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1 Making Business Easier Le fonti idifi finanziamento i delle Università ià Roma, Marzo 2008 Strettamente Riservato e Confidenziale

2 Indice Introduzione I Fondi annuali... Il finanziamento statale delle Università italiane... Fondoperil finanziamentoi ordinario i dll delleuniversità... i FFO Quota di riequilibrio... Ripartizione del FFO dal 1995 al Gli altri fondi statali annuali I fondi speciali... I fondi statali speciali Le fonti di finanziamento alternative... Finanziamenti provenienti da fonti private... Le fonti alternative di finanziamento... Gli spin-off universitari... Gli spin-off universitari ed il venture capital... Le obbligazioni... Il rating... Conclusioni... Appendice 1... Il Bond dell Università di Trieste... Pag. 3 Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 8 Pag. 10 Pag. 11 Pag. 13 Pag. 14 Pag.18 Pag. 19 Pag. 20 Pag. 21 Pag. 22 Pag.23 Pag. 25 Pag. 26 Pag. 27 Pag. 28 Appendice 2... Pag. 29 Gli University Bonds... Pag Strettamente Riservato e Confidenziale

3 Introduzione Il presente documento ha lo scopo di individuare ed analizzare le differenti tipologie di finanziamenti attualmente a disposizione delle Università italiane. L università italiana, nonostante la quasi totale indipendenza nella gestione delle risorse, rimane quasi completamente dipendente dallo Stato per quanto riguarda le fonti di finanziamento. I finanziamenti statali si suddividono in finanziamenti generici, erogati annualmente e finanziamenti diretti a specifici progetti. Le possibili fonti alternative possono essere l emissione di titoli obbligazionari (al momento non previsti dalla normativa italiana) ed il finanziamento degli spin off universitari da parte di operatori di venture capital. Tali fonti alternative di finanziamento sono ancora poco utilizzate in Italia mentre lo sono molto di più all estero, in principal modo nei paesi anglosassoni. 3 Strettamente Riservato e Confidenziale

4 1. I fondi annuali 4 Strettamente Riservato e Confidenziale

5 Il finanziamento statale delle Università italiane Il sistema di finanziamento statale delle università, è stato complessivamente riformato dall art. 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in base al quale il finanziamento viene a ripartirsi in tre distinti fondi, identificati in rapporto agli oggetti e non alle categorie della spesa (come in precedenza) ed imputati ciascuno a un corrispondente capitolo dello stato di previsione Ministero dell'università e della ricerca. I fondi sono: Fondo per il finanziamento ordinario delle università, che comprende anche le spese per il personale docente e non docente e per la ricerca scientifica universitaria, nonché quelle per la manutenzione ordinaria. Il fondo, invece, non ricomprende, continuando quindi ad essere erogate a parte, la quota delle spese per la ricerca scientifica universitaria destinata ai progettidiricercadiinteressenazionaledicuiall'articolo65deld.p.r.n. 382 del 1982 (ora sono confluite, ai sensi dell articolo 46 della legge 448/ cessa di avere efficacia a decorrere dall anno anno nel Fondo investimenti Università e Ricerca), nonché la spesa per l'attività sportiva universitaria. Fondo per l'edilizia universitaria e per le grandi attrezzature scientifiche, che comprende la quota a carico del bilancioi statale ttl perla realizzazione i di investimenti. Fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario, che comprende le risorse destinate al finanziamento di specifiche iniziative, attività e progetti, ivi comprese le nuove iniziative didattiche. 5 Strettamente Riservato e Confidenziale

