ISTITUTO COMPRENSIVO VIA P. MAFFI ROMA PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA a. s

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO VIA P. MAFFI ROMA PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA a. s SEDI TERRITORIALI Scuola statale dell Infanzia Via Maglione, 39 Luigi Maglione Tel Scuola statale Primaria Via Pietro Maffi, 45 Pietro Maffi Tel / Fax Scuola statale Secondaria di I grado Via Val Favara, 31 - Roma don Giuseppe Morosini tel Fax Sezioni Staccate Ass. Ospedaliere: RMMM56403B Policlinico Universitario A. Gemelli Tel/Fax 06/ RMMM56404C Clinica Ematologica Policlinico Univ. Umberto I Tel. 06/ Fax 06/ RMMM56405D Cliniche Pediatriche Policlinico Univ. Umberto I Tel. 06/ Fax 6/ RMMM Ospedale Bambino Gesù di Palidoro (Km.30 Aurelia) Tel 06/ Fax 06/ C.T.P. Centro Territoriale Permanente Via Pietro Maffi, 45 Tel / Fax Nel progetto unitario sono coinvolte: n. 8 classi nella scuola dell Infanzia Luigi Maglione n. 24 classi nella scuola Primaria Pietro Maffi n. 21 classi nella scuola Secondaria di primo grado don Giuseppe Morosini + 4 pluriclassi nelle sezioni ospedaliere + le attività del Centro Territoriale Permanente E compito dell Istituto assicurare che siano seguite e rispettate le seguenti linee di indirizzo: Scelte formative attente alla dimensione europea dell istruzione e formazione Costruzione di competenze di alto profilo cognitivo, metacognitivo, relazionale Valorizzazione delle differenze, recupero degli svantaggi e cura dell eccellenza Valorizzazione delle competenze del personale della scuola Sviluppo di un sistema integrato d azione tra scuola e territorio

2 SOMMARIO 1FISIONOMIA DELLA SCUOLA DATI STATISTICI RETI DI SCUOLE LA CONTINUITÀ BAMBINE E BAMBINI ELOGIO DELLA DIFFERENZA: CONTESTO SOCIALE, CULTURALE ED ECONOMICO DEL TERRITORIO RILEVAZIONE DEI BISOGNI E DELLE ASPETTATIVE DEGLI UTENTI Bisogni degli alunni Bisogni dei genitori...9 2LINEE GUIDA D ISTITUTO ELABORARE IL SENSO DELLA PROPRIA ESPERIENZA ACQUISIRE GLI ALFABETI DI BASE DELLA CULTURA PROMUOVERE LA PRATICA CONSAPEVOLE DELLA CITTADINANZA ATTIVA. CITTADINANZA E COSTITUZIONE INDIVIDUARE IMPOSTAZIONI METODOLOGICHE: L AMBIENTE DI APPRENDIMENTO Integrazione alunni diversamente abili e/o in situazione di disagio L istruzione domiciliare Piano Annuale per lnclusività (P.A.I). Bisogni Educativi Speciali (BES) SCUOLA DELL INFANZIA OBIETTIVI FORMATIVI SCUOLA DELL INFANZIA Autonomia Socializzazione Comportamento Motivazione PRINCIPI GUIDA SCUOLA DELL INFANZIA LA DIDATTICA NELLE SEZIONI: PROGRAMMAZIONE I bambini hanno diritto La nostra è una didattica laboratoriale! I PROGETTI La settimana dei Mestieri L arte nella natura Tu conosci Roma? Corso: Musica a scuola Teatro dentro e fuori...19

3 3.6I LABORATORI a classi aperte ACCOGLIENZA INSERIMENTO SCUOLA PRIMARIA Dotazione strumentale e tecnologica L educazione musicale fin dall Infanzia Proposte didattiche alternative all IRC Leggere, discutere, sperimentare Il coordinamento insegnanti di sostegno (C. d. S.): finalità e organizzazione Indicatori e Descrittori per la valutazione del Comportamento SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ACCOGLIENZA DELLE CLASSI PRIME ORIENTAMENTO DELLE CLASSI TERZE MODALITÀ ORGANIZZATIVE E ORARIO DELLE LEZIONI ATTIVITÀ ALTERNATIVA ALL INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA STRUTTURE E LABORATORI I Laboratori L ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO AREE DISCIPLINARI AREA LINGUISTICO - ARTISTICO - ESPRESSIVA AREA STORICO - GEOGRAFICA AREA MATEMATICO SCIENTIFICO - TECNOLOGICA SAPERE E SAPER FARE : I LABORATORI Progetti di arricchimento dell offerta formativa (in orario curricolare) Attività extracurricolari (in orario pomeridiano) COLLABORAZIONI ESTERNE VERIFICHE E VALUTAZIONE GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER LE VERIFICHE SOMMATIVE CRITERI PER L ATTRIBUZIONE DELLA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO...38 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE D ISTITUTO AUTOVALUTAZIONE DI ISTITUTO GLI ASSI CULTURALI E LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE L ASSE DEI LINGUAGGI L ASSE LOGICO-MATEMATICO L ASSE SCIENTIFICO-TECNOLOGICO...44

4 7.4L ASSE STORICO SOCIALE DOCUMENTO DI VALUTAZIONE SEZIONI OSPEDALIERE ANALISI DELL ESPERIENZA FINALITÀ OBIETTIVI Obiettivi Area Cognitiva Obiettivi Area Affettiva ATTIVITÀ EDUCATIVO - DIDATTICHE METODOLOGIA E DIDATTICA OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE (CTP)...52

