La moda delle Fondazioni di partecipazione

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1 La moda delle Fondazioni di partecipazione Massimo Greco Funzionario Direttivo Regione Siciliana - Cultore in Politiche pubbliche locali Sommario: 1. La Fondazione - 2. La Fondazione di origine bancaria - 3. La Fondazione di partecipazione - 4. La Fondazione di sviluppo - 5. La Fondazione per la sus - sidiarietà - 6. La Fondazione per il Sud - 7. Conclusioni 1. La Fondazione La fondazione è, di per sé, un ottima (e antichissima) invenzione giuridica. Costituisce uno dei capisaldi della presenza organizzata della società civile, quindi del pluralismo, della partecipazione, dell utilizzo di risorse di origine privata per finalità di carattere collettivo. Ciò vale in particolare per le fondazioni che sono incentrate sull idea del dono, quelle che chiameremmo filantropiche, nell accezione anglosassone. La dottrina colloca la fondazione alla metà del milleduecento: Il concetto di fondazione risale assai indietro nel tempo. E ben conosciuto dal diritto canonico fin dalla metà del milleduecento, dai tempi cioè di Papa Innocenzo IV: nelle universitas rerum, che oggi possiamo chiamare fondazioni, il fondo patrimoniale è ben in evidenza nella sua autonomia dal fondatore o dai fondatori. Di qui la sintetica definizione globalmente accettata, che denomina fondazione come un patrimonio per uno scopo 1. Seppure datato, l istituto della fondazione ha avuto una fortuna alterna nella sua effettiva attuazione: assai presente nel mondo anglosassone, tipicamente più attento a strutture sociali differenziate, ha stentato invece a trovare corpo nell Europa latina dopo la messa al bando napoleonica, la cui filosofia politica non concedeva spazi fra il cittadino e lo Stato, lasciando solo qualche spazio a multiformi soggetto di origine religiosa. Così anche in Italia, la fondazione è uscita dalla marginalità istituzionale solo negli ultimi tempi, in parte sostituendosi alle Ipab (Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza), in parte sostituendosi ad altri soggetti pubblici come enti lirici o altri enti culturali e, in parte ancora, presentandosi autonomamente sulla scena economica, sociale e politica della società italiana. Al censimento del 2001 le fondazioni in Italia erano di cui 88 sono le fondazioni di origine bancaria 2. Non tutte le fondazioni riescono però a raggiungere gli 1 Paolo Legrenzi e Giuliano Segre, A che cosa servono le fondazioni bancarie, Il Mulino, n. 2/ Istat

2 obiettivi che si prefiggono, Le fondazioni che hanno successo - che cioè producono un buon servizio alla collettività nel rispetto delle intenzioni dei fondatori - debbono potersi valere di almeno due fattori: una fonte autonoma e stabile di reddito (generalmente, ma non esclusivamente, di fonte patrimoniale); l esistenza di un consenso di fondo sostanziale sugli obiettivi istituzionali e sulle modalità di perseguirli all interno degli organi di governo e con - trollo. In mancanza di queste due caratterizzazioni - come suggerisce il monitoraggio del settore in Italia da parte del Centro di documentazione sulle fondazioni della Fondazione Agnelli - le fondazioni rischiano di vivere una vita grama e di produrre assai più problemi di quanti non riescano a risolverne 3. Sotto l aspetto della genesi giuridica, le fondazioni possono essere di diritto civile (nazionali o regionali) e fondazioni nate in seguito a (e in parte regolate da) specifici provvedimenti legislativi, siano essi di sistema o interventi ad hoc. 2. La Fondazione di origine bancaria La legge Amato 4 ha avviato il percorso di privatizzazione delle Casse di risparmio e degli istituti di credito di diritto pubblico ed ha conferito finalità di interesse pubblico e di utilità sociale alle fondazioni di origine bancaria, collocandole all interno del Terzo settore. Secondo il rapporto ACRI (Associazione fra le Casse di risparmio italiane) il patrimonio delle 89 fondazioni bancarie nel nostro Paese è di 487,8 milioni di euro e, nel corso dell anno, sono stati erogati 354 miliardi di vecchie lire suddivisi in iniziative. Il settore arte, attività e beni culturali costituisce oggi il principale ambito di intervento delle fondazioni bancarie nel quadro dei settori ammessi, ex art. 1, comma