6 Fondo per il finanziamento ordinario delle università Il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università (FFO) rappresenta la quota più consistente della parte attiva del bilancio degli atenei, seguita solo dalle somme pagate dagli studenti sotto forma di tasse e contributi. Sulla sua allocazione interna le Università hanno piena autonomia, anche se parallelamente, e quale logico complemento dell autonomia autonomia, sono state introdotte attività di valutazione da utilizzare per orientare gli atenei verso il conseguimento degli obiettivi sottesi al finanziamento del sistema universitario. Istituito con l'art. 5 della Legge 537/93 (modificato dall'art. 51 comma 5 L. 449/97), si articola in due parti: una "quota base" ed una "quota di riequilibrio : la quota base viene attribuita automaticamente alle Università e viene ripartita proporzionalmente ai trasferimenti e alle spese sostenute direttamente dallo Stato nell'esercizio precedente. Partendo dal FFO dell anno precedente (FFO consolidato), l importo erogato viene ridotto di una quota percentuale, crescente nel tempo, che contribuisce alla formazione del fondo nazionale per il riequilibrio; la quota di riequilibrio è invece assegnata sulla base di parametri quantitativi definiti con decreto ministeriale (sentiti il Consiglio Universitario Nazionale CUN - e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane - CRUI), in relazione a standard dei costi di produzione per studente e a finalità di riqualificazione della ricerca, tenuto conto delle dimensioni degli atenei e delle condizioni ambientali e strutturali in cui essi operano. Tale quota viene aumentata ciascun anno almeno dell importo sottratto alla quota base. L ammontare complessivo dlf del fondo è determinato annualmente dll dalla tabella bll C dll della legge finanziaria. i i Nll Nella legge finanziaria 2008 sono stati previsti stanziamenti per 6,8 miliardi per il 2008 e 6,9 miliardi per il 2009 e per il Strettamente Riservato e Confidenziale

7 Fondo per il finanziamento ordinario delle università La quota di riequilibrio, secondo la legge, deve essere aumentata di anno in anno in mododaavviareunprocesso di riequilibrio tra gli Atenei, alcuni dei quali sotto finanziati rispetto ad altri. Il riequilibrio è, inoltre, finalizzato alla riduzione dei differenziali dei costi standard di produzione nelle diverse aree disciplinari, tenendo conto delle diverse specificità e degli standard europei. La somma della quota base dell anno e della quota di riequilibrio così calcolata costituisce il FFO definitivo dell anno anno, che, a sua volta, fungerà da base per il calcolo dell anno successivo. Il saldo fra la riduzione subita per il riequilibrio e la sua riassegnazione sulla base dell aliquota standard mette in evidenza quali sono state le performance dell Ateneo, secondo i criteri impliciti nel meccanismo del riequilibrio. Nl Nel contempo, tmp in aggiunta alle assegnazioni i con finalità di riequilibrio, ilibri nel corso dltmp del tempo sono state tt attribuite it agli atenei risorse, in alcuni casi consolidate nel FFO e in altri casi una tantum, destinate alla generalità degli atenei per finalità varie (accelerazione del riequilibrio, assistenza ai disabili, contratti con studiosi impegnati all estero, mobilità dei docenti, assegni di ricerca, collaboratori linguistici, cooperazione interuniversitaria, banda larga GARR, ecc. ) e a sostegno di specifici atenei sulla base di accordi tra di essi e il Ministero. (.milioni) Finanziamenti statali alle università italiane (*) 2009(*) 2010(*) Fondo ordinario delle università statali Edilizia universitaria Piani triennali di sviluppo Diritto allo studio TOTALE FONDI STATALI Fondo ordinario delle università non statali (*) Come previsto dalla legge Finanziaria Strettamente Riservato e Confidenziale

8 FFO Quota di riequilibrio Criteri di riparto della Quota di Riequilibrio dal 2004 (effettivo) Modello teorico CNVSU 100% basato sul 70 % basato 33,3% basato sulla 30% domanda di costo standard per sulla domanda di domanda di formazione studente iscritto formazione formazione 30 % basato sui risultati della formazione 33,3% basato sui risultati della formazione 33,3% basato sui risultati della ricerca 30% risultati della formazione 30% risultati della ricerca scientifica 10% progetti speciali - incremento peso studenti stranieri e studenti da sedi lontane con punteggio elevato nel diploma di scuola superiore e/o nei test di accesso - incremento peso studenti Laurea Magistrale con Laurea Triennale presso altri Atenei conseguita in max 4 anni - considerazione % laureati occupati a un anno dalla laurea - considerazione % studenti che conseguono la LM 3 anni dopo LT - incremento peso valutazioni Comitato di indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) - integrazione valutazioni CIVR con risultati VI Programma Quadro -mobilità studentesca - centri di eccellenza - internazionalizzazione -valutazioni all immatricolazione - azioni di supporto per recupero debiti formativi - accreditamento La formula del Comitato nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU) ha sostituito i criteri di riparto del fondo di riequilibrio utilizzati fino al Tale modello è stato formulato nel 2004 e modificato nel 2005 accogliendo parte delle osservazioni formulate dalla CRUI. 8 Strettamente Riservato e Confidenziale