5 1 FISIONOMIA DELLA SCUOLA La continuità dell azione educativa dai tre ai quattordici anni è l aspetto che maggiormente caratterizza l impostazione unitaria del documento che attraversa i vari ordini di scuola presenti nell Istituto: scuola dell infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di 1 grado. La continuità fra ordini di scuola si realizza attraverso: percorsi di formazione dei docenti intorno a nodi significativi dell'insegnamento-apprendimento, confronto di idee e scambio di esperienze/informazioni, stesura di progetti comuni per la realizzazione di curricoli lunghi. E attivo nel nostro Istituto un progetto di continuità che coinvolge tutti gli ordini scolastici: infanzia-primaria-secondaria del I ordine e abbraccia quindi i primi 14 anni di vita di ciascun alunno. Esso prevede visite dei nuovi iscritti alla scuola dell ordine successivo (conoscenza degli spazi, dell organizzazione, dei docenti, incontri e relazioni con i bambini che già la frequentano, etc.), scambio di informazioni e collaborazioni fra docenti di ordini scolastici contigui finalizzati alla realizzazione di curriculum disciplinari in continuità verticale. La Rete Rosetta Rossi e il sito web dell Istituto consentono di realizzare forme di continuità orizzontale con scuole del territorio (anche quelle attive in quartieri e/o città non contigue) e con le famiglie. L Istituto Comprensivo via P. Maffi ha tre sedi territoriali ubicate nel quartiere romano di Primavalle - Torrevecchia, nel XIX Municipio, un area storica della periferia romana, significativa per gli insediamenti pubblici degli anni 30, che con l edificazione intensiva degli anni 80 ed il processo di risanamento di infrastrutture e servizi, si è legata alle aree limitrofe del quadrante nord occidentale della città. L intersezione con i cambiamenti sociali ed economici della città determina la realtà socioculturale ed economica del bacino di utenza, con esigenze e bisogni che vengono periodicamente rilevati per offrire un POF di qualità. L utenza é costituita in maggioranza da piccola e media borghesia, ceto impiegatizio, professionale o artigianale; numericamente ridotte le situazioni di disagio grave. Da recenti indagini sulla popolazione scolastica inerenti il retroterra familiare degli alunni (indagini con valore non statistico ma che offrono una prima lettura dei fenomeni sociali) è emersa l immagine di un insediamento a carattere misto, con una scolarità assestata sull obbligo e potere economico medio-basso. Si registra inoltre una presenza, progressivamente più numerosa negli ultimi cinque anni, e non sempre legalizzata, di migranti provenienti dall Europa centro-orientale, dall Oriente, dall America Latina e dal Nord-Africa così come di bambini provenienti da coppie di cittadinanza mista, quest ultimo un importante segnale di integrazione per i cittadini stranieri. Il territorio di competenza dell Istituto, pur non rientrando nel novero delle zone definite a rischio, è sicuramente classificabile fra le cosiddette periferie sensibili. L edificio Maffi é la sede legale e amministrativa dell Istituto Comprensivo e ospita la Scuola dell Infanzia Comunale, le classi di scuola primaria a modulo nella formula 3-su-2, una interclasse parallela a tempo pieno (modello didattico non più confermato a partire dall anno scolastico ). Sono inoltre presenti le attività modulari del Centro Territoriale Permanente per l Educazione e l Istruzione degli adulti (CTP) XI per il territorio del XXVII distretto scolastico. L edificio Maglione ospita la Scuola dell Infanzia Statale e classi di scuola primaria a tempo pieno. L edificio Morosini ospita la Scuola Secondaria di I grado. L Istituto Comprensivo comprende inoltre quattro Sezioni Ospedaliere: Policlinico Universitario A. Gemelli, Clinica Ematologica Policlinico Univ. Umberto I, Cliniche Pediatriche Policlinico Univ. Umberto I, Ospedale Bambino Gesù di Palidoro. La presenza ed il funzionamento delle sezioni ospedaliere crea da una parte complessità gestionale, ma dall altra arricchisce la professionalità di tutto il personale della scuola, essendosi instaurata negli anni una soddisfacente interazione fra le componenti della sede territoriale e delle sedi ospedaliere. In base alle esperienze acquisite la scuola è stata individuata come Scuola Polo in ambito regionale per il settore della scuola primaria e secondaria di I e II grado per il progetto nazionale di ricerca La scuola in ospedale e per le innovazioni tecnologiche nella didattica e nell organizzazione. L Istituto, in rete con scuole di diverso ordine e con gli Enti pubblici e privati del territorio, partecipa ad attività e progetti di ricerca-azione per il miglioramento dell offerta formativa, di particolare attenzione è il raccordo con le scuole del territorio e con il Servizio Materno Infantile dell ASL per l accoglienza e l integrazione degli alunni diversamente abili, o in situazione di difficolta, al fine di acquisire elementi diagnostico-funzionali utili a realizzare percorsi di formazione personalizzati e tesi all inclusione sociale. Ogni anno le scuole del nostro circolo si avvalgono della collaborazione di operatori educativi - dipendenti da enti contrattati dal Municipio XIX - che supportano i bambini diversamente abili, non autonomi, inseriti nelle sezioni e nelle classi del Circolo.

6 Dall analisi del profilo dell utenza nasce l esigenza di progettare e realizzare un Piano dell Offerta Formativa flessibile, rispondente alle richieste del contesto socio-culturale e conforme agli obiettivi della Comunità Europea Strategia di Lisbona : offrire opportunità di sviluppo, accogliendo e valorizzando le differenze sviluppare le competenze per la società della conoscenza superare le situazioni di svantaggio culturale prevenire devianze e abbandoni educare ad un consapevole utilizzo delle tecnologie informatiche migliorare le competenze nelle lingue comunitarie dare ampio spazio all educazione motoria motivare e orientare gli alunni verso studi di tipo tecnico/scientifico consolidare un clima positivo di collaborazione nella scuola e tra scuola e famiglie rendere la scuola un centro di aggregazione culturale e sociale sul territorio rafforzare la cooperazione europea 1.1 DATI STATISTICI L Istituto Comprensivo di VIA MAFFI, di nuova istituzione al 1 settembre 2012, si articola su tre edifici scolastici, sedi operative: SEDE CENTRALE Via P. Maffi n. 45 PLESSO INFANZIA PRIMARIA Via L. Maglione n. 15 PLESSO SECONDARIA 1 grado Via Val Favara n. 31 L organico del Personale Docente, Amministrativo e Ausiliario è determinato per l anno scolastico , con riferimento ai parametri previsti dalla normativa vigente e in rapporto ai seguenti dati: Scuola Infanzia e Primaria Alunni n. 731 Scuola Secondaria 1 grado Alunni n. 451 Totale sedi operative Alunni n DOCENTI in ORGANICO di DIRITTO Infanzia 14 Primaria 48 Secondaria 1 grado di sostegno Sezioni Ospedaliere 26 PERSONALE ATA in ORGANICO di DIRITTO DSGA Direttore Servizi generali e Amministrativi n. 1 Assistenti amministrativi n. 8 Collaboratori scolastici n. 15 Sono associate, contraddistinte da diverso indirizzo e numero civico, n. 4 sezioni ospedaliere di scuola secondaria di 1 grado, con flusso medio annuale alunni n. 625: Osp. Policlinico Gemelli L.go Francesco Vito (Distr. 27) Flusso annuo alunni n. 125 Osp. Ist. di Ematologia Pol. Umberto I Via Benevento (Distr. 11) Flusso annuo alunni n. 15 Osp. Ist. di Pediatria Pol. Umberto I V.le del Policlinico (Distr. 11) Flusso annuo alunni n. 215 Osp. Bambin Gesù di Palidoro Via Aurelia Km. 30 (Distr. 22) Flusso annuo alunni n. 270 All Istituzione Scolastica è annesso il C.T.P. n. 11 funzionante sulle seguenti sedi: Via P. Maffi n. 45 (Distr. 27) Dalle 9,00 alle 20,00 Informatica/licenza media/lingue Via l. Maglione n. 39 (Distr. 27) Dalle 15,00 alle 20,00 Licenza media/restituzione sociale P.za S.Maria della Pietà (Distr.27) Dalle 9,00 alle 13,00 Restituzione sociale Via al Sesto Miglio n. 78 (Distr. 28) Dalle 9,00 alle 20,00 Italiano per stranieri

