Osservatorio Impresa Indagine Congiunturale I semestre 2014

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1 Osservatorio Impresa Indagine Congiunturale I semestre 2014 Roma, dicembre 2014

2 Premessa La CONFAPI - Confederazione della Piccola e Media Industria privata, ha promosso un'indagine a campione rivolta alle PMI su scala nazionale con l'intento di raccogliere utili indicazioni relative alla congiuntura economica sul primo semestre del 2014 e alle aspettative sul secondo semestre del L attività di ricerca e stata svolta dall Ufficio Studi Confapi nell ambito dell attività dell Osservatorio dell Impresa. L'obiettivo dell indagine è quello di capire, attraverso i principali indicatori economici aziendali, lo stato di salute del tessuto economico produttivo più rappresentativo del Paese. L importanza di promuovere questa indagine ricognitiva è nata dalla necessità di raccogliere informazioni che possano permettere alla Confederazione di elaborare e presentare al mondo politico che ci rappresenta quella che è la "vera situazione economica" in cui le imprese quotidianamente sono tenute ad operare. Considerato il periodo di forte difficoltà attraversato dalle aziende, attraverso l elaborazione e l interpretazione dei dati è possibile porre con maggiore vigore e forza alla nostra classe politica e agli opinion leader del nostro paese le richieste e le istanze delle PMI che attraversano un periodo di forte disagio economico. Entrando nel merito dell indagine, le domande rivolte agli imprenditori, con riferimento al primo semestre del 2014, hanno riguardato, in primo luogo, l andamento generale dell impresa con particolare riferimento l andamento del business, l'ammontare dei livelli di produzione, di ordini e di fatturato e i livelli occupazionali delle aziende con particolare attenzione all aumento o diminuzione della forza lavoro. Nella seconda parte dell indagine, le domande hanno riguardato l utilizzo di crediti d impresa e il valore di utilizzo delle diverse tipologie di debiti bancari (a breve, medio e lungo periodo), l ammontare degli investimenti, materiali ed immateriali, con le relative fonti di finanziamento impegnate per ottenerli.

3 Piano di campionamento Il Piano di campionamento con il quale è stata condotta l indagine, si basa su uno studio condotto da CONFAPI con lo scopo di individuare un campione di imprese rappresentativo del tessuto economico produttivo del Paese. Il punto di partenza nella costruzione del piano di campionamento è consistito nell individuazione dell universo di riferimento rappresentato dalle piccole e medie imprese italiane operanti nei settori dell industria, delle costruzioni, del commercio e dei servizi. A tale proposito, è stata recepito la nuova definizione europea di Piccola e Media Impresa (PMI) entrata in vigore il 1 o Gennaio 2005, basata sulla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea del 6 maggio Secondo tale documento, un impresa è definita media se ha un organico inferiore a 250 persone ed un fatturato non superiore a 50 milioni di euro (oppure, in alternativa, un bilancio annuale non superiore a 43 milioni di euro). Una piccola impresa, invece, è tale se il suo organico non eccede le 50 persone e il suo fatturato (o il bilancio annuale) non supera i 10 milioni di euro. Infine, una impresa è definita micro-impresa nel caso in cui il suo organico sia inferiore a 10 persone e il suo fatturato (o il bilancio annuale) non superiore a 2 milioni di euro. Il collettivo di riferimento è stato dedotto dai dati dell Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA) dell ISTAT relativo all anno Per ottenere una migliore rappresentatività del campione, sono state utilizzate tre variabili di stratificazione: Ripartizione geografica, suddivisa in: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e isole. Settore economico, suddiviso per: Industria manifatturiera, Costruzioni, Commercio, Altri servizi. 2