9 FFO Quota di riequilibrio La domanda di formazione è espressa in termini di studenti full time equivalenti (FTE) pesati per la classe di Corso di laurea (CL), ulteriormente pesati per un fattore di correzione di Ateneo, KA, legato al rispetto dei requisiti minimi dei corsi e al fattore qualità nella fornitura del servizio. Dal 2004 al 2006, tuttavia, gli studenti part-time, non essendo omogenee tra le Università le possibilità di iscrizione, hanno avuto lo stesso peso degli studenti full time. Si sono ignorati, inoltre, gli iscritti al primo anno, perché i numerosi abbandoni entro il primo anno potrebbero creare distorsioni e si è tenuto conto solo degli studenti iscritti agli anni successivi. I risultati della formazione sono misurati: peril20%,daicreditiformativiuniversitari(cfu)guadagnati (si considerano solo i CFU guadagnati in n+1 anni di corso, dove n indica la durata legale del corso di laurea); per il 10%, dal numero di laureati dell anno ponderati con dei coefficienti che tengono conto del tempo impiegato per conseguire il titolo rispetto alla durata normale del corso di studi. In applicazioni successive, quando saranno pienamente operative le Anagrafi degli studenti e dei laureati, il fattore qualità didattica dovrebbe tener conto, secondo quanto indicato dal CNVSU, di: accreditamento del corso; riscontro occupazionale dei laureati; successo negli studi successivi; gradimento ex post da parte dei laureati. Per quanto concerne i risultati i dll della ricerca scientifica, ifi la formula dlc del CNVSU considera il potenziale di ricerca in base al numero di docenti, ricercatori, borsisti, assegnisti, ecc., opportunamente pesati secondo la categoria di appartenenza e ulteriormente ponderati per indicatori di partecipazione e di successo nella richiesta di fondi Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) nel triennio precedente, cui si aggiunge il numero di ricercatori virtuali calcolato l in base ai fondi esterni ottenuti dall ateneo per attività iiàdi ricerca. Il 10% per progetti speciali non è stato ancora assegnato. 9 Strettamente Riservato e Confidenziale

10 Ripartizione del FFO dal 1995 al 2007 La quota di FFO destinata al riequilibrio ha avuto un andamento crescente nel tempo, dall 1,5% nel 1995 al 9,5% nel 2003, dando luogo ad una riduzione degli squilibri che, alla fine del 2003, risultavano contenuti nella fascia del ± 20%. L adozione di criteri stabili nel tempo ha fornito inoltre a ciascun ateneo incentivi al miglioramento della propria gestione e dei propri risultati nonché elementi di consapevolezza della propria posizione relativa nell ambito del sistema. Dall entrata in vigore, nel 2004, del nuovo modello di valutazione proposto dal CNVSU tale quota è diminuita drasticamente in quanto sono volute garantire prioritariamente i i assegnazioni i corrispondenti ial FFO consolidabile dell anno precedente. 10% 8% 6% 4% 2% 0% Quote di FFO destinate annualmente al Riequilibrio 9,5% 9,0% 8,5% 80% 8,0% 80% 8,0% 7,5% 7,0% 3,5% 3,6% 2,2% 1,5% 0,5% 0,6% Strettamente Riservato e Confidenziale

11 Gli altri fondi statali annuali Fondo per l'edilizia universitaria e per le grandi attrezzature scientifiche: Nello stato di previsione del MIUR sono stati istituiti due distinti fondi per investimenti (l articolo 46 della legge finanziaria 2002 (legge n. 448/2001) ha disposto l istituzione listituzione, nello stato di previsione della spesa di ciascun Ministero, di un fondo per gli investimenti per ogni complesso omogeneo di spesa): il Fondo università e ricerca e il Fondo per l'edilizia universitaria. Le risorse relative al Fondo per l'edilizia universitaria e per le grandi attrezzature scientifiche confluiscono quindi nel Fondo investimenti edilizia universitaria. I Ministri competenti devono presentare al Parlamento, per l acquisizione lacquisizione del parere una relazione nella quale siano individuate le destinazioni delle disponibilità di ciascun fondo. Il fondo per l'edilizia universitaria e per le grandi attrezzature scientifiche è ripartito in relazione alle necessità di riequilibrio delle disponibilità edilizie, ed alle esigenze di investimento in progetti di ricerca di rilevante interesse nzionle nazionale. 11 Strettamente Riservato e Confidenziale

