRIZIONE STRUTTURE COINVOLTE Attivi e Passivi: valutazione a mercato Investimenti Gli attivi e i passivi devono essere misurati a mercato. I passivi devono essere valutati attraverso la Best Estimate e il Risk margin. La Best Estimate corrisponde al valore attuale atteso dai futuri flussi di cassa; il risk margin serve a coprire i rischi legati ai flussi di cassa degli impegni futuri lungo l intero orizzonte temporale di riferimento. Amm.ne e bilancio Finanza Solvency Capital Requirement Formula Standard europea, oppure Modello interno Minimum Capital Requirement La misurazione e la gestione dei rischi deve includere i principali fattori di rischio e deve essere supportata da adeguati presidi organizzativi e da solidi sistemi informativi. IT Fondi propri L adeguatezza patrimoniale delle compagnie deve essere commisurata ad un livello target di capitale (per ogni classe di rating). Ogni operazione sul capitale (ricorso a capitale ibrido, ecc.) e scelte diverse di riassicurazione devono essere fatte in modo da rendere più efficiente l utilizzo del capitale, dati i vincoli normativi. Capital Management Riassicurazione 6

7 Solvency II Impatti organizzativi - Pillar II Pilastro I Pilastro II Pilastro III Group supervision Solvency II richiede alle compagnie un approccio più formale per la Governance, l'organizzazione e il processo decisionale, affinchè la consapevolezza ai rischi sia incorporata al tessuto del business. ATTIVITA DESCRIZIONE STRUTTURE COINVOLTE Sistema di governance Own Risk and Solvency Assessment (O.R.S.A.) Processo di revisione del Regolatore Intervento del Regolatore incluso una richiesta di aggravio del capitale Le compagnie devono svolgere il loro regolare ORSA per valutare le proprie esigenze in materia di solvibilità rispetto al proprio profilo di rischio ed alla tolleranza al rischio approvati. In particolare, l'orsa dovrebbe mettere a fuoco se il proprio particolare profilo di rischio si discosta dalle ipotesi su cui si basa il calcolo del capitale regolamentare. Le Compagnie con capacità di modellizzazione sufficientemente sofisticate possono essere in grado di farne uso per il calcolo dei propri requisiti patrimoniali di solvibilità, anziché utilizzare la formula standard. Modelli parziali saranno ammessi per modulo di rischio o per Business Unit, e applicati a singole entità o al gruppo nel suo complesso. Per utilizzare i modelli interni per calcolare i loro requisiti di solvibilità, le compagnie devono avere l approvazione da parte dell autorità di vigilanza. Il processo di controllo prudenziale (SRP) valuterà l'adeguatezza delle strategie, dei processi e delle procedure in atto per conformarsi alla direttiva. Questo includerà l'esame dell approccio della compagnia al risk management, alla governance, ai controlli, alle politiche di investimento, alla qualità e quantità dei mezzi propri, come pure la conformità delle basi di valutazione delle riserve tecniche e dei requisiti patrimoniali. Le autorità di vigilanza avranno il potere di obbligare le compagnie a prendere provvedimenti per correggere mancanze e debolezze. In casi eccezionali potranno richiedere anche imporre un capitale aggiuntivo. Sistemi dei Controlli Interni Attuario incaricato Controllo di Gestione Compliance 7

8 Impatti organizzativi - Pillar III Solvency II Pilastro I Pilastro II Pilastro III Group supervision ATTIVITA DESCRIZIONE STRUTTURE COINVOLTE Public disclosure, report annuale sulla situazione di solvibilità Informazioni da fornire sia al Regolatore che al mercato Le relazioni annuali sulla situazione di solvibilità e finanziaria dovranno contenere informazioni su: la natura e i risultati del business i sistemi di Governance l approccio di risk management ed il profilo di rischio le basi di valutazione di attivi e passivi, incluse le riserve tecniche la gestione del capitale, inclusa la struttura e la qualità dei mezzi propri, i requisiti di capitale SCR ed MCR, e inoltre l eventuale insufficienza riscontrata nel periodo rispetto al SCR (o al MCR) Amm.ne e Bilancio Investor Relations Amm.ne e Bilancio 8

9 Lesson learned da Basilea II Non facciamo l errore : di pensare che Solvency II sia un progetto del. La normativa ha impatti diretti o indiretti su: tutte le funzioni interne (Danni, Vita, Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione, IT, Organizzazione ); i principali stakeholders: anche con questi andrà fatta opera di cultura e informazione; basti pensare ai nuovi impatti sul capitale da spiegare aiprincipaliazionisti in C.d.A. ai nuovi impatti sul pricing dei prodotti da spiegare aiclienti ai nuovi concetti di rischio e patrimonio da spiegare agliinvestitoriistituzionali, i quali avranno moltissime informazioni in più rispetto al passato grazie al Pillar 3 (disclosure al mercato). di pensare che il 2012 e' lontano, perché: il 2011 è la data di riferimento entro cui iniziare ad utilizzare nel concreto i modelli avanzati È necessario investire da subito nei nuovi modelli per meglio comprendere il potenziale impatto della scrittura delle nuove regole 9

10 Il Caso UGF GOVERNANCE RISCHI TECNICO ASSICURATIVI DANNI RISCHI TECNICO ASSICURATIVI VITA RISCHI DI MERCATO RISCHI DI CREDITO RISCHI OPERATIVI E ALTRI RISCHI STANDARD FORMULA STRESS TEST MODELLO INTERNO REPORTING 10

11 Impossibile visualizzare l'immagine. La memoria del computer potrebbe essere insufficiente per aprire l'immagine oppure l'immagine potrebbe essere danneggiata. Riavviare il computer e aprire di nuovo il file. Se viene visualizzata di nuovo la x rossa, potrebbe essere necessario eliminare l'immagine e inserirla di nuovo. ERM: Modello concettuale Rischi STANDARD FORMULA STRESS TEST GOVERNANCE RISCHI TECNICO ASSICURATIVI DANNI RISCHI TECNICO ASSICURATIVI VITA RISCHI DI MERCATO RISCHI DI CREDITO RISCHI OPERATIVI E ALTRI RISCHI MODELLO INTERNO REPORTING Tecnico assicurativo Tecnico assicurativo Mercato Credito e Controparte Danni Vita L.o.B. Danni Vita Finanza Banca Holding RORAC EVA RISERVE MC Pervasivo nei processi di business CAPITAL ALLOCATION BUDGET PRICING Operativo e altri rischi Perimetro del modello Parametrizzatore (distribuzioni) Gener.re scenari tecn. - assic. Generatore scenari economici Dati di mercato Serie storiche aziendali Generatore di scenari PTF - Titoli (Sofia) / altri Attivi PTF Polizze/ Tariffe Sinistri/ Liquid.ni Proiezione C.F. Passivo Proiezione NAV Proiezione C.F. Attivo ALM, RM, MCEV Regole investment strategy Regole determinazione dei requisiti patrim.li R. di credito/ operativi Integratore dei rischi Reporting 11

12 Culture & Governance: Attività svolte GOVERNANCE STANDARD FORMULA STRESS TEST RISCHI TECNICO ASSICURATIVI DANNI RISCHI TECNICO ASSICURATIVI VITA RISCHI DI MERCATO RISCHI DI CREDITO RISCHI OPERATIVI E ALTRI RISCHI MODELLO INTERNO REPORTING REPORTING Struttura Comitati & Policy Identificazione e monitoraggio dei principali rischi Struttura : Struttura con adeguate risorse professionali del Gruppo Bancario Comitati: Comitato Rischio di Credito Comitato Prodotti Vita Comitato Rischio Credito Coordinamento della gestione operativa ALM di Gruppo Policy: Sistemi dei Controlli Interni del Gruppo UGF Credit Policy di Gruppo Investment Policy di Gruppo 12

13 Risk & Economic Capital Model: Attività svolte GOVERNANCE STANDARD FORMULA STRES STRESS TEST TEST RISCHI TECNICO ASSICURATIVI DANNI RISCHI TECNICO ASSICURATIVI VITA RISCHI DI MERCATO RISCHI DI CREDITO RISCHI OPERATIVI E ALTRI RISCHI MODELLO INTERNO REPORTING Modelli e Metriche Modello stocastico Danni: Capitale Economico dei rami Danni (fase di test) Vita: applicazioni di un Modello, sperimentato sul mercato, e sviluppo di un prototipo di Modello Interno Finanza: sistema applicativo di front office e gestione dei rischi finanziari Kondor+; misurazione del rischio e pricing su Fondi pensione Scenari estremi Piani di contingency Stress test annuali: analisi e ampliamento copertura della parte di Bilancio sensibile al rischio. Piano di Contingency per la liquidità di Gruppo l acquisizione di committed lines 13

14 Strategic : Attività svolte GOVERNANCE STANDARD FORMULA STRESS TEST RISCHI TECNICO ASSICURATIVI DANNI RISCHI TECNICO ASSICURATIVI VITA RISCHI DI MERCATO RISCHI DI CREDITO RISCHI OPERATIVI E ALTRI RISCHI MODELLO INTERNO REPORTING Pricing Budgeting Reporting Pricing: Danni: progetto pricing con Area Tecnica Danni Vita: definizione del prodotto ai fini di pricing e misurazione rischi Finanza: pricing degli strumenti finanziari del Gruppo; pricing di strumenti complessi attraverso Kondor Structured Product Budgeting Danni: Report Rorac per ramo e predisposizione budget 2009 Reporting: Finanza: reportistica settimanale al Front Office Finanza (misure di sensitivity e stress test su rischio tasso, equity e credito) 14

15 Grazie per l attenzione Q&A 15

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