4 Numero di addetti, suddiviso in: imprese da 6 a 9 addetti, imprese da 10 a 15 addetti, imprese da 16 a 19 addetti, imprese da 20 a 49 addetti, imprese da 50 a 99 addetti, imprese da 100 a 249 addetti. Il campione è stato costruito utilizzando un tasso di campionamento maggiore per le aziende di medie dimensioni rispetto alle piccole (la dimensione delle aziende è stata dedotta dalla variabile Numero di addetti ), in modo da raggiungere un numero di imprese adeguato in ciascuna classe di addetti. Di conseguenza, in fase di analisi dei dati, alle unità campionarie verranno applicati dei pesi campionari in modo da ricostruire la struttura dell universo di riferimento. Anagrafica impresa Il campione dell indagine congiunturale risulta composto da circa 2400 imprese: in sintonia con quanto già evidenziato nelle precedenti edizioni la localizzazione delle imprese vede una maggiore presenza nel Nord del Paese, mentre le aziende del Centro e del Sud costituiscono il 37,5% circa dell intero campione. Territorio di appartenenza Nord - Ovest 34,13% Nord - Est 28,37% Centro 32,21% Sud e Isole 5,29% La lettura della composizione del campione se effettuata per categoria merceologica consente di osservare la forte presenza del comparto meccanico delle imprese aderenti all universo Confapi: questo aggregato costituisce circa il 42% delle imprese intervistate segue il settore Edile (11,5%), Commercio (8,4%), Servizi (6,6%), Chimico (3,9%) e circa un 11,9% che appartiene alla categoria altre imprese manifatturiere. 3

5 Figura 1 Territorio di appartenenza Dimensione dei settori del campione Alimentare 3,10% Chimica 3,98% Commercio 8,41% Edilizia 11,50% Gioielleria e oreficeria 0,44% Grafici editori 1,33% Immobiliaristi 0,00% Informatico 2,65% Legno 2,21% Meccanica 42,04% Sanità 0,44% Servizi 6,64% Tessile 2,65% Trasporti 1,77% Turismo 0,88% Altre imprese manifatturiere 11,95% In termini dimensionali le imprese che hanno partecipato all indagine sono per un 37,1% micro imprese (da 1 a 9 addetti), le aziende da 10 a 19 addetti rappresentano il 46,6% del campione. Quelle oltre i 20 addetti sono circa il 16%. 4

6 Classe dimensionale del campione 1-5 addetti 12,67% 6-9 addetti 24,43% addetti 40,27% addetti 6,33% addetti 8,14% addetti 3,17% addetti 4,52% Oltre i 250 addetti 0,45% A fronte di questi dati è da considerarsi che il 54,74% delle imprese intervistate ha una fascia di addetti dai 10 ai 49 addetti. Le imprese che si classificano come imprese di media dimensione, oltre i 50 addetti sono all incirca l 8% dell intero campione. Figura 2 Dimensione aziendale per classi di addetti Se si considerano le dimensioni di impresa in relazione alle aree di appartenenza, si conferma la netta prevalenza di imprese piccolissime nell area meridionale, mentre nell area settentrionale le imprese del campione hanno mediamente una dimensione maggiore. 5

7 Classe di fatturato 2014 tra 0 e 0,5 milioni di euro 13,24% tra 0,5 e 1 milione di euro 24,66% tra 1 e 2 milioni di euro 29,22% tra 2 e 5 milioni di euro 18,26% tra 5 e 10 milioni di euro 5,02% tra 10 e 20 milioni di euro 2,74% tra 20 e 50 milioni di euro 4,57% oltre 51 milioni di euro 2,28% Circa il 67% del campione di imprese intervistate ha raggiunto nel primo semestre del 2014, un livello di fatturato fino a 2 milioni di euro. Il 18,26% del campione ha registrato un livello di fatturato tra i 2 e i 5 milioni di euro. Figura 3 Classe di fatturato Il 76,47% delle imprese sono costituite in società a responsabilità limitata, questo dato è rappresentativo della forma giuridica più diffusa tra le imprese in Italia ed è giustificato dalla relativa semplicità delle procedure più rapide e meno onerose per l avvio di impresa, come pure nelle procedure gestionali e amministrative rispetto ad altre forme societarie. 6