12 Gli altri fondi statali annuali Fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario: La normativa riguardo la procedura per la determinazione dei criteri di costituzione del fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario è stata radicalmente cambiata, rispetto a quanto precedentemente stabilito dal D.P.R. 25/1998. La nuova normativa, stabilita dal D.M: 362 del 2007, prevede: determinazione degli obiettivi del sistema universitario nel triennio, con relativa finalizzazione delle risorse finanziarie, tramite un decreto ministeriale adottato previo parere del C.U.N., della Conferenza dei rettori delle università italiane, del Consiglio nazionale degli studenti universitari e delle Commissioni prlm parlamentari tricompetenti; ti l adozione da parte delle Università, entro il 30 giugno di ogni anno di programmi triennali (che tengano altresì conto delle risorse acquisibili autonomamente, nonché di quelle che si renderanno disponibili per cessazioni dal servizio di personale nell arco del quadriennio successivo), coerenti con le predette linee generali d indirizzo; di i la valutazione e il periodico monitoraggio, dei risultati delle attività svolte in attuazione dei programmi stessi, anche ai fini della ripartizione delle risorse, secondo quanto indicato dall art. 4, comma 6, del D.M: 362 del 2007, sulla base di parametri e criteri individuati dal Ministro, sentita la CRUI, e avvalendosi del CNVSU; la presentazione, da parte del Ministero, di relazioni periodiche al Parlamento relativamente al precedente punto. 12 Strettamente Riservato e Confidenziale

13 2. I fondi speciali 13 Strettamente Riservato e Confidenziale

14 I fondi statali speciali Programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN) Con l'evoluzione della normativa nazionale per il finanziamento di "Ricerche di Rilevante Interesse Nazionale, il MIUR ha avviato un nuovo meccanismo di assegnazione di fondi, basato su precisi punti qualificanti: il cofinanziamento, il lavoro di ricerca di gruppo e il principio della valutazione dei progetti di ricerca. I PRIN prevedono proposte di ricerca libere e autonome, senza obbligo di riferimenti a tematiche predefinite a livello centrale e vengono privilegiate le proposte che integrano varie competenze e apporti provenienti da Università diverse. Ciascun progetto, presentato in base a bandi annuali, è valutato collegialmente da due revisori seguendo tali criteri: Criterio Punti Qualità scientifica, unitarietà, interesse nazionale e internazionale del progetto Fino a 15 Capacità del gruppo nazionale di ricerca di realizzare il progetto nei tempi previsti Fino a 10 Esperienza e autorevolezza scientifica del coordinatore nazionale e dei coordinatori di unità Fino a 10 Congruità della dimensione del gruppo nazionale e delle unità operative rispetto agli obiettivi di ricerca e all interesse nazionale del progetto Fino a 10 Integrazione e collaborazione tra le unità operative Fino a 12 Sostenibilità finanziaria del progetto e congruità del prospetto finanziario Fino a 3 Totale punteggio massimo 60 Fonte: 14 Strettamente Riservato e Confidenziale