7 Flusso medio di utenza n. 800, con conseguente incremento in organico di: n. 14 docenti (N. 5 primaria + n. 9 secondaria 1 grado) n. 1 assistente amministrativo n. 4 collaboratori scolastici L orario delle attività della scuola è così articolato: MAFFI: dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle 17,00 MAGLIONE: dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 17,00 CTP n. 11: dal lunedì al venerdì dalle ore 12,48 alle ore 20,00 Nel plesso MAGLIONE l orario delle attività inizia alle ore 7,30 per le esigenze determinate dal progetto accoglienza (pre-scuola), che prevede l affluenza anche degli alunni del plesso MAFFI. Nei plessi MAFFI e MAGLIONE viene svolta la programmazione settimanale fino alle ore 19,00 (di norma il martedì). Per il plesso di VIA VAL FAVARA, l orario settimanale, come definito dal Piano Annuale delle attività curriculari ed extracurriculari per gli alunni della scuola secondaria di 1 grado, è articolato su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,00 alle ore 14,00. Le riunioni dei Consigli di classe vengono svolte fino alle ore 19,00 (di norma il giovedì). 1.2 RETI DI SCUOLE Il nostro Circolo Didattico ha promosso, ed è sede legale di, un Accordo che ha dato vita ad una Rete, denominata Rosetta Rossi che coinvolge le istituzioni scolastiche attive nel territorio del XIX Municipio. L accordo di rete prevede incontri mensili fra i dirigenti delle istituzioni scolastiche associate, favorendone una comunicazione più intensa e proficua. Consente di stimolare e realizzare - anche attraverso studi e ricerche - l accrescimento della qualità dei servizi offerti dalle istituzioni scolastiche. Promuove attività didattiche - anche in forma laboratoriale-, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, formazione e aggiornamento professionale; di amministrazione e contabilità, acquisto di beni e servizi. Il CTP XI è inserito nella rete dei CTP di Roma e provincia, con sede legale presso il CSA di Roma. Lo scopo dell intesa è stabilire collaborazioni fra coordinatori relativamente alle iniziative di carattere nazionale e internazionale sull educazione degli adulti. Il Circolo fa parte inoltre della rete DEURE, costituitasi presso l Istituto Armellini di Roma, relativamente alle azioni di insegnamento delle lingue seconde 1.3 LA CONTINUITÀ La continuità fra ordini di scuola si realizza attraverso: percorsi di formazione dei docenti intorno a nodi significativi dell'insegnamento-apprendimento, confronto di idee e scambio di esperienze/informazioni, stesura di progetti comuni per la realizzazione di curricoli lunghi. E attivo nel nostro Istituto un progetto di continuità che coinvolge tutti gli ordini scolastici : nido-infanzia-primaria-secondaria del I ordine e abbraccia quindi i primi 14 anni di vita di ciascun alunno. Esso prevede visite dei nuovi iscritti alla scuola dell ordine successivo (conoscenza degli spazi, dell organizzazione, dei docenti, incontri e relazioni con i bambini che già la frequentano, etc.), scambio di informazioni e collaborazioni fra docenti di ordini scolastici contigui finalizzati alla realizzazione di curriculum disciplinari in continuità verticale. La Rete Rosetta Rossi e il sito web dell Istituto consentono di realizzare forme di continuità orizzontale con scuole del territorio (anche quelle attive in quartieri e/o città non contigue) e con le famiglie. 1.4 BAMBINE E BAMBINI ELOGIO DELLA DIFFERENZA: Differenze di genere Malgrado il nostro Paese disponga di una legislazione avanzata relativamente all applicazione dei diritti costituzionalmente protetti per donne e uomini, nonostante sia passato un trentennio dall inizio del fenomeno culturale del femminismo e un secolo circa dalle prime lotte per l emancipazione femminile, il genere continua a fare problema. Donne e uomini sono allevati ed educati in un clima di apparente uguaglianza di stili e di potenzialità, ma il messaggio culturale più forte che colpisce l immaginario collettivo, quello infantile e adolescenziale nello specifico, non sollecita né la formazione di una coscienza consapevole del valore della differenza di genere, né dei diritti ad eguale trattamento. Il problema viene affrontato trasversalmente mediante l educazione alla riflessione sulla differenza espressa da ciascuno e al rispetto reciproco. Molta importanza viene data all educazione sessuale come educazione all affettività, anche mediante l aiuto di esperti. In particolare, la scuola offre alle bambine e ai bambini delle classi quinte la possibilità di una serie di incontri coordinati da personale specializzato avente come scopo proprio quello di confrontarsi, bambine e

8 bambini insieme e si promuove, inoltre, la formazione di gruppi di lettura e di discussione formati da sole bambine e da gruppi misti in altri momenti, considerato il diverso clima che, come suggerisce la letteratura di riferimento, si crea in ambiti separatisti o misti. Differenze di abilità La presenza di soggetti che mostrano a vario titolo delle problematiche di apprendimento, interroga le convinzioni della scuola, come istituzione, e dei docenti, intorno al concetto di normalità. Assumiamo che tale concetto è in realtà nell esperienza di ciascuno, una pratica discorsiva. Nell elaborazione linguistica e storico sociologica (Benveniste, Foucault) ogni discorso fa capo ad una autorità che, nel tempo e nei contesti, autorizza parole, toni, riferimenti normativi; inoltre, esso è proferito da ogni singolo interlocutore, come titolare del discorso specifico. La scuola è per funzione acquisita storicamente un luogo normativo e con scopi normalizzanti, nel senso che tende a ricondurre verso un modello di bambino tutti i singolari bambini con cui viene in contatto. Per questo è necessario rimanere sempre allertati rispetto al vasto campo di azioni che si apre fra l'accettazione passiva della differenza e l'intervento massivo volto alla sua completa eliminazione. Potremmo dire che fra l'adattamento spontaneo del soggetto alle richieste del contesto e l'accanimento terapeutico con cui si tenta di fornirgli gli strumenti per intervenire normalmente, al massimo del suo potenziale e della potenzialità dell'ambiente (anche tecnologico), esiste una modalità intermedia. Essa si nutre della tensione desiderante del buon insegnante che incrocia il desiderio del bambino di interagire al meglio con il Mondo. Differenze culturali Gli insegnanti che si avvicinano per dovere professionale e per curiosità culturale e politica alle problematiche dell'incontro con l'altro (definizione sufficientemente generica per inquadrare vari fenomeni culturali legati non solo alle etnie, ma alle età, all'handicap, al genere, ecc...) evitano ogni paternalismo dell'integrazione a tutti i costi. Per farlo devono : - domandarsi se ascoltano con la medesima attenzione partecipata tutti i loro alunni; l'infanzia in generale è la rappresentazione a noi più vicina dell'altro (per Freud non a caso il perturbante); - coinvolgere i genitori, i familiari dei bambini stranieri - anche se nati in Italia - in iniziative non solo di conoscenza folcloristica (usi e costumi, cibo, canti e balli, spesso non conosciuti dai più giovani in questa epoca di globalizzazione), ma con storie di vita che servano a condividere le esperienze dell'emigrazione; - attivare percorsi storico geografici non eurocentrici; - avvicinare gli insegnanti del CTP XI per conoscere i corsisti stranieri (sono presenti moltissime diverse nazionalità) e attivare progetti comuni; - avvicinare gli insegnanti che hanno lavorato ai progetti europei e vedere in che modo affrontano tale tematica con i colleghi dei Paesi in partenariato. 1.5 CONTESTO SOCIALE, CULTURALE ED ECONOMICO DEL TERRITORIO La realtà culturale economica è in via di mutamento ed è caratterizzata da: Sovrapposizione del ceto medio borghese all originario assetto socio economico operaio. Graduale evoluzione delle attività legate al commercio e all artigianato. Progressivo innalzamento del livello culturale Progressivo aumento delle infrastrutture e dei servizi di tipo sociale (spazi verdi, cinema, biblioteca, centri sociali, scuole popolarti di musica e danza, palestre, centri sportivi ) Consolidato insediamento di cittadini extracomunitari di seconda immigrazione 1.6 RILEVAZIONE DEI BISOGNI E DELLE ASPETTATIVE DEGLI UTENTI A partire dall analisi del territorio in cui opera l Istituto e in merito alla domanda formativa esplicita ed implicita posta da genitori e ragazzi si rilevano in sintesi le seguenti considerazioni: Bisogni degli alunni Star bene a scuola (ritmi distesi, spazio per il sé, spazio per la relazionalità, continuità educativa) Facilitazioni per l apprendimento (attività diversificate anche a classi aperte, attività a piccoli gruppi, spazi di progettualità e operatività) Valorizzazioni delle attitudini personali