8 Forma giuridica Società semplice 1,36% Società in nome collettivo 5,88% Società in accomandita semplice 2,71% Società a responsabilità limitata 76,47% Società per azioni 9,95% Società in accomandita per azioni - Società cooperativa 0,90% Società consortile - Altro 2,26% Le imprese operano maggiormente nel mercato domestico nazionale (51%), il 19% commercializza nei mercati all interno dell UE a fronte di circa un 30% che commercializza con Paesi fuori dell area Euro (Europa non UE, Asia e Nord America in primis). Mercati di interesse Locali/regionali 30,32% Nazionali 47,51% Europa - UE 14,93% Asia 4,07% Nord America 0,45% Sud America 1,36% Regioni del Mediterraneo 1,36% Figura 4 Mercati di interesse 7

9 Situazione del business I semestre 2014 La situazione legata al business aziendale registra valori che rispecchiano in pieno il disagio economico delle piccole e medie imprese italiane. Dall indagine emerge, come per il semestre scorso, una stagnazione della crescita: circa il 45,7% delle aziende non ha registrato variazioni del business aziendale nel primo semestre del 2014 rispetto al semestre precedente, a differenza di un 33,87% che lamenta un sensibile peggioramento. Solo il 20,43% dichiara di aver avuto miglioramenti. Le risposte delle imprese intervistate suggeriscono un quadro dell economia italiana che non riflette in pieno un andamento migliore del business d impresa. Business delle Imprese nel I semestre 2014 Migliorato 20,43% Stabile 45,70% Peggiorato 33,87% Fonte Confapi Anche i dati previsionali per il secondo semestre del 2014 confermano un trend negativo dei principali indicatori economici ed un persistente clima di sfiducia tra gli imprenditori. Giudizi sulla situazione corrente dell economia 2010 I I I I Livello produzione -6,80% 8,40% 7,47% -24,73% -31,39% -32,25% -24,40% -29,71% -13,56% Livello ordini -6,89% -6,90% 2,37% -27,54% -36,42% -38,27% -31,02% -34,73% -18,23% Livello del fatturato -11,82% -11,80% 8,70% -22,60% -30,67% -34,63% -25,74% -24,04% -21,02% Occupazione -17,12% -6,40% 13,63% 5,22% -15,22% -17,91% -22,19% -19,67% -7,65% (*) i valori sono espressi in saldi, che consistono nel rapporto tra la differenza tra le risposte indicanti aumento rispetto a quelle indicanti diminuzione e il totale delle risposte. 8

10 La produzione segna dunque un saldo negativo del 13,56%, migliorata, anche se sempre con saldo negativo, rispetto alla precedente rilevazione. Gli ordini segnano, altresì, un saldo negativo pari a - 18,23% e il fatturato un 21,02%. Analogamente ai saldi della precedente rilevazione, i principali indicatori economici sono tutti di segno negativo, con leggeri segnali di miglioramento. Continua a riscontrarsi una distanza sui mercati di sbocco della produzione: la domanda domestica continua a registrare saldi peggiori rispetto alla domanda estera. La domanda estera, pur presentando dei saldi negativi, registra dei valori più modesti rispetto al mercato interno; allo stesso tempo i mercati UE segnano valori migliori rispetto ai mercati extra UE. Questo andamento è confermato sugli ordini ma anche in relazione al fatturato: in entrambi i casi si nota, inoltre, che sono in particolare i Paesi dell Unione Europea quelli dove la domanda è più forte. dall 6% al 20%, il 10,68% invece tra l 21% e il 30%. Le imprese che hanno registrato un aumento della produzione (21,2%) nel primo semestre del 2014, hanno avuto per il 34,95% dei casi un incremento di produzione Il 34,7% delle imprese ha evidenziato un calo sui livelli di produzione. Il 19,42% delle imprese dichiara che la produzione è diminuita rispetto al secondo semestre del 2013 dal 1% al 10%; il 9,71% delle imprese dichiara che i livelli di produzione sono diminuiti dall 11% al 20%; il 4,85% ha registrato una diminuzione dal 21% al 30%; il restante 15,03 % degli intervistati dal 31% al 50% infine il 2,31% dichiara una diminuzione dei livelli di produzione oltre il 51%. Strettamente collegato alla produttività è il livello degli ordini che in totale presenta un saldo negativo del 38,27%. Guardando alla localizzazione dei mercati di vendita, le imprese rendono esplicita la particolare debolezza del mercato domestico (inteso come mercato italiano) rispetto a quello estero. I sem 2014 Livello ordini -18,23% Ordini Italia -26,55% Ordini UE -5,83% Ordini extra UE -7,25% Livello del fatturato -21,02% Fatturato Italia -24,70% Fatturato UE -8,95% Fatturato extra UE -9,01% Analizzando i saldi di ordini e fatturato per mercato di interesse, notiamo che è proprio il mercato nazionale a mostrare i saldi peggiori. Infatti, circa il 26,55% delle imprese dichiara di aver registrato una diminuzione degli ordini in Italia, il saldo è peggiorato rispetto al precedente semestre dove si evidenziava un saldo negativo del 22,7%. 9

