L ATTIVITA ISTITUZIONALE PREMESSA

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1 DOCUMENTO PROGRAMMATICO PREVISIONALE PER L ESERCIZIO 1 GENNAIO DICEMBRE 2015

2 L ATTIVITA ISTITUZIONALE PREMESSA La programmazione dell attività 2015 presenta importanti novità, pur nel segno di una continuità operativa e di approcci, che fanno parte delle caratteristiche di flessibilità e contemporaneamente di stabilità connaturate all ente. L arretramento complessivo del sistema economico che non ha mostrato gli attesi primi cenni di ripresa nel 2014 continua tuttavia a porre al centro l esigenza della ricerca di strumenti che concorrano alla tenuta della struttura sociale, nonché di una migliore qualificazione culturale formativa e sociale della popolazione, di cui porzioni ancora più ampie vivono in situazioni di deterioramento delle condizioni di vita ormai bene oltre le soglie di resistenza, e di individuazione di strumenti innovativi di intervento su tutti questi temi. Il passaggio ad una diversa forma di impostazione dell attività, esposto sopra, consente peraltro di programmare il pannello di iniziative ed interventi della fondazione su una base più sicura che per l addietro, consentendo di dispiegare disponibilità assegnate al diretto svolgimento dell attività istituzionale pari a di euro: un livello paragonabile a quello dello scorso esercizio ed anzi, per quanto legato a specifiche contingenze operative, leggermente superiore. Il perseguimento negli anni di politiche di intervento oculate permette alla Fondazione di continuare a sostenere il territorio, modificando le forme di intervento in funzione dell evolversi delle esigenze e priorità. Peraltro nel 2015 potrebbe intervenire una riduzione delle erogazioni, rispetto all importo prospettato, a seguito della possibile approvazione del provvedimento contenuto nel disegno della c.d. legge di stabilità, attualmente in discussione alle Camere, che prevede una maggiore imposizione fiscale sui dividendi percepiti dalle Fondazioni nel La sfida che la Fondazione si trova ad affrontare implica la ridefinizione di molti indirizzi ed obiettivi e vien condotta in maniera il più possibile flessibile ed adattiva, soprattutto rivalutando e aggiornando i progetti propri che saranno confermati, così come avviandone di nuovi od imprimendo nuovi orientamenti nella definizione dei criteri di selezione delle iniziative. Le innovazioni si sviluppano quindi prevalentemente nell ambito di un ampia proposta di sostegno al territorio articolata nei programmi conosciuti, che mantengono gli obiettivi di fondo, ma rinnovano le azioni e le modalità di approccio. Al centro di tutta l impostazione permane la volontà di valorizzare la persona nel suo contesto sociale ed ambientale, con l obiettivo di costruire le competenze in grado di sviluppare le risorse del capitale sociale e le capacità di relazione che fondano una società integrata ed inclusiva. 1

3 La Fondazione CRT mantiene un approccio diversificato alle istanze emergenti, continuando una tradizione di concretezza che si caratterizza per il sostegno alle numerose realtà attive sul territorio delle regioni Piemonte e Valle d Aosta, per il raccordo con gli enti territoriali e con i maggiori attori locali e per la capacità di proporre progetti direttamente elaborati e gestiti sulla base di indirizzi programmatici di lungo periodo, ma anche per la consapevole attenzione alle esperienze da cogliere a livello internazionale e per lo sviluppo di modelli di gestione efficaci ed innovativi. In ogni caso, nel 2015 la Fondazione cercherà di dare priorità agli interventi in grado di promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio, in tutti i settori di intervento della Fondazione, sia a ricaduta diretta sul tessuto economico locale, sia indiretta attraverso interventi che, sotto diverse forme, generano/mantengono l occupazione. Sarà inoltre promossa attivamente la costruzione di reti e circuiti sul territorio, con l obiettivo di razionalizzare l utilizzo delle risorse, con la concentrazione delle stesse sui soggetti non profit capaci di organizzarsi in pool e di compattare la propria offerta di attività senza per questo snaturarne i contenuti originali ed innovativi. Infine, nell ambito del sostegno alle istituzioni rilevanti del territorio, saranno attivate le necessarie verifiche di priorità con gli enti istituzionali e per il proseguimento del processo di razionalizzazione delle forme di intervento; d altra parte sarà posta particolare attenzione agli interventi nei quali risulta determinante il ruolo della Fondazione da porre in evidenza con forme di comunicazione da concordare preventivamente con gli enti. IL TERRITORIO DI RIFERIMENTO Tra 2014 e 2015: congiuntura difficile e profonde evoluzioni strutturali Dopo un anno ancora molto difficile, il 2013, per l economia italiana e piemontese, mitigato verso il finale da segnali di normalizzazione accompagnati da debolezza, anche il 2014, pur in recupero, si delinea ormai con un profilo negativo, nel quale si inseriscono oltre tutto preoccupazioni legate alla politica internazionale. Appare ormai chiaro che, a meno di fenomeni miracolosi, il ritorno alla crescita e alla occupazione sarà molto graduale. Il territorio piemontese La crescita del PIL regionale piemontese nel 2013 è rimasta negativa, con un calo dell 1,8%, più o meno in linea con il dato nazionale, ma peggiore rispetto a molte altre regioni settentrionali. Le previsioni delle imprese piemontesi per il 2014, secondo l indagine congiunturale di Confindustria Piemonte nel settore manifatturiero, denotano una persistente difficoltà in un quadro che permane negativo, con un cambio di marcia in peggioramento dei saldi fra previsioni favorevoli e sfavorevoli. Si conferma il tono più espansivo degli ordini dall estero, che, tuttavia, non segnano una netta ripresa, in un contesto, invece, molto negativo per quanto riguarda la domanda interna. ll tasso di utilizzo della capacità produttiva si attesta attorno al 70%, inferiore ai livelli normali, anche se nettamente superiore ai valori critici della crisi , e nella propensione a 2