9 Percorsi di orientamento Bisogni dei genitori Sicurezza Igiene dell ambiente Presenza di strutture adeguate (palestra, laboratori, teatro, ecc.) Scuola tecnologicamente adeguata Obiettivi e criteri di valutazione chiari e trasparenti Colloqui sistematici e accoglienza da parte dei docenti Sostegno alle scelte scolastiche successive 2 LINEE GUIDA D ISTITUTO Le linee guida del POF ruotano intorno a quattro pilastri fondamentali: elaborare il senso della propria esperienza acquisire gli alfabeti di base della cultura promuovere la pratica consapevole della cittadinanza attiva individuare impostazioni metodologiche: ambiente di apprendimento e integrare alunni diversamente abili e/o in situazione di disagio 2.1 ELABORARE IL SENSO DELLA PROPRIA ESPERIENZA La scuola svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento, fornendo all alunno le occasioni per capire se stesso, per prendere consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per progettare percorsi esperienziali e verificare gli esiti conseguiti in relazione alle attese. La scuola favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle, per rappresentarsi obiettivi non immediati e perseguirli. Promuove inoltre quel primario senso di responsabilità che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali sia sociali. Sollecita gli alunni ad un attenta riflessione sui comportamenti di gruppo al fine di individuare quegli atteggiamenti che violano la dignità della persona e il rispetto reciproco, li orienta a sperimentare contesti di relazione dove sviluppare atteggiamenti positivi e realizzare pratiche collaborative. Crea contesti in cui gli alunni sono indotti a riflettere per comprendere la realtà e se stessi, diventando consapevoli che il proprio corpo è un bene da rispettare e tutelare. 2.2 ACQUISIRE GLI ALFABETI DI BASE DELLA CULTURA Il compito specifico della scuola è quello di promuovere l alfabetizzazione di base attraverso l acquisizione dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in un orizzonte allargato alle altre culture con cui conviviamo. Si tratta di una alfabetizzazione culturale e sociale, che include quella strumentale e la potenzia con un ampliamento e un approfondimento della prospettiva attraverso i linguaggi delle varie discipline. La scuola rappresenta la fase in cui si realizza l accesso alle discipline come punti di vista sulla realtà e come modalità di interpretazione, simbolizzazione e rappresentazione del mondo. Nella scuola viene approfondita la padronanza delle discipline e l organizzazione delle conoscenze nella prospettiva della elaborazione di un sapere integrato. Le competenze sviluppate nell ambito delle singole discipline concorrono a loro volta alla promozione di competenze più ampie e trasversali, che rappresentano una condizione essenziale per la piena realizzazione personale e per la partecipazione attiva alla vita sociale, nella misura in cui sono orientate ai valori della convivenza civile e del bene comune. 2.3 PROMUOVERE LA PRATICA CONSAPEVOLE DELLA CITTADINANZA ATTIVA. CITTADINANZA E COSTITUZIONE. L educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Questa fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di un adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza civile.

10 Obiettivi irrinunciabili dell educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l impegno ad elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita. Gli allievi imparano a riconoscere e a rispettare i valori sanciti nella Costituzione della Repubblica Italiana, in particolare i diritti inviolabili di ogni essere umano (art.2), il riconoscimento della pari dignità sociale (art.3), il dovere di contribuire in modo concreto alla qualità della vita della società (art.4), la libertà di religione (art.8), le varie forme di libertà (articoli 13-21). Il rispetto della persona umana senza discriminazioni, del senso civico, della responsabilità individuale e collettiva, dei valori di libertà, di giustizia, di bene comune che affondano le radici nella nostra Costituzione, sono gli obiettivi educativi dell insegnamento/apprendimento di Cittadinanza e Costituzione che anche la nostra scuola assume e contempla nel piano dell offerta formativa. Lo scopo formativo è nella sostanza quello di condurre gli alunni ad assumere atteggiamenti, comportamenti, punti di vista, linguaggi e pratiche quotidiane che si ispirano ai principi fondamentali della nostra Costituzione. L insegnamento di Cittadinanza e Costituzione si colloca nell ambito dell area storico-geografica ed estende l interesse ai documenti nazionali, europei e internazionali (la Carta europea dei diritti fondamentali, la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti dell uomo, la Convenzione dei diritti dell infanzia, Carta dei valori, della cittadinanza e dell integrazione) al fine di formare mentalità aperte ad una visione multi-prospettica e plurale della realtà. Particolare sensibilità è posta al carattere trasversale dell insegnamento, sollecitando il raccordo tra le discipline di tutte le altre aree previste dai curricoli della scuola, favorendo in tal modo il superamento della loro frammentazione. I contenuti trasversali incrociano i temi della legalità e della coesione sociale, dell appartenenza nazionale ed europea nel quadro di una comunità internazionale e interdipendente, dei diritti umani, delle pari opportunità, del pluralismo, del rispetto delle diversità, del dialogo interculturale, dell etica della responsabilità individuale e sociale, della bioetica, della tutela del patrimonio artistico e culturale. I risultati dell impegno formativo si concretizzano nella mediazione e gestione pacifica dei conflitti; nel fair play nelle attività sportive; nel rispetto di se stessi e degli altri, delle regole sociali così come nella cura per le cose proprie e altrui e dei beni pubblici; nella pratica della gentilezza; nell assunzione di atteggiamenti responsabili verso la comunità scolastica e sociale; nel far valere i propri diritti e riconoscere quelli altrui così come nell assolvere i propri doveri. Cittadinanza e Costituzione, anche se non è una disciplina autonoma e dunque non ha un voto distinto, non esime tuttavia dalla valutazione. La valutazione di Cittadinanza e Costituzione trova, infatti, espressione nel complessivo voto delle discipline delle aree storico-geografica e storico-sociale di cui essa è parte integrante. Cittadinanza e Costituzione influisce inoltre nella definizione del voto di comportamento. Dal punto di vista metodologico la nostra scuola considera centrale la partecipazione attiva degli studenti, favorendo un dialogo aperto e costruttivo con gli insegnanti, anche ricercando forme di collaborazione con le famiglie, con gli Enti locali, con le realtà educative del territorio, con le forze dell ordine, con la magistratura, con le associazioni socio-culturali e sportive, con le fondazioni, con il mondo del volontariato, per favorire opportune alleanze che assicurino più efficacemente il raggiungimento dei traguardi formativi. I diversi argomenti sono affrontati con la lettura guidata di testi e documenti, stimolando conversazioni e dibattiti, anche prendendo spunto da eventi della contemporaneità, fatti di cronaca ed esperienze personali e di gruppo, ricercando quindi analogie con esempi concreti. Nelle prime classi viene privilegiato l obiettivo della conoscenza : i principi fondamentali della Costituzione, i concetti di Stato, Regione, Provincia, Comune, alcuni principi della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, norme e regole nei diversi ambienti di vita quotidiana. Viene comunque avviato il percorso di analisi dei propri comportamenti e i rapporti con la realtà più prossima (la famiglia, i compagni di scuola, gli insegnanti, etc.). Nelle seconde e terze classi è altresì prioritario sviluppare e concretizzare le capacità critiche : discussioni ed elaborazioni di esempi concreti di comportamenti pro e contro il bene collettivo, di iniziative finalizzate al rispetto dei diritti e della personalità degli altri. I temi di attualità, quali la globalizzazione, i flussi migratori, i problemi identitari della diversità (religiosa, sessuale, linguistica, etc.) sono oggetto di analisi e discussione, anche valutando il ruolo dei mass-media e dei nuovi strumenti di comunicazione (es. social network).

