Tribunale di Cremona. Bilancio Sociale

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1 Tribunale di Cremona Bilancio Sociale luglio 2011

2 Questo Bilancio Sociale è stato redatto all interno del progetto Innovagiustizia, al quale hanno partecipato, in un R.T.I., le seguenti società: Fondazione Politecnico, Fondazione Alma Mater, CERTeT Università Bocconi, Fondazione IRSO, Lattanzio e Associati e Ernst & Young Financial Business Advisors S.p.A. 2

3 INDICE Introduzione del Presidente del Tribunale Guida alla lettura Metodologia Identità dell ufficio giudiziario La storia L organizzazione Il personale Risorse tecnologiche e infrastrutturali Dotazione hardware e software La digitalizzazione in corso: il progetto Digit e il Processo Civile Telematico (PCT) La Relazione Sociale L attività civile L attività penale Il dialogo con la società Individuazione degli interlocutori Le collaborazioni attive Le azioni di collaborazione realizzate Prossimi passi Allegati Glossario Fonti dei dati

4 INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE Il Tribunale di Cremona partecipa al progetto INNOVAGIUSTIZIA, progetto di riorganizzazione dei processi lavorativi e di ottimizzazione delle risorse degli Uffici Giudiziari lombardi, finanziato dalla Regione Lombardia tramite il Fondo Sociale Europeo e coordinato dal Ministero della Giustizia che, evidentemente, conta molto su questa iniziativa. Il progetto si prefigge, da un lato, di migliorare l efficienza delle cancellerie, incidendo sull organizzazione interna delle stesse, anche mediante la semplificazione dei servizi e dei rapporti con l utenza, dall altro, di creare nuovi canali informativi basati sulle più moderne tecnologie (posta elettronica, modulistica on-line, sito internet del Tribunale ecc. ). Il Bilancio Sociale del Tribunale di Cremona nasce con l obiettivo di avvicinare i cittadini alla Pubblica Amministrazione e di migliorare la trasparenza amministrativa ed economica. Per questa prima esperienza di redazione si è voluto presentare una fotografia delle attività svolte dal Tribunale in ambito civile e penale e del contesto lavorativo e di riferimento. Particolare attenzione è stata infine rivolta alla valorizzazione e alla comunicazione dei rapporti esistenti con i diversi interlocutori con cui il Tribunale si confronta, quali, ad esempio, le università, gli ordini professionali e le associazioni di volontariato. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito con estrema disponibilità e con le proprie competenze ad arricchire il presente Bilancio Sociale, rendendolo uno strumento sicuramente utile per la comunità cremonese. Il Presidente del Tribunale dott. Carlo Maria Grillo 4

5 1. GUIDA ALLA LETTURA Il presente Bilancio Sociale nasce come rendicontazione e sintesi delle attività svolte dal Tribunale di Cremona. L obiettivo del documento è quello di divulgare i dati relativi alle attività svolte e ai risultati ottenuti dal Tribunale in riferimento all anno giudiziario 2010/2011, dando evidenza anche delle risorse impiegate e della rete di interconnessioni costruita con il territorio. Di seguito si riassumono i principali contenuti del documento. Nel primo paragrafo Metodologia, si esplicitano gli obiettivi del Bilancio Sociale e le linee guida seguite in fase di stesura del documento, evidenziando la metodologia utilizzata e le sue specificità. Nel paragrafo Identità dell ufficio giudiziario si riportano elementi di contesto quali le caratteristiche demografiche e socio-economiche del territorio presidiato dall Ufficio, la storia, la struttura e le componenti organizzative del Tribunale, nonché la dotazione tecnologica in uso nell Ufficio e i progetti aventi come oggetto la digitalizzazione di atti e fascicoli. Il paragrafo La Relazione Sociale illustra in termini quantitativi, qualitativi e di efficienza, l attività istituzionale svolta dal Tribunale di Cremona, dal punto di vista civile, penale, amministrativo e gestionale, dando evidenza dei numeri e delle tipologie di lavoro svolto e rendendo conto dell operato dell Ufficio attraverso indicatori di performance specifici. Il paragrafo Il Dialogo con la società introduce i principali portatori di interessi con i quali il Tribunale di Cremona si relaziona e le reciproche collaborazioni attivate. Il paragrafo Prossimi Passi, infine, fornisce un indicazione delle linee di sviluppo delle attività del Tribunale nei prossimi anni. 5

6 2. METODOLOGIA L introduzione del Bilancio Sociale nel Tribunale di Cremona si propone di raggiungere i seguenti obiettivi: dare evidenza delle attività realizzate e dei servizi erogati dall Ufficio Giudiziario, in particolare rispetto agli interlocutori esterni; supportare la messa a punto di un processo stabile di dialogo con gli interlocutori del territorio; avviare un processo conoscitivo e di apprendimento organizzativo per permettere all Ufficio Giudiziario di replicare la redazione del documento e gestire il cambiamento in modo più consapevole; contribuire alla diffusione delle informazioni contenute nella relazione inaugurale dell anno giudiziario. Il Bilancio Sociale, infatti, risulta essere uno strumento di natura strategica e gestionale, che affronta il tema della responsabilità sociale in un ottica di rendicontazione documentale e comunicativa; la metodologia utilizzata per sviluppare il presente documento è coerente con questo approccio e ha previsto i seguenti step metodologici: 1. attivazione di un gruppo di lavoro per la condivisione di: linee guida e obiettivi del Bilancio Sociale; scelte operative e agenda dell intero percorso; 2. analisi e raccolta preliminare delle informazioni necessarie, derivanti anche dagli: studi svolti per la Linea 1 nell ambito del progetto Innovagiustizia 1, inerente l analisi dell organizzazione dell Ufficio Giudiziario; incontri effettuati con la dirigenza del Tribunale. 3. individuazione degli interlocutori rilevanti e mappatura delle azioni di collaborazione messe in atto con gli stessi; 4. condivisione e redazione del Bilancio Sociale. 1 La Linea 1 del progetto Innovagiustizia consiste nell analisi e riorganizzazione dei processi del Tribunale. 6

