PROGETTAZIONE Anno 2014 Numero progressivo: 9

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1 PROGETTAZIONE Anno 2014 Numero progressivo: 9 SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA Allegato 1 ENTE 1) Ente proponente il progetto: CITTA DI TORINO 2) Codice di accreditamento: NZ ) Albo e classe di iscrizione: Albo regionale 1^ classe CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: DONNE VITTIME DI VIOLENZA, DA SOLE O CON FIGLI MINORI: ACCOGLIENZA, TUTELA E PREVENZIONE 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): A-11; Assistenza Donne con minori a carico e donne in difficoltà 6) Descrizione dell area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Presentazione dell ente proponente Il Telefono Rosa di Torino opera dal 1993 sul territorio cittadino, provinciale e regionale: scopo dell Associazione di Volontariato (ONLUS regolarmente iscritta all Albo Regionale delle Associazioni di Volontariato riconosciute) è l ascolto, l accoglienza e l accompagnamento di donne vittime di violenza fisica, psicologica e/o sessuale e dei figli minori a carico spesso vittime di violenza assistita. Si tratta di una associazione di genere, al cui interno operano volontarie dell accoglienza psicologhe avvocatesse, sia nel settore civile sia penale due operatrici di coordinamento di uno specifico progetto Casa di Accoglienza Approdo per donne vittime di violenza (realizzato in cooperazione con l IPAB Casa Benefica e con il sostegno della Compagnia di San Paolo), una struttura residenziale per donne vittime di violenza, dimesse dai pronto soccorso degli ospedali di riferimento della città di Torino. Il progetto si attiva immediatamente dopo la dimissione dai pronto soccorso degli ospedali di riferimento un percorso di affrancamento psico-sociale e psicologico con orientamento abitativo, al lavoro, e realizzazione di specifici progetti personali di autonomia, inizialmente orientati alla protezione - sicurezza e all acquisizione e al mantenimento di una adeguata salute fisica e mentale una mediatrice culturale di lingua madre araba che si occupa di attività specifiche connesse al proprio ruolo due operatori e un operatrice dei servizi esterni ed esperti in tecnologie informatiche e gestione di spazi web. 1

2 Le diverse attività sono soggette alla verifica di: un consiglio direttivo formato da cinque componenti una coordinatrice organizzativa particolarmente presente nel servizio interno e in quelli esterni e di supporto operativo nelle azioni di rete una supervisione tecnico-scientifica affidata ad uno psicologo e psicoterapeuta esterno con specifiche competenze nel settore della violenza di genere. Le attività riguardano sia l ascolto telefonico sia l accoglienza in sede, dove vengono promosse le strategie più opportune di affrancamento dalla violenza, mantenendo però la massima attenzione nei confronti della soggettività delle donne accolte. Da considerare con particolare interesse che, oltre alle donne vittime di violenza, vi è anche la frequente presenza di figli minori, talvolta vittime di violenza assistita e in alcuni casi anche direttamente coinvolti in esperienze di violenza. Per questo motivo, oltre alle specifiche competenze realizzabili in Associazione, si fa riferimento alla rete operativa a livello territoriale. Nel corso degli ultimi anni si sono quindi perfezionati specifici piani formativi rivolti alle operatrici e alle volontarie dell associazione con l obbiettivo di riconoscere, verificare e confrontare le dinamiche legate ad una genitorialità sostenibile, in particolare nei confronti dei minori. Inoltre, si è lavorato molto sulle competenze legate all accoglienza, sviluppando in particolare la capacità di attivare risorse di rete (ad esempio gruppi di sostegno sul ruolo genitoriale). Negli ultimi anni per raggiungere un maggior numero di persone si è lavorato molto sulle metodologie comunicative favorendo l accessibilità e l utilizzo di sedi virtuali adeguate. In particolare l associazione ha predisposto il sito del Telefono Rosa di Torino (www.telefonorosatorino.it) che viene costantemente aggiornato e molto utilizzato (dato il significativo numero di click). Inoltre è stato sviluppato un ulteriore sito dedicato alle giovani generazioni, sul quale è possibile consultare ed utilizzare un ampio materiale di informazione e formativo (www.capacidifuturo.altervista.org). Vengono inoltre utilizzati i contatti via mail, i social network collaborando con le associazioni di genere e i centri antiviolenza sul territorio nazionale, in particolare con il numero verde antiviolenza del Dipartimento per le Pari Opportunità Negli ultimi anni le telefonate sono state diverse migliaia, mentre le accoglienze in sede sono state ancora più numerose, considerando l attività dello sportello lavoro, dei gruppi di animazione artistica e di attività espressive; il ruolo che il Telefono Rosa di Torino ha assunto nel panorama della rete antiviolenza operativa nella Regione. Su 646 contatti nel corso del 2013, 247 sono stati gli ascolti e le azioni di orientamento e 399 le prese in carico associative. A questi dati uniamo, sempre per il 2013, più di contatti di emergenza ed aiuto attraverso le , soprattutto da donne di altre regioni italiane e anche da alcuni uomini indirettamente coinvolti nel tema della violenza di genere. A questi bisogna unire i contatti in essere tramite i social network (circa 990 contatti). Il Telefono Rosa di Torino si è dotato di una supervisione scientifica ed operativa esterna e collabora con proprie rappresentanti al Coordinamento Cittadino e Provinciale contro la Violenza alle Donne. E referente formativo per diversi Assessorati alle Pari Opportunità in ambito cittadino, provinciale e regionale ed ha operato con una propria task force alla realizzazione del Progetto INTERAGIRE, coordinato dalla Regione Piemonte per la realizzazione di una rete di contrasto alla violenza, che consente di uniformare le strategie di intervento e di assumere approfondite conoscenze sul fenomeno in tutto il territorio regionale. Il progetto è risultato vincitore del Bando Nazionale promulgato dal Ministero per le Pari Opportunità e si è avvalso di un Comitato di Pilotaggio di alto valore scientifico. La formazione specifica e un tutoraggio continuo consentono di acquisire conoscenze e competenze realizzandole nell immediato in una serie di attività tipiche dell associazione. La competenza diventa una risorsa per ampliare i turni di servizio, per procedere ad accompagnamenti più continui e mirati, per creare le condizioni di affrancamento alle donne in situazione di violenza attuando insieme la parte di percorso più densa di insidie e pertanto con la necessità di opportuni e continui punti di riferimento. L aumento delle prestazioni in senso quantitativo consente anche di aumentare il bagaglio delle risorse disponibili in senso innovativo (ad esempio, orientamento nella formazione o alla ricerca del lavoro, o l adesione a programmi locali di housing sociale) rendendo qualitativamente più ricca di opportunità l accoglienza che le donne ricevono al Telefono Rosa di Torino. L Associazione ha inoltre aumentato le proprie presenze esterne attraverso i servizi Presenza Amica, (servizio di accompagnamento e assistenza serale e notturno sul territorio Stazione Torino Porta Nuova) e Vicino a Te unità mobile di ascolto/accoglienza, nonché, dal 2008, il ruolo di coordinamento operativo di una struttura di accoglienza per donne provenienti dal Pronto Soccorso di cinque tra i principali ospedali cittadini (i presidi afferenti alla nuova Città della Salute e delle Scienze, in particolare i presidi Molinette e S. Anna, il Maria Vittoria, l ospedale Gradenigo e San Giovanni Bosco). Il progetto consente infatti di rinunciare all ottica assistenzialista a favore di progetti specifici di affrancamento 2