11 Come la Costituzione, anche la Convenzione sui Diritti dell Infanzia ratificata dal Parlamento Italiano nel 1991, è uno strumento concreto e ideale per lavorare insieme sul tema dei diritti affinché la scuola possa essere sempre più a misura dell infanzia e dell adolescenza. 2.4 INDIVIDUARE IMPOSTAZIONI METODOLOGICHE: L AMBIENTE DI APPRENDIMENTO La scuola deve rappresentare il contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni. A tal fine è possibile individuare, nel rispetto della libertà di insegnamento, alcune impostazioni metodologiche di fondo. a) Valorizzare l esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. In questo modo l allievo riesce a dare senso e significato a quello che va imparando. b) Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze. c) Favorire l esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere la passione per la ricerca di nuove conoscenze. d) Incoraggiare l apprendimento collaborativo: imparare non è solo un processo individuale. e) Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di imparare ad apprendere. Riconoscere le difficolta incontrate e le strategie adottate per superarle, prendere atto degli errori commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso, conoscere i propri punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere l alunno consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare autonomia nello studio. Ogni alunno va posto nelle condizioni di capire il compito assegnato, valutare le difficoltà e stimare le proprie abilità, imparando così a riflettere sul proprio comportamento, valutare gli esiti delle proprie azioni e trarne considerazioni per migliorare. f) Realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. Il laboratorio è una modalità di lavoro che incoraggia la sperimentazione e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare realizzare - valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri Integrazione alunni diversamente abili e/o in situazione di disagio L azione educativo- didattica rivolta agli alunni diversamente abili e in situazione di disagio si basa su un rapporto sinergico tra famiglie, docenti specializzati di Sostegno, docenti curricolari e istituzioni. Finalità principale dell azione educativa è l armonico sviluppo della personalità di ogni alunno e la sua effettiva integrazione nella comunità scolastica e nella realtà socio-ambientale. A tal fine ogni Consiglio di Classe individua, definisce e gradua per ogni alunno gli obiettivi dell area cognitiva e non, curando in particolar modo la sua integrazione nel gruppo classe. La strutturazione degli obiettivi e dei contenuti è diversificata rispetto al gruppo classe (programmazione individualizzata o personalizzata) e, in particolare, per gli alunni diversamente abili, si opererà in coerenza con il Profilo Dinamico Funzionale. Per facilitare il processo di apprendimento degli allievi, si progetta un organizzazione didattica flessibile, che prevede anche attività per gruppi di interesse. Per gli alunni che nei primi mesi di scuola dovessero evidenziare difficoltà notevoli di comportamento e/o di apprendimento che non risultano certificate dall A. S. L. di competenza, il Consiglio di Classe provvederà a concordare con le Famiglie percorsi adeguati e interventi finalizzati al recupero anche attraverso la segnalazione dei suddetti casi agli organi competenti affinché si attivino tutti gli interventi e gli strumenti necessari per gestire adeguatamente il problema specifico L istruzione domiciliare Il servizio d istruzione domiciliare per minori colpiti da gravi patologie è oggi presente in tutte le realtà territoriali, indipendentemente dalla presenza di strutture sanitarie pediatriche e riguarda tutti gli ordini e gradi di scuola. Esso si connota come una particolare modalità di esercizio del diritto allo studio, che ogni scuola deve poter e saper offrire in caso di richiesta documentata da parte dei genitori, pur nel rispetto delle prerogative contrattuali dei docenti. Come tale, deve essere prevista all interno del Piano dell Offerta Formativa di ogni scuola. (Fonte: sito istituzionale MIUR). Nel caso di alunni colpiti da gravi patologie o impediti a frequentare la scuola per un periodo di almeno trenta giorni, il nostro Istituto, previo consenso dei genitori e su loro specifica richiesta, può attivare un progetto di Istruzione domiciliare.