4 investire si avverte qualche segnale di recupero, almeno fino al terzo trimestre dell anno; è significativo, tuttavia, il fatto che entrambe queste grandezze, forse le più importanti nel segnare la prospettiva e la fiducia verso il futuro del sistema locale delle imprese, dopo il 2008 non siano mai tornate al di sopra dei livelli pre-crisi. Le attese occupazionali sono orientate in negativo anche se sembrano migliorare quelle relative al ricorso alla Cig, anche qui fatto salvo un verosimile nuovo peggioramento nelle ultime settimane del Il numero di procedure di assunzione segna il minimo degli ultimi otto anni, scendendo al di sotto del livello registrato nell anno 2009, quando il primo impatto della crisi aveva congelato i processi di turn over della manodopera. Rispetto al 2008 ci sono avviamenti in meno, con una flessione nominale del 21%, ma che si avvicina al 50% se si misura il volume di lavoro attivato, che sintetizza il peso effettivo, in termini di giornate lorde di lavoro a tempo pieno, previste o prevedibili, delle assunzioni effettuate. Le persone in cerca di occupazione sono costantemente aumentate dal 2008 ad oggi, con un certo rallentamento solo tra il 2010 e il 2011, al ritmo medio di disoccupati in più all anno, da unità nel 2008 si è arrivati a nel 2013 (+113%), con un tasso di disoccupazione che dal 5% supera per la prima volta la soglia del 10%, unico caso finora nell Italia del nord. Il ricorso agli ammortizzatori sociali si mantiene su livelli altissimi, inimmaginabili nel periodo pre crisi: per il 2013 il bilancio corretto dalle distorsioni risulta in sostanziale pareggio rispetto al 2012, con una richiesta attestata intorno a 143 milioni di ore. Le immissioni nella lista di mobilità in seguito a procedure di licenziamento collettivo, negli ultimi anni relativamente stabili, aumentano ora del 18%, superando le unità, principalmente per la crescita degli esuberi di personale da imprese in fallimento. La Valle d Aosta È opportuno offrire anche qualche considerazione al riguardo anche del territorio valdostano che, come è noto, rientra nel perimetro statutario di intervento della Fondazione CRT (ma che vede operare la Compagnia di San Paolo e talvolta anche Fondazione Cariplo su iniziative legate alla montagna). L occasione di aprire questa riflessione è data, dalla redazione nel 2014 di due studi incentrati su congiuntura e struttura dell economia valdostana, una a cura del Censis, l altro dell Ires Cgil. Dal punto di vista dell andamento dell ultimo anno, si assiste ad un ritorno lievemente in positivo del tasso di crescita del PIL regionale, trainato quasi esclusivamente dal comparto dei servizi, senza apprezzabili riflessi sulla occupazione. Si tratta di un andamento in continuità con il profilo assunto nell ultimo quinquennio, nel quale l economia regionale ha sofferto il ciclo economico, ma mediamente meno del Piemonte e del Nord Ovest in generale. Sul piano strutturale, tuttavia, entrambi gli studi sottolineano i rischi connessi ad una evoluzione assai vischiosa del tessuto economico e sociale: essi non dipendono solo da componenti demografiche o territoriali, ma anche, se non soprattutto, da precisi indirizzi perseguiti, che vedono prevalere la rendita immobiliare rispetto all investimento nelle imprese, ed un peso tuttora esorbitante della componente pubblica nell economia. Per 3

5 converso organizzazione ed entità del welfare configurano un apprezzabile ed interessante processo di evoluzione verso un welfare di tipo comunitario piuttosto che verso un modello gestito con i canoni tradizionali del welfare pubblico. Le fondazioni di origine bancaria Sembra utile, a commento di questi dati, proporre alcune considerazioni più direttamente inerenti le implicazioni che esse hanno sui programmi e le attività delle fondazioni nei prossimi anni, alcune delle quali già proposte nel contesto dell Osservatorio Fondazioni 2014, predisposto nel corso dell estate dall Associazione delle fondazioni bancarie piemontesi. Preliminarmente occorre sottolineare che sarà difficile, nel prossimo futuro, fare molto meglio di così. Come riportato nell Osservatorio, certamente lo sforzo verso l estero potrà portare a risultati ancora migliori, ma senza la ripresa della domanda e degli ordini interni, sul piano della politica economica nazionale, non ci si allontanerà troppo da queste prestazioni. Il punto è che in questi anni la struttura dell industria e in generale dell impresa in Piemonte è drammaticamente cambiata, frantumando complessivamente la dimensione delle aziende, la cui competitività sui mercati esteri risulta per forza limitata, o comunque anche nei migliori dei casi incapace di trasformarsi in crescita occupazionale rilevante. Basti pensare e si tratta di un dato veramente impressionante che secondo gli ultimi dati disponibili (2011) solo lo 0,5% delle imprese attive in Piemonte ha più di 50 addetti, proporzione che verosimilmente tra 2011 e 2014 è ulteriormente calata, e che oltre il 95% di esse ha meno di 9 addetti. E impossibile che una struttura di imprese di questa dimensione riesca ad ottenere sui mercati esteri prestazioni in grado di incidere, o addirittura rovesciare, le influenze negative che provengono da ordinativi interni che procedono con il contagocce. A riprova di queste considerazioni le indagini congiunturali recenti consolidano un quadro migliore per le aziende di maggiori dimensioni e per quelle che esportano (a loro volta correlate tra loro). È opportuno, in questo contesto, porsi qualche interrogativo sulle linee di azione delle fondazioni bancarie. Esse, nell ambito delle operazioni mission oriented hanno sempre manifestato attenzione al rapporto con le economie locali, operando in misura diversa e con strumentazioni diverse, anche sul versante degli investimenti, a promozione di un salto di qualità del tessuto economico. Ma una struttura dell economia così intensamente polverizzata riduce le opportunità di effettive e credibili collaborazioni, oltre ad abbattere la platea di potenziali interlocutori per operazioni sul versante del capitale. Peggiora il quadro la persistente diffidenza di queste minuscole imprese rispetto a forme di collaborazione in rete effettivamente strutturate. La strumentazione incentrata sulla partecipazione a fondi di private equity, a questo punto, se vuole ricercare l efficacia nello smuovere la capacità industriale regionale, deve forse privilegiare ulteriormente le start up competitive e il seed capital, rispetto a forme più evolute ma meno realistiche nel contesto locale. Anche sul tema del lavoro, la politica delle fondazioni è posta in discussione dal perdurare di questo clima incerto e pessimistico. Si tratta, tra l altro, di un tema di particolare 4