15 I fondi statali speciali Fondo per le agevolazioni alla ricerca industriale (FAR) Il FAR è operativo dal 17 febbraio 2001 (in base ad DM 8 agosto 2000, n. 593)con la normativa che ha riformato il sistema di sostegno alla Ricerca industriale, accorpando in un unico provvedimento tutta la normativa precedente composta da un elevato numero di norme e regolamenti susseguitesiinunarcodioltre30anni.ilsostegnoèconcesso alle attività di Ricerca industriale, e può estendersi anche ad attività che mirino a concretizzare i risultati della Ricerca in un progetto o in un prototipo di nuovo prodotto (o impianto pilota per un nuovo processo). Questa la nuova specializzazione: su programmi nazionali di Ricerca industriale previsti dal decreto sulla competitività con il coinvolgimento di Imprese - Università - Enti pubblici di Ricerca su spin-off e start-up connessi alla Ricerca su progetti di Ricerca da parte delle PMI. Possono ricevere tale tipologia di finanziamento i seguenti soggetti, ove abbiano stabile organizzazione nel territorio nazionale: le imprese industriali produttrici di beni e/o servizi; le imprese esercenti attività di trasporto; le imprese artigiane; i centri di ricerca con personalità giuridica autonoma; i consorzi e le società consortili, composti in qualsivoglia modo, purché con partecipazione finanziaria maggioritaria dei soggetti sopra elencati; il limite di tale partecipazione scende al 30% ove la struttura consortile abbia sede in una delle aree cd. depresse del territorio nazionale; i parchi scientifici e tecnologici, di cui ad uno specifico elenco del MURST. Tra le novità di maggiore significato, primaria importanza ha l opportunità di presentare progetti in modo congiunto tra soggetti industriali e strutture del mondo pubblico della ricerca (Università e Enti pubblici di ricerca). In precedenza, la legge consentiva tali collaborazioni solo ove assumessero la forma di una struttura consortile, oppure lasciando al soggetto pubblico un ruolo di sub-contraente. 15 Strettamente Riservato e Confidenziale

16 I fondi statali speciali Con il decreto n. 593, invece, l impresa e l Università (o l Ente) possono condurre in modocongiuntounsingolo progetto, con evidenti vantaggi per la riuscita dello stesso. E comunque previsto che l impegno finanziario sia sostenuto in misura prevalente dal soggetto industriale; tuttavia, ove il progetto si realizzi in una delle aree depresse del territorio nazionale, la partecipazione industriale può limitarsi al 30% dell impegno finanziario complessivo del progetto. La motivazione risiede nella necessità di favorire tali collaborazioni, specie in zone, quali quelle meridionali, dove più consistente è la presenza di istituzioni scientifiche rispetto ad imprese che investono in R&S. Fondo per gli investimenti in ricerca di Base (FIRB) Il FIRB è il principale strumento di finanziamento della Ricerca di Base, finanzia cioè le attività che mirano all'ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecniche non connesse a immediati e specifici obiettivi commerciali o industriali, con l'obiettivo di potenziare la competitività internazionale in Italia. Attraverso le risorse del FIRB, e in coerenza con l'art. 104 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il MIUR interviene a sostegno di università (statali e non), enti di ricerca e soggetti che svolgono attività di ricerca scientifica-tecnologica senza fini di lucro, che presentino: progetti di ricerca di base di alto contenuto scientifico o tecnologico, anche a valenza internazionale; progetti strategici di sviluppo di tecnologie pervasive e multi settoriali; progetti di potenziamento delle grandi infrastrutture di ricerca pubbliche o pubblico-private; proposte per la costituzione, potenziamento e messa in rete di centri di alta qualificazione scientifica, pubblici o privati, anche su scala internazionale. Fondo per l'innovazione tecnologica (FIT) Il FIT ha come finalità quella di promuovere e diffondere l'innovazione basata sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nelle Piccole e Medie Imprese. Il Bando di accesso al FIT, emanato nell'ottobre 2003 con decreto dal Ministero delle Attività Produttive e diretto all'intero territorio nazionale, è destinato oltre che alle PMI, alle Università ed Enti pubblici di ricerca e ai Centri di ricerca in partnership con le imprese. 16 Strettamente Riservato e Confidenziale

17 I fondi statali speciali Fondo per gli Enti pubblici di ricerca (FOE) Il FOE è regolamentato dall'art. 11 della Legge n. 468 del 5 agosto Beneficiano dei finanziamenti erogati attraverso il FOE vari Enti pubblici di Ricerca quali, ad esempio, il CNR, l'osservatorio Geofisico Sperimentale, l'istituto Nazionale di Fisica della Materia, l'istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed altri ancora. Secondo i nuovi criteri di ripartizione fissati dal PNR, il finanziamento riguarda progetti coerenti con le scelte del PNR focalizzati su tematiche interdisciplinari in grado di attivare un forte partenariato pubblico privato raccordati alle esigenze di sviluppo dei sistemi socio-economici locali. Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca (FISR) Il FISR finanziai progetti specifici i di Ricerca su tematiche ih considerate strategiche, ih in base a quanto indicato dl dal PNR. I progetti di Ricerca possono essere presentati, oltre che dalle Università, da Enti di Ricerca pubblici e privati in collaborazione fra loro e/o con imprese. 17 Strettamente Riservato e Confidenziale