7 3. IDENTITÀ DELL UFFICIO GIUDIZIARIO Il territorio di riferimento è composto dal circondario del Tribunale di Cremona e comprende circa abitanti e famiglie residenti in 67 comuni. Notevole incidenza ha la popolazione straniera che rappresenta il 10,84% del totale della popolazione residente. Tale percentuale, analoga al dato provinciale (10,35%), è tuttavia superiore a quella regionale (9,28%) ed ancor più elevata rispetto a quella nazionale (7,0%). Tabella 1. Indicatori demografici, provincia di Cremona, 2010, dati ISTAT Circondario Popolazione N. famiglie Stranieri % stranieri su popolazione Cremona (CR) ,84% Totale Provincia ,35% Il territorio della provincia, un tempo zona esclusivamente agricola, pur mantenendo questa vocazione, presenta ora un notevole sviluppo industriale e artigianale ed è caratterizzato da una forte densità produttiva, polverizzata in un numero elevato di microimprese: delle 28mila imprese attive al 31 Dicembre 2008 in provincia di Cremona, oltre il 60% sono ditte individuali. L economia locale è caratterizzata da una forte presenza di imprese che lavorano nel settore del commercio all ingrosso (24%), nelle costruzioni (16%), manifatturiere (14%) e da imprese che lavorano nel settore dell agricoltura, della caccia e della silvicoltura (14%). Sono inoltre presenti numerose industrie alimentari, meccaniche, energetiche e di supporto al settore petrolifero. Per quanto riguarda il tasso di litigiosità del territorio, gli ultimi dati statistici disponibili per effettuare delle comparazioni, relativi all A.G. 2009/2010, mostrano che la circoscrizione di Cremona ha una proporzione di procedimenti per residente inferiore alla Lombardia (438 contro 535) e al resto d Italia (451). Figura 1. Quoziente di litigiosità (numero di procedimenti ogni abitanti residenti), A.G. 2009/2010, elaborazione interna al progetto Innovagiustizia 600 Numero di procedimenti ogni residenti Cremona Lombardia Italia Numero procedimenti ogni residenti 7

8 L analisi occupazionale della provincia di Cremona evidenzia un aumento del tasso di disoccupazione della popolazione attiva nel 2010, con una percentuale del 5,5% rispetto al 4% dell anno precedente. In particolare si rileva un importante aumento dell 1,8% nel tasso di disoccupazione maschile rispetto al 2009, e dell 1,1% per quello femminile LA STORIA Il primo momento notevolmente rilevante è dato dall'elezione di Cremona a Pretura di rango senatorio avvenuta nel 1527 con decreto di Francesco II Sforza. Ciò conferiva un maggior prestigio alla città, dovuto sia ad un passato storico luminoso, sia ai pretori che si susseguirono. Non a caso, infatti, pochi decenni dopo fu nominato pretore Julio Claro Allesandrino, uno dei massimi esperti di diritto lombardi, la cui opera (Practica criminalis) costituì uno dei riferimenti principali fino alla seconda metà del Il periodo della dominazione francese, dalla Repubblica Cisalpina al Regno d'italia, fu denso di riforme: dal punto di vista amministrativo Cremona fu "capoluogo" del Dipartimento dell'alto Po che subì nel corso degli anni alcune modifiche territoriali (ad es. la separazione del territorio, e quindi della Pretura di Bozzolo, a favore del Dipartimento del Mincio). Nel periodo Napoleonico furono istituiti i Giudici di Pace che, anche in questo caso con estrema cautela, possiamo paragonare agli attuali Pretori; l'amministrazione della giustizia fu regolata, nei primi anni del 1800 dai diversi codici e regolamenti: un decreto, datato 7 marzo 1803, emanato dal Vice Re d'italia Eugenio Napoleone determinò dettagliatamente il numero, la sede e la competenza territoriale dei Giudici di Pace. Le travagliate vicende del periodo napoleonico influenzarono anche l'organizzazione giudiziaria, che venne più volte riformata, mentre il ritorno degli austriaci determinò la necessaria abolizione delle costituzioni e dei codici napoleonici. Dal 1818 il Tribunale di Cremona fu denominato Tribunale Civile e Criminale di prima Istanza, mentre sul territorio provinciale vi erano le Preture di Casalbuttano, Pizzighettone, Soresina e Casalmaggiore. Norme speciali regolavano i processi contro i patrioti italiani ed il Tribunale dei Nobili, mentre contro le sentenze del Tribunale Provinciale di Cremona era ammesso appello presso il Tribunale d'appello di Milano. L'unità d'italia determinò l'inserimento del Tribunale di Cremona nella nuova organizzazione giudiziaria seguendone l'evoluzione. 8