c-bis, decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153 ( Disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti di cui all articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, e disciplina fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria, a norma dell articolo 1 della legge 23 dicembre 1998, n. 461 ). Pur trattandosi di processi riformatori alquanto differenti e lontani, essi sono comunque testimoni di una nuova tendenza, volta a ridimensionare complessivamente il ruolo ed il peso dell intervento pubblico, e che esprime sempre più una netta preferenza per il mercato, ormai evidentemente considerato capace di agire mediante mezzi meno intrusi - vi delle libertà e dei diritti dei singoli e delle formazioni sociali 6. 3 Marco Demarie, Fondazione, formula non per tutti, Il Sole 24 Ore, 20/06/ Legge n. 218/ ACRI (a cura di), Dodicesimo rapporto sulle fondazioni di origine bancaria, disponibile sul sito 6 Matteo Motroni, Ruolo e funzione delle fondazioni bancarie nel settore arte, attività e beni culturali, Amministrazione in Cammino,

3 Le fondazioni di origine bancaria, presenti nell ordinamento italiano dal 1990, rappresentano oggi una realtà di grande rilievo, sia per la quantità di denaro posseduto e investito, sia per la loro presenza sul territorio, dove, regione per regione, sono un fenomeno consolidato, in molti casi decisivo per le sorti di altri enti e istituzioni e, tra l altro, per lo stesso patrimonio culturale italiano. Le fondazioni di origine bancaria sono a tutti gli effetti un corpo intermedio della società. Un corpo intermedio che ha radici antiche nel concetto di comunità, cioè la categoria il cui senso non solo si è riprodotto, ma si è anche innovato 7. Una definizione questa che, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 301/ che definisce le fondazioni di origine bancaria come soggetti di organizzazione delle libertà sociali, colloca le fondazioni in mezzo tra società ed economia, tra società ed istituzioni, insomma tra soggetto forte della società di mezzo, cioè di quella società che, rappresentando il mondo del lavoro e dell impresa e il mutualismo dei soggetti sociali, ha dato vita a libere associazioni riconosciute e regolamentate per il loro peso sociale come i sindacati, le associazioni di rappresentanza, le Camere di commercio, le organizzazioni non governative. L essere società di mezzo non significa non occupare spazi pubblici perché non istituzionali, ma partecipare degli interessi di un intero territorio. Un modello innovativo nel panorama italiano è quello delle community foundation, originario degli Stati Uniti. Lanciato nel 1997 dalla Fondazione Cariplo, il progetto conta 12 fondazioni in Lombardia che hanno accumulato un patrimonio di oltre 114 milioni di euro. Le fondazioni comunitarie, spiega Bernardino Casadei responsabile del progetto, non sono filiali della Fondazione Cariplo, sono soggetti autonomi che rispondono alla comunità locale 9. Ne deriva - secondo lo stesso Bonomi - che la logica di Community Foundation è ben più complessa di quella delle tradizionali Fondazioni bancarie. Infatti, non solo con - sente una presenza più radicata nel territorio, e dunque un rapporto più stretto e trasparen - te con la comunità, ma soprattutto consente una maggiore sensibilizzazione sugli investi - menti e sulle realizzazioni. Tra le prime fondazioni che si è ridisegnata come grande gruppo non profit c è la Compagnia San Paolo, che oggi ha sei strutture stabili alle quali ha trasferito oltre 20 milio- 7 Aldo Bonomi in occasione della V Giornata della Fondazione Sussidiarietà, Sviluppo e Corpi Intermedi della Società del 2 giugno La Corte Costituzionale con questa importante, anche se isolata, sentenza, ha affermato che - anche in considerazione di quanto previsto dall art. 118 co. 4, Cost. - non è possibile invocare funzioni attribuite alla competenza di istituzioni pubbliche (in quel caso le Regioni) per rivendicare a esse il potere di ingerenza nell organizzazione di soggetti che appartengono a un ambito diverso da quello pubblicistico che il loro. Con tale argomentazione il Giudice delle leggi ha reso concreto un principio che appare fondamentale per impostare in modo corretto il problema del complesso rapporto tra stato e società civile, tra cittadini e autorità costituite. 9 Alessia Maccaferri, Fondazioni, i grandi gruppi del no-profit, Il Sole 24 Ore, 23/07/