3 realizzati in un periodo che va da pochi giorni ad un massimo di 6 mesi. La struttura residenziale accoglie un massimo di 8 donne, e sono attive 3 operatrici, un coordinamento psicologico, una regia operativa e amministrativa, nonché uno stretto contatto con i dirigenti medici dei pronto soccorso coinvolti nel progetto. Il monitoraggio e la valutazione avvengono a cura di una ricercatrice dell Università degli Studi di Torino e per il sostegno psicologico, psichiatrico, anche in senso etnico e multiculturale sono attivi accordi con la Rete Dafne, con il Mamre, con il Centro Marco Cavallo. Il progetto è in stretto raccordo con il servizio di Call Center del Comune di Torino, con il riferimento locale della rete 1522 e con case e strutture di accoglienza di secondo livello. Le azioni sono svolte in rete con i servizi sanitari, psicosociali, di accoglienza per la salute mentale e nell ambito giuridico. In particolare: 1. Presenza Amica è un servizio operativo attraverso una sede di coordinamento ubicata nella stazione di Torino Porta Nuova (atrio stazione, di fronte ai binari, accanto alla sede della Polizia Ferroviaria) che ha funzione di sede di accoglienza e anche di ascolto nelle emergenze, e di gruppi itineranti di operatrici e operatori nella zona della stazione ferroviaria e nelle zone limitrofe. E attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 20 alle ore 24 e si propone di creare condizioni di presenza attiva, dissuasiva, preventiva insieme alle opportunità di accompagnamento nei confronti delle donne che più frequentemente percepiscono le condizioni di insicurezza di questi ampi spazi urbani. L accompagnamento viene attuato dai binari alle fermate degli autobus, dei taxi e della metropolitana e viceversa. Il servizio può essere contattato direttamente, rivolgendosi alle operatrici ed agli operatori, oppure chiamando il telefono cellulare di cui il servizio è dotato. Presenza Amica garantisce ascolto, accompagnamenti, ma anche informazioni e sensibilizzazione, considerando anche il numero di persone, spesso straniere, che transitano nella città di Torino. Le operatrici e gli operatori posseggono competenze linguistiche da consentire il dialogo anche con utenti stranieri (inglese, francese, spagnolo). L attivazione delle risorse territoriali risulta facilitato dai contatti autonomi delle utenti che reperiscono l informazione nelle diverse stazioni o grazie agli invii delle sedi della Polizia Ferroviaria ubicate nelle principali stazioni ferroviarie della Regione Piemonte. Il servizio Presenza Amica, per le sue specifiche caratteristiche di territorialità e, sovente, di azione in emergenza, anche di tipo assistenziale, prevede una collaborazione, segnalata nella parte dedicata, con l Associazione Opportunanda e con l Associazione Progetto Leonardo. 2. Vicino a Te è un servizio realizzato con la collaborazione della Regione Piemonte e della Provincia di Torino, nonché della Consigliera Provinciale di Parità, e prevede l utilizzo di un camper appositamente attrezzato che percorre le strade e le piazze della provincia, promuovendo informazione e sensibilizzazione, intercettazione e contrasto alla violenza, ma anche orientamento ai diritti e all utilizzo dei servizi del territorio (sociali, sanitari, di pari opportunità,...). Sul camper inoltre è possibile procedere, in forma riservata, all ascolto delle situazioni che la cittadinanza porta al servizio. Un ulteriore ampliamento del servizio è previsto nella seconda parte del 2014, con l avvio di presenze di ascolto, informazione e sensibilizzazione con diversi istituto di istruzione secondaria superiore della Città di Torino e provincia. 3. Il Progetto APPRODO ha invece rappresentato una opportunità in partnerariato con Casa Benefica Ipab e la Compagnia di San Paolo. In stretto collegamento con i Pronto Soccorso (inizialmente dell Ospedale Ostetrico Ginecologico S. Anna di Torino sede del Pronto Soccorso Violenza Sessuale e dell Ospedale Molinette di Torino sede di coordinamento del pronto soccorso per violenze fisiche, psicologiche o sessuali, attualmente confluiti nella Città della Salute e della Scienza di Torino, l Ospedale Gradenigo, il S.Giovanni Bosco e il Maria Vittoria) è stata realizzata una struttura di accoglienza residenziale che attraverso la gestione residenziale e amministrativa di altro ente e con la partecipazione di tre operatrici dedicate e di uno psicologo di riferimento, attua percorsi di autonomia utilizzando risorse e servizi del Telefono Rosa di Torino. Il protocollo di intervento e di accoglienza e le procedure di affrancamento rappresentano un percorso innovativo nel genere panorama delle opportunità offerte alle donne vittime di violenza e maltrattamento. Nello specifico, l ente coresponsabile del progetto attua iniziative nel settore dell accoglienza mamma-bambino e nelle comunità dedicate ai minori. Il progetto Approdo è attivo dal 2008 ed ha un punto di riferimento nell area sanitaria nel Centro Demetra, afferente al Presidio Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. Le pregresse esperienze del Servizio Civile Volontario Nel corso del tempo, la progettazione prima, ma soprattutto un attento monitoraggio e confronto durante e dopo il servizio svolto dai volontari in servizio civile, ha consentito di osservare con 3

4 attenzione e di confrontare le aspettative legate al servizio con le esigenze di una associazione di genere, centro antiviolenza e delle iniziative attuate nel corso del tempo. Riteniamo debba essere considerato il fatto che le progettazioni che si sono succedute nel tempo non hanno mai rappresentato la mera riproposizione del percorso precedente, ma una continua implementazione degli elementi che costituiscono non solo il servizio, ma la pratica dei centri antiviolenza, diffondendo, insieme ai saperi, anche le pratiche in costante evoluzione. Il panorama nel quale si realizza la violenza contro le donne e nei confronti di minori vittime di violenza diretta o assistita è in costante evoluzione: verifichiamo l aggravarsi e la recrudescenza dei fenomeni violenti, sovente non causati, però aggravati da contesti di disgregazione delle sicurezze più elementari delle cittadine. Proprio per questi motivi, uno degli attuali orientamenti dell Associazione è quello di porsi come interlocutrice di enti competenti ad attuare specifici percorsi di individuazione e trattamento dei perpetratori di violenza. Ogni progettazione (o riprogettazione) non può che partire da diversi piani di analisi: 1. La realtà delle volontarie che hanno prestato i precedenti servizi; 6 di loro hanno continuato la loro attività come volontarie dell accoglienza, 3 sono operatrici dei servizi esterni (casa di accoglienza e Presenza Amica), 1 sta svolgendo il tirocinio di specialità in psicologia clinica presso il Presidio Molinette, Centro Demetra, diverse sono le volontarie dei passati bandi che hanno continuano a svolgere attività nel campo legale, psicologico e sociale come attività lavorativa, alle dipendenze o come libere professioniste. 2. L osservatorio sulle dinamiche violente sia interno sia in rete con gli altri centri territoriali e nazionali, anche con le azioni promosse dal Coordinamento Cittadino e Provinciale contro la Violenza alle Donne ; 3. La necessità di riformulare in modo efficace le criticità evidenziate nel passato; 4. L assoluta necessità di essere comunque struttura operativa di servizio, elemento al quale tutte le componenti devono adeguarsi, Le operazioni che hanno consentito l analisi e la gestione delle criticità sono state oggetto di specifici confronti tra operatori interni e tra operatori e volontari e volontarie del servizio civile. In alcuni casi va considerato che non sempre è necessario addivenire ad un punto di vista comune, ma è essenziale imparare, nello svolgimento del servizio civile, il confronto ed il rispetto come modalità di relazione efficace. Descrizione del contesto locale Il contesto nel quale agisce il progetto è quello di una città e di un territorio sostanzialmente multietnici, con un incremento di problematiche legate all integrazione e al difficile momento socioeconomico, che si riflette ovviamente nelle zone a più alto indice di industrializzazione. La rete di riferimento con la quale interagiscono le azioni del Telefono Rosa di Torino è particolarmente significativa: il Centro Demetra e il Presidio Molinette nell area sanitaria, il Presidio S.Anna, Casa Benefica Ipab per la gestione del progetto Approdo, istituti scolastici del territorio, partecipazione a Tavoli e Coordinamenti Cittadini e Provinciali, il protocollo di intesa per Presenza Amica, la collaborazione con le Associazioni Opportunanda e Progetto Leonardo, il protocollo A.S.I.I.R., il progetto Mariposas, i centro di servizio per il volontariato della provincia e la stessa Università. Non sono comunque certo solo le difficoltà economiche a rappresentare motivi scatenanti per la violenza: ma di certo si sommano diverse precarietà che incidono, indirettamente, sulle potenzialità di affrancamento delle donne dalla violenza. Basti, come esempio, la difficoltà a trovare una collocazione lavorativa o una abitazione che rappresenti la realizzazione concreta di un percorso di autonomia. Le accoglienze nel tempo (e quindi l osservatorio che internamente all Associazione sviluppa monitoraggi, riflessioni e conseguenti azioni) si sono comunque ampliate anche a livello regionale mentre le potenzialità tecnologiche di internet consentono di attivare metodologie di ascolto a distanza tramite . Dal 2009 la presenza dell associazione e gli interventi diretti si sono strutturati anche a livello regionale, essendo associazione di coordinamento formativo per la formazione di volontarie dell accoglienza nella creazione di centri di ascolto attivabili in tutte le province della Regione Piemonte, nell ambito del Piano Regionale di contrasto alla violenza di genere. Inoltre, la presenza sul territorio regionale è stata implementata dalla partecipazione al progetto finanziato quale primo assoluto in graduatoria nel bando sulla sicurezza promosso dal Ministero per le Pari Opportunità nell anno In questo caso, il ruolo tecnico di analisi, gestione e rilevazione delle dinamiche violente è stato attribuito al Telefono Rosa con la partecipazione di proprie competenze tecniche, psicologiche e legali. Il Telefono Rosa è inoltre: 4