11 I saldi degli ordini dei mercati dei Paesi UE ed extra UE sono anch essi negativi seppure di minore entità rispetto a quelli nazionali. Gli ordini UE hanno un saldo 5,83% e il saldo degli ordini dei Paesi extra UE 7,23%. I saldi relativi alle risposte sui livelli di fatturato mostrano le medesime dinamiche. Circa il 22% delle imprese segnala una diminuzione dei livelli di fatturato, nel secondo semestre del 2013 il saldo era del -24,04%. La diminuzione maggiore del livello degli ordini si ha per il fatturato interno 24,7%, mentre il fatturato proveniente dall attività dei Paesi Ue 8,95% e extra Ue 9,01% segnano un saldo negativo di minore entità. Figura 5 Variazione livelli di produzione, ordini e fatturato Fonte: Confapi 10

12 Figura 6 Serie storica produzione, ordini e fatturato corrente Fonte: Confapi Dall andamento della serie storica su produzione, ordini e fatturato raffigurata nella figura 6 in riferimento al primo semestre del 2014, è possibile notare come vi sia una inversione di tendenza dovuta ad un leggero miglioramento del valore dei saldi. Ciò è avvenuto anche nel corso del I semestre 2013 quando sembrava che vi fossero degli effettivi miglioramenti degli andamenti economici, smentiti poi nel semestre successivo. E di auspicio che nel prossimo semestre, il trend continui a migliorare fino ad arrivare finalmente a saldi positivi. 11

13 Occupazione I semestre 2014 I saldi negativi dei principali indicatori economici quali la produttività, gli ordini e il fatturato hanno portato ad un costante calo del tasso di occupazione che, a partire dal I semestre del 2009 ad oggi, ha fatto registrare valori negativi ad eccezione dell anno L occupazione resta, anche per il primo semestre del 2014, di segno negativo e il saldo mostra un netto miglioramento rispetto alla rilevazione dell ultimo semestre (II sem. 2013) passando da un -19,67% ad un 7,65%. A riguardo si rileva che, la maggior parte delle imprese intervistate, il 67,77%, nel corso del primo semestre del 2014, non ha nè assunto nè interrotto rapporti di lavoro. Il 25,07% del campione intervistato ha effettuato dei tagli all organico lavorativo a fronte di un 7,16% che ha assunto nuova forza lavoro. Il 7,16% delle imprese che hanno effettuato nuove assunzioni nel corso del I semestre 2014, prevalentemente ha utilizzato come tipologia contrattuale il contratto a tempo indeterminato (34,78%), a fronte di un 30,43% degli intervistati che ha applicato contratti a tempo determinato. Il livello di occupazione nel I semestre del 2014 è: Aumentato 7,16% Stabile 67,77% Diminuito 25,07% Fonte: dati Confapi Occupazione I I I I I I ,57% -28,41% -15,72% -17,12% -6,40% 13,63% 5,22% -15,22% -17,91% -22,19% -19,67% -7,65% (*) i valori sono espressi in saldi, che consistono nel rapporto tra la differenza tra le risposte indicanti aumento rispetto a quelle indicanti diminuzione e il totale delle risposte. 12