4 ni di euro nel 2004, circa il 18% degli stanziamenti effettuati. Per la fondazione torinese questo processo affonda le radici nella sua stessa storia. L antica Compagnia di San Paolo, nata come Confraternita, creò già alla fine del 500 l Ufficio Pio per fornire assistenza ai poveri e le case del soccorso per dare un istruzione alle giovani donne. Le fondazioni di origine bancaria rafforzano annualmente il loro impegno a favore del Mezzogiorno. Nell ottobre 2005 è stato infatti promosso il Progetto Sud, un piano di infrastrutturazione sociale. Si tratta di un alleanza tra fondazioni e volontariato. L intesa è stata siglata dal Presidente dell Acri Giuseppe Guzzetti, e dai portavoce del Forum permanente del Terzo Settore, Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli. Obiettivo dell accordo è il rafforzamento (in particolare la patrimonializzazione) e la valorizzazione delle strutture di supporto socia - le del Mezzogiorno. A tal fine saranno messi a disposizione 323,7 milioni di euro una tan - tum nel 2006 e successivamente circa 40 milioni all anno. Tali risorse serviranno allo svi - luppo di forti reti di solidarietà, al potenziamento di quelle esistenti, alla creazione di nuove e al supporto, alla crescita di servizi di promozione e qualificazione del volontariato, senza peraltro sostituirsi al necessario ruolo delle istituzioni pubbliche 10. Più recentemente, nel contesto di un rilancio del processo di privatizzazione delle imprese locali di pubblici servizi, si registra un orientamento dell Antitrust che riconosce un ruolo importate alle fondazioni di origine bancaria. Infatti, Mentre non sarebbe neppure proponibile un trasferimento di beni di eccezionale valenza sociale ed ambientale, quali appunto sono i servizi pubblici locali, ad investitori speculativi o orientati ad una pura logica di mercato, diverso sarebbe l approccio delle fondazioni bancarie, soggetti strutturalmente legati al territorio, orientati a investimenti solidi e profittevoli nel lungo periodo, il cui reddito è destinato a finalità sociali capaci di creare sviluppo per i territori dei quali sono storica emanazione. Soggetti privati sul piano giuridico ma solidamente ancorati a interessi sociali e comunitari 11. Ancora, In un simile contesto, le fondazioni di origine bancaria rappresentano il soggetto ideale che può investire nelle infrastrutture di rete di supporto all erogazione dei servizi pubblici locali, in ragione della loro particolare natura e finalità, del consolidato rapporto che hanno con i territori di origine, e di conseguenza per la valenza che tale intervento verrebbe ad assu - mere, consentendo alla collettività la possibilità di smobilizzare parte dell investimento pub - blico nelle reti, per destinarlo ad altri impieghi a sostegno della comunità locale Nicoletta Di Molfetta, Le fondazioni bancarie partner del terzo settore, Il Sole 24 Ore, 19/10/ Linda Lanzillotta, La svolta privata delle fondazioni per liberare i servizi pubblici locali, Il Sole 24 Ore, 05/07/ Angelo Miglietta e Federico Testa, Reti sulle ali delle fondazioni, Il Sole 24 Ore, 22/07/

5 3. La Fondazione di partecipazione Le fondazioni di origine bancarie hanno aperto le porte a nuovi modelli di fondazione con innovative funzioni nel campo dei servizi di pubblica utilità. Il completamento della gamma delle fondazioni con le fondazioni grant-making 13 di origine bancaria o corporate si accompagna a una stabile nascita di nuovi soggetti privati (sebbene spesso insufficiente - mente patrimonializzati) finalizzati alla gestione: diventano musei, ospedali, teatri, infrastrut - ture, progetti di sviluppo locale 14. Sul sostrato giuridico classico delle fondazioni si sono quindi innestati nel tempo altri elementi, tipici del fenomeno associativo, che hanno contribuito a generare fondazioni che ormai sono conosciute con il termine di fondazioni di partecipazione 15 ovvero fondazioni associative, quali strumenti di gestione dei servizi pubblici locali pensati dal notaio milanese Enrico Bellezza 16. Si tratta di fondazioni non più istituite ad opera di un singolo soggetto, sia esso persona fisica ovvero