6 importanza per la Fondazione CRT, che proprio in questo campo ha avviato nei mesi scorsi due progetti innovativi Talenti per l Export ed Iniziativa Lavoro entrambi caratterizzati dal tentativo di superare un approccio di stampo assistenziale e creare un ponte tra giovani, fasce deboli e le imprese dotate di qualche prospettiva occupazionale. Nel fare questo, vi era confidenza su una ripresa dell economia locale maggiormente consolidata rispetto a quanto sembra emergere in queste ultime settimane. Nel corso dell autunno si capirà meglio se il quadro generale permetterà comunque un loro esito soddisfacente o sarà necessario riconsiderare il perimetro del contesto di incertezza nel quale ci si muove. Sempre a proposito di lavoro, è utile richiamare in questa sede i trend strutturali che in questi anni hanno profondamente cambiato la realtà con la quale si è chiamati a confrontarsi. Alla persistente bassa qualificazione formativa e scolastica della forza lavoro piemontese, che nonostante più di un ventennio di utilizzo di fondi europei ed iniziative innovative e di ricerca mantiene un tenace e consistente zoccolo duro, con riflessi ormai chiaramente individuabili in termini di produttività e traiettorie di sviluppo, si affianca ora il fenomeno dell invecchiamento accelerato della forza lavoro occupata. La tutela dei lavoratori occupati, la riforma delle pensioni, il blocco del turn-over divenuto un rigidissimo blocco amministrativo in molti comparti del settore pubblico allargato, complici i provvedimenti relativi alla finanza pubblica le esitazioni marcate nell investire in formazione su nuova manodopera, che si presume di non riuscire a trattenere, hanno avuto conseguenze di ampia portata, che in pochi anni hanno trasformato in profondità la forza lavoro occupata. Utilizzando le fonti INPS, è possibile evidenziare con chiarezza quanto accaduto: nel quinquennio della crisi tra 2008 e 2012, i lavoratori occupati di età superiore ai 60 anni sono circa il 3% del totale, ma sono aumentati in Piemonte del 45%, a fronte di un calo del 27% dei giovani assunti sotto i 24 anni, che sono circa l 8% del totale. Nella fascia tra 45 e 60 anni, gli addetti sono aumentati del 16%, a fronte di una flessione del 20% circa tra 25 e 35 anni. Significativamente, nel settore dei servizi pubblici locali, particolarmente colpiti dal blocco del turn-over, nel quinquennio gli addetti oltre i 60 anni sono aumentati del 123%, mentre i più giovani sono scesi di oltre il 20%. Senza entrare nel merito dei singoli comparti produttivi, è tuttavia chiaro che questa situazione presenta non pochi aspetti assolutamente critici, anche dal punto di vista degli effetti sociali, che prima o poi interpelleranno le strategie di intervento delle fondazioni. È evidente l impatto sulla capacità di innovare tecnologicamente ed organizzativamente la produzione di beni e servizi, tanto più a fronte di pratiche formative da sempre in difficoltà ad agire su fasce di età avanzate, con un effetto in ultima analisi deleterio sulla produttività. Altresì chiaro è il rischio di affidare compiti e attività impegnative sul piano psico-fisico ad addetti non più in grado di ricoprirle con la stessa efficacia: nel campo dei servizi locali, e della sicurezza pubblica, vi sono ormai segnali netti in questo senso. Infine, c è il rischio che quando intere coorti di addetti giungeranno alla pensione, alle spalle si apra improvvisamente un buco rilevante di personale disponibile, con conseguenze importanti sull offerta di determinati beni e servizi. Una riflessione tempestiva, seppure traguardata sul medio termine, da parte delle fondazioni circa le sfide che esse si 5

7 troveranno ad affrontare in conseguenza di questo complesso insieme di fenomeni sarebbe certamente auspicabile. Buona invece la situazione sul fronte del turismo. In un contesto nazionale che da ormai diversi anni registra un trend negativo del comparto (i viaggi con pernottamento degli italiani calano del 19,8% rispetto al 2012, il valore peggiore della UE), la situazione piemontese appare in controtendenza, con 4,2 milioni di arrivi, appena uno 0,03% in più rispetto al 2012, ma con 13 milioni di presenze (+2,22%). Decisivi i flussi provenienti dai paesi confinanti soprattutto via auto. Prima di concludere questo paragrafo, merita un cenno anche una terza area nella quale l impegno attivo della Fondazione nei prossimi mesi avverrà in un contesto di forte evoluzione. Con l apertura dell Expo 2015, infatti, saranno numerose le occasioni nelle quali l apporto fattivo delle Fondazioni contribuirà a sostenere le ambizioni di Torino e del Piemonte di attrarre flussi di visitatori, di suscitare interesse attorno ai propri patrimoni ambientali, storici e culturali, di innescare investimenti dall estero verso la nostra regione. Questa importante opportunità avviene, tuttavia, proprio mentre si va delineando un processo di riorganizzazione di servizi ed infrastrutture nel campo dei trasporti, delle comunicazioni, ma non solo - che coinvolge l insieme del Nord Ovest, Torino, Milano, prefigurando a breve termine un nuovo assetto dei rapporti e delle gerarchie urbane in questo territorio. Accanto ad esso, inoltre, deve essere ricordato il parallelo e veloce processo di riordino istituzionale, che entro fine anno vedrà la nascita delle città metropolitane a Torino e Milano, e il contestuale riordino del governo di area vasta nel resto del territorio. Sono vicende, sia quelle determinate da evoluzioni di natura industriale e finanziaria sia quelle di carattere istituzionale, attorno alle quali sarà inevitabile avviare una riflessione attenta, capace di illuminare tempestivamente i futuri orientamenti di medio periodo. MISSION DELLA FONDAZIONE La Fondazione persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico ( ) prevalentemente ( ) nell ambito delle Regioni Piemonte e Valle d Aosta, che ne rappresentano il territorio di tradizionale operatività 1. La Fondazione CRT sviluppa e realizza questa missione attraverso le proprie attività in tutti gli ambiti in un ottica di autonomia e complementarietà reale rispetto all attività degli enti pubblici, con cui ha sempre attivamente collaborato, e punta a sostenere i soggetti del privato sociale in una prospettiva di collimazione con le strategie disegnate dai decisori pubblici. Questo ruolo si estrinseca innanzitutto nel promuovere l apporto che le attività non profit danno alla vita sociale ed economica del territorio cercando di coglierne e svilupparne gli aspetti che appaiono più promettenti in una logica di dialogo e collaborazione con le 6