14 Figura 7 Serie storica occupazione, tendenze all occupazione Nel secondo semestre del 2013 il 10% delle aziende aveva assunto nuovo personale. Questa evidente avversione ad assumere nuovo personale denota come anche una sola nuova assunzione rappresenti un vero e proprio rischio, in considerazione del periodo di difficoltà che le imprese stanno attraversando. Pertanto, gli organici aziendali tendono per lo più a sfoltirsi visto che sempre più spesso i contratti così detti atipici (a tempo determinato, parttime, somministrazione) non vengono rinnovati. Prevalentemente con quale tipologia contrattuale sono state fatte le ultime assunzioni? contratto di apprendistato 21,74% contratto a tempo determinato 30,43% contratto a tempo indeterminato 34,78% contratto a progetto 8,70% altro 4,35% 13

15 Figura 8 Tipologia contrattuale assunzioni Il periodo di grande difficoltà economica si ripercuote senza dubbio anche sull impiego di determinate tipologie contrattuali. In particolare, il maggior numero di assunzioni avviene con contratto a tempo determinato. La figura 8, di cui sopra, mostra chiaramente come ci sia stato, per il 7,1% delle imprese intervistate, il prevalente ricorso al contratto a tempo indeterminato e determinato per effettuare nuove assunzioni nell ultimo periodo (65,22%); la percentuale del 21,74% si riferisce alle assunzioni con contratto di apprendistato. 14

16 Situazione attesa del business II semestre 2014 Valutazione rispetto alle prospettive dei prossimi 6 mesi Serie storica produzione ordini e fatturato atteso 2009 I I I I I 2013 Produzione attesa -40,3% -11,1% 0,1% -6,0% 3,8% -2,0% -24,4% -29,7% -24,02% -22,03% -25,04% -15,61% Ordini attesi -42,3% -10,6% 1,3% -5,6% 4,1% -3,7% -31,0% -34,7% -26,72% -23,42% -28,97% -20,45% Fatturato atteso -41,2% -13,6% -0,7% -11,4% 1,5% -3,2% -25,7% -31,0% -23,86% -26,86% -26,88% -23,56% Tendenze dell'occupazione -22,6% -15,7% -6,4% -13,4% -3,6% -10,0% -22,2% -19,7% -17,65% -12,65% -18,04% -15,61% I sem 2014 (*) i valori sono espressi in saldi, che consistono nel rapporto tra la differenza tra le risposte indicanti aumento rispetto a quelle indicanti diminuzione e il totale delle risposte. II sem 2014 Da quanto finora mostrato, l andamento congiunturale del primo semestre del 2014 conferma un leggero miglioramento dell attività d impresa. Le previsioni sul secondo semestre del 2014 mostrano che i saldi dei principali indicatori economici quali produzione, ordini e fatturato, restano tutti negativi con un leggero miglioramento dei saldi. Nelle precedenti indagini, le imprese che avevano beneficiato di una leggera ripresa erano quelle con una maggiore operatività nei Paesi esteri. Dalla presente rilevazione emerge che, per il secondo semestre del 2014, gli imprenditori non si aspettano una virtuosa ripresa. Diminuiscono, infatti, i saldi degli ordini attesi Ue 16% e degli ordini attesi extra Ue 11,5%. Anche i livelli di fatturato atteso Ue 18,9% e fatturato atteso extra Ue 9,2% segnano un saldo negativo. I 2014 Ordini attesi -20,5% Ordini attesi Italia -28,5% Ordini attesi UE -16,0% Ordini attesi extra UE -11,5% Fatturato atteso -23,6% Fatturato atteso Italia -35,3% Fatturato atteso UE -18,9% Fatturato atteso extra UE -9,2% 15

