Analisi della performance degli intermediari creditizi

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1 Analisi della performance degli intermediari creditizi Lezione 4 L analisi dei rischi e del patrimonio di vigilanza: il Terzo Pilastro di Basilea 2 Università di Bologna Facoltà di Economia, Forlì 11 dicembre 2009 Alberto Balestreri

2 Temi della lezione (e domande di esame) 1. Cosa sono i Capital ratios? 2. Cosa è il Patrimonio di vigilanza? 3. Cosa sono e come si misurano il rischio di credito ed il rischio di controparte? 4. Cosa sono e come si misurano i rischi di mercato? 5. Cosa è e come si misura il rischio operativo? 6. Come si determinano i requisiti patrimoniali? 7. Cosa è il Terzo pilastro di Basilea 2? 2

3 1. Cosa sono i Capital ratios?

4 I tre pilastri di Basilea 2 La nuova struttura della regolamentazione prudenziale introdotta da Basilea 2 si basa su tre pilastri. Il primo pilastro introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dell attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi); a tal fine sono previste metodologie alternative di calcolo dei requisiti patrimoniali caratterizzate da diversi livelli di complessità nella misurazione dei rischi e nei requisiti organizzativi e di controllo. Il secondo pilastro richiede alle banche di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, rimettendo all Autorità di vigilanza il compito di verificare l affidabilità e la coerenza dei relativi risultati e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive. Il terzo pilastro introduce obblighi di informativa al pubblico riguardanti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo. 4

5 I requisiti patrimoniali Il patrimonio rappresenta il primo presidio a fronte dei rischi connessi con la complessiva attività bancaria. Un livello di patrimonializzazione adeguato consente al banchiere di esprimere, con i necessari margini di autonomia, la propria vocazione imprenditoriale e di preservare la stabilità della banca. Il patrimonio, inoltre, costituisce il principale parametro di riferimento per le valutazioni dell'autorità di vigilanza in merito alla solidità delle banche. Su di esso sono fondati i più importanti strumenti di vigilanza prudenziale (requisiti patrimoniali e regole sulla concentrazione dei rischi). Alle dimensioni patrimoniali è connessa altresì l'operatività delle banche in diversi comparti. 5

6 Come si misura l adeguatezza patrimoniale? L adeguatezza del livello di patrimonializzazione di una banca (o di un gruppo bancario) viene determinata seguendo il seguente percorso logico: a) viene determinata l entità del patrimonio di vigilanza (Total capital), che si compone sostanzialmente di un patrimonio di base (Tier 1) e di un patrimonio supplementare (Tier 2); b) vengono determinati i cd. requisiti patrimoniali sulla base delle correlate attività di rischio ponderate - misurando accuratamente il rischio di credito, di controparte, di mercato ed operativo; c) si rapporta il patrimonio di vigilanza alle attività ponderate, imponendo un limite minimo pari all 8%. 6

7 Al 31 dicembre 2008 le banche del campione presentavano - a livello individuale - i seguenti capital ratios: 7

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9 Ai fini dell analisi di performance devono essere accuratamente considerati i seguenti fattori: 1. struttura, composizione e dinamica prospettica del patrimonio di vigilanza; 2. costo medio del capitale connesso alla conformazione assunta dal patrimonio di vigilanza; 3. livelli e composizione dei rischi assunti dalla banca; 4. metodi di valutazione dei rischi adottati e loro consistenza con le migliori pratiche di mercato. Post Basilea 2 la valutazione delle performance di una banca è un esercizio che assume più natura qualitativa che quantitativa. Sotto questo profilo, non ha alcun senso compiuto sviluppare l analisi di performance di una banca o di un gruppo bancario senza possedere un accurata conoscenza della normativa di vigilanza. 9

10 2. Cosa è il Patrimonio di vigilanza?