8 istituzioni locali, rispetto alle quali un soggetto privato può agire con maggiore flessibilità e assumere profili di rischio più ampi nella sperimentazione di interventi innovativi. La Fondazione CRT si pone così quale facilitatore di network e di sperimentazione anche sociale con una capacità intrinseca di identificare i limiti e le potenzialità del proprio intervento e di proporsi come partner ai soggetti pubblici e alle organizzazioni non profit nel rispetto dei rispettivi compiti. Questo ruolo consente alla Fondazione di promuovere la propria operatività trasformandola in una risorsa percepita ed attivamente utilizzata dalle realtà agenti sul territorio, raggiungibile grazie ad una gestione trasparente della sua fondamentale attività grant making, ottenuta: - comunicando sempre più largamente gli obiettivi e le modalità dei propri interventi; - sviluppando progettualità propria, non concorrente né sostituiva rispetto agli operatori già attivi, ma semmai volta ad esplicitare meglio i propri obiettivi e a favorire una larga convergenza sugli stessi; - indirizzandosi sempre più decisamente a valorizzare le risorse umane e soprattutto ad investire nelle giovani generazioni allo scopo di liberarne il talento; - agendo con responsabilità nei confronti della propria comunità di riferimento sia in relazione all entità delle risorse messe in campo sia in relazione alla loro replicabilità futura; - promuovendo investimenti nel sociale e nella ricerca capaci di generare autonome crescite e capacità gestionali future senza ricorso automatico al grant system. A questa missione è incardinata una visione semplice e ambiziosa: valorizzare la crescita umana e civile della persona nel suo contesto sociale ed ambientale, con l obiettivo di capitalizzare così per il futuro gli investimenti compiuti e di creare le risorse in grado di sviluppare quelle capacità di relazione che stanno alla base di una società integrata ed aperta, connettendo creativamente e criticamente legami sociali e scambio con altre esperienze e realtà internazionali. SETTORI E MODALITA DI INTERVENTO SETTORI DI INTERVENTO Ai sensi dell art. 1 del D.Lgs 153/99 e successive modificazioni e integrazioni, la Fondazione definisce quali settori rilevanti della propria attività, cui destina la parte prevalente delle proprie risorse (anche nel rispetto del limite minimo stabilito dall art. 8, comma 1, lett.d), del D.Lgs 153/99): 1. salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa, 2. arte, attività e beni culturali, 3. educazione, istruzione e formazione, incluso l acquisto di prodotti editoriali per la scuola, 4. ricerca scientifica e tecnologica, 5. volontariato, filantropia e beneficenza. 7

9 La Fondazione opera anche in altri due settori ammessi in base alla vigente normativa, cui destinerà le residue risorse: - protezione civile, - sviluppo locale ed edilizia popolare locale. La ripartizione delle risorse fra i settori tende ad assicurare a ciascuno di essi capacità adeguate a mantenere i livelli d attività ed a sviluppare nuove forme progettuali, ove possibile attraverso la riformulazione di quelle esistenti ed implementate. La Fondazione al di là dei settori individuati a termini di legge ritiene utile adottare la tripartizione secondo le macroaree d intervento nelle quali i singoli settori si iscrivono. MODALITÀ DI INTERVENTO L attività istituzionale della Fondazione si articola in tre diverse modalità di intervento: Sostegno alle istituzioni rilevanti del territorio (cd Programmi Istituzionali) Si compongono di due nuclei fondamentali: il finanziamento di attività di rilievo, di norma in collaborazione con le istituzioni locali, che hanno assunto carattere di impegno nei confronti della comunità locale; le erogazioni a carattere ricorrente destinate al supporto di un numero limitato di istituzioni eccellenti operanti in diversi campi di attività ed articolate sul territorio, individuate dal Consiglio di Amministrazione. Progetti propri della Fondazione (cd Programmi Specifici) I progetti propri traducono in linee operative gli indirizzi strategici sia nella predisposizione di progetti ideati, gestiti e valutati in proprio o in collaborazione con partner appositamente selezionati sia nella direzione di erogazioni mirate a progetti di terzi rientranti nei programmi individuati dalla Fondazione. Richieste ed iniziative del territorio (cd Programmi Settoriali) Accolgono il complesso delle attività erogative che esulano dal sostegno alle istituzioni eccellenti e possono non essere integrate nei programmi elaborati dalla Fondazione: queste attività si incaricano di interpretare le proposte rientranti negli ambiti di intervento della Fondazione o di sostenere il microcosmo associativo cui la Fondazione da sempre fornisce supporto nel riconoscimento del determinante e positivo ruolo svolto nella struttura sociale delle regioni Piemonte e Valle d Aosta. La destinazione delle risorse assicura nel suo complesso la sostenibilità dei progetti propri della Fondazione, che rappresentano la voce più rilevante in assoluto e normalmente anche nei singoli settori, la continuità del sostegno alle istituzioni del territorio, particolarmente concentrato nell area dell Arte e Cultura e del Welfare e Territorio, nonché una equilibrata dotazione per il sostegno alle richieste del territorio distribuita fra tutti i settori. 8

10 LE RISORSE PER IL 2015 AREE E SETTORI DI INTERVENTO Settori di intervento DPP 2014 DPP 2015 Var % AREA ARTE E CULTURA Arte, attività e beni culturali (SR) Interventi straordinari per il rinnovo di impegni pluriennali di spesa su istituzioni rilevanti del territorio nell ambito del settore Arte, attività e beni culturali n.a. AREA ISTRUZIONE E RICERCA Educazione, istruzione e formazione (SR) ,0 Ricerca scientifica e tecnologica (SR) ,5 AREA WELFARE E TERRITORIO Volontariato filantropia beneficenza (SR) ,6 Salute pubblica (SR) Protezione Civile (SA) Sviluppo locale (SA) Totale ,5 MODALITÀ DI INTERVENTO Area di programmazione DPP 2014 DPP 2015 Var % Supporto istituzioni del territorio (cd programmi istituzionali) Progetti propri della Fondazione (cd programmi specifici) Iniziative e richieste del territorio (cd programmi settoriali) , , ,1 Totale ,5 2 SR = Settore rilevante SA = Settore ammesso (come definita dal D.Lgs. 153/1999 e successive modificazioni). 9