17 Figura 7 Serie storica situazione attesa dell economia Fonte: Confapi Livello di occupazione nel secondo semestre 2014 Aumentato 7,51% Stabile 69,36% Diminuito 23,12% La situazione di incertezza incide anche sulle previsioni occupazionali per il semestre in corso. Circa il 23% delle imprese prevede una diminuzione della forza lavoro, il 69,47% degli intervistati manterrà stabili i livelli occupazionali e solo un 7,51% degli imprenditori ha in previsione nuove assunzioni. 16

18 Situazione finanziaria e forme di finanziamento La situazione economica stagnante costringe sempre più imprese a ricorrere a mezzi di sostegno economici per sostenere i costi aziendali. Il bisogno di finanziamenti esterni, da parte di un numero sempre maggiore di imprese, rende molto più difficile l accesso al credito. E stato chiesto agli imprenditori le modalità di accesso al credito nel primo semestre del 2014 e le aspettative di ricorso al debito bancario nel secondo semestre del Accesso al credito d'impresa nel I semestre 2014 Più agevole 9,25% Uguale 52,02% Più difficoltoso 38,73% Come giudicano le imprese le modalità di accesso al credito? Per il 38,73% degli imprenditori l accesso al credito di impresa è risultato, nel primo semestre del 2014, più difficoltoso rispetto al semestre precedente. Per il 52,02% delle imprese intervistate le modalità di accesso sono rimaste invariate in conseguenza anche dello scarso livello di profittabilità. Solo il 9,25% degli intervistati giudicano le modalità di accesso al credito più agevoli rispetto ai mesi precedenti. Alla difficoltà di credito si collega la richiesta relativa all indebitamento a breve, che passa rispettivamente da 16,83% allo -0,57%. Andamento dell'accesso al credito e forme di finanziamento 2009 I I I I I Accesso al credito -44,58-34,03-44,22-36,24-34,15-53,24-49,17-46,33-45,72-39,50-29,48 Ricorso al debito a breve 23,55 7,72 5,45-0,41 17,47 17,53 17,34 19,09 17,86 16,83-0,57 Ricorso al debito a medio/lungo 22,49 6,76 0,89-3,66 9,48 6,01 6,53 5,48 6,87 7,20 2,35 Ricorso ad autofinanziamento 0,00 9,40 5,39-5,82 13,03 5,15 8,05 4,96 7,80 5,42 7,10 (*) i valori sono espressi in saldi, che consistono nel rapporto tra la differenza tra le risposte indicanti aumento rispetto a quelle indicanti diminuzione e il totale delle risposte. 17

19 Figura 8 - Andamento dell accesso al credito e forme di finanziamento Il saldo dell indebitamento a medio e lungo termine passa dal 7,2% della precedente rilevazione al 2,35% dell attuale. Aumenta di circa 2 punti percentuale il saldo relativo al ricorso all autofinanziamento che passa dal 5,42% al 7,1%. Figura 9 Serie storica accesso al credito 18

20 Investimenti I semestre 2014 Nella situazione di disagio economico, il 65,5% delle imprese non ha effettuato nuovi investimenti nel corso del I semestre del Ed in che modo hanno investito gli imprenditori aderenti alla Confapi? Rispetto al II semestre del 2013, il 34,5% degli imprenditori che ha effettuato investimenti dichiara un aumento degli investimenti nella misura del 57,63%. Tra questi, il 33,9% degli intervistati ha dichiarato che l andamento degli investimenti si è mantenuto stabile rispetto al semestre precedente, a fronte di un 8,47% che ha visto una diminuzione degli stessi. Sono stati effettuati investimenti nel corso del I semestre del 2014 Si 34,5% No 65,5% Le imprese che hanno effettuato investimenti (34,5%) nel corso del I semestre del 2014 principalmente hanno investito al fine di ampliare il potenziale della propria azienda con impianti, macchinari e attrezzature all avanguardia. Questi tipi di investimenti sono il 51,95% del totale degli investimenti materiali effettuati. Di minore entità è la percentuale degli investimenti immateriali effettuati (30%). Andamento investimenti effettuati rispetto al primo semestre 2014: In aumento 57,63% Stabile 33,90% In diminuzione 8,47% Gli investimenti materiali appaiono comunque in ripresa, con valori che si avvicinano molto a quelli registrati prima della crisi. Le imprese che hanno investito in impianti e macchine per ufficio aumentano dal 10,2% al 13,9%, una percentuale in linea con i livelli del secondo semestre