9 3.2. L ORGANIZZAZIONE Il Tribunale è suddiviso in un due aree: una giurisdizionale e una amministrativa. A capo dell area togata vi è la figura del magistrato investito del titolo di Presidente del Tribunale, mentre l area amministrativa è presidiata dalla figura del Dirigente Amministrativo. L area giurisdizionale è organizzata in settori, suddivisi a loro volta nelle sezioni civile e penale. Del settore civile fanno parte le sezioni: Contenzioso; Fallimenti e altre procedure concorsuali; Lavoro, previdenza obbligatoria, procedimenti speciali; Volontaria Giurisdizione; Esecuzioni Mobiliari e Immobiliari; Decreti ingiuntivi. Nel penale sono comprese le sezioni: Penale Dibattimentale; GIP/GUP. I settori amministrativi comprendono: Segreteria della Presidenza; Spese di Giustizia. Le cancellerie sono distinte anch esse tra settore civile e penale; il civile è organizzato in 5 cancellerie sulla base della competenza delle materie trattate: Cancelleria Civile (contenzioso); Cancelleria Lavoro e Procedimenti Speciali; Cancelleria Volontaria Giurisdizione ed Esecuzioni; Cancelleria Fallimenti e Recupero Crediti; Cancelleria Decreti Ingiuntivi. Il settore penale è invece suddiviso in: Cancelleria Penale (dibattimentale), con competenza sui processi Monocratici e Collegiali; Cancelleria GIP/GUP. A queste si aggiunge la Cancelleria Corpi di Reato. L organigramma, illustrato di seguito, mostra la distribuzione degli uffici del Tribunale di Cremona, divisa per area e per competenza. 9

10 Figura 2. Organigramma del Tribunale di Cremona, luglio

11 IL PERSONALE L organico togato del Tribunale di Cremona è costituito da un totale di 13 giudici togati e 6 giudici onorari del tribunale (GOT), anche se a giugno 2011 risultano vacanti 3 magistrati e 3 GOT. Tabella 2. Organico giurisdizionale del Tribunale di Cremona, giugno 2011 Qualifica Organico Coperti Vacanti Presidente del Tribunale Presidente di Sezione 1-1 Giudici Totale giudici togati Giudici onorari di Tribunale (GOT) Totale giudici In rapporto agli abitanti del circondario del Tribunale di Cremona c è un giudice togato ogni persone, uno dei più bassi rapporti a livello regionale. La pianta organica del personale amministrativo prevede un totale di 34 unità, delle quali 3 risultano vacanti. Tabella 3. Organico amministrativo del Tribunale di Cremona,giugno 2011 Qualifica Organico Coperti Vacanti Dirigente Direttore amministrativo Funzionario giudiziario Cancelliere Assistente giudiziario Operatore giudiziario Conducente di automezzi Ausiliario Totale Nel circondario del Tribunale di Cremona vi è quindi un amministrativo di giustizia ogni abitanti, anche in questo caso, uno dei più bassi rapporti a livello regionale. 11

12 3.3. RISORSE TECNOLOGICHE E INFRASTRUTTURALI DOTAZIONE HARDWARE E SOFTWARE Il fabbisogno di hardware, in termini quantitativi, è sostanzialmente soddisfatto dalla dotazione già a disposizione del Tribunale. Il numero di personal computer è di 62, a cui sono abbinati 60 stampanti, 3 delle quali di rete, e 7 scanner. Tuttavia si rileva la necessità di una postazione PC presso le aule di udienza collegiale del civile. Più in generale è emersa l esigenza di un potenziamento delle infrastrutture, dato che molti applicativi sono basati su server distrettuali o sono web-based e ciò si traduce in un appesantimento della rete, con conseguente perdita di performance in termini di velocità. Tabella 4. Software in uso presso il Tribunale di Cremona, luglio 2011 Software Area Civile - SICID, Sistema Informativo Cognizione Ordinaria Civile Distrettuale - SIECIC, Sistema Informativo di Gestione delle Esecuzioni Civili Individuali e Concorsuali - Consolle del magistrato, applicazione dedicata ai magistrati - Polisweb, servizio che consente agli avvocati di visualizzare lo stato dei propri fascicoli presso il Tribunale - Posizionamento CDR ordinari, software che permette di gestire i corpi di reato ordinari - Xenia, sistema di consultazione storico dei registri civili delle esecuzioni Mobiliari, Immobiliari e Fallimentare per procedure antecedenti al Prometeo, software per la gestione dei Consulenti Tecnici d Ufficio Software Area Penale - Re. Ge., sistema che guida l operatore attraverso un iter definito che prevede tutte le fasi del giudizio - M314/317, software statistici - SIATEL, servizio dell Agenzia delle Entrate - DAP, banca dati del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria - COSMAG, sito web dedicato ai magistrati accessibile dalla intranet interna - Adobe Acrobat software, per la gestione del fascicolo penale in formato digitale Software Amministrativi - Perseo, Sistema per la rilevazione delle presenze del personale amministrativo - SIAMM, Servizi delle spese di giustizia, della compilazione del foglio notizie e del recupero crediti - Service personale Tesoro, portale WEB del Ministero dell'economia e delle Finanze per la gestione del personale - portale WEB del Consiglio Superiore della Magistratura per la raccolta dati sui magistrati - Consolle IAA e Consolle GSI, sistema per l aggiornamento dell infrastruttura hardware e software utilizzata per l erogazione dei servizi informatici - Entratel, sistema per la trasmissione telematica di atti all Agenzia delle Entrate - Acquisti in rete PA, portale WEB Consip - Webstat.giustizia.it, portale web della Direzione Generale di Statistica riguardante malattie e ferie del personale Amministrativo - PROTEUS PA Protocollo informatico, Sistema per la protocollazione informatica dei Documenti - GE.CO., Sistema per la gestione della presa in carico di beni mobili e del materiale di consumo 12