11 DEFINIZIONE DELLE PRIORITÀ DI INTERVENTO Priorità generali Nel 2015 la Fondazione CRT richiama al centro della sua attività l assoluta priorità agli interventi in grado di promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio. Le priorità di intervento saranno dettate tenendo conto di alcuni focus operativi generali: Rafforzamento e razionalizzazione ulteriore delle proposte di bando, per una maggior focalizzazione degli interventi; Sviluppo di reti e circuiti sul territorio, soprattutto negli ambiti di più consistente presenza di realtà di associazionismo e volontariato locale di piccole dimensioni anche con opportuni affinamenti/adeguamenti dei criteri di selezione atti a dare priorità nell assegnazione delle risorse; Concentrazione degli interventi sul finanziamento di progetti mirati, conformi alle linee di intervento della Fondazione, piuttosto che a forme generiche di sostegno attività; Attenzione all evoluzione delle modalità di intervento degli enti, favorendo quelli capaci di cogliere le diverse potenzialità offerte (es. accesso ai fondi europei, nazionali, regionali, ecc.); Promozione della capacità degli enti di autofinanziamento sulle diverse forme di raccolta fondi (strumenti complessi, uso nuove piattaforme, fidelizzazione, ecc.), favorendo la formazione sui meccanismi di fund raising ad ampio spettro, anche attraverso il ripensamento delle metodologie e degli approcci sperimentati con Sapere donare; Evoluzione delle forme di comunicazione delle iniziative della Fondazione e definizione di processi di comunicazione integrata, in particolare con i soggetti ai quali la Fondazione assicura sostegno strategico; Rafforzamento dei meccanismi di conoscenza degli ambiti di intervento attraverso una ripresa di attenzione al contesto operativo dei vari progetti; Implementazione di processi di valutazione generale delle politiche attuate, attraverso la raccolta sistematizzata di informazioni di monitoraggio sui singoli interventi ed il disegno di approcci di valutazione sulla base delle esperienze esistenti, tanto a fini di calibrazione dei programmi quanto a quelli di rendicontazione sociale. Priorità nelle Aree di intervento Nelle singole aree di intervento saranno inoltre definite le seguenti priorità: Area Arte e Cultura L Area presidia la conservazione, valorizzazione e animazione del patrimonio e dell ambiente relazionale nel quale si realizza la vita sociale del territorio nella sua diversità. 10

12 Nel 2015 saranno considerati in particolare i seguenti focus operativi: 1. Istituzioni rilevanti del territorio razionalizzazione degli interventi, favorendo la messa a sistema delle diverse realtà locali ed il conseguimento di economie di scala; 2. Progetti propri Arte contemporanea: conferma del sostegno alla Fondazione per l Arte Moderna e contemporanea CRT; Esponente: conferma del sostegno a progetti di valorizzazione delle arti visive rilevanti per il territorio; Restauri e Cantieri Diffusi: sostegno agli interventi di restauro e recupero del patrimonio storico, artistico e architettonico diffuso sul territorio di riferimento della Fondazione, con attenzione particolare ai beni oggetto di intervento messi a disposizione della collettività in via continuativa o per periodi significativi; Not&Sipari: conferma del sostegno agli spettacoli dal vivo (musica, teatro, danza); Confluenza dei progetti già afferenti i bandi Lumière in Not&sipari o fra le richieste ed iniziative del territorio e di quelli già in Novemuse fra le richieste ed iniziative del territorio; 3. Richieste e iniziative del territorio Focus sulle iniziative di maggior pregio, in grado di accrescere la capacità attrattiva dei territori valorizzandone le diverse specificità; Premiare la capacità di estendere l ambito territoriale degli interventi, la creazione di sinergie, l utilizzo di nuove forme di auto finanziamento. Area Ricerca e Istruzione L Area curerà il rafforzamento dei programmi che valorizzano la crescita umana, culturale, civile e sociale della persona, attraverso progetti formativi mirati a offrire risorse qualificate e con esperienza all estero alle imprese del territorio, sviluppo delle capacità imprenditoriali, nonché progetti di ricerca e formazione in grado di mantenere elevate ed accrescere le competenze del territorio. 1. Istituzioni rilevanti del territorio Prosecuzione della razionalizzazione degli interventi, ricomprendendo tutte le forme di sostegno alle istituzioni più rilevanti in apposite convenzioni, individuando piani di azioni e priorità in accordo con gli enti; 2. Progetti Propri Diderot: continuo adeguamento dei contenuti dell ampio piano formativo offerto agli istituti scolastici; Atenei: conferma del sostegno al sistema degli atenei del Piemonte e della Valle d Aosta; Lagrange: promozione dell innovazione e della ricerca, in collaborazione con Fondazione ISI e il coinvolgimento di prestigiosi centri di ricerca internazionale per la competitività del territorio; Talenti (Neodiplomati, Neolaureati, per l Impresa, per l Export, Musicali): rafforzamento ed evoluzione dell offerta formativa ed esperienziale all estero in funzione delle mutate condizioni economico/sociali ed esigenze del territorio (a parità di risorse finanziarie impegnate); 11