5 referente del numero unico nazionale antiviolenza 1522 membro attivo del Coordinamento Cittadino contro la Violenza alle Donne (vedere copia Accordo allegato) partecipante al tavolo di lavoro provinciale per la valutazione e il trattamento dei maltrattanti (vedere delibera allegata) promotore di una azione di rete per il servizio Presenza Amica con la Polizia di Stato, la Polizia Ferroviaria, la Società Grandi Stazioni, la Società Trenitalia, l Ascom e la Confesercenti (vedere Protocollo D Intesa allegato) riferimento per tirocini formativi promossi dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell Università di Torino parte attiva nelle azioni di rete come indicato analiticamente nel prosieguo. I dati generali sulle accoglienze hanno visto nel 2013 un numero di 646 donne accolte, con 399 prese in carico. Da notare l assestamento delle donne accolte con figli (superiore al 75%), la significativa presenza di donne di cittadinanza non italiana e il costante aumento delle segnalazioni per stalking, che, grazie anche al nuovo assetto giuridico, è elemento riconosciuto e gestibile sia sul versante legale che sul piano della gestione degli effetti psicologici delle diverse persecuzioni subite. I dati generali del 2013 sono i seguenti. I DATI SULLE ACCOGLIENZE 2013 Numero Numero Ascolto/Orientamento 247 Contatti sezione 1601 Donne prese in carico 399 aiuto on line, e- mail e social N TOTALE donne accolte 646 network Accompagnamento rete 107 dell'assistenza con le agenzie del privato sociale e istituzionale dei servizi Numero Percentuale Giorno Lunedì ,83% Martedì ,93% Mercoledì ,94% Giovedì 69 10,68% Venerdì ,60% Sabato 13 2,01% TOTALE ,00% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (646) che hanno dato risposta. Ora dell'accoglienza ,96% ,88% ,30% ,08% ,77% TOTALE ,00% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (646) che hanno dato risposta. Età ,45% ,48% ,04% ,48% ,35% ,73% > ,47% 5

6 TOTALE ,00% non rilevato: 2 - il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (644) che hanno dato risposta. Stato Civile Nubile ,93% Coniugata ,24% Convivente 94 14,66% Separata 67 10,45% Divorziata 40 6,24% Vedova 3 0,47% TOTALE ,00% non rilevato: 5 - il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (641) che hanno dato risposta. La donna ha figli Si ,27% No ,40% Incinta 15 2,33% TOTALE ,00% non rilevato: 3-il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (643) che hanno dato risposta. Quanti figli Uno ,76% Due ,64% Tre 65 13,43% Più di tre 25 5,17% TOTALE ,00% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (484) con figli. Nazionalità Italiana ,73% Straniera ,27% TOTALE ,00% non rilevato: 4- il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (642) che hanno dato risposta. Residenza Torino ,63% Prov. To ,29% Piemonte 24 3,74% Altra reg. 15 2,34% TOTALE ,00% non rilevato: 5-il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (639) che hanno dato risposta. Titolo di studio Licenza elementare 15 2,34% licenza media inferiore ,89% licenza media superiore ,60% Laurea 91 14,17% TOTALE ,00% non rilevato: 4-il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (639) che hanno dato risposta. Professione Disoccupata ,91% Studentessa 28 4,38% Casalinga 41 6,41% Ritirata dal lavoro 28 4,38% 6

7 Operaia 39 6,09% Impiegata ,34% Coll. domestica 52 8,13% Insegnante 19 2,97% Commerciante 18 2,81% Professioni sanitarie 31 4,84% Lavoratrice precaria 35 5,47% Dirigente 1 0,16% Libera professionista 11 1,72% Imprenditrice 5 0,78% Forze dell'ordine 2 0,31% Cassa int. o mobilità 1 0,16% Altro 1 0,16% TOTALE ,00% non rilevato: 6 - il dato è riferito al n totale delle donne accolte (646) Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (640) che hanno dato risposta. Prov. della chiamata Abitazione propria ,33% Posto di lavoro 74 11,46% Abitaz. Amici 41 6,35% Abitaz. Parenti 29 4,49% Servizi sociali 3 0,46% Per strada 70 10,84% Posto Polizia 4 0,62% Pronto soccorso 8 1,24% Servizi sanitari 10 1,55% Altro 19 2,94% Venuta in sede ,73% TOTALE ,00% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (646) che hanno dato risposta. La donna, dichiara di non essere stata vittima di alcuna forma di violenza, si è rivolta all'associazione per informazioni o orientamento ai diritti per: Separazione 18 25,35% Divorzio 12 16,90% Affidamento dei figli 11 15,49% Conflitti sul lavoro 21 29,58% Altro 9 12,68% TOTALE ,00% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (71) che hanno dato risposta. Donne che hanno subito violenza ,01% Violenza segnalata Violenza sessuale 74 12,87% (risposta multipla) Violenza fisica ,65% Violenza psicologica ,74% Violenza verbale/minacce ,22% Violenza economica ,04% Mobbing 29 5,04% Stalking ,96% Prostituzione forzata 7 1,22% Altro 9 1,57% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne 7

8 che subiscono violenza (575). La somma delle percentuali è superiore al 100% in quanto, spesso, le donne subiscono contemporaneamente più forme di violenza. Tipo di violenza Extrafamiliare ,87% segnalata Intrafamiliare ,20% Di gruppo 7 1,22% Tratta 4 0,70% Altro 0 0,00% TOTALE ,00% non rilevato: 3 - il dato è riferito al n totale delle donne che subiscono violenza (575) Infanzia 6 1,05% Adolescenza 31 5,45% Età adulta ,50% TOTALE ,00% non rilevato: 6 - il dato è riferito al n totale delle donne che subiscono violenza (575) La donna ha sporto Si ,49% denuncia per la No ,51% violenza attuale? TOTALE ,00% non rilevato: 4 - il dato è riferito al n totale delle donne che subiscono violenza (575) Esistono Violenza subita 94 19,42% maltrattamenti Violenza assistita ,82% anche sui figli? Nessuna violenza ,76% TOTALE ,00% Nota metodologica: il valore percentuale per ciascuna riga è dato dal rapporto tra il valore della variabile ed il totale delle donne (484) con figli. Ci si chiede quindi quali siano i motivi per cui le donne paiono sempre di più vittime di violenza, soprattutto intrafamiliare: e valga ancora una volta il dato secondo cui sono più le donne a rivolgersi ai centri antiviolenza e ai presidi sanitari di coloro che, invece, procedono direttamente attraverso una segnalazione alle forze dell ordine o alla magistratura. In realtà, pur esistendo una sostanziale e generale difficoltà ad affrancarsi dalla violenza, è proprio il contesto economico a rendere più problematiche le procedure di uscita dal maltrattamento, soprattutto familiare. La precarietà a cui si espone la donna stessa ed i propri figli, la mancanza a volte di valide alternative, le persecuzioni che sempre più caratterizzano la condotta del maltrattante (circa il 23% delle donne segnalano un comportamento assimilabile allo stalking) sono alcuni degli elementi ritenuti utili per spiegare quali siano le difficoltà nei percorsi delle donne che si rivolgono non solo al Telefono Rosa, ma ai centri antiviolenza di tutta Italia. Uno spaccato che consente di evidenziare quali sia, in generale, il contesto nel quale l associazione opera è dato dai servizi esterni dell associazione, verso i quali si orientano anche le competenze delle volontarie del servizio civile in attività di servizio. La prima realtà che fornisce un utile osservatorio sulle difficoltà di cittadinanza, appartenenza, solidarietà a vicinanza è dato da PRESENZA AMICA, servizio svolto presso la Stazione di Torino Porta Nuova dal lunedì al venerdì dalle ore 20 alle ore 24. Presenza Amica ha avuto modo di interagire con migliaia di persone, offrendo loro ascolto e assistenza, ma anche orientamento sulle diverse realtà urbane. Nello specifico, proprio la utilizzata sul territorio vicino e in generale nelle azioni di regia territoriali o extraterritoriali rappresentano per l associazione e per i volontari in servizio civile una pratica efficace da utilizzarsi direttamente nel servizio ma anche buona prassi in qualunque azione venga svolta nelle professioni e nel volontariato sociale. MONITORAGGIO ATTIVITA' "PRESENZA AMICA" ANNO 2013 MONITORAGGIO ANNO 2013 TOT INTERVENTI UOMINI DONNE AZIONI DI SOCIALIZZAZIONE ITALIANI STRANIERI INFORMAZIONI INFORMAZIONI in lingue straniere 356 INDICAZIONE LUOGO PROVENIENZA UTENTI (*) 8