13 LA DIGITALIZZAZIONE IN CORSO: IL PROGETTO DIGIT E IL PROCESSO CIVILE TELEMATICO (PCT) Il Tribunale di Cremona ha fatto da tempo esperienze di innovazione attraverso la sperimentazione e la messa a punto di soluzioni ICT a supporto della de-materializzazione degli atti e del supporto alle procedure amministrative. Il progetto Digit è nato presso il Tribunale di Cremona nel 2004 e si è evoluto con questo percorso: Digit Copie (2004): de-materializzazione dei fascicoli processuali penali e degli atti dei processi per strage; Digit Connect (2007): sperimentazione di strumenti di web conferencing per udienze on line e diffusione nazionale di Digit Copie; Digit 2.0 (2009): miglioramento e soluzione di issue relative agli atti giudiziari quali : o o o o o comunicazione; condivisione; collaborazione; conservazione; conformità. Con tale progetto ci si prefigge di migliorare le procedure attraverso la digitalizzazione e la telematizzazione degli atti, ed in particolare di tutto il flusso documentale che vive nelle fasi di istruttoria del PM, di udienza preliminare e di sentenza per il giudice. Così facendo si automatizza il passaggio tra fase istruttoria del PM e fase GUP/sentenza del giudice in riferimento a tutti i procedimenti e documenti destinati al dibattimento penale del Tribunale. Gli obiettivi principali di Digit, insieme a quelli del sistema giustizia nell era del web, sono quindi ricollegabili alla: riduzione dei tempi di attesa e di accesso alla documentazione da parte dei portatori di interessi coinvolti nel processo; accelerazione della risposta giudiziaria; riduzione dei costi di gestione; eliminazione degli oneri e disagi per i testimoni, migliorando il rapporto di fiducia tra cittadino e sistema giustizia. Questi obiettivi hanno quindi lo scopo di consolidare il rapporto di fiducia tra cittadino e sistema Giuridico attraverso valori ispiratori quali l elevato risparmio economico, la valorizzazione delle risorse umane interne al sistema giustizia, la creazione di attività ad alto valore sociale e la scelta della semplicità comunicativa. Per lo sviluppo di tali attività semplificative ci si avvale di strumenti software che permettono l acquisizione dei dati in formato digitale, in modo poco oneroso in termini di tempo e di costo, favorendo una semplificazione della ricerca dati in cancelleria. Il vantaggio economico del progetto è 13

14 dunque legato alla riduzione dei costi di dematerializzazione per pagina, abbassato fino ad un livello di 0,05 2. Il Tribunale di Cremona ha inoltre adottato, contemporaneamente ad altri Uffici Giudiziari, l utilizzo dei decreti ingiuntivi telematici, facenti parte del progetto ministeriale globale del PCT (Processo Civile Telematico) e costituenti il primo passo verso la telematizzazione auspicata dal Ministero in sede di progettazione del PCT. Con il decreto ingiuntivo telematico si procede all abbattimento dei costi di: - gestione, legati allo scambio documentale cartaceo; - trasferimento del personale coinvolto nella definizione/esaurimento della procedura (ad esempio l avvocato che predispone l atto e che deve interagire con la cancelleria competente ad accettarlo). I vantaggi di costo legati alla dematerializzazione degli scambi sono notevoli, ma ancor più importante è la riduzione dei tempi di definizione della procedura; anche se il meccanismo legato ai decreti ingiuntivi telematici è perfettamente funzionante, risulta ancora poco usato e ad oggi non si può parlare di superamento del decreto ingiuntivo cartaceo. La replicabilità del progetto rimane comunque alta. 2 Tale costo, stimato dagli uffici del Tribunale attraverso simulazioni, tiene conto di tutti i fattori produttivi (risorse umane, ammortamento attrezzature e software, etc.). 14

15 4. LA RELAZIONE SOCIALE Il presente capitolo illustra e descrive in termini quantitativi, qualitativi e di efficienza, l attività istituzionale svolta dal Tribunale di Cremona con riferimento all attività giudiziaria civile e a quella penale. Nella Relazione Sociale viene dato conto dei numeri e della tipologia del lavoro svolto, nonché dell efficienza e dei tempi entro i quali il Tribunale è in grado di dare le risposte in termini di Giustizia all utente. Le informazioni trattate nel seguente capitolo fanno riferimento ai dati diffusi nella relazione della Presidente della Corte d Appello di Brescia sull amministrazione della giustizia nel Distretto di Brescia nel periodo dall al L ATTIVITÀ CIVILE Per il periodo di riferimento (1 luglio giugno 2010), i flussi dell attività della giustizia civile del Tribunale sono sintetizzati nel prospetto seguente, che, in particolare, comprende: gli affari contenziosi, gli affari non contenziosi camerali e di volontaria giurisdizione, procedimenti in materia di lavoro e previdenza, procedure concorsuali, esecutive individuali, mobiliari e immobiliari. Tabella 5. Flusso dei procedimenti civili iscritti, definiti e pendenti, Tribunale di Cremona, A.G.2009/2010 Legenda A.G. 2009/2010 A.G. 2008/2009 Variazione % Materia Iscritti Definiti Finali Iscritti Definiti Finali Iscritti Definiti Finali Procedimenti civili ,1% +7,0% +5,8% Nel settore civile si registra un aumento dei procedimenti finali, che passano dai dell anno giudiziario 2008/2009 ai dell anno 2009/2010, nonostante l incremento (+7,0%) delle definizioni (ovvero dei procedimenti conclusi). Di seguito viene fornito il dettaglio delle principali materie trattate dal Tribunale nel periodo. 15