13 Talenti Società Civile: ulteriore razionalizzazione del bando attivato con la Fondazione Goria con focus sui progetti di ricerca di maggior valore per lo sviluppo economico e sociale del territorio; 3. Richieste e iniziative del territorio Focus su iniziative maggiormente efficaci nel proprio ambito territoriale a rispondere ai bisogni; Premiare la capacità di adeguare gli interventi ai bisogni del territorio, la capacità di creare sinergie, l utilizzo di nuove forme di auto finanziamento. Area Welfare e Territorio L Area proseguirà nell evoluzione e nella razionalizzazione degli interventi per la sostenibilità del sistema ed in risposta alle tensioni e difficoltà economico-sociali. 1. Istituzioni rilevanti del territorio prosecuzione della razionalizzazione degli interventi favorendo la messa a sistema delle diverse realtà locali ed il contenimento dei costi; 2. Progetti propri Iniziativa lavoro: attuazione del bando in avvio nel 2014, con verifica in vista di ulteriori iniziative per la creazione di percorsi per l inserimento di persone in difficoltà occupazionale; Missione Soccorso: potenziamento del sistema 118; Safety Vehicle: potenziamento delle dotazioni per il presidio e il monitoraggio del territorio e la gestione dell emergenza, con attenzione alle necessità di dotazione e di formazione dei volontari; Prima infanzia ULAOP: sviluppo di interventi complementari alle politiche di sostegno familiare già intraprese dalla Città di Torino, collocandosi in una prospettiva integrata a favore delle famiglie; Vivomeglio: focus su iniziative costruite su reti di partecipazione territoriali; Promozione del territorio negli organismi internazionali: sviluppo di partenariati strategici per lo scambio di conoscenze e competenze e attività di avvicinamento alla circuitazione internazionale delle realtà attive sul territorio; 3. Richieste e iniziative del territorio Focus su iniziative maggiormente efficaci nel rispondere ai bisogni del proprio ambito territoriale; Focus su iniziative volte alla sostenibilità del sistema sanitario/assistenziale con contenimento della spesa e miglioramento della salute; Premiare la capacità di adeguare gli interventi ai bisogni del territorio, la capacità di creare sinergie, l utilizzo di nuove forme di auto finanziamento. 12

14 METODOLOGIE ED APPROCCI OPERATIVI La Fondazione impronta la propria attività a principi che garantiscano: la trasparenza delle scelte, attraverso metodologie di selezione condivise; l efficiente utilizzazione delle risorse; l efficacia degli interventi da misurare con criteri oggettivi. Conseguentemente la Fondazione: 1. favorisce l accesso alle opportunità messe in campo: a. promuovendo un equilibrata distribuzione delle risorse; b. salvaguardando i margini disponibili per attività innovative sperimentali; c. focalizzando aree di caratteristica competenza, nelle quali il proprio intervento si armonizzi con la diversa capacità di incidere su di esse; 2. sostiene iniziative capaci di: a. catalizzare risorse da destinare alle collettività di riferimento: i. stimolando il concorso di imprese e cittadini in regime di fiscalità favorevole alla realizzazione di progetti condivisi diffusamente dalle comunità locali; ii. proseguendo nell applicazione delle metodologie Sapere donare, sia nella semplice declinazione del challenge grant sia in quella più impegnativa della creazione di valore patrimoniale a supporto di iniziative condivise; iii. sviluppando forme di sostegno riconducibili al campo della venture philanthropy, in una prospettiva di reinvestibilità delle risorse nelle proprie attività per i medesimi beneficiari delle iniziative; iv. sostenendo la formazione ad ampio spettro per l accesso a metodologie innovative di fund raising. b. razionalizzare i processi con l adozione di criteri mirati o direttamente con progetti propri integrati con l economia del territorio e relazionati alle dimensioni organizzative locali, per la salvaguardia della sostenibilità economica e la maggior convergenza possibile anche aggregativa fra gli attori locali: i. incentivando la coesione operativa fra soggetti in grado di dar vita a veri network con capacità di cogliere opportunità di scala; ii. responsabilizzando i propri interlocutori per l attivazione dei meccanismi di razionalizzazione e concentrazione, fornendo stimolo e supporto alla messa in opera di misure rivolte in tale direzione; 3. implementa a partire dai progetti a regia diretta una specifica attenzione alla sostenibilità ambientale degli interventi; 4. pone attenzione alle esperienze di carattere innovativo nel panorama nazionale ed internazionale, in grado di rafforzare le capacità progettuali e di sviluppo del territorio, innalzandone i livelli di integrazione nel quadro anche macroregionale europeo; 13

15 5. affina costantemente i meccanismi di selezione e gli strumenti di valutazione dei risultati, capaci di generare feedback incidenti sui processi organizzativi in vista di una sempre più ampia possibilità di accountability sociale della propria attività; 6. assicura: a. una adeguata ripartizione delle risorse sull intero territorio di preminente operatività, definendo fatta salva la quota erogativa destinata ad istituzioni ed attività eccellenti, che per loro natura non rispondono a caratteri di territorialità parametri che considerino l attività sul territorio del sistema delle fondazioni di origine bancaria: la logica di intervento sul territorio ha l obiettivo di mantenere il supporto diffuso senza trascurare l integrazione dei territori con il ruolo del capoluogo; b. la predisposizione di idonee forme di comunicazione dell attività istituzionale della Fondazione, che ove opportuno seguano anche le specificità dei singoli territori cui saranno indirizzate: l identificazione e rappresentazione coordinata dell immagine della Fondazione sarà innestata su principi di consolidamento della partecipazione da parte dei soggetti beneficiari, anche tramite le opportunità offerte dal web e dai social network, oltre che sulla predisposizione di specifici piani di comunicazione annuale a cura delle specifiche funzioni responsabili. Sono strumenti operativi funzionali all applicazione dei principi e delle linee metodologiche sopra richiamati: la diretta progettazione di interventi, con l assistenza di professionalità esterne, ove il caso lo richieda, e di forme di collaborazione con altre fondazioni, soprattutto nello sviluppo di iniziative di livello europeo e più in generale internazionale; la definizione delle modalità di accesso ai finanziamenti dei progetti presentati da organizzazioni terze essenzialmente tramite bandi o inviti alla presentazione di proposte - cui sarà assicurata pubblicità e trasparenza; tali modalità saranno intese a: assicurare, ove possibile, un principio di rotazione dell accesso; mantenere fluidità nell assegnazione delle risorse, evitando l isterilimento o l autoreferenzialità delle iniziative finanziate; conciliare l esigenza di una corretta distribuzione delle risorse con il mantenimento di un principio di premialità speciale per i progetti che presentino caratteristiche di particolare eccellenza o di forte complanarità ai programmi della Fondazione; l attivazione degli strumenti maggiormente idonei all istruttoria, alla selezione, alla deliberazione, al monitoraggio dei progetti ed alla valutazione della loro ricaduta sul tessuto sociale del territorio; l adozione di un armonico calendario di scadenze per la presentazione delle domande in relazione alle varie tipologie di intervento, in modo da consentire l ordinata gestione delle attività istruttorie. Tanto nella realizzazione di progetti a diretta regia quanto nella valutazione di progetti di terzi, la Fondazione CRT promuoverà lo sviluppo di strumenti operativi idonei a valorizzare elementi e criteri che saranno considerati di valore prioritario; in particolare: 14