9 ACCOGLIENZA/ORIENTAMENTO VIAGGIATRICI/ORI IN SITUAZIONE PROBLEMATICA 3402 ACCOMPAGNAMENTO FARMACIA ASSISTENZA VIAGGIATORI RESIDENTI IN ALTRA REGIONE ASSISTENZA/ACCOGLIENZA IN SEDE 3821 ACCOMPAGNAMENTO interno stazione 1669 esterno stazione 3534 SCIPPO 16 interno stazione 6 esterno stazione EMERGENZA ORDINE PUBBLICO 29 ASSISTENZA VIAGGIATORI RESIDENTI ALL'ESTERO ASSISTENZA VIAGGIATORI RESIDENTI IN PIEMONTE interno stazione 9 esterno stazione 20 ASSISTENZA 4501 interno stazione 1573 esterno stazione 2928 Pertinenza Provinciale dei EMERGENZA ASSISTENZA 307 viaggiatori residenti in interno stazione 107 esterno stazione 200 Piemonte EMERGENZA SANITARIA 41 interno stazione 20 esterno stazione ALESSANDRIA ASSISTENZA FERMATE TRAM/BUS ASTI FERMATA N via S.Secondo n c.so Re Umberto n BIELLA via Sacchi n c.so Re Umberto n via Sacchi n via Arsenale n CUNEO fronte P.N. n p.za C. Felice n fronte P.N. n p.za C. Felice n NOVARA Vittorio/Umberto n 35 via XX Settembre 472 n Vittorio/Umberto n via XX Settembre n TORINO Metro/P.Nuova 52 Metro/Re Umberto VERBANIA INTERVENTO DI: 194 VERCELLI Forze dell'ordine/polizia Municipale 98 Ambulanza 41 Associazioni 571 (*) Per quanto riguarda la provenienza, non è stato Emergenza freddo 870 possibile registrarla per Ricerca posti letto 1231 tutte/i le/gli utenti. Altro 51 Si precisa che i dati sono difformi al totale delle persone accolte perché è possibile che si sia reso necessario attivare per ogni singolo caso più risorse e/o strumenti d'aiuto. Presenza Amica è diventato un vero e proprio osservatorio sociale territoriale, con un approccio basato sull orientamento verso l analisi e la valutazione di bisogni specifici, spesso operando per soluzioni concrete, pur nell emergenza. In particolare su migliaia di contatti, è immediato intravedere numerosi elementi: 1. la presenza di cittadini appartenenti al territorio cittadino, ma anche del territorio provinciale e regionale; 2. la presenza di una massa consistente di cittadini stranieri (ai quali il servizio offre anche un servizio di interpretariato nelle principali lingue europee) 3. la sinergia con forze dell ordine, servizi sanitari, associazioni e attività di strada; in particolare la possibilità di attivare, oltre all accoglienza in emergenza, anche la rete dei servizi che, a partire dal giorno successivo, possono utilmente farsi carico del problema presentato; 9

10 4. molte situazioni di precarietà nelle quali luoghi sicuri e operatori competenti possono operativamente attivare azioni di contrasto al disagio, all emarginazione, alla marginalità e in ogni caso alle negazioni dei diritti fondamentali di cittadinanza, in particolare nei confronti delle donne e di donne con minori al seguito; 5. l evidenza che buone prassi di ascolto e di accoglienza, anche in situazione di emergenza dovuta all orario serale-notturno garantiscono a donne e minori di avere un riferimento utile e sicuro; Un ulteriore osservatorio è quello di VICINO A TE: servizio svolto con un camper itinerante su tutto il territorio provinciale ed attrezzato per offrire informazioni, ascolto, orientamento, sensibilizzazione. Nel corso dei servizi, spesso resi con la piena collaborazione e il coordinamento di Amministrazioni Comunali, Rappresentanze delle Pari Opportunità e associazionismo locale, si sono potuti confrontare direttamente sul territorio elementi di precarietà e mancanza anche dei più elementari diritti di cittadinanza. Non solo per carenza degli stessi, ma a volte per la mancata conoscenza che la cittadinanza ha delle opportunità che comunque enti e istituzioni sono in grado di veicolare attraverso i servizi del territorio. Alcuni dati: - il 63% degli accessi al servizio sono donne casi in emergenza (di cui 62 maltrattamenti fisici e psicologici, 17 violenze sessuali ) persone hanno espresso esigenza di attivazione sussidi cittadini stranieri hanno richiesto informazioni su documenti e normativa anziani in situazione di solitudine ed emarginazione persone hanno richiesto informazioni per la ricerca del lavoro - 61 persone hanno segnalato problemi legati alla sicurezza - 62 persone diversamente abili hanno ricevuto indicazioni su opportunità di tutela e autonomia inoltre cresce notevolmente il numero di persone che nonostante il lavoro regolare non riescono a pagare affitto e bollette L obiettivo è che nei confronti delle/degli utenti del servizio venga ribaltata l ottica dell intervento: non viene reso un servizio a soggetti passivi e/o deboli, ma a soggetti credibili, capaci attraverso il dialogo di introdurre una relazione spesso finalizzata ad essere parte attiva del proprio cambiamento. E un vero e proprio lavoro su strade, piazze, quartieri (luoghi dove al tempo stesso si consumano innumerevoli spleen, drammi e speranze), per intercettare la violenza, il disagio o la marginalità ma anche per trasmettere la cultura della vicinanza, dell appartenenza, della solidarietà, della relazione come contrasto essenziale alle difficoltà che investono tutte le generazioni e i generi, ma soprattutto le donne. Beneficiarie/i dirette/i sono le cittadine e i cittadini che vivono o sono a conoscenza di situazioni legate alla violenza, soprattutto intra-familiare; che pensano ai disagi vissuti da minori, anche all interno del proprio nucleo familiare; a donne (ma anche uomini) che in questo particolare periodo storico e sociale vedono negati i loro diritti fondamentali, quali la salute, la socialità, il lavoro o la sopravvivenza. Un contesto che ormai non appartiene solo a specifiche categorie disagiate, ma che accoglie l esercito dei nuovi poveri e di coloro che stentano a garantirsi le risorse minime per la propria sussistenza. Beneficiari indiretti sono le parti coinvolte a livello locale, (istituzioni locali o provinciali, sistemi sociali e sanitari, scuole, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato,..): una rete territoriale che spesso stenta a mettersi in moto ma che, opportunamente attivata, può dare risposte concrete ai problemi fondamentali della cittadinanza. Sono due gli aspetti da considerare con attenzione: un primo è dato dalla percentuale di persone che per la prima volta si sono rivolte a Vicino a Te. Se nel 2012 la percentuale si aggirava intorno al 55%, quest anno notiamo un innalzamento della percentuale pari al 65,00%. Dunque, sono sempre più le persone che potrebbero vedere attivate a loro favore azioni ed interventi a tutela. Un ulteriore aspetto riguarda il rapporto fra le persone di sesso femminile e quelle di sesso maschile: i dati del 2012 riportavano una percentuale di uomini pari al 31% a fronte di un 69% di donne, oggi la percentuale di uomini è salita al 37%, contro il 63% di donne. Ciò è particolarmente indicativo perché, seppure ancora residuale, la presenza maschile mostra segnali di attivazione per sé, per una/un parente, una/un amica/o, un familiare, etc., perlomeno a livello pratico e operativo. In sostanza, il 2013 vede sempre di più l accoglienza di casi legati a: 1. donne che subiscono maltrattamenti, violenze, molestie, stalking, umiliazioni, e le varie problematiche ad esse connesse. 2. la ricorrenza delle forme di pesante controllo (economico, relazionale) dell uomo che tante donne dichiarano durante le accoglienze. Proprio questo controllo a caratterizzare il ciclo della violenza. 3. Esclusione lavorativo-occupazionale, fragilità economica e sociali, emergenza abitativa. 10