16 Tabella 6. Dettaglio per materia dei procedimenti civili, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Legenda A.G. 2009/2010 Materia Iscritti Definiti Finali Cognizione ordinaria Separazioni consensuali e giudiziali Divorzi consensuali e giudiziali Lavoro Previdenza Procedimenti esecutivi mobiliari Procedimenti esecutivi immobiliari Istanze di fallimento Procedimenti in materia di fallimento Marchi e brevetti Opposizione alle sanzioni amministrative Ricorsi in materia di immigrazione Conciliazioni non contenziose Per comprendere meglio l efficienza e l efficacia dell attività svolta dall ufficio, risulta essere utile il calcolo di alcuni indicatori di perfomance: Indice ricambio (procedimenti definiti / sopravvenuti): si tratta del confronto tra procedimenti definiti e sopravvenuti ed esprime la capacità dell Ufficio Giudiziario di far fronte alle sopravvenienze (valore maggiori/uguali al 100% indicano efficienza); Indice dei procedimenti pendenti [(pendenti finali - pendenti iniziali)/pendenti iniziali]: esprime la variazione percentuale delle pendenze (valori prossimi al 100% indicano inefficienza, mentre quelli vicini allo 0% indicano efficienza)); Indice di assorbimento [procedimenti definiti / (pendenti iniziali + sopravvenuti)]: esprime la capacità dell Ufficio Giudiziario di far fronte ai carichi di lavoro complessivi delle sopravvenienze e delle pendenze iniziali (valori distanti dal 100% indicano inefficienza). La sezione civile ha definito la quasi totalità dei processi iscritti nell anno giudiziario, determinando comunque un incremento delle pendenze arretrate totali: infatti l indice di ricambio (rapporto tra procedimenti definiti e sopravvenuti) è risultato pari al 94,2% (è stato definito il 94,2% dei 16

17 procedimenti iscritti nell anno), ovvero l indice dei procedimenti pendenti [(pendenti finali - pendenti iniziali)/pendenti iniziali] è stato pari al 5,8%, anche alla luce dell influenza negativa dei procedimenti esecutivi, aumentati per la crisi economica ancora in atto. Anche l indice di assorbimento, [procedimenti definiti/(pendenti iniziali + sopravvenuti)] si è attestato su valori modesti, pari a 46,8%, principalmente a causa dell alto peso percentuale dei procedimenti pendenti arretrati (50,3%). Tabella 7. Indicatori di performance, Tribunale di Cremona, A.G.2009/2010 Indicatore % Indice di ricambio (procedimenti definiti / sopravvenuti) Indice dei procedimenti pendenti [(pendenti finali - pendenti iniziali)/pendenti iniziali] Indice di assorbimento [procedimenti definiti / (pendenti iniziali + sopravvenuti)] +94,2% +5,8% +46,8% Per quanto riguarda invece la performance legata ai tempi di definizione dei procedimenti, la durata media dei processi civili definiti dal Tribunale di Cremona è stata di 717 giorni, un valore molto alto, che tuttavia è in linea con quelli registrati in altri Tribunali del distretto nello stesso anno giudiziario, a testimonianza delle diffuse difficoltà che sta attraversando la giustizia italiana. Tabella 8. Durata media dei procedimenti civili con rito ordinario, A.G. 2009/2010 Procedimenti civili con rito ordinario Tribunale di Cremona Tribunale di Crema Tribunale di Mantova Tribunale di Brescia Tempo medio di definizione 717 giorni 690 giorni 684 giorni 779 giorni 17

18 4.2. L ATTIVITÀ PENALE Per l anno giudiziario 2009/2010 il flusso dei procedimenti penali del Tribunale di Cremona è sintetizzato nella Tabella 9, con riferimento all attività di indagini e udienze preliminari e alle fasi dibattimentali monocratiche e collegiali. Tabella 9. Flusso dei procedimenti penali, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Legenda A.G. 2009/2010 A.G. 2008/2009 Variazione percentuale Materia Iscritti Definiti Finali Iscritti Definiti Finali Iscritti Definiti Finali Gip / Gup ,5% +36,5% +10,0% Dib.nto monocratico Dib.nto collegiale ,5% -2,5% -30,8% ,6% +23,5% -18,9% Totale ,1% +18,5% +9,6% La sezione penale ha definito procedimenti, il 18,5% in più rispetto l A.G. 2008/2009, risultato che le ha permesso di ridurre di quasi il 10% (9,6%) la mole delle pendenze finali, nonostante una litigiosità del territorio pressoché invariata. Durante il periodo di riferimento, nemmeno in fase di indagini o di udienza preliminare sono stati trattati o sono in corso di trattazione procedimenti per reati riconducibili a fenomeni di criminalità associata o a delitti di cronaca nera, mentre rispetto al passato risulta diminuito il numero di reati contro i patrimoni (in particolare estorsione, 40,1%, truffa, -22,5%, e ricettazione, -19,3%) e di omicidi colposi (23 rispetto i 29 del precedente anno giudiziario). Sostanzialmente invariati i delitti per corruzione e in materia ambientale, mentre sono in aumento le rapine (+18,2%) e i delitti in materia di immigrazione (passati da 78 a 130). Di seguito viene fornito un prospetto riassuntivo dei principali delitti commessi nella circoscrizione di riferimento e definiti dal Tribunale nell anno giudiziario 2009/