12 Per l attivazione del servizio di insegnamento domiciliare sarà necessario fornire: Certificazione sanitaria ospedaliera o dello specialista di struttura pubblica, che attesti la prevedibile assenza dalle lezioni per periodi superiori ai 30 giorni anche senza soluzione di continuità Dichiarazione di disponibilità della famiglia dell alunno a ricevere l Istruzione domiciliare La modulistica relativa è disponibile su richiesta. Gli organi scolastici preposti, il Consiglio di Classe e il Collegio dei docenti, svilupperanno quindi un progetto personalizzato che specifichi: La durata dell intervento Le figure professionali coinvolte Le ore di attività previste Gli Obiettivi Generali: prevalentemente la continuità del rapporto con i soggetti scolastici (docenti e compagni), il diritto allo studio. Gli Obiettivi Specifici: in relazione alle discipline coinvolte e compatibilmente con le necessarie flessibilità in relazione alle patologie sofferte dall alunno Le Attività Didattiche: lo sviluppo operativo attraverso lezioni in presenza, lezioni in videoconferenza, didattica a distanza col supporto di applicazioni telematiche ( , chat, etc.) Le Metodologie Educative: l apprendimento individualizzato e quello cooperativo a distanza Le Metodologie Didattiche: la didattica breve, la didattica modulare, la didattica per progetti A conclusione del percorso progettuale verrà prodotta la relazione finale con evidenza delle attività sviluppate e dei risultati conseguiti Piano Annuale per lnclusività (P.A.I). Bisogni Educativi Speciali (BES) Con la Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e la successiva Circolare 8/2013 si evidenzia che ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali (BES): o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Si deve quindi sviluppare un approccio educativo, non meramente clinico, che sia in grado di individuare strategie e metodologie di intervento correlate alle esigenze educative speciali, nella prospettiva di una scuola sempre più inclusiva e accogliente. Dalle considerazioni sopra esposte si evidenzia, in particolare, la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato, individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe con BES, ma articolato, che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate. Il nostro Istituto, ispirandosi a quanto sopra esposto vuole garantire, a tutti gli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione, il superamento delle barriere che ostacolano una piena integrazione ed una concreta crescita formativa, attraverso la definizione di obiettivi, strumenti e valutazioni pensati su misura per loro. La tematica BES e quanto ad essa riconducibile fa parte integrante del POF. In quanto segue si elenca il percorso operativo e i dati significativi. Parte I analisi dei punti di forza e di criticità A. Rilevazione dei BES presenti: Numero 1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3) 51 minorati vista 5 minorati udito 1 Psicofisici disturbi evolutivi specifici 33

13 DSA 33 ADHD/DOP 0 Borderline cognitivo 0 Altro 0 3. svantaggio (indicare il disagio prevalente) 96 Socio-economico 7 Linguistico-culturale 57 Disagio comportamentale/relazionale 32 Totali 180 % su popolazione scolastica 15% N PEI redatti dai GLHO 51 N di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria 33 N di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria 0 B. Risorse professionali Prevalentemente utilizzate in Sì / No specifiche Insegnanti di sostegno Attività individualizzate e di piccolo gruppo Sì Attività laboratoriali integrate (classi aperte, Sì laboratori protetti, ecc.) AEC Attività individualizzate e di piccolo gruppo Sì Attività laboratoriali integrate (classi aperte, Sì laboratori protetti, ecc.) Assistenti alla comunicazione Attività individualizzate e di piccolo gruppo Sì Funzioni strumentali / coordinamento Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES) Psicopedagogisti e affini esterni/interni Docenti tutor/mentor Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) Sì Sì Sì Sì Sì

14 C. Coinvolgimento docenti curricolari Coordinatori di classe e simili Docenti con specifica formazione D. Coinvolgimento personale ATA E. Coinvolgimento famiglie Altri docenti F. Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza. Rapporti con CTS / CTI G. Rapporti con privato sociale e volontariato H. Formazione docenti Attraverso Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Altro: Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Altro: Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Altro: Assistenza alunni disabili Progetti di inclusione / laboratori integrati Altro: Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell età evolutiva Coinvolgimento in progetti di inclusione Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante Altro: Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili Procedure condivise di intervento sulla disabilità Procedure condivise di intervento su disagio e simili Progetti territoriali integrati Progetti integrati a livello di singola scuola Rapporti con CTS / CTI Altro: Progetti territoriali integrati Progetti integrati a livello di singola scuola Progetti a livello di reti di scuole Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva Didattica interculturale / italiano L2 Psicologia e psicopatologia dell età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.) Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali ) Altro: Sì / No Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì No Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì No No No Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì

15 Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati (*): Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo X Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti X Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; X Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all interno della scuola X Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti; X Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l organizzazione delle attività educative; X Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; X Valorizzazione delle risorse esistenti X Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione X Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo X inserimento lavorativo. Altro: Altro: (*) = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici Parte II Obiettivi di incremento dell inclusività proposti per il prossimo anno Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.) Gruppo di lavoro per l inclusione con compiti specifici individuati dalla C.M. n.8 del 6/03/2013: rilevazione dei BES presenti nella scuola; raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell Amministrazione; focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi; rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola; raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLH Operativi sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell art. 1, c. 605, lettera b, della legge 296/2006, tradotte in sede di definizione del PEI come stabilito dall'art. 10 comma 5 della Legge 30 luglio 2010 n. 122 ; elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico; Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti Promuovere modalità di formazione affidate alla partecipazione degli insegnanti, coinvolti non come semplici destinatari, ma come professionisti che riflettono e attivano modalità didattiche orientate all integrazione efficaci nel normale contesto del fare scuola quotidiano. INTERVENTI DI FORMAZIONE SU: metodologie didattiche e pedagogia inclusiva; strumenti compensativi e dispensativi per l'inclusione; nuove tecnologie per l'inclusione; le norme a favore dell'inclusione; valutazione autentica e strumenti; strumenti di osservazione per l'individuazione dei bisogni; gruppo dei pari e apprendimento cooperativo come strategia compensativa per i B.E.S.

16 Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; Stabilire criteri di valutazione condivisi nelle sedi colelgiali, trasparenti e comunicati. Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all interno della scuola Proseguire il progetto di ascolto alle famiglie, alunni e docenti da anni già presente nell istituto. Organizzare le azioni attraverso metodologie funzionali all'inclusione, al successo della persona attraverso: attività laboratoriali, attività per piccoli gruppi/gruppi di interesse, attività individualizzata. Ampliare l offerta formativa. Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti Coinvolgimento del Servizio Educativo Territoriale sugli obiettivi condivisi dei progetti formativi ed educativi. Rapporti con Cooperative AEC. Presenza psicologo e degli assistenti specialistici. Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l organizzazione delle attività educative Strutturare un patto formativo docenti, alunni e famiglie redatto anche nel rispetto del regolamento interno e in coerenza con le linee d indirizzo del consiglio d istituto. Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; Per ogni soggetto si dovrà provvedere a costruire un percorso finalizzato a: rispondere ai bisogni individuali; monitorare la crescita della persona ed il successo delle azioni; monitorare l'intero percorso; favorire il successo della persona nel rispetto della propria individualità-identità; o costruire un dossier di sviluppo (portfolio). Valorizzazione delle risorse esistenti Ricognizione delle competenze dei docenti interni e valorizzazione delle stesse nella progettazione di momenti formativi. Utilizzo di tecnologie per i B.E.S. Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione Finanziamenti regionali. Elaborazione progetti per richiesta finanziamenti e fondi. Aec, assistenti alla comunicazione-tiflodidattici, psicologi, personale ATA con qualifica specifica, psicopedagogisti. Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo. Il P.A.I. che si intende proporre ideologicamente trova il suo sfondo integratore nel concetto di "continuità". Tale concetto si traduce nel sostenere l'alunno nella crescita personale e formativa per acquisire quelle competenze spendibili in ambito sociale e lavorativo. L'obiettivo prioritario che sostiene l'intera progettazione è permettere alle persone di "sviluppare un proprio progetto di vita futura".