16 la sussistenza di ragionevoli prospettive di sviluppo e sostenibilità nel medio periodo; la presenza di forme di cofinanziamento da parte di altri soggetti pubblici e privati, con particolare attenzione a questa seconda componente gestita attraverso le modalità Sapere donare, attraverso: la disponibilità ad attivare un percorso di attrazione di risorse a destinazione gestionale su specifiche iniziative tramite il modello del challenge grant o le nuove possibilità di sostegno diffuso note come crowdfunding; la capacità di promuovere un rafforzamento della dotazione patrimoniale anche attraverso programmi di vincolo della destinazione patrimoniale; il ricorso tanto per i privati quanto per la Fondazione alle opportunità proposte dalla legislazione per dar luogo alla valorizzazione piena del loro apporto e cogliere ulteriori possibilità di efficienza economica nel finanziamento dei progetti; la collaborazione concreta e in prospettiva stabilmente coesiva in termini funzionali, gestionali e amministrativi fra i soggetti destinatari delle attività della Fondazione; la presenza di un rapporto collaborativo con enti pubblici e privati, atto a stimolare l integrazione e la razionalizzazione delle risorse; la definizione di un processo di costante monitoraggio in corso d opera, specialmente nel caso di iniziative di respiro pluriennale; la più ampia valorizzazione del fattore umano ed in particolare delle giovani generazioni; la piena valorizzazione delle specificità caratterizzanti il sostegno della Fondazione eventualmente anche nel contesto della partnership con le fondazioni riunite nell Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte; la maggior integrazione possibile con le opportunità e le attività messe in campo dai soggetti operativi costituiti con l apporto della Fondazione (quali in particolare la Fondazione per Arte Moderna e Contemporanea CRT, la Fondazione La Scialuppa Onlus, l Associazione Ulaop Onlus). Nel 2015 la Fondazione porterà inoltre a completamento, il processo di aggiornamento delle strutture gestionali, con particolare implementazione delle funzione di relazione e supporto nei confronti del territorio e dei soggetti beneficiari, anche ai fini di un più puntuale seguito nelle fasi esecutive e di comunicazione delle attività sostenute. 15

17 ATTIVITÀ A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE Fondazione CRT, ponte fra il Piemonte, l Europa e l ambito internazionale L attenzione al contesto europeo e internazionale, presente già da tempo in alcuni dei progetti consolidati della Fondazione (in primis il progetto Talenti, nelle sue diverse declinazioni), negli ultimi anni si è intensificata, trovando la sua principale motivazione nella convinzione che il confronto con l Europa e con la dimensione internazionale siano imprescindibili per poter offrire alle realtà del territorio una reale opportunità di crescita. L approccio della Fondazione abbraccia diverse aree: Progettazione europea La Fondazione CRT è impegnata in un percorso volto allo studio dei programmi comunitari, a cui ha fatto seguito la partecipazione a progetti europei, a seconda dei casi: accompagnando le organizzazioni del territorio ad intervenire in un contesto internazionale: o è questo il caso della partecipazione al progetto STRING - Smart Tourist Routes for Inclusive Groups, che raggruppa 12 partner provenienti da 6 paesi, fra cui per l Italia, oltre alla Fondazione anche la Consulta per le Persone in Difficoltà nel ruolo di capofila e la Regione Piemonte, il cui obiettivo è la creazione di 9 itinerari turistici completamente accessibili in Piemonte, Spagna e Bulgaria collegati ad altrettanti pacchetti turistici (il progetto trae origine dall esperienza maturata nell ambito della Lega delle Città Storiche e Accessibili, gruppo tematico dello European Foundation Center e di cui la Fondazione CRT è parte attiva); o ed anche della partecipazione della Fondazione CRT al progetto Building a European Network of Incubators for Social Innovation (BENISI), finalizzato alla creazione di una rete europea di incubatori per l innovazione sociale; mettendo a diposizione i propri network a livello sia locale che internazionale: come per Creative Companies in Alpine Space, afferente al Programma Spazio Alpino, il cui obiettivo è quello di sviluppare attività a supporto delle industrie culturali e creative e di costruirne una rete a livello europeo; contribuendo talvolta alla progettazione e alla gestione stessa dei progetti, come è avvenuto per il progetto Caravan - Artists on the Road, un progetto di teatro sociale e di comunità, nell ambito del Programma Cultura, di cui la Fondazione è capofila. In modo più incisivo in questi ultimi anni ha dunque trovato concretezza il ruolo di ponte fra il Piemonte e l Europa da parte della Fondazione CRT. Sensibilizzazione e disseminazione Alla luce dell esperienza e dal confronto con rappresentanti di istituzioni europee è emersa l opportunità, come servizio al territorio, di attivare un azione di sensibilizzazione dei propri stakeholder circa l opportunità di presentare proposte progettuali alla Commissione Europea ed un azione di disseminazione delle medesime opportunità. 16