19 Tabella 10. Dettaglio dei delitti accertati, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Procedimenti Numero di delitti A.G. 2009/2010 Numero di delitti A.G. 2008/2009 Var. % Fallimento e procedure concorsuali ,5% Violazioni di norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro Delitti contro la moralità pubblica, il buon costume, gioco e scommesse Abusi di autorità, arresti illegali, indebite limitazioni delle libertà personali ,5% ,7% ,6% Delitti di comune pericolo % Delitti contro la libertà sessuale ,1% Delitti contro la inviolabilità del domicilio ,3% Corruzioni e frodi ,5% Delitti contro la libertà individuale (pedofilia e pedopornografia) ,7% Delitti in materia di immigrazione % Delitti in materia ambientale % Reati contro il patrimonio, furto ,6% Reati contro il patrimonio, rapina % Reati contro il patrimonio, estorsione ,1% Reati contro il patrimonio, sequestro di persona 0 0 0% Reati contro il patrimonio, reati informatici 1 1 0% Reati contro il patrimonio, truffa ,5% Reati contro il patrimonio, truffa aggravata % Reati contro il patrimonio, usura % Reati contro il patrimonio, ricettazione ,3% Reati contro il patrimonio, riciclaggio % Omicidio volontario % Delitti contro la PA (delitti politici e di carattere terroristico) 0 0 / Delitti di associazione a delinquere di tipo mafioso 0 0 / Omicidio colposo ,7% Come per l attività civile, è utile calcolare pochi, ma significativi indicatori di perfomance dell attività penale svolta, per poter meglio comprendere l operato dell Ufficio giudiziario. Per quanto riguarda l ufficio del Gip/Gup, l indice dei procedimenti pendenti [(pendenti finali - pendenti iniziali)/pendenti iniziali] è risultato pari al 10,0%, l indice di ricambio (procedimenti definiti/sopravvenuti) è stato pari all 80,0%, mentre l Indice di assorbimento [procedimenti definiti / (pendenti iniziali + sopravvenuti)] si è assestato al 43,8%; in ultima analisi il consistente aumento 19

20 delle definizioni (+36,5%) non ha avuto come effetto la riduzione delle pendenze, in aumento del 9,6%, soprattutto a causa dell incremento delle iscrizioni durante l anno (16,5%). Tabella 11. Indicatori di performance, ufficio Gip/Gup, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Indicatore % Indice di ricambio (procedimenti definiti / sopravvenuti) Indice dei procedimenti pendenti [(pendenti finali - pendenti iniziali)/pendenti iniziali] Indice di assorbimento [procedimenti definiti / (pendenti iniziali + sopravvenuti)] +80,0% +10,0% +62,6% Situazione apprezzabile anche in fase dibattimentale, con un indice di ricambio positivo che ha determinato una diminuzione delle pendenze del 30%. L indice di assorbimento segnala che in dibattimento si è definito il 61,9% delle pendenze totali e che, quindi, parte del arretrato è stato smaltito. Tabella 12. Indicatori di performance, Dibattimento, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Indicatore % Indice di ricambio (procedimenti definiti / sopravvenuti) Indice dei procedimenti pendenti [(pendenti finali - pendenti iniziali)/pendenti iniziali] Indice di assorbimento [procedimenti definiti / (pendenti iniziali + sopravvenuti)] +136% - 30,1% +61,9% Per quanto riguarda i tempi medi di definizione delle sezioni penali, la durata media di definizione dei procedimenti penali si è attestata a 270 giorni per il GIP/GUP e a 730 giorni per il dibattimentale, dati che sicuramente sconfinano dal principio costituzionale sulla ragionevole durata, ma che tuttavia non si discostano dalla media nazionale degli altri Uffici Giudiziari. Tabella 13. Durata media dei procedimenti penali, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Sezione Tempo medio di definizione Gip/Gup Dibattimento 270 giorni 730 giorni Il dettaglio delle definizioni dei procedimenti per classi di durata permette di evidenziare come, complessivamente, più dell 80% dei procedimenti vengono definiti entro un anno dall iscrizione e, fra questi, più del 50% viene poi definita entro sei mesi. 20

21 Tabella 14. Procedimenti penali definiti per classe di durata, Tribunale di Cremona, A.G. 2009/2010 Tipo Entro 6 mesi Tra 6 mesi e 1 anno Tra 1 e 2 anni In oltre 2 anni Totale Gip Dib.nto monocratico Dib.nto collegiale Totale Totale % 41,23% 40,06% 13,70% 5,01% 100% 21