impresa, ma costituite da una pluralità di soggetti (privati e/o pubblici), che condividono una medesima finalità. La par - ticolare composizione mista, pubblico-privato, la disponibilità di un patrimonio vincolato ad uno scopo di pubblico interesse, l agilità gestionale, nonché una governance interna sempli - ce e facilmente identificabile, rendono la fondazione di partecipazione uno strumento giuri - dico-organizzativo in grado di trovare applicazione in diversi settori di intervento e di azione, tra i quali spicca quello sanitario 17. Rispetto alla fondazione tradizionale di diritto comune, la fondazione di partecipazione è caratterizzata da un particolare rapporto tra i fondatori e la gestione della fondazione: il conferimento di beni all atto di costituzione della fondazione da parte dei fondatori non spezza, come normalmente nella fondazione classica, il rapporto tra tali soggetti e l ente. I primi, infatti, continuano ad esercitare un controllo sulle sue attività e si ingeriscono nella gestione 18. La possibilità giuridica di questo tipo di fondazione è data dal fatto che accanto ad associazioni e fondazioni, il codice civile del 1942 abbia previsto le altre istituzioni di carattere privato (art. 12 c.c. abr.). Anche il D.P.R. 10/02/2000, n. 361, 13 Il più importante criterio di classificazione delle fondazioni è basato sulle modalità operative, ovvero sul tipo di servizi erogati. In questo ambito si distingue tra il modello grand-making (o granting ) ed il modello operating. Le fondazioni del primo tipo perseguono le proprie finalità attraverso la devoluzione a terzi di contributi finanziari per il sovvenzionamento di determinate attività; quelle del secondo tipo si propongono invece di perseguire i propri scopi assumendosi direttamente la responsabilità operativa diretta dei singoli interventi. In Italia lo strumento della fondazione è inteso soprattutto come produttore diretto di specifici beni e servizi, e meno come organo di promozione e sostegno finanziario di iniziative realizzate da terzi. 14 Marco Demarie, Attenzione alle fondazioni pret-à-porter, Il Sole 24 Ore, 25/01/ D. Mori, Dalle fondazioni alle fondazioni di partecipazione, Trieste, A.A. 2003/ Scarselli, Aedon, 3/2000, mulino.it/archivio/2000/3/franchi.htm. 17 Alceste Santuari, Trasformazione di una società a responsabilità limitata in fondazione di partecipazione, Persona e Danno, 12/06/ P. Manes, Le nuove prospettive in materia di fondazioni, Contratto e Impresa,

6 abrogativo dell art. 12 c.c., ha mantenuto intatta la dizione di altre istituzioni di carattere privato (art. 1). Infatti lo strumento è idoneo ad essere applicato non solo a figure giuridiche tipiche, come fondazioni ed associazioni, ma anche a figure giuridiche atipiche, ovvero alle altre istituzioni di carattere privato. A tal proposito, il modello a cui fare riferimento in campo comunitario potrebbe essere quello del charitable trust anglosassone; si deve notare come il perseguimento di scopi charitable è divenuto per molta parte del mondo produttivo un modo efficace di collegarsi alla società civile, superando il classico strumento della sponso - rizzazione. Per altri aspetti la fondazione di partecipazione è assimilabile alle community foundations, soggetti che hanno la caratteristica tipica di essere fondazioni senza fondato - ri ma con forti radici nel territorio, che poi è la strada per certi aspetti intrapresa dalle Casse di Risparmio 19. Che la fondazione di partecipazione sia uno strumento alla moda lo dimostra il fatto che lo stesso è stato mutuato dal decreto legislativo recante norme sul Riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico a norma dell art. 42, c. 1, della legge 16/01/2003, n. 3, col quale si è favorita la trasformazione degli istituti di diritto pubblico in fondazioni di rilievo nazionale, con enti fondatori il ministero della salute, la regione e il comune di riferimento, aperta alla partecipazione di altri enti pubblici e privati 20. Stessa logica sembra essere seguita dal legislatore all art. 16 della legge n. 133/2008 di conversione del D.L. 25/06/2008 n. 112 con particolare riferimento alla facoltà riconosciuta agli atenei italiani di deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. Peraltro la legge 448/2001 delinea il