17 3 SCUOLA DELL INFANZIA 3.1 OBIETTIVI FORMATIVI SCUOLA DELL INFANZIA Autonomia Rispettare le consegne Portare a termine un attività intrapresa Prendere iniziative di gioco Chiedere aiuto di fronte alle difficoltà Accettare l aiuto dell insegnante Saper fare scelte in modo adeguato all età Scegliere il materiale di cui si ha bisogno per una attività Comunicare all insegnante i propri bisogni Socializzazione Instaurare relazioni di gioco con i compagni Condividere oggetti di gioco con i compagni Collaborare con i compagni in vista di uno scopo Comportamento Rispettare le regole di utilizzo di giochi e spazi Rispettare il proprio turno nel gioco e nelle attività Riporre in ordine i propri oggetti e i materiali utilizzati Riconoscere la differenza tra oggetti di sua proprietà e oggetti appartenenti al gruppo Motivazione Intervenire in modo pertinente durante le conversazioni Mantenere l attenzione per tempi adeguati all età Partecipare alle attività portando il proprio contributo 3.2 PRINCIPI GUIDA SCUOLA DELL INFANZIA Il bambino e l ambiente: principio e fine di una visione integrata della vita e della realtà Conoscere la natura per amarla e rispettarla Il gioco come elemento naturale del bambino Il corpo e il movimento per vivere in salute e con gioia L uso della lingua per capire e comunicare Apprendere e comprendere ragionando insieme Il libro come valore e riscoperta Vivere la musica per aprirsi alla cultura con armonia Accogliere la tecnologia nel rispetto e nella tutela del bambino Cercare i numeri negli oggetti di uso comune Ricercare un positivo incontro fra tradizione e progresso Vivere l amicizia per comprendere concretamente il valore della pace 3.3 LA DIDATTICA NELLE SEZIONI: PROGRAMMAZIONE I bambini hanno diritto LEGGERE : Ascoltare la lettura di un testo in forma estatica o come spunto per un attività didattica. DISCUTERE : Esprimere in gruppo le proprie emozioni, sensazioni, idee, opinioni confrontandole con gli altri. SPERIMENTARE : Osservare e agire nella realtà per scoprire come funziona il mondo, a partire dalle nostre esperienze quotidiane. GIOCARE : Vivere insieme il gioco come diritto imprescindibile e come fondamentale strumento per crescere.

18 COSTRUIRE: Sviluppare i diversi sistemi di simboli in un primo approccio alla cultura. CREARE: Esprimersi con creatività in diversi linguaggi: gestualità, arte, musica, multimedialità. 3.4 La nostra è una didattica laboratoriale! L etimologia della parola laboratorio rinvia al termine latino labor : il lavoro. Il lavoro è l esperienza fondamentale dell Homo sapiens sapiens, unico animale dotato di linguaggio articolato e di facoltà simbolica applicata al lavoro. Infatti, se l attività di trasformazione dell esistente garanzia di riproduzione materiale e sociale- costituisce una continua dissipazione di energie e di tempo, essa produce altresì opere e prodotti intellettuali, sempre a carattere collettivo. A scuola, partire dal contenuto di senso del termine laboratorio ci serve per descrivere l attività di apprendimento, come scambio di saperi e di esperienze: lavoro, opera, produzione linguistica e simbolica. Lavoro sempre rinnovato nella routine che garantisce la tenuta del contesto relazionale e sociale. Opera come produzione materiale, atti linguistici destinati a produrre effetti di trasformazione e apprendimento. Adulti e creature piccole sono coinvolte nello stesso processo produttivo di opere e di saperi. Nella nostra scuola un laboratorio è: - un percorso intorno ad una ipotesi; - un gruppo cooperativo; - un luogo attrezzato. La didattica laboratoriale che caratterizza la Scuola dell Infanzia è una modalità d intervento esplicitamente richiamata nel testo delle Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell Infanzia, nell ambito delle scelte di autonomia didattica ed organizzativa previste dal DPR 275/99; in essi si fa riferimento alla costituzione di laboratori come ambienti che consentano il lavoro dei bambini per gruppi di sezione e intersezione, selezionati in base all età e all attività da svolgere, o liberamente scelti dai bambini sulla base di procedure di accesso concordate con gli insegnanti. Tali modalità, già previste dagli Orientamenti del 91, prediligono ed incentivano la dimensione creativa dei bambini risultando luoghi di ricerca ed esplorazione all interno dei quali si sviluppano diversi linguaggi (musicale, motorio, pittorico, etc.) e competenze, un po come avviene nelle botteghe delle arti e dei mestieri: luoghi in cui le azioni del progettare e del creare sono racchiuse nel saper fare dell artigiano. L utilizzo dei laboratori, inoltre, enfatizza la metodologia della ricerca, il rapporto fra l ambito dell azione (ad esempio manipolare per creare, osservare, trasformare, appropriarsi di qualcosa, etc.) e quello teorico (individuare relazioni, nessi logici, formulare ipotesi e verificarle, acquisire nozioni di carattere scientifico, etc.). Tutto ciò si realizza attraverso l invito a sperimentare e lo stimolo alla curiosità, ma soprattutto attraverso le relazioni fra bambini ed i rapporti di collaborazione, i dialoghi, le scoperte condivise, il conflitto generato dal formarsi del proprio punto di vista, aspetti e situazioni che sottolineano l importanza e la centralità dei laboratori nell organizzazione didattico-educativa della scuola dell infanzia. Molti dei laboratori attivi nella scuola dell infanzia confluiscono nella pratica dei gemellaggi delle sezioni, avviata già da qualche anno. Tale modello di organizzazione consente di diversificare le iniziative didattiche nelle sezioni, valorizzando le ore di compresenza degli insegnanti, favorendo la socializzazione dei bambini inseriti in sezioni diverse e proporre un offerta formativa più variata e arricchita. Da qualche anno infatti le sezioni di scuola dell infanzia si gemellano per lavorare con programmazioni coordinate; i bambini hanno così l occasione di ampliare il mondo di relazioni della propria sezione sperimentando il rapporto con altri coetanei e altre figure adulte di riferimento, saranno incoraggiati a esplorare nuovi ambienti con l uso di oggetti e abitudini diversi dal contesto di provenienza. Sono previsti incontri informali e a tema, organizzati per condividere attività significative oppure di routine quotidiana (feste, eventi stagionali, merenda, gioco libero nell altra aula in giardino, girotondi e giochi motori strutturati, ascolto di letture e di musica, attività espressive e ricreative ). Tali incontri si svolgono sia riunendo due interi gruppi-sezione, sia dividendo i bambini in sottogruppi omogenei per età, cui proporre esperienze didattiche mirate. Nell anno scolastico sono stati attivati vari gemellaggi, suddivisi nelle due macro-aree: Area scientifica Mangiando s impara, Il mio amico albero, I cinque sensi, I bambini e lo spazio. Area artistico-ludico-narrativa Le mille e una storia, Dal gioco al simbolo, favole al telefono, Il teatro delle fiabe, L arte tra le mani, Iniziamo a far musica, Giocare insieme. Nella scuola primaria la didattica laboratoriale s inserisce molto spesso nell ambito della compresenza dei docenti. Quest ultima, nel modello base di 22 ore frontali di servizio di ciascun docente e - con almeno due docenti che operano nella stessa classe, consiste in 4 ore settimanali, incrementabili in presenza di insegnanti specialisti, di RC o di sostegno. La compresenza dei docenti consente di suddividere i bambini in