18 3. Le fonti di finanziamento alternative 18 Strettamente Riservato e Confidenziale

19 Finanziamenti provenienti da fonti private Le fondazioni: Le fondazioni sono entità private operanti senza fini di lucro, dotate di piena autonomia decisionale per la definizione della propria missione istituzionale. La loro azione è rivolta al perseguimento di obiettivi di utilità sociale anche nei settori della ricerca scientifica e nel trasferimento tecnologico. In tal senso le fondazioni operano però con strumenti differenti: Fondazioni di erogazione (grant making): concedono a terzi le risorse necessarie a svolgere l'attività di ricerca e sviluppo; Fondazioni i di gestione (operating foundation): svolgono direttamente l'attività i d'indagined i scientifica ifi ed industriale; Fondazioni intermediarie (fundrising): operano per la raccolta di fondi da destinare alla ricerca e all'innovazione. Le imprese private: La sponsorizzazione ed il finanziamento di imprese private con l obbiettivo di ritorno pubblicitario e commerciale: Le prestazioni previste da un contratto di sponsorizzazione sono: a carico dello sponsee (ente pubblico) quella di veicolare il nome, marchio oprodotto dll dello sponsor; quella dll dello sponsor di erogare un corrispettivo in denaro oppure assumere un obbligazione a conferire un bene o a fornire un servizio (obbligazione di dare o facere). Costituire partnership per il sostegno e la collaborazione in specifici progetti di ricerca Permettendo di ottenere, oltre a riconoscimenti in termini di visibilità, modalità privilegiate per partecipare alla vita universitaria, come speaking opportunities nell ambito di incontri e conferenze, presenza privilegiata nell ambito di eventi di rilievo nella vita universitaria, possibilità di studiare occasioni formative ad hoc per l azienda. 19 Strettamente Riservato e Confidenziale

20 Le fonti alternative di finanziamento Il sistema universitario italiano risulta essere eccessivamente dipendente dai contributi del settore pubblico (attraverso diversi programmi di trasferimenti di risorse a carico del bilancio dello Stato, dell Unione Europea e degli enti locali), degli studenti (attraverso le tasse d iscrizione) e del settore privato (attraverso donazioni, finanziamenti dell attività di ricerca e di programmi didattici). Le fonti alternative di finanziamento per le Università italiane possono essere ricondotte a modelli frequentemente utilizzati a livello mondiale (prevalentemente nei paesi anglosassoni) quali: il finanziamento delle proprie necessità, principalmente quelle di straordinaria amministrazione attraverso l emissione di titoli obbligazionari (non ancora previsto dalla normativa italiana). I fondi reperiti attraverso operazioni di questo tipo possono essere utilizzati per finanziare progetti di ampie dimensioni come ad esempio la costruzione o la ristrutturazione i di edifici i e di centri di ricerca. La creazione, in partnership con operatori di venture capital, di spin-off. 20 Strettamente Riservato e Confidenziale

21 Gli spin-off universitari I brevetti sono il metodo più utilizzato per trasferire le conoscenze scientifiche delle università alle società private. Tuttavia, se la nuova tecnologia non è facilmente brevettabile e trasferibile ad una società esterna o se l università non è in grado di valorizzare al meglio la tecnologia attraverso tale tipo di accordi, è preferibile intraprendere una strada più diretta e commercializzare l innovazione tecnologica creata costituendo una nuova società: uno spin-off universitario. Lo spin-off può quindi essere definito come una nuova iniziativa imprenditoriale che viene avviata da docenti, ricercatori e laureati al fine di perseguire le opportunità imprenditoriali dischiuse dall applicazione delle conoscenze e delle tecnologie sviluppate nell ambito dell attività di ricerca. Il processo di valorizzazione della ricerca per mezzo di un impresa spin-off può essere articolato in quattro fasi: generazione di idee imprenditoriali dalla ricerca scientifica; formalizzazione e pianificazione strategica del modello di business dei progetti imprenditoriali; lancio delle imprese spin-off e consolidamento del valore creato dall impresa spin-off. Gli spin-off hanno visto, nel tempo, incrementare la loro importanza, non solo perché permettono di trasferire la conoscenza universitaria e incoraggiano lo sviluppo economico locale, ma anche perché permettono alle Università di ottenere ritorni finanziari ed economici di lungo periodo. 21 Strettamente Riservato e Confidenziale