ricorso al modello-fondazione come soluzione preferenziale anche in relazione alla trasformazione del panorama delle agenzie ed autorità del centro (come evidenziato dall art. 28), rappresentando comunque il filo conduttore di un approccio strategico senza dubbio immediato: ricorso a persone giuridiche di diritto privato con struttu - razione forte e con evidenziazione dei settori di intervento perfettamente aderente ad un ampia serie di politiche pubbliche La Fondazione di sviluppo Un modello di fondazione che cerca di rispondere all esigenza di collaborazione tra il settore pubblico ed il settore privato e di dare loro una legittimazione fatta di regole quanto di capacità operativa, è rappresentato dalla Fondazione di sviluppo. Il nome è stato attribui- 19 Giancamillo Palmerini, La Fondazione di partecipazione come ipotesi di gestione dei servizi pubblici locali, Diritto.it, 08/06/ R. Balduzzi, La riforma degli IRCCS: una sperimentazione gestionale topo-down che disattende la Costituzione?, in G. Fiorentini, I servizi sanitari in Italia, 2004, Il Mulino, Bologna, Alberto Barbiero, Le Fondazioni come modulo operativo per la gestione di spazi di azione riconducibili all Amministrazione Locale, Diritto.it, aprile

7 to da Alberto Quadro Curzio durante l osservazione della realtà della Fondazione Fiera Milano. Le fondazioni di sviluppo nascono sul territorio come espressione di un bisogno della società civile. Sono una via per dare soluzioni permanenti a mancanze strutturali e infrastrutturali di base per il Paese, perché vanno letteralmente a coprire dei vuoti Una governance della sussidiarietà, che possiede due output: uno a livello nazionale, dove è la politica a definire i confini delle azioni di questi nuovi soggetti, e l altro a livello locale, dove dà voce a portatori di interessi particolari e si fa garante dello sviluppo territoriale La Fondazione per la sussidiarietà Recentemente si è pure registrata la proposta della Fondazione per la sussidiarietà 23 di aprire al non profit il settore delle reti di pubblica utilità. Da anni l Italia è impegnata nel dibat - tito tra pubblico e privato - sottolinea Paola Garrone, economista e responsabile del Dipartimento public utilities della Fondazione per la sussidiarietà - e con una valutazione atten - ta si potrebbe sperimentare un modello di questo tipo per il servizio idrico e per il trasporto pub - blico locale. Le esperienze estere, come quelle in Gran Bretagna o negli Usa dimostrano che le non profit utilities funzionano La vera rivoluzione è rappresentata dalla governance. La fon - dazione permette un efficace rappresentanza dei diversi stakeholder. Nel Cda, accanto ai rap - presentanti degli enti locali o a quelli degli utenti industriali, siedono i cittadini residenti che potranno dire la loro sugli investimenti o sugli aumenti tariffari. Il finanziamento dell attività è realizzato con l emissione di titoli di debito a lungo termine sui mercati finanziari. La proposta prevede poi per le fondazioni in vincolo a reinvestire gli utili o a restituirli in parte ai clienti sotto forma di sconto tariffario, ma anche a consultare i cittadini in caso di vendita della proprietà La Fondazione per il Sud Un altro modello di fondazione è quello promosso dal Governo Prodi: la Fondazione per il Sud. Nata dal protocollo d intesa tra le fondazioni di origine bancaria, il terzo settore e il mondo del volontariato è stata istituita con decreto firmato dai ministri dell economia e della Solidarietà sociale il 13 settembre Per Pezzotta, presidente della Fondazione per il Sud, Si vuole creare un economia di relazioni articolata sulle reti del volontariato, sui vari soggetti del terzo settore, sulle università, per tentare di stimolare la capacità della società civile meridionale di attivare al meglio le proprie risorse 25. Secondo il direttore 22 Luigi Roth, Lo sviluppo chiamato fondazione, Il Sole 24 Ore, 03/11/ Proposta consegnata il 19 maggio 2007 al Ministro per gli affari regionali nel corso della tavola rotonda che ha chiuso la Scuola internazionale di sussidiarietà alla Venice International University. 24 Chiara Bussi, Utlities gestite da non profit, Il Sole 24 Ore, 21/05/ Roberto Valguarnera, Pezzotta: Sviluppare la cultura del dono, La Sicilia, 12/05/