11 Dove si trovano i dati e le informazioni concernenti il patrimonio? 1. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto 2. Parte F della nota integrativa individuale Informazioni sul patrimonio e della nota integrativa consolidata Informazioni sul patrimonio consolidato -; Nella parte F della nota integrativa vengono illustrati gli obiettivi perseguiti nonché le politiche e i processi adottati nella gestione del patrimonio. Tale informativa deve includere: a) la nozione di patrimonio utilizzata dalla banca; b) le modalità con cui la banca persegue i propri obiettivi di gestione del patrimonio; c) la natura dei requisiti patrimoniali esterni minimi obbligatori e come del loro rispetto si tenga conto nelle procedure interne di gestione del patrimonio; d) ogni cambiamento nell informativa di cui ai punti da a) a c) rispetto al precedente esercizio. Nel caso in cui la banca non rispetti i requisiti patrimoniali esterni minimi obbligatori, occorre descrivere le conseguenze di tale mancato rispetto. 11

12 Patrimonio di vigilanza Il patrimonio di vigilanza è costituito dal patrimonio di base più il patrimonio supplementare, al netto delle deduzioni. In particolare, il patrimonio di vigilanza individuale è costituito dalla somma algebrica di una serie di elementi positivi e negativi che, in relazione alla qualità patrimoniale riconosciuta a ciascuno di essi, possono entrare nel calcolo con alcune limitazioni. Gli elementi positivi che costituiscono il patrimonio devono essere nella piena disponibilità della banca, in modo da poter essere utilizzati senza limitazioni per la copertura dei rischi e delle perdite aziendali. Tali elementi devono essere stabili e il relativo importo è depurato degli eventuali oneri di natura fiscale. 12

13 In particolare il patrimonio di vigilanza è costituito dalla somma del patrimonio di base ammesso nel calcolo senza alcuna limitazione e del patrimonio supplementare, che viene ammesso nel limite massimo del patrimonio di base. Da tali aggregati vengono dedotti le partecipazioni, gli strumenti innovativi di capitale, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione e le attività subordinate, detenuti in altre banche e società finanziarie. Vengono altresì dedotte le partecipazioni in società di assicurazione e le passività subordinate emesse dalle medesime società, nonché ulteriori elementi connessi con il calcolo dei requisiti patrimoniali. Vi sono anche elementi patrimoniali di 3 livello, che possono essere utilizzati solo a copertura dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato. Il patrimonio di vigilanza va calcolato con periodicità trimestrale. Il patrimonio di vigilanza riferito al mese di dicembre di ciascun anno è calcolato secondo i criteri del bilancio di esercizio, anche se questo non sia stato ancora approvato. 13

14 Patrimonio di base: elementi positivi Gli elementi patrimoniali di qualità primaria sono i seguenti: a1) il capitale versato; a2) le riserve, ivi compreso il sovrapprezzo azioni; a3) gli strumenti innovativi di capitale; a4) l utile del periodo; a5) i filtri prudenziali positivi del patrimonio di base. 14

15 Patrimonio di base: elementi negativi Da tali elementi vanno dedotte le seguenti componenti negative: b1) le azioni proprie; b2) l'avviamento; b3) le immobilizzazioni immateriali; b4) le rettifiche di valore su crediti; b5) le perdite registrate in esercizi precedenti e in quello in corso; b6) le rettifiche di valore di vigilanza relative al portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza; b7) gli altri elementi negativi; b8) i filtri prudenziali negativi del patrimonio di base. La differenza tra la somma degli elementi da a1) ad a5) e la somma di quelli da b1) a b8) costituisce il "patrimonio di base". 15

16 Limiti di computabilità Il patrimonio di base viene ammesso senza limiti nel calcolo del patrimonio di vigilanza. Gli strumenti innovativi di capitale (voce a3) possono essere computati nel patrimonio di base entro un limite pari al 20 per cento dell'ammontare del patrimonio di base, comprensivo degli strumenti innovativi stessi. Nell ambito di tale limite gli strumenti che prevedono clausole di revisione automatica del tasso di remunerazione (c.d. step-up) connesse con la facoltà di rimborso o clausole di altro tipo atte ad incentivare il rimborso da parte dell emittente devono essere contenuti nel limite pari al 15 per cento dell ammontare del patrimonio di base comprensivo solo di tali ultimi strumenti. Le eventuali eccedenze possono essere computate nel patrimonio supplementare, alla stregua di strumenti ibridi di patrimonializzazione. 16