21 La propensione ad investire in impianti aumenta di circa 14 punti percentuali, mentre quella ad investire in macchine per ufficio sale di circa 3 punti. Anche gli investimenti in mezzi di trasporto appaiono in leggera ripresa +2,4%. Un leggero rallentamento si registra invece per gli investimenti immateriali. In particolare, diminuiscono gli investimenti in organizzazione ( 4,3%), formazione (5,4%), mentre la propensione ad investire in ricerca (10,7%) diminuisce di 1 punto percentuale. Figura 10 - Destinazione degli investimenti 2007 I I I I I I I Impianti e macchine per uff. 65,2% 44,9% 54,5% 33,1% 24,6% 30,0% 18,2% 30,1% 22,0% 28,8% 44,9% 39,1% 19,8% 24,8% 42,8% Impianti 40,7% 31,3% 36,7% 24,7% 19,4% 23,1% 13,5% 22,3% 13,2% 18,6% 29,4% 30,4% 11,2% 14,6% 28,9% Macchine per ufficio 24,5% 13,7% 17,8% 8,4% 5,2% 6,9% 4,7% 7,8% 8,8% 10,2% 15,4% 8,7% 8,6% 10,2% 13,9% Mezzi Trasporto 21,6% 10,7% 16,6% 5,5% 5,0% 5,8% 4,1% 6,8% - 7,1% 8,0% 6,3% 4,8% 5,1% 7,5% Immobili 18,6% 9,0% 10,0% 5,1% 5,4% 3,8% 2,8% 5,3% 4,7% 6,6% 6,9% 4,0% 6.2% 5,6% 3,2% Ricerca 25,1% 14,5% 16,5% 10,3% 9,7% 4,5% 5,8% 8,1% 8,3% 9,7% 23,1% 9,1% 7,9% 11,7% 10,7% Marchi 16,0% 6,1% 8,7% 3,0% 2,6% 1,3% 2,2% 2,9% - 4,1% 5,5% 4,0% 2,7% 3,2% 3,4% Organizzazione 22,9% 12,4% 15,2% 7,4% 5,3% 2,7% 4,2% 6,2% 6,8% 7,4% 19,7% 4,7% 5,8% 8,9% 4,3% Formazione 23,9% 13,7% 18,7% 10,6% 6,6% 3,6% 4,7% 6,8% 7,2% 10,0% 23,1% 9,5% 11,2% 12,0% 5,4% Certificazione 20,7% 10,3% 12,8% 6,3% 4,9% 2,5% 3,7% 4,2% 4,6% 5,4% 10,1% 3,6% 3,6% 5,4% 3,5% Pubblicità 22,8% 13,3% 15,4% 8,0% 8,0% 3,6% 5,0% 5,2% 4,6% 7,7% 13,9% 3,6% 5,6% 5,7% 2,1% Altro 17,2% 5,8% 7,4% 2,1% - 0,8% 1,2% ,6% 1,2% - - 3,2% Intenzioni di investimento 37,0% 37,2% 44,7% 21,7% 18,1% 33,3% 30,5% 24,7% 19,2% 31,4% 25.94% 34,8% 28,5% 31,6% 34,6% Cresce, rispetto al semestre precedente, il numero di imprese che segnalano l intenzione di voler effettuare nuovi investimenti nel secondo semestre del Il 34,6% degli intervistati ha infatti dichiarato che effettuerà investimenti nel semestre in corso. Finalità prevalente degli investimenti materiali: Sostituzione 34,69% Ampliamento 51,02% Non risponde 14,29% Il 51% delle imprese intervistate ha effettuato investimenti materiali con finalità prevalente in merito all ampliamento degli impianti, il 34,69% per sostituzione. 20