8 generale Giorgio Righetti, attraverso le linee di azione individuate dal comitato tecnico verranno erogati 20 milioni di euro per progetti sull educazione e la formazione dei giovani. Altri 6 milioni saranno invece destinati per il raggiungimento dell obiettivo di far nascere nuove fondazioni di comunità quali soggetti attivi della sussidiarietà sociale che nel Mezzogiorno stentano a decollare Conclusioni La fondazione può divenire così uno strumento gestionale di primo piano nel panorama del nuovo Welfare, se correttamente applicata per forme di partnership pubblico-privato o fra Enti pubblici perché consente di superare alcune ambiguità delle società di capitale a controllo pubblico, che in molti casi sono esposte a interferenze della politica. Può consentire altresì al sistema pubblico di usufruire di maggiori disponibilità finanziarie e di management nella gestione dei servizi sociali, venendosi così a ridurre il rischio aziendale, associato a qualunque attività di produzione di servizi. Se l impianto originario della legge Amato prevedeva solo quattro settori di intervento, il percorso fatto negli ultimi anni dalle esperienze pratiche, è stato quello di rendere disponibile una serie di varianti delle fondazioni tradizionali previste dal Codice Civile, capace di permettere un efficace quadro operativo sinergico tra pubblico e privato, indirizzato al duplice scopo di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. In questo secondo caso l operatività può spingersi fino ad identifica - re la fondazione come un soggetto interamente agente nel settore, con le stesse modalità dell imprenditore commerciale, con la sola fondamentale differenza che l eventuale profitto non può essere distribuito. Per il resto la fondazione diviene un imprenditore che può anche - e questo è il punto di svolta - definitivamente abbandonare il modello grant-making per abbracciare quello operativo, investendo direttamente nel capitale di soggetti operativi e quotati in borsa 27. Rimane, tuttavia, aperta la questione in ordine alla possibilità che le fondazioni hanno di erogare servizi alla stregua di un imprenditore. Per la giurisprudenza infatti, Non v è quindi ragione di escludere che anche soggetti economici senza scopo di lucro, quali le fondazioni, possano soddisfare i necessari requisiti ed essere qualificati come imprenditori, fornitori, o prestatori di servizi ai sensi delle disposizioni vigenti in mate - ria, attese la personalità giuridica che le fondazioni vantano e la loro capacità di esercitare anche attività di impresa, qualora funzionali ai loro scopi e sempre che quest ultima possi - bilità trovi riscontro nella disciplina statutaria del singolo soggetto giuridico 28. Un approc- 26 Fondazione per il Sud: tre piani da 26 milioni, Il Sole 24 Ore, 22/06/ Paolo Legrenzi e Giuliano Segre, A che cosa servono le fondazioni bancarie, Il Mulino, n. 2/ Cons. St., sez. VI, sent. 15/06/2009 n

9 cio siffatto può però presentare il rovescio della medaglia: le fondazioni bancarie, con particolare riferimento a quelle nata dalla citata riforma Amato del 1990, non possono godere degli sconti fiscali perché non equiparabili agli enti del mondo non profit. Piuttosto devono essere considerate a tutti gli effetti come banche, se è vero che nell ordinamento italiano esiste una presunzione di esercizio dell attività d impresa bancaria in capo a coloro che in ragione della entità della partecipazione al capitale sociale sono in grado di influire sull at - tività dell ente creditizio 29. Gli operatori delle politiche pubbliche sono quindi chiamati ad una costante riflessione in ordine al ruolo e all identità da ritagliare alle fondazioni nel contesto del nuovo Welfare. Numerosi fattori mostrano che la forte riproposizione e presenza delle fondazioni in Italia non sia semplicemente riconducibile ad una moda, ma si caratterizzi piuttosto come l affermarsi di soggetti in grado di affrontare tematiche difficili, nuove e delicate con una sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo di strumento produttivo, di crescita non solo civile, ma anche economica Corte Cass. sez. unite, sent. 1576/ Laura Danzi e Marco Demarie, Fondazioni, una specie in via di estinzione, Astrid, gennaio

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