11 4. Impoverimento dovuto a gravi indebitamenti, alla solitudine, alla frantumazione delle relazioni familiari 5. aumento di forme patologiche di dipendenze da gioco (casinò, videopoker, videolottery, slot machine, gioco d'azzardo online, gratta e vinci, slot machine),da alcool, droghe, internet, sesso,etc. Questo tipo di dipendenza non è in genere esplicitamente espressa dal/dalla dipendente e soltanto l ascolto paziente è in grado di far emergere il problema. Nel 92% dei casi, infatti, la patologia è stata indicata da un parente (in genere la moglie, il marito, la/il partner, figli), e solo nel 8% è stata nominata direttamente dalla persona interessata che ha chiesto aiuto proprio in qualità di dipendente. 6. crescita di problemi legati alla salute connessi con una condizione di svantaggio sociale, economico, affettivo. Un ruolo essenziale è svolto dallo SPORTELLO DI SEGRETARIATO SOCIALE, attivo all interno della sede associativa. Presso lo sportello si realizzano le seguenti attività: creazione e aggiornamento di banche dati; colloqui individuali di consulenza e orientamento per definire le competenze personali; colloqui di gruppo di ricerca attiva del lavoro; incontri formativi sul Bilancio di Competenze; ricerca e aggiornamento sul territorio di risorse utili per le donne accolte; orientamento sul versante del housing sociale. Sono state coinvolte allo sportello nell anno donne prese in carico, 107 accompagnate alla rete dell assistenza con le agenzie del privato sociale e istituzionale dei servizi. L attività di orientamento che avviene in modo coordinato una volta la settimana ma anche ogni giorno, in forme diverse, si attua nei servizi interni ma soprattutto in quelli esterni del Telefono Rosa Piemonte. L obbiettivo principale è quello di istaurare relazioni con donne vittime di violenza e/o maltrattamento che mostrano nell immediato l esigenza di una decodifica dei bisogni, una attenta valutazione delle situazioni di particolare emergenza, una visione completa delle realtà individuali per poter operare in modo coerente in un percorso che sia il più possibile attivo e concreto. Obiettivi realizzabili attraverso l interazione, prima immediata e poi programmata, con operatrici che conoscono profondamente le realtà del territorio, e che devono sapersi orientare anche in circostanze che non sono facili da gestire. Accade molto frequentemente che la decisione di allontanarsi da situazioni di coppia o familiari renda incerte molte donne che non possono contare su una sufficiente autonomia. E utile precisare che spesso quella che viene erroneamente definita come dipendenza sia invece una progressiva e volontaria perdita di autonomia creata da un perpetratore che in tal modo riesce a garantirti una sorta di vincolo affettivo, economico, personale, familiare. Lo sportello, pertanto, si rivolge alle donne che devono affrontare le conseguenze personali derivanti da problemi di violenza, separazione, divorzio, tradimenti, abbandoni e che hanno la necessità di acquisire una autonomia socio-economica e abitativa. Lo sportello offre uno spazio di ascolto e di confronto, accompagnamento, affiancamento, consulenza sociale e supporto nella ricerca attiva di lavoro. Allo Sportello le donne possono trovare informazioni su servizi scolastici ed educativi, salute ed assistenza sanitaria, ambulatori, casa, contributi economici, fondi di sostegno, agevolazioni e bonus: tutti elementi che, uniti all autonomia economica, possono consentire di progettare concreti obiettivi per sé e, se presenti, anche per i propri figli. Lo sportello permette inoltre di realizzare un efficace orientamento alle opportunità lavorative presenti sul territorio. Si tratta di un confronto propedeutico a qualunque scelta venga decisa dalla donna. E necessaria una attenta analisi del pregresso, delle competenze acquisite a livello scolastico o nelle eventuali precedenti esperienze lavorative: insomma, una sorta di autocertificazione delle competenze al fine di individuare quali siano le soluzioni correttamente perseguibili. In un secondo tempo, si procede alla compilazione e/o all aggiornamento del curriculum delle donne accolte; se la situazione lo consente, si esplora la possibilità di ricorrere a borse lavoro o ad iniziative di formazione finalizzate all impiego. In ogni caso, si promuove insieme con le donne la ricerca e la pubblicazione delle offerte di lavoro pubblicate sui quotidiani, sulle riviste o periodici, su siti internet o presso i siti delle agenzie interinali. L attività è caratterizzata, innanzitutto, da un monitoraggio costante delle competenze lavorative della donna che accede allo sportello, a cui segue e si intreccia un monitoraggio delle opportunità lavorative che enti pubblici o privati offrono sul mercato, con il fine ultimo di mettere in rapporto la domanda e l offerta al fine di produrre reali opportunità lavorative e non forme non sempre utili di puro assistenzialismo. Occorre comunque segnalare, a favore della realizzata esperienza di rete (esattamente l ostacolo che molte altre realtà sono costrette a gestire) che si è creata e implementata un ottima collaborazione fra 11

12 lo sportello sociale del Telefono Rosa e agenzie del Lavoro, i Centri per l Impiego, i Centri Lavoro e gli Sportelli di ricerca del lavoro del territorio (Fondazione Operti, Fondazione Adecco), lo Sportello Informagiovani, i Centri di Formazione (Casa di Carità Arte e Mestieri, Enaip, Csea, Centro Studi Raffaello), insieme ai centri territoriali di formazione e di educazione permanente. Un dato positivo che dà significato all utilizzo e alla diffusione delle nuove tecnologie è dato dall aumento del numero di donne con le quali è possibile lavorare via e scambiare informazioni e novità rispetto agli annunci di ricerca lavoro e i corsi di formazione. D altra parte si assiste anche all aumento delle donne che con consapevolezza chiedono aiuto per capire meglio come conciliare professione/formazione/famiglia; molte di loro necessitano di informazioni per un nuovo orientamento al perfezionamento o ai nuovi percorsi formativi (65% delle donne accolte). Si è notato, dall analisi dei dati, un brusco aumento delle donne che conoscono la dura realtà della disoccupazione e devono ritrovare un posto di lavoro, in sensibile aumento rispetto al Il Telefono Rosa di Torino collabora poi in modo operativo alle azioni di una struttura di accoglienza per donne vittime di violenza dimesse dai principali pronto soccorso ospedalieri della città di Torino. La struttura di accoglienza del PROGETTO APPRODO è stata attivata nel corso del 2008, grazie al rinnovato impegno della Compagnia di San Paolo, ente finanziatore dell' iniziativa, nonché dal confermato impegno degli enti di riferimento, il Telefono Rosa per la parte operativa e Casa Benefica Ipab per la parte strutturale e organizzativa. Si sono consolidate due importanti modifiche ampliamento dello spazio dedicato alle ospiti, distinto da quelli abitativo, garantendo quindi spazi individuali utili per esigenze diverse e lavori di gruppo, oltre che l'ampliamento dei pronto soccorso di riferimento. Giova ricordare che il progetto è dedicato alle donne vittime di violenza o maltrattamenti dimesse (fino allo scorso agosto) dai pronto soccorso dell' Ospedale San Giovanni Battista di Torino (Molinette) e dall'o.i.r.m. - Sant'Anna. Dal settembre 2010, invece, aderiscono al progetto gli ospedali Maria Vittoria, San Giovanni Bosco e Gradenigo. Oltre tutto, Molinette e OIRM S.Anna sono due presidi della neo costituita Città della Salute e della Scienza, il che unifica i riferimenti, i partnerariati formativi e progettuali e le stesse azioni in rete previste Questo consente di allargare la rete delle collaborazioni territoriali ampliando i pronto soccorso di riferimento e creando, di conseguenza, maggiori possibilità di passaggio diretto dalle strutture sanitarie di emergenza ad un progetto che prevede una prima accoglienza e l'avvio del percorso di affrancamento. Ciò ha creato indubbiamente problemi di disponibilità di posti: ma è sintomatico che Approdo, sempre di più, rappresenta il filo conduttore che lega le donne che afferiscono ai pronto soccorso cittadini ad una struttura di immediata accoglienza. Va ricordato che il progetto prevede permanenze da un minimo di 7 giorni ad un massimo di 6 mesi. Dall ottobre 2008 ad oggi sono state accolte ed hanno effettuato il percorso previsto 54 donne, con un periodo medio di permanenza di 128 giorni (pari a poco più di 4 mesi). Per ognuna di essere sono state attivate risorse interne al progetto e anche la rete dei servizi esterni, che hanno consentito di gestire e coordinare diversi tipi di intervento (salute fisica e mentale in prima istanza, poi l autonomia economica e quella abitativa, insieme con adeguate prese in carico da parte dei servizi psicosociali di riferimento, senza dimenticare i percorsi giudiziari, sia a livello civile sia penale). Particolarmente significativo il dato secondo cui solo poco più del 10% delle donne accolte nel progetto si è nuovamente ricongiunta al maltrattante. Percentuale ottima, considerando il rischio che, nei difficili percorsi di affrancamento e nella difficoltà di attivare sempre risorse immediate, si ceda alle intenzioni del maltrattante di tornare con lui. Nel corso del 2013 (da novembre 2012 a ottobre 2013), il Progetto Approdo ha registrato: Continuità rispetto al 2012 sul numero di donne accolte (21 nel 2012, 22 nel 2013). Incremento degli accessi provenienti direttamente dai servizi di Pronto Soccorso ospedaliero (1 nel 2012, 13 nel 2013). Prosecuzione del confronto con il Centro Demetra e sviluppo di un Accordo di Collaborazione al fine di individuare modalità condivise di accoglienza ed invio più efficaci e strutturate in riferimento ai bisogni espressi e favorire l attivazione tempestiva della risorsa territoriale competenti. Aumento degli invii di donne da altre istituzioni ed associazioni, evidenza di un maggiore consolidamento territoriale e di riconoscimento del Progetto quale risorsa di riferimento per la prima accoglienza di donne vittime di violenze in condizioni di emergenza abitativa. Ampliamento e consolidamento della rete di risorse psicologiche e psichiatriche specialistiche (e non vincolate all accesso tramite SSN) con la stipula (in corso di finalizzazione) di un nuovo Accordo di Collaborazione con il Centro Migranti Marco Cavallo (Cecchi Point), finalizzato ad offrire un sostegno specialistico (clinico, psicologico e socio-assistenziale) per donne straniere. 12