18 In questa direzione la Fondazione ha organizzato insieme alla Fondazione Cariplo alcuni incontri, in particolare il convegno CREATIVE EU! Lo scenario di Europa Creativa per il periodo , tenutosi il 6 dicembre 2013 e il 17 giugno 2014, congiuntamente al Creative Europe Desk Italia del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e a Europe Direct Torino della Provincia di Torino, l Info Day, sul bandi appena usciti del Programma Europeo Europa Creativa. Inoltre, congiuntamente alla Fondazione Cariplo e sulla base dell esperienza delle precedenti guide all Europrogettazione realizzate dalla Fondazione CRT, è emersa la volontà di realizzare una nuova Guida all Europrogettazione caratterizzata da elementi di innovatività (piattaforma web di digital publishing, responsiva, compatibile con gli screen reader). Tale strumento si propone di offrire agli attori del territorio una guida pratica, di facile consultazione, per orientarsi nel sistema dei fondi comunitari, nonché uno strumento in grado di fornire adeguati aggiornamenti, integrazioni ed approfondimenti che emergeranno nel corso dell attuale periodo di programmazione È stato espresso l interesse che tale strumento venga condiviso dall ACRI e da altre fondazioni di origine bancaria. Al fine di rafforzare l incentivo per le organizzazioni del territorio a guardare con maggiore interesse alla dimensione internazionale ed anche a cogliere le opportunità offerte dall Europa, sarà implementato da un lato un più chiaro riferimento all interno dei bandi della Fondazione CRT ai criteri da privilegiare, proposti dall Europa stessa, dall altro premiare, in un ottica di cofinanziamento accanto ai fondi europei, le progettualità proposte dal territorio. Partecipazione della Fondazione CRT alle principali reti della filantropia europea e partenariati Aderendo alle principali reti europee e internazionali della filantropia la Fondazione CRT sviluppa partenariati strategici per poter dar vita a scambi di esperienze e per costruire progettualità condivise. Dal 2001 la Fondazione è membro dello European Foundation Center (EFC), che riunisce circa 250 soggetti, ed è nel Governing Council di tale associazione dal Dal 2008 è membro dello European Venture Philanthropy Association (EVPA), rete che riunisce oltre 170 soggetti provenienti da 25 paesi, impegnati nella venture philanthropy e interessati all impact investment. Nel mese di febbraio 2014 la Fondazione CRT ha firmato un Memorandum di Intesa con la Fondazione Cariplo, nella convinzione che forme di collaborazione nell ambito della progettazione europea, così come in iniziative in ambito internazionale, possano generare un valore aggiunto per entrambe le fondazioni e per i rispettivi territori. In seguito del seminario sull argomento dei fondi e dei programmi europei tenutosi in ACRI nel mese di febbraio 2014, il Consiglio dell ACRI ha deliberato la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato a tale tematica, chiedendo alla Fondazione CRT, considerata quale apripista rispetto ai temi della progettazione europea, di aderirvi. A livello nazionale è 17

19 anche stata varata l iniziativa funders35 che, dopo la prima edizione sperimentale, evolverà grazie all apporto di nuove associate nel prossimo triennio. Dal 2011 la Fondazione CRT collabora inoltre con l Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite (UNAoC), una piattaforma per il dialogo interculturale e la cooperazione fra le civiltà e con il Ministero degli Affari Esteri. Da tale collaborazione nasce nel febbraio 2013 il progetto Internazionale Entrepreneurs for Social Change che, tramite un intenso training, si propone di supportare giovani imprenditori sociali dell area euro-mediterranea a sviluppare il proprio business, mettendoli in relazione con il nostro territorio, che anche grazie al progetto diventa ancora più rilevante quale ponte con il Mediterraneo. Il successo ottenuto dal progetto pilota, realizzato a cavallo del 2012 e del 2013, ha portato a rafforzare la collaborazione fra i soggetti coinvolti e a rilanciarne una nuova edizione (16-22 ottobre 2014). ASSOCIAZIONE DELLE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA DEL PIEMONTE La Fondazione identifica nell Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte un valido strumento di integrazione delle risorse e di progettualità in rapporto con il territorio: destinerà pertanto alle iniziative promosse nel suo ambito una quota non superiore all un per cento (1%) delle disponibilità per attività istituzionali che saranno spese nei settori nei quali si svilupperanno i progetti comuni. La Fondazione si impegnerà a sostenere in tale sede progetti che abbiano caratteristiche di impatto su tutto il territorio regionale o in alternativa rappresentino l attività comune delle fondazioni in ambiti operativi nei quali le associate non operano sistematicamente, quale per esempio la cooperazione internazionale. PROGETTI PER AREA E SETTORE DI INTERVENTO Le linee che interpretano tali orientamenti sono di seguito presentate sommariamente nelle sezioni dedicate ai singoli settori, con riferimento ai progetti propri. Esse non esauriscono il potenziale d intervento complessivo della Fondazione e potranno essere naturalmente modificate od integrate in sede di attuazione del presente documento e sulla base della valutazione di specifiche opportunità che si presentino nel frattempo, nonché dei risultati e degli esiti conseguiti dalle linee di contributo specifiche proposte nell anno 2014, ove ne sussistano giustificate ragioni nel quadro degli orientamenti tracciati con questo Documento. La Fondazione opererà quindi nei vari settori secondo le modalità di intervento previste e nel rispetto dei principi contenuti nelle linee metodologiche ed operative, al fine di sviluppare ogni potenzialità di razionalizzazione degli interventi, compatibilmente con le complessità caratteristiche di ciascun settore d intervento. I progetti esposti in corsivo saranno proseguiti nel 2015 sulla base di risorse già destinate in esercizi precedenti. 18

20 AREA ARTE E CULTURA Arte, attività e beni culturali Euro Interventi straordinari per il rinnovo di impegni pluriennali di spesa su istituzioni rilevanti del territorio nell ambito del settore Arte, attività e beni culturali La Fondazione il cui ruolo rilevante nel settore è ulteriormente responsabilizzato dall arretramento di altri soggetti punta a sviluppare programmi orientati alla razionalizzazione e focalizzazione degli interventi, al fine di consolidare i grandi investimenti realizzati nel tempo e consentire di cogliere nuove opportunità di sviluppo per una visione moderna e produttiva per il territorio della valorizzazione del patrimonio storico e artistico. La Fondazione partecipa in modo convinto e coerente alla definizione dei modelli di promozione culturale della collettività sia all interno della comunità con attività tese a potenziare, diversificare ed allargare i consumi culturali sia all esterno in termini di attrazione di turismo ed investimenti da parte di soggetti operanti in settori contigui: in questa ultima direzione la spesa nel comparto è considerata quale componente essenziale di una generale strategia di sviluppo socio-economico. Pertanto troverà una nuova attenzione il sostegno delle iniziative che consentano un incremento del tasso di soddisfazione della domanda, anche di quella potenziale, e creino professionalizzazione e ricadute anche in altri settori. La Fondazione opera negli ambiti: del restauro e conservazione del patrimonio architettonico, artistico e storico; del riallestimento, potenziamento e sostegno delle istituzioni museali e di organizzazione di attività espositive; delle attività artistiche nei campi della musica, del teatro, dello spettacolo; delle attività e iniziative culturali latamente intese. Nel 2015, a lato delle risorse destinate al settore,è stanziata una quota straordinaria per il rinnovo di impegni pluriennali nei confronti delle istituzioni rilevanti del territorio, in particolare per il sostegno triennale alla Fondazione Teatro Regio di Torino. 19

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