22 Figura 11 Principali investimenti effettuati L autofinanziamento si conferma come modalità principale di finanziamento per gli investimenti. Come mostra la figura 11, l autofinanziamento è stato utilizzato per il 72,22% Figura 11 Modalità finanziamento investimenti 21

23 degli intervistati per finanziare investimenti immateriali e per il 48,86% per gli investimenti materiali. Il peso del credito bancario è maggiore negli investimenti materiali (55,1%) rispetto agli immateriali (27,78%). Gli imprenditori intervistati hanno dichiarato di non aver fatto ricorso a finanziamenti pubblici per effettuare investimenti. Conclusioni Nell insieme, i dati dell indagine ci consegnano un istantanea ricca di suggestioni: la prima, ovvia, è che l attività produttiva si situa oggi su livelli leggermente più alti rispetto a quelli dei sei mesi precedenti, la seconda, è che gli elementi di incertezza permangono e, addirittura si ripropongono in molti ambiti dell attività delle imprese. Il grafico che paragona per ogni indagine le aspettative e le condizioni correnti, oltre a mostrare il tendenziale raffreddamento della ripresa, presenta una barra pressoché orizzontale tipica delle fasi di incertezza. A cosa è legata questa incertezza, quali sono gli aspetti critici che emergono dall indagine? Dalla presente rilevazione emerge che il recupero è stato intrapreso in modo stabile : tutti i saldi riferiti alla situazione corrente restano in territorio negativo, quindi c è ancora un prevalere di imprese che segnalano che l attività è rallentata, ma suggeriscono anche un ritorno alla crescita, sia pure molto marginale, nel semestre in corso. La prima evidenza che si percepisce è la debolezza della domanda domestica, i saldi sia correnti che attesi e sia riferiti agli ordini che al fatturato presentano livelli e dinamiche radicalmente differenti tra mercato nazionale e mercati esteri, questi visti in ottica più positiva al crescere della distanza geografica. Ci sono alcuni elementi che supportano la credibilità di questo recupero: il fatto che il nesso situazione-attuale aspettative sottolinei la capacità degli imprenditori di leggere gli sviluppi dell attività, almeno a breve termine. I segnali di ripresa della domanda sono più nitidi sui mercati esteri che su quelli domestici; l essere in grado di intercettarli è condizione essenziale per tornare ai livelli di produzione pre-crisi. Se per certi versi è possibile affermare che le imprese operano in un contesto in cui le condizioni esterne (prezzi delle commodities, tassi di cambio) si sono stabilizzate - il che tutto sommato rende più fluida l attività imprenditoriale - d altro canto sembra evidente che 22

24 la competizione è diventata più dura e questo si riflette su una capacità di generare profitti non particolarmente brillanti. Pochi profitti infatti significano pochi investimenti, in particolare in una fase in cui comunque vi è difficoltà di accesso al credito. Gli investimenti sono scesi nelle componenti immateriali che forse sono quelle più connesse con le scelte strategiche aziendali. Nell attuale contesto qualche forma di supporto al capitale di impresa potrebbe essere particolarmente benefica: consentirebbe infatti di migliorare l accesso al credito, di allungare l orizzonte di pianificazione strategica dell impresa e, in generale, di renderla più solida rispetto a possibili shock esterni. In un momento in cui si stenta a trovare nel sistema produttivo una forza interna e un nuovo modello che faccia da propulsore per la ripresa economica: il tessuto imprenditoriale delle piccole e medie imprese è in difficoltà e si pone in posizione assolutamente difensiva. 23

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