13 Ampliamento delle attività psicosociali con l avvio di nuovi laboratori creativi, in collaborazione anche con altri enti ed associazioni. Implementazione e consolidamento di azioni volte a inserire le donne ospiti in un circuito virtuoso di solidarietà e reciprocità, tramite una serie di azioni interne ed esterne fra cui l avvio del progetto sperimentale Azioni di tempo solidale, la collaborazione con l UNICEF (laboratorio Pigotte ), la partecipazione ad attività volontaristiche presso la Casa del Quartiere di San Salvario e l Associazione Alma Mater. Avvio della ricerca di nuove risorse abitative, a partire dalla rete dei progetti finanziati da Compagnia di San Paolo in ambito di housing sociale Apertura di un confronto sul tema della valutazione a partire dalla necessità di rendere conto delle crescenti complessità dei percorsi di affrancamento delle donne ospiti. Descrizione dei servizi analoghi Si reputa opportuno, nel contesto territoriale, fare riferimento alla rete degli enti e dei servizi con i quali il Telefono Rosa collabora: una RETE DI COLLABORAZIONI CITTADINE E SOVRATERRITORIALI. All interno di una prassi operativa tesa a fornire sempre maggiori strumenti in risposta ai bisogni espressi dalle utenti/ospiti dei servizi, l Associazione Volontarie del Telefono Rosa ha stretto rapporti con: 1. Istituzioni Pubbliche. A livello municipale vi sono cooperazioni con 1. Ufficio Adulti in Difficoltà Ufficio Stranieri, 2. Ufficio Minori Stranieri, 3. Servizi Sociali decentrati, Servizi di Educativa Territoriale, 4. Corpo di Polizia Municipale e Nucleo Prossimità Con le ASL la rete prevede i Pronto Soccorso e servizi sociali interni alle strutture ospedaliere (San Giovanni, Molinette, Mauriziano, Martini, Maria Vittoria, Gradenigo, San Giovanni Bosco, Sant Anna) e i Centri di Salute Mentale, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino il riferimento è il Gruppo specializzato Fasce deboli, nella Prefettura di Torino, l Assistenza Sociale e settore stranieri e con le Forze dell Ordine (Polizia, Carabinieri, Polizie Locali, ecc), i contatti sono in rete con Uffici denunce, querele, esposti. 2. Istituzioni Private. Contatti e collaborazioni con i Centri di Ascolto cittadini, i Centri di Volontariato Vincenziano, la Divina Provvidenza Cottolengo, il Coordinamento Caritas Diocesana, l Ufficio Diocesano Pastorale, Le due tuniche, la Bartolomeo & C., la delegazione dell ufficio Pio San Paolo, l Associazione Opportunanda, il Coordinamento cittadino degli operatori di Bassa Soglia. 3. Per le esigenze legate all abitazione, i riferimento sono il Cottolengo (ufficio Casa), la Fondazione Don Mario Operti, la Società San Vincenzo de Paoli, l Équipe per la ricerca abitativa del Servizio di via Sidoli, l Ufficio per il diritto alla casa del Comune di Torino. 4. Nel settore delle dipendenze, si coopera con il Gruppo Abele, con l Ambulatorio Nuove Dipendenze Ospedale San Giovanni Battista (Molinette), con l Ambulatorio GAP ASL TO2 Torino, con l Associazione Solidarietà Giovanile, con l ACAT (associazione Club Alcolisti in Trattamento), con il Drop In di Corso Svizzera (ASL), con il Drop In di via Pacini e i Drop In regionali. 5. Nel settore sanitario, i riferimenti prevedono la Croce Rossa Italiana, l Associazione Protesi Dentaria Gratuita, l Ambulatorio medico a Bassa Soglia, il Dafne per le vittime di reato, il SERMIG Poliambulatorio medico Giovanni Paolo II, l I.S.I. (Informazione Sanitaria Immigrati), oltre ai presidi che cooperano con il progetto Approdo e che sono riferimenti di emergenza e di presa in carico. 6. Per le donne straniere, i servizi di rete prevedono il Centro Mamre, l Ufficio Diocesano Pastorale Migranti, l Alma Terra, l Alma Mater, il Centro Franz Fanon, il Servizio Migrantes, l Associazione La Tenda, Progetto Leonardo, Opportunanda. 7. A favore delle donne che necessitano di ospitalità madre/bambino, si possono attivare le seguenti associazioni: Accogliere le Donne, Suore Albertine, Casa Miriam, Casa Maria Porta di Speranza, La Tenda, il SERMIG e l associazione Gentes. 8. Infine, per gli inserimenti lavorativi, la rete prevede la Pastorale Sociale e del lavoro, La Tenda Servizi, il P.G. Frassati, la Cooperativa Mosaico, In/contro Produzione Lavoro, il Centro di Formazione Permanente, il Consorzio Abele Lavoro e le Agenzie interinali presenti sul territorio. Per un approccio che mette al centro dei percorsi di ascolto-accoglienza e accompagnamento la donna nella propria soggettività, i problemi/bisogni ai quali il progetto intende dare una risposta concreta necessitano di un adeguato supporto di rete, realizzato nello specifico da: 1. reti costituite dagli enti e dalle associazioni riportate nella sezione precedente; 13

14 2. cooperazione con il presidio Molinette (Città della Salute e della Scienza di Torino) (vedere copia dichiarazione allegata); cooperazione con il presidio S.Anna (Città della Salute e della Scienza); 3. cooperazione con il Centro Demetra, (Presidio Molinette, Azienda Città della Salute e della Scienza di Torino (vedere lettera di sostegno allegata); 4. collaborazione con Casa Benefica Ipab per la gestione e il funzionamento della struttura di accoglienza del progetto Approdo, finanziato dalla Compagnia di San Paolo (vedere dichiarazione allegata); 5. attivazione di una collaborazione continuativa, a livello formativo, con l Istituto Linguistico Internazionale A. Spinelli di Torino (vedere dichiarazione allegata); 6. partecipazione al Tavolo per l ascolto e il trattamento dei maltrattanti, (vedere copia delibera allegata); 7. partecipazione attiva al Coordinamento Cittadino e Provinciale contro la Violenza alle Donne (vedere copia Protocollo d Intesa allegato); 8. protocollo di intesa con la Città di Torino, la Questura di Torino, la Società Grandi Stazioni, la Società Trenitalia, la Confesercenti e l Ascom per la realizzazione del servizio Presenza Amica presso la Stazione di Torino Porta Nuova (vedere copia Protocollo d Intesa allegato); 9. cooperazione con la Consigliera di Parità della Provincia di Torino per il servizio Vicino a Te; 10. cooperazione in atto con l Associazione Opportunanda, (vedere dichiarazione allegata); 11. cooperazione in atto con l Associazione Progetto Leonardo (vedere dichiarazione allegata); 12. partecipazione al protocollo A.S.I.I.R. Ampliamento Strategie Implementazione Integrazione Reti contro la violenza di genere e stalking (vedere accordo di collaborazione allegato); 13. cooperazione con Centri di Servizio per il Volontariato della Provincia di Torino; 14. pregresse esperienze di convenzione per tirocini formativi con l Università degli Studi di Torino (vedere dichiarazione allegata). Destinatari e beneficiari Destinatari Donne in situazione di disagio personale, sociale, economico, determinato da violenza e/o maltrattamento, da negazione dei principi di pari opportunità, da condotte persecutorie e violente. Minori vittime di violenza assistita Donne che necessitano di un percorso di genitorialità sostenibile a fronte del personale progetto di affrancamento dalla violenza Ragazze adolescenti e in generale studenti delle scuole secondarie superiori che necessitano di percorsi di ascolto e di consapevolezza soprattutto legati all uso delle nuove tecnologie Beneficiari Nell individuazione dei destinatari del progetto, va anche considerato che la ricaduta positiva del progetto permette di evidenziare impatti positivi riferibili anche a: 1. Livello familiare, attraverso una tutela delle componenti più deboli del nucleo familiare; 2. Livello sociale, consentendo una migliore espressione del diritti delle donne; 3. Livello sanitario, diminuendo i costi sanitari intervenendo precocemente soprattutto sulle vittime di violenza intrafamiliare e sull impatto che le violenze hanno sullo stato di salute delle donne e dei minori; 4. Livello scolastico, con una iniziativa di formazione permanente in alcune istituzioni scolastiche partner di vari progetti e con iniziative di contrasto alle forme attuali di prevaricazione e violenza anche attraverso i mezzi tecnologici; 5. Livello delle reti attive, in quanto il Telefono Rosa, anche tramite il progetto di Servizio Civile Volontario, consente di essere partner attivo delle reti e promotore esso stesso di reti attive sul territorio Analisi del problema L attuale contesto socioeconomico rende precarie molte situazioni: in particolare la mancanza di supporti abitativi, azioni di salute, emergenza economica. Spesso le donne rimangono escluse da alcuni processi di autonomia (ad esempio il lavoro) e sempre maggiori sono le situazioni di emarginazione, mentre appaiono in aumento i casi di nuova povertà anche a fronte di famiglie monoreddito, in particolare se ci si riferisce alle capofamiglia donne. Nel dettaglio il problema viene sintetizzato nei seguenti punti: Aumento delle situazioni di violenza contro le donne e i minori; 14