22 Gli spin-off universitari ed il venture capital Il venture capital è l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. L attività di tali operatori può essere ricondotta a due tipologie specifiche di investimenti: l'early stage financing, ovvero l'insieme dei finanziamenti (seed financing e start up financing) a sostegno delle imprese nei primi stadi di vita; l'expansion financing, ovvero quella serie di interventi effettuati in imprese già esistenti che necessitano di capitali per consolidare e accelerare la crescita in atto. Il venture capital può essere uno degli strumenti più idonei per finanziare nuove iniziative imprenditoriali basate sullo sfruttamento di brevetti derivati da ricerche universitarie, in quanto tale tipologia di operatore coniuga la propensione al rischio con la ricerca di elevati ritorni che il successo di un prodotto innovativo può garantire nel breve-medio termine. L intervento del venture capitalist non si limita ad un apporto finanziario ma prevede un orizzonte temporale medio - lungo e coinvolge anche la gestione dell impresa finanziata. Sirealizzacosìunafasedicontrollodell impresadaparte del venture capitalist anche attraverso un apporto manageriale diretto che, sia a livello di board che di management operativo dell impresa, affianca quello esistente. Tale apporto garantisce le competenze necessarie al raggiungimento della maturità gestionale e finanziaria in grado di farle crescere. La creazione di spin-off universitari con la partecipazione di operatori di venture capital permette quindi, in prima istanza, di ottenere i capitali e le competenze manageriali necessarie alla creazione di queste società. 22 Strettamente Riservato e Confidenziale

23 Le obbligazioni Le obbligazioni i i (o bond) sono titoli di credito emessi da Stati, società oenti sovranazionali che conferiscono al soggetto che ha comprato l'obbligazione il diritto di essere rimborsato del capitale prestato più un certo ammontare di interessi. L'obbligazione consiste quindi in una forma di debito che l'ente emittente si assume verso i propri investitori. Il soggetto che acquista delle obbligazioni da uno Stato o da una società diventa a tutti gli effetti creditore dell'ente emittente. Le obbligazioni permettono ad un ente pubblico o ad una società di raccogliere i finanziamenti e la liquidità di cui ha bisogno per l'esercizio della propria attività. Obiettivo dell'ente o della società che emette titoli obbligazionari è in sostanza quello di raccogliere capitali da investire rivolgendosi direttamente ai risparmiatori, a condizioni economiche spesso più vantaggiose di quelle che si avrebbero nel caso di finanziamentidapartedibancheodiistitutidicredito specializzati. L'interesse corrisposto periodicamente è detto cedola perché in passato per riscuoterlo si doveva staccare il tagliando numerato unito al certificato che rappresentava l'obbligazione. Il finanziamento obbligazionario potrebbe essere estremamente vantaggioso per le Università italiane nel caso in cui sia garantito da enti locali (regioni, province, comuni). Tale garanzia comporterà un ridotto costo del capitale in quanto titoli considerabili quasi privi di rischio e quindi ricadenti in un alta classe di rating. La legislazione l i italiana, al momento, non prevede il ricorso da parte dll delle Università ità possano ricorrere al mercato obbligazionario in quanto è concesso loro di finanziarsi esclusivamente attraverso il ricorso a mutui ed esclusivamente per le spese di investimento (secondo la legge 168 del 1989 articolo 7, comma 5). È importante notare che tale tendenza potrebbe essere invertita in quanto, pur se puntando ad una riduzione dell indebitamento degli atenei (imponendo un onere annuo del debito che non possa superare una percentuale del FFO nell intervallo del 2-4%), le raccomandazioni* della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica del Ministero dell Economia e delle Finanze punterebbero ad aprire alle università forme di debito diverse dai mutui. * Misure per il risanamento finanziario e l incentivazione dell efficacia e dell efficienza del sistema universitario (DOC. 2007/3 BIS, 31 luglio 2007). 23 Strettamente Riservato e Confidenziale

IL MINISTRO DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

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