22 5. IL DIALOGO CON LA SOCIETÀ Un fattore di sviluppo globale dei servizi offerti al cittadino è senz altro rappresentato dallo sviluppo dei rapporti di cooperazione con tutti quei soggetti ritenuti portatori di interessi nei confronti dell Ufficio giudiziario. Il Tribunale di Cremona opera infatti in un contesto dove risulta fondamentale il dialogo con altri soggetti istituzionali presenti sul territorio e con alcuni di essi si è venuto ad instaurare un rapporto funzionale molto stretto, dove la reciproca collaborazione è necessaria ai fini di garantire un miglioramento dei servizi del Tribunale. A tal fine perciò si è fatta una mappatura degli enti e interlocutori con cui il Tribunale ha in corso collaborazioni per favorire l erogazione dei servizi. 5.1 INDIVIDUAZIONE DEGLI INTERLOCUTORI A fini descrittivi e di identificazione dei portatori d interesse più rilevanti, è possibile individuare tre macrocategorie: Interlocutori interni, soggetti che abitano l Ufficio giudiziario: a. Magistrati togati e GOT (Giudici Onorari del Tribunale); b. Personale delle cancellerie e altro personale amministrativo; c. UNEP (ufficiali giudiziari, in quanto facenti capo al Presidente del Tribunale ma slegati dall autorità amministrativa). Interlocutori intermedi, soggetti che partecipano in veste di ausiliari del giudice o collaboratori del personale amministrativo: a. CTU (Consulenti Tecnici d Ufficio: periti, interpreti ed altro personale ausiliario); b. Custodi; c. Stagisti, tirocinanti. Interlocutori esterni, soggetti pubblici e privati che hanno una interdipendenza funzionale rilevante rispetto all Ufficio giudiziario: a. Sistema Giustizia (Ministero della Giustizia, Uffici giudiziari, Giudice di Pace, UNEP); b. Pubbliche Amministrazioni (Agenzia delle Entrate, Ufficio territoriale del MEF, Conservatoria dei registri, catasto, rappresentanti politici di livello regionale, nazionale e comunitario); c. Enti locali (Regione, Provincia, Comune di Cremona, Aziende Sanitarie Locali, Camera di Commercio, Forme associative intercomunali); d. Istituzioni (Camera di commercio, Associazioni di categoria, Consiglio di Rappr. dei Sindaci, referenti distrettuali per la formazione dei magistrati, Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) del tribunale, Organizzazioni Sindacali Confederali); 22

23 e. Ordini professionali rilevanti (Ordine degli Avvocati, Associazione notarile, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, altri Ordini professionali e.g. medici, architetti, ingegneri, CTU e periti); f. Associazioni della società civile; g. Mondo della formazione (università, scuole superiori); h. Fornitori di beni e servizi al Tribunale (CISIA di Milano, Equitalia Esatri, servizi di custodia automobili sequestrate, servizio di protezione e prevenzione e medico competente, custodi, banche e fondazioni bancarie); i. Altri interlocutori (media, interlocutori in ambito ambientalista e cittadini, nella veste di utenti -ad es. della Volontaria Giurisdizione- ma anche in qualità di abitanti della comunità locale di riferimento). 5.2 LE COLLABORAZIONI ATTIVE Sulla base dell individuazione dei precedenti interlocutori, vengono esplicitati qui di seguito i soggetti con cui il Tribunale di Cremona ha maggiormente sviluppato azioni di collaborazione. La politica di fondo, attuata dal Tribunale di Cremona, segue un ottica di cooperazione con i propri portatori di interessi. L attività della dirigenza e delle cancellerie ha costituito un punto di riferimento nell interazione con gli interlocutori interni, esterni ed intermedi. Coerentemente con l impostazione metodologica del Bilancio Sociale, che prevede l utilizzo della matrice della pianificazione strategica, di seguito si passano in rassegna le politiche che si sono sviluppate nel periodo di riferimento, dando indicazione degli obiettivi raggiunti e delle azioni che ne hanno determinato il successo, nonché degli interlocutori coinvolti LE AZIONI DI COLLABORAZIONE REALIZZATE Le azioni di collaborazione realizzate dal Tribunale nell A.G.2009/2010 sono elencate nel prospetto seguente: Obiettivi della collaborazione Rendere un servizio civile di pubblica utilità, in sostituzione a pene detentive Migliorare la trasmissione di atti e comunicazioni, riducendo gli scambi cartacei tra uffici/istituzioni Ente Comune di Cremona CISIA Azioni Stipulazione di una convenzione in data 6 febbraio 2009, che permette la possibilità di esercitare la conversione della pena Interlocutore di riferimento per i Sistemi Informativi Automatizzati (dotazioni hardware, software). Dotazione della P.E.C., Posta Elettronica Certificata, per effettuare notifiche e comunicazioni telematiche in materia civile con gli avvocati (in attesa dell autorizzazione ex art. 51 D.L. 25/06/2008 n.112 prevista nell ambito del P.C.T.) 23