15 Crescita delle situazioni di emergenza e di crisi acuta, alla quale occorre fornire risposte immediate e competenti; programmi di affrancamento sono spesso complessi nella loro realizzazione; necessità di accompagnamento nei percorsi di autonomia per molte donne, fino all assunzione definitiva di capacità personali di promozione del cambiamento per sé e per i figli a carico; Le metodologie alla base dell intervento risultano: contrasto alla violenza; orientamento ai diritti; cura del disagio derivante dalla violenza fisica, psicologica, sessuale dei minori vittime di violenza assistita; percorsi di genitorialità sostenibile per le donne che presentano la necessità di essere rassicurate/supportate nella gestione dei figli in previsione dell allontanamento dal maltrattante; competenze e capacità relazionali e metodologiche utili a definire un bilancio di opportunità finalizzato ad un percorso efficace di contrasto alla violenza di genere e alle nuove precarietà che contribuiscono, se possibile, a rendere ancora più complicati i percorsi di autonomia; necessità di curare nello specifico le situazioni emergenti di violenza a carico del mondo giovanile, che avviene sia un forma diretta sia indiretta (per esempio, tramite i sempre più frequenti episodi di cyber-bullismo). 7) Obiettivi del progetto: Obiettivi generali del progetto Il progetto contribuisce ad offrire spazi e occasioni di ascolto, accoglienza e accompagnamento, con particolare riferimento alle modalità operative più pratiche ed efficaci in campo legale (civile e penale), psicologico e psicosociale, nonché la conoscenza dei servizi di rete e delle risorse del Centro di Coordinamento Cittadino contro la Violenza alle Donne con conseguenti capacità di autonoma gestione dei casi accolti. L intento è quello di supportare i percorsi di genitorialità sostenibile, attraverso percorsi psicologici e procedure legali e psicosociali in grado di consentire alla rete dei servizi di interfacciarsi efficacemente con le donne che presentano questo tipo di problema. Si intendono perfezionare e rendere operative le conoscenze di volontari e volontarie in servizio civile, fornendo loro capacità di ascolto, accoglienza e accompagnamento, insieme ad una profonda sensibilità nel recepire i bisogno fondamentali delle donne vittime di violenza e dei loro figli. Inoltre i volontari in servizio civile saranno affiancate nella progettazione, organizzazione e gestione di spazi informativi e formativi. Su questo punto specifico, si ipotizza di favorire nei volontari in servizio civile, anche in considerazione della loro età, la competenza specifica di progettare, organizzare e gestire e realizzare, con particolari abilità, percorsi diretti e indiretti (attraverso gli stessi mezzi di comunicazione o i social network più utilizzati). Obiettivi specifici del progetto OBIETTIVI SPECIFICI Ampliare e ottimizzare i servizi di accoglienza resi in sede e nei servizi esterni, per il contrasto alla violenza di genere, sia in senso quantitativo sia qualitativo. Ci si propone un accorciamento dei tempi di attesa per le accoglienze e le consulenze INDICATORE a. Numero di donne accolte, accessi alla consulenza psicologica e/o legale, accessi alla rete dei servizi, accessi al progetto Approdo b. Numero di azioni messe in atto da e verso la rete dei servizi sanitari, sociali, pubblici e del privato sociale N giorni tra l accoglienza e SITUAZIONE DI PARTENZA Presenza Amica, 107 emergenze interno stazione, emergenze esterno stazione e delle emergenze promosse attraverso i contatti telefonici e le accoglienze in sede. Il tempo attuale è di circa 5 giorni RISULTATO ATTESO Aumento del 5% Ottimizzazione dei percorsi di affrancamento per il 5% delle donne accolte per le opportunità e in particolare nei servizi Diminuzione del 10% e quindi attivazione entro

16 l attivazione delle risorse 4 giorni Contrastare le condizioni di solitudine e di emarginazione nelle quali si colloca spesso la violenza, valutare e salvaguardare la soggettività delle donne accolte, con attenzione ai processi di vittimizzazione e ai rischi di recidiva. Facilitare la consapevolezza del ruolo genitoriale partecipando ai gruppi dedicati. Favorire la diffusione delle informazioni per sensibilizzare il maggior numero di persone possibile attraverso l uso dei social network e dei siti web, e facilitare azioni di informazione, sensibilizzazione, formazione e uso consapevole di sane modalità relazionali tra i generi nelle giovani generazioni. Incontri con le operatrici dell accoglienza Rivisitazione e miglioramento check list per gestione dei casi N di donne che partecipano al gruppo Questionario per la raccolta di indicatori sugli effetti indiretti Numero di giovani in ambito scolastico, sportivo, ricreativo contattati nei diversi percorsi. a. Accesso ai social network b. Frequenza di accesso al sito dedicato e ai social c. Iniziative formative d. Numero di allievi coinvolti due incontri con le operatrici Il tempo attuale è di circa 5 giorni 25 donne Assente a contatti/anno b. 500 contatti/anno c. 2 iniziative/anno d. Circa 200 allievi Aumento a 3 incontri (50%) con la volontaria dell accoglienza per la gestione del percorso individuale, Diminuzione del 10% e quindi attivazione entro 4 giorni almeno 28 donne Almeno 1 da somministrare in due periodi diversi A+b. incremento del 10% dei contatti sul sito web dedicato e tramite social. c. Almeno 3 all anno e. Almeno 300 allievi 8) Descrizione del progetto e tipologia dell intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Per agevolare l esposizione delle attività progettuali necessarie al raggiungimento degli obiettivi, l impiego delle risorse e le specifiche attività dei volontari, riportiamo per ciascun obiettivo specifico il dettaglio delle attività svolte per la realizzazione del progetto. Obiettivo specifico Ampliare e ottimizzare i servizi di accoglienza resi in sede e nei servizi esterni, per il contrasto alla violenza di genere, sia in senso quantitativo sia qualitativo. 16 ATTIVITÀ a. Conoscenza delle modalità operative e affiancamento alle principali azioni del Telefono Rosa b. Conoscenza e mappatura dei servizi in rete e di quelli accessibili c. Sperimentare le accoglienze in affiancamento d. Riunioni di coordinamento dei servizi e. Conoscere i possibili percorsi di affrancamento, soprattutto individuando le migliori risorse di rete f. Conoscere e poi saper utilizzare gli indicatori di autonomia personale g. Acquisire la competenza operativa nei servizi esterni h. gestire la capacità di condividere realtà e criticità dei servizi, individuandone le potenzialità e confrontando le possibili soluzioni i. Autonomia dell individuazione delle priorità dell accoglienza, anche

17 attraverso un utilizzo ragionato della rete j. Monitoraggio autonomo dei percorsi k. Supervisione nel gruppo di coordinamento l. Competenze nelle interazioni con le realtà professionali interne dell associazione Contrastare le condizioni di solitudine e di emarginazione nelle quali si colloca spesso la violenza, valutare e salvaguardare la soggettività delle donne accolte, con attenzione ai processi di vittimizzazione e ai rischi di recidiva. a. Conoscere e condividere la scheda di accoglienza b. Condivisione degli strumenti formativi e di gestione dei casi c. Individuare le risorse più urgenti d. Sapere organizzare efficaci modalità relazionali e. Riunioni di coordinamento e supervisione per verificare andamento del servizio f. Riprogettazione delle attività g. Formazione sugli strumenti utilizzati in particolare sulla h. Revisionare la check list i. Sapere orientare alle risorse interne dell associazione j. Usare con competenza la scheda sulla vittimizzazione k. Usare con competenza la lista dei rischi di recidiva l. Verifica utilizzo della check list modificata e raccolta di elementi di valutazione dello strumento rivisto m. Stesura di un report delle attività svolte Facilitare la consapevolezza del ruolo genitoriale partecipando ai gruppi dedicati Favorire la diffusione delle informazioni per sensibilizzare il maggior numero di persone possibile attraverso l uso dei social network e dei siti web, e facilitare azioni di informazione, sensibilizzazione, formazione e uso consapevole di sane modalità relazionali tra i generi nelle giovani generazioni. a. Organizzazione e coordinamento di interventi sulla genitorialità sostenibile in fase di promozione delle opportunità b. Individuazione delle specifiche risorse personali e dell utilità alla partecipazione ai gruppi dedicati c. Programmazione e realizzazione Incontri di scambio d. Analisi delle potenzialità in termini di genitorialità sostenibile e. Ideazione e stesura del questionario per le famiglie f. Somministrazione del questionario g. Tabulazione dei dati del questionario h. Ipotizzare, confrontare e creare percorsi innovativi sui diversi ruoli delle donne vittime di violenza i. Accompagnamento nei percorsi di sostegno alle genitorialità in caso di minori vittime di violenza assistita a. Conoscere le pregresse esperienze dell Associazione dedicate al mondo giovanile (metodo e strumenti, analisi degli esiti) b. Lettura e revisione critica degli stessi c. Monitoraggio sulle azioni più urgenti nel settore delle relazioni tra i generi e nell uso dei mezzi tecnologici nelle giovani generazioni d. Saper ipotizzare un piano significativo di intervento e. Realizzare un percorso adeguato con un monitoraggio attento e significativo f. Saper gestire interventi nei confronti delle giovani generazioni, sia nel mondo scolastico sia nelle aggregazioni esterne. g. Progettazione e co-partecipazione nella realizzazione degli incontri nelle scuole h. Progettazione e realizzazione di interventi con testi, foto, video sui social network i. Aggiornamento delle pagine dei siti internet j. Raccolta dei materiali informativi esistenti e ideazione di nuovi k. Raccolta di materiale fotografico dell iniziativa l. Raccolta dati degli interventi realizzati m. Stesura di un report di valutazione degli interventi Inoltre durante l anno di servizio i volontari saranno coinvolti nel percorso di Formazione Generale e di accompagnamento all esperienza di servizio civile. Si specifica che il complesso delle azioni/attività di 17