19 gruppi che operano in modalità laboratoriale, spesso utilizzando spazi diversi dall ambiente classe o modificando questo contesto (rimodulando ad esempio la geografia dei banchi) in modo da creare occasioni e spazi che valorizzano e facilitano il lavoro di gruppo dei bambini. Le attività svolte in questo contesto si concentrano in attività di potenziamento della didattica, approfondimenti, attività di recupero se necessario, molto spesso occasioni per lavorare in parallelo con altri gruppi classi in modo da realizzare apprendimenti personalizzati: tutto ciò diventa successivamente momento di riflessione collettiva per l intero gruppo classe o l interclasse, all insegna di una didattica della meta-cognizione. La didattica laboratoriale, infine, è una modalità di lavoro che può riguardare i singoli progetti didattici che il Collegio dei Docenti approva all inizio dell anno scolastico, curati da personale esterno alla scuola o molto più spesso da docenti specializzati in specifiche educazioni. Gli interventi laboratoriali consentono la formazione di inter-gruppi di bambini che presentano particolari esigenze, ad esempio bambini non italiani e bambini italiani con problemi di apprendimento della Lingua svolgono attività di rinforzo e di recupero di abilità linguistiche; spesso negli inter-gruppi sono presenti anche bambini con funzione di tutor (trainanti rispetto ai compagni). Nel piccolo gruppo, che svolge attività non strettamente curricolari, adatte alla situazione di temporaneo disagio, si rinforza la motivazione che come acclarato nella letteratura di riferimento viene trasferita alle attività di routine e crea un atteggiamento positivo verso esse. Il mescolarsi delle differenze (culturali e di stili cognitivi) consente di lavorare all area prossimale di sviluppo (ZOPED, ossia il potenziale personale che si manifesta grazie all attività in comune con altri soggetti, Vygotskij) e dunque favorisce il clima giusto per un più proficuo apprendimento. 3.5 I PROGETTI Per proporre un offerta formativa più variata ed arricchita le iniziative didattiche verranno diversificate attraverso l attivazione di progetti e laboratori di sezione (completa o in sottogruppi) e di intersezione, valorizzando le ore di compresenza degli insegnanti, coordinando e ottimizzando le risorse scolastiche. In tal modo i bambini avranno l occasione di ampliare e approfondire il mondo delle proprie relazioni sperimentando, in particolare, il rapporto con altri coetanei e altre figure di adulto. Saranno, inoltre, incoraggiati a esplorare nuovi ambienti con oggetti e abitudini diversi dal contesto noto della propria aula. Si prevedono incontri informali e incontri a tema, organizzati per condividere attività significative oppure di routine quotidiana (feste, eventi stagionali, merenda, gioco libero nell altra aula o in giardino, girotondi e giochi motori strutturati, ascolto di letture e di musica, attività espressive e creative ). Tali incontri si svolgeranno sia riunendo diversi gruppi-sezione, sia dividendo i bambini in sottogruppi omogenei per età, a cui proporre esperienze mirate La settimana dei Mestieri Mamme e papà, nonni e zii, parenti e non diventerete maestri per un giorno parlando del vostro lavoro a un gruppo di bambini della scuola. Il lavoro svolto verrà messo in mostra sui pannelli esposti fuori dalle singole sezioni attraverso rappresentazioni grafiche, fotografie e materiali utilizzati L arte nella natura Laboratorio artistico rivolto ai bambini di 4 anni di tutte le sezioni Tu conosci Roma? Laboratorio artistico rivolto ai bambini di 5 anni di tutte le sezioni Corso: Musica a scuola Riservato alle classi che vi aderiscono. La musica si impara facendola, vivendola fisicamente ed emotivamente: con la guida esperta di professionisti della Scuola Popolare di musica Donna Olimpia i bambini cresceranno in un esperienza creativa fatta di gioco, movimento, danza, ascolto, suono di strumenti ritmici, primi simboli musicali Teatro dentro e fuori Anche quest anno offriamo ai bambini dai tre ai cinque anni la possibilità di accostarsi al mondo teatrale: Nel giardino della scuola primaria: Compagnia EXpresso Teatro Re Artù e la memoria perduta

20 A piedi nel quartiere, al Teatro La Casetta, il teatro a misura di bambino (Pulcinella e il pesce magico) 3.6 I LABORATORI a classi aperte I laboratori vengono realizzati valorizzando le risorse professionali presenti nella scuola, sfruttando le competenze specifiche degli insegnanti e utilizzando i diversi ambienti a nostra disposizione (auletta laboratorio, palestra, spazi esterni, biblioteca ): Cammino, corro, salto (laboratorio ed. motoria) Acquerello che passione (laboratorio artistico) English Songs (laboratorio musicale linguistico) 3.7 ACCOGLIENZA Le modalità con le quali viene organizzata l accoglienza sono state elaborate nell intento di comprendere le esigenze dei bambini, la loro sensibilità e il loro lavoro. ORARIO DI FREQUENZA Entrata h. 8,20/ 8,45 Uscita h. 13,00/13,20 (sezioni a orario ridotto) h. 16,00/16,20 (sezioni a tempo pieno) I genitori accompagnano e riprendono i bambini alla porta dell aula. In caso di entrate e uscite fuori orario (previo avviso anticipato e per effettiva necessità) i genitori attendono nell atrio che i bidelli accompagnino i bambini. Durante l orario di lezione (dalle 8,45 alle 13,00/16,00) i genitori non entrano nei saloni della scuola e non stazionano nel cortile. 3.8 INSERIMENTO A settembre, prima dell inizio delle lezioni, gli insegnanti incontreranno i genitori dei nuovi alunni in una riunione la cui data sarà comunicata mediante affissione al portone della scuola. Per favorire un sereno inserimento, durante le prime settimane i bambini nuovi iscritti frequenteranno con un orario ridotto. 4 SCUOLA PRIMARIA Notizie generali La scuola primaria è costituita da due edifici posti ad angolo fra la via Pietro Maffi e la via Luigi Maglione; ha assunto l attuale fisionomia nel Gli edifici sono intitolati ai prelati Maffi e Maglione e la loro costruzione risale, rispettivamente, al 1953 e al I plessi Maffi e Maglione L edificio Maffi ospita la sede legale e amministrativa dell Istituto Comprensivo, la Scuola dell Infanzia Comunale, una interclasse parallela di seconda di scuola primaria a 40 ore ed una interclasse di terza a tempo pieno (modello didattico non più confermato a partire dall anno scolastico ). Sono inoltre presenti le attività modulari del Centro Territoriale Permanente per l Educazione e l Istruzione degli adulti (CTP) XI per il territorio del XXVII distretto scolastico.

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