24 Obiettivi della collaborazione Porre rimedio alle scoperture d organico, favorendo la formazione degli studenti coinvolti Favorire l accesso informatizzato dei soggetti esterni ai servizi e alle informazioni del Tribunale Sviluppare il P.C.T., attraverso la digitalizzazione degli atti e l aggiornamento dei sistemi Favorire il dialogo e la condivisione di linee guida strategiche tra le istituzioni del territorio Aumentare l efficienza dei servizi, contribuendo a rafforzare le collaborazioni con il territorio Ente Ordine degli Avvocati Università degli Studi di Brescia Istituto d Istruzione Superiore Arcangelo Ghisleri Istituto Tecnico Commerciale E. Beltrami Istituto di Istruzione Statale Luigi Enaudi Liceo Ginnasio Statale D. Manin Asteimmobili Asteimmobili Anffas Cremona Comune di Cremona Provincia di Cremona ASL Cremona Regione Lombardia Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori Associazioni di volontariato collegate alla Volontaria Giurisdizione (ANFFAS) Università Sacro Cuore Piacenza Azioni Convenzione per la formazione e l'orientamento dei praticanti avvocati, i quali, previa presentazione di specifica domanda, sono ammessi ad espletare un periodo di tirocinio pratico all interno delle Cancellerie del Tribunale per un periodo non superiore ai tre mesi Convenzione per lo svolgimento di tirocini formativi, della durata di tre mesi, per studenti di giurisprudenza e di economia, iscritti ai corsi di laurea o neo-laureati da non più di 15 mesi, al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro Progetto Alternanza Scuola-Lavoro : progetto formativo rivolto a studenti maggiorenni, che svolgono servizio di chiamata all udienza penale dibattimentale. Il Tribunale si impegna a favorire la formazione degli allievi e a verificarne la presenza secondo gli orari concordati, mentre sono a carico degli Istituti superiori le polizze assicurative contro gli infortuni e per la responsabilità civile per gli studenti. L inserimento dei tirocinanti nell ambiente lavorativo è volto a favorire la loro comprensione della struttura organizzativa, delle procedure, delle modalità operative e delle relazioni professionali interne ed esterne alla struttura giudiziaria, in modo tale da far maturare nel tirocinante capacità di apprendimento, capacità di inserimento in situazioni lavorative, flessibilità, correttezza, puntualità e disponibilità alla collaborazione Aggiornamento del sito del Tribunale, in accordo alle direttive ministeriali Gestione completa della pubblicità delle aste giudiziarie immobiliari e mobiliari tramite i principali canali di comunicazione ed Internet Giugno Supporto alle attività di digitalizzazione delle cancellerie, svolto da personale di Aste immobile, che sarà dedito ad attività di data entry per il registro informatico delle esecuzioni SIECIC, al relativo lavoro di scansione, di assistenza on-site e di formazione a degli addetti del Tribunale, per il tempo occorrente allo smaltimento dei fascicoli pregressi. Per favorire questi obiettivi Aste immobili mette anche a disposizione, a titolo gratuito, apparecchiature hardware, nell ambito del più ampio servizio di pubblicità delle vendite giudiziarie 16/02/2011, Convegno Ieri Oggi Domani - 7 anni di amministrazione di sostegno sul tema dell'istituto, ai fini di condividere strategie e azioni intraprese sul territorio e per sviluppare una comune linea d azione basata sulle esigenze delle fasce più deboli della popolazione Convenzione avente per oggetto la prestazione d opera di volontari in attività di cancelleria Convenzione avente per oggetto l attivazione di tirocini formativi per studenti di economia e giurisprudenza (Convenzione condivisa tra le istituzioni, ma la cui entrata in vigore è prevista per ottobre 2011) 24

25 6. PROSSIMI PASSI Questo primo documento vuole essere un punto di partenza per riflettere in maniera strutturata sulle relazioni e sugli impegni presi dal Tribunale nei confronti del proprio territorio di riferimento, nonché per valutare insieme agli interlocutori rilevanti per il Tribunale la possibilità di sviluppi futuri di cooperazione. Come descritto nel capitolo precedente, alcune delle politiche delineate saranno oggetto di ulteriore sviluppo ed attuazione nell anno corrente ed il gruppo di lavoro sarà posto a definizione dei livello obiettivo e a monitoraggio dell effettivo raggiungimento degli stessi. 25

26 7. ALLEGATI 7.1 GLOSSARIO Di seguito si propone un breve glossario dei principali termini impiegati nel documento. Termini utilizzati BILANCIO SOCIALE INDICATORE OBIETTIVO MATRICE DELLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA POLITICA Definizione Documento volontario esito di un processo con il quale l organizzazione rende conto degli impegni, degli obiettivi, delle attività, dei risultati, dell impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l organizzazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale Strumento impiegato per misurare un fenomeno. Ogni indicatore è composto da una precisa definizione e da un unità di misura che potrà essere semplicemente numerica, monetaria (espressa in Euro) o fisica (espressa in grandezze di distanza, volume, peso, ecc ) Meta da raggiungere che esplicita e rende misurabile una politica Prospetto che descrive le politiche del Tribunale, degli obiettivi perseguiti nell ambito degli stessi e delle azioni intraprese per raggiungerli, nonché degli interlocutori coinvolti per ciascun intervento Impegno generale assunto nei confronti di un portatore d interesse 7.2 FONTI DEI DATI Per la predisposizione del presente documento si è fatto riferimento specifico a diverse fonti sia interne che esterne al Tribunale, nonché alle analisi effettuate nella prima fase del progetto Innovagiustizia. Molte delle fonti e dei materiali inseriti nel presente documento sono disponibili sul sito internet del Tribunale (www.tribunale.cremona.it) e nel sito del Progetto Innovagiustizia (www.tribunali-lombardia.it). Tra i documenti utilizzati: Corte d Appello di Brescia, Relazione della Presidente Graziana Campanato sull amministrazione della giustizia nel distretto di Brescia nel periodo dall al ; CCIAA di Cremona, Documenti vari scaricabili dal sito internet della CCIAA di Cremona; ISTAT, Sistema Informativo Territoriale sulla Giustizia, Tribunale Ordinario di Cremona, Statistiche ufficiali trasmesse dal Tribunale al Ministero della Giustizia. 26

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