18 seguito riportate, oltre a garantire il raggiungimento degli obiettivi previsti, risulta anche mirato a favorire il conseguimento delle finalità proprie del Servizio Civile, esperienza che deve contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani Formazione dei volontari Nel rispetto della normativa vigente, nei primi mesi di attuazione del progetto si prevede la realizzazione del percorso di Formazione Generale e dell avvio della formazione Specifica ATTIVITÀ a. Realizzazione del percorso di Formazione generale (vedi descrizione punti 29-34) b. Avvio del percorso di Formazione Specifica (vedi descrizione punti 35-41) Patto di Servizio In virtù delle specificità e delle caratteristiche proprie dell esperienza che individua nel giovane in Servizio Civile l elemento centrale dell intero progetto, nel corso del primi due mesi di attività vengono dedicati spazi specifici di riflessione per la stesura del Patto di servizio. Si pensa a questa modalità come ad uno strumento per favorire il coinvolgimento del giovane volontario nella programmazione dell intervento, in cui far emergere la propria soggettività, un percorso di autonomia e di assunzione (in prima persona) di responsabilità e impegni precisi Tutoraggio Al fine di garantire il buon livello di soddisfazione dei volontari per la partecipazione al progetti di Servizio Civile Nazionale, nonché supportare i volontari nella risoluzione di eventuali conflitti con i propri responsabili, la Città di Torino realizza lungo tutto l arco dell anno specifici percorsi di tutoraggio dell esperienza; sono complessivamente previsti 5 incontri. Monitoraggio Nel corso dei dodici mesi di realizzazione del progetto, l ente proponente e la sede di attuazione, al fine di raccogliere elementi utili alla eventuale riprogettazione in itinere dell esperienza, predispongono e realizzano specifici interventi di monitoraggio, aventi per focus il progetto realizzato a. Incontri (almeno 2) tra il singolo volontario e l'operatore Locale di riferimento b. Definizione e stesura del Patto di Servizio a. Realizzazione di 4 incontri di tutoraggio per i volontari in servizio gestiti dall'ufficio Servizio Civile della Città di Torino a. Primo degli incontri di monitoraggio OLP gestiti dall'ufficio Servizio Civile della Città di Torino b. Somministrazione di specifici questionari di valutazione dei percorsi formativi c. Realizzazione a cura dell'ufficio Servizio Civile della Città di Torino di incontri di monitoraggio di prossimità presso la singola sede di attuazione, alla presenza di OLP e volontari d. Secondo incontro di monitoraggio OLP (insieme ai volontari in servizio civile per elaborare e valutare l esperienza) e. Somministrazione di specifici questionari ai volontari ed agli OLP di riferimento f. Terzo incontro di monitoraggio degli OLP e verifica dell esperienza realizzata 18

19 Bilancio dell esperienza Considerati i principi legislativi che prevedono che il Servizio Civile debba essere finalizzato ad una crescita civica, sociale, culturale e professionale dei volontari, nel corso dell anno i giovani partecipano ad un percorso finalizzato alla attestazione da parte dell'ente di Formazione Cooperativa O.R.So. delle competenze acquisite nel corso dell esperienza. Il percorso prevede un incontro individuale tra il volontario e l OLP e 3 appuntamenti di gruppo gestiti da un orientatore dell'ente certificatore. a. Primo incontro di gruppo b. Colloquio individuale del volontario con il proprio OLP di riferimento c. Secondo e terzo incontro di gruppo d. Rilascio della Dichiarazione delle competenze acquisite In virtù di quanto sopra indicato, ipotizzando l avvio del servizio nel corso del mese di aprile 2015, le attività previste nell ambito delle diverse obiettivi/attività si svilupperanno secondo il seguente cronoprogramma di massima: Mese Fase Formazione X X X X X X Patto di Servizio X X Ampliare servizi X X X X X X X X X X X X Contrastare la solitudine X X X X X X X X X X X X Facilitare ruolo genitoriale X X X X X X X X X X X X Sensibilizzazione dei giovani X X X X X X X X Tutoraggio X X X X X Monitoraggio X X X X X X X X Bilancio dell esperienza X X X X 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Oltre alle risorse previste dalla vigente normativa in materia di Servizio Civile (Operatore Locale di Progetto, Formatori, Operatori del monitoraggio), per la realizzazione delle attività previste nell ambito del progetto, ciascun volontario interagirà attivamente con le seguenti altre figure: N RUOLO Precedenti esperienze 1 Tutor Gestione di gruppi di (dipendente volontari in servizio e/o a civile contratto dell ente Città di Torino) 1 Orientatore (dipendente dell Ente di Formazione Cooperativa ORSo) 2 Psicologhe dell accoglien za (in particolare, con una di esse, con pregressa esperienza anche nel settore minorile e Esperto di orientamento e attività con i giovani Psicologhe e psicoterapeute, una delle quali già responsabile del servizio di psicologia ASL, entrambe con pregressa esperienza nel settore della violenza di genere e nel campo minorile 19 ATTIVITA IN CUI VIENE COINVOLTO Gestione del percorso di tutoraggio (5 incontri) Gestione del percorso di Bilancio dell esperienza Competenza e accompagnamento nell autonomia delle accoglienze, orientamento verso le reti di opportunità I percorsi di affrancamento, gli indicatori di autonomia personale, La conoscenza della rete Autonomia operativa nei servizi esterni Capacità di condividere realtà e criticità dei servizi Monitoraggio autonomo dei percorsi Competenze nelle interazioni con le realtà professionali dell associazione Competenze personali e realtà dei percorsi di affrancamento

20 competenze nella gestione dei gruppi) 5 Avvocatesse dell associazi one (in numero di due, una per il settore penalistico e una per il settore civilistico) 10 Volontarie dell accoglien za con particolare esperienza e competenza (nello specifico, le volontarie di maggiore esperienza e in particolare quelle che sono esperte nell affianca mento alle aspiranti volontarie) 1 Psicologo formatore e supervisore esterno (psicologo psicoterapeut a con curriculum adeguato, pregressa cooperazione con l Associazion e dal 1997) e referente di altri enti e associazioni del territorio locale e nazionale) Avvocatesse con specifica competenza civilistica e penalistica nel settore della violenza di genere. Le volontarie coinvolte possiedono specifiche esperienze, lunga appartenenza all associazione e sono anche tutor dell accoglienza per aspiranti volontarie Pregressa esperienza nel settore delle dinamiche violente, formatore e supervisore dell Associazione dal Capacità critiche nell uso delle check list Capacità critica di uso dei materiali presenti in letteratura Sostegno alla genitorialità Conoscenza operativa della realtà dei minori vittime di violenza, creare specifici e competenti percorsi di rete Competente sulla genitorialità sostenibile Conoscenza e attenzione ai risvolti giuridici e legali di ogni azione promossa, La conoscenza della rete, Autonomia operativa nei servizi esterni Incontri di accoglienza, affiancamento Conoscenza e attenzione ai risvolti operativi in rete di ogni azione promossa, nonché attenta regia di ogni passo che riguarda l affrancamento, in particolare per gli obiettivi 1 e 2: Competenza e autonomia nelle accoglienze e nell orientamento, i percorsi di affrancamento, Gli indicatori di autonomia personale, La conoscenza della rete, Autonomia operativa nei servizi esterni Capacità di condividere realtà e criticità dei servizi Autonomia dell individuazione delle priorità dell accoglienza, anche attraverso un utilizzo ragionato della rete, Saper operare nelle assistenze in emergenza, anche in orari serali - notturni Autonomia delle competenze nel proporre/saper proporre forme di autotutela sostenibile Capacità critiche nell uso delle check list Partecipazione alle iniziative di formazione coordinate del formatore e supporto operativo nelle azioni individuali per gli obiettivi 1, 2, 3 e 4. In particolare: per la gestione dei casi per attività di supervisione e affiancamento nella crescita dell autonomia rapporto con genitorialità Donne e madri: la consapevolezza delle differenze Percorsi innovativi tra competenza, scienza e coscienza 20

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