17 Un esempio 17

18 Patrimonio supplementare: elementi positivi Il patrimonio supplementare è costituito dai seguenti elementi, nei limiti di computabilità ammessi: a1) le riserve da valutazione; a2) gli strumenti innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base; a3) gli strumenti ibridi di patrimonializzazione e le passività subordinate; a4) le plusvalenze nette su partecipazioni; a5) l eventuale eccedenza delle rettifiche di valore complessive rispetto alle perdite attese; a6) gli altri elementi positivi; a7) i filtri prudenziali positivi del patrimonio supplementare. 18

19 Patrimonio supplementare: elementi negativi Da tali elementi vanno dedotte le seguenti componenti negative: b1) le minusvalenze nette su partecipazioni; b2) gli altri elementi negativi; b3) i filtri prudenziali negativi del patrimonio supplementare. La differenza tra la somma degli elementi da a1) ad a7) e la somma di quelli da b1) a b3) costituisce il "patrimonio supplementare". 19

20 Limiti di computabilità Il patrimonio supplementare è ammesso nel calcolo del patrimonio di vigilanza entro un ammontare massimo pari al patrimonio di base al lordo delle deduzioni. Le passività subordinate sono computate nel patrimonio supplementare entro un limite massimo pari al 50 per cento del patrimonio di base al lordo delle deduzioni. 20

21 Un esempio 21

22 Come è stato strutturato il patrimonio di vigilanza? 22

23 Quali relazioni esistono tra patrimonio di vigilanza e patrimonio netto contabile (al netto dell utile di esercizio)? 23

24 Quanto rende effettivamente il patrimonio della banca? 24

25 Questioni aperte 1. Da quali elementi positivi è costituito il patrimonio di base ed il patrimonio supplementare? 2. Quali elementi negativi riducono il patrimonio di base e quello supplementare? Essi potranno risultare maggiormente incidenti nel prossimo futuro? 3. Quali relazioni esistono tra patrimonio netto e patrimonio di vigilanza? 4. Quali possibilità di rafforzamento patrimoniale esistono con riferimento al patrimonio supplementare? 5. Quali scelte gestionali o strategiche possono incidere positivamente o negativamente sull entità del patrimonio di vigilanza ed, in particolare, sulla entità del patrimonio di base? 6. Quale è il costo medio del capitale derivante dalle scelte di composizione adottate in tema di patrimonio di vigilanza?

26 3. Cosa sono e come si misurano il rischio di credito ed il rischio di controparte?

27 Da dove assumere i dati e le informazioni concernenti i rischi? Nella Parte E della nota integrativa sono fornite le informazioni riguardanti i profili di rischio di seguito indicati, le relative politiche di gestione e copertura messe in atto dalla banca, l operatività in strumenti finanziari derivati: a) rischio di credito; b) rischi di mercato: di tasso di interesse di prezzo di cambio c) rischio di liquidità; d) rischi operativi. 27

28 Rischio di credito Il rischio di credito è dato dall insieme dei rischi di perdita per inadempimento dei debitori. Per il rischio di credito sono previsti due metodi di calcolo del requisito patrimoniale: a) il metodo Standardizzato, evoluzione del sistema derivante dall Accordo sul Capitale del 1988 (cd. Basilea 1); b) il metodo dei rating interni (Internal Rating Based, IRB), a sua volta suddiviso in un IRB di base e un IRB avanzato. L applicazione dei metodi IRB ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali è subordinato all autorizzazione dell Autorità di vigilanza. Le banche mantengono costantemente, quale requisito patrimoniale in relazione al rischio di credito, un ammontare del patrimonio di vigilanza pari ad almeno l 8 per cento delle esposizioni ponderate per il rischio. 28

29 Le banche del campione utilizzano un metodo IRB quale metodo di calcolo del requisito? La principale novità per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito è rappresentata dall introduzione dei metodi IRB, in cui le ponderazioni di rischio sono funzione delle valutazioni che le banche effettuano internamente sui debitori (o, in taluni casi, sulle operazioni); nell approccio avanzato la banca calcola un maggior numero di parametri di rischio. La disciplina di vigilanza: a) fornisce le nozioni e i criteri essenziali a cui gli intermediari devono attenersi nell elaborazione dei sistemi di rating (componenti di rischio, default, classi di attività, regole di ponderazione); b) detta i requisiti organizzativi e quantitativi che gli intermediari devono rispettare per il riconoscimento dei metodi a fini prudenziali, e precisamente: b1) relativamente ai requisiti organizzativi rilevano le regole sull organizzazione e sui controlli, la convalida interna del sistema di rating, le caratteristiche dei sistemi di rating (es. replicabilità, integrità, univocità), il loro utilizzo nella gestione aziendale (use test), i sistemi informativi e il flusso di dati. b2) i principali requisiti quantitativi attengono alla struttura dei sistemi di rating, alla determinazione dei parametri di rischio, alle prove di stress, all utilizzo di modelli di fornitori esterni. 29

30 Un esempio 30

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35 Quali tecniche di attenuazione del rischio vengono impiegate? Un articolata e organica disciplina viene dettata sia per le tecniche di attenuazione del rischio di credito (Credit Risk Mitigation, CRM) che per le operazioni di cartolarizzazione. Con riferimento alle prime: a) risulta ampliata la possibilità di utilizzo a fini prudenziali degli strumenti di CRM (ad esempio, compensazione delle poste in bilancio); b) vengono più puntualmente indicati i requisiti di ammissibilità - giuridici, economici e organizzativi - e le modalità di calcolo della riduzione del rischio. Le disposizioni sulle tecniche di CRM si applicano a tutte le banche; quelle che adottano il metodo IRB avanzato beneficiano di una più ampia tipologia di garanzie ammesse e di una maggiore flessibilità nel calcolo della riduzione del rischio. I requisiti per l utilizzo sono distinti in generali, diretti ad assicurare la certezza giuridica e l effettività delle garanzie, e specifici, dettati per le singole forme di CRM. 35

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37 Quale impatto delle operazioni di cartolarizzazione sono state impiegate? Quanto alle operazioni di cartolarizzazione, tradizionali e sintetiche, sono disciplinati gli effetti: a) per le banche cedenti (originators), soprattutto sotto il profilo dell esclusione delle attività cartolarizzate dal calcolo dei requisiti; b) del il trattamento prudenziale per le banche acquirenti. Al riguardo, sono previsti diversi metodi di calcolo del valore ponderato delle posizioni verso la cartolarizzazione, in funzione dell approccio che la banca avrebbe applicato alle relative attività cartolarizzate per il calcolo del rischio di credito. 37

38 Rischio di controparte? Il rischio che la controparte di una transazione avente a oggetto strumenti finanziari risulti inadempiente prima del regolamento della stessa può considerarsi una particolare fattispecie del rischio di credito. La disciplina si incentra sulle regole per la quantificazione del valore delle esposizioni, mentre rinvia a quella del rischio di credito per l indicazione dei fattori di ponderazione. E previsto un trattamento uniforme del rischio di controparte indipendentemente dal portafoglio di allocazione delle posizioni (bancario o di negoziazione a fini di vigilanza). Gli intermediari possono scegliere tra il metodo del valore corrente, quello standardizzato e, previa autorizzazione dell Autorità di vigilanza, quello dei modelli interni di tipo EPE (Exptected Positive Exposure) per il quale sono previsti specifici requisiti organizzativi. E ammesso, ai fini della riduzione del valore delle esposizioni, il riconoscimento di vari tipi di compensazione contrattuale, subordinatamente al rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa. 38

39 Quali dimensioni degli attivi non ponderati? 39

40 Quale ponderazione? 40

41 4. Cosa sono e come si misurano i rischi di mercato?

42 Contenuto del requisito patrimoniale Con riferimento ai rischi di mercato, il requisito patrimoniale è volto a fronteggiare le perdite che possono derivare dall operatività sui mercati riguardanti gli strumenti finanziari, le valute e le merci. Essi possono essere determinati seguendo una metodologia standard oppure basata su modelli interni, subordinatamente al rispetto di requisiti organizzativi e quantitativi e previa autorizzazione dell Autorità di vigilanza. La normativa identifica e disciplina il trattamento delle varie tipologie di rischio con riferimento: a) al portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza (rischi di posizione, regolamento e concentrazione); b) all intero bilancio della banca (rischio di cambio e di posizione su merci). 42

43 Metodi per la determinazione del requisito patrimoniale La metodologia standardizzata adotta un approccio a building block per il calcolo del requisito. I modelli interni si basano sul controllo quotidiano dell esposizione al rischio, calcolata attraverso un approccio fondato su procedure statistiche (approccio del valore a rischio ), da integrare con altre forme di misurazione e controllo dei rischi. I più significativi cambiamenti nella regolamentazione del rischio di mercato attengono all individuazione di puntuali requisiti organizzativi per gestire il portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza, all affinamento delle metodologie per il calcolo dei requisiti patrimoniali e al trattamento del rischio di regolamento, nell ambito del quale si incentiva l adozione di modalità di regolamento contestuale delle operazioni. 43

44 Quale esposizione ai rischi di mercato? 44

45 5. Cosa è e come si misura il rischio operativo?

46 Definizione Il rischio operativo è definibile come il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Tale definizione include il rischio legale, ma non quelli strategico e di reputazione. 46

47 Contenuto del requisito patrimoniale La regolamentazione prevede un requisito patrimoniale specifico a fronte del rischio operativo con l obiettivo di: a) fronteggiare l accresciuta esposizione delle banche a tale tipologia di rischio; b) evitare forme di disparità competitiva tra intermediari specializzati in diversi ambiti di operatività; c) accrescere i presidi gestionali e di controllo degli intermediari. 47

48 Quali metodi di determinazione del requisito sono stati adottati? 48

49 Quale struttura degli eventi di perdita? 49

50 Quale struttura degli eventi di perdita? 50

51 5. Come si determinano i requisiti patrimoniali?

52 Requisiti di capitale a livello individuale Le banche e i gruppi bancari detengono costantemente un ammontare di patrimonio di vigilanza (incluso il patrimonio di 3 livello) non inferiore al requisito patrimoniale complessivo, che è pari alla somma dei requisiti patrimoniali prescritti a fronte dei: a) rischi di credito e di controparte; b) rischi di mercato; c) rischio operativo; d) di quelli previsti per gli immobili e le partecipazioni assunti per recupero crediti. 52

53 Come si differenziano le banche del campione un termini di requisiti patrimoniali? 53

54 Requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito e di controparte Il requisito patrimoniale individuale a fronte dei rischi di credito e di controparte è pari all'8 per cento delle esposizioni ponderate per il rischio, determinate secondo le modalità previste dalle specifiche discipline. Il requisito patrimoniale consolidato a fronte dei rischi di credito e di controparte è pari all'8 per cento delle esposizioni ponderate per il rischio, determinate secondo le modalità previste dalle specifiche discipline. Tale requisito è dato dalla somma dei requisiti patrimoniali individuali delle entità rientranti nell area di consolidamento, previa elisione dei rapporti infragruppo. 54

55 Requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato La determinazione dei requisiti patrimoniali avviene in via diretta, senza cioè transitare per la determinazione di uno specifico volume di attività ponderate per il rischio. Il requisito patrimoniale individuale è pari alla somma di quelli calcolati singolarmente per i rischi di posizione, di regolamento, di concentrazione, di cambio e di posizione su merci. Il requisito patrimoniale consolidato per i rischi di posizione, regolamento, concentrazione, cambio e posizione su merci è pari alla somma dei requisiti su base individuale delle banche, delle imprese di investimento e delle società finanziarie rientranti nell area di consolidamento, determinata senza procedere all'elisione dei rapporti infragruppo. 55

56 Requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo Sono previsti tre metodi per la determinazione del requisito. Nel metodo Base (Basic Indicator Approach, BIA) esso è calcolato applicando un unico coefficiente regolamentare (15%) all indicatore del volume di operatività aziendale, individuato nel margine di intermediazione. Nel metodo Standardizzato, sono previsti coefficienti regolamentari distinti per ciascuna delle otto linee di business in cui è suddivisa l attività aziendale. Nei metodi Avanzati (Advanced Measurement Approach, AMA), l ammontare del requisito è determinato attraverso modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa ed altri elementi di valutazione raccolti ed elaborati dalla banca. 56

57 Le otto linee di business del metodo standardizzato 57

58 7. Cosa è il Terzo pilastro di Basilea 2?

59 A cosa serve l informativa al pubblico? Al fine di rafforzare la disciplina di mercato, vengono introdotti obblighi di pubblicazione di informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi. Nei casi di utilizzo di sistemi interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di credito ed operativo e di tecniche di attenuazione del rischio di credito, il rispetto dei relativi obblighi di informativa al pubblico costituisce anche condizione necessaria per il riconoscimento ai fini prudenziali dei metodi e delle tecniche suddetti. Le banche devono formalizzare le strategie e le procedure volte ad assicurare il rispetto dei requisiti di informativa, valutandone l adeguatezza anche in termini di modalità e frequenza della diffusione delle informazioni. È responsabilità delle banche assicurare la completezza, la correttezza e la veridicità delle informazioni pubblicate. 59

60 Ambito di applicazione Le disposizioni si applicano: su base individuale alle banche autorizzate in Italia, ad eccezione: a) delle banche italiane appartenenti ad un gruppo bancario ; b) delle succursali di banche extracomunitarie aventi sede nei Paesi del Gruppo dei Dieci ovvero in quelli inclusi in un apposito elenco pubblicato e periodicamente aggiornato dalla Banca d Italia; b) delle banche italiane non appartenenti ad un gruppo bancario, se sono imprese di riferimento oppure sono controllate da un'impresa madre europea ed hanno un attivo totale di bilancio inferiore a 10 miliardi di euro; su base consolidata ai gruppi bancari, ad eccezione: a) di quelli controllati da un'impresa madre europea quando il loro attivo totale di bilancio è inferiore a 10 miliardi di euro 60

61 Modalità e frequenza della pubblicazione Le informazioni sono pubblicate attraverso il sito internet della banca. Le banche per le quali tale modalità di diffusione risulti difficoltosa o onerosa pubblicano le informazioni nel sito internet della rispettiva associazione di categoria oppure a stampa. Le banche rendono noto nel bilancio (Nota integrativa, Parte E) il mezzo utilizzato per pubblicare le informazioni. Le informazioni sono pubblicate almeno una volta l anno, entro i termini previsti per la pubblicazione del bilancio. 61

62 Modalità e frequenza della pubblicazione Le banche autorizzate ad utilizzare i sistemi interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di credito od operativi pubblicano, almeno semestralmente, le informazioni di carattere quantitativo e, almeno trimestralmente, le informazioni di carattere quantitativo relative al patrimonio di vigilanza ed all adeguatezza patrimoniale. La pubblicazione ha luogo rispettivamente entro 60 giorni dalla fine del primo semestre dell esercizio ed entro quarantacinque giorni dalla fine del primo e terzo trimestre dell esercizio. Le banche possono pubblicare le informazioni con maggiore frequenza, in considerazione della rilevanza delle attività svolte, della propria presenza in diversi Paesi e settori finanziari, della partecipazione a mercati finanziari e a sistemi internazionali di pagamento, regolamento e compensazione, della volatilità del valore delle esposizioni. 62

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71 Alcune indicazioni utili per le analisi 1. Capital ratios identici fra loro possono far riferimento ad un portafoglio di rischi, e ad un ventaglio di metodi di misurazione sottostanti, assai diversi tra loro; 2. L analisi delle componenti utili alla formazione del patrimonio di vigilanza consolidato deve essere condotta anche a livello di singole entità costituenti un gruppo bancario; 3. L analisi dei requisiti patrimoniali relativi a ciascuna classe di rischio deve essere corredata da una valutazione qualitativa dei metodi e dei requisiti organizzativi adottati; 4. L analisi dei requisiti patrimoniali deve essere ben correlata con l analisi dei dati di stato patrimoniale e di conto economico; 5. Allo stato attuale non esistono database sul mercato che riportino integralmente il rilevante patrimonio informativo diffuso con il Terzo Pilastro; 6. Le valutazioni espresse dal mercato azionario ed obbligazionario, relativamente ai titoli quotati emessi da banche, devono essere attentamente valutate, per quanto non sempre siano coerenti con i fondamentali; 7. Una volte assestata una visione accurata dei rischi e dei livelli di patrimonializzazione di una banca, o di un gruppo bancario, l analisi della performance condotta negli esercizi successivi è in genere